Archivi del giorno: 21 novembre 2017

I tram di Milano compiono 90 anni


Dal 1927 uguali a se stessi

Era il 20 novembre 1927 quando il prototipo fece il primo viaggio per la città, immatricolato con il numero 1501

Sono uno dei grandi classici milanesi, come la prima della Scala, il derby a San Siro, il risotto con l’ossobuco. Intramontabili e inimitabili, rumorosi e fascinosi, amatissimi dagli indigeni e fotografatissimi dai turisti: i vecchi «Carrelli», i «Ventotto», insomma i tipici tram di Milano, quelli storici con le tre porte e lo scalino che scende mentre si aprono sui bellissimi interni usati ma non usurati, le panche di legno levigate da generazioni di sederi meneghini.  continua a leggere

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Pubblicato il 12 nov 2012

Pubblicato il 04 feb 2012

Pubblicato il 21 mag 2017

Il tram 23 di Milano nasce nel 1910 con la prima numerazione delle linee tramviarie, andava da piazza Duomo a via Bergamo.

Il 29 novembre 1926, con la rivoluzione tranviaria, passò a p.le Susa – via Bergamo; dal 1934, v.le Argonne – via Comelico; dal 1936, Ortica (via Milesi, ora capolinea del 5) – via Comelico; dal 1955 staz. Lambrate – p.le Cuoco, dal 1960 staz. Lambrate – Monte Velino, dal 1994 staz. Lambrate – piazza Fontana (Duomo).

Il video mostra il percorso del 1994, poco prima della soppressione della linea avvenuta il 27 aprile 2017. Il suo percorso era: p.za Bottini (staz. Lambrate) / via Bassini / p.za Leonardo da Vinci / via Pascoli / via degli Scipioni / via Nino Bixio / v.le Piave / p.za Tricolore / v.le Premuda / p.za Cinque Giornate / c.so di Porta Vittoria / via Larga / p.za Fontana (Duomo).

La linea 19, che negli ultimi mesi viaggiava da Roserio (ospedale Sacco) alla stazione FNM Nord Cadorna con anello in Cairoli (castello Sforzesco) percorso “fuori servizio”, è stata quindi prolungata per coprire la ex linea 23.

I mezzi impiegati sul vecchio 23 erano esclusivamente “28” (Ventotto, Carrelli, 1500, Peter Witt… hanno tanti nomi), mentre il 19 prima aveva le Carrelli con cinque tabelle di rinforzo con Bicassa 4600 oppure “All Electric” 4700 TIBB, mentre ora ha 18 vetture Peter Witt del deposito di via Leoncavallo (vicino all’officina generale ATM Teodosio) e 10 tra 4600 e 4700 Bicassa del deposito Baggio, proprio quello che ospita le vetture speciali come le sabbiere, Scuolaintram, ATMosfera ristorante, le storiche…quindi 609, 701, 711, 1503, 1723, 1794, 1822, 1847, 1855, 1957, 1970, 5137… Per questioni legate alla disponibilità di materiale rotabile, la linea2 ora ha qualche JumboTram 4900. Ad un certo punto, nel video, vediamo anche i comandi della 1611, tram tipo 1928 costruito nell’aprile 1930.

TRAM di MILANO lungo il Naviglio Grande

Pubblicato il 31 mar 2014

Inizio una ricognizione delle linee e, soprattutto, dei tipi di tram che circolano in Milano, anno 2012. Parto dalla linea 2 (tecnicamente: Piazza Bausan-Piazzale Negrelli), che corre lungo il Naviglio Grande. Sull’ altra sponda, l’ Alzaia. Sul percorso, la chiesa di S. Cristoforo. Al capolinea di Negrelli, la tipica ‘giostra’, l’ anello di ritorno. Transiti e movimenti dei mezzi. Sulla linea, le motrici serie 4600 e 4700 della ATM. La linea 2 transita dalla stazione di Porta Genova, fabbricato viaggiatori originale del 1870, stazione capolinea dei treni per Mortara (e qualcuno per Alessandria), a cui do un’ occhiata. Nel piazzale esterno gran movimento continuo di tram: fanno capolinea la linea 9 che va in Stazione Centrale coi tram Sirietto (la versione a 5 casse dei tram Sirio a 7 casse) e la linea 19, che va a Roserio. E su questa linea 19 fanno servizio gli splendidi e sempre arzilli tram tipo 1928, i classici tram per eccellenza di Milano, serie 1500 ATM. Chiamati tipo 1928 dall’ anno in cui entrarono in modo massiccio in servizio; detti anche tipo Peter Witt, dal modello americano a cui si ispirarono, oppure detti semplicemente ‘le carrelli’. I tram 1928 saranno i protagonisti della prossima puntata…

Il Milan rischia………..


Il Milan rischia davvero di essere escluso dall’Europa dopo la bocciatura dell’Uefa?

La Uefa è dunque orientata a respingere la richiesta del Milan di un accordo preventivo sul fair play finanziario. La decisione anticipata dal quotidiano spagnolo Marca trova conferme negli ambienti rossoneri. Rispetto alle anticipazioni di Marca, tuttavia, occorre fare alcune precisazioni. La decisione di non concedere il voluntary agreement è dipesa dalla difficoltà di soppesare l’andamento dei ricavi supposto dalla dirigenza rossonera nel nuovo piano, ma soprattutto dai dubbi della Uefa sulla proprietà cinese.

Tra le trenta domande sottoposte alla delegazione guidata dall’ad Marco Fassone il comitato Uefa ne ha dedicate, infatti, molte alla consistenza del patrimonio di Yonghong Li e alla sua capacità di assicurare continuità al progetto societario. Le risposte ottenute non hanno rassicurato evidentemente i giudici di Nyon. L’inchiesta del New York Times sull’impero minerario di Yonghong Li, che secondo il quotidiano statunitense non apparterrebbe al patron rossonero, ha ingrandito le perplessità.

La Uefa dal punto di vista politico non intende legittimare, sia pure indirettamente, una proprietà di cui non si fida al 100%. ……   Continua a leggere