Deroga per le accensioni dei caloriferi che dovevano entrare in funzione dal 15 ottobre
La neve ha fatto la sua comparsa sulle Dolomiti Bellunesi, in alcuni punti fino a 30 centimetri, imbiancando le Prealpi Vicentine e portando le temperature a otto gradi in alcune aree della pianura. Nella tarda serata di giovedì è stato chiuso il Passo Giau, nel Comune bellunese di Val Di Zoldo, a 2236 metri di altitudine. È stata interdetta al traffico la strada provinciale 638 e termosifoni accesi ma “solo per 7 ore al giorno”.
Le nevicate – Anche sull’Altopiano di Asiago e sul resto della montagna vicentina è arrivata la prima neve della stagione. Nella notte fra giovedì e venerdì nel comprensorio dei Sette Comuni è nevicato sopra i 1500-1600 metri, con le cime che risultavano tutte imbiancate all’alba di ieri. Sul Monte Verena, dove si trova una delle principali stazioni sciistiche dell’Altopiano, ci sono già tra i 7 e i 10 centimetri, mentre ne sono caduti oltre 15 a Cima XII e sul Monte Ortigara. Nelle prime ore del mattino la colonnina sull’Altopiano è scesa vicino agli zero gradi. La neve è caduta anche in altre località del Vicentino, dove sono imbiancate le cime del Monte Grappa, del Pasubio e delle Piccole Dolomiti, sopra il comprensorio di Recoaro Terme.
Termosifoni accesi a tempo – Le temperature sono crollate ovunque, portando le prime accensioni dei termosifoni nel Bellunese, unica provincia veneta che si trova in zona F assieme a Trento e Cuneo. Questa fascia climatica non prevede limitazioni orarie né di calendario, mentre le altre sei province venete sono in zona E, nella quale serve una deroga per l’accensione per un massimo di sette ore giornaliere fino al 15 ottobre. Il Comune di Trento ha voluto chiarire ai cittadini le corrette modalità di utilizzo del sistema di riscaldamento. “Si ricorda che in attesa della consueta ordinanza di ottobre che permette di accendere il riscaldamento per 14 ore al giorno, è sempre possibile accendere gli impianti di riscaldamento per 7 ore al giorno”. Nella zona climatica «F», invece, il funzionamento degli impianti termici non è soggetto ad alcuna limitazione. Il sindaco Franco Ianeselli, sui suoi profili social, invita per quanto possibile a non alzare troppo i termostati: “Così risparmiamo sulla bolletta e limitiamo il nostro impatto ambientale”.
Offesa a coreano Hwang di Wolves in amichevole estiva del Como
(ANSA) – Roma, 07ottobre 2024
La Fifa ha squalificato per 10 giornate, ridotte a cinque, il difensore di proprietà del Como Marco Curto, ora al Cesena in prestito, per “comportamento discriminatorio” nei confronti dell’attaccante sudcoreano dei Wolverhampton Hwang Hee-chan. L’episodio risale allo scorso luglio quando Curto, nel corso di una amichevole del club lariano a Marbella (Spagna) nel corso di un parapiglia successivo ad uno scontro di gioco – secondo i media britannici – avrebbe detto ad un compagno di squadra: “Ignoralo, pensa di essere Jackie Chan“. (ANSA).
La squadra di Firenze somiglia a una polveriera, tra (troppi) giocatori incapaci di contenersi, screzi tra compagni e un allenatore che a fine gara ha raccontato di non essere stato seguito nelle sue direttive
Una squadra sull’orlo di una crisi di nervi, oppure quell’orlo è già stato superato e la crisi di nervi è certificata? A giudicare dalla partita di Firenze, la risposta corretta parrebbe la seconda. E genera un certo stupore affermare il concetto perché questo non è – quanto meno, pareva non fosse più – il Milan di inizio stagione. Certo, la sconfitta di Leverkusen era maturata soprattutto per la prima ora di buio praticamente assoluto, a cui però era seguita un’ultima mezzora talmente confortante da far uscire il Diavolo dalla BayArena con la netta sensazione di una sconfitta immeritata. Insomma, non c’erano elementi che potessero far prevedere un passo indietro così evidente a Firenze. Anche perché Fonseca pareva aver trovato la chiave giusta per continuare a lavorare non soltanto in termini tattici, ma anche mentali. La grigliata, la “leaderanza” condivisa con cinque capitani a rotazione, i cartelli motivazionali negli spogliatoi, gli attestati di stima di alcuni giocatori. In questo contesto, il derby era parso la panacea di tutti i mali, la vera ripartenza, il booster che soltanto la vittoria in una stracittadina dopo sei schiaffi di fila poteva dare.
sproporzione – Altro che effetto derby: se c’è stato, è comunque finito subito. E allora fa effetto pensare all’abbondante quantità di nervosismo che ha macchiato la partita del Diavolo a Firenze. Nervosismo in dimensioni assolutamente sproporzionate rispetto a quello che era il bioritmo collettivo prima del fischio d’inizio (i rossoneri con una vittoria si sarebbero ritrovati secondi con l’Inter a -2 dal Napoli capolista). Segno, quindi, di malesseri che comunque covavano evidentemente sotto la cenere. Nervi saltati che hanno coinvolto parecchi giocatori. Leao, per esempio, nel primo tempo ha rimproverato platealmente un compagno reo di non averlo assistito come lui avrebbe voluto. Mentre la reazione di Tomori con Pairetto, dopo una trattenuta su Kean, è stata fuori luogo in termini di intensità e rabbia. Una rabbia da frustrazione, che infatti ha portato all’ammonizione. Quindi i due sgradevoli siparietti sui rigori a favore. Nel primo caso Hernandez ha scippato palla a Morata che ce l’aveva sotto il braccio e la stava portando sul dischetto. Il secondo episodio è ancora più clamoroso perché Tomori ha preso il pallone e l’ha consegnato intenzionalmente fra le mani di Abraham (ma perché?), che poi ha scansato bruscamente il tentativo di Pulisic di prendersi quanto gli spettava di diritto.
sceneggiata – E poi, ancora: la reazione dello stesso Pulisic quando Fonseca l’ha sostituito con Chukwueze (37′ della ripresa: “Why?”, perché?, ha chiesto più volte il nazionale Usa mentre andava a sedersi in panchina. Infine, la sceneggiata epica di Hernandez dopo il fischio finale, a muso duro contro l’arbitro Pairetto. Con la fascia al braccio: disastro completato. Ah, vale la pena inserire nell’elenco anche le parole di Fonseca nel dopogara: “I rigori? Sono inc…, il tiratore è Pulisic“. In pratica l’allenatore ha certificato il fatto di non essere seguito nelle sue direttive. Sì, probabilmente l’orlo della crisi di nervi è stato superato e il Milan c’è caduto dentro con entrambi i piedi. Spedire a fine partita il povero Gabbia (di nuovo) davanti alle telecamere non è stato ovviamente sufficiente per tornare a una situazione di normalità: ma è confortante sapere che a Milanello lavorano anche giocatori dotati di evidente saggezza.
Mentre all’interno del “Franchi” si disputava l’incontro di calcio trantina e Milan, laPolizia di Stato ha scoperto un piccolo arsenale di oggetti atti ad offendere nascosto all’interno di due pullman provenienti dal capoluogo lombardo.
A rinvenire coltelli, sfollagente telescopici di metallo, materiale pirotecnico e altro, sono stati gli agenti della Digos fiorentina con la collaborazione dei poliziotti coordinati dal Funzionario di polizia responsabile, in questo caso, della scorta dei tifosi ospiti allo stadio.
Oltre a evidenti oggetti destinati alla offesa della persona, come una dozzina di coltelli a serramanico o a scatto, gli investigatori hanno anche trovato nei pullman degli ultrà rossoneri diverse aste rigide, alle quali era stata attaccata della stoffa nera, come a simulare, verosimilmente, una bandiera.
Si tratterebbe infatti di vere e proprie tubazioni per uso idraulico che la Digos naturalmente non esclude che sarebbero potute essere utilizzate, all’occorrenza, come oggetti contundenti.
Tutti gli occupanti dei due pullman sono stati identificati a fine partita dalla Polizia Scientifica nel corso degli accertamenti finalizzati anche ad attribuire eventuali responsabilità sulla vicenda per la quale, ad oggi, l’ipotesi di reato è quella di possesso di armi, oggetti contundenti o comunque atti ad offendere, nonché artifizi pirotecnici, in occasione di manifestazioni sportive che nel nostro ordinamento è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 1000 a 1500 euro.
Tale condotta rientra infine in quelle previste per l’emissione della misura di prevenzione del DASPO, firmata dal Questore quale autorità provinciale di pubblica sicurezza.
CALCIO – L’Olanda e tutto il calcio piangono la scomparsa di Johan Neeskens, leggendario centrocampista dell’Olanda del calcio totale: aveva 73 anni. Con la maglia dell’Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive tra il 1971 e il 1973 e una Coppa Intercontinentale. Suo il gol nella finale dei Mondiali ’74 poi persa dagli Orange contro la Germania Ovest.
Il calcio piange la scomparsa di Johan Neeskens: l’ex centrocampista, leggenda dell’Olanda del calcio totale di Cruijff e dell’Ajax, si è spento all’età di 73 anni a causa delle conseguenze di un malore accusato mentre si trovava in Algeria per seguire un progetto curato dalla Federcalcio olandese. “Le parole non bastano per esprimere la gravità di questa perdita improvvisa – scrive la Federazione Orange in una nota di cordoglio -. I nostri pensieri vanno a sua moglie Marlis, ai suoi figli, alla sua famiglia e ai suoi amici. Il mondo non perde solo uno sportivo di talento, ma soprattutto una persona coinvolta, appassionata e meravigliosa“.
We are deeply saddened to learn of the passing of Dutch legend Johan Neeskens, a three-time European Cup winner and one of football's true greats.
Our thoughts are with his family, friends, and the global football community. pic.twitter.com/7NDCOTPk0e
Neeskens, il cui nome rimarrà per sempre legato anche al grande Ajax degli anni Settanta con cui vinse tre Coppe dei Campioni (dal 1971 al 1973) e una Coppa Intercontinentale, aveva segnato un gol storico su rigore nella finale dei Mondiali 1974 contro la Germania Ovest, un penalty procurato da Cruijjf dopo 50 secondi dal calcio d’inizio con i giocatori tedeschi che non erano mai riusciti a toccare il pallone. La partita venne vinta poi 2-1 in rimonta dalla Germania Ovest.
Met grote verslagenheid heeft de KNVB kennisgenomen van het onverwachte overlijden van Johan Neeskens.
Johan was een van onze allergrootsten. We gaan hem enorm missen.
We wensen zijn vrouw Marlis, zijn kinderen Christian, Tamara, Bianca en Armand, zijn kleinkinderen Djoy en… pic.twitter.com/z4ErJ7Hqeb
Nel corso della carriera vinse anche una Coppa delle Coppe e una Coppa di Spagna con il Barcellona prima di trasferirsi a New York per indossare la maglia dei Cosmos e con la maglia della Nazionale olandese disputò anche la finale dei Mondiali 1978, persa contro l’Argentina padrona di casa. Rinus Michels, allenatore dell’Olanda campione d’Europa del 1988, lo descriveva così: “Non esiste un Cruijff senza un Neeskens“.
Il Premio Scopigno come miglior allenatore della Serie A 2023-24 è andato nelle mani di Simone Inzaghi. Il tecnico dell’Inter ha approfittato dell’evento per rilasciare qualche dichiarazione ai giornalisti presenti. Si è parlato del VAR, della corsa Scudetto e della condizione fisica di Thuram.
“Dobbiamo tutti quanti aiutare gli arbitri perché non è semplice e ci sono tanti episodi al limite, difficili da giudicare. Fortunatamente abbiamo uno strumento più importante che è il VAR”.
“Sì, questo è un campionato più equilibrato rispetto alla scorsa stagione. Tante squadre si sono rinforzate e vorranno contendere all’Inter l’ultimo Scudetto vinto. Queste prime sette giornate hanno dimostrato che non ci sono partite scontate, sono tutte insidiose. Quando sei l’Inter devi essere competitivo in tutte le competizioni: portano a un dispendio fisico e di energie mentali importante, ma è il bello del calcio. Sappiamo che vincere è difficile e rivincere lo è di più, ma noi stiamo lavorando per questo anche se siamo solo all’inizio. Alle spalle abbiamo una società forte e dei dirigenti capaci che hanno lavorato bene anche quest’anno pur conoscendo i nostri paletti in questi tre anni”.
“Thuram ieri ha sentito un dottore dell’Inter, sembra che stia un po’ meglio, c’è qualche apprensione. Poi lo vedrà lo staff della Francia, speriamo possa recuperare velocemente”.
Lunedì, 07 ottobre 2024
Infortunio Thuram, l’esito degli esami: sospiro di sollievo per Inter e Francia
Marcus Thuram ha messo fine nel migliore dei modi all’astinenza dal gol che lo aveva visto rimanere a bocca asciutta per 6 partite consecutive traIntere nazionale. La tripletta rifilata sabato scorso al Torino non solo lo rilancia nella classifica marcatori, dove attualmente condivide il primato con Retegui, ma ha permesso anche ai nerazzurri di andare alla sosta come seconda forza del campionato alle spalle del Napoli. Buone notizie per l’attaccante francese arrivano anche dal punto di vista medico, dato che l’infortunio rimediato proprio durante la sfida con i granata è decisamente meno grave del previsto.
Infortunio Thuram, l’esito degli esami – Thuram si era fatto male nel contatto con Maripan che aveva poi portato all’espulsione del difensore del Toro, ma aveva comunque deciso di stringere i denti pur di rimanere in campo (con ottimi risultati, potremmo dire). Nella giornata odierna Tikus si è sottoposto a degli esami strumentali che, stando a La Gazzetta dello Sport, non hanno evidenziato alcuna lesione ai legamenti della caviglia destra.
Thuram prenderà parte agli impegni con la Francia? – Possono tirare un sospiro di sollievo Simone Inzaghi ma anche Didier Deschamps, CT della nazionale francese che potrà contare su Thuram per i prossimi impegni di Nations League. Domani mattina il giocatore si aggregherà insieme ai connazionali al ritiro di Clairefontaine, dove i transalpini prepareranno le sfide conIsraele (in programma il 10/10) e Belgio (14/10).
Confermata la gravità dell’infortunio rimediato contro l’Inter. Per il colombiano lesione del legamento crociato anteriore, del menisco mediale e del menisco laterale. Il club granata valuta la possibilità di ricorrere al mercato degli svincolati
Dramma Zapata. Gli esami strumentali ai quali il bomber granata si è sotto oggi all’ora di pranzo hanno emesso la sentenza peggiore possibile, a proposito del ginocchio sinistro lesionato sabato sera a San Siro contro l’Inter. L’attaccante colombiano si è procurato una lesione del legamento crociato anteriore, del menisco mediale e del menisco laterale. Tradotto, il campionato di Zapata è già finito e per il Toro sono guai grossi.
Il messaggio del Torino – In queste ore l’ambiente granata è traumatizzato e il primo pensiero corre a Duvan, che anche fuori dal campo si è sempre fatto apprezzare per i suoi comportamenti esemplari. “Tutto il Torino Football Club abbraccia affettuosamente Duvan con l’augurio di rivederlo al più presto protagonista in campo con la maglia granata” è il messaggio affettuoso che il club granata dedica al suo capitano.
Gli accertamenti strumentali cui è stato sottoposto Duvan Zapata hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore, del menisco mediale e del menisco laterale.
Il Torino Football Club abbraccia con affetto Duvan con l’augurio di rivederlo al più presto in campo. pic.twitter.com/BmCY8YPz42
Tra gli svincolati c’è Balotelli – Nel frattempo, però, si pensa a come correre ai ripari per colmare la voragine che si è appena aperta. In queste ore si sta già analizzando il mercato degli svincolati visto che Paolo Vanoli non ha mai nascosto di voler avere quattro punte in rosa e la perdita di Zapata comporterà la necessità di trovare un sostituto. Al momento, infatti, a disposizione ci sono soltantoAdams, Sanabria eKaramoh, visto che nei giorni scorsi si è infortunato anche il giovane Njie (lesione all’adduttore). Peccato, però, che il mercato sia chiuso fino a gennaio e che dunque, per il momento, non resti che spulciare nell’elenco digiocatori svincolati, in cima ai quali spunta il solito nome di Mario Balotelli, trentaquattro anni compiuti ad agosto e una carriera costellata di “follie” e di occasioni sprecate.
Per gennaio piace Simeone – Alternative? Il nigeriano già all’Udinese Isaac Successe l’ex azzurroMattia Destro, l’uruguagio Maxi Gomez e il francese Ben Yedder, fino al tedesco naturalizzato camerunense Choupo-Moting che però va già per i trentasei anni. Nomi, ça va sans dire, che non scaldano la fantasia dei tifosi e che – per motivi differenti – difficilmente potrebbero tornare utili a stretto giro di posta al Torino. Ecco perché il club granata potrebbe puntare decisamente sul mercato di riparazione di gennaio per trovare un’alternativa di valore che possa rendersi utile alla causa fin dall’inizio del 2025. In prima fila, in questo senso, ci sarebbe il napoletano Simeone, già trattato a più riprese nelle ultime sessioni di mercato. Le prime alternative all’argentino del Napoli potrebbero arrivare da Milano e sono l’interista Correa e il rossonero Jovic.
Previsioni meteo, la mappa delle precipitazioni per martedì 8 ottobre
In arrivo tre perturbazioni fino al weekend. Martedì 8 precipitazioni abbondanti sul Nord e sul Centro: particolare attenzione tra Liguria e Toscana. Gli effetti dell’uragano Kirk sull’Europa: “Tra Francia, Inghilterra e poi Stati europei centrali sono attese condizioni di severo maltempo con piogge intense e venti a tratti tempestosi (raffiche di oltre 100-120km/h)”
Tre perturbazioni colpiranno l’Italia questa settimana ed è allerta meteo per il primo passaggio perturbato, che potrebbe portare criticità in diverse aree del Paese, in particolare sul versante tirrenico, dove colpirà in modo intenso. Secondo le previsioni di Antonio Sanò, di ilMeteo.it, le perturbazioni in arrivo sarannofiglie di un ex uragano (Kirk) che sta raggiungendo le Isole Britanniche e le spire instabili e perturbate raggiungeranno anche il bacino del Mediterraneo, compresa l’Italia. Tutti i fronti perturbati saranno alimentati da aria più fredda in quota e sospinti invece da intensi venti meridionali(scirocco) che faranno aumentare le temperature soprattutto al Centro Sud.
Il doppio affondo del maltempo – La prima perturbazione, dunque: in queste ore sta interessando il Nord con le prime piogge sui settori occidentali. Ma sarà martedì 8 ottobre che il fronte perturbato si intensificherà ulteriormente. Sarà una giornata difficile: precipitazioni da abbondanti a molto abbondanti colpiranno la Liguria, passeranno veloci sul Piemonte e poi colpiranno Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige (soprattutto il Trentino) eFriuli Venezia Giulia. Il maltempo colpirà duramente anche la Toscana, il Lazio(Roma a rischio allagamenti) el’Umbria occidentale e meno intensamente l’Emilia Romagna. 3bmeteo specifica che “in particolare a ridosso della fascia prealpina, alpina, pedemontana, ma anche su Liguria centro-orientale, Versilia, Garfagnana e Lunigiana, non si escludono picchi locali anche di oltre 100-150 millimetri, con potenziali criticità idrogeologiche. Punte di 70-80 millimetri saranno altresì possibili anche su restante Toscana, Umbria, Lazio e alta Campania. IlMeteo.it segnala che dopo questo passaggio perturbato mercoledì 9 ci sarà una temporanea pausa più soleggiata, con venti di Libeccio, in attesa della seconda perturbazione.
Previsioni meteo, la mappa delle precipitazioni per martedì 8 ottobre
Altra perturbazione a metà settimana – Giovedì 10 ottobre un altro fronte instabile raggiungerà il Nord, ancora sospinto da forti venti di Scirocco. Il maltempo interesserà soprattutto i settori alpini, prealpini e le medio/alte pianure settentrionali, localmente la Toscana. Sarà più soleggiato e anche più caldo sul resto d’Italia (attesi picchi di 34 gradi in Sicilia). Da venerdì 11 ottobre l’alta pressione a matrice subtropicale potrebbe tornare, inizierà così un periodo di tempo più stabile con più sole e anche più caldo.
Tre uragani nell’Atlantico: gli effetti – “Attualmentel’Atlantico tropicale ospita ben tre cicloni, un evento eccezionale ad ottobre quando fisiologicamente la stagione degli uragani si avvia verso la conclusione” – spiega Francesco Nucera di 3bmeteo.com – .“Uno di questi, l’uragano Kirk, avrà effetti sebbene indiretti anche sul maltempo in Europa e in Italia. Più nello specifico, Kirk in una prima fase amplificherà gli effetti della perturbazione atlantica in arrivo martedì, anche sull’Italia. In una seconda fase arriverà in Europa, ma come ex uragano ormai completamente trasformato in ciclone extra-tropicale, pilotando la seconda perturbazione di giovedì. Nonostante non sarà più uragano, i suoi effetti potranno comunque essere significativi, tanto che anche tra Francia, Inghilterra e poi Stati europei centrali sono attese condizioni di severo maltempo con piogge intense e venti a tratti tempestosi (raffiche di oltre 100-120km/h)”.
Genova, 07 ottobre 2024
Allerta meteo Genova e Liguria: martedì 8 ottobre il clou del maltempo. “Fino a 150 mm di pioggia”
Lunedì 7 criticità gialla, ma è atteso un avviso di peggioramento. Attenzione soprattutto sulla riviera di Levante, ma temporali investiranno il Genovese. Scuole a rischio chiusura
Il maltempo investe la Liguria, dove già dalle 12 di oggi è in vigore un’allerta meteo per precipitazioni intense e rischio idrogeologico. L’avviso della Protezione civile per ‘rischio occasionale’ (allerta gialla), diffuso dall’Arpal, riguarda fiumi e torrenti delle province di Genovae La Spezia, e in parte Savona; non preoccupa invece l’Imperiese. Gli accumuli pluviometricitenderanno ad aumentare con le ore, quando la “convergenza fra venti caldi e uomini da sud est e venti freddi e secchi da nord” si farà più robusta: già da stasera potrebbero raggiungere livelli “più che significativi”.
Peggiorerà nella notte e nella mattinata di domani, martedì 8 ottobre, con “cumulate attese elevate”, tanto che le autorità potrebbero prolungare l’allerta dalla mezzanotte di oggi e innalzarla di livello (arancione/rossa). Si attende quindi una decisione sulle scuole, che in caso di criticità elevata domani potrebbero restare chiuse. Mercoledì 10 ottobre l’ondata di maltempo sulla regione dovrebbe concludersi.
Le previsioni -Un’area di bassa pressione abbraccia la Liguria: sarà la causa di temporali anche intensi. 3bMeteo.com prevede “piogge e rovesci diffusi” anche a carattere temporalesco sulla Riviera centrale e Riviera di Levante. Precipitazioni in intensificazione anche sulle Alpi, peggiora in serata sull’Appennino dove sono attesi temporali.
Accumuli di pioggia – Domani 9 ottobre il quadro potrebbe aggravarsi: su Genova le previsioni pluviometrichedi 3bMeteo nella mattinata di oggi segnalavano 95,4 mm quando la media dell’intero mese di ottobre è di 153 mm (fonte iLMeteo.it). SullaLiguria centro-orientale (come sulle vicine Versilia, Garfagnana e Lunigiana) non si escludono punte locali di oltre 100-150 millimetri.
L’allerta – L’allerta della protezione civile per oggi riguarda il rischio idrogeologico associato ai bacini liguri padani di Levante, bacini liguri marittimi di Centro, bacini liguri marittimi di Levante, bacini liguri padani di Ponente.
Nel corso dei minuti finali della sfida contro il Villarreal,Dani Carvajal ha subito un brutto infortunio. “Si conferma una grave lesione al legamento crociato, dovrò passare in sala operatoria e stare fuori dal campo per qualche mese“, ha scritto sui social lo spagnolo. Il Real, intanto, annuncia il suo rinnovo fino al 2026
La vittoria del Real Madrid contro il Villarreal è stata rovinata dal brutto infortunio subito da Dani Carvajal. Con una foto scattata direttamente dall’ambulanza e pubblicata sui social, lo spagnolo ha comunicato l’entità del suo infortunio. “Si conferma una grave lesione al legamento crociato, dovrò passare in sala operatoria e stare fuori dal campo per qualche mese. Non vedo l’ora di iniziare la guarigione e tornare come una bestia. Grazie mille a tutti per i vostri messaggi, mi sento molto amato“. In un contrasto con Yeremy Pino, lo spagnolo ha riportato una iperestensione del ginocchio destro dopo che la sua gamba era di fatto rimasta agganciata a quella dell’avversario. I Blancos e i giocatori del Villarreal hanno richiesto immediatamente l’intervento dei medici del Real Madrid. Il giocatore poi è stato costretto a lasciare il campo in barella.
Il comunicato del Real Madrid – Il Real Madrid ha comunicato quali sono le condizioni del giocatore con unanota ufficiale: “Dopo gli accertamenti effettuati sul nostro giocatore Dani Carvajal dallo staff medico del Real Madrid, gli è stata diagnosticata la rottura del legamento crociato anteriore, la rottura del legamento collaterale esterno e la rottura del tendine popliteo della gamba destra. Verrà operato nei prossimi giorni“.
Il rinnovo fino al 2026 – Poche ore dopo la notizia dell’infortunio, il Real Madrid comunica il rinnovo del giocatore. “Il Real Madrid comunica di aver concordato, come previsto, con Dani Carvajal il prolungamento del contratto del nostro calciatore, che resterà legato al club fino al 30 giugno 2026. Il Real Madrid vuole dimostrargli tutto il suo sostegno e amore e gli augura una pronta guarigione“, si legge nella nota ufficiale. Carvajal ha ringraziato il Real con un post pubblicato su Instagram: “Ho solo parole di apprezzamento nei confronti del Real e del nostro presidente Florentino Pérez. In un giorno come oggi, annunciare la continuità fino al 2026, testimonia che è il miglior club del mondo in tutti i sensi.I successi che condividiamo ci riempiono di felicità, ma è nei momenti difficili che l’anima si mostra davvero“.
Comunicado Oficial: renovación de Dani Carvajal.#RealMadrid
Il caso Diarra rischia di cambiare radicalmente le regole del mercato
Il calciomercato verso una nuova rivoluzione per il caso Diarra? Alcune delle norme della Fifa in materia di trasferimenti internazionali di calciatori professionisti sono contrarie al diritto dell’Ue, ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Ue, sottolineando che le norme “ostacolano la libertà di circolazione dei giocatori e restringono la concorrenza tra i club“. La sentenza rischia di rivoluzionare il mercato, perché potrebbe incidere anche sullo status di calciatori vincolati da contratti in essere.
Tutto nasce dal caso Diarra – La vicenda nasce infatti dal caso di Lassana Diarra, che rischia di diventare il ‘nuovo Marc Bosman’, il calciatore belga che nel 1995 ha ottenuto la sentenza che ha cancellato l’indennizzo da versare ai club per giocatori in scadenza di contratto.
Il precedente di Diarra, ora, rischia di avere un impatto dirompente nelle trattative per calciatori sotto contratto. L’ex centrocampista nel 2015 ha rescisso unilateralmente il contratto con la Lokomotiv Mosca a cui era legato da un accordo triennale. Il club russo ha chiesto 20 milioni di euro al giocatore e al suo futuro club a titolo di indennizzo.
Diarra ha fatto ricorso in Belgio contro alcune delle norme dettate dalla Fédération Internationale de Football Association (Fifa), responsabile dell’organizzazione e del controllo del calcio a livello mondiale. Lo sportivo ha sostenuto che queste norme Fifa hanno ostacolato il suo ingaggio da parte di un club di calcio belga. Lasentenza della Corte di Giustizia dell’Ue, alla fine dell’iter, gli ha dato ragione.
Le regole contestate – Le norme contestate sono parte del Regolamento sullo status e i trasferimenti dei calciatori (Rsti) della Fifa e sono destinate a essere attuate sia dalla Fifa sia dalle federazioni calcistiche nazionali che ne fanno parte, come la Federazione calcistica del Belgio (Urbsfa). Si applicano, tra l’altro, nel caso in cui un club ritenga che uno dei suoi giocatori abbia risolto il suo contratto di lavoro senza giusta causa, prima della scadenza naturale.
In casi come questo, il calciatore e qualsiasi club che intenda ingaggiarlo sono responsabili in solido: devono pagare un’indennità al club di provenienza. Inoltre, il nuovo club è passibile, in alcune situazioni, di una sanzione sportiva, il divieto di ingaggiare nuovi giocatori per un periodo.
Infine, la federazione nazionale da cui dipende il club di provenienza del giocatore deve negare il rilascio di un certificato internazionale di trasferimento alla federazione alla quale è iscritto il nuovo club, finché tra il club di provenienza e il giocatore è pendente una controversia in merito alla risoluzione del contratto. La Corte d’Appello di Mons, in Belgio, ha chiesto alla Corte di Giustizia se queste norme siano in linea con la libertà di circolazione dei lavoratori e al diritto della concorrenza. La Corte, nella sentenza, dichiara che l’insieme di queste norme è contrario al diritto dell’Unione Europea.
Perché le norme sono state bocciate – Per i giudici di Lussemburgo, queste norme sono in grado di ostacolare la libera circolazione dei calciatori professionisti che vogliano lavorare per un nuovo club, stabilito nel territorio di un altro Stato membro dell’Unione. Infatti, le norme fanno gravare sui giocatori, e sui club che intendano ingaggiarli, rischi giuridici “rilevanti“, rischi finanziari“imprevedibili” e potenzialmente “molto elevati” nonché “significativi” rischi sportivi, che, considerati nel complesso, sono tali da ostacolare il trasferimento internazionale di questi giocatori.
Anche se è vero, concedono i magistrati, che restrizioni alla libera circolazione dei giocatori professionisti possono essere giustificate dall’obiettivo di garantire la regolarità delle competizioni di calcio tra club, mantenendo un certo grado di stabilità nell’organico, tuttavia le norme, fatta salva la verifica da parte della Cour d’Appel di Mons, sembrano spingersi, sotto molti aspetti, “oltre quanto necessario” per il perseguimento dell’obiettivo.
Per quanto riguarda il diritto della concorrenza, la Corte conclude che le norme controverse mirano a restringere, se non addirittura a impedire, la concorrenza transfrontaliera che potrebbero farsi tutti i club di calcio professionistici stabiliti nell’Ue, ingaggiando unilateralmente giocatori contrattualmente legati a un altro club, o giocatori il cui contratto sia stato risolto senza giusta causa.
I giudici ricordano che la possibilità di farsi concorrenza, reclutando giocatori già formati svolge un ruolo “essenziale” nel calcio professionistico e che le norme che restringono in modo generalizzato questa forma di concorrenza, cristallizzando la ripartizione dei lavoratori tra i datori di lavoro e compartimentando i mercati, sono assimilabili a un accordo di non sollecitazione. Peraltro, la Corte conclude che, fatta salva la verifica da parte della Cour d’Appel di Mons, queste norme non sembrano essere “indispensabili o necessarie“.
Torino in ansia per Zapata: grave infortunio nel finale contro l’Inter, esce in barella – AFP via Getty Images
Duvan Zapata, attaccante e capitano del Torino, ha subito un infortunio che sembra molto gravenel finale di partita tra l’Inter e i granata: dopo aver messo a segno il gol della bandiera nel primo tempo, il colombiano si è prodigato in uno scatto contro Acerbi e Bastoni, ma nel dribbling ha messo male la gamba e si è fatto molto male al ginocchio.
E’ stata necessaria la barella per trasportarlo fuori dal campo tra gli applausi di San Siro e i gesti di incoraggiamento di compagni e avversari: si attendono gli esami per comprendere la natura dell’infortunio e l’entità dello stop, che quasi sicuramente non sarà breve. “Sembrerebbe una distorsione al ginocchio, incrociamo le dita e attendiamo i risultati di domani. Non possiamo fare altro“, ha detto il tecnico Paolo Vanoli nel post partita. Secondo Sky, Zapata era molto spaventato circa le condizioni del suo ginocchio, tanto che i medici del Torino non sono riusciti a visitarlo. Lo staff se n’è occupato in spogliatoio, il timore è quello della rottura del legamento crociato ma ribadiamo che è necessario aspettare gli esami.
Le ultime notizie relative alla cessione di quote del Milan da parte di Gerry Cardinale dopo l’articolo di La Repubblica
Paulo Fonseca e il suo Milan sono impegnati a Milanello per preparare la sfida di domenica sera al Franchi contro la Fiorentina di Raffael Palladino. Un successo darebbe certezze sul fatto che il Diavolo ha davvero svoltato, dopo aver vinto il derby, nonostante il ko di Leverkusen.
Il numero uno di RedBird – lo ricordiamo – è diventato proprietario del Milan nell’agosto 2022, acquistando il club per 1,2 miliardi di euro. Operazione, che come è noto, è stata in parte finanziata da un prestito di Elliott di 560 milioni, oltre all’investimento da 681 milioni di RedBird.
Milan, quote in vendita: la posizione di RedBird – Ora secondo il quotidiano italiano, Gerry Cardinale sarebbe pronto a vendere “fino a 150 milioni di euro del capitale iniziale investito di 681 milioni” per “riequilibrare il suo portafoglio”.
Per i potenziali nuovi investitori, La Repubblica fa riferimento alla società di investimenti statunitense Washington Harbour, sottolineando che il file circola “negli ambienti finananziari internazionali da maggio”. Quanto scritto, però, è stato smentito dal fondo americano. E’ così arrivata la presa di posizione da parte di RedBird. Il fondo americano, attraverso un suo portavoce, ha dichiarato a Reuters che Gerry Cardinale,fondatore e managing partner del fondo, “non conosce Washington Harbour e il documento citato dal giornale non gli è attribuibile”. Allo steso modo, Reuters aggiunge che Washington Harbour non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento in merito alla notizia riportata dalla stampa.
Non è la prima volta che si scrive di una possibile cessione da parte del Milan (anche solo di quote di minoranza) e non sarà certo l’ultima. La volontà di Gerry Cardinale, per il momento, è quella di tenersi il club e di farlo crescere ulteriormente, con la costruzione dello stadio. Ma RedBird prima o poi venderà il club.
Signora in campo e maestra di eleganza, è stata una delle prime donne a raccontare il tennis su giornali e in tv dopo averlo giocato ai massimi livelli
E’ morta a 89 anni Lea Pericoli, la signora del tennis italiano. Signora in campo, regina in campo e maestra di eleganza, è stata una delle prime donne a raccontare il tennis su giornali e in tv dopo averlo giocato ai massimi livelli. Lo fa sapere la Federtennis.
Classe e stile hanno caratterizzato tutta la storia di Lea Pericoli, campionessa da record del tennis italiano, con 27 titoli all’attivo nei campionati nazionali in singolare, doppio e doppio misto. Nei tornei del Grand Slam, ha raggiunto quattro volte gli ottavi al Roland Garros (1955, 1960, 1964 e 1971) e tre volte sull’erba di Wimbledon (1965, 1967 e 1970).
Numero 1 d’Italia per 14 anni tra il 1959 e il 1976, record assoluto, e per altre quattro volte numero 2 (1960, 1961, 1962 e 1973). Ha giocato 29 incontri in nazionale, con un record di otto vittorie in singolare e sei in doppio. Agli Internazionali d’Italia è stata semifinalista nel 1967, ha raggiunto 4 volte i quarti di finale (1959, 1962, 1969 e 1971) e 8 volte gli ottavi (1953, 1955, 1960, 1963, 1964, 1965, 1970 e 1972). Ha giocato cinque finali in doppio a fianco di Silvana Lazzarino (dal 1962 al 1965 e nel 1967). Con lei, ha tenuto a battesimo la formazione azzurra a Londra nel 1963.
La sua vita è stata un’avventura, iniziata ad Addis Abeba, dove il padre trasferisce la famiglia in seguito alla Guerra d’Etiopia. E’ lui a darle la prima racchetta. E’ iniziato un lungo amore con il tennis continuato in Kenya, dove viene mandata a studiare, e poi in giro per il mondo. A 17 anni, mentre è in vacanza in Versiglia dove insegnava il padre di Paolo Bertolucci, capisce che quel suo amore può diventare qualcosa di più e sceglie il tennis come carriera. “Chi cerca di diventare un campione combatte una guerra continua: è uno sport molto educativo che mi ha insegnato molto“, ha detto.
Con lo stesso spirito ha sfidato i pregiudizi, affrontato e sconfitto due tumori: un carcinoma all’utero nel 1973 e un cancro al seno nel 2012. Il Presidente Angelo Binaghi e tutto il movimento del tennis italiano si stringono con affetto alla sua famiglia in questo momento di grande dolore.
La pioggia torna a fare paura nei territori che a fatica si stavano rialzando dopo l’alluvione delle scorse settimane. Il fiume Lamone ha rotto gli argini. La situazione
Lasciare la propria casa o, se si è fortunati, restare ma piazzare sacchi di sabbia all’esterno e pensare a possibili vie di fuga in caso di pericolo. Succede ancora questo in Emilia Romagna, dove c’è l’allerta rossa per il maltempo. La stessa area colpita dall’alluvione nei giorni scorsi, quando ancora erano in corso gli interventi per rialzarsi dal disastro del 2023, torna a fare i conti col maltempo. La scena è già vista: residenti via da casa (a scopo precauzionale stavolta), corsi d’acqua sorvegliati speciali, forze dell’ordine mobilitate. La situazione nei territori colpiti dal maltempo.
Allerta meteo rossa, case evacuate – In provincia di Ravenna il pericolo è lo straripamento dei fiumi. Il sindaco di BagnacavalloMatteo Giacomoni ha firmato le ordinanze di evacuazione per le zone più a rischio. Tutti coloro che risiedono entro 50 metri di distanza dai fiumi Lamone e Senio hanno dovuto lasciare le abitazioni e fino a un chilometro dall’argine c’è l’obbligo per tutti di trasferirsi ai piani alti. Si tratta di una “evacuazione temporanea e preventiva” ed è stato allestito un centro di accoglienza al palazzetto dello sport.
Il Lamone rompe gli argini – Nella notte tra 3 e 4 ottobre il fiume Lamone ha aperto una falla a Traversara, frazione di Bagnacavallo tra quelle evacuate, nello stesso punto della rotta del 19 settembre quando il paese era stato completamente allagato. (L’articolo di RavennaToday) L’acqua ha invaso i campi.
“Sono passate appena due settimane e siamo di nuovo qui a mettere i sacchi di sabbia davanti a porte e finestre. Non so neanche descrivere la sensazione che provo“, racconta un residente. (L’articolo completo su RavennaToday).
Anche a Budrio (Bologna) e Faenza per precauzione i sindaci hanno deciso di evacuare gli abitanti delle zone già alluvionate nei giorni scorsi. “L’allerta rossa – precisa il primo cittadino di BudrioDebora Badiali.- è dovuta alle vulnerabilità territoriali connesse al precedente evento alluvionale di due settimane fa“. Nei due centri le ordinanze sono poi state revocate alla luce delle rassicuranti rilevazioni idrometriche.
Non c’è solo l’Emilia Romagna a fare i conti col maltempo. Oggi 4 ottobre, c’è l’allerta arancione in Puglia e Veneto. Gialla in altre 9 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.
Il sindaco di Nardò, in provincia di Lecce, ha disposto la chiusura del cimitero, dei parchi pubblici e delle scuole.
<<<<<<<<<< Maltempo Veneto – 04 ottobre 2024 >>>>>>>>>>
Venerdì, 04 ottobre 2024
Continua a piovere: esonda il Sile a Casale. In piena anche il Monticano e il Livenza
Idrovore in azione e personale al lavoro per tutta la notte per le piene di Monticano, Livenza e basso Sile. I tre fiumi sono sotto stretta osservazione dalle scorse ore a causa delle piogge, moderate ma costanti e prolungate, che hanno fatto alzare il livello dei corsi d’acqua.
Il Consorzio di Bonifica Piave ha impegnato tutto il personale reperibile per l’intera nottata e così sarà anche per la giornata di oggi: l’obiettivo è mantenere gli attuali livelli ed evitare che salgano ancora.
A Casale, nella zona del porticciolo, il Sile ha tracimato raggiungendo le case nella stessa zona finita sott’acqua meno di un mese fa.
Nell’area sono piovuti dai40 (verso nord) ai 70 mm (zona Roncade) nelle ultime 24 ore.
I fiumi – Sul fronte Monticano, «tutti gli impianti idrovori sono entrati in funzione e gli organi di regolazione attivati con tempistiche che hanno tenuto conto delle abbondanti piogge sulla parte meridionale del bacino idraulico» spiega il Consorzio.
Anche il fiume Livenza è in piena sostenuta e gli impianti idrovori di Albina, Campomolino, Portobuffolè e San Giovanni di Motta, sono in funzione. Appena attivato anche l’impianto di Fossabiuba.
In area Sile Basso, le precipitazioni costanti e prolungate hanno comportato l’azionamento a pieno regime dell’impianto nuovo di Portesine.
<<<<<<<<<< Maltempo Veneto – 04 ottobre 2024 >>>>>>>>>>
Vigili del fuoco al lavoro per alberi abbattuti e taglio piante a seguito delle piogge della giornata di ieri, 3 ottobre. Nel dettaglio due grossi pini marittimi sono caduti nella zona di Mogliano Veneto creando grossi disagi alla circolazione. Le squadre dei vigili del fuoco della centrale di Treviso sono intervenute nella giornata di ieri per la messa in sicurezza, con il supporto di una ditta privata nel primo intervento in via Rossini incrocio con Ronzinella, mentre con il supporto dell’autogru e della protezione civile nel secondo intervento in via Pirandello.
Le regole generali stabilite dal Dpr 74 del 16 aprile 2013. Ma i Comuni hanno potere di deroga. Qual è la temperatura massima consentita in casa
Accensione del riscaldamento 2024-2025: ecco le date zona per zona
Accensione del riscaldamento 2024, quali sono le date? Mentre il meteo resta incerto, ricordiamo la regola di base, definita dal Dpr 74 del 16 aprile 2013 e la possibilità di deroghe – in teoria infinite – dei Comuni.
Nella gran parte d’Italia valgono due date di base: i termosifoni potranno tornare a scaldare le nostre case dal 15 ottobre al 1 dicembre 2024. Il paeseè diviso in sei zone. Lo spegnimento è previsto dal 15 marzo al 15 aprile.
Non basta però consultare lo schema a zone. Ogni Comune, infatti, può intervenire con deroghe, che naturalmente devono essere giustificate dalle condizioni climatiche. E sempre questa condizione consente l’accensione anche in assenza di ordinanza del sindaco. Stabilisce il decreto: “Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e, comunque, con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria”.
La temperatura in casa – Ma qual è la temperatura massima che si può tenere in casa?Il massimo consentito è di 20 gradi (più o meno 2). Sopra quella temperatura, in teoria si rischia la multa.
Distingue il decreto: “Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti riscaldati di ciascuna unità immobiliare, non deve superare “:
Gradi
Tolleranza
Edifici
18°C
+2° C
per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili
20°C
+2° C
per tutti gli altri edifici.
Le raccomandazioni dell’Unione nazionale consumatori – L’Unione nazionale consumatori ricorda che fino alla metà dell’orario previsto si può accendere anche oggi, senza bisogno di aspettare l’ordinanza del sindaco. Moltissimi amministratori di condominio, invece, hanno difficoltà a riattivare i termosifoni, in assenza di un pronunciamento del Comune. L’ordinanza resta invece obbligatoria per l’accensione totale.Le regole valgono per tutti, condomini e ville.
Maltempo. Allerta rossa per rischio idraulico nella collina, pianura e costa romagnola e pianura bolognese, legata alle criticità connesse all’ondata di due settimane fa. Le scuole restano aperte, previste evacuazioni preventive in alcuni dei territori già colpiti
L’allerta resta valida fino alla mezzanotte di domani. Intensificazione delle precipitazioni nel pomeriggio di oggi, in attenuazione poi a partire dalla tarda serata. Nelle prime ore della notte di venerdì 4 è atteso il transito delle piene dei fiumi, che potranno superare soglia 2
Allerta rossa, a partire dalle ore 12 di oggi, per rischio idraulico nella bassa collina, pianura e costa romagnola (province di Ravenna, Forlì-Cesena-Rimini) e pianura bolognese(che coinvolge anche le province di Ferrara e Ravenna).
Lo annuncia il bollettino dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna, specificando che il codice colore(rosso) è legato alle situazioni di criticità e vulnerabilità territoriali connesse al precedente evento alluvionale.
Dopo le precipitazioni diffuse e localmente intense di questa mattina, su tutta la regione, ci sarà un’ulteriore intensificazione dalle ore pomeridiane, in particolare sulle aree appenniniche centro-orientali e sulla pianura romagnola. Le precipitazioni previste potranno generare, in particolare nell’appennino centro-orientale, fenomeni di ruscellamento sui versanti e frane, favoriti da condizioni di saturazione dei suoli abbastanza elevate. Si prevedono rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici sui corsi d’acqua del settore centro-orientale che, a partire dalle ore pomeridiane, potranno superare le soglie 2.
Dal pomeriggio sono previsti anche venti nord-orientali di burrasca forte (75-88 km/h) sulle aree costiere e venti di burrasca moderata (62-74 km/h) sul restante settore centro-orientale, con possibili rinforzi o raffiche di intensità superiore. La ventilazione renderà il mare agitato al largo, con altezza dell’onda superiore a 3.2 metri e, sotto costa, saranno possibili erosioni localizzate, inondazioni del litorale e difficoltà di deflusso delle piene in mare.
Per la giornata di domani, venerdì 4 ottobre, si prevedono, nelle prime ore della giornata, condizioni di mare agitato, in rapida attenuazione già nel corso della mattinata. E’ atteso inoltre il transito delle piene dei corsi d’acqua, con livelli che potranno risultare superiori alla soglia 2 nelle prime ore della notte, sulla pianura centro-orientale e sulla Romagna. Nelle zone montane/collinari sono possibili fenomeni franosi localizzati, in particolare su versanti caratterizzati da condizioni idrogeologiche fragili, anche a seguito delle precipitazioni dei giorni precedenti.
Criticità idraulica arancione su aree montane e di alta collina romagnole, su collina bolognese e pianura reggiana (Reggio Emilia, Parma). Criticità idraulica gialla su tutto il Piacentino e Parmense, montagna e collina emiliana centrale (Reggio, Modena) e sulla montagna bolognese. Criticità idrogeologica arancione su Romagna e collina bolognese; gialla sulla montagna bolognese e sulle colline e montagne delle altre province centro occidentali, da Modena a Piacenza. Criticità arancione per temporali sull’intera Romagna e sui rilievi del Bolognese; giallasul resto della regione. Sulla costa criticità arancione per vento e stato del mare al largo e gialla per mareggiate. Criticità gialla per vento anche sul resto della Romagna, tutta la provincia di Bologna, la pianura ferrarese e il crinale centro occidentale, da Modena a Piacenza.
E’ stata emessa un’ordinanza di evacuazione nelle località del comune di Bagnacavallo (Ra) colpite dall’ondata di maltempo dello scorso 19 settembre: Traversara, Borghetto Traversara e nell’area di via Muraglione a Boncellino. Ordinanze analoghe potranno interessare altri territori coinvolti dagli eventi di due settimane fa. Tutti i sindaci hanno, comunque, condiviso di mantenere aperte le scuole.
Problemi in corso per Telegram: malfunzionamenti e down per l’applicazione di messaggistica.
Si stanno moltiplicando le segnalazioni relative a undown da parte degli utenti attivi su Telegram. L’applicazione non si carica, non risponde nel modo corretto agli input e l’invio dei messaggi risulta interrotto. Come sempre, a raccogliere i feedback in tempo reale è il portale Downdetector, come mostra il grafico qui sotto.
Problemi per Telegram: il down del 3 ottobre 2024 – Non è chiaro quale sia la natura dei problemi di oggi, né quanto sia esteso il loro impatto. Per qualcuno, il servizio è operativo come sempre, mentre altri lamentano uno stop anomalo. Come sempre accade in questi casi, si moltiplicano i post sui social accompagnati dall’hashtag #telegramdown.
In alcuni casi, il caricamento dell’applicazionenon va a buon fine, in altri è l’invio e la ricezione dei messaggi a non funzionare correttamente. Il down sembra essersi manifestato intorno alle ore 13:00 di oggi. I feedback sembrano giungere soprattutto da paesi europei come Polonia, Olanda e Germania.
Il profilo ufficiale social di Telegram non ha fino a ora fornito alcuna dichiarazione in merito. Aggiorneremo questo articolo non appena saranno disponibili nuove informazioni.
Di recente, l’app è finita al centro dell’attenzione mediatica. Prima per l’arresto di Pavel Durov, suo fondatore e CEO, poi per una modifica apportata ai termini di servizio che permetterà al suo team di fornire numero di telefono e indirizzo IP degli utenti alle autorità, in caso di richiesta formale.
L’ultimo grande aggiornamento pubblicato risale al 9 settembre. Include ottimizzazioni varie, miglioramenti per le mini app, l’apertura più rapida del browser interno e la possibilità di regalare le Stelle.
Aggiornamento (03/10/2024, 14.19): il numero delle segnalazioni relative al down è in diminuzione, forse i problemi sono stati risolti o sono in via di risoluzione. Altri feedback fanno invece ancora riferimento a errori durante la fase di autenticazione, disconnessioni e agli altri intoppi già descritti.
Il bollettino medico informa che il brasiliano dovrà essere operato
Sei mesi di stop per Bremer. Il difensore brasiliano della Juventus ha riportato una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro nel match di Champions League vinto ieri dai bianconeri per 3-2 a Lipsia. Il difensore sarà operato nei prossimi giorni come rende noto il club. La Juve nei prossimi impegni farà a meno anche di Nico Gonzalez, out per un problema muscolare.
“Difficile trovare le parole in questo momento così difficile, purtroppo il risultato degli esami è stato il peggiore. È una sfida che voglio affrontare con la stessa motivazione di sempre, sarà un’opportunità per crescere, migliorare e tornare più forte“, scrive Bremer su Instagram. “Ora mi aspetta un lungo recupero ma non mancherà il mio sostegno alla squadra e ai miei compagni. Grazie a tutti per il supporto, Forza Juventus. Sempre insieme a voi“, aggiunge Bremer.
La Juventus è in ansia per Gleison Bremer: infortunio nei primi minuti di gioco contro il Lipsia, un problema al ginocchio sinistroche preoccupa l’ambiente bianconero. E come se non bastasse si fa male ancheNico Gonzalez.
BREMER: COSA E’ SUCCESSO – L’episodio che riguarda il difensore arriva poco dopo il calcio d’inizio alla Red Bull Arena, nell’incontro valido per le seconda giornata della fase campionato della UEFA Champions League 2024/25. Al 5′ di gioco Bremer corre spalla a spalla con Openda e appoggia male la gamba sinistra accasciandosi a terra.
Il centrale brasilianosi tiene subito il ginocchio sinistro, che ha subito una brutta torsione, e viene invocato immediatamente l’intervento dei medici della Juventus. Qualche minuto per dare il tempo a Federico Gatti di scaldarsi e Thiago Motta perfeziona il campo, con Bremer che lascia il campo sorretto a braccia dai sanitari bianconeri (foto copertina Amazon Prime Video).
GUAIO PER NICO– Piove sul bagnato, perché pochi minuti più tardi, al 12′, Thiago Motta perde anche Nico Gonzalez: l’ex Fiorentina abbandona il campo per un problema muscolare al bicipite femorale della gamba destra, al suo posto entra Francisco Conceiçao.
Si attendono ulteriori indicazioni sui problemi di Bremer e Nico Gonzalez per valutare l’entità dei loro infortuni.
< <<<<<<<<<<<<<<<<<<< Juventus: Milik… – 02 ottobre 2024 >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il club ‘i tempi di recupero saranno definiti dopo i controlli’
Intervento al ginocchio sinistro per l’attaccante della Juventus Arkadiusz Milik, Il giocatore, informa il club bianconero, è stato sottoposto “a sutura artroscopica del residuo meniscale mediale del ginocchio sinistro” nella clinica Villa Stuart di Roma. “L’operazione è stata eseguita da Pier Paolo Mariani alla presenza del responsabile sanitario del club, Luca Stefanini – precisa la società – I tempi di recupero saranno definiti a seguito dei prossimi controlli clinici”.
All’origine della protesta, ci sarebbero stipendi non ancora versati
Agitazione a Basiglio: alcuni operai sono saliti sulle gru per protestare contro la mancata ricezione degli stipendi.
Otto operai salgono sulle gru del cantiere Milano 3.0 – All’origine della protesta, ci sarebbero stipendi non ancora versati a favore degli operai impegnati a lavorare nel cantiere di Milano 3.0, le nuove costruzioni residenziali nel comune di Basiglio. Otto operai sono saliti su 4 gru questa mattina, in segno di protesta, e sono ancora arrampicati sulle strutture.
Le motivazioni – La ditta costruttrice sostiene di aver effettuato regolarmente i pagamenti alle imprese in subaffitto che, secondo gli operai, non avrebbero ancora versato gli stipendi dovuti ai lavoratori. Per le imprese si tratta solo di tempi tecnici e non di volontà di sottrarsi al giusto corrispettivo economico per il lavoro degli operai.
Nessun segno di cedimento – Ma i lavoratori non demordono ancora e pretendono garanzie e certezze. Sul posto, sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e un’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118 per precauzione e assistenza
La sindaca Reale sul posto – Lidia Reale sul posto nella mattinata per garantire il supporto dell’istituzione locale. Esprime preoccupazione per gli operai che stanno manifestando, augurandosi che si arrivi presto a un accordo.
“Stiamo monitorando da vicino la situazione – commenta la sindaca Lidia Reale – anche se si tratta di un intervento edilizio esclusivamente privato. Mi sono recata sul posto anche per garantire il supporto della nostra amministrazione comunale. La situazione è gestita direttamente dalle forze dell’ordine. C’è, da parte nostra, un po’ di preoccupazione per gli operai prosegue Lidia Reale – che stanno manifestando. L’augurio è che le parti coinvolte raggiungano rapidamente un accordo. Non conosciamo i dettagli della contesa. Sono situazioni purtroppo sempre più frequenti, anche per l’avvio di molti grandi cantieri per effetto dei fondi del PNRR, del bonus 110% o, come in questo caso, per attuare significativi piani di edilizia residenziale. Nello specifico, l’intervento era previsto nel PGT del lontano 2012, seppure parzialmente modificato in fase di convenzionamento per ridurne l’impatto“.
L’enorme colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza. Nessun ferito, ma preoccupano i danni ambientali: “Tenete le finestre chiuse”
Un grosso incendio è divampato nella zona industriale di Scerne di Pineto, in provincia di Teramo, con un’enorme colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza. Stando alle prime informazioni le fiamme sarebbero partite dall’azienda di solventi “Kemipol“, all’interno della quale un muletto sarebbe esploso vicino alle vernici. Sul posto i vigili del fuoco. Dal rogo non risulterebbero feriti, ma preoccupano i possibili danni ambientali causati dalla combustione di prodotti chimici.
“L’Amministrazione comunale rende noto che, a seguito dell’incendio divampato nella zona industriale di Scerne di Pineto, visibile anche dalla Città di Roseto degli Abruzzi e dai comuni limitrofi a causa del fumo nero che si propaga nei cieli, il Sindaco Mario Nugnes è in contatto con il Sindaco di Pineto, la Prefettura e gli enti competenti per monitorare la situazione e adottare eventualmente le misure necessarie. Si invita la cittadinanza a seguire gli aggiornamenti ufficiali. Inoltre, si raccomanda alla popolazione di chiudere porte e finestre per limitare l’ingresso di fumo nelle abitazioni“. Il fuoco ha lambito alcune abitazioni e varie strade limitrofe all’area industriale sono state chiuse. Le esatte cause dell’incendio restano da essere accertate; intanto la polizia locale ha invitato i cittadini a rimanere in casa. Preoccupazione anche nella vicina Roseto degli Abruzzi, dove il Comune ha chiesto alla popolazione di tenere le finestre chiuse.
Nei giorni scorsi il Comune ha approvato le cifre: ecco quanto dovranno pagare Inter e Milan per la gestione dell’impianto.
Mentre continua a tenere banco la questione del futuro di San Siro, Inter e Milan devono fare i conti con la quotidianità di gestire il Meazza, quantomeno fino al 2030 (quando scadrà l’attuale convenzione con il Comune di Milano per la gestione dell’impianto, seppur ci sia la possibilità di risoluzione anticipata).
Tra i temi non ci sono solo gli aspetti di manutenzione o gestione della struttura (come ad esempio nel caso deirondoni), ma anche i costi dell’affitto. Nei giorni scorsi infatti il Comune di Milano, alla luce appunto della convenzione firmata con i due club, ha approvato le cifre per quanto riguarda l’affitto che Inter e Milan dovranno versare per l’anno 2024, come si legge nei documenti che Calcio e Finanza ha consultato.
In particolare, il corrispettivo totale viene così suddiviso:
il 53,30% del totale del canone«quale corrispettivo monetario ordinario annuo da pagarsi in rate trimestrali anticipate»;
il 46,70% del totale del canone come cosiddetto “corrispettivo a scomputo”, «sostituibile tramite l’esecuzione di interventi di straordinaria manutenzione o di innovazione, incluse le attività strettamente strumentali di aggiornamento catastale e di monitoraggio strutturale dello stadio».
In base alle cifre, quindi, la parte legata alla quota di canone a scomputo per l’anno finanziario 2024 è pari a complessivi 6.305.261,14 euro, di cui «3.152.630,57 euro a favore di F.C. Internazionale Milano Spa ed 3.152.630,57 euro a favore di A.C. Milan Spa». Considerando si tratta della quota a scomputo, la cifra invece da versare da parte dei club dovrebbe così aggirarsi intorno ai 7 milioni complessivi per circa 3,5 milioni ciascuna per Inter e Milan.
Il corpo senza vita del 43enne è stato trovato all’interno di un albergo nel centro del capoluogo sardo, con una ferita alla testa
Andrea Capone con la maglia del Cagliari – (Foto LaPresse)
L’ex calciatore del Cagliari, Andrea Capone, 43 anni, è stato trovato senza vita in un d’albergo nel centro del capoluogo sardo. Il corpo è stato rinvenuto nella mattina di oggi, domenica 29 settembre, a Palazzo Tirso: secondo le prime informazioni aveva una profonda ferita alla testa.
Trovato morto l’ex calciatore Andrea Capone – Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la polizia: la pista più accreditata in questo momento sembra quella della caduta accidentale, forse dalle scale, ma le indagini sono ancora in corso. Le forze dell’ordine stanno effettuando gli accertamenti per chiarire la causa della morte.Capone era cresciuto nelle giovanili del Cagliari, con cui ha raggiunto la Serie A, e ha giocato nel Sora, Treviso, Vicenza, Grosseto e Salernitana, e nella nazionale italiana under 20 nel 2001. Il prossimo gennaio avrebbe compiuto 44 anni.
Vigili del fuoco e tecnici di Città metropolitana stanno cercando di bonificare l’area
La macchia
Idrocarburi e altro materiale chimico sversato da sconosciuti nelleacquedi uno dei laghetti del Parco delle Cave. Dal pomeriggio alla notte di giovedì 26 settembre, i tecnici della Città metropolitana di Milano sono intervenuti sulle sponde dello specchio d’acqua per contenere e avviare un intervento di bonifica.
Le operazioni sono state effettuate per tutto il pomeriggio fino a sera in sinergia con i vigili del fuoco, i sommozzatori della protezione civile “S. Rossi” e il nucleo ambientale della polizia locale del Comune di Milano, ma non sono state sufficienti a permettere l’asportazione completa del materiale.
Sversamento al parco delle Cave, la bonifica – Foto da: Bonifica Parco delle Cave
I Carabinieri hanno sequestrato 600 metri quadri dell’impianto di Matera. Dopo gli avvisi di garanzia una nuova grana per uno dei più grandi centri per lo smaltimento di scorie radioattive in Italia
Venerdì, 27 settembre 2024
L’impianto Sogin di Trisaia
Prima gli avvisi di garanzia, poi il sequestro: dopo anni di denunce, indagini e accertamenti è esploso in questi giorni il caso dell’Itrec di Trisaia, il centro di smaltimento di scorie radioattiveprovincia di Matera. Il sito, gestito dalla Sogin è sotto indagine per una sospetta contaminazione delle falde acquifere derivante dalla lavorazione di combustibili radioattivi. E se ieri, giovedì 26 settembre, erano finite nel registro degli indagati della Procura 16 persone, con l’accusa di sversamento di materiali tossici, oggi un maxi sequestro operato dai Carabinieri apre un nuovo inquietante capitolo della vicenda.
Tracce di uranio arricchito: sequestrato un terreno nell’Itrec di Trisaia – I carabinieri del nucleo di tutela ambientale hanno posto sotto sequestro un’area di 600 metri quadri all’interno del sito nucleare dopo una serie di campionamenti di terreno, prelevato da alcuni cumuli (circa 1500 metri cubi) già stoccati. Erano in attesa delle previste procedure di analisi e destinati allo smaltimento. Durante i controlli effettuati su uno dei quattro lotti pronti per essere smaltiti succede qualcosa di strano.
Le analisi condotte sia da Sogin sia dall’Ispettorato nazionale per la sicurezza nuclearee la radioprotezione (Isin), con il coordinamento della Procura di Matera, hanno infatti rilevato “la presenza di uranio arricchito U234-U235 non riconducibile ai radionuclidi uranio-torio in deposito presso il sito gestito dalla Sogin“.
Il centro aveva infatti accolto, tra il 1969 e il 1971, 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio provenienti da un reattore americano. Nel sito dovevano essere fatte ricerche su processi di ritrattamento e rifabbricazione di queste scorie. Una mission che finisce nel 1987 con il referendum che segna la fine dell’esperienza nucleare italiana, ponendo attivamente il problema dello smaltimento delle scorie.
Le tracce di uranio arricchito dalla provenienza sconosciuta – Quello che non sembra quadrare oggi è che la nuove tracce radioattive trovate non sono in linea con quelle trattate all’interno del centro. Un’evidenza che potrebbe originare anche un nuovo filone d’inchiesta.
La nota positiva è che i livelli di contaminazione “non rappresenterebbero un pericolo immediato per i lavoratori, per l’ambiente e la popolazione” come precisato dai carabinieri. Sul perché siano state rilevate queste tracce ci sarà però probabilmente da indagare.
Giovedì, 26 settembre 2024
Un sito nucleare italiano ha contaminato le falde acquifere
Notificato un avviso di garanzia a Sogin per l’inquinamento correlato al sito di smaltimento di rifiuti nucleari di Trisaia, in Basilicata. Secondo le accuse già dal 2014 alcuni dirigenti avrebbero appreso della contaminazione delle acque di falda, ma lo avrebbero comunicato solo nel 2015
Il centro di Trasaia Enea Sogin
Si è chiusa lo scorso 24 settembre il primo capitolo dell’inchiesta che vede l’impianto Itrec di Trisaia, in provincia di Matera, sotto indagine per una sospetta contaminazione derivante dalla lavorazione di combustibili radioattivo. Martedì scorso la direzione distrettuale antimafia ha comunicato a Sogin, proprietaria dell’impianto, l’avviso di fine delle indagini preliminari. Gli indagati sono dirigenti della Sogin della vecchia centrale nucleare di Rotondella e funzionari pubblici degli enti locali che avrebbero rilasciato delle autorizzazioni a scaricare nel mar Jonio, senza alcun trattamento, le acqua contaminate da sostanze cancerogene.
L’avviso di garanzia a Sogin – I giudici contestano a Sogin, la società di Stato incaricata del decomissionamento degli impianti nucleari, la contaminazione riscontrata nelle falde acquifere sotterranee del sito a partire dal 2014, che potrebbe essere imputabile allo smaltimento di rifiuti radioattivi. Un ipotesi che Sogin respinge, sottolineando come la contaminazione non sia stata originata dalle operazioni di smaltimento e di aver comunicato alle autorità competenti il processo in atto non appena identificato.
Secondo gli accertamenti dei Carabinieri del Noe (il nucleo operativo ecologico dell’Arma) e della Dda, già dal 2014 alcuni dirigenti di Sogin avrebbero appreso della contaminazione delle acque di falda sottostanti il sito lucano, ma lo avrebbero comunicato solo nel 2015. In questo lasso di tempo, secondo gli inquirenti, la contaminazione si sarebbe estesa oltre il perimetro del centro. Oltre alle acque finite in mare, viene contestato anche lo scarico di acque reflue industriali dell’impianto Sogin direttamente nel fiume Sinni. L’inchiesta, inoltre, ipotizza ”omissioni’‘ nell’attività di controllo della Provincia di Matera e del Comune di Rotondella. Gli indagati sono al momento sedici. Ma, per capire meglio questa storia è necessario fare qualche passo indietro.
Operai al lavoro nell’Itrec di Trisaia (Foto Sogin)
Materiali radioattivi stoccati nell’Itrec di Trisaia (Foto Sogin)
Il problema della gestione del nostro “passato nucleare” – Il centro ricerche Enea di Trisaia, in località “Trisaia Inferiore“, nel comune di Rotondella (Matera) nasce nel 1963. È inizialmente un centro di riprocessamento degli elementi esauriti del combustibile nucleare.
Il nucleare civile in Italia nasce infatti nel 1963 con la prima centrale di Latina e il grande tema è dove smaltire le scorie derivante dal processo di fissione.
Il centro di Trisaia era uno dei siti all’avanguardia pensati per studiare i processi di riconversione e trattamento dei rifiuti radioattivi. Tra il 1969 e il 1971 vengono trasferiti nel sito 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio provenienti da un reattore americano. Nel sito dovevano essere fatte ricerche su processi di ritrattamento e rifabbricazione di queste scorie.
Dopo il referendum del 1987, che mette fine al nucleare civile italiano, queste attività vengono interrotte. Da garantire c’è però ilmantenimento della sicurezza dell’impianto per tutelare ambiente e popolazione. Dal 2003 per questo scopo subentra Sogin, la società pubblica incaricata dello smaltimento di rifiuti radioattivi. Il compito dell’azienda è l’allontanamento del combustibile nucleare, la decontaminazione e la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.
L’accusa della Procura: “Sversamento di acqua contaminata” – I guai cominciano nel 2018 quando la Procura pone sotto sequestro tre vasche di raccolta delle acque di falda e la condotta di scarico della struttura. L’ipotesi è quella dello sversamento in mare di acqua contaminata che Sogin respinge con fermezza. All’azienda si contesta il reato di inquinamento ambientale e lo smaltimento illecito di rifiuti.
In particolare viene accertato il grave stato di inquinamento della falda con sostanze cancerogene come cromo esavalente e tricloroetilene, entrambe sostanze utilizzate nel riprocessamento del materiale nucleare.
Gli esiti degli esami vengono notificati all’Arpa Basilicata nel 2017 e il vicino comune di Rotondella vieta l’utilizzo delle acque sotterranee. “Nell’area interessata, comprendente l’intero centro Enea della Trisaia e aree adiacenti, oltre quelle attraversate dal fiume Sinni fino allo sbocco sul mare” precisa una nota del sindaco proprio mentre vengono avviate le indagini.
Nel frattempo però per anni le persone hanno continuato ad attingere all’acqua, probabilmente contaminata. E, al di là dell’inchiesta giudiziaria, crescono i timori anche per le ricadute sanitarie e ambientali.
La ragazza svizzera aveva perso il controllo della bici in gara battendo la testa contro un albero. Non è bastato a salvarla l’intervento d’urgenza praticato ieri
Muriel Furrer
La notizia più brutta arriva alle 14.50 di venerdì 27 settembre in un comunicato ufficiale dell’Uci, l’Unione Ciclistica Internazionale, dove c’è una foto di Muriel Furrer in bianco e nero. La 18enne ciclista junior svizzera è morta oggi all’ospedale universitario di Zurigo, dove era stata ricoverata ieri in seguito a una caduta durante la prova femminile in linea dedicata alla sua categoria nell’ambito dei Mondiali di ciclismo e di paraciclismo che si stanno svolgendo a Zurigo.
incidente furrer – Le condizioni di Furrer erano apparse subito estremamente critiche, con traumi importanti alla testa e il successivo trasporto in elicottero nella struttura sanitaria nella quale era stata anche operata, secondo quanto aveva riferito la testata elvetica Blick. “Con la scomparsa di Muriel Furrer, la comunità ciclistica internazionale perde una atleta con un brillante futuro davanti”, ha scritto l’Uci nella comunicazione ufficiale, sottolineando come la famiglia abbia chiesto il rispetto della privacy. Sono ancora oggetto di indagine le circostanze nelle quali è avvenuto l’incidente.
Durante il derby vinto dal Milan per 2-1, il capitano dei rossoneri si lascia scappare una frase offensiva rivolta ai supporter interisti
Dopo sei derby vinti, l’Inter ha perso malamente con il Milan domenica sera. I rossoneri hanno meritato i tre punti per quanto hanno fatto vedere sul campo, ma durante la partita si sono anche resi protagonisti di un episodio piuttosto condannabile.
Il capitano del Milan, Theo Hernandez, si è rivolto in maniera volgare e offensiva verso i tifosi nerazzurri: “Chupatemela, pezzi me..a!”.
Tafferugli alla fine del derby – foto Edgardo Genova – GenovaToday
Animi tesi in serata al termine della partita tra Genoa e Sampdoria, intervenute le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa e con i mezzi blindati: usati idranti e lacrimogeni
Animi tesi e ancora scontri al termine del derby tra Sampdoria e Genoa, terminato con la vittoria dei blucerchiati ai calci di rigore dopo il pareggio 1-1 nei novanta minuti con botta e risposta tra Pinamonti e Borini. Guerriglia nei dintorni dello stadio con i tifosi che cercano gli scontri e polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa con i mezzi blindati a garantire la sicurezza. Tutti gli aggiornamenti dai nostri inviati sul posto.
Tafferugli in corso De Stefanis – Poco prima della fine del match si sono infatti registrati nuovi tafferugli nella zona di corso De Stefanis a Marassi tra alcune frange di tifosi che hanno cercato il contatto. A incendiare gli animi l’esposizione da parte dei genoani, nel corso della partita, di alcuni striscioni sottratti nella sede della tifoseria blucerchiata nei mesi scorsi. Un gesto che aveva fatto salire la tensione tra gli ultrà. Gli striscioni esposti sono stati ribaltati in segno di spregio e dalla gradinata sud è arrivata la risposta con un altro drappo che recitava ‘Via Armenia 5 infami!‘, con riferimento a una delle storiche sedi del tifo rossoblu.
Derby, scontri e diversi feriti – Poliziotti e carabinieri in tenuta anti sommossa sono intervenuti e hanno anche sparato i lacrimogeni per separare i gruppi di contendenti. Ci sarebbe un ferito, soccorso da un’ambulanza, secondo quanto appreso dal nostro inviato sul posto si tratterebbe di un agente. La situazione però continua a essere tesa anche ben oltre la mezzanotte, con frange di tifosi a cercare lo scontro e le forze dell’ordine impegnate a respingere gli assalti anche in via Tortosa e via Del Piano. Il bilancio dei feriti è poi salito e sarebbero circa una quindicina le persone rimaste contuse. I mezzi blindati della polizia hanno attivato gli idranti ed è partito un fitto lancio di lacrimogeni per respingere frange di violenti a volto coperto e armati di spranghe e bastoni e intervenire negli scontri in corso nella zona tra via Canevari e via Bobbio di fronte allo stadio Luigi Ferraris.
Disordini tra via Tortosa e via Del Piano – Imponente, infatti, il presidio e lo sforzo organizzativo messo in campo da prefettura e questura, oltre ai mezzi blindati per tutta la sera anche l’elicottero ha presidiato la zona. Tante anche le squadre delle pubbliche assistenze presenti sul posto, diverse persone, come detto, sono state medicate. Qui sotto il video della situazione intorno a mezzanotte.
Le strade chiuse (poi riaperte) – Diverse strade sono state chiuse per motivi di sicurezza a partire dalle ore 23: ponte Serra, via Bobbio-Canevari in direzione mare, via Invrea, corso Buenos Aires e corso Torino in direzione levante e via Tolemaide. Intorno all’una meno dieci chiuso anche largo Giardino in direzione corsoMonte Grappa e via Montaldo.
Verso l’1,30 sono state riaperte largo Giardino, via Invrea, via Tolemaide, corso Buenos Aires e corso Torino. Verso le 2,30 la viabilità intorno allo stadio è infine tornata regolare.
Pomeriggio di tensione: cosa è successo – Pomeriggio di tensione a Genova e scontri nei pressi dello stadio, ampio dispiegamento di forze dell’ordine, dalla questura hanno spiegato che “il dispositivo di ordine pubblico, avviato fin dalla decorsa notte, è intervenuto, poco prima delle 14, per un tentativo di contatto tra le opposte tifoserie, all’altezza di ponte Serra, a margine del movimento dei tifosi per la predisposizione delle coreografie e degli striscioni all’interno dello stadio. L’intervento immediato dei reparti inquadrati, che si sono frapposti, ha respinto i due gruppi ed evitato il contatto tra tifosi. La situazione è rientrata e intanto sono state predisposte le interdizioni viabili connesse all’evento“, conclude la questura.
Derby ad alta tensione, scontri tra tifosi a Marassi
Tafferugli tra ponte Serra e via Moresco: petardi, spranghe e lanci di oggetti. Maxi controlli in vista del match alle 20.45 al Ferraris
Scontri tra tifosi nel primo pomeriggio a Marassi, nella zona della stadio. È una giornata ad altissima tensione in vista del derby Genoa-Sampdoria in programma questa sera al Luigi Ferraris dopo gli episodi registrati negli scorsi giorni che fanno temere un’escalation di violenza.
Decine di persone hanno partecipato a tafferugli tra via Moresco, ponte Serra, piazza Romagnosi e piazza Carloforte. Le opposte fazioni hanno cercato il contatto con esplosiviefumogeni, sprangheelanci di oggetti come cartelli stradali, sedie e tavolini. Sul posto diversi mezzi blindati di polizia e carabinieri che si sono frapposti e hanno cercato di disperdere la folla.Un poliziotto è rimasto contuso ma ha rifiutato il trasporto in ospedale.
Proprio previsione di questo scenariomolti negozi del quartiere oggi hanno deciso di abbassare le serrande: “A causa dei recenti casi di violenza avvenuti tra tifosi, molti commercianti oggi chiuderanno anticipatamente le proprie attività rispetto all’orario usuale di chiusura, al fine dievitare, in caso di scontri, danni e pericoli per i propri clienti – scrive il Civ Nel cuore di Marassi -. Non neghiamo che il danno commerciale ed economico sarà alto, ma la situazione impone delle scelte. Auspichiamo che non accada nulla e che vinca il senso civico, il rispetto e la sportività”.
Oltre alla chiusura delle strade interessate dagli scontri, la polizia locale ha anticipato le altre “normali” deviazioni del traffico veicolare nei dintorni dello stadio Ferraris.
Le misure – Tra le decisioni prese quella di chiedere a Genoa e Samp la presenza in numero massimo degli steward per la gestione dei controlli all’ingresso.
Ma poi saranno le forze dell’ordine a gestire gli afflussi e i deflussi per e dallo stadio nella giornata di oggi. E solo l’elenco dei partecipanti al tavolo tecnico di oggi rende l’idea del profilo di “alto rischio” assegnato al derby.
Sbarramenti e maxi controlli – In città sono stati previsti sbarramenti delle forze dell’ordine con tanto di alari (le grate alte quasi 3 metri) utilizzati per le manifestazioni ad alto rischio non solo di tipo sportivo, ma – a quanto si apprende – non saranno utilizzati preventivamente durante il match. Saranno invece montati solo in caso di disordini. In tutto gli uomini delle forze dell’ordine in campo saranno circa 350.
Saranno potenziati al massimo i servizi dinamici e in generale i presidi di vigilanza, anche presso le sedi di ritiro delle squadre. Il monitoraggio dall’alto sarà garantito da un elicottero dell’ottavo Reparto Volo della Polizia di Stato di Firenze.
Cancelli aperti in anticipo – Per facilitare le operazioni di afflusso dei tifosi, i cancelli vengono aperti dalle 18, una volta completate le coreografie e le conseguenti operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’impianto. La questura invita le tifoserie a giungere allo stadio con il massimo anticipo.
Il timore per gli striscioni rubati – Fondamentale per evitare una situazione fuori controllo sarà il controllo degli striscioni che saranno esposti al Ferraris. E’ noto infatti che la tensione tra le due tifoserie è altissima dopo i fatti del 5 maggio con i tafferugli in piazza Alimonda. In quell’occasione alcuni ultras doriani avevano rubato uno striscione agli avversari mentre i la gran parte dei tifosi rossoblù era in trasferta e i leader ‘daspati’ erano appunto a firmare.
La reazione dei genoani, poche ore dopo era stata altrettanto ‘oltraggiosa’ nel codice delle tifoserie, con l’ingresso nel club Ultras Tito di ponte Carrega e il furto di alcuni striscioni storici. Il timore è quello che gli striscioni rubati possano essere esposti e magari bruciati al derby. Sarebbe una vera e propriadichiarazione di guerra che tutti oggi vorrebbero evitare. È chiaro i controlli su quello che entrerà – o è già entrato – allo stadio – saranno decisivi per contenere problemi di ordine pubblico. A questo stanno lavorando da settimane gli agenti della Digos.
La scelta dopo che Palazzo Marino non ha potuto dare certezze sui lavori di ristrutturazione dell’impianto e della zona circostante in quel periodo. La nuova sede entro la prossima estate
Milano si era illusa di poter ospitare la finale di Champions League 2027. Lo scorso maggio il comitato esecutivo della Uefa aveva infatti deciso di assegnare l’ultimo atto della manifestazione ’26-27 – con riserva da sciogliere a settembre – allo stadio di San Siro. Oggi la doccia fredda, con il comunicato che annuncia l’esclusione del Giuseppe Meazza con conseguente riapertura delle candidature.
la nota – “Poiché il Comune di Milano non può garantire che lo stadio di San Siro e i suoi dintorni non saranno interessati dai lavori di ristrutturazione nel periodo della finale della Champions League del 2027 – si legge nel comunicato – è stato deciso di non assegnare la finale a Milano e di riaprire la procedura di gara per designare una sede idonea, con una decisione prevista per maggio-giugno 2025″. Era stato lo stesso Comune a spiegare la situazione di incertezza alla Figc, che a sua volta ha informato la Uefa. La finale per l’edizione in corso si svolgerà il 31 maggio 2025 all’Allianz di Monaco di Baviera, quella del 2026 invece alla Puskas Arena di Budapest.
22 maggio 2024
Finale di Champions 2027 a San Siro, ma in stand-by: l’Uefa attende il piano di ristrutturazione
L’edizione 2026 si concluderà a Budapest, per quella successiva il comitato esecutivo aspetta di conoscere il destino dello stadio di Milano
Il comitato esecutivo dell’Uefa riunito a Dublino ha designato Budapestcome sede della finale 2026 e ritardato la decisione su San Siro per il 2027, in attesa di conoscere il destino dello stadio milanese. La Puskás Arena e San Siro erano le uniche due candidate alle due finali in programma, ma per Milano si dovrà attendere settembre. La prossima finale si giocherà il 1° giugno allo stadio di Wembley a Londra, mentre l’anno prossimo sarà in casa del Bayern Monaco.
Progetto – Lo Stadio Giuseppe Meazza, di proprietà del comune di Milano, non conosce ancora il suo destino. Inter e Milan stanno valutando la costruzione di nuovi impianti, visti i paletti messi dalla Sopraintendenza che vietano la demolizione, mentre valutano anche il progetto presentato da WeBuild. Così la Uefa ha rinviato la decisione alla riunione del comitato esecutivo di settembre. Il Meazza potrebbe ospitare la finale di Coppa dei Campioni o di Champions League per la quinta volta, un anno dopo aver accolto la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.
Le altre sedi – Il comitato esecutivo della Uefa ha anche assegnato della Champions League donne 2026 a Oslo, in Norvegia. Per quanto riguarda l’Europa League, la finale 2026 sarà disputata al Besiktas Park di Istanbul, mentre quella del 2027 allo Stadion Frankfurt di Francoforte. RB Arena di Lipsia nel 2026 e ancora Besiktas Park di Istanbul nel 2027 sono le sedi designate dall’Esecutivo Uefa per la finale di Conference League.