Diana Ross, la regina della Motown ha 75 anni ma non si ferma: è ancora la diva
Diana Ross (nata il 26 marzo 1944) è una cantante, attrice e produttrice discografica americana. Nata e cresciuta a Detroit, nel Michigan, Ross è diventata famosa come la cantante principale del gruppo vocale Supremes, che, negli anni ’60, è diventato l’atto di maggior successo della Motown.
Diana Ross festeggia in anticipo i 75 anni o meglio, li festeggia ormai da mesi. La prima vera diva della black music, che ha influenzato tutta la scena soul e r’n’b degli anni Sessanta e non solo, la leggendaria leader delle Supremes, una delle prime formazioni nere al femminile popolari (e vendute) quasi quanto i Beatles, si prende tutto il 2019: dopo l’omaggio che le è stato tributato durante la 61esima edizione dei Grammy Award lo scorso 10 febbraio, ha infatti annunciato una serie di esibizioni dal vivo. Per continuare la celebrazione del suo compleanno – è nata a Detroit il 26 marzo 1944 – Ross salirà sul palco della Radio City Music Hall di New York il 22 giugno. continua a leggere
Diana Ross – I Will Survive (Live 2018)
Diana Ross AMA 2017 I’m Coming Out-Ain’t No Mountain High Enough Live
Blitz di uno spettatore al concerto di Toto Cutugno a Kiev: irrompe sul palco, seguono attimi di tensione, poi l’uomo viene fermato dagli uomini della sicurezza.
Cutugno si rende conto evidentemente dell’assenza di cattive intenzioni da parte dello spettatore, invita la security a lasciarlo stare e poi gli stringe la mano, lasciandolo salire nuovamente sul palco mentre si allontana per la pausa.
Nei giorni scorsi la notizia della richiesta di alcuni deputati ucraini al capo dei servizi di sicurezza (Sbu) Vasily Gritsak di precludere l’ingresso nel paese al cantante. Notizia, che segue quella di Al Bano inserito nella lista nera dell’Ucraina perché il Ministero della Cultura lo considera ‘minaccia alla sicurezza nazionale’
Che il cielo ci preservi i grandi vecchi, precursori, padri e padrini di tutto ciò che ascoltiamo oggi. La settimana della musica dal vivo, in un certo senso, è come se fosse dedicata a loro. Giudicate voi: da un lato abbiamo John Mayall, l’ideologo di quell’ampio movimento che fu il blues revival inglese degli anni Sessanta, dall’altro abbiamo i Jethro Tull che, nati proprio in seno al blues revival, contribuirono a spingere un po’ più in là gli orizzonti del rock. Partiamo dal primo, un signore di 85 anni che nella memorabile formazione dei Bluesbreakers ha fatto collezione di mostri sacri della chitarra. continua a leggere
John Mayall – grande vecchio del blues inglese
John Mayall (Macclesfield, 29 novembre 1933) è un cantante, polistrumentista e compositore inglese di fama internazionale, per lungo tempo il punto di riferimento fondamentale per la scena blues del suo paese.
Il suo complesso, i Bluesbreakers, ha rappresentato la formazione di transizione e di connessione tra il blues revival degli anni cinquanta e il blues rock degli anni sessanta.
Particolarmente capace nella scoperta di grandissimi talenti, dal gruppo di Mayall sono nati musicisti come Jack Bruce, Eric Clapton, Mick Taylor, Larry Taylor e Peter Green.
Tra gli album più significativi: Blues Breakers with Eric Clapton, Crusade, The Turning Point e Jazz Blues Fusion.
Blue Note Honolulu 5/5/2018 – John Mayall
– Oh Pretty Woman
Montreux Jazz Festival 2008 – John Mayall & The Bluesbreakers with Gary Moore – So Many Roads
John Mayall & the Bluesbreakers – Set 1 – 06/18/82 – Capitol Theatre
I Jethro Tull sono un gruppo rock progressivo, originario di Blackpool in Inghilterra, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista). La formazione prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, l’agronomo Jethro Tull (1674-1741).
Jethro Tull, mezzo secolo di«This Was» Se amate il progressive, l’appuntamento è con il flauto di Ian Anderson, The Minstrel in the Gallery dei Jethro Tull, tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi, un ensemble da 60 milioni di dischi venduti che spesso ha cambiato «attori» ma ha sempre saputo spaziare con sapienza tra folk, blues, classica e hard & heavy. Ogni concerto del tour del cinquantennale sarà un’ampia selezione degli album storici della band, dall’esordio bluesy di This Was (1968) fino ai giorni nostri. Passando ovviamente per pietre miliari come Aqualung (1971) e Thick as a brick (1972). Si esibiranno al Teatro Colosseo di Torino (28 marzo), al Brixia Forum di Brescia (29 marzo), all’Europauditorium di Bologna (30 marzo) e al Politeama Rossetti di Trieste (1 aprile).
Jethro Tull Kiev – 16/01/2019
Jethro Tull – Wootton Bassett Town (Thick As a Brick – Live in Iceland)
Jethro Tull – Locomotive Breath & Dambusters March (live at Madison Square Garden 1978)
Legnano (Milano), 23 marzo 2019 – «La Pfm è un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana: un giorno ha preso tutta la sua esperienza e l’ha messa al mio servizio», sottolineava Fabrizio De André parlando dello storico incontro del ’79 con Di Cioccio & Co. Ecco perché, dopo aver bordeggiato i Caraibi con Cruise to The Edge, la crociera prog organizzata dagli Yes, la Premiata Forneria Marconi torna a mettere la prora in direzione Genova con quel “Pfm canta De André – Anniversary” che sbarca questa sera al Teatro Galleria di Legnano, prima tappa lombarda di un cammino all’insegna del sold-out particolarmente articolato; continua a leggere
PFM canta De André Anniversary – “Amico Fragile” live@Europauditorium Bologna – 12-03-2019
La prima del nuovo tour 2019 dove la Premiata Forneria Marconi reinterpreta e canta i brani di Fabrizio De André. Teatro Europauditorium Bologna –
David Ian “Joe” Jackson (Burton upon Trent, 11 agosto 1954) è un cantante , compositore e polistrumentista britannico, tra i principali esponenti della New Wave insieme a Elvis Costello e Graham Parker. Nella sua quasi quarantennale carriera ha spaziato fra numerosi generi, dal pop, al jazz, alla musica classica e al punk rock Tra i suoi brani di maggior successo figurano Is She Really Going Out With Him?, Steppin’ Out e You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want), e vanta cinque nomination al Grammy Award tra il 1979 e il 2001
Il cantautore inglese in tour in Italia celebra l’anniversario e presenta i brani del suo nuovo album Fool. Grande successo all’Auditorium Conciliazione di Roma, il 21 marzo si replica all’Auditorium Manzoni di Bologna, il 22 al teatro Dal Verme di Milano e il 23 al teatro Colosseo di Torino continua a leggere
Joe Jackson – February 15, 2019 – Town Hall, New York
Joe Jackson- “Is She Really Going Out With Him?” on Countdown 1980
Annunciato il cast dell’edizione che celebrerà il cinquantesimo anniversario dello storico raduno. Accanto ai vecchi eroi del rock anche star dell’hip hop come Jay-Z e Common
Un mix di vecchio e nuovo, di reduci della prima edizione e di volti familiari per le giovani generazioni. Il cast della nuova edizione del festival di Woodstock, organizzata da Michael Lang (lo stesso promoter dello storico evento del 1969) in occasione del cinquantesimo anniversario del festival è stato finalmente annunciato dopo mesi di indiscrezioni e ipotesi fantasiose: sul palco che dal 16 al 18 agosto verrà allestito a Watkins Glen, a poca distanza dalla fattoria a Bethel che ospitò il leggendario raduno, si alterneranno una quarantina di artisti appartenenti a diverse generazioni. Accanto a leggende del rock, pop e folk come Ringo Starr, Arlo Guthrie, Robert Plant, David Crosby, John Sebastian e Santana, ci saranno anche idoli della hip hop e R&B come Jay-Z, Chance the Rapper, Common, Princess Nokia o Janelle Monae, popstar globali come Miley Cyrus e Imagine Dragons e artisti popolarissimi nel mondo indie rock come The Black Keys, The Killers, The Raconteurs e Greta Van Fleet. continua a leggere
La Fiera della Musica e delle Arti di Woodstock, meglio conosciuto con il più semplice festival di Woodstock, fu una manifestazione che si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969, all’apice della diffusione della cultura hippie. Vi si riferisce spesso con l’espressione 3 Days of Peace & Rock Music, “tre giorni di pace e musica rock”.
Woodstock 1969 Documentary
L’ideazione del festival – I promotori del festival di Woodstock furono Michael Lang, John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld.
La Storia – Woodstock era stato ideato come un festival di provincia (e come “An Aquarian Exposition”, il nome, dal tono modesto, con cui era pubblicizzato); ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco; l’esibizione non smise che un giorno dopo il previsto (era stato programmato sino al 17); il tutto condito da quantità enormi di Cannabis e LSD tra cui il celebre “Orange Sunshine”[3]. Il festival ebbe una grande carica simbolica la cui notorietà continua ancora oggi e fu un grande evento della storia del rock e del costume
“A chi mi chiede della mia salute dico che il peggio è passato. Ora va molto meglio, sono tornato a mio agio con la pittura e talvolta mi siedo al pianoforte. Oggi sto lavorando ad un brano nuovo”. Lo dice Franco Battiato in una nota, dopo molti mesi durante i quali erano circolate voci su una presunta grave malattia. Battiato, che domani compie 74 anni, parla in occasione del 20° anniversario di Fleurs – Esempi Affini di Scritture e Simili (1999), per il quale Universal pubblica per la prima volta un’edizione limitata e numerata in vinile. continua a leggere
Il cantautore è appena uscito con l’ultimo, intenso album “Alma“: “Ci vuole il cuore oltre la tecnica, mi preoccupano l’inventiva di Suso e la forza di Piatek. Un consiglio a Spalletti? Chiuderli tutti nello spogliatoio, compreso Icardi” (Gabriella Mancini)
Keith Charles Flint (Braintree, 17 settembre 1969 – Great Dunmow, 4 marzo 2019) è stato un cantante e ballerino inglese, cofondatore del gruppo britannico The Prodigy.
Un concerto tra musica e spettacolo con gli amici di sempre e i compagni di viaggio di Lucio Dalla, da Gaetano Curreri a Ron, da Luca Carboni a Iskra Menarini, passando per Marco Masini, Lo Stato Sociale, Francesco Gabbani, Giovanni Caccamo, Renzo Rubino e altri artisti. È l’omaggio in programma il 4 marzo al teatro Comunale di Bologna, in diretta dalle 21 su Radio1 Rai, nel giorno in cui l’artista bolognese avrebbe compiuto 76 anni. Oggi ricorre il settimo anniversario della sua scomparsa e su Twitter l’hashtag #LucioDalla è in testa ai trend italiani.
Nel febbraio di 40 anni fa usciva ‘Lucio Dalla’, tra i dischi più importanti della musica italiana: continua a leggere
4 marzo 1943 Lucio Dalla & Francesco De Gregori
Dalla e De Gregori al concerto del I maggio 2011
Daria Bignardi intervista Lucio Dalla a Le Invasioni Barbariche (28 novembre 2008).
Milano, Vecchioni riceve laurea ad honorem da Mattarella:”È lui che in Italia mette a posto le cose”
“Mattarella è la mamma che ti dà il bacio la sera prima di rimboccarti le coperte e che ti dice domani è un altro giorno, come Rossella O’Hara. Menomale che c’è”. Roberto Vecchioni parla così del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dello Iulm di Milano dove ha ricevuto il titolo onorario in Arte del Racconto alla presenza del capo dello Stato. “Oggi abbiamo bisogno di racconti perché – ha detto commentando il titolo ricevuto – viviamo un mondo pieno di sciocchezze e bugie”. L’eliminazione del tema di Storia alla maturità? “Il problema non è il tema di storia nella maturità, che – risponde Vecchioni – io cambierei totalmente.Il problema è che non si cerca di capire da quell’esame quali siano le vere potenzialità dei ragazzi”.
Mark David Hollis (Londra, 4 gennaio 1955 – 23 febbraio 2019) è stato un cantante, musicista e compositore britannico, noto soprattutto per essere stato il frontman e principale autore della band Talk Talk. Si ritirò ufficialmente nel 1998.
I Talk Talk sono stati un gruppo musicale britannico fondato da Mark David Hollis, in attività dal 1981 al 1992.
Talk Talk – Such A Shame (official video with lyrics)
Il cantante e polistrumentista, 64 anni, era celebre per brani come ‘It’s my life’ e ‘Such a shame’. Dopo una svolta sperimentale, si era ritirato da anni dalle scene
A metà degli anni Ottanta, la sua It’s my life era diventata un inno. Ma Mark Hollis, scomparso oggi a 64 anni (era nato a Londra il 4 gennaio 1955), era molto diverso rispetto agli eroi del pop di quel decennio. Insieme ai Talk Talk aveva raggiunto il successo internazionale, ma non aveva quasi nulla della presunta spensieratezza e dell’edonismo con cui è stato archiviato quel decennio. A dare notizia della sua scomparsa i tweet del collega The The e del cugino scrittore Anthony Costello. continua a leggere
Talk Talk – It’s My Life (Live at Montreux 1986)
Live at Montreux 1986 is a concert video release by the British synth pop band Talk Talk of a concert at 1986 Montreux Jazz Festival in Switzerland. The show was part of a tour that started in April 1986 to promote the band’s recent album The Colour of Spring, and was to be their only
RIP Mark Hollis. Cousin-in-law. Wonderful husband and father. Fascinating and principled man. Retired from the music business 20 years ago but an indefinable musical icon. Talk Talk – It’s My Life (Live at Montreux 1986)
Traduzione: RIP Mark Hollis. Cugino acquisito. Meraviglioso marito e padre. Uomo affascinante e di principio. Ritirato dal mondo della musica 20 anni fa, ma un’icona musicale indefinibile. Talk Talk – It’s My Life (Live at Montreux 1986)
THE THE
✔@thethe
Very sorry to hear the news that #MarkHollis of #TalkTalk has died. He was behind some of the finest albums of the 1980s / early 1990s. R.I.P.
Molto dispiaciuto di sentire la notizia che #MarkHollis di #TalkTalk è morto. Era dietro alcuni dei migliori album degli anni ’80 / primi anni ’90. RIPOSA IN PACE.
Il film ‘Io sono Mia’ conquista il 31% di share. Racconta i successi e i drammi della vita della cantante di ‘Almeno tu nell’universo’. E Biagio Antonacci ricorda: “Mi dissero di non lavorare con lei che portava sfortuna“
La storia di Mia Martini conquista gli ascolti. Grande successo in prima serata di Rai1 ieri, per Io sono Mia, film che ripercorre la vita della cantante tra successi e drammi, i premi e le delusioni amorose, le maldicenze e la musica. 7 milioni 727 mila gli spettatori, con share al 31%. Lo scorso anno le due puntate di Fabrizio De André, principe libero avevano superato i 6 milioni, tra i biopic musicali di maggior successo rimane Volare su Domenico Modugno con Beppe Fiorello che nel 2015 ha fatto oltre i 10 milioni di spettatori. continua a leggere
Io sono Mia – Trailer ITA Ufficiale
Io sono Mia, Mia Martini e la storia d’amore nel film: il fidanzato Andrea è in realtà …….
Nel film “io sono Mia” ispirato alla vita di Mia Martini la cantante ha una storia d’amore con Andrea, un fotografo. In realtà quella figura è ispirata a Ivano Fossati che fu il grande amore di Mimì. Il celebre cantautore ha scelto di non farsi coinvolgere dall’opera cinematografica. Fossati, infatti, ha chiesto di non essere nominato nel film. Stessa decisione presa da Renato Zero, che è stato un amico importante per Mia. continua a leggere
È morto ieri sera nell’Ospedale israelitico di Roma, all’età di 63 anni, Giampiero Artegiani, uno dei nomi più illustri della musica autorale italiana. Tra i tanti grandi successi da lui scritti anche Perdere l’Amore con cui Massimo Ranieri trionfò al Festival di Sanremo nel 1988. Portano la firma di Artegiani anche molte altre pietre miliari della musica italiana tra le quali La mia libertà, scritta insieme a Franco Califano, ma anche successi di Michele Zarrillo, tra i quali Mani nelle mani, presentata al Festival di Sanremo nel 2017. Artegiani, oltre che autore di testi, è stato anche produttore e discografico. Lascia la moglie Fernanda e un’unica figlia, Lucrezia.
Massimo Ranieri: “Devo ad Artegiani la mia rinascita artistica”
« Perdere l’amore quando si fa sera, quando tra i capelli un po’ di argento li colora, rischi di impazzire, può scoppiarti il cuore, perdere una donna e avere voglia di morire… »
Perdere L’amore – Massimo Ranieri
Testo: Arteggiani, Marrocchi
E adesso andate via Voglio restare solo Con la malinconia Volare nel suo cielo Non chiesi mai chi eri Perché scegliesti me Me che fino a ieri Credevo fossi un re Perdere l’amore Quando si fa sera Quando tra i capelli Un po’ d’argento li colora Rischi di impazzire Può scoppiarti il cuore Perdere una donna E avere voglia di morire Lasciami gridare Rinnegare il cielo Prendere a sassate Tutti i sogni ancora in volo Li farò caderead uno ad uno Spezzerò le ali del destino E ti avrò vicino Comunque ti capisco E ammetto che sbagliavo Facevo le tue scelte Chissà che pretendevo E adesso che rimane Di tutto il tempo insieme Un uomo troppo solo Che ancora ti vuol bene Perdere l’amore Quando si fa sera Quando sopra al viso C’è una ruga che non c’era Provi a ragionare Fai l’indifferente Fino a che ti accorgi Che non sei servito a niente E vorresti urlare Soffocare il cielo Sbattere la testa Mille volte contro il muro Respirare forte il suo cuscino Dire è tutta colpa del destino Se non ti ho vicino Perdere l’amore Maledetta sera E raccogli i cocci Di una vita immaginaria Pensi che domani È un giorno nuovo Ma ripeti non me l’aspettavo Non me l’aspettavo Prendere a sassate Tutti i sogni ancora in volo Li farò cadere ad uno ad uno Spezzerò le ali del destino E ti avrò vicino Perdere l’amore!
Michele Zarrillo Mani nelle mani
Mani Nelle Mani – Michele Zarrillo
Testo: G. Artegiani, M. Zarrillo
E poi passano così…, te ne accorgi quando sono andati via, E ti lasciano aggrappato ad una scia di ricordi, di ricordi… Quanti sono i giorni belli di un amore Quelli che non te li puoi dimenticare E nascondi dentro al cuore E quando stai male, li vai a spolverare…
Mani nelle mani, vedo due ragazzi ingenui Dentro un mondo di canzoni e di poesia Domani, noi domani…, ma stanotte tu rimani Non mi chiedere di farti andare via Tu sei passione e tormento, tu sei aurora e tramonto Vorrei che fossimo eterni vorrei tornare a quei giorni
A quel viaggio che dormimmo in un fienile Ad un valzer da ubriachi in riva al mare A una stanza dove ci batteva il sole tutto il giorno Tutto intorno… Dove vanno i giorni belli di un amore Quei momenti che non puoi più cancellare Si addormentano nel cuore, e quando fa buio Li vai a accarezzare…
Mani nelle mani, siamo due ragazzi ingenui Ancora in cerca di canzoni e di poesia, Domani è già domani, adesso dimmi se rimani O sei convinta di volere andare via… Tu sei passione e tormento, tu sei aurora e tramonto… Mani nelle mani… le tue mani… le tue mani tra le mie… Tu sei passione e tormento, tu sei il mio giuramento…, Vorrei che fossimo eterni, e con te, tornare a quei giorni
Franco Califano – Per una donna
Testo: Franco Califano – Musica: Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi
Per una donna non servono regali, nè complimenti ad una donna devi sfondare il cuore coi sentimenti perché una donna non vuole quello o questo, se tu non vali è inutile anche il resto. Ad una donna non devi mai mentire, non è un bambino perché ti guarda e ha già capito al volo ogni tuo piano. Per una donna ch’ è pronta a perdonare già ce n’è un’ altra che se ne vuole andare. Per una donna abbiamo fatto guai, abbiamo corso e non dormito mai, per una donna ognuno perderà prima la testa e poi la libertà. Per una donna noi, facciamo i santi, i buffoni, gli eroi. Per una donna noi, saremmo pronti a sfidare gli dei. Basta uno sguardo in più… Non lo negare, vuol dire che già stai barando anche tu. Per una donna c’è stato chi ha sbagliato senza volerlo, per una donna c’è stato chi ha pagato senza capirlo. Per una donna qualcuno s’è ubriacato e il giorno dopo non s’è più risvegliato. Chi ha combattuto, chi se n’è andato via, chi ha perso amici, salute, l’allegria… Perché una donna la pungi finchè vuoi, però alla fine chi vince è sempre lei Per una donna noi, facciamo i santi, i buffoni, gli eroi. Per una donna noi, saremmo pronti a sfidare gli dei. Basta uno sguardo in più… Non lo negare, vuol dire che già stai barando anche tu.
Il 30 gennaio 1969 i Fab Four suonarono a sorpresa sulla terrazza del palazzo della Apple Corps a Londra. Un evento che ha stravolto il concetto di live
3 Savile Row, Londra W1. Era l’indirizzo del palazzo che nel 1969 ospitava la sede della Apple Corps. Non quella di Steve Jobs: quella dei Beatles. I quattro avevano comprato l’edificio il 22 giugno 1968 per 500.000 sterline. Cinque piani in cui lo staff della Apple si era trasferito dal luglio del 1968: uffici di vario ordine e grado, tra cui anche quello di un astrologo della società. C’era anche un terrazzo, identico a quello di un qualsiasi palazzo della zona. Ma è lì che, il 30 gennaio 1969, è cambiato tutto. È lì che prese vita il primo (o magari il più influente) gesto situazionista dell’epopea rock. continua a leggere
Michel Legrand (Parigi, 24 febbraio 1932 – Parigi, 26 gennaio 2019) è stato un compositore, pianista e arrangiatore francese di musica jazz, pop e di colonne sonorecinematografiche.
È morto a Parigi a 86 anni. Nel corso della sua carriera ha lavorato con i più grandi: da Sinatra a Edith Piaf
Il compositore di musica francese Michel Legrand è morto nella notte a Parigi all’età di 86 anni. Nel corso di una carriera di oltre 50 anni che gli è valsa una fama mondiale e tre Oscar per le sue colonne sonore, Legrand ha lavorato con i più grandi, tra cui Ray Charles, Orson Welles, Jean Cocteau, Frank Sinatra, Charles Trenet ed Edith Piaf.
MICHEL LEGRAND – I WILL WAIT FOR YOU – LES PARAPLUIES DE CHERBOURG
festival del jazz di Montreal – 2001 – Michel Legrand piano – drum RAY BRINKER – bass ERIC LAGACE’ – sax alto PHIL WOOD
Nato a Milano il 25 gennaio 1939 e morto la notte di capodanno del 2003, Gaber è stato uno dei più importanti cantautori italiani. Con il suo teatro – canzone ha cambiato il modo di fare musica negli anni Settanta
Oggi il signor G. avrebbe 80 anni. Giorgio Gaberscik, questo il suo vero nome, è nato a Milano il 25 gennaio 1939 in una famiglia della piccola borghesia. Da ragazzo aveva imparato a suonare la chitarra sul modello dei jazzisti che amava, si era fatto le ossa nei club e nelle balere milanesi con Celentano, Jannacci, Tenco. Nel 1957 era stato persino in tournée con Celentano in Germania, prima di diplomarsi ragioniere e poi iscriversi all’Università Bocconi, nel mezzo un’estate in giro per l’Italia con un trio basso-chitarra-pianoforte con Tenco, sperimentando per la prima volta le sue doti di cantante. continua a leggere
“Non c’è speranza nell’uomo se non nell’amore che uccide l’odio, nella carità che uccide cupidigie, e rancori, e ingiustizie. I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza ne dal potere, ma dal piacere di donare. La morte è rimorso per chi non ha saputo aprirsi, in vita, alla compassione.” (Fabrizio De Andrè)
“Benedetto Croce diceva che fino all’età dei diciotto anni tutti scrivono poesie, poi rimangono a scriverle solo due categorie di persone: i poeti e i cretini. Io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore” vent’anni senza Fabrizio De André.
DE ANDRE GENOVA CON 300 RADIO SALUTANO DE ANDRE
Fabrizio Cristiano De André, noto semplicemente come Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999), è stato un cantautore italiano.
L’11 gennaio 1999, a Milano, moriva Faber. Ora, per i vent’anni dalla morte, il cantautore viene insignito del prestigioso premio letterario intitolato al poeta e scrittore milanese, che dà il via a una serie di celebrazioni. L’occasione giusta per parlare con la donna che gli è stata accanto fino alla fine.
I cantautori spesso vengono accostati ai poeti, e leggendo certi testi è impossibile negarne il lirismo e la qualità, spesso superiori a odi e versi vari. Ma appunto parliamo di poesia. La letteratura è un’altra cosa. Eppure ora il premio alla carriera, intitolato ad Alessandro Manzoni, l’autore letterario italiano per eccellenza, viene assegnato al cantautore italiano per eccellenza, Fabrizio De André. Anche alla memoria, certo, visto che a gennaio saranno 20 anni dalla scomparsa di Faber: il 10 novembre sarà Dori Ghezzi a ritirare il riconoscimento alla carriera (andato in passato a Luis Sepúlveda e Dacia Maraini) all’Auditorium Casa dell’Economia di via Tonale, a Lecco. continua a leggere
Salone Libro Torino, Dori Ghezzi: “Non so quali canzoni di Fabrizio siano per me”
Fabrizio De André – Hotel Supramonte (Live 29-08-1981)
Adriano Celentano (Milano, 6 gennaio 1938) è un cantautore, showman, attore, regista, sceneggiatore, compositore, montatore e autore televisivo italiano. È soprannominato il Molleggiato per via del suo peculiare modo di ballare. E‘ protagonista da oltre 60 anni della scena artistica del nostro Paese. Dagli esordi del “ragazzo della via Gluck” ai grandi successi, le tappe di una carriera molto rock.
Milano, città protagonista della sua vita personale e artistica ha cambiato volto, non è più quella dei suoi primi passi tra le imitazioni di Jerry Lewis o delle giornate di lavoro nella bottega di un orologiaio. Ma i luoghi, nonostante i mutamenti, sono ancora quelli: dalla casa in via Gluck, al civico 14 dove Celentano è nato,
Adriano Celentano – Il Ragazzo Della Via Gluck
Adriano Celentano-80 Live Arena di Verona “Rock Economy” & clips
C’è chi si dà appuntamento per oggi, perché fu alle 22.45 del 4 gennaio di quattro anni fa che Pino Daniele fu dichiarato morto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dopo vani tentativi di rianimazione. E chi ricorda il Nero a Metà domani, perché fu nella notte tra il 4 e il 5 che un articolo di Federico Vacalebre sul sito di questo giornale diede la triste notizia, fu la mattina del 5 gennaio 2015 che Napoli, perplessa e attonita al nunzio stette.
«Pino Daniele, I still love you», ricorderà alle 21.30 (Vincenzo) Danise, che rimette il suo pianoforte sul lungomare (in via Partenope, davanti alla facoltà di Economia e Commercio) per un concerto improvvisato, in cui ogni passante è invitato ad aggiungere la propria voce, il proprio blues, il proprio canto di assenza/assedio. continua a leggere
Pino Daniele, live piazza del Plebiscito “Yes I Know my way”
Si è seduta al piano, ha iniziato a suonare le prime note di “Shallow”, poi la sua voce si è spezzata e ha dovuto fermarsi per frenare le lacrime. La commozione di Lady Gaga ha sorpreso tutti durante la serata d’apertura del suo show a Las Vegas. continua a leggere
È morto l’altra notte all’età di 70 anni Adelio Cogliati, il paroliere di Eros Ramazzotti e di molti altri artisti. Aveva composto canzoni anche per Antonella Ruggiero, Giorgia, i Matia Bazar e Anna Oxa. Ma è soprattutto con Ramazzotti che ha firmato alcune delle canzoni più note del panorama italiano, da Una Storia Importante a Adesso Tu, Se bastasse una canzone, Più bella cosa e L’Aurora. Tra i primi a dare la notizia proprio Ramazzotti su Twitter scrivendo: “Non sei stato solo il “paroliere” di quasi tutte le nostre canzoni ma soprattutto un fratello maggiore. Ti vorrò sempre bene”. continua a leggere
Ciao Adelio, sei stato fondamentale per me perché con te sono cresciuto umanamente. Non sei stato solo il “parolier… twitter.com/i/web/status/1…— Eros Ramazzotti (@RamazzottiEros) December 29, 2018
La cantautrice brasiliana Heloísa María Buarque de Hollanda, popolarmente conosciuta come Miúcha, regina della Bossanova, è morta all’età di 81 anni all’ospedale di Rio de Janeiro dove era in cura per un cancro ai polmoni. Lo hanno riferito fonti mediche. Miúcha, sorella del famoso cantautore Chico Buarque e prima moglie del compositore e chitarrista Joao Gilberto, uno dei padri della Bossanova, è morta per arresto cardiaco dopo l’aggravamento di problemi respiratori. Era ricoverata all’ospedale Samaritano. L’artista era la madre della cantante Bebel Gilberto. continua a leggere
TOQUINHO E MIÚCHA ● O QUE SERÁ (live)
Composição: Chico Buarque de Hollanda
Musicalmente Vinícius, programa especial gravado na Itália para uma TV local, em outubro de 1978. O musical reuniu Vinícius de Moraes, Toquinho, Tom Jobim e Miúcha.
Composizione: Chico Buarque de Hollanda Musicalmente Vinicius, programma speciale registrato in Italia per una TV locale, nell’ottobre del 1978. Il musical riunì Vinícius de Moraes, Toquinho, Tom Jobim e Miúcha.
A cinquant’anni dallo storico festival che segnò l’apice (e il tramonto) della generazione hippie, Woodstock torna a vivere. Dopo una lunga serie di indiscrezioni, il Bethel Woods Center for the Arts, l’organizzazione no profit che gestisce il sito che ospitò l’evento originale, ha confermato che la nuova edizione del festival, intitolato Bethel Woods Music ad Culture Festival, avrà luogo dal 16 al 18 agosto prossimi proprio nei luoghi che hanno dato vita alla leggenda.
Secondo gli organizzatori, all’evento parteciperanno artisti di fama ed emergenti di diversi generi ed epoche. Il cast sarà annunciato nei prossimi giorni: la stampa americana ha elencato una serie di artisti che potrebbero partecipare al festival (Daft Punk, Bruce Springsteen, Eminem, Ariana Grande, Coldplay, Phish, The Weeknd, Elton John, Bon Jovi, Pearl Jam, Foo Fighters, Pink, The Who, Santana, Zac Brown Band, Mumford & Sons, and The Chainsmokers), ma non esiste ancora alcuna conferma ufficiale. contina a leggere
In occasione dell’uscita del film “Bohemian Rhapsody” ecco la versione del brano più iconico dei Queen diretto dall’allievo regista Massimiliano Perticari, coreografato dalla docente Ilaria Suss e ricantato interamente dagli studenti della STM – Scuola del Teatro Musicale. Il Performing Arts Center® per Attori, Registi e Direttori di Teatro Musicale che ha sede al Teatro Coccia di Novara.
Sono arrivati alla spicciolata, uno dopo l’altro. Hanno improvvisato diversi brani di musica classica, tra cui tre passi della Traviata. Sabato pomeriggio, 22 dicembre, via Tornabuoni a Firenze si è trasformata in un teatro a cielo aperto dove durante un flash mob….. continua a leggere
Talento multiforme, personalità sfaccettata, l’ex voce dei Matia Bazar si è allontanata dal successo più scontato per dedicarsi a progetti solisti coraggiosi dettati solo dal cuore. Come ‘Quando facevo la cantante‘, un cofanetto di sei dischi dal vivo: “M’invento nuove strade” continua a leggere
ANTONELLA RUGGIERO: “Cavallo Bianco” live – Concerto di Natale 2016 – Teatro Mucchetti di Adro (BS).
“TI SENTO” – ANTONELLA RUGGIERO live @ Tramonto a San Mauro (7.8.2018)
Antonella Ruggiero, accompagnata alla fisarmonica da Renzo Ruggieri, nel concerto del 7.8.2018 sulla collina di San Mauro a Sannicola (LE) per la manifestazione “Tramonto a San Mauro” 2018
ROMA – Quarant’anni fa, nel 1978, Antonello Venditti pubblicava Sotto il segno dei pesci. Era un album bellissimo, ricco di canzoni diventate oggi dei classici, e che all’epoca furono un clamoroso successo. Quarant’anni dopo Venditti arriva a proporlo dal vivo dopo l’anteprima all’Arena di Verona, in due concerti al Palalottomatica di Roma, il 21 e il 22 dicembre, e poi dal 2 marzo in un lungo tour in tutta Italia.
La Banda Bassotti, tra le più longeve formazioni ska punk romane, dice addio al suo cantante e chitarrista, tra i fondatori del primo nucleo della band, Angelo Conti detto ‘Sigaro’. Aveva 62 anni: “Chi lotta non sarà mai schiavo”
“Siamo invecchiati fuori, le ossa scricchiolano, siamo operai, contadini, maestri e altro ma per ognuno di noi di fronte c’è il sol dell’avvenir… questo non è cambiato”: così, in una delle ultime interviste, la Banda Bassotti condensava il proprio spirito. Oggi, però, è tempo di cordoglio: Angelo Conti, detto ‘Sigaro’, chitarrista e frontman della band, è scomparso dopo una breve malattia. Aveva solo 62 anni. I suoi compagni, per ricordarlo, hanno postato un’immagine sul profilo Facebook del gruppo, con un semplice messaggio: “Chi lotta non sarà mai schiavo. Ciao Sigaro“. continua a leggere
Banda Bassotti – Figli della Stessa Rabbia – LIVE ROMA TESTACCIO