Nicky Hayden è morto: addio al campione di motociclismo
Nicholas Patrick “Nicky” Hayden (Owensboro, 30luglio 1981 – Cesena, 22 maggio 2017) è stato un pilota motociclistico statunitense, campione del mondo della Moto GP nel 2006.
Aveva due fratelli, uno più piccolo ed uno più grande, rispettivamente Roger Lee Hayden e Tommy Hayden, entrambi piloti professionisti, e due sorelle, una più grande Jenny ed una più piccola Kathleen.
Fonte e articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/moto/2017/05/22/nicky-hayden-e-morto_cb7deec4-06c4-4d5b-b0cb-78acca773111.html
Nicky, è stato travolto da un’auto, mercoledì, mentre si allenava in bicicletta a Misano Adriatico, nel Riminese, poco distante dal circuito che da anni ospita il gran premio di San Marino e che è intitolato alla memoria di Marco Simoncelli.
RIMINI: Grave incidente per Nicky Hayden, è in prognosi riservata | VIDEO
Le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime: aveva infatti riportato numerose ferite dopo essere stato sbalzato sul cofano della vettura e avere sfondato il parabrezza mentre la sua bici, spezzata, è finita in un fosso ai lati della carreggiata. Da mercoledì era ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena.
RIMINI: Spunta un video sulla dinamica dell’incidente di Nicky Hayden | VIDEO
Sul fronte delle indagini, spunta un video, ora al vaglio della Procura di Rimini, in cui si vede la dinamica dell’incidente. Il filmato, come riporta il quotidiano ‘Corriere Romagna’, è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza di un’abitazione vicina all’incrocio dove il pilota, alcuni giorni fa, si è scontrato con un’auto.
Dalle immagini emergerebbe che Hayden ha tirato dritto allo stop e proprio in quel momento è passata l’auto che centrato in pieno la bicicletta.
Per i bianconeri è il 33/o scudetto, è il sesto consecutivo. Campioni con un turno di anticipo. In italia la Juventus si appresta a essere la seconda squadra a fare la tripletta – Coppa Italia, Scudetto e sabato 3 giugno si devono giocare la conquista della tripletta nella finale della Champions contro il Real Madrid. Come si dice “un in bocca al lupo”
Fin’ora solo una squadra è riuscita ad entrare nella leggenda del calcio Italiano e sono i nerazzurri dell’Internazionale di Milano che nella stagione 2009/2010 conquistano La Coppa Italia, Scudetto, Champions. Da sportivi quali siamo li stiamo aspettando a braccia aperte.
Qui il video in discussione, il pezzo incriminato e al 3’30” e dura 2″, tirate le vostre conclusioni. Posso solo dire siamo seri ………………….
Torniamo seri, faccio un lodevole plauso a Zanetti per queste due iniziative:
Il 22 maggio ti aspettiamo in prima serata su Rai1 per segnare insieme #UnGoalPerLItalia. Uniti possiamo riportare normalità alle società calcistiche delle zone terremotate. Non mancare!
Tutti al PalaDesio! Domenica 21 maggio (ore 18) al PalaDesio si gioca la gara 2 di Finale Scudetto del basket in carrozzina!! La UnipolSai Briantea84 Cantù e il Gsd Porto Torres si giocano la possibilità di incoronarsi la regina della stagione 2017!!!
Grazie CAPITANO, uno dei pochi signori del calcio,in campo e fuori..Raro esempio di giocatore leale,simbolo e modello per le nuove generazioni.Complimenti al NOSTRO CAPITANO
Amava la sua natura atavica, gli orizzonti illimitati, i profumi e i colori intensi, ma anche quella povertà millenaria che a volte induce forme di criminalità tristemente originali.
Perché – come una “janas” dal duplice volto, mezza strega e mezza fata – l’isola incantata è anche la terra matrigna del “banditismo sardo”.
Lì Faber (come lo chiamavano gli amici) venne sequestrato insieme a Dori Ghezzi il 27 agosto 1979. Restarono prigionieri dei loro rapitori per ben centodiciassette giorni. Da quella esperienza il cantautore genovese seppe trarre e trasmettere una grande lezione, artistica e di vita.
Fabrizio de André – Disamistade – concerto ’98
UNA SUA CANZONE SULLA SARDEGNA
Disamistade
(Fabrizio De Andrè)
Che ci fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa
questa storia sospesa
a misura di braccio
a distanza di offesa
che alla pace si pensa
che la pace si sfiora
due famiglie disarmate di sangue
si schierano a resa
e per tutti il dolore degli altri
è dolore a metà
si accontenta di cause leggere
la guerra del cuore
il lamento di un cane abbattuto
da un’ombra di passo
si soddisfa di brevi agonie
sulla strada di casa
uno scoppio di sangue
un’assenza apparecchiata per cena
e a ogni sparo all’intorno
si domanda fortuna
che ci fanno queste figlie
a ricamare a cucire
queste macchie di lutto
rinunciate all’amore
fra di loro si nasconde
una speranza smarrita
che il nemico la vuole
che la vuol restituita
e una fretta di mani sorprese
a toccare le mani
che dev’esserci un modo di vivere
senza dolore
una corsa degli occhi negli occhi
a scoprire che invece
è soltanto un riposo del vento
un odiare a metà
e alla parte che manca
si dedica l’autorità
che la disamistade
si oppone alla nostra sventura
questa corsa del tempo
a sparigliare destini e fortuna
che fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa questa storia sospesa Il brano tratto dall’ album di Fabrizio De André “Anime Salve”
E la Sardegna , i suoi banditi, i rapimenti più famosi… “A diversi anni dalla morte (GENNAIO 1999), le iniziative per non dimenticare Fabrizio De André sono sempre tante, come tante sono le sfaccettature della sua opera ancora da scoprire.
Lo si conosce come cantautore, poi lo si scopre narratore. Il suo scegliere di essere contadino, l’amore per la natura e per una terra come la Sardegna ha ancora bisogno di approfondimenti.
… Partendo dalla passione per colui che ha accompagnato con la sua musica la mia adolescenza….è la sua presenza in Sardegna, la sua quotidianità che mi piace mettere in evidenza.
La Gallura, la lingua sarda utilizzata nelle canzoni, l’Agnata, le tappe dei concerti nell’isola.
Un anno dalla scomparsa di Marco Pannella, autore di grande battaglie politiche per i diritti
“Noi siamo diventati radicali perché ritenevamo di avere delle insuperabili solitudini e diversità rispetto alla gente, e quindi una sete alternativa profonda, più dura, più “radicale” di altri“
(Marco Pannella)
Il mio Novecento: Marco Pannella
il video di Rai Storia, andato in onda nel 2003, sul Novecento secondo Pannella: ripercorre i passaggi più significativi della sua vita e della sua lunga e totalizzante attività politica.
Dall’archivio del Partito Radicale, un’immagine di Pannella del 1985, durante una manifestazione a Bruxelles per gli Stati Uniti d’Europa
Pannella è stato un precursore anche sotto un altro aspetto. Chi può dire, infatti, se sia stato di destra o di sinistra? Di sinistra sono state di certo le innumerevoli campagne sui diritti civili. Però in politica economica ha portato la fede liberale agli estremi, fino a sconfinare nell’apologia del liberismo. E proprio lui, il pacifista che nell’80 aveva fatto votare un preambolo in cui si definiva la non-violenza “legge storicamente assoluta senza eccezioni, nemmeno quella della legittima difesa”, si poi è schierato a favore dell’intervento militare nel Kosovo del 1999 e contro il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan.
Enzo Tortora nasce a Genova il giorno 30 novembre 1928. Dopo aver passato il periodo universitario nella sua città natale, periodo in cui realizza alcuni spettacoli assieme a Paolo Villaggio, si trasferisce nella capitale. A Roma, all’età di 23 anni, viene assunto dalla Rai per condurre il programma radiofonico “Campanile d’oro”. Il debutto in televisione arriva nel 1956 in “Primo applauso”, assieme a Silvana Pampanini.
Dopo “Telematch” sarà la trasmissione “Campanile sera” di Mike Bongiorno a lanciare Enzo Tortora come conduttore. Cura i collegamenti con i paesi dell’Italia settentrionale e ha così l’occasione di legare con il mondo della provincia. Per un contrasto con i dirigenti della Rai si trasferisce in Svizzera dove presenta “Terzo Grado”. Rientra poi a Roma e la Rai gli affida due trasmissioni: “Il gambero” e, dal 1965 al 1969, “La domenica sportiva”.
Arriva un nuovo allontanamento ed Enzo Tortora si ritrova a lavorare con alcune emittenti private, collaborando come giornalista anche presso alcuni quotidiani. Torna all’azienda Rai dopo sette anni. Inizialmente lo troviamo accanto a Raffaella Carrà in “Accendiamo la lampada” (1977); poi arriva la trasmissione che lo consacra come vera icona tv, “Portobello“, programma di grande successo che fa registrare oltre 26 milioni di telespettatori di media. Dal punto di vista mediatico si tratta del primo esempio di quel genere definito poi “tv verità”.
Ricordando il caso di ENZO TORTORA
Nel 1982 passa a Mediaset, approdando a Retequattro, per condurre “Cipria”. Nella primavera del 1983 Tortora è impegnato assieme a Pippo Baudo alla guida della rubrica elettorale “Italia parla”: il 17 giugno 1983, sulla base delle accuse di un pentito della camorra, Enzo Tortora viene arrestato.
Inizia per lui un calvario che lo porterà ad impegnarsi per la difesa dei diritti umani. Entra anche in politica: un anno dopo l’arresto è europarlamentare nelle liste dei Radicali.
Nel giugno del 1984, a un anno esatto dal suo arresto, Enzo Tortora fu eletto deputato al Parlamento europeo nelle liste del Partito Radicale, che ne sostenne le battaglie giudiziarie.
15 settembre 1986, Enzo Tortora: la fine di un incubo
Il 20 febbraio 1987 la Corte di Cassazione, al termine di un lungo e travagliato iter processuale, lo assolve. Enzo Tortora è ormai diventato un simbolo della malagiustizia. Ritorna al suo lavoro e ritorna in televisione, prima con una nuova edizione di “Portobello“, poi con “Giallo“; Enzo Tortora non è più quello di prima: a tutti appare assai provato.
Enzo Tortora muore la mattina del 18 maggio 1988 nella sua casa di Milano, stroncato da un tumore. A Tortora è stata dedicata la Biblioteca Enzo Tortora a Roma e la Fondazione per la Giustizia Enzo Tortora, presieduta dalla compagna, Francesca Scopelliti.
Sulla sua vicenda è stato girato il film “Un uomo perbene” (1999, di Maurizio Zaccaro), con Michele Placido nel ruolo del protagonista.
Un uomo perbene è un film del 1999 diretto da Maurizio Zaccaro. La storia narra la vicenda di Enzo Tortora, il noto presentatore finito in carcere per un incredibile errore giudiziario
01 agosto 2016 – Albenga, distrutta la targa in marmo di piazza Enzo Tortora
A denunciare l’accaduto è stato Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale Capogruppo (FI) di Albenga e consigliere provinciale di Savona.
“È pazzesco come l’inciviltá e l’ignoranza di qualcuno che non conosce la storia arrivino a massacrare ancora una volta il povero Enzo Tortora. Spero si identifichi l’autore di questo atto ignobile. Nel frattempo, viva Enzo Tortora, Albenga resterà sempre orgogliosa di averti dedicato una piazza”.
Commemorazione per 45mo anniversario morte commissario
(ANSA) – MILANO, 17 MAG – “È stata una pagina tragica ma anche di crescita perché la reazione della città a momenti veramente tragici c’è stata”. A parlare è il sindaco di Milano Giuseppe Sala, presente nella questura di Milano alla commemorazione per 45mo della morte del commissario Luigi Calabresi, ucciso da un commando di Lotta Continua nel 1972.
17 maggio 1972 l`omicidio politico di Luigi Calabresi
Youtube: Pubblicato il 16 mag 2016
Un commando composto da due militanti di Lotta continua uccide Luigi Calabresi, vice capo della squadra politica della Mobile di Milano.L’omicidio avviene al culmine di una lunga campagna diffamatoria condotta nei confronti del commissario e legata alla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della questura di Milano, durante un interrogatorio sulla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Per l’omicidio del commissario Calabresi saranno condannati Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani come mandanti, e Ovidio Bompressi e Leonardo Marino, come esecutori materiali.
Chris Cornell, nome d’arte di Christopher John Boyle (Seattle, 20 luglio 1964 – Detroit, 17 maggio 2017), è stato un cantante e musicista statunitense.
La sua carriera ebbe inizio nei Soundgarden, formatisi nel 1984 e scioltisi nel 1997 (poi riunitisi nel 2010); il suo nome è legato anche al gruppo grunge Temple of the Dog. Dal 2001 al 2007 ha formato, assieme ad alcuni ex componenti dei Rage Against the Machine, il gruppo Audioslave, di cui è stato il cantante solista.
E’ morto improvvisamente a Detroit a 52 anni Chris Cornell, voce dei Soundgarden e degli Audioslave. Il suo agente, Brian Bumbery, ha confermato la notizia dicendo anche che la moglie e la famiglia del rocker sono sconvolti per il decesso che è stato “improvviso e inatteso“. I medici stanno indagando sulle cause e la famiglia chiede di rispettare la privacy.
Soundgarden – Hyde Park – Hard Rock Calling 7-13-2012
Massimo Moratti (Bosco Chiesanuova, 16 maggio 1945)è un imprenditore, dirigente d’azienda e dirigente sportivo italiano; è stato presidente dell’Inter in due periodi diversi (dal 25 febbraio 1995 al 19 gennaio 2004 e dal 6 settembre 2006 al 15 novembre 2013) nonché presidente onorario fino al 23 ottobre 2014. Attualmente ricopre il ruolo di amministratore delegato della Saras.
La Boldrini: ‘Dedicata a Carolina e a tutte le vittime’
Fonte e articolo: http://www.camera.it/leg17/522?tema=prevenzione__e_repressione_del_bullismo_e_del_cyberbullismo
La Camera dei deputati, nella seduta del 17 maggio 2017, ha approvato in via definitiva – senza ulteriori modifiche – la proposta di legge A.C. 3139-B, volta alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La proposta, già approvata dal Senato e poi modificata dalla Camera (20 settembre 2016), era stata nuovamente approvata con modificazioni dal Senato.
Il provvedimento introduce una serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate in particolare a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità.
Favorevoli 432 contrari 0 astenuti 1. La Camera approva in via definitiva il testo su prevenzione e contrasto del #cyberbullismo
Il contenuto della proposta di legge all’esame della Camera
La proposta di legge detta disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.
Il provvedimento è stato approvato, in prima lettura, dal Senato il 20 maggio 2015, poi modificato dalla Camera il 20 settembre 2016 e, quindi, nuovamente approvato, con modificazioni, dal Senato il 31 gennaio 2017.
Le modifiche da ultimo apportate dal Senato privilegiano un’ impostazione dell’intervento normativo basata esclusivamente su strumenti preventivi di carattere educativo; ciò, rispetto all’impostazione dell’ultimo testo-Camera che agli interventi educativi affiancava anche strumenti di natura penale. Inoltre, il testo trasmesso dal Senato si riferisce a prevenzione e contrasto del solo cyberbullismo, risultando soppresso ogni riferimento al bullismo. La proposta di legge è stata approvata in via definitiva dall’Assemblea della Camera dei deputati nella formulazione adottata dal Senato.
In sintesi il provvedimento:
individua la finalità dell’intervento nel contrasto del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni attraverso una strategia che comprende misure di carattere preventivo ed educativo nei confronti dei minori (vittime e autori del bullismo sul web) da attuare in ambito scolastico;
prevede che il minorenne che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) possa rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media o, comunque, al titolare del trattamento per ottenere provvedimenti inibitori e prescrittivia sua tutela (oscuramento, rimozione, blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet, con conservazione dei dati originali). Il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social media deve comunicare, entro24 ore dall’istanza, di avere assunto l’incarico e deve provvedere sulla richiesta nelle successive48 ore. In caso contrario l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali che deve provvedere, in base alla normativa vigente, entro le successive 48 ore;
istituisce un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo e prevede l’adozione, da parte del MIUR, sentito il Ministero della giustizia, di apposite linee di orientamento – da aggiornare ogni due anni – per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo nelle scuole. In particolare, le linee di orientamento dovranno prevedere una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti;
prevede la designazione, in ogni istituto scolastico, di un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo che dovrà collaborare con le Forze di polizia, e con le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio;
prevede interventi di caratteri educativo in materia di cyberbullismo (finanziamento di progetti e promozione dell’uso consapevole di internet);
in caso di episodi di cyberbullismo in ambito scolastico, prevede inoltre l’obbligo da parte del dirigente responsabile dell’istituto di informare tempestivamente i genitori (o i tutori) dei minori coinvolti e di attivare adeguate azioni educative;
applica la disciplina sull’ammonimento del questore, mutuata da quella dello stalking, anche al cyberbullismo: fino a quando non sia stata proposta querela o presentata denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali commessi, mediante Internet, da minorenni ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, il questore – assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti – potrà convocare il minore responsabile (insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale), ammonendolo oralmente ed invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.
Perde a Terni, ma sconfitta del Frosinone a Benevento la promuove. Verona pareggia con il Carpi
La Spal torna in serie A dopo 49 anni (La Storia). La squadra di Ferrara, pur sconfitta 2-1 a Terni, conquista matematicamente la promozione grazie alla sconfitta del Frosinone a Benevento.
La S.P.A.L. 2013 s.r.l., meglio conosciuta come SPAL (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor) o talvolta come SPAL Ferrara, è una società calcistica italiana s con sede nella città di Ferrara.
Nel palmarès rientra il primo posto nel campionato di Serie B 1950-1951, oltre ad una Coppa Italia di Serie C, una Supercoppa di Lega Pro ed una Coppa dell’Amicizia italo-svizzera. Nel 1974 la SPAL fu insignita della Stella d’oro al merito sportivo. La squadra ferrarese è stata finalista della Coppa Italia 1961-1962.
La formazione estense disputa i propri incontri casalinghi allo Stadio Paolo Mazza dal 1928. I suoi colori sociali sono il bianco e l’azzurro.
Le Origini: Le più antiche tracce del calcio a Ferrara risalgono al 1896 con la costituzione di una squadra nell’ambito della Palestra Ginnastica Ferrara. A seguire, nei primi decenni del Novecento sorsero in città numerose altre formazioni, tra cui la Unione Sportiva Ferrarese, la Pro Juventus Ferrara e l’Eridania Football Club.
Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la S.P.A.L. vide la luce nel marzo 1907 per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, all’epoca direttore dell’oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale denominato Ars et Labor, che nel giro di un paio d’anni divenne Circolo Ars et Labor e aggiunse alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente limitate ad atletica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il Bianco e l’azzurro, dallo stemma della congregazione dei Salesiani.
Manifesto celebrativo del decennio dalla fondazione della Società Polisportiva Ars et Labor.
La sezione calcistica fu istituita nel 1913, quando il ramo sportivo si staccò dall’oratorio e si costituì autonomamente come Società Polisportiva Ars et Labor. Inizialmente la squadra di calcio assunse tuttavia la denominazione di Associazione Calcio Ferrara, abbandonandola nel 1919 con la fine della Grande Guerra, allorché anche la sezione calcistica uniformò il suo nome a quello della polisportiva. Il debutto della denominazione S.P.A.L. avvenne in occasione di una partita interna disputata contro la Triestina il 16 giugno 1919, terminata 1-4. La prima vittoria della formazione estense giunse il 18 agosto del medesimo anno, a spese della stessa Triestina, per 1-0.
Per la stagione 2010-2011 viene assemblata una squadra con l’intento di ambire alla zona play-off, confermando i migliori giocatori della stagione precedente (tra cui Cipriani e Zamboni) e completando la rosa con elementi come Ravaglia, Melara e Fofana. Il girone d’andata vede la SPAL stabilmente nelle prime posizioni; nel girone di ritorno le prestazioni (complice l’infortunio di Cipriani) subiscono un’involuzione, sfociando in una lunga serie di risultati negativi che fanno sfumare il traguardo dei Play-off.
Nel campionato 2011-2012 la SPAL, affidata a Stefano Vecchi, assembla una squadra molto giovane con l’intento di ridurre il monte-ingaggi e sfruttare i contributi previsti per l’utilizzo dei giocatori under. La società si ritrova subito a far fronte a 2 punti di penalizzazione per la mancata corrisponsione di stipendi e contributi ai propri dipendenti.
Dopo una partenza difficile dal punto di vista sportivo (solo 15 punti “sul campo” al termine del girone d’andata), le successive scadenze portano a 8 il totale dei punti di penalizzazione inflitti ai biancoazzurri
La precaria situazione finanziaria della società si riflette anche in campo legale, con la presentazione d’istanze di fallimento da parte di alcuni dipendenti e fornitori, desiderosi di recuperare le proprie spettanze. Al termine della stagione regolare la SPAL si piazza quart’ultima con 34 punti (42 sul campo) e deve giocare i playout contro il Pavia, terz’ultimo. Nella gara d’andata del 20 maggio i biancoazzurri pareggiano 0-0 in trasferta, ma sette giorni dopo al Paolo Mazza vengono sconfitti 2-0 dai lombardi, retrocedendo in Lega Pro Seconda Divisione.
Il 13 luglio 2012 la società viene esclusa dal campionato 2012-2013 per problemi economici e il 16 luglio non presenta ricorso. La SPAL 1907 viene infine radiata dalla FIGC l’11 settembre 2013 e il 31 marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ne notifica la dichiarazione di FALLIMENTO e la messa in liquidazione, respingendo la richiesta di concordato avanzata da Butelli.
La ripartenza dai dilettanti
Nell’estate 2012 il Sindaco di Ferrara invita i soggetti interessati a presentare un progetto per la rifondazione del club biancoazzurro. Si fa quindi avanti una cordata capeggiata dall’imprenditore Oreste Pelliccioni, comprendente l’ex vicepresidente Roberto Benasciutti e l’esperto dirigente Roberto Ranzani, che successivamente avrebbe dovuto avvalersi del supporto di un gruppo di finanziatori. La base societaria è composta inizialmente da Benasciutti al 95% e da Ranzani per il restante 5%. La squadra torna a giovarsi dell’utilizzo del marchio storico della S.P.A.L., non più in uso dal 2005. Il 9 agosto 2012 la Lega Nazionale Dilettanti accetta l’affiliazione del nuovo soggetto (denominato Società Sportiva Dilettantistica Real Spal), iscrivendo il sodalizio in Serie D (che costituisce il punto più basso della storia sportiva societaria) sulla base dell’applicazione dell’articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC ed in virtù delle 83 stagioni sportive professionistiche pregresse della vecchia SPAL.
L’obiettivo di puntare ai piani alti della classifica sfuma però dopo pochi mesi: la società non ha le risorse per provvedere ai rimborsi spese per i mesi successivi a dicembre. Arrivati a febbraio, i giocatori rifiutano di allenarsi denunciando pubblicamente la situazione. Lo stato delle cose non muta nei mesi successivi con la squadra che, ormai priva di stimoli e serenità, termina il campionato solo per onor di firma.
La presidenza Mattioli-Colombarini
Il 12 luglio 2013, su pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti trova l’accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra SPAL e Giacomense: pertanto il club di Masi San Giacomo rileva ed adotta il marchio storico della S.P.A.L. e trasferisce il proprio terreno casalingo allo Stadio Paolo Mazza, trasformandosi de facto nella società acquisita. A suggellare tale transazione, il club assume la nuova denominazione S.P.A.L. 2013, ai sensi dell’articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della FIGC. La società ferrarese viene ufficialmente inserita in Lega Pro Seconda Divisione per l’annata 2013-2014.
Il 21 ottobre 2013, dopo un avvio di campionato non in linea con le attese di inizio stagione, la società decide di sollevare dall’incarico mister Leonardo Rossi, affidando la squadra a Massimo Gadda. Il nuovo trainer spallino guida la squadra al quarto posto al termine del girone di andata. Nel mercato invernale la società cerca di rinforzare la rosa al fine di assicurarsi un posto nelle prime otto posizioni, valevoli per l’accesso alla nuova Lega Pro: l’obiettivo viene infine raggiunto, con la squadra che riesce a classificarsi sesta al termine del campionato.
La stagione 2014-2015 nella nuova Lega Pro parte in maniera difficile per la SPAL: i biancoazzurri, affidati a mister Oscar Brevi, totalizzano due pesanti sconfitte nelle prime due partite, ove la squadra esprime inoltre un gioco poco brillante. Tuttavia il patron Colombarini e il presidente Mattioli, ignorando le contestazioni dei tifosi e di alcune aree dell’ambiente societario, confermano la fiducia all’allenatore. La scelta si rivela corretta, giacché la SPAL comincia a scalare la classifica fino a raggiungere la prima posizione. Una nuova serie di risultati negativi, unita alle scarse reti segnate, conduce tuttavia in un secondo momento il vertice societario ad esonerare Brevi e ad ingaggiare al suo posto Leonardo Semplici. Sotto la sua guida, dopo un periodo di assestamento ed aiutati dal miglioramento della rosa seguito al mercato di gennaio, gli estensi vincono otto partite consecutive e si reinseriscono nella lotta play-off, obiettivo tuttavia sfumato alla penultima giornata: la squadra conclude il campionato al quarto posto finale, con il tecnico toscano che viene confermato anche per l’annata successiva.
In vista del campionato 2015-2016 la squadra viene potenziata nel segno della continuità, confermando buona parte dei giocatori dell’annata precedente ed inserendo elementi nei ruoli maggiormente scoperti. Con cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate e due successivi pareggi a reti bianche con Prato e Siena, gli estensi si portano da subito in testa alla graduatoria. Il 20 dicembre, grazie alla vittoria casalinga sul Teramo e ai contemporanei pareggi delle inseguitrici Maceratese e Pisa, la SPAL si laurea campione d’inverno con una giornata d’anticipo sulla fine del girone d’andata. Il 23 aprile 2016, pareggiando 1-1 in casa contro l’Arezzo, i biancoazzurri conquistano la matematica promozione in Serie B con due giornate d’anticipo dopo un torneo condotto sempre al comando, ritornando in seconda serie dopo ventitré anni. A seguito delle vittorie ottenute contro Benevento e Cittadella , il 22 maggio 2016 la SPAL conquista la Supercoppa di Lega Pro.
Il 13 maggio 2017 la SPAL ottiene il matematico ritorno in SERIE A dopo quarantanove anni: decisiva la sconfitta del Frosinone terzo in classifica, caduto 2-1 a Benevento.
La polizia europea lo ha definito un “attacco senza precedenti” e il G7 è sceso subito in campo per lanciare un messaggio ai Governi affinché condividano informazioni per combattere le minacce crescenti dei cyberterroristi. A 24 ore dal lancio di Wannacry, il malware che ha infettato migliaia di computer di quasi cento Paesi in tutto il mondo, si contano i danni che vanno dalle ferrovie tedeschealla Renault che ha fermato gli stabilimenti in Francia, dal sistema sanitario britannico, dove è andato in tilt un ospedale su cinque, all’Università di Milano Bicocca.
Hacker all’attacco, ‘in ostaggio’ pc in tutto il mondo – Pirati informatici all’attacco, col coltello tra i denti, in tutto il mondo: dalle prime ore del pomeriggio, sullo schermo di un gran numero di computer in Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Cina, Stati Uniti, Russia, Vietnam, Taiwan, e anche Italia è apparso un messaggio con cui si comunica che il pc è stato preso “in ostaggio“, con un virus, detto, “ransomware“, e per liberarlo è necessario pagare un “riscatto” in bitcoin, ovvero l’equivalente di 300 dollari.
In Gran Bretagna il virus è stato infiltrato nei sistemi informatici di numerosi ospedali e strutture sanitarie, circa 25, secondo Bbc news, che non hanno così pertanto accesso ai dati dei pazienti, con conseguenti pesanti disagi: appuntamenti per visite e anche interventi chirurgici cancellati, e ambulanze dirottate verso altre strutture sanitarie non colpite.
In Spagna sono state prese di mira diverse società, tra cui la compagnia di telecomunicazioni Telefonica, che ha affermato di essere incorsa in un “incidente di cyber-security”, ma che i clienti non hanno nulla da tempere.
Anche in Portogallo è stata colpita la società delle telecomunicazioni.
In Russia, la “più colpita”, secondo le compagnie della sicurezza Kaspersky Lab e Avast, è stato preso di mira il ministero dell’interno, ma anche uno dei più importanti operatori di telefonia.
Non è la prima volta che si verifica un fenomeno del genere, ma la vastità in questo caso appare davvero impressionante. Un ricercatore di cyber-security citato da Bbc News ha affermato su Twitter di aver rilevato 36 mila casi di un ransomware chiamato “WannaCry” e simili. L’attacco, ha affermato, “è enorme“. Un altro esperto, della società di cyber-security Kaspersky, ha riferito che il ransomeware è stato rilevato in 74 Paesi, e il numero è in aumento. Secondo esperti citati dal New York Times, si tratta si un virus che sfrutta delle vulnerabilità informatiche scoperte e sviluppate dalla Nsa, la Nationl Security Agency che nel 2013 è stata al centro dello scandalo internazionale innescato dalla talpa Edward Snowden.
Oliviero Beha (Firenze, 14 gennaio 1949 – Roma 13 maggio 2017)) è stato un giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico e poeta italiano.
Lo annuncia la figlia Germana. “E’ stato un male molto veloce. Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”
Da giornalista sportivo, era stato tra i primi e più acuti nel denunciare i mali del calcio e del tifo, con il libro Anni di cuoio (Newton Compton, 1987). Più tardi era divenuto una sorta di Robin Hood radiofonico con la sua trasmissione «Radio Zorro».
Gentiloni: “Beha era impegnato, indipendente e mai banale” – “Ricordo Oliviero Beha giornalista impegnato, indipendente e mai banale”. Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Paolo Gentiloni.
IL CORDOGLIO DELLA FIORENTINA – “La Fiorentina vuole esprimere il suo cordoglio per la morte di Oliviero Beha, un grande tifoso viola”. Lo ha detto Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Va’ pensiero: Conduttore e autore con Andrea Barbato del contenitore culturale in onda suRai 3 tutte le domeniche tra il settembre del 1987 e il maggio del 1989.
La Gazzetta dello spot: Ancora per Rai 3, nella stagione 1989/1990, conduce sempre con Andrea Barbato , all’interno di Fluff, la Gazzetta dello spot, un’analisi critica del mondo della pubblicità.
Attenti a quei tre: Dal giugno 1996 al luglio 1997 è in onda con Attenti a quei tre, trasmissione del Palinsesto Notturno della Rai dedicata ai problemi della giustizia, in onda, su Rai 1 e Rai 3, con tre appuntamenti settimanali.
Tg3: Dal 2008 al 2010 commenta sul TG3 delle 19.00, ogni domenica, il campionato di calcio e ogni fatto di costume parasportivo, politico, sociale, economico.
Brontolo: Dal marzo 2010 conduce la trasmissione settimanale Brontolo, in onda su Rai 3 tutti i lunedì, dedicata all’approfondimento politico e sociale.
Telepatia: Nel novembre/dicembre 2012 conduce il ciclo di 6 puntate della trasmissione Telepatia, in onda su Rai 3, seconda/terza serata del sabato.
Ha recitato una piccola parte, nel ruolo di un commissario di sanità, nello sceneggiato televisivo “I promessi sposi ” di Salvatore Nocita.
Radio Zorro: Dall’aprile 1992 al giugno 1996 da vita a Radio Zorro, il programma di servizio di RadioRai più premiato negli ultimi anni: dopo tre stagioni di programmazione breve – venti minuti tutte le mattine sulle frequenze di Radiouno – nell’ottobre 1995 la trasmissione si fonde con lo storico “3131″. “Radio Zorro 3131″ diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre 100 mila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia e nel corso dell’ora e mezza di diretta arrivano in media 300 telefonate. Le altre esperienze radiofonicheriguardano i programmi Radio a colori e Beha a colori
Più volte premiato come giornalista, Oliviero Beha è anche autore di testi teatrali rappresentati, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno ottenuto diversi riconoscimenti, come All’ultimo stadio (Selezione Bancarella), Anni di cuoio (Premio Chianciano), Inverso (Selezione Viareggio, Premio Biella), Ripercussioni (Premio Capua-Mediterraneo), Meteko (Premio Laudomia Bonanni, Inverso (stampato in proprio), 1982.
All’ultimo stadio. Una repubblica fondata sul calcio, con Franco Ferrarotti, Milano, Rusconi, 1983.
Mundialgate, con Roberto Chiodi, Napoli, Pironti, 1984.
Ripercussioni, Spinea, Edizioni del Leone, 1986.
Anni di cuoio. L’Italia di oggi allo specchio del calcio, il suo sport più amato, la sua malattia più contagiosa, in cui si riflettono vizi e virtù d’un popolo tifoso fino al midollo, Roma, Newton Compton, 1987.
Antenne rotte. Note TV di un anti-patico, Roma, Daga, 1990.
Anni di merda. Notizie dal fronte del disagio italiano. 1989-1992, Napoli, Pironti, 1993.
Lo Stige in piazza, Spinea, Edizioni del Leone, 1994.
L’Italia non canta più. Battisti, Sanremo, il ’68 e i cantautori, Pippo Baudo, la cultura popolare…, Roma, Ediesse, 1997.
Sono stato io. Romanzo, Milano, M. Tropea, 200.
Crescete & prostituitevi, Milano, BUR, 2005.
Trilogia della censura. Ieri come oggi,Roma, Avagliano, 2005. [Contiene: Mundialgate, Antenne rotte, L’Italia non canta più]
Diario di uno spaventapasseri. L’Italia ultima, 1996-2006. Tra Berlusconi e Prodi la recita statica di un paese irreale, Milano, M. Tropea, 2006.
Indagine sul calcio, con Andrea Di Caro, Milano, BUR, 2006.
Italiopoli, Milano, Chiarelettere, 2007.
Il paziente italiano. Da Berlusconi al berlusconismo passando per noi, Roma, Avagliano, 2008.
Eros terminal,Milano, Garzanti, 2009.
I nuovi mostri, Milano, Chiarelettere, 2009.
Dopo di Lui il diluvio, Milano, Chiarelettere, 2010.
Meteko, Torino, Aragno, 2010.
Il calcio alla sbarra, con Andrea Di Caro, Milano, BUR Rizzoli, 2011.
Il culo e lo stivale, Milano, Chiarelettere, 2012.
Un cuore in fuga, Milano, Piemme, 2014.
Tris, con Dante Matelli e Gianni Perrelli , Roma, Aracne, 2016.
Mio nipote nella giungla. [Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto)], Milano, Chiarelettere, 2016.
Emergenza rifiuti, la periferia di Roma invasa dall’immondizia: “Ogni giorno è peggio”
Pubblicato il 10 mag 2017 – Dal Quadraro alla Prenestina, dal Pigneto alla Tuscolana, sono tanti i quartieri del quadrante Est di Roma invasi dai rifiuti. Cumuli e cumuli di immondizia lungo le strade e accanto ai cassonetti. Una situazione di degrado che va avanti da giorni e esaspera i residenti.
Pubblicato il 22 ago 2016 – Adesso il Tmb Salario è svuotato ed abbiamo mantenuto la promessa insieme ad Ama ma si poteva fare anche prima. Per questo impianto prevediamo una riconversione: non sarà più un impianto Tmb (Trattamento meccanico-biologico ndr.), però è un percorso che va argomentato perché va modificata l’autorizzazione cosa che non ha fatto l’amministrazione precedente”. Lo ha annunciato l’assessore all’Ambiente Paola Murato lasciando l’impianto Tmb Salario al termine di un sopralluogo. Tmb che “diventerà un polo tecnologico perché da qui usciranno materiali, quindi ‘end of waste’, e sarà il fiore all’occhiello di Roma. Questa è la nostra promessa, lo faremo ma ci vogliono i tempi tecnici ed ai cittadini chiediamo di essere pazienti.”
Vernici, materassi e frigoriferi: nelle strade della periferia di Roma c’è di tutto
Pubblicato il 04 ago 2016 – Nel giorno del cambio al vertice di Ama, a Roma i rifiuti sono ancora in strada. Una crisi a macchia di leopardo che non riguarda la città intera, ma che certamente sta creando molti disagi nelle periferie. Siamo stati nella zona est di Roma, nel quartiere Pigneto e nella zona sud nei pressi dell’Università di Tor Vergata. Fuori dai cassonetti restano rifiuti di tutti i tipi, inclusi ingombranti e rifiuti speciali
Nuovo sciopero, Roma sommersa dai rifiuti
Pubblicato il 19 giu 2016 – Due settimane fa vi avevamo mostrato Roma durante lo sciopero dell’Ama, il servizio di raccolta rifiuti, oggi ci risiamo e roma è di nuovo così.
Sommersi dai rifiuti, scoppiano i cassonetti
Caricato il 17 gen 2012 – Il secondo giorno di sciopero degli addetti alla nettezza urbana manda letteralmente in tilt il servizio di raccolta nella città di Alghero. Ecco alcune sequenze di immagini girate nella mattinata martedì 17 gennaio.
Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè detta Mimì (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995), è stata una cantante italiana e in alcune occasioni anche cantautrice.
Sorella maggiore di Loredana Bertè, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è considerata insieme a Mina una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana degli ultimi cinquant’anni, caratterizzata dal suo essere sofisticata ma non stucchevole e impreziosita da una forte intensità interpretativa. Donna tormentata, interprete intensa e raffinata, vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia il successo che trovò in questa veste, sebbene molto lusinghiero per una debuttante, durò ben poco e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene nel 1971 col nuovo pseudonimo di Mia Martini.
Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite: fu trovata priva di vita nella sua abitazione il 14 maggio 1995 dopo due giorni dal decesso. Le ipotesi di suicidio succedutesi nei giorni seguenti più volte sono state categoricamente smentite dalle sorelle
Mia Martini duetta con Enzo Gragnaniello in “Donna”
Mia Martini – La nevicata del ’56 – Sanremo 1990
Mia Martini. Cu’mme con Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello a Serata D’onore 1992
In occasione della Giornata nazionale della bicicletta, tutta Italia su due ruote per chiedere sostenibilità ambientale e strade sicure
Per info : http://www.uisp.it/nazionale/pagina/bicincitt-uisp-torna-domenica-14-maggio-in-79-citt
La XXXI edizione di Bicincittà Uisp è pronta a coinvolgere tutta l’Italia su due ruote, per chiedere sostenibilità ambientale e strade sicure. Domenica 14 maggio, Giornata nazionale della bicicletta, saliranno in sella 30.000 persone di tutte le età, in 79 città italiane. Tra maggio e giugno Bicincittà coinvolgerà altri 34 Comuni. Complessivamente saranno 124 le città sede della manifestazione, per chiedere aria pulita e città più vivibili.
14 maggio 2017 – le città sede della manifestazione
14 maggio: Alessandria, Ancona, Airola (Bn), Angri (Sa), Aosta, Asti, Atripalda (Av), Avellino, Avola (Sr), Benevento, Calatafimi Segesta (Tp), Campobasso, Capannoli (Pi), Caserta, Castelnovo del Friuli (Pn), Castel San Giorgio (Sa), Chiusi (Si), Cirò Marina (Kr), Civitavecchia (Rm), Cosenza, Cotronei (Kr), Crema (Cr), Crispiano (Ta), Crotone, Cutro (Kr), Enna, Foggia, Follonica (Gr), Galatina (Le), Ginosa (Ta), Giulianova (Te), Grottaglie (Ta), Guardia Sanframondi (Bn), Jesi (An), Isola Capo Rizzuto (Kr), La Rosa di Terricciola (Pi), La Spezia, Latina, Livorno, Manduria (Ta), Massafra (Ta), Matera, Mercogliano (Av), Messina, Mesoraca (Kr), Montale (Pt), Monteforte Irpino (Av), Montesarchio (Bn), Monterotondo (Rm), Nocera inferiore (Sa), Nocera superiore (Sa), Orvieto (Tr), Pagani (Sa), Palagiano (Ta), Parma, Piedimonte Matese (Ce), Pinzano al Tagliamento (Pn), Poggibonsi (Si), Ponsacco (Pi), Pontassieve (Fi), Pontedera (Pi), Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Roccapiemonte (Sa), Rufina (Fi), San Marzano di San Giuseppe, San Marzano sul Sarno (Sa), San Miniato (Pi), Sannicola (Le), Santa Maria a Vico (Ce), San Valentino Torio (Sa), Sarno (Sa), Senigallia (An), Sequals (Pn), Siano (Sa), Statte (Ta), Strongoli (Kr), Taranto, Torre dell’Orso (Le), Travesio (Pn), Vairano Patenora (Ce), Veglie (Le), Vernole (Le), Vittoria (Rg), Zafferana Etnea (Ct)
“Mille morti in quattro anni sono davvero troppi: le strade italiane sono una trappola per chi usa la bicicletta – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – questa carneficina deve interrompersi, le istituzioni devono salvaguardare le persone che scelgono di spostarsi su due ruote. Bicincittà serve ad amplificare in tutta Italia questa richiesta di civiltà: più piste ciclabili, più strade sicure”.
Michael Parks, nome d’arte di Harry Samuel Parks, (Corona, 24 aprile 1940 – Los Angeles, 9 maggio 2017), è stato un attore e cantante statunitense.
Ha partecipato ad oltre 100 tra film e serie televisive, ma è noto soprattutto per i suoi lavori negli ultimi anni con Quentin Tarantino e Robert Rodriguez.
I primi riconoscimenti come star giunsero a Parks grazie alla serie televisiva “Dove vai Bronson?” dal 1969 al 1970. Fu anche interprete del motivo conduttore della serie, “Long Lonesome Highway“, che divenne una Top 40hit nel 1970. Altri ruoli iniziali comprendono “The China Lake Murders” e “Stranger by Night“, in entrambi i quali interpretò un poliziotto. Ebbe il ruolo di Philip Colby durante la seconda stagione de “I Colby“, lo spin-off della serie tv “Dynasty“. Interpretò inoltre il personaggio di Jean Renault in “ I segreti di Twin Peaks“.
È apparso come il boss irlandese Tommy O’Shea in “Death Wish V: The Face of Death” (1994), il Texas Ranger Earl McGraw in “Dal tramonto all’alba” (1996), scritto da Tarantino e diretto da Rodriguez, e in un ruolo principale come Ambros Bierc nel prequel “Dal tramonto all’alba 3 – La figlia del boia” (2000). Ha anche avuto due ruoli in “Kill Bill” di Tarantino, riprendendo il personaggio di Earl McGraw in “Vol. 1″, e di Esteban Vihaio, un pappone ottantenne, in “Vol. 2″. Ha di recente ripreso il ruolo di Earl McGraw in tutti e due i film del progetto “Grindhouse“di Tarantino/Rodriguez. Ha partecipato nella celebre serie televisiva “Walker Texas Ranger” nel ruolo di Caleb Hooks, uno dei principali nemici del protagonista.
L’eurodeputato, 69 anni compiuti a gennaio, è ricoverato presso l’unità di cardiologia dell’ospedale San Martino di Genova. Riscontrata una patologia coronarica, sarà sottoposto a un intervento chirurgico giovedì.
oggi ‘Giorno memoria’ delle vittime del terrorismo
la celebrazione del “Giorno della memoria” istituito con la legge n. 56 del 2007 “al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice”.
9 maggio 1978 – Aldo Moro 39 anni fa, il ritrovamento del cadavere nel bagagliaio di una Renault rossa.
Dopo una prigionia di 55 giorni, il suo cadavere fu ritrovato a Roma il 9 maggio, nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, una traversa di via delle Botteghe Oscure, a poca distanza dalla sede nazionale del Partito Comunista Italiano e da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana.
16 marzo 1978 – L’auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione alla Camera dei deputati fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle Brigate Rosse. In pochi secondi, sparando con armi automatiche, i brigatisti rossi uccisero i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.
9 Maggio 1978 – Peppino Impastato, 39 anni fa, viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio.
Col suo cadavere venne inscenato un attentato, per distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Da ragazzo avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.
Nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (chiamato «Tano Seduto» da Peppino), che aveva un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto di Punta Raisi. Il programma più seguito era Onda pazza a Mafiopoli, trasmissione satirica in cui Peppino sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, ma non fa in tempo a sapere l’esito delle votazioni perché, dopo vari avvertimenti che aveva ignorato, nel corso della campagna elettorale viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio.
E’ stato uno dei piloti più amati nella storia leggendaria della ‘Rossa’ di Maranello. A 35 anni dalla sua scomparsa, la Ferrari ricorda Gilles Villeneuve che, proprio l’8 maggio del 1982 perdeva la vita in un incidente durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio a Zolder.
Morì in uno schianto a 227 Km/h causato da un contatto con la March di Jochen Mass durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio 1982 a bordo della Ferrari 126 C2. Villeneuve al momento del decesso era molto popolare tra gli appassionati per il suo stile di guida altamente combattivo e spettacolare, e da allora è diventato un simbolo della storia di questo sport, nonché uno dei più grandi piloti di tutti i tempi pur non avendo mai vinto un titolo mondiale.
Suo figlio Jacques sarebbe poi diventato nel 1997 il primo – e tuttora unico – canadese campione del mondo dei piloti di Formula 1.
Video: Gilles Villeneuve Tribute
Gran Premio del Belgio 1982
362º GP del Mondiale di Formula 1 Gara 5 di 16 del Campionato 1982
Data
9 maggio 1982
Nome ufficiale
XL Grote Prijs van Belgie
Circuito
Zolder
Percorso
4.262 Km
Distanza
70 giri, 298,34 Km
Clima
Soleggiato
Il circuito di Zolder è un autodromo situato in Belgio che ha ospitato dieci edizioni del Gran Premio del Belgio di Formula 1 e il Gran Premio del Belgio del Motomondiale nel 1980
“Credete ancora nelle mie storie”, aveva chiesto tempo fa Francesco Nuti, che compirà 62 anni il prossimo 17 maggio. “Olga e i fratellastri Billi”, sceneggiato dallo stesso Nuti prima del malore che diede il via ai suoi guai di salute, cerca ora un produttore. E’ questo l’accorato appello lanciato da Valerio Groppa e Nicola Pecci, regista e protagonista dello spettacolo teatrale “Francesco Nuti Andata, caduta e ritorno”, nonché suoi fan.
Nuti è stato campione di incassi negli anni 80-90 con film come “Io, Chiara e lo Scuro”, “Tutta colpa del paradiso” e “Caruso Pascoski di padre polacco”. Groppa e Pecci, ospiti da Fiorello nello Speaker’s Corner di Edicola Fiore hanno detto: “Ha fatto tanto per il cinema e non deve essere dimenticato”, aggiungendo: “Come sarebbe vedere al cinema un nuovo film di Francesco Nuti? Ci vorrebbe una nuova sceneggiatura scritta da lui… Ma c’è già ed è fantastica! Manca solo un produttore”.
Terremoto del Friuli del 1976 fu un sisma di magnitudo 6,4 della scala Richter che colpì il Friuli, e i territori circostanti, alle ore 21:00:12 del 6 maggio 1976, con ulteriori scosse l’11 e 15 settembre
Data
Ora Locale
Magnitudo
Epicentro
6 maggio 1976
21:00
6,4
Gemona del Friuli-Artegna
11 settembre 1976
18:31
5,2
Gemona del Friuli-Venzone
11 settembre 1976
18:35
5,6
Gemona del Friuli-Venzone
15 settembre 1976
05:15
5,9
Gemona del Friuli-Venzone
15 settembre 1976
11:30
5,9
Gemona del Friuli-Venzone
Il sisma in cifre
Aree colpita: 5.500 chilometri quadrati
Popolazione colpita: 600mila abitanti
Morti: 990
Sfollati: più di 100.000
Case distrutte: 18.000
Case danneggiate: 75.000
Danni al territorio: 4.500 miliardi di lire (oltre 18,5 miliardi di euro del 2010)
Comuni coinvolti: 45 comuni “rasi al suolo” come Gemona, Venzone, Buia, Pinzano al Tagliamento, Monteaperta (frazione di Taipana) e Osoppo, 40 “gravemente danneggiati ” e 52 “danneggiati”: tutti fra Udine e Pordenone, più tre soli comuni della provincia di Gorizia
Nonostante una lunga serie di scosse di assestamento, che continuarono per diversi mesi, la ricostruzione fu rapida e completa.
Distribuzione della sismicità dal 1° gennaio 1976 al 31 dicembre 1977 in Friuli
L’8 maggio, a due giorni dal sisma, il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia stanziò con effetto immediato 10 miliardi di lire (6 milioni di euro del 2012)
Il Governo Andreotti III nominò il 15 settembre Giuseppe Zamberletti Commissario straordinario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi. Gli fu concessa carta bianca, salvo approvazione a consuntivo, che regolarmente il Parlamento approvò. In collaborazione con le amministrazioni locali, i fondi statali destinati alla ricostruzione furono gestiti direttamente da Zamberletti assieme al governo regionale del Friuli-Venezia Giulia. Circa 40.000 sfollati passarono l’inverno sulla costa adriatica, per rientrare tutti entro il 31 marzo 1980 in villaggi prefabbricati costruiti nei rispettivi paesi. La ricostruzione totale durò 10 anni.
Finito il mandato di Zamberletti, il governo regionale del Friuli-Venezia Giulia, grazie ad un’attenta ed efficiente gestione delle risorse, poté, nell’arco di circa dieci anni, ricostruire interi paesi. Ancora oggi il modo in cui venne gestito il dramma post terremoto, viene ricordato come un alto esempio di efficienza e serietà.
Il conto dei contributi statali per la ricostruzione del Friuli ammontava a 12.905 miliardi di lire a fine 1995 (circa 8 miliardi di euro del 2010); secondo altre fonti, a 29.000 miliardi di lire (circa 18 miliardi di euro). Il motore della ricostruzione fu assicurato da 500 miliardi di lire destinati alla ripresa economica, mentre il resto dei fondi fu affidato in gestione alle amministrazioni locali, che effettuarono controlli efficaci e rigorosi sugli standard di ricostruzione.
L’ex direttore sportivo della Ferrari, Cesare Fiorio, 77 anni, è stato ricoverato d’urgenza dopo un grave incidente in bicicletta.
4 marzo 2017 – Si sa poco delle condizioni di salute di Cesare Fiorio, 77 anni, celebre ex direttore sportivo di Ferrari, Fiat e Lancia. Pare che Fiorio sia rimasto vittima di un grave incidente in bicicletta e che sia stato trovato riverso a terra e svenuto da alcuni passanti. Dopo la chiamata dei soccorsi, l’ex dirigente è stato trasportato in codice rosso all’Ospedale Perrino di Brindisi.
Fiorio, che ha riportato ferite alla testa e alle braccia, è attualmente in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione. I medici non hanno escluso che l’incidente sia stato causato da un malore che l’ha colto mentre pedalava nelle campagne del brindisino.
L’imprenditore di origine piemontese vive da anni a Ceglie Messapica, in una masseria di sua proprietà.
La data del 5 maggio evoca in molti tifosi interisti una domenica da dimenticare: l’ultima giornata del campionato 2001/2002, quando i nerazzurri vennero sorpassati dalla Juventus in vetta alla classifica.
5 maggio 2010 – Otto anni dopo il destino decide di regalare alla squadra di Moratti una grande occasione di rivalsa: il 5 maggio 2010, sempre allo stadio “Olimpico” della capitale, si gioca in partita secca Roma-Inter, finale di Coppa Italia. Nonostante uno stadio più giallorosso che nerazzurro, nonostante l’inno della Roma a inizio gara che farà arrabbiare Mourinho e l’uscita dal campo di Sneijder dopo pochi minuti, l’Inter si impone per 1 a 0.
Finale di Coppa Italia – Roma – Inter 0 – 1 – Coppa Italia
La rete che porta in dote la Tim Cup è del Principe Diego Alberto Milito, e la notte di Roma è il primo tassello di un mese indimenticabile per i tifosi nerazzurri, che vedranno i loro eroi conquistare anche lo scudetto (il 16 maggio a Siena) e soprattutto la Champions League (il 22 maggio a Madrid contro il Bayern Monaco).
16 maggio 2010 – Siena – Inter 0 – 1 – Scudetto
Grazie a José Mourinho e alla formidabile Inter del 2010, il 5 maggio non evoca più strani spettri per i tifosi nerazzurri, ma segna l’inizio di una cavalcata vincente e unica nella storia del calcio italiano.
22 maggio 2010 – Finale Champions League 2010 – Bayern Monaco – Inter 0 – 2 – CHAMPIONS
Il blackout ha riguardato sia i sistemi operativi per dispositivi mobili di Apple sia di Google sia di Microsoft, impedendo di inviare o ricevere messaggi o chiamate. Purtroppo, per gli utenti che cercavano spiegazioni, non è stato possibile capire cosa stava accadendo dai profili Twitter di WhatsApp che non sono aggiornati: l’ultimo tweet sull’account principale risale ad agosto 2016.
Ansa – 03 maggio 2017 – La Procura di Milano afferma che Galliani avrebbe fatto parte col presidente del Genoa Enrico Preziosi e altre persone di «un’associazione a delinquere in grado di interporsi fin dal 2009 tra il mercato e le squadre di calcio, cui spettano gli ingenti benefici della commercializzazione in Italia e all’estero dei diritti audiovisivi (stimabili in non meno di 1,5 miliardi all’anno) e il mercato, per appropriarsi illecitamente e clandestinamente di una fetta consistente di questi».
L’ex dirigente del Milan non risulta ancora formalmente iscritto nel registro degli indagati.
L’agenzia Ansa ha interpellato lo stesso Galliani, il quale ha spiegato: “Sono caduto dalle nuvole, quando ho visto la notizia ho sentito il mio avvocato, Niccolò Ghedini. Mi ha confermato che non sono indagato e mi ha detto di stare sereno e tranquillo. Ero vicepresidente di Lega, era normale che parlassi con l’advisor”.
Nel corso di Cagliari – Pescara si verifica lo spiacevole episodio dei “BUU razzisti verso il giocatore del Pescara il ghanese Sully Muntari” da parte di qualche tifoso del Cagliari, pochi e facilmente individuabili e invece…. . Un esempio per l’alto commissario Onu, da squalifica per i regolamenti del calcio: il paradosso di Sulley Muntari,
Ma veniamo ai fatti:Per tutta la partita ha subito, ma nel finale non c’è la fatta, va dal quarto uomo, dall’arbitro il Sig. Minelli, niente, il giocatore continua nella protesta sia verso l’arbitro che verso chi lo insulta e qui il direttore di gara “ha la brillante idea di ammonire il giocatore” . Muntari non c’è la fa più perde la pazienza e abbandona il campo di gioco e va negli spogliatoi, il giocatore viene espulso dal direttore di gara.
Nel dopo partita il commento di Muntari: “Facevano i cori contro di me da subito, nel primo tempo ho visto che nel gruppetto c’erano dei bambini e allora mi sono rivolto ai genitori e ho dato loro la mia maglia, per dare l’esempio. Poi in curva la cosa è continuata con un altro gruppo di tifosi: io stavo ragionando con loro, ma l’arbitro mi ha detto che dovevo lasciare perdere. I tifosi hanno sbagliato ma l’arbitro doveva fare qualcosa di diverso, non accusare me. Io non sono una vittima. Ma se si fermano le partite sono convinto che queste cose non succederanno più”.
02 maggio 2017–Cagliari, nessuna sanzione per i cori razzisti a Muntari. Per il giudice era “solo una decina di sostenitori” ad aver insultato il giocatore ghanese del Pescara, fermato per un turno perché espulso dall’arbitro per doppia ammonizione, la prima per proteste, la seconda per aver lasciato il campo senza autorizzazione di conseguenza doppio giallo e espulsione .
LA MOTIVAZIONE — “Considerato che i pur deprecabili cori di discriminazione razziale sono stati percepiti nell’ impianto in virtù anche della protesta silenziosa in atto dei tifosi (come segnalato dagli stessi rappresentanti della Procura federale) ma, essendo stati intonati da un numero approssimativo di soli dieci sostenitori e dunque meno dell’1% del numero degli occupanti del settore (circa duemila), non integrano dunque il presupposto della dimensione minima che insieme a quello della percezione reale è alla base della punibilità dei comportamenti in questione, peraltro non percepiti dagli Ufficiali di gara (come refertato dall’ Arbitro), a norma dell’art. 11, comma 3”.
La Nota ufficiale: La Delfino Pescara 1936 dopo aver riflettuto e analizzato a freddo i vari comunicati usciti a livello nazionale e oltre riguardanti i gravi fatti accaduti domenica scorsa a Cagliari, che vedono protagonista il nostro tesserato Sulley Muntari, prende una ferma posizione affianco al proprio calciatore per poter dare un forte segnale contro ogni tipo di discriminazione razziale che essa sia fatta da uno o da cento persone.
Detto questo la nostra società, conoscendo la correttezza del popolo cagliaritano, e nel scusarsi per il comportamento fuori regolamento del calciatore in questione, confida nel buon senso già dimostrato domenica da tutti gli organi presenti – procura e direttori di gara – e si augura che tali episodi in futuro siano affrontati e risolti in maniera categorica..
Un precedente illustre. Busto Arsizio 03/01/2013 – Test poco «amichevole» per il Milan. Allo stadio Carlo Speroni di Busto Arsizio va in scena la violenza razzista con cori e insulti. E la partita con la Pro Patria da festa diventa incubo per colpa di un gruppo di ultrà che dal primo minuto intona con accanimento cori razzisti contro gli “avversari” di colore.
La partita è diretta dall’arbitro Benassi, al 27’esplode la rabbia del giocatore del Milan Boateng, dopo l’ennesimo “BUUU” e insulti alla sua vita privata da parte di alcuni gruppi di Ultras, scaglia il pallone verso gli Ultras colpevoli, si toglie la maglia e va negli spogliatoi. Dalla panchina si alza il capitano del Milan Massimo Ambrosini e ritira la squadra dal campo. Inizialmente la partita è sospesa, e alcuni tentativi da parte dei giocatori della Pro Patria di calmare gli Ultras colpevoli sono inutili e la partita viene annullata.
Iniziano subito le “belle parole” La lega Pro annuncia un possibile ricorso ad azioni legali verso i responsabili. Il presidente dell’associazione calciatori Damiano Tommasi auspica che il gesto dei rossoneri serva a dare una scossa per chiudere la pagina del razzismo negli stadi, interventi di condanna da parte di politici, ma alla fine di tante belle parole cosa è stato fatto??????.