Scontri a un presidio di lavoratori della logistica nel Lodigiano: nove feriti, uno è grave. I sindacati: “Aggressione organizzata con bastoni e taser”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/scontri_presidio_lavoratori_logistica_nel_lodigiano_un_uomo_grave-305514025/?ref=RHTP-BH-I304495303-P1-S1-T1

E’ successo nella notte a Tavazzano con Villavesco dove i dipendenti della FedEx Tnt licenziati stavano manifestando: soccorse 9 persone

 

Violenti scontri, stanotte, in un deposito di un’azienda di logistica di via Orecchia, a Tavazzano con Villavesco, nel Lodigiano. La situazione è degenerata mentre era in corso un presidio organizzato da lavoratori licenziati da un’altra ditta di logistica di Piacenza. “Si tratta di lavoratori – spiegano fonti sindacali – della FedEx Tnt che, arrivati a Tavazzano hanno trovato persone che si ritiene possano anche essere guardie private, che li hanno assaliti anche con bastoni e taser“.

Alla fine degli scontri nove persone sono state soccorse dai sanitari del 118. Per una di loro è stato ritenuto necessario il ricovero al policlinico di Pavia per un trauma facciale grave. E quell’uomo riverso a terra con il sangue al naso è l’immagine postata dal sindacato Si Cobas nazionale per denunciare quanto è accaduto.

Secondo la ricostruzione dei sindacati, il presidio dei circa 40 lavoratori di Si Cobas sarebbe stato attaccato da una “squadraccia” “mimetizzatasi tra i lavoratori

https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/

“Mi hanno stuprata”. Un calciatore di serie A tra gli arrestati


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/firenze_stupro_calciatore-305397716/

Presunta violenza sessuale a Siena. Ai domiciliari Manolo Portanova del Genoa

FIRENZE – La cena fuori con gli amici, l’invito a trascorrere il resto della serata in un festa “riservata” nella zona, la violenza. Dopo i casi delle scorse settimane, un altro giovane calciatore resta invischiato in un’inchiesta per violenza sessuale. Si tratta di Manolo Portanova, 21 anni, centrocampista del Genoa (e dell’Under 21) con un passato nelle giovanili della Juventus, arrestato nei giorni scorsi dalla questura di Siena in esecuzione di una misura cautelare. Con lui sono finiti ai domiciliari altri due ragazzi di 18 e 20 anni, mentre un diciassettenne è indagato a piede libero. Ad accusarli la testimonianza di una ragazza di 21 anni, che nella denuncia avrebbe fatto anche riferimento ad alcuni video girati col cellulare. “lo hanno fatto in buona fede, quei filmati dimostreranno che si è trattato di un rapporto consensuale“, commenta l’avvocato Duccio Panti, che assiste uno dei tre arrestati. Nei prossimi giorni, su ordine della Procura, si terrà un incidente probatorio per estrarre i file video dai telefonini degli indagati e della vittima.

Secondo la ricostruzione la violenza si è consumata la notte tra il 29 e 30 maggio in un appartamento a Siena. La ragazza è uscita a cena insieme con amici, poi ha accettato l’invito di un altro gruppo a  trascorrere in un appartamento il resto della serata, tra musica e forse qualche bicchiere. Proprio durante la notte si è ritrovata da sola in una stanza con  il gruppetto di ragazzi e la situazione è precipitata: la violenza sarebbe andata avanti a lungo, ma nessuno tra i presenti nell’appartamento si è accorto di nulla.

Le indagini sono partite così il giorno successivo, quando la ragazza si è presentata in questura per denunciare. Dopo aver raccolto i primi riscontri, in particolare il referto medico in cui si evidenziavano segni compatibili con una violenza sessuale, la Procura ha chiesto e ottenuto in breve le misure cautelari. Le indagini proseguono ora per cercare altri riscontri e stabilire eventuali altre responsabilità: per questo motivo nei prossimi giorni saranno sentite di nuovo le persone che si trovavano nell’appartamento.

Altri elementi, infine, potrebbero arrivare dagli interrogatori di garanzia. Ieri sono comparsi di fronte al gip due degli arrestati: uno si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre l’altro ha risposto alle domande ammettendo il rapporto sessuale ma respingendo con forza le accuse di violenza.

Bari, prende fuoco un autobus dell’Amtab: panico sul lungomare


articolo: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/21_giugno_09/prende-fuoco-autobus-dell-amtab-paura-lungomare-bari-e416cbda-c916-11eb-b0b3-35aca8948ff4.shtml?cmpid=tbd_2333c69aAe&fbclid=IwAR06yIT7qtn-lAFKfnqdpdWa9dRAj60Mw4ddEDe3TRIFUJvC9G-H5you9sI

È accaduto in pieno centro, in una delle zone maggiormente trafficate della città
Avviati accertamenti per chiarire le cause dell’incendio. Passeggeri in salvo

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Un autobus dell’Amtab, l’azienda che gestisce il trasporto urbano, ha preso fuoco questa mattina a Bari sul lungomare, all’altezza del teatro Margherita. Si tratta di una vettura della linea B, il bus navetta che conduce alla spiaggia di Pane e pomodoro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia municipale.

Nessun ferito – I passeggeri sono riusciti a scendere, nessuno è rimasto ferito ma sul lungomare e nelle strade vicine ci sono stati momenti di panico. La colonna di fumo è stata notata in diversi punti della città. La vettura è un modello mercedes snodato di 18 metri del 2006.

Il precedente – In una nota l’azienda precisa che l’ultimo episodio di un bus in fiamme a Barrisale a gennaio del 2018 e spiega che «le fiamme si sono propagate partendo dal vano motore». Per quanto riguarda le cause dell’incidente, l’Azienda ipotizza che ci sia stata «una perdita di olio dell’idroguida finita su di un parte incandescente».

Bari, autobus Amtab prende fuoco davanti al Margherita

La terza dose sarà Pfizer e si farà dal medico. Piano al via con i fragili


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/09/news/la_terza_dose_sara_pfizer_e_si_fara_dal_medico_piano_al_via_con_i_fragili-305189209/?ref=RHTP-BH-I304495303-P1-S1-T1

Venti milioni le persone coinvolte, ci saranno anche i sanitari e le forze dell’ordine. Si partirà a gennaio, a un anno dalle prime dosi. Non più negli hub ma negli ambulatori

L’obiettivo principale sono le persone a rischio. I circa 20 milioni di italiani fragili per età, per patologia e per attività professionale. Il vaccino è quello di Pfizer. Il luogo sono gli ambulatori di medici e pediatri di famiglia. I tempi sono il punto interrogativo più importante, al quale si cerca di dare risposta in questi giorni.
Il ministero alla Salute ha iniziato a lavorare al piano per la terza dose del vaccino anti Covid. Ci sono già stati confronti anche con la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Figliuolo, per disegnare il domani della lotta al coronavirus. Il pilastro è uno: bisogna uscire dalla logica dell’emergenza e passare a quella della programmazione, prendendo spunto dalla campagna contro l’influenza.

Si punta su Pfizer – Tra i punti fermi al momento c’è il vaccino che verrà utilizzato. Del resto la Commissione europea ha già detto di non voler confermare per l’anno prossimo i contratti con chi produce quelli a vettore virale, in particolare AstraZeneca. C’è invece un accordo per l’acquisto di 900 milioni di dosi di Pfizer, basato sulla tecnologia dell’Rna messaggero che viene considerata molto affidabile per efficacia e sicurezza.

Una campagna per i fragili – Al momento l’idea è che la terza dose vada fatta almeno a coloro che rischiano di più se si ammalano di Covid e quindi gli anziani, dai 60-65 in su e ai fragili per motivi di salute. Poi ci sono coloro che sono a contatto con queste persone, cioè gli operatori sanitari, e coloro che svolgono lavori essenziali come le forze dell’ordine.

Potrebbe bastare coprire queste persone, circa un terzo della popolazione totale, per stare tranquilli di fronte a un virus il cui destino sarebbe quello di diventare endemico, come quello influenzale che (di solito) si presenta leggermente diverso ogni anno ed è pericoloso soprattutto per anziani e malati.
Al ministero sanno che sarebbe molto comodo iniettare la terza dose contro il Covid insieme a quella dell’antinfluenzale, che viene somministrata di solito da novembre in poi.

L’incognita dei tempi – C’è però il problema dei tempi, perché novembre sarebbe troppo presto per fare la terza dose. Il green pass è valido fino a nove mesi dopo la chiusura del ciclo vaccinale ma ormai è certo che la copertura duri almeno un anno. Visto che le prime persone hanno fatto il vaccino a gennaio, non avrebbe senso chiamarle già in autunno. “Sarà una campagna molto spalmata nel tempo, che potrebbe arrivare a marzo, aprile o maggio — dice Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia — Sono d’accordo con l’idea di coprire solo i fragili ma intanto bisogna diffondere la vaccinazione nel mondo, per evitare che nascano varianti pericolose”.

Tutti negli ambulatori – A Scotti va bene che la vaccinazione avvenga negli studi di medici e pediatri, come già per l’antinfluenzale. Quella campagna però è concentrata in pochi mesi, quindi andrà disegnata un’organizzazione adeguata. Il personale sanitario, invece, riceverà la somministrazione in Asl e ospedali, come avviene normalmente anche per prevenire la malattia stagionale.

Aziende in pressing e varianti – La terza dose, pensano al ministero, potrebbe servire a contrastare le varianti di coronavirus che stanno circolando adesso quando calerà l’immunizzazione della popolazione. Del resto sono efficaci anche contro quella ora più temuta, l’indiana. Ma se ci saranno cambiamenti significativi del coronavirus l’industria potrebbe modificare leggermente il vaccino per contrastarle. Proprio l’industria in questi giorni sta diffondendo il più possibile l’idea che la terza dose sarà certamente necessaria, puntando anche sugli altri vaccini che ha sul mercato magari per abbinarli a quello anti Covid. Se è tutto marketing o se davvero servirà il richiamo lo si capirà tra un po’ di tempo. Intanto il ministero si organizza per essere pronto nel caso il piano terza dose diventi necessario.

Vaccini in Lombardia, si accorciano i tempi per le seconde dosi di Pfizer e Moderna. «Così acceleriamo»


articolo: Vaccini in Lombardia, si accorciano i tempi per le seconde dosi di Pfizer e Moderna. «Così acceleriamo»- Corriere.it

Dal 28 giugno il richiamo di Pfizer sarà proposto dopo 21 giorni dalla prima iniezione, per Moderna dopo quattro settimane. Oggi la seconda dose è fissata al 35esimo giorno 

Ritorno al passato per i tempi delle seconde dosi di vaccino anti-Covid in Lombardia. La Regione ha deciso che dal 28 giugno il richiamo per il farmaco Pfizer sarà proposto a partire dal 21esimo giorno, per Moderna dal 28esimo. Questa calendarizzazione era già stata usata all’inizio della campagna. Poi, il cambio di strategia: l’intervallo per il richiamo a maggio era stato allungato, dopo il via libera del comitato tecnico scientifico. Nelle ultime settimane la seconda somministrazione era programmata a una media di 35 giorni di distanza dalla prima. Il motivo? Le scorte erano ridotte ma si voleva comunque allargare la platea dei vaccinati con almeno una dose. (Si può rinviare la seconda dose? Ci sono eccezioni? Ecco, le regole).

Ora le consegne di vaccini sono più abbondanti e si pone il problema inverso: accelerare con i richiami per permettere ai cittadini di completare in fretta il ciclo vaccinale, possibilmente entro l’estate. I tempi delle seconde dosi si accorciano, quindi, pur rimanendo all’interno dell’intervallo previsto dalle autorità sanitarie. Il limite massimo per il richiamo rimane a 42 giorni. Sempre dalla fine di giugno il portale regionale per le prenotazioni e il call center daranno la possibilità di cambiare la data della seconda iniezione, senza sforare i limiti minimi e massimi di tempo.

Giù la CDN: blackout per i siti di New York Times, Guardian, Governo GB, Cnn e altri


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/08/news/cyberattacco_su_larga_scala_giu_i_siti_di_new_york_times_guardian_governo_britannico_cnn_e_altri-304833578/

Ha ceduto la Content Delivery Network di Fastly, una delle reti distribuite che consentono ai siti di essere letti più velocemente dagli utenti e che serve i maggiori siti del mondo. Che sono rimasti oscurati per poco più di un’ora

Un contemporaneo down su larga scala – causato con ogni probabilità dal “crollo” di una CDN (content delivery network) – ha riguardato molti siti governativi – tra i quali quello del governo britannicositi di giornali come New York Times, Financial Times, Spectator, Le Monde  e Guardian e di network televisivi come la Cnn e altri come Amazon, Reddit, Twitch, Spotify. Non si è trattato di un attacco hacker – come si era temuto dinanzi ai tanti siti di informazione in blackout – ma di un problema tecnico.

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Segnalazioni in tutto il mondo, con messaggi di errore che campeggiavano sulle pagine bianche dei siti dei media più popolari, anche in Italia. La pagina del Guardian, ad esempio, restituiva l’unica frase “Connection failure“, quelle del New York Times e del Financial TimesFastly error: unknown domain: nyt.com“, quella del governo britannico “Error 503 Service Unavailable” e via di questo passo. Poi via via i siti, spostandosi su altre CDN, hanno ripreso ad essere visibili.

Il problema tecnico ha afflitto la CDN Fastlyche serve tutti i siti internazionali andati in panne oggi per poco più di un’ora, tra cui il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Il provider ha fatto sapere Fastly di avere identificato una configurazione del servizio che ha scatenato le interruzioni, il che significa che il blocco sembra avere avuto cause interne. Brevi stop di servizi internet non sono insoliti e sono solo raramente il risultato di attacchi hacker. Nonostante questo, i futures sui principali indici di Wall Street hanno subito un netto calo pochi minuti dopo il blackout, episodio che giunge un mese dopo che un cyberattacco ha costretto al blocco il principale oleodotto Usa. Tra i servizi offerti da Fastly – società che ha sede a San Francisco e un giro d’affari di 291 milioni di dollari nel 2020 – c’è anche la protezione dagli attacchi informatici denial-of-service e la gestione dei picchi di traffico.

Che cosa sono le CDN. Le Content Delivery Network o Content Distribution Network (Rete per la consegna di contenuti), indentificano un sistema di computer collegati in rete che collaborano in maniera trasparente per gestire e distribuire contenuti (specialmente quelli multimediali di grandi dimensioni in termini di banda, come l’IPTV) agli utenti finali ed erogare servizi di streaming audio e video. Questa rete distribuita sui computer dei principali provider consente di avere in cache dei contenuti in modo da poterli restituire velocemente a tutti gli utenti che li cercano nei vari siti. Le principali CDN sono Akamai, Cloud Front e Fastly, assieme a quelle di Google e Microsoft.

Che cosa sono le Cdn e perché sono fondamentali per Internet – 

Bomba d’acqua a Roma, evacuati bimbi da un asilo allagato. Caos a Corso Francia, Prati, Ponte Milvio


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_08/bomba-d-acqua-roma-evacuati-bimbi-bloccati-un-asilo-nido-allagato-ponte-milvio-7eb3017c-c859-11eb-a854-b5489e4fa044.shtml?fbclid=IwAR3Au9-Gdb5ozWvUIDGncRf5Lg61lsvNEZVH-hQ-gF2lxRX5ZVxoCuoDsAg

Intervento dei vigili del fuoco che hanno aiutato bambini e personale scolastico: tutti portati in un albergo. Roma nord la più colpita dalla tempesta. Polemica politica contro Raggi

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La Capitale è stata colpita da un potente temporale che in pochi minuti ha allagato vaste zone della città soprattutto i quartieri più a nord. Martedì 8 giugno nel primo pomeriggio, i vigili del fuoco hanno evacuato quaranta bimbi e sei del personale scolastico rimasto bloccato all’interno di un asilo nido in via Castelnuovo di Porto, vicino a Ponte Milvio, a causa di un allagamento dovuto al forte temporale che nel pomeriggio si è abbattuto su Roma.

Roma nord allagata – Tutti sono stati messi in sicurezza all’interno di un albergo nelle vicinanze. Igenitori sono stati contattati per poterli andare a riprendere. Tuoni, pioggia battente e, in alcune zone, anche grandine hanno creato in pochi minuti il caos nella circolazione automobilistica, anche a causa di diversi allagamenti dal centro alla periferia. Diversi gli interventi per il maltempo effettuati finora dai pompieri, tra le aree più colpite: Corso Francia, Ponte Milvio, Prati, Montemario e Nomentano.

La tempesta politica – Forti rallentamenti sul Grande raccordo anulare e sulla tangenziale est, ma anche nelle vie centrali si circola con difficoltà, con gli automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo a causa degli allagamenti. L’allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale prevede forti piogge per tutta la giornata. Dopo la tempesta meteorologica, quella politica e il caos che si è creato per gli allagamenti è diventato il tema per attaccare la sindaca Virginia Raggi. «Se si continua a non tener puliti i tombini, rischiamo di dover farci prestare il Mose da Venezia», scrive sui social Roberto Gualtieri, deputato Pd e candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio. Carlo Calenda — il leader di Azione e candidato sindaco — invece, chiede a Raggi cosa è successo: «Occorre capire. Se hai un’idea, spiegalo alla cittadinanza».

08 giugno 2021 – Roma, bomba d’acqua nel centro della Capitale

08 giugno 2021 – BOMBA D’ACQUA SU ROMA

 

La pandemia e i ritardi negli ospedali: la corsa per recuperare il tempo perso


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_03/pandemia-ritardi-ospedali-corsa-recuperare-tempo-perso-f0cd7490-c42b-11eb-9211-eb63e72b00a2.shtml

Alla complessità della situazione si aggiungerà la necessità di garantire una adeguata presa in carico di tutti i soggetti cosiddetti «Long Covid»

In questi mesi i rallentamenti delle attività sanitarie standard hanno determinato ritardi diagnostici importanti, anche per patologie gravi, e lunghe liste di attesa. In Italia nel 2020 rispetto all’anno precedente si sono registrate 144,5 milioni di prestazioni ambulatoriali in meno. La riduzione maggiore riguarda gli esami di laboratorio (il 67 per cento delle prestazioni), mentre le flessioni per visite e diagnostica rappresentano il 12,5 e il 13 per cento.

Inoltre, si sono effettuati 1,3 milioni meno ricoveri ospedalieri rispetto al 2019 (680 mila con diagnosi mediche e 620 mila con diagnosi chirurgiche), con una riduzione molto marcata degli accessi per malattie cardiovascolari e oncologiche (meno 30 per cento per il tumore della mammella e meno 20 per cento per i tumori di polmone, pancreas e apparato gastrointestinale). Molto significativo è anche il crollo dei ricoveri urgenti e di quelli dei pazienti cronici complessi con pluripatologie.

Nei prossimi mesi bisognerà investire in risorse e strategie per recuperare il tempo perso, sapendo che molto probabilmente alcune attività sanitarie dedicate al Covid dovranno rimanere attive. Alla complessità della situazione si aggiungerà infatti la necessità di garantire una adeguata presa in carico di tutti i soggetti cosiddetti «Long Covid», ovvero di coloro che soffrono dei postumi dell’infezione le cui ricadute a lungo termine non sono peraltro ancora completamente note. Per tutte queste ragioni un potenziamento delle strutture ambulatoriali e ospedaliere di degenza sarà fondamentale. Difficilissimo sarà il reperimento delle risorse di personale medico e infermieristico ormai impegnato su tantissimi fronti.

Lavoratori sfruttati e tasse non pagate: al colosso della logistica Dhl sequestrati 20 milioni


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_07/dhl-accusata-evadere-l-iva-sequestrati-20-milioni-euro-01a67826-c778-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Azienda e dirigenti sono accusati di evasione di Iva. Nessuna tutela per i dipendenti, costretti a passare da una cooperativa all’altra, pena la perdita del posto di lavoro

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Ancora «contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto, tariffe imposte dal committente e non in grado di remunerare la manodopera, omesso versamento di Iva e contributi come condizione necessaria sostanzialmente imposta dal committente»: e quindi, come conseguenza, «nessun recupero per l’erario, essendo le cooperative nullatenenti; nessuna tutela per i lavoratori, costretti a passare da una cooperativa all’altra, pena la perdita del posto di lavoro; mancata neutralizzazione dei vantaggi economici (spesso cospicui) ottenuti dal committente, reale beneficiario della frode».

Stavolta è il colosso Dhl, «azienda leader nell’ambito della logistica», controllata dalle Poste tedesche, ad aver per la Procura di Milano «abusato dei benefici offerti dal sistema illecito, neutralizzando il proprio cuneo fiscale mediante l’esternalizzazione della manodopera e di tutti glioneri connessi». I pm Giovanna Cavalleri e Paolo Storari hanno perciò firmato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza da 20 milioni di euro, per reati fiscali, a carico di Dhl Supply Chain Italy spa, indagata (come società in base alla legge sulla responsabilità degli enti), insieme all’ex presidente e attuale presidente Fedele De Vita e Antonio Lombardo

Azienda e dirigenti sono accusati di evasione di Iva perché, «avvalendosi di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse dal Consorzio Industria dei Servizi», avrebbero «simulato contratti di appalto invece di contratti di somministrazione di manodopera nelle dichiarazioni 2017-2020». Per la Procura e la Gdf milanese il «tenore» di una serie di «comunicazioni» via email «evidenzia come, di fatto, il personale dipendente venisse spostato da un Consorzio all’altro con estrema flessibilità, sulla base delle mere esigenze organizzative della committenza e a prescindere dalla volontà e dalle esigenze dell’appaltatore/subappaltatore, formale datore di lavoro delle maestranze impiegate nei simulati appalti».

Design, sicurezza e green: ecco il nuovo scalo di Linate


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/08/news/restyling_linate_design_green_sicurezza-304729155/

Il rinnovamento dell’area imbarchi conclude il restyling dello scalo. Più tecnologia per i controlli e una maggiore attenzione alla sostenibilità per materiali e ambienti. Oggi la visita di Mattarella

Aeroporto Milano Linate – Nuovo Terminal  – 4 apr 2021

Aeroporto di Milano Linate, il Presidente Mattarella all’inaugurazione della nuova area imbarchi Aeroporto di Milano Linate, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione della nuova area imbarchi

Ha una sua elegante e più o meno discreta presenza il robottino – pardon: droide – Yape. Se il rodaggio andrà bene lo conoscerete presto (per chi non l’ha già incontrato a Malpensa). Mentre sarete seduti al gate in attesa del volo vi consegnerà direttamente i prodotti che avete acquistato online in aeroporto: dopodiché, tra una delivery e l’altra, darà una mano a polizia e carabinieri a perlustrare gli angoli dello scalo. Eccolo: bianco latte, le due luci di posizione, il lampeggiante sul capo. Oggi ci sarà anche lui a fare gli onori di casa, magari ronzerà intorno al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sale a Milano per il taglio del nastro. Casa nuova. Perché Linate si è rifatto il look e si è allargato. Da domani lo potrete ammirare nella sua nuova veste: 8 mila metri quadrati ridisegnati, altri 10 mila frutto di un rifacimento-ampliamento del cosiddetto corpo F, che tra 24 ore debutterà come nuova area del terminal.

Era la vecchia parte dell’aerostazione: da un piano è passata a tre, ovvero sale imbarco (nuovi gate, dall’1 all’8), nuova galleria commerciale e nuova area food. C’era una volta il vecchio Aeroporto Enrico Forlanini (dal nome del pioniere dell’aviazione e inventore), benché nessuno lo abbia mai chiamato così. Data di inaugurazione: 21 ottobre 1937. Rinnovato e ampliato nel 1960. “Diciamo che era ora di un cambio d’abito“, dice un addetto di lungo corso. E dunque, nuovo outfit fu. Sea ci ha investito 40 milioni, va detto che bello è bello. Ma la cosa più interessante, per il viaggiatore che bada al sodo e soprattutto alla comodità, è che quando (si spera) il traffico passeggeri riprenderà a girare com’era in era pre-Covid, ci saranno dei vantaggi non indifferenti. Quali? Seguiteci nell’area dedicata ai filtri di sicurezza. Quella “a maggior stress emotivo“.

Novità negli arredi, nei colori, nei materiali: il tutto per rendere meno impattante il momento dei controlli. Ma la vera svolta, nelle intenzioni di chi ha curato il progetto, riguarda i filtri stessi. Qui la parte del gigante la fa la tecnologia: le nuove macchine installate (EDS-CB, acronimo di Explosives Detection Systems for Cabin baggage) consentono di effettuare i controlli senza dover separare dal bagaglio a mano i liquidi e gli apparati elettronici. Insomma, quelle scocciature che quasi sempre, per toccarla piano e con ridondanza di eufemismo, non rilassano. Già dal check-in andremo più sciolti: grazie al sistema Face boarding, a chi partirà per almeno due volte da Linate basterà metterci la faccia. L’impronta biometrica del volto verrà associata al documento e alla carta di imbarco. Risultato: fino a quando salirete a bordo dell’aereo non dovrete più mostrare alcun documento. Il che vuol dire transitare dai vari check point con più rapidità e senza troppi sbattimenti.

Siamo riusciti a farci trovare pronti per la cosiddetta ripartenza” dice l’amministratore delegato di Sea Armando Brunini, che snocciola i numeri in leggero aumento dopo il crollo abissale dovuto alla pandemia: “Da – 99% di quest’inverno siamo passati a – 80 di maggio e a – 70% di inizio giugno“. L’aeroporto cittadino ha ripreso lentamente a ripopolarsi e l’aspettativa per l’estate – toccando tutti i ferri disponibili, perché anche l’anno scorso ci fu il boom ma il dopo, in una specie di perfida altalena, fu decisamente meno esaltante – è di rivedere movimento nel nuovo Linate del dopo restyling. A proposito di metalli. Una delle chicche alle quali magari non si farà subito caso, ma è un’intuizione intelligente e purtroppo al passo coi tempi: i corrimani lungo le scale, le maniglie dei carrelli porta bagagli e i sostegni nei bus interni all’aeroporto saranno tutti rivestiti in rame. Perché il rame ha notevoli proprietà antimicrobiche: in dieci minuti è in grado di abbattere del 90% la carica del coronavirus sulle superfici. “Durante la pandemia abbiamo tenuto aperto l’aeroporto facendo una scelta coraggiosa – spiega la presidente di Sea, Michaela Castelli – . Tornassi indietro la rifarei“.

Dopo il rifacimento della facciata nel 2018, i lavori per la risistemazione, l’abbellimento e l’ampliamento interni di Linate sono iniziati nel 2019: poco prima che deflagrasse l’epidemia. Lavori a tempo di record. È venuto fuori un aeroporto che, in alcune parti, sembra un altro. Le novità iniziano già dall’area check-in: banchi nuovi, controsoffitti in doghe di legno alternati a vele curve in cartongesso; piante e un tocco di green anche nella scelta dei materiali. Dice Alessandro Fidato, chief operating officer Sea: “Abbiamo puntato sulla sostenibilità e sul design, perché Milano è uguale a design“. Luci, pavimenti, soffitti, pareti. Potevano mancare le opere d’arte? No. Grazie a una partnership con Triennale e Museo del Design Italiano saranno esposti, a turnazione, lavori famosi firmati dai più noti designer italiani.

Calciomercato, le news di oggi: Donnarumma al Psg, è fatta.


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_giugno_07/calciomercato-news-oggi-calhanoglu-tentenna-milan-resta-un-opzione-2182c892-c7d3-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Accelerata per il portiere che a Parigi guadagnerà 12 milioni a stagione per cinque anni. Il turco intenzionato a rifiutare le grandi cifre del Qatar e giocare con i rossoneri la Champions

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Gianluigi Donnarumma (Castellammare di Stabia, 25 febbraio 1999) è un calciatore italiano, portiere del Milan e della nazionale italiana.

Gigio Donnarumma ha trovato il suo tesoro, a Parigi, al Psg dove guadagnerà 12 milioni a stagione per 5 anni. Sono felici tutti, sicuramente l’ex portiere del Milan e il suo fantasioso e potente agente: Mino Raiola. Contento anche il c.t. Mancini che avrà un portiere sereno, non angosciato da storie di mercato. Per la firma del contratto basta attendere poche ore.

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Hakan Çalhanoğlu; Mannheim, 8 febbraio 1994) è un calciatore turco con cittadinanza tedesca, centrocampista o attaccante del Milan e della nazionale turca.

Calhanoglu sta vacillando. Da un lato l’offerta faraonica proveniente dal Qatar che gli garantisce un triennale da 24 milioni e un bonus di 8 alla firma. 32 milioni, una cifra da capogiro per il trequartista turco, la pedina di cui Pioli non farebbe mai a meno. Dall’altro il rinnovo con il Milan a 4 più bonus a cui finora ufficialmente non ha mai dato risposta. In mezzo l’interesse svanito della Juventus che, dopo la partenza di Paratici e l’arrivo di Allegri a Torino, esclude di inserire giocatori con quelle caratteristiche offensive da inserire nell’organico.

Hakan sta riflettendo, consapevole che il trasferimento nella periferia milionaria dell’impero calcistico lo allontanerebbe dai grandi palcoscenici. Ecco perché lui e il suo procuratore, Gordon Stipic, stanno seriamente prendendo in esame la possibilità di fermarsi a Milano dove poter giocare la Champions League. Pioli lo riaccoglierebbe a braccia aperte considerandolo un elemento fondamentale negli equilibri di spogliatoio avendo Calhanoglu rapporti ottimi con Ibrahimovic e l’asse portante della squadra.

Il Milan nega di aver ricevuto telefonate nelle ultime ore ma la tentazione di Hakan di restare laddove è cresciuto e stimato sta aumentando.

Maltempo, forte temporale a Milano: strade e scuole allagate


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/07/news/temporale_strade_allagate_milano-304660414/

In Fiera sono caduti 15 centimetri di pioggia: prosegue lo stato di allerta gialla per tutta la serata

Un fortissimo temporale si è abbattuto attorno all’ora di pranzo, su Milano e l’hinterland milanese. Diverse le chiamate a Vigili del fuoco e Polizia locale che non segnalano comunque feriti o danni gravi ma la situazione viene definita ancora “in evoluzione”. Alcune strade allagate, con difficoltà viabilistiche in varie zone della metropoli e nei comuni limitrofi, soprattutto a nord della città.

In zona Fiera una quindicina di centimetri d’acqua, che non riescono a essere smaltiti dai tombini perché scesi in pochi minuti, stanno rallentando il traffico. Al momento si segnalano problemi a ponteggi, qualche cantina allagata e tegole pericolanti.

La pioggia abbondante ha creato problemi anche in alcune scuole. La situazione più complessa è all’istituto comprensivo di via Gattamelata, dove si sono allagati i cinque moduli provvisori che ospitano altrettante classi della scuola materna. L’acqua ha riempito le grondaie ed è penetrata dall’alto, così i bambini hanno dovuto lasciare le aule, che resteranno vuote anche domani per permettere le verifiche necessarie all’impianto elettrico. Allagato anche il refettorio dell’istituto, posto nel seminterrato, tanto che con una comunicazione sul sito la scuola spiega alle famiglie che “non sarà garantita l’erogazione del pasto” e chiede di dotare i bambini di pranzo al sacco o di andare a prenderli alle 12.30. Criticità, che tuttavia non impediranno ai piccoli di essere in classe domani, si sono verificate anche all’asilo nido di via Stratos, a Citylife, e nella mensa della scuola di via Monte Baldo per allagamento “dal basso” causato dal mancato drenaggio dell’acqua da parte del terreno. Alla scuola materna di via Stratico, invece, l’acqua è entrata da un terrazzino, il cui rifacimento è già previsto nell’ambito dell’appalto per intervenire sui tetti degli edifici scolastici.

Prosegue, a Milano, lo stato di allerta gialla (criticità ordinaria) anche tra la serata di oggi, a partire dalle 18, e fino a domani, per il rischio di temporali forti. Lo rende noto Palazzo Marino, precisando che “resta attivo il monitoraggio e sono allertate anche le squadre della Protezione civile, della polizia locale e di Mm“.

Serie A, il giallo dello ‘spezzatino’ delle partite: approvato e poi revocato


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/07/news/dieci_partite_in_orari_diversi_approvalo_spezzatino-304634004/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

La proposta è inizialmente passata con 13 voti a favore su 19, per poi essere stoppata in seguito alle pressioni esercitate da alcuni presidenti

È successo tutto e poi tutto il suo esatto contrario. In quella che formalmente sarebbe la prima Assemblea di Lega della prossima stagione si è consumata l’ultima puntata dell’assurdo teatro della partita dei diritti tv. Sul tavolo, la controversa questione del cosiddetto “spezzatino”: le 10 partite di campionato spalmate su 10 orari differenti. Una questione profondamente divisiva, all’interno della Lega. Prima, una Serie A ridotta a 19 società per l’esclusione della Salernitana, a causa della proprietà condivisa con la Lazio (c’erano le altre neo promosse Empoli e Venezia) ha votato a favore: 13 voti (ne sarebbero serviti 14, se la Salernitana avesse potuto partecipare) ce 6 contrari – ossia Genoa, Samp, Roma, Bologna, Sassuolo e Spezia – avevano approvato la nuova distribuzione.

A quel punto, però, la situazione si è rovesciata. Il presidente della Samp Ferrero, inviperito, ha preso la parola con toni molto eccitati per denunciare quello che il ceo romanista Fienga diceva da inizio assemblea: “Così si fa un regalo a Dazn senza ottenere nulla in cambio”. Il Genoa si è accodato, visto che Preziosi è uno strenuo sostenitore di questa contestazione. Una raffica di pressioni su tutti gli altri club, provenienti da Genoa e Sampdoria.

A quel punto è partita la richiesta: vogliamo prenderci una settimana in più di tempo? E quindi, nemmeno dopo 20 minuti dall’approvazione, si è deciso per la retromarcia: “Votiamo una revoca”. Nuovo voto allora, e sì alla revoca, con voti contrari soltanto di Juventus, Napoli e Lazio. Revocare una decisione è sempre possibile, ma così alla scelta discutibile di spezzettare la Serie A su 10 turni, s’è aggiunto il grottesco di un immediato ripensamento.

La giornata si era aperta invece con il “caso” Lotito. Squalificato, multiproprietario, ma sempre protagonista. Il presidente della Lazio e della Salernitana ha provato, inizialmente, a bloccare l’apertura dei lavori dell’Assemblea per vizio di forma. Il motivo: il mancato invito alla Salernitana, a differenza delle altre neo promosse. La Federcalcio infatti, su richiesta del Presidente Paolo Dal Pino, ha scritto nei giorni scorsi – lo ha raccontato Repubblica – una lettera in cui specificava come per lo statuto federale nessuno possa essere amministratore di due club nella stessa Assemblea.  

Lotito ha preso la parola in apertura (pochi istanti prima era in corso una riunione informale tra le 20 società), annunciando l’intenzione di bloccare l’assemblea. Stando all’ordine del giorno, c’era un solo argomento di discussione a cui il presidente laziale non poteva partecipare, ma nella sua discussione ha trattato anche temi per i quali è in atto la squalifica. Il presidente di lega Paolo Dal Pino, che su questo deve fare da garante, ha risposto e rilevato questa anomalia: i toni si sono alzati, anche la Roma con il ceo Guido Fienga è intervenuta, evidenziando come non sia normale che un presidente squalificato e proprietario di due club diversi nella stessa serie, in violazione alle norme federali, possa prendere la parola e condizionare i lavori. Questione di minuti e già c’era un caso decisamente più serio con cui dover fare i conti

Serie A, in assemblea scoppia il caso Salernitana: perché il club non potrà votare – 

La Serie A in 10 orari diversi, il progetto della nuova stagione su Dazn–  

Michele Merlo è morto, l’ex concorrente di Amici aveva 28 anni


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_giugno_07/michele-merlo-morto-65be6ec2-c764-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml?fbclid=IwAR1x0GrLD3r3Mn6nTda3Dg3T0TR_9gLfobRuhi93heKDQUZeLm04KNVA3n0

Il cantante bassanese Michele Merlo era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna dopo essere stato colpito, nella notte tra giovedì e venerdì, da un’emorragia celebrale scatenata da una leucemia fulminante

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È morto Michele Merlo, 28 anni, già concorrente di Amici. Era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna dopo essere stato colpito, nella notte tra giovedì e venerdì, da un’emorragia cerebrale scatenata da una leucemia fulminante e sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

La causa della morte: una severa forma di leucemia fulminante –  Le condizioni di Merlo, in arte Mike Bird, erano peggiorate nel corso delle ore. Il giovane è morto nella tarda serata di domenica. «Michele — ha fatto sapere la famiglia in una nota — si sentiva male da giorni e mercoledì si era recato presso il pronto soccorso di un altro ospedale del bolognese che, probabilmente, scambiando i sintomi descritti per una diversa, banale forma virale, lo aveva rispedito a casa. Anche durante l’intervento richiesto al Pronto soccorso, nella serata di giovedì, pare che lì per lì non fosse subito chiara la gravità della situazione». La famiglia Merlo ha anche voluto «smentire categoricamente quanto alcuni disinformati scrivono sui social: Michele non è stato in nessun modo vaccinato contro il Covid. Michele è stato colpito da una severa forma di leucemia fulminante con successiva emorragia cerebrale». Fan e colleghi, da Emma Marrone a Francesco Facchinetti a Ermal Meta, da Federico Rossi (del duo Benji & Fede) a Aka7even, concorrente dell’ultima edizione di Amici, allo stesso programma di Maria De Filippi, hanno invaso nelle scorse ore i social di messaggi di affetto, incoraggiamento e solidarietà.

I sintomi e l’intervento – Purtroppo il giovane Michele era gravissimo da giorni. Era tenuto in coma farmacologico, ma le speranze in una sua ripresa erano davvero ridotte al lumicino. Dopo il delicato intervento chirurgico, la sua situazione era stata data per disperata. Ma ora resta la rabbia, perché prima del ricovero d’urgenza il cantante, di 28 anni, era stato rimandato a casa dall’ospedale di Vergato, sull’appennino bolognese dove i sintomi che presentava da qualche giorno, dice la famiglia, sono stati interpretati «come una banale forma virale».

Il dolore del padre – È rabbioso e disperato il papà di Michele: «Mio figlio è stato mandato via dal pronto soccorso il giorno prima dell’operazione. Lamentava dei sintomi che un medico accorto avrebbe colto. Aveva una forte emicrania da giorni, dolori al collo e placche in gola, un segnale tipico della leucemia. Se l’avessero visitato avrebbero visto che aveva degli ematomi. Non abbiamo un referto medico ma un braccialetto col codice a barre che io ho a casa. E un audio che mio figlio ha mandato alla morosa in cui dice sono incazzato, mi hanno detto che intaso il pronto soccorso per due placche in gola. Invece lui era stanco. Michele aveva due braccia così. Faceva sport, non beveva, non ha mai usato droghe, gli piaceva la bella vita, mangiare bene, le cose belle, ha girato l’Italia in lungo e in largo». Un caso su cui l’Asl sta cercando di fare chiarezza con un’indagine interna.

Vicentino, e l’Università a Venezia – Michele Merlo , nato a Marostica il primo marzo del ‘93, in provincia di Vicenza, ha studiato all’Università Ca’ Foscari nella facoltà di Storia dell’Arte, a Venezia. Poi si era avvicinato alla musica. Grande conoscitore della musica rock, argomento su cui a lungo si è confrontato con il professore di Amici 16 Boosta, tra i cantanti a cui Mike Bird si ispira troviamo Arctic Monkeys, The neighbourhood e The 1975. Prima di iniziare il suo percorso ad Amici 16, Mike, come Shady e Riccardo Marcuzzo, ha fatto il provino per X Factor 10. Eliminato nella fase finale delle selezioni, i Bootcamp, Mike non si è perso d’animo e ha deciso di lanciarsi nella nuova avventura di Amici. Ed è entrato nei cuori di tanti fan.

Il post affranto di Emma, il tweet di Meta – E anche nel cuore dei colleghi che stanno esprimendo il loro cordoglio per la morte così prematura di una stella nascente della musica. Emma domenica sera all’Arena di Verona durante il suo concerto aveva fatto una dedica a Michele. Oggi, lunedì 7 giugno ha scritto un post affranto su Instagram: «Ciao Michele. Ieri sera ho cantato forte per te…Stamattina il mio cuore si è rotto in mille pezzi. Non ho parole amico mio. Ti bacio sulla fronte e agli angoli della bocca sempre screpolati. Fai buon viaggio Michi». Ermal Meta scrive un tweet: «Che ingiustizia morire così a 28 anni. Che dispiacere. Riposa in pace ragazzo..».

Tommaso Giulini: “Serie A al collasso, se il governo non ci aiuta fermiamo il campionato”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/cagliari/2021/06/06/news/tommaso_giulini_serie_a_al_collasso_se_il_governo_non_ci_aiuta_fermiamo_il_campionato_-304530364/

Il presidente del Cagliari chiede certezze sulla prossima stagione: “Non ci permettono di fare calcio, non sappiamo ancora quando riapriranno gli stadi“. I club oggi voteranno la proposta di giocare il prossimo campionato senza partite in contemporanea: “Dazn ci proietta nel futuro ma questo passaggio sarà a fortissimo rischio per noi e i tifosi

«Il sistema è al collasso, non siamo stati considerati nei ristori e non abbiamo garanzie su quando riapriranno gli stadi». Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, milanese con origini (e interessi economici) in Sardegna, lancia il suo allarme. Oggi è convocata l’assemblea di Lega che deve decidere, fra l’altro, sul campionato spezzatino ed eleggere un consigliere indipendente.

Presidente Giulini, pensate a forme clamorose di protesta? – «Dovremo avere il coraggio di non scendere in campo alla prima di campionato. Non è possibile che non ci sia permesso di fare calcio. Si rischia di far scappare imprenditori seri che ci mettono denaro, passione, non vedono un briciolo di sostegno dal governo e non hanno garanzie che da agosto si riaprano gli stadi. Non abbiamo ricevuto aiuti a fronte di perdite enormi. Abbiamo 300 mila addetti, 30 milioni di tifosi, la Serie A garantisce un gettito fiscale da un miliardo. I mancati introiti del ticketing sono più del 50% delle perdite dell’ultima stagione».

La Figc ha già ottenuto la riapertura dell’Olimpico per l’Europeo. – «La preoccupazione principale di Gravina dovrebbe essere far riaprire gli stadi di Serie A, più che quello che farà la Nazionale agli Europei. I club sono super indebitati e noi sosteniamo anche le categorie inferiori».

Intanto in Lega non c’è accordo su nulla. A partire dalla riforma dei campionati. – «Il problema sono gli interessi differenti tra grandi, medie e neo promosse. A noi come Cagliari interessa avere un campionato con più squadre possibili. I grandi hanno invece interesse ad avere meno club per giocare più partite europee: serve buon senso e sintesi tra le parti. La Francia ha votato il ritorno a 18 squadre: è il numero congruo per migliorare l’appetibilità del campionato, ma a quel punto con massimo una retrocessione, più un’altra squadra che spareggia con la seconda di B o la vincente di un play-off di B».

Cosa pensa del passaggio da Sky a Dazn? – «Non è stato facile abbandonare un partner storico come Sky. Dazn ci dà l’opportunità di proiettarci nel futuro, ma servirà un periodo di adattamento a fortissimo rischio per noi e gli appassionati di calcio. Spero riesca in questo interim a garantire un servizio di livello».

Vuol dire che voterete lo spezzatino? 10 gare in 10 slot diversi? – «Potrebbe essere una scelta prudente se fosse motivata dall’esigenza di distribuire meglio i carichi sulla Rete, ma non credo sia solo questo il motivo, pertanto bisogna capire se sia una soluzione fattibile o meno. Confido che venga salvata la contemporaneità nelle ultime tre giornate. Quest’anno abbiamo addirittura assistito allo slittamento a fine campionato di Lazio-Torino per aspettare il giudizio del Coni, contro qualsiasi basilare principio di salvaguardia della regolarità del campionato».

A proposito di Lazio: oggi Lotito non potrà votare a nome della Salernitana. – «Un proprietario con due squadre è una situazione totalmente anomala e credo non accettabile, per la Serie A».

Cosa è stato il progetto Superlega? – «Un tentativo maldestro che avrebbe ucciso i medi e piccoli club».

Non è assurda la cifra che i club spendono per gli agenti? – «Montagne di soldi che escono dal sistema: 15, 20 milioni all’anno ai procuratori, quantità ingiustificate rispetto al servizio che offrono. Ma servirebbe una riforma europea, per non rischiare di favorire chi quei compensi li paga. Il Cagliari, se capitano situazioni ricattatorie, mette gli agenti in blacklist».

Cosa propone per la Lega? – «Credo che dovremmo tutti fidarci maggiormente dei manager che abbiamo scelto in Lega, lasciarli lavorare in autonomia nell’ambito delle deleghe di cui dispongono con una maggiore presa di responsabilità. E giudicarne l’operato a fine mandato. Inoltre dovremmo completare la nostra governance con un consigliere indipendente di alto profilo che possa supportare Dal Pino e De Siervo nel definire a breve col governo il cruciale tema della riapertura in sicurezza degli stadi».

A proposito di stadi: Cagliari, Roma, Fiorentina inseguono il sogno del nuovo impianto – «Altro tema essenziale di cui deve occuparsi il governo. Va bene la nuova legge Draghi sulle infrastrutture, ma non è ancora sufficiente: in Italia per fare uno stadio devi passare per decine di commissioni, bisogna semplificare. A noi la burocrazia è già costata 3 milioni, quasi 4. E se cambiassimo iter li butteremmo via. Servirebbero contributi a fondo perduto per gli stadi. Come credo sia stato fatto a Bologna e Firenze».

La Serie A in 10 orari diversi, il progetto della nuova stagione su Dazn – 

Serie A, in assemblea scoppia il caso Salernitana: perché il club non potrà votare – 

Allegri: “Estraneo a qualsiasi attività illecita”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2021/06/06/news/allegri_sospetto_scommesse_antiriciclaggio-304458612/

La risposta del tecnico della Juve all’articolo pubblicato dal quotidiano ‘La Verità‘. Secondo il giornale l’allenatore sarebbe sotto lo sguardo indagatore degli uffici antiriciclaggio della Banca d’Italia per alcune segnalazioni di operazioni sospette legate al mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse.

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Massimiliano Allegri

Con riferimento alle notizie pubblicate sul mio conto in data odierna, mi dichiaro con assoluta fermezza del tutto estraneo a qualsiasi attività illecita o irregolare e, tanto meno, a qualsiasi operazione violativa della normativa sull’antiriciclaggio“. Questa la risposta di Massimiliano Allegri all’articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano ‘La Verità‘. Secondo il giornale, il tecnico della Juventus sarebbe sotto lo sguardo indagatore degli uffici antiriciclaggio della Banca d’Italia per alcune segnalazioni di operazioni sospette legate al mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse.

Ad attirare l’attenzione dell’antiriciclaggio sarebbero stati alcuni pagamenti effettuati da una società maltese, attualmente sotto inchiesta per truffa aggravata, evasione e rapporti con la criminalità organizzata, e che avrebbero come destinatario proprio l’allenatore della Juventus, da sempre appassionato di cavalli: inoltre dal 2021 ogni bonifico superiore a 5000 euro ha maggiori possibilità di essere sottoposto a controllo, effetto della stretta effettuata dalla nuova legislazione.

Il tecnico toscano è da sempre appassionato di ippica, mondo a cui spesso si rifà quando deve raccontare il calcio e la vita, e proprio la società bianconera, nel giorno dell’annuncio ufficiale del suo ritorno, utilizzò un riferimento a questa sua passione.

Le cifre – Sarebbero sette i bonifici incriminati e che sarebbero stati effettuati a favore di Allegri dal 2018 al 2021: triennio nel quale si arriverebbe a quota 161.000 euro, con altri 168.000 euro, provenienti da una società slovena che gestisce hotel e casinò, e 140.000 euro riconducibili invece a una banca privata di Monte Carlo, come riporta la notizia pubblicata dal quotidiano La Verità. Cifre che potrebbero in ogni caso fare riferimento a vincite legali visto che il tecnico avrebbe speso con la sua carta di credito personale quasi 500.000 euro presso esercenti di gioco d’azzardo a Montecarlo e in Slovenia.

Flavio Briatore, malore a Baku. Soccorso nell’infermeria del circuito di F1…..


Flavio Briatore, malore a Baku. Soccorso nell’infermeria del circuito di F1: “Piccola défaillance”. Elisabetta Gregoraci commenta così

articolo: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/06/flavio-briatore-malore-a-baku-soccorso-nellinfermeria-del-circuito-di-f1-piccola-defaillance-elisabetta-gregoraci-commenta-cosi/6221637/

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Flavio Briatore (Verzuolo, 12 aprile 1950) è un imprenditore, dirigente d’azienda e dirigente sportivo italiano.

Flavio Briatore ha avuto un malore venerdì 4 giugno mentre si trovava a bordo pista a seguire le prove del Gran Premio di Formula 1 che si corre quest’oggi a Baku, in in Azerbaijan. È stato lo stesso imprenditore a documentare quanto accaduto nelle sue storie di Instagram, pubblicando alcuni video che lo immortalavano nell’infermeria del circuito, mentre veniva assistito dallo staff medico. Immagini seguite da un lungo silenzio, che aveva fatto preoccupare i suoi fan.

Finché nelle scorse è stato sempre lui a rassicurare tutti sulle sue condizioni di salute, pubblicando una foto che lo ritrae sorridente e in perfetta forma assieme a Stefano Dominicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1: “Volevo rassicurarvi – ha scritto Briatore nel post, – come vedete oggi sto alla grande. (Dopo la piccola défaillance di ieri)”. E tra i tanti commenti, non passa inosservato quello dell’ex moglie Elisabetta Gregoraci, che ha pubblicato una faccina con i cuori. Nonostante il divorzio, i due sono ancora molto uniti, legati dall’amore per il figlio Nathan Falco. Non si conoscono i dettagli di quanto successo all’imprenditore, team manager della Renault di Fernando Alonso, ma secondo le indiscrezioni si sarebbe trattato solo di un lieve malore risolto con le cure dello staff medico della F1.

Niente Tottenham per Conte. C’è l’accordo con Paratici


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/05/news/premier_fumata_nera_tra_conte_e_il_tottenham_c_e_l_accordo_con_paratici-304333873/

Sembra sfumare il ritorno in Inghilterra dell’ex allenatore dell’Inter. Avrebbe messo paletti sul proprio staff e chiesto un importante investimento sulla rosa. L’ex dirigente della Juve verso il sì.

Il matrimonio tra Antonio Conte e il Tottenham non s’ha da fare. Secondo la stampa britannica la trattativa si è arenata irrimediabilmente dopo le richieste del tecnico campione d’Italia. L’ex allenatore dell’Inter, infatti, è convinto che gli Spurs non abbiano una rosa adeguata per competere alla pari in Premier League con le corazzate Liverpool, Manchester City, Manchester United e Chelsea e avrebbe chiesto un forte cambiamento della rosa trovando subito l’opposizione del presidente Daniel Levy.

Troppe divergenze per dire sì – Il Tottenham, settimo nell’ultimo campionato, ripartirà dalla Conference League, ma vuole tornare tra le prime quattro d’Inghilterra pur dovendo fare i conti con la grave situazione finanziaria in cui versa, ingigantita dalla pandemia e dal grosso investimento che la società ha fatto per il nuovo stadio. E c’è anche il problema Harry Kane. La stella degli Spurs è tentato dalla corte di Manchester City e Real Madrid e non è escluso un suo addio. Non un buon segnale per Conte che aveva messo paletti anche sul suo staff, proposta accettata solo in parte dal club inglese. Per lunedì è attesa la risposta definitiva del tecnico, ma viste le condizioni attuali difficilmente sarà un sì.

C’è l’accordo con Paratici – C’è, invece, l’accordo con Fabio Paratici che, dopo 11 anni di Juventus, insegue una nuova avventura all’estero. Secondo il Guardian, quindi, il numero uno Levy si sta già guardando intorno. Si parla addirittura di un ritorno di Pochettino, ma il Paris Saint Germain non sarebbe disposto a lasciar partire il tecnico argentino a meno di un clamoroso accordo proprio con Conte. Tutto quindi è ancora possibile.

Seid e razzismo, Marchisio: «L’Italia ha fallito, facciamo tutti un po’ schifo»


articolo: https://torino.corriere.it/cronaca/21_giugno_05/suicida-razzismo-marchisiol-italia-ha-fallito-facciamo-tutti-po-schifo-aa33a54c-c5f5-11eb-8929-1e7e5315cef2.shtml?fbclid=IwAR2V_bKOG2H6bRJgLb9y5YOmsac44D–s28KOKwH9bJUYl5BrJCqp65hiwU+

L’ex calciatore della Juve sul caso del ventenne suicida Seid Visin

«Un Paese che spinge un giovane ragazzo a fare un gesto così estremo è un Paese che ha fallito». Claudio Marchisio, ex giocatore della Juve, commenta così il suicidio di Seid Visin, il ventenne di origini etiopi che dopo un paio di stagioni nelle giovanili del Milan era tornato a Nocera Inferiore, dove era cresciuto dopo essere stato adottato da una famiglia italiana. «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle», scrive il giovane in una lettera, anticipata da alcuni quotidiani, in cui spiega i motivi del suo gesto.

«Siamo il Paese dell’integrazione quando sei un giovane talento – scrive sui social Marchisio – o quando segni il gol decisivo in una partita importante, ma che si rifiuta di essere servito al ristorante da un ragazzo di colore. Siamo il Paese dell’integrazione quando l’atleta vince la medaglia alle Olimpiadi. Siamo il Paese dell’integrazione che cerca improbabili origini italiane quando l’attrice che ci fa emozionare vince il Premio Oscar, ma che quando in classe con i propri figli ci sono dei ragazzi di colore storce il naso. Io non posso neanche immaginare cosa abbia provato Seid Visin, ma sono certo che un Paese che spinge un giovane ragazzo a fare un gesto così estremo è un Paese che ha fallito. Pensateci quando fate le vostre battute da imbecilli, quando fate discorsi stupidi e cinici sui gommoni e sul colore della pelle, soprattutto sui social network. Facciamo un po’ schifo. Tutti. Di centro, di destra, di sinistra».

 

Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin…agg.: Seid Visin, suicida a 20 anni


Seid Visin, suicida a 20 anni: «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle»

articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_giugno_05/seid-visin-suicida-20-anni-sento-sguardi-schifati-il-colore-mia-pelle-2b1edfc4-c56e-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml?fbclid=IwAR3E7_bCM465Ybk680rBhpkVNbM2WolheRu9jynEtxdoXt_8SX9wvEGx0P0

Seid Visin era stato nelle giovanili del Milan: nato in Etiopia e poi adottato, ha lasciato una lettera raccontando il razzismo che subiva

Una lettera straziante, lucida, potente. Così potente che puoi vederlo, Seid, mentre scrive «ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone». Seid Visin aveva 20 anni. Era nato in Etiopia ed era stato adottato in Italia da piccolo, a Nocera Inferiore, dove l’altro giorno si è tolto la vita e dov’era tornato dopo un paio di stagioni passate a Milano a giocare nelle giovanili del Milan con Donnarumma. Aveva indossato anche la maglia del Benevento ma alla fine aveva scelto di studiare. Fine del calcio professionistico. Di recente si era impegnato per l’Atletico Vitalica, una squadra di calcio a cinque.

La famiglia – Lo sport, lo studio, la famiglia. Ma Seid avrebbe voluto anche altro, e cioè vivere in un mondo senza razzismo. Lo sguardo di disprezzo, la donna che si tiene la borsetta se sali sull’autobus, la commessa che ti segue convinta che ruberai… ogni piccolo gesto è la lama di un coltello che ti tormenta. E Seid la sentiva ogni giorno di più, quella lama. Tempo fa aveva scritto sull’argomento una lettera mandata ad alcuni amici e alla sua psicoterapeuta. Parole drammatiche che oggi sono anche il suo testamento. Eccone alcuni stralci. «Io non sono un immigrato» scriveva. «Sono stato adottato da piccolo (…). Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto». (…) «Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro». E ancora: «Dentro di me è cambiato qualcosa», scriveva Seid. «Come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, bianco».

La confessione – Poi una sorta di confessione: «Facevo battute di pessimo gusto su neri e immigrati (…) come a sottolineare che non ero uno di loro. Ma era paura. La paura per l’odio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati». Il finale chiarisce che «non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente “Vita”».


Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin: aveva giocato con Donnarumma nelle giovanili Milan

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_04/calcio-muore-20-anni-un-malore-seid-visin-aveva-giovato-donnarumma-giovanili-milan-c93c10be-c50f-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml

Ucciso da un malore, si era ritirato dallo sport professionistico. Il suo club: lanciamo un pallone nel cielo

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Seid Visin

Era una giovane promessa. Ha vestito le maglie di Milan e Benevento. Nelle giovanili rossonere aveva condiviso la stanza al ritiro con un altro talento, il portiere Gianluigi Donnarumma. , origini etiopi, è morto a soli vent’anni. Trovato senza vita in casa. Un malore.

Trasferitosi in Italia da bambino, ha vissuto per alcuni anni a Nocera Inferiore, in Campania, la città dei suoi genitori adottivi, per poi trasferirsi a Milano e cercare di sfondare nel grande calcio. Prima del 2016-2017, il suo ultimo anno di attività a livello agonistico, Seid si è messo in mostra in mostra nei settori giovanili dei due club. La voglia di tornare a casa l’ha riportato a Benevento nel 2016, prima che Seid dicesse definitivamente addio al calcio professionistico per tornare a divertirsi in una squadra di calcio a cinque, l’Atletico Vitalica.

Proprio il club campano ha salutato Seid con un post sui canali social della squadra: «Il tuo sorriso, il tuo indiscusso talento, la tua naturale e straordinaria predisposizione a dare del “tu” alla palla restano impressi nella nostra mente. Nel cuore porteremo per sempre la tua discrezione e la refrattarietà a vedere il calcio come fonte di guadagno. Decubertiano nell’animo, hai fatto della partecipazione l’unica vera vittoria ricercata e la compagnia l’unico compenso di cui avevi bisogno. Oggi vai via, come sei arrivato: lasciandoci attoniti, senza parole. Sei e resterai nella storia di ciascuno di noi, perché eterni sono i legami di chi vuol bene senza chieder nulla in cambio. La bandiera dell’Atletico Vitalica oggi, più che mai, è ammainata. Lanciamo idealmente un pallone al cielo, se non torna indietro, sappiamo chi ce lo avrà nascosto ancora una volta. A-DIO Seid, talento enorme dal cuore fragile».

SIMONE INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DELL’INTER


SIMONE INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DELL’INTER

Il tecnico ha firmato un contratto biennale con il Club nerazzurro

articolo: https://www.inter.it/it/news/2021/06/03/simone-inzaghi-nuovo-allenatore-inter.html

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MILANO – FC Internazionale Milano dà il benvenuto a Simone Inzaghi come nuovo allenatore della Prima Squadra: il tecnico ha firmato un contratto biennale con il Club nerazzurro. #WelcomeSimone

LA SCHEDA DI SIMONE INZAGHI

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La scheda: 

IL PALLONE NEL DESTINO, BENVENUTO SIMONE!

Gli inizi a Piacenza, il salto alla Lazio, ora nuove sfide con l’Inter: inizia oggi l’avventura di Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra

Il pallone nel destino. Perché quando nasci in un piccolo paese alle porte di Piacenza e hai un fratello di nemmeno tre anni più grande di te, non fai altro che sognare una cosa, assieme a lui: il calcio. La maglia del Piacenza, gli autografi di quei centravanti che, per chi aveva la stanza tappezzata di bandiere e sciarpe biancorosse, erano degli idoli da inseguire, da aspettare per una foto. San Nicolò: il fiume Trebbia a dividere dal Galleana, a 5 chilometri da casa, l’impianto che ispirava i fratelli Inzaghi. Tra passeggiate nei boschi alla ricerca di funghi e le giornate passate a pescare, alla fine vinceva sempre il pallone. Ovunque, e in ogni modo. In cortile o in mansarda, sui campi di terra o sull’asfalto.

Simone e una sfida continua: fare gol. Negli esordienti della squadra di San Nicolò chiuse una stagione con 92 reti. 92! L’obiettivo sempre fisso: diventare un calciatore. E allora il naturale sbocco proprio al Piacenza, nel primo sogno di infanzia realizzato. Oltre al costo del cartellino il San Nicolò, il giorno in cui salutò Simone, ricevette 40 palloni, le casacche per gli allenamenti e delle nuove reti per le porte.

Intrecci e ricordi, che fanno ripercorrere la carriera da calciatore di Simone Inzaghi. La gavetta sui campi di provincia tra Carpi, Novara, Brescello e Lumezzane, prima dell’affermazione attesa con il suo Piacenza. 15 gol alla prima stagione in Serie A, nel 1998, a 22 anni. Poi il salto alla Lazio, con gol pesanti e lo storico Scudetto nel 2000. Ci sono 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane nel passato da calciatore di Simone Inzaghi, miglior marcatore nelle coppe europee della storia biancoceleste ed entrato negli annali come primo giocatore italiano a segnare 4 reti in una partita in Champions League (14 marzo 2000, Lazio-Marsiglia 5-1).

Terminata la carriera da calciatore nel 2010, Inzaghi passa subito sulla panchina: nel 2010-2011 inizia l’avventura come tecnico nel Settore Giovanile della Lazio. Nel 2014 diventa l’allenatore della Primavera (2 Coppe Italia e una Supercoppa), poi nell’aprile del 2016 sul finire di campionato viene promosso in Prima Squadra. 7 partite per chiudere la stagione e ottenere la riconferma anche per l’anno successivo. Allenerà la Lazio per altri cinque: un trionfo in Coppa Italia nel 2019, due Supercoppe Italiane (2017 e 2019) e il quarto posto nel 2020 con il ritorno in Champions League per i biancocelesti.

Simone Inzaghi, che in carriera da calciatore ha collezionato tre presenze con la maglia della nazionale azzurra, è ora pronto a intraprendere una nuova, esaltante avventura: quella di allenatore dell’Inter.

#WelcomeSimone

Incendio alla Coop di Ponte a Greve: clienti e personale evacuati


articolo: https://video.corrierefiorentino.corriere.it/incendio-coop-ponte-greve-evacuazione-corso/97442f76-c468-11eb-8ea6-d1676a99f4ec

Momenti di paura alla Coop di Ponte a Greve – Il video, testo di Jacopo Storni /CorriereFiorentino Tv

Ponte a Greve (Firenze), Giovedì 03 Giugno 2021Incendio al centro commerciale Coop di Ponte a Greve intorno alle 14.30, quando la copertura del tetto ha cominciato a bruciare. Evacuati in pochi minuti tutti i clienti e i dipendenti, che si sono riversati ne parcheggio esterno della struttura, senza far registrare nessun ferito. Dentro il supermercato, molto fumo e prodotti anneriti. La colonna di fumo si è levata altissima bel cielo ed è visibile da lontano. L’incendio avrebbe poi coinvolto parti del supermercato, principalmente gli spogliatoi dei dipendenti, dove sarebbero andati perduti telefoni, chiavi e vestiti.

A Firenze a fuoco il tetto di un centro commerciale

Firenze, maxi incendio alla Coop di Ponte di Greve: evacuata l’intera struttura

Il disastro della nave “MV X-Press Pearl”: lo Sri Lanka minacciato da centinaia di tonnellate di gasolio


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/03/news/sri_lanka_affondata_la_x-press_le_coste_a_rischio_grave_catastrofe_ecologica-304012965/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S2-T1

Le squadre di pulizia raccolgono tonnellate di plastica bruciata, pesci e tartarughe marine avvelenati dall’acido nitrico lungo le spiagge del paese, colpito dalle più grave catastrofe ecologica della sua storia. Il danno potrebbe essere accresciuto dalla fuoriuscita del carburante.

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Tonnellate di plastica bruciata, bitume, pesci e tartarughe marine avvelenati dall’acido nitrico, è quello che le squadre di pulizia stanno raccogliendo lunghe le spiagge dello Sri Lanka, funestato dalle più grave catastrofe ecologica della sua storia. Ma questo disastro cominciato due settimane fa, quando sulla porta container “MV X-Press Pearl” carica di agenti chimici altamente nocivi è scoppiato un incendio, rischia adesso di essere aggravato dalla fuoriuscita di centinaia di tonnellate di gasolio. Le immagini girate dagli elicotteri che sorvolano la zona già mostrano intorno all’imbarcazione le acque cristalline del Mare delle Laccadive insudiciate da ampie chiazze di petrolio. E adesso a Colombo tutti temono una possibile marea nera che sulle coste srilankesi produrrebbe gravissimi danni all’economia oltre che al prezioso ecosistema del Paese. Alcuni esperti temono che il disastro ecologico già compiuto sia soltanto l’inizio di una catastrofe epocale.

La nave ha bruciato per tredici giorni e ieri si è quasi interamente inabissata al largo del porto principale di Colombo. La società di Singapore X-Press Feeders, proprietaria del cargo, ha confermato che questo sta lentamente affondando dopo il fallito tentativo di rimorchiarlo verso acque più profonde nell’illusoria speranza di contenere i danni. Illusoria, spiegano gli scienziati, perché anche se la nave fosse colata a picco a largo delle coste, le conseguenze sarebbero state ugualmente spaventose.

La poppa di quest’imbarcazione di 31.600 tonnellate, lunga 186 metri e alta 45, è ora appoggiata sul fondale a una profondità di una ventina di metri mentre la prua è ancora al di sopra della linea di galleggiamento. Le autorità hanno deciso di vietare la pesca a cinquanta miglia dalla costa, mettendo a rischio la stabilità economica di decine di migliaia di pescatori. I quali, aiutati da centinaia di soldati, a bordo di quasi seimila pescherecci hanno subito cominciato a ripulire le coste e, soprattutto, il loro mare.

Il governo di Colombo ha chiesto aiuto alla Guardia costiera indiana, che ha già partecipato alle operazioni di spegnimento dell’incendio scoppiato a bordo. Una nave indiana con equipaggiamento specializzato è appena arrivata sul posto, pronta a usare le sostanze chimiche che disperdono il petrolio e lo skimmer a spazzola per ripulire la superficie marina, se le perdite di gasolio dovessero diventare consistenti. Oltre alle 330 tonnellate di gasolio presenti sul cargo, a preoccupare le autorità sono anche altre sostanze che la nave trasportava in grande quantità, ossia i lubrificanti, i cosmetici e un “carico pericoloso” di 81 container, tra cui 25 tonnellate di acido nitrico. A ciò vanno aggiunti gli altri 1400 container contenenti beni di ogni genere, molti dei quali bruciati nei giorni scorsi. Ora, lo spegnimento delle fiamme divampate a bordo il 20 maggio scorso è stato ritardato per via dei forti venti monsonici, generati dal recente passaggio nella vicina India di un ciclone.

Dharshani Lahandapura, direttore dell’Autorità che protegge l’ambiente marino dello Sri Lanka (Mepa), ha detto che questo è “il peggiore disastro ecologico al quale ha assistito in vita sua“. Lahandapura ha poi aggiunto che l’11 maggio l’equipaggio era già al corrente di una perdita nei serbatoi di acido nitrico, probabile causa dell’incendio, prima che la nave entrasse nelle acque territoriali dello Sri Lanka, diretta verso la Malesia e Singapore. E’ stata aperta un’inchiesta criminale e il portavoce della polizia locale, Ajith Rohana, ha dichiarato che il capo dell’equipaggio e il meccanico del cargo incidentato erano stati entrambi interrogati per ore lunedì scorso, e che un tribunale ha ordinato la confisca dei loro passaporti. Infine, il presidente srilankese, Gotabaya Rajapaksa, ha chiesto aiuto all’Australia per valutare i danni già inflitti all’ambiente. Da ieri, intanto, tonnellate di granuli di plastica destinati all’industria dell’imballaggio e contenute in chissà quali container della “MV X-Press Pearl” sono affiorate sulle coste occidentali del Paese, tra le più ricche di biodiversità dell’Asia meridionale.

Inghilterra-Austria, ululati dei tifosi rivolti ai giocatori inginocchiati


articolo: https://sport.sky.it/calcio/europei/2021/06/03/inghilterra-austria-fischi-tifosi-ululati-razzismo

I calciatori delle due nazionali sono stati accolti da un misto di ululati e applausi mentre erano inginocchiati in campo prima del fischio d’inizio, segno di solidarietà per la campagna Black Lives Matter. Infortunio per Alexander-Arnold: Europeo a rischio

Non è sicuramente stato un bell’inizio quello della nazionale inglese che mercoledì ha giocato la sua prima amichevole di preparazione in vista di Euro 2020. Avversaria della nazionale del Ct Southgate era l’Austria, sconfitta per 1-0 con gol del 19enne Bukayo Saka, talento dell’Arsenal. A preoccupare è stato il comportamento del pubblico, specie in prospettiva Europei e delle partite che si giocheranno a Wembley. Sarebbe dovuta essere una festa  perché l’Inghilterra tornava a giocare davanti a dei tifosi, nello specifico gli oltre ottomila presenti al Riverside Stadium di Middlesbrough. Invece non è stato così. I sonori ululati rivolti ai 22 giocatori delle due nazionali quando si sono inginocchiati in campo, prima del fischio d’inizio in segno di solidarietà con la campagna ‘Black Lives Matter‘, fanno capire che gli appelli contro il razzismo e ogni forma d’intolleranza non sono stari recepiti da tutti, e dopo la gara anche Southgate non ha nascosto tutto il suo rammarico. Un gesto brutto, presto “coperto” o quasi dagli applausi da una parte del pubblico, ma l’amarezza resta. 

Infortunio per Alexander-Arnold: Europeo a rischio – Questioni di campo. A tenere con il fiato sospeso la nazionale inglese e il Ct Southgate è l’infortunio di Alexander-Arnold che ora rischia di essere ‘tagliato’ e di non partecipare all’Europeo: l’esterno del Liverpool infatti è uscito zoppicando dal campo nei minuti finali, dopo aver accusa un fastidio – con ogni probabilità di natura muscolare – alla coscia. Sorride invece Jude Bellingam, che con i suoi 17 anni e 338 giorni, è diventato il più giovane giocatore della nazionale a essere stato schierato dall’inizio dal 2003 a oggi.

Buona festa della Repubblica!


Festa della Repubblica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Altare della Patria

2 Giugno, la pianista Cristiana Pegoraro interpreta l’inno di Mameli Il videoL’Italia s’e’ destaregistrato presso la Rocca Albornoz di Narni

FESTA della REPUBBLICA – 2 giugno 2021 – Noi siamo l’Italia
2 giugno 1946. Il primo giorno della Repubblica

La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Sciopero dei trasporti oggi martedì 1° giugno: da Atm alle Autoguidovie tutti gli orari dell’agitazione


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/01/news/sciopero_trasporti_martedi_1_giugno_milano_atm_funicolare_stie_airpullman_autoguidovie_movibus-303655386/

Sciopero dei trasporti oggi martedì 1° giugno

Stop indetto dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl, per Atm aderisce anche Orsa. Per tram, bus e metrò lo sciopero dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio

Sciopero nazionale del trasporto pubblico locale oggi martedì 1° giugno. In Lombardia previsti disagi e soppressioni. Le segreterie nazionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL e UGL hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per il rinnovo del contratto a cui ha aderito anche la segreteria territoriale di Milano di ORSA Trasporti, che interesserà anche i lavoratori del Gruppo ATM S.p.A.

Ecco, da Atm alla funicolare Como-Brunate, tutte le fasce orarie interessate dallo sciopero compagnia per compagnia.

Atm: possibili disagi sulle linee di superficie e nelle metropolitane dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a termine del servizio.

L’agitazione del personale viaggiante delle linee Airpullman (560, 561 e 566) è prevista dalle ore 8,30 alle ore 13 e dalle ore 16,30 a fine servizio. Le linee 35-48-165-353-709 (al momento servite con bus Airpullman) potranno subire ritardi e cancellazioni dalle 9 alle 17,30 e dalle 20,30 a fine servizio.

Potranno subire ritardi e cancellazioni le linee di Autoguidovie 201, 220, 222, 230, 328, 423, 431, 433 e Smart Bus. Saranno garantite le corse in partenza dai capolinea dall’inizio del servizio alle 8:45 e dalle 15:00 alle 18.

L’agitazione del personale viaggiante delle linee Movibus è prevista dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 a fine servizio.

L’agitazione del personale viaggiante della linea Pioltello-Milano è prevista dalle ore 8 alle ore 13,30 e dalle ore 16,30 a fine servizio.

L’agitazione del personale viaggiante delle linee Stie è prevista dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 a fine servizio.

L’agitazione del personale viaggiante della Funicolare Como – Brunate è possibile dalle 8,30 alle 16,30 e dalle ore 19,30 al termine del servizio. Ultime corse del mattino alle 8,15, della sera alle 19,15. Prima corsa dopo la ripresa del servizio alle 16,31

Moto3, è morto Jason Dupasquier


articolo: https://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2021/05/30/news/moto_jason_dupasquier-303428556/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S1-T1

Non ce l’ha fatta il diciannovenne pilota svizzero, vittima sabato di un incidente durante le qualifiche del Gp d’Italia al Mugello

Jason Dupasquier (ansa)

articolo Blog: https://alessandro54.com/2021/05/29/mugello-incidente-in-moto3/

SCARPERIA (Firenze) – 

Il cuore di Jason Dupasquier ha cessato di battere“: lo ha comunicato l’ospedale Careggi di Firenze, secondo quando riferito dalla Federazione internazionale di motociclismo e dalla Dorna, organizzatrice del motomondiale. “Morte encefalica in seguito alle gravi lesioni cerebrali“, il decesso è avvenuto intorno alle 12. “Siamo profondamente rattristati nell’annunciare la morte di Jason Dupasquier – scrive su twitter la MotoGp – A nome di tutta la famiglia MotoGP, inviamo il nostro affetto alla sua squadra, alla sua famiglia e ai suoi cari. Ci mancherai moltissimo, Jason. Guida in pace“.

L’intervento nella notte – Dupasquier era stato operato durante la notte al torace per frenare un’emorragia. “Però persistono gravi lesioni cerebrali“, avevano spiegato i medici dell’ospedale Careggi di Firenze. A preoccupare erano soprattutto le conseguenze del trauma cranico conseguente all’incidente di ieri sulla pista del Mugello, quando il 19enne pilota svizzero di Moto3 all’uscita della Arrabbiata 2 ha perduto il controllo della sua Ktm numero 50 cadendo sull’asfalto, per poi essere travolto da Ayumu Sasaki e Jeremy Alcoba: “C’è un vasto edema cerebrale. La situazione encefalica è complicata, ma – per un rapporto tra costi e benefici – non è il caso di intervenire” avevano spiegato i medici lasciando poche speranze.

L’incontro con i genitori – Jason ha anche riportato traumi e fratture in altre parti del corpo. I responsabili del centro traumatologico del nosocomio hanno incontrato i genitori del ragazzo. Philippe, il padre, è stato un pilota di motocross e Supermotard. I medici hanno voluto essere molto sinceri spiegando che le speranze di risveglio dal coma erano poche.

La dinamica dell’incidente – All’ultimo giro delle qualifiche di Moto3, ieri il giovane Dupasquier faceva parte di un gruppo di piloti lanciati alla ricerca del miglior tempo per un buon posto sulla griglia della domenica. Lasciandosi alle spalle la curva 9 avrebbe lasciato leggermente il gas – forse perché sorpreso da un sorpasso – per poi riprenderlo in una frazione di secondo: la manovra gli avrebbe fatto perdere il controllo della moto, che gli si è chiusa davanti proiettandolo in aria. Dopo l’highside, la pesante caduta sull’asfalto e un primo – grave – trauma. Poi Jason è stato investito dagli altri due piloti, che non hanno potuto evitarlo. E’ rimasto sull’asfalto per più di mezz’ora, mentre i medici del circuito cercavano di rianimarlo: in quel momento ha cominciato a perdere moltissimo sangue, in stato di incoscienza è stato poi trasportato in elicottero al Careggi.

Il suo team non gareggia – Stamani il suo team (CarXspert PrustelGP) ha deciso di non prendere parte alla gara di Moto3 che è regolarmente partita. Al primo giro un impressionante incidente ha coinvolto 4 piloti all’altezza della curva Savelli: prima è caduto il 17enne turco Oncu, poi ha perso il controllo l’austriaco Kofler (19) trascinando nel capitombolo anche il romagnolo Migno (25) e lo spagnolo Tatay (18). I ragazzi non hanno riportato conseguenze preoccupanti.

La tragedia dell’Heysel 36 anni fa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/05/29/la-tragedia-dellheysel-36-anni-fa-_f983f088-b400-4dfb-9795-61cce6e6acea.html

Il 29 maggio 1985 39 tifosi della Juventus morirono prima della finale di Coppa Campioni col Liverpool

Passano gli anni, ma il ricordo continua a fare male“. La Juventus ricorda così, sul suo sito Internet, la tragedia dell’Heysel nel suo 36esimo anniversario. “Dal 1985, il 29 maggio rappresenta il giorno del silenzio e della commemorazione – osserva il club -.

Il giorno in cui tutti noi ci stringiamo per ricordare un momento assurdo che trasformò una serata di festa, nell’attesa di 90 minuti indimenticabili, in un incubo che resta scolpito nella storia. Sono emozioni di gioia ed entusiasmo, quelli che solitamente precedono una grande partita come quella che stava per iniziare allo stadio Heysel, ma che quella sera lasciarono il posto alla paura prima, al dolore poi. Quella del 29 maggio 1985 è una tragedia che continua a fare male anche a distanza di trentasei anni: oggi, come allora, e come ogni volta che pronunciamo la parola ‘Heysel’, il nostro pensiero va a tutte le vittime di quella serata senza un senso, e alle loro famiglie. Perché il ricordo è sempre vivo dentro tutti noi“. 

Il 29 maggio 1985 è stata la notte più buia del calcio mondiale, quella della tragedia dell’Heysel. I tifosi juventini – 32 erano italiani – andati a Bruxelles con la speranza di festeggiare la prima Coppa dei Campioni bianconera trovarono una morte orribile nel settore Z dello stadio, travolti dalla furia degli hooligans inglesi ubriachi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate, poco prima che iniziasse la finale Juve-Liverpool. Morti, però, anche per l’inadeguatezza dell’Heysel e dei servizi di sicurezza ed ordine pubblico.

Un ricordo ancora oggi terribile per i parenti delle vittime, per i sopravvissuti, per chi aveva seguito le cariche degli hooligans, il caos e la disperazione dei tifosi che cercavano scampo dagli altri settori dell’Heysel o in tv. Una ‘Coppa maledetta’ che la Juve aveva inseguito per 30 anni, sfuggita già due volte, nel ’73 a Belgrado, dieci anni dopo ad Atene. Un trofeo che oggi molti protagonisti dell’epoca non sentono come un trofeo conquistato, ricordando che in pratica furono obbligati a giocare. Ma ci sono anche tifosi juventini che, al contrario, la considerano un premio alla memoria delle 39 vittime, allineate nelle stanze dello stadio mentre sul campo si consumava la partita più surreale nella storia del calcio europeo, vinta dalla Juventus con un calcio di rigore segnato da Platini. Una partita giocata con un intero spicchio dell’Heysel, senza più tifosi, transennato davanti alle macerie ed alle cose perse dai tifosi nella calca.

Non sapevamo cosa era davvero successo, avevamo avuto notizie di un morto, forse due, ma non potevamo immaginare una tragedia così grande“, avrebbero detto poi i giocatori bianconeri.  I neo campioni d’Europa avevano festeggiato sotto la curva dell’Heysel subito dopo il 90′, ma il giorno dopo, al rientro a Torino, quando le notizie sulle tragedia erano diventate ufficiali e chiare nella loro drammaticità, ogni traccia di gioia era scomparsa dai loro volti. Sergio Brio, scendendo sulla scaletta dell’aereo, stringeva la Coppa, ma senza esultare.

All’Heysel il club bianconero aveva consegnato al delegato Uefa Gunther Schneider la nota ufficiale spiegando perché aveva detto sì alla richiesta di giocare comunque: “La Juve accetta disciplinatamente, anche se con l’animo pieno di angoscia, la decisione dell’Uefa, comunicata al nostro presidente, di giocare la partita per motivi di ordine pubblico“. Il presidente di allora, Giampiero Boniperti, non ha mai voluto riparlare di quella finale così dolorosa. Neppure per l’attuale massimo dirigente bianconero, Andrea Agnelli, è facile tornare sull’argomento: “Ho sempre fatto fatica a sentire mia quella Coppa – ha detto in occasione del venticinquennale del’Heysel – anche se i giocatori mi hanno sempre detto che fu partita vera”. E Marco Tardelli, in un’intervista alla Rai, qualche anno fa ha spiegato e chiesto scusa: “Era impossibile rifiutarsi di giocare, ma non dovevamo andare a festeggiare, l’abbiamo fatto e sinceramente chiedo scusa“.

Sono passati tanti anni da quel 29 maggio 1985, quando nella strage dell’Heysel persero la vita 39 persone di cui 32 nostri connazionali, con centinaia di feriti. Forte è la memoria, così come le ferite“. Così, sui social, la sindaca di Torino Chiara Appendino ricorda la tragedia. “La Città di Torino ricorda le vittime e si stringe alle famiglie“, aggiunge la prima cittadina.

Una foto d’archivio raffigurante la tragedia dello stadio di Heysel, dove 39 persone hanno perso la vita, durante la finale di Coppa Campioni (attuale Champions League) tra Juventus e Liverpool, in una immagine del 29 maggio 1985. ANSA/ARCHIVIO

Forte dei Marmi, incendio devasta lo storico stabilimento balneare Gilda


articolo: https://video.corriere.it/cronaca/forte-marmi-incendio-devasta-storico-stabilimento-balneare-gilda/e18839dc-c068-11eb-b483-a79329df2c54

I vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme alte fino al soffitto

Ansa / CorriereTv

I vigili del fuoco sono intervenuti a Forte dei Marmi, in viale Italico, per un incendio divampato in uno storico stabilimento balneare, il Gilda . I danni sono ingenti, i pompieri non segnalano persone coinvolte e sul posto è presente anche personale dell’ufficio di polizia giudiziaria del comando di Lucca per gli accertamenti sulle cause del rogo. Fra le ipotesi quella di un corto circuito partito dalla zona del capannone. Il Gilda è tra gli stabilimenti più frequentati ed esclusivi del Forte, tra i cuoi clienti ci sarebbe anche Andrea Agnelli. E’ anche un ristorante molto conosciuto e di recente è stata una delle location scelte dalla produzione del film di Sky “Security”

INCENDIO DEVASTA UNO STABILIMENTO BALNEARE A FORTE DEI MARMI

Devastante incendio distrugge la palestra Fit Boutique, ancora non si esclude matrice dolosa


articolo: https://giornaledeinavigli.it/cronaca/devastante-incendio-distrugge-la-palestra-fit-boutique-ancora-non-si-esclude-matrice-dolosa/?fbclid=IwAR3OPAkTD4rAjU3HsGJIdG-yRhFcs1MkNPOegK0-Q1HM0qKKJGY_o–HjDw

CRONACA Buccinasco, 29 Maggio 2021 ore 08:53

Devastante incendio distrugge la palestra Fit Boutique, ancora non si esclude matrice dolosa.

Devastante incendio distrugge la palestra Fit Boutique, ancora non si esclude matrice dolosa

CRONACA Buccinasco, 29 Maggio 2021 ore 08:53

Completamente distrutto, non si è salvato nulla nel devastante rogo che ha avvolto Fit Boutique, un centro nato da pochi mesi che si occupa di attività fisica e benessere. La proprietaria, una ragazza giovane, ha visto con i suoi occhi bruciare il suo sogno, realizzato con tanti sacrifici condivisi con la famiglia.

Cinque i mezzi dei vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto per sedare il violento incendio, insieme a un’ambulanza, a supporto dei pompieri e per soccorrere la ragazza proprietaria che si è sentita male rendendosi conto che tutto quello che aveva costruito era andato distrutto.

Non si esclude nessuna ipotesi – Sul posto anche gli agenti della polizia locale e i carabinieri che, in sinergia con i vigili del fuoco, hanno iniziato subito a effettuare tutti i rilievi per cercare di ricostruire l’esatta dinamica. Per ora, non si esclude nessuna pista, un corto circuito o la matrice dolosa. Saranno le approfondite indagini, attraverso testimonianze e video catturati dalle telecamere della zona, a cercare di chiarire ogni dubbio.