Il centrocampista danese, che lo scorso 12 giugno crollò in campo durante il match degli Europei contro la Finlandia, è tornato in campo con il club che lo lanciò nel grande calcio. Secondo le norme federali però non può giocare in Italia
Christian Eriksen (reuters)
Christian Eriksen torna su un campo di calcio. A 173 giorni da quel terribile 12 giugno in cui crollò a terra per un malore durante Danimarca-Finlandia e in cui rischiò la vita, il 29enne centrocampista ancora tesserato con l’Inter si è allenato con l’Odense Boldklub, squadra in cui giocò prima di passare all’Ajax e che lo lanciò nel grande calcio.
“Felici che sia qui” – “Siamo davvero felici che Christian Eriksen si mantenga in forma in questo momento sui nostri campi. Si sta allenando da solo. Siamo rimasti in contatto con lui dai tempi in cui è cresciuto qui e quindi siamo felici che ci abbia chiesto se poteva allenarsi per tornare in forma“. Queste le parole di Michael Hemmingsen, direttore sportivo dell’Odense che ha messo a disposizione di Eriksen il campo di allenamento più nascosto ad Adalen. Durante la seduta, l’ex centrocampista del Tottenham, tornato per la prima volta in un rettangolo verde, ha svolto un allenamento cardio-vascolare e si è esercitato con dei tiri in porta. continua a leggere
Aveva 47 anni, nel 2012 il malore durante una partita con l’Uds Arzago: ma all’epoca non c’erano defibrillatori a bordo campo
“Sarai sempre con noi, Bomber“: il mondo del calcio provinciale bergamasco piange il 47enne Leonardo Gritti – ex calciatore di varie squadre locali tra cui Leffe, Monza, Trevigliese e Arzago e in seguito ristoratore e gestore di locali a Treviglio, Arzago e Casirate – che si trovava in stato vegetativo dal 2012 ed è morto la scorsa notte alla casa di riposo “Ovidio Cerruti” di Capriate San Gervasio (nella Bergamasca). Soprannominato appunto “Bomber“, Gritti era stato colpito da un infarto proprio sul campo da calcio, al termine di una partita estiva ad Arzago d’Adda, e non si era più ripreso: all’epoca infatti non c’erano defibrillatori immediatamente a disposizione sui campi di gioco.
Dopo essersi messo in luce giovanissimo sul campo dell’oratorio salesiano di Treviglio, Leonardo Gritti era stato notato e ingaggiato dal Leffe, con cui giocò diversi campionati di C1 e C2, con parentesi al Monza in serie B. Rientrato fra i dilettanti a fine anni Novanta, aveva vestito la maglia della Trevigliese nel campionato di Eccellenza 2002-03. Poi era passato in Terza categoria, ad Arzago, dove gestiva uno dei vari locali poi aperti sul territorio.
Oggi è proprio l’Usd Arzago a ricordarlo con un post affidato a Facebook: “È venuto a mancare il nostro bomber Leo Gritti, il giocatore più rappresentativo di sempre della nostra società sia dentro che fuori dal campo – vi si legge – Bomber, il tuo ricordo resterà per sempre indelebile dentro ognuno di noi. Grazie di tutto“. Sono tanti i messaggi di cordoglio e di sostegno per i genitori e il fratello di Gritti affidati in queste ore ai social da chi l’aveva conosciuto sul campo oppure fuori: “Mancavi da tempo a tutti noi che avevamo avuto la fortuna di conoscerti anche nella vita di ogni giorno oltre che nello sport – è il commosso saluto di un amico – Rimarranno indelebili nella mia mente i ricordi dei momenti felici passati insieme“. E ancora: “Non dimenticheremo mai la sua grinta. È stato un amico di grandi battaglie sul campo verde“. In tanti lo definiscono “un grande, in campo e fuori“.
Non mancano le condoglianze di altre società calcistiche, come l’Ac Vailate Asd (squadra del Cremonese, ma al confine con la provincia di Bergamo), che ha dedicato a Gritti un post sulla propria pagina Facebook: “La società si unisce al dolore della famiglia per la perdita del caro Leonardo Gritti, ex bomber dell’U.S. Arzago. Sentite condoglianze da parte di tutti i rosso-blu“. La Trevigliese sul proprio sito web si dichiara “onorata di aver avuto fra i suoi tesserati un giocatore di simile talento e un ragazzo di impareggiabile simpatia“. I funerali si terranno domani, martedì 16 novembre, alle 15,30 al santuario della Madonna delle Lacrime a Treviglio.
Secondo Radio Catalunya il problema riscontrato sul 33enne attaccante argentino del Barcellona sarebbe più grave del previsto. Tale da costringerlo ad appendere gli scarpini al chiodo
Sergio Aguero potrebbe essere costretto a ritirarsi dal mondo del calcio. Secondo quanto sostenuto da Radio Catalunya,l’aritmia cardiaca rilevata sul 33enne attaccante argentino del Barcellona in seguito al dolore al petto accusato durante il match di Liga contro l’Alavés dello scorso 10 ottobre sarebbe di natura “maligna“.
Nessuna dichiarazione ufficiale – Se la notizia venisse confermata sarebbe un durissimo colpo per il Kun Aguero e per il Barcellona che proprio sull’argentino aveva investito questa estate prima dell’addio di Messi. L’ultimo aggiornamento del club sul giocatore è fermo al 2 novembre quando, dopo le visite col dottor Dottor Josep Brugada, la società aveva annunciato lo stop di tre mesi per poi valutarne l’efficacia del trattamento e il processo di recupero. Non è escluso che, dopo questa notizia, sia lo stesso Aguero, sempre molto attivo sui social, ad aggiornare i suoi fans e i tifosi del club catalano.
La ragazza aveva appena 23anni. Nelle prossime ore, la procura deciderà se disporre l’autopsia
Sarà un’inchiesta a chiarire cosa abbia ucciso Vittoria Campo, la calciatrice ventitreenne morta all’ospedale Ingrassia di Palermo dopo un malore improvviso. In queste ore, il medico legale sta procedendo ad un primo esame, quindi toccherà alla procura decidere se procedere o meno con l’autopsia per tentare di comprendere cosa abbia ucciso la ragazza.
In ospedale ci è arrivata ed era viva, ma i medici non hanno potuto fare nulla per salvarla. Dopo un’ora, Vittoria si è arresa. A portarla d’urgenza era stata la madre. Ieri sera – ha raccontato ai carabinieri – era fuori, Vittoria invece era rimasta a casa. Al suo rientro attorno alle 22, la donna ha trovato la ragazza a letto, ma non si è allarmata. Ha solo pensato che fosse andata a letto presto, ma poco dopo si è accorta che la figlia stava male. La corsa in ospedale, un’ora a sperare che non si ripetesse l’incubo.
Perché poco più di un mese fa, la donna ha celebrato il funerale dell’altro figlio, Alessandro, anche lui giovanissimo, di appena 25 anni, anche lui sportivo, anche lui morto improvvisamente e per cause che nessuno è riuscito a determinare. Coincidenze su cui adesso la procura di Palermo ha deciso di vederci chiaro.
Dopo il malore accusato contro l’Alaves dall’attaccante argentino, gli esami hanno evidenziato un disturbo della frequenza del ritmo del cuore. Il Kun salterà sicuramente la sfida di Champions con la Dinamo Kiev
Prima la paura per il malore in campo, adesso la preoccupazione per l’esito degli accertamenti medici. Al Kun Aguero è stata diagnosticata un’aritmia cardiaca a seguito degli esami ai quali è stato sottoposto dopo il trasporto in ospedale per il problema accusato nel corso della sfida tra Barcellona e Alaves di sabato sera. Al 41′ l’attaccante argentino si è lasciato cadere a terra portandosi una mano al torace e l’altra al collo. Subito sostituito da Coutinho, è stato portato in ambulanza in ospedale, dove ha trascorso la notte. Secondo quanto riportato da ‘Sport.es’, gli accertamenti hanno evidenziato un disturbo della frequenza del ritmo cardiaco. Aguero sarà sottoposto ad analisi più approfondite e sicuramente non verrà convocato per la sfida di Champions League contro la Dinamo Kiev, in programma martedì.
🚨🏥 ÚLTIMA HORA | Sergio Agüero abandona el Camp Nou en una ambulancia
⚽️ El argentino pidió el cambio en la primera parte del #BarçaAlavés por un dolor en el pecho
La leggenda del calcio è ricoverata a San Paolo dopo un intervento al colon
Pelé, la leggenda del calcio, è stato nuovamente ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale Albert Einstein, a San Paolo. Lo riferisce il sito online di Espn Brasil.
Le condizioni dell’ex stella del calcio brasiliano restano stabili, ma il trasferimento in terapia intensiva è stato deciso a scopo precauzionale per un più attento monitoraggio dello stato di salute di O Rey. Pelé aveva avuto un problema di reflusso ieri sera dopo essere stato operato nei giorni scorsi al colon.
Il tumore lo aveva colpito nel 2015 quando aveva 11 anni. Pogba gli aveva dedicato una maglietta dopo un gol
Bryan Dodien, 17 anni, calciatore del settore giovanile della Juventus, non ce l’ha fatta. È morto sabato e a comunicarlo è stata la società bianconera, che in questi anni ha cresciuto il ragazzo al quale era stato diagnosticato un tumore nel 2015, ad appena 11 anni.
Nel 2019 era ritornato in campo e aveva potuto assaporare la gioia del debutto nella Juventus Under 15 entrando a dieci minuti dalla fine nella sfida con il Bologna. Anche Paul Pogbasi era affezionato alla sua storia e, durante il periodo delle cure, aveva mostrato una maglia in cui faceva coraggio al piccolo Bryandopo aver segnato un gol. «Sono con te». Ora la notizia della tragica scomparsa.
La festa per il ritorno del tifo allo stadio “Stirpe” di Frosinoneper la prima partita di campionato di serie B Frosinone-Parma, nella serata di venerdì dopo un anno e mezzo di astinenza, rovinata da una bruttissima notizia: untifoso di 46 anni è morto dopo aver accusato un malore mentre stava entrando insieme al figlio adolescente nella sezione distinti.
L’uomo ha accusato un malore ed è stato soccorso dalla Croce Rossa ma quando è arrivato in ospedale il suo cuore aveva già cessato d battere. La curva nord del Frosinone, in segno di solidarietà, ha ritirato gli striscioni e smesso di intonare i cori.
Per la cronaca il match Frosinone-Parma è finito 2-2 (primo tempo 1-1) al Benito Stirpe nell’anticipo della prima giornata del campionato di Serie B. Match che oltre all’attesissimo debutto ufficiale di Gigi Buffon al ritorno in gialloblù, segna anche il via alla Serie B 2021-2022, A segno per i ciociari Zerbin al 31′ e Charpentier (89′), per gli ospiti in gol Tutino (41′) e Man (52′).
Samuel Kalu, attaccante della squadra ospite, ha accusato un malore e si è accasciato per terra.
Gli appassionati di calcio hanno ancora in mente le immagini drammatiche di Christian Eriksen durante il match inaugurale di Euro2020. Gli stessi attimi di terrore sono stati vissuti a Marsiglia, durante il match tra l’OM e il Bordeaux: Samuel Kalu, attaccante della squadra ospite, ha accusato un malore e si è accasciato per terra. Subito i giocatori in campo hanno chiamato ad ampi gesti i sanitari e lo hanno soccorso durante i primi attimi. Per fortuna, Kalu si è poi ripreso ed è uscito dal campo sulle proprie gambe.
Per fortuna, Kalu si è poi ripreso ed è uscito dal campo sulle proprie gambe.
Le motivazioni della condanna al professor Galanti: «I segnali di una cardiopatia c’erano dal 2016. Astori nella fase pre-sintomatica»
Davide Astori
Una corretta diagnosi avrebbe potuto salvare la vita di Davide Astori:i segnali di una cardiopatia c’erano dal 2016 ma non vennero effettuati gli esami necessarie questo impedì l’accertamento della malattia. Queste le conclusioni contenute nelle motivazioni della sentenza con cui il gip Antonio Pezzuti ha condannato per omicidio colposo, in abbreviato, a un anno (pena sospesa) il professor Giorgio Galanti, direttore sanitario del centro di Medicina dello Sport di Careggi per la morte del capitano della Fiorentina trovato senza vita il 4 marzo 2018 in un albergo a Udine.
Astori, è la ricostruzione che fa il giudice, è morto per cardiomiopatia aritmogena, una patologia che inizia generalmente dopo la pubertà e porta alla progressiva morte delle cellule del muscolo cardiaco. Astori al momento della morte era al secondo stadio della malattia, nella fase pre-sintomatica. L’extrasistolia o la tachicardia ventricolare, rilevabile con un elettrocardiogramma basale, da sforzo o holter, sono un campanello d’allarme. Nel caso di Astori non c’era alcun sintomo e non c’erano segnali di scompenso cardiaco. «Tuttavia — spiega il gip — dai tracciati elettrocardiografici registrati nelle prove da sforzo annuali emerge una ripetuta documentazione di extrasistolia ventricolare. Nel luglio 2016 si osservano quattro extrasistoli isolate» che — prosegue il giudice — «non possono essere liquidate come di non rilevanza clinica, come ha fatto Galanti, senza aver eseguito adeguati accertamenti rivolti a escludere una patologia cardiaca a rischio di morte improvvisa». Anche perché l’aritmia non era presente negli elettrocardiogrammi basali ma è comparsa nel 2014, nel 2016 e nel 2017 durante la prova da sforzo». «Omettendo l’Holter Galanti ha impedito in radice ogni ulteriore accertamento». continua a leggere
Prima volta in Italia dal giorno dello scudetto per il danese dopo il problema al cuore. Il contatto con l’a.d. Non dovrebbe fare gli esami oggi
L’Inter riabbraccia Christian Eriksen. Il centrocampista danese è sbarcato stamattina a Milano e ha già avuto un incontro con l’ad sportivo Beppe Marotta, in sede visto che ad Appiano Christian non è ancora salito. Un ritorno atteso da tutto il mondo nerazzurro dopo il dramma sfiorato in quel maledetto 12 giugno, quando l’ex Tottenham si è accasciato a terra durante Danimarca-Finlandia, valida per Euro 2020, per un arresto cardiaco che ha fatto temere il peggio.
ESAMI E ABBRACCI – Eriksen non dovrebbe ripetere già oggi tutti gli esami cui era stato sottoposto in patria dopo il dramma sfiorato. Al momento gli accertamenti non sono programmati, potrebbe anche farli in un secondo momento. Non c’è fretta, visto che sarà costretto comunque a un certo periodo di inattività. L’altro appuntamento è alla Pinetina, per riabbracciare i compagni e per conoscere di persona – dopo i contatti telefonici – il nuovo tecnico Simone Inzaghi. Christian dovrebbe salire ad Appiano tra domani e giovedì, prima di rientrare in Danimarca.
SCENARIO – Si spera che i test medici possano accertare la natura infettiva del problema al cuore, che poi ha portato all’installazione del defibrillatore. Se l’apparecchio non fosse permanente, ci sarebbe una possibilità di rivedere il danese in maglia Inter, pur tra 6-8 mesi. Altrimenti, se se la sentirà, potrebbe giocare in quei campionati che hanno una normativa diversa, come Inghilterra e Olanda. L’Inter, oltre alla copertura Fifa sullo stipendio, ha anche stipulato una polizza assicurativa sul valore del cartellino del giocatore.
Riccardo Ladinetti (nato il 20 dicembre 2000) è un calciatore professionista italiano che gioca come centrocampista per il Cagliari.
Il Cagliari è stato costretto a sospendere dall’attività un proprio calciatore, il giovane Riccardo Ladinetti, dopo che in occasione delle visite per il rinnovo della certificazione medico-sportiva agonistica sono emersi alcune alterazioni cardiache.
«In occasione delle visite mediche periodiche alle quali è stato sottoposto Riccardo Ladinetti, ai fini del rinnovo della certificazione medico-sportiva agonistica, gli esami hanno evidenziato delle alterazioni cardiologiche che renderanno necessari ulteriori accertamenti clinici e strumentali», scrive il club in una nota.
«Il calciatore – prosegue il comunicato ufficiale della società – dovrà pertanto ora osservare un periodo di sospensione degli allenamenti di tre mesi, le sue condizioni verranno monitorate dallo staff medico del Club. Ti aspettiamo in campo, forza Ricky!».
Classe 2000, Riccardo Ladinetti vanta tre presenze con il Cagliari in Serie A. Nella scorsa stagione ha giocato in prestito all’Olbia, dove ha messo a segno due reti in 29 presenze. Considerato giovane di talento, è stato più volte al centro di trattative di mercato come possibile contropartita tecnica in alcune operazioni.