E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
17 luglio 2026
| Osvaldo Bagnoli è morto, addio all’allenatore dello storico scudetto del Verona |
| Aveva 91 anni, nella stagione 1984-85 guidò l’Hellas alla conquista del tricolore |

Mondo del calcio in lutto. È morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli, allenatore protagonista della favola del Verona campione d’Italia nella stagione 1984-1985. Il decesso è avvenuto all’ospedale Borgo Roma della città scaligera. Bagnoli, che aveva compiuto gli anni lo scorso 3 luglio, da tempo lottava contro una patologia neurodegenerativa che, circa una ventina di giorni fa, aveva reso necessario il suo trasferimento presso la Fondazione “Pia Opera Ciccarelli” di San Giovanni Lupatoto, dopo un ricovero ospedaliero resosi necessario per un quadro clinico complessivamente complesso.
L’arrivo di Bagnoli a Verona – È stato uno degli allenatori più apprezzati e rispettati del calcio italiano, simbolo di un calcio concreto e pragmatico. Ribattezzato “Schopenhauer della Bovisa” da Gianni Brera, soprannome che portava con una punta di orgoglio, prima di sedersi in panchina Bagnoli era stato un giocatore solido e concreto, vestendo le maglie di Milan, Verona e Spal. La sua consacrazione da allenatore arrivò al Verona, dove sbarcò nel 1981 dopo aver portato il Cesena in serie A: subito la promozione in massima serie A, poi un quarto posto (e finale di Coppa Italia) e infine il capolavoro assoluto, lo scudetto della stagione 1984-85.
Lo storico scudetto del Verona – Quel Verona non partiva certo con i favori del pronostico. In un campionato dominato dalle grandi potenze, che annoverava stelle del calibro di Maradona, Zico, Platini, Zico, Falcao e Rumenigge, la squadra di Bagnoli si presentava come una realtà senza grandi stelle, costruita più sulla compattezza che sui nomi. Eppure, giornata dopo giornata, riuscì a ribaltare ogni previsione, prendendo la testa della classifica e difendendola fino alla fine. Il 12 maggio 1985, con il pareggio per 1-1 sul campo dell’Atalanta, arrivò la consacrazione: per la prima e finora unica volta nella sua storia, il Verona si laureava campione d’Italia, scrivendo una pagina leggendaria del nostro calcio.

Il Verona dei miracoli – Il segreto di quella squadra – il Verona dei miracoli – era un collettivo granitico, in cui ogni giocatore sapeva perfettamente cosa fare. In porta c’era Claudio Garella, in difesa spiccava la leadership del capitano Roberto Tricella, a centrocampo equilibrio e corsa erano garantiti da uomini come Domenico Volpati e dall’estro di Pietro Fanna; mentre davanti la coppia formata da Elkjaer e Galderisi rappresentava un mix perfetto di potenza, tecnica e fiuto del gol. Accanto a loro, l’energia e la qualità di Briegel.

