Confermate le anticipazioni: l’allenatore italo-brasiliano è stato sollevato dall’incarico, gli subentra l’ex vice di Pirlo
L’ufficialità è arrivata da pochi minuti, attraverso un comunicato pubblicato dalla Juventus sui suoi profili social: dopogiorni di tensionein casa bianconera – oltre che di settimane contrassegnate da risultati non soddisfacenti sul campo – da oggi l’italo-brasilianoThiago Motta non è più l’allenatore della Juve.
il comunicato – “Igor Tudor è il nuovo allenatore della Prima Squadra Maschile. Bentornato, Igor! – questo il testo del comunicato Juve -. Il Club ringrazia Thiago Motta e tutto il suo staff per la professionalità dimostrata e per il lavoro svolto in questi mesi con passione e dedizione, augurando loro il meglio per il futuro”. E’ dunque ufficiale anche il ritorno in bianconero di Tudor, che già fu vice di Pirlo sulla panchina Juve nella stagione ’20-21.
Auto trascinate dalla corrente ma nessuna persona coinvolta
A seguito del forte nubifragio abbattutosi nella notte a Genova i vigili del fuoco sono stati chiamati a intervenire per l’ispezione e l’eventuale soccorso di persone rimaste bloccate in alcuni sottopassi allagati.
In particolare a Brin dove si è accumulato oltre un metro d’acqua i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno verificato alcune autovetture che, trascinate dalla corrente giù per via Ariosto , risultavano con le luci accese, ma non sono risultate persone a bordo.
Allagati anche alcuni box ed una tabaccheria. In via Zella i vigili del fuoco hanno rimosso alcuni cassonetti dell’immondizia che occupavano la carreggiata. La polizia locale ha provveduto a chiudere il transito.
Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e polizia locale. A essere interessato uno stabile composto da piano terra, primo piano e secondo piano
Esplosione in una palazzina a Monteverde nella mattinata di domenica 23 marzo. A essere interessato uno stabile composto da piano terra, primo piano e secondo piano. Una deflagrazione avvenuta – per cause ancora da accertare – in via Pio Foà all’altezza di via Vitellia. Secondo le primissime informazioni che hanno iniziato a filtrare, la causa dell’evento potrebbe essere collegata a una fuga di gas. Un uomo straniero, sui 40-50 anni, è stato estratto dalle macerie e trasportato, in codice rosso, all’ospedale Sant’Eugenio. La vicenda è seguita in presa diretta anche dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che si sta recando sul posto.
Esplosione in una palazzina a Monteverde – Dalle prime informazioni raccolte sarebbero crollati primo e secondo piano. Sul posto carabinieri vigili del fuoco e personale del 118. Continuano le ricerche all’interno dell’edificio con molta cautela a causa di ulteriori crolli, per assicurarsi che non siano rimaste coinvolte ulteriore persone. Al momento, non risulterebbero esserci dispersi. Ma sono in corso tutti gli accertamenti del caso. In valutazione, a scopo precauzionale, l’evacuazione delle palazzine di fronte a quella esplosa.
Area messa in sicurezza – Diverse pattuglie dei gruppi XI Marconi e XII Gruppo Monteverde della Polizia Locale di Roma Capitale sono impegnate in via Vitellia. I caschi bianchi hanno immediatamente provveduto a delimitare l’area per motivi di sicurezza e per consentire l’intervento dei soccorsi, con chiusure stradali intorno alla zona. Al momento è stata estratta una persona che ha riportato ferite, ma le operazioni sono tuttora in corso.
“Abbiamo sentito un boato pazzesco” – Mentre stanno andando avanti le operazioni di soccorso, sono state raccolte le prime testimonianze sul posto. Così Giovanna all’Adnkronos: “Eravamo ancora a letto, quando abbiamo sentito un botto pazzesco, mia madre si è spaventata ed è corsa sul terrazzo. Abbiamo capito subito che non era uno scontro tra macchine o qualcosa del genere, ma che si trattava di un’esplosione. C’era fumo che si alzava e poco dopo hanno chiuso la strada, e sono cominciati ad arrivare polizia e soccorsi. A quel punto sentivamo solo rumori e sirene“.
Lo stop alle auto, e non solo, scatterà alle 8.30 e terminerà al passaggio dell’ultimo runner, previsto tra la tarda mattinata e il primissimo pomeriggio
Una foto della corsa
Sono 62 le strade di Milano che chiuderanno al traffico per la Stramilano, la mezza corsa di primavera giunta alla sua 52esima edizione. La manifestazione si snoderà per le vie del centro di Milano seguendo tre percorsi:5, 10 e mezza maratona. Gli organizzatori si aspettano di ripetere il successo della scorsa edizione, quando oltre 62mila persone si sono presentate ai nastri di partenza.
Le strade interessate dalla manifestazione chiuderanno al traffico intorno alle 8:30, in concomitanza con la partenza della mezza maratona da Piazza Castello. Il blocco sarà revocato progressivamente dopo il passaggio dell’ultimo runner, con una riapertura prevista per il primo pomeriggio.
Le tre corse – Alle 9:30 da Piazza Duomo, invece, sarà il turno della Stramilano 10 km, la corsa non competitivache coinvolge proprio tutti, senza guardare all’età e all’esperienza. Il percorso si snoderà tra le strade più rappresentative della città, toccando punti simbolici come Piazza San Babila, Corso Venezia e Piazza XXIV Maggio. Mezzora dopo, alle 10:00, sempre da Piazza Duomo, partirà la Stramilanina, dedicata ai più piccini e alle loro famiglie: un percorso di 5 km che attraverserà il centro storico regalando ai bambini e alle loro famiglie un’esperienza all’aria aperta indimenticabile all’insegna dello sport. L’arrivo per entrambe le corse non competitive sarà presso l’Arco della Pace, dove tutti i partecipanti riceveranno la loro medaglia.
L’elenco con tutte le strade chiuse – La Stramilano si snoderà su tre percorsi distinti.La mezza maratona, nel dettaglio, seguirà un percorso quasi ad anello da percorrere prima in senso orario e poi in senso antiorario. In totale la polizia locale di Milano chiuderà al traffico 68 vie della città. Di seguito l’elenco completo.
Via Legnano, Piazza Lega Lombarda, Bastioni di Porta Volta Viale F. Crispi, Piazza XXV Aprile, Bastioni di Porta Nuova, Piazzale Principessa Clotilde, Viale Monte Santo, Piazza della Repubblica, Viale Città di Fiume, Bastioni di Porta Venezia, Piazza Oberdan, Viale L. Majno, Viale Bianca Maria, Piazza Cinque Giornate, Viale Regina Margherita, Viale E. Caldara, Piazzale Medaglie d’Oro, Viale A. Filippetti, Viale Beatrice d’Este, Largo Isabella d’Aragona, Piazzale di Porta Lodovica, Viale Gian Galeazzo, Piazza XXIV Maggio, Viale G. d’Annunzio, Piazzale A. Cantore, Viale Papiniano, Viale di Porta Vercellina, Piazzale F. Baracca, Via E. Toti, Piazza della Conciliazione, Via Alberto da Giussano, Via Guido D’Arezzo, Via del Burchiello, Via Giotto, Piazza M. Buonarroti, Piazza Castello, Via G. Mengoni, Via Santa Margherita, Piazza della Scala, Via Case Rotte, Largo R. Mattioli, Via A. Catena, Piazza Meda, Corso G. Matteotti, Piazza San Babila, Corso Venezia, Via Palestro, Via Marina, Via Senato, Via Sant’Andrea, Via Montenapoleone, Via A. Manzoni, Via G. Verdi, Via dell’Orso, Via Cusani, Largo Cairoli, Foro Buonaparte, Piazzale L. Cadorna, Via P. Paleocapa, Viale E. Alemagna, Viale G. Milton, Piazza del Tricolore, Piazzale Aquileia, Via XX Settembre, Viale Pietro e Marie Curie, Viale Molière.
Chiude una fermata della metro e tutti i mezzi deviati – La fermata di Duomo chiuderà dalle 7.30. Tutti i treni della M1 e delle M3 salteranno la stazione, come disposto dalle autorità di pubblica sicurezza. Per cambiare si può scendere a Centrale, Loreto o Cadorna. Per raggiungere piazza Duomo si possono utilizzare le vicine stazioni di Cordusio, San Babila, Montenapoleone o Missori.
Diverse anche le linee deviate per permettere lo svolgimento della manifestazione. Di seguito l’elecon completo.
Tram 1 – dalle 6 alle 12:30 – Nelle due direzioni devia e salta le fermate tra Repubblica e Sempione/Procaccini. Passa per Monte Santo, Monte Grappa, via Rosales, Garibaldi, Monumentale, Procaccini. Non passa da Cadorna, Cairoli, Duomo, Montenapoleone e Turati.
Tram 2 – dalle 7 alle 12:30 – Nelle due direzioni non fa servizio tra piazzale Baiamonti e Porta Genova. Tra Porta Genova e Negrelli è sostituito dal tram 16.
Tram 3 – dall’inizio del servizio alle 12:30 – Non fa servizio tra piazza 24 Maggio e Duomo. Fa servizio come al solito tra Gratosoglio e corso San Gottardo. Da qui proseguono sul percorso della linea 14.
Tram 4 – dalle 7 alle 12:30 – Fa servizio come al solito tra Parco Nord e Baiamonti. Non fa servizio tra Baiamonti e Cairoli.
Tram 10 – dalle 6 alle 12:30 – Fa servizio tra Segesta M5 e piazza 24 Maggio e tra viale Lunigiana e piazza Sei Febbraio. Non fa servizio tra Baracca e via Procaccini.
Tram 12 – dalle 7 alle 12:30 – Non fa servizio tra Cenisio M5 e viale Molise. Fa servizio come al solito tra Certosa FS e Cenisio. Da qui prosegue verso Bausan passando da Monumentale, Ceresio, Baiamonti e via Farini come linea 2.
Tram 14 – dall’inizio del servizio alle 12:30 – Fa servizio tra Gratosoglio e Lorenteggio e tra Cimitero Maggiore e Maciachini. Non fa servizio tra viale Coni Zugna e via Nono.
Istituita una “zona rossa” e allestito un PCA (Posto di Comando Avanzato). Il Prefetto di Sondrio Anna Pavone ha ordinato l’attivazione del Centro di Coordinamento dei Soccorsi presso la Sala Operativa della Prefettura.
VAL MASINO – Momenti di apprensione in Val Masino, dove il numero di persone evacuate nella frazione di Cataeggio è salito da 150 a circa 300a causa del movimento della frana Scaiun.
L’intervento dei Vigili del Fuoco del comando di Sondrio è scattato questa mattina (vedi articolo), dopo il superamento della soglia radar del Livello 3 (Elevata Criticità), rilevato a seguito di un monitoraggio costante della frana di Scaiun-Cataeggio. Il dato allarmante di 8.1 mm/24h ha reso necessaria un’azione immediata per garantire la sicurezza della popolazione.
Le autorità hanno istituito una “zona rossa” e allestito un PCA (Posto di Comando Avanzato) per coordinare le operazioni di soccorso. Gli abitanti evacuati sono stati temporaneamente radunati presso i punti di raccolta individuati nel piano comunale di emergenza di protezione civile, ovvero la Casa delle Guide e il Centro sportivo di Cataeggio. Di queste 300 persone, circa 120 sono state sistemate in alberghi della zona, mentre le restanti hanno trovato alloggio presso parenti o amici.
A seguito della riunione operativa convocata dalla Prefettura di Sondrio nella mattinata odierna, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle forze dell’ordine, della Protezione Civile e diARPA Lombardia, il sindaco Pietro Taeggi ha firmato l’ordinanza con la quale dispone l’immediata evacuazione degli edifici nelle seguenti vie di Cataeggio: via Roma (dal civico 1, 2, 14 e 18), via Chiesa, via Boc, via Sceres, via ai Murun, via Caste Olt e via G. Marconi (fino al civico 70). L’ordinanza vieta inoltre l’accesso e l’utilizzo degli edifici sgomberati sia ai proprietari che ad altri soggetti aventi titolo, fino a nuova comunicazione.
La Strada Provinciale 9 è stata chiusa al transito nel tratto compreso tra il km 9 e il km 10, in corrispondenza della porzione che potrebbe essere interessata da un eventuale movimento franoso. Tuttavia, per consentire il deflusso dei turisti presenti in zona e scongiurare situazioni di isolamento, è stata attivata una viabilità alternativa.
Al termine della riunione, intorno alle 13.30, il Prefetto di Sondrio Anna Pavone ha ordinato l’attivazione immediata del Centro di Coordinamento dei Soccorsi presso la Sala Operativa della Prefettura di Sondrio, al fine di monitorare costantemente la situazione e coordinare le operazioni sul campo. Sul posto sono già operative squadre dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Sondrio, militari del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Sondrio e tre ambulanze con personale di AREU 118 e Croce Rossa Italiana.
La comunità locale segue con preoccupazione gli sviluppi della situazione, mentre gli esperti continuano a monitorare il fenomeno franoso per valutarne la possibile evoluzione. Il sindaco, in coordinamento con la Prefettura, la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, ha assicurato che verranno fornite tempestivamente ulteriori informazioni ai cittadini.
L’incidente nell’impianto anconetano fa prepotentemente tornare d’attualità il tema della sicurezza
Fiamme, paura, e la memoria che corre indietro nel tempo, all’angoscia per gli incidenti avvenuti che in alcune circostanze avevano assunto connotati tragici, con il decesso di alcuni operai. Prima attorno alle 22:30 la deflagrazione, avvertita anche a diversi chilometri di distanza, poi le fiamme che si sono sprigionate nel cuore della Raffineria Api. Nitidamente visibili, con il fumo che ha avvolto la struttura e un odore pregnante di idrocarburi progressivamente emanatosi, tali da generare numerose telefonate dei cittadini allarmati arrivate al centralino del 112 per richiedere informazioni. Il problema, a quanto si è appreso, si è verificato in uno degli impianti di desolforazione del gasolio, da cui sarebbe scaturito il rogo per il quale sono state subito attivate tutte le procedure di sicurezza interne.
Immediato l’intervento dei vigili del fuoco accorsi sul posto a supportare il lavoro del personale interno: sono arrivate squadre da Ancona, Jesi e Senigallia, e successivamente anche da Macerata e Fermo, coordinate dal comandante Patrizietti al fine di circoscrivere le fiamme e tenerle sotto controllo fino allo spegnimento. Erano stati allertati, fino alle 7 di stamattina, anche i medici del notturno dell’ospedale regionale di Torrette per eventuali emergenze mediche che non si sono però verificate.
Le operazioni si sono concluse intorno alle 3:30 circa: le 25 unità, dopo le verifiche del caso anche strumentali, effettuate con l’ausilio dei tecnici dello stabilimento, sono quindi rientrate. Ma non sono mancate le polemiche con il Comitato Mal’Aria Falconara-Castelferretti che parla di gravi lacune in merito alla comunicazione necessaria per informare i cittadini.
“Siamo tutti ostaggio di un qualcosa che non è compatibile con questo territorio – si legge nella nota stampa – per minuti interminabili la popolazione più a ridosso dell’impianto si chiedeva se fosse il caso di evacuare. Minuti preziosi, che si sono persi nel silenzio totale di chi aveva la responsabilità di informare, di dire qualcosa, anche qualora si fosse ritenuto di dire di restare a casa e non muoversi“.
L’esplosione, poi il rogo: a Falconara torna la paura. Le prime reazioni: «Nessun “alert” ai cittadini: perchè?»
L’incendio nella Raffineria fa prepotentemente tornare d’attualità il tema della sicurezza. Ben 25 le unità dei vigili del fuoco impegnate, arrivate anche da fuori provincia, che hanno completato le operazioni a notte inoltrata
FALCONARA MARITTIMA – Fiamme, paura, e la memoria che corre indietro nel tempo, all’angoscia per gli incidenti avvenuti che in alcune circostanze avevano assunto connotati tragici, con il decesso di alcuni operai. Prima attorno alle 22.30 la deflagrazione, avvertita anche a diversi chilometri di distanza, poi le fiamme che si sono sprigionate nel cuore della Raffineria Api. Nitidamente visibili, con il fumo che ha avvolto la struttura ed un odore pregnante di idrocarburi progressivamente emanatosi, tali da generare numerose telefonate dei cittadini allarmati arrivate al centralino del 112 per richiedere informazioni. Il problema, a quanto si è appreso, si è verificato in uno degli impianti di desolforazione del gasolio, da cui sarebbe scaturito il rogo per il quale sono state subito attivate tutte le procedure di sicurezza interne.
Immediato l’intervento dei vigili del fuoco accorsi sul posto a supportare il lavoro del personale interno: sono arrivate squadre da Ancona, Jesi e Senigallia, e successivamente anche da Macerata e Fermo, coordinate dal comandante Patrizietti al fine di circoscrivere le fiamme e tenerle sotto controllo fino allo spegnimento. Erano stati allertati, fino alle 7 di stamattina, anche i medici del notturno dell’ospedale regionale di Torrette per eventuali emergenze mediche che non si sono però verificate. Le operazioni si sono concluse intorno alle 3.30 circa: le 25 unità, dopo le verifiche del caso anche strumentali, effettuate con l’ausilio dei tecnici dello stabilimento, sono quindi rientrate. La viabilità sulla via Flaminia non ha risentito dell’incidente né il traffico ferroviario – momentaneamente fermati nell’immediatezza dell’esplosione e nei concitati momenti successivi alle prime fiamme che si sono propagate – ma poi regolarmente ripristinati. Non si sono registrati feriti ed intossicati, sebbene la sensazione di paura sia tornata nuovamente ad accompagnare la popolazione della città.
Non sono mancate le prime reazioni all’accaduto, con il Comitato Mal’Aria Falconara-Castelferretti che parla di gravi lacune in merito alla comunicazione necessaria per informare i cittadini. «Siamo tutti ostaggio di un qualcosa che non è compatibile con questo territorio – si legge nella nota stampa – l’azienda non è compatibile, le istituzioni che ci dovrebbero rappresentare non sono compatibili, gli enti di controllo. Non siamo disposti ad ascoltare per l’ennesima volta frasi come: “…incidente minore, nessun rischio per la popolazione, intervenuti subito…per fortuna che il vento tirava verso mare, dopo poco le fiamme erano già state domate.…”. Perché sono frasi che arrivano dopo, dopo è facile. È prima invece che occorrerebbe applicare il principio di precauzione, quando per minuti interminabili la popolazione più a ridosso dell’impianto si chiedeva se fosse il caso di evacuare, di portarsi a distanza maggiore. Minuti preziosi, che si sono persi nel silenzio totale di chi aveva la responsabilità di informare, di dire qualcosa, anche qualora si fosse ritenuto di dire di restare a casa e non muoversi».
«I cittadini sono rimasti all’oscuro di quanto stava avvenendo – attacca il consigliere regionale Dem Antonio Mastrovincenzo – e informati solo dalle terribili immagini dei social. Il Comune non ha inviato alcun segnale acustico di allerta alla popolazione, né è stato attivato il sistema di messaggistica whatsapp. Quello di ieri è l’ennesimo inaccettabile gravissimo episodio nel corso che si verifica all’interno della Raffineria e che mette a rischio l’ incolumità e la salute di lavoratori e cittadini. Oggi depositerò una interrogazione urgente in Consiglio regionale per conoscere le cause di questo ennesimo grave incidente; i motivi per cui il Comune di Falconara non ha comunicato tempestivamente nulla alla popolazione; quale è stata in questi anni l’attività del Tavolo interistuzionale istituito durante la scorsa Legislatura proprio per monitorare lo stato del sito, verificare l ‘adeguatezza del piano di emergenza esistente a tutela dei lavoratori e dei cittadini, definire linee guida per affrontare le problematiche ambientali esistenti e future; se il Presidente Acquaroli ha intenzione di sollecitare la proprietà dell’Api a presentare un radicale piano di riconversione del sito verso attività ambientalmente sostenibili, così come peraltro previsto anche dalla Risoluzione approvata all’unanimità in Consiglio Regionale il 24 aprile 2018, su mia proposta».
George Foreman, leggenda della boxe, è morto a 76 anni. Lo ha annunciato la sua famiglia sui social. Memorabile il match (perso) contro Muhammad Ali, passato alla storia come “Rumble in the Jungle” nel 1974 e ancora di più il ritorno sul ring a distanza di venti anni, conquistando il titolo e diventando il più vecchio campione del mondo della storia dei pesi massimi.
Il mondo della boxe piange George Foreman, morto all’età di 76 anni. Ex campione dei pesi massimi, ha combattuto, e perso, contro Muhammad Ali nell’indimenticabile “Rumble in the Jungle” del 1974, uno dei momenti più storici dello sport mondiale, per poi conquistare il titolo due decenni dopo e diventare il più anziano campione del mondo nella categoria dei pesi massimi. Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia con una nota sul profilo Instagram: “Con profondo dolore, annunciamo la scomparsa del nostro amato George Edward Foreman Sr. che se n’è andato pacificamente il 21 marzo 2025 circondato da persone care. Un predicatore devoto, un marito devoto, un padre amorevole e un nonno orgoglioso e bisnonno, ha vissuto una vita segnata da fede incrollabili, umiltà e scopo. Un umanitario, un olimpionico e due volte campione del mondo dei pesi massimi, è stato profondamente rispettato – una forza per il bene, un uomo di disciplina, convinzione e un protettore della sua eredità, lottando instancabilmente per preservare il suo buon nome – per la sua famiglia“.
Il club non ha rispettato le norme sulla multiproprietà stabilite dall’organo di governo del calcio mondiale per il torneo di questa estate.
I giocatori del Club Leon – (Photo by Leopoldo Smith/Getty Images)
La FIFA ha ufficialmente escluso i messicani del Club León dal prossimo Mondiale per Club, a causa della violazione delle norme sulle multiproprietà. Lo ha annunciato la stessa Federcalcio internazionale, in una nota.
«A seguito dell’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti del CF Pachuca e del Club León, il presidente della Commissione Disciplinare della FIFA ha deciso di deferire il caso direttamente alla Commissione d’Appello della FIFA, in conformità con l’articolo 56, paragrafo 3, del Codice Disciplinare della FIFA – si legge nella nota – Dopo aver valutato tutte le prove disponibili, il presidente della Commissione d’Appello della FIFA ha stabilito che il CF Pachuca e il Club León non hanno rispettato i criteri relativi alla multiproprietà di club, come definiti dall’articolo 10, paragrafo 1, del Regolamento della FIFA per la Coppa del Mondo per Club 2025. In conformità con l’articolo 10, paragrafo 4, dello stesso regolamento, la FIFA ha deciso che il Club León sarà escluso dalla competizione, con il club sostituto che verrà annunciato a tempo debito».
Una decisione che era stata in parte anticipata dal Pachuca, l’altra squadra messicana coinvolta. «Pochi momenti fa siamo stati notificati dalla FIFA che una delle due squadre, Pachuca o León, partecipanti al Mondiale per Club 2025, sarà esclusa dalla competizione. I motivi di questa decisione non ci sono stati comunicati».
La ragione è quindi da ricondurre alla violazione delle norme sulla multiproprietà. Entrambi i club appartengono al Gruppo Pachuca e non hanno evidentemente dimostrato l’indipendenza richiesta dalla FIFA per poter prendere parte alla manifestazione. Nessuna di queste due squadre è presente in uno dei gironi di Inter e Juventus. Il Pachuca avrebbe tuttavia potuto potenzialmente incontrare i bianconeri agli ottavi di finale e i nerazzurri ai quarti, mentre il León sarebbe stato un avversario solamente in caso di semifinale.
«Siamo in disaccordo con questa decisione, che impugneremo fino all’ultima istanza e davanti al più alto tribunale sportivo, poiché tutte le prove e la documentazione che attestano la nostra indipendenza amministrativa e sportiva sono state presentate in modo tempestivo e trasparente», ha sottolineato ancora il Pachuca nella nota.
«Sarà il Segretario Generale dell’organismo a decidere quale di questi due club non parteciperà. Nel nostro caso, difenderemo ciò che è stato conquistato sul campo in modo giusto, professionale e nel pieno rispetto delle regole della competizione», ha concluso il club messicano.
Chi sostituirà il Club León al Mondiale per Club? Cosa dice il regolamento
Con l’esclusione del Club León, è caccia alla squadra che sostituirà i messicani in quota Concacaf per prendere parte alla competizione..
La FIFA ha ufficializzatoquesto pomeriggio l’esclusione dei messicani del Club León dal nuovo Mondiale per Club a 32 squadre. Una decisione che è stata presa a seguito di una violazione delle norme in tema di multiproprietà, come sottolineato dall’organo di governo del calcio mondiale in una nota.
All’interno del comunicato, la FIFA ha sottolineato anche a breve sarà annunciato il club che rimpiazzerà i messicani. L’organo presieduto da Gianni Infantino non ha specificato con quali modalità, anche se è possibile farsi un’idea della procedura tramite il regolamento ufficiale della competizione.
«Se la Commissione Disciplinare della FIFA decide che due o più club non soddisfano i criteri definiti nel paragrafo 1 (dell’articolo 10 sulla multiproprietà, ndr), il segretariato generale della FIFA determinerà quale club potrà essere ammesso alla competizione e come sostituire un club non ammesso, in conformità con i seguenti principi», si legge nell’articolo 10 del documento.
«A tal fine, si terrà conto, in particolare, del rispettivo ranking dei club interessati e della quota applicabile per confederazione e/o associazione membro a cui i club sono affiliati», conclude l’articolo 10.4. Guardando alle quote per ogni Confederazione, è verosimile che il nuovo club arriverà dalla Concacaf,la Confederazione del Centro America.
Nuova squadra Mondiale per Club? Chi potrebbe sostituire il Club León
Questo il ranking attuale (in grassetto le partecipanti come vincitrici della Concacaf Champions League):
CF Monterrey (Messico) – 52 punti
Club León (Messico) – 47 punti
América (Messico) – 44 punti
Philadelphia Union (USA) – 41 punti
Cruz Azul (Messico) – 39 punti
Columbus Crew (USA) – 37 punti
CF Pachuca (Messico) – 34 punti
Tigres UANL (Messico) – 32 punti
Seattle Sounders FC (USA) – 28 punti
Los Angeles (USA) – 25 punti
Pumas UNAM (Messico) – 24 punti
New York City (USA) – 19 punti
New England (USA) – 19 punti
Atlanta United (USA) – 13 punti
Alajuelense (Costa Rica) – 13 punti
Considerando la graduatoria e l’esclusione del Leòn, la prima squadra potenzialmente disponibile a livello di ranking sarebbe l’America. Tuttavia, stante la norma che prevede la partecipazione di massimo due club dello stesso Paese (a meno che tre o più squadre non abbiano conquistato il trofeo continentale), è probabile che tutte le formazioni messicane e quelle statunitensi (oltre ai Seattle Sounders c’è l’Inter Miami, presente come invitata) non vadano conteggiate.
Se così fosse, la prima squadra in graduatoria di un Paese differente sarebbe l’Alajuelense, club del Costa Rica che aveva presentato – tra le altre cose – il ricorso per chiedere la squalifica di una tra Pachuca e Club León, proprio sulla base delle norme legate alla multiproprietà.
Arnautovic dopo lo scontro subito in campo nel match tra Austria e Serbia – Credit Foto Getty Images
Un forte spavento, ma fortunatamente nulla di grave per Marko Arnautovic durante il match tra Austria e Serbia. Il giocatore dell’Inter ha accusato un attacco di panico a seguito di un violento scontro di gioco. Dopo l’intervento dello staff medico, l’attaccante ha potuto continuare il match, servendo l’assist per il momentaneo vantaggio della sua Nazionale
L’Austria diMarco Arnautovic è impegnata negli spareggi per la promozione alla Lega A di Nations League. 1-1 nel match d’andata giocato contro la Serbia, in cui l’attaccante ha servito l’assist per il vantaggio siglato da Gregoritsch a cui è seguito nella ripresa il pareggio di Lazar Samardzic. Il giocatore dell’Inter ha vissuto attimi di paura in avvio di gara, dopo uno scontro di gioco che gli ha procurato “un forte dolore nella parte anteriore della rotula“.
“Poi ho sentito un’enorme pressione nella metà superiore dell’addome, nello stesso momento ho avuto un attacco di panico e non so perché mi sia capitato. Il dottore ha dato un’occhiata, mi ha dato una medicina, è tornato tutto ok e ho potuto continuare” questo il raccontato di Arnautovic nel post gara.
Il focus del classe 1989 resta però sullastagione in nerazzurro, come dimostrano le parole rilasciate a Sportmediaset dal ritiro della Nazionale: “Sono in un ottimo periodo di forma e sì, io sono sempre pronto per aiutare l’Inter che è la mia squadra del cuore”. Il sogno sarebbe quello di rivivivere la stagione 2009/2010: “Replicare il Triplete?Io l’ho già detto, il Triplete l’ho vinto da tifoso, sarei bugiardo a dire il contrario: adesso sono un giocatore vero, gioco un po’ di più e cerco di dare tutto per l’Inter. Se puntiamo a vincere tutte e quattro le competizioni che affronteremo? Certamente, certamente”.
Il calciatore si sta sottoponendo a dei test per verificare il suo stato. Al vaglio la natura della sua cardiopatia: i risultati sono attesi entro una o due settimane
Edoardo Boveè ricoverato da ieri all’Ospedale Torrette di Ancona per sottoporsi a una serie di test per valutare la propria condizione in seguito all’impianto del defibrillatore, misura necessaria dopo il malore patito lo scorso dicembre. Lo ha rivelato il Corriere Adriatico. Il centrocampista romano della Fiorentina, vittima di un arresto cardiaco nella partita al Franchi con l’Inter del primo dicembre, vuole capire se la sua cardiopatia sia strutturale o meno.
LA NOTA – In mattinata il club viola ha diramato una nota sul proprio sito ufficiale: “ACF Fiorentina informa che, nella giornata di ieri, giovedì 20 Marzo, il calciatore Edoardo Bove è stato sottoposto ad accertamenti cardiologici approfonditi di tipo elettrofisiologico nella Clinica di Cardiologia e Aritmologia dell’AOUM diretta dal Prof. Antonio Dello Russo, con la supervisione del Prof. Paolo Zeppilli consulente del giocatore“.
le prospettive – Già ieri Bove ha svolto i primi test diagnostici ed accertamenti specifici con approfondimenti invasivi di natura elettrofisiologica per trattare le aritmie. I risultati sono attesi entro una o due settimane. All’ospedale di Torrette il calciatore 22enne è stato affidato alle cure del professore Antonio Dello Russo, direttore della Clinica di Cardiologia e Aritmologia che ha già trattato altri sportivi. Con il defibrillatore interno che gli è stato impiantato, allo stato attuale Bove potrebbe tornare a giocare solo all’estero per via dei protocolli stringenti del calcio italiano. Se invece fosse possibile rimuovere il defibrillatore, lo scenario potrebbe cambiare.
L’artista 54enne aveva annunciato mesi fa lo stop ai concerti. Oggi racconta le sue condizioni di salute
Samuele Bersani, 54 anni – (Crediti LaPresse e Instagram)
Quattro mesi fa Samuele Bersani aveva interrotto all’improvviso i suoi concerti motivando la sua decisione con problemi di salute non ben specificati. In quel momento infatti l’artista bolognese aveva voluto mantenere massima riservatezza circa le sue condizioni. Almeno fino a ieri, quando durante una esibizione live Bersani si è confidato direttamente col suo pubblico. “Non ho fatto interviste su questo argomento“, ha esordito, “ho preferito aspettare che arrivassero i concerti per raccontarvelo direttamente, così da essere anche un po’ di aiuto a chi vive un periodo analogo o hanno paura a farsi un esame di prevenzione. Peraltro questa è la settimana di un certo tipo di prevenzione“.
“Ho avuto un tumore ai polmoni al primo stadio, sono arrivato in tempo, non ho dovuto fare né chemio né radio ma mi sono fatto togliere un pezzo di polmone, non il massimo per un mestiere come il mio“, ha proseguito il cantante 54enne. Poi l’appello alla prevenzion: “Voglio raccontarvi uno scambio avuto con mio amico, perché è significativo. Questo mio amico era detto spaventato dall’idea di poter spendere dei soldi per determinati esami di prevenzione. Il nostro servizio pubblico è infatti un po’ in malora e si è costretti a fare cose a pagamento. Mentre me lo diceva, io l’ho guardato e aveva forse 10mila euro di tatuaggi sul braccio sinistro. È questo che voglio raccontarvi al di là delle mie canzoni: che si può fare tutto ma che dobbiamo fare prevenzione. Siamo più forti di quel che crediamo quando le cose sono prese in tempo“.
L’aeroporto di Londra-Heathrow, il più grande d’Europa, resterà chiuso per l’intera giornata di oggi. Secondo il servizio di monitoraggio dei voli online FlightRadar24, la chiusura di Heathrow avrà ripercussioni su almeno 1.351 voli da e per l’aeroporto
Il terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow a Londra, la stazione elettrica colpita dall’incendio e un’immagine delle fiamme – (foto REUTERS)
L’aeroportoHeathrow di Londra, il più grande d’Europa, resterà chiuso per l’intera giornata di oggi. L’ha annunciato il suo gestore durante la notte, a causa di un blackout dovuto all’incendio di una sottostazione elettrica.
«Heathrow sta subendo un’interruzione significativa dell’alimentazione elettrica. Per garantire la sicurezza dei nostri passeggeri e del nostro personale, Heathrow rimarrà chiuso fino alle 23:59 (00:59 del 22 marzo), ha comunicato Heathrow Airport Holdings. Il gestore prevede «gravi perturbazioni del traffico nei prossimi giorni».
L’aeroporto di Gatwick in Gran Bretagna ha dichiarato che accetterà alcuni dei voli destinati a Heathrow. “Siamo a conoscenza della situazione odierna all’aeroporto di Heathrow e stiamo supportando come richiesto. I voli da Londra Gatwick operano regolarmente oggi”, ha dichiarato l’autorità del secondo aeroporto londinese su X.
La stazione elettrica colpita dall’incendio, che fornisce correte all’aeroporto di Heathrow – (Photo by BENJAMIN CREMEL / AFP)
I vigili del fuoco di Londra hanno riferito di un incendio «importante» nella sottostazione elettrica di Hayes, nella periferia occidentale della città, che fornisce energia all’aeroporto. Immagini diffuse sui social mostrano fiamme alte che si levano dalla sottostazione; altre mostrano l’interno dell’aeroporto illuminato solo dalle luci di emergenza.
Heathrow Airport ha esortato i viaggiatori a «evitare in ogni caso di recarsi in aeroporto prima della riapertura».
Vigili del fuoco: incendio vicino Heathrow sotto controllo – I vigili del fuoco di Londra affermano che l’incendio di Hayes, che ha causato la chiusura dello scalo di Heathrow e la cancellazione di oltre 1.300 voli, è «ora sotto controllo», aggiungendo che i servizi di emergenza «resteranno sulla scena per tutto il giorno». «I nostri investigatori antincendio inizieranno le loro indagini e continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner per ridurre al minimo i disagi e supportare la comunità», hanno affermato in un aggiornamento sui social media.
I pompieri intervengono per spegnere l’incendio che ha bloccato l’aeroporto di Heathrow – (Photo by BENJAMIN CREMEL / AFP)
Disagi possibili per 1.351 voli – L’aeroporto di Heathrow in Gran Bretagna, il più trafficato d’Europa, rimarrà chiuso da stamattina per 24 ore dopo che un grave incendio in una sottostazione elettrica ha interrotto l’erogazione di energia elettrica. Le autorità aeroportuali hanno dichiarato di «prevedere notevoli disagi» nei prossimi giorni, che interesseranno centinaia di voli e migliaia di passeggeri.
«I passeggeri non devono recarsi in aeroporto in nessun caso finché l’aeroporto non riaprirà», si legge nella nota. Secondo il servizio di monitoraggio dei voli online FlightRadar24, la chiusura di Heathrow avrà ripercussioni su almeno 1.351 voli da e per l’aeroporto.
Secondo quanto riportato, al momento dell’annuncio della chiusura erano in volo 120 voli diretti all’aeroporto.
L’intervento dei vigili del fuoco – I vigili del fuoco di Londra hanno dichiarato che si è verificato un incendio “grave” in una sottostazione di Hayes, una cittadina vicina nel distretto londinese di Hillingdon, che ha causato l’interruzione di corrente. Secondo quanto riferito, sul posto erano presenti 10 autopompe e circa 70 vigili del fuoco, mentre circa 150 persone erano state evacuate dalle proprietà vicine.
Alcuni voli per dirottati verso Francia e Irlanda – Diversi voli che erano destinati a Heathrow sono stati dirottati a causa dell’incendio che ha portato alla chiusura del principale scalo londinese. Come mostrato dal servizi di tracciamento FlightRadar 24 diversi voli sono stati dirottati all’aeroporto di Gatwick, all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi e all’aeroporto irlandese di Shannon.
In totale sembra che siano coinvolti sei giocatori, tre dei quali sono arrivati a essere convocati nelle varie selezioni inglesi.
(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)
Manchester City e Manchester United potrebbero ben presto doversi difendere da un’accusa formale di frode sull’età di alcuni calciatori presenti nelle rispettive Academy. A riportarlo è il quotidiano britannico, The Telegraph.
Si tratta di una questione che è tornata in auge visto il reperimento di nuove prove fotografiche che dimostrerebbe come sei calciatori, la cui identità è stata posta sotto anonimato per tutelare quelli che per il momento sono dei minori, abbiano in realtà un’età superiore a quella dichiarata dai due club. È bene sottolineare come le generalità dei calciatori vengano fornite alle società da parte delle famiglie degli atleti.
Si tratta di un caso di cui erano già a conoscenza sia la Football Association(la Federcalcio inglese) che la Premier League, e anche City e United, ma recentemente sono apparse prove fotografiche che farebbero pensare che i calciatori abbiano una età maggiore rispetto a quella dichiarata. È bene specificare che, al momento, non ci sono prove a sufficienza che indichino che i due club fossero a conoscenza di questa possibile frode.
Inoltre, di questi sei giovani calciatori, tre sono già approdati alle varie selezioni della nazionale inglese e sono sul territorio britannico ormai da diversi anni, tanto da frequentare le scuole britanniche, ovviamente secondo le età dichiarate. Sempre secondo il The Telegraph, nessuno di questi calciatori è stato sottoposto a test scientifici specifici che avrebbero potuto fornire un’indicazione sulla loro età reale o sulla possibilità che siano maggiorenni, come è stato addirittura supposto in queste ultime ore da più parti.
Secondo il Nationality and Borders Act 2022, tali test possono essere eseguiti su coloro che sono «soggetti al controllo dell’immigrazione» al momento dell’ingresso nel Regno Unito. Secondo le linee guida pubblicate dal Ministero dell’Interno a novembre, ciò include coloro i quali «non dispongono di prove sufficienti per dimostrare la loro età e la cui affermazione di essere minorenni è messa in dubbio o coloro che dichiarano di essere adulti ma sono sospettati di essere minorenni». Secondo invece il regolamento FIFA, le società sono quasi completamente bloccate dall’ingaggiare giovani che hanno cambiato Paese, a meno che i loro genitori o tutori legali non si siano trasferiti per motivi non legati al calcio.
Sulla questione lo Unitedha pubblicato un comunicato, che recita: «Siamo impegnati a gestire tutti gli aspetti della nostra academy nel rispetto delle regole e dei regolamenti stabiliti dagli organi di governo, compresi il reclutamento e la registrazione dei giocatori. Prendiamo molto sul serio le nostre responsabilità per il benessere e la tutela dei giocatori. Anzi, siamo orgogliosi della reputazione che ci siamo costruiti nel considerare i partecipanti ai nostri programmi innanzitutto come bambini, piuttosto che come giocatori. Il nostro processo di reclutamento si concentra fermamente sul potenziale futuro piuttosto che sulle prestazioni attuali o sullo sviluppo fisico».
Il City, invece, ha fatto sapere al quotidiano The Telegraph che è fiducioso di aver seguito tutti gli obblighi legali e normativi stabiliti dalle agenzie statutarie. Una fonte ha affermato che non è insolito che i migliori e più grandi giovani giocatori competano diversi anni con ragazzi di età superiore e che non sarebbe accettabile sottoporre a test dell’età i bambini in base alla loro origine geografica, oltre a essere impraticabile testare tutti i giocatori dell’academy.
Nessun commento da FA e Premier League, che però hanno fatto sapere di affidarsi agli approfondimenti in corso da parte del Ministero dell’Internoriguardo all’età di un giocatore dell’accademia quando esaminano le domande di registrazione. Inoltre, la stessa fonte ha fatto sapere che non era appropriato per la FA o la Premier richiedere un’ulteriore valutazione dell’età per i giocatori soggetti a controlli sull’immigrazione, poiché ciò minerebbe il ruolo principale del Ministero dell’Interno. Infatti, quest’ultimo può intraprendere azioni contro chiunque sia sospettato di aver commesso una frode sull’immigrazione in passato.
La decisione è arrivata di comune accordo fra calciatore e società giallorossa.
Paulo Dybala – (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Finisce anzitempo la stagione 2024/25 per Paulo Dybala. L’attaccante argentino è uscito infortunato dall’ultimo sfida contro il Cagliari e dovrà operarsi al tendine semitendinoso sinistro che è risultato lesionato dopo gli ultimi esami.
«Il calciatore e la società hanno deciso di comune accordo che fosse la strada corretta per un recupero ottimale dall’infortunio – si legge nella nota pubblicata sul sito ufficiale della Roma –. A Paulo i migliori auguri di pronta guarigione, ti aspettiamo!».
Poco dopo è arrivato il messaggio dello stesso Dybala sui social: «Cari amici, innanzitutto vi ringrazio di cuore per l’affetto che sempre mi dimostrate. Dopo i risultati degli esami e aver valutato le diverse opzioni ho deciso di sottopormi a questo intervento ora per tornare il prima possibile. Anche se sarò momentaneamente lontano dal campo, continuerò a sostenere i miei compagni della Roma in questa fase cruciale del campionato e la nostra nazionale che seguirò come un tifoso in più durante queste partite di qualificazione. Tornerò presto, ancora più forte, promesso. Ci vediamo in campo. Forza Roma e Vamos Argentina».
La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato.
(Foto: Valerio Pennicino/Getty Images)
La Cassazione ha confermato l’esistenza del reato di associazione a delinquere per gli ultras della Juventus imputati nel processo Last Banner. La decisione è arrivata nella serata di ieri e si tratta della prima volta che questo reato viene riconosciuto per vicende legate alla tifoseria organizzata.
Il processo Last Banner è stato celebrato a Torino dopo un’inchiesta della Digos sulle pressioni esercitate sulla Juventus dalla curva durante la stagione calcistica 2018/19 per non perdere una serie di privilegi. Gli imputati di cui si è occupata la Cassazione sono stati cinque, tra i quali c’erano esponenti dei Drughi.
I giudici hanno respinto i ricorsi delle difese e hanno annullato con rinvio solo una porzione della sentenza della Corte d’appello subalpina: sarà necessario chiarire (anche dal punto di vista giuridico) dei fatti legati alla richiesta di 25 biglietti gratuiti per lo stadio.
Le condanne confermate dalla Suprema Corte riguardano:
Dino Mocciola: 8 anni di carcere
Salvatore Cava: 4 anni e 7 mesi
Sergio Genre: 4 anni e 6 mesi
Umberto Toia: 4 anni e 3 mesi
Giuseppe Franzo: 3 anni e 11 mesi
Gli imputati, esponenti di spicco dei Drughi, erano accusati a vario titolo di associazione a delinquere ed estorsione. La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato, riconoscendo la natura associativa di comportamenti che vanno ben oltre la semplice passione sportiva.
Con questa sentenza, viene ribadito che gli stadi non possono essere zone franche dove comportamenti estorsivi e criminali vengono tollerati, segnando un importante passo avanti nella lotta per un tifo più sano e rispettoso delle regole.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale e il 118
Incendio all’Ortomercato di Milano – Foto St. Me. Pa., MilanoToday
Fiamme altissime e una colonna di fumo che, nonostante il buio della notte, si poteva osservare salire alta in cielo. Una parte dell’Ortomercato di Milano è stata devastata da un incendio scoppiato nella notte tra mercoledì e giovedì 20 marzo. Al momento non
Grosso incendio all’Ortomercato di Milano – L’una di notte è passata da due minuti, quando arriva la chiamata al Numero unico di emergenza: un incendio è scoppiato al mercato ortofrutta di via Cesare Lombroso. Le fiamme bruciano rapidamente tre capannoni vicini e, nel frattempo, arrivano i primi vigili del fuoco. Velocemente, alle prime squadre, se ne aggiungono altre: un’ora dopo, alle 2, sono almeno sette gli equipaggi dei pompieri impegnati contro il rogo. Alle prime ore del mattino, saranno quindici le squadre intervenute in tutto. È una corsa contro il tempo per evitare che le fiamme facciano altri danni: è imponente anche la nube di fumi e detriti. Sulla parte esterna al mercato, non lontano dal rogo c’è un benzinaio e un autolavaggio.
Il calore fa crollare il tetto: il lavoro dei pompieri – Secondo quanto confermato dai vigili del fuoco intervenuti a MilanoToday, l’incendio ha prima distrutto diversi bancali di legno, di quelli usati per posare la frutta, e alcuni celle frigorifere. Tutto il materiale conservato all’interno dei tre capannoni, che fanno parte di un’unica struttura di circa 2.500 metri quadri. Per fortuna, stando a quanto riferito, non ci sono persone ferite né intossicate. Anche se, tra via Lombroso e via Gaspare Vismara, sono arrivate almeno cinque ambulanze dell’Agenzia regionale emergenza urgenza per prevenzione.
L’incendio al ortomercato Sogemi – Foto Stiben Mesa Paniagua
Presenti anche diverse pattuglie della polizia locale e dei carabinieri di Milano, che insieme agli esperti dei pompieri stanno cercando di approfondire l’episodio. Per il momento non si sa quale sia stata l’origine dell’incendio, andato avanti per diverse ore. E per ora, fanno sapere da ambienti investigativi, nessuna pista è esclusa.
A causa del grande calore, nel corso della nottata, è crollato una parte del tetto. Alle 7 del mattino, dopo aver fatto girare le squadre impegnate, i pompieri sono ancora lì a lottare con gli ultimi focolai. Secondo gli esperti ci vorranno ancora alcune ore prima di dichiarare concluso l’intervento. L’area è stata pure monitorata dal personale del Nucleo nbcr (nucleare batteriologico chimico radiologico), che non avrebbe riscontrato rischi particolari per la salute.
Incendio quasi del tutto spento alle 3.40 – Foto Stiben Mesa Paniagua
Sul posto, a Basiglio, sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco
Un incendio ha distrutto una parte del tetto di una chiesa nell’hinterland di Milano. Le fiamme sono scoppiate nel primo pomeriggio di mercoledì, attorno alle 15, nel comune di Basiglio, nella parrocchia “Gesù Salvatore” di via Manzoni.
Incendio in una chiesa a Basiglio – Il rogo è stato spento grazie all’intervento di quattro squadre dei vigili del fuoco di Milano. Il tetto da alcuni giorni era interessato da lavori di ristrutturazione.
Al momento dello sviluppo delle fiamme nella chiesa non c’erano fedeli. Sul posto l’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) ha inviato un’ambulanza per precauzione ma nessuno è rimasto intossicato o ustionato.
Sul posto squadre speciali e nucleo artificieri. L’uomo sarebbe “in preda a una crisi di nervi, urlando minacce”
Screenshot Fox News
Una massiccia presenza di forze dell’ordine è stata mobilitata presso il quartier generale della Cia a Langley, in Virginia, dove un uomo armato “in preda a una crisi di nervi” si sarebbe barricato urlando minacce. Lo ha riferito la polizia senza tuttavia spiegare se l’individuo si trovi dentro uno dei locali interni della base o nel perimetro esterno. Nell’area si sono registrati alcuni spari ma la situazione è ancora in evoluzione. Alcuni funzionari, parlando al New York Times, hanno confermato che vi sarebbero segnalazioni su un uomo che avrebbe esploso “diversi colpi” di arma da fuoco.
Mobilitati anche gli artificieri – I media statunitensi riferiscono la presenza sulla scena di una squadra Swat (Special Weapons and Tactics), di alcuni funzionari e un nucleo di artificieri, anche se la presenza di ordigni non è stata al momento confermata. Le strade limitrofe alla base sono state chiuse mentre un elicottero e alcuni droni sembrano ispezionare la zona.
Avviso di traffico: Dolley Madison Blvd è chiuso in entrambe le direzioni tra Georgetown Pk e Savile Ln a McLean per un incidente di barricata al quartier generale @CIA. La nostra divisione operazioni speciali è sulla scena per fornire assistenza. Si prega di seguire le indicazioni della polizia.
Traffic Alert: Dolley Madison Blvd is shut down in both directions between Georgetown Pk and Savile Ln in McLean for a barricade incident at @CIA HQ. Our Special Operations Division is on scene assisting. Please follow police direction. pic.twitter.com/inNeXP7yqi
— Fairfax County Police (@FairfaxCountyPD) March 19, 2025
Un incendio è scoppiato nella notte tra il 18 e il 19 marzo all’interno di un’azienda agricola situata in via Filzi, nel comune di Rosà, in provincia di Vicenza. Le fiamme hanno interessato un capannone di circa 1.300 metri quadrati, contenente 130 rotoballe di foraggio, mangimi e macchinari agricoli. Fortunatamente, nessuna persona è rimasta ferita nell’episodio.
Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco provenienti da Bassano del Grappa, Vicenza e Cittadella, con tre autopompe, due autobotti, un mezzo di supporto e un totale di 12 operatori. Gli interventi di spegnimento hanno permesso di circoscrivere l’incendio, evitando ulteriori danni alla struttura e alle aree circostanti. Attualmente sono in corso le operazioni di bonifica, che secondo le previsioni potrebbero protrarsi fino al pomeriggio.
Le autorità stanno indagando sulle cause del rogo, che al momento rimangono in fase di accertamento. I tecnici dei vigili del fuoco sono al lavoro per stabilire con precisione l’origine dell’incendio e valutare eventuali responsabilità. La comunità locale segue con attenzione gli sviluppi, mentre l’azienda agricola coinvolta cerca di quantificare i danni subiti e pianificare la ripresa delle attività.
Nadia Cassini, pseudonimo di Gianna Lou Müller(Woodstock, 2 gennaio 1949 – Reggio Calabria, 18 marzo 2025), è stata un’attrice, showgirl, cantante ed ex modella statunitense, interprete di film della commedia sexy all’italiana tra gli anni settanta e ottanta.
L’attrice Nadia Cassini, icona della commedia sexy all’italiana degli anni ’70 e volto noto delle prime TV commerciali, è morta a Reggio Calabria (dove viveva da tempo) all’età di 76 anni dopo una lunga malattia.
A darne notizia è stata la figlia, Kassandra Voyagis (attrice teatrale, nata dalla relazione con l’attore Yorgo Voyagis), che ha condiviso un toccante messaggio sui social. “Riposa in pace, mamma, il dolore e la tristezza sono insopportabili. Sono qui con te per il tuo ultimo viaggio, la nostra ultima foto insieme questa estate“, ha scritto su Facebook, accompagnando le parole con una foto insieme alla madre, scattata pochi mesi prima.
Nadia Cassini, nome d’arte di Gianna Lou Müller, era nata il 2 gennaio 1949 a Woodstock, New York, durante una tournée dei genitori, ballerini e attori di vaudeville. Con origini tedesche da parte del padre e italiane da parte della madre, visse un’infanzia movimentata e si distaccò presto dalla famiglia, mantenendosi con vari lavori nel mondo dello spettacolo tra canto, danza e fotomodellismo. Il suo matrimonio con il conte e giornalista Igor Cassini la condusse in Italia, dove si sarebbe affermata come attrice e icona del cinema di genere.
L’ascesa nel cinema italiano – Giunta a Roma all’inizio degli anni Settanta, ottenne piccoli ruoli cinematografici prima di essere scelta come protagonista de Il dio serpente (1970) di Piero Vivarelli. Il film, un successo clamoroso al botteghino, la consacrò come sex symbol, complici la fotografia sensuale e la colonna sonora di Augusto Martelli, con il celebre brano Djamballà. Nei successivi anni consolidò la propria carriera nel filone della commedia sexy all’italiana, recitando in pellicole di successo come L’insegnante balla… con tutta la classe (1979), L’infermiera nella corsia dei militari (1979) e La dottoressa ci sta col colonnello (1980). Nonostante l’indubbio fascino e popolarità, fu spesso doppiata nei film a causa di una scarsa padronanza della lingua italiana.
Il successo televisivo e la fine della carriera – Negli anni Ottanta, Cassini divenne anche un volto noto della televisione italiana, partecipando a programmi come Premiatissima (1983), Drive In (1984) e Risatissima (1985). Parallelamente, si cimentò nella musica, incidendo alcuni singoli, tra cui A chi la do stasera, che riscosse una certa notorietà. Tuttavia, la sua carriera subì una battuta d’arresto a causa di divergenze con le reti televisive e di un intervento di chirurgia plastica con conseguenze devastanti.
Il ritiro e il declino – Alla fine degli anni Ottanta lasciò le scene, trasferendosi prima in Francia e poi negli Stati Uniti. Affrontò un periodo difficile, segnato da problemi personali e dalla dipendenza da droga e alcol. Nel 2009 riuscì a disintossicarsi con il supporto della figlia e delle amiche. La sua storia rimane emblematica del fascino effimero del mondo dello spettacolo e di come la celebrità possa rapidamente trasformarsi in oblio. Nonostante le difficoltà, Nadia Cassini resta un’icona indelebile del cinema italiano di genere, simbolo di un’epoca irripetibile.
L’annuncio di Antonio non ha lasciato indifferente Allegra Luna, che ha condiviso sui social un toccante post in onore dell’ormai ex calciatore
Candreva si ritira, la moglie in lacrime: il commovente messaggio
Antonio Candreva lascia il calcio. Una scelta che non ha lasciato indifferente la moglie Allegra Luna. “Ho visto questo video diverse volte, eppure ancora non riesco a trattenere le lacrime…”, ha scritto tra le storie di Instagram condividendo il filmato in cui il giocatore ha annunciato il suo ritiro. “Mi scorrono dentro un insieme di emozioni fortissime… un pezzo della nostra vita SEI STATO IMMENSO!!! GRAZIE per tutto quello che ci ha fatto vivere ed insegnato. Sarò per sempre la tua più grande tifosa e resterai per sempre il campione più forte per i nostri figli”, ha agguiunto. Candreva e Allegra Luna si amano da diversi anni ma sono convolati a nozze solo nel 2022. Hanno due figli, Raul e Romeo, nati rispettivamente nel 2018 e nel 2021. L’ormai ex calciatoreè anche padre di Bianca, avuta nel 2011 dall’ex moglie Valentina Biancifiori.
Il ritiro di Antonio Candreva – A 38 anni Antonio Candreva ha annunciato il suo addio al calcio giocato. “Caro calcio, oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita: è arrivato il momento di salutarti – ha scritto in un post su Instagram – Qui, a San Siro, nella ‘Scala del calcio’ dove ho giocato la mia ultima partita”. In vent’anni di carriera ha vestito le maglie di Ternana, Udinese, Livorno,Juventus, Parma, Cesena, Lazio, Inter, Sampdoria e Salernitana.In Serie A ha totalizzato 85 gol e 100 assist in 502 partite, con la Nazionale 7 gol in 54 partite. “Trent’anni fa è iniziato il mio viaggio con te, tra gioie e dolori, sacrifici e vittorie e di sicuro tante emozioni – ha ammesso – Ho vissuto il mio sogno, la mia passione. Non lo considero un addio ma solo un nuovo punto di partenza. Grazie calcio, ci vediamo presto!”.
Le motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza hanno sbarcato a Lampedusa i 10 superstiti di un naufragio che sarebbe avvenuto in più riprese e sei cadaveri.
Al largo dell’isolotto di Lampione le motovedette hanno prima soccorso un gommone semi affondato sul quale c’erano 6 uomini e 4 donne.
Subito dopo lo sbarco a molo Favarolo due naufraghi sono stati portati al Poliambulatorio, ma dopo i controlli medici anche loro sono stati condotti all’hotspot. I militari, nel frattempo, sempre nei pressi di Lampione, hanno recuperato 6 cadaveri, tutti di giovani uomini, già portati alla camera mortuaria del cimitero.
I 10 superstiti, una volta giunti nell’hotspot, hanno riferito d’essere partiti domenica notte in 56 da Sfax, in Tunisia, con un gommone. Dopo meno di 24 ore di navigazione, mentre erano in acque internazionali, molti migranti sarebbero caduti in acqua forse a causa del mare agitato. Il gommone ha però proseguito la sua navigazione e oggi pomeriggio, ormai semi affondato, è stato intercettato nelle acque antistanti Lampione dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza che hanno recuperato anche i sei cadaveri.All’appello mancherebbero dunque, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, una quarantina di dispersi.
La maxi-coreografia in Curva Fiesole contro la Juventus costa una multa alla Fiorentina.
E’ questa la decisione del Giudice Sportivo dopo la partita dell’Artemio Franchi, valida per la 29esima giornata della Serie A 2024/25, vinta per 3-0 dalla formazione viola.
Quel “Juve M***a” a caratteri cubitali esposto dai tifosi gigliati ha fatto il giro del web ed è stata riportata anche dai media stranieri, dividendo l’opinione pubblica tra chi l’ha vista come una goliardata e chi invece l’ha condannata per il chiaro insulto.
SCATTA LA MULTA – Il Giudice Sportivo ha valutato e preso una decisione: multa di 50mila eurocon diffida per la Fiorentina, per l’esposizione della coreografia, per cori beceri e per il lancio di tre fumogeni. Nessuna chiusura per il settore incriminato, non viene fatta menzione di eventuali supplementi di indagine.
LA MOTIVAZIONE– Questo il testo del comunicato ufficiale del Giudice Sportivo:
Ammenda di € 50.000,00 con diffida: alla Soc. FIORENTINA per avere suoi sostenitori posizionati nel settore denominato “Curva Ferrovia”, prima dell’inizio della gara, esposto una coreografia contenente un’espressione oltraggiosa nei confronti della squadra avversaria; per avere inoltre sui sostenitori, nel corso della gara, intonato cori beceri nei confronti di calciatori e tifosi della squadra avversaria; per avere, infine, lanciato tre fumogeni nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS.
JUVENTUS INFASTIDITA– In mattinata era emersa attraverso indiscrezioni stampa il fastidio della Juventus, che si sarebbe messa in contatto con FIGC e Lega Serie A per chiarire la vicenda e con la Questura di Firenze per individuare i responsabili affinché potessero essere presi provvedimenti.
Le forti piogge causate dal passaggio della tempesta Laurence continuano a sferzare la Spagna. Almeno una persona è morta e si registrano strade bloccate ed evacuazioni in diverse regioni. Timore per il livello dei fiumi, il Guadalhorce e il Campanillas straripati vicino Malaga
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A Siviglia, in Spagna, le ricerche di una coppia scomparsa dopo essere stata travolta da un torrente nel comune di Constantina hanno preso una tragica piega. I vigili del fuoco hanno trovato un corpo vicino all’area in cui è stata rinvenuta l’auto ribaltata, anche se non è ancora stato identificato come una delle due persone scomparse. L’auto è stata travolta dall’acqua ed è stata ritrovata a diversi metri dalla sua posizione iniziale.
Nella vicina provincia di Córdoba, un altro uomo risulta disperso da lunedì pomeriggio, dopo essere uscito in bicicletta. Le autorità hanno intensificato le ricerche.
Fiumi Guadalhorce e Campanillas straripati a Malaga – La provincia di Malaga è stata una delle più colpite da questo fenomeno climatico. I fiumi Guadalhorce e Campanillas sono straripati in seguito alle forti piogge, portando all’evacuazione di diversi quartieri di Malaga e Cártama. Nelle prime ore del mattino, la città di Coín ha registrato la più alta quantità di precipitazioni di tutto il Paese, con 55,4 litri per metro quadro.
La sospensione delle lezioni in una dozzina di scuole e la chiusura di oltre 30 strade, tra cui un tratto di 32 chilometri dell’autostrada Siviglia-Cádiz, sono un’altra prova dell’impatto della tempesta. I servizi di emergenza continuano a lavorare per evacuare circa 370 case nelle aree vicine ai fiumi straripati.
Incidente di autobus sulla A-7 a Murcia provoca diversi feriti – Anche nella regione di Murcia le piogge hanno causato incidenti stradali. Un autobus Imserso che trasportava passeggeri si è ribaltato sulla A-7,ferendo diverse persone. I servizi di emergenza sono intervenuti rapidamente sul posto per assistere le persone colpite.
Questo incidente si aggiunge alla lista di quelli causati dalle condizioni meteorologiche estreme, che hanno colpito migliaia di persone nella zona. La pioggia, che non cessa da lunedì, ha causato inondazioni in diverse zone della regione.
Il fiume Guadarrama preoccupa le autorità a Madrid – Nel frattempo, a Madrid, il ministro regionale dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Interno, Carlos Novillo, ha riferito che la regione si trova in una situazione di “una certa normalità“, anche se la tempesta rappresenta ancora una sfida per i servizi di emergenza.
Novillo ha spiegato che, sebbene la situazione non sia così critica come in altre parti della Spagna, “il peggio è al momento nella parte occidentale”, dove si sono accumulate grandi quantità di pioggia. La regione continua a monitorare attentamente i livelli del fiume Guadarrama, che nelle ultime ore ha registrato un aumento significativo. Le squadre di emergenza restano in allerta per la possibilità di ulteriori esondazioni.
Previsioni: l’arrivo della tempesta Martinho – Il tempo dovrebbe concedere una breve tregua mercoledì, ma i meteorologi prevedono l’arrivo della tempesta Martinho, la tredicesima della stagione, giovedì. Questa tempesta porterà più pioggia e forti venti, che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione in una regione già satura di precipitazioni.
Le autorità continuano a mettere in guardia la popolazione e a prendere misure preventive per evitare ulteriori tragedie. Secondo la Direzione generale del traffico, 52 stradesono state chiuse al traffico a causa delle forti piogge.
Traduzione X
Martedì piovoso a causa della tempesta Laurence. Mercoledì ci sarà una tregua, ma con forti piogge in Catalogna e nella Comuna. Valencian A partire da giovedì, una nuova tempesta di questa lunga serie sarà Martinho, con piogge diffuse e forti venti. Qattro tempeste in dodici giorni! La traduzione è corretta? Aiutaci a migliorare condividendo il tuo feedback:
☔️ Martes lluvioso por la borrasca Laurence. El miércoles, tregua, pero con lluvias intensas en Cataluña y Com. Valenciana.
🌀A partir del jueves, nueva borrasca en esta larga sucesión: será Martinho, con lluvias generalizadas y vientos fuertes. ¡Cuatro borrascas en doce días! pic.twitter.com/29tCBwA091
Secondo la stima provvisoria dell’Istituto Nazionale di Geofisica oscillerebbe tra i 3.5 e i 4 di magnitudo
Scossa di terremoto nel tardo pomeriggio oggi nel ponente ligure.
L’evento sismico si è verificato intorno alle 18.45, nel territorio imperiese, ed è stato avvertito anche nel savonese (e nel sud della Francia).
Come riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la scossa (avvenuta a circa 10,9 km di profondità) ha fatto registrare una magnitudo di 3.6.
Al momento non risultano danni a cose e/o persone.
Non ce l’ha fatta Andrej Lazarov, il calciatore eroe. Sabato notte a Kocani, in Macedonia del Nord,un rogo in una discoteca ha ucciso 59 persone, tra cuiil centrocampista di 25 anni, che ha cercato di salvare più persone possibili. Le fiamme che, secondo il governo, sarebbero divampate a causa dei «dispositivi pirotecnici sul palco», non hanno lasciato scampo ai ragazzi accorsi per la serata.
MORTO PER LE FIAMME –Lazarov è morto cercando di salvare alcune persone dalle fiamme: subito trasportato in ospedale in gravi condizioni, il 25enne è deceduto per le ustioni riportate e per l’intossicazione provocata dal fumo inalato, come confermato dl suo club, lo Shkupi, che lo aveva acquistato a settembre dai croati del Gorica.
IL COMMOVENTE SALUTO – La squadra di Skopje, la capitale della Macedonia del Nord, che milita nella massima divisione del Paese, ha annunciato sui social: “È con profondo dolore e immensa tristezza che condividiamo la notizia che il nostro calciatore, Andrej Lazarov, rientra tra le vittime del tragico incendio verificatosi a Kocani. Da eroe quale era, Lazarov ha perso la vita nel tentativo di aiutare gli altri a fuggire dalla zona devastata dall’incendio. È morto soffocato dal fumo mentre cercava di salvare vite umane, dimostrando coraggio e umanità fino all’ultimo momento. Il suo atto eroico rimarrà per sempre nella nostra memoria. È una testimonianza del suo nobile carattere e del suo grande cuore. Si tratta di una perdita enorme per il nostro club, per i suoi compagni di squadra e per l’intera comunità calcistica. Non bastano le parole per descrivere il dolore che proviamo in questi momenti, a causa di questa tragedia, una delle più grandi che abbiano mai colpito il nostro club nella sua storia. Il ricordo di Andrej vivrà per sempre nei nostri cuori”.
Prima di Fiorentina-Juventus, gara stravinta dai padroni di casa per 3 a 0, la Curva Fiesole ha esposto una coreografia ben presto diventata virale, nonostante non fosse stata mostrata da Daznche aveva i diritti di trasmissione del match. Utilizzando cartoncini bianchi e viola, la frangia più calda del tifo dei toscani ha insultato la squadra avversaria da sempre rivale. Quel “Juve M****” a caratteri cubitali ha fatto il giro del web, è balzata anche all’estero, riportata da media di Paesi disparati, e diviso l’opinione pubblica tra chi l’ha vista come una goliardata tra tifosi, qualcosa che sui campi di calcio è ormai un’abitudine, e chi invece l’ha condannata per il chiaro insulto.
JUVE INFASTIDITA – Tra questi c’è anche lo stesso club di Torino. Senza muoversi in maniera ufficiale e senza comunicati o note del caso, la Juventus si sarebbe messa in contatto con FIGC e alla Lega Calcio per chiarire la vicenda e con la Questura di Firenze per individuare i responsabili affinché possano essere presi seri provvedimenti. A riportarlo è Tuttosportsecondo cui in Lega Calcio sarebbe già stata manifestata solidarietà al club bianconero.
I PROVVEDIMENTI – Si attendono insomma provvedimenti. La Juventus li attende già dal Giudice Sportivo di Serie A che, nella giornata di martedì 18 marzo, renderà note le proprie sanzioni e potrebbe colpire la Curva Fiesole. In passato però striscioni con messaggi simili, sempre esposti in gare di Serie A, sono passati in cavalleria e non hanno portato a provvedimenti disciplinari.
Circolazione rallentata dalle 8.35 di stamane sulle linee del cosiddetto ‘nodo di Milano’ per un inconveniente tecnico che ha coinvolto la stazione di Milano Centrale.
I treni alta velocità, Intercity e regionali stanno registrando ritardi, che in alcuni casi raggiungono i 60 minuti. Sono possibili variazioni e cancellazioni. I tecnici di Rfi sono al lavoro per accertare le cause e avviare gli interventi per il ripristino del servizio.
Treni, guasto nel nodo ferroviario di Milano: ritardi e cancellazioni
Milano Stazione Centrale – Foto d’archivio, Milano
Sono in graduale ripresa i treni sulla linea del nodo di Milano, dopo l’inconveniente tecnico, registrato in mattinata, intorno alle 8.30, che ha causato ritardi fino a 60 minuti anche sui treni Alta Velocità, alcuni dei quali sono stati poi spostati sulle linee convenzionali. Ferrovie dello Stato informa sul proprio sito che, a partire dalle 9.30, i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza attuale fino a 30 minuti.
Il treno Freccia rossa 9508 Roma Termini – Torino Porta Nuova, oggi ferma a Milano Porta Garibaldi anziché a Milano Centrale. I passeggeri diretti a Milano Centrale possono utilizzare i primi treni utili a cura del personale di Assistenza clienti di Trenitalia. I passeggeri in partenza da Milano Centrale possono utilizzare il treno Freccia rossa 9612 Battipaglia – Torino Porta Nuova
Guasto al «nodo Milano», treni in ritardo fino a un’ora: problemi per Alta velocità e regionali
Il guasto tecnico, alle 8.35 di stamattina, ha di fatto paralizzato la linea ferroviaria intorno a Milano Centrale per circa due ore. Secondo Trenitalia, dalle 10.30 la situazione del traffico è in miglioramento
Treni in tilt e ritardi fino a un’ora a Milano: la mattinata di martedì 18 marzo si è trasformato nell’ennesimo caso di disagi per i pendolari a bordo di regionali, intercity e alta velocità. Intorno alle 8.35 un problema al nodo di Milano Centrale ha causato rallentamenti alla circolazione su tutta la linea, con conseguenze anche su molte linee lombarde e italiane. A essere maggiormente colpiti proprio i treni Av, che hanno contato «maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti». Dopo due ore la situazione è sembrata sbloccarsi, ma molti treni diretti verso città lombarde e piemontesi registravano ancora forti ritardi.
La sospensione degli impianti e la settimana nera – Secondo quanto ha comunicato Rfi, a causare i problemi sarebbe stata una temporanea sospensione degli impianti che che gestiscono la circolazione dei treni. Uno stop non causato da sabotaggio e durato solo mezz’ora, ma tanto è bastato a bloccare il sistema ferroviario lungo una delle sue arterie principali. Intanto domani, mercoledì 19 marzo, i sindacati Orsa, Ugl e Fast hanno indetto uno sciopero nazionale del personale ferroviario dalle 9 alle 17. E poi venerdì sarò la volta di una agitazione nel trasporto locale, per coronare una settimana nera per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo.
Nel rogo sono morte 59 persone. Nel locale – senza licenza e uscite di emergenza – c’era un numero di persone doppio rispetto alla capienza ufficiale
Caos a Kocani, cittadina della Macedonia del Nord dove 59 persone sono morte a causa di un incendio scoppiato in una discoteca. Alcuni cittadini hanno organizzato una protesta e si sono radunati davanti al palazzo del Comune. La tensione è salita e diversi manifestanti hannopreso d’assalto l’edificio: hanno rimosso la telecamera di sorveglianza, hanno lanciato pietre e uova contro le finestre e poi sono entrati. Lo riportano i media locali.
Il premier della Macedonia del Nord: “Nessuna pietà per i responsabili” – I manifestanti, che gridavano ‘assassini, assassini’, hanno danneggiato anche un bar del proprietario del club Pulse dove è avvenuta la tragedia, hanno preso di mira la vetrina della sede della sua azienda e hanno rovesciato un’auto aziendale. Il primo ministro della Macedonia del NordKristijan Mickoski ha affermato che non ci sarà pietà per i responsabili delle politiche che hanno portato alla tragedia. “Tutti voi che avete osato fare politica in questo modo sarete ritenuti responsabili, sulle spalle dei cittadini e delle vite che questi giovani hanno perso. Non ci sarà pietà, vi faremo uscire dalle vostre case”, ha detto.
Non ci sarà pietà. Lasciatelo essere chiunque voglia, qualunque etnia voglia e qualunque partito politico voglia. Ciò che è accaduto è più di un crimine, è un omicidio di massa che qualcuno ha permesso che accadesse per denaro, per tangenti, per corruzione. Per rispondere a coloro che tengono conferenze stampa a mezzanotte, qui non c’è politica, tutti voi che avete osato fare politica in questo modo sarete ritenuti responsabili, sulle spalle dei cittadini e delle vite che questi bambini hanno perso. E non ci sarà pietà, li cacceremo fuori di casa!
Нема да има милост. Кој сака нека биде, од каква сака нека биде етничка припадност и од која сака нека биде политичка партија. Тоа што се случувало е повеќе од криминал, ова е масовно убиство кое што некој го дозволувал за пари, за мито, за корупција да се случи.
Dieci persone in custodia – Dieci persone restano in custodia della polizia per essere interrogate a Kocani rispetto all’incendio scoppiato nella discoteca. Tra le vittime ci sono anche adolescenti di appena 16 anni.
Il locale era senza licenza – Il ministro dell’Interno Panche Toshkovski ha affermato che un’ispezione preliminare ha rivelato che il locale stava operando senza una licenza adeguata. Ha detto che il numero di persone all’interno della discoteca, al momento dell’incendio, era almeno il doppio della sua capacità ufficiale di 250 persone.
Violazioni del codice di sicurezza – Il procuratore di Stato Ljupco Kocevski ha dichiarato che un’ispezione preliminare del locale notturno ha rivelato poi numerose violazioni del codice di sicurezza, tra cui la mancanza di uscite di emergenza, un numero insufficiente di estintori e un accesso improprio per i veicoli di emergenza.
Ue evacua 15 pazienti ustionati – L’Unione europea sta evacuando le vittime di ustioni l’incendio avvenuto in una discoteca nella Macedonia del Nord. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Ue, viene riportato in una nota della Commissione Ue, ha stabilito un contatto con le autorità di protezione civile macedoni per offrire solidarietà e supporto, dopo l’incendio scoppiato nelle prime ore di ieri, domenica 16 marzo. La Macedonia del Nord ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue chiedendo assistenza per evacuare 15 pazienti con gravi ustioni.
In una rapida reazione, nove Paesi europei (Croazia, Grecia, Romania, Slovenia, Svezia, Lituania, Ungheria, Lussemburgo e Norvegia) hanno offerto immediatamente assistenza tramite il meccanismo. Diversi pazienti sono già stati evacuati in Ungheria dal Lussemburgo e la Romania sta trasportando pazienti in Lituania.L’Ue sta ora coordinando il trasporto di altri pazienti nei paesi che hanno offerto cure e rimane in stretto contatto con le autorità nazionali in Macedonia del Nord ed è pronta a mobilitare ulteriore assistenza se necessario.
Incendio in Macedonia del Nord, discoteca era senza licenza e uscite di emergenza