Un anziano di 79 anni è rimasto gravemente ustionato a causa dell’incendio seguito a un’esplosione avvenuta stamani nella sua abitazione di San Gregorio nelle Alpi (Belluno). I vigili del fuoco sono intervenuti alle 7:30 circa nella frazione di Fumach, dove si trova la casa colonica.
Le squadre sono giunte dal distaccamento di Feltre, dalla centrale di Belluno con il supporto dei volontari di Feltre per un totale di 20 operatori, coordinate dal funzionario di guardia.
Sono ancora impegnate per evitare la propagazione delle fiamme, innescate probabilmente da una fuga di gas, alle strutture adiacenti. Il 79enne è uscito autonomamente fuori dalla casa, ma poi è stato trasportato in ambulanza e poi in elicottero all’ospedale di Padova. Sul posto anche i carabinieri.
Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata
Un grande incendio è scoppiato verso le 9.15 a Bolzanonella zona artigianale Piani, nei pressi dei Magazzini generali. Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata. Ad essere andato in fiamme è l’intero stabilimento dell’Alpitronic, leader mondiale delle colonne di ricarica per auto elettriche, in via di Mezzo ai Piani. Il rogo è scoppiato in una zona nella quale sono in corso lavori di ristrutturazione e si è velocemente allargato. Per il momento non risultano feriti o vittime. E’ stato chiuso lo spazio aereo sulla città. La lotta contro il rogo risulta assai difficile.
Le fiamme sulla sede di Alpitronic
«Tenete le finestre chiuse» – «La situazione è sotto controllo e l’unica precauzione da adottare è di tenere le finestre chiuse nelle vicinanze. Sul posto ci sono i Vigili del Fuoco ed i tecnici dell’Agenzia dell’Ambiente». E’ quanto comunica il Comune di Bolzano all’ANSA. La Protezione civile altoatesina comunica che «a Bolzano a causa di un incendio sono presenti fumi intensi. Si consiglia di tenere chiuse porte e finestre e di spegnere la climatizzazione e gli impianti di ventilazione».
I vigili del fuoco stanno posando tubi verso l’Isarco per pompare l’acqua dal vicino fiume per spegnere il rogo dell’Alpitronic a Bolzano. I pompieri stanno combattendo il rogo da tutti i lati con autoscale, per garantire un sufficiente approvvigionamento di acqua ora si attinge l’acqua anche dal fiume.
Corto circuito del quadro elettrico nei sotterranei e fumo in strada nella serata di domenica, nessuno è rimasto ferito
Principio di incendio, questa sera, nei sotterranei dell’ospedale Carlo Poma, proprio sotto il reparto di Pronto soccorso pediatrico. Un corto circuito ad un quadro elettrico ha provocato una fiammata che ha sviluppato del fumo che presto, attraverso dei bocchettoni dell’aria, ha raggiunto la superficie.
Per precauzione, sono stati evacuati circa venti bambini del reparto pediatrico e del Pronto soccorso pediatrico. Nessuno è rimasto intossicato.
I piccoli ricoverati sono stati trasferiti in altri reparti mentre quelli in attesa di una visita sono stati dirottati al Pronto soccorso per adulti. Le operazioni di evacuazione e trasferimento da parte del personale ospedaliero si sono svolte senza problemi, mentre i vigili del fuoco circoscrivevano le fiamme spegnendole rapidamente.
Aprilia – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco sono andate avanti tutta la notte
Nella serata di ieri, sabato 4 maggio, intorno alle ore 22:35 i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel Comune di Aprilia a seguito di segnalazioni giunte al NUE112 per un incendio.
Quando la squadra territoriale di Aprilia è giunta sul posto, un capannone industriale, adibito a deposito logistico, in calcestruzzo di circa 1300 mq ed affiancato, da un solo lato, da una tettoia metallica di circa 400 mq erano completamente avvolti dalle fiamme. Nelle vicinanze della struttura vi erano alcuni automezzi anch’essi raggiunti dal rogo.
I vigili del fuoco hanno attaccato l’incendio da più punti con due squadre, centrale e Aprilia, ed una terza squadra da Pomezia, da tre autobotti e dai volontari di Protezione Civile, l’intero dispositivo è stato coordinato dall’unità responsabilità di guardia di Latina intervenuta sul posto unitamente al Capo turno provinciale. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutta la notte.
Intorno alle 2 di questa notte l’incendio era dichiarato sotto controllo e confinato al centro della struttura. Dalle 8 di questa mattina, sono iniziate le operazioni di minuto spegnimento e di messa in sicurezza dell’area interessata dalle fiamme. Sul posto per le proprie competenze anche i Carabinieri di Aprilia, Polizia Locale e 118.
Un incendio è scoppiato in una fabbrica a Berlino, in Germania. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la giornata per spegnere le fiamme. I cittadini, allertati per il rischio fumi tossici, sono stati avvisati tramite app
Una fabbrica chimica a sud-ovest di Berlino, in Germania, è stata completamente avvolta dalle fiamme venerdì. I vigili del fuoco hanno invitato i residenti nelle vicinanze della fabbrica a prestare attenzione ai “fumi tossici causati dall’incendio“.
Le persone sono state invitate a evitare la zona e i residenti delle case vicine a Berlino-Lichterfelde sono stati invitati a chiudere le finestre e le porte e a spegnere i sistemi di ventilazione e di condizionamento dell’aria.
Circa 170 vigili del fuoco hanno operato sul posto per combattere l’enorme incendio. Il rogo, scoppiato in un locale tecnico al primo piano dell’edificio a più piani, ha avvolto l’intera fabbrica. Gli specialisti stanno effettuando misurazioni dell’aria per determinare l’eventuale presenza di sostanze nocive.
Incendio distrugge nella notte azienda del Vicentino – ansa
Allo scoppiato il rogo nessun lavoratore era presente
Un incendio di notevoli dimensioni si è verificato la notte scorsa in una parte dell’azienda Emmegi Detergents Srl ad Altavilla Vicentina.
Si tratta di una impresa di imballaggio e riempimento di materie plastiche che dà lavoro a più di 70 lavoratori. Al momento in cui è scoppiato il rogo nessun lavoratore era presente fisicamente in azienda.
Accertamenti sono in corso sulle origini delle fiamme. La Filctem Cgil di Vicenza ha voluto testimoniare in una nota “la solidarietà nei confronti dei Lavoratori tutti e alla proprietà, rendendosi disponibile fin da subito a mettere in campo tutti i mezzi a disposizione per la ricostruzione e la ripartenza del lavoro“
Quattro autopompe, due autobotti, un autoscala e alcuni automezzi di supporto sono impegnati sul posto
Un grosso incendio ha coinvolto una ditta siderurgica in via Basilico a Saronno, provincia di Varese. E’ stato segnalato alle 9.30 perché il fumo si vedeva anche in lontananza.
Immediatamente sono state attivate le procedure di emergenza e diverse squadre dei vigili del fuoco di Varese, Milano e Monza-Brianza sono intervenute sul luogo dell’incidente. Attualmente, quattro autopompe, due autobotti, un autoscala e alcuni automezzi di supporto sono impegnati sul posto.
Le operazioni di spegnimento dell’incendio sono in corso. Al momento non sono state riportate vittime o feriti a seguito dell’incidente.
Sonodue le persone rimaste intossicate a causa dell’incendio scoppiato nel primo pomeriggio di oggi, 29 aprile, all’hotel Marina Uno di Lignano, che, tra l’altro, sarebbe andato all’asta tra pochi giorni.
Poco prima delle 13, infatti, la sala operativa del comando dei Vigili del fuoco di Udine ha ricevuto svariate chiamate che segnalavano le fiamme di un hotel a in Viale Adriatico a Lignano Sabbiadoro. Immediatamente sono state inviate sul posto le squadre, con autopompe e autobotti, dei distaccamenti di Lignano, Latisana, l’autoscala della sede centrale di Udine ed è stato che poi è stata fatta rientrare perché non necessaria.
Giunti sul posto i Vigili del fuoco hanno constatato che stava bruciando il tetto in legno del ristorante dell’albergo e dopo aver verificato che all’interno del locale non vi fossero persone hanno iniziato le operazioni di spegnimento. Circa 10 le persone, che al momento dell’incendio si trovavano all’interno del ristorante per eseguire lavori di manutenzione in vista della prossima apertura, tutti e 10 quando si sono accorti che il tetto stava bruciando sono usciti autonomamente,2 persone sono dovute ricorrere alle cure del personale sanitario per aver inalato i fumi della combustione.
Spente le fiamme le squadre dei vigili del fuoco hanno iniziato le operazioni di bonificadelle parti bruciate e la messa in sicurezza dell’intero locale. Sul posto, per quanto di competenza, Carabinieri di Latisana e Polizia Locale.
Le fiamme nel pomeriggio di sabato, vigili del fuoco al lavoro per tutta la notte. Passerini: “Convocherò l’azienda, secondo incendio in due anni”
Un vasto incendio si è sviluppato ieri alle 18 a Fombio (Lodi), nel centro di selezione rifiuti A2A Recycling: a fuoco 20 tonnellate di rifiuti ingombranti vari. Sul posto è arrivata l’Arpa ma anche i carabinieri e la Protezione civile. L’intervento si è concluso soltanto questa mattina alle 9.
Mentre sono in corso analisi dell’Agenzia regionale di prevenzione a protezione ambientale per stabilire quali misure eventualmente adottare per la popolazione, il sindaco Davide Passerini, per sicurezza, ha chiesto di tenere le finestre chiuse su tutto il territorio comunale fino a nuovo ordine.
“E’ la seconda volta in due anni che scoppia un incendio all’interno dell’area di questo stabilimento, che si trova a poca distanza dalle abitazioni. Convocherò ora A2A per cercare di capirne di più. Abbiamo rapporti cordiali ma anche di grande attenzione. Raccomanderò loro di utilizzare tutte le cautele del caso“, ha spiegato il sindaco.
Questa mattina i vigili del fuoco si stanno occupando di bagnare gli ultimi focolai. Arpa continua le rilevazioni iniziate ieri sera quando il forte vento a reso il lavoro difficoltoso. Nel frattempo i carabinieri stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza, anche private, situate in zona.
Varese, le fiamme sono divampate intorno alle 4 della notte. Sul posto vigili del fuoco e Arpa per il monitoraggio dell’aria
Incendio al cementificio Holcim Italia, dove sono in corso accertamenti da parte di ARPA per monitorare la qualità dell’aria. Le fiamme sono divampate intorno alle 4 di oggi, mercoledì 17 aprile, il rogo ha interessato principalmente la fossa di scarico del materiale tessile derivato dal riciclaggio dei pneumatici, circa 30 tonnellate.
I vigili del fuoco hanno provveduto a riempire di schiuma il filtroe i condotti di aspirazione aprendo le botole presenti, sul posto sono intervenuti mezzi e uomini dei distaccamenti di Ispra e Somma, i volontari di Laveno, gli operatori con il carro aria e carro schiuma, complessivamente 20 persone.
Presenti anche i tecnici di Arpa per il monitoraggio della situazione, i carabinieri della compagnia di Gallarate e il personale del 118 in via precauzionale.
Smoke billows during a fire at the Old Stock Exchange, Boersen, in Copenhagen, Denmark April 16, 2024. REUTERS/Tom Little
Il palazzo, risalente al 1625, è uno dei più antichi della capitale danese. La sua iconica guglia è crollata, inghiottita dalle fiamme
Un incendio è scoppiato nell’edificio della Vecchia Borsa di Copenaghen, nota come Børsen. Il palazzo, risalente al 1625, è uno dei più antichi della capitale danese. La sua iconica guglia è crollata, inghiottita dalle fiamme. Lo riporta il quotidiano Berlingske. Il ministro della Cultura danese Jakob Engel-Schmidt ha affermato che 400 anni di patrimonio culturale danese sono andati in fiamme. L’edificio, a due passi dal parlamento danese, il Folketing, e dal palazzo reale, Christiansborg, è stato completamente evacuato, così come la piazza antistante.
L’edificio era attualmente in fase di restauro e per questo era circondato da impalcature. La guglia crollata raffigurava quattro draghi le cui code si attorcigliano e simbolicamente si diceva che proteggessero dai nemici e dal fuoco. I soccorsi sono al lavoro per salvare i grandi dipinti e altri oggetti di valore contenuti nel palazzo. Fino al 1974 l’edificio ha ospitato la Borsa di Copenaghen, mentre oggi è di proprietà della Camera di commercio danese Dansk Erhverv.
Un testimone: è la nostra Notre Dame – «Questa è la nostra Notre Dame». Lo ha detto alla televisione danese un testimone, Henrik Grage, commentando l’incendio che è scoppiato questa mattina nell’edificio della Vecchia Borsa di Copenaghen e paragonandolo all’incendio che inghiottì il tetto e la guglia della cattedrale nel centro di Parigi nel 2019. “È una giornata tragica”, ha aggiunto, come riporta la Bbc.
Il capannone ospitava due aziende: Il Gabbiano e Arti Grafiche.
Zibido, le attività davano lavoro a decine di operai, si indaga sulla causa del rogo. Ats e Arpa: controlli sulla qualità dell’aria.
Un devastante incendio ha completamente distrutto un capannone che ospita due aziende:Il Gabbiano e Arti Grafiche. Il rogo è divampato la notte tra domenica 14 e lunedì 15 aprile in via Castoldi, a Zibido. Le fiamme si sono originate nello stabilimento di un’azienda di inchiostri e vernici e, dopo il crollo del muro divisorio, si sono propagate all’azienda adiacente, attiva nel settore della carta. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte e la giornata di ieri prima per spegnere gli ultimi focolai, grazie anche ai mezzi speciali di movimento terra con cui si spostano macerie e detriti. Poi per verificare le parti dei capannoni crollate. L’ incendio di proporzioni spaventose ha cancellato due attività commerciali che davano lavoro a decine di operai. Ancora incerta l’origine del rogo sulla quale stanno investigando i vigili del fuoco.
E’ un fatto che l’azienda dove è partito l’incendio era chiusa da venerdì. Sull’incendio avvenuto al quartiere Rinascita il Comune ha emesso una nota per rassicurare i residenti: “A seguito dell’incendio che ha coinvolto nella notte due aziende nella zona del quartiere Rinascita, gli enti preposti alla salute pubblica Ats e Arpa hanno provveduto tempestivamente a un controllo della qualità dell’aria e per ora non hanno richiesto all’Amministrazione di diramare un comunicato su eventuali accorgimenti per la tutela degli abitanti. Se ci saranno aggiornamenti daremo tempestiva informazione.” La preoccupazione, oltre per l’aria invasa dal fumo acre, è per gli orti comunali presenti nella stessa strada dove il rogo ha distrutto le due aziende. Infatti in questo periodo gli ortisti seminano e raccolgono i primi frutti dai terreni coltivati.
Lentate sul Seveso (Monza e Brianza), 14 aprile 2024
Pompieri al lavoro
Viale Italia, a dare l’allarme alcuni passanti che hanno visto il fumo nero provenire dall’azienda. Ignote le cause del rogo
Un altro capannone a fuoco, in Brianza, la scorsa notte. Questa volta è successo a Lentate, in un’azienda attiva nel settore delle decorazioni. L’allarme è scattato intorno all’1.40 quando alcuni passanti hanno visto il fumo nero uscire dall’azienda di viale Italia a Camnago.
Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco del comando provinciale, con tre autopompe, due autobotti, una autoscala e un carro ventilazione. Subito hanno dispiegato tutte le energie per cercare di arginare le fiamme, riuscendoci. Interessati dal fuoco, con importanti danni al tetto, alla zona di produzione e allo stoccaggio del materiale.
Per precauzione è stata chiamata anche un’ambulanza, ma per fortuna non si sono registrati né feriti né intossicati.Intervenutianche i carabinieri della compagnia di Seregno, in supporto. Dopo la messa in sicurezza dell’immobile, è iniziata la caccia alla scintilla iniziale e quindi alla causa dell’incendio al momento sconosciuta.
Le fiamme sono divampate nel laminatoio della Rodacciai. Il fumo visibile a chilometri di distanza
Incendio in acciaieria a Sirone. Un incendio è divampato nella prima serata di oggi a Sirone, nello stabilimento della Rodacciai. Dal laminatoio si è alzata una densa nuvola di fumo grigio, alta decine di metri e visibile chilometri di distanza. L’odore di bruciato ha saturato l’aria di tutta la zona. Proprio a causa del forte odore di bruciato tra i residenti dei paesi c’è stata molta preoccupazione. Sono stati subito mobilitati i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecco e del distaccamento di volontari di Valmadrera. Non risultano feriti, né intossicati e nemmeno ustionati: il rogo non avrebbe infatti coinvolto persone. I vigili del fuoco insieme agli addetti all’anticendio dell’azienda risulta abbiano subito circoscritto le fiamme e riportato la situazione sotto controllo. Le operazioni di messa in sicurezza sono ancora in corso. Dai primi accertamenti sembra siano bruciati alcuni filtri industriali.
I residenti costretti a tenere le finestre chiuse. Da anni i comitati locali denunciavano l’emergenza ambientale
Un enorme nube tossica che dai Castelli Romani arriva sino a Roma Sud. Alba di fuoco ad Ardea questa mattina per l’incendio della discarica abusiva di via Montagnano, dove sono accatastati illegalmente pneumatici e rifiuti di ogni genere. Le fiamme sono divampate poco prima delle 5 di questa mattina e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con due autobotti e il carro schiuma per spegnere l’incendio. Le operazioni sono ancora in corso.
La grande colonna di fumo è visibile in molti comuni dei Castelli Romani: Albano, Castel Gandolfo, Lanuvio, Velletri e Rocca di Papa. Si teme, come accaduto la scorsa estate con l’incendio nella discarica di Ciampino, il rischio diossina.Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e l’Arpa per i rilievi ambientali. Per il forte odore di bruciato, i comuni limitrofi, come quello di Albano Laziale hanno consigliato di tenere le finestre chiuse.
Il terreno, che versava in stato di abbandono, nel corso degli anni è stato trasformato in un deposito illegale di pneumatici per auto e mezzi pesanti e ogni genere di rifiuto. La situazione del sito era stata più volte segnalata alle autorità locali dai residenti. Per questo la rabbia questa mattina è tanta di fronte all’incendio. “A quanto pare – scrive su Facebook il comitato uniti per la salvaguardia del territorio – la discarica abusiva di pneumatici situata in zona Montagnano di Ardea, denunciata più e più volte, anche la nostro comitato UST a fine 2021, ha preso fuoco. La coltre di fumi carichi di diossina e chissà cosa altro si sta dirigendo da qualche ora verso la Capitale di Roma.Le denunce inascoltate hanno dei responsabili?“.
La Cgil: “Sospendere le attività all’aperto” – Mentre ancora i vigili del fuoco sono all’opera per spegnere le fiamme della discarica abusiva di Ardea, dalla Cgil Roma Sud arriva la richiesta di sospendere tutte le attività lavorative all’aperto. “Una nuvola di fumo nerissimo – si legge nella nota – sta invadendo i cieli dei Castelli Romani e di Roma Sud a causa di un vasto rogo divampato in una discarica non autorizzata di pneumatici e materiali di vario genere in Via di Montagnano, nel territorio di Ardea, non distante dalla discarica di Roncigliano e dall’Ospedale dei Castelli Romani. I Sindaci dei Comuni di Albano Laziale ed Ardea hanno già allertato la cittadinanza invitando a tenere chiuse le finestre, tuttavia riteniamo anche doverosa, se già non fosse stata emanata, un’ordinanza che sospenda tutte le attività lavorative all’aperto, al fine di tutelare la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori”.
Il sindacato chiede l’apertura di un tavolo con i comuni e la regione per realizzare una mappatura delle aree a rischio, che spesso vengono denunciate senza che poi sia fatto nulla. “Residenti e comitati si trovano a subire le conseguenze tragiche di quello che da anni denunciavano: ettari di terreno cosparsi di pneumatici e rifiuti di vario genere ammassati nell’indifferenza generale nonostante gli esposti e le richieste di intervento. Una circostanza che rende l’episodio di oggi ancora più intollerabile e si va a sommare a quelli più eclatanti, come quello di EcoX – ancora in attesa di bonifica – e il più recente incendio nel deposito di inerti di Ciampino, che sta trasformando questo territorio in una nuova “terra dei fuochi”.
I vigili del fuoco hanno spento le fiamme in via Bergamina
Le telecamere a circuito chiuso potrebbero aver ripreso il raid incendiario nell’impianto gestito da Gesem
Ha origini dolose l’incendio che nella serata di sabato ha interessato la piattaforma ecologica in via Bergamina a Nerviano: alle ore 19:50 le fiamme si sono infatti sprigionate nella zona della struttura nei pressi dell’ingresso dell’area, quella adibita ad ufficio. Avvertiti di quanto stava succedendo, sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che in breve hanno domato le fiamme: le prime verifiche effettuate dagli stessi vigili del fuoco hanno permesso di rilevareelementi utili per considerare l’evento di origine dolosa. Sul posto è intervenuto per verificare i danni anche il responsabile della ditta Gesem, società appaltatrice della gestione rifiuti per il comune di Nerviano. L’area per la raccolta rifiuti è provvista di un impianto di videosorveglianza con telecamere che monitorano solo l’ingresso carrabile principale. I carabinieri della Stazione di Nerviano sono intervenuti sul posto e si stanno occupando delle indagini del caso.
È successo in via San Marco a Milano nella mattinata di venerdì 5 aprile. Il rogo è partito da una Volkswagen Up e si è esteso a una Clio e ad una Ami
Prima il fumo dal cofano, poi le fiamme che avvolgono e distruggono l’auto (una Volkswagen Up) danneggiando altre due macchine parcheggiate. Attimi di paura in via San Marco a Milano nella mattinata di venerdì 5 aprile dove tre auto sono state devastate dalle fiamme. Fortunatamente non si registrano né feriti né intossicati.
Incendio in via San Marco a Milano (foto Claudio Furlan LaPresse)Incendio in via San Marco a Milano (foto Claudio Furlan LaPresse)Incendio in via San Marco a Milano (foto Claudio Furlan LaPresse)Incendio in via San Marco a Milano (foto Claudio Furlan LaPresse)Incendio in via San Marco a Milano (foto Claudio Furlan LaPresse)Incendio in via San Marco a Milano (foto Claudio Furlan LaPresse)
Tutto è successo poco prima delle 10.30 quando la donna alla guida dell’utilitaria tedesca ha raccontato di aver visto uscire del fumo dal cofano della macchina. Si è subito fermata, ma ha fatto solo in tempo a dare l’allarme che le lingue di fuoco hanno avvolto il vano motore e l’abitacolo.
Non solo, in pochi attimi si sono estese anche a due auto vicine, una Renault Clio e una Citroën Ami danneggiandole pesantemente. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano che hanno domato e messo in sicurezza tutte le auto. La polizia locale, invece, ha chiuso il tratto di strada interessato dall’incendio.
Bombola acetilene prende fuoco in cantiere nautico, 100 sfollati. A Genova.
A Sestri Ponente. Vigili fuoco portano via operai con motobarca
Una bombola di acetilene ha preso fuoco stamani all’interno di un cantiere navale di Sestri Ponente.
Sul posto i vigili del fuoco che stanno lavorando per evacuare circa 100 persone, tra operai e personale, via mare: per evitare il passaggio vicino alla struttura dove la bombola è in fase di raffreddamento, una motobarca dei pompieri trasporta le persone, divise in gruppetti, in una zona sicura. Non si registrano feriti.
Un’immagine fornita dai vigili del fuoco di Istanbul mostra che i membri dei vigili del fuoco di Istanbul cercano di controllare l’incendio in una discoteca a Istanbul, Turchia, il 2 aprile 2024. EPA/ISTANBUL VIGILI DEL FUOCO DISPENSA SOLO PER USO EDITORIALE/NESSUNA VENDITA DISPONIBILE PER SOLO USO EDITORIALE/NESSUNA VENDITA
Il palazzo era in fase di ristrutturazione
Unincendioè scoppiato al piano terra di un edificio di 16 piani aIstanbul. Nel terribile rogo hanno perso la vita 29 persone e ne sono rimaste ferite 3. Il governatore di Istanbul Davut Gül ha detto: “La causa dell’incendio non è chiara. Il palazzo era in fase di ristrutturazione. Coloro che hanno perso la vita sono coloro che lavorano per la ristrutturazione“. Il ministro degli Interni Ali Yerlikaya ha annunciato in una dichiarazione sui suoi account sui social media che è stata avviata un’indagine sull’incidente.
Cosa è successo – L’incidente è avvenuto intorno alle 13:00 in via Yıldız Posta, a Beşiktaş. Presumibilmente c’è stata un’esplosione accanto al palco della discoteca Masquerade, situata al piano inferiore di un edificio di 16 piani chiuso per il Ramadan durante i lavori di ristrutturazione.
I soccorsi – Dopo la segnalazione, sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco, dei medici e della polizia. La polizia ha adottato precauzioni nella zona circostante. Nell’incendio sono intervenuti i vigili del fuoco con 31 veicoli e 86 persone. I feriti vengono trasferiti negli ospedali della regione.
Gli arresti – Il ministro della Giustizia turco Yilmaz Tunc ha ordinato l’apertura di una indagine sull’incendio scoppiato nel sotterraneo di un locale notturno di Istanbul durante i lavori di ristrutturazione e costato la vita ad almeno 29 persone. Lo ha annunciato lo stesso ministro su ‘X‘ aggiungendo che sono stati spiccati cinque mandati di arresto, tra cui tre gestori del locale e una responsabile della ristrutturazione. «Sono in corso l’ispezione del sito e gli sforzi per raccogliere le prove. Una squadra di tre esperti specializzati in sicurezza sul lavoro e incendi sta continuando il proprio lavoro per determinare la causa dell’incendio», ha affermato Tunc.
Le vittime – Sono operai i 29 morti nel locale notturno di Istanbul a causa di un incendio mentre era in fase di ristrutturazione. I soccorritori non sono riusciti a salvare i lavoratori intrappolati dalle fiamme all’interno del Club Masquerade, locale nel piano seminterrato di un condominio di 16 piani a Gayrettepe, quartiere sulla sponda europea della città sul Bosforo. Secondo un comunicato della prefettura di Istanbul, le cause dell’incendio non sono ancora precisamente chiarite anche se il rogo «ha avuto origine dai lavori di ristrutturazione», riporta Anadolu. Per ora sono stati emessi mandati di arresto per cinque persone responsabili dei lavori, ha fatto sapere il ministro della Giustizia turco, Yilmaz Tunç.
Grosso incendio in un incendio di un edificio industriale di Scandicci. I Vigili del fuoco del comando di Firenze e dal comando di Prato, stanno intervendo dalle ore 19.45 per spegnere le fiamme scoppiate in Via delle fonti. L’intervento tempestivo delle risorse hanno permesso di contenere l’incendio, evitando la propagazione al resto dell’edificio industriale. Sono in corso le operazioni di spegnimento e di raffreddamento. Non ci sono persone coinvolte.
“In via del tutto precauzionale si consiglia di tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni: noi siamo sul posto e continueremo a monitorare la situazione nelle prossime ore tenendo aggiornata la cittadinanza“, ha scritto il sindaco Sandro Fallani
L’appello del sindaco di Carovigno. Non ci sarebbero feriti
Un vasto incendio è divampato nel pomeriggio nel centro commerciale Kasawika a Carovigno, in provincia di Brindisi, in via Santa Sabina.
Le fiamme, a quanto si è appreso, hanno distrutto un gran quantitativo di merce e un furgone parcheggiato all’esterno dell’attività commerciale gestita da cinesi.
Al momento non si registrano feriti. Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, hanno creato anche una densa nube di fumo nero. Il sindaco Massimo Lanzillotti ha invitato, su indicazione della prefettura, tutti i cittadini a “tenere le finestre chiuse e a non uscire“. Alle operazioni di spegnimento partecipano squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi e del distaccamento di Ostuni. Sul posto anche polizia locale e carabinieri. Sono in corso accertamenti per stabilire l’origine dell’incendio.
Incendio in una fabbrica a Usmate-Velate con un’alta colonna di fumo.
Incendio in una fabbrica di Usmate-Velate in prossimità di viale Monza con 11 operai intossicati. Di cui 2 trasferiti in codice verde all’ospedale. Giovedì pomeriggio 28 marzo un’alta colonna di fumo proveniente da un capannone di una ditta specializzata nella lavorazione di acciaio ha fatto scattare subito l’allarme e richiamato sul posto i vigili del fuoco, che hanno immediatamente domato le fiamme.
Incendio in una fabbrica di Usmate-Velate e le indagini sulle cause – A quanto pare a prendere fuoco sarebbe stata una vasca diluente, che avrebbe generato il rogo. Ora toccherà ai pompieri accertare le cause dell’incendio. Proprio i vigili del fuoco hanno fatto sapere che “stiamo intervenendo nel comune di Usmate Velate in viale delle industri, per un incendio all’interno di una ditta che tratta materiale ferroso. Sono presenti numerosi mezzi 2 autopompe, 3 autobotti ,1 autoscala, 1 carro soccorso, 1 vettura del funzionario di guardia. Sul posto circa 30 uomini L’incendio è stato istinto in pochi minuti dalle squadre giunte in posto“. Sul posto anche personale sanitario in codice rosso con tre ambulanze e un’auto medica e i carabinieri.
Le fiamme sono divampate tra Limbiate, Cesate e Solaro
I vigili del fuoco al lavoro per domare le fiamme
Sono servite due ore di lavoro serrato da parte di oltre 20 vigili del fuoco provenienti da diversi distaccamenti per domare l’incendio che si è sviluppato questa mattina nel Parco delle Groane, ai confini tra Limbiate, Cesate e Solaro. L’incendio boschivo è partito intorno alle 11 di questa mattina in territorio di Cesate, ai margini della XIV strada, a sud della zona industriale di Corso Europa di Solaro. Sul posto sono state inviate diverse squadre di Vigili del fuoco partite dai comandi di Monza, Lazzate, Desio, Saronno, Garbagnate. Anche il Parco delle Groane ha attivato i volontari del servizio antincendio boschivo e le Gev.
Dopo circa 2 ore,l’incendio è stato circoscritto e spento. Subito dopo sono partiti i lavori di bonifica a cura delle squadre di volontari del Parco delle Groane. L’area interessata dall’incendio è di circa 30mila metri quadri, a bruciare è stata soprattutto vegetazione bassa di sottobosco. Sulle origini non ci sono dati ufficiali ma sono in molti a puntare il dito sulla presenza di spacciatori e tossicodipendenti che potrebbero avere appiccato le fiamme.
Le vittime sono Gianni Boscolo Scarmanati, 64 anni, la moglie 59enne Luisella Veronese e il figlio 27enne Davide. Il decesso è avvenuto a causa del fumo
Tre persone della stessa famiglia sono morte in un incendio scoppiato nella notte in un’abitazione a Sottomarina di Chioggia (Venezia). Le vittime sono Gianni Boscolo Scarmanati,64 anni, la moglie 59enne Luisella Veronese e il figlio 27enne Davide. Un altro figlio della coppia non era in casa.
I tre dormivano al piano di sopra e sarebbero morti a causa del fumo, provocato dall’incendio divampato al piano terra, per cause ancora da accertare, verso mezzanotte e mezza. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco di Chioggia e Cavarzere e l’autoscala di Mestre, al lavoro fino alle prime luci dell’alba. L’abitazione è sotto sequestro per consentire le indagini.
L’allarme – L’incendio ha coinvolto il piano terra dell’abitazione affiancata ad altre e disposta su tre livelli. L’allarme è stato dato da alcuni giovani che hanno visto le fiamme uscire dall’abitazione e si sono prodigati anche con una scala per provare a mettere in salvo le persone.
I vigili del fuoco hanno spento le fiamme, che hanno riguardato un locale al solo piano terra, mentre il fumo si è incanalato nel vano scala, saturando tutta l’abitazione.
Il fumo letale – I pompieri, entrati della casa con gli autorespiratori, hanno trovato al secondo piano le persone prive di vita come accertato dai sanitari del Suem. Le fiamme al piano terra sono state completamente spente e l’immobile dopo la bonifica è stato posto sotto sequestro dai vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate poco prima dell’alba.
Incendio verso le 9.15 di oggi, 22 marzo 2024, alla Max Stand (allestimenti per fiere) in via Liguria, zona industriale di Saonara (IL VIDEO). Le fiamme sono divampate in un capannone di proprietà della ditta Kaltec affittato alla Max Stand: nello stabile erano in corso lavori di manutenzione con l’utilizzo della fiamma ossidrica. Adiacente al capannone si trova la sede di un’azienda che produce e commercializza pneumatici. Alta colonnna di fumo nero, pregna di agenti inquinanti, visibile a decine di chilometri di distanza.
Nessuna persona è rimasta ferita. L’area è stata transennata. Il sindaco ha invitato i cittadini a non aprire le finestre. Ai bambini delle scuole è stato proibito di fare merenda e attività all’aperto.
I vigili del fuoco arrivati da Padova, Piove di Sacco, Mira, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona con tre autopompe, sei autobotti tra cui tre cisterne chilolitriche, due autoscale, il carro NBCR (nucleare biologico chimico radiologico) e oltre 35 operatori stanno intervenendo per circoscrivere le fiamme. Una parte del tetto del capannone è già crollata.
La procura è stata informata dell’accaduto e sta coordinando gli accertamenti. Ingenti i danni alle imbarcazioni, lungo e complesso l’intervento di spegnimento
Nove barche affondate, quattro distrutte (pur rimaste a galla) e il pontile di ormeggio fortemente danneggiato e inagibile. È il bilancio dell’incendio divampato nella notte nel canale di calma di Pra’, un rogo di cui è già stata informata la procura e su cui si stanno svolgendo accertamenti.
L’incendio è divampato intorno a mezzanotte presso l’ex pontile Ilva, vicino al castelluccio. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe scoppiato, per cause ancora da accertare, inizialmente su una sola barca, ma nel giro di pochi minuti le fiamme si sono propagate anche a quelle ormeggiate a fianco, imbarcazioni tutte tra i 7.5 e gli 11.5 metri di lunghezza.
Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre dei vigili del fuoco da terra e due mezzi navali della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Genova, la CP 830 e il battello pneumatico A 61, oltre al nucleo d’intervento portuale. L’intervento di spegnimento è stato molto lungo e complesso: nove imbarcazioni sono colate a picco mentre altre quattro, nonostante i danni provocati dalle fiamme, sono rimaste in galleggiamento, e sono state quindi allontanate e portate in secca, in sicurezza.
La Capitaneria di porto ha già inviato ai proprietari delle barche affondate e al proprietario una diffida per provvedere alla bonifica dell’area, in cui da ore ormai stanno operando tre mezzi nautici del servizio antinquinamento portuale sotto il coordinamento del Nucleo Nostromi della Guardia Costiera. Panne galleggianti sono state stese per circoscrivere tutto lo specchio acqueo coinvolto.
Genova, un incendio distrugge otto imbarcazioni nel porto turistico di Pra’ – QuotidianoNazionale
Forti disagi lungo la A5 Torino-Aosta. Dispiegate diverse squadre di vigili del fuoco
Caos e disagi in autostrada. Un autocarro con a bordo decine di vitelli vivi ha preso fuoco lungo l’A5 Torino-Aosta alle prime luci dell’alba. L’incidente si è verificato all’altezza di Volpiano, in direzione Torino, e il tratto autostradale fino a Settimo torinese risulta attualmente chiuso.
Il conducente è riuscito a liberare alcuni degli animali, altri sono morti intrappolati nel rogo. I vitelli rimasti vivi, riporta TorinoToday, sono scappati lungo l’autostrada e nei campi adiacenti. Sul posto sono intervenuti la polizia stradale di Torino, gli ausiliari Ativa, diverse squadre dei vigili del fuoco di Torino Stura e veterinari dell’Asl, impegnati nelle operazioni di mesa in sicurezza della carreggiata e nel recupero degli animali.
Verso le 18 di lunedì è scattato l’allarme in via dell’Artigianato a Salzano. Densa colonna di fumo scuro visibile a distanza. Nessun coinvolto. Danni ingenti. Indagini sulle cause
Dopo le 18 di oggi, lunedì, diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per domare le fiamme divampate alla Maga Foodlabdi Salzano, in via dell’Artigianato. Trenta operatori arrivati da Mestre, Treviso e Padova con quattro autopompe, tre autobotti, un’autocisterna e due autoscale hanno lavorato ore per domare l’incendio in modo da abbassare la densa nube di fumo scuro che si era sollevata dal capannone di prodotti di gastronomia, visibile a molta distanza. Tanti, preoccupati per l’entità del rogo hanno chiamato la centrale temendo ci fosse qualche coinvolto, mentre il personale avevano tutti lasciato il locale. Ora ci sono indagini per capire l’innesco in un’azienda dove i materiali dell’imballo, i cartoni e le plastiche alimentano facilmente il fuoco.
Preoccupazione anche per le esalazioni: non sembra siano state rilevate criticità per la qualità dell’aria grazie al rapido intervento di spegnimento. Due ore dopo, verso le 20, gli operatori con i vari mezzi erano riusciti a circoscrivere e abbassare il rogo anche se l’incendio non era ancora del tutto domato. Sul posto è arrivato anche il sindaco di Salzano, Luciano Betteto, che ha compiuto un sopralluogo e si è interessato di capire, esclusa la presenza di persone, l’entità e l’origine delle fiamme.
Emanuele “Lele” Panizza quando giocava nell’Alessandria
La tragedia a Valmadonna, la vittima è Emanuele Panizza, 58 anni. Altre due persone intossicate
Un morto e due intossicati, trasportati in codice verde in ospedale. E’ il bilancio dell’incendio scoppiato in una casa a due piani in strada vicinale Fontanette nel sobborgo alessandrino di Valmadonna.
La vittima è un ex calciatore dell’Alessandria, Emanuele Panizza. Difensore, classe 1966, ha giocato con i Grigi cinque stagioni, dall’83 all’88; Juve Domo, La Palma Cagliari, Aosta e Valenzana le altre sue squadre.
“Indossare i nostri colori non è da tutti, lo sappiamo. Tu ne sei stato ampiamente degno. Ciao Lele“, il pensiero affidato ai social dalla società, attualmente ultima nel girone A della serie C. “I Grigi si amano e tu l’hai sempre fatto, sia nelle 75 presenze con la nostra maglia e sia dopo come tifoso“, il messaggio pubblicato dal Museo Grigio.
Sul luogo dell’incendio sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Alessandria e i Volontari di Valenza, oltre ai carabinieri. Le cause del rogo ancora da accertare. Secondo quanto si apprende, qualcuno avrebbe tentato di spegnere il rogo con l’estintore. Nell’appartamento era presente moltissimo fumo anche all’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno portato in salvo due persone.
Una stufetta elettrica la causa del rogo. I vigili del fuoco: “Le stanze erano sature di fumo”. Il dolore dei vicini. Il ministro Piantedosi: “Profondo dolore”
Bologna, 15 marzo 2024
Tre bambini sono morti in un incendio scoppiato nella notte a Bologna . La mamma dei bambini, una donna di 31 anni di origine rumena, Stefania Alexandra Nistor, è morta durante il trasporto all’ospedale Maggiore. Sul posto il personale medico, i vigili del fuoco e la Polizia. E’ successo in un appartamento in via Bertocchi 55, al quarto piano di una palazzina di otto alla periferia della città, dove sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 con automediche e ambulanze e la polizia. Il padre dei bambini, che non viveva in via Bertocchi, ma era rimasto in buoni rapporti con la moglie, è stato portato in ospedale per un sostegno psicologico. La donna lavorava per una ditta di pulizie.
Informata anche la Procura. I bimbi morti sono due gemelli di due anni e una bimba di sei. Il rogo è stato provocato da un corto circuito di una stufetta elettrica che era nella camera da letto, è stata l’ingente quantità di fumo che ne è scaturita ad aver ucciso la madre e i suoi tre figli. Come hanno accertato i vigili del fuoco. L’appartamento è stato sequestrato e sono in corso indagini coordinate dal pm Pierluigi Pinto. E’ stato avvertito il console onorario della Romania.
Il sindaco – Sul posto è arrivato il sindaco Matteo Lepore: “Esprimo il profondo dolore e cordoglio della città per questa terribile tragedia, che ha spezzato la vita di una giovane famiglia. La nostra comunità è in lutto – ha detto – tra l’altro abito proprio qui vicino e sono venuto insieme alla presidente di Quartiere per capire come è la situazione. Ora il padre e i nonni sono seguiti dalle forze dell’ordine, noi come sempre accade siamo a disposizione, stiamo cercando di capire dove andavano a scuola i bambini per stare vicino ai loro compagni di classe e alle insegnanti”.
I vicini – La signora Maria che abita al primo piano conosceva le vittime. Affacciata al balcone con gli occhi lucidi dice: “Non riesco a crederci, Stefania era una persona meravigliosa, sempre allegra e disponibile. Anche ieri abbiamo scambiato due chiacchiere perché la bambina doveva gonfiare le ruote della bicicletta. Io a quei bambini ero affezionata, avevo promesso loro di comprare le uova di Pasqua”.
Il ministro Piantedosi – “Sono profondamente addolorato per la scomparsa di una donna e dei suoi tre bambini avvenuta a causa di un incendio che si è verificato nella notte in un appartamento a Bologna. Esprimo alla famiglia la mia vicinanza e il mio cordoglio, e ringrazio gli operatori dei Vigili del fuoco e delle Forze di Polizia che sono prontamente intervenuti sul luogo della tragedia” ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Le mamme dei compagni di classe – Sul posto stanno arrivando una dopo l’altra le mamme dei compagni di classe della bimba più grande. La rappresentante di classe quando ha saputo è scoppiata in lacrime: “Era una ragazza dolcissima non riesco a crederci”.
Le reazioni – “Colpisce e addolora profondamente la tragica notizia della morte di una madre e di suoi tre figli avvenuta a Bologna. Mi unisco al cordoglio espresso dal sindaco Lepore e ai sentimenti di vicinanza ai familiari delle vittime“. Così in una nota la senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Affari sociali.
Anche Carlo Calenda, leader di Azione scrive sui social: “Siamo attoniti di fronte alle tragiche notizie che arrivano da Bologna. Esprimo il mio cordoglio e quello di tutta Azione ai familiari delle vittime e rivolgo un ringraziamento a chi, in queste ore, si è adoperato nei soccorsi“.