I vigili del fuoco hanno lavorato fino a tarda sera per sedare le fiamme
Grosso incendio, fortunatamente preso per tempo a Calto nel tardo pomeriggio di domenica 12 maggio. Un’azienda di prodotti chimici ed abrasivi ha preso fuoco nella zona artigianale di via dell’Industria Est.
Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta. Impegnate a spegnere le fiamme, le squadre dei vigili del fuoco di Castelmassa e Rovigo con due autopompedue autobotti, l’autoscala e 14 operatori.
Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco. Le operazioni di completo spegnimento e bonifica sono terminate intorno alle 23:30.
Intervengono vigili del fuoco, nessun ferito o intossicato
Ancona, 08 maggio 2024
Principio di incendio in Tribunale ad Ancona, palazzo evacuato
Principio di incendio oggi in tribunale, che è stato evacuato per motivi di sicurezza.
È successo ad Ancona, nella sede di corso Mazzini. L’attività di Palazzo di Giustizia era appena iniziata quando, attorno alle 8:30, è suonato l’allarme incendio.
In fretta il personale amministrativo, i magistrati e gli avvocati, sono usciti dalla struttura di cinque piani, messa in difficoltà in questi giorni per la mancanza degli ascensori, inutilizzabili causa lavori di ristrutturazione. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco. Il principio di incendio si è sviluppato al quinto e ultimo piano. Le prime fiamme sarebbero state spente dal personale presente. Poi sono arrivati i vigili del fuoco per un controllo generale. Quando la struttura sarà ritenuta sicura le persone potranno rientrare. Non ci sono feriti né intossicati.
La Guardia di finanza di Genova ha arrestato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, con l’accusa di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio. Lo comunica il procuratore capo di Genova Nicola Piacente.
Le accuse a Toti: ricevuti 74mila euro – La Procura di Genova ha fatto sapere che «al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro a fronte dell’impegno di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”, di agevolare l’iter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali, di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021, di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22), di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI), 3 di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022)».
In carcere anche Aldo Spinelli e Paolo Emilio Signorini – Ai domiciliari anche il terminalista genovese Aldo Spinelli. In carcere invece l’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, oggi amministratore delegato di Iren. Secondo l’inchiesta che ha portato ai domiciliari il presidente della Regione Liguria, coordinata dai pm Federico Manotti e Luca Monteverde, l’imprenditore avrebbe dato soldi a Toti per ottenere in cambio favori come la concessione a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse.
Procura della Repubblica di Genova Direzione Distrettuale Antimafia
COMUNICATO STAMPA
Ravvisato l’interesse pubblico nella divulgazione di informazioni riguardanti l‘accertamento di episodi di corruzione ritenuti essere stati perpetrati in occasione di consultazioni elettorali riguardanti la Liguria, nonché nell’ambito della Autorità di sistema portuale e della P.A. regionale, e fatta salva la presunzione di innocenza – in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – delle persone sottoposte ad indagini preliminari, nonché la possibilità per queste e per le aziende coinvolte (ma allo stato non destinatarie di contestazioni), di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede
Si comunica che: nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari (coercitive ed interdittive) personali e reali emessa in data 06.05.2024 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica depositata in data 27.12.2023. nei confronti − di Paolo Emilio Signorini, già Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere), − del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari), − di Aldo Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini e del Presidente della Regione Liguria), − di Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria), − di Mauro Vianello, imprenditore operante nell’ambito del Porto di Genova (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini),
2 − di Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A. (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria), − di Matteo Cozzani, capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria, accusato del reato di “corruzione elettorale” (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dalla circostanza di cui all’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, e di corruzione per l’esercizio della funzione, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, − di Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, destinatari dell’obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, accusati del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, − di Venanzio Maurici, destinatario dell’obbligo di presentazione alla p.g., accusato del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p., in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova. Nei confronti di Signorini Paolo Emilio, Spinelli Aldo e Spinelli Roberto, il G.I.P. ha altresì disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un importo complessivo di oltre 570 mila euro, ritenuti profitto dei reati di corruzione contestati.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AI REATI DI CORRUZIONE al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro (40.000 euro erogati in data 8.12.21 e 9.12.21 al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 25.5.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 8.9.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; e 4.100 euro erogati in data 10.3.23 quale partecipazione alla cena elettorale del 10.3.23 per Giovanni Toti) a fronte dell’impegno
di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”,
di agevolare l’ter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali,
di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021,
di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22),
di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI),
3
di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022).
Al Presidente della Regione Liguria ed a Matteo Cozzani (capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria) viene contestato di aver accettato la promessa di Francesco Moncada, (consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A.) di un finanziamento illecito rappresentato dal pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla TERRAZZA COLOMBO per la campagna elettorale comunale del 12.6.2022, a fronte dell’impegno di sbloccare due pratiche di ESSELUNGA pendenti in Regione relative alla apertura di due punti vendita rispettivamente a Sestri Ponente e Savona. A Paolo Emilio Signorini, in qualità di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, viene contestato di avere accettato da Aldo Spinelli utilità ed altre promesse di utilità a fronte dell’impegno
di accelerare la calendarizzazione della pratica in Comitato di Gestione (da lui presieduto) di rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) e per aver rinnovato la suddetta concessione per trent’anni,
di favorire Aldo Spinelli nella concessione di ulteriori spazi portuali nei rimanenti tre anni del suo mandato presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, e in particolare nella concessione delle aree Enel (ex Carbonile) e nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter,
di consentire ad Aldo Spinelli un’occupazione abusiva dell’area dell’ex Carbonile lato levante Nord e Sud in assenza di un titolo legittimante.
Le utilità sono consistite:
nella consegna da parte di Aldo Spinelli di 15.000 euro in contanti a Paolo Emilio Signorini in data 14.7.2022,
nell’avere Aldo Spinelli, nel periodo compreso dal 31.12.21 al 12.3.23, procurato a Signorini 22 soggiorni di lusso a Montecarlo presso l’Hotel de Paris di Monte Carlo, per un totale di 42 notti, comprendenti anche giocate al casinò e servizi extra quali servizi in camera, massaggi e trattamenti estetici, un posto tenda nella spiaggia della struttura alberghiera durante il periodo estivo e la partecipazione ad eventi esclusivi, quali la finale del torneo internazionale di tennis “Rolex Monte Carlo Masters” o serate a tema con annesso spettacolo musicale, riservate ai clienti più importanti del Casinò di Monte Carlo per un valore complessivo superiore a 42.000 euro, nonchè fiches per effettuare puntate alla Casa da Gioco di Montecarlo, una borsa Chanel (regalo destinato a terzi) in data 31.12.2021 un bracciale in oro marca Cartier del valore di 7.200 euro (regalo destinato a terzi) in data 30.7.2022,
nell’avere l’imprenditore offerto in data 28.1.2022 a Signorini un incarico con retribuzione pari a 300.000 euro all’anno una volta terminato il mandato quale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale,
nell’avere l’imprenditore offerto in data 16.12.2022 a Signorini la possibilità di disporre, durante un programmato viaggio a Las Vegas, di un’elevata quantità di denaro, attingendo dalle disponibilità delle carte di credito di Aldo Spinelli.
A Paolo Emilio Signorini viene contestato anche di aver ricevuto da Mauro Vianello (titolare del 54,19% delle quote dell’impresa SANTA BARBARA S.r.l., attiva nel settore degli affari concernenti i trasporti e le comunicazioni e
4
specializzata nei servizi di Prevenzione, Vigilanza e Primo Intervento Antincendio nell’ambito del porto di Genova), a fronte di un provvedimento che disponeva l’aumento della tariffa oraria per le prestazioni del servizio integrativo della Società Santa Barbara S.r.l.,
la disponibilità di un’autovettura di proprietà di Vianello per raggiungere e rientrare da Montecarlo nelle date rispettivamente del 15 e del 18 aprile 2022,
il pagamento della fattura datata 27/06/2022 dell’importo di € 6.600,00 emessa a favore di Paolo Emilio Signorini dall’impresa incaricata dell’organizzazione del banchetto nuziale della figlia di Signorini,
un Apple watch del valore di 439 euro (regalo destinato a terze persone – acquisto effettuato in data prossima al 1.8.2022),
un soggiorno nell’appartamento di proprietà di Vianello dal 3.8.2022 al 10.8.2022, messo a disposizione dall’imprenditore alla moglie e alla figlia di Paolo Emilio Signorini.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AL REATO DI C.D. CORRUZIONE ELETTORALE (ART. 86 DPR 570/1960) A Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato (in concorso con il presidente della Regione Liguria, per il quale non è stata chiesta alcuna misura cautelare/interdittiva in relazione a questo delitto) il reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960). In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 costoro sono accusati di aver promesso posti di lavoro ed il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova (almeno 400 preferenze) e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente”, nonché verso l’indagato Stefano Anzalone ed alcuni altri candidati della predetta lista (QUESTI ULTIMI NON SOTTOPOSTI AD INDAGINI). A Italo Cozzani, Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa (NON ANCHE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, non essendo emersi elementi a suo carico) è contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p., per aver commesso il reato di corruzione elettorale al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Italo Maurizio Testa, Arturo Angelo Testa, in concorso con Stefano Anzalone, quale candidato al Consiglio regionale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente” (nei confronti del quale non è stata formulata alcuna richiesta di misura cautelare con riferimento al reato di cui all’art. 86 DPR 570/1960).
In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 questi promettevano posti di lavoro a più persone per far convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente” e verso il candidato Anzalone Stefano. Anzalone offriva ai fratelli Testa il sostenimento delle spese di vitto e soggiorno in Genova dei predetti fratelli nel periodo compreso tra il 10 ed il 19 settembre 2020). Il reato è aggravato (per quanto concerne i fratelli Testa, NON ANCHE PER ANZALONE) per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
5
Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Venanzio Maurici. Quale elettore e referente “genovese” del clan Cammarata del Mandamento di Riesi, in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020, per dare il proprio voto alla lista “Cambiamo con Toti Presidente”, accettava la promessa di un posto di lavoro in favore del compagno convivente della figlia. All’indagato viene contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p. per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
L’indagine scaturisce da una trasmissione di atti per competenza proveniente dalla Procura della Repubblica della Spezia che ha svolto indagini in un procedimento collegato, nell’ambito del quale in data odierna è stata data esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale della Spezia.
Gli indizi a carico degli indagati sono stati raccolti nel corso di attività di intercettazione, pedinamento ed osservazione, adottate successivamente alla trasmissione degli atti da parte della citata Procura della Repubblica.
L’indagine, inizialmente concentrata su ipotesi di corruzione elettorale, si è successivamente sviluppata su specifiche vicende riguardanti:
finanziamenti (ritenuti illeciti) per la compagine politica facente capo al presidente della Regione Liguria;
erogazioni (ritenute illecite) di varie utilità in favore dell’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;
l’individuazione delle determinazioni sollecitate, promesse e/o adottate dagli indagati pubblici ufficiali a fronte dei finanziamenti/utilità ricevuti. Sono in corso altresì perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica
Il 4 maggio di 75 anni fa l’incidente aereo sulla collina torinese trasformò la squadra più forte di tutte, già leggendaria sul campo, in un gruppo di eroi. Oltre mezzo milione di persone partecipò ai funerali
Foto Olycom
Il silenzio, il cielo che diventava scuro, la folla. Immensa. Cinquecentomila persone, forse di più. Era il 6 maggio del 1949, un venerdì. Si fermava Torino, si era fermata l’Italia. Si svolgevano, nel tardo pomeriggio, i funerali delle vittime della tragedia di Superga. Nello schianto di due giorni prima, contro il terrapieno della Basilica sulla collina che sovrasta la città, aveva perso la vita una delle più forti squadre mai viste su un campo di calcio, quella granata, insieme ai suoi accompagnatori, a tre giornalisti e ai membri dell’equipaggio del trimotore G-212 delle Avio Linee Italiane. Trentun morti. Per poter essere seguito da più gente possibile, il corteo funebre aveva compiuto un giro lunghissimo. I feretri erano usciti da Palazzo Madama e, una volta caricati su alcuni camion, avevano imboccato via Roma, attraversato piazza San Carlo, raggiunto piazza Carlo Felice, girato in corso Vittorio Emanuele II, preso corso Re Umberto, via Alfieri, piazza San Giovanni e infine erano arrivati davanti al Duomo. Un milione di occhi piantati su quel percorso, e deserte tutte le altre strade. Al momento della benedizione la facciata della cattedrale aveva perso tutta la sua luce, era pallida, e così l’intera piazza. Si faticava a vedere. Come due giorni prima, in aria
— La Gazzetta dello Sport (@Gazzetta_it) May 4, 2024
TORINO, UNA SQUADRA DI CAMPIONI – Gli eroi son tutti giovani e belli, cantava Guccini. Chi ha esaltato le folle e muore, all’improvviso e così tragicamente, si trasforma automaticamente in leggenda. La scomparsa cristallizza la bellezza dei gesti, la pulizia dei comportamenti, evita la parabola discendente e l’inevitabile invecchiamento, che non sempre si rivela felice. Ma a volte la trasformazione non serve, perché la leggenda è già in corso da un pezzo. Quel Torino aveva praticamente vinto il suo quinto scudetto consecutivo, giocava un calcio meraviglioso e prima di allora non si era visto in Italia niente del genere. Era una squadra nata da lontano, da quando Ferruccio Novo nell’estate del 1939 era diventato presidente e aveva iniziato a costruire il gruppo, pezzo per pezzo. Lo aveva fatto insieme a Roberto Copernico, titolare di un negozio di abbigliamento in città e consigliere fidato. Le tessere si erano incastrate come pianificato, e a un certo punto vennero fuori gli imbattibili. Bacigalupo era un signor portiere, che aveva rapidamente digerito l’amarezza di un Italia-Ungheria del 1947 in cui scesero in campo con la maglia azzurra 10 giocatori del Toro e, tra i pali, Sentimenti IV della Juve.
I terzini erano Ballarin, forte fisicamente, e Maroso, dotato di classe come pochi. I granata giocavano con il “sistema”, cioè il WM (dove W e M rappresentano il modo in cui venivano disposti in campo i calciatori), e dunque davanti ai terzini stavano il classico Grezar da una parte e l’efficace Castigliano dall’altra, con in mezzo Rigamonti che passando da esuberante a ordinato risolse il problema del centromediano. In attacco, da destra a sinistra, Menti (ala dal gran tiro), Loik (quella che allora si definiva mezzala di fatica), Gabetto (centravanti che si muoveva molto ma segnava altrettanto), Valentino Mazzola (il fuoriclasse assoluto, capitano e fenomeno a tutto campo) e infine Ossola, il più tecnico e forse quello che si sarebbe meglio adattato al calcio di oggi, ricco di tattiche e schemi. Erano speciali anche le riserve: Tomà (il vice Maroso), Martelli (nel ruolo di Grezar), Fadini (mediano di classe) e poi in avanti il francese Bongiorni,Grava e Schubert, romeno nato a Budapest. Ad allenarli, negli anni, furono in diversi: Antonio Janni, Luigi Ferrero, Mario Sperone e poi l’inglese Leslie Lievesley affiancato come direttore tecnico dall’ungherese Egri Erbstein, che aveva ricoperto quel ruolo dal 1943.
LE MANICHE DI MAZZOLA – Vincevano tantissimo ma senza segreti particolari. Contavano sulla forza della semplicità, in campo erano tosti e fuori andavano d’accordo. La città li amava e rispettava ma senza idolatrarli: Ossola e Gabetto erano proprietari di un bar in centro e quando non si allenavano passavano le ore con i clienti. La squadra aristocratica e un po’ funambolica restava a quei tempi la Juventus, il Toro rappresentava la solidità concreta e vincente. Tant’è vero che durante la Guerra, per evitare la deportazione nelle industrie belliche in Germania, i granata vennero inquadrati come dipendenti della Fiat – che produceva utilitarie – mentre i bianconeri finirono con la Cisitalia, che creava modelli di design. Ci sono tutte quelle storie – vere peraltro – sui dieci minuti in cui decidevano di vincere le partite, sul ferroviere Bolmida che suonava la tromba e allora Mazzola si rimboccava le maniche e il destino della partita cambiava. Ma non serve esagerare con la retorica, talento e doti atletiche venivano riconosciute da tutti. Boniperti, l’uomo più juventino di sempre, raccontò: “Cos’era Mazzola? Era l’uomo che si materializzò, durante un derby, sulla linea della sua porta per fermare di tacco un pallone che avevo calciato a colpo sicuro e mi aveva ormai fatto gridare al gol, e pochi secondi dopo, mentre deluso rientravo a centrocampo e alzavo la testa chinata per la delusione, segnava un gol nell’altra porta”. Era un gruppo di grandi atleti diventati campioni, ma restavano brave persone uscite dalla Guerra. Ammirate in Italia perché quella squadra, con le sue imprese, faceva tornare tutti a vivere. E invece proprio lei, di colpo, morì.
L’ALTIMETRO GUASTO – Alle 17.02 di mercoledì 4 maggio l’equipaggio aveva chiamato per l’ultima volta la torre di controllo di Torino. Il pilota – che di cognome faceva Meroni, per dire come la storia granata sia piena di ricorsi del destino – contava di virare di 290 gradi di prua per allinearsi sulla pista di atterraggio. Ma il forte vento di libeccio aveva spostato la rotta dell’aereo e l’altimetro, guasto, segnava 2000 metri quando invece il G-212 viaggiava a 600. Di colpo, dalla nebbia mista a pioggia, sbucò la basilica. Alle 17.05 la torre di controllo chiamò l’equipaggio. Non ci fu risposta.
Attimi di terrore questa notte a Villafranca per unincendio all’Hotel Antares dove erano presenti 600 ospiti tutti evacuati. Le fiamme si sono propagate poco prima di mezzanotte e mezza. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con 6 mezzi assieme ai carabinieri ed agli uomini del 118 intervenuti con un’automedica ed un’ambulanza.
Nessuno degli ospiti ha riportato lesioni o intossicazioni: sei di loro, valutati dai sanitari, hanno rifiutato l’ospedalizzazione. Le operazioni dei vigili del fuoco, per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’hotel che sorge in via Postumia, sono terminate poco dopo le 8 di questa mattina.
Il video è stato pubblicato sui canali social del club nerazzurro ma si tratta di un deep-fake e molte persone non lo hanno capito
Qualcuno grida allo scempio ecologico per il lancio di palloncini nerazzurri in cielo. Altri polemizzano sul festeggiamento. Il risultato è uno solo: commenti indignati e (tanti) sberleffi. È al centro di una polemica il video del dirigibile dell’Inter che sorvola l’Arco della Pace di Milano. Una clip realizzata “artificialmente”, con ogni probabilità realizzata con l’intelligenza artificiale.
Per capire che si tratta di un deep-fake basta soffermarsi con lo sguardo per pochi secondi, anche in modo distratto. I primi due dettagli irreali sono cielo blu e le persone in maglietta a maniche corte, una situazione decisamente irreale dato che a Milano fa freddo come a febbraio e piove. Un altro particolare che stona è il movimento dei palloncini nerazzurri: salgono in cielo seguendo un movimento decisamente poco reale. Ultimo ma non ultimo le due stelle “appese” sotto al dirigibile: sono gigantesche, appaiono dal nulla e hanno riflessi impossibili.
L’anniversario della liberazione d’Italia, noto anche come festa della Liberazione (o semplicemente il 25 aprile), è una festa nazionale della Repubblica Italiana, che si celebra ogni 25 aprile per commemorare la liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo.
È un giorno fondamentale per la storia d’Italia, come simbolo della lotta condotta dai partigiani e dall’esercito a partire dall’8 settembre 1943 (giorno in cui gli Italiani seppero dell’armistizio di Cassibile, appena firmato con gli Alleati); esso ha assunto un significato propriamente politico e militare.
Il monologo di Antonio Scurati sul 25 Aprile letto dalla Bortone a “Che sarà” Rai3
Il testo del monologo di Antonio Scurati per il 25 Aprile, pubblicato in versione integrale sul sito di Repubblica.
“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924.
Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro”.
“Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania“. “In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944. Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati“. “Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia? Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via“.
“Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023)”. “Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana“.
“La dedica principale è per Steven Zhang, che ha sofferto a distanza.Dedica per i tifosi impeccabili. Epoi i meriti, in primis di Simone Inzaghi. Inzaghi è artefice e leader di questo gruppo. Poi Ausilio, Baccin, Zanetti, tutti i dipendenti, donne e uomini. Abbiamo curato i particolari. La seconda stella è un traguardo storico e straordinario”. Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, intervistato da Dazn dopo la vittoria dello scudetto.
“Wow, 20. Che numero! 20 Scudetti. 116 anni e ora finalmente siamo qui. Oggi è un giorno speciale, un giorno storico per tutta la Grande Famiglia Nerazzurra“. Così il presidente dell’Inter Steven Zhang celebra la conquista dello scudetto. “Il giorno in cui abbiamo il cuore pieno di gioia perché l’Inter ha raggiunto un traguardo a cui solo pochi possono ambire. Oggi tutti gli interisti del mondo festeggiano la conquista della Seconda Stella, un segno incredibile che abbiamo inciso insieme nella storia“
⚫️🔵L’Inter vince la seconda stella, il messaggio di Steven Zhang ⭐️⭐️
“Wow, 20. Che numero! 20 Scudetti. 116 anni e ora finalmente siamo qui.
Oggi è un giorno speciale, un giorno storico per tutta la Grande Famiglia Nerazzurra.
Il giorno in cui abbiamo il cuore pieno di gioia perché l’Inter ha raggiunto un traguardo a cui solo pochi possono ambire.
Oggi tutti gli interisti del mondo festeggiano la conquista della Seconda Stella, un segno incredibile che abbiamo inciso insieme nella storia.
Abbiamo affrontato innumerevoli sfide, tra successi e momenti di difficoltà, fino ad arrivare alla gloria più grande, che ci ripaga di tutti i nostri sforzi. Il nostro obiettivo è sempre stato lo stesso, tornare ai vertici in Italia e in Europa. Insieme lo abbiamo centrato. E oggi festeggiamo il ventesimo scudetto della nostra storia, la seconda stella che porteremo sul petto da ora in poi.
Quando Armando Picchi nel 1966 ha sollevato il decimo scudetto nerazzurro erano passati 58 anni dalla notte della fondazione dell’Inter nel 1908. Un lungo percorso che arriva fino a noi, di nuovo 58 anni dopo, nel 2024.
Una leggenda che passa da Giuseppe Meazza alla Grande Inter di Herrera e racconta la storia dell’Inter dei Record e della gloria del Triplete.
Insieme alle famiglie Moratti e Pellegrini, a tutti gli interisti che nella storia del club hanno tremato, pianto ed esultato, con loro ci siamo anche la mia Famiglia ed io. Siamo orgogliosi di avere raccolto la loro eredità e di avere lasciato il nostro segno sui 116 anni di storia dell’Inter, una storia che continua nel tempo.
Emozionandoci insieme, davanti alle due stelle che si accendono stanotte, pensiamo a tutti coloro che hanno compiuto questa impresa straordinaria.
Una vittoria frutto del lavoro di una dirigenza e di uno staff di altissimo livello anche fuori dal campo. Vorrei quindi ringraziare i miei dirigenti, tutte le donne e gli uomini del Club, senza di loro questo successo non si sarebbe mai potuto realizzare.
Il mio più grande ringraziamento va ai nostri guerrieri che lottano sul campo. Al nostro grande Mister, Simone Inzaghi, e tutto il suo staff: grazie Simone. Come ho già detto molte volte, sei un regalo per me durante la mia Presidenza. Sei un tecnico, una persona eccezionale, che ha plasmato la nostra Squadra con una mentalità vincente. Hai trasmesso fiducia e serenità e hai creato questo grande gruppo.
Voglio ringraziare anche i miei giocatori: siete il mio orgoglio e la forza propulsiva dell’Inter. Siete un gruppo di campioni fatto di valori autentici.
I nostri straordinari tifosi, che cantano con me il coro più bello: “per tutti quei chilometri che ho fatto per te!…” Ecco questo è il canto che mi emoziona di più e che presto farete risuonare insieme a San Siro.
Questo è l’ottavo anno della nostra proprietà in questo meraviglioso Club. Abbiamo vissuto insieme due finali europee, 7 trofei, per due volte siamo stati i migliori in Italia. Abbiamo fatto crescere la nostra Inter, insieme, siamo arrivati a vette inimmaginabili, dentro e fuori dal campo.
Continuiamo questo viaggio meraviglioso, perché la nostra realtà sia gloriosa tanto quanto i nostri sogni.
Buone notizie sul fronte societario, con il presidente Zhang che sta formalizzando un accordo di rifinanziamento con il fondo americano Pimco, il che gli garantirà la possibilità di tenersi il club restituendo il debito contratto con Oaktree.
Steven Zhang
Scudetto e non solo, l’Inter si appresta a ufficializzare un’altra vittoria, che va oltre al campo. Steven Zhang è infatti vicino achiudere un’intesa di rifinanziamento con il fondo americano Pimco. La cifra si aggirasui 400 milioni in tre anni, il che permetterà al presidente anzitutto di mantenere la proprietà dell’Inter, restituendo il debito contratto con Oaktree dalla cassaforte lussemburghese che controlla il club. Il nuovo prestito consentirà poi a Zhang di vagliare con più calma eventuali offerte di acquisto o di investimento per l’Inter.
I dettagli del nuovo prestito – L’accordo per il rifinanziamento potrebbe esser ufficializzato entro qualche giorno. Allora si sapranno anche i dettagli finanziari. Il prestito da 275 milioni di Oaktree prevedeva un interesse annuo del 12% da pagare tutto alla scadenza del debito, per un totale quindi di circa 375 milioni. Difficile che l’intesa con Pimco possa contemplare un interesse inferiore, dal momento che i tassi di riferimento sul mercato sono aumentati notevolmente rispetto a tre anni fa. In ogni caso,il nuovo prestito di 400 milioni consentirà a Zhang di rimborsare integralmente il dovuto a Oaktreee di ragionare con più calma sui prossimi obiettivi del club: lo scudetto, certo, ma anche lo stadio e l’offerta per l’Inter giunta dall’Arabia Saudita.
Cosa fa Pimco – Pimco è una società di gestione del risparmio con sede in California, ma controllata dalla compagnia assicurativa tedesca Allianz. Pimco gestisce circa 1200 miliardi di dollari ed è specializzata negli investimenti obbligazionari, ossia nel fornire credito alle società.
Inter, in chiusura l’accordo col fondo Pimco: 400 milioni in tre anni, così Zhang si tiene il club
L’ufficialità arriverà entro tre settimane ma l’intesa è stata già definita
L’ufficialità arriverà entro quindici-venti giorni ma l’accordo è in via di definizione: l’Inter è a un passo dal chiudere un’intesa con il fondo americano Pimco per un finanziamento da 400 milioni di euro, di durata triennale. Così Steven Zhang, che già da oggi è a Shanghai per il Gp di Formula 1 ospite di Stefano Domenicali, rifinanzia il debito e mantiene la proprietà del club nerazzurro.
I DETTAGLI – Da settimane Zhang lavorava su due tavoli: da una parte la trattativa con Oaktree, il fondo californiano a cui entro il 20 maggio deve restituire 375 milioni (interessi compresi) per evitare l’escussione delle azioni dell’Inter. Ma contemporaneamente il presidente dell’Inter aveva avviato il dialogo con un altro partner, Pimco appunto, per strappare condizioni migliori. Oaktree infatti sarebbe stato disposto a rifinanziare con un interesse maggiore del 12% attuale e soprattutto a fronte di un arco temporale ridotto, di fatto accettando un passaggio tecnico verso la futura cessione del club. Condizioni che Zhang non vedeva di buon occhio. Con Pimco, invece, l’accordo sarà ancora di durata triennale, la stessa impostata nel 2021 con Oaktree. E con i 400 milioni dal nuovo fondo Usa di fatto Zhang liquiderà le pendenze con Oaktree, in modo tale da allungare il suo orizzonte. Come fosse un rilancio, in pratica. Zhang si tiene l’Inter, alla vigilia dello scudetto e soprattutto di una stagione che vedrà ancor di più aumentare i ricavi e chissà, magari anche in attesa di novità sulla costruzione del nuovo stadio.
La piattaforma di sport in streaming ha scritto una lettera alla Lega tedesca accusandola di «limitare la concorrenza» sul mercato.
E’ scoppiato il caos in Germania sul fronte diritti tv. La DFL (Deutsche Fussball Liga, ente organizzatore delle due massime serie calcistiche del Paese) ha bloccato l’asta per i diritti televisivi del quadriennio 2025-2029 a seguito di una denuncia presentata da DAZN sul suo svolgimento. La piattaforma di sport in streaming – che in Italia trasmetterà tutte le partite di Serie A fino al 2029 – ha accusato la Lega tedesca di limitare la concorrenza e ha inviato una dura lettera ai vertici della DFL.
Secondo quanto riportato dalla stampa sportiva in Germania, il caos è nato dalla decisione della DFL di non assegnare a DAZN il pacchetto B di diritti tv, riservato alle sole pay-tv, che comprende 196 partite in diretta a stagione tra quelle del venerdì sera, quelle del sabato alle ore 15.30 e gli spareggi per la promozione in Bundesliga. Il pacchetto è considerato il più costoso e questi diritti sono attualmente detenuti da Sky nel Paese.
La piattaforma streaming ha inviato così una lettera alla DFL, trasmettendola contemporaneamente ai 36 club delle prime due divisioni professionistiche tedesche (la Bundesliga e la 2. Bundesliga), denunciando la mancata assegnazione del pacchetto B nonostante la presentazione di quella che è stata definita «l’offerta finanziariamente più attraente e convincente».
«Siamo stati portati a credere che la nostra offerta fosse significativamente più alta di qualunque altra – continua DAZN nella lettera –. Non abbiamo altra spiegazione per questo comportamento se non che la direzione della DFL avesse già deciso il risultato, assegnando il pacchetto B al suo offerente preferito e privando i club della loro quota del reddito aggiuntiva derivante dall’offerta DAZN senza condurre un altro giro di offerte». Seppur non sia stato citato direttamente, l’offerente indicato da DAZN è la rivale Sky.
Le regole del bando 2025-2029, che ha visto l’eliminazione della single buyer rule, stabiliscono che un’offerta sarà accettata se è l’unica superiore al minimo indicato e se la seconda offerta più alta prevede un corrispettivo inferiore di oltre il 20%. Il primo criterio viene evidenziato da DAZN come quello dirimente per questa questione. Non è noto quanto abbia offerto Sky, ma vi è certezza del fatto che l’offerta di DAZN sia superiore del 20%, come previsto dalle regole per arrivare all’assegnazione.
Inoltre, nella lettera inviata alla DFL, DAZN denuncia la richiesta da parte dell’ente calcistico di una garanzia bancaria per l’offerta con sole 24 ore di preavviso, nonostante nel regolamento del bando non si faccia cenno a questa condizione come necessaria. La presentazione di garanzie sarebbe dovuta solamente qualora l’offerente avesse avuto problemi con pagamenti in passato, eventualità che DAZN ha escluso categoricamente.
DAZN, attraverso la lettera firmata dall’amministratore delegato Shay Segev, ha sottolineato che non ha nessuna intenzione di presentare garanzie bancarie riguardanti la propria offerta, ma solamente «un documento di presa in responsabilità come accaduto per il bando precedente», quando la piattaforma si è aggiudicata i diritti pay insieme a Sky.
Richiedere una garanzia bancaria per assicurarsi che un partner mediatico effettui i pagamenti per i quali si è impegnato con l’offerta sarebbe anche un procedimento legittimo all’interno dell’asta. Tuttavia: nel ciclo dei diritti attuale, iniziato con la stagione 2021/2022 e che si estende fino alla fine della prossima stagione, l’ente guidato da Christian Seifert decise di rinunciare a questo specifico aspetto. DAZN è da tempo un affidabile detentore dei diritti sportivi di punta in tutta Europa e in Germania ci si chiede perché una richiesta del genere sia arrivata solamente ora.
«La richiesta di garanzie finanziarie sproporzionate e il rifiuto di una prova di solvibilità – prosegue ancora la lettera –, che sarebbe pienamente conforme agli interessi legittimi della DFL GmbH, costituisce un abuso della posizione dominante sul mercato dei diritti di trasmissione delle partite di calcio in Germania e rappresenta una decisione di un’associazione imprenditoriale che limita la concorrenza».
Tali accuse sono state respinte con forza dallaDFL, che da parte sua sostiene di non avere commesso alcun errore nella procedura per l’assegnazione dei diritti. Ora è interessante capire come evolverà la situazione. Tuttavia, sembra improbabile che l’Antitrust intervenga. DAZN ha dichiarato alla rivista Kicker di avere «delle preoccupazioni riguardo a certi elementi del processo di assegnazione e ha sollevato direttamente questi problemi con la DFL. DAZN continua a impegnarsi per creare valore aggiunto per la Bundesliga, i suoi club e i suoi tifosi. Non commenteremo ulteriormente questo argomento in questo momento».
Cgil e Uil, giovedì 11 aprile sciopero generale di 4 ore per tutti i settori privati
CGIL E UIL PROCLAMANO PER TUTTI I SETTORI PRIVATI 4 ORE DI SCIOPERO GENERALE PER GIOVEDÌ 11 APRILE 2024
ed invitano tutte le lavoratrici e i lavoratori a aderire e a partecipare alle iniziative e mobilitazioni che saranno organizzate a livello territoriale.
GLI OBIETTIVI E LE RAGIONI DELLO SCIOPERO SONO:
1 – ZERO MORTI SUL LAVORO
• La salute e la sicurezza sul lavoro devono diventare un vincolo per poter esercitare l’attività d’impresa;
• Cancellare le leggi che negli anni hanno reso il lavoro precario e frammentato;
• Superare il subappalto a cascata e ripristinare la parità di trattamento economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli appalti pubblici e privati;
• Rafforzare le attività di vigilanza e prevenzione incrementando le assunzioni nell’Ispettorato del Lavoro e nelle Aziende Sanitarie Locali;
• Mai al lavoro senza un’adeguata formazione e diritto alla formazione continua per tutte le lavoratrici e i lavoratori;
• Una vera patente a punti, per tutte le aziende e per tutti i settori, che blocchi le attività alle imprese che non rispettano le norme di sicurezza;
• Diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di eleggere in tutti i luoghi di lavoro i propri Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza;
• Obbligo delle imprese ad applicare i CCNL firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative ed al rispetto delle norme sulla sicurezza; quali condizioni per poter accedere a finanziamenti/incentivi pubblici.
2 – PER UNA GIUSTA RIFORMA FISCALE
Lavoratori dipendenti e Pensionati pagano oltre il 90% del gettito IRPEF, mentre intere categorie economiche continuano a non pagare fino al 70% delle imposte dovute. L’evasione complessiva continua ad essere pari a 90 miliardi all’anno.
• La delega che il governo sta applicando invece di combattere l’evasione fiscale e contributiva introduce nuove sanatorie, condoni e concordati.
Non tassa gli extraprofitti, favorisce le rendite finanziare e immobiliari, il lavoro autonomo benestante e le grandi ricchezze;
Questa impostazione del governo va contrastata ed invertita:
• È necessario ridurre la tassazione sul lavoro dipendente ed i pensionati, tassare le rendite e contrastare l’evasione;
• Promuovere così un fisco progressivo abolendo la flat tax, estendendo la base imponibile dell’IRPEF a tutti i redditi;
• Indicizzare all’inflazione reale le detrazioni da lavoro e da pensione e detassare gli aumenti contrattuali;
• Occorre andare a prendere le risorse dove sono per finanziare sanità e istruzione,non autosufficienza, diritti sociali e investimenti pubblici.
3 – PER UN NUOVO MODELLO SOCIALE E DI FARE IMPRESA
Vogliamo rimettere al centro delle politiche economiche e sociali del governo e delle Imprese il valore del lavoro a partire dal rinnovo dei CONTRATTI NAZIONALI e da una legge sulla rappresentanza, la centralità della salute e della persona, la qualità di un’occupazione stabile e non precaria, una seria riforma delle pensioni, il rilancio degli investimenti pubblici e privati per riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo e puntare alla piena e buona occupazione a partire dal Mezzogiorno.
Sciopero 11 aprile 2024, Atm e Trenord: metro, bus, tram e treni a rischio. Orari e fasce di garanzia
Un’agitazione proclamata dai sindacati Cgil e Uil, che potrebbe creare i disagi maggiori nel settore dei trasporti
In arrivo una giornata complicata per pendolari e viaggiatori: giovedì 11 aprile è il giorno scelto dai sindacati Cgil e Uil per uno sciopero nazionale generale dei lavoratori di tutti i settori, ma i disagi più grandi, come sempre, potrebbero verificarsi nel settore dei trasporti, con imezzi pubblici e i convogli regionaliche potrebbero fermarsi. Vediamo tutto più nel dettaglio.
Trenord – I primi a fermarsi, alle 9 del mattino, saranno iferrovieri. In una nota Trenord, la società che gestisce il trasporto ferroviario in Lombardia, ha fatto sapere che “per la giornata di giovedì 11 aprile 2024, è stato proclamato uno sciopero nazionale dalle ore 09:01 alle ore 13:00 che potrà generare ripercussioni sulla circolazione ferroviaria in Lombardia”.
E ha aggiunto: “Il servizio regionale, suburbano, la lunga percorrenza di Trenord e il servizio aeroportuale potranno subire variazioni e cancellazioni. Le fasce orarie di garanzia non saranno interessate dallo sciopero e inoltre arriveranno a fine corsa i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le ore 09:00 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 10:00”.
“Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per il Malpensa Express”, ha concluso Trenord.
Fs Italiane e Italo – Sempre per quanto riguarda la rete ferroviaria, sarà coinvolto anche il personale del Gruppo Fs Italiane e Italo e l’agitazione durerà dalle 9 alle 13. Come previsto dalla legge verranno garantire le fasce orarie di tutela, ovvero orari in cui i servizi saranno comunque assicurati. Trenitalia ha fatto sapere che saranno garantiti i treni essenziali in partenza nella fascia oraria dalle 6.00 alle 9.00.
Atm – In serata sarà il turno dei lavoratori di Atm.L’agitazione, come si legge sul portale dedicato del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, durerà 4 ore. A Milano – ha fatto sapere in una nota Atm, l’azienda che si occupa del trasporto pubblico locale – lo sciopero “del personale viaggiante e di esercizio delle linee di superficie e metropolitane, secondo le modalità comunicate dalle strutture regionali delle federazioni di categoria del Trasporto Filt e Uilt che hanno aderito all’iniziativa confederale, sarà possibile dalle 20 alle 24”. Quindi da inizio servizio fino alle 20, i mezzi circoleranno regolarmente. Dalle 20 a mezzanotte, invece, metropolitane, bus e tram saranno a rischio.
I motivi della protesta – Perché lo sciopero? A spiegarlo sono stati gli stessi sindacati. La prima richiesta è “zero morti sul lavoro”. “La salute e la sicurezza sul lavoro devono diventare un vincolo per poter esercitare l’attività d’impresa”, hanno spiegato, chiedendo di “cancellare le leggi che negli anni hanno reso il lavoro precario e frammentato”, di “superare il subappalto a cascata e ripristinare la parità di trattamento economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli appalti pubblici e privati” e di “rafforzare le attività di vigilanza e prevenzione incrementando le assunzioni nell’Ispettorato del Lavoro e nelle Aziende Sanitarie Locali”.
Poi, viene chiesta una “giusta riforma fiscale”. “Lavoratori dipendenti e pensionati pagano oltre il 90% del gettito Irpef, mentre intere categorie economiche continuano a non pagare fino al 70% delle imposte dovute. L’evasione complessiva continua a essere pari a 90 miliardi all’anno – si legge in una nota congiunta di Cgil e Uil -. La delega che il governo sta applicando invece di combattere l’evasione fiscale e contributiva introduce nuove sanatorie, condoni e concordati, non tassa gli extraprofitti, favorisce le rendite finanziare e immobiliari, il lavoro autonomo benestante e le grandi ricchezze”.
Ultima motivazione, “rimettere al centro delle politiche economiche e sociali del governo e delle imprese il valore del lavoro, a partire dal rinnovo dei contratti nazionalie da una legge sulla rappresentanza, la centralità della salute e della persona, la qualità di un’occupazione stabile e non precaria, una seria riforma delle pensioni, il rilancio degli investimenti pubblici e privati per riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo e puntare alla piena e buona occupazione a partire dal Mezzogiorno”.
Era fermo con la sua auto in una stazione di servizio quando è stato raggiunto da due uomini che lo hanno costretto a lasciare la vettura per poi ucciderlo sparandogli addosso
Aspettavail suo turno per fare rifornimento, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Questo il tragico destino di Luke Fleurs, 24enne calciatore sudafricano dei Kaizer Chiefs.
L’agguato – Secondo quanto ricostruito dalla polizia di Johannesburg, il ragazzo era fermo con la sua auto in una stazione di servizio, quando è stato raggiunto da due uomini che, armati, lo hanno costretto a lasciare la vettura per poi ucciderlo sparandogli addosso. Uno dei due malviventi sarebbe poi fuggito con la macchina della vittima. I Kaizer Chiefs, campioni del Sudafrica per 12 volte, ne hanno annunciato la «tragica morte», ricordando il ragazzo come un «difensore di classe con grandi capacità tecniche».
Fleurs, che con la maglia della nazionale Under 21 sudafricana ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo, verrà ricordato prima delle gare della prima e seconda divisione sudafricana con un minuto di silenzio. «Ci siamo svegliati con la notizia straziante e devastante della scomparsa di questa giovane vita – scrive in una nota il presidente della Federcalcio sudafricana Danny Jordaan -. Questa è una perdita enorme per la sua famiglia, i suoi amici, i suoi compagni di squadra e per il calcio in generale».
Le ali di due aerei si scontrano sulla pista all’aeroporto di Londra
Paura all’aeroporto di Heathrow, a Londra, dove dueaerei si sono scontrati in pista. La collisione a bassa velocità ha causato danni alle estremità delle ali e gli aerei sono stati costretti a rimanere a terra. Chi ha assistito alla scena è rimasto scioccato.
Collisione aerea sulla pista: i danni – Un jet della British Airways, appena rientrato da Accra (Ghana), è stato colpito da un Virgin Atlantic 787 che un rimorchiatore stava trainando, sulla pista dell’aeroporto di Heathrow. Le ali di entrambi i veivoli hanno riportato dei danni e sono stati ritirati dalla pista in attesa di essere rimessi in sesto. Fortunatamente, i guasti si sono limitati alle sole estremità alari degli aerei e sono stati molto lievi. Entrambi gli aerei erano vuoti in quel momento e le due compagnie si sono subito messe all’opera per le dovute riparazioni: «Abbiamo avviato un’indagine completa e approfondita e i nostri team di ingegneri stanno eseguendo controlli di manutenzione sull’aereo, che per ora è stato messo fuori servizio», ha dichiarato l’equipaggio del Virgin Atlantic.
La sicurezza dei passeggeri non è stata minata. Non ci sono feriti e l’aeroporto di Londra ha continuato a effettuare i voli senza ritardi.
La notizia sulla collisione si è subito diffusa sui social – Un passeggero scosso dalla vicenda, ha subito twittato: «Ho appena assistito a un incidente aereo a Heathrow!» e molte altre persone sono rimaste scioccate dallo sbaglio compiuto dal rimorchio nel trasportare il Virgin Atlantic 787, una manovra che è all’ordine del giorno negli aeroporti e che dovrebbe essere semplice.
La scelta editoriale di Tuttosport di esasperare l’anti-interismo non sta pagando. Il dato delle vendite è clamorosamente negativo
La scelta editoriale di Tuttosport, amplificata durante la direzione di Guido Vaciago, di esasperare l’anti-interismo non sta pagando. Tutt’altro. Nelle edicole, infatti, è severa la punizione che sta subendo il quotidiano di Torino. Dati mortificanti.
Un crollo nelle vendite continuo, perenne. Tuttosport è mestamente ultimo nella classifica di vendite pubblicata da PrimaOnline.
Ecco i dati di gennaio 2024, confrontati con quelli del 2023. Tuttosport compare dietro Il Giornale di Brescia, l’Unione Sarda e il Messaggero Veneto, in calo di quasi il 2%.
Anche a dicembre, malgrado un segno più, il dato era abbastanza sconsolante:
Ricordiamo a cosa si riferiscono questi dati. Lo spiega perfettamente proprio Primaonline: “Da qualche mese, ricordiamo, abbiamo introdotto anche l’infografica che rappresenta il“totale vendite individuali” che comprende le vendite individuali cartacei (vendite in edicola e porta a porta), gli abbonamenti individuali cartacei e le vendite copie digitali individuali”
A novembre Tuttosport ha fatto registrare un -6,07% nel totale vendite individuali. A settembre addirittura un -7,83% nella diffusione cartacei + digitali. A ottobre la diffusione ha fatto registrare un -3,81%.
La Fondazione Jdentità bianconera è un ente istituzionale no profit che si è data come mission quella di difendere il valore del mondo Juve nel suo complesso.
Alle Procure di Roma e Milano, alla Covisoc, la Commissione di vigilanza sulle società professionistiche di calcio, e alla Procura Federale della FIGC è stato presentato un esposto di 61 pagine che vengono racchiuse in una sola domanda: «L’Inter poteva iscriversi al campionato di Serie A di quest’anno?».
A porgere questo quesito è la Fondazione Jdentità bianconera, ente istituzionale no profit che si è data come mission quella di difendere il valore del mondo Juve nel suo complesso ed è nata dall’idea di 12 persone e che ora vede una ventina di avvocati nel proprio nucleo. L’esposto ha richiesto il lavoro di professionisti che si occupano di revisioni contabili e di analisi dei bilanci.
Il fondamento del dubbio legato alla corretta iscrizione dell’Inter si rifà al concetto della situazione preposta a garantire la continuità aziendale che, secondo chi ha presentato l’esposto, non si potrebbe considerare sufficiente. Non solo. Si fa riferimento anche a un’altra situazione ai conti non floridi del club nerazzurro, ovvero il livello degli oneri finanziari paragonati al fatturato.
Esposto iscrizione Inter campionato – Il comunicato stampa della Fondazione Jdentità bianconera
«L’esposto si reputa necessario per portare all’attenzione degli organi competenti alcuni elementi destanti forti preoccupazioni, quale ad esempio, la fornitura da parte di FC Internazionale S.p.A. di garanzie a supporto della cosiddetta continuità aziendale – si legge nel comunicato stampa della Fondazione Jdentità bianconera –. La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario la cui sussistenza o meno deve essere controllata dai revisori a prescindere dalle dichiarazioni degli amministratori».
«Secondo la documentazione da noi raccolta dopo approfondite ricerche nelle sedi opportune, la società di calcio FC Internazionale S.p.A. non avrebbe rispettato i requisiti minimi necessari per potersi iscrivere regolarmente al campionato di Serie A. Come riportato nel bilancio approvato al 30 giugno 2023 e pubblicato dalla F.C. Internazionale Milano s.p.a. la continuità aziendale sarebbe garantita da una lettera di patronage da parte di Grand Tower S.à.r.l., società con sede in Lussemburgo. I documenti in nostro possesso evidenziano che Grand Tower S.à.r.l. non ha mai presentato un bilancio: questo suscita forti perplessità sulle effettive capacità dell’azienda di fornire le adeguate coperture finanziarie ad F.C. INTER»
«A tal proposito è utile sottolineare che la società Grand Tower S.à.r.l., detentrice del 68,55% delle quote azionarie dell’FC Internazionale S.p.A. dovrà rimborsare una cifra di circa 380 milioni di euro tra capitale e interessi al fondo OakTree, che detiene in pegno le quote azionarie a garanzia del prestito in scadenza a maggio 2024. Nel caso di FC Internazionale S.p.A. i bilanci analizzati relativi agli ultimi sei anni, evidenziano risultati costantemente negativi. L’unico modo di proseguire l’attività per un’azienda con questa situazione è che si proceda sistematicamente al ripianamento delle perdite, immettendo continuamente nuovo capitale».
«Un ulteriore elemento di oggettiva crisi è dato dal livello degli oneri finanziari sul fatturato: nella dottrina aziendale, valori superiori al 2% sono indice di default. Nel caso di FC Internazionale S.p.A.si registrano valori vicini al 10%. Per le ragioni di cui sopra si ritiene che non siano rispettate le condizioni indicate come necessarie per l’iscrizione ai campionati, sia passati che futuri, previsti dalle NOIF per mancanza cronica degli elementari equilibri economici e quindi per assenza, si può dire cronica, della continuità aziendale. La società FC Internazionale S.p.A. non produce utili da almeno venti anni di gestione».
«Le norme federali, in particolare l’art. 85 ed il sistema con cui vengono concesse le licenze nazionali per l’ammissione ai campionati, attribuiscono alla continuità aziendale un’importanza assoluta: se manca non ci si può iscrivere al campionato. Per situazioni analoghe o addirittura meno gravi, Reggina e Siena non hanno potuto iscriversi al Campionato di serie B e serie C, rispettivamente. Questo nonostante la Reggina avesse provveduto a rendere disponibili le somme necessarie a coprire il debito. In sintesi, la Fondazione Jdentità Bianconera attraverso i propri legali, chiede agli organi preposti di dare evidenza di aver effettuato le dovute approfondite verifiche al fine di dimostrare che la società FC Internazionale S.p.A. sia effettivamente in possesso di tutti i requisiti necessari per la partecipazione al campionato di Serie A».
Secondo una catena di Sant’Antonio, scaricando un aggiornamento dell’applicazione denominato WhatsApp Gold si aprirebbe un video contenente un virus informatico. La bufala, in origine in spagnolo, era già stata smentita nel 2017
Secondo una bufala che circola in questi giorni, sull’applicazione di messaggistica di proprietà di Facebook gira l’invito ad attivare una nuova versione dell’app denominata WhatsApp Gold: in seguito all’apertura del link in allegato, che rimanderebbe a un video ribattezzato Martinelli, il telefono subirebbe un attacco hacker irreversibile. Ovviamente è tutto falso, anche perché gli sviluppatori dell’app non hanno mai pensato a un upgrade al fantomatico WhatsApp Gold.
Catene senza tempo
La bufala in questione aveva già fatto la propria comparsa tempo fa. Le allarmistiche catene di Sant’Antonio che spesso trovano spazio sull’app si servono infatti generalmente di avverbi di tempo privi di riferimenti precisi, come “oggi” o “domani”, e sono perciò facilmente riciclabili.
La bufala in origine era in lingua spagnola ed era già stata smentita dalla Policía Nacional in un tweet del 29 luglio 2017. Si tratta di una fake news simile a quella che parlava di un video denominato “Popcorn Carnival”, sempre in lingua spagnola, la quale metteva in guardia da un attacco hacker perpetrato sempre tramite un video. Ma del video “Martinelli” e di “Popcorn Carnival” non è mai esistita traccia.
4 gennaio 2019 (modifica il 5 gennaio 2019 | 12:18)
Il Milan ha raggiunto Firenze con tre ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia: una disavventura mentre la squadra e lo staff erano già in volo, partiti da Malpensa con destinazione Firenze. Dopo il decollo e pochi minuti di volo, infatti, il pilota ha avvisato che per un piccolo problema tecnico bisognava tornare in pista a Milano. Momenti di inevitabile tensione.
La squadra è rientrata ed è stato predisposto un piano alternativo che ha permesso ai rossoneri di ripartire poi con un altro aereo. Tutto questo ha comportato un ritardo notevole. Il paradosso è che la squadra di Pioli , inizialmente, doveva raggiungere la Toscana in pullman ma, per evitare problemi legati al traffico del weekend di Pasqua, hanno deciso di utilizzare un altro mezzo.
Il Milan è atteso stasera (Sabato 20:45) da una missione complicatain un ambiente speciale, con i 33.500 del Franchi sold outche faranno di tutto per spingere la loro Fiorentina alla ricerca di una vittoria che rappresenterebbe l’omaggio ideale a Joe Barone, scomparso lo scorso 19 marzo. «I tifosi viola sono fantastici se si tratta di unirsi per compattarsi» avvisa il tecnico rossonero, grande ex, che però non intende cedere alla nostalgia: vuole il successo consecutivo numero 5 per consolidare il secondo posto in classifica.
Il Manchester United rischierà di essere escluso dall’Europa la prossima stagione dopo che la UEFA ha mantenuto il divieto ai club sotto la stessa proprietà di competere tra loro.Cosa dice il regolamento UEFA sulle multi-proprietà?
Mentre i club sotto la stessa proprietà possono giocare in Europa se partecipano a competizioni diverse, rimane in vigore il divieto per i club di prendere parte alla stessa competizione.
Ed è qui che il recente crollo del Nizza nella Ligue 1 francese potrebbe finire per impedire allo United di giocare in qualsiasi competizione la prossima stagione. Il Nizza è interamente di proprietà del gruppo Ineos di Sir Jim Ratcliffe, mentre il miliardario della petrolchimica ha confermato che gli sarà “delegata la responsabilità per la gestione delle operazioni calcistiche dello United” come parte del suo acquisto di azioni di minoranza dai Glazers.
Manchester United e Nizza non possono ‘stare’ nella stessa competizione – Solo il mese scorso, Ratcliffe affermò che gli era stato detto dalla UEFA che “non c’erano circostanze” in cui la sua proprietà del Nizza avrebbe impedito al ManUtd di giocare in Europa.
Ma la UEFA ha ora confermato che esiste un divieto totale per i club sotto la stessa proprietà di prendere parte alla stessa competizione, nonostante una revisione del suo regolamento. Alla richiesta di confermare la situazione, un’esponente della UEFA ha dichiarato a SunSport:
“È corretto che Manchester United e Nizza non possano giocare nella stessa competizione.Potrebbero giocare in competizioni diverse, poiché non esiste più il ‘feeding’ tra le competizioni.”
Lo United, sesto in classifica, sembra destinato a un posto in Europa League la prossima stagione, anche se i club inglesi guadagnano un posto extra in Champions League grazie alle loro prestazioni in Europa in questa stagione. Ma la forma scioccante di Nizza nel 2024 potrebbe complicare enormemente la situazione. Sembravano certi di un posto in Champions League alla fine di gennaio, prima di una serie horror di una sola vittoria su sette che li ha portati al quinto posto. Se United e Nizza finissero nelle loro posizioni attuali, entrambi i club si qualificherebbero per l’Europa League.
Precedenza Nizza – Comunque, secondo le regole, il Nizza avrebbe la precedenza in quanto il club “si è classificato al primo posto nel campionato nazionale”. Ciò cambierebbe se lo United vincesse la FA Cup, il che darebbe loro la precedenza e manderebbe invece il Nizza alla Conference League.
Allo stesso modo, se sia lo United che il Nizza dovessero qualificarsi per la Champions League, chi finirà più in alto nella competizione nazionale otterrebbe il posto, mentre l’altro perderebbe l’Europa. A meno che il Nizza non arrivi quarto, il che è sufficiente solo per gli spareggi di Champions League, in cui lo United otterrebbe il posto. Se entrambi i club finissero nella stessa posizione a livello nazionale e si qualificassero per la stessa competizione, allora lo United avrebbe la precedenza a causa della posizione dell’Inghilterra in cima alla “lista di accesso” quinquennale della Uefa.
Ma, a seconda dei vincitori della coppa nazionale di ciascun paese, rimane uno scenario in cui United e Nizza si qualificano ciascuna per la Conference League, ma la squadra francese prende il posto a causa di una posizione più alta in campionato, lasciando lo United senza nulla. La UEFA sta eliminando la tradizionale fase a gironi delle tre competizioni dalla prossima stagione, sostituendola con tre campionati unici, con i club eliminati da ognuno di essi fuori dall’Europa.
Resta inteso che qualsiasi problema se sia il Manchester City che il Girona, attualmente terzo nella Liga, si qualificassero per la Champions League, verrebbe risolto se il club catalano perdesse la sua rappresentanza nel consiglio del City Football Club.
Fonte The Sun – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com
Gli sversamenti che da decenni vengono dalle miniere abbandonate di Montevecchio, ad Arbus, nel sud della Sardegna, sono una costante e arrivano al mare senza che si sia provveduto negli anni a bonificare la zona in prossimità della costa. Ma da qualche giorno il corso di acqua rossastra, che porta con sé residui di lavorazione da sottoterra, ha raggiunto dimensioni che fanno gridare gli ambientalisti al disastro: ambientale e anche economico, considerato che siamo a ridosso della stagione turistica per la Marina di Arbus. Nel video si vede la ‘marea rossa’ che dalle miniere arriva prepotentemente fino al mare, con il suo carico di veleni, e causando un danno al paesaggio intorno. Il complesso di Montevecchio, nei suoi oltre 140 anni di attività, ha prodotto più di 1.700.000tonnellate di piombometallo e più di 1.200.000 tonnellate di zinco metallo oltre ad argento, bismuto, antimonio, rame, cadmio e germanio. (a cura di Francesca Zoccheddu)
Per quanto riguarda la situazione Acerbi-Juan Jesus il Giudice Sportivo prende tempo, riservandosi la possibilità di attendere ulteriore approfondimenti della Procura federale: “Il Giudice sportivo, letto il referto del Direttore di gara, ritiene necessario che venga approfondito da parte della Procura federale per riferire a questo Giudice, sentiti se del caso anche i diretti interessati, quanto accaduto tra il calciatore della Soc. Napoli Juan Guilherme Nunes Jesus ed il calciatore della Soc. Internazionale Francesco Acerbi circa eventuali espressioni di discriminazione razziale proferite da quest’ultimo nei confronti del calciatore della Soc. Napoli”.
Di seguito l’elenco sempre aggiornato dei giocatori indisponibili per infortunio, squalificati o semplicemente diffidati del campionato diSerie A.
Atalanta
Squalificati: /
Diffidati: Zappacosta, De Roon, Lookman, Hateboer
Infortunati: Rossi – Problema al flessore, in dubbio per la 28ª giornata;
Bologna
Squalificati: /
Diffidati:Saelemaekers, Calafiori
Infortunati: Karlsson – Trauma distorsivo alla caviglia sinistra, rientra a fine marzo; Soumaouro – Ricostruzione del legamento rotuleo del ginocchio destro, rientra ad aprile, Zirkzee – Lesione di primo grado del bicipite femorale sinistro, rientra ad aprile;
Cagliari
Squalificati: /
Diffidati: Pavoletti, Dossena, Nandez,Deiola
Infortunati: Mancosu– Problema al ginocchio, rientra a fine aprile; Pavoletti – Frattura composta del quarto metatarso, rientra a fine aprile; Petagna – Lesione di basso grado al soleo, rientra a fine marzo; Luvumbo – Distrazione di basso grado al bicipite femorale, rientra a inizio aprile;
Empoli
Squalificati:Maleh– Salta la sfida contro l’Inter (30ª giornata)
Diffidati: Grassi
Infortunati:Ismajli– Lesione muscolare di basso grado al bicipite femorale della coscia sinistra, in dubbio per la 30ª giornata; Ebuehi – Lesione parziale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, stagione finita;
Fiorentina
Squalificati:Bonaventura – Salta la sfida contro il Milan (30ª giornata)
Diffidati: Milenkovic
Infortunati: Christensen – Operato al menisco, rientra a fine marzo
Frosinone
Squalificati: /
Diffidati: Oyono,Barrenechea
Infortunati:Marchizza – Operato al retto femorale, rientra ad aprile; Oyono – Problema alla caviglia, in dubbio per la 30ª giornata; Bonifazi – Lesione del menisco interno del ginocchio destro, in dubbio per la 30ª giornata; Caso – Problema fisico, in dubbio per la 30ª giornata; Harroui – Infortunio muscolare, rientra a inizio aprile;
Genoa
Squalificati: /
Diffidati: Retegui, Strootman
Infortunati: Matturro – Operazione ai tendini rotulei, stagione finita; Ekuban – Problema fisico, in dubbio per la 30ª giornata;
Hellas Verona
Squalificati: /
Diffidati: Magnani, Folorunsho, Serdar
Infortunati: Cruz – Lesione al retto femorale, in dubbio per la 30ª giornata
Inter
Squalificati: /
Diffidati: Mkhitaryan, Lautaro Martinez, Pavard;
Infortunati: Cuadrado – Infiammazione al tendine d’Achille, rientra ad aprile; Sensi – Operato alla caviglia, rientra a metà/fine marzo; Arnautovic – Risentimento al bicipite femorale, rientra a inizio aprile; Carlos Augusto – Elongazione al soleo, rientra a fine marzo;
Juventus
Squalificati: Pogba – Squalifica di 4 anni per doping; Fagioli – Squalifica di 7 mesi per scommesse Vlahovic – Salta la sfida contro la Lazio (30ª giornata);
Diffidati: /
Infortunati: Alcaraz – Lesione al bicipite femorale, rientra a fine marzo; Milik – Lesione muscolare, rientra a inizio aprile;
Lazio
Squalificati: Pellegrini Lu. – Salta la sfida contro la Juventus (30ª giornata);
Diffidati: /
Infortunati: Rovella – Pubalgia, in dubbio per la 30ª giornata; Patric – Distorsione alla caviglia, in dubbio per la 30ª giornata; Provedel – Trauma distorsivo alla caviglia, rientra a metà aprile;
Lecce
Squalificati: /
Diffidati: Rafia, Almqvist;
Infortunati: Dermaku – Rottura del crociato, stagione terminata; Kaba – Rottura del crociato, stagione terminata; Banda – Trauma distorsivo al ginocchio, da valutare;
Milan
Squalificati: Theo Hernandez – Saltano la sfida contro la Fiorentina (30ª giornata);
Diffidati: Musah, Loftus-Cheek;
Infortunati: Pobega – Lesione al retto femorale, rientra ad aprile; Kalulu – Distrazione al legamento collaterale, rientra a fine aprile;
Monza
Squalificati: Bondo – Salta la sfida contro il Torino (30ª giornata); Papu Gomez – Positività all’antidoping (2 anni);
Diffidati: Gagliardini,Djuric;
Infortunati: Caprari – Rottura del crociato, rientra ad aprile; Vignato – Pubalgia, in dubbio per la 30ª giornata; D’Ambrosio – Problema fisico, in dubbio per la 30ª giornata;
Napoli
Squalificati: /
Diffidati: Mazzocchi, Ngonge, Rrahmani, Lobotka;
Infortunati: /
Roma
Squalificati: Pellegrini Lo.– Salta la sfida contro il Lecce (30ª giornata);
Diffidati: Llorente, Azmoun, Ndicka, Huijsen;
Infortunati: Dybala – Lesione all’adduttore, rientra ad aprile; Kristensen – Lesione alla coscia, rientra a inizio aprile; Smalling – Contusione alla caviglia, in dubbio per la 30ª giornata; Spinazzola – Fastidio muscolare, in dubbio per la 30ª giornata;
Salernitana
Squalificati: /
Diffidati: Coulibaly,Gyomber;
Infortunati: Pierozzi – Problema muscolare, in dubbio per la 30ª giornata;
Sassuolo
Squalificati: Erlic – Salta la sfida contro l’Udinese (30ª giornata);
Diffidati: Pedersen;
Infortunati: Berardi – Rottura del tendine d’Achille, stagione terminata;
Torino
Squalificati: /
Diffidati: Lovato;
Infortunati: Schuurs – Lesione al crociato, stagione finita; Ilic – Lesione del legamento collaterale mediale dei ginocchio, rientra a fine aprile; Tameze – Distrazione al bicipite femorale, rientro dopo la sosta; Djidji – Lesione del tendine distale del muscolo semitendinoso sinistro, rientra fine aprile;
Udinese
Squalificati: Walace – Salta la sfida contro il Sassuolo (30ª giornata);
Evangelos Marinakis (Photo by PAUL ELLIS/AFP via Getty Images)
La società del magnate greco Evangelos Marinakis ha ingaggiato ben 42 giocatori dalla promozione in Premier League, ottenuta nel maggio 2022.
Dopo l’Everton, penalizzato di 10 punti ridotti poi a sei, anche il Nottingham Forest viene punito dalla Premier League per aver violato le regole del Financial Fair Play in vigore nel massimo campionato inglese.
La società del magnate greco Evangelos Marinakis, proprietario anche dell’Olympiakos e accostato nei mesi anche al Monza come nuovo proprietario, è stata sanzionata con una penalizzazione di quattro punti per aver violato la regola che impone a ogni club di avere un passivo complessivo negli ultimi tre anni, terminato nella stagione 22/23, inferiore ai 105 milioni di sterline (al cambio attuale, 122,7 milioni di euro).
Ora, con questa penalizzazione, la formazione inglese, che conta fra le sue fila anche l’ex Milan Divock Origi, si trova al terzultimo posto, l’ultimo che condanna alla retrocessione in Championship, con 21 punti, uno in meno del Luton, prima squadra salva.
Il club di Marinakis ha 14 giorni per presentare il ricorso contro la decisione. Con l’appello che sarà discusso il prossimo 24 maggio, come già comunicato dalla Premier League per qualsiasi richiesta di ricorso che sarà presentata. Il campionato inglese termina, invece, il 19 maggio. Il Forest ha dichiarato che «continuerà a collaborare pienamente con la Premier League su questa questione ed è fiducioso in una soluzione rapida ed equa».
Penalizzazione Nottingham Forest Premier – La nuova classifica – Con questa penalizzazione, come detto, il Nottingham Forest si trova al terzultimo posto e ancora di più invischiato nella lotta per non retrocedere in Championship. Ecco come è cambiata adesso la zona salvezza:
14. Crystal Palace – 29 punti
15. Brentford – 26 punti
16. Everton – 25 punti
17. Luton – 22 punti
18. Nottingham Forest – 21 punti
19. Burnley – 17 punti
20. Sheffield United – 14 punti
Penalizzazione Nottingham Forest Premier – Le spese sostenute per i calciatori dalla promozione del 2022 – Il Nottingham ha ingaggiato 42 giocatori da quando si è assicurata la promozione in Premier League nel maggio 2022, per una spesa di circa 250 milioni di sterline(292,2 milioni di euro) per aiutare il club ad affermarsi nella massima serie. Per questo, la società ha provato a ripianare le perdite con la cessione in estate di Brennan Johnson al Tottenham per 55 milioni di euro.
Nel report di difesa, depositato prima della decisione odierna, il Nottingham ha sottolineato come la cessione di Johnson potesse arrivare anche prima, ma si correva il rischio di dover accettare un prezzo nettamente inferiore. L’affare, per questo motivo, è stato concluso solamente il1° settembre, non rientrando così nella rendicontazione per il bilancio 2022/23.
Una serie di interruzioni sulla rete della catena fastfood sta causando la chiusura di filiali e una tempesta sui social
Una serie di interruzioni del sistema nella catena di fast food McDonald’s registrate oggi in tutto il mondo hanno portato alla chiusura di una serie di filiali e una valanga di lamentele sui social media.
McDonald’s in Giappone ha pubblicato su X che “le operazioni sono temporaneamente interrotte in molti dei nostri negozi a livello nazionale” e in precedenza lo ha definito “un fallimento del sistema“.
Ha aggiunto che si è scusato per l’inconveniente. Anche il sito Downdetector ha segnalato nelle ultime ore un picco di problemi con l’app McDonald’s. I media hanno riferito che i clienti dall’Australia al Regno Unito si sono lamentati di problemi con gli ordini, incluso un cliente in Australia che ha pubblicato una foto su X dicendo che un chiosco non era disponibile.
“Tutti i ristoranti McDonald’s sono collegati a una rete globale e questo è il problema“, ha detto al quotidiano locale Nya Wermlands Tidning Patrik Hjelte, proprietario di diversi ristoranti McDonald’s nella Svezia centrale, vicino al confine norvegese. “In questo momento stiamo riavviando tutti i sistemi e speriamo di tornare presto operativi come al solito.”
Alcuni ristoranti McDonald’s funzionavano normalmente, con le persone che ordinavano e ricevevano il cibo in luoghi a Bangkoke Milano.
Un lavoratore di un ristorante di Milano ha notato che il sistema era offline per un paio d’ore e un tecnico lo ha guidato attraverso le procedure per ripristinarlo e farlo funzionare. McDonald’s non ha risposto immediatamente a un’e-mail in cerca di commenti.
Da Nyon, ecco gli accoppiamenti verso la finalissima di Wembley del prossimo 1° giugno.
Si è tenuto questa mattina il sorteggio del tabellone della fase a eliminazione diretta della UEFA Champions League2023/24 a partire dai quarti di finale. A Nyon, le otto squadre rimaste, che sono riuscite a superare lo scoglio degli ottavi di finale.
Il sorteggio ha visto la partecipazione di otto squadre. Tra queste non ci sono formazioni le italiane, visto che Inter, Lazio e Napoli, sono state eliminate rispettivamente, da Atletico Madrid, Bayern Monaco e Barcellona. Un deciso passo indietro rispetto alla scorsa stagione, quando a questo punto furono ben tre le compagini italiane presenti.
I racconti dei 25 superstiti, per una settimana alla deriva. I volontari di Sos Mediterranée li hanno presi a bordo della Ocean Viking
Cinquanta morti di ustioni, fame, sete su un gommone rimasto invisibile per una settimana nonostante le richieste di aiuto. Corpi (e tra questi anche quelli di cinque bambini) pietosamente gettati nella infinita fossa comune del Mediterraneo da chi era ancora rimasto in vita. Donne costrette a dire così addio ai loro figli, uomini, donne, tanti ragazzi che hanno visto spegnersi sotto i loro occhi i compagni di viaggio con cui si erano imbarcati una settimana fa dalla Libia.
Sono racconti dell’orrore quelli fatti ai volontari di Sos Mediterranée dai 25 superstiti presi ieri a bordo della Ocean Viking in acque internazionali in zona Sar libica.Tutti in condizioni psicofisiche drammatiche hanno raccontato di aver visto per giorni volare aerei ed elicotteri sul loro gommone ormai alla deriva ma di non avere ricevuto soccorsi da nessuno. E di essere rimasti ormai da giorni senza cibo né acqua. Così, qualcuno in stato di incoscienza, sono stati trovati ieri dalla Ocean Viking intervenuta in un tratto di mare rimasto privo di soccorsi da giorni visto che altre tre navi umanitarie, le Sea Watch 4 e 5 e la Humanity1, sono sotto sequestro in Italia.
Nei giorni scordi Alarm phone aveva girato la segnalazione di un gommone con 75 persone a bordo che invocava aiuto ma non è ancora chiaro se si tratti della stessa imbarcazione
Le possibili sanzioni per il club rossonero sulla scorta dell’indagine sul passaggio di proprietà che risale alla fine del 2022.
Cosa succederà ora al Milan? La domanda è legittima dopo la notizia dell’indagine a carico dell’AD Giorgio Furlani e dell’ex AD Ivan Gazidis, nell’ambito della cessione del club rossonero dal fondo Elliott alla RedBird di Gerry Cardinale. Va chiaramente sottolineato che ci troviamo soltanto all’inizio di una storia che sarà lunga e che al momento non può offrire certezze di alcun tipo.
Furlani e Gazidis sono accusati di «ostacolo all’esercizio delle funzioni pubbliche dell’autorità di vigilanza», dunque la FIGC. La Procura federale aprirà dunque un fascicolo e chiederà di ottenere gli atti da Milano, per poi stabilire se ci siano gli estremi per procedere. Ma quali sono le possibili contestazioni e le conseguenti sanzioni che i rossoneri rischiano in Italia ed eventualmente in Europa?
Cosa rischia il Milan? Le possibili sanzioni in Serie A – Partendo dalla Serie A, l’eventuale alterazione di informazioni sulla proprietà da parte del club comporterebbe la violazione dell’articolo 32 comma 5 del Codice di Giustizia Sportiva che punisce «la società che non adempie agli obblighi di comunicazione e di deposito nei termini fissati dalle disposizioni federali in materia di controllo delle società professionistiche o di ammissione ai campionati professionistici o di rilascio delle licenze FIGC».
Le sanzioni in questo caso vanno dall’ammenda ai punti di penalizzazione in classifica. Potrebbe inoltre essere contestata la violazione dell’articolo 31 comma 1 sulle violazioni in materia gestionale ed economica: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (Covisoc) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze UEFA e FIGC, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali». Anche in questo caso si va dalla multa allapenalizzazione.
Possibili contestazioni anche per quanto concerne l’articolo 4, che obbliga i dirigenti a rispettare «i principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva» (ben noto nell’ambito delle recenti indagini sulla Juventus), e l’articolo 6, per cui il Milan potrebbe essere sanzionato per responsabilità diretta. Come detto, si tratta solamente di ipotesi, e la Procura federale dovrà ricevere gli eventuali atti dell’indagine prima di procedere.
Cosa rischia il Milan? La situazione in Europa e il rapporto Lille-Elliott – In Europa, la situazione appare invece più chiara. Se, come sostengono i pm, dietro al Milan anche dopo il 2022 è rimasto Elliott, nulla cambierebbe rispetto agli anni di effettiva gestione del club rossonero. In passato ci sono già state indagini sul Milan e il Lille da parte della UEFA, che non hanno portato a nulla. Elliott era – ed è attualmente – un creditore del club francese, ma non detiene quote nella società.
Per questo appare difficile che si possa configurare la violazione dell’articolo 5 del regolamento UEFA, quello su «integrità delle competizioni e multiproprietà». Inoltre, il fatto che nella passata stagione i francesi non si siano qualificati alle competizioni UEFA, mentre quest’anno i rossoneri abbiano fatto la Champions e il Lille la Conference – escludendo quindi qualsiasi possibilità di incontrarsi o condizionarsi – riduce praticamente a quasi zero il rischio sanzione.
Il problema potrebbe sorgere nel caso in cui la giustizia sportiva italiana certificasse l’alterazione della documentazione fornita alla FIGC. La UEFA in questo caso potrebbe muoversi e se qualcosa nelle procedure di ammissione fosse arrivato in modo anche parzialmente falsato o distorto si potrebbe arrivare fino ad una pesante esclusione dalle competizioni europee. Tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione in patria.
Decide il tiro da fuori del centrocampista al 17’ deviato da Baschirotto, fischi del Via del Mare. Rissa al fischio finale con il brutto episodio che ha visto protagonista il tecnico dei salentini
Successo fondamentale in chiave salvezza per il Verona, che passa 1-0 al “Via del Mare” mettendo nei guai il Lecce, contestato dai tifosi e alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite di campionato. Decisivo il gol di Folorunsho al 17′ del primo tempo su assist di Suslov: decisiva la deviazione di Baschirotto. Con questa vittoria gli uomini di Baroni salgono e 26 punti e scavalcano proprio i pugliesi, fermi a 25 e appena un punto sopra la zona retrocessione.
D’Aversa dà una testata a Henry: espulsi – Bruttissimo episodio a fine partita. Il tecnico dei pugliesi, D’Aversa, ha colpito con una testata l’attaccante del Verona, Henry. Che è stato poi trattenuto dai compagni per evitare che la situazione degenerasse. L’arbitro Chiffi li ha espulsi entrambi. Perché D’Aversa ha preso di mira il francese?Nei minuti finali Henry aveva avuto qualche scambio poco cortese con il difensore giallorosso Pongracic: è probabile che qualche parola di troppo sia volata anche tra Henry e la panchina degli avversari. Generando l’ingiustificabile reazione dell’allenatore del Lecce.
D’Aversa: “Gesto non bello da vedere, ci hanno provocati” – D’Aversa, ai microfoni di Sky,ha analizzato l’episodio scusandosisolo dopo gli interventi da studio: “La mia intenzione era andare a riportare la calma, poi la provocazione di Henry è proseguita. Quell’immagine è solo la parte finale di una catena di provocazioni. Non sono entrato in campo per dare una testata, ho salutato Baroni e i dirigenti del Verona, volevo evitare che i miei giocatori venissero espulsi. Invece Henry si è avvicinato e a quel punto l’ho colpito. C’erano Gendrey e Pongracici lì vicino, volevo proteggerli. Ripeto – ha proseguito -, è stato un gesto non brutto da vedere, ma non certo premeditato. Ero andato per dividere, ma Henry ha continuato a provocarmi”. Le scuse sono arrivate solo dopo i suggerimenti dello studio di Sky: “Essendo un rappresentante del calcio, mi devo scusare per il gesto. Con il Verona è già tutto chiarito”. Il mea culpa di D’Aversa, quindi, non è stato chiaro e deciso.
Il Lecce prende le distanze da D’Aversa – Il Lecce, con una nota ufficiale, prende le distanze da D’Aversa dopo la testata a Henry; “L’U.S. Lecce, con riferimento all’episodio che ha visto coinvolto l’allenatore D’Aversa ed il giocatore del Verona Henry – si legge –, pur valutando la situazione di nervosismo generale nel finale di gara, condanna fermamente il gesto del proprio allenatore in quanto contrario ai principi ed ai valori dello sport”.
Il tabellino di Lecce-Verona
Lecce – Verona 0 – 1 (17’ pt Folorunsho)
Lecce (4-3-3): Falcone 6 – Gendrey 6, Baschirotto 5.5, Pongracic 6, Gallo 6 (25? st Dorgu 6) – J. Gonzalez 6, Ramadani 5.5 (35? st Blin sv), Oudin 6 (35? st Pierotti sv) – Almqvist 5.5 (15? st Piccoli 5.5), Krstovic 5, Banda 6 (25? st Sansone 6). All. D’Aversa 3.
Verona (4-2-3-1): Montipò 6 – Tchatchoua 5.5 (13? st Centonce 6), Magnani 6, Coppola 6, Cabal 6 – Duda 6, Serdar 6.5 (30? st Dani Silva 6) – Folorunsho 7, Suslov 6.5 (41? st Henry 4), Lazovic 6 (30? st Mitrovic 6) – Noslin 6 (13? st Swiderski 6). All. Baroni 6.
Arbitro: Chiffi 5.
Note:espulsi Henry e D’Aversa. Ammoniti Banda, Tchatchoua, Dani Silva e Pongracic. Spettatori:25.222.