‘La più grande operazione di vigilanza in un sola giornata’
Nel nostro Paese “ieri c’è stata la più grande operazione di vigilanza mai effettuata in un sola giornata: 310 aziende agricole sono state ispezionate“, nelle quali sono state riscontrate “irregolarità per oltre il 66%“, non soltanto sulla sicurezza sul lavoro, però, ma anche in merito alle gestione dei rapporti con gli occupati.
Lo annuncia il ministro del Lavoro Marina Calderone, alla cerimonia per le vittime degli incidenti sul lavoro, alla Camera.
Morti sul lavoro, Nordio: “Norma penale non basta, più controlli”
Commemorazione alla Camera: non è la punizione che fa rivivere vittima
Roma, 4 lug. (askanews)
“La norma penale costituisce un deterrente, ma non è sufficiente”, “il primo elemento di detterenza è il controllo, occorre assolutamente potenziare i controlli”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo alla cerimonia di commemorazione delle vittime sul lavoro alla Sala Mappamondo della Camera. “Non è la punizione del colpevole che potrà far rivivere la vittima sul lavoro”, ha ribadito sottolineando che bisogna intervenire prima che accadono gli incidenti.
Assalto a un’auto della Polizia locale diMilanoall’alba di sabato 6 luglio. Un gruppo di 25, 30 giovani ha circondato e danneggiato laa vettura in uso agli agenti in via della Chiesa Rossa, alla periferia Sud cittadina.
Intorno alle 5 del mattino, secondo quanto riferito dagli stessi agenti, l’auto che era di passaggio è stata circondata dal gruppo. I poliziotti sono stati costretti a richiedere l’aiuto di altre pattuglie di rinforzo. Tre giovani, tutti intorno ai 20 anni, sono stati arrestati mentre nove «Ghisa» sono rimasti contusi e si sta valutando le loro condizioni. E’ intervenuta anche la Polizia di Stato.
13 luglio, l’Inter, fresca della sua vittoria del titolo di Campione d’Italia, si appresta ad aprire ufficialmente la stagione 2024-2025 presso il centro di Appiano Gentile.
Arrivi a scaglioni – Chiaramente per via della Coppa America e degli EuropeiInzaghi non avrà il gruppo al completo almeno nelle prime settimane. Il raduno vedrà però già dal primo giorno le presenze dei nuovi acquisti Josep Martinez e Mehdi Taremi. A loro si aggiungerà pochi giorni dopo Piotr Zielinski, il centrocampista polacco giunto all’Inter a parametro zero dopo una brillante esperienza al Napoli ed Asllani. Gli italiani Barella, Bastoni, Darmian, Dimarco e Frattesi, dopo l’eliminazione agli ottavi per mano della Svizzera, si uniranno al gruppo tra il 20 e il 23 luglio.
Di seguito l’elenco delle amichevoli estive dell’Inter.
Mercoledì 17 Luglio 2024
Ore: 00:00
Inter – Lugano
BPER Training Centre
Lunedì 22 Luglio 2024
Ore: 00:00
Inter – Pergolatese
BPER Training Centre
Sabato 27 luglio 2024
Ore: 19:30
Inter – Las Palmas
Orogel Stadium-Dino Manuzzi. Cesena
Venerdì 2 agosto 2024
Ore: 00:00
Pisa – Inter
Arena Garibaldi-Romeo Anconetani, Pisa
Mercoledì 7 agosto 2024
Ore: 00:00
Inter – Al-Ittihad
U-Power Stadium, Monza
Domenica 11 agosto
Ore: 00:00
Chelsea – Inter
Stamford Bridge, Londra
I ritiri e i raduni estivi delle squadre di Serie A 2024-25
Atalanta: Zingonia (dal 10 luglio)
Bologna: Valles (dal 22 luglio al 3 agosto)
Cagliari: Assemini (dall’8 luglio al 18 luglio), Saint Vincent (dal 19 luglio)
Como: da definire
Empoli: da definire
Fiorentina: Firenze (dall’8 al 23 luglio)
Genoa: Moena (dal 13 al 26 luglio)
Hellas Verona: Folgaria (dal 15 al 28 luglio)
Inter: dal 13 luglio ad Appiano Gentile (CO)
Juventus: da definire
Lazio: Auronzo di Cadore (dall’11 al 22 luglio)
Lecce: Neustift (dal 14 al 28 luglio)
Milan: Milanello (dall’8 luglio)
Monza: Pontedilegno-Tonale (dal 10 al 24 luglio)
Napoli: Dimaro (dall’11 al 21 luglio), Castel di Sangro (dal 25 luglio al 10 agosto)
Parma: Collecchio (dal 1° luglio)
Torino: Pinzolo (dal 17 al 27 luglio), Francia (dal 30 luglio al 3 agosto)
È stata approvata oggi dal Consiglio Regionale la mozione che la maggioranza ha predisposto sul futuro dell’ospedale di Menaggio. Il Pronto Soccorso sembra salvo.
“Come anticipato, il documento rispecchia esattamente tutte le istanze che erano giunte dal territorio – spiega l’assessore regionale Alessandro Fermi – Non solo, onde evitare strumentali polemiche, abbiamo anche specificato che la mozione ricomprende tutte le richieste pervenute dai sindaci nella lettera inviata ieri pomeriggio”.
Con la mozione si chiede il potenziamento e la valorizzazione dell’ospedale di Menaggio e che si continuino a coinvolgere le Amministrazioni locali in tale processo.
“Credo che con questo documento possa essere scritta finalmente la parola fine a qualsiasi polemica o equivoco. L’ospedale di Menaggio era, è e sarà un punto di riferimento strategico per i servizi sanitari del Medio Lago: non verrà toccato il servizio di Pronto soccorso, ma anzi è stata ribadita la volontà politica di implementarlo con altri servizi che col tempo verranno messi a disposizione dei cittadini e dei turisti della zona”.
Fermi ha chiuso ringraziando i sindaci comaschi: “Ho apprezzato la volontà di collaborare e di provare a costruire insieme il futuro di questo ospedale. Non è un caso che alcuni primi cittadini abbiano già risposto al mio appello per trovare abitazioni ad affitti agevolati che possano rendere più facile il reperimento del personale sanitario”.
Soddisfatta anche la consigliera Gigliola Spelzini: “Con la mozione approvata oggi in Consiglio, la maggioranza che governa Regione Lombardia ha voluto affermare due principi che non devono più essere messi in discussione: il primo è il mantenimento del Pronto soccorso di Menaggio, perché non si possono costringere i cittadini del Centro Lago, del Porlezzese e delle vallate limitrofe a percorrere chilometri in situazioni di urgenza; il secondo è l’impegno a trattare questa tematica così delicata senza giocare sulla pelle dei pazienti e senza alzare la posta in palio solo per alimentare le polemiche politiche. Basta strumentalizzare l’ospedale di Menaggio: ai cittadini del lago interessano soluzioni concrete e percorribili, non promesse da ‘libro dei sogni’ che si scontrano subito con la carenza di risorse umane”.
“L’ospedale di Menaggio è fondamentale e oggi lo abbiamo stabilito in modo indubitabile – sottolinea Sergio Gaddi, consigliere di Forza Italia dal primo minuto sulle barricate per evitare la chiusura del Pronto soccorso – Un ospedale vero, non solo con il pronto soccorso ma con la prospettiva di tutti i reparti specificati nella lettera dei sindaci, che abbiamo accolto integralmente. Un ospedale che tornerà ad essere attrattivo anche per il personale medico perché finalmente è stato dichiarato un cambio di rotta e una prospettiva di sviluppo futuro. Oggi abbiamo scritto una pagina fondamentale per il nostro territorio”.
Critico invece il consigliere del PD, Angelo Orsenigo: “Il centrodestra smentisce il suo stesso assessore una volta per tutte. Con il voto di oggi in consiglio regionale arriva la retromarcia, si spera definitiva, su quanto detto e deciso da Bertolaso sull’Erba-Renaldi. La mobilitazione dei cittadini, lo scorso venerdì, il lavoro dei sindaci lariani e l’impegno del Comitato per la difesa dell’ospedale sul territorio hanno prodotto il loro risultato. A loro va il nostro ringraziamento più sentito”.
“Abbiamo quindi sottoscritto e votato favorevolmente alla mozione della maggioranza consapevoli che l’obiettivo comune deve essere sempre il bene del territorio e il potenziamento dell’ospedale, con l’obiettivo finale di riportarlo alla piena operatività. Il nostro impegno a tenere i riflettori accesi su Menaggio, in stretta collaborazione con i cittadini, il Comitato e i sindaci, ha portato un risultato per le comunità lariane. Ora, però, si passi ai fatti: non facciamo l’errore di lasciare sulla carta gli impegni di oggi. La carta rimane carta finché la politica non provvede con atti concreti. Vigileremo perché le promesse vengano mantenute. Nessuno tocchi l’ospedale,” conclude il consigliere lariano.
“Il presidio ospedaliero di Menaggio è salvo, grazie ad una mozione presentata dalla Maggioranza e votata poi all’unanimità – ha così esordito il consigliere regionale Anna Dotti di Fratelli d’Italia -– Come già ribadito, insieme ai consiglieri di maggioranza, la realtà sanitaria di Menaggio è strategica sia per la posizione che per il flusso di turisti oltreché di utenza delle comunità locali. Sono state accolte le richieste dei Sindaci, che abbiamo incontrato per dare un futuro sviluppo sia al Pronto Soccorso che alla realtà ospedaliera locale; diventa quindi essenziale e imprescindibile avviare un progetto di valorizzazione di tale realtà, in particolare del punto di emergenza – urgenza”.
Ha concluso Dotti: “E’ una vittoria del territorio, della Regione, delle comunità locali nell’ottica di una sanità di prossimità, moderna, efficace, che risponde alle mutevoli esigenze della società”.
E’ successo poco dopo l’alba quando non passava nessuno. Sul posto vigili del fuoco e polizia municipale. Lievemente ferita l’edicolante
“Fosse successo alle 9 di mattina, sarebbe stata una strage”. E invece è capitato poco dopo l’alba, quando in strada non passava nessuno. Un pezzo di cornicione si è staccato da un edificio nella centralissima piazza Sant’Ambrogio, a due passi dal mercato, in una delle vie più trafficate di Firenze. Una tempesta di mattoni e calcinacci è precipitata al suolo da uno dei palazzi sovrastanti, sfiorando la piccola edicola che si trova lì sotto.
Sì, poteva essere una strage, come conferma una signora che abita lì vicino. Il fatto è capitato stamani intorno alle 7, quando in strada non passava nessuno. Questo ha evitato che ci fossero feriti gravi (l’unica colpita di striscio a un braccio è stata l’edicolante), ma vista la mole di mattoni precipitati al suolo, vengono i brividi nel pensare a cosa sarebbe potuto accadere.
Sul posto sono immediatamente arrivati i vigili del fuoco e la polizia municipale. L’area è stata transennata nell’attesa di rimuovere i calcinacci. Probabilmente saranno anche effettuate delle verifiche statiche all’edificio per capire se c’èil rischio di nuovi crolli. Tragedia sfiorata, certo, ma viene da chiedersi se quanto capitato in piazza Sant’Ambrogio non possa ripetersi altrove.
A dare l’allarme sono stati alcuni residenti: “Abbiamo sentito un gran tonfo, ci siamo affacciati alle finestre e abbiamo visto quello che era successo”. I calcinacci hanno rischiato anche di colpire l’edicola che si trova lì a fianco, ma per fortuna il chiosco non ha riportato danni. Lievemente ferita invece l’edicolante che è stata sfiorata dal crollo ed è stata colpita di striscio al braccio.
I numeri che riguardano il fenomeno sono negli Open data aggiornati e pubblicati sul sito dell’Inail. Secondo il ministero del Lavoro i dati forniti devono essere considerati con cautela e valutati nel complesso quando saranno completi
Una strage senza fine, come ha denunciato oggi lo studio della Uil, quella dei morti sul lavoro. E a seguire arrivano i preoccupanti dati dell’Inail, diffusi sul sito anche in formato Open Data. Secondo le informazioni a disposizione dell’Inail le denunce di infortunio con esito mortale sono state nei primi 5 mesi del 2024: 369 (+3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), nell’incremento sono stati determinanti gli incidenti mortali plurimi. In aumento le patologie di origine professionale denunciate, pari a 38.868 (+24,0%).
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate entro il quinto mese del 2024 sono state invece 251.132 (+2,1% rispetto a maggio 2023 e in diminuzione del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2022), con un aumento più rilevante per gli incidenti avvenuti nel tragitto casa-lavoro.
A livello nazionale l‘Inail – pur nella provvisorietà dei numeri – segnala un incremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 271 a 286, e un calo di quelli in itinere, da 87 a 83. Tra i comparti, i più toccati sono stati Industria e servizi, che passa da 310 a 312 denunce mortali, l’Agricoltura (da 36 a 40) e il Conto Stato (da 12 a 17).
Dall’analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 68 a 83 denunce), nelle Isole (da 31 a 37) e nel Nord-Est (da 77 a 78) e cali al Centro (da 74 a 65) e nel Nord-Ovest (da 108 a 106). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano l’Emilia Romagna(+15), la Campania (+7), la Calabria e la Sicilia (+5 ciascuna), mentre per i cali più evidenti Veneto (-14), Marche, Abruzzo, Umbria e Friuli-Venezia Giulia (-4 ciascuna).
Aumentano le morti sia tra gli uomini che tra le donne – Il confronto con l’anno mostra aumenti sia per la componente maschile, le cui denunce mortali sono passate da 331 a 340, sia per quella femminile, da 27 a 29. Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 296 a 290) e aumentano quelle degli extracomunitari (da 52 a 61) e dei comunitari (da 10 a 18). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi tra i 35-39enni (da 18 a 20 casi), tra i 45-59enni (da 152 a 186) e tra i 65-69enni (da 20 a 29) e riduzioni tra gli under 35(da 69 a 55), tra i 40-44enni(da 24 a 23), tra i 60-64enni (da 58 a 39) e tra gli over 69 anni (da 17 a 16).
Infine, l’Istituto precisa che al 31 maggio di quest’anno risultano quattro denunce di incidenti plurimi, per un totale di 19 decessi, solo due dei quali stradali. Nei primi cinque mesi del 2023 risultavano cinque denunce di incidenti plurimi, per un totale di 10 decessi, quattro dei quali stradali.
Ministero del Lavoro: “Dai dati Inail fotografia provvisoria. L’Italia applica criteri larghi, con Covid e morti in itinere” – I dati sulle denunce di infortunio dell’Inail vanno letti tenendo conto i criteri più larghi applicati in Italia – che includono i casi di Covid e gli incidenti in itinere, ma anche gli studenti under 15 – ed anche guardando al rapporto con la crescita dell’occupazione. È quanto spiegano fonti del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali secondo le quali “gli Open data Inail di maggio 2024 sull’andamento non degli infortuni sul lavoro, ma delle denunce di infortunio, restituiscono come ogni meseuna fotografia puntuale ma provvisoria, che andrà valutata nel suo complesso su un arco temporale più ampio“.
La rilevazione mese per mese – secondo il ministero – espone inoltre a oscillazioni che dipendono dall’evenienza di incidenti con più vittime. Come specificato già nel comunicato stampa Inail, si tratta di tutte le denunce e comunicazioni obbligatorie effettuate dai datori di lavoro e loro intermediari, comprese quelle trasmesse ai soli fini statistici e informativi. Il totale tiene perciò conto delle assenze dal lavoro anche di un solo giorno (escluso quello dell’evento),mentre possono essere considerati “infortuni sul lavoro” solo quelli riconosciuti tali al termine dell’iter amministrativo e sanitario per ogni singola denuncia. Ecco perché gli open data mensili sono definiti “provvisori” e il loro confronto “richiede cautele”.
Per questo – viene sottolineato – “la reale portata del fenomeno infortunistico risulterà chiaramente definita solo nel momento in cui i dati del 2024 verranno consolidati”.
I dati in valore assoluto contenuti nel comunicato dell’Inail – spiegano poi le fonti del ministero – “riflettono correttamente il fenomeno infortunistico se messi in relazione all’andamento dell’occupazione che ha, come primo riflesso, modifiche sulla platea degli assicurati Inail. Le valutazioni conseguenti devono tenere conto dell’aumento di oltre 500milaoccupati in un anno, come evidenziato da Istat nell’ultima rilevazione effettuata. Nel dettaglio, l’andamento del 2024 sul2023 risente del brusco calo di denunce all’inizio dello scorso anno (-24,1%) dovuto soprattutto al notevole minor peso dei contagi da Covid-19 rispetto allo stesso periodo del 2022.Rispetto al 2019, anno che precede la pandemia e che quindi non risente dell’effetto “distorsivo” dei picchi di denunce correlate al Covid-19, i dati relativi ai primi cinque mesi del2024 sono comunque in calo del 6,8 per cento”. Le fonti del ministero del Lavoro “sottolineano, infine, che la crescita del 20% delle denunce di infortunio per le persone sotto i 15 anni è dovuta soprattutto all’incremento infortunistico degli studenti. Un risultato atteso, diretta conseguenza delle disposizioni del “Decreto Lavoro” che ha esteso, per la prima volta, la copertura assicurativa Inail a tutto il personale scolastico – docente e non – e agli studenti degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado per gli infortuni occorsi durante tutte le attività formative”. “In ogni caso – conclude il ministero – si registra anche per questo mese l’incremento degli infortuni in itinere, ovvero nel tragitto da casa al luogo di lavoro e viceversa“.
Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Menaggio non chiude, almeno per ora. La decisione è emersa nella riunione convocata oggi dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, assieme all’assessore al Welfare Guido Bertolaso, con tutti i consiglieri regionali comaschi interessati alla vicenda, assieme ai consiglieri regionali, ai sindaci, al presidente della Comunità montana, oltre al direttore generale di Asst Lariana, Luca Stucchi. Ricordiamo che solo venerdì scorso Bertolaso aveva comunicato l’intenzione di chiudere il Pronto Soccorso del presidio centrolariano e di trasformare via via la struttura in un centro per cronici e non più per acuti, spostando nel contempo l’emergenza-urgenza sul polo privato di Gravedona. Oggi pomeriggio, a quanto si apprende, l’inversione di rotta (se definitiva o momentanea, lo dirà il tempo). Di seguito, la prima nota sull’incontro in Regione, diffusa dal sindaco di Menaggio, Michele Spaggiari.
Si è tenuto oggi pomeriggio alle 16:30 un primo incontro in Regione con al centro il futuro dell’Ospedale di Menaggio, alla presenza del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, dell’Assessore al Welfare Guido Bertolaso, deirappresentanti comaschi in Regione e del Direttore di ASST Lariana Stucchi.
È stata l’occasione per i Sindaci di ribadire il proprio dissenso circa le ultime notizie relative al Pronto Soccorso e per ribadire la volontà dei primi cittadini di dare stabilità ai servizi presenti nel Presidio di Menaggio. È stato chiesto di rivedere immediatamente la decisione annunciata nei giorni scorsi dall’Assessore Bertolaso, per iniziare subito un percorso condiviso di crescita non solo dei servizi territoriali e per i cronici ma, anche e soprattutto, di quelli ospedalieri.
Ad oggi non vi sarà nessuna chiusura dei servizi presso l’Ospedale. Nelle prossime settimane si terranno degli incontri per un confronto che porti ad una scelta condivisa sul futuro.
Nonostante questa svolta, la partita sul futuro non sembra finita come dimostrano le parole pronunciate dopo l’incontro dal consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi: “Ci vuole il coraggio da parte della TRegione di annunciare un radicale cambio di prospettiva. Bisogna dire che l’ospedale di Menaggio tornerà a essere un ospedale vero. Il Pronto Soccorso deve avere a fianco almeno i reparti di medicina, chirurgia e rianimazione, altrimenti non si può intervenire in sicurezza. Questo è il nucleo di un ospedale efficiente. Purtroppo, negli ultimi anni l’ospedale di Menaggio ha subito uno svuotamento progressivo con l’illusione di una sua riconversione. Le difficoltà oggettive (medici, personale, numeri di accessi) ovviamente ci sono, ma solo con la prospettiva chiara di una riapertura effettiva si potrà restituire la fiducia per far sì che a partire dai medici torni l’utenza”.
Una nota è stata diffsa anche dal consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo: “Dal presidente Fontana apprendiamo che nei piani di Regione Lombardia l’ospedale Erba-Renaldi si conferma nelle critiche condizioni attuali, contrariamente a quanto affermato nei giorni scorsi rispetto alla chiusura paventata del pronto soccorso. Ospedale salvo, allora? A giudicare dalla confusione che regna in giunta, non è così. A oggi l’ospedale non è nel pieno delle sue funzionalità e sul suo futuro non ci possono essere compromessi. Primo: serve un pronto soccorso pienamente funzionale. Successivamente, dobbiamo aprire un percorso di ritorno alla piena operatività, come già chiesto molte volte dal Partito Democratico, dal Comitato locale in difesa del presidio e dai 14 mila cittadini che hanno firmato la petizione con questo obiettivo”.
“Con questi obiettivi, dobbiamo fare tutto il possibile per contrastare anche la carenza di personale che riguarda i nostri territori di frontiera, costantemente privati di addetti del comparto sanitario in fuga verso la Svizzera. Servono incentivi sui salari e alloggi a prezzi calmierati,” conclude il consigliere. “Non ci possono essere compromessi. Salviamo l’ospedale di Menaggio, difendiamo il diritto alla salute degli abitanti del lago di Como. Continueremo a dare battaglia in Consiglio regionale e in piazza” conclude il consigliere Pd.
Anche il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra, da sempre in prima linea per l’ospedale di Menaggio, è intervenuto dopo la riunione in Regione: “Nella riunione odierna ho chiesto di fermare ogni eventuale intenzione di chiusura del pronto soccorso e di concordare un percorso serio e franco di confronto con il territorio, amministratori e forze economiche e sociali. Non solo non si deve chiudere il pronto soccorso e trasformare Menaggio in struttura per assistenza di cronici ma occorre fermare il processo di progressivo svuotamento delle funzioni proprie dell’Ospedale. Ho aggiunto che dissento da entrambe le ipotesi per il futuro dell’Ospedale di Menaggio che oggi sono state brevemente illustrate, mentre chiedo che resti in campo la proposta formulata e condivisa dai Sindaci e già consegnata da tempo alla Regione, che prevede un rilancio dell’Ospedale di Menaggio con le funzioni proprie di un ospedale, essenziale per un territorio e comunità come quello del lago e delle valli”.
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Chiusura del pronto soccorso di Menaggio, Bertolaso: «Se sono un problema Fontana mi ritiri le deleghe». Il governatore lo blinda: «Ne riparliamo tra 4 anni»
Travolto dalle polemiche scatenate dal suo annuncio sulla chiusura, l’assessore regionale al Welfare si dice pronto a lasciare. Il presidente lombardo alza uno muro in difesa dell’ex capo della protezione civile
Attilio Fontana e Guido Bertolaso (Imagoeconomica)
«Questi in Regione Lombardia sono i miei tempi supplementari, sono nelle mani del presidente Fontana». Travolto dalle polemiche scatenate dal suo annuncio sulla chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Menaggio, l’assessore regionale al Welfare si dice pronto a lasciare. L’esponente della giunta di fatto mette il suo futuro nelle mani del governatore, che subito blinda il suo uomo di fiducia. «Bertolaso? Fra quattro anni ne riparliamo», dice il presidente lombardo, alzando uno muro in difesa dell’ex capo della protezione civile nazionale sbarcato in Lombardia in epoca Covid.
Contro l’annuncio di Bertolaso è insorto un intero territorio. Non solo. Gli stessi esponenti comaschi di maggioranza, dall’assessore Alessandro Fermi ai consiglieri lariani Anna Dotti, Sergio Gaddi, Gigliola Spelzini e Marisa Cesana, hanno sfiduciato il titolare del Welfare e hanno chiesto l’intervento di Attilio Fontana.
L’ipotesi passo indietro di Bertolaso era trapelata inizialmente da indiscrezioni sui messaggi circolati nella chat degli assessori. Lunedì mattina, partecipando all’evento Salute Direzione Nord, è stato lo stesso Bertolaso a uscire allo scoperto. «Se c’è qualche situazione che può creare problemi Fontana mi può ritirare la delega, ma ci sono ancora cose che vorrei fare prima di lasciare questo territorio», ha detto l’assessore. «Sono un servitore dello Stato, ho sempre lavorato per il mio Paese e sono orgoglioso di averlo fatto – ha aggiunto -. Sono andato in pensione 12 anni fa e sono ancora qua. Io sono un medico, prima di tutto conta il rispetto del giuramento che ho fatto. Io ho il compito di tutelare la salute dei miei cittadini».
La risposta di Attilio Fontana non si è fatta attendere. Pochissime parole, ma inequivocabili. «Fra quattro anni ne riparliamo», ha risposto, blindando di fatto il suo uomo di fiducia nel suo ruolo in giunta. Una dichiarazione che ha portato all’immediata replica dall’opposizione dell’esponente comasco del Pd Angelo Orsenigo: «Fontana finalmente rompe il silenzio sull’agghiacciante vicenda dell’ospedale di Menaggio. Non lo fa per rassicurare i cittadini e per fare un passo indietro. Lo fa per confermare la propria fiducia in Bertolaso e blindarlo per altri quattro anni. È evidente che così Fontana stia confermando anche la condanna a morte pronunciata nei confronti del presidio ospedaliero della provincia di Como».
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Chiude il pronto soccorso dell’ospedale di Menaggio: annuncio choc di Bertolaso
L’annuncio improvviso della chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Menaggio ha scatenato una forte reazione nella comunità locale. Nonostante la situazione dell’ospedale Erba Renaldi fosse già incerta da tempo, con un comitato che ha raccolto 14mila firme per la sua salvaguardia, la notizia ha comunque colto tutti di sorpresa.
Durante una visita all’ospedale di Gravedona, l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso ha dichiarato che ci sarà una collaborazione fra gli ospedali di Menaggio e Gravedona. Menaggio verrà riorganizzato come presidio per cronici, mentre Gravedona, sede di DEA (dipartimento emergenza urgenza) sarà il riferimento per gli acuti. E’ una scelta, ha spiegato Bertolaso, che sarebbe stata adottata in termini di ottimizzazione delle risorse.
Le reazioni non sono tardate ad arrivare dalla politica. Esponenti politici di diverse fazioni hanno criticato duramente l’annuncio. L’assessore regionale Alessandro Fermi, insieme ai consiglieri comaschi di maggioranza Gigliola Spelzini, Marisa Cesana, Anna Dotti e Sergio Gaddi, ha diffuso una nota congiunta: “Contestiamo il metodo, che in questo caso diventa anche merito. È stata annunciata la volontà di chiudere il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Menaggio senza che né i rappresentanti regionali né i sindaci del territorio ne fossero a conoscenza“.
Anche l’opposizione non è rimasta in silenzio. Chiara Braga, comasca e capogruppo Pd alla Camera, e il consigliere regionale Angelo Orsenigo hanno criticato apertamente la decisione. “L’annuncio fulmineo dell’assessore Bertolaso – ha commentato Braga – guarda caso subito dopo le elezioni europee e amministrative, pronunciato senza nemmeno avere il coraggio di un confronto con le istituzioni sul territorio, di voler privare in maniera definitiva il presidio ospedaliero di Menaggio dell’unità di Pronto Soccorso, un servizio di emergenza e urgenza, fondamentale per le necessità e i bisogni dei cittadini che risiedono in questo particolare territorio del Lago di Como è la condanna a morte della sanità pubblica per il territorio del centro-alto Lago di Como”. Questa la dura nota della capogruppo del Partito Democratico alla Camera, la comasca Chiara Braga che considera quella della Giunta di Regione Lombardia “una decisione gravissima, un colpo devastante inferto sulla qualità di accesso alla cura per i comaschi residenti sul lago”.
“Mentre l’ospedale di Menaggio è minacciato dalla decisione di Bertolaso di chiuderne il pronto soccorso e trasformarlo in un presidio per cronici – interviene Orsenigo – ecco che nella maggioranza volano gli stracci e si scoprono i retroscena della decisione. Mentre il territorio è in subbuglio, non solo ci si azzuffa tra assessori della stessa maggioranza, con Bertolaso che si dice “ben lieto di passare il testimone”; scopriamo anche che il piano di totale ridimensionamento dell’ospedale di Menaggio sarebbe stato tenuto nascosto fino al termine delle elezioni europee, come riportato da Ansa in queste ore. Se non ci fosse di mezzo il diritto alla salute di decine di migliaia di persone dell’area del lago di Como, farebbe ridere. Invece è uno spettacolo triste e indegno”.
Previsti temporali e danni nella parte centrale della regione
Diventa rossa l’allerta maltempo, per rischio idraulico legato alle piene dei fiumi, nelle pianure emiliane che vanno da Modena a Piacenza, arancione nella montagna e nella collina emiliana centrale.
Nel pomeriggio sono previste condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali forti, con possibili effetti e danni associati, più probabili sul settore centrale della regione, in esaurimento dalla sera. Per domani, mercoledì 26 giugno, non sono previsti fenomeni meteo significativi, tuttavia nel pomeriggio si prevede la possibilità di temporali sparsi e di breve durata, localmente anche di forte intensità, più probabili lungo la fascia appenninica, con possibili effetti e danni associati.
Si prevede la propagazione delle piene in atto nei tratti vallivi dei fiumi del settore centro-occidentale, con possibile occupazione delle aree golenali ed interessamento degli argini.
Il Pupone, dal 2018 sino al 2022, presta la sua immagine per gli spot della Volkswagen, dell’Heineken, per il Dash, la Wind e il Lotto
Francesco Totti– Photo by Getty Images
Guai con il Fisco per Francesco Totti. Guai che sfiorano il milione e mezzo di euro. Per cinque anni il campione del mondo non ha pagato l’iva. Ad accorgersene sono stati la Guardia di Finanza prima e l’Agenzia delle entrate dopo. Una volta scoperto, l’eterna stella giallorossa, ha fatto subito ammenda e si è affrettato a saldare il debito con l’Erario. Ma veniamo agli accertamenti. Francesco Totti finisce la sua carriera da calciatore nell’estate del 2017. Il numero 10, però, non rimane senza lavoro.
Anche se non calca i più importanti stadi d’Europa, è immediatamente richiesto dai grandi brand che lo vogliono come testimonial. Fioccano i contratti. Il Pupone, dal 2018 sino al 2022, presta la sua immagine per gli spot della Volkswagen, dell’Heineken, per il Dash, la Wind e il Lotto. Ma questi sono solo degli esempi. Qual è stato l’errore che ha creato a Totti problemi con il Fisco? Doveva semplicemente aprire una partita Iva. Ma non lo ha fatto.
La sua attività “professionale” da testimonial a tempo pieno – quindi con un rapporto non occasionale – rompe quel meccanismo legale che permette di non aprire la partita Iva e impone di cambiare regime fiscale. In altre parole, se avesse prestato la sua immagine per un paio di sponsorizzazioni non ci sarebbero stati problemi. Quando gli è stato fatto notare il debito milionario con lo Stato, l’ex giocatore ha saldato tutto, sanzioni comprese.
Lo riferisce su X il ministro dei Lavori pubblici Roberto Luque, sottolineando che le autorità stanno lavorando per risolvere il problema.
“Si è verificato un guasto alla linea di trasmissione che ha causato una disconnessione a cascata, con conseguente interruzione dell’elettricità a livello nazionale“, ha detto Luque, che è anche ministro dell’Energia ad interim. Dall’anno scorso l’Ecuador sta affrontando una crisi nella produzione di elettricità che ha spinto il governo del presidente Daniel Noboa ad adottare una politica di razionamenti in tutto il Paese.
Dallo scorso aprile le autorità hanno pianificato una serie di tagli di elettricità da 8 a 12 ore al giorno per ridurre i consumi.
ACTUALIZACIÓN RESTABLECIMIENTO DE ENERGÍA
A las 15h17 hubo una falla de la Línea de Transmisión Milagro Zhoray que generó un "blackout" al sistema nacional.
Este evento es UN FIEL REFLEJO DE LA CRISIS ENERGÉTICA que vivimos, con falta de inversión en generación (lo que sucedió… pic.twitter.com/CQ5xsrc7T7
Lingua originale: spagnolo. Traduzione di https://translate.google.com/ AGGIORNAMENTO RIPRISTINO ENERGIA Alle 15:17 si è verificato un guasto alla linea di trasmissione Milagro Zhoray che ha generato un “blackout” del sistema nazionale. Questo evento è UN VERO RIFLESSO DELLA CRISI ENERGETICA che stiamo vivendo, con mancanza di investimenti nella generazione (cosa è successo ad aprile), mancanza di investimenti nella trasmissione (cosa è successo oggi) e nella distribuzione. Da anni abbiamo smesso di investire in questi sistemi e oggi ne stiamo vivendo le conseguenze. Con il taglio alle 18:41, la situazione è che su scala nazionale è già stato ripristinato il 95% dell’energia (3.500 MW). In questo modo darò aggiornamenti.
Incendio nel primo pomeriggio di oggi (martedì 18 giugno) alla Italmatch Chemicals di Spoleto, l’azienda chimica (ex Saffa) che si trova alle spalle della stazione ferroviaria di Spoleto, con un forte boato che è stato avvertito dalla popolazione. Trattandosi di azienda a rischio incidente rilevante (Direttiva Seveso) è scattato il piano di sicurezza, che prevede la chiusura della bretella di Colle San Tommaso e di altre vie limitrofe e l’evacuazione delle strutture pubbliche nelle vicinanze, come le scuole dell’infanzia di Villa Redenta, Prato Fiorito e Collodi. E’ stata fatta allontanare anche la gente che si trovava nel parco della piscina comunale, che poi è potuta rientrare senza problemi. Il piano di sicurezza prevede anche la chiusura delle finestre nell’area potenzialmente a rischio.
Secondo le prime informazioni sarebbe stata interessata dall’incidente una cisterna. La situazione è comunque sotto controllo, non ci sarebbero stati feriti, ed è gestita dal personale interno dell’azienda, appositamente formato per occuparsi di questo tipo di incidenti. Intorno alle 15, da quanto si apprende, è in corso anche la riapertura delle strade che erano state chiuse. Il piano di sicurezza, coordinato dalla prefettura di Perugia, ha visto in campo con tempestività forze dell’ordine e protezione civile.
Il Comune di Spoleto, in una nota ufficiale alle 14.46 ha fatto sapere: “Alla luce di un incidente avvenuto nella tarda mattinata di oggi all’interno dell’azienda Italmatch Chemiscal Spa, si comunica che la situazione risulta essere sotto controllo.In questo momento stanno intervenendo i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del fuoco, la Polizia Locale e le autorità sanitarie come da piano di sicurezza. Presente sul posto anche il sindaco Andrea Sisti.Vista la fuoriuscita di fumi si chiede innanzitutto alla popolazione residente nelle aree limitrofe di non aprire le finestre fin quando la situazione non sarà tornata in una condizione di normalità.In via precauzionale sono state chiuse al traffico via Pietro Conti, via Caduti di Nassirya, via Colle San Tommaso.Per quanto riguarda le scuole Materne di Vila Redenta e “Collodi” di via Tito Sinibaldi il Comune di Spoleto ha provveduto ad avvertire le famiglie per garantire l’uscita anticipata dei bambini”.
Lorenzo Comaschini aveva una passione per le moto ed era un pilota di Superbike
Lorenzo Somaschini, un bambino di 9 anni, è morto dopo aver avuto un incidente venerdì 14 giugno con la sua moto nella pista di Interlagos, Brasile. Il bambino di nazionalità argentina stava effettuando le prove libere quando è scivolato in curva e ha sbattuto la testa. I medici lo hanno portato immediatamente in ospedale ma dopo alcuni giorni, Lorenzo non ce l’ha fatta.
Chi era – Lorenzo Somaschini era nato a Rosario, Argentina, il 17 luglio 2014. Quando aveva solo quattro anni il papà gli regalò una mini moto e da quel momento in poi ha svilupato una grande passione per le moto infatti sin da giovanissimo ha preso parte a gare della sua categoria. Una volta il piccolo disse: «Il mio sogno è arrivare in MotoGP, e vorrei diventare campione del mondo».
La vicenda – Lorenzo Somaschini era definito l’enfant prodige del motociclismo argentino e durante le prove libere di venerdi 14 giugno, Il piccolo è rimasto vittima di un grave incidente nella Honda Junior Cup del campionato brasiliano di Superbike infatti era caduto all’uscita del Pinheirinho, storica curva del tracciato di Interlagos.
Dopo l’incidente è stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Albert Einstein di San Paolo. I medici al momento dei soccorsi erano riusciti a stabilizzarlo, ma a causa del duro colpo subito alla testa, le condizioni erano parse subito gravissime. Dopo alcuni giorni in terapia intensiva, alla fine il piccolo pilota è morto.
Ma neanche le villette scherzano, con un singolo intervento record da oltre 426mila euro. E per le case popolari? Non risultano finanziamenti: i nuovi dati e la mappa di dove si è speso di più
IlSuperbonusnon smette di stupire, in negativo. Dopo chei costi sono andati oltre ogni previsione, devastando i conti pubblici e condizionando buona parte delle politiche economiche del governo Meloni, nuovi dati mostrano come sono stati usati gli oltre 122 miliardi destinati alla famosa agevolazione per ristrutturare casa. In questo caso ci sono andati di mezzo fondi Pnrr. Una quota del Piano di ripresa e resilienza ha infatti finanziato gli interventi di efficientamento energetico, ma quasi la metà è stata usata per effettuare lavori di ristrutturazione in 46.922 villette. Il resto è andato ai condomini, con alcuni interventi da record, uno su tutti, da oltre 38 milioni di euro per un edificio in un paese di 800 abitanti.
I fondi Pnrr per ristrutturare villette e condomini col Superbonus – Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede una linea di intervento della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” dedicata a finanziare il Superbonus con 13,95 miliardi di euro. L’obiettivo è ristrutturare oltre 100mila edifici per far risparmiare energia prodotta e ridurre le emissioni di gas serra.
“Finanziare la ristrutturazione energetica degli edifici residenziali, compresa l’edilizia sociale, per favorire le riqualificazioni profonde e la trasformazione in ‘edifici a energia quasi zero’ del parco immobiliare nazionale“, si legge sul sito governativo dedicato al Pnrr.
A giugno 2024 il ministero dell’Ambiente ha pubblicato i dati: con 13,7 miliardi, la quasi la totalità dei fondi disponibili, abbiamo ristrutturato 46.922 villette e 13.833 condomini. A dispetto delle finalità dichiarate sul sito del governo, tra i dati non c’è traccia di “edilizia sociale” e sono rimasti circa 200 milioni di euro da spendere. Queste somme rientrano tra le sovvenzioni a fondo perduto erogate dalla Commissione europea e che quindi l’Italia non dovrà ridare indietro con gli interessi.
38 mln per un condominio: top 3 delle spese record Superbonus – Dopo aver estratto i dati, tramite il Codice unico di progetto (Cup) di ogni intervento si può risalire ai dettagli delle ristrutturazioni finanziate. E secondo quanto elaborato da Today.it, ci sono alcuni record notevoli sparsi per l’Italia. L’intervento più costoso in assoluto è a Mezzana, nella provincia autonoma di Trento. In questo paese di circa 800 abitanti, nel 2020 un condominio è stato ristrutturato per 38,8 milioni di euro.
La scheda della ristrutturazione record nel comune di Mezzana, in Alto Adige
Nella scheda dell’intervento si legge che il condominio è composto “prevalentemente da unità immobiliari di tipo residenziale“, ma non è possibile avere altri dettagli a causa della legge sulla privacy. Viene però specificata la classificazione, “Contributi per calamità“. Dal sito della provincia autonoma non risultano fondi simili stanziati per il comune a causa si eventi meteorologici estremi negli ultimi quattro anni. È verosimile che l’intervento possa riferirsi al Sismabonus.
Il secondo classificato di questa speciale classifica è un condominio in provincia di Arezzo, ristrutturato con oltre 18 milioni di euro di fondi Pnrr. Le caratteristiche dell’intervento sono le stesse del precedente. Terzo posto per un condominio di Torino, che chiude il podio con ristrutturazioni per 16,4 milioni di euro.
6,5 miliardi del Pnrr per il Superbonus nelle villette: il podio della spesa – Passando alle unifamiliari, il record spetta a una villetta di Guidonia Montecelio, in provincia di Roma, ristrutturata grazie a 426.969 euro. L’unica altra villetta sopra i 400.000 euro di intervento si trova a Tarzo, in provincia di Treviso. La medaglia di bronzo degli interventi nelle villette spetta invece a Torre del Greco, Napoli, con 389.429 euro.
Scheda per la ristrutturazione più costosa d’Italia in una villetta con il Superbonus, a Guidonia
Alle villette è andata quasi la metà dei fondi Pnrr disponibili: per ristrutturarne 46.922 ci sono voluti circa 6,5 miliardi di euro. I rimanenti 7,1 miliardi sono stati ripartiti tra 13.833 condomini. Anche se alcuni di questi lavori risalgono anche a quattro anni fa, prima di adesso non c’erano dati di dettaglio disponibili, ma l’ultimo decreto Pnrr approvato dal governo ne ha permesso la pubblicazione da parte del ministero dell’Ambiente.
Mappa delle ristrutturazioni Superbonus con fondi Pnrr: dove si è speso di più – La maggior parte dei lavori di ristrutturazione è concentrata al nord Italia, confermando la tendenza generale già vista col Superbonus, che rappresenta il 60 per cento di tutti gli interventi. Da sola, la Lombardia “pesa” per oltre il 21 per cento con 2,9 miliardi di euro di spesa.
Al Sud poco più del 26,4% delle risorse, parecchi punti percentuali rispetto alla clausola del 40% tipica dei fondi Pnrr. La Puglia è la regione Contando anche questi fondi Ue, secondo gli ultimi dati Enea il Superbonus è costato alle casse dello Stato 122,7 miliardi di euro per ristrutturare appena il 4 per cento degli edifici residenziali censiti in Italia.
Superbonus, costo finanziato dal Pnrr: 13,7 mld per villette e condomini
Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate
La protesta è stata proclamata dai sindacati Uiltrasporti e Orsa. Previsti ritardi e cancellazioni sul servizio regionale, suburbano e aeroportuale. Ecco dove informarsi
Domenica 16 giugno 2024 meglio non prendere il treno in Lombardia. Per quella giornata è stato infatti proclamato uno sciopero dei lavoratori di Trenord che durerà l’intera giornata,
dalle 3.00 di domenica fino alle 2.00 di lunedì.
Essendo una giornata festiva, non è prevista alcuna fascia di garanzia quindi non ci sono convogli la cui circolazione è assicurata.
Dove informarsi – La protesta è stata proclamata dai sindacati UiltrasportieOrsa e l’azienda ha comunicato che “i treni del servizio regionale, suburbano, aeroportuale e a lunga percorrenza potranno subire ritardi o cancellazioni”.
Pertanto, prima di viaggiare, si consiglia ai viaggiatori di informarsi sull’App Trenord (qui il link Android, e qui il link iOS) oppure sul sito www.trenord.it. Meglio, inoltre, prestare attenzione sia gli annunci sonori trasmessi nelle stazioni che alle informazioni in scorrimento sui monitor.
Servizi aeroportuali – Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra: 1) Milano CadornaeMalpensa Aeroporto per il Malpensa Express (da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1); StabioeMalpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio.
Il proprietario della società lilla è coinvolto in un procedimento legale del tribunale di Alessandria per una presunta evasione fiscale
Il presidente Enea Bendetto
Le quote della società Ac Legnano sono attualmente sotto sequestro giudiziario. Enea Benedetto, proprietario della società di via Palermo, è coinvolto in un procedimento legale avviato dal tribunale di Alessandria.
Il 7 maggio scorso, il gip del tribunale di Alessandria ha notificato al Legnano il decreto che dispone il sequestro delle quote detenute da Enea Benedetto. Il presidente Enea Benedetto ha dichiarato: “La regolare operatività del Legnano non è stata compromessa e non lo sarà. Non ho nulla da temere perché sono convinto di poter dimostrare la correttezza, legittimità e liceità del mio operato ad Alessandria e la mancanza dei presupposti per il sequestro. Ho già incaricato i miei legali di impugnare il sequestro preventivo. Questo non intacca la nostra volontà e determinazione nel procedere con l’iscrizione della squadra e nell’eventuale richiesta di ripescaggio“.
l suo legale, l’avvocato Giuseppe Pipitone, fa chiarezza: “I reati contestati dal tribunale sono in concorso con altri soggetti, ma non riguardano reati contro il patrimonio bensì reati fiscali commessi per favorire o agevolare la società Alessandria calcio. Ad ogni modo il provvedimento è stato impugnato e sembrerebbe annullato, così come il sequestro della società Legnano. A giorni siamo convinti che arriverà lo svincolo. Non c’è dolo o responsabilità da parte di Benedetto. La vicenda per quanto ci riguarda appare sgonfiata e attendiamo a giorni l’esecuzione“.
PER APPROFONDIRE:
Il caso. Benedetto-Legnano, nuovo caos: “Lascio il club nelle mani di Dio»
Benedetto-Legnano, nuovo caos: “Lascio il club nelle mani di Dio”
Il presidente annuncia attraverso i canali social quattro ipotesi per i lilla con lo spettro del fallimento.
“Ho deciso di consegnare il Legnano nelle mani di Dio!“. Così il patron dei lilla, Enea Benedetto, si congeda dai tifosi del Legnano con una preghiera ad Allah, considerato il fatto che sia lui che il vicepresidente della società sono musulmani. “In questi casi – si legge nel post di instagram del presidente dell’Ac Legnano – la cosa più giusta è chiedere il supporto ed il consiglio di Allah (Subana Wa ‘Tala) attraverso la Istikhara Sakat. Istikhara (parola araba) significa chiedere la Guida di Allah, affinchè si compia la scelta giusta in qualunque tipo di affare“. Ma di affari per la verità attualmente ce ne sono pochi perché, dopo essere retrocesso in Eccellenza, il Legnano naviga in pessime acque dal punto di vista finanziario. Prima di Benedetto da questi parti si era visto tale Emiliano Montanari, ex presidente del Siena, società poi sparita, tanto che in Toscana hanno dovuto farne un’altra e partire dall’Eccellenza.
Oggi sono quattro le opzioni messe sul tavolo da Enea Benedetto, tutte riassunte in un post pubblicato sul proprio profilo social. La prima prevede un aumento di capitale, riservato ai tifosi ed agli imprenditori legnanesi, seguito da una non meglio precisata “creazione dei Lilla Coin come utility coin“. Monete che piacciono molto al presidente, che si occupa nella vita di criptovalute. La seconda è quella di “continuare da soli con una semplice creazione di un CdA e di un consiglio direttivo composto da amici, imprenditori e sponsor“. Quali non è dato saperlo poiché il Legnano attuale gode di pessima fama fra i tifosi stessi della società, alcuni dei quali si erano scatenati dopo la gara contro la Castellanzese causando danni per migliaia di euro allo stadio della Folgore Caratese, impianto concesso per la disputa dei playout del girone B. La terza opzione messa sul piatto da Benedetto è il “disimpegno totale e relativa cessione di quote“, a chi anche questo non è dato saperlo, considerando che il debito sarebbe pesante e che nessuno avrebbe la forza di accollarselo. La quarta opzione è quella che spaventa di più i tifosi, ovvero la fine del club, con la “Procedura di messa in liquidazione e scioglimento della SRL“. Mai nella storia ultracentenaria del Legnano calcio un presidente aveva ventilato il fallimento della società, cosa peraltro giù avvenuta nel 2009.
I giocatori, intanto, hanno smesso di allenarsi. Qualcuno, come Bagatini e Bardellonihanno già trovato una nuova società, l’Fc Castiglione della provincia di Mantova che gioca a Castiglione delle Stiviere. Altri sono in attesa di sapere quando e se saranno pagati per i servigi resi al club.
Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco. Le fiamme sarebbe divampato da un cantiere
Un fumo nero improvviso e i turisti in fuga dalla reggia. Paura in Francia a Versailles, dove diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute spegnere un incendio divampato all’interno della reggia, nei pressi di Parigi. Dalle foto e dai video pubblicati sui social da i turisti, si vede una densa colonna di fumo nero uscire dal tetto dell’edificio.
Appena è scattato l’allarme antincendio, la reggia è stata immediatamente evacuata.Il personale al lavoro e i turisti sono stati fatti uscire e messi in sicurezza. Secondo le informazioni fornite da Bfm Tv e Le Parisien, a prendere fuoco sarebbe stato un cantiere a livello del tetto della Reggia, vicino alla Cour de Marbre. La centrale operativa dei vigili del fuoco è intervenuta con tutte le squadre in servizio in quel momento e le fiamme sono state domate tra lo stupore e la paura dei turisti che scattavano foto. Non ci sono stati feriti e ora si dovranno valutare i danni alla struttura della reggia.
Una densa colonna di fumo nero si alza in cielo dal tetto della reggia di Versailles a Parigi
L’ex velocista protagonista con un assist a Del Piero. Ma la serata non si è conclusa come avrebbe immaginato
Brutto infortunio perUsain Bolt, il velocista più famoso di tutti i tempi. Non su una pista di atletica, sport che comunque ha lasciato da tempo, ma in un campo di calcio. E poco dopo un assist perDel Piero. Bolt ha preso parte a un incontro di beneficenza, regalando un assist all’ex numero 10 della Juventus che ha realizzato un gol molto simile a quello di Germania-Italia del 2006. La serata di Bolt, però, si è conclusa nel peggiore dei modi, infortunandosi dopo un duro intervento dell’attore Danny Dyer e riportando la rottura del tendine d’Achille.
Come si è infortunato Usain Bolt – In occasione dell’infortunio, Bolt stava correndo verso l’area di rigore avversaria, quando è stato falciato dall’attoreDanny Dyer. Un’entrata durissima, che ha costretto il giamaicano a uscire in barella e gli ha procurato la rottura del tendine d’Achille. A comunicare la notizia è stato lo stesso Bolt tramite i suoi canali social: «Tendine d’Achille distrutto, ma so di essere un guerriero».
Italy Training Session & Press Conference – Claudio Villa/GettyImages
“Il calciatore Nicolò Barella ha effettuato questa mattina esami diagnostici di controllo chemostrano i progressi attesi nel recupero dall’affaticamento muscolare accusato nei giorni scorsi.Il calciatore proseguirà quindi il programma di lavoro prestabilito, nell’ottica di essere reintegrato nel gruppo nei prossimi giorni”.
Con questo comunicato stampa la FIGC fa tirare un sospiro di sollievo a tutti gli italiani. Nicolò Barella rimane nel gruppo azzurro e il suo problema muscolare sta migliorando e di conseguenza tra pochi giorni tornerà a disposizione di Luciano Spalletti aggregandosi al resto del gruppo. Il centrocampista dell’Inter ha saltato il test amichevole contro la Turchia e salterà anche la sfida di domani sera del Castellani contro la Bosnia Erzegovina.
Il commissario tecnico però lo avrà a sua disposizione per Euro 2024. Resta da capire quanti minuti avrà sulle gambe per l’esordio contro l’Albania e se Spalletti lo rischierà dall’inizio o lo utilizzerà a partita in corso.
«La Serie A non ha aumentato il numero delle gare, anzi si sono ridotte con meno partite di Coppa Italia», ha aggiunto l’amministratore delegato del massimo campionato italiano.
Luigi De Siervo (Andrea Staccioli / Insidefoto)
È iniziato a Parma il primo Festival dedicato completamente alla Serie A, che dal 7 al 9 giugno vedrà tra i protagonisti anche Calcio e Finanza. Fra gli ospiti è presente anche uno dei “padroni di casa”, l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo.
«Quest’anno è stato un altro racconto bellissimo, per come si è svolto il campionato, per come si è conclusa l’esperienza della Atalanta che ha battuto una squadra che aveva dato 17 punti alla finalista di Champions, 27 al Bayern e quindi festeggiamo quest’anno un grande calcio, la Serie A, che non è fatta solo di grandi club e di grandi città, ma anche di grandi piazze e campanili, che hanno bisogno e si sentono parte di questa grande festa e quindi siamo qua per festeggiarla», ha commentato il dirigente.
De Siervo ha poi analizzato la questione calendari e l’introduzione di nuove competizioni e format da parte di UEFA e FIFA: «Oggi c’è un tema di calendario troppo denso. Negli ultimi anni la Serie A non ha aumentato il numero delle gare, anzi si sono ridotte con meno partite di Coppa Italia. FIFA e UEFA, invece, hanno duplicato se non triplicato gli eventi. In questi giorni a Parma si discuterà anche di questo, visto che ci sarà l’assemblea delle Leghe Europee in cui di valuterà la strategia rispetto ai piani di UEFA e FIFA».
«La Serie A non è solo la parte del gioco che tutti conoscono, è piena di valori: ogni giornata delle nostre 38 la dedichiamo a una causa di persone che hanno bisogno di attenzione – ha concluso De Siervo –. La Serie A ha il grande vantaggio di essere una grande e importante competizione, la prima in Europa. Se la analizzate dal punto di vista di chi vince: vincono più soggetti diversi, sono più squadre, siamo un campionato più interessante rispetto a quelli di altri paesi».
Terremoto in Svizzera, avvertito anche nel Nord Italia: scossa di magnitudo 4.2 nel Canton Berna
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 è stata registrata alle 2:34 in Svizzera ed avvertita anche nell’Italia del Nord. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a otto chilometri di profondità ed epicentro vicino Studen, nel Canton Berna. Non si hanno al momento notizie di danni a persone o cose.
Frecce Tricolori sfrecciano sul Vittoriano – (2 giugno 2022)
La Festa della Repubblica Italiana è una festa nazionale italiana istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946, con la celebrazione principale che avviene aRoma. LaFesta della Repubblica Italianaè uno dei simboli patri italiani.
L’Inno Nazionale eseguito in occasione delle celebrazioni del 78° Anniversario della proclamazione della Repubblica, alla presenza del Capo dello Stato, sarà interpretato dal celebre cantautore Claudio Baglioni, accompagnato dalla Banda Interforze della Difesa.
La foto, divenuta in seguito “simbolo” dei festeggiamenti per l’esito del referendum, ritrae il volto di una giovane donna che sbuca da una copia de Il Nuovo Corriere della Sera del 6 giugno 1946 con il titolo «È nata la Repubblica Italiana».
Forte scossa di terremoto con epicentro a Cirò, nel Crotonese: paura in Calabria
Una forte scossa di terremoto ha colpito la Calabria alle 19:35 di oggi, venerdì 24 maggio. I sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 4con epicentro a Cirò, nel Crotonese. Il sisma si è prodotto ad una profondità di 23km. A seguito della scossa, la gente si è riversata in strada, in preda alla paura. Il terremoto è stato avvertito in tutta la provincia di Crotone, ma anche a Cosenza e sull’altra sponda dello Ionio, in Puglia, in un’area che va da Taranto a Lecce.
“La Sala Operativa Regionale è in contatto con i Comuni interessati”, informa la Protezione Civile della Calabria. Non ci sono al momento segnalazioni di danni a persone o cose.
RFI segnala che “dalle ore 19:38 a causa di un evento sismico con epicentro a Cirò, la circolazione ferroviaria in via precauzionale è sospesa sulla linea Sibari – Crotone – Catanzaro Lidotra Cariati e Strongoli. Sono in corso i necessari accertamenti da parte dei tecnici di RFI per consentire la ripresa della regolare circolazione”.
La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell’evento di oggi calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al IV grado MCS. La stazione sismica di Cirò (IY.CIRK) mostra infatti valori di PGA pari a 0.79%g e PGV pari a 0.56 cm/s.
Al momento, si hanno notizie di risentimenti nella parte centrale della Calabria e sono arrivate segnalazioni anche dalla Puglia, dalla provincia di Taranto.
L’INGV illustra la sismicità storica della zona – Un’estrazione dalla banca dati macrosismici DBMI15 v. 4.0 mostra un risentimento sismico a Cirò (Kr) dovuto a 12 eventi tra cui quello dell’8 marzo 1832 (Mw 6.7), che è anche il primo di cui si abbia una documentazione dell’intensità pari a 7-8 grado della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).
Tuttavia l’area interessata dall’attuale sequenza è molto vicina alle zone dell’appennino calabro che hanno pericolosità sismica molto alta, come testimoniato da alcuni forti terremoti che soprattutto fra il Seicento e il Novecento hanno colpito diversi settori del territorio regionale. In particolare l’epicentro del terremoto odierno è relativamente vicino alla localizzazione del terremoto dell’8 giugno 1638 di magnitudo Mw pari a circa 6.9(stima da dati macrosismici), localizzato nel Catalogo dei Forti Terremoti in Italia alcuni km ad est di San Giovanni in Fiore (CS). Per questo evento, i danni più gravi furono rilevati a Roccabernarda (KR), con un’intensità pari al X grado della scala MCS.
Se si guarda la sismicità più recente dal 1985 in poi, l’area è stata interessata da una sismicità diffusa frequente con piccole sequenze sismiche caratterizzate da terremoti con magnitudo massima intorno a 4.
Gli eventi recenti più forti nell’area (entro 30 km da Cirò) sono quelli del 17 aprile 2006 Mw 4.6 a largo della costa ionica e quello del 23 aprile 2005 ML 4.1 a Mondatoriccio (CS).
Via Lombardia, le fiamme sono divampate nella notte. A dare l’allarme i lavoratori delle aziende vicine. Sul posto anche 118 e carabinieri
Uno spaventoso incendio è divampato in serata, poco dopo le 21,30, in via Lombardia, a San Giuliano Milanese. Le fiamme sarebbero partite dall’officinadel centro recupero mezzi, a Sesto Ulteriano, causando una densa colonna di fumo nero visibile anche a chilometri di distanza.
Sul posto sono intervenuti ivigili del fuococon 5 mezzi da Melegnano e Milano, ma anche i soccorritori del 118 con l’ambulanza in via precauzionale e i carabinieri per accertare le cause del rogo. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni lavoratori delle aziende vicine che hanno segnalato anche degli scoppi.
Le operazioni di spegnimento hanno impegnato i vigili del fuoco per gran parte della notte. Resta ora da capire l’origine del rogo e se possa esserci una matrice dolosa.
Meteo, il Nord Italia ancora nella morsa delmaltempo. Pioggia mai così intensa a Milano negli ultimi 170 anni e, dalla mezzanotte, scatterà in città l’allerta rossa con rischio inondazione per il Seveso e il Lambro. Particolarmente complessa è la situazione in Veneto, dove la Protezione Civile ha dichiarato lo stato di allarme «rosso» per criticità idrogeologica e idraulica su gran parte del territorio regionale, valido a partire dalla tarda serata di oggi: per le prossime 24 ore infatti sono previste nuove precipitazioni nell’ordine di 100, 110 millimetri per mq. Temporali, grandine e vento anche inToscana, dove è stata diramato un bollettino con allerta gialla.
Allerta rossa in Lombardia – La Protezione civile di Regione Lombardia ha diffuso il bollettino che prevede allerta arancione a partire dal pomeriggio e, poi, allerta rossa da mezzanotte nel nodo idraulico di Milano. E’ prevista, inoltre, allerta arancione e gialla in altre zone della Lombardia. «Invito la popolazione – ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Romano La Russa – a prestare la massima attenzione, seguendo le indicazioni delle autorita’ locali e consultando gli aggiornamenti meteo. Consigliamo di evitare spostamenti non necessari nelle zone interessate dalle allerte e adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire la massima sicurezza».
Milano, allerta rossa – Il centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emesso un avviso di criticità rossa (elevata) per rischio idrogeologico a partire dalla mezzanotte, arancione (moderata) per rischio idraulico a partire dalle ore 21 e gialla (ordinaria) per rischio temporali a partire dal primo pomeriggio di oggi, lunedì 20 maggio. Il Centro operativo comunale(Coc) della Protezione civile è attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città. A tale proposito è stata convocata un’Unità di crisi locale (Ucl) per la pianificazione delle attività operative e la dislocazione delle squadre sul territorio. Sono previste su Milano forti ed estese precipitazioni soprattutto a partire dalla serata, lungo la notte e nelle prime ore del mattino di domani e quindi si potrebbero creare le condizioni per allagamenti ed esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro. Durante l’allerta meteo si invitano i cittadini a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi e in prossimità dei sottopassi. Inoltre non bisogna sostare sotto gli alberi e le impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie.
Allerta gialla in Trentino – La Protezione civile del Trentino ha emesso un avviso di allerta ordinaria (gialla), per possibili frane e allagamenti. L’allerta di due giorni scatterà alla mezzanotte di oggi, lunedi 20 maggio e terminerà a mezzanotte di mercoledi 22 maggio. Viste le previsioni meteo, per ragioni di sicurezza (come riportato nella recente ordinanza di riapertura a senso unico alternato) dalle ore 20 di oggi, lunedi 20 maggio, il Servizio gestione strade chiuderà la SS 350 da località Buse al confine provinciale, fino alle 7 di mercoledi 22 maggio. Eventuali prolungamenti della chiusura saranno valutati in base all’evoluzione meteorologica. Dalla tarda sera di oggi, lunedi 20 maggio, alla sera di domani, una perturbazione atlantica determinerà precipitazioni diffuse a tratti intense e persistenti soprattutto nella mattinata e nelle ore centrali di domani. Specialmente nella fase iniziale e durante le fasi piu intense, le precipitazioni potranno localmente assumere carattere di rovescio temporalesco.
L’annesso rustico divorato dalle fiamme in via del Majno, a Preganziol
Grossoincendionella notte, a Preganziol: un annesso rustico adibito aricovero attrezziè stato divorato dalle fiamme. Il rogo è scoppiato poco dopo la mezzanotte in via Marcello del Majno. In poco tempo il fuoco si è esteso all’intero edificio, di 500 metri quadri. Soltanto l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di salvare l’abitazione. Nessun ferito, fortunatamente.
Ma i danni sono davvero ingenti: un’auto è stata completamente distrutta, insieme ad attrezzi e mezzi agricoli. L’incendio era ben visibile a chilometri di distanza: i bagliori delle fiamme hanno rischiarato la notte e gli scoppi hanno svegliatro i residenti.
Sul posto sono intervenute quattro squadre di pompieri, provenienti da Treviso e Mestre: 17 operatori hanno lavorato tutta la notte per spegnere il rogo, con due autopompe e tre autobotti. Stamattina le operazioni erano ancora in corso, per scongiurare eventualifocolai. Ancora da chiarire le cause dell’incendio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.
Paulo Dybala è stato escluso, taglio ufficiale dalla lista dei convocati per la Joya. Ecco le decisioni dell’allenatore dopo il rientro in campo dell’argentino in casa Roma.
Ieri è tornato in campo Paulo Dybala, nella vittoria di misura della Roma contro il Genoa allo stadio Olimpico. L’attaccante argentino aveva saltato le ultime due gare decisive per la squadra guidata da Daniele De Rossi. Il tecnico giallorosso lo ha gettato ieri nella mischia, prima di farlo uscire in pieno recupero per ragioni tattiche volte alla difesa del risultato nel finale. La vittoria sui liguri ha consegnato alla squadra giallorossa la matematica certezza della sesta posizione in classifica, mentre arriva una comunicazione ufficiale che coinvolge direttamente la Joya.
Non basta il ritorno in campo, seppur per una mezz’ora di gioco, per la convocazione di Paulo Dybala con l’Argentina. Il commissario tecnico Lionel Scaloni ha escluso il numero 21 giallorosso dai convocati dell’Albiceleste. La Nazionale Campione del Mondo in carica giocherà nelle prossime settimane contro Ecuador e Guatemala. Tra un mese poi ci sarà il via della Coppa America, appuntamento che ora rischia di saltare per l’attaccante giallorosso. Il CT sudamericano ha invece deciso di convocare il centrocampistaLeandro Paredes, espulso nell’ultima sfida casalinga della Roma per un battibecco con il direttore di gara durante il secondo tempo
Dybala escluso dai convocati dell’Argentina: la lista ufficiale di Scaloni – Niente da fare per Paulo Dybala, tagliato fuori dalla lista dei convocati per le prossime due amichevoli dell’Argentina di Lionel Scaloni. L’attaccante romanista aveva saltato le sfide esterne contro Bayer Leverkusen ed Atalanta, dopo lo stop muscolare accusato contro la Juventus.
Ecco l’elenco delle convocazioni ufficiali diramato dal commissario tecnico dell’Argentina. Oltre a Paredes sono presenti altri 4 calciatori della Seria A:
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Sul posto i Vigili del fuoco e i volontari, che dovranno accertare le cause del secondo rogo, riattivatosi dopo il primo divampato nella giornata di ieri
Si è riacceso l’incendio che ieri pomeriggio ha visto impegnati i Vigili del fuoco in un terreno vicino al campo sportivo di Elmas, poco distante dall’aeroporto.
Oggi il rogo si è esteso anche al canneto lungo il canale, dove si trova l’asilo di via Temo, che è stato evacuato per l’aria resa irrespirabile dal fumo. La scuola ha contattato subito le famiglie per far sì che si presentassero nel minor tempo possibile.
Insieme ai Vigili del fuoco anche i volontari, che dovranno accertare le cause del secondo incendio.
I vigili del fuoco sono intervenuti nel corso della nottata in diverse aree. Nei comuni colpiti dall’esondazione del Naviglio Martesana è stato adibito un posto di comando avanzato per la gestione degli interventi legati al maltempo
Dopo quella che è stata definita lagiornatapiù piovosa in 170 anni, ilmaltempocontinua a imperversare su Milano, ma dà qualche ora di tregua. Nella serata di mercoledì e durante la notte il Seveso è rientrato dopo l’esondazione avvenuta intorno alle 17.20,tenuto a bada dalla vasca di laminazione di Bresso. Rientra anche il livello di allarme. Ancora allerta per il Lambro che già nella mattina di mercoledì aveva sfondato gli argini: il fiume è rientrato nel letto, ma i livelli sono ancora preoccupanti. La polizia locale ha fatto sapere che è stata riaperta via Feltre intorno alle 7.
I vigili del fuoco, da mercoledì, sono intervenuti in 790 casi di soccorso tecnico urgente su tutto il territorio lombardo. Attualmente sono circa dieci gli interventi in corso, 40 i vigili del fuoco impegnati in queste ore. Solo a Milano sono stati 237 gli interventi, più di 100 a Monza. Altri 100 a Lodi, 93 a Varese e 90 a Como.
Naviglio Martesana – I dannipiù ingenti si stanno contando in queste ore nelle zone bagnate dal Naviglio Martesana, straripato nei pressi di Bellinzago Lombardo. Gli allagamenti sono stati causati anche dall’esondazione dei vari torrenti, tra cui il Trobbia e il Molgora. I vigili del fuoco sono intervenuti in diverse occasione nel corso della nottata, in particolare tra i comuni della Martesana, tra cui Gessate, Melzo e Gorgonzola. Grossi disagi anche nei comuni di Vignate, Masate e Pioltello, dove in alcuni casi si sono rese necessarie le evacuazioni di stabili come nel caso dell’asilo di Bellinzago allagato a causa delle forti piogge.
Diverse le abitazioni prive di corrente e le case evacuate dai pompieri che hanno fornito generi di prima necessità agli abitanti, molti dei quali si sono rifugiati ai piani alti. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, sarebbero circa 40 gli sfollati.
In quelle aree è stato adibito un posto di comando avanzato per la gestione degli interventi legati al maltempo, con l’ausilio di squadre di vigili del fuoco arrivate anche da altre regioni d’Italia, come il Piemonte e la Liguria. Per interventi meno urgenti la speranza è che i livelli idrici si abbassino nel corso della giornata.
Ponte Lambro – L’esondazione del Lambro a est di Milano ha lasciato il quartiere di Ponte Lambrosenza corrente e sotto l’acqua. Il Comune ha deciso di allestire un campo d’emergenza con brandine all’interno di un Centro di aggregazione multifunzionale (Cam) per accogliere i residenti. Il livello del fiume è ancora poco sotto i margini.
La situazione dei mezzi Atm – Nella mattina di giovedì diversi i mezzi Atm costretti a deviare. Viale Ca’ Granda e via Vittorini a Milano, e via San Maurizio al Lambro a Cologno Monzese, sono chiuse al traffico a causa delle esondazioni di Seveso e Lambro.
L’elicottero dei Vigili del Fuoco di Malpensa ha sorvolato le zone più colpite dall’esondazione del Lambro. Particolarmente colpito il comune di Gessate
Maltempo, l’esondazione del Lambro vista dall’elicottero dei Vigili del Fuoco – VareseNews
Il maltempo sul nord Italia. Milano allagata dai temporali. La pioggia battente fa esondare il fiume Lambro. Evacuati diversi edifici.