I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi per avere falsificato alcuni rimborsi


articolo:I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi per avere falsificato alcuni rimborsi – Il Post

I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi dalla commissione disciplinare dell’Associazione Italia Arbitri (AIA) perché coinvolti in un giro di rimborsi falsificati insieme ad altri quattro membri dell’AIA. Fino a qualche mese fa Pasqua e La Penna arbitravano regolarmente in Serie A: a maggio erano stati sospesi dopo che era stata aperta un’inchiesta sui rimborsi che l’AIA garantiva loro per le trasferte. L’accusa ritiene che Pasqua e La Penna falsificassero scontrini e ricevute per ottenere rimborsi più alti.

Se la pena non verrà ridotta nei due prossimi gradi di giudizio, spiega Sky Sport, Pasqua e La Penna saranno di fatto radiati: l’AIA infatti non ammette al proprio interno membri che negli ultimi dieci anni hanno ottenuto squalifiche superiori a un anno.

Pozzuoli, incendio all’Anfiteatro Flavio: le fiamme distruggono le gradinate in legno


articolo: Pozzuoli, incendio all’Anfiteatro Flavio: le fiamme distruggono le gradinate in legno- Corriere.it

Il rogo in uno dei siti archeologici più famosi del mondo. Proprio ieri aveva ospitato un incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei. Vigili del fuoco ancora all’opera. Ignote le cause.

POZZUOLI – Un incendio ha completamente distrutto le gradinate di legno dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, uno dei siti archeologici più famosi del mondo nonché uno dei più importanti reperti dell’era romana. Secondo la ricostruzione, prima hanno preso fuoco le sterpaglie, poi le fiamme si sono propagate alle tettoie in legno. A quel punto il personale in servizio, che aveva cercato di domare il fuoco con gli estintori, ha chiesto che intervenissero i pompieri. Il fatto è accaduto questo pomeriggio.

Le operazioni – Al momento i vigili del fuoco sono ancora impegnati a domare definitivamente l’incendio, che è comunque sotto controllo. «Sento ancora le sirene — racconta la senatrice Paola Nugnes, che abita a poche centinaia di metri dall’Anfiteatro — . L’incendio è divampato intorno alle 16». A fiamme spente, i vigili del fuoco effettueranno i rilievi utili a capire come e perché si sia sviluppato l’incendio.

La storia – L’Anfiteatro Flavio, dei due presenti in città, è senz’altro quello più integro e conservato meglio. Attribuito agli stessi architetti del Colosseo, del quale per altro è di poco successivo, ha una pianta ellittica di 149 x 116 metri. Gli scavi archeologici per portarlo alla luce iniziarono nel 1839 e si conclusero alla fine dello stesso secolo ma, solo nel 1947, a seguito di una nuova campagna di scavo, il monumento fu definitivamente liberato dai detriti. Proprio ieri sulle sedute dell’Anfiteatro andate in fiamme si era tenuto incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei.

Tokyo: Covid, primo caso in Villaggio Olimpico


articolo: Tokyo: Covid, primo caso in Villaggio Olimpico – Mondo – ANSA

 Il primo caso di coronavirus è stato registrato nel Villaggio Olimpico di Tokyo, quando mancano solo sei giorni all’inizio dei Giochi: lo hanno reso noto oggi gli organizzatori. (ANSA).

Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo

articolo: Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo – la Repubblica

Primo caso nel villaggio olimpico e nuova ondata di contagi. I medici suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei Covid-19 peggiora

Primo caso di Coronavirus alle olimpiadi di Tokyo. Un membro dello staff di una nazione del villaggio olimpico è stato trovato positivo al Covid-19 ma gli organizzatori non hanno voluto dichiararne la nazionalità. Si teme l’effetto valanga e un nuovo cluster: i giochi cominciano subito in salita.

La nuova ondata di casi di Covid-19 a Tokyo preoccupa così tanto i medici che alcuni suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei contagi peggiora.

Intando l’India ha segnalato sabato 38.079 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il conteggio nazionale a 31,06 milioni, secondo i dati del ministero della salute.
Il numero di morti è aumentato di 560, portando il totale a 413.091, secondo i dati del ministero.

La situazione sanitaria è già al più alto livello di allerta a Tokyo, e altri contagi metteranno solo più pressione sul sistema sanitario“, ha detto Masataka Inokuchi, vicepresidente della Tokyo Medical Association, all’ultima riunione del governo metropolitano di Tokyo. Le strutture sanitarie di Tokyo cominciano a risentire della tensione: il numero di pazienti ricoverati è balzato a più di 2mila in tre settimane da circa 1.200 a fine giugno. Nobuhiko Okabe, capo del Kawasaki City Institute for Public Health che presiede il gruppo di esperti del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo sulle misure anti-virus, onn esclude misure drastiche per proteggere il sistema. “Se Tokyo finisce in una situazione in cui le persone che hanno bisogno di cure ospedaliere non possono essere ricoverate negli ospedali, dovremmo considerare l’annullamento delle Olimpiadi“, ha detto in un’intervista a The Asahi Shimbun.
Non abbiamo tempo per le Olimpiadi” se le persone non possono ricevere le cure mediche necessarie.

LE VACCINAZIONI NEL MONDO: MAPPE E GRAFICI

Sono circa 12 le persone che producono il 65% della disinformazione sui vaccini anti Covid sulle piattaforme social. Lo afferma la Casa Bianca citando i dati contenuti nel rapporto del Countering Digital Hate pubblicato in marzo e in base al quale l’associazione aveva allora chiesto a Facebook e Twitter di chiudere le pagine gestite da queste 12 persone.
Secondo il Countering Digital Hate una delle persone che dovrebbe essere cacciata dai social è Robert F. Kennedy Jr., uno dei volti del movimento anti-vax.  La polemica arriva dopo il balzo dei nuovi casi di Covid negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono quasi triplicati a 74.018, ai massimi da tre mesi. Giovedì i nuovi contagi erano stati 27.956. E’ quanto emerge dai dati compilati da Bloomberg e dalla John Hopkins University.

Ma Facebook respinge le accuse del presidente Joe Biden sulla disinformazione sui social che “sta uccidendo la gente” che non si vaccina contro il Covid-19. “Non ci lasceremo distrarre da accuse che non sono supportate dai fatti“, replica Facebook, indicando di favorire invece la divulgazione di informazioni che contribuiscono a salvare vite e che sono state visionate da oltre 2 miliardi di persone. Twitter ha invece pubblicato sulla sua piattaforma il messaggio: “Mentre la pandemia di COVID-19 si evolve in tutto il mondo, continueremo a fare la nostra parte per far risaltare le informazioni sanitarie autorevoli“.

Infine arriva dalla Spagna un primo bilancio di un settore industriale: le societa’ produttrici di automobili hanno perso 7,6 miliardi di euro nel 2020 a causa della pandemia del coronavirus che ha provocato un forte calo sia delle vendite che della produzione. E’ quanto reso noto da un rapporto presentato dall’Associazione nazionale fabbricanti automobili e camion (Anfac). Le case automobilistiche hanno investito 1,9 miliardi di euro nelle loro fabbriche spagnole, una cifra che si attesta alla media degli ultimi cinque anni, nonostante la diminuzione del 31 per cento rispetto al 2019. “La chiusura di tutta la catena del valore per praticamente due mesi si e’ riflessa in un calo storico delle vendite e della produzione“, ha sottolineato il direttore generale dell’Anfac, Jose Lopez-Tafall.

Morto a Roma l’attore Libero De Rienzo. Procura apre fascicolo di indagine


articolo: Morto a Roma l’attore Libero De Rienzo. Procura apre fascicolo di indagine – Cinema – ANSA

Libero De Rienzo

Aveva 44 anni, nel 2002 e nel 2006 vinse il David di Donatello

E’ morto all’età di 44 anni, stroncato da un infarto, nella sua casa romana, l’attore napoletano Libero De Rienzo. Nato a Napoli nel 1977, aveva intrapreso la carriera dello spettacolo sulle orme del padre, Fiore De Rienzo, che è stato aiuto regista di Citto Maselli.


La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte dell’attore Libero De Rienzo trovato privo di vita nella sua abitazione nella zona Madonna del Riposo. Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Francesco Minisci. Il magistrato ha disposto l’autopsia.
Il procedimento è stato rubricato con la fattispecie di morte come conseguenza di altro come dispone l’articolo 586 del codice penale. Obiettivo degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, è accertare le cause che hanno portato alla morte del giovane attore napoletano. Dall’autopsia, da questo punto di vista, potrebbero arrivare risposte importanti.

Libero aveva vinto il David di Donatello nel 2002 e nel 2006nel film Fortapàsc di Marco Risi, ha interpretato il giornalista napoletano Giancarlo Siani. Tra i suoi lavori successivi, ‘Smetto quando voglio‘ (2014) e nel 2019 il film ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’.

Benché abitasse dall’età di due anni a Roma, Libero De Rienzo era legato alla città di Napoli. Sposato con la costumista Marcella Mosca, lascia due figli di 6 e 2 anni. Dopo i funerali (la cui data non è stata ancora fissata) la salma sarà inumata in Irpinia, accanto alla mamma. 

Conoscevo bene Libero, del quale sono un grande estimatore non solo per le sue indiscusse qualità professionali ed artistiche, ma per la sua umanità, radicata cultura e forte impegno sociale e civile. Libero viveva a Roma, ma amava Napoli profondamente“. Lo afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, appresa la notizia della morte dell’attore.

La notizia della morte improvvisa di Libero De Rienzo è terribile e ci lascia tutti senza parole. Perdiamo un giovane talento, un protagonista del cinema italiano che già aveva visto riconosciuta la sua arte con la doppia vittoria del David di Donatello nel 2002 e nel 2006. Il mondo della cultura italiana si stringe con affetto e cordoglio alla sua famiglia, ai suoi piccoli figli, alla moglie e a tutte le persone che lo hanno amato, stimato e apprezzato“. Lo dichiara il ministro della Cultura Dario Franceschini.

È una di quelle notizie che lasciano senza parole e con una tristezza profonda e cupa”. Con queste parole il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, ha commentato la scomparsa, a 44 anni, dell’attore Libero De Rienzo, particolarmente legato all’isola. “Ho davanti agli occhi le mille scene in cui lo ricordo in giro per l’isola con quello stesso atteggiamento spensierato di tutti i concittadini, con la grande confidenza e serenità di chi fa parte della comunità – prosegue il primo cittadino -. Memorabili i momenti in cui lui ci aiutò a ridare vita al Carcere, contribuendo a riempire di nuovo quel Palazzo di umanità. Oppure quando insieme a noi si batteva come un leone per difendere il nostro piccolo pronto soccorso“. Il festival del cinema “Arthetica“, ideato e diretto dallo stesso De Rienzo, si svolse appunto nell’ex carcere dell’isola. L’attore aveva sostenuto con convinzione la candidatura di Procida a Capitale della cultura 2022.

Due scosse di terremoto e un boato nella zona di Norcia


articolo: Due scosse di terremoto e un boato nella zona di Norcia – Umbria – ANSA.it

Più forte magnitudo 3.6, nessuna segnalazione di danni

Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 2.6 alle 8,03 e la secondo di 3.6 alle 10 sono state registrate nella zona di Norcia dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Secondo i vigili del fuoco si è avvertito “distintamente” un boato così come riferito dal personale in servizio presso il distaccamento Valnerina.

La squadra è quindi uscita per un sopralluogo sul territorio.
Al momento alla sala operativa non sono arrivate richieste di intervento. 

Ogni volta che c’è una scossa di terremoto la paura risale dallo stomaco, ma al tempo stesso nella cittadinanza e anche nei turisti è subentrata la consapevolezza che la città è in sicurezza“: a dirlo all’ANSA è il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.  “La più forte è stata avvertita soprattutto da chi si trovava dentro i container che con il tremare della terra provocano dei rumori“, ha raccontato Alemanno. Aggiungendo che non si sono registrati danni e che con il terremoto “dobbiamo conviverci in queste zone“. “Da noi – ha detto il sindaco – non è un’eccezione, è importante che non succeda nulla a cose e persone“. “La messa in sicurezza, gli edifici recuperati e le casette Sae garantiscono la staticità delle strutture e sono di grande aiuto per affrontare questi eventi“, ha concluso. 

Maltempo in Germania, almeno 81 vittime e 1.300 di dispersi. Merkel, sconvolta per la catastrofe


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/15/maltempo-germania-4-morti-e-50-dispersi-a-ovest-del-paese-_c1875c2d-a8c4-40a6-adc7-15cb9ae8991d.html

Le vittime delle devastanti alluvioni che hanno colpito la Germania sono salite ad 81. Lo riferiscono fonti ufficiali.  Il bilancio è salito ad almeno 81 dopo che le autorità della Renania-Palatinato, la regione più colpita, hanno annunciato che sono in quell’area i morti sono aumentati a 50.

Il numero delle vittime è salito a 50“, contro le 28 del giorno prima, ha detto il portavoce del ministero dell’Interno della regione, Timo Haungs.

Intanto in Germania altre 1.300 persone risultano disperse nella circoscrizione di Bad Neuahr-Ahrweiler, nella Renania-Palatinato, colpita dall’alluvione. Lo ha confermato all’ANSA una portavoce dell’amministrazione locale, che ha però subito precisato: “la rete di telefonia mobile è in tilt, e dunque molte persone non riescono a raggiungere i propri parenti”. La portavoce ha anche affermato che ci sono altre vittime, ma che per ora non si forniscono altri bilanci.

Due giorni di pioggia ininterrotta e il bilancio in Germania è una catastrofe senza precedenti. Il rigonfiamento e l’esondazione di tanti corsi d’acqua di piccola e media dimensione, nei Laender occidentali del Nordreno-Vestfalia e dalla Renania-Palatinato, hanno liberato enormi masse d’acqua dalla forza distruttiva. I corpi senza vita degli annegati sono venuti fuori da posti diversi, le inondazioni hanno fatto vittime negli scantinati delle case, nelle strade, fra i soccorritori. Ma la forza dell’acqua e del fango ha anche trascinato giù decine e decine di case. C’è chi si è rifugiato sui tetti delle case o sugli alberi. Il maltempo non ha colpito solo la Germania: alluvioni sono avvenute anche in Lussemburgo e Olanda.

Sale ancora il bilancio delle vittime causate dalle inondazioni che hanno devastato ampie aree del Belgio. I morti sono saliti a 12 e 5 le persone ancora disperse. Oltre 20.000 persone sono senza corrente elettrica. La maggior numero di vittime è stato segnalato nella provincia di Liegi. Il centro della città è stato evacuato ieri sera nel timore dello straripamento della Mosa il cui livello pare ora essersi stabilizzato. Il Paese è sotto choc per un fenomeno che i media definiscono di proporzioni storiche.

Le immagini del paesaggio e delle cittadine tedesche colpite sono difficili da tradurre in parole. Strisce di terra completamente devastate. Edifici e negozi distrutti. Le auto in strada travolte dalla corrente sono il meno nello scenario di un disastro naturale di questa portata. Le centinaia di persone messe in sicurezza in barca a Kordel, paesino situato lungo un affluente della Mosella, rappresentano l’aspetto positivo di una giornata che ha visto almeno 18 morti nel centro di Bad Neunahr-Ahrweiler e 20 a Euskirchen, vicino Colonia.

Angela Merkel, impegnata a Washington nella sua ultima visita di Stato negli Usa per una bilaterale con Joe Biden, ha sospeso la missione per prendere la parola dalla capitale americana ed esprimere personalmente cordoglio per le vittime. “È una tragedia“, ha detto la cancelliera senza ridimensionare. “Sono ore in cui parlare di una forte pioggia e di alluvione descrive la situazione in modo insufficiente. È davvero una catastrofe“, ha insistito Merkel. “Sono sconvolta dalle notizie che mi arrivano da posti sommersi dall’acqua, dove persone in grande emergenza si salvano o vengono salvate. Sarà fatto ogni sforzo per ritrovare i dispersi“, ha aggiunto, promettendo fra l’altro gli aiuti necessari per la ricostruzione, in un contesto per ora dai danni incalcolabili. Alla Germania sono arrivati messaggi di solidarietà da altre nazioni e offerte di aiuto. Il Papa si è detto “profondamento colpito” e di “pregare” per “le persone che hanno perso la vita“. L’Italia, attraverso Palazzo Chigi e la Farnesina, ha assicurato tutto il sostegno necessario ai governi, non solo quello tedesco, che devono affrontare questa emergenza. Le alluvioni hanno scosso l’agenda politica interna tedesca. “Una catastrofe del genere non l’avevamo ancora mai vissuta“, ha commentato la presidente del Palatinato Malu Dreyer, “è davvero disastroso quello che sta succedendo“. Il presidente della Vestfalia, Armin Laschet, ha sospeso la campagna elettorale da candidato cancelliere della Cdu e si è recato sui posti più colpiti dall’emergenza, come Altena e Hagen, da dove ha chiesto che “le misure e le politiche per il clima siano più dinamiche, a livello nazionale, europeo e globale“.

Molti politici, come il vice cancelliere Olaf Scholz (Spd) e la candidata cancelliera dei Verdi Annalena Baerbock, hanno interrotto le vacanze. Mentre nelle strade dell’ovest della Germania migliaia di vigili del fuoco, poliziotti, militari dell’esercito, unità del Technische Hilfswerk, si sono mobilitati in aiuto delle popolazioni colpite. La Bundeswehr ha fatto ricorso ai carri armati e sono stati utilizzati decine di elicotteri per sorvolare le aree disastrate. Non mancano, anche a caldo, polemiche in più direzioni. Stavolta le tv pubbliche locali e regionali sono finite sotto accusa – lo riferisce la Bild – per non aver dato in tempo notizie e avvisi su quello che stava accadendo ieri sera. E nel dibattito sullo stravolgimento climatico e l’inazione dei governi la Sueddeustche Zetiung ha commentato che quello che sta accadendo è scioccante, sì, “ma non sorprende“.

Calcio, Il Chievo escluso dalla serie B. Fuori dalla LegaPro 5 club


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/07/15/news/calcio_il_chievo_escluso_dalla_serie_b_fuori_dalla_legapro_5_club-310434268/

La Federcalcio non ha accettato il ricorso dei sei club: non resta che l’ultimo grado, il Collegio di Garanzia del Coni

È la fine della favola Chievo? La squadra che ha giocato 17 campionati di serie A, dal 2001 a oggi, è per ora esclusa dal campionato di B. Il consiglio federale della Figc, dopo le segnalazioni Covisoc, ha bocciato i ricorsi di 6 club: tra questi il Chievo. Oltre al club di Campedelli escluse Casertana, Novara, Carpi, Paganese e Sambenedettese dalla LegaPro. La questione ruota intorno a una serie di rateizzazioni fiscali sulle quali sono state espresse riserve da parte dell’organismo di vigilanza. E il Chievo ha un’esposizione molto alta: intorno ai 20 milioni di euro. Drammatica anche la storia Dopo 113 anni di vita, invece, il Novara calcio, una delle società storiche del movimento calcistico italiano, scivola tra i dilettanti.

Non è finita qui – Ma non è finita qui: le sei squadre potranno ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport, terzo ed ultimo grado di giustizia sportiva. Se non darà loro ragione si prospetta un’estate intensa tra ripescaggi e ricorsi. Sul Collegio di Garanzia del Coni puntano tutti i club, in particolare il Chievo, che ritiene di avere in mano la vittoria. L’organo di giustizia sportiva di ultimo grado potrebbe riunirsi entro la fine del mese di luglio: probabilmente venerdì 23 o qualche giorno dopo, il 27. “I ricorsi non sono stati accolti. Ci sono 48 ore di tempo per fare ulteriore ricorso, c’è ancora una partita aperta per quanto riguarda la valutazione degli organi di giustizia“, ha spiegato Gabriele Gravina, presidente della Figc, al termine del Consiglio federale. Il Consiglio della Figc ha fissato il termine del 21 luglio per presentare le domande e i relativi adempimenti per la sostituzione in Serie C della rinunciataria Gozzano. Per le riammissioni e i ripescaggi per il completamento dell’organico in Serie B e in Lega Pro resta valido il termine già precedentemente fissato al 19 luglio.

Whirlpool: “Licenziamento per i 340 operai di Napoli”


articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/whirlpool_licenziamenti_napoli_operai-310289058/

Whirlpool: “Licenziamento per i 340 operai di Napoli”. Draghi incontra i lavoratori

La decisione della multinazionale comunicata durante un incontro al Mise. Tensioni con la polizia durante il presidio davanti ai cancelli del penitenziario

Una delegazione di operai della Whirlpool giunta a Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta) – in seguito alla notizia del licenziamento di 340 operai –  ha incontrato nel carcere il premier Mario Draghi dopo la conferenza stampa che si è svolta nel penitenziario, alla quale ha partecipato anche la ministra Marta Cartabia. Gli operai chiedono l’intervento del capo del governo sulla crisi dell’azienda,

Il licenziamento – Whirlpool, doccia fredda all’incontro convocato al ministero. La multinazionale annuncia che procederanno con i licenziamenti per i 340 operai di via Argine. “Dopo lunga riflessione – annuncia Luigi La Morgia, Whirlpool-Emea –  abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Siamo consapevoli  della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia“. E già scatta lo scontro con i sindacati. La Fiom: “Sarà guerra“. Blitz dei lavoratori dello stabilimento di Napoli alla casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove alle 16 è prevista la visita del presidente del Consiglio, Mario Draghi e del ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

A caldo l’intervento della vice ministra Alessandra Todde: “Isindacati hanno comunicato di essere pronti a considerare la possibilità della chiusura dello stabilimento da parte di Whirlpool, cosa che in passato non era mai avvenuta. Proprio per questo si è chiesto all’azienda di accettare la proroga della cig di ulteriori 13 settimane, cosa che non significa allungare il brodo, ma dare la possibilità ad un percorso di rilancio, portato avanti da noi e invitalia, di prendere forma, con un piano industriale alternativo e solido, fondamentale per non impoverire ulteriormente il territorio di napoli garantendo la salvaguardia occupazionale“.

Richiamiamo l’azienda alle sue responsabilità. L’avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo. E’ necessario utilizzare tutti ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l’avviso comune siglato da Cgil- Cisl- Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra“. Lo dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil partecipando al tavolo sulla vertenza Whirlpool. “La narrazione che siete stati buoni e avete portato pazienza, ce la potevate risparmiare. Per 26 mesi non abbiamo preso tempo come dice La Morgia, abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool in questi 26 mesi ha triplicato i profitti realizzando 5 milioni di prodotti“, spiega. “Le lavoratrici e i lavoratori hanno tenuto aperto lo stabilimento di Napoli e ciò ha permesso a Whirlpool di guadagnare di più nonostante la pandemia“, conclude.

Arriva anche la voce del Partito Democratico: “Whirlpool ha già tradito il patto con L’italia, venendo meno a napoli al piano industriale. Ora lo tradisce di nuovo. Non si possono accettare licenziamenti quando sono previsti ammortizzatori per accompagnare il rilancio del sito. Ma Giorgetti offra una soluzione industriale“. Così su twitter Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd.

La posizione dell’azienda – “A causa del forte calo della domanda della lavatrici prodotte a Napoli lo stabilimento è diventato insostenibile per Whirlpool. Per questo motivo, più di due anni fa l’azienda ha iniziato a discutere di potenziali scenari di transizione e a lavorare con i sindacati e gli stakeholder istituzionali – sia nazionali che locali – al fine di minimizzare l’impatto legato all’uscita di Whirlpool dallo stabilimento di Napoli. Non essendo emersa nessuna alternativa, il 31 ottobre 2020 è stata cessata la produzione nel sito“. Lo precisa l’azienda al termine dell’incontro convocato online dal Mise.

Whirlpool avvierà la procedura di licenziamento collettivo relativa alle persone del sito di Napoli il prossimo 15 luglio “secondo quanto previsto dalla normativa vigente – si legge ancora nella nota – Nel corso della procedura, della durata massima di 75 giorni, i lavoratori percepiranno la normale retribuzione. L’azienda ha informato i sindacati della possibilità di trasferimento presso la sede di Cassinetta di Biandronno (VA) e, per coloro che lasceranno volontariamente l’azienda nel corso della procedura, è previsto un trattamento economico di uscita“.

Coppa America: Vince l’Argentina


Il Brasile battuto al Maracanà per 1-0, gol di Di Maria. È il primo titolo per Lionel Messi con la maglia della nazionale

Firenze, alla multinazionale Gkn 450 lavoratori licenziati via mail


articolo: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/economia/21_luglio_09/gkn-campi-450-licenziamenti-chiusura-dell-azienda-tutto-via-mail-47438f5e-e0aa-11eb-9bcf-1a9f94386b42.shtml

Operai riuniti in assemblea. «Non ci muoveremo dalla fabbrica, se ci vogliono mandare via ce lo vengano a dire di persona». Confindustria: «Non ne sapevamo niente, prendiamo le distanze»

Una comunicazione di licenziamento immediato e chiusura dello stabilimento, via mail. È la notizia arrivata venerdì 9 luglio, di mattina, ai circa 450 dipendenti della Gkn di Campi Bisenzio. L’impresa, attiva nel settore della componentistica per auto, è da tempo in crisi. E da tempo i sindacati, a partire dalla Fiom Cgil, avevano denunciato la situazione.

Tra i primi a darne notizia è stato uno dei delegati Rsu dell’azienda, Dario Salvetti. «Non sono in condizione di rispondere al telefono perché troppe telefonate e messaggi — spiega in un post Facebook il sindacalista — Siamo in assemblea permanente perché questa mattina ci hanno comunicato la chiusura immediata della Gkn di Firenze. Con effetto immediato. Una mail, più di 450 famiglie a casa. Questo sono loro. Questa è la loro violenza. Avrete notizie e invito all’azione. Avremo bisogno di tutta la forza e la solidarietà. Si astengano i falsi preoccupati che hanno permesso tutto questo». In assemblea è presente anche il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, insieme a tutta la sua giunta. I lavoratori coinvolti dal licenziamento sarebbero precisamente 422. 

I proprietari della Gkn non sono industriali, ma un fondo di investimento estero. L’Unità di crisi della Regione Toscana si è già avviata, ed ha contattato il ministero dello Sviluppo Economico. Durissimo il commento del segretario Fiom di Firenze, Daniele Calosi: «Sembra la scena di un film già visto con il caso della Bekaert: una scelta criminale di una multinazionale che conferma ancora una volta, se c’è ne fosse bisogno, che i datori di lavoro vogliono che il costo di questa crisi ricada sulle persone che per vivere devono lavorare — scrive Calosi — Un comportamento intollerabile, di una azienda associata a Confindustria, anche alla luce dell’Avviso Comune firmato dalle Parti Sociali e dal Governo lo scorso 29 Giugno e dei meccanismi di gestione delle crisi previsti dalla Legge e dal Contratto Nazionale. Come Fiom chiariamo subito che non firmeremo alcun licenziamento: non possiamo accettare che si consumi l’ennesimo dramma sociale che, inoltre, avrebbe importanti ripercussioni per tutto il tessuto economico e produttivo fiorentino che non può permettersi di incassare l’ennesimo attacco alle sue professionalità e non può accettarlo tutta la comunità fiorentina, dai cittadini alle istituzioni politiche e sociali. Per questo chiediamo all’azienda il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l’attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente e alle istituzioni politiche la convocazione del tavolo al Ministero dello Sviluppo, coinvolgendo la Regione Toscana e le Istituzioni Locali».

Tutti in riposo forzato (prima della mail) – La Cisl racconta che la Gkn ha preparato la decisione: «Un comportamento vigliacco, senza rispetto per le persone e per il territorio. Una modalità banditesca della gestione dei rapporti che condanniamo senza appelli. Proprio questa mattina (il giorno dell’invio della mail ndr) l’azienda aveva messo tutti i lavoratori in Par (permesso annuo retribuito) collettivo per le ferie estive e in fabbrica non c’era nessuno — scrivono il segretario regionale Fim Cisl Alessandro Beccastrini e la segretaria Fim Cisl Firenze Flavia Capilli — Da informazioni che abbiamo raccolto pare che l’azienda voglia delocalizzare la produzione di Firenze, ma non sappiano dove. Una cosa che non ha nessuna logica, visto che non poco tempo fa sono stati effettuati importanti investimenti in macchinari e automatizzazione del sito fiorentino». 

L’azienda ha motivato la scelta per il calo generale del mercato automobilistico, per la grande competitività sui prezzi nel settore, per «semplificare» e abbattere i costi della produzione tra i vari siti produttivi. Nella mail inviata, non ci sono spazi: nè ammortizzatori sociali, nè altre soluzioni. Chiudere, scrivono, è l’unica soluzione. Ma c’è chi dà un’altra interpretazione. «Già un anno fa, nel 2020 e in piena pandemia, a Birmingham (UK), l’azienda licenziava 185 lavoratori su 600, senza accedere agli ammortizzatori sociali di cui pure avrebbe potuto fare uso vista la crisi pandemica. Non lo ha fatto e proverà a non farlo per un semplice motivo: per far salire il rendimento del titolo finanziario occorre licenziare una quota di operai prima di rivendere il titolo», detenuto da un fondo inglese, scrivono Giuliano Granato, portavoce di Potere al popolo, e Francesca Conti, coordinatrice fiorentina: «Lo sblocco dei licenziamento voluto dal governo Draghi sta facendo danni irreparabili».

Serie B, Chievo non ammesso. Il club fa ricorso: “Operato in linea con normative”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/07/08/news/chievo_non_iscritto_alla_b-309580814/

La Covisoc ha bocciato la documentazione presentata dal club. In serie C fuori per il momento Novara, Carpi, Casertana, Sambenedettese e Paganese

La Covisoc, l’organo di controllo sui conti dei club, ha bocciato la documentazione presentata dal Chievo che al momento è fuori dalla serie B. Il club veneto, che ha tempo fino a martedì 13 luglio per mettersi in regola, ha annunciato ricorso: “in merito alla comunicazione pervenuta in data odierna alle 23.05 dalla Co.Vi.So.C – si legge nella nota – il ChievoVerona annuncia il ricorso ritenendo di aver operato in linea con le normative vigenti e federali, per l’iscrizione al campionato di Serie B 2021/22“. In serie C sono state bocciate Novara, Carpi, Casertana, Sambenedettese e Paganese.

Cagliari, schiaffi e calci al rider durante la festa per la vittoria dell’Italia…


articolo: https://video.repubblica.it/cronaca/cagliari-rider-aggedito-duranti-i-festeggiamenti-dopo-italia-spagna/391216/391930?ref=RHTP-BS-I278612739-P6-S1-T1

Nelle immagini amatoriali girate con uno smartphone si vede una folla di giovani accalcati in mezzo a piazza Yenne a Cagliari che, incuranti delle regole sul distanziamento sociale e senza alcuna mascherina, spintonano un rider a bordo di uno scooter sino a farlo cadere sull’asfalto. E mentre altri giovani cercano di placare gli animi, sull’uomo piovono schiaffi, calci e colpi di asta di una bandiera Tricolore. Qualcuno lo aiuta a risollevare lo scooter, tenendo a freno altri giovanissimi e così il rider può riprendere la sua corsa e il suo lavoro. Migliaia i commenti tra chi grida “vergogna” e chi sollecita maggiori controlli e invece chi chiede “giustizia” per il rider auspicando che i giovani vengano riconosciuti nel video e sanzionati. Il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu ha condannato duramente l’episodio e ha annunciato di aver convocato per domani il rider – un uomo di 51 anni padre di due figli – in Comune per chiedergli scusa a nome di tutta la città.

Esclusa la presenza di spettatori a Tokyo per i Giochi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/07/08/esclusa-la-presenza-di-spettatori-a-tokyo-per-i-giochi_e062b6a9-1f78-4a49-9ef1-d37b8715db96.html

Nessuno spettatore sarà ammesso durante i Giochi olimpici che si terranno a Tokyo. Lo riportano i media nipponici spiegando che la misura, probabilmente, riguarderà anche le tre prefetture circostanti, Chiba, Kanagawa e Saitama.

La decisione è stata presa dal consiglio direttivo che si è riunito oggi, composto dal presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach, dalla presidente del comitato organizzatore Seiko Hashimoto e dalla governatrice Yuriko Koike, assieme alla ministra per lo Sport Tamayo Marukawa.

Il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha confermato oggi che il governo dichiarerà un nuovo stato d’emergenza a Tokyo per la pandemia Covid che rimarrà in vigore per tutta la durata delle Olimpiadi, che si svolgeranno dal 23 luglio all’8 agosto. Lo stato d’emergenza, come anticipato ieri, durerà fino al 22 agosto. Nel formalizzare l’estensione del ‘quasi’ stato di emergenza per la capitale Tokyo e le tre prefetture adiacenti di Chiba, Kanagawa, Saitama, oltre alla prefettura di Osaka, il premier Suga ha aperto all’eventualità di una possibile revoca anticipata se la situazione sui contagi dovesse migliorare. Il nuovo provvedimento entrerà ufficialmente in vigore da lunedì, ma di fatto estende le misure già esistenti, che obbligano le attività commerciali – tra cui bar e ristoranti – ad anticipare gli orari di chiusura e vietano la vendita di alcool dopo le 19:00. In altre cinque prefetture dell’arcipelago – Aichi, Hokkaido, Kyoto, Hyogo e Fukuoka – il quasi stato di emergenza verrà abolito, mentre nell’isola di Okinawa le disposizioni saranno più stringenti per via delle criticità presenti nel sistema ospedaliero. Si tratta del quarto stato di emergenza dall’inizio della pandemia per la capitale, a fonte del progressivo aumento delle positività, ormai per il 19/mo giorno consecutivo. La decisione coincide inoltre con l’arrivo a Tokyo del presidente del Comitato Olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach, atterrato nella mattina di oggi all’aeroporto di Haneda. In serata Bach discuterà online con la presidente del comitato organizzatore, Seiko Hashimoto, e la governatrice Yuriko Koike, per aggiornare la nuove direttive che riguardano i limiti di accesso agli spettatori locali consentiti durante le gare. Nelle ultime 24 ore la capitale ha registrato 896 nuovi casi di coronavirus, il 26,9% in più rispetto alla media giornaliera degli ultimi sette giorni.

Italia-Spagna, Bonucci scambiato per un invasore di campo da una steward


articolo & video: Italia-Spagna, Bonucci scambiato per un invasore di campo da una steward – Corriere TV

Durante la festa degli azzurri a fine match l’addetta alla sicurezza ha preso per il braccio il difensore azzurro. Poi il chiarimento con Bonucci che scoppia a ridere e abbraccia la steward

Leonardo Bonucci scambiato per un invasore di campo da una steward. Dopo la vittoria ai calci di rigore contro la Spagna il difensore azzurro è corso a festeggiare con i tifosi italiani presenti sugli spalti a Wembley, ma quando si è girato per tornare in campo è stato preso per il braccia da un’addetta alla sicurezza.

Bonucci la guarda stupido, pochi secondi, poi il chiarimento con il numero 19 azzurro che scoppia a ridere e abbraccia la steward prima di tornare a festeggiare con i compagni di squadra la vittoria che ha regalato all’Italia la finale degli Europei.

Bonucci scambiato per un invasore da uno steward mentre festeggia con i tifosi (Italia-Spagna 5-3)

“È stato solo un anno, ma che anno….


Bangkok, incendio gigantesco in una fabbrica di plastica


articolo: https://www.gazzettadiparma.it/italiamondo/2021/07/05/news/bangkok_incendio_gigantesco_in_una_fabbrica_di_plastica-6078501/

L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei paramedici. Almeno una vittima e 29 feriti

Morti sul lavoro: continua, nel silenzio, la carneficina


pagina :https://alessandro54.com/morti-bianche-2021-2/

Canada, ondata di calore assassina: centinaia di morti in pochi giorni


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/07/03/news/canada_ondata_di_calore_assassina-308718367/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

Emergenza nella parte occidentale del Paese, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest. Oltre 130 incendi provocati dai fulmini

OTTAWA – Ondata di calore assassina in Canada: le temperature altissime hanno causato centinaia di morti, soprattutto nella Columbia britannica. L’ufficio del medico legale ha segnalato che i decessi inaspettati sono stati 719 solo la scorsa settimana, il triplo dei livelli abituali. I patologi stanno verificando la causa delle morti una per una, e non si sbilanciano sul bilancio complessivo, ma è già massimo l’allarme sul caldo record in tutto il Canada occidentale, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest.

Il caldo record sta favorendo anche la diffusione degli incendi boschivi, causati forse dai fulmini: sono innumerevoli i roghi che hanno costretto il governo federale a inviare gli aerei militari per aiutare i soccorritori nella Columbia Britannica. Venerdì, il British Columbia Wildfire Service ha segnalato 136 incendi attivi in tutta la provincia a seguito della caduta di 12.000 fulmini il giorno precedente.

Mercoledì, i 250 abitanti del villaggio di Lytton hanno dovuto evacuare in tutta fretta il centro abitato, dove martedì si era registrata la temperatura più alta mai rilevata in Canada, pari a 49,6 gradi centigradi. Il villaggio – circa 260 km a nord-est di Vancouver – è stato interamente distrutto dal fuoco. “L’intero paese è stato avvolto dalle fiamme in 15 minuti“, ha raccontato alla Bbc il sindaco Jan Polderman.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico aumenta la frequenza di eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore.

Esplosione in Commissariato di polizia a Castellammare di Stabia


articolo: https://www.ansa.it/campania/notizie/2021/07/01/esplosione-in-commissariato-ps-a-castellammare-stabia_8e3ab834-340c-4626-b101-2299b20662cb.html

Devastati 6 locali, si indaga per accertare le cause. Nessun ferito

L’esplosione nel Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia (Napoli)

Una serie di esplosioni ha sventrato  il primo piano del Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia (Napoli). Le deflagrazioni, che hanno devastato 6 locali al piano superiore e una stanza al piano terra, sarebbero state provocate da materiale esplodente sequestrato, fuochi d’artificio innescati dall’eccessivo caldo di questi giorni.

Quanto è accaduto avrebbe potuto causare una strage. In quelle stanze ci sono gli spogliatoi degli agenti e alcuni uffici. L’orario in cui si sono verificate le deflagrazioni era particolarmente tranquillo, è accaduto intorno alle ore 15,30, e i boati sono stati avvertiti a molti chilometri di distanza. Per questo si sono iniziati a rincorrere sui social voci di morti e di feriti. Sul posto sono accorsi ambulanze, protezione civile, polizia, carabinieri, Vigili del fuoco, tecnici dell’Italgas e della E-distribuzione.

Tra le prime ipotesi, quella dell’esplosione di una caldaia o di un corto circuito, che però non trovavano riscontro nelle numerose esplosioni avvertite dagli abitanti del luogo, corso De Gasperi, periferia della città. E’ stato un miracolo, quindi, che anche gli oggetti e i vetri catapultati con violenza sulla strada non abbiano colpito alcun passante.

Danneggiati anche una palestra, adiacente alla sede del Commissariato, nella quale è crollata la controsoffittatura, e la palazzina della Guardia forestale. I primi momenti seguiti alle esplosioni sono stati drammatici. Poi, le fonti ufficiali hanno rassicurato i presenti accorsi per prestare i soccorsi, mentre il traffico cittadino è rimasto paralizzato per ore. Esclusa subito la pista del gas, perché sul luogo dell’esplosione non è stato mai avvertito l’odore di gas, né prima né dopo l’accaduto. Si è poi parlato di corto circuito e non è da escludere che alcune di queste abbiano contribuito come concausa a provocare il disastro.

Unico malore quello di una giovane poliziotta investita dall’onda d’urto e subito rianimata. Sono giunti il questore, Alessandro Giuliano; Pierpaolo Filippelli, procuratore aggiunto dell’ufficio inquirente di Napoli; numerosi militari del Gruppo di carabinieri di Torre Annunziata, guidati dal Tenente Colonnello Francesco Novi, insieme con i rinforzi dalle stazioni locali e naturalmente, a presidiare le indagini c’erano gli agenti di polizia, con il vice questore aggiunto Pietropaolo Auriemma, primo dirigente del commissariato di Castellammare di Stabia. Presenti anche il sindaco, Gaetano Cimmino e il comandante della polizia muncipale, Antonio Vecchione.

Carcere Santa Maria Capua Vetere: pestaggi, torture, la barba strappata.


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_luglio_01/carcere-santa-maria-capua-vetere-video-pestaggi-polizia-74f14218-d9e6-11eb-9b34-ea2fae57adbd.shtml

carcere Santa Maria Capua Vetere

La voce del comandante rimbomba nel silenzio dei corridoi alle quattro del pomeriggio. Gli agenti che lo seguono hanno il passo pesante. C’è rumore di cancelli che sbattono, ci sono voci che si accavallano. Perquisizione straordinaria. Tutti fuori dalle celle. E stavolta è un ordine delle guardie, non una scelta dei detenuti come la sera prima, quando, dopo la socialità, quelli del reparto Nilo hanno deciso di non rientrare e sono rimasti nei corridoi a protestare per avere le mascherine e soprattutto notizie sicure sulla voce che sta girando: in carcere c’è uno positivo al Covid. Una notte difficile, ma poi è intervenuto il magistrato di sorveglianza, ha garantito tamponi per tutti e li ha tranquillizzati, e pure il comandante è stato comprensivo, pure lui ha cercato di abbassare la tensione. Ora invece no. Ora l’aria è diversa, è brutta. Perquisizione straordinaria. L’inferno comincia così.

La strutturaLa casa circondariale «Francesco Uccella» di Santa Maria Capua Vetere ha venticinque anni di vita, ci lavorano 485 agenti penitenziari e nel reparto Nilo ci sono 370 detenuti. E in tutto l’istituto non c’è l’acqua potabile. Il 6 aprile del 2020 l’Italia è in lockdown ma chi è chiuso in carcere sta scoppiando.Ormai da un mese c’è una rivolta al giorno. Prima Salerno, poi Napoli, poi Modena, con l’assalto alla farmacia interna, la razzia di Metadone e tredici morti per overdose. E ancora Rieti, Bologna, Trieste, Venezia. A Foggia settantadue reclusi hanno aperto il portone e se ne sono andati. A Santa Maria Capua Vetere si è risolto tutto in poche ore e senza violenze né danni. Ma gli agenti della penitenziaria non hanno gradito l’atteggiamento del comandante. Un loro collega che dirige il Gruppo di supporto agli interventi (una struttura che interviene nelle carceri quando servono rinforzi) lo dice al provveditore del Dap Antonio Fullone, dal quale la sua squadra dipende direttamente. « Il personale è molto deluso», gli scrive su WhatsApp. «Si sono raccolti per contestare l’operato del comandante. Rischiamo di perdere il carcere». E Fullone decide di dare agli agenti quel «segnale forte» del quale, dirà poi ai magistrati che lo indagano, «avevano bisogno». Scrive alla direttrice reggente e le dice che « l’unica scelta è quella di usare la forza. Tecnicamente è il direttore che impartisce l’ordine (della perquisizione, ndr). Puoi fare riferimento che viene dato di intesa con me».

Squadre antisommossa – Ma per la perquisizione non ci sarebbe bisogno del Gruppo di sostegno, e invece quelli arrivano. Con i caschi, gli scudi e i manganelli. Forse sono i loro passi con gli anfibi quelli che rimbombano nel corridoio del Nilo alle quattro del pomeriggio. Sicuramente sono i loro manganelli a precipitare sulle teste, le schiene, le braccia e le gambe dei detenuti che vengono fatti uscire dalle celle e obbligati a raggiungere la sala della socialità: per arrivarci devono attraversare un corridoio dove i poliziotti si sono messi ai due lati e picchiano tutti. Ma quelli del personale interno riescono a fare anche di peggio. Loro conoscono ogni recluso, e sicuramente qualcuno lo tengono puntato più degli altri. Sono quei quindici che poi verranno mandati in isolamento e lasciati per giorni con addosso i vestiti strappati e sporchi di sangue.

Carcere Santa Maria Capua Vetere, il video dei pestaggi ai detenuti

La barba strappata – Pure gli agenti di Santa Maria hanno i manganelli, almeno la gran parte, ma oltre a picchiare vogliono umiliare. A tutti quelli che hanno la barba la tagliano, ma a uno che la ha più lunga degli altri la afferrano fino a strappargliela, e poi gli avvicinano un accendino minacciando di bruciargliela. La telecamera della stanza 5 della quinta sezione li inquadra al minuto 3,40 della registrazione acquisita dagli investigatori. Sono in due con il detenuto, e lo odiano al punto da chiamare a raccolta i colleghi: «Venite c’è quello con la barba e i tatuaggi, venite anche voi a prendervi la soddisfazione». E quando lui, stremato non riesce più ad andare avanti, gli sferrano due schiaffi alla nuca: «Vai pezzo di merda, ce la fai a camminare». I video che girano in Rete, che sono solo una parte di quelli in mano alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, raccontano molto ma non tutto. C’è ancora altro. C’è il detenuto che dopo il pestaggio si aggrappa al cancello delle scale e cerca di arrampicarsi. Un altro recluso così ricostruisce la scena: «Piangeva e diceva di non volere scendere. E veniva picchiato da tre agenti». E c’è quello che viene prelevato dalla cella, picchiato, riportato in cella e poi costretto a uscire di nuovo e a raggiungere la sala della socialità. Dove, dopo appena 26 secondi, ricomincia il pestaggio. Preceduto da quello che doveva essere una specie di grido di battaglia degli agenti picchiatori, perché lo riferiscono anche altri detenuti: «Ora lo Stato siamo noi».

Mare “monstrum”: tra sbarchi fantasma e Ong bloccate, già più di 14mila i migranti riportati nell’inferno della Libia


articolo: https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/06/28/news/migranti-307977107/?ref=RHTP-BG-I304110180-P4-S3-T1

Nel Mediterraneo prevale l’attività della guardia costiera libica: si prospetta un’estate drammatica e senza “testimoni”. Vita difficile anche per i pescatori italiani


MAI così tanti migranti intercettati in mare e riportati in Libia. L’estate appena cominciata, che in Italia sul fronte sbarchi ha visto interessata in prima linea Lampedusa con l’arrivo in autonomia di barchini provenienti dalla Libia e dalla Tunisia, ci restituisce un Mediterraneo centrale ridisegnato, con i ruoli dei protagonisti sempre più definiti. L’Europa e l’Italia da una parte che supportano la stabilità di Tripoli e di fatto affidano il coordinamento dei soccorsi alla guardia costiera libica; l’utilizzo delle navi quarantena per alleggerire le strutture a terra; il coinvolgimento di mercantili anch’essi chiamati a coordinarsi con le autorità libiche; le Ong che, se non si trovano in stato di fermo amministrativo in qualche porto siciliano, riescono a condurre solo una piccolissima parte dei soccorsi.

Uno scenario mutato come dimostrano i numeri. Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) dall’inizio dell’anno sono infatti 14.388 i migranti intercettati in mare e riportati in Libia. Un record dalla firma del primo memorandum tra Italia e Libia di luglio 2017. Cifre, relative alle persone riportate in quello che le maggiori organizzazioni internazionali da anni definiscono “porto non sicuro“, che superano già i dati del 2020, quando furono 11.891 le persone riportate in Libia.

Dall’inizio di quest’anno, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, in Italia sono sbarcati 19.360 migranti, a fronte dei 34.154 arrivati in tutto il 2020 quando ci fu un picco proprio nel mese di luglio (7062, più che ad agosto dello stesso anno). Nel 2021 sono già 827 i morti accertati in vari naufragi secondo quanto riferisce il progetto Missing Migrants dell’Oim, rispetto ai 375 dell’anno precedente a cui si aggiungono le vittime dei naufragi “fantasma“, circa 600 persone che hanno affrontato la rotta del Mediterraneo centrale e di cui non si hanno più notizie.

Nonostante lo scenario dei soccorsi stia mutando verso quella che appare sempre più come una politica europea basata sulla difesa dei confini, in previsione delle condizioni meteo-marine favorevoli ci saranno migliaia di persone pronte a partire. “Farebbero qualsiasi cosa pur di scappare dai centri di detenzione dove sono costretti a vivere in condizioni disumane – spiega a Repubblica Deanna Dadush, che insieme ad altri 100 volontari, ricercatori di diritto internazionale ed esperti nel campo delle migrazioni, fa parte di Alarm Phone la piattaforma che raccoglie gli Sos dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo -. E purtroppo avendo affidato tutta l’amministrazione del Mediterraneo alla guardia costiera libica è possibile prevedere altri possibili naufragi, con i migranti che alla vista delle motovedette libiche si getteranno in mare come è già accaduto. È uno scenario che peggiora di giorno in giorno. In base alle chiamate che riceviamo possiamo dire che la guardia costiera italiana non soccorre più come prima, la guardia costiera maltese è invece inesistente considerando che nel 2021 a Malta sono sbarcate meno di 100 persone“. continua a leggere

Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia,…


Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia, dramma nelle campagne del Cuneese

articolo:  https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/29/news/bambino_muore_soffocato_dal_grano_della_mietitrebbia_dramma_nelle_campagne_del_cuneese-308240424/?ref=su06&fbclid=IwAR1q0qvhkBd7CnIWp6Rdm-M6n3AdiWCztIaYeIm2bfmDHyqk01DZevHjq_E


Tragedia a Sommariva del Bosco, nel Cuneese. Un bambino di 10 anni è morto ieri sera nella frazione Maniga mentre si trovava a bordo di un rimorchio pieno di grano trainato da un trattore nelle campagne del Roero. Inutili i tentativi dell’équipe medica del 118 di salvargli la vita con la rianimazione: il cuore del bambino si è fermato. Sulle circostanze dell’incidente indagano i carabinieri. Secondo i primi accertamenti il bambino sarebbe morto soffocato sotto il carico di grano. Un’ipotesi è che il bambino stesse giocando nel rimorchio.

Il bambino era con il nonno, titolare dell’azienda agricola. Non è chiaro se fosse lui alla guida della mietitrebbia. Nessuno si sarebbe accorto della sua presenza nel cassone quando è stato aggiunto un nuovo carico di grano, che avrebbe travolto il piccolo. Durante l’accaduto i genitori erano in casa. Il bambino era il loro unico figlio. I due si sono sentiti male e sono stati accompagnati in ospedale a Savigliano per accertamenti.

La Procura di Asti ha aperto un fascicolo sull’incidente e ha disposto l’autopsia prima del nulla osta per i funerali. Il Comune di Sommariva Bosco ha già annunciato il lutto cittadino per il giorno in cui saranno celebrate le esequie.

Musica: torna Umbria Jazz, 52 eventi in 10 giorni


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2021/06/28/torna-umbria-jazz-per-unedizione-della-ripartenza_2de1ddb5-e1be-4294-8f86-aa973d4070d7.html

All’arena Santa Giuliana ma anche al teatro Morlacchi

Un’edizione estiva, la 48/a, ridotta ma comunque per Umbria Jazz con una formula che prevede 52 eventi in dieci giorni e tre degli spazi tradizionali della manifestazione: l’arena ‘aperta’ del Santa Giuliana con i big del jazz e non solo, il teatro Morlacchi con una rassegna inedita sulle orchestre e la sala Raffaello dell’hotel Brufani, per rivivere l’atmosfera intima del club.
“Non faremo stage pubblici nel centro storico ma non lo abbiamo abbandonato visti i due spazi al chiuso” ha affermato il presidente della Fondazione di partecipazione Umbria jazz Gianluca Laurenzi nella conferenza stampa di presentazione del cartellone completo del festival, in programma a Perugia dal 9 al 18 luglio e con due anticipazioni il 7 e l’8.

Un programma che, come ha sottolineato il direttore artistico Carlo Pagnotta, “offre il meglio del jazz italiano e americano, purtroppo senza palchi gratuiti ma che artisticamente è di livello assoluto“.
La formula dell’edizione 21 ha come clou i concerti serali all’Arena Santa Giuliana, con capienza ridotta. Il cartellone spazia dal meglio del jazz italiano (Enrico Rava nell’inedito duo con il pianista Fred Hersch; Paolo Fresu con il suo omaggio a David Bowie; Gino Paoli con Danilo Rea e i Funk Off; il piano solo di Stefano Bollani dedicato a Chick Corea; Gianluca Petrella e Pasquale Mirra) alle star del jazz americano (il quartetto di Branford Marsalis; il trio di Brad Mehldau; l’orchestra del Lincoln Center con Wynton Marsalis; il trio del nuovo astro della chitarra Julian Lage; il quartetto di Billy Hart).

Altre facce del programma sono l’esordio a Umbria Jazz di Bokanté, l’ultimo progetto del leader degli Snarky Puppy, Michael League, ed il ritorno di una affermata star della vocalità jazz come Cécile McLorin Salvant, in duo con Sullivan Fortner, nonché la rivelazione Samara Joy McLendon con il trio di Emmet Cohen. Ci sono anche star internazionali come Imany, al suo esordio a Umbria Jazz, e Angélique Kidjo. Infine, insieme, l’arpista colombiano Edmar Castaneda e l’armonicista svizzero Grégoire Maret.
Per la sezione dei concerti pomeridiani al Morlacchi, ammessi 320 spettatori, andrà in scena un festival tematico: dieci eventi con orchestre italiane per rappresentare lo stato dell’arte delle grandi formazioni, tra tradizione e sperimentazione.
È una rassegna unica nel suo genere, con circa 150 musicisti complessivamente sul palco, che documenta anche la vitalità del jazz orchestrale su base regionale” ha affermato Manuele Morbidini, che affianca Pagnotta nella direzione artistica.

Nel 2021 torna anche ‘UJ4Kids‘, la seconda edizione della sezione dedicata ai più piccoli in programma nell’area dei giardini del Frontone, coinvolgendo 17 istituti scolastici e 13 scuole di musica.
Il 12, 13 e 14 luglio, ci sarà il tradizionale ciclo di concerti organizzati dal Conservatorio di Musica ‘Francesco Morlacchi’.
Due infine le anteprime. Il 7 luglio al Barton Park suonerà la Orchestra Asclepio, formazione veneta (ma non solo) formata da operatori sanitari: per Umbria Jazz un modo per dire grazie al lavoro fatto dal personale sanitario in questi mesi di pandemia.

Umbria Jazz avrà anche un prologo dedicato a Dante nel settecentesimo anniversario della morte. Giovedì 8 luglio al Teatro Morlacchi Mauro Ottolini, con l’ensemble Sousaphonix, sonorizzerà dal vivo il capolavoro del cinema italiano ‘L’Inferno‘, film muto del 1911.
In omaggio all’anniversario dantesco, anche nel manifesto ufficiale del festival realizzato da Lorenzo Fonda sono stati inseriti i versi del Paradiso, Canto 11/o, che Dante dedica all’Umbria.

Maleo, rave party clandestino: oltre 700 ragazzi nel paese in allarme per un focolaio di «variante Delta»


articolo:  https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_27/lodi-rave-party-clandestino-maleo-oltre-700-ragazzi-paese-allarme-un-focolaio-variante-delta-d137de2e-d72f-11eb-9da9-c034b537f36a.shtml

Giovani «no mask» in arrivo da tutto il Nord Italia per la festa abusiva in una vecchia cava di Maleo, località tra il Lodigiano e Cremona. Sul posto, per tutta la notte, una cinquantina di carabinieri e agenti di polizia. Undici i nuovi casi di Covid accertati

Oltre settecento ragazzi da tutto il Nord Italia, musica ad altissimo volume e la paura di nuovi contagi a Maleo, tra il Lodigiano e il Cremonese, dove già nel corso della settimana c’era stato un colpo di coda con il sospetto di un focolaio di variante Delta. Il rave party, ovviamente non autorizzato, è iniziato sabato sera con centinaia di ragazzi in arrivo prevalentemente in treno a Codogno per poi incamminarsi lungo al provinciale fino al luogo indicato per la maxi festa all’aperto, i campi di Cascina Ronchi, ex cava abbandonata per l’estrazione di sabbia e ghiaia. Sul posto per tutta la notte una cinquantina di uomini tra questura e pattuglie dei carabinieri della stazione locale, della compagnia di Codogno e del comando provinciale per tenere sotto controllo i partecipanti, tutti giovanissimi, alterati da alcol e droghe e ovviamente senza mascherina.

Il tam tam sui social è iniziato giorni fa: il luogo scelto per il rave, la vecchia cava abbandonata con un laghetto, è in aperta campagna a circa due chilometri dal paese. «Il movimento in paese è iniziato intorno alle 23 — ha sottolineato il sindaco Dante Sguazzi, arrivato nella notte e rimasto a Cascina Ronchi fino alle 5.30 del mattino di domenica — con decine di ragazzi incolonnati a piedi lungo la strada. Ovviamente la nostra preoccupazione riguarda soprattutto il deflusso (previsto per domenica pomeriggio, ndr) e il rischio di una nuova diffusione dei contagi». A Maleo, infatti, nel corso della settimana sono emersi undici nuovi casi di Covid19 tre dei quali di «variante Delta». «Gli altri otto campioni sono stati inviati a Pavia per le analisi e siamo in attesa dei risultati», ha spiegato il sindaco. Nessuno dei nuovi casi ha avuto sintomi gravi, eccetto uno che ha accusato i sintomi di una polmonite interstiziale. Gli uomini di questura e i carabinieri hanno identificato decine di partecipanti ed è presumibile che a partire da lunedì partano le prime denunce nei confronti degli organizzatori.

Focolaio Covid Maiorca dopo concerti e feste in barca, casi in aumento: in 9 finiscono in ospedale


articolo: https://www.fanpage.it/esteri/focolaio-covid-maiorca-dopo-concerti-e-feste-in-barca-casi-in-aumento-in-9-finiscono-in-ospedale/

Salgono i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato a Maiorca, dove sono già 850 gli studenti positivi al virus e altre migliaia di quarantena. Sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già tornati a casa. Tra questi, 175 sono stati trasferiti in un Covid hotel per la quarantena di 10 giorni, 33 sono infetti e nove sono stati ricoverati con febbre alta: “Rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini”.

Continuano ad aumentare i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato nei giorni scorsi a Maiorca: al momento, sono circa 850 i giovani provenienti da otto comunità spagnole risultati positivi al virus e altri tremila sono in quarantena solo a Madrid, come riporta la stampa locale. I ragazzi, che come ogni anno si sono diretti sull’isola delle Baleari per festeggiare la fine dell’anno scolastico, hanno partecipato ad un concerto di musica Reggaeton nella Plaza de Toros lo scorso 15 giugno, oltre ad una serie di feste in strada e su barche private, senza il rispetto delle misure anti Covid, da cui sarebbe partito il contagio. Al momento sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già rincasati. Di questi, 175 sono stati trasferiti nel Covid hotel Palma Bellver dove trascorreranno 10 giorni in quarantena. Tra di loro 33 sono già risultati positivi e nove sono stati trasferiti all’ospedale di Son Espases con febbre alta.

Le comunità con il maggior numero di casi – Secondo fonti del servizio sanitario del governo delle Baleari, sono in buone condizioni ma si è deciso di trasferirli in ospedale per prudenza e per seguire i protocolli. “In questo momento rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini, dovranno rimanere qui e fare una quarantena di 10 giorni“, ha affermato ieri pomeriggio il ministro della Salute, Patricia Gómez, mentre le autorità continuano le operazioni di tracciamento dei contatti per fermare il dilagare dell’infezione. La maggior parte degli studenti sono minorenni, quindi è necessaria l’autorizzazione dei genitori per effettuare i relativi test e sapere così se sono stati contagiati o meno dalla malattia. Molti di loro si oppongono anche all’isolamento. È il caso di tre ragazze andaluse che in un video diffuso sui social hanno persino spiegato che si sentono in ostaggio, che non hanno avuto contatti diretti con gli studenti infetti e anche i loro genitori hanno negato l’autorizzazione al trasferimento. È Madrid la regione con il più alto numero di contagi, ben 410, ma sono in totale 8 le comunità di provenienza dei giovani positivi, dalla Galicia alla Catalogna, dalla Murcia ai Paesi Baschi.

Le origini del focolaio di Maiorca – Tutto è cominciato lo scorso 12 giugno, da quando centinaia di studenti provenienti da tutta la Spagna si sono ritrovati a Maiorca per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Molti hanno acquistato pacchetti venduti da agenzie di viaggio all inclusive per un massimo di 400 euro, come riferisce la stampa locale. Sotto accusa, in primis, un concerto di musica Reggaeton che si è svolto il 15 giugno nella Plaza de Toros con centinaia di ragazzi assembrati e senza mascherina, motivo per il quale era intervenuta anche la polizia, ma anche feste private in strada e sulle barche che si sono succedute negli ultimi 15 giorni. Le autorità stanno anche indagando su nove hotel di Llucmajor, località balneare venti chilometri sotto Palma, dove hanno alloggiato molti studenti.

La caduta dei corridori al Tour de France, a causa del tifo a bordo strada


articolo:  https://www.ilpost.it/flashes/caduta-tour-de-france/

A circa 48 chilometri dall’arrivo della prima tappa del 108° Tour de France, iniziato oggi in Francia tra Brest e Landerneau, parte del gruppo dei ciclisti è caduta a causa di una spettatrice a bordo strada che con un cartello di cartone ha urtato Tony Martin, che si trovava tra i primi. Un gruppo di alcune decine di corridori è caduto a terra e nell’incidente è stato coinvolto anche il ciclista italiano Vincenzo Nibali. Il resto del gruppo ha rallentato evitando che ci fossero ulteriori cadute, poi la corsa è ripresa.

Ponte Genova: chiesto giudizio per 59


articolo: https://www.ansa.it/liguria/notizie/2021/06/25/ponte-genova-chiesto-giudizio-per-59-_6101724e-22db-42f7-9d2a-8a43697c25db.html

Per alcuni contestata anche la colpa cosciente

La procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per 59 persone per il crollo del ponte Morandi. I pm contestano ad alcuni anche la colpa cosciente.

Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d’atto d’ufficio, e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro.

Dieci le posizioni stralciate in attesa di ulteriori approfondimenti. Tre indagati, dei 71 iniziali, sono morti prima della chiusura delle indagini. Chiesto il giudizio anche per le due società Aspi e Spea. Per i pm ci fu “immobilismo” e “consapevolezza dei rischi“. 

Tra le 59 persone ci sono gli ex vertici ed ex dirigenti di Aspi. I pm hanno chiesto il processo, tra gli altri, per l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il manager Paolo Berti e l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e per l’ex ad di Spea, la controllata per le manutenzioni Antonino Galatà. “Il momento emotivamente più critico – ha detto il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio – è stato quello del 14 agosto 2018, quando abbiamo ricevuto la notizia. Oggi c’è la massima soddisfazione, con la consapevolezza che i miei colleghi Terrile e Cotugno hanno fatto un gran lavoro, sono stati straordinari“. Chi verrà condannato dovrà pagare anche le spese processuali, tra le quali una parte del software che la procura ha preso per elaborare le migliaia di file sequestrate e costato circa due milioni di euro. Le richieste di rinvio a giudizio arrivano dopo tre anni di indagini, centinaia di intercettazioni, decine di escussioni di testimoni portate avanti dagli investigatori del primo gruppo della guardia di finanza, guidati dal colonnello Ivan Bixio. Atti conservati in oltre duecento faldoni e 92 hard disk da due tera ciascuno. Nel corso delle indagini sono stati fatti due incidenti probatori: il primo ha fotografato i resti del viadotto al momento del crollo mentre il secondo ha stabilito le cause della tragedia. Un lavoro certosino che ha scoperchiato, secondo l’accusa, un modus operandi del vecchio management della società: massimo risparmio per una minima spesa in modo da garantire ai soci alti dividendi. Dalla tragedia sono nate altre tre inchieste: quella sui falsi report sui viadotti, quella sulle barriere fonoassorbenti pericolose e quella sui falsi report sulle gallerie e la loro mancata messa in sicurezza. Le persone per cui è stata stralciata la posizione sono figure marginali

Il QR Code del Green Pass… – Il Green Pass ha un problema……


Il QR Code del Green Pass è una miniera di dati personali: esibirlo sui social è una pessima idea

articolo: https://video.repubblica.it/tecnologia/dossier/privacy/il-qr-code-del-green-pass-e-una-miniera-di-dati-personali-esibirlo-sui-social-e-una-pessima-idea/390159/390876

Guido Scorza, componente del Collegio Garante protezione dei dati personali, spiega quali rischi corre chi condivide sui social il QR Code che attesta la ricezione del Green Pass.


Il Green Pass ha un problema, ma sarà risolto

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/24/news/il_green_pass_ha_un_problema_ma_sara_risolto-307552426/

Circa mezzo milione di italiani hanno ricevuto un certificato con un errore che non lo rende valido in Europa. Entro l’inizio di luglio arriverà quello corretto

Il Green Pass ha un problema. Non è la privacy, non è la burocrazia, non sono quelli che non hanno ancora lo Spid. Il problema è nell’interoperabilità tra la banca dati del Ministero della Salute e quelle delle Regioni e dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Ma partiamo dall’inizio. Il certificato attesta una di queste condizioni:

  • aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
  • aver completato il ciclo vaccinale;
  • essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
  • essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Chi ha contratto il virus in un periodo da tra a sei mesi prima della vaccinazione riceverà una sola dose. Per la legge italiana queste persone hanno diritto ad avere il Green Pass, e molti infatti lo hanno già avuto. Ma per un malfunzionamento del sistema, il loro documento attualmente li equipara a chi ha avuto una sola dose del vaccino. Il database con l’anagrafe dei vaccinati, infatti, non comunica correttamente con quello delle persone guarite dal COVID nella disponibilità delle Regioni e dell’ISS. In Italia potranno comunque partecipare a eventi pubblici, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori in “zona rossa” o “zona arancione“.

Dal primo luglio, però, la Certificazione verde COVID-19 sarà valida come EU digital COVID certificate e renderà più semplice gli spostamenti da e per tutti i Paesi della Ue e dell’area Schengen. E qui potrebbero sorgere delle difficoltà per i circa 500 mila italiani che hanno ricevuto il certificato dopo essersi ammalati e aver ricevuto, come previsto, una sola dose. 
Il Ministero della salute e il Dipartimento per la trasformazione digitale sono al corrente del problema e stanno lavorando per risolverlo, con il via libera del Garante per la Privacy. Tutto dovrebbe essere risolto verosimilmente entro il primo luglio, quindi di fatto senza effetti pratici. Chi è guarito e ha avuto una sola dose riceverà presto il certificato cui ha diritto, un Green Pass europeo, che sostituirà quello inviato in queste prime ore, valido solo per l’Italia. Gli interessati saranno avvisati con le stesse modalità utilizzate per il primo Green Pass.

Nicola Tanturli ritrovato vivo, il bambino scomparso sul Mugello era in una scarpata…


articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_ritrovato_vivo_bambino_scomparso-307279709/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

Il bambino è stato ritrovato a 4-5 chilometri da casa. Sta bene, in ospedale per accertamenti. Il carabiniere che l’ho tirato su dal burrone: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo

100616686-13e2bf93-4c98-44da-9f20-b3570c99b9e8_modificato-1

E’ stato ritrovato a chilometri di distanza da casa il piccolo Nicola Tanturli, il bambino di meno di due anni scomparso dalla sua casa a Campanara, frazione isolata di Palazzuolo sul Senio tra i boschi del Mugello. Lo ha sentito un giornalista, un lamento che proveniva da una scarpata, ha capito subito. “Il bambino chiamava mamma“, ed è corso a dare l’allarme. Era lui. Sul caso c’è un fascicolo della procura di Firenze, senza indagati e ipotesi di reati. Per i carabinieri impegnati negli accertamenti, il piccolo si sarebbe allontanato da solo, vagando poi per i boschi. Gli investigatori escludono altre possibili ipotesi.

Il piccolo è lievemente ferito, solo qualche graffio sembra, ma sta bene, è in ospedale per accertamenti. Un carabiniere si è calato nella scarpa e lo ha portato in salvo: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli, mi si è subito aggrappato al collo“. Il padre Leonardo ha spiegato che “Nicola è un bambino abituato a camminare alcune decine di metri, da sé, in autonomia, ma mai si era allontanato in questo modo da solo. E’ un bambino forte, ha resistito“. “Siamo felici per il bambino e per la la sua famiglia – ha detto la prefetta di Firenze Alessandra Guidi – e siamo grati ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e ai tanti volontari che si sono impegnati nelle ricerche”.

La scomparsa: 9 ore prima dell’allarme – Un sospiro di sollievo per tutti dopo due notti e un giorno intero di ricerche disperate. Battute a tappeto con centinaia di volontari, cani molecolari, elicotteri, in una zona impervia e isolata dell’appennino tosco emiliano dove la famiglia del piccolo vive. Lunedì sera la mamma Giuseppina Paladino lo aveva messo a letto e poi era andata nella stalla. Il marito, Leonardo non era in casa, quando è tornano i due hanno cenato e, prima di andare a letto, sono andati a controllare nella cameretta di Nicola. Il bambino non c’era. I genitori si sono messi subito a cercarlo, ma hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco solo la mattina successiva. Nove ore dopo, ma non sono emersi profili di responsabilità.

  • Lui con quegli occhi vispi, in braccio alla mamma. Sono scesi dall’elicottero, il piccolo Nicola Tanturli e la sua mamma Giuseppina: dalle valli del Mugello sono arrivati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il piccolo che sta comunque bene e ha piccole ferite, viene visitato dai medici dell’ospedale pediatrico fiorentino.

Centinaia di volontari, un premio dalla Regione – Immediata si è messa in moto la macchina delle ricerche, un elicottero con termoscanner ha perlustrato l’intera area per tutta la scorsa notte. Oggi sono arrivate le congratulazioni di Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. “Ha espresso gioia e grande apprezzamento per il lavoro di tutti i componenti del soccorso – ha fatto sapere la prefetta – grazie ancora a tutti, è veramente importante poter oggi raccontare un esperienza operativa che ha dato questo risultato così straordinario“. Il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Moschetti, riceverà domani in Regione il Pegaso d’oro. Lo ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, “per lui e per tutto il movimento di volontari che si è messo in moto“.

Il ritrovamento – E’ stato il giornalista a ritrovarlo: mentre saliva verso la casa ha sentito i lamenti. E’ Giuseppe Di Tommaso, della Vita in diretta. Il bambino era in fondo a una scarpata, a ridosso della strada e profonda decine di metri ed è stato poi recuperato da un carabiniere che si è calato nel burrone. “Ho sentito il suo lamento e ho capito subito. Un’emozione indescrivibile, un miracolo“. Il piccolo ha subito visto i genitori, ha riabbracciato parà Leonardo e da mamma Pina, contadini e apicoltori in quell’angolo di appenino tosco-emiliano, dove conducono una vita molto ritirata puntando all’autosufficienza. “Per fortuna sta bene“. Il bimbo è stato visitato dal medico presente con i soccorritori e ha deciso per il trasporto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. “Escoriazioni superficiali, le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni – fanno sapere i medici – verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. Uscirà forse anche già stasera, o domani.

La notte nei boschi – Il bambino ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato – ha spiegato il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, che l’ha portato in salvo dal burrone. “Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. E’ uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato. Ho l’impressione che non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perché l’erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte“.

  • “Ecco la mamma, ecco la mamma”, dice il carabiniere Ciccarelli davanti a Giuseppina Paladino ancora incredula e in lacrime. Sono le prime immagini dopo il ritrovamento di Nicola Tanturli. Il piccolo Nicola ha le scarpe ma non ha i vestiti. È avvolto in una coperta termica, la mamma lo prende in braccio, lo stringe forte. “È in stato confusionale, lasciateci in pace”, dice mamma Giuseppina. E poi va in ambulanza col figlio per le prime cure mediche. “Vuoi venite con me, me lo dici?”, chiede la mamma a Nicola

Il giornalista e il carabiniere – Il luogotenente Ciccarelli si è calato a 25 metri individuando il piccolo che continuava a chiedere della mamma. Lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo alla donna. “All’inizio mi sembrava più un capriolo o un daino – ha detto Ciccarelli – poi è sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo“. Emozionante il racconto del savataggio: “L’ho trovato perché mi sono sentito male e ho fermato la macchina, era nella scarpata ripidissima, ho sentito un’auto passare, erano i carabinieri. Li ho convinti che era davvero Nicola – ha raccontato il giornalista Di Tommaso – ho aiutato il carabiniere a salire col bambino, lo prendevamo in braccio a tappe“.

Il sollievo di un’intera comunità – Il sindaco di Palazzuolo sul Senio Moschetti, durante la conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento, rispondendo a una domanda di un giornalista se del caso saranno interessati i servizi sociali il sindaco ha risposto: “E’ una cosa che non spetta a noi direttamente, spetterà alla Società della salute ed eventualmente ai servizi sociali stessi, che ci hanno già contattato. Noi ieri abbiamo già parlato con i servizi sociali, anche su come potenziare il supporto alla famiglia“. Immenso il sollievo. “Ha vinto lo Stato, ha vinto l’Italia – ha aggiunto Moschetti – per le ricerche sono state mobilitate oltre 1000 persone. E’ davvero una giornata di gioia, un brutto episodio che ha tenuto tutti in ansia si è concluso nel miglior modo possibile. Da due giorni non dormiamo, ma l’esito felice ci ripaga di qualsiasi sforzo. Un ringraziamento a tutti“.

La gioia dei volontari – Grande la partecipazione e grande la gioia dei volontari che hanno cercato il bimbo sensa sosta. “Lui era in braccio al carabiniere, con due occhioni grandi, guardava tutti, sembrava non capire cosa ci facevamo, era spaesato, ma nulla di più“, ha raccontato Bartolomeo, 28 anni, volontario del coordinamento Misericordie dell’Area fiorentina. “Nella notte ero passato a controllare anche quella strada, in pieno bosco, si sentivano gli animali, mi immaginavo come si doveva sentire un bambino così piccolo da solo, nel buio. Quando è arrivata la mamma ad abbracciarlo ci siamo commossi. Tutti eravamo consapevoli di essere davanti a un miracolo“.

Mugello, non si trova il bimbo scomparso….


Mugello, non si trova il bimbo scomparso, buco di 9 ore prima dell’allarme: inutile il sorvolo notturno dell’elicottero con termoscanner

articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_senza_esito_le_ricerche_notturne_del_bimbo_di_2_anni_scomparso_oggi_si_continua_allargando_il_raggio-307251568/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Di Nicola, 2 anni, non si hanno tracce da poco dopo mezzanotte di lunedì, i genitori lo hanno cercato da soli e hanno chiesto aiuto il mattino dopo. Oggi nuovi volontari per le battute che avranno un raggio più ampio

Ancora senza esito le ricerche di Nicola Tanturli, il bambino di quasi 2 anni scomparso dalla casa dei genitori a Campanara di Palazzuolo sul Senio  località isolata dell’Alto Mugello dove la famiglia, che ha anche un altro figlio di 4 anni, vive in un casolare gestendo un’azienda di apicoltura con annesso un piccolo allevamento di capre e di oche. Le ricerche per tutta la notte non si sono fermate e ha partecipato ancheun  aereo di un termoscanner per individuare il bambino.

Il primo sorvolo sull’area selezionata con la termocamera ha dato esito negativo, ne è stato fatto un secondo con infrarossi, ma anche questo senza successo. Nel frattempo non si sono interrotte le ricerche con le squadre a terra alle quali hanno parteciapto decine di volontari.

Le difficoltà nelle ricerche sono dovute anche al tempo trascorso prima che si mettessero in moto a livello ufficiale. Secondo una prima ricostruzione, infatti, i genitori di Nicola di ritorno verso mezzanotte dalla stalla dove avevano dato da mangiare agli animali – capre e oche – si sono accorti dell’assenza di Nicola dal lettino della sua camera dove dorme da solo mentre il fratellino di cinque anni ha un’altra cameretta.

La coppia ha iniziato a cercarlo nella casa, nei vicini casolari anche con laiuto degli altri residenti della zona e solo con la luce del mattino, disperati, hanno chiamato i carabinieri e le ricerche sono partite a largo raggio. Il tempo trascorso e soprattutto il fatto che non si conosca in quale direzione il bimbo – che ha dimestichezza con la campagna dove si avventurava ogni volta che poteva – si sia diretto hanno complicato la pianificazione delle battute alle quali hanno partecipato solo ieri quasi 200 volontari organizzati in una ventina di squadre che hanno affiancato i cani molecolari.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni. Stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari.

Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi.
Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni di soccorso di oggi quando al mattino molti volontari non saranno disponibili per ragioni di lavoro, mentre il pomeriggio dovrebbe tornare operativo un cospicuo numero di persone.