Tre scialpinisti sono stati sorpresi da una valanga mentre sciavano fuori pista a a Foppolo (Bergamo) nella zona tra le piste del Montebello e il Valgussera. Uno di loro è rimasto sommerso. Necessario l’intervento dell’elisoccorso.
Grave incidente montano questa mattina, domenica 15 marzo, a Foppolo (Bergamo) nella zona tra le piste del Montebello e il Valgussera. Una valanga si è staccata e ha travolto uno scialpinista di 36 anni,rimasto ferito e sommerso dalla neve. Secondo quanto si apprende a dare l’allarme sarebbero stati i due compagni del 36enne, che fortunatamente sarebbero riusciti a mettersi in salvo da soli e a chiamare i soccorsi. Dalle prime informazioni diffuse, pare che i tre amici stessero sciando in un tratto fuori pista.
Intorno alle 10.20 sul posto sono giunti immediatamente due elicotteri del 118 (inviati da Areu, l’agenzia di emergenza urgenza della Lombardia) partiti da Bergamo e Sondrio che in pochi minuti sono arrivati nella zona impervia in cui era stato segnalato l’evento. Presenti anche i carabinieri della compagnia di Zogno, insieme a vigili del fuoco e al Soccorso Alpino.
I soccorritori e i tecnici specializzati in questo tipo di interventi, sono riusciti a estrarre lo scialpinista e stabilizzarlo. Una volta messo in salvo, il 36enne è stato elitrasportato in ospedale. Le sue condizioni sono gravi ma non dovrebbe essere in pericolo di vita.
I due amici che erano con lui invece, non hanno riportato ferite, e sono stati fermati dai militari in quanto sciare fuori pista è vietato, e ancor più pericoloso in questa stagione. Il bollettino valanghe di Arpa per la giornata di oggi prevedeva infatti un pericolo marcato proprio sulle Orobie: “Le abbondanti precipitazioni unite alla forte attività eolica faranno aumentare significativamente il pericolo valanghe, specialmente nei settori occidentali. La neve fresca e ventata si sta depositando su un manto pregresso con diverse superfici e caratteristiche a seconda dell’esposizione e della quota, questi fattori influenzeranno notevolmente la stabilità“.
L’incidente poco dopo le 9 in zona Mecenate Forlanini. Avrebbe ceduto un cavo dell’alta tensione
Un forte rumore, «pareva una frenata di colpo», ma poi «è arrivato il fumo, il caldo, si sono spalancate le porte e ci siamo precipitati fuori». Erano da poco passate le 9. Per fortuna, il tram 27 non era pieno, «c’erano una ventina di persone», ma in via Bruto sono stati momenti di panico. La dinamica non è ancora chiara ma «si vedevano fiamme forse sprigionate nella parte superiore del tram» e «è venuto giù un cavo dell’alta tensione che una volta caduto a terra, faceva scintille, con il conducente Atm e la polizia subito intervenuta che hanno bloccato il traffico e messo in sicurezza l’area per non fare avvicinare la gente, con dei bidoni della spazzatura per caso lì presenti».
Mervin Lize, 48 anni, stava andando al suo lavoro di corriereedera a bordo del tram cosìcome Giuseppe Collu, 64 anni: «Abito in zona Forlanini e stavo andando in centro, vicino a me c’era una mamma con due bambini piccoli, uno in passeggino, che è scoppiata a piangere – racconta -. I pompieri sono arrivati dopo dieci minuti». Nessun ferito ma «il ricordo va subito alla tragedia di una settimana fa, il tram 9 deragliato in viale Vittorio Veneto, e all’altro giorno, il piccolo incidente ad un tram che stava rientrando al deposito senza passeggeri a bordo, vicino alla Centrale».
Questa volta nessun ferito sulla vettura della linea 15 al confine con la città
La carrozza centrale di un tram della linea 15 è uscita dai binari stamani nel Comune di Rozzano, al confine con Milano, all’altezza del centro commerciale Fiordaliso.
La vettura era appena ripartita da una fermata e si stava muovendo a bassa velocità.
Non si registrano feriti. La linea è interrotta ed è stato istituito un servizio di autobus sostitutivi. Si tratta del terzo episodio del genere dopo il deragliamento di una vettura della linea 9 che ha provocato due morti e decine di feriti in viale Vittorio Veneto a Milano, lo scorso 27 febbraio, e dell’incidente nella serata di sabato scorso, quando un tram della linea 12 senza passeggeri a bordo è uscito dai binari nella curva fra via Galvani e via Filzi, accanto alla stazione Centrale.
I controlli durati sette ore dopo quattro chiamate anonime. L’edificio era stato evacuato. Salta il rito direttissimo: scarcerate tre persone per decorrenza dei termini
Palazzo di Giustizia di Milano
Rientrato dopo circa sette ore l’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano scattato oggi venerdì 6 marzo. Si sono concluse nel pomeriggio le operazioni di bonifica iniziate dopo che intorno alle 9.30, dopo che tra le 8.20 e le 9 sono arrivate al Nue (112) alcune telefonate che hanno annunciato la presenza di un ordigno. Ma nessun oggetto sospetto è stato trovato nelle attività di ricerca da artificieri, vigili del fuoco e cani antiesplosivo.
L’attività di bonifica si è prolungata visto gli enormi spazi del Palazzo di giustizia: oltre ai sette piani dove si concentrano le stanze dei magistrati e le aule di udienza, l’ispezione di artificieri e unità cinofile ha riguardato anche i sotterranei, la banca e l’ufficio postale presenti al piano terra, e le aree perimetrali. Nelle operazioni sono state impiegati diversi cani che, vista la difficoltà della ricerca, necessitano di pause frequenti. La polizia locale si è occupata di vigilare sull’area intorno al Palazzo di giustizia, mentre la Protezione civile locale ha fornito assistenza ai tanti dipendenti rimasti in attesa per ore.
Le telefonate anonime – “Voglio evitare che ci siano molti morti”. Sono le parole che una voce maschile e apparentemente straniera ha pronunciato al 112 con la telefonata che ha fatto scattare l’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano. Le telefonate – quattro in tutto – sarebbero state localizzate in zona Niguarda a Milano. In due casi si è trattato di chiamate mute, negli altri due casi una voce segnalata come poco chiara dall’operatore, ha detto “bomba tribunale” prima di riagganciare. Le telefonate sono arrivate tutte da utenze telefoniche non richiamabili,perché abilitate alla sola uscita. Numeri piuttosto lunghi, forse riconducibili a cellulari usa e getta.
Tre scarcerati per scadenza termini – L’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano, subito evacuato, ha fermato però il lavoro ordinario e per tre persone non è stato possibile celebrare il rito direttissimo e così – per scadenza dei termini di convalida pari a 48 ore – è scattata la libertà. Nessun problema, invece, sul fronte delle normali udienze – poche il venerdì – che sono state già rinviate; inoltre l’allarme bomba non ha provocato particolari rallentamenti nel lavoro dei giudici.
La Procura aprirà un fascicolo sul falso allarme – Ora la Procura sta valutando l’apertura di un fascicolo per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di un’ipotesi iniziale, è ancora presto – spiegano fonti qualificate – per inserire la finalità di terrorismo. In questo momento non viene escluso nulla: dalla telefonata di un mitomane a una segnalazione credibile da approfondire.
Il ministro dell’Interno: “Tempesta in un bicchiere d’acqua”. Tajani: “Non è che arrivano le SS”
Milano, Piazza Duca d’Aosta (Ipa)
“Non si vedranno mai” agenti Ice in giro per le strade in Italia come a Minneapolis e “chi sostiene questa ipotesi spaccia una fake news e lo fa per incompetenza o malafede“. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Tg1, è categorico. Sulla presenza dell’Ice alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina ”si è scatenata una tempesta in un bicchiere d’acqua”, dice il titolare del Viminale a ‘5 minuti’ su Rai 1.
”L’Ice ha diverse articolazioni, una operativa che è quella che si vede a Minneapolis che non è assolutamente impegnata in Italia – spiega – Ce n’è un’altra, l’Homeland Security Investigation, fatta di investigatori, analisti che sono già presenti in Italia come in 50 Paesi al mondo, danno un contributo solitamente di analisi e di scambio di informazioni che faranno anche in questa circostanza. Un esempio, la consultazione delle loro banche dati, quindi non staranno per strada e quindi non ci sarà niente che sia sottratto al dominio e al coordinamento delle forze di Polizia nazionali”.
A intervenire in giornata è anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina?“Non è che arrivano le SS.Non arrivano con i mitra e la faccia coperta. Arrivano dei funzionari… Non cadiamo neanche nelle cose che sembrano essere solo propaganda. La sicurezza dei Giochi olimpici è responsabilità dell’Italia“, scandisce Tajani, parlando con i cronisti al Quirinale a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria.
La nota del Viminale, le misure di sicurezza – Piantedosi ha presieduto al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e delle Agenzie di intelligence, per un approfondito aggiornamento sulle misure di sicurezza in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Nel corso della riunione è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento della pianificazione delle attività di sicurezza, confermando il modello di collaborazione interforze e il costante coordinamento tra tutte le amministrazioni coinvolte, in linea con gli standard previsti per i grandi eventi internazionali.
È stato evidenziatol’impegno complessivo di circa 6.000 unità del sistema sicurezza nazionale. Il dispositivo prevede l’impiego di sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui droni e dispositivi di vigilanza aerea, a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio. Particolare attenzione è rivolta alla tutela dell’ordine pubblico, alla sicurezza delle infrastrutture e alla gestione dei flussi, nonché ai profili di prevenzione, anche in ambito tecnologico.
Ieri mattina si è svolto un incontro tra il ministro Piantedosi e l’ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta, spiega il Viminale in una nota. ”Per le Olimpiadi di Milano-Cortina le Autorità americane tra le varie agenzie coinvolgeranno anche l’Homeland Security Investigation, organismo investigativo di Ice, dunque non il braccio operativo dell’agenzia, e confermano che i loro analisti lavoreranno esclusivamente all’interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio”, sottolinea il Viminale.
”In occasione delle Olimpiadi, gli Usa allestiranno nel Consolato a Milano una propria sala operativa dove saranno presenti rappresentanti delle Agenzie americane potenzialmente interessate all’evento. In questo contesto, nella citata sala, saranno impegnati anche esperti dell’Homeland Security Investigation, ma con funzione di supporto alla gestione dei grandi eventi all’estero e di rapporto con gli Ufficiali di collegamento – spiega il Viminale – Giova ribadire che gli investigatori dell’Homeland Security Investigation saranno rappresentati non da personale operativo come quello impegnato nei controlli sulla migrazione in territorio Usa, ma da referenti esclusivamente specializzati nelle investigazioni, privi di alcuna attribuzione sul territorio italiano e principalmente deputati alla consultazione delle proprie banche dati e di supporto agli altri attori coinvolti’‘.
‘‘Gli investigatori di Home Security Investigation, braccio investigativo di Ice, sono presenti in oltre 50 nazioni, da anni anche in Italia, ma non svolgono operazioni o servizi di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri’‘, spiega il Viminale.
”Tutte le operazioni di sicurezza sul territorio” per le Olimpiadi di Milano-Cortina ”restano come sempre sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane”, sottolinea il ministero dell’Interno.
La vittima si sarebbe avvicinata a una pattuglia, che stava arrestando uno spacciatore. Gli agenti avrebbero gridato “alt” prima che il 28enne estraesse la pistola a salve e la puntasse contro uno di loro. “Ho avuto paura e ho sparato per difendermi”
È indagato per omicidio volontario il poliziotto che ha sparato e ucciso un marocchino di 28 anni il quale, durante un servizio di controllo antidroga in via Impastato (nel quartiere milanese di Rogoredo), gli avrebbe puntato contro una pistola, risultata poi a salve. L’agente, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, è stato interrogato in Questura dal PM Giovanni Tarzia nell’ambito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Polizia.
“Gli avevamo detto: “Fermo, Polizia!”, ma lui si è avvicinato ancora. Era a una ventina di metri e mi ha puntato l’arma contro: ho avuto paura e ho sparato per difendermi“. È questa, in sostanza, la versione resa dal poliziotto.
L’agente, interrogato dal PM in Questura, è al momento indagato per omicidio volontario per consentire tutti gli accertamenti necessari. “Se non c’è in questo caso la scriminante della legittima difesa, non so in quale altro caso possa esserci”, ha spiegato il suo avvocato, Pietro Porciani.
La dinamica – Secondo quanto si è saputo, gli agenti stavano facendo dei controlli antidroga nella zona di Rogoredo, nota per il fenomeno. Alcuni erano in borghese ed altri in divisa. Stavano decidendo se procedere a un arresto, quando la vittima si è avvicinata, ha estratto una pistola(a salve, si scoprirà) e l’ha puntata contro gli agenti, uno dei quali ha reagito sparando e colpendolo alla testa. L’uomo è morto pressoché all’istante.
Piantedosi: “No alle presunzioni di colpevolezza” – “Non ho motivo di presumere sulla legittimità, la proporzionalità dell’intervento fatto, ma non diamo alcuno scudo immunitario a nessuno“. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riguardo alla sparatoria.
“Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso. Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Come sempre ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione dello svolgimento dei fatti. Ancora una volta in un contesto molto complicato“.
successo su un treno della Lecco-Sondrio-Tirano. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito
La stazione ferroviaria di Lecco e i treni della Lecco – Sondrio continuano a essere pericolosi (foto di archivio
Lecco, 11 gennaio 2026 – La paura corrre sui binari della ferrovia delle Olimpiadi. Un esagitato ha terrorizzato i passeggeri di un treno brandendo un coltello.
Panico in carrozza – Nel pomeriggio di oggi un uomo di 57 anni ha minacciato e spaventato altre due passeggereche viaggiavano sullo stesso treno, da Mandello verso Lecco, sulla linea Lecco – Sondrio – Tirano. Si tratta di uno straniero, già noto per comportamenti simili. Il capotreno ha subito avvisato gli agenti delle Polizia ferroviaria, che si sono fatti trovare in banchina alla stazione di Lecco per fermare il 57enne. In stazione sono arrivati purei sanitari di Areu, pronti a soccorrere eventuali feriti. Fortunatamente sono poi rientrati in postazione ad ambulanza vuota, perché il folle non ha pugnalato nessuno.
Stazione pericolosa – La stazione ferroviaria di Lecco e i treni della Lecco – Sondrio continuano a essere pericolosi. Settimana scorsa un incolpevole tassista è rimasto ferito durante alcuni tafferugli tra bande di stranieri e maranza. Durante una rissa in stazione, è stato letteralmente travolto da uno dei partecipanti alla rissa durante il fuggi fuggi generale scatenato dai lampeggianti e dalla sirene dei poliziotti. Gli ha rotto un alluce. Sono stati lanciati pure alcuni sanpietrini, uno dei quali ha infranto un vetro di un edicola.
Rapina a mano armata a Civate – Nei giorni scorsi invece una signora di 67 anni è stata rapinata in un parcheggio a Civate. Uno sconosciuto le ha puntato contro una pistola e le ha ordinato di darle la borsetta. Lei stava caricando la spesa in auto. Ha mollato tutto per terra ed è scappata via terrorizzata. Il rapinatore le ha rubato la borsetta con i soldi ed è scappato. Potrebbe essere statoil cosiddetto rapinatore della Fiat Seicento azzurra, che si sposta appunto con una Fiat Seicento di colore azzurro e che ha già colpito diverse volte tra la provincia di Lecco e la provincia di Como: Civate appunto, poi Canzo e anche a Robbiate.
Presenti anche vicesegretaria della Lega Silvia Sardone e il senatore del Carroccio e vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio
La protesta degli agricoltori (Foto: Giampaolo Mannu)
Circa una cinquantina di trattori da tutta Italia sono arrivati poco dopo mezzogiorno a Milano in segno di protesta contro il trattato tra l’Europa e i paesi dell’area Mercosur. I mezzi hanno bloccato il traffico in zona stazione Centrale e poi si sono fermati sotto il Pirellone, sede del consiglio regionale lombardo, dove hanno scaricato alcune balle di fieno e litri di latte.
Perché protestano – Promotori della manifestazione sono il Movimento Riscatto Lombardia e altre realtà riunite nel Coapi (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani). Al presidio anche la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone e il senatore del Carroccio e vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Gli agricoltori sono in protesta non solo in Italia ma anche in Francia: sono contrari all’Accordo Ue-Mercosur “che favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani“. Chiedono invece “un prezzo giusto per produttori e consumatori (con norme, controlli efficaci e certi contro i trust e la speculazione)” e si oppongono “alla deregolamentazione della Pac e della Pes (che devono garantire gli interessi di cittadini, contadini e pescatori)”, insistendo sulla necessità di “una legge sulle etichette trasparenti“.
Le balle di fieno trasportate dagli agricoltori (Foto: Giampaolo Mannu)
Una cisterna di latte versata davanti al Pirellone – Davanti al Pirellone i manifestanti hanno posizionato un trattore con una cisterna di latte, versandolo in segno di protesta: lo hanno fatto perché le aziende distributrici non hanno ritirato dai produttori le quote concordate, e la materia prima è quindi da eliminare.
Ultima Generazione: “Anni di retorica del governo spazzati via” – Ad approvare la manifestazione anche Ultima Generazione: “Anni di retorica del governo e di sbandierata vicinanza agli agricoltori italiani spazzati via”, ha scritto l’organizzazione in una nota. “I prodotti agricoli di quei paesi (cioè quelli del Mercosur, ndr) che non rispettano le normative europee di tutela ambientale, lavorativa e in materia di fitofarmaci sono pronti a essere venduti in Europa a prezzi stracciati e con una qualità minore, contribuendo inoltre ai processi di deforestazione e desertificazione già in atto in America Latina. Questo in un contesto in cui, se i nostri agricoltori e allevatori devono vendere i loro prodotti a un prezzo sempre più basso, i consumatori subiscono rincari sempre più forti (segno che ci sono manovre speculative in atto)”.
L’onlus distribuisce generi alimentari a chi è in difficoltà: ogni giorno aiuta 4500 persone. Quest’anno sono in aumento
Le persone in fila per il cibo (Foto LaPresse)
Il giorno di Natale, davanti alla sede di Viale Toscana, c’erano in coda oltre 400 persone. Aspettavano di ricevere un sacchetto di cibo e qualche giocattolo per i bambini. Sono state in attesa per ore, al freddo. Questo è stato il 25 dicembre delPane Quotidiano, l’onlus che distribuisce pasti gratis a chi si trova in stato di difficoltà economica.
Un milione e mezzo di richieste d’aiuto – La fila si estendeva per più isolati. Secondo i volontari, quest’anno sono arrivate più persone rispetto all’anno scorso: sommando gli ospiti delle due sedi milanesi si supera quota 5mila. “Nel 2023 abbiamo registrato 1 milione e 450 mila passaggi. La diminuzione del potere d’acquisto a Milano è chiaramente più accentuata rispetto alle altre province italiane”, ha detto il presidente dell’associazione, Luigi Rossi, a LaPresse.
La distribuzione di generi alimentari al Pane Quotidiano (Foto Claudio Furlan/LaPresse)
Ogni giorno 4500 persone in difficoltà – Ogni giorno Pane Quotidiano aiuta circa 4500 persone in difficoltà. È un’associazione laica, apartitica e senza scopo di lucro, fondata a Milano nel 1898. Distribuisce pane, latte, yogurt, formaggi, salumi, pasta, riso, frutta, verdura e dolciumi. Ha due sedi: Viale Toscana 28 e Viale Monza 335, gestite da volontari.
articolo: Articolo redatto da Alessandro per alessandro54.com, con il supporto di ChatGPT (OpenAI).
Diciotto anni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, il ricordo dei sette operai morti in fabbrica resta vivo ma la lezione è rimasta inascoltata. In Italia si continua a morire di lavoro, tra silenzi, indifferenza e assenza delle istituzioni.
Sette operai morti, sentenze definitive ma un Paese che continua a morire di lavoro
Torino, 7 dicembre 2025 –Diciotto anni dopo il disastro della ThyssenKrupp, il ricordo di quella notte resta una ferita aperta nella storia del lavoro italiano. Era la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 quando, nello stabilimento siderurgico di Torino, un violento incendio si sviluppò lungo una linea di produzione. In pochi istanti, le fiamme e l’olio bollente travolsero gli operai impegnati nel turno di notte.
Sette nomi da non dimenticare : In quel rogo persero la vita sette lavoratori:
Antonio Schiavone 36 anni, deceduto il 06 dicembre
Roberto Scola 32 anni, deceduto il 07 dicembre
Angelo Laurino 43 anni, deceduto il 07 dicembre
Bruno Santino 26 anni, deceduto il07 dicembtre
Rocco Marzo 54 anni, deceduto il 16 dicembre,
Rosario Rodinò 26 annideceduto il 19 dicembre,
Giuseppe Demasi 26 anni deceduto il 30 dicembre
Sette uomini, sette famiglie distrutte, vittime di un sistema che troppo spesso antepone la produzione alla sicurezza.
⚠️Le sentenze e i processi
2011 – Corte d’Assise di Torino (Primo grado): condanne per omicidio volontario con dolo eventuale per l’amministratore delegato Harald Espenhahn e altri dirigenti; TKAST responsabile civile.
2013 – Corte d’Assise d’Appello di Torino: rideterminazione delle pene, Espenhahn a 10 anni, gli altri dirigenti a pene tra 7 e 9 anni; conferma responsabilità civile per l’azienda.
2014 – Appello bis: conferma condanne per omicidio colposo e incendio colposo; TKAST sanzionata con 1 milione di euro e misure interdittive.
2016 – Corte Suprema di Cassazione: conferma delle condanne, escluso il dolo eventuale; sentenza di grande rilevanza giuridica sul tema della colpa cosciente.
⚠️Le sentenze
Nome
Ruolo/Posizione
Pena definitiva
Harald Espenhahn
Amministratore delegato (tedesco)
9 anni e 8 mesi
Gerald Priegnitz
Dirigente tedesco
6 anni e 10 mesi.
Marco Pucci
Dirigente italiano
6 anni e 10 mesi
Daniele Moroni
Dirigente italiano
7 anni e 6 mesi
Raffaele Salerno
Direttore (italiano) dello stabilimento di Torino
7 anni e 2 mesi
Cosimo Cafueri
Responsabile (italiano) della sicurezza
6 anni e 8 mesi
🔎 Sintesi
👉 I due dirigenti tedeschi (Espenhahn e Priegnitz) hanno scontato la pena in Germania, con modalità diverse rispetto agli italiani.
👉Gerald Priegnitz – condanna italiana: 6 anni e 10 mesi → scontata in Germania, scarcerato nel 2022 per buona condotta.
👉 Questi quattro dirigenti Italiani hanno iniziato a scontare la pena in Italia, senza riduzioni sostanziali.
Un Paese che continua a morire di lavoro: A 18 anni di distanza, la lezione non è servita. In Italia si continua a morire di lavoro, ogni giorno, tra l’indifferenza generale e l’assenza delle istituzioni. Le statistiche parlano chiaro: le morti bianche restano una costante, un bollettino silenzioso che accompagna la nostra economia e la nostra indifferenza.
La tragedia della ThyssenKrupp avrebbe dovuto rappresentare una svolta, un punto di non ritorno. Invece, è rimasta un simbolo di memoria e impotenza, ricordata solo nelle ricorrenze, dimenticata nella quotidianità.
📅 Anniversario: 7 dicembre 2025 🏭 Luogo:Torino – Stabilimento ThyssenKrupp ⚖️ Sentenza definitiva:Cassazione, 2016 – condanne confermate per i vertici aziendali
Categorie consigliate: Cronaca, Lavoro, Memoria Tag suggeriti: ThyssenKrupp, morti sul lavoro, sicurezza, Torino, anniversari, giustizia
🛠️Commento alessandro54
Si continua a parlare di nuove leggi sulla sicurezza, e proprio in questi giorni ne è stata approvata un’altra. Ma il problema non è creare norme nuove: il problema è far funzionare davvero quelle che già abbiamo. Da anni mancano controlli, personale e investimenti. Prima di aggiungere ulteriori regole, sarebbe stato più utile rafforzare quelle esistenti, che sulla carta sono già più che sufficienti.
La sicurezza non migliora con altra burocrazia – come la patente a punti per i cantieri – ma con ispettori, corsi di formazione, manutenzione degli impianti e responsabilità chiare, con pene certe per chi sbaglia. Ogni riforma che non parte da qui rischia di diventare una perdita di tempo e di risorse, mentre nei luoghi di lavoro si continua a morire come in passato.
E lo dimostrano casi come la tragica morte di Luana D’Orazio, una ragazza di 22 anni. È morta perché i dispositivi di sicurezza del macchinario erano stati manomessi e disattivati per aumentare la produzione. Conseguenze legali: i proprietari dell’azienda sono stati condannati a pene detentive con sospensione della pena per omicidio colposo, mentre il capo manutentore è stato assolto.
Un esito che lascia l’amaro in bocca e ci ricorda, ancora una volta, quanto sia urgente mettere davvero al centro la vita di chi lavora.
Il velivolo è stato visto cadere alle 8.35 in località Le Prese. Impervio il luogo dell’incidente
È precipitato in Valtellina un elicottero con quattro persone a bordo, tra queste una ragazza di 27 anni ma sarebbero state tirate fuori vive dagli operatori del 118.Il velivolo stava sorvolando la località Le Prese nel comune di Lanzada, in provincia di Sondrio quando è scattato l’allarme: alle 8.35 l’elicottero è stato visto cadere.
Subito è scattato l’intervento dei vigili del fuoco ma il luogo dell’incidente è impervio. Sul posto anche i carabinieri di Sondrio, i soccorsi di Areu 118 anche con l’eliambulanza e il soccorso alpino e speleologico. Il velivolo era impegnato nei lavori di ripristino dopo la frana del 12 novembre in Valmalenco poi avrebbe urtato uno sperone di roccia e sarebbe caduto.
E’ stata Areu a confermare che non ci sono persone decedute, ma che gli occupanti del velivolo hanno riportato solo lievi ferite: a bordo tecnici e operai che sorvolavano una zona impervia interessata da interventi di messa in sicurezza dopo una recente frana.
Valtellina, precipita elicottero con quattro persone a bordo: si cercano i passeggeri
Il velivolo è stato visto cadere alle 8.35 in località Le Prese. Impervio il luogo dell’incidente
È precipitato in Valtellina un elicottero con quattro persone a bordo, tra queste un ragazza di 27 anni.Ilvelivolo stava sorvolando la localitàLe Prese nel comune di Lanzada, in provincia di Sondrio quando è scattato l’allarme: alle 8.35 l’elicottero è stato visto cadere.
Subito è scattato l’intervento dei vigili del fuoco ma il luogo dell’incidente è impervio. Sul posto anche i carabinieri di Sondrio, i soccorsi di Areu 118 anche con l’eliambulanza e il soccorso alpino e speleologico. Nessuna notizia, al momento, delle quattro persone a bordo.
Lanzada, cade elicottero in località Le Prese: soccorsi in azione
Incidente aereo questa mattina attorno alle 8,30 a Lanzada, in località Le Prese: un elicottero di Eliossola con a bordo quattro persone è precipitato in una zona impervia, nello stesso punto dove, alcuni giorni fa, si è verificata la frana che ha spazzato via un tratto di strada.
I soccorsi – Massiccia la macchina dei soccorsi che si è messa in moto: i vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio e i vigili del fuoco volontari di Chiesa in Valmalenco stanno intervenendo con più squadre.
Impegnati nelle operazioni di soccorso anche i tecnici della stazione della Valmalenco del Soccorso Alpino, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, diverse ambulanze, un’auto medica, i carabinieri della Compagnia di Sondrio e l’elisoccorso di Areu Sondrio. Come detto dovrebbero essere quattro le persone coinvolte nell’incidente, anche se al momento non si conoscono le loro condizioni.
Il versante dove si è verificato l’incidente è lo stesso interessato dalla frana di alcuni giorni fa
L’emergenza Allarme dalla casa circondariale. Alcuni agenti isolati all’interno della struttura, ma in sicurezza
La rivolta dei detenuti al carcere del Bassone
Como – Tre agenti feriti e un detenuto, quest’ultimo in gravi condizioni. Sono le prime conseguenze della rivolta scoppiata all’interno del carcere del Bassone nel pomeriggio di oggi (giovedì 13 novembre). Un gruppo di detenuti ha dato vita a una vera e propria sollevazione che ha costretto diversi agenti della Polizia penitenziaria ad asserragliarsi all’interno della casa circondariale: sono in sicurezza, in attesa dell’arrivo dei rinforzi.
Tre agenti sono però rimasti feriti ma non sarebbero gravi; più serie invece le condizioni di un detenuto, trasportato d’urgenza all’ospedale di Monza.
Al Bassone sono accorse numerose ambulanze. Rinforzi della Polizia penitenziaria stanno accorrendo dal Provveditorato regionale di Milano e da altri istituti lombardi.
In mattinata, sempre al Bassone, secondo il sindacato della Polizia penitenziaria UIlpa sarebbe stato sventato un tentativo d’evasione.
Un incendio ha distrutto il teatro “Ciotolone” all’interno del centro fieristico Le Ciminiere a Catania. La Procura ha aperto un’indagine. Il procuratore aggiunto Fabio Scavone ipotizza i reati di incendio e disastro colposi. Le operazioni dei vigili del fuoco sono proseguite fino all’alba, con tre squadre e autobotti impegnate nelle operazioni di spegnimento
La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sull’incendio divampato ieri al centro fieristico Le Ciminiere, che ha distrutto il teatro al suo interno, il famoso Ciotolone progettato dall’architetto Giacomo Leone. Secondo quanto appreso da Ansa, il procuratore aggiunto Fabio Scavone, titolare del fascicolo, che ieri sera si è recato sul posto per un primo sopralluogo, ipotizza i reati di incendio e disastro colposi.
#Catania, terminate all'alba operazioni dei #vigilidelfuoco per l'#incendio in un complesso fieristico nella zona Est della città. Sul posto hanno operato 3 squadre col supporto di 3 autobotti che hanno garantito apporto idrico alle lance antincendio#12novembrepic.twitter.com/RRvMei3TME
Le ipotesi della procura – Dai primi accertamenti risulta che il rogo si sarebbe sviluppato in una zona dove erano in corso dei lavori. Le fiamme si sarebbero sviluppate, dopo un primo tentativo di contenerle, attraverso il legno che ricopriva le pareti interne del teatro. Le operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco sono terminate all’alba di oggi. Sul posto hanno operato 3 squadre con il supporto di 3 autobotti che hanno garantito apporto idrico alle lance antincendio, si legge profilo X.
L’area resta a rischio di forti terremoti per circa una settimana. Il sisma davanti alle coste di Honshu è stato registrato ad una profondità di circa 10 chilometri, secondo l’Agenzia Meteorologica Giapponese
Sisma 6.7 a largo Giappone, allerta tsunami
L’Agenzia meteorologica giapponese ha revocato l’allerta tsunami circa tre ore dopo la scossa iniziale del potente terremoto di magnitudo 6.7 che ha scosso il nord del Giappone, al largo della costa della prefettura di Iwate.
L‘agenzia meteorologica ha però precisato che l’area resta a rischio di forti terremoti per circa una settimana, soprattutto nei due o tre giorni successivi. Non ci sono state segnalazioni immediate di feriti o danni, né segnalazioni di anomalie nelle due centrali nucleari della zona.
Il sisma si è verificato intorno alle 17:03 locali (in Italia 9.03) nelle acque al largo di Iwate, innescando l’avviso di possibili onde anomale fino a un metro, ha dichiarato l’Agenzia meteorologica giapponese
La scossa, scrive la agenzia di stampa Kyodo, ha provocato un’interruzione di corrente e una sospensione parziale temporanea dei servizi del treno ad alta velocità Shinkansen.
Il sisma è stato registrato ad unaprofondità di circa 10 chilometri, ha dichiarato l’Agenzia Meteorologica Giapponese. Un’onda di tsunami di 10 centimetri è stata osservata a Ofunato,e uno tsunami di minore intensità ha raggiunto anche Miyako, entrambe nella prefettura di Iwate, secondo l’agenzia.
Nel frattempo, il servizio dello Shinkansen Tohoku tra le stazioni di Sendai e Shin-Aomori è ripreso dopo la sospensione temporanea, secondo il suo operatore Jr East.
Nella notte si era verificata un’altra forte scossa superiore a magnitudo 4, segnalata dall’agenzia meteorologica nazionale (Jma), con epicentro localizzato ad una profondità di 19 chilometri, a circa 127 chilometri dalla città di Miyako, una città con una popolazione di poco più di 50mila abitanti. Al momento non ci sono segnalazioni di danni a cose o persone.
L’uomo è un romeno di 66 anni. Rimasti coinvolti quattro dei nove operai che stavano lavorando al restauro della torre. Aperta un’inchiesta
È stato estratto vivo dopo 11 ore l’ultimo operaio rimasto coinvolto nel crollo della Torre dei Conti oggi a Roma. L’uomo, 66enne di origini romene, rimasto per undici ore sotto le macerie, è gravissimo. L’operaio, come riferito dai vigili del fuoco, era cosciente al momento del recupero ed è rimasto cosciente tutto il tempo. Caricato in ambulanza, viene portato al policlinico Umberto I, scortato dalle forze dell’ordine.
L’edificio ha subito due crolli: il primo questa mattina intorno alle 11.30 e poi un secondo alle 12.50. Nel crollo sono rimasti coinvolti 4 dei 9 operai che stavano lavorando al restauro della torre. I primi tre sono stati estratti dopo il primo crollo mentre il quarto è rimasto bloccato dai materiali del secondo cedimento. Un lungo applauso ha accompagnato il soccorso dell’operaio nel momento in cui l’uomo è uscito dalla finestra della torre, accompagnato dai vigili del fuoco.
“Ci parlano, c’è un contatto e adesso è stata anche messa la maschera dell’ossigeno. Sono saliti anche i medici, coraggiosissimi. Adesso tutto è concentrato in questa delicatissima operazione di estrazione. La prima cosa in questo momento è cercare di salvare questa vita, questo lavoratore“, aveva detto poco prima il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in un punto stampa ai Fori Imperiali.
Due i crolli – Un primo crollo si è verificato alle 11.30. Un secondo alle 12.50 mentre erano in azione i soccorsi. Una pioggia di calcinacci ha preceduto l’implosione della torre (VIDEO).
Sul posto in azione l’aspiratore da macerie che, posizionato su una delle finestre della torre, ha aspirato i massi caduti durante il crollo.
Sul luogo anche gli specialisti del nucleo Saf speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco.
Aperta un’inchiesta – L’area dove è avvenuto il crollo è stata circoscritta dai carabinieri che indagheranno insieme al Nucleo ispettorato del Lavoro e alla Asl.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta: oltre che per il reato di lesioni colpose, indaga anche per disastro colposo. Il pm Mario Dovinola ha effettuato un sopralluogo con la polizia giudiziaria della sezione specializzata in materia di infortuni sul lavoro.Nell’edificio erano in corso lavori di ristrutturazione e i pm capitolini disporranno una consulenza per accertare la causa del crollo.
Sovrintendenza: “Indagini strutturali attestavano condizioni di sicurezza” – “Il crollo di questa mattina della Torre dei Conti a Largo Corrado Ricci ha interessato il contrafforte centrale del lato meridionale e ha provocato a sua volta il collasso di parte del sottostante basamento a scarpa. Un secondo crollo ha interessato parte del vano scala e del solaio di copertura“, afferma in una nota la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali sottolineando che le indagini strutturali pre-lavori avevano attestato condizioni di sicurezza. La Torre “era chiusa dal 2007 e per il suo recupero è stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr ‘Caput Mundi’. L’intervento in corso, denominato ‘ID 26 – Tor de’ Conti – Restauro e allestimento dell’edificio’, ha un importo complessivo di 6.900.000 euro e prevede opere di consolidamento statico, restauro conservativo, installazione di impianti elettrici, illuminotecnici, di sollevamento e idrici, abbattimento delle barriere architettoniche, allestimento museale dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali, realizzazione di un Centro Servizi per l’Area Archeologica Centrale, di una sala conferenze e di spazi espositivi, oltre a un percorso di visita alla Torre e alla parte ipogea“.
“Attualmente – conclude la nota – è in corso il primo stralcio dei lavori, avviato a giugno 2025 e sostanzialmente concluso, per un importo di circa 400.000 euro, comprendente la bonifica dall’amianto e lavorazioni preliminari. Prima dell’avvio delle opere sono state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi sui solai“.
Le testimonianze – “Abbiamo sentito un boato intorno alle 11.20. Un rumore sordo, a cui però ci eravamo abituati in queste settimane per il cantiere. Poi abbiamo capito che era molto più forte e diverso. Ci siamo precipitati all’esterno e abbiamo visto la torre staccarsi. La prima cosa a cui ho pensato sono stati gli operai, nostri clienti, che vengono qui ogni giorno”, ha detto all’Adnkronos Giorgia, la titolare del bar in largo Corrado Ricci, proprio davanti alla torre crollata.
“Ero fuori a servire i tavoli, quando ho sentito un rumore di calcinacci. Ho alzato la testa e ho visto un operaio cadere”, ha raccontato unacameriera del ristorante in via del Colosseo.
Meloni: “Vicinanza a chi lotta per la vita sotto le macerie, grazie a vigili del fuoco e soccorritori” -“Seguo con profonda apprensione l’evolversi delle operazioni di soccorso alla Torre dei Conti, a Roma. Il mio pensiero e la mia più sincera vicinanza vanno alla persona che in queste ore sta lottando per la vita sotto le macerie e alla sua famiglia, a cui auguro con tutto il cuore che questo dramma si concluda con un esito positivo“, le parole della premier, Giorgia Meloni.
“Desidero ringraziare tutti gli operatori delle forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i soccorritori che stanno intervenendo con coraggio, professionalità e abnegazione in un contesto di estrema difficoltà. Ci stringiamo attorno a tutte le persone colpite da questo grave evento“, ha concluso la presidente del Consiglio.
Prefetto Giannini: “Non sappiamo le condizioni però ci sono dei segnali che sia ancora in vita”. Altri due operai estratti dalle macerie, in tre erano rimasti bloccati in alto. Due i crolli parziali. Aperta un’inchiesta
Soccorsi alle Torre dei Conti – (Ipa)
La Torre dei Conti in largo Corrado Ricci, in via dei Fori Imperiali a Roma, è parzialmente crollata oggi lunedì 3 novembre. Nove le persone che questa mattina stavano lavorando dentro la torre al momento del primo crollo. Un operaio si trova ancora sotto le macerie. Secondo il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, il “recupero sarà un’operazione lunga, complessa“.
Due i crolli – Un primo crollo si è verificato dopo le 11. Un secondo intorno alle 13, mentre erano in azione i soccorsi. Una pioggia di calcinacci ha preceduto l’implosione della torre, già venuta giù in parte qualche ora prima (VIDEO).
Diversi operai coinvolti – Due operai sono stati estratti vivi dalle macerie dopo il primo crollo (VIDEO): uno è stato portato in codice rosso al San Giovanni. Un terzo operaio si trova ancora sotto le macerie ma è vigile e risponde ai Vigili del fuoco. Altri tre operai sono rimasti bloccati in alto dopo il crollo e sono in sicurezza.
“Sono in corso delle operazioni molto complesse perché c’è una persona che è intrappolata dentro. Non sappiamo le condizioni però ci sono dei segnali che sia ancora in vita. Si era riusciti a stabilire un contatto e a localizzare questa persona ma purtroppo poi c’è stato un crollo. Nessuno dei Vigili del fuoco fortunatamente è rimasto ferito, ma è cascato altro materiale”, ha dichiarato Giannini aggiungendo: “Nel primo intervento i Vigili del fuoco sono riusciti a mettere delle protezioni per cercare di proteggerlo. Stiamo lavorando, arriveranno ulteriori mezzi, ma sarà un’attività molto lunga per cercare di salvare la persona. È un’operazione lunga, complessa, ma non è semplice perché il rischio di crollo è altissimo” ha concluso.
Sul luogo del crollo sono arrivati anche gli specialisti del nucleo Saf speleo-alpino-fluviale dei Vigili del fuoco.
Aperta un’inchiesta – L’area dove è avvenuto il crollo è stata circoscritta dai Carabinieri. Sul crollo indagheranno insieme al Nucleo ispettorato del Lavoro e alla Asl. Sul posto sono arrivati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il ministro della Cultura Alessandro Giuli per assistere alle operazioni di soccorso.
La procura di Roma ha aperto un’inchiesta in relazione al crollo: oltre che per il reato di lesioni colpose, indaga anche per disastro colposo. Il pm Mario Dovinola ha effettuato un sopralluogo con la Polizia giudiziaria della sezione specializzata in materia di infortuni sul lavoro. Nell’edificio erano in corso lavori di ristrutturazione e i pm capitolini disporranno una consulenza per accertare la causa del crollo.
Le testimonianze – “Abbiamo sentito un boato intorno alle 11.20. Un rumore sordo, a cui però ci eravamo abituati in queste settimane per il cantiere. Poi abbiamo capito che era molto più forte e diverso. Ci siamo precipitati all’esterno e abbiamo visto la torre staccarsi. La prima cosa a cui ho pensato sono stati gli operai, nostri clienti, che vengono qui ogni giorno”, ha detto all’Adnkronos Giorgia, la titolare del bar in largo Corrado Ricci, proprio davanti alla torre crollata.
“Ero fuori a servire i tavoli, quando ho sentito un rumore di calcinacci. Ho alzato la testa e ho visto un operaio cadere”, ha raccontato una cameriera del ristorante in via del Colosseo.
I mezzi sono finiti nel fossato, i vigili del fuoco sono riusciti a mettere in sicurezza i veicoli coinvolti
Un automobilista di 81 anni è morto nello scontro tra il suo veicolo e un bus che aveva a bordo una cinquantina di studenti, stamani a Oderzo, in provincia di Treviso.
L’incidente è avvenuto alle ore 7.45. A seguito dell’impatto entrambi i mezzi sono finiti nel fossato che costeggia la carreggiata. All’arrivo sul posto, la squadra dei Vigili Del Fuoco proveniente dal distaccamento di Motta di Livenza (Treviso), supportata da una squadra della sede di Treviso, ha provveduto a portare soccorso alle persone coinvolte mettendo in sicurezza i mezzi coinvolti nell’incidente.
Il conducente dell’auto è deceduto all’istante a causa della violenza dell’impatto.Quindici invece gli student feriti. Sul posto anche il personale Suem 118 con tre mezzi ed elicottero insieme ai carabinieri.
Incidente tra bus di studenti e auto a Oderzo, mezzo fuori strada: un morto e ragazzi feriti
L’incidente nella mattinata di mercoledì 29 ottobre a Piavon di Oderzo, nel Trevigiano. Coinvolto un mezzo di linea dell’Atvo con una cinquantina di passeggeri. La vittima è il conducente dell’auto, i ragazzi hanno riportato ferite lievi
Il bus Atvo nel fosso e l’auto coinvolta nello schianto mortale (fotofilm)
Gravissimo incidente mercoledì mattina, 29 ottobre, attorno alle 7.45 in via Maggiore a Piavon di Oderzo: morto un uomo di 85 anni residente a Fregona, 15 feriti.
Nello schianto sono stati coinvolti un bus di linea dell’Atvo con a bordo una cinquantina di studenti e un’auto. Il bus è finito semi rovesciato nel fossato a margine della carreggiata. Stessa sorte per l’altro veicolo che è finito con la parte anteriore nel fossato dall’altro lato della provinciale che collega Oderzo a Cessalto.
Il nome della vittima non è ancora stato reso noto.
A bordo del bus una cinquantina di studenti, 15 di loro hanno riportato ferite lievi. In particolare cinque di loro sono stati portati in ospedale per le cure e gli accertamenti del caso, così come il conducente Atvo, un quarantenne residente a San Donà con diciotto anni di servizio.
Sul posto ambulanza, automedica ed elicottero del Suem, i vigili del fuoco di Motta di Livenza e Treviso, i carabinieri per i rilievi, la polizia locale.
Dalla direzione dell’azienda di trasporti è stato inviato sul posto un altro mezzo.
La dinamica – La corsa della società Atvo, destinata prevalentemente agli studenti, è quella che parteda San Donà di Piave alle 6.30, passa per i comuni di Torre di Mosto e San Stino di Livenza, nel Veneziano, per raggiungere il comune di Oderzo, nella zona delle scuole.
L’impatto è avvenuto subito dopo una grande curva. Per cause che dovranno essere accertate dai carabinieri, l’auto avrebbe invaso la corsia opposta.L’autista Atvo a quel punto ha tentato di evitare l’impatto che però è stato inevitabile. I due mezzi hanno terminato la corsa fuori strada nei due lati opposti. Il bus è finito di fianco nel fossato di destra: il conducente, dopo essersi accertato delle condizioni degli studenti, ha aperto la botola del “tetto” del bus, permettendo ai ragazzi di uscire. Niente da fare invece per l’automobilista.
1 – La prima bozza della legge di bilancio2026, composta da 137 articoli, arriverà in Parlamento nei prossimi giorni. I provvedimenti confermano molte delle misure già anticipate dopo il Consiglio dei ministri: si parte dal taglio dell’aliquotaIrpef intermedia, passando per una nuova rottamazione dellecartelle, fino alla stretta sugli affitti brevi e l’aumento delle accise sulle sigarette.
La manovra contiene anche un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, un intervento sul congedo parentale e l’introduzione della “Carta Valore” per i diciottenni.
2 –Riforma Irpef e buste paga più leggere – Dal 2026, l’aliquota Irpef nella seconda fascia di reddito (28.000-50.000 euro) scenderà dal 35% al 33%. Un taglio che potrà far risparmiare fino a 440 euro l’anno per chi si colloca intorno ai 50.000 euro di reddito. Anche chi supera tale soglia potrà beneficiare di un vantaggio, ma in misura ridotta, poiché lo sconto verrà compensato da una riduzione delle detrazioni, ad eccezione di quelle sanitarie.
3 – Detassazione per straordinari, festivi e lavoro notturno – Per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 40.000 euro, nel 2026 sarà applicata una flat tax del 15% su straordinari, turni e lavoro festivo. Il beneficio massimo sarà di 1.500 euro l’anno. Resteranno fuori i lavoratori delle strutture turistico-alberghiere, per i quali è previsto un trattamento differenziato.
4 – Rottamazione quater, la quinta sanatoria fiscale – Torna la possibilità di sanare i debiti con il fisco contratti tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il contribuente potrà scegliere se pagare tutto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure optare per un piano in 54 rate bimestrali, che si estenderà fino al 2035. Le prime tre scadenze sono fissate tra luglio e novembre 2026.
5 – Famiglie numerose, Isee e congedi: più sostegno – Importanti modifiche riguardano l’Isee, il congedo parentale e le agevolazioni per le famiglie. Viene alzata a 91.500 euro (dagli attuali 52.500) la soglia per l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee per accedere a strumenti come l’assegno di inclusione. Inoltre, il congedo parentale potrà essere utilizzato fino ai 14 anni del figlio (prima era 12), mentre i giorni disponibili in caso di malattia dei figli tra 3 e 14 anni raddoppiano da 5 a 10.
6 –Bonus mamme e priorità per il part time – Alle madri lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro sarà riconosciuto un contributo mensile di 60 euro non imponibile (contro i 40 euro previsti per il 2025), valido fino al decimo anno di età del secondo figlio. Inoltre, chi ha almeno tre figli avrà priorità nella richiesta di passaggio da tempo pieno a part time. Agevolazioni anche per i datori di lavoro che assumono madri con almeno tre figli, con una decontribuzione totale fino a 8.000 euro.
7 – Arriva la «Carta valore» per i neodiplomati – Dal 2027 sarà attivata la Carta Valore, una carta elettronica destinata a chi si diploma entro l’anno del compimento dei 19 anni. Il credito potrà essere speso in attività culturali: libri, cinema, teatro, musica, corsi di lingue o strumenti musicali. Il fondo annuale previsto è di 180 milioni di euro.
8 –Affitti brevi, stop alla cedolare ridotta – Dal 2026, la tassazione sugli affitti brevi sarà uniformata al 26% per tutti. Viene eliminata la cedolare secca al 21% per il primo immobile, e la stessa aliquota del 26% sarà applicata anche a chi gestisce piattaforme o attività di intermediazione immobiliare.
9 –Aumentano le accise sulle sigarette e il gasolio – Fumare costerà di più: le accise sui tabacchi aumenteranno progressivamente, passando da 29,5 euro ogni 1000 sigarette a 32 euro nel 2026, fino a raggiungere 38,5 euro nel 2028. Per la benzina è previsto un taglio dell’accisa, mentre sul gasolio l’accisa aumenterà per riequilibrare le entrate e disincentivare l’uso del diesel.
10 –Fisco e innovazione: stretta su stablecoin e criptovalute – Dal 2026 i proventi derivanti da stablecoin denominate in euro saranno tassati al 26%, al posto dell’attuale 33%. Sarà inoltre istituito un Tavolo permanente di controllo sulle cripto-attività, che coinvolgerà il Mef, la Consob, la Banca d’Italia e altri organismi, per garantire uno sviluppo legale e ordinato del settore.
11 –Aumentano le pensioni minime – Per i pensionati in difficoltà economica è previsto un aumento delle minime: 20 euro in più al mese, che equivalgono a 260 euro all’anno. Un segnale, seppur modesto, di attenzione verso le fasce più deboli.
12 –Più fondi per Ape sociale e borse di studio – Aumentano gli stanziamenti per l’Ape sociale, con una dotazione aggiuntiva di 170 milioni nel 2026 e 320 milioni nel 2027. Crescono anche i fondi per le borse di studio universitarie: dal 2026, saranno disponibili 250 milioni di euro in più l’anno per garantire il diritto allo studio, anche nell’ambito della definizione dei nuovi livelli essenziali delle prestazioni (Lep).
Articolo di alessandro54, realizzato con l’ausilio di ChatGPT, AI di OpenAI.
A parte il Presidente Mattarella, che non manca mai di ricordare l’importanza della sicurezza e della dignità del lavoro, le altre cariche istituzionali sembrano assenti. Dove sono? Possibile che davanti a tante tragedie, settimana dopo settimana, si scelga il silenzio?
E non faccio distinzioni politiche: la responsabilità è di tutti. Anche i sindacati, un tempo voce forte e punto di riferimento dei lavoratori, oggi appaiono troppo remissivi, quasi timorosi di disturbare. Ma di fronte a chi muore per portare a casa lo stipendio, non bastano le parole di circostanza o le commemorazioni.
Sarebbe ora di muoversi davvero, di tornare a chiedere con forza i nostri diritti, come si faceva una volta, quando il lavoro era un valore sacro e la sicurezza una battaglia quotidiana, non un tema da convegno.
Serve rispetto, serve impegno, serve coraggio. Perché dietro ogni numero, ogni “incidente”, c’è una vita spezzata e una famiglia che non potrà più tornare alla normalità.
La visita al sito del Bois du Cazier insieme ai reali del Belgio
Marcinelle (Belgi, 21 ott. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarellaha incontrato i familiari delle vittime della tragedia di Marcinelle, visitando il sito di Bois du Cazier insieme ai reali del Belgio, dove l’8 agosto 1956 si consumò una delle più gravi tragedie minerarie della storia, quando nella miniera di carbone si sviluppò un incendio che causò una strage: morirono 262 minatori, 136 erano italiani.
Il capo dello Stato, nella seconda tappa della sua visita in Belgio, ha partecipato a una cerimonia commemorativa per le vittime e ha deposto una corona, prima di incontrare anche alcuni minatori superstiti di quella tragedia. Il “ricordo di quella tragedia è perenne”, ha detto Mattarella durante la sua visita, sottolineando che deve essere però “un monito per la storia del nostro lavoro”.
E proprio nella giornata in cui si sono aperti alla Camera gli Stati generali della Salute e sicurezza sul lavoro, il capo dello Stato, nel suo messaggio di saluto, ha invitato a una “alleanza” tra istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali per interrompere quella che ha definito una “sequela quotidiana” di incidenti e decessi sul lavoro.
Una proposta trasversale presentata al Parlamento europeo da Pd-Fdi e Fi ha chiesto di dedicare l’8 agosto, giorno della tragedia di Marcinelle, alla giornata europea della memoria per le vittime sul lavoro.
Un migliaio di persone alla manifestazione annunciata nelle scorse ore attraverso i social: “Per la Palestina blocchiamo tutto”. Presente anche il consigliere dem Paolo Romano: “Liberare subito gli altri attivisti”. Netanyahu e Meloni ritratti come due gerarchi nazifascisti. De Corato: “Sono pro Hamas, non pro Pal…”
Nuova manifestazione oggi mercoledì 8 ottobre a Milano a sostegno di Gaza e della Freedom Flotilla Coalition. Punto di raccolta per l’inizio del corteo piazzale Lodi. L’appuntamento, già preannunciato sui social ieri, è stato definito dopo che le barche, su cui viaggiavano medici e infermieri con farmaci destinati alla Striscia di Gaza, sono state intercettate dalle forze navali israeliane.
“La mobilitazione continua” – “Dopo gli attacchi di stanotte alla nuova Flotilla, continuiamo a mobilitarci in continuità con gli scioperi generali e con la straordinaria mobilitazione popolare di queste settimane, che ha dimostrato di poter davvero bloccare tutto e mettere in crisi la complicità istituzionale nel nome della solidarietà con la resistenza palestinese“, ha scritto su Instagram Potere al Popolo Milano.“Per la Palestina, per Gaza, blocchiamo tutto“, hanno scritto sempre sui social i Giovani Palestinesi. La locandina della manifestazione è stata rilanciata sui social da tutte le realtà dell’universo pro Pal: l’associazione Palestinesi in Italia, i centri sociali di Milano e i collettivi studenteschi.
Il corteo mentre attraversa viale Lucania
La facoltà di Scienze Politiche occupata – Le numerose adesioni lasciavano pensare in tanti avrebbero risposto all’appello. E così è stato. Gli studenti della facoltà di Scienze politiche della Statale, che è ancora occupata, si sono dati appuntamento alle 17 in via Passione, per proseguire da lì insieme verso piazzale Lodi. Nella sede principale dell’ateneo, in via Festa del Perdono, nel pomeriggio era in programma un’assemblea universitaria per la Palestina, mentre alla Bicocca si è svolto un presidio durante la riunione del Senato Accademico.
21:57 – Il corteo si conclude nel piazzale del Politecnico – È terminato in piazza Leonardo Da Vinci il corteo pro Pal e a sostegno della Freedom Flotilla partito da piazzale Lodi intorno alle 18,30. Confermato il numero dei manifestanti che hanno preso parte alla protesta: circa cinquemila. Nel mirino, dagli slogan urlati alle frasi riportate sui cartelloni, la premier Giorgia Meloniparagonata a Mussolini (il premier israeliano è stato invece raffigurato come Hitler): “Cara Giorgia anche tua figlia pagherà le tue scelte“.
Il corteo è approdato poco prima delle 10 di sera davanti al Politecnico
21:22 – In cinquemila marciano verso il Politecnico – Da piazzale Susa al Politecnico. Il corteo prosegue in questo momento alla volta di piazza Leonardo Da Vinci: ha appena superato largo Rio De Janeiro e sta percorrendo viale Romagna in direzione del “Poli“. Confermata dunque la decisione di non fermarsi, com’era inizialmente stato previsto, piazzale Susa. Intanto, arriva una prima stima sul numero di adesioni al corteo: sono almeno cinquemila i manifestanti in strada in queste ore.
Tantissimi giovani e studenti universitari alla mobilitazione per Gaza e la Palestina
21:11 – De Corato: “Manifestanti pro Hamas non pro Pal…” – “Sarebbe più umano, da parte dei pro-Hamas, che nei giorni della ricorrenza in cui persero la vita migliaia di civili israeliani, quantomeno non si manifesti evitando così altro odio verso appunto Israele e comunità ebraica. Non è più tollerabile che ad ogni corteo o manifestazione pro-Hamas, si verifichino scontri, incidenti (vedi il mese scorso in Stazione Centrale o ieri sera a Bologna dove sono stati aggrediti e menati anche alcuni giornalisti) e aggressioni alle forze di polizia con numerosi feriti al seguito”, queste le parole del deputato di Fratelli d’Italia, vice presidente della commissione Affari Costituzionali ed ex vice sindaco delle Giunte di centrodestra milanesi Riccardo De Corato.
Molte donne appartenenti alla comunità araba di Milano hanno aderito alla mobilitazione
20:50 – Il corteo marcia in direzione di viale Campania – La testa del corteo ha ora superato il cavalcavia di Porta Vittoria e punta verso viale Campania. La manifestazione dovrebbe terminare in piazzale Susa, ma non è escluso che possa proseguire fino in piazza Leonardo da Vinci davanti al Politecnico. continua a leggere
La spedizione, composta da circa 140 membri, sta trasportando aiuti e macchinari medici nella Striscia
Albert Llop / NurPhoto / NurPhoto via AFP – Flotillla
AGI – La Freedom Flotilla Coalition ha denunciato che, a circa 120 miglia nautiche da Gaza, le forze israeliane hanno preso di mira il convoglio marittimo intercettando alcune barche della nuova flotta.
“Tre navi – Gaza Sunbirds, Alaa Al-Najjar e Anas Al-Sharif – sono state attaccate e illegalmente fermate dall’esercito israeliano alle 04:34 del mattino, a 220 chilometri (circa 140 miglia) al largo della costa di Gaza”, si legge su X, dove si spiega che un’altra nave, la Conscience, con a bordo oltre 90 persone, è “sotto attacco“.
“L’esercito israeliano non ha giurisdizione legale in acque internazionali. La Flotilla non rappresenta alcuna minaccia. Trasportiamo aiuti vitali per un valore di oltre 110.000 dollari in medicinali, apparecchiature respiratorie e integratori nutrizionali destinati agli ospedali di Gaza“, si legge sui social dedicati all’iniziativa umanitaria.
Quattro ore prima di denunciare gli attacchi, la Flotilla aveva dichiarato di aver superato la soglia delle 140 miglia nautiche, distanza alla quale Israele ha iniziato a intercettare missioni simili in passato. La spedizione,composta da circa 140 membri, prevedeva già la possibilità di essere fermata nel Mar Mediterraneo, in acque internazionali, come accaduto lo scorso mercoledì alla Global Sumud Flotilla. Questa nuova missione rappresenta un ulteriore tentativo di forzare il blocco navale israeliano al largo di Gaza per creare un corridoio umanitario permanente verso la Striscia.
TraduzioneLingua originale: inglese. Traduzione di Google Nelle prime ore di Gaza, la Freedom Flotilla Coalition e le navi Thousand Madleens sono state intercettate illegalmente dalle forze di occupazione israeliane. I partecipanti – operatori umanitari, medici e giornalisti provenienti da tutto il mondo – sono stati arrestati contro la loro volontà…
Early morning Gaza time, the Freedom Flotilla Coalition and Thousand Madleens to Gaza ships were illegally intercepted by Israeli occupation forces. Participants—humanitarians, doctors, and journalists from across the world—have been taken against their … https://t.co/Th9sLLNnNj
Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato di aver intercettato le nuove imbarcazioni della Flotilla che tentavano di raggiungere Gaza. “Un altro inutile tentativodi violare il legittimo blocco navale e di entrare in una zona di combattimento si e’ concluso nel nulla. Le imbarcazioni e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano“, ha scritto il ministero sui social. “Tutti i passeggeri sono al sicuro e in buona salute. Si prevede che saranno espulsi a breve“, ha aggiunto.
Tajani, al lavoro l’unità di crisi della Farnesina – “L’Ambasciata e il Consolato d’Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall’alba il blocco della nuova #Flotilla da parte della marina israeliana. Sono una decina gli italiani fermati. A loro verrà prestata tutta l’assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fino al momento dell’espulsione. Al lavoro anche l’Unità di crisi della Farnesina“. Lo ha scritto il ministro degli Esteri Tajani su X.
L’Ambasciata ed il Consolato d’Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall’alba il blocco della nuova #Flotilla da parte della marina israeliana.Sono una decina gli italiani fermati.A loro verrà prestata tutta l’assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo…
L’abbordaggio è avvenuto a 120 miglia nautiche (circa 220 chilometri) dall’enclave palestinese. Il portavoce Borgia: “Da Israele azione piratesca, blitz a luci spente”
Uma imbarcazione della Flotilla durante la notte
Israele ha confermato di aver intercettato oggi mercoledì 8 ottobre la nuova Flotilla, composta da nove navi e in navigazione da più di una settimana, che ha tentato di rompere il blocco marittimo su Gaza. “Un altro vano tentativo di violare il blocco navale legale e di entrare in una zona di combattimento si è concluso in un nulla di fatto“, afferma il ministero degli Esteri israeliano su X. “Le imbarcazioni e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano. Tutti i passeggeri sono sani e salvi. Si prevede che i passeggeri saranno espulsi al più presto“.
Secondo i media dello Stato ebraico circa 150 attivisti della nuova flottiglia diretta a Gaza sono stati arrestati dalla Marina israeliana. Gli attivisti si stanno attualmente dirigendo verso il porto di Ashdod.
Tajani: “Seguiamo blocco nuova Flotilla, una decina gli italiani fermati” – “L’Ambasciata e il Consolato d’Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall’alba il blocco della nuova Flotilla da parte della marina israeliana. Sono una decina gli italiani fermati“. A scriverlo, su X, è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “A loro – assicura poi – verrà prestata tutta l’assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fino al momento dell’espulsione. Al lavoro anche l’Unità di crisi della Farnesina“.
Borgia: “Da Israele azione piratesca, blitz a luci spente” – “Li hanno attaccati in acque internazionali, ancora una volta un’azione piratesca. Ci aspettavamo che per la nave Conscience ci fosse, per una volta, più comprensione visto che a bordo ci sono professionisti sanitari e 18 tonnellate anche di materiale sanitario, ma non c’è stata”. Così all’Adnkronos è Michele Borgia, portavoce della delegazione italiana della Freedom Flotilla, commentando l’abbordaggio di questa notte a otto barche a vela e una nave della Freedom Flottilla e della Thousand Madleens.
Secondo quanto riferito, l’abbordaggio della nave Conscience è avvenuto alle 4.30 (ora italiana), mentre quello delle barche della Thousand Madleens, un po’ più avanti nel tragitto, intorno alle 2.30: “Anche questa volta li hanno fermati con un’azione ancora più istantanea del passato – ha aggiunto Borgia – Non hanno avuto il tempo di accorgersene. Sono arrivati nella notte, con le luci spente per abbordarli: si sono avvicinati molto rapidamente e hanno hackerato anche uno dei nostri circuiti. Le persone a bordo si sono rese conto di cosa stesse accadendo solo quando sono arrivati gli elicotteri perché, essendo una nave, i militari sono scesi anche dall’alto con i cavi”.
Il portavoce ha ribadito che le imbarcazioni “non si erano avvicinate alla zona rossa prima di oggi, 8 ottobre, proprio perché il 7 risultava una provocazione. L’intento è assolutamente pacifico. Vogliamo rompere il blocco, ma politicamente, non con azioni di forza”.
Nello specifico a bordo della nave Conscience ci sono 4 italiani (due medici, un infermiere e un giornalista), gli altri sono sulle barche a vela
Il sisma, localizzato a 7 chilometri di profondità e registrato alle 14:29, è stato avvertito in diversi comuni del Foggiano
BARLETTA – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata oggi, martedì 7 ottobre 2025, al largo della Costa Garganica, in provincia di Foggia. Il sisma è stato rilevato alle 14:29 ora italiana (12:29 UTC) dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)di Roma.
Secondo i dati ufficiali, l’evento tellurico è avvenuto auna profondità di 7 chilometri, con epicentro individuato alle coordinate 41.9392 di latitudine e 15.4527 di longitudine. La scossa, di moderata intensità, è stata avvertita in varie località del nord della Puglia, ma non si segnalano danni a persone o cose.
L’epicentro è stato avvertito anche aSan Severo, aManfredonia, aFoggia, a Cerignola e aBarletta.
Numerose segnalazioni sono giunte ai centralini dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine da cittadini che hanno percepito un lieve tremore, soprattutto ai piani alti degli edifici. Tuttavia, dai primi sopralluoghi non risultano criticità strutturali né emergenze.
Il fenomeno rientra nell’attività sismica tipica dell’area del Gargano, zona considerata a media sismicità per la sua posizione geologica. Gli esperti dell’INGVcontinueranno a monitorare l’area per verificare l’eventuale presenza di repliche nelle prossime ore.
ROLEX SHANGHAI MASTERS 2025 – Il n° 2 del mondo si ritira sul punteggio di 6-7 7-5 3-2 per i crampi, dopo aver preso un break sostanzialmente da fermo. Vinto il primo parziale al tie-break e perso il secondo a causa di un passaggio a vuoto al photofinish, l’altoatesino comincia ad avvertire dolori muscolari a metà terzo ed è costretto ad alzare bandiera bianca dopo un game in cui si è trascinato.
Alza bandiera bianca al terzo turno Jannik Sinner, che non difenderà il titolo al Rolex Shanghai Masters 2025. Il n° 2 del mondo si piega ai crampi che lo hanno colpito a metà del terzo set, che lo hanno costretto a servire da fermo fondamentalmente e che hanno fatto sì che per due game si trascinasse in campo a fatica senza nemmeno riuscire a fare due passisenza accovacciarsi a metà. Nullo l’intervento del fisioterapista, dopo il quale Jansi rialza e stringe la mano a Tallon Griekspoor, che si qualifica dunque agli ottavi di finale.
Jannik costretto a ritirarsi per crampi al Masters di Shanghai. Griekspoor passa agli ottavi di finale con il punteggio di 6-7, 7-5, 3-2 ret. pic.twitter.com/Lfrwz69KE9
Quello che va in scena al Rolex Shanghai Masters 2025 tra Jannik Sinnere Tallon Griekspoor è un primo set tutt’altro che emozionante. Da una parte il n° 2 del mondo è ineccepibile al servizio, proponendo prime e seconde con la medesima solidità e vincendo la maggior parte degli scambi prolungati, nei quali il suo avversario o fatica ad entrare o comunque cede il passo troppo presto. Dall’altra l’olandese tiene bene in battuta e così riesce a non concedere nemmeno una palla break. Al tie-break, naturale epilogo di un parziale tanto equilibrato, ha la meglio Jan, che piazza una risposta tra le stringhe e costringe il neerlandese all’errore, per poi amministrare il doppio vantaggio acquisito.
Tallon Griekspoor rientra in campo dopo un lungo toilet break e pronti via si conquista la prima palla break del match, approfittando anche di un brutto errore di dritto di Jannik Sinner. Quest’ultimo, comunque, con un ace, uno smash e uno schiaffo al volo si salva. Nel game succesivo arrivano le prime occasioni anche per il n° 2 del mondo, che se le guadagna con un rovescio lungolinea in allungo e con un passante stretto e basso, ma viene ricacciato indietro dal suo avversario, bravo a chiudere con smorzata e lob. Il set prosegue liscio fino al 4-3, quando l’azzurro si porta sullo 0-40anche grazie a due risposte fulminanti, ma subisce il rientro del neerlandese, che piazza due ace e comunque si aggrappa al servizio. Sul 5-5 c’è un passaggio a vuoto di Jan, che perde il turno di battuta a zero, commettendo 3 non forzati e permette al suo dirimpettaio di riportarsi in parità nel computo dei parziali.
In avvio di terzo set sembra essersi ritrovato Jannik Sinner, che tiene per due volte il proprio turno di servizio a zero, senza soffrire apparentemente nulla. Sul 2-1, con Tallon Griekspoor al servizio, arrivano i crampi a divorarlo e a costringerlo a rispondere da fermo, senza riuscire chiaramente ad incidere. Per l’intervento del fisioterapista, già avvertito, serve però il cambio campo e quindi Jandeve per forza andare a servire. Lo fa, ma non riesce a reggersi in piedi e le prime gli escono di metri. Risultato? Break dell’olandese e finalmente intervento dei sanitari, che lo devono accompagnare alla panchina, perché davvero non può fare nulla sulle proprie gambe. L’intervento è comunque poco proficuo e, dopo essersi rialzato in piedi, il n° 2 si ritira e stringe la mano al suo avversario, che stacca il pass per gli ottavi.
Il coordinatore di Base Italia: “Droni e missili balistici sono arrivati vicino al nostro convoglio, è stato spaventoso”
Attacco con missili a Leopoli – STRINGER / AFP
AGI – “Abbiamo vissuto ore drammatiche”. Marco Bentivogli, coordinatore di Base Italia è ancora scosso dalla notte di paura trascorsa insieme a oltre cento attivisti italiani su un treno che si è trovato sotto un attacco russo a Leopoli. “Droni e missili balistici sono arrivati vicino al nostro convoglio, siamo stati salvati dalla contraerea ucraina“.
Allamissione umanitaria partecipano più di trenta associazioni, tra cui Azione cattolica, Anci, MoVI, Masci, Agesci, Fondazione Gariwo, Piccoli Comuni del Welcome, Reti della carità e Progetto Sud. “Siamo partiti da Kharkiv – racconta ancora Bentivogli all’Agi – adesso abbiamo raggiunto la Polonia e la situazione è più tranquilla ma a Leopoli è stato spaventoso. Ci hanno protetto gli ucraini, un popolo meraviglioso“. L’ambasciata italiana a Kiev si è messa in contatto con gli attivisti e, a quanto si è appreso dalla Farnesina, i 110 volontari stanno tutti bene.
“Quest’ultima missione – dice ancora Bentivogli – è stata costruita nel corso di quest’anno. Abbiamo realizzato decine di incontri online con la società civile ucraina per costruire progetti sulle loro reali necessità. A Kharkiv abbiamoincontrato i vertici dell’Università, che dallo scoppio della guerra è stata chiusa solo 2 settimane nonostante abbia subito 24 attacchi e in parte distrutta. Abbiamo incontrato anche lavoratori e imprese di “Risetogheter”, in molti casi aziende raseal suolo in cui gruppi di lavoratori stanno raccogliendo i fondi per ricostruirle. Abbiamo organizzato gemellaggi tra sindaci italiani e ucraini.Insieme al nunzio apostolico Visvaldas Kulbokas, il vescovo cattolico e greco cattolico e ortodosso ci siamo riuniti in preghiera al cimitero in onore dei caduti per difendere Kharkiv e dei caduti di tutte le guerre“. Conclude Bentivogli: “L’Ucraina difende il mondo da 1319 giorni. Saremo al loro fianco fino a quando sarà necessario“.
Il corteo partirà da piazzale Ostiense fino a Porta San Giovanni
AGI – Roma anche oggi scende in piazza per la manifestazione nazionale indetta da associazioni pro-palestinesi, sigle sindacali e collettivi studenteschi a sostegno di Gaza e della Palestina. Migliaia di persone si muoveranno, a partire dalle ore 14.30, da piazzale Ostiense a piazza di Porta San Giovanni.
Come riporta il sito del comune, il corteo passerà per viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana. Le strade saranno chiuse al traffico almeno fino alle 19
Già dalla mezzanotte antecedente sono stati predisposti sgomberi e divieti di sosta nelle aree di passaggio e limitrofe. Ci sarà anche lo spostamento delle postazioni taxi di piazza di Porta San Giovanni e piazzale Ostiense, così come saranno deviate le linee bus C3, 3, 16, 23, 30, 51, 75, 77, 81, 83, 85, 87, 96, 117, 118, 160, 280, 360, 590, 628, 714, 715, 716, 719, 769, 775, 780, 792, MC e MC3.
Oltre 100mila persone in marcia al mattino. Nel pomeriggio uno spezzone si è staccato dal corteo e ha occupato per qualche ora la Tangenziale est: lanciati sassi contro la polizia che ha risposto con lacrimogeni e idranti. Bloccate M1 e M3, dalle 19,30 M2 chiusa tra Garibaldi e Cologno Nord/Gessate
Sciopero e manifestazione. In un venerdì di protesta per laFlotilla, Milano è teatro di un grande corteo partito alle 9 e arrivato in piazza Leonardo da Vinci con decine di migliaia di persone a sfilare. Grande adesione poi per lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati che è in corso già dalle 21 di giovedì sera. «Con questo sciopero generale, strumento di democrazia e di responsabilità collettiva, chiediamo che siano rispettati il diritto internazionale, la dignità dei popoli, la pace, la Costituzione», dice il segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, Luca Stanzione.
23:41 – Gli ultimi manifestanti si allontanano da corso Venezia – Anche gli ultimi manifestanti si allontanano. Polizia e carabinieri continuano a presidiare la strada, ma i partecipanti al corteo hanno ormai lasciato corso Venezia.
23:28 – L’uso degli idranti disperde i manifestanti: pochi quelli rimasti a protestare in strada – L’idrante della polizia avanza in corso Venezia. I pochi manifestanti rimasti lanciano bottiglie di vetro contro i poliziotti – continua a leggere
Un drone, foto Afp, e l’immagine del fotoreporter francese ucciso dalla sua pagina Instagram
Il fotoreporter francese Antoni Lallican, 38 anni, è stato ucciso questa mattina da un drone mentre stava realizzando un reportage a circa quindici chilometri dalla linea del fronte, a Kurylivska. Lo ha dichiarato l’Unione Nazionale dei Giornalisti, il principale sindacato di categoria in Francia, spiegando che il fotoreporter “documentava le conseguenze della guerra e ha condotto un lungo lavoro a fianco degli abitanti del bacino minerario del Donbass, nell’Ucraina sudorientale“. Hans Lucas, l‘agenzia per cui lavorava Lallican, ha precisato che il fotoreporter ha lavorato in Ucraina diverse volte dall’inizio del conflitto nel febbraio 2022.
“E’ la prima volta che un giornalista viene ucciso da un drone in Ucraina“, ha dichiarato l’Unione Nazionale dei Giornalisti, aggiungendo che “le circostanze dell’incidente sono ancora in fase di accertamento“. Il sindacato ha aggiunto che “un giornalista ucraino, Heorgiy Ivanchenko, è rimasto ferito nello stesso attacco”, definito un “crimine di guerra“. Le vittime indossavano la scritta “Press” sui loro indumenti protettivi, secondo l’Unione nazionale dei giornalisti, secondo cui sono 17 i professionisti dei media uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa.
La mobilitazione, indetta da Cgil e Usb, coinvolge tutti i settori e le categorie pubbliche e private, dai trasporti locali ai treni, dalla scuola alla sanità. A Roma già treni cancellati e ritardi oltre 60 minuti. Organizzati 100 cortei nelle città
Una manifestazione
Sciopero nazionale oggi, 3 ottobre 2025, a sostegno della Flotilla e della popolazione di Gaza.Cortei in tutta Italia e stop in tutti i settori da Milano a Roma – dove sono stati cancellati già treni e si registrano ritardi – da Napoli a Palermo: effetti su trasporto pubblico con bus e metro, stop ai treni, impatto su scuola e sanità. Garantite tutte le prestazioni minime essenziali in una giornata che si preannuncia non priva di disagi. continua al eggere
Il segretario della Cgil: “Serrata legittima. Da Salvini minaccia fascista”. Migliaia di persone in piazza da Nord a Sud
Migliaia di persone manifestano a Milano, 3 ottobre 2025 (Foto di Claudio Furlan)
Migliaia di persone sono attese oggi, venerdì 3 ottobre, nelle piazze di tante città, da Nord a Sud, in occasione dello sciopero generale. La Cgil e altre sigle sindacali rivendicano la protesta mentre la Commissione di Garanzia ritiene che non sia stato rispettato “l’obbligo di preavviso” di dieci giorni previsto dalla legge 146 del 12 giugno 1990. Tutta Italia, intanto, non si ferma e continua a manifestare in solidarietà con il popolo palestinese e con la Global Sumud Flotilla, abbordata dalle forze israeliane a poche miglia dalla costa di Gaza. Nella serata di giovedì diversi cortei hanno invaso le strade di Roma, Milano, Bologna, Torino, Firenze, Napoli.notizie in diretta
Sciopero generale 3 ottobre: fermi bus, metro, treni, aerei, scuole e ospedali. Tutti gli orari e le fasce di garanzia
Le Officine Grandi Riparazioni ospitano in questi giorni gli allestimenti della Italian Tech Week, domani è in programma un panel con Ursula von der Leyen e il fondatore di Amazon, Jeff Bezos,
Al via la mobilitazione al Colosseo, tra giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla, sventolando in cielo bandiere palestinesi e anche quelle del sindacato Usb e di Potere al Popolo. Uno striscione recita: “3 ottobre sciopero generale. Blocchiamo tutto“.
“Free Palestine!” e “Palestina libera dal fiume fino al mare“: è il coro degli attivisti presenti al presidio al Colosseo, a Roma, organizzato da giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla. Sono state chiuse le fermate metro della linea A Termini e della linea B Piramide, su piazzale Ostiense, per il corteo organizzato da giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla.
Milano
Manifestanti in piazza Duomo a Milano
A Milano sono circa cinquemila i partecipanti al corteo partito da piazzale Loreto e diretto in zona Duomo. Un fiume di persone che ha bloccato il traffico della città all’ora di punta. Le strade dove sfilano i pro-Pal sono state chiuse alle auto. In testa al corteo ci sono le camionette della Polizia. Al momento non si registrano tensioni. Lo slogan è: “Non ci fermeremo, questo è solo l’inizio – sono le parole pronunciate da una ragazza al megafono -. Occupiamo Loreto e continueremo a occupare le strade. Arriveremo fino a Duomo. Questo è solo l’inizio,siamo pronti a fermare la macchina del genocidiofino a che la Palestina sarà libera“.
Non protestano ma suonano il clacson per incitare i partecipanti al corteo. È l’atteggiamento di molti automobilisti bloccati dal passaggio dei manifestanti a Milano. Il corteo si è via via ingrossato e ora sono almeno in diecimila a percorrere le strade della città intonando cori per la “Palestina libera“.
Agf – Pro Palestina a Milano
Agi – Corteo a Milano
Decine di manifestanti pro-Pal sono, in seguito, saliti sul basamento del monumento equestre a Vittorio Emanuele II in Piazza Duomo a Milano, sventolando le bandiere della Palestina. Una manifestazione che ha coinvolto almeno diecimila persone ed appare il preludio a quella di domattina che si preannuncia ancora più partecipata. Una ventina di persone, sempre in piazza Duomo, ha intonato cori contro la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini.
Torino
A Torino In serata un gruppo di antagonisti si è staccato dal corteo pacifico dirigendosi verso le Ogr, riuscendo ad accedere alla struttura, poco distante dalla Stazione di Porta Susa, che in questi giorni ospita la Italian Tech Week.
I manifestanti hanno distrutto alcuni maxischermi e divelto sedie e tavoli. L’intervento degli agenti in tenuta antisommossa ha allontanato gli attivisti. Intanto, domani, oltre allo sciopero generale, proprio alle Ogr è in programma un talk sull’Intelligenza artificiale con ospiti la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e il presidente di Stellantis, John Elkann.
Firenze
Momenti di tensione davanti alla stazione di Santa Maria Novella, dove le forze dell’ordine hanno tentato di evitare che una parte dei manifestanti che si sono staccati dal corteo in favore della Palestina e di solidarietà all’equipaggio della Global Sumud flotilla si dirigesse verso i binari. Una volta occupati i binari i manifestanti hanno srotolato uno striscione con scritto: “Blocchiamo tutto” e acceso alcuni fumogeni.
Trieste
Corteo spontaneo pro Palestina e Flotilla, questa sera, nel centro di Trieste, partecipato – secondo la Questura – da oltre 1.500 persone. Si tratta di esponenti della società civile e di partiti politici con bandiere, tra le altre di Avs e M5s, assieme a cittadini di diverse età. Intendono denunciare “il genocidio in corso” e ribadire, con slogan, scanditi anche durante il percorso, che “Trieste lo sa da che parte stare: Palestina libera dal fiume fino al mare“.
Nel corso della manifestazione un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo tentando di entrare nella Stazione Ferroviaria da un ingresso laterale. Alcuni manifestanti hanno spaccato vetri e lanciato oggetti e bottiglie, ma sono stati respinti dalle forze di polizia con qualche carica di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Un poliziotto della Polizia Ferroviaria è caduto e si è ferito leggermente a una mano, con dei frammenti di vetro. Ora in corso accertamenti per individuare i responsabili delle violenze e dei danneggiamenti, mentre la situazione in città resta sotto stretta osservazione. Manifestazione anche a Udine promossa dal Comitato per la Palestina di Udine a sostegno della Global Sumud Flotilla davanti allo stadio Friuli (Dacia Arena), dove il 14 ottobre è in programma la partita di calcio Italia-Israele. La Questura conferma che tutto si è svolto in maniera pacifica, tra canti, balli e cori. Gli slogan più ripetuti: “La partita non si fa” e “Palestina libera“.
Trento
La circolazione ferroviaria sull’asse del Brennero è stata momentaneamente sospesa in prossimità di Trento, a seguito della presenza di una cinquantina di manifestanti sui binari nei pressi della stazione. La linea ferroviaria è stata, in seguito, riaperta e il traffico è in graduale ripresa. I treni Alta velocità e regionali hanno subito rallentamenti fino a 90 minuti mentre alcuni convogli regionali e il Railjet da Monaco di Baviera a Bologna Centrale sono stati cancellati.
Bologna
Scontri in stazione a Bologna questa mattina dove gli studenti delle scuole superiori e dell’Università, in corteo per la Palestina e la Global Sumud Flottilla da stamattina, sono arrivati davanti all’entrata. Durante il tragitto avevano annunciato la volontà di bloccare la stazione, ma hanno trovato le forze dell’ordine in tenuta antisommossa ad aspettarli. Gli studenti hanno cercato a più riprese di oltrepassarli, ma sono stati respinti da manganellate a cui hanno risposto con lanci di oggetti contro le forze dell’ordine.
Siena
La mobilitazione non riguarda solo le grandi città. Anche a Siena, circa 300 sostenitori si sono dati appuntamento in piazza Salimbeni, al presidio a sostegno dell’equipaggio della Global Sumud Flottilla. A organizzare la mobilitazione sono una ventina di sigle locali tra cui la Cgil provinciale e il Comitato per la Palestina di Siena.
“Io ritengo che il governo italiano non abbia garantito la giusta protezione, in acque internazionali, ai cittadini italiani – ha spiegato il segretario della Cgil di Siena Alice D’Ercole-. L’articolo 2 della Costituzione sancisce chiaramente la libertà di ogni cittadino di poter aderire a missioni di solidarietà. Il governo non ha tutelato i nostri connazionali in uno spazio internazionale. Per questo ieri ci siamo mobilitati con un presidio spontaneo, oggi siamo di nuovo qui e domani ci sarà lo sciopero generale, con Siena che vedrà un corteo e una manifestazione”.
Padova
Proteste Pro Pal a Padova
I poliziotti della questura di Padova, dopo aver tranciato le catene con cui si erano legati all’Interporto bloccando il traffico, hanno accompagnato in Questura 23 attivisti procedendo nei confronti di 11 di loro con fogli di via obbligatori per quattro anni, due avvisi orali e al deferimento all’A.G. nei confronti di altri 5 attivisti per i reati di violenza privata in concorso e manifestazione non autorizzata. Poco dopo, alle 19, circa mille attivisti appartenenti ai centri sociali del nord est e all’area antagonista, sono giunti in corteo sotto la Questura accendendo fumogeni, inneggiando con slogan alla Palestina Libera e contro la Polizia, intimando l’immediata liberazione degli attivisti di Extinction Rebellion presenti in Questura per le conseguenti notifiche dei provvedimenti di prevenzione personale adottate nei loro confronti. I manifestanti hanno inoltre bloccato il traffico su Riviera Ruzante che conduce alla Basilica del Santo.