Circa 30 compagnie di fideiussioni si sono rifiutate di prestargli i 454 milioni di dollari per pagare la penale imposta dal giudice, segno ché non lo considerano abbastanza affidabile per ripagarla
Washington –
Donald Trump non è riuscito a trovare i 454 milioni di dollari di cui avrebbe bisogno, per pagare la penale imposta dal giudice che ha condotto il processo civile sulle frodi fiscali commesse dalle sue compagnie. Questo fatto imbarazzante, confermato dai suoi avvocati, porta con sé almeno tre notizie negative per l’ex presidente: primo, non è ricco come ha cercato di far credere; secondo, da imprenditore non ha la credibilità necessaria ad ottenere un prestito di queste dimensioni; terzo, dal 25 marzo in poi rischia il pignoramento dei suoi beni, se la Corte d’Appello di New York non interverrà a fermare l’esecuzione della sentenza fino al completamento del suo ricorso.
Trump è stato accusato dalla procuratrice di New York Letitia James di aver truccato i valori dei beni delle sue compagnie, per ottenere prestiti favorevoli. Il giudice Arthur Engoron lo ha considerato colpevole nel processo civile, condannandolo a pagare una penale che tra la sentenza e gli interessi arriva a quasi mezzo miliardo di dollari, crescendo ogni giorno se non la salda. A questo vanno aggiunti i 91,6 milioni già depositati per fare ricorso contro la condanna civile per molestie sessuali e diffamazione della giornalista Jean Carroll.
Ieri i suoi avvocati hanno informato il tribunale che nonostante “i suoi diligenti sforzi“, la ricerca di 454 milioni si è rivelata una “impossibilità pratica“. Attraverso quattro broker, ha bussato alla porta di circa 30 compagnie di fideiussioni, ma non ha trovato nessuno disposto a prestargli una somma così ingente, probabilmente perché non lo considerano abbastanza affidabile per ripagarla. Quindi gli avvocati hanno chiesto alla corte di accettare un deposito da 100 milioni, per sospendere l’esecuzione della sentenza in attesa dell’appello. La scadenza stabilita da Engoron per il versamento è il 25 marzo, perciò da quella data in poi James potrebbe chiedere il pignoramento dei beni di Donald, come ha sempre minacciato di fare. Se il giudice non accetterà la proposta degli avvocati, e la Corte d’Appello non interverrà a bloccare la sentenza, il giorno dopo l’ufficiale giudiziario potrebbe presentarsi alla Trump Tower per mettere i sigilli, o magari a Mar a Lago.
Comunque vada a finire, la questione è molto imbarazzante per l’ex presidente. Lui ha sempre puntato sul suo successo come imprenditore, e sulla sua ricchezza, per promuovere la propria carriera politica. È comprensibile che in una situazione del genere cerchi di ottenere prestiti, invece di usare i suoi soldi personali, ma l’ammissione dei suoi avvocati dimostra che non vale 454 milioni. Il fatto che 30 compagnie si siano rifiutate di prestarglieli prova che non lo ritengono affidabile come imprenditore, nonostante il 5 novembre potrebbe essere rieletto presidente, e questa rappresenta per lui una condanna forse peggiore di quella del tribunale. Il pignoramento dei beni aggiungerebbe l’infamia all’imbarazzo. Trump certamente la userebbe per presentarsi ancora come vittima di un complotto, strategia che lo ha aiutato a vincere le primarie. Però l’impatto politico sugli elettori indipendenti potrebbe risultare diverso, per non parlare del problema pratico di ritrovarsi quasi in bancarotta.
Una serie di interruzioni sulla rete della catena fastfood sta causando la chiusura di filiali e una tempesta sui social
Una serie di interruzioni del sistema nella catena di fast food McDonald’s registrate oggi in tutto il mondo hanno portato alla chiusura di una serie di filiali e una valanga di lamentele sui social media.
McDonald’s in Giappone ha pubblicato su X che “le operazioni sono temporaneamente interrotte in molti dei nostri negozi a livello nazionale” e in precedenza lo ha definito “un fallimento del sistema“.
Ha aggiunto che si è scusato per l’inconveniente. Anche il sito Downdetector ha segnalato nelle ultime ore un picco di problemi con l’app McDonald’s. I media hanno riferito che i clienti dall’Australia al Regno Unito si sono lamentati di problemi con gli ordini, incluso un cliente in Australia che ha pubblicato una foto su X dicendo che un chiosco non era disponibile.
“Tutti i ristoranti McDonald’s sono collegati a una rete globale e questo è il problema“, ha detto al quotidiano locale Nya Wermlands Tidning Patrik Hjelte, proprietario di diversi ristoranti McDonald’s nella Svezia centrale, vicino al confine norvegese. “In questo momento stiamo riavviando tutti i sistemi e speriamo di tornare presto operativi come al solito.”
Alcuni ristoranti McDonald’s funzionavano normalmente, con le persone che ordinavano e ricevevano il cibo in luoghi a Bangkoke Milano.
Un lavoratore di un ristorante di Milano ha notato che il sistema era offline per un paio d’ore e un tecnico lo ha guidato attraverso le procedure per ripristinarlo e farlo funzionare. McDonald’s non ha risposto immediatamente a un’e-mail in cerca di commenti.
Gli spari in Bassa Sassonia, due le scene del crimine secondo la polizia: un’abitazione a Scheeßel e una a Bothel, distretto di Rotenburg
Una sparatoria avrebbe fatto quattro vittime nel Land tedesco della Bassa Sassonia. La polizia è intervenuta alle prime ore di oggi dopo una chiamata proveniente da un’abitazione a Scheeßel, dove si era verificata una sparatoria. Gli agenti hanno messo in sicurezza l’edificio e lo hanno preso d’assalto. All’interno dell’abitazione, secondo la polizia, c’erano “diverse vittime“. Secondo le informazioni dei media tedeschi, i morti sarebbero 4 tra cui un bambino.
La situazione sul terreno è rimasta molto tesa anche al mattino: alla vicina stazione ferroviaria di Rotenburg, tra gli altri luoghi, erano di stanza forze di sicurezza con fucili mitragliatori e diverse case erano state circondate.All’alba l’annuncio secondo cui il sospetto si è costituito ed è stato arrestato: si tratterebbe di un soldato della Bundeswehr. Attualmente, un’operazione di polizia è in corso anche nella caserma von Düring di Rotenburg. Le ‘scene del crimine’, secondo la polizia, sarebbero due: una nella casa di Westervesede a Scheeßel e una a Bothel, distretto di Rotenburg.
Diciassette persone, tra cui tre minori, sono rimasti feriti quando un’auto ha investito alcuni pedoni sulle strisce a Stettino in Polonia. Lo ha reso noto il governatore della provincia, Adam Rudawski, precisando che il 33enne, che ha causato l’incidente, è stato arrestato. “Due sono in condizioni critiche” informa Rudawski su X.
La maxi-protesta arriva in concomitanza con il Consiglio Agricoltura che dovrà esaminare le proposte della Commissione europea per alleggerire gli oneri fiscali e burocratici a carico della categoria
I roghi accesi con dei copertoni dagli agricoltori che protestano a Bruxelles contro la politica agricolaUe(ansa)
Bruxelles, 26 febbraio 2024
A quasi un mese dallaprima protesta degli agricoltori che ha bloccato gran parte di Bruxelles, oggi sono tornati nella capitale con i loro trattori per una nuova manifestazione. Centinaia di veicoli hanno raggiunto la capitale belga in concomitanza con il Consiglio Agricoltura che dovrà esaminare le proposte della Commissione europea per alleggerire gli oneri fiscali e burocratici a carico della categoria.
Gli agricoltori sono impegnati da diverse settimane in una campagna contro le norme ambientali europee troppo rigide e chiedono all’Unione Europea di ritirarsi dagli accordi di libero scambio e, in particolare, all’accordo Mercosur con i Paesi del Sud America. Il trattato tra l’Ue e il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay e il Paraguaysarà discusso oggi a Bruxelles e mira a consentire l’ingresso di prodotti a basso costo nei rispettivi mercati e gli agricoltori vogliono fermare definitivamente i negoziati su questo accordo.
Gli aggiornamenti della protesta – Stamani l’obiettivo dei manifestanti è arrivare proprio davanti alla sede del Consiglio, nel Quartiere europeo. Si attendono 1500 trattori provenienti da ogni angolo del Belgio, ma anche da Olanda, Germania e Francia. Le forze dell’ordine hanno blindato tutta la zona. Sono stati chiusi quattro tunnel, arterie vitali del traffico. Così come sono state bloccate le stazioni metro di Schuman e Maelbeek, quelle prossime alle sedi delle Istituzioni europee.
Nel frattempo decine di trattori hanno invaso il centro storico,penetrando fino all’iconica Grand Place. La manifestazione è stata organizzata da Fugea (la Federazione degli allevatori belgi), Fwa (la Federazione vallone dell’agricoltura) e da Fja, la Federazione dei giovani agricoltori. Al sit-in di fronte al Parlamento europeo sarà presente anche una delegazione di Coldiretti. Mentre Confragricoltura terrà oggi a Bruxelles la sua assemblea.
Novecento trattori hanno preso d’assedio il quartiere europeo, provando a forzare i posti di blocco della polizia attorno alle sedi europee alla rotatoria Schuman. Tra fischi, sirene e clacson, i manifestanti hanno incendiato dei copertoni e una barriera di sicurezza, la polizia ha aperto gli idranti per spegnere gli incendi. I manifestanti hanno provato a forzare anche il blocco su rue Froissart, uno degli ingressi della sede del Consiglio Ue di Justus Lipsius, lanciando lacrimogeni e petardi contro gli agenti. Le forze dell’ordine di supporto sono accorse al varco, sbarrato da camionette e grossi mezzi con gli idranti. Gli agricoltori hanno forzato uno dei blocchi della polizia su rue de Pascal, dapprima con alcuni partecipanti entrati a piedi alla protesta e poi direttamente entrando con i trattori, per riversarsi in una via interdetta alla protesta: Chaussee d’Etterbeek. Altri sono riusciti a forzare un blocco all’incrocio tra Avenue d’Auderghem e Rue Belliard, utilizzando i trattori e gettando letame sugli agenti, costretti a retrocedere. Dal Consiglio si sentono ora i clacson dei mezzi agricoli.
Dall’alba sono state intraprese ingenti le misure di sicurezza attorno alle sedi Ue, la polizia non sta lasciando passare nemmeno i giornalisti e i dipendenti delle istituzioni. Per le proteste il briefing della Commissione delle 12 si svolgerà in modalità online.
Trattori a Bruxelles, idranti della polizia spengono i roghi(ansa)
Presenti anche migliaia di agricoltori italiani, che in un corteo, guidati dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, stanno raggiungendo i pressi del Parlamento europeo. «Siamo qui – spiega Prandini – per chiedere risposte esaustive in tempi certi alle necessità delle nostre aziende e scardinare quei regolamenti che non hanno senso. Per questo abbiamo messo in campo un lavoro costante di mobilitazione, ma anche di rapporto diretto con le istituzioni europee. Una grande organizzazione come la Coldiretti ha il dovere di trasformare la protesta in proposte concrete, nella consapevolezza che la maggior parte delle battaglie cruciali per il futuro delle nostre campagne si combattono proprio a Bruxelles». Per questo, evidenzia il presidente «abbiamo predisposto un documento anche sulla Pac (Politica agricola comune, nrd) dei prossimi anni, che deve essere semplice e in linea con le necessità delle imprese. Dobbiamo dire basta alla contrapposizione tra agricoltura e ambiente voluta da Timmermans, gli agricoltori sono il primo presidio ambientale».
Le misure erano state anticipate da Prandini in una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Il Delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Stefani Parisi, fa sapere l’organizzazione, sarà l’unico italiano a partecipare alle 14.30, insieme ai giovani delegati di altre 10 organizzazioni presenti a Bruxelles, all’incontro con il Commissario Ue all’Agricoltura Janusz Wojciechowski e con l’attuale presidente del Consiglio Agrifish, David Clarinval.
La manifestazione in Italia sabato 2 marzo – «Sabato in piazza a Roma con gli agricoltori». Giuliano Castellino annuncia che “Ancora Italia” sarà alla manifestazione indetta dal Cra a piazza SS Apostoli. «La lotta intrapresa dagli agricoltori è una lotta popolare e nazionale – aggiunge – Per questo da tempo stiamo con Danilo Calvani ed il Cra. Abbiamo sostenuto i presidi e siamo scesi in piazza a Circo Massimo. Sabato 2 marzo saremo ancora al fianco dei nostri contadini e allevatori. A pochi passi dalla sede del Parlamento europeo, a pochi metri dal Parlamento italiano. Tra i palazzi del potere, simboli dell’oppressione per gridare ‘Lavoro, Libertà e Futuro!’». Poi conclude: «Popolo e agricoltori uniti contro le guerre della Nato, l’usura di Bruxelles, le follie di Davos! Innalziamo il tricolore, simbolo di resistenza, dissenso e unità popolare».
(ansa)
Le reazioni della politica – Clarinval, ministro dell’Agricoltura del Belgio (presidenza di turno dell’Ue), ha detto che «sulle politiche agricole comunitarie abbiamo fatto ai 27 Stati membri una richiesta mirata a raccogliere tutti i suggerimenti per avere miglioramenti, semplificazione, flessibilità. Abbiamo ricevuto 500 proposte». «Le analizzeremo: le abbiamo trasmesse alla Commissione e speriamo che le risposte ottenute saranno sufficienti». «Oggi – ha aggiunto – esamineremo le proposte della Commissione europea per rispondere alle richieste degli agricoltori». Quanto alle manifestazioni in corso a Bruxelles, ha affermato: «L’aggressività non è un buon modo di negoziare. Capiamo la rabbia degli agricoltori, capiamo anche qualcuno sia in una situazione difficile, ma l’aggressività non è mai stata fonte di soluzioni. Il negoziato è il modo migliore» continua a leggere
Le vittime sarebbero tutte adolescenti. La sparatoria è avvenuta sul binario della stazione di Mount Eden Avenue mentre la gente aspettava il treno 4 in direzione sud
E’ di un morto e cinque feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta questa sera in una stazione della metropolitana nel Bronx, secondo quanto riferito da Abc News. La sparatoria è avvenuta sul binario della stazione di Mount Eden Avenue mentre la gente aspettava il treno 4 in direzione sud. La persona deceduta è morta al St Barnabas Hospital, mentre le altre cinque vittime non sembrerebbero essere in pericolo di vita.
Tra i 12 e i 17 anni vittime sparatoria, morta ragazzina colpita al volto – Tutte le vittime sarebbero adolescenti. A scatenare la sparatoria una rissa cominciata a bordo del treno 4, che si sarebbe poi spostata sulla banchina della stazione di Mount Eden Avenue, fino a quando qualcuno non ha estratto un’arma da fuoco sparando in mezzo alla folla in stazione.
Le vittime in particolare sarebbero di età compresa tra 12 e 17 anni, a quanto riporta il New York Post, secondo cui la persona deceduta sarebbe una ragazza colpita al volto, morta dopo essere stata portata d’urgenza all’ospedale St. Barnabas. Un’altra vittima è stata colpita a una gamba. Secondo le fonti citate dal Post, testimoni hanno riferito di aver sentito sparare più di 10 colpi di arma da fuoco.
Ancora nessun sospetto è stato fermato né è stata trovata l’arma che ha sparato. Su twitter NYPD parla di “un’indagine di polizia attiva” e invita a evitare l’area e a utilizzare percorsi alternativi.
Evacuati i palazzi adiacenti per il fumo scaturito dall’incendio
Un grave incendio è scoppiato questa mattina nel più grande parco divertimenti della Svezia, a Göteborg, diffondendosi in particolare in una nuova area non ancora aperta al pubblico. Lo hanno riferito le autorità.
Le immagini dei media locali mostrano le fiamme che distruggono uno scivolo acquatico e una grande colonna di fumo nero che si alza sopra la città. I servizi di emergenza nella regione hanno chiesto alle persone nelle vicinanze “di rimanere in casa e di chiudere porte, finestre e ventilazione” a causa del fumo denso che si è sviluppato a seguito del rogo.
La polizia ha precisato che gli edifici adiacenti sono stati evacuati e che stanno prestando assistenza ai servizi di emergenza. È troppo presto per pronunciarsi su una possibile origine criminale del disastro e per fornire una valutazione dei danni, ha sottolineato la polizia in una nota stampa. (ANSA).
Goteborg, incendio devasta il parco divertimenti piu’ grande della Svezia–Il Sole 24 ORE
Svezia, spettacolare esplosione in un parco divertimenti –BlitzTv
L’azienda energetica francese EDF ha annunciato che un incendio è scoppiato nella notte tra venerdì e sabato nella centrale nucleare di Chinon, nell’Indre-et-Loire
L’azienda energetica francese EDF ha annunciato che un incendio è scoppiato nella notte tra venerdì e sabato nella centrale nucleare di Chinon, nell’Indre-et-Loire, fuori dalla zona nucleare. “Intorno alle 2:40 è scoppiato un incendio nel trasformatore principale dell’unità di produzione numero 3, situata fuori dalla zona nucleare. L’unità di produzione numero 3 della centrale nucleare di Chinon si è spenta automaticamente, in conformità con i sistemi di sicurezza e protezione del reattore”, ha spiegato EDF che ha aggiunto che le squadre di intervento dell’impianto “si sono immediatamente recate sul posto e, secondo le procedure, sono stati chiamati i servizi di emergenza esterni. Il fuoco è spento“.
Sul suo sito web, l’ASN, l’Agenzia per la sicurezza nucleare, ha segnalato che è stato attivato un piano di emergenza interno: “La perdita dell’alimentazione elettrica esterna principale al reattore 3, in seguito a questo incendio, ha portato allo spegnimento automatico del reattore. Le attrezzature antincendio necessarie per spegnere l’incendio sono state messe in servizio”, ha confermato. “Oltre all’unità numero 3, anche l’unità di produzione numero 4 è ferma in tutta sicurezza”.
Cliffside Collapse Forces Evacuation of Seaside Apartment in Isla Vista| Emergency Response Underway –Il crollo della scogliera costringe l’evacuazione di un appartamento sul mare a Isla Vista| Risposta all’emergenza in corso – NEWS9 Live
A Isla Vista, nella contea di Santa Barbara in California, il complesso residenziale fronte mare “Isla Vista” è stato evacuato a causa del cedimento di una scogliera provocato da giorni di piogge eccezionali. Il Dipartimento locale dei Vigili del Fuoco ha evacuato quattro abitazioni, costringendo oltre 45 residenti a lasciare le proprie case per diverse ore. Le immagini catturate dal drone dei Vigili del Fuoco mostrano il patio che frana pericolosamente verso l’oceano.
Un sospetto è stato fermato e interrogato. Avrebbe fornito come documento di riconoscimento una patente italiana ma sarebbe un 32enne maliano
Intorno alle ore 8 di questa mattina un uomo ha aggredito con un’arma bianca e un martello alcuni viaggiatori che si trovavano in transito alla stazione Gare de Lyon di Parigi.
Come riferito dall’agenzia di stampa Afp al momento le persone coinvolte sono tre, delle quali una ferita gravemente ma non in pericolo di vita e le altre due in modo lieve.
Un sospetto è stato fermato e interrogato e al momento le ragioni del gesto non sono chiare.
Una fonte vicina alla polizia ha raccontato all’Afp che l’uomo, che avrebbe 32 anni, “non ha urlato durante l’aggressione” e ha fornito agli agenti come documento di riconoscimento una patente italiana ma la sua nazionalità, secondo il quotidiano Le Figaro, sarebbe maliana.
Secondo il quotidianoLe Parisien il sospetto avrebbe problemi psichiatrici. Dopo l’attacco avrebbe datofuoco al suo zaino, prima di essere arrestato dalla Brigata ferroviaria della polizia nazionale.
L’accesso alla hall numero 3, dove è avvenuto l’attacco, è vietato mentre il resto della stazione resta aperta ai viaggiatori e i treni continuano a partire, anche se il traffico risulta rallentato in partenza.
A Oudenaarde, nel Belgio occidentale, un albero di Natale di 20 metri è crollato giovedi sera su tre persone in un mercato affollato, uccidendo una donna di 63 anni e ferendo altre due persone. “Leraffiche di ventoe la forte pioggia hanno fatto sì che l’albero crollasse”, ha fatto sapere il sindaco Marnic De Meulemeester.Il mercatino di Natale è stato immediatamente chiuso.
Il maltempo ha colpito anche i Paesi Bassi, dove, durante la notte, si sono allagate le strade intorno ai porti durante la notte in alcune città del Mare del Nord, tra cui Scheveningen, il sobborgo balneare dell’Aia. Lontano dalla costa, ieri una donna è stata gravemente ferita dalla caduta di un albero nella città orientale di Wilp.
L’enorme barriera anti-uragano Maeslantkering, che protegge Rotterdam dall’alto livello del mare, è stata chiusa automaticamente per la prima volta a causa dell’alto livello dell’acqua, il che significa che tutte e sei le principali barriere anti-uragano che proteggono i Paesi Bassi a bassa quota sono state chiuse contemporaneamente. L’autorità nazionale per le acque e le infrastrutture ha dichiarato che anche questa è una prima volta. Questa mattina tutte e sei le barriere sono state riaperte grazie all’attenuazione dei venti.
Kerstboom valt omver in Oudenaarde. Er valt 1 dodelijk slachtoffer. Een klimaatdode. ☝️ Vroeger waaide het niet. pic.twitter.com/9RRdB1V97r
David Kozak, 24 anni, prima di entrare in azione aveva sparato al padre. Poi è andato all’ateneo e ha aperto il fuoco. Alla fine è stato ucciso su un marciapiede. Quella di ieri è stata la strage più grave della storia della Repubblica Ceca
Non la dimenticheremo più quella foto degli otto studenti rannicchiati e aggrappati al cornicione dell’Università Carolina di Praga, affacciati sul vuoto per salvarsi la vita. E non dimenticheremo l’immagine sfocata dell’attentatore, David Kozak, fermo a pochi metri da loro ma con un fucile puntato verso il basso, verso la piazza dove oltre mezzo secolo fa uno studente come lui che si chiamava Jan Palach si diede fuoco contro i carri armati sovietici che massacravano il suo popolo.
David Kozak, invece, era gonfio d’odio verso il suo popolo, ha sparato ieri all’impazzata dentro la facoltà delle Belle Arti e poi giù dal balcone, sulla piazza strapiena di turisti, provocando la più grave strage della storia della Repubblica Ceca. Perché «odio il mondo e voglio fare il maggior male possibile», come aveva annunciato sui social. Il bilancio provvisorio è di 14 morti e 25 feriti. Lo studente 24enne, infine, è stato «neutralizzato»: così ha detto la polizia. Poco dopo le tre di ieri pomeriggio, il suo cadavere è stato ritrovato sul marciapiede davanti all’università.
In un Paese dalle leggi ultra liberali sul porto d’armi, la striscia di sangue di Kozak comincia ieri mattina a Hostoun, un paesino di milleduecento anime a ovest di Praga, proprio alle spalle dell’aeroporto della capitale. Alle 12,45 la polizia ritrova nella casa dello studente il primo corpo senza vita. È il cadavere di suo padre: la sua prima vittima. L’allarme scatta immediatamente, e quando gli agenti capiscono che Kozak si sta dirigendo all’università dove si è iscritto a un corso delle 14, fanno evacuare l’edificio. Ma Kozak riappare intorno a quell’ora in un altra sede dell’antichissima università dove studiarono Milan Kundera e Franz Kafka. E apre il fuoco.
Stando alle prime ricostruzioni, lo studente comincia la strage al quarto piano della facoltà di Belle Arti e poi prosegue sul balcone che affaccia sulla piazza dedicata a Jan Palach, provocando panico tra centinaia di praghesi e turisti che affollano le viuzze del centro della “città magica”. Su X appaiono i primi video di gente che corre cercando riparo sul Ponte Carlo. La polizia interviene immediatamente bloccando il quartiere, avvertendo la popolazione di evitare le strade adiacenti. Gli studenti e i professori dell’università vengono esortati via mail a «non andare da nessuna parte» e a «chiudere tutto». La piazza affacciata sulla Moldava si è riempita nel frattempo delle luci blu delle ambulanze che portano via i feriti e i cadaveri avvolti nelle lenzuola bianche.
Currently stuck inside my classroom in Prague. Shooter is dead, but we are waiting to be evacuated. Praying to make it out alive.
Mentre Kozak avanza nell’edificio sparando alla cieca, alcuni studenti si sono barricati nelle aule affastellando banchi e sedie davanti alle porte, spegnendo le luci e sperando che il sicario passi oltre. Su X un utente posta una foto di una delle aule blindate raccontando che Kozak «ha appena cercato di entrare».
In quei drammatici minuti, la polizia è riuscita a penetrare nell’edificio e cerca di catturarlo, ma è costretta a procedere con enorme cautela: alcuni testimoni sostengono di aver sentito delle esplosioni. Kozak potrebbe aver nascosto degli ordigni nella facoltà, come a voler davvero lasciare una scia di morte senza fine. «Odio quelle creature», è un altro messaggio affidato nei giorni scorsi ai social. Quelle creature: gli altri esseri umani.
Il ministro dell’Interno ceco, Vit Rakusan, ha escluso che avesse complici. Il presidente della Repubblica Petr Pavel si è detto «scioccato» della tragedia e ha annullato una visita di Stato in Francia.
Kozak era dichiaratamente depresso, accecato dall’odio verso i suoi simili. Nei giorni immediatamente precedenti alla mattanza ha imbrattato Telegram di messaggi deliranti in cui sosteneva di «voler fare una strage in una scuola e possibilmente suicidarmi», di «aver sempre voluto uccidere e di aver sempre pensato che sarei diventato un maniaco nel futuro».
Un giorno sostiene di aver capito che un dono gli è arrivato dal cielo, ossia quando viene a sapere di Alina Afanaskina. Il 7 dicembre la ragazzina russa di 14 anni è entrata nella sua scuola di Bryansk, nel sudovest del Paese, e ha cominciato a sparare all’impazzata. La miccia di Kozak, insomma, è stata la stragista russa. E ieri l’aspirante emulo si è svegliato con l’intenzione di scaricare tutto l’odio accumulato, iniziando dalla famiglia e allargando via via il cerchio. Ha cominciato con suo padre, poi ha puntato l’arma sui suoi coetanei, infine sulla piazza.
Argentina, tempesta fa crollare il tetto di un palazzetto sportivo: 13 morti
Tragedia nella città portuale di Bahia Blanca durante una gara di pattinaggio. Il dolore di Ginobili
AGI – 17 dicembre 2023
Una potente tempesta ha causato la morte di almeno 13 persone nella città portuale argentina di Bahia Blanca, quando il tetto di un palazzetto dello sport è crollato. Le forti piogge e il vento che hanno colpito Bahia Blanca hanno fatto cedere il tetto della struttura dove si stava svolgendo una gara di pattinaggio.
“Purtroppo il servizio di emergenza conferma la morte di 13 persone nel club Bahiense del Norte“, ha dichiarato il comune in un comunicato, aggiungendo che i vigili del fuoco, stavano lavorando sul luogo dove le persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie. Venti di oltre 140 chilometri orari sono stati registrati nella città.
In diverse zone della provincia è in vigore una allerta arancione. Il presidente argentino, Javier Milei, si è rammaricato “profondamente” per la perdita di vite umane e ha inviato le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Allo stesso tempo, ha chiesto a coloro che “si trovano nelle zone a rischio di restare nelle proprie case“.
Il luogo della tragedia è il Club Bahiense del Norte, dove si allenava anche l’ex giocatore di basket Emanuel ‘Manù Ginobili, che ha scritto un accorato messaggio sul suo account X, dicendosi “molto triste“.
😞TORNADO EN BAHÍA BLANCA: DERRUMBE Y 13 VÍCTIMAS FATALES EN EL CLUB BAHIENSE DEL NORTE🙏
Un fuertísimo temporal azotó hoy al Sur de la Provincia de Buenos Aires y La Pampa y causó gravísimas consecuencias en Bahía Blanca, una de las ciudades más afectadas. Las autoridades del… pic.twitter.com/dvfTo881sB
Caccia all’uomo in corso in Svizzera dopo che due persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco e un’altra è rimasta ferita, nella città di Sion nel Sud del Paese. Secondo la polizia della regione di Valois, riporta la Bbc, l’uomo armato ha sparato diversi colpi di arma da fuoco nelle prime ore di questa mattina.
Caccia all’uomo in Svizzera – Le sparatorie sono avvenute in due luoghi separati della città e l’autore sarebbe pericoloso e non andrebbe avvicinato, ha riferito la polizia: si tratta di un uomo di 36 anni. Secondo quanto riferito dal quotidiano locale Le Nouvelliste, sonostati sparati colpi d’arma da fuoco contro l’impresa di verniciatura Sarsa nei quartieri di Ronquoz e Potences. Il sospettato è stato visto per l’ultima volta alla guida della sua Peugeot 206 Cabriolet grigia e posti di blocco sono stati istituiti intorno a Valois nel tentativo di impedire al presunto attentatore di lasciare il Paese.
New York, crolla un edificio nel Bronx: il video dei soccorsi al lavoro tra le macerie L’angolo di un palazzo di 6 piani è crollato improvvisamente, si scava tra le rovine
Bronx building partially collapses – L’edificio del Bronx crolla parzialmente – CBS New York
New York, nel Bronx il palazzo si sbriciola: vigili del fuoco al lavoro tra le macerie
angolo di un palazzo di 6 piani è crollato improvvisamenteBronx, palazzo si sbriciola: vigili del fuoco scavano tra le macerie
I vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di soccorso: “Rimuoveremo le macerie per essere sicuri che siano tutti in salvo”
Nessuna vittima e due persone rimaste ferite: è questo il bilancio provvisorio dopo il crollo di un palazzo di sette piani nel Bronx, a New York. I vigili del fuoco continuano a scavare tra le le macerie aiutandosi con droni e persino un cane robot.
“Stiamo scavando un tunnel. Non sappiamo se qualcosa verrà giù“. “Il nostro obiettivo principale è arrivare in fondo a quel mucchio di detriti“, ha detto il capo del dipartimento dei vigili del fuoco John Hodgens. “Rimarremo qui finché non sarà al livello della strada, solo per essere sicuri che non ci siano delle vittime lì sotto, se ci sono speriamo di fare in tempo”.
Un’ispezione del 2020 aveva rilevato mattoni incrinati, malta danneggiata sulla facciata dell’edificio, come mostrano i registri del Dipartimento Edile. Il commissario Jimmy Oddo ha detto che i lavori di ristrutturazione erano iniziati e che i danni erano alla facciata. “Le condizioni di una facciata non sicura non sono la stessa cosa di un edificio non sicuro,” ha detto in conferenza stampa. Anche se la proprietà presentava sette irregolarità, insomma, non c’erano danni strutturali.
Il video delle telecamere di sicurezza mostra le persone scappare mentre i detriti iniziano a cadere sulla strada.
Un dipendente di una gastronomia vicina, Julian Rodriguez, era dietro al bancone quando ha sentito la gente urlare. “Quando sono uscito, tutto ciò che potevi vedere erano i detriti e una nuvola di fumo in strada“, ha detto Rodriguez, 22 anni. “E si poteva vedere all’interno della struttura: i letti delle persone, le loro porte, armadi, luci, tutto. Era davvero spaventoso”.
Un’altra persona è stata ferita in modo grave. Morto il killer: era un professore
Sono tre i morti nella sparatoria all’Università del Nevada a Las Vegas (UNLV), un’altra in condizioni critiche. Morto anche il killer, ha dichiarato mercoledì la polizia di Las Vegas. Il vicepresidente dei servizi di sicurezza pubblica dell’UNLV, Adam Garcia, ha dichiarato che gli agenti hanno “colpito” il tiratore, che è stato poi trovato “deceduto“. L’allarme nell’ateneo è scattato attorno alle 11.30 ora locale, le 20.30 in Italia, nella Beam Hall, edificio che ospita la facoltà di economia.
Nel giro di pochi minuti dal primo sparo, gli agenti della polizia di Las Vegas hanno sparato contro il tiratore, hanno dichiarato le fonti. Dopo essere intervenuti, hanno scoperto che il sospetto era morto.
Jason Whipple Kelly, studente al secondo anno di legge all’UNLV, stava entrando nel campus per sostenere un esame finale quando alle 11:51 ha ricevuto un SMS dall’università. “La polizia universitaria sta rispondendo a una segnalazione di spari in BEH (Beam Hall, ndr), evacuare in un’area sicura, correre-nascondersi-combattere“, si leggeva. Non appena ha letto il messaggio, le sirene hanno iniziato a suonare e ha visto la polizia correre nel campus.
Assalitore era un professore di 67 anni – L’autore della sparatoria era un professore universitario di 67 anni. Lo rende noto la Cnn, citando fonti delle forze dell’ordine, precisando che l’uomo aveva legami con college in Georgia e North Carolina, ma non si sa che tipo di contatti avesse con il campus che ha attaccato. Ancora non è stata resa nota la sua identità.
In una conferenza stampa lo sceriffo dell’area metropolitana di Las Vegas, Kevin McMahill, ha detto che “quello che è successo oggi è stato un terribile, imperdonabile crimine, se non ci fosse stata l’eroica azione degli agenti che hanno risposto, vi sarebbero state molte altre vittime“. La sparatoria ha shoccato il campus universitario, dove sono in corso gli esami di fine semestre prima delle vacanze invernali, e l’intera città di Las Vegas che nel 2017 è stata teatro della più sanguinosa strage di massa della storia moderna americana, con 60 persone uccise ed oltre 400 ferite durante un festival musicale.
Sono 565 le sparatorie di massa da inizio 2023 negli Usa – Al 26 ottobre, dopo il duplice attacco in Maine in cui sono morte 16 persone e decine sono state ferite, le sparatorie di massa negli Usa da inizio anno erano 565. La statistica è del Gun Violence Archive, che definisce sparatorie di massa quelle in cui almeno 4 persone rimangono uccise o vengono ferite. Dall’inizio dell’anno sono state invece 31 le sparatorie con un numero di vittime superiori a 4. La più sanguinosa delle sparatorie di masse di quest’anno è avvenuta lo scorso gennaio a Monterey Park, in California, dove 11 persone sono state uccise ed altre 10 ferite mentre festeggiavano il capodanno cinese.
I dati dell’Archive hanno registrato negli ultimi 3 anni i numeri più alti di episodi di violenza: 645 nel 2022, 688 nel 2021 e il 610 nel 2020. Finora quest’anno sono 15.500 le persone negli Usa che hanno perso la vita in incidenti che hanno coinvolto armi da fuoco, esclusi i suicidi. E tra questi si annoverano 246 bambini sotto gli 11 anni e 1100 adolescenti tra i 12 e i 17 anni.
Secondo il rapporto di un’altra organizzazione, la Kaiser Family Foundation, quasi un americano adulto su cinque ha avuto un familiare ucciso con un’arma da fuoco, compresi i suicidi. La stessa percentuale di adulti è stata almeno una volta minacciata con un’arma e circa un adulto su sei ha assistito ad una sparatoria.
La Germania meridionale è parzialmente paralizzata dalle abbondanti nevicate con la Baviera nel caos: a Monaco il traffico aereo e ferroviario è stato interrotto, con l’aeroporto che ha annunciato la cancellazione dei 760 voli schedulati e la chiusura dello scalo fino a domenica mattina all’alba. Nella notte tra venerdì e sabato a Monaco sono caduti più di 40 cm di neve, ha riferito il servizio meteorologico e le autorità hanno invitato i residenti a rimanere a casa per motivi di sicurezza. Anche gran parte dei trasporti pubblici – autobus, treni suburbani e tram– sono fermi nella capitale bavarese, ha indicato anche l’azienda dei trasporti pubblici di Monaco (Mvg) aggiungendo che anche la metropolitana potrebbe subire cancellazioni e interruzioni durante la giornata. Rinviata anche la partita tra Bayern e Union Berlin valida per la 13esima giornata del campionato tedesco, in programma nel primo pomeriggio.
La neve accumulata sul tetto dello stadio Allianz Arena “rappresenta un rischio incalcolabile per gli spettatori ed è praticamente impossibile raggiungere l’Allianz Arena“, ha dichiarato il Bayern Monaco in una nota.
Circondato dal fuoco, è stato prelevato da una gru Spettacolare salvataggio di un uomo bloccato in cima a un edificio in fiamme aReading, nel sud della Gran Bretagna. Circondato dalle fiamme, è stato prelevato da una gru. Il salvataggio salutato da un applauso della folla che si era radunata nei pressi dell’edificio. LaPresse(LAPRESSE)
Ieri sera aveva fatto irruzione sulla pista dello scalo con la sua auto e la sua bimba di quattro anni. La bimba è illesa.
Il dramma familiare che ha bloccato per oltre 18 ore l’aeroporto di Amburgo è finito: l’uomo armato che ieri sera aveva fatto irruzione sulla pista dello scalo con la sua auto e la sua bimba di quattro anni è stato arrestato: lo scrive l’agenzia Dpa citando la polizia.
La bambina è illesa.
“Il caso con la presa di un ostaggio è finito. Il sospetto aveva lasciato l’auto assieme alla figlia” ed “è stato arrestato dalle forze di intervento senza opporre resistenza. La bambina sembra essere illesa“, scrive la polizia di Amburgo su X.
“L’uomo ha lasciato l’auto assieme alla figlia, è andato verso le forze di intervento e in quel momento è riuscita la cattura“: lo detto la portavoce della polizia di Amburgo, Sandra Levgruen, descrivendo l’arresto del 35enne. Questa “è ora al sicuro e sembra essere illesa. Il sospetto è sotto la custodia della polizia“, ha detto Levgruen come riporta l’agenzia Dpa. “Stiamo cercando di capire se abbia addosso o con sé ordigni esplosivi o se questi siano nell’auto“, ha detto ancora fornendo indicazioni in tempo reale mentre l’uomo era “ancora a terra sotto la custodia della polizia“. Circa le sue condizioni la portavoce ha detto che “al momento riteniamo che sia illeso“.
Gli operai stavano lavorando alle tubature che servono alla decontaminazione dell’acqua per il raffreddamento dei reattori della centrale danneggiata della tsunami del 2011
Fukushima, 27 ottobre 2023
Ancora un incidente nella centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. Due uomini sono stati ricoverati per l’esposizione alle radiazioni per un incidente avvenuto nell’impianto danneggiato dallo tsunami che nel 2011 colpì le coste del Giappone.
Due uomini sono stati ricoverati in ospedale presso la centrale nucleare di Fukushima a causa dell’esposizione a liquidi radioattivi durante la pulizia di un impianto di filtraggio dell’acqua.
Lo ha confermato il gestore dell’impianto, la Tokyo Electric Power (Tepco), spiegando che i due impiegati sono stati ammessi all’ospedale dell’Università medica di Fukushima per unafase di decontaminazione e un successivo periodo di osservazione, sebbene non abbiano riportato ferite visibili, né lamentato problemi di salute.
L’esposizione è avvenuta durante la pulizia delle tubazionipresso l’impianto di filtraggioAlps (Advanced Liquid Processing System), progettato per trattare l’acqua utilizzata per il raffreddamento del combustibile nucleare fuso all’interno dei reattori.
Uno dei tubi si è staccato accidentalmente, spruzzando il liquido su cinque lavoratori, ha reso noto l’operatore. Nello specifico, su uno dei dipendenti è stata rilevata una dose di6,6 millisieverts, superiore al limite di 5 millisievert stabilito per i lavori presso la centrale.
Il liquido contaminato ha attraversato la tuta protettiva, esponendo l’intero corpo tranne il viso alle radiazioni. La lettura ai dati per l’altro lavoratore era di 1,6 millisievert, ha dichiarato Tepco, aggiungendo chei due uomini non indossavano uno strato impermeabile come richiesto per tali lavori di pulizia.
I due lavoratori sono stati sottoposti aprocedure di decontaminazione presso la centrale, ma i loro livelli di radiazione non sono scesi in modo significativo, ha dichiarato l’azienda, e per tale motivo rimarranno sotto osservazione per almeno due settimane in ospedale. Il liquido trattato dal sistema Alps viene conservato presso il sito nucleare che è stato danneggiato nel 2011 dal terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami. Il governo di Tokyo ha deciso l’inizio del graduale riversamento dell’acqua nell’oceano a partire dal 24 agosto.
L’autore delle sparatorie ricercato dalle forze dell’ordine. Avrebbe con sè un fucile
New York, 26 ottobre 2023
È caccia all’uomo nel Maine, dove l’autore dell’ennesima strage in un luogo pubblico è scappato, dopo aver ucciso almeno 22 persone. La polizia ha identificato il killer. Si chiama Robert Card, è un uomo bianco di mezza età, ma i motivi del suo gesto sono ancora incerti. È scappato, è armato, e quindi le autorità di Lewiston hanno ordinato ai cittadini di chiudersi in casa e fornire tutte le informazioni possibili per catturarlo.
La sparatoria è cominciata alle 6,56 della sera, quando Card è entrato con un fucile mitragliatore AR-15 in due locali della cittadina del Maine, lo Schemengees Bard and Grille Restaurant e lo Speratime Recreation. Un ristorante e una sala da bowling affollati dalle famiglie, che stavano celebrando una festa per i loro bambini. Quindi ha assalito anche un centro di distribuzione dei supermercati Walmart. Robert ha iniziato a sparare sulle persone, uccidendone almeno 22 e ferendone una sessantina. Poi è scappato a bordo di un’auto Subaru, portando con sè il mitragliatore. La macchina è stata ritrovata abbandonata verso le undici e mezza di sera, nella vicina città di Lisbon.
La polizia gli sta dando la caccia, e ha chiesto agli abitanti di chiudersi in casa per evitare di diventare bersagli. Il presidente Biden è stato informato della sparatoria durante la cena di stato con il premier australiano Albanese, e da allora ha iniziato a seguire la crisi, parlando con le autorità locali.
Card ha 40 anni e fa parte della riserva militare della National Guard, di stanza a Saco, nello stato settentrionale del Maine. Vive a Bowdoin ed è un istruttore di armi. Questo forse aiuta a spiegare l’efficacia mortale del suo assalto. Le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza lo mostrano a volto scoperto, con pantaloni neri e maglia marrone, mentre punta il suo fucile contro le vittime. I motivi dell’attacco sono ancora incerti, ma l’estate scorsa Card era stato internato per problemi mentali. Aveva detto di sentire voci e quindi era stato affidato alle cure degli specialisti. Se queste circostanze fossero confermate, si tratta di una storia che ormai si ripete da anni negli Stati Uniti, sempre allo stesso modo. Persone squilibrate decidono di sfogare la loro rabbia su altri esseri umani, qualunque siano i motivi, e riescono a fare enormi numeri di vittime perché le armi in America sono troppo facilmente disponibili.
Gli Usa non hanno l’esclusiva dei problemi mentali, che sono statisticamente simili a quelli di tutti gli altri paesi comparabili del mondo. La differenza è che negli Stati Uniti le armi sono a portata di mano di chiunque, e quindi chi vuole usarle per qualsiasi ragione riesce a farlo troppo facilmente. La verità evidente è questa, ma il paese non riesce ad affrontarla, per una malintesa interpretazione del Secondo emendamento della Costituzione, che garantisce il diritto di avere fucili e pistole; per gli interessi della lobby dei produttori; e per i politici soprattutto repubblicani che ci speculano sopra. Perciò il problema non viene risolto e centinaia di innocenti continuano a morire.
Mille candele, la bandiera di Israele proiettata sul manifesto della Shoah e una preghiera. Ai piedi del ponte Matteotti e del Memoriale dell’Olocausto, blindata dalle forze dell’ordine, la comunità ebraica ricorda le sue vittime. Circa duecento persone. Tanti studenti. Romano Prodi che ascolta in silenzio e le uniche cose che dice, le sussurra con un filo di voce: “Grande partecipazione a un dolore immenso e una speranza di pace. Questo é un incontro di assoluta solidarietà, con preghiere in comune… In tutta onestà oggi siamo lontani dalla pace. Ma bisogna sperarci”. Una cerimonia toccante. I manifesti con le foto di famiglie rapite appesi al monumento, mazzi di fiori che si accumulano ai suoi piedi, le stelle di David fatte di candele.
Una studentessa legge un messaggio: “Siamo qui col cuore spezzato. Siamo qui con umiltà perché il nostro silenzio grida più forte di mille proteste attorno a noi. Risponderemo con la luce al buio di Hamas”. Un altro giovane, che ha combattuto in Israele, si commuove fino ai singhiozzi: “Il buco che che c’è nel mio cuore è profondissimo”. Un filo di archi culla la preghiera e il kaddish: “Scenda dal cielo una abbondante pace e una vita felice su di noi e su tutto il popolo di Israele”. Il presidente della Comunità Daniele De Paz: “Una serata che dà gioia, serenità e sicurezza. Bologna è qui. Noi siamo contro questo terrore e questa violenza. Per la pace”. La presidente Anpi di Bologna Anna Cocchi: “Non si può essere indifferenti. L’Europa abbia un peso maggiore per la pace”. L’assessore Daniele Ara invoca il ritorno alla politica: “Ovunque avvengano tragedie come queste, la civile Bologna é a fianco delle vittime. Siamo vicini agli israeliani come in passato siamo stati vicino ai palestinesi. Certo non si può sovrapporre Hamas al popolo palestinese, e da Bologna parte l’appello perché la politica riprenda in mano la situazione”.
Per la Regione c’è la vicepresidente Irene Priolo: “Porto la vicinanza del presidente, che è partito per gli Usa. Purtroppo oggi la pace è in salita”. Presenti anche i parlamentari dem. Andrea De Maria, che mette in guardia dall’antisemitismo, e Virginio Merola, che si commuove quando parla di pace. Dura tutto quaranta minuti, intensi e commoventi. Oggi si terrà intanto una nuova marcia di pace. Organizzata da Portico di pace, Anpi, Arci, Libera, Legambiente e Acli, alle 19 al Nettuno. In piazza ci saranno anche il sindaco Matteo Lepore e il cardinale Matteo Zuppi.
A Ciudad Madero si scava tra le macerie della chiesa per estrarre le vittime e cercare i dispersiA Ciudad Madero si scava tra le macerie della chiesa per estrarre le vittime e cercare i dispersi
Città del Messico, 2 ottobre 2023
È successo a Ciudad Madero, nello stato di Tamaulipas. A cedere è stata l’intera volta di copertura dell’edificio, all’interno c’erano centinaia di fedeli riuniti per dei battesimi. Morto anche un neonato
Dieci morti, tra cui un neonato, 20 dispersi e 60 feriti. Si aggrava di ora in ora il bilancio del crollo del soffitto di una chiesa avvenuto nel nordest del Messico. L’incidente è accaduto ieri a Ciudad Madero, nello stato di Tamaulipas. La copertura ha ceduto mentre nell’edificio religioso erano riuniti i fedeli: almeno un centinaio. Tra le vittime, ci sono 5 donne, 3 uomini e tre bambini, uno dei quali aveva solo un anno.
Sono nove le salme recuperate finora, mentre una è ancora sepolta sotto le macerie, in base all’ultimo aggiornamento delle autorità locali. I feriti sarebbero una sessantina, 23 dei quali ricoverati in ospedale: due sono gravissimi e si trovano in terapia intensiva.
Il vescovo: “Sopravvissuti sotto le macerie” – Nelle operazioni di soccorso, per cercare di estrarre chi è rimasto sotto le macerie, sono coinvoltisoldati, poliziotti, vigili del fuoco, paramedici ecani molecolari. Il vescovo Jose Armando Alvarezha rivolto via Facebook un videomessaggio in cui ha chiesto di ”pregare per loro”, per le vittime. ”Stiamo vivendo un giorno molto difficile. Al momento di sta lavorando per recuperare i sopravvissuti che sono rimasti sepolti sotto le macerie”, ha affermato.
Cosa è successo: la tragedia – “Dieci persone sono morte” nella città costiera di Ciudad Madero, ha detto in un comunicato un portavoce del governo dello stato di Tamaulipas. Altre persone sono rimaste intrappolate e sono in corso le operazioni di salvataggio: almeno 20 fedeli sarebbero ancora sotto le maceriedella parrocchia di Santa Cruz, dove al momento del crollo si stava per celebrare deibattesimi.
Si scava per cercare i dispersi – Secondo quanto riferisce la testata locale ‘El Diario de Cudad Victoria’, intorno alla chiesa sono rimaste riunite per tutta la notte decine di persone in cerca dei familiari sepolti sotto le macerie. Immagini riprese da una videocamera di sicurezza rivelano che a cedere è stata l’intera volta di copertura della chiesa, proprio nel momento in cui al suo interno si stavano celebrando il sacramento per alcuni neonati: uno di questi è morto.
Un Boeing 777 costretto a tornare indietro a causa di un guasto. La compagnia: “Atterraggio in sicurezza”
Afp
Sono stati veri e propri attimi di paura quelli vissuti dai passeggeri che tornavano a Roma dagli Usa su un aereo della United Airlines. Il velivolo sul quale viaggiavano è partito mercoledì sera dall’aeroporto internazionale di Newark Liberty, nel New Jersey. Pochi minuti dopo il decollo, forse a causa di un guasto, è “precipitato” per oltre 28mila piedi, cioè circa 8500 metri, in soli dieci minuti. L’aereo, un Boeing 777, è passato da un’altitudine di 37mila piedi, circa 11mila metri, a 8.700 piedi, cioè circa 3mila metri. Per fortuna è andato tutto bene.
L’atterraggio in sicurezza – A bordo dell’aereo si trovavano 270 passeggeri e 14 membri dell’equipaggio. Dopo avere perso quota così velocemente, il velivolo ha effettuato due giri sopra la Nuova Scozia, in Canada, a un’altitudine stabile. Erano circa le 22.30. Quindi, è tornato all’aeroporto di partenza, dove è atterrato senza problemi. La compagnia aerea ha fatto sapere che si è verificata una “possibile perdita di pressione nella cabina” e che, in ogni caso, “il volo è atterrato in sicurezza“.
Problema di pressurizzazione – Anche la Federal Aviation Administration (Faa), l’ente responsabile della regolamentazione dei voli negli Stati Uniti, ha confermato che l’aereo ha avuto un “problema di pressurizzazione” che lo ha spinto a invertire la rotta. La United Airlines ha reso noto che i passeggeri sono stati trasportati in Italia su un altro aereo. Non è la prima volta che si verificano problemi sui voli americani: nelle ultime settimane negli Usa è scoppiata una polemica in quanto le compagnie aeree statunitensi accusano la Faa di non impiegare abbastanza personale. Il che per tutta l’estate ha causato ritardi e cancellazioni di centinaia di voli.
Il disastro causato dalle inondazioni in Cirenaica. Almeno 30 mila sfollati a Derna. Anche Germania, Romania e Finlandia offrono aiuti. Il premier Dbeibah: “Valuteremo prima di accettarli”
AGI – 13 settembre 2023
Diecimila persone erano state dichiarate disperse dalle agenzie umanitarie ufficiali come la Mezzaluna Rossa libica, ma la nuova, inquietante stima è quella del direttore del Centro medico Al-Bayda, Abdul Rahim Maziq. “Il mare scarica continuamente corpi” ha detto il ministro dell’Aviazione civile Hichem Abu Chkiouat, in un ampio articolo del Guardian.
I cadaveri – si legge ancora nell’articolo del quotidiano britannico – sono ancora disseminati per le strade e l’acqua potabile scarseggia. Intere famiglie sono state spazzate via dalla tempesta e, data la lontananza di alcuni villaggi e la scarsa organizzazione delle amministrazioni comunali, ci vorrà del tempo prima che il bilancio delle vittime sia confermato.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in Libia ha dichiarato che almeno 30.000 persone sono sfollate a Derna, la città più colpita dalla tempesta Daniel. L’Oim ha aggiunto che 6.085 persone sono state sfollate in altre aree colpite dalla tempesta, tra cui Bengasi, mentre il numero di morti non è ancora stato verificato.
Le agenzie di soccorso hanno faticato per raggiungere la città, che conta poco più di 100.000 abitanti. A causa della distruzione delle strade, sono stati necessari elicotteri, forniti principalmente dall’Egitto. Gli aiuti stanno arrivando da Paesi storicamente legati alla Libia, tra cui Turchia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, dove sono stati proclamati tre giorni di lutto.
Ue, aiuti da Germania, Romania e Finlandia – Germania, Romania e Finlandia forniranno aiuti alla città di Derna. Gli aiuti si inseriscono nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Ue. Lo fa sapere la Commissione. “Il meccanismo di protezione civile dell’Ue è stato attivato. Gli aiuti offerti da Germania, Romania e Finlandia sono in arrivo. La mobilitazione della Commissione continua“, si legge in un tweet di un portavoce dell’esecutivo europeo.
Premier, valuteremo aiuti stranieri prima di accettarli – LaLibia valuterà gli aiuti stranieri prima di accettarli. Lo ha sottolineato Abdul Hamid Dbeibah, alla guida del governo libico internazionalmente riconosciuto di Tripoli. “Ci sono state molteplici offerte di aiuto e accetteremo solo gli aiuti necessari“, ha affermato, sostenendo che la selezione degli aiuti internazionali faciliterebbe anche il coordinamento dell’operazione di salvataggio.
Gli aiuti hanno cominciato ad affluire ma la situazione è complicata anche dalla condizione interna: al governo di Dbeibeh a Tripoli si contrappone a est il comandante Khalifa Haftar e il suo esercito nazionale libico (Lna), sostenitori del Parlamento con sede a Tobruk guidato da Osama Hamad. Sotto l’autorità di questi ultimi ricade Derna, che si trova a circa 300 chilometri a est di Bengasi.
Difesa, in partenza due C-130 e Nave San Giorgio – “La Difesa e le forze armate daranno il loro massimo sostegno per aiutare il popolo libico, colpito da un devastante alluvione“. Lo ribadisce il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha immediatamente disposto, allo Stato Maggiore della Difesa e al Covi (Comando operativo di vertice interforze) di fornire immediatamente tutto l’aiuto possibile alla Libia e al suo popolo.
A seguito di una puntuale ricognizione, effettuata ieri, oggi partiranno, dall’aeroporto militare di Pisa, 2 C 130 J dell’Aeronautica Militare per tre viaggi che ospiteranno il trasporto di personale dei vigili del fuoco e, in particolare, esperti di rischio acquatico con relative attrezzature di supporto e materiale logistico di prima necessità.
È già partita, nel frattempo, Nave “San Giorgio” della Marina Militare italiana che raggiungerà l’area di Derna nelle prossime 24 ore per assicurare le funzioni logistiche, di comando e controllo, oltre che di supporto sanitario, al previsto dispositivo nazionale di schieramento a sostegno delle popolazioni delle aree alluvionate.
Inoltre, è in corso di valutazione, qualora le condizioni sul terreno dovessero richiederlo,anche l’impiego di Nave “San Marco”della Marina Militare per il trasporto del restante personale della Protezione civile, della Croce rossa italiana e di tutto il materiale necessario di sostegno della Difesa. Tra questo anche due elicotteri per le eventuali attività di ricerca e recupero.
I fuggitivi sono dieci atleti nati nel 2006: hanno lasciato l’albergo in cui si trovavano e spento i i telefonini. Probabilmente vogliono raggiungere la Francia e chiedere asilo
L’intera Nazionale Under 19 di pallamano del Burundi è scomparsa da domenica: si trovava in un albergo di Fiume, in Croazia, dove stava partecipando ai campionati mondiali di categoria. Il sospetto che i giovani intendano raggiungere di nascosto la Germania o altri Paesi del Nord Europa dove chiedere asilo politico.
La squadra del Burundi era arrivata in Croazia il 2 agosto scorso, gli incontri erano terminati ieri, 13 agosto. Ma la momento di fare ritorno in Africa, i dieci ragazzi — tutti nati nel 2006 —hanno abbandonato le camere dove erano alloggiati e hanno fatto perdere le loro tracce. L’ultima volta sono stati visti attorno alle 15.30 di domenica. La squadra avrebbe dovuto sostenere un ultimo incontro contro i pari età del Bahrein, che è stato cancellato. La notizia è stata confermata dalla polizia di Fiume che ha subito diramato l’ordine di ricerca. Solo tre ragazzi non hanno partecipato alla fuga. Diversi componenti della squadra avevano un telefonino ma ogni tentativo di contattarli è risultato vano. La Federazione di pallamano ha diffuso anche le foto dei giovani tesserati.
L’ipotesi è che gli atleti avessero programmato da tempo la loro fuga: la cosiddetta «rotta balcanica» è tra le più battute dai clandestini che vogliono raggiungere il cuore dell’Europa: da gennaio a luglio Frontex ha censito il passaggio di oltre 52.000 migranti. La Croazia, inoltre, dal primo gennaio è entrata a far parte dell’area Schengen e dunque i controlli alle frontiere non ci sono più e chiunque è libero di muoversi in teoria nello spazio dell’Unione.
Quale può essere la meta finale della squadra? In Burundi vivono comunità francofone e dunqueè possibile che i ragazzi stiano tentando di raggiungere la Francia. Il presidente della federazione del Burundi Dauphine Nicobamia ha lanciato un appello: «Chiunque ha informazioni ci aiuti a ritrovare i nostri ragazzi».
Gli under 19 del Burundi avevano fino al momento della scomparsa perso tutti gli incontri disputati: 62-16 contro la Svezia , 46-24 contro l’Iran, 33-26 contro gli Usa. Erano in lotta per non occupare l’ultimo posto del torneo mondiale. Dopo la fuga dei giocatori, la Federazione internazionale ha escluso il Burundi dalla competizione.
Colpita Maui, la perla dell’arcipelago e importante meta turistica: testimoni oculari hanno descritto come “apocalittica” la situazione nella cittadina di Lahaina, 13mila abitanti, dove anche i soccorsi sono difficili
Sette grandi incendi stanno devastando Maui e sono almeno sei i morti. Sconvolta la perla delle Hawaii, l’isola dalla sabbia dorata che è la più famosa dell’arcipelago nel Pacifico Centrale, proprio in virtù della bellezza finora incontaminata della sua natura, con il vulcano Halekala, le piscine naturali della cascata Ohe’o Gulch, la tortuosa strada panoramica Hana Highway. Quando i venti del devastante uragano Dora che l’ha travolta si placheranno, si capirà definitivamente l’entità della devastazione ma intanto il sindaco di Maui fornisce un primo bilancio delle vittime.
Per ora testimoni oculari hanno però descritto come “apocalittica” la situazione nella cittadina di Lahaina, 13mila abitanti appena: dove i residenti sono stati addirittura costretti a buttarsi nelle acque del porto per evitare le fiamme in rapido movimento. L’uragano, sradicando diversi pilastri della corrente elettrica, ha infatti provocato numerosi incendi sututta l’isola: divorando con la furia del vento prima e delle fiamme poi, decine di case e attività commerciali. E le autorità che già temono che quando domani la furia degli elementi si sarà finalmente calmata, si ritroveranno davanti al peggior disastro naturale da quando, nel 1992, un altro uragano, Iniki, devastò la vicina isola Kaua’i, uccidendo tre persone e distruggendo migliaia di case e decine di resort: compreso il celebre Coco Palms famoso perché qui Elvis Presleyaveva girato il suo Blue Hawaii: e che non ha mai più riaperto.
Per ora è molto difficile anche portare soccorsi: nonostante gli ospedali dell’isola siano pieni di feriti ed ustionati, il vento forte e il fuoco rendono molto difficili i soccorsi aerei, mentre tutti i maggiori aeroporti sono mobilitati per evacuare il maggior numero di turisti possibile e le compagnie aeree hanno già annunciato che rimborseranno i biglietti di chi aveva viaggi in programma in questi giorni. Anche il governatore dello Stato Josh Green, sta cercando, per ora invano, di tornare a casa: era appena partito per le vacanze e sarebbe dovuto rimanere fuori fino al 15 agosto. Una conferenza stampa è prevista per domattina alle 10 ora locale, le 22 di sera in Italia.
Il direttore dei servizi medici di emergenza di Honolulu, Jim Ireland, ha invece confermato che pazienti di Maui sono stati trasportati alla vicina Oahu ma per ora è molto difficile farli arrivare allo Straub Medical Center, l’unico centro ustionati della capitale.
La portata della devastazione di Lahaina per ora non è nota. Ma i video sui social media mostrano un terrificante muro di fiamme che avanza su Front Street divorando tutto ciò che incontra. Si sono viste scene inimmaginabili e dove la guardia costiera è dovuta intervenire per salvare le persone che si erano buttate in mare e decine di barche sono ancora cariche di disperati. È stata Tiare Lawrence, residente nel villaggio, a paragonare la scena a qualcosa di apocalittico, con centinaia di persone che corrono per salvarsi la vita. “Non riesco a contattare nessuno della mia famiglia. Non so ancora dove sia il mio fratellino. Non so dove sia mio padre”, ha detto. “Tutti quelli che conosco non hanno più una casa”. Per ora non ci sono notizie di vittime. Ma appunto solo domani si capirà la reale entità del disastro.
La rottura della diga di Braskereidfoss, in Norvegia, il 9 agosto 2023 (Cornelius Poppe/NTB Scanpix via AP)
Il sud del paese è interessato da inondazioni e frane a causa della tempesta Hans
Una diga nel sud della Norvegia si è parzialmente rottaa causa delle piogge intense degli ultimi giorni, legate alla tempesta Hans. La diga, legata alla centraleidroelettrica di Braskereidfoss, si trova lungo il corso del Glomma, il fiume più lungo della Scandinavia, circa 130 chilometri a nord di Oslo. Le autorità norvegesi avevano considerato l’idea di far saltare una parte della diga prima che si rompesse, per far defluire in modo controllato l’acqua che si stava accumulando, ma poi avevano valutato che fosse troppo rischioso: alla fine però la diga si è rotta da sola.
Almeno mille persone abitano nei dintorni della diga, ma avevano lasciato le proprie case prima che questa si rompesse. Teoricamentein caso di eccesso d’acqua le paratoie della diga avrebbero dovuto aprirsi automaticamente per lasciarne defluire una parte, ma qualcosa non aveva funzionato nel meccanismo, ha fatto sapere Hafslund, la società che gestisce la centrale idroelettrica di Braskereidfoss. Per questa ragione era stata considerata l’idea di far esplodere una sezione della diga. Non si sa cosa abbia impedito il funzionamento delle paratoie.
A causa delle intense piogge di questi giorni vari fiumi norvegesi sono esondati, sommergendo case, esercizi commerciali e aziende nel sud del paese. Migliaia di persone sono state fatte evacuaree strade e linee ferroviarie sono state interrotte da lunedì. Un ponte ferroviario tra Oslo e Trondheim, la terza città più grande della Norvegia, è crollato, ma non ci sono stati danni ai treni perché la circolazione ferroviaria era già stata interrotta.
In Norvegia le alluvioni in corso sono state definite le peggiori degli ultimi cinquant’anni. Anche il sud della Svezia è interessato da inondazioni a causa della tempesta Hans.
Dam in Norway partially bursts after days of heavy rain, flooding and evacuations – La diga in Norvegia scoppia parzialmente dopo giorni di forti piogge, inondazioni ed evacuazioni
Il bilancio s’aggrava, anche un centinaio di feriti
Sale a 30 morti e oltre 100 feriti il bilancio del deragliamento di un treno nel sud del Pakistan.
Lo ha confermato un portavoce della polizia alla Bbc online. Diversi vagoni dell’Hazara Express si sono ribaltati vicino alla stazione ferroviaria del Sahara a Nawabshah, a circa 275 km dalla città più grande di Karachi.
I feriti sono stati trasferiti negli ospedali vicini. Le squadre di soccorso stanno cercando di liberare le persone intrappollate tra i vagoni.
L’incidente nella città di Sungai Kolok a sud della Thailandia. Negozi e case danneggiate dalle fiamme
E’ di almeno nove morti e 115 feriti il bilancio di una esplosione che si è verificata in un deposito di fuochi d’artificio in un mercato del sud della Thailandia, nella città di Sungai Kolok al confine con la Malesia. Lo riporta la Bbc affermando che la deflagrazione potrebbe essere stata causata da lavori di costruzione in corso.
Molti negozi, case e abitazioni sono state danneggiate dalle fiamme, le cui immagini sono state condivise sui social media.
Uno scivolo d’acqua in vetro in Cina: quello che doveva essere un divertimento per tutta la famiglia si è quasi trasformato in tragedia
Uno scivolo di vetro si è improvvisamente rotto, causando una serie di collisioni tra zattere gonfiabili e lasciando i visitatori a barcollare sull’orlo di un precipizio. Il terrificante video è stato girato nella contea di Huize, nella provincia dello Yunnan, in un parco divertimenti nel sud-ovest della Cina.