Secondo l’organismo europeo il club rossonero sarebbe inadempiente anche per i bilanci dal 2016 al 2018 oltre che per i periodi precedenti
MILANO – Il Milan è di nuovo sotto indagine per il Fair play finanziario. La Camera di investigazione dell’organo Uefa di Controllo finanziario dei Club ha deferito la società rossonera alla Camera arbitrale perché non è riuscita a rispettare il requisito di pareggio di bilancio nel corrente periodo di osservazione determinato nella stagione 2018/19 e riguardante gli esercizi conclusisi nel 2016, 2017 e 2018.
Come è scritto in una nota: “La Camera di Investigazione dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha comunicato la decisione di deferire il caso AC Milan alla Camera Arbitrale CFCB poiché il club non è riuscito a rispettare il requisito di pareggio di bilancio nel corrente periodo di osservazione determinato nella stagione 2018/19 e riguardante gli esercizi conclusisi nel 2016, 2017 e 2018”.
Come ha tenuto a specificare l’Uefa: “Il deferimento non riguarda la decisione presa dalla Camera Arbitrale CFCB a dicembre 2018, relativa al periodo di osservazione precedente e inerente agli esercizi conclusisi nel 2015, 2016 e 2017. Detta decisione è attualmente oggetto di appello al TAS”. continua a leggere
Una manata rifilata al difensore del Bordeaux Pablo rischia di far finire anzitempo la stagione di Mario Balotelli. Come riporta il quotidiano francese ‘L’Equipe’, l’attaccante del Marsiglia potrebbe essere squalificato per 8 giornate per “condotta violenta”. Il gesto, sfuggito all’arbitro ma non alle telecamere, avrebbe causato a Pablo la rottura del setto nasale.
Balotelli, entrato in campo a metà del secondo tempo, è sembrato subito molto nervoso. Ci sono stati momenti di tensione con gli avversari: spinte, spallate, insulti verbali. E proprio a causa di una spallata, l’ex attaccante – tra le altre – di Inter e Milan è finito a terra e Pablo è stato espulso dall’arbitro. A fine gara il difensore brasiliano del Bordeaux ha rivelato di aver ricevuto un colpo al volto da parte di Balotelli che gli ha provocato la rottura del setto nasale
Esclusa l’ipotesi di condotta violenta da parte dell’attaccante della Juve nei confronti del difensore del Milan Romagnoli. Un turno di stop per otto giocatori, il Torino perde Belotti
ROMA – Nessuna sanzione a Mario Mandzukic. Lo ha deciso il giudice sportivo escludendo, sulla base della prova tv, l’ipotesi di condotta violenta da parte dell’attaccante della Juventus nei confronti del difensore del Milan Alessio Romagnoli. Il croato aveva colpito con un calcio da terra il giocatore rossonero, un episodio sfuggito agli ufficiali di gara ma non alle telecamere. Secondo il giudice sportivo “il gesto non assume con certezza i connotati della condotta violenta“.
Otto squalificati, il Torino perde Belotti – Otto invece gli squalificati, tutti per un turno dopo la 31ma giornata di Serie A. Si tratta di Ceppitelli (Cagliari), Bani (Chievo), Maietta (Empoli), Sturaro (Genoa), Badelj (Lazio), Kolarov (Roma), Belotti (Torino) e Zeegelaar (Udinese).
Risonanza magnetica per il centrocampista nerazzurro dopo il problema rimediato in occasione di Inter-Atalanta
MILANO – Sostituito nel corso del primo tempo di Inter-Atalanta, Marcelo Brozovic è stato sottoposto ad una risonanza magnetica all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. L’esame ha evidenziato una distrazione muscolare al semitendinoso della coscia destra. Il centrocampista croato sarà rivalutato la settimana prossima.
BUENOS AIRES – Lionel Scaloni, 40enne ct dell’Argentina, è ricoverato all’ospedale Son Espases di Maiorca dopo essere stato investito da un auto mentre era in bicicletta. L’incidente, secondo quanto scrive la stampa spagnola, è avvenuto in un parcheggio di una scuola a Puerto Portals, intorno alle 10 di questa mattina. Scaloni, che ha casa in zona El Toro, è stato trasportato in ospedale con ferite multiple. Inizialmente le sue condizioni sembravano gravi ma secondo le ultime informazioni l’ex giocatore di Lazio e Atalanta non avrebbe subito gravi lesioni.
Stefano Pioli si è dimesso. L’allenatore, arrivato alla Fiorentina nell’estate 2017, lascia la panchina viola dopo la sconfitta casalinga di domenica scorsa contro il Frosinone penultimo in classifica. La società si era presa 48 ore di tempo per decidere quali misure adottare, poi dal vertice di lunedì a Milano era emersa una fiducia a tempo per il tecnico: “Gli chiediamo di gestire questo momento – diceva la nota del club – con la competenza e la serietà che ha dimostrato nella prima parte del campionato”. Dopo il summit era previsto per oggi un incontro di Cognigni col tecnico e i giocatori. Ora è Pioli a lasciare l’incarico. Il club aveva già deciso di non far valere l’opzione per il 2019-20 del contratto in scadenza col tecnico, con un occhio per il futuro su Giampaolo, Montella, Di Francesco e Liverani. continua a leggere
Pioli: “Dimissioni? Tra poco saprete, dopo parlerò”
Oggi si sono riuniti il Patron Andrea Della Valle, il Presidente Mario Cognigni, il Responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino e in collegamento il Club Manager Giancarlo Antognoni e dall’estero, Diego Della Valle.
La proprietà non è assolutamente disposta ad accettare quello che sta accadendo da qualche mese a questa parte . La squadra deve ritornare ad essere quello che era: competitiva, coraggiosa e orgogliosa della maglia che indossa. Quella che stiamo vedendo ora non è la Fiorentina che abbiamo visto nella prima parte del Campionato.
La società chiede a tutti il grande rispetto per la maglia e per i traguardi che si possono ancora ottenere nel finale di stagione. L’impegno deve essere totale da parte di tutti. La società inoltre chiede al tecnico Pioli di gestire questo momento con la competenza e la serietà che ha dimostrato nella prima parte del Campionato. Ora servono la convinzione e l’orgoglio di tutti quelli che scendono in campo per cercare di portare a casa risultati che sono assolutamente possibili da raggiungere.
Rimane convinzione della Società di avere una squadra forte e composta da professionisti di ottima qualità e rispettosi della maglia che indossano. Ora è necessario che tutto questo venga confermato da risultati positivi che tutti ci aspettiamo ed ognuno dovrà assumersi la responsabilità del proprio operato
Sarà domani la giornata degli esami strumentali per Marcelo Brozovic, costretto ad uscire dal campo dopo 20′ nella sfida di ieri contro l’Atalanta per una presunta distrazione muscolare ai flessori della coscia destra. Lo riferisce Sky Sport, specificando come, attraverso i test clinici delle prossime ore, si potrà avere un’idea più chiara sui tempi di recupero: il croato salterà sicuramente la trasferta di Frosinone e resta a forte rischio per il big match di San Siro contro la Roma.
MILANO – C’è un palazzo completamente nerazzurro nel cuore di Milano. È in via Felice Casati 16 e per una settimana sarà la casa di Design for Sport, l’iniziativa con cui Inter partecipa, per il secondo anno consecutivo, alla Milano Design Week. Innovazione, passione e design: tre parole cardine della settimana milanese ma anche e soprattutto della filosofia che vuole abbracciare FC Internazionale Milano. “Vogliamo essere il club con il feeling più giovane al mondo” diceva l’anno scorso Steven Zhang, presidente nerazzurro, all’inaugurazione della passata edizione della Design Week. È con questo spirito che l’Inter sarà protagonista in questa settimana, in collaborazione con RM Istituto Moda e Design di Milano, una scuola che raccoglie intorno a sé i più grandi maestri del design. continua a leggere
Due punti persi o uno guadagnato? E’ questo il dilemma che ha accompagnato i tifosi nerazzurri all’uscita dal Meazza dopo Inter-Atalanta. Un pareggio che se da un lato rincuora, in virtù dei risultati delle altre e dell’allungo sul Milan, dall’altro lascia l’amaro in bocca per ciò che poteva essere e non si è verificato: scavare un solco sul quarto posto a sette giornate dal gong avrebbe rappresentato quella dose di concretezza che talvolta all’Inter si insegue senza acchiapparla, soprattutto tenendo conto dei diversi scontri diretti che costellano il calendario da qui al termine della stagione.
ASSENTE INGIUSTIFICATO – Pesa, probabilmente quanto lo stop del suo connazionale, l’insufficiente prova sfoderata da Ivan Perisic nello scorrere complicato dei minuti per l’Inter quando la stanchezza finisce inesorabilmente per appannare le idee in fase di sviluppo del gioco. Apprezzabile il sacrificio del numero 44 in fase di ripiego, come spesso sottolinea Luciano Spalletti, ma alla lunga l’alibi diventa fragile e l’impellenza e l’imprecisione negli ultimi metri rischiano di giustificare i mugugni da parte del pubblico nei suoi confronti, considerando le doti atletiche e tecniche che si ritrova.
Nei giorni scorsi, FCInter1908.it vi aveva proposto l’intervista esclusiva a Stefano Boeri, convinto che San Siro possa diventare un impianto di ultima generazione. Per capirne qualcosa in più, abbiamo raggiunto Michele Brunello e Marco Brega, noti architetti dello studio Dontstop che, nel 2015, su mandato di Erick Thohir, allora presidente nerazzurro, aveva progetto il restyling di San Siro.
L’ex presidente: “No alla demolizione dello stadio. Icardi? Con me non sarebbe accaduto. Sogno Messi. Con la Var avrei uno scudetto in più”
Settimo piano, parete in vetro su tutta la città. Da lassù si domina Milano, Ernesto Pellegrini intravede pure San Siro. Ok, togliamoci subito il dente.
Presidente, lei da che parte sta sulla questione stadio? “Io ragiono da milanese. Se tutto nascesse da zero, dico che sarebbe bello avere due impianti di proprietà, uno per squadra. Ma c’è San Siro, lo vede? C’è sempre stato. È un monumento nazionale, lì ho ammirato i migliori: è un discorso che va oltre il fattore economico. Qui c’è in ballo il cuore, non trovo necessario spendere soldi per fare altro. Piuttosto, andrebbe ristrutturato e sfruttata l’area circostante per costruire quel che si vuole. Guai a demolirlo”.
Per i club di oggi, però, l’impianto di proprietà è una delle poche vie per aumentare i ricavi. Risvolti del fair play finanziario… “Meglio così. Sa quante squadre sono fallite perché i loro presidenti hanno fatto il passo più lungo della gamba? A me non è mai accaduto”.
Però ci sarà stato un calciatore per cui ha fatto una pazzia. “Guardi, ho sempre acquistato i calciatori che volevo, non ne ricordo uno che non sono riuscito a prendere”.
Beh, uno sì: Falcao. “Ero seduto alla destra del presidente Viola alla finale Roma-Liverpool, ricordo uno striscione “Pellegrini giù le mani da Falcao”. Ma le dico la verità: non era una mia idea, a volere Falcao era Mazzola. Io avevo in testa solo Rummenigge”.
È il calciatore a cui è più legato? “Per me fu un simbolo, mi presentai con quell’acquisto. Allora era il più forte attaccante al mondo, perse la finale del Mondiale solo perché marcato da Bergomi. Anche se Beppe un giorno mi ha confessato: “Ebbi vita facile perché Kalle non stava bene”. Non è vero però che lo rubai alla Juve. Successe con altri”.
Chi? “Bergkamp. Loro pensavano di averlo in pugno. Io presi un aereo e andai a casa del giocatore. Tornai a Milano, mi telefonò Boniperti e mi disse: “Sei sicuro?”. Gli risposi: “Mi dispiace”. E lui: “Sei stato bravo””.
Porti uno solo dei suoi calciatori nell’Inter attuale? “Facciamo due. Anzi, tre: Rummenigge, Matthaus e Brehme”.
Portiamo lei nell’Inter attuale, invece. Come avrebbe gestito il caso Icardi? “Con me non sarebbe mai successo. Io mi rifiutavo di discutere di contratti durante la stagione, a chi avanzava pretese dicevo “ne parliamo a fine campionato”. Una volta ci provò Matthaus, che aveva il Real Madrid che gli soffiava addosso. Gli spiegai e lui accettò. Avrei fatto lo stesso con Icardi”. continua a leggere
L’episodio sfuggito agli ufficiali durante la partita col Milan. La valutazione si concentrerà sulla portata del gesto. Rizzoli: “La Var non è scattata perché evidentemente l’arbitro addetto al video non ha ravvisato nel fallo i connotati della condotta violenta“
In queste ore il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea sta valutando di utilizzare la prova tv per fare chiarezza sul contatto tra Mandzukic e Romagnoli. Nel concitato finale di Juventus-Milan, infatti, l’attaccante croato ha colpito con un calcio da terra il difensore milanista, quando la palla e il gioco erano lontani. L’episodio è sfuggito agli ufficiali di gara, a cominciare dall’arbitro Michael Fabbri, ma non alle telecamere, che lo hanno riproposto pochi istanti dopo.continua a leggere
Uno scherzo divertente messo in atto da Ignazio Barbagallo, 55enne del Città di Viagrande, squadra che gioca nella Terza categoria catanese nel giorno dell’addio al calcio. Alla fine della partita contro il Play Shop Nebrodi un elicottero è atterrato sul e l’ha portato via: “nucleo rimozione giocatori finiti”. Chiesta l’autorizzazione al sindaco e ai vigili urbani la “cerimonia” si è compiuta. Ma al giudice sportivo lo spettacolo non è piaciuto: Barbagallo è stato squalificato fino al 30 giugno e il terreno di gioco del Viagrande fino al 31 maggio.
ROMA – I dettagli dell’affare de Vrij assumono contorni sempre più oscuri: un hacker avrebbe truffato la Lazio appropriandosi di circa due milioni di euro.
Era giugno 2016 il mese in cui i biancocelesti hanno versato l’ultima rata al Feyenoord per la cessione del difensore olandese. Il pagamento del cartellino infatti era stato strutturato in quattro tranche, per un totale di otto milioni di euro. L’ultima rata, però, non è mai arrivata al Feyenoord. Secondo quanto riporta Il Messaggero, un hacker francese residente in Svizzera sarebbe riuscito ad inserirsi nella trattativa, con un’identità fittizia. Non solo, spacciandosi per un dirigente della squadra olandese e aprendo un conto nella stessa banca dove erano state versate le altre rate del pagamento, è riuscito a farsi inviare gli ultimi due milioni. I biancocelesti hanno avviato una procedura legale, l’hacker è accusato di frode internazionale, truffa e sostituzione di persona. I due club coinvolti si sono rivolti al Tribunale della Uefa, a Nyon, per capire come procedere.Queste le parole dell’avvocato Gentile in merito alla faccenda: “La Lazio ha pagato, sono gli altri a non aver ricevuto. Siccome il cambio del conto corrente è avvenuto all’interno del club noi riteniamo che ci sia stata una complicità interna o non interna. Comunque non una responsabilità della squadra”.
ROMA – Servono altri elementi prima di prendere un provvedimento. Il giudice sportivo ha girato alla procura federale della Figc il caso dei ‘buu’ razzisti ai danni di Matuidi e Kean durante Cagliari-Juventus per “accertamenti istruttori supplementari, riservandosi di disporre l’acquisizione di ulteriori elementi da parte degli organi competenti”.
La decisione è stata presa “dovendosi in particolare con chiarezza appurare, impregiudicata valutazione spettante allo scrivente giudice, in che fasi dell’incontro i suddetti calciatori sono stati, rispettivamente, bersaglio dei cori riconducibili comunque a manifestazione di discriminazione razziale e quale dimensione e percezione reale hanno avuto i fenomeni stessi”
Il Como 1907 s.r.l., noto più semplicemente come Como, è una società calcistica italiana con sede nella città di Como, nell’omonima provincia lombarda.
Il Como ha disputato 34 campionati di Serie B e 13 campionati nella massima divisione, l’ultimo dei quali nella stagione 2002-2003. Il suo miglior risultato di sempre fu il sesto posto ottenuto al termine della sua prima stagione in Serie A.
La tradizione sportiva del principale sodalizio calcistico comense, la 26ª a livello nazionale secondo i criteri della FIGC, iniziò nel 1907 con la nascita del Como Foot-Ball Club. Quest’ultimo, dopo le fusioni con il Club studentesco Minerva nel 1911 e con l’Esperia nel 1926, divenne l’Associazione Calcio Comense, rinominata poi Associazione Sportiva Como nel 1936. Nel 1938, dalla fusione con l’A.S. Ardita di Rebbio, nacque la Sportiva Como, divenuta poi Associazione Calcio Como e infine Como Calcio S.p.A. nel 1970.
Quest’ultima venne dichiarata fallita nel 2004 e ad essa subentrò la Calcio Como S.r.l., a sua volta dichiarata fallita nel 2016 e gestita in esercizio provvisorio fino al 2017, quando l’attività sportiva è stata rilevata all’asta dalla F.C. Como S.r.l.. Nell’estate 2017, a causa di alcune pendenze non onorate, la FIGC ha però respinto la domanda di attribuzione del titolo sportivo della vecchia società fallita alla F.C. Como S.r.l., escludendo di conseguenza il Como dai campionati professionistici; la squadra è stata quindi rifondata con l’attuale denominazione, ripartendo dalla Serie D.
Il 4 aprile 2019 il club è stato acquisito dalla società londinese SENT Entertainment Ltd
(ANSA) – Como, 4 aprile 2019 – Il Calcio Como 1907, squadra di serie D, è stato acquisto dalla società Sent Entertainment Ltd, società di media e intrattenimento con sede nel Regno Unito. Gli atti sono stati firmati a Milano dai legali, dopo che gli attuali soci del Como avevano dato il via libera: l’imprenditore italo-americano Massimo Nicastro e il gruppo sardo che fa capo a Roberto Felleca. “Con questa operazione – è scritto in un comunicato – Sent Entertainment Ltd vuole riportare stabilità economica e nuove risorse nel Club, superando i diversi momenti di difficoltà della società dal 2004. Lavorando a stretto contatto con il Comune di Como, i partner locali e altri stakeholder, sarà avviato un percorso strategico finalizzato a sviluppare una solida struttura aziendale e garantire al Como una sostenibilità finanziaria e investimenti mirati: nuove infrastrutture sportive, Settore Giovanile, lo stadio e, naturalmente, la Prima Squadra. Como è famosa ed è di una bellezza impareggiabile. Il nostro obiettivo è associare il Como alla città”.
Il Como 1907 s.r.l., noto più semplicemente come Como, è una società calcistica italiana con sede nella città di Como, nell’omonima provincia lombarda.
La tradizione sportiva del principale sodalizio calcistico comense, la 26ª a livello nazionale secondo i criteri della FIGC, iniziò nel 1907 con la nascita del Como Foot-Ball Club. Quest’ultimo, dopo le fusioni con il Club studentesco Minerva nel 1911 e con l’Esperia nel 1926, divenne l’Associazione Calcio Comense, rinominata poi Associazione Sportiva Como nel 1936. Nel 1938, dalla fusione con l’A.S. Ardita di Rebbio, nacque la Sportiva Como, divenuta poi Associazione Calcio Como e infine Como Calcio S.p.A. nel 1970. Quest’ultima venne dichiarata fallita nel 2004 e ad essa subentrò la Calcio Como S.r.l., a sua volta dichiarata fallita nel 2016 e gestita in esercizio provvisorio fino al 2017, quando l’attività sportiva è stata rilevata all’asta dalla F.C. Como S.r.l.. Nell’estate 2017, a causa di alcune pendenze non onorate, la FIGC ha però respinto la domanda di attribuzione del titolo sportivo della vecchia società fallita alla F.C. Como S.r.l., escludendo di conseguenza il Como dai campionati professionistici; la squadra è stata quindi rifondata con l’attuale denominazione, ripartendo dalla Serie D.
Marco Tardelli, giocatore lariano nei primi anni 1970 e poi allenatore a metà degli anni 1990.
Va tutto molto molto liscio a Marassi per l’Inter: gara indirizzata presto, dominata per tutti i 90’, aperta e chiusa da Gagliardini, infiocchettata con i gol di Mauro Icardi e Ivan Perisic, protagonisti di questi ultimi quaranta giorni di tensione. Spalletti ritrova di colpo la sua coppia davanti, ma è confortante tutta la prestazione dei suoi, al netto di qualche demerito del Genoa. Vediamo i migliori fra i nerazzurri.
TOP: ICARDI — Quando al 19’, entrando da solo in area, centra il palo in una occasiona facile, sembra che il suo ritorno possa prendere contorni cupi. Poi però su Marassi torna il sereno: i cori ostili del settore ospiti restano, ma Mauro si guadagna un rigore che poi trasforma di freddezza, aspettando la mossa del portiere. Fisicamente c’è, l’assist per Perisic è forse anche più importante, perché il servizio ai compagni non è mai stata la prima specialità. Esce dopo 80’, incrociando (e basta) Spalletti. In gol dopo 109 giorni in A, raggiunto Vieri a quota 123 gol nerazzurri: si è fatto aspettare, ma il ritorno non ha deluso.
TOP: GAGLIARDINI — La passione del Gaglia per il Genoa non ha limiti: quattro gol in due partite ai rossoblù in stagione. A Marassi parte ai 100 all’ora: non solo il gol con il taglio dal secondo palo sul cross di Asamoah, ma anche una sventagliata a trovare Politano lontano 40 metri, e poi una discesa sulla sinistra con difensore saltato. Poi un po’ cala, un po’ sbaglia, ma nel finale va più in alto di tutti per il 4-0. La prestazione complessiva permette qualche rimpianto per quella panchina contro la Lazio.
L’attaccante della Juve, Moise Kean, dopo aver trovato il gol del raddoppio, ha esultato in modo polemico verso la curva del Cagliari
Al 40′ del secondo tempo, l’attaccante della Juventus, Moise Kean, ha trovato il gol del raddoppio al Sardegna Arena contro il Cagliari. Il bianconero e talento della Nazionale Italiana si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dopo la sua rete.
Il classe 2000 si è infatti diretto verso la Curva del Cagliari esultando a braccia aperte. Un modo per rispondere ai diversi ululati razzisti arrivati nei suoi confronti nel corso del secondo tempo. continua a leggere
Pelé, pseudonimo di Edson Arantes do Nascimento (Três Corações, 23 ottobre 1940), è un dirigente sportivo ed ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante.
PARIGI – Paura per Pelé, ricoverato in ospedale nella notte a Parigi dopo un malore che lo ha colto nella sua stanza d’albergo. Dopo il suo incontro a Parigi con Kylian Mbappé, il tre volte campione del mondo brasiliano si è sentito male. Le sue condizioni comunque a quanto si apprende non sono gravi.
Pelé, 78 anni e diversi problemi di salute alle spalle, è stato colto da spasmi e febbre alta in piena notte ed è stato ricoverato per motivi precauzionali. continua a leggere
Pelé nel documentario di “La Gazzetta dello Sport”
Una vita da mediano A recuperar palloni Nato senza I piedi buoni Lavorare sui polmoni Una vita da mediano Con dei compiti precisi A coprire certe zone A giocare generosi Lì Sempre lì Lì nel mezzo Finché ce n’hai stai lì
Una vita da mediano Da chi segna sempre poco Che il pallone devi darlo A chi finalizza il gioco Una vita da mediano Che natura non ti ha dato Né lo spunto della punta Né del 10 che peccato Lì Sempre lì Lì nel mezzo Finché ce n’hai stai lì Stai lì Sempre lì Lì nel mezzo Finché ce n’hai Finché ce n’hai stai lì
Una vita da mediano Da uno che si brucia presto Perché quando hai dato troppo Devi andare e fare posto Una vita da mediano Lavorando come Oriali Anni di fatica e botte e Vinci casomai I mondiali Lì Sempre lì Lì nel mezzo Finché ce n’hai stai lì Stai lì Sempre lì Lì nel mezzo Finché ce n’hai Finché ce n’hai Stai lì
Una serata che da allegra si è fatta pesante per Jordan Pickford, portiere dell’Everton e della nazionale inglese, che nella notte di ieri nella sua Sunderland è stato preso di mira da alcuni tifosi del Newcastle fino ad arrivare allo scontro fisico. I video in rete lo vedono prima sorridere alle battute (“braccino corto” e “dita di burro”) e prestarsi ai selfie in un locale, ma quando all’uscita hanno iniziato a prendersela con la sua fidanzata Pickford ha perso il controllo provando a rifilare delle manate agli assalitori. Prontamente separato da questi, l’alterco si è concluso senza conseguenze. L’Everton ha comunque aperto un’indagine sulla vicenda
Una festa in nella piazza più importante della città, è l’omaggio che Firenze ha voluto dare al suo ‘Re Leone’ Gabriel Omar Batistuta, l’argentino che per 9 anni ha indossato la maglia viola ed è rimasto un simbolo e un’icona per i tifosi fiorentini. In piazza della Signoria seimila tifosi e tutta la famiglia dell’ex calciatore venuta dall’Argentina, oltre ad alcuni compagni di squadra e tecnici dell’epoca. Prima della grande torta dedicata, è stato proiettato anche il teaser del documentario sulla sua vita ‘El numero nueve’.
Segati i pali delle porte e imbrattati gli spogliatoi dell’impianto comunale dove gioca la Castellanzese, capolista del girone A di Eccellenza. L’ipotesi: “Non volevano farci scendere in campo per assegnare la sconfitta a tavolino
I pali di entrambe le porte segati e gli spogliatoi imbrattati e resi inagibili: è il bilancio del raid vandalico avvenuto nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo allo stadio comunale “Giovanni Provasi” di Castellanza, nel Varesotto. L’accaduto è stato scoperto poche ore prima del fischio d’inizio della partita della squadra di casa – l’Usd Castellanzese 1921, attualmente capolista del girone A del campionato di Eccellenza con cinque punti di vantaggio sulla prima delle inseguitrici – contro il Mariano Calcio di Mariano Comense
La partita – regolarmente iniziata alle 15.30 – è stata spostata su un altro campo cittadino, in via Bellini, normalmente utilizzato dalla società per gli allenamenti delle giovanili, ma il sospetto che serpeggia in città è che gli ignoti vandali abbiano tentato di impedire alla Castellanzese di scendere in campo, obbligandola così alla sconfitta a tavolino. Un atto particolarmente grave perché ha colpito “uno stadio invidiato da tutta la categoria per organizzazione e qualità della struttura, sempre in condizioni eccellenti…. continua a leggere
Sono ancora gravi le condizioni dei due tifosi del Pescara ricoverati in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, nella sera di domenica 31 marzo. Sono rimasti a terra dopo gli scontri con ultrà del Lecce avvenuti poco prima della partita Lecce-Pescara, lungo la statale 613 Brindisi-Lecce, all’altezza dello svincolo di Squinzano. La statale è rimasta bloccata per circa un’ora scatenando il panico tra gli automobilisti di passaggio ignari di quanto stava accadendo.
Uno dei due feriti, un 37enne, colpito alla testa da una pietra ha riportato un trauma cranico e una ferita; l’altro un 32enne, sarebbe stato investito da un’auto durante i tafferugli. Altri feriti, in modo lieve, sono stati medicati al pronto soccoro dello stesso Fazzi o alla postazione medica di San Pietro Vernotico.
Secondo la ricostruzione della questura di Lecce, dalle siepi lungo il bordo destro della carreggiata della superstrada Brindisi-Lecce sarebbe uscito un gruppo di circa 50/70 ultrà leccesi tutti incappucciati, con il volto coperto e muniti di torce e fumogeni: ha invaso la corsia del senso di marcia subito dopo il passaggio della prima auto di scorta mentre transitava il convoglio dei tifosi del Pescara. continua a leggere
Bellissima iniziativa ieri pomeriggio prima della gara tra Polisportiva S.Maria Cilento e Virtus Avellino. I tifosi presenti, l’amministrazione comunale e i dirigenti delle due squadre presenti allo Stadio “Carrano” di Santa Maria Castellabate hanno accolto con un caloroso applauso la guardalinee Annalisa Moccia. La settimana scorsa, la ragazza, è stata offesa pubblicamente e senza alcun motivo da un giornalista che commentava la gara dell’Agropoli contro il Sant’Agnello, campionato di Eccellenza Girone B.
Ad accoglierla, tra gli applausi, con fiori e messaggi di vicinanza il Comune di Castellabate, rappresentato dall’assessore alle Pari Opportunità Elisabetta Martuscelli e dal consigliere comunale Assunta Niglio. Presentea anche l’associazione FIDAPA locale con la presidente Brasilina Guariglia.
25 marzo 2019 – Insulti a guardalinee donna, giornalista Sergio Vessicchio sospeso dall’Ordine. Nicchi: ”Inqualificabile” premere il Link qui sotto:
Dopo la lite nell’intervallo della partita a Udine, Prandelli ha riunito la squadra: per i giocatori coinvolti una multa che verrà devoluta in beneficenza
Il Genoa prova a ricompattarsi dopo la lite avvenuta a Udine, che ha coinvolto Zukanovic e Pereira, con il successivo intervento di Veloso. Il tecnico Prandelli ha radunato questa mattina la squadra a Villa Rostan per analizzare l’accaduto e ripartire in vista della gara di mercoledì al Ferraris contro l’Inter. Zukanovic ha fatto le sue scuse per l’accaduto: episodio chiuso, nessun provvedimento disciplinare a carico dei responsabili, ma soltanto una sanzione pecuniaria che verrà devoluta in beneficenza.
🔴🔵 Il Genoa riunito ascolta le parole di mister #Prandelli. Scuse e chiarimento: ogni cosa torna al suo posto.
Ricchi, ricchissimi, praticamente…in mutande: i calciatori che hanno sperperato tutti i loro soldi
Dal verde del campo di calcio, al rosso del conto in banca. Diversi calciatori non hanno saputo gestire, nel senso più pieno del termine, la propria fortuna, ritrovandosi alle soglie della povertà
Incredibile sorpresa per lo Stato brasiliano, che sta cercando in tutti i modi di farsi pagare da Ronaldinho una multa da due milioni di dollari, la stessa che ha portato al ritiro del passaporto del campione del mondo 2002. Ma quando sono entrati sul conto di Dinho, come riporta Uol Esporte, avrebbero trovato…6 euro. L’ex Barça e Milan è vicino alla bancarotta a causa del suo stile di vita? Difficile stabilirlo, ma non sarebbe una novità. Tanti altri colleghi, per un motivo o per l’altro, hanno tolto i calzoncini e si sono ritrovati…in mutande!
La storia di Manè Garrincha, stella della Seleçao campione del mondo in Svezia e in Cile, è probabilmente quella più esemplificativa di cosa può accadere una volta smesso di giocare. Il campionissimo dal dribbling impossibile da prevedere muore in povertà ad appena 49 anni, dopo una vita fatta di eccessi in cui il brasiliano non riesce a gestire il suo denaro
Chi trova un amico trova un tesoro. E un amico come Kaiser Franz Beckenbauer vale doppio. È lui che nel 2014 rende nota al mondo la situazione economica di Andreas Brehme, il marcatore della finalissima di Italia ’90. Il tedesco è sommerso dai debiti e il suo ex CT si adopera per aiutarlo. Prima Brehme trova lavoro in un’azienda di pulizie, poi, sempre con l’interessamento del Kaiser, rientra nel mondo del calcio come osservatore per il Bayern.
Di Paul Gascoigne è noto l’abuso di sostanze alcoliche, ma nei primi anni del nuovo millennio al vizio di alzare il gomito Gazza aggiunge anche quello del gioco. Si narra di serate passate a perdere centinaia di migliaia di sterline al tavolo da blackjack, che costringono l’inglese a sborsare cifre ingenti e a rischiare più volte la bancarotta.
Paul Merson, leggenda dell’Arsenal, è celebre per la sua lotta contro gli eccessi, sia durante la sua carriera che una volta appesi gli scarpini al chiodo. E nel 2008 l’ex stella della nazionale inglese è stata costretta a cedere la sua casa dal valore di oltre trecentomila sterline a causa di debiti di gioco. Ora è opinionista TV e sembra essersi ripreso, ma le cicatrici di quei momenti difficilmente andranno via.
Il Campione d’Europa Dietmar Hamann, che nel 2005 è stato parte del Liverpool di Benitez capace di vincere la Champions contro il Milan, si è giocato male le proprie carte. Nel senso più pieno della parola. Il tedesco ha cominciato a perdere molto denaro ai tavoli da gioco per dimenticare una situazione familiare complicata, tra divorzio e custodia dei figli.
George Best. Una vita sregolata, sperperando tutto il denaro guadagnato, come pronunciato in una celeberrima frase, in alcol, macchine e donne. Tra bancarotta, detenzione in carcere e alcolismo. Solo sul finire della sua vita si è ravveduto invitando i giovani a non seguire il suo esempio.
Anche Ivan Zamorano ha passato momenti piuttosto complicati: qualche anno fa l’ex attaccante di Real Madrid e Inter ha vissuto, un dramma finanziario non indifferente. Debiti con tre banche diverse, il fantasma della bancarotta è dietro l’angolo. Si parla di cifre sui 3 milioni di euro. Poi sembra che la situazione sia migliorata.
David James, ex portiere della nazionale inglese, è finito in bancarotta ed è stato costretto a risarcire i suoi debiti…grazie alla sua collezione di maglie. Ha infatti messo all’asta per pagare i debiti gran parte delle sue divise e di quelle che aveva scambiato nel corso degli anni con colleghi più o meno famosi. Quella più richiesta è una maglia dell’Inghilterra firmata da Wayne Rooney. Quella che quasi nessuno ha voluto? Quella indossata nella sconfitta per 4-1 dalla Germania al mondiale sudafricano!
Brad Friedel, portiere statunitense con un lungo passato in Premier League, è stato vittima di un investimento molto importante, ma che purtroppo si è rivelato sbagliato. Cinque milioni di dollari di debiti accumulati per colpa della Brad Friedel Academy, una scuola calcio che l’estremo difensore ha creato con l’intento di aiutare la diffusione del calcio negli Stati Uniti, ma che ha cominciato ad avere costi sempre più esorbitanti che l’americano non è stato più in grado di sostenere.
Quello di Jorge Cadete è un nome che ai tifosi italiani può ricordare qualcosa. L’attaccante portoghese ha infatti fatto un salto anche in Serie A, vestendo brevemente la maglia del Brescia. Ma è a Glasgow, al Celtic, che si è costruito la sua leggenda. Una storia però che è finita male, perchè a causa di investimenti sbagliati, nel 2014 il lusitano ha raccontato al Guardian di essere tornato a vivere con i suoi genitori e di andare avanti solo grazie al sussidio di povertà dello stato, di circa 170€ mensili.
Maurizio Schillaci, il cugino di Totò, l’ex centravanti di Juve e Inter, eroe di Italia ’90 dicono fosse addirittura più forte del cugino Totò. Licata, Lazio, Messina e Juve Stabia arrivando a guadagnare fino a 500 milioni. Poi avrebbe perso la propria battaglia con il vizio. La droga, una spirale dalla quale non si sarebbe più ripreso. Si è arrabattato nei pressi della stazione centrale di Palermo, chiedendo l’elemosina.
Müller, un passato in Italia con Torino (1988-1991) e Perugia (1997), nonchè campione del mondo a Usa 1994. Costretto a vivere di elemosina, dopo aver lasciato moglie e famiglia, essersi invaghito di una 17enne ed aver vissuto da pastore evangelico. Ha ripreso a giocare a calcio con il Florianopolis e ha superato la fase discendente pur avendo dilapidato il proprio patrimonio.
John Charles, l’ex centravanti della Juventus, nel 1988, finì addirittura in carcere poichè era moroso nel pagamento dell’affitto della sua casa ad Huddersfield, in Inghilterra. Il suo declino inizia immediatamente dopo la fine della carriera, quando decide di investire i propri risparmi in un pub. Gli ultimi dissesti finanziari hanno spinto Giampiero Boniperti ad aiutarlo ma è stato inutile. Morto in condizioni quasi indigenti nel 2004.
Celestine Babayaro è stato uno dei primi ambasciatori del calcio nigeriano. Una carriera importante, fra Newcastle e Chelsea, e una vittoria che vale l’oro nel torneo olimpico di calcio di Atlanta 1996. Malgrado tutto, comprese stagioni da 25mila sterline di ingaggio alla settimana, Babayaro, nel 2011 ha dichiarato bancarotta generata da feste e acquisti insensati.
Nel nuovo White Hart Lane, con il portoghese nel ruolo del viceallenatore, i nerazzurri sconfiggono il Tottenham. In gol Suazo (doppietta), Veron, Ventola e Kharja
Francesco Toldo e José Mourinho sorridono in panchina
Tante leggende in campo, lo Special One in panchina. Inter Forever-Tottenham Legends non è stata soltanto l’ultima prova generale prima del debutto del nuovissimo, bellissimo e costosissimo (1,1 miliardi di euro) stadio degli Spurs, in calendario mercoledì sera con il match di Premier contro il Crystal Palace, ma sarà ricordata anche per il ritorno sulla panchina nerazzurra di José Mourinho. Un “favore” all’amico Francesco Toldo, allenatore degli ex nerazzurri, e il portoghese, lontano da quei colori dalla notte di Madrid del 2010, ha reso il pomeriggio di Londra molto speciale. Tra foto e abbracci con gli ex giocatori (su tutti i “tripletisti” Toldo, Julio Cesar e Zanetti) nel ritiro, autografi ai tifosi delle prime file, consigli su come muovere i giocatori e qualche gag con gli arbitri. continua a leggere
José Mourinho, 56 anni, inseme a Toldo, Julio Cesar e Javier Zanetti. Fc Inter
La sconfitta a Udine ha lasciato scorie spiacevoli nella squadra allenata da Prandelli. Durante l’intervallo della sfida di oggi pomeriggio alla Dacia Arena, nello spogliatoio del Genoa il nervosismo è salito alle stelle ed è sfociato in una lite di cui ha parlato lo stesso allenatore del Grifone, Cesare Prandelli.
TENSIONE — Difficile, al momento, capire chi sia coinvolto, ma il tecnico in conferenza stampa non ha minimizzato: “Ci sono stati dei contrasti, si è alzata un po’ la voce, ma i due cambi (Rollon e Lazovic) non centrano nulla con quello che è successo, altri giocatori hanno discusso ma ci sta, abbiamo carattere, anche se certe situazioni si possono gestire meglio”. E il tecnico promette provvedimenti: “Adesso valuterò con calma ma prenderò sicuramente dei provvedimenti”.