Il club neroverde ha comunicato le sue condizioni in un comunicato ufficiale
Juventus-Sassuolo a rischio rinvio? Oggi, venerdì 20 marzo, il club neroverde ha comunicato che un giocatore, alla viglia del match dell’Allianz Stadium valido per la 30esima giornata di Serie A, ha contratto la pertosse, un’infezione respiratoria altamente contagiosa, con altri cinque calciatori che hanno presentato sintomi simili.
“Il Sassuolo Calcio comunica che, a seguito di alcuni accertamenti effettuati negli ultimi giorni, è stato riscontrato un caso di pertosse diagnosticata e 5 casi con sintomatologia compatibile all’interno del gruppo squadra“, si legge nel comunicato ufficiale diramato sui canali del club neroverde.
“I soggetti che presentano sintomi sono attualmente isolati e da 3 giorni sotto costante monitoraggio da parte dello staff medico del club che sta applicando tutte le procedure previste dai protocolli sanitari vigenti in accordo con le autorità sanitarie“, continua il comunicato, “si informa inoltre che, allo stesso tempo, tutti i componenti del gruppo asintomatici sono stati sottoposti prontamente a specifica profilassi.
“Il club, ha già informato la Lega Serie A della situazione presente e continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione adottando tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei propri tesserati e dello staff“, conclude la nota del club. Al momento non sembrano esserci le condizioni per un rinvio del match, ma nuovi aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.
Mircea Lucescu è stato ricoverato di nuovo in ospedale a causa di un forte stato influenzale con picchi di febbre a 39 gradi. Il CT della Romania, che soffre da tempo anche di problemi cardiaci, solo qualche settimana fa aveva subito un altro ricovero: “Ora sono sotto la cura dei medici” ha provato a confortare tutti, “spero di uscire presto”. L’obiettivo è di essere in panchina il prossimo 22 febbraio, per i playoff mondiali contro la Turchia.
La notizia è stata confermata dallo stesso allenatore 80enne, Mircea Lucescu, ct della Romania, poco dopo che si era diffusa la voce di un suo nuovo ricovero in ospedale, d’urgenza, a causa di una forte influenza con picchi di febbre oltre i 39 gradi. Già qualche mese fa aveva subito un ricovero per problemi cardiaci, “ma sono stato dimesso” ha comunicato Lucescu, “ora però sono dovuto ritornarci e sono sotto cura“.
Mircea Lucescu ricoverato, di nuovo, in ospedale a Bucarest – Mircea Lucescu è stato trasportato d’urgenza in un ospedale di Bucarest nella tarda serata del 22 gennaio, a seguito di un episodio di febbre molto alta, causato da una grave influenza che non è riuscito a superare da solo. I problemi di salute sono iniziati durante il periodo natalizio, quando il CT della nazionale rumena ha contratto un forte raffreddore, costringendolo a letto durante le feste. Un primo ricovero aveva escluso complicanze, ben sapendo i problemi cardiaci di cui soffre da tempo, ma il perdurare di condizioni di salute precarie ha obbligato a un nuovo ricovero immediato.
Lucescu: “Tutto vero, sono sotto la cura dei medici. Spero di uscire presto” – All’età di 80 anni, l’allenatore ha inviato un messaggio dal suo letto d’ospedale in cui ha dichiarato di sperare di riprendersi presto, poiché desidera preparare la nazionale rumena per i play-off di fine marzo, suo prossimo appuntamento cui non vuole rinunciare: “Sono ricoverato in ospedale, è vero. Sono stato ricoverato per un po’, all’inizio dell’anno, poi sono stato dimesso” ha spiegato attraverso gli organi di stampa rumeni, “ma nel frattempo ho preso una forte influenza e ho dovuto essere ricoverato di nuovo in ospedale, perché avevo anche la febbre alta, oltre i 39 gradi. Ora sono sotto la supervisione dei medici, spero di guarire presto.”
Lucescu e l’appuntamento della Bulgaria con i playoff Mondiali La partita della nazionale di calcio rumena contro la Turchia è in programma per il 26 marzo 2026 e si giocherà in trasferta a Istanbul per i playoff mondiali che disputerà anche l’Italia di Gattuso. Se la Romania supererà Çalhanoglu e compagni guidati da Montella, seguirà la finale con la vincente tra Slovacchia e Kosovo, che si disputerà il 31 marzo e che darà diritto alla fase finale della Coppa del Mondo nel Gruppo D, insieme a Paraguay, Australia e Stati Uniti d’America .
L’ex attaccante del Milan faceva l’opinionista per l’emittente olandese Ziggo Sport: “Sarà senza dubbio un periodo difficile per Liesbeth, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo”
Marco Van Basten
Marco Van Basten ha annunciato che lascerà per il momento il suo lavoro di opinionista televisivo per stare vicino alla moglie malata. “Voglio dedicarmi completamente alla guarigione di Liesbeth nei prossimi mesi. Sarà senza dubbio un periodo difficile, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo“. La decisione è stata spiegata anche dall’ emittente Ziggo Sport con un comunicato: “Marco van Basten non apparirà più su Ziggo Sport per i prossimi mesi. Sua moglie Liesbeth è gravemente malata e nei prossimi mesi sarà sottoposta a cure intensive, in parte preventive“. “Siamo profondamente scioccati da questa notizia“, ha dichiarato il direttore Marcel Beerthuizen. “Siamo vicini a Liesbeth, Marco e alla loro famiglia e auguriamo loro tanta forza per il prossimo periodo“. L’ex attaccante del Milan era arrivato a Milano con Liesbeth nel 1987. I due si sposarono nel 1993, a Utrecht, lui con le stampelle a causa di quella caviglia che lo avrebbe costretto al ritiro a soli 30 anni.Lei è sempre rimasta al suo fianco, mentre diventava uno dei più forti centravanti della storia del calcio e durante il lungo calvario legato agli infortuni.
Dal 1° gennaio 2026 partirà una fase di doppia circolazione delle due monete che potranno essere usate insieme fino al 1° febbraio
Mancano meno di 48 ore all’entrata della Bulgaria nell’eurozona, che diventa così il ventunesimo Paese dell’Unione europea ad adottare la moneta unica. Si tratta di un passaggio storico, atteso da anni e sostenuto dalle istituzioni europee, ma che nel Paese continua a suscitare opinioni contrastanti.
L’adozione dell’euro arriva infatti in un contesto politico ed economico complesso, segnato da incertezze interne e da una popolazione divisa tra aspettative di crescita e timori per il futuro.
Un percorso lungo e un cambio già ancorato all’euro – La Bulgaria è membro dell’Ue dal 2007 e da tempo mantiene un regime di currency board, un sistema monetario rigido dove una valuta nazionale è agganciata a una valuta estera stabile (appunto, l’euro) con un tasso di cambio fisso per il “lev”, la valuta bulgara. Questo significa che, pur non avendo ancora adottato la moneta unica, la politica monetaria bulgara è già fortemente allineata a quella della Banca centrale europea (Bce).
Con l’ingresso nell’eurozona, il cambio fisso diventerà definitivo e il lev sarà ritirato gradualmente dalla circolazione. Secondo le decisioni approvate dal Consiglio dell’Ue, il tasso di conversione irrevocabile sarà fissato a 1 euro per 1,95583 lev, lo stesso rapporto utilizzato negli ultimi anni.
Favorevoli a “stabilità e integrazione” – I sostenitori dell’entrata dell’euro nel Paese vedono nel passaggio alla moneta unica un’opportunità per rafforzare la stabilità economica del Paese. L’eliminazione del rischio di cambio, già ridotto dal currency board, dovrebbe favorire gli investimenti esteri e semplificare gli scambi commerciali. Le istituzioni europee sottolineano inoltre che l’ingresso nell’eurozona può contribuire a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualità dei redditi reali, grazie a una maggiore integrazione nei mercati europei.
Per molti osservatori, l’adozione dell’euro rappresenta anche un segnale politico: un ulteriore passo verso un ancoraggio più solido all’Occidente, inun momento in cui la regione è attraversata da tensioni geopolitiche.
Il Paese è stato travolto, infatti, da una nuova crisi politicadopo le dimissioni del premier Rosen Zhelyazkov, lo scorso 11 dicembre. Leproteste di massa contro corruzione e aumento del costo della vitahanno scosso una coalizione già fragile. L’oligarca Delyan Peevski è il bersaglio principale dei manifestanti, che ne hanno denunciato il controllo delle istituzioni. Sullo sfondo emerge il presidente Rumen Radev, ago della bilancia politica.
Le preoccupazioni dei contrari – Una parte significativa della popolazione bulgara guarda al passaggio all’euro con scetticismo.Diversi sondaggi indicano che circa metà dei cittadini (il 46,8%)teme un aumento dei prezzi, un fenomeno percepito anche in altri Paesi al momento dell’introduzione della moneta unica. Complice del parere sfavorevole c’è l’offensiva dei partiti nazionalisti, che hanno trasformato l’euro in un bersaglio.
Il presidente bulgaro Rumen Radev ha spinto per svolgere un referendum nel Paese, bloccato poi dalla Corte costituzionale perché “incompatibile con gli impegni assunti con l’Unione europea”. E diverse campagne pro-Russiahanno contribuito a indebolire il consenso pro-euroin uno dei Paesi più fragili dell’Unione.
A pesare è anche la memoria dell’iperinflazione degli anni Novanta, un periodo che ha lasciato un segno profondo nella società bulgara. Inoltre, la diffusa sfiducia nelle istituzioni e il clima politico instabilealimentano il timore che la transizione non venga gestita in modo trasparente.
Un Paese diviso davanti a una scelta irreversibile – L’ingresso nell’eurozona avviene mentre la Bulgaria affronta le proteste. Tuttavia, il passaggio all’euro è ormai definito e rappresenta una svolta irreversibile nel percorso europeo del Paese. Così, dal 1° gennaio 2026 partirà una fase di doppia circolazionedelle due monete che potranno essere usate insieme. Dal 1° febbraio l’euro diventerà l’unica valuta accettata nei pagamenti.
La sfida principale sarà accompagnare i cittadini in questa transizione, garantendo controlli sui prezzi, informazione chiara e misure di tutela per i redditi più bassi. Solo così l’euro potrà diventare non solo una scelta istituzionale, ma un’opportunità condivisa.
Paura per Roberto Carlos, operato dopo un infarto. È sotto osservazione in ospedale
L’ex difensore brasiliano è stato male mentre era in vacanza in Brasile. In sala operatoria per oltre tre ore, non è in pericolo di vita
Roberto Carlos – getty
Paura per Roberto Carlos. L’ex di Inter e Real Madrid è in ospedale dopo un problema cardiaco. È fuori pericolo, ma rimane ricoverato a San Paolo, in Brasile
Il messaggio – Roberto Carlos era in vacanza nel suo Paese e si è sottoposto a un controllo per un dolore a una gamba: gli hanno diagnosticato un piccolo coagulo di sangue. Gli accertamenti successivi hanno rivelato che il suo cuore non funziona correttamente. “Ora sto bene e sono sotto stretta osservazione“, ha dichiarato sui Roberto Carlos, dopo l’intervento chirurgico per l’inserimento di uno stent. L’operazione sarebbe dovuta durare 40 minuti, ma si è prolungata a quasi tre ore a causa di una complicazione. Ora resterà in osservazione per altre 48 ore prima di cominciare la riabilitazione.
Disgustoso quanto successo ai danni del giocatore ex Fiorentina dopo il pareggio interno contro l’Avellino: la nota del club
Gaetano Castrovilli
Disgustoso quanto successo a Gaetano Castrovilli. Il giocatore del Bari, dopo il pareggio casalingo contro l’Avellino, ha ricevuto minacce pesanti contro lui e la sua famiglia. A renderlo noto è stata la mogliedel giocatore ex Fiorentina che sui suoi social ha denunciato un messaggio arrivato nei suoi direct su Instagram. Una situazione che fatto discutere e ha stretto il mondo del calcio attorno a Castrovilli. Lo ha fatto anche il Bari, a qualche giorno di distanza dall’accaduto, con un comunicato durissimo.
Minacce a Castrovilli, la nota del Bari – Questo quanto pubblicato dal Bari: “Abbiamo voluto prenderci del tempo. Non per nasconderci e nemmeno per ignorare l’accaduto. Ci siamo presi del tempo per pensare, per valutare, per non atteggiarci a semplici “censori” che agitano il dito contro l’ennesima follia del web. Non volevamo che questa fosse solo un’altra nota ufficiale di condanna, fredda e di rito, che si perde nel rumore di fondo dei social. Volevamo che fosse una riflessione vera. Ci siamo soprattutto chiesti: “Perché?”. Abbiamo provato a capire. Abbiamo tentato di immedesimarci nel malessere, nella frustrazione per i risultati che non arrivano, nella delusione che il calcio – passione viscerale – può generare. Abbiamo cercato una logica, un appiglio che potesse spiegare tanta ferocia. Ma non ci siamo riusciti. E non ci siamo riusciti semplicemente perché non esiste una ragione valida. Non c’è “ma” che tenga, non c’è giustificazione sportiva, non c’è “sì, però…” che possa rendere comprensibile l’augurare un cancro a un ragazzo, a sua moglie, ai suoi figli. Augurare il male, la sofferenza, il dolore. Non si tratta di sport, di prestazione, di giocare bene o male. Qui si tratta della Vita, di tutti noi. Quella sacra e intoccabile. Viviamo in un tempo “urlato”, un periodo storico difficile, dove la rabbia sembra essere l’unico linguaggio concesso. E il calcio, purtroppo, è diventato la valvola di sfogo perfetta, il teatro dove la violenza verbale si traveste da passione. Parliamo spesso di onore, di maglia sudata, del “sacro fuoco” del sacrificio sportivo. Ma poi? Poi dimentichiamo il valore fondamentale: l’onore di essere Umani”.
“Il Bari è patrimonio di chi lo ama. Siamo vicini a Castrovilli” – La nota ufficiale del club prosegue: “C’è un confine netto che è stato superato, strappato, come una maglia tirata troppo forte. La contestazione è un diritto, come è un diritto quello di dissentire, di fischiare, di criticare, anche aspramente. Noi questo lo accettiamo e lo rispettiamo, fa parte del gioco. Ma augurare la morte, la malattia, la sofferenza a una famiglia… questo non è tifo. Questo è terrorismo emotivo. Non ci si può nascondere dietro una tastiera pensando di essere invisibili. Le parole non sono mai “solo parole”. Hanno un peso specifico enorme, sono pietre scagliate che lasciano lividi sull’anima, anche se non si vedono a occhio nudo. Scrivere certe atrocità non è un atto di libertà: è la negazione stessa dell’umanità. Siamo vicini a Gaetano, a sua moglie, a suo figlio. E così a tutti i nostri ragazzi e a tutti quelli che, ogni giorno, si trovano a dover combattere contro un odio invisibile e tagliente. Chiediamo a chiunque creda ancora che il calcio debba unire e non disumanizzare, di lavorare ogni giorno insieme a ognuno di noi per isolare e limitare chi pensa che una passione possa essere l’alibi per offendere e ledere la dignità altrui. Ci indigniamo per tante cose futili e poi ci ritroviamo qui, a dover ribadire il valore della Vita stessa. Il Bari è patrimonio di chi lo ama. E chi ama non usa un linguaggio violento, non augura la morte, non perde il rispetto verso un altro essere umano”.
L’allenatore sottoposto ad un intervento di ablazione dopo una fibrillazione atriale
Maurizio Sarri
Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è stato sottoposto oggi ad un intervento al cuore. Lo rende noto il club biancoceleste. “La S.S. Lazio comunica che il mister Maurizio Sarri, a seguito di un riscontro di fibrillazione atriale, è stato sottoposto presso il Policlinico Tor Vergata a un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia Pfa“, si legge nel comunicato.
“L’intervento, eseguito dal professor Andrea Natale, pioniere a livello internazionale e con oltre trent’anni di esperienza nel trattamento di tale patologia, si è svolto con esito positivo. All’intervento era presente il medico sociale della S.S. Lazio, Italo Leo. Il mister riprenderà regolarmente nei prossimi giorni la guida della squadra. La S.S. Lazio e il mister ringraziano il Policlinico Tor Vergata e l’équipe del professor Natale per l’elevata professionalità e per la qualità delle cure garantite quotidianamente a tutti i pazienti“.
Dopo la terza rottura del crociato, il giovane belga ha detto stop. A soli 26 anni, Vanheusden ha annunciato l’addio al calcio
Zinho Vanheusden
Le sofferenze di Zinho Vanheusdensembrano non avere fine. Il difensore centrale si è rotto il legamento crociato per la terza volta in carriera. Si tratta del legamento crociato del ginocchio sinistro, lo stesso che si era rotto anche otto anni fa mentre giocava per l’Inter. E questa volta, il giovane belga ha detto stop. A soli 26 anni, Vanheusden ha annunciato l’addio al calcio con una lunga lettera.
“Oggi prendo una decisione che non avrei mai pensato di dover prendere a questa età. Dopo 22 anni di calcio — dai quattro anni fino ad oggi — la mia vita da calciatore professionista si ferma.
Il calcio mi ha fatto diventare la persona che sono oggi. Mi ha regalato una vita di cui da bambino non osavo nemmeno sognare. Dai lunghi anni passati a tifare, insieme a mio padre, per la mia squadra del cuore a Sclessin, fino a giocare io stesso cento partite con quella maglia, a segnare per gli Ultras e persino ad avere l’onore di essere capitano. Ma non si è fermato qui… Ho avuto la possibilità di esordire con la nazionale e di giocare in Serie A. Tutte esperienze che, quando ho iniziato, sembravano irrealizzabili.
Accanto a tutte queste gioie, gli ultimi anni sono stati durissimi. Molto più di quanto abbia mai lasciato trasparire. Infortuni, operazioni, iniezioni, farmaci… Ho sempre dato tutto per tornare in campo, ma ogni volta è stato più difficile. Cercavo costantemente di ritrovare il mio livello, giocavo troppo spesso nonostante il dolore e, dopo ogni allenamento o partita, vivevo nell’incertezza su come il mio corpo avrebbe reagito il giorno dopo. Continuavo a lottare per essere il giocatore che volevo essere, ma ogni volta si presentava una nuova battaglia.
Nel mio cuore vorrò sempre continuare a essere calciatore, ma il mio corpo da tempo mi dice basta. Ed è per questo che prendo questa decisione — per rispetto verso me stesso, la mia salute e la mia responsabilità come padre — anche se scriverlo sembra irreale. Voglio ancora poter camminare senza dolore, giocare con mio figlio e godermi la vita con la mia famiglia… Non so come sarà alzarmi senza il calcio, ma ora lo scoprirò.
Dopo la terza rottura del crociato, Zinho Vanheusden si arrende e dice basta con il calcio a soli 26 anni:
"Oggi prendo una decisione che non avrei mai pensato di dover prendere a questa età. Dopo 22 anni di calcio, la mia vita da calciatore professionista si ferma. Nel mio… pic.twitter.com/TCRQPuSK2T
C’è preoccupazione per il centrocampista brasiliano Oscar, collassato e rimasto privo di sensi per circa due minuti mentre stava eseguendo le visite mediche su una cyclette. Le sue condizioni sono stabili. Ha fatto sapere il suo club, il San Paolo. L’ex centrocampista del Chelsea, trasportato in ospedale in ambulanza, è in condizioni stabili in ospedale. “Durante gli accertamenti effettuati martedì mattina nell’ambito della preparazione pre-campionato, Oscar ha presentato una complicazione con alterazioni cardiache ed è stato prontamente curato dai professionisti del club e dall’équipe medica dell’Einstein Hospital, presenti sul posto“, ha dichiarato il San Paolo in un comunicato. “Il giocatore è stato quindi trasportato in ospedale, dove è clinicamente stabile e rimane sotto osservazione per ulteriori accertamenti volti a chiarire la diagnosi“, si aggiunge.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di google Forza Oscar! Il giocatore del San Paolo ha avuto un infarto e ha dovuto essere trasportato in ospedale. Le sue condizioni sono stabili! Gli auguriamo una pronta guarigione e auguriamo forza alla sua famiglia e ai suoi amici! #FutebolBrasileiro
FORÇA, OSCAR! 🙏🇾🇪 O jogador do São Paulo apresentou intercorrência com alterações cardiológicas e precisou ser encaminhado ao hospital. O atleta encontra-se estável! Desejamos uma boa recuperação e força aos familiares e amigos! #FutebolBrasileiropic.twitter.com/X5eemCZ4ra
La carriera di Oscar – Oscar ha un contratto con il San Paolo fino al 2027. È tornato al club in cui è cresciuto a parametro zero lo scorso dicembre dopo un lungo periodo in Cina. Il centrocampista ha vinto un’Europa League e due Premier League con il Chelsea, con cui è arrivato nel 2012. Si è trasferito a Shanghai a metà della stagione 2016-17 del Chelsea per una cifra stimata di 73 milioni di dollari. Ha vinto tre Super League in Cina ed è diventato uno dei beniamini dei tifosi asiatici. Oscar ha giocato per il Brasile ai Mondiali del 2014, dove ha segnato l’unico gol nella semifinale persa 7-1 contro la Germania, che poi ha vinto il torneo.
Il Bologna FC ha diffuso una nota ufficiale in cui informa che l’allenatore Vincenzo Italiano è stato ricoverato al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi a causa di una polmonite a verosimile eziologia batterica, non collegata al Covid.
L’allenatore rossoblù si trova nel reparto di pneumologia, diretto dal professor Stefano Nava, dove è stato necessario iniziare una terapia antibiotica specifica.
Ricovero di cinque giorni e condizioni in miglioramento – Secondo quanto comunicato dal club, Italiano resterà circa cinque giorni in regime di ricovero ospedaliero, durante i quali sarà costantemente monitorato dallo staff medico del Sant’Orsola. Le condizioni cliniche del tecnico sono descritte come “in lento miglioramento”, segno che la terapia sta dando i primi effetti positivi.
“La situazione è sotto controllo – si legge nella nota – e seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni in base all’evoluzione del quadro clinico.”
Il messaggio del club: “A Vincenzo i migliori auguri di pronta guarigione” – Il Bologna FC 1909 ha voluto rivolgere un pensiero affettuoso al proprio allenatore:
“A Vincenzo vanno i migliori auguri di pronta guarigione da parte di tutto il Club.”
Un messaggio semplice ma sentito, che testimonia la vicinanza della società, dello staff e della squadra a Italiano, arrivato in estate sulla panchina rossoblù e protagonista di un ottimo inizio di stagione.
L’équipe del professor Nava e la gestione del caso – Il reparto di pneumologia del Sant’Orsola, diretto dal professor Stefano Nava, è uno dei centri di riferimento nazionali per le malattie respiratorie e infettive. La decisione di ricoverare l’allenatore è stata presa per garantire un monitoraggio costante della risposta alla terapia antibiotica e ridurre i tempi di recupero.
Fonti interne all’ospedale confermano che le condizioni del tecnico non destano particolare preoccupazione e che il decorso clinico si sta svolgendo regolarmente.
La squadra e i tifosi gli dedicano un pensiero – Nelle ultime ore, molti tifosi rossoblù hanno espresso messaggi di sostegno sui social, augurando una pronta guarigione al tecnico. Anche alcuni giocatori hanno condiviso storie e post con l’hashtag #ForzaVincenzo, a testimonianza del clima di affetto che circonda l’allenatore.
In attesa del suo rientro, gli allenamenti proseguono regolarmente sotto la supervisione dello staff tecnico, che continuerà a seguire il programma stabilito da Italiano.
L’auspicio del club: “Tornerà presto con noi” – Dalla società trapela ottimismo: “Il mister è forte e sta reagendo bene – spiegano fonti interne –. L’obiettivo è che possa tornare presto sul campo, ma senza affrettare i tempi.” Tutti a Casteldebole, dai dirigenti ai giocatori, si sono stretti attorno a lui, con l’auspicio di rivederlo presto a guidare la squadra.
Il Bologna conferma che verranno forniti nuovi aggiornamenti nei prossimi giorni, in base all’evoluzione delle condizioni cliniche e ai tempi di recupero stimati dai medici.
Massimo Moratti è a casa dopo circa un mese in cui è stato ricoverato all’Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) a causa di una polmonite. L’ex presidente dell’Inter – che è stato intubato nel reparto di terapia intensiva per una settimana – è stato dimesso nella mattinata del 27 settembre.
I PRECEDENTI –Moratti, che lo scorso maggio ha festeggiato gli ottant’anni con una festa a sorpresa organizzata dai cinque figli e dalla moglie Milly, nel settembre del 2023 era stato ricoverato all’ospedale Galeazzi di Milano per un delicato intervento al cuore. L’imprenditore, allora 78enne, si era sottoposto a un’angioplastica coronarica, una procedura programmata per risolvere un problema di ostruzione alle arterie. L’intervento, eseguito in anestesia locale, aveva avuto un esito positivo. Dopo circa 48 ore, Moratti era stato dimesso dall’ospedale ed era tornato a casa per proseguire il periodo di convalescenza.
“È stato poi visitato da uno specialista oncologico che ha consigliato un percorso consolidato di immunoterapia. Forza Capitano, siamo tutti con te”, il messaggio del club sui social
“AC Milan informa che Franco Baresi è stato operato con successo per la rimozione di una nodulazione polmonare e seguirà ora una terapia di consolidamento a base di immunoterapico. Forza Capitano, siamo tutti con te”. Con questa breve nota, il club rossonero ha reso note le condizioni di salute del vicepresidente onorario. L’operazione, si legge ancora nel post della società, è andata bene e il percorso di guarigione di Baresi è iniziato senza complicazioni. “Franco è stato poi visitato da uno specialista oncologico – specificano ulteriormente – che ha consigliato un percorso consolidato di immunoterapia“.
AC Milan informa che Franco Baresi è stato operato con successo per la rimozione di una nodulazione polmonare e seguirà ora una terapia di consolidamento a base di immunoterapico. Forza Capitano, siamo tutti con te ❤️🖤 Leggi di più 👉 https://t.co/M8jb6XjgGD
Il Milan ha espresso anche tutta la propria vicinanza alla sua ex bandiera che ha commentato così la situazione: “Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto. Con affetto, un abbraccio. Franco Baresi“.
L’ex Lazio soccorso da un amico: era privo di sensi nella camera da letto della sua casa a Poole. Gazza è stato trasferito in un’unità di medicina d’urgenza. Le condizioni sono state definite stabili
Paul Gascoigne, ci risiamo. Un altro passaggio drammatico nella tormentata vita dell’ex fantasista della Lazio, fragile e tormentato da troppi problemi. A cominciare dall’alcolismo. Oggi 58enne, Gascoigne è stato trovato collassato, in stato di semi incoscienza, da un suo amico nella camera da letto della sua casa a Poole, nell’estremo sud dell’Inghilterra. ‘Gazza‘ è stato ricoverato in terapia intensiva venerdì sera, ma ora è stato trasferito in un’unità di medicina d’urgenza, dove le sue condizioni sono definite stabili.
Cure necessarie – È stato il ‘Sun‘ a diffondere la notizia e riferire le parole dell’amico Steve Foster, l’amico e tuttofare di Paul che lo ha trovato e soccorso: “Paul vorrebbe ringraziare tutti per il sostegno ricevuto da tanti vecchi amici che gli augurano il meglio e vogliono vederlo tornare al meglio“. Un continuo di speranze di svolta e ricadute per Gazza, che ancora l’anno scorso aveva confessato di aver ripreso a frequentare le riunioni degli Alcolisti Anonimi. Attualmente fuori pericolo dopo il grande spavento, Gascoigne è convalescente in un ospedale vicino casa sua e si prevede che rimarrà lì per diversi giorni per ricevere le cure necessarie. Foster, che è anche autista e assistente personale di Paul, lo aveva portato lì di corsa dopo averlo trovato nella sua camera da letto. “È in ospedale, che è il posto migliore in cui possa stare in questo momento“, ha spiegato.
Il tecnico croato non si è presentato al ritiro di Zingonia: il club ha chiarito la situazione con un comunicato stampa che parla di “infiammazione delle vie aeree superiori e infezione batterica dell’epiglottide”. A giorni le dimissioni
Ivan Juric assente il primo giorno di raduno a Zingonia: l’allenatore dell’Atalanta si trova infatti ricoverato presso il presidio Ospedaliero Bolognini di Seriate nel reparto di Otorinolaringoiatria a causa di una importante infiammazione delle vie aeree superiori, complicata con un’infezione batterica dell’epiglottide. Lo ha comunicato la stessa Atalanta, che ha chiarito che il tecnico si trova ancora in ospedale, dove è attualmente sottoposto ad una terapia antibiotica endovenosa: il quadro clinico appare comunque in netto miglioramento e le dimissioni sono previste già nei prossimi giorni.
Il presidente della Lazio: “Queste so’ le maledizioni che mi mandano”
Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, 68 anni, è stato ricoverato nella giornata di martedì 8 luglio al policlinico Gemelli di Roma. Il trasporto in ospedale, secondo le prime notizie rimbalzate sulle agenzie e anche sul web, era collegato a un malore accusato al Senato.
Il diretto interessato, a La Presse, ha smentito: “Ma quale malore, nessun malore. Sono andato per accertamenti. Queste so’ le maledizioni che mi mandano, quindi purtroppo mi devono sopportare. Capito qual è il tema?“. Lo staff del senatore azzurro, all’Ansa, ha fatto sapere: “In merito alle notizie circolate nel pomeriggio, si precisa che il senatore Claudio Lotito si è sottoposto a un ricovero per accertamenti di controllo presso il policlinico universitario Agostino Gemelli. Le condizioni di salute sono buone e non si è trattato di alcun malore“. Lotito, è stato aggiunto, ha tenuto a ringraziare il personale medico per la professionalità e l’attenzione ricevuta, rassicurando allo stesso tempo tutti coloro che in queste ultime ore gli hanno manifestato affetto e vicinanza.
Fonti qualificate, a RomaToday, hanno confermato che Claudio Lotito si trova in ospedale per eseguire degli accertamenti di routine.
Il centrocampista nerazzurro si fermerà per operarsi a un’ernia inguinale, nel frattempo il nuovo allenatore ha voluto tranquillizzarlo spiegandogli che non sarà solo il vice Barella
Dopo aver provato a stringere i denti il più possibile, Davide Frattesi si ferma per operarsi a un’ernia inguinale che lo ha parecchio tormentato nella passata stagione. Il centrocampista dell’Inter aveva evitato lo stop perché intanto i nerazzurri avanzavano in Champions e un’eventuale operazione a fine stagione lo avrebbe messo fuori dai giochi. Lo stesso discorso vale anche per il Mondiale per Club: Frattesi ha provato a esserci ma a un certo punto ha alzato bandiera bianca e ha dovuto anticipare il proprio rientro in Italia.
OPERAZIONE E TEMPI DI RECUPERO – Adesso è dunque arrivato il momento di dare la giusta priorità alle cure mediche e la prossima settimana a Milano il calciatore si sottoporrà a intervento chirurgico di ernioplastica. La successiva fase legata al recupero dovrebbe attestarsi attorno ai 20-30 giorni.
QUEL DIALOGO CON CHIVU– Uno stop che non dovrebbe avere alcuna conseguenza sul mercato, nel senso che non altera in alcun modo i programmi dell’Inter. Le verità è che l’addio di Inzaghi ha in qualche modo cancellato certe impellenze, se prima l’addio del centrocampista sembrava scontato, adesso non lo è più. Le cose sono cambiate anche perché Cristian Chivu ha voluto parlare con il calciatore nel corso del ritiro americano, spiegandogli che non lo vede come un vice Barella ma come un centrocampista dalle varie abilità, in grado di ricoprire più ruoli. Chivu ha fatto capire a Frattesi che con lui avrà molto più spazio rispetto al passato e che l’arrivo di Sucic non deve farlo sentire ulteriormente insidiato.
QUESTIONE MERCATO – Quelle di Chivu sono state parole che evidentemente hanno fatto breccia visto che il calciatore è passato dal chiedere la cessione al chiedere il rinnovo. L’Inter però è in una fase di cambiamento e il mondiale americano ha messo in luce lacune che per essere colmate richiedono ingenti investimenti. Denaro che in qualche modo i nerazzurri dovranno per forza di cose reperire dal mercato e allora se dovessero arrivare offerte… Frattesi non è sicuramente l’incedibile del gruppo, ciò che è vero è che l’Inter gli attribuisce un valore di circa 35 milioni di euro e che finora, al di là delle fumose voci di mercato, nessuno ha mai pensato di offrire per lui questa somma di denaro. Zero a zero palla al centro, ma almeno il calciatore è più sereno dopo aver capito quale sia la considerazione di Chivu verso di lui.
Il malore, all’indomani del pareggio contro l’Al Hilal, è stato reso noto dal Real con un breve comunicato
Brutte notizie per il Real Madrid, reduce dall’1-1 contro l’Al Hilal di Simone Inzaghi nel debutto al Mondiale per Club.Kylian Mbappè è stato portato in ospedale per una gastroenterite acuta e lì si sta sottoponendo a tutti gli accertamenti e le cure del caso. In attesa di ulteriori dettagli sullo stato di salute del giocatore, il club madrileno ha pubblicato questo breve comunicato ufficiale: “Il nostro giocatore Kylian Mbappè è affetto da gastroenterite acuta ed è stato ricoverato in ospedale per vari accertamenti e cure“.
Il gruppo aveva consumato un pranzo a sacco a base di riso preparato a Genova. La polizia nell’hotel dei granata: cestini preparati su indicazione del nutrizionista, forse problemi di conservazione
Sedici tesserati della Salernitana, tra questiotto calciatori ed alcuni componenti dello staff tecnico, sono stati trasportati d’urgenza in ospedale a causa di un’intossicazione alimentare, alcuni sono ancora sotto osservazione.
IPOTESI RICHIESTA RINVIO DEL RITORNO – È stata una notte da incubo per la squadra, ripartita da Genova due ore dopo la fine della partita d’andata dello spareggio salvezza con un aereo charter. A tutti era stato consegnato un pasto d’asporto contenente anche del riso. Subito dopo il decollo in molti hanno avvertito problemi gastrointestinali che sono progressivamente peggiorati con il trascorrere del tempo. A bordo, secondo quanto riferito da alcuni, si sono registrate scene da incubi con molti alle prese con dolori lancinanti. All’arrivo all’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, quattro ambulanze e mezzi privati hanno condotto i sedici tesserati agli Ospedali di Salerno e Battipaglia. Dopo alcune ore in molti sono stati dimessi, restano in osservazione ancora alcuni calciatori. La Salernitana ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, nel frattempo la società starebbe valutando l’ipotesi di una richiesta del rinvio della sfida di ritorno del playout in programma venerdì sera allo stadio Arechi di Salerno. La Salernitana, dopo la sconfitta subita dalla Sampdoria al Marassi, deve vincere con due gol di scarto per evitare la seconda retrocessione consecutiva.
INDAGINI – In mattina agenti della Polizia di Stato della Questura di Genova si sono recata nell’albergo che ha ospitato la Salernitana. La direzione ha raccontato che i cestini da asporto sono stati preparati al momento su indicazione del nutrizionista della Salernitana e poi consegnati. Secondo quanto riferito dalla stessa direzione della struttura potrebbero esserci stati problemi successivi di conservazione degli alimenti ad aver alterato la qualità del cibo consumato dai tesserati della Salernitana.
Attimi di paura a Helsinki: Finlandia-Polonia viene interrotta e sospesa per circa mezz’ora per soccorrere un tifoso che si è sentito male sugli spalti.
E’ accaduto all’Helsinki Olympic Stadium, dove le due squadre si affrontano in una partita valida per le Qualificazioni UEFA ai Mondiali 2026. Il gioco in campo lascia spazio alla paura, quando un tifoso in tribuna accusa un malore e la partita viene fermata per permettere i doverosi soccorsi.
COSA E’ SUCCESSO – Accade tutto poco dopo il 70′ di gioco sul risultato di 2-1, poco dopo la rete di Kiwior che consente alla Polonia di accorciare (per la Finlandia goal di Pohjanpalo su rigore e poi Kallman). Jan Bednarek,difensore del Southampton e della Polonia, richiama l’attenzione degli staff medici delle due nazionali: un tifoso dei padroni di casa accusa un malore ed è necessario l’intervento dei medici per assisterlo e rianimarlo. Lo conferma un annuncio dello speaker dello stadio. Le squadre sono rientrate negli spogliatoi, mentre i tifosi delle due nazionali sono rimasti sugli spalti dell’Helsinki OlympicStadium, in attesa di ulteriori comunicazioni sulle condizioni del tifoso e sulla possibile ripresa del gioco.
IL GIOCO RIPRENDE – Dopo un’interruzione di circa mezz’ora, è arrivato l‘annuncio più atteso: i medici hanno assistito e rianimato con successo il tifoso, la partita può ripatire. Le squadre sono rientrate in campo per un breve riscaldamento prima della ripresa del gioco, dall’80’ sul risultato di 2-1 per la Finlandia.Il risultato non è più cambiato e al 101′ (dopo 11 minuti di recupero) il match si è concluso con la sconfitta della Polonia.
Il centrocampista ha realizzato la rete decisiva nella partita di League Two contro il Grimsby. Ecco cos’è successo
Giocare a calcio, avere un infarto, segnare il gol decisivo e poi correre in ospedale per i soccorsi: è successo in Inghilterra e il protagonista della storia è Sam Hutchinson, centrocampista del Wimbledon. Il calciatore, impegnato nell’ultima partita della stagione regolare di League Two contro il Grimsby, è riuscito a segnare la rete della vittoria dei suoi, realizzando solo pochi minuti dopo che quel dolore al petto non era proprio da sottovalutare. A spiegare com’è andata è stato proprio lui, in un‘intervista condivisa poche ore fa sui social dal club.
Traduzione Google: Sam Hutchinson has bravely chosen to tell his story after experiencing heart complications and Sam Hutchinson ha coraggiosamente scelto di raccontare la sua storia dopo aver avuto complicazioni cardiache ed essere stato sottoposto di recente a un intervento chirurgico. Sam ha anche colto l’occasione per ringraziare tutti per il loro incrollabile supporto.
Hutchinson, infarto in campo – “Sono salito sul pullman dopo la partita – ha raccontato il calciatore – l’adrenalina è svanita e ho iniziato ad avere più dolori al petto. Da lì abbiamo fatto una sosta a Nottingham. Siamo andati in ospedale e mi hanno detto che avevo avuto un infarto. Sono rimasto lì per cinque giorni per fare degli esami. Un ramo di un’arteria era ostruito al 75%, ho fatto un angiogramma e mi hanno inserito uno stent da uno specialista di Londra. Ora sono sulla strada della guarigione“.
Hutchinson ha avuto l’infarto dopo 6 minuti del primo tempo. Ha però continuato a giocare e a fine partita è andato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento dopo tutti gli accertamenti. Per la cronaca, il centrocampista aveva realizzato il gol dell’1-0 contro il Grimsby.
L’ex calciatore dell’Inter, 69 anni tra due giorni, è in recupero dopo i gravi problemi di salute dei mesi scorsi. L’incubo è iniziato il 9 gennaio
Evaristo Beccalossi
Oggi Evaristo Beccalossi, storico centrocampista dell’Inter e uno dei numeri 10 più amati dai tifosi nerazzurri, sta meglio: è in ripresa dopo i gravi problemi di salute dei mesi scorsi. Il suo è stato un calvario. Un’emorragia cerebrale annunciata da uno stato confusionale, poi il coma durato 47 giorni. E infine il risveglio. Tutto è cominciato il 9 gennaio scorso, come racconta oggi per la prima volta la moglie Danila al Corriere della Sera, in un articolo firmato da Monica Colombo.
Cosa è successo ad Evaristo Beccalossi – “Un amico che lo doveva accompagnare a Pavia arriva a casa sua e lo trova in stato confusionale – racconta la moglie di Beccalossi -. Avvisa subito mia figlia Nagaja che abbandona la cena con gli amici e si precipita a casa del papà. Evaristo era cosciente, parlava ma non tutto quello che diceva aveva un senso. Decidiamo di portarlo subito all’ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia che non finirò mai di ringraziare, per la dedizione e l’impegno dimostrati nelle cure. Saremo sempre grati al reparto di terapia intensiva e a quello riabilitativo. Al pronto soccorso lo sottopongono subito alla tac che evidenzia un’emorragia cerebrale“.
“Non sappiamo se arriva a domani“ – “Il medico gli consiglia ‘saluta tua moglie’. ‘Vai, vai, fuori dalle balle’, replica lui. Il dottore quindi conclude ‘allora non stai così male’…“, dice Danila. Due giorni dopo, Beccalossi entra in coma. E viene ricoverato in terapia intensiva: “È stato il momento più duro perché i medici con lucida onestà ci hanno avvisato: ‘Non sappiamo se arriva a domani’…”.
Poi il risveglio dopo 47 giorni: “Sono stati lunghissimi, anche se ho trovato conforto nella moglie di un paziente con lo stesso problema di Evaristo. Vivendo in ospedale ogni volta in cui andavo al bar c’era qualche inserviente che veniva a darmi una carezza o a chiacchierare“. Dopo il risveglio, “tutte le infermiere gli dicevano ‘auguri Becca’. In quel frangente si è reso conto del tempo che aveva passato in ospedale: era entrato a ridosso delle vacanze di Natale e si era ritrovato a Pasqua“.
La rieducazione: “È ancora lunga” – Evaristo Beccalossi compirà 69 anni il prossimo 12 maggio. “Ora ha davanti il percorso di rieducazione, è ancora lunga. Ma, come da giocatore, mica ha voglia di allenarsi. Quando deve andare in palestra sbuffa“. Le partite dell’Inter le vede “a sprazzi sul telefonino. Quando Nagaja prima della semifinale con il Barcellona gli ha chiesto ‘babbo chi va in finale secondo te?’, ha risposto ‘l’Inter, ovvio’…“.
Paolo Vanoli Torino – (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Momenti di tensione allo Stadio Olimpico Grande Torinodurante la sfida tra i granata e il Venezia, valida per la 35ª giornata di Serie A.Al minuto 75, quando il Torino era ancora sotto di un gol, l’allenatore Paolo Vanoli ha accusato un piccolo malore a bordo campo.
ATTIMI DI TENSIONE – Paura per Paolo Vanoli, il tecnico si è accasciato a terra, costringendo lo staff medico del club a un rapido intervento. Fortunatamente, dopo pochi minuti, le sue condizioni sono apparse stabili: Vanoli si è rialzato con l’aiuto dei sanitari e ha rassicurato tutti con un gesto distensivo e sorridente. La scena che ha commosso tifosi e addetti ai lavori è arrivata poco dopo: l’abbraccio con Eusebio Di Francesco, allenatore del Venezia, testimone della vicenda. Un gesto spontaneo e sincero, che ha regalato un momento di grande sportività e umanità in un contesto agonistico spesso teso.
Dopo la ripresa del gioco, il gol del Torino! – BUONA NOTIZIA – Curiosamente, pochi minuti dopo l’accaduto, il Torino ha trovato il gol del pareggio grazie a un rigore trasformato da Nikola Vlasic al 77′, riaccendendo le speranze dei granata. L’episodio sembra aver dato una scossa alla squadra, che fino a quel momento faticava a imporsi sul piano del gioco. Vanoli, ex tecnico del Venezia, guiderà il Torino nel prossimo match contro l’Inter, attualmente previsto dopo la gara dei nerazzurri contro il Verona in programma sabato. Le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione, ma il club monitorerà la situazione con attenzione.
Pauraper Christian Vieri. Quella che doveva essere una tranquilla vacanza in famiglia alle Maldive – insieme alla moglie Costanza Caraccioloe le loro due figlie – si è trasformata in una brutta disavventura. L’ex calciatore ha condiviso delle foto in cui appare su un letto d’ospedale, con una mascherina sul viso, suscitando non poca preoccupazione tra i suoi follower.
Cosa è successo – «Tutti mi chiedono come sto. Sono partito dall’Italia con tosse e dolore alle ossa», racconta Bobo Vieri. Sperava di risolvere tutto in fretta, ma purtroppo le cose sono peggiorate. Deciso a non rischiare, ha raggiunto il medico del posto per una visita, visto che la sua tosse non accennava a migliorare. «Il medico mi ha detto che un polmone sta bene, ma l’altro ‘fischia’ un po’. Prendo antibiotici, quindi la vacanza è finita, è ora di tornare a casa».
Le parole di Costanza Coracciolo – «Quando è partito, non era proprio in forma. Ci siamo detti che, una volta arrivati, tra sole e mare, sarebbe andata meglio. Purtroppo, la situazione è peggiorata sempre di più», ha raccontato la moglie.
Costretto a consultare un medico, l’ex calciatore ha ricevuto un antibiotico e, come mostrano le foto, la somministrazione è avvenuta tramite una mascherina. Si tratta di un «rumorino» ai polmoni, ma la coppia ha preferito non entrare nei dettagli.
Il centrocampista inglese stasera sarebbe stato titolare per la prima volta dal 23 novembre, invece ha avvertito forti dolori addominali. È stato organizzato un intervento a Napoli, concluso intorno alle 17.30. Salterà il derby di Coppa Italia di mercoledì: rientro previsto per fine aprile
Un clamoroso imprevisto per il Milan verso la partita di stasera a Napoli. Ruben Loftus-Cheek in ritiro ha avvertito dolori improvvisi, sempre più forti, ed è stato portato alla clinica Mediterranea di Napoli. Gli esami hanno evidenziato un’appendicite acuta, è stato operato nel pomeriggio dal Professor Francesco Corcione e dalla sua équipe: intervento concluso intorno alle 17.30, con successo. RLC rientrerà a Milano tra un paio di giorni e non ci sarà per il derby di Coppa Italia di mercoledì: il rientro è previsto tra un mese circa.
LA FORMAZIONE – Loftus-Cheekquesta sera sarebbe stato titolare per la prima volta dopo Milan-Juve del 23 novembre. In mezzo un infortunio al bicipite femorale destro. L’inglese ovviamente non sarà in grado di giocare al San Paolo. Al suo posto, dentro Youssouf Fofana, in un centrocampo a tre con Bondo e Reijnders. Curiosamente, Napoli-Milan comincia con un doppio problema inatteso. Loftus-Cheek era atteso in campo soprattutto per contrastare McTominay, fermato però da un virus intestinale prima della partita.
Arnautovic dopo lo scontro subito in campo nel match tra Austria e Serbia – Credit Foto Getty Images
Un forte spavento, ma fortunatamente nulla di grave per Marko Arnautovic durante il match tra Austria e Serbia. Il giocatore dell’Inter ha accusato un attacco di panico a seguito di un violento scontro di gioco. Dopo l’intervento dello staff medico, l’attaccante ha potuto continuare il match, servendo l’assist per il momentaneo vantaggio della sua Nazionale
L’Austria diMarco Arnautovic è impegnata negli spareggi per la promozione alla Lega A di Nations League. 1-1 nel match d’andata giocato contro la Serbia, in cui l’attaccante ha servito l’assist per il vantaggio siglato da Gregoritsch a cui è seguito nella ripresa il pareggio di Lazar Samardzic. Il giocatore dell’Inter ha vissuto attimi di paura in avvio di gara, dopo uno scontro di gioco che gli ha procurato “un forte dolore nella parte anteriore della rotula“.
“Poi ho sentito un’enorme pressione nella metà superiore dell’addome, nello stesso momento ho avuto un attacco di panico e non so perché mi sia capitato. Il dottore ha dato un’occhiata, mi ha dato una medicina, è tornato tutto ok e ho potuto continuare” questo il raccontato di Arnautovic nel post gara.
Il focus del classe 1989 resta però sullastagione in nerazzurro, come dimostrano le parole rilasciate a Sportmediaset dal ritiro della Nazionale: “Sono in un ottimo periodo di forma e sì, io sono sempre pronto per aiutare l’Inter che è la mia squadra del cuore”. Il sogno sarebbe quello di rivivivere la stagione 2009/2010: “Replicare il Triplete?Io l’ho già detto, il Triplete l’ho vinto da tifoso, sarei bugiardo a dire il contrario: adesso sono un giocatore vero, gioco un po’ di più e cerco di dare tutto per l’Inter. Se puntiamo a vincere tutte e quattro le competizioni che affronteremo? Certamente, certamente”.
Il calciatore si sta sottoponendo a dei test per verificare il suo stato. Al vaglio la natura della sua cardiopatia: i risultati sono attesi entro una o due settimane
Edoardo Boveè ricoverato da ieri all’Ospedale Torrette di Ancona per sottoporsi a una serie di test per valutare la propria condizione in seguito all’impianto del defibrillatore, misura necessaria dopo il malore patito lo scorso dicembre. Lo ha rivelato il Corriere Adriatico. Il centrocampista romano della Fiorentina, vittima di un arresto cardiaco nella partita al Franchi con l’Inter del primo dicembre, vuole capire se la sua cardiopatia sia strutturale o meno.
LA NOTA – In mattinata il club viola ha diramato una nota sul proprio sito ufficiale: “ACF Fiorentina informa che, nella giornata di ieri, giovedì 20 Marzo, il calciatore Edoardo Bove è stato sottoposto ad accertamenti cardiologici approfonditi di tipo elettrofisiologico nella Clinica di Cardiologia e Aritmologia dell’AOUM diretta dal Prof. Antonio Dello Russo, con la supervisione del Prof. Paolo Zeppilli consulente del giocatore“.
le prospettive – Già ieri Bove ha svolto i primi test diagnostici ed accertamenti specifici con approfondimenti invasivi di natura elettrofisiologica per trattare le aritmie. I risultati sono attesi entro una o due settimane. All’ospedale di Torrette il calciatore 22enne è stato affidato alle cure del professore Antonio Dello Russo, direttore della Clinica di Cardiologia e Aritmologia che ha già trattato altri sportivi. Con il defibrillatore interno che gli è stato impiantato, allo stato attuale Bove potrebbe tornare a giocare solo all’estero per via dei protocolli stringenti del calcio italiano. Se invece fosse possibile rimuovere il defibrillatore, lo scenario potrebbe cambiare.
Sospetta ischemia cerebrale per l’ex allenatore di Roma e Lazio, colpito da un ictus già lo scorso ottobre
Zdenek Zeman – (Fotogramma/Ipa)
Zdenek Zeman ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma per sospetta ischemia cerebrale. L’ex allenatore di Lazio e Roma, 77 anni, avrebbe accusato un deficit di forza e un disturbo di produzione del linguaggio.
Le condizioni cliniche sono al momento stabili pur rimanendo in prognosi riservata. Già lo scorso ottobre, Zeman era stato colpito da un ictus che gli aveva causato un’emiparesi al braccio destro.
Zeman ricoverato al Gemelli – Per il mister boemo, ricoverato da questa mattina nella Stroke Unit del policlinico universitario capitolino, “vigile e collaborativo con i medici, sono in corso ulteriori accertamenti“ secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate.
Il quadro presentato è compatibile con ischemia cerebrale in pazienti con pregressa comorbidita cardiologica e pregresso ictus. E’ stata confermata terapia antiaggregante e anticoagulante. I suoi parametri sono monitorati costantemente: dovrà essere sottoposto a controlli cardiologici e neuroradiologici.
Il tecnico boemo, nato a Praga il 12 maggio 1947, aveva chiuso nel 2024 la sua ultima avventura in panchina con il Pescara per problemi al cuore.
Tra i primi messaggi di vicinanza al tecnico, quello del Pescara: “Lo sai mister, siamo sempre con te” si legge sul profilo X del club abruzzese.
Secondo prime informazioni il giovane calciatore non sarebbe in pericolo di vita
Grave malore per un calciatore di 23 anni per cui è stato necessario l’intervento del 118 nel pomeriggio di oggi, 2 febbario. Il ragazzo si è sentito male durante una partita del campionato di seconda categoria dilettanti al campo sportivo di Altopascio(Lucca). Nell’ultima parte del match il 23enne si è sentito male ed i presenti hanno avvisato il 118.
I soccorsi – La partita era fra Academy Tau e Borgo a Buggiano. Secondo le prime ricostruzioni il 23enne avrebbe accusato un malessere, un primo capogiro, durante la partita, poi a fine gara avrebbe accusato un mancamento negli spogliatoi. È rimasto comunque sempre cosciente.
Sono stati i dirigenti della società sportiva Academy Tau di Altopascio (Lucca) ad attivare i soccorsi. Una volta stabilizzato dal medico del 118 il 23enne è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale San Luca di Lucca per gli accertamenti e le eventuali cure.
Il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove dopo il malore in campo non potrà più giocare a calcio in Italia ad alti livelli
Edoardo Bove sta meglio, il malore accusato in campo contro l’Inter è stato superato senza gravi problemi di salute, e questa è la notizia che tutto il mondo del calcio aspettava. Le ore di apprensione e paura sono alle spalle e adesso è il momento di pensare al futuro per il 22enne.
Perché Bove non giocherà più in Italia – Il giocatore ha dato l’ok per impiantare un defibrillatore sottocutaneo, un apparecchio salvavita che gli impedirà di continuare a giocare in Italia. Le leggi del nostro Paese impediscono infatti l’attività a un giocatore che ha subito un intervento di questo tipo, era già successo con Eriksen costretto a salutare l’Inter dopo il malore agli Europei.
Nei prossimi giorni verrà sottoposto all’intervento e la prossima settimana dovrebbe uscire dall’ospedale. Poi con ogni probabilità andrà a salutare i compagni della Fiorentina al Viola Park. Nei prossimi mesi si siederà al tavolo con la Roma, proprietaria del suo cartellino, per chiudere la sua avventura nel calcio italiano, ma non la sua carriera in assoluto.
Dove può giocare adesso Bove – Altri Paesi hanno regole meno stringenti per quanto riguarda il defibrillatore sottocutaneo, per esempio in Inghilterra è ammesso e quindi Bove potrebbe provare a ricominciare dalla Premier League proprio come fatto da Eriksen. Anche in Spagna i giocatori possono giocatore con il defibrillatiore sottocutaneo, è il caso per esempio di Blind del Girona.
Il procuratore Chinè ha aperto un fascicolo sulle dichiarazioni del dottor Ivo Pulcini: nei prossimi giorni sarà sentito.
La procura della Federcalcio ha aperto un fascicolo sulle dichiarazioni del responsabile medico della Lazio, Ivo Pulcini. «Nel 2019 io visitai un giocatore importantissimo, che adesso sta andando per la maggiore e gioca in questa Serie A, ma io non lo ritenni idoneo a giocare a calcio», le parole di Pulcini in una intervista a Il Messaggero. Ora il procuratore Giuseppe Chinè ha aperto un fascicolo, e sentirà nei prossimi giorni Pulcini, compatibilmente col fitto calendario di impegni della squadra allenata da Baroni.
Pulcini non ha fatto il nome del calciatore, ma il riferimento era all’attuale difensore del Milan Strahinja Pavlovic. Nel 2019, la Lazio trovò un accordo con la società di allora, ovvero il Partizan, a cui sarebbero dovuti andare 5 milioni, ovvero un quarto rispetto ai 20 (comprensivi di bonus) sborsati dal Milan per strapparlo al Salisburgo.
L’ufficialità sfumò però a causa dell’esito delle visite mediche, in cui – sulla base delle indicazioni del club biancoceleste – furono riscontrate alcune anomalie di natura cardiaca. Venne visitato in tre cliniche differenti perché l’ex ds Tare lo voleva a ogni costo, ma il no rimase fermo. Le anomalie tuttavia non sono state invece poi riscontrate nei controlli dei successivi tesseramenti. Pavlovic rimase così di proprietà del Partizan, che un anno più tardi lo avrebbe ceduto per 10 milioni al Monaco.