La corte d’appello ha ribaltato il risultato della partita surreale
Il Senegalnon è più campione d’Africa. Accolto il ricorso del Marocco. Quella finale assurda, con la squadra che si era ritirata sul penalty per il Marocco al 98’, era rientrata dopo 16 minuti. Aveva tirato e sbagliato Brahim Diaz (fece il cucchiaio) avrà un’altra conclusione. Il Senegal aveva vinto ai supplementari e aveva festeggiato, non aveva considerato che ci sarebbe stato un altro supplementare, quello della corte d’appello. Il Comitato d’Appello del CAF ha deciso che in applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa la Nazionale ha perso la partita finale con il risultato 3-0 per il Marocco.
Sul ricorso le seguenti sentenze: – “Il ricorso è stato accolto. La commissione d’appello rileva inoltre che la condotta della squadra del Senegal rientra nell’ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 dei regolamenti della Coppa d’Africa. Tutte le altre mozioni sono respinte“.
Riscontrati violazioni della normativa sulle third-party agencies per il periodo 2011-2018
Mercato chiuso per un anno – ma con la condizionale – per il Chelsea e sanzioni di vario genere che vanno a toccare anche il settore giovanile e a colpire finanziariamente il club con una multa da 10 milioni di sterline. E’ questa la decisione presa dalla commissione disciplinare della Premier League, che ha notificato una serie di violazioni in tema di pagamenti (per 47,5 milioni di euro) corrisposti a società collegate a fondi di investimento e procuratori i cui incassi non finivano poi nel circuito del mondo del calcio (third-party agencies), per il periodo che va dal 2011 al 2018. Quando la società londinese era ancora sotto il controllo del magnate russo Roman Abramovich.
COS’E’ SUCCESSO – L’ormai ex patron, costretto a cedere il Chelsea nel 2022 per la sua continguità col regime di Vladimir Putin pochi mesi dopo l’invasione in Ucraina e i cui beni nel Regno Unito sono stati congelati, aveva lasciato nelle mani del consorzio statunitense BlueCo, capeggiato da Todd Boehly e che detiene pure il pacchetto di maggioranza dello Strasburgo in Francia. La Premier League aveva aperto due procedimenti disciplinari nei confronti del Chelsea, per effetto dei quali non potrà operare nelle prossime due finestre di calciomercato, quella dell’estate 2026 e quella del gennaio 2027, per quanto concerne le operazioni che riguardino calciatori della prima squadra. Imposto anche uno stop di 9 mesi per reclutare nuovi calciatori per l’academy.
LA MULTA PIU’ ALTA DI SEMPRE – E’ bene precisare come questa sentenza arrivi dopo un deferimento determinato dalla Football Association dello scorso settembre – dopo aver recepito le risultanze di una commissione indipendente che ha riscontrato le presunte violazioni – e che l’attuale management abbia collaborato attivamente alle indagini attraverso un’operazione di autodenuncia, nel 2022, delle infrazioni commesse sotto la precedente proprietà. Dopo quattro anni di approfondimenti, si arriva a colpire il Chelsea anche con la multa più salata di sempre per questo tipo di casistiche, corrispondente a circa 12,5 milioni di euro. Nella nota diffusa dalla Premier League, è però specificato come il provvedimento sia congelato per i prossimi due anni e che lo stop di un anno al mercato scatterà qualora in questo periodo il club si rendesse protagonista di altre violazioni.
Dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane, oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis. Intervento dei nuovi proprietari sui conti del club umbro ma resta l’ombra di un possibile crack
Ternana Calcio / Instagram – Claudia Rizzo presidente della Ternana Calcio
La presidente della Ternana Claudia Rizzo è negli uffici della Guardia di Finanza, a Terni, dove sarà ascoltata dal procuratore capo, Antonio Laronga, dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane. Oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis
Sono due gli esposti presentati dai Rizzo, assistiti dal legale Manlio Morcella, ai magistrati che ora, dopo aver delegato gli accertamenti alla Gdf di Mauro Marzo, hanno deciso di ascoltare la giovane manager e sua madre.
La maxi indagine sulla Ternana Calcio – Al centro della maxi indagine quanto avvenuto nell’intero periodo tra giugno 2024 e settembre 2025, prima che il timone della società passasse nelle mani dei Rizzo. Compreso il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre, quando la società era ingessata, perché formalmente amministrata dai precedenti gestori, ma di fatto spogliati dei poteri perché avevano rilasciato una procura a vendere a vantaggio di uomini vicino a Massimo Ferrero.
Le sponsorizzazioni mai versate – Una procura che garantiva l’anticipazione di 2 milioni che aveva fatto UniCusano per fare fronte allescadenze federali. Non solo. La Ternana richiede, tramite decreti ingiuntivi, quasi3 milioni di euro per sponsorizzazioni mai versate. Un susseguirsi di operazioni economiche che ora sono al vaglio dei magistrati. Il rischio è quello di uncrack economico per ora evitato grazie al coraggio della famiglia Rizzo che, nonostante i buchi nel bilancio, ha ripianato di tasca sua. Ora dopo ora, però, la situazione diventa più complessa.
Gli indagati e le ipotesi di reato – Nell’inchiesta sonoindagatil’ex super consulente della società calcistica Ferrero (un passato come presidente della Sampdoria), e l’ex amministratore unico Tiziana Pucci. Per loro viene ipotizzata l‘infedeltà patrimoniale, un reato commesso quando – amministratori o altre figure apicali – cagionano “intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto” ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Lo scambio di calciatori contestato a Ferrero – A Ferrero è contestato, tra l’altro, il fatto di aver cercato di chiudere una trattativa per lo scambio di due giovani calciatoriCristian Vaccaro della Ternana e Flavio Ciufferi del Trapani calcio. Secondo quanto si apprende, il saldo dei prezzi dava sì una plusvalenza alla società umbra di circa 70 mila euro, ma a fronte di una netta remissione sulle uscite riguardanti gli stipendi. Mentre Vaccaro guadagnava, infatti, circa 20 mila euro lordi il calciatore del Trapani aveva uno stipendio di oltre 200 mila euro a crescere fino a 250 mila nella stagione 2026/27.
La Ternana e l’autista storico di Ferrero – Non solo. Ferrero avrebbe fatto, inoltre, assumere tramite una società del gruppo il suo autista storicoa cui sarebbero stati riconosciuti compensi per attività straordinaria. Lo stesso autista avrebbe, in più, tentato di trattenere per sé l’auto aziendalein uso alla Ternana che sarebbe stata restituita solo dopo numerose pressioni. A Pucci, invece, è tra l’altro contestata anche una fattura per un’attività di supporto alla chiusura della cessione.
Episodio da condannare nella sfida del campionato Primavera 1 fra Napoli e Sassuolo. Al minuto 62, il centrocampista degli ospiti, il rumeno Troy Tomsa, viene espulso per proteste dopo una decisione arbitrale e, dopo che sembrava essersi allontanato sulla via degli spogliatoi, torna indietro e strattona fortemente l’arbitro Mattia Maresca.
L’avversario del Napoli, Andrea Smeraldi, prova a fermarlo in tempo, ma Tomsa attacca l’arbitro che resta impietrito. Per la cronaca, la sfida era sul punteggio di 3-2 per gli azzurri, che poi hanno dilagato grazie alla superiorità numerica fino al 5-2 finale.
Tomsa strattona l’arbitro, il comunicato del Sassuolo – Il Sassuolo ha diramato un comunicato per condannare le azioni di Tomsa, promettendo seri provvedimenti nei confronti del calciatore: “L’U.S. Sassuolo Calcio condanna con fermezza il comportamento tenuto da Troy Tomsa nei confronti del direttore di gara, il Sig. Mattia Maresca, in occasione della gara della 29ª giornata del campionato Primavera 1 tra Napoli e Sassuolo. La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente. Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore. Il Sassuolo Calcio ribadisce inoltre il proprio impegno nel promuovere, attraverso l’attività sportiva e i numerosi progetti formativi del club, i valori educativi che devono accompagnare la crescita degli atleti e delle atlete“.
Undirigente di squadra aggredisce l’arbitro minorenne durante un campionato Under 17: cinque anni di inibizione e penalità per la società
Sud Sardegna, campo di calcio giovanile: due squadre Under 17 si affrontano. Tra loro, anche l’arbitra, una ragazza di 17 anni. Il primo tempo scorre senza problemi, ma nel secondo tempo la partita sfugge di mano. A rovinare tutto è un dirigente adulto, anche assistente di linea, che dovrebbe aiutare l’arbitro e controllare il gioco.
Al quarto del secondo tempo protesta per una rimessa laterale non concessa. L’arbitra ammonisce il dirigente per comportamento scorretto. La reazione è immediata e violenta: insulti, poi due schiaffi e un pugno che causano alla giovane arbitro lesioni con prognosi di 45 giorni.
La partita termina subito.
Il giudice sportivo interviene con una sanzione senza precedenti: il dirigente viene inibito per cinque anni da ogni attività FIGC, la sua società paga 1000 euro di ammenda, perde la gara 3-0 e subisce due punti di penalizzazione in classifica.
Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Teheran risponde ai missili: esplosioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Abbattuti caccia Usa in Kuwait. Tel Aviv lancia “campagna offensiva contro Hezbollah”. Francia pronta a difendere i Paesi del Golfo
Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano.
Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. “Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un’invasione di terra“, ha annunciato Israele.
Intanto Teheranrisponde ai raid con lancio di missili e droni: esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi e Doha. “Non negozieremo con gli Stati Uniti“, ha detto il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, chiudendo la porta ogni trattativa con il presidente americano Donald Trump, che ieri si era detto disponibile a parlare con Teheran.
Attaccata l’ambasciata Usa in Kuwait, precipitati vari caccia americani – Colonne di fumo si sono levate nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. La sede ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Inoltre, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa del Kuwait, dopo le notizie della Cnn e dei media iraniani, stamani sono precipitati diversi caccia americani. “Tutti gli equipaggi sono sopravvissuti” e i piloti sono in condizioni “stabili“.
Il club azzurro: “Icona del calcio e professionista esemplare”
Rino Marchesi – Facebook
Rino Marchesi (San Giuliano Milanese, 11 giugno 1937 – Sesto Fiorentino, 1º marzo 2026) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista o difensore. – https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Marchesi
Il mondo del calcio piange la scomparsa all’età di 88 anni di Rino Marchesi, ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Inter e Juventus, morto oggi, domenica 1 marzo. A dare l’annuncio il club azzurro con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985.
“Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida tecnica degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985“.
FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
Arrivato sulla panchina nerazzurra nella stagione 1982/83, Marchesi guidò un’Inter profondamente rinnovata: tra i nuovi innesti il campione del mondo Fulvio Collovati, il brasiliano Juary e il tedesco Hansi Müller, con Alessandro Altobelli punto di riferimento offensivo. In campionato i nerazzurri inseguirono le posizioni di vertice chiudendo al terzo posto, mentre in Coppa delle Coppe l’Inter raggiunse i quarti di finale, fermata dal Real Madrid. In quell’annata fece il suo esordio in prima squadra anche Walter Zenga. In totale il tecnico, nato a San Giuliano Milanese nel 1937, collezionò 47 panchine in nerazzurro.
E’ morto Daniele Pairotto, calciatore 24enne che ieri è stato colto da arresto cardiaco mentre stava giocando in un campo di calcio a Crova, in provincia di Vercelli. Secondo le ricostruzioni, il giovane si è accasciato al suolo dopo aver raggiunto gli spogliatoi durante l’intervallo della partita tra il Crova e il Livorno Ferraris, sfida valevole per il campionato di calcio amatoriale Csi.
I drammatici soccorsi – Immediato l’intervento dei soccorsi sul giovane, tesserato per il Crova, che hanno iniziato le manovre di massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dell‘ambulanza con il medico a bordo. Il sanitari ha proseguito con le manovre avanzate di rianimazione. Il giovane, trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Novara, era stato ricoverato in terapia intensiva.
Col decreto Pnrr, farà fede la prova digitale. Ecco cosa c’è da sapere
Pagamenti Pos, stop alla conservazione delle ricevute: cosa cambia da marzo per il Fisco
Roma, 28 febbraio 2026 – Entra in vigore da marzo lo stop all’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute Pos. Farà fede la prova digitale del pagamento, come indicato dal decreto Pnrr.
Un passo deciso verso la sburocratizzazione – Da marzo non sarà più obbligatorio conservare, per dieci anni, le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con Pos, come da abitudine per molti italiani. Si tratta di una grossa novità, che segnerà un passo deciso verso lasburocratizzazione dei rapporti fiscali, e che è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso in materia di Pnrr, articolo 8.
La ricevuta Pos non è una vera fattura, ma solo una prova di avvenuto pagamento con carta. Ecco perché si è deciso di evitare questo obbligo di conservazione, anche perché ormai le operazioni di pagamento con carta vengono registrate in tempo reale.
Tra pochi giorni, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate sarà resa disponibile la funzione di abbinamento digitale tra terminali Pos e registratori di cassa. Si potrà così integrare i dati dei pagamenti elettronici e quelli trasmessi all’Agenzia delle Entrate telematicamente.
Cosa servirà conservare – Da quel momento, sarà sufficiente conservare i documenti bancari con movimenti carta ed estratto conto, e le eventuali comunicazioni inviate dalla banca, oltre ai tracciati digitali contenenti le singole operazioni.
Ovviamente resta l’obbligo di conservare lo scontrino o fattura, che mantengono la loro rilevanza fiscale, e certificano l’operazione ai fini Iva e delle imposte dirette. Anche ai fini della dichiarazione dei redditi, nel modello 730 per la detrazione fiscale, non servirà più conservare anche la ricevuta del pos, sarà sufficiente lo scontrino o la fattura, e il movimento bancario. Il decreto prevede che lo stesso principio si applichi anche per i pagamenti effettuati verso le pubbliche amministrazioni, ad esempio col sistema PagoPa.
Il prossimo step: addio agli scontrini – Tale iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di semplificazione che porterà alla scomparsa definitiva degli scontrini cartacei, come richiesto dal Parlamento. Da gennaio 2027, ad esempio, non ci sarà più l’obbligo dell’emissione, se non su richiesta dell’acquirente, almeno nella grande distribuzione. Poi dal 2028 sarà la volta di tutti gli altri soggetti fiscali con grandi volumi d’affari, per arrivare dall’1 gennaio 2029 alla scomparsa definitiva per qualsiasi esercente.
L’ex Inter accusato di aver violentato una ragazza nel 2023: «Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
Achraf Hakimi (Photo by Luke Hales/Getty Images)
Achraf Hakimi è stato rinviato a giudizio per stupro: lo ha reso noto l’avvocato del terzino marocchino del Psg. Hakimi è accusato dalla procura di Nanterre di aver violentato una ragazza nel 2023, e si è sempre difeso sostenendo la tesi del ricatto a fini economici.
«Oggi, un’accusa di stupro è sufficiente a giustificare un processo, anche se io lo nego e tutto dimostra che è falso – il messaggio del giocatore ex Inter, pubblicato sul suo profilo X -. Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
A fine febbraio 2023 la giovane donna, che all’epoca aveva 24 anni come il giocatore, si era recata inizialmente in un commissariato della Val-de-Marne, dove aveva dichiarato di essere stata stuprata, senza tuttavia sporgere denuncia. «Un processo viene disposto sulla base di un’accusa che poggia unicamente sulla parola di una donna che ha ostacolato tutte le indagini, che ha rifiutato tutti gli esami medici e le analisi del DNA, che ha rifiutato l’analisi del suo telefono cellulare, che ha rifiutato di fornire il nome di un testimone chiave», ha reagito l’avvocata del giocatore, Me Fanny Colin.
La parte civile aveva affermato, secondo una fonte di polizia, che il calciatore l’aveva baciata, compiuto palpeggiamenti senza il suo consenso prima di violentarla. Contattata, l’avvocata della giovane donna, Me Rachel-Flore Pardo, non aveva reagito immediatamente al rinvio a giudizio.
Me Colin ha ritenuto che le «due perizie psicologiche» della vittima «abbiano rivelato una mancanza di lucidità sui fatti che afferma di denunciare» e ha sottolineato in particolare «che ha tentato di nascondere all’autorità giudiziaria diversi messaggi scambiati con un’amica nei quali progettava di “spogliare” (sic) il signor Hakimi». Dopo le richieste della procura, che aveva domandato il rinvio a giudizio del calciatore per stupro, Me Pardo aveva dichiarato che «nulla in questo fascicolo consente di configurare un tentativo di estorsione». «Non tollereremo alcuna campagna di denigrazione o destabilizzazione, come purtroppo accade ancora troppo spesso per le donne che hanno il coraggio di denunciare gli stupri di cui sono vittime», aveva aggiunto. «Attendiamo questo processo con determinazione e combattività affinché sia fatta giustizia», ha assicurato dal canto suo Me Colin.
La società di consegne finisce sotto la lente della Procura di Milano
Sciopero dei rider del food delivery presso la Camera del Lavoro e Tribunale, foto di repertorio Claudio Furlan, LaPresse
Dopo il caso Glovo ora è Deliveroo a finire sotto la lente della Procura di Milano. Il pubblico ministero Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per la società di consegna a domicilio. L’accusa rivolta è di impiegare manodopera “in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori“.
Il pm: “Retribuzione inferiore alla soglia di povertà” – Ai rider, si legge nel provvedimento firmato dal pm, sarebbe stata corrisposta una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva”. L’inchiesta ha raccolto le testimonianze di oltre 50 rider. Nel documento si parla di circa 20mila lavoratori “in stato di bisogno” e “operanti” sul territorio nazionale, di cui 3mila nel Milanese.
A dire della Procura la somma corrisposta dalla Procura “non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale“. “Deliveroo sta esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità”, fa sapere la società in una nota e “sta collaborando alle indagini”.
Glovo dovrà “introdurre un algoritmo” per ricalcolare gli stipendi – Prima di Deliveroo era stata la società di consegne Glovoa finire sotto controllo giudiziario per caporalato. A firmare il provvedimento, poi convalidato dal Gip, era stato lo stesso pm che sta seguendo anche il fascicolo di Deliveroo, Paolo Storari. Secondo l’accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila rider impiegati in tutta Italia, “lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario” ma “in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà”.
Nel decreto con cui ha convalidato il commissariamento, il giudice Roberto Crepaldi ha sollecitato la società a “introdurre un algoritmo” che sia “capace di garantire” ai rider “un reddito compatibile con i dettami costituzionali” e “ricalcolare” gli stipendi “finora” corrisposti.
Un pugno da Malcore, espulso: indaga anche la Digos
Un pugno negli spogliatoi durante l’intervallo. È quanto sarebbe accaduto allo stadio “Puttilli” di Barletta nel corso della gara tra Barletta e Afragolese, valida per la 25ª giornata del girone H di Serie D.
Secondo quanto si apprende, al termine del primo tempo – chiuso sullo 0-0 – l’attaccante del Barletta Giancarlo Malcore, 32 anni, numero 9 biancorosso, avrebbe colpito al volto il capitano dell’Afragolese, l’argentino Agustín Torassa, 37 anni. L’episodio si sarebbe verificato all’interno degli spogliatoi.
L’arbitro Matteo Cavacini della sezione AIA di Lanciano, informato dell’accaduto, ha disposto l’espulsione di Malcore prima dell’inizio della ripresa. Il secondo tempo è cominciato con circa dieci minuti di ritardo e il Barletta è rientrato in campo in inferiorità numerica. Torassa è stato sostituito da Giuseppe Montaperto.
Il capitano campano è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico minore in regione occipitale, con cefalea e dolore al rachide cervicale. Dopo gli accertamenti è stato dimesso in serata ed è rientrato a casa, sotto monitoraggio medico. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza e della sezione Uigos per gli accertamenti del caso.
La partita si è conclusa con la vittoria del Barletta per 2-0.
Dura la presa di posizione dell’A.C. Afragolese, che in una nota ufficiale ha espresso “la più ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi negli spogliatoi”, ribadendo che “simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport e della leale competizione”. La società campana ha sottolineato come ogni forma di aggressione rappresenti “una sconfitta per tutto il movimento calcistico”, soprattutto quando coinvolge tesserati che dovrebbero essere esempio per i più giovani.
Il club ha rassicurato sulle condizioni di Torassa, definito vigile e costantemente monitorato, dichiarando di confidare nell’operato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
La vicenda sarà ora valutata dagli organi di giustizia sportiva, chiamati a pronunciarsi sueventuali responsabilità disciplinari.
I bianconeri hanno contestato ufficialmente il cartellino rosso del francese rimediato contro l’Inter. Gravina ha negato la grazia
L’espulsione di Kalulu – Afp
Niente ‘grazia‘ per Pierre Kalulu: la Figc dice no e la squalifica resta. La Juventus ha fatto ricorso in merito alla sanzione di una giornata comminata al difensore dopo la contestata espulsione nella sfida contro l’Inter provocata dalla plateale simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni.
Il ricorso del club bianconero è stato respinto, ma la società torinese ‘per riparare al torto acclarato‘ nei confronti del francese ha richiesto, a quanto apprende l’Adnkronos, la grazia per il suo numero 15 al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero 1 della Federcalcio ha respinto la richiesta.
In passato il presidente federale ha graziato Romelu Lukaku che, con la maglia dell’Inter, era stato espulso a Torino contro la Juventus per la reazione a insulti razzisti provenienti dagli spalti. La simulazione conclamata di Bastoni, che ha pubblicamente chiesto scusa per il suo comportamento, non ha portato all’annullamento della squalifica per un episodio giudicato in campo dall’arbitro La Penna.
Il ‘no’ della Figc – La decisione della Federazione sul reclamo formale bianconero è arrivata in una nota: “La Corte Sportiva D’Appello Nazionale a Sezioni Unite ha respinto il reclamo della Juventus, confermando la squalifica per una giornata di gara inflitta a Pierre Kalulu“, si legge sul sito ufficiale, “il difensore bianconero era stato sanzionato dal giudice sportivo dopo essere stato espulso in occasione di Inter-Juventus, gara disputata lo scorso 14 febbraio e valevole per la 25ª giornata del campionato di Serie A”.
Spalletti: “Richiesta grazia atto dovuto, ingiustizia evidente” – Della richiesta di grazia (respinta) ha parlato anche l’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti: “Quello di Kalulu è un atto dovuto della società, perché trattasi di due ingiustizie evidenti di cui tutti sono stati costretti a prenderne atto: il club ha fatto bene“, ha detto il tecnico toscano nella conferenza stampa alla viglia della partita contro il Como.
Con le quattro ordinanze depositate oggi (n. 1064 1065, 1066, 1067) il Tar del Lazio (Sezione Prima Ter)ha respinto le domande cautelari presentate dalle Associazioni dei tifosi della Roma (due ricorsi), della Fiorentina e del Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno con i quali è stato sancito il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica.
I decreti erano stati adottati dal Ministero a seguito degli scontri fra opposte tifoserie lungo tratti autostradali per il raggiungimento degli impianti sportivi dove si sarebbero tenute le partite di calcio nelle quali erano impegnate le relative squadre. Ildecreto che riguardava la tifoseria della Lazio non è stato impugnato.
Quello che riguarda la Roma (il n.1066) è stato accolto limitatamente al divieto di trasferta per i residenti in province della regione Lazio diverse da Roma.
A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sulle intimidazioni arrivate all’indomani della gara. Pm di Roma aprirà un fascicolo. L’ex fischietto De Santis: “Gli sono vicino, arbitri sono esseri umani e sbagliano”
Inter-Juve, l’arbitro La Penna e il cartellino rosso a Kalulu – Fotogramma /Ipa
Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso.
Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine.
La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ‘‘Ti sparo”, ‘‘ti ammazzo”, ”ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne ‘fischietto’ romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia.
Minacce dopo il ‘caso Bastoni’ – Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell’arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia.
L’ex arbitro De Santis: “Gli sono vicino” – “Le minacce all’arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia“. Così all’Adnkronos l’ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. “Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c’è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno“, aggiunge De Santis che chiama poi in causa l’utilizzo del Var. “Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l’arbitro“.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 13 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 12 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Orario (CET)
Disciplina / Evento
Dettagli / Azzurri in gara
09:05
Curling – Torneo femminile, fase a gironi
Italia vs Svizzera – fase a gironi curling femminile
09:30
Skeleton – Gara maschile
Prima manche (Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari)
10:00
Snowboard – Snowboardcross maschile
Qualificazioni (Filippo Ferrari, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin)
10:55
Snowboard – Snowboardcross maschile
Seconda run qualificazioni
11:30
Sci alpino – Super‑G femminile
Finale Super‑G donne– Federica Brignone, Sofia Goggia, Elena Curtoni, Laura Pirovano
12:55
Sci freestyle – Moguls maschile
Finale – Azzurri qualificati puntano alle finali
13:00
Sci di fondo – 10 km tecnica libera donne
Finale – Caterina Ganz, Maria Gismondi, Martina Di Centa, Anna Comarella
13:45
Snowboard – Snowboardcross uomini
Finali – ottavi di finale, quarti, semifinali e finali
16:30
Pattinaggio di velocità – 5000 m donne
Finali (Francesca Lollobrigida)
18:30
Slittino – Staffetta a squadre
FinaleSquadra italiana (es. Dominik Fischnaller, Verena Hofer, e altri nelle staffette doppio/quadri
19:30 –
Snowboard – Halfpipe donne
Finali
20:15
Short track – 500 m donne & 1000 m uomini
Finali (incl. Arianna Fontana, Pietro Sighel, altri)
📺 Copertura televisiva
In chiaro: Rai 2 HD e Rai Sport HD
Streaming gratuito: RaiPlay
Pay TV / streaming completo: Eurosport (Discovery+), DAZN, TimVision
Maltempo senza tregua, piogge e neve abbondante: ecco dove, le previsioni
articolo :
Fase tipicamente autunnale, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale
Lo scenario meteo non ha intenzione di cambiare registro, e anche la settimana dal 9 al 15 febbraio risulterà bagnata e fortemente instabile. Ci attendono giorni di estremo dinamismo, dovel’acqua e la neve saranno le assolute protagoniste prima di un possibile colpo di scena per San Valentino.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la nuova settimana si aprirà nel segno di una spiccata instabilità che non risparmierà alcuna regione con piogge e rovesci a tratti intensi. Sarà una fase tipicamente autunnale nel carattere, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale, costringendo l’intero Paese a tenere l’ombrello a portata di mano.
Mentre le pianure faranno i conti con la pioggia, l’arco alpino, e in particolare i settori di confine, vedrà nevicate abbondanti e persistenti. Grazie allo sbarramento orografico, i fiocchi cadranno generosi sopra i 1000-1200 metri, regalando accumuli significativi. Questo costante apporto nevoso è il risultato diretto del flusso atlantico che, impattando contro i rilievi, scarica tutta la sua umidità sotto forma di neve fresca.
A partire da giovedì 12, assisteremo a una prima leggera variazione dell’assetto barico. Il flusso perturbato tenderà a piegare leggermente più da Nord-Ovest, concentrando il grosso dei fenomeni sulle regioni centrali e meridionali. Se al Nord si potranno timidamente affacciare alcune schiarite, il Centro-Sud sarà colpito da piogge insistenti e locali temporali, specialmente lungo il versante tirrenico.
L’attenzione di tutti è però rivolta al weekend del 14-15 febbraio. Proprio per San Valentino, le proiezioni indicano un possibile e radicale cambio di scenario: il flusso oceanico potrebbe lasciare il posto a una massa d’aria artica in discesa dal Nord Europa. Se questa manovra venisse confermata, assisteremmo a un crollo termico verticale, con il freddo che tornerebbe prepotentemente a ruggire su tutta l’Italia, ma è ancora molto presto.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 9 – Al Nord:coperto con piovaschi. Al Centro: coperto con piogge sparse. Al Sud: instabile tra piogge e rovesci.
Martedì 10 – Al Nord: variabile, tra piovaschi e schiarite. Al Centro: molto nuvoloso, piogge irregolari. Al Sud: variabile, rovesci sul basso Tirreno.
Mercoledì 11. Al Nord: maltempo al Nord-Est, migliora a ovest. Al Centro: piogge e rovesci diffusi. Al Sud: instabile con rovesci abbondanti.
Tendenza: ancora diffusa instabilità, specie al Centro-Sud
La 41enne, che ha deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto, è rimasta a terra, urlando di dolore
frame da video
Dramma per Lindsey Vonn a Cortina. La statunitense, 41 anni, è caduta subito durante la discesa libera ed è rimasta a terra urlando dopo che è rimasta impigliata con un bastoncino durante un salto.
Vonn aveva deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto dopo la caduta nell’ultima discesa libera di Coppa del mondo, a Crans Montana, lo scorso 30 gennaio.Vonn alla vigilia aveva dichiarato di sentirsi in grado di gareggiare grazie a un tutore e al lavoro di riabilitazione e di aver già sciato in passato con legamenti rotti o infortuni gravi, sviluppando nella gamba una muscolatura con cui compensa la mancanza di stabilità.
Vonn, 12 vittorie sull’Olimpia delle Tofane, 6 in discesa libera e 6 in SuperG, aveva deciso di non operarsi immediatamente per gareggiare oggi, domenica 8 febbraio, nella discesa olimpica di Cortina. Proprio per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 era tornata a gareggiare a 6 anni di distanza dal ritiro. Una protesi al ginocchio destro le aveva permesso di tornare a sciare senza dolore e aveva colto i primi successi nel dicembre del 2024, con il secondo posto nel Super-G a Sun Valley.Lindey Vonn stava dominando la stagione 2025-2026 con 2 vittorie e 5 podi in discesa libera e il suo sogno olimpico sembrava vicino a diventare realtà.
Dopo la sfortunata e bruttissima caduta di Lindsey Vonn la gara è stata interrotta e la campionessa statunitense è stata in barella, in elicottero, in ospedale.
Que c'est terrible : Lindsey Vonn 🇺🇸 chute d'entrée ! La légende américaine est contrainte d'abandonner
Pessime notizie per Conte, che già prima della partita faceva la conta degli infortunati, ma anche per Gattuso in chiave spareggi Mondiali
Il sospetto è dei peggiori: la rottura del legamento crociato anteriore. È questo il timore per Giovanni Di Lorenzo, che nel corso della partita con la Fiorentina è stato sostituito dopo una torsione innaturale del ginocchio sinistro. La visita a cui si è sottoposto non è definitiva ovviamente, ma i medici hanno espresso il loro parere.
DOMANI GLI ESAMI – Il giocatore domani si sottoporrà agli esami strumentali del caso al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno e solo in quel momento sarà possibile avere tutte le risposte del caso. Se fosse confermata la rottura del crociato, Di Lorenzo avrebbe di fatto concluso la stagione. Non sarebbe, dunque, né a disposizione di Antonio Conte col Napoli né di Gennaro Gattuso con la Nazionale in vista degli spareggi Mondiali di fine marzo.
Le parole di Conte – Antonio Conte, ai microfoni di Dazn nel post partita, “Si gioca troppo, i giocatori che dovrebbero rifiatarlo non possono farlo. Le condizioni del capitano? Dovrebbe essere un brutto infortunio, probabilmente il crociato“.
Più di 200 persone sono morte questa settimana nel crollo della miniera di coltan di Rubaya, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, ha dichiarato venerdì alla Reuters Lubumba Kambere Muyisa, portavoce del governatore della provincia in cui si trova la miniera, nominato dai ribelli.Rubaya produce circa il 15% del coltan mondiale, che viene trasformato in tantalio, un metallo resistente al calore molto richiesto dai produttori di telefoni cellulari,computer, componenti aerospaziali e turbine a gas. Il sito, dove la gente del posto scava manualmente per pochi dollari al giorno, è sotto il controllo del gruppo ribelle AFC/M23 dal 2024.
Il crollo è avvenuto mercoledì e venerdì sera il bilancio esatto delle vittime non era ancora chiaro.”Più di 200 persone sono state vittime di questa frana, tra cui minatori, bambini e donne del mercato. Alcune persone sono state salvate appena in tempo e hanno riportato ferite gravi”, ha detto Muyisa, aggiungendo che circa 20 feriti sono stati curati nelle strutture sanitarie.”Siamo nella stagione delle piogge. Il terreno è fragile. È stato il terreno a cedere mentre le vittime erano nella buca.“Un consigliere del governatore ha affermato che il numero delle vittime confermate è di almeno 227. Ha parlato a condizione di anonimato perché non era autorizzato a informare i media.
Le Nazioni Unite affermano che l’AFC/M23 ha saccheggiato le ricchezze di Rubaya per finanziare la sua insurrezione, sostenuta dal governo del vicino Ruanda, un’accusa che Kigali nega.I ribelli pesantemente armati, il cui obiettivo dichiarato è rovesciare il governo di Kinshasa e garantire la sicurezza della minoranza tutsi congolese, hanno conquistato un territorio ancora più ricco di minerali nel Congo orientale durante un’avanzata lampo lo scorso anno.
L’intensità del virus molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna. Bassa in tutte le altre regioni
L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, “è stata pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 12,7 della settimana precedente“. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. “Sono stati stimati circa 621mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 9,8 milioni di casi. dove aumenta rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti, rispetto ai 33 casi per 1.000 assistiti riportati la settimana precedente“, precisa il bollettino.
Intensità alta in due regioni, il quadro – “L’intensità è molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre regioni e eccetto la Liguria, dove è tornata a livello basale – continua il bollettino Nella settimana 2026-04, nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 24,3%. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella terza settimana settimana (12-18 gennaio) in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate“.
Domina il virus A(H3N2) – “Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1″, conclude il bollettino.
In Sicilia il sisma è stato registrato alle 2.03 a Blufi. In Abruzzo scossa di magnitudo 2.9 alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto
Una scossa di terremoto oggi di magnitudo 3.7 della scala Richter è stata registrata alle 2.03 a Blufi (Palermo), a una profondità di 37 Km.
Un’altra scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata nella notte in Abruzzo, alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto (L’Aquila). Il sisma, avvenuto a una profondità di 12 chilometri, è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’Ingv di Roma. Non si segnalano danni a persone o cose.
Scattano le nuove allerte gialla e arancione in quasi tutta l’isola mentre ancora si contano i danni di Harry
Senza tregua: la Sardegna di nuovo alle prese col maltempo: nuova allerta – gialla e arancione – meteo per pioggia, vento, temporali, rischio idrogeologico, l’incubo non è finito mentre ancora si fanno i conti con i disastri provocati dal ciclone Harry.
L’isola si prepara dunque a nuove ore difficili, strette nella morsa di una perturbazione che promette piogge, raffiche violente e mari in tempesta. La protezione civile ha aggiornato il quadro di allerta: livello arancione per l’Oristanese e per le aree interne della Sardegna centrale, mentre il resto del territorio resta sotto vigilanza gialla per criticità idrogeologica.
A preoccupare è soprattutto l’evoluzione dei venti. Una doppia struttura depressionaria in movimento sul Mediterraneo occidentale innescherà un progressivo rinforzo delle correnti, inizialmente da sud-ovest e poi di provenienza occidentale. Le raffiche più intense sono attese lungo le coste esposte e sui rilievi, dove non si escludono condizioni di burrasca, con un peggioramento che potrebbe protrarsi fino al pomeriggio di giovedì. Lungo i litorali sono previste mareggiate consistenti, con onde che potranno superare i quattro metri, rendendo difficili le attività marittime e costiere.
Il cielo resterà carico di nubi con piogge irregolari già dalla mattinata, a tratti sotto forma di rovesci o temporali isolati. Nella serata di oggi i fenomeni tenderanno a estendersi dalle zone occidentali verso il resto dell’isola e oltre i 1200 metri, non è escluso il ritorno della neve.
Il maltempo, dunque, non concede pause: il nuovo avviso resta valido per l’intera giornata di oggi e domani, invitando alla massima prudenza soprattutto nelle aree più esposte.
La commissione Giustizia al Senato ha adottato a maggioranza la proposta messa a punto dalla leghista Giulia Bongiorno. Le opposizioni: “Calpestato un patto”
La presidente della commissione Giustizia al Senato Giulia Bongiorno (foto Roberto Monaldo/LaPresse)
La maggioranza cambia ancora una volta la proposta di legge sullo stupro e sul consenso esplicito. Il testo già approvato alla Camera e frutto dell’intesa traGiorgia Meloni ed Elly Schleinsi trova da qualche mese in Senato ed è terreno di scontro tra il centrodestra e le opposizioni. Nella nuova riformulazione compare un’innalzamento delle pene per violenza sessuale.
Aumentano le sanzioni – La nuova versione del testo è stata presentata martedì 27 gennaio in commissione Giustizia al Senato da Giulia Bongiorno, relatrice della proposta. Nei giorni scorsi la leghista aveva depositato una riformulazione che non era piaciuta alle opposizioni. Le ultime novità riguardano l’aumento delle sanzioni da 6 a 12 anni di reclusione (anziché 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e l’aumento da 7 a 13 anni (invece di 6-12).
La nuova riformulazione presentata da Bongiorno
L’articolo 609-bis del codice penale viene così riscritto: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da quattro a dieci anni. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso“, si legge nel testo, preso in visione da Today.it.
Mentre “la pena è della reclusione da sette a tredici anni se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa”, si legge ancora nella riformulazione messa a punto da Bongiorno. Invece la pena è diminuita “in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità“.
Ok al testo (tra le polemiche) – La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base la riformulazione messa a punto da Bongiorno, che modifica il testo approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti favorevoli sono stati 12 – tra cui quello di Bongiorno – e i contrari 10.
Le opposizioni hanno criticato duramente il centrodestra per il nuovo testo. “Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso“, ha affermato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. “La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione circa l’importanza del concetto di consenso“, ha affermato la capogruppo del M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato. “Parlare oggi di un ‘dissenso ammorbidito’ è dire tutt’altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente“.
Il ciclone Harry non ha ancora allentato la sua presa sul meridione. Previste precipitazioni abbondanti e persistenti tra Sicilia, Calabria e Sardegna, con violente mareggiate, in particolare sulle coste ioniche
I danni causati dal maltempo nella giornata di martedì 20 gennaio, in Sicilia e in Sardegna
Il maltempo continua a flagellare il Sud Italia. Dopo i forti disagi registrati nella giornata di ieri, anche per oggi, mercoledì 21 gennaio, resta l’allerta rossa su tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria. La perturbazione portata dal ciclone Harry, con temporali e forti raffiche di vento, non ha ancora allentato la presa e anche una parte della giornata di oggi sarà caratterizzata da mareggiate violente, in particolare lungo le coste ioniche.
Allerta rossa e arancione – La protezione civile evidenzia che “una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane“. Le previsioni meteo fanno riferimento a “precipitazioni abbondanti e persistenti su Sicilia e Calabria, specie sui versanti orientali, e intensa ventilazione di Scirocco che raggiungerà intensità di burrasca forte e raffiche fino a tempesta, con forti ed estese mareggiate sulle coste esposte“.
La mappa della protezione civile
L’avviso prevede il persistere di venti di burrasca dai quadranti orientali, dopo ieri, con raffiche fino a tempesta su Sicilia e Calabria, con forti mareggiate sulle coste esposte. “Si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale: sulla Sicilia, specie settori nord-orientali, e sulla Calabria, specie settori ionici, dove assumeranno carattere nevoso sopra i 1000-1200 metri“. Su queste basi, per la giornata di oggi 21 gennaio scatta quini “allerta rossa sul versante centro-meridionale della Sardegna, sul settore nord-orientale della Sicilia e sul settore ionico meridionale della Calabria. Valutata, inoltre, allerta arancione su alcuni settori di Sardegna, Sicilia e Calabria, gialla in Puglia, Basilicata e sui restanti territori di Sardegna, Sicilia e Calabria“.
Scuole chiuse, ripartono i treni – Il quadro meteo spinge diversi comuni ad adottare provvedimenti. In Sicilia, scuole, ville comunali e cimiteri ancora chiusi a Messina, Catania, Enna, Siracusa e in numerosi comuni delle varie province. Scuole chiuse anche in molti comuni della Calabria nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia. In Sardegna provvedimento analogo adottato a Cagliari.
In Sicilia tornerà verso la normalità la circolazione dei treni. Al termine delle verifiche tecniche della linea, riattivate alle 7.30 la Catania-Palermo, alle 13.15 la Caltanissetta-Agrigento e alle 14 la Siracusa-Caltanissetta.Riprende oggi, con alcune modifiche all’offerta, anche la circolazione sulla Messina-Catania-Siracusa, mentre resterà chiusa la Catania-Caltagirone.