Pessime notizie per Conte, che già prima della partita faceva la conta degli infortunati, ma anche per Gattuso in chiave spareggi Mondiali
Il sospetto è dei peggiori: la rottura del legamento crociato anteriore. È questo il timore per Giovanni Di Lorenzo, che nel corso della partita con la Fiorentina è stato sostituito dopo una torsione innaturale del ginocchio sinistro. La visita a cui si è sottoposto non è definitiva ovviamente, ma i medici hanno espresso il loro parere.
DOMANI GLI ESAMI – Il giocatore domani si sottoporrà agli esami strumentali del caso al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno e solo in quel momento sarà possibile avere tutte le risposte del caso. Se fosse confermata la rottura del crociato, Di Lorenzo avrebbe di fatto concluso la stagione. Non sarebbe, dunque, né a disposizione di Antonio Conte col Napoli né di Gennaro Gattuso con la Nazionale in vista degli spareggi Mondiali di fine marzo.
Le parole di Conte – Antonio Conte, ai microfoni di Dazn nel post partita, “Si gioca troppo, i giocatori che dovrebbero rifiatarlo non possono farlo. Le condizioni del capitano? Dovrebbe essere un brutto infortunio, probabilmente il crociato“.
Più di 200 persone sono morte questa settimana nel crollo della miniera di coltan di Rubaya, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, ha dichiarato venerdì alla Reuters Lubumba Kambere Muyisa, portavoce del governatore della provincia in cui si trova la miniera, nominato dai ribelli.Rubaya produce circa il 15% del coltan mondiale, che viene trasformato in tantalio, un metallo resistente al calore molto richiesto dai produttori di telefoni cellulari,computer, componenti aerospaziali e turbine a gas. Il sito, dove la gente del posto scava manualmente per pochi dollari al giorno, è sotto il controllo del gruppo ribelle AFC/M23 dal 2024.
Il crollo è avvenuto mercoledì e venerdì sera il bilancio esatto delle vittime non era ancora chiaro.”Più di 200 persone sono state vittime di questa frana, tra cui minatori, bambini e donne del mercato. Alcune persone sono state salvate appena in tempo e hanno riportato ferite gravi”, ha detto Muyisa, aggiungendo che circa 20 feriti sono stati curati nelle strutture sanitarie.”Siamo nella stagione delle piogge. Il terreno è fragile. È stato il terreno a cedere mentre le vittime erano nella buca.“Un consigliere del governatore ha affermato che il numero delle vittime confermate è di almeno 227. Ha parlato a condizione di anonimato perché non era autorizzato a informare i media.
Le Nazioni Unite affermano che l’AFC/M23 ha saccheggiato le ricchezze di Rubaya per finanziare la sua insurrezione, sostenuta dal governo del vicino Ruanda, un’accusa che Kigali nega.I ribelli pesantemente armati, il cui obiettivo dichiarato è rovesciare il governo di Kinshasa e garantire la sicurezza della minoranza tutsi congolese, hanno conquistato un territorio ancora più ricco di minerali nel Congo orientale durante un’avanzata lampo lo scorso anno.
L’intensità del virus molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna. Bassa in tutte le altre regioni
L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, “è stata pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 12,7 della settimana precedente“. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. “Sono stati stimati circa 621mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 9,8 milioni di casi. dove aumenta rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti, rispetto ai 33 casi per 1.000 assistiti riportati la settimana precedente“, precisa il bollettino.
Intensità alta in due regioni, il quadro – “L’intensità è molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre regioni e eccetto la Liguria, dove è tornata a livello basale – continua il bollettino Nella settimana 2026-04, nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 24,3%. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella terza settimana settimana (12-18 gennaio) in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate“.
Domina il virus A(H3N2) – “Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1″, conclude il bollettino.
In Sicilia il sisma è stato registrato alle 2.03 a Blufi. In Abruzzo scossa di magnitudo 2.9 alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto
Una scossa di terremoto oggi di magnitudo 3.7 della scala Richter è stata registrata alle 2.03 a Blufi (Palermo), a una profondità di 37 Km.
Un’altra scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata nella notte in Abruzzo, alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto (L’Aquila). Il sisma, avvenuto a una profondità di 12 chilometri, è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’Ingv di Roma. Non si segnalano danni a persone o cose.
Scattano le nuove allerte gialla e arancione in quasi tutta l’isola mentre ancora si contano i danni di Harry
Senza tregua: la Sardegna di nuovo alle prese col maltempo: nuova allerta – gialla e arancione – meteo per pioggia, vento, temporali, rischio idrogeologico, l’incubo non è finito mentre ancora si fanno i conti con i disastri provocati dal ciclone Harry.
L’isola si prepara dunque a nuove ore difficili, strette nella morsa di una perturbazione che promette piogge, raffiche violente e mari in tempesta. La protezione civile ha aggiornato il quadro di allerta: livello arancione per l’Oristanese e per le aree interne della Sardegna centrale, mentre il resto del territorio resta sotto vigilanza gialla per criticità idrogeologica.
A preoccupare è soprattutto l’evoluzione dei venti. Una doppia struttura depressionaria in movimento sul Mediterraneo occidentale innescherà un progressivo rinforzo delle correnti, inizialmente da sud-ovest e poi di provenienza occidentale. Le raffiche più intense sono attese lungo le coste esposte e sui rilievi, dove non si escludono condizioni di burrasca, con un peggioramento che potrebbe protrarsi fino al pomeriggio di giovedì. Lungo i litorali sono previste mareggiate consistenti, con onde che potranno superare i quattro metri, rendendo difficili le attività marittime e costiere.
Il cielo resterà carico di nubi con piogge irregolari già dalla mattinata, a tratti sotto forma di rovesci o temporali isolati. Nella serata di oggi i fenomeni tenderanno a estendersi dalle zone occidentali verso il resto dell’isola e oltre i 1200 metri, non è escluso il ritorno della neve.
Il maltempo, dunque, non concede pause: il nuovo avviso resta valido per l’intera giornata di oggi e domani, invitando alla massima prudenza soprattutto nelle aree più esposte.
La commissione Giustizia al Senato ha adottato a maggioranza la proposta messa a punto dalla leghista Giulia Bongiorno. Le opposizioni: “Calpestato un patto”
La presidente della commissione Giustizia al Senato Giulia Bongiorno (foto Roberto Monaldo/LaPresse)
La maggioranza cambia ancora una volta la proposta di legge sullo stupro e sul consenso esplicito. Il testo già approvato alla Camera e frutto dell’intesa traGiorgia Meloni ed Elly Schleinsi trova da qualche mese in Senato ed è terreno di scontro tra il centrodestra e le opposizioni. Nella nuova riformulazione compare un’innalzamento delle pene per violenza sessuale.
Aumentano le sanzioni – La nuova versione del testo è stata presentata martedì 27 gennaio in commissione Giustizia al Senato da Giulia Bongiorno, relatrice della proposta. Nei giorni scorsi la leghista aveva depositato una riformulazione che non era piaciuta alle opposizioni. Le ultime novità riguardano l’aumento delle sanzioni da 6 a 12 anni di reclusione (anziché 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e l’aumento da 7 a 13 anni (invece di 6-12).
La nuova riformulazione presentata da Bongiorno
L’articolo 609-bis del codice penale viene così riscritto: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da quattro a dieci anni. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso“, si legge nel testo, preso in visione da Today.it.
Mentre “la pena è della reclusione da sette a tredici anni se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa”, si legge ancora nella riformulazione messa a punto da Bongiorno. Invece la pena è diminuita “in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità“.
Ok al testo (tra le polemiche) – La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base la riformulazione messa a punto da Bongiorno, che modifica il testo approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti favorevoli sono stati 12 – tra cui quello di Bongiorno – e i contrari 10.
Le opposizioni hanno criticato duramente il centrodestra per il nuovo testo. “Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso“, ha affermato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. “La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione circa l’importanza del concetto di consenso“, ha affermato la capogruppo del M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato. “Parlare oggi di un ‘dissenso ammorbidito’ è dire tutt’altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente“.
Il ciclone Harry non ha ancora allentato la sua presa sul meridione. Previste precipitazioni abbondanti e persistenti tra Sicilia, Calabria e Sardegna, con violente mareggiate, in particolare sulle coste ioniche
I danni causati dal maltempo nella giornata di martedì 20 gennaio, in Sicilia e in Sardegna
Il maltempo continua a flagellare il Sud Italia. Dopo i forti disagi registrati nella giornata di ieri, anche per oggi, mercoledì 21 gennaio, resta l’allerta rossa su tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria. La perturbazione portata dal ciclone Harry, con temporali e forti raffiche di vento, non ha ancora allentato la presa e anche una parte della giornata di oggi sarà caratterizzata da mareggiate violente, in particolare lungo le coste ioniche.
Allerta rossa e arancione – La protezione civile evidenzia che “una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane“. Le previsioni meteo fanno riferimento a “precipitazioni abbondanti e persistenti su Sicilia e Calabria, specie sui versanti orientali, e intensa ventilazione di Scirocco che raggiungerà intensità di burrasca forte e raffiche fino a tempesta, con forti ed estese mareggiate sulle coste esposte“.
La mappa della protezione civile
L’avviso prevede il persistere di venti di burrasca dai quadranti orientali, dopo ieri, con raffiche fino a tempesta su Sicilia e Calabria, con forti mareggiate sulle coste esposte. “Si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale: sulla Sicilia, specie settori nord-orientali, e sulla Calabria, specie settori ionici, dove assumeranno carattere nevoso sopra i 1000-1200 metri“. Su queste basi, per la giornata di oggi 21 gennaio scatta quini “allerta rossa sul versante centro-meridionale della Sardegna, sul settore nord-orientale della Sicilia e sul settore ionico meridionale della Calabria. Valutata, inoltre, allerta arancione su alcuni settori di Sardegna, Sicilia e Calabria, gialla in Puglia, Basilicata e sui restanti territori di Sardegna, Sicilia e Calabria“.
Scuole chiuse, ripartono i treni – Il quadro meteo spinge diversi comuni ad adottare provvedimenti. In Sicilia, scuole, ville comunali e cimiteri ancora chiusi a Messina, Catania, Enna, Siracusa e in numerosi comuni delle varie province. Scuole chiuse anche in molti comuni della Calabria nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia. In Sardegna provvedimento analogo adottato a Cagliari.
In Sicilia tornerà verso la normalità la circolazione dei treni. Al termine delle verifiche tecniche della linea, riattivate alle 7.30 la Catania-Palermo, alle 13.15 la Caltanissetta-Agrigento e alle 14 la Siracusa-Caltanissetta.Riprende oggi, con alcune modifiche all’offerta, anche la circolazione sulla Messina-Catania-Siracusa, mentre resterà chiusa la Catania-Caltagirone.
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
L’annuncio del club viola: “Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”
Rocco Commisso
Lutto nel mondo del calcio. È morto il proprietario e presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, aveva 76 anni ed era da tempo malato. “Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”, si legge sul sito del club viola. Commisso aveva acquistato la Fiorentina nel 2019, sotto la sua gestione sono arrivate due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Nel 2017 era diventato anche presidente dei New York Cosmos, club militante nella seconda divisione nordamericana.
La Fiorentina comunica la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso.
“Il calcio era il suo amore” – “Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina – prosegue la nota – è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze“.
La costruzione del centro sportivo – Nel 2023 ha regalato alla città di Firenze il ‘Viola Park’, la casa della Fiorentina, un moderno centro sportivo realizzato alle porte del capoluogo toscano che “vivrà per sempre portando il suo nome“. “’Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini”.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google I New York Cosmos piangono la scomparsa di Rocco B. Commisso. Onoriamo la vita di Rocco B. Commisso, un leader appassionato che ha dedicato la sua vita al gioco del calcio e al futuro di questo sport in questo Paese. Rocco ha lottato per il meglio del calcio americano, credendo nella crescita di questo sport, nell’importanza della comunità e nel potere dei club di ispirare la prossima generazione. I New York Cosmos esprimono le loro più sentite condoglianze alla moglie Catherine, ai figli Giuseppe e Marisa, alla famiglia allargata e a tutti coloro la cui vita è stata toccata da Rocco.
The New York Cosmos mourn the passing of Rocco B. Commisso.
We honor the life of Rocco B. Commisso, a passionate leader who dedicated his life to the game of soccer and to the future of the sport in this country.
Chi era Rocco Commisso – Fondatore, presidente e ad di Mediacom Communications, Commisso era nato a Marina di Gioiosa Ionica il 25 novembre del 1949 per poi seguire a 12 anni di età la famiglia negli Usa. Ha iniziato la sua carriera professionale presso lo stabilimento produttivo di Pfizer Inc. a Brooklyn, New York. Dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, ha trascorso un decennio nel settore finanziario. Dal 1986 al 1995 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente esecutivo, direttore finanziario e membro del Cda di Cablevision Industries Corporation. Nel 1995 ha fondato Mediacom, diventata in pochi anni il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti. Sposato con Catherine e padre di due figli, Commisso viveva a Saddle River, nel New Jersey.
FC Internazionale Milano esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Rocco Commisso. Tutto il Club si stringe attorno alla famiglia e alla @acffiorentina in questo momento di lutto pic.twitter.com/VjELBU4Nz9
Tutto l'AC Milan si stringe con dolore e con cordoglio alla famiglia e all'@acffiorentina per la scomparsa di Rocco B. Commisso, uomo di valori, di impresa e di sport. Vicinanza e condoglianze a tutti i suoi cari. pic.twitter.com/CXXG3vMRKG
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, Antonio Conte, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli partecipano all’enorme dolore della famiglia e del Club viola per la scomparsa del Presidente Rocco Commisso.
Dopo l’aggressione di alcuni tesserati del club, ai danni di un giovane arbitro, la società pitagorica annuncia il ritiro della prima squadra e ribadisce il proprio impegno per valori di correttezza e sportività
L’Academy Crotone si ritira
L’Academy Crotone ha annunciato «il ritiro immediato della prima squadra dal campionato di Prima Categoria», a seguito dell’aggressione da parte di alcuni suoi tesserati ai danni di un giovane arbitro ventenne al termine della gara contro il Cirò Marina, conclusasi 1-2 lo scorso sabato.
«La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, rappresenta una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con forza», si legge nel comunicato ufficiale diffuso oggi dalla società crotonese. La dirigenza sottolinea come l’episodio, compiuto da alcuni tesserati, sia completamente estraneo ai valori dell’Academy: «È un comportamento che non appartiene alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo ogni giorno».
16 gennaio 2026
Aggressione all’arbitro, l’Academy Crotone ritira la prima squadra dal campionato
Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto.
La dirigenza dell’Academy Crotone interviene ufficialmente dopo la squalifica di cinque anni inflitta a un proprio tesserato per aggressione al Direttore di Gara, episodio accaduto sabato al termine della sfida contro il Cirò Marina che ha scosso l’ambiente calcistico locale e regionale. In seguito a quanto accaduto, la società ha annunciato una scelta drastica: il ritiro immediato della Prima Squadra dal Campionato di Prima Categoria.
La violenza non ci appartiene – Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto. “La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, è una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con decisione. Si tratta di comportamenti che non appartengono alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo quotidianamente”.
La squalifica quinquennale, disposta dagli organi di giustizia sportiva a seguito dell’aggressione all’arbitro, ha spinto la società a una profonda riflessione. “Crediamo che il calcio debba essere uno strumento di educazione, unione e crescita – sottolinea la dirigenza –fondato su correttezza, lealtà e sportività. Sono questi i principi che cerchiamo di trasmettere ogni giorno ai nostri giovani atleti”.
Nel comunicato, l’Academy Crotone ha inoltre preso formalmente e pubblicamente le distanze dall’episodio di violenza; rivolto le proprie scuse al Direttore di Gara, alle istituzioni calcistiche e a tutti gli appassionati; comunicato il ritiro della Prima Squadra dal campionato di Prima Categoria.
Scelta dolorosa ma inevitabile – Una decisione definita “dolorosa ma inevitabile”. “Non possiamo tollerare – spiegano i dirigenti – che il nome della nostra Academy venga associato a condotte lontane dalla nostra etica. In casi come questo, l’esempio deve prevalere sulle parole”. La società ha infine confermato la prosecuzione dell’attività nel settore giovanile, che resterà il cuore del progetto sportivo. “Continueremo a insegnare calcio con passione e responsabilità, in un ambiente sano, dove il rispetto delle regole e il valore educativo dello sport vengano sempre prima di tutto”.
Follia in Prima Categoria: arbitro 20enne chiuso nello spogliatoio e pestato dal capitano dell’Academy Crotone
Ennesimo episodio di violenza: stavolta a Crotone un giovane arbitro picchiato e poi anche derubato
Un pomeriggio di sport trasformato in un incubo. È quanto accaduto sabato scorso a Crotone, al termine di una gara di Prima Categoria, dove un giovane arbitro di appena 20 anni (sezione di Locri) è stato vittima di una brutale aggressione. Il responsabile, capitano della squadra di casa Academy Crotone, è stato punito con una pesante squalifica: 5 anni di stop, con radiazione di fatto da qualsiasi rango della Figc fino al 15 gennaio 2031.
L’agguato nello spogliatoio: cosa è successo – I fatti risalgono al post-partita di Academy Crotone-Cirò Marina (finita 1-2). Il capitano dei padroni di casa, già espulso al 17′ della ripresa per minacce, ha atteso il fischio finale per compiere la sua vendetta. Secondo il referto del Giudice Sportivo, il calciatore si è introdotto senza autorizzazione nello spogliatoio dell’arbitro. Dopo aver colpito il direttore di gara con un calcio alla schiena, l’aggressore ha chiuso la porta a chiave, isolando la vittima, e ha iniziato a colpirlo ripetutamente con pugni alla testa, al collo e alla spalla, mentre il ragazzo cercava disperatamente di proteggersi il volto con le mani.
Arbitro salvato da un altro calciatore – A evitare il peggio è stato il provvidenziale intervento di un calciatore del Cirò Marina (squadra avversaria), l’unico ad accorrere in soccorso dell’arbitro rompendo l’assedio. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore si era già dileguato, non prima di aver sottratto furtivamente il proprio cartellino di riconoscimento per ostacolare l’identificazione. Il bilancio per il giovane fischietto è pesante: trasportato al Pronto Soccorso di Crotone, ha ricevuto una prognosi di 10 giorni per traumi diffusi a torace e zona cervicale. Oltre al danno fisico, la beffa: l’arbitro ha denunciato anche la sparizione di 60 euro dal proprio portafogli.
La stangata del Giudice Sportivo – La risposta della giustizia sportiva è stata durissima. Oltre ai 5 anni di squalifica per l’autore del pestaggio (con preclusione alla permanenza in Figc), sono stati sanzionati altri due tesserati dell’Academy Crotone con 4 giornate di stop per minacce. Il club, ultimo in classifica, ha ricevuto 2 punti di penalizzazione e 500 euro di multa per la responsabilità oggettiva.
La funzione di riconoscimento facciale sarà integrata con componenti di intelligenza artificiale
Polizia fuori da San Siro (Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)
È tutto pronto per una stretta sulla sicurezza negli stadi italiani. Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, gli uffici legislativi del ministero dell’Interno hanno trasmesso in merito un decreto legge e un disegno di legge (il primo composto da 25 articoli, il secondo da 40). I provvedimenti saranno varati nei prossimi Consigli dei ministri per prendere poi iter diversi.
Non si tratta esclusivamente di norme sulla sicurezza pubblica,ma anche su immigrazione internazionale e funzionalità delle forze di polizia con nuove assunzioni. Questo pacchetto normativo prevede, tra l’altro, la creazione di zone rosse nelle città, il potenziamento dei daspo e delle misure di prevenzione, più fondi per la sicurezza urbana per i sindaci, contrasto all’immigrazione illegale, velocizzazione e maggior efficacia delle espulsioni e dei rimpatri. Nel ddl c’è anche lo scudo legale per le forze dell’ordine. Cioè la tutela processuale per le forze di polizia con l’estensione della legittima difesa per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati.
Per quanto riguarda la sicurezza all’interno degli impianti sportivi, a partire dagli stadi di calcio, in conformità con la normativa sulla protezione dei dati personali e con la più recente e avanzata regolamentazione dell’Ue sull’intelligenza artificiale, si prevedono «sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori».
Si tratta di meccanismi dotati di una funzione di riconoscimento facciale integrata con componenti di intelligenza artificiale. Il riconoscimento facciale degli spettatori opera a posteriori in quanto lo stesso si attiva solo dopo aver commesso un reato nel corso della manifestazione sportiva, supportando le forze di polizia nella identificazione del presunto autore anche ai fini dell’adozione di misure come il daspo e l’arresto in flagranza differita.
Accolta dal tribunale federale della Figc la richiesta della procura. È accusato di avere esercitato pressioni sui designatori di serie C e D perché si dimettessero
Il presidente dell’Aia Antonio Zappi (ansa)
Tredici mesi di squalifica per il presidente dell’Aia, Antonio Zappi. Lo ha stabilito il tribunale federale nazionale della Figc che ha quindi pienamente accolto la richiesta della procura avanzata nell’udienza di questa mattina. Il numero uno degli arbitri era accusato di avere esercitato pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, affinché rassegnassero le dimissioni dai rispettivi incarichi. Zappi, in base allo Statuto Figc, nonostante l’inibizione sia superiore all’anno (era sufficiente in realtà una inibizione superiore a due mesi, avendone già scontati 10 in carriera), al momento non decade dalla presidenza: è necessario infatti che il provvedimento sportivo sia definitivo, quindi in secondo appello.
Zappi squalificato, era in carica da un anno – Zappi era stato eletto con il 72,3% delle preferenze poco più di un anno fa, il 14 dicembre del 2024: l’inchiesta era nata da un esposto, in seguito disconosciuto da chi lo aveva presentato (un ex arbitro della sezione di Macerata) ma che poi ha trovato conferme nelle dichiarazioni dei due protagonisti della vicenda: gli ex designatori Ciampi e Pizzi. Entrambi hanno raccontato di aver subito pressioni, documentandole con i messaggi WhatsApp, per dimettersi in modo che potessero essere nominati al loro posto Orsato e Braschi.
Il club bianconero scoprirà tra la primavera e l’estate del 2026 le sanzioni per il mancato rispetto della football earnings rule.
Nell’ottobre del 2025 la Juventus ha confermato che i conti della società sono finiti sotto esame da parte della UEFA per il potenziale sforamento di uno dei criteri del nuovo Fair Play Finanziario. Nel dettaglio, nei confronti del club bianconero è stato aperto un procedimento per quanto riguarda il rispetto della cosiddetta football earnings rule.
La norma prevede una perdita accettabile di massimo 5 milioni di euro nell’arco di tre esercizi (2023, 2024 e 2025 in questo caso), elevabile a 60 milioni di euro a patto che l’eccedenza sia coperta da aumenti di capitale. Non si tratta chiaramente della semplice somma dei risultati netti degli ultimi tre bilanci, ma per il conteggio si parte dal risultato ante imposte al quale si montano poi i costi che la UEFA considera virtuosi e che nel caso della Juventus sono particolarmente rilevanti: si va dai costi per le attività del settore giovanile alle infrastrutture (l’ammortamento dello stadio), fino quelli sostenuti per la squadra femminile.
Ma a che punto è il procedimento aperto dalla UEFA nei confronti della Juventus? Cosa bisogna aspettarsi per i prossimi mesi? Come noto, il nuovo Fair Play Finanziario introdotto dalla UEFA nel 2023 si basa su due pilastri:
Lo squad cost ratio: una norma che prende in esame l’importo speso per la rosa e l’allenatore della prima squadra tra stipendi e commissioni per i trasferimenti nette rispetto ai ricavi rettificati. L’introduzione di questa norma è stata graduale e prevedeva una soglia massima del 90% nell’anno solare 2023, prima di passare all’80% nel 2024 e al 70% dal 2025 in avanti.
La football earnings rule: ha sostituito la norma legata al break-even, per dare maggiore stabilità ai club. Per facilitare l’implementazione per i club, il calcolo è simile al calcolo del break-even. La perdita accettabile è passata da 30 milioni di euro in tre anni a 60 milioni di euro in tre anni. La deviazione accettabile può essere ulteriormente aumentata oltre i 60 milioni di euro fino a un massimo di 10 milioni di euro per ciascun periodo di riferimento nel periodo di monitoraggio per i club che mostrano una buona salute finanziaria.
Lo squad cost ratio è di fatto equiparabile all’indicatore di costo lavoro allargato, che la FIGC adotta a partire dal gennaio del 2026 nell’ambito del controllo sulla salute economico-finanziaria dei club. Si tratta di un indice che mette a confronto il costo complessivo del lavoro sportivo con i ricavi della società, determinando così quanto spazio reale ci sia per operare sul mercato.
Questo indicatore è attualmente fissato a 0,8 per la sessione invernale dei trasferimenti e scenderà a 0,7 per la sessione estiva, di fatto il 70% impostato dalla UEFA di cui abbiamo parlato in precedenza. Secondo quanto appreso daCalcio e Finanza, la Juventus ha rispettato pienamente la soglia dello 0,8 – tanto da non avere limitazioni sul mercato, a differenza di altri club – e prevede di rispettare il parametro del 70% in ambito UEFA nell’anno solare 2025, dati che dovranno essere presentati alla Federcalcio europea entro il 31 marzo 2026.
Il rapporto – attualmente in linea con i limiti previsti, un aspetto indice della traiettoria che il club bianconero sta cercando di seguire dopo anni complicati – può subire variazioni in senso positivo o negativo sulla base di ricavi o costi ulteriori che potrebbero intervenire nella prima parte del nuovo anno.
Discorso diverso per quanto riguarda invece la football ernings rule. Su questo fronte, secondo quanto si apprende, il club bianconero si aspetta una sanzione economica, che tuttavia dovrebbe essere poco rilevante in proporzione ai ricavi del club. Come accaduto per le altre società sanzionate in tempi recenti, la Juventus – a differenza delle multe più pesanti nei confronti di club come Barcellona e Chelsea– dovrebbe ricevere una sanzione minima e una condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi.
Nonostante la Juve abbia chiuso gli ultimi bilanci con rossi pesanti, infatti, vanno considerati – come detto in precedenza – i costi virtuosi da detrarre nel calcolo per la deviazione massima di 60 milioni di euro. Inoltre, ci sono ricavi mancanti il cui effetto verrà di fatto “sterilizzato”dalla UEFA, come ad esempio gli 80 milioni di euro che la Juve non ha incassato essendo stata esclusa dalla Champions League dopo il caso plusvalenze del 2022. L’obiettivo della UEFA è evitare che una sanzione abbia un doppio effetto punitivo, ricadendo non soltanto sulla stagione di applicazione ma anche sul monitoraggio degli anni successivi.
Per quanto riguarda l’entità della sanzione, risposte più chiare arriveranno tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quando saranno rese note le decisioni della UEFA. L’organo di governo del calcio europeo dovrebbe muoversi con anticipo rispetto al 2025 (le comunicazioni arrivarono a luglio), pronunciandosi comunque sui casi relativi alle violazioni del Fair Play Finanziario una volta che saranno concluse le competizioni nazionali, in modo da potere discutere eventuali piani di risanamento essendo a conoscenza delle coppe europee alle quali prenderanno parte i club coinvolti.
Il 61enne Sadettin Saran, patron di uno dei club turchi più popolari, sarebbe al centro in uno scandalo che coinvolge anche personaggi dello spettacolo. Fermati anche presentatori televisivi, giornalisti, cantanti, attori e personalità dei social media
Sadettin Saran
Sadettin Saran, presidente del Fenerbahce, uno dei principali club sportivi della Turchia, è stato arrestato a Istanbul nell’ambito di un’indagine antidroga che coinvolge personaggi dello spettacolo e dei media. Come riporta l’emittente Trt, Saran è stato fermato nella giornata di ieri, mercoledì 24 dicembre, dopo che i test forensi hanno rilevato la presenza di sostanze stupefacenti nei suoi campioni di capelli.
L’arresto di Saran – Il presidente del club turco ha respinto ogni accusa, insistendo sul fatto di non aver mai fatto uso della droga in questione e promettendo che richiederà formalmente un nuovo esame. La settimana scorsa era stato convocato per testimoniare davanti ai pm ed era stato mandato in una struttura medica forense per fornire dei campioni di capelli e sangue. L’indagine è supervisionata dalla procura generale di Istanbul. Da inizio dicembre ha portato all’arresto di più di una dozzina di persone, accusate di produzione e traffico di droga. Tra i fermati ci sono presentatori televisivi, giornalisti, cantanti, attori e personalità dei social media. Sono accusati di reati che vanno dalla produzione e dal traffico di droga al favoreggiamento della prostituzione. Molti sono stati sottoposti a esami del sangue e dei capelli per verificare l’uso di droghe.
La nota del club – Sadettin Saran, nato a Denver ed eletto presidente del Fenerbahce a settembre, è stato interrogato la scorsa settimana con l’accusa di fornitura e favoreggiamento dell’uso di sostanze stupefacenti. Il Fenerbahce ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime il proprio sostegno a Saran e assicura ai tifosi che le attività del club proseguiranno senza interruzioni. “Abbiamo piena fiducia che il nostro presidente supererà questo processo con lo stesso buon senso e la stessa forza d’animo che ha sempre dimostrato -, ha dichiarato il club su X -Il nostro presidente, Sadettin Saran, si lascerà questi giorni alle spalle e continuerà a lavorare con determinazione per il nostro club”.
Lingua originale: turco. Traduzione di Google Annuncio pubblico Per chiarire alcuni malintesi sorti nell’opinione pubblica in merito agli eventi accaduti, è diventato necessario fornire delle informazioni. Il nostro Presidente, il Sig. Sadettin Saran, si è recato al Comando della Gendarmeria Provinciale di Maslak con il suo veicolo personale del nostro club, sotto la guida e la supervisione delle autorità competenti, nell’ambito del procedimento legale in corso. Il procedimento si è svolto fin dall’inizio in modo estremamente calmo e civile. Il nostro Presidente ha ricevuto tutta l’assistenza necessaria dai dipartimenti competenti e ha accompagnato il processo con un atteggiamento costruttivo e responsabile in ogni fase. In questa fase del processo, la nostra richiesta più importante a tutti i tifosi del Fenerbahçe è di avere fiducia nella stimata magistratura turca e di mantenere una posizione moderata. Condividiamo rispettosamente queste informazioni con il pubblico. Valuta questa traduzione:
Kamuoyuna Bilgilendirme
Yaşanan sürece ilişkin olarak kamuoyunda oluşan bazı yanlış anlamaları gidermek amacıyla bir bilgilendirme yapılması ihtiyacı doğmuştur.
Başkanımız Sayın Sadettin Saran, devam eden adli süreç kapsamında, ilgili makamların yönlendirmesi ve gözetimiyle… pic.twitter.com/g7wJwME5iu
Il Fenerbahce, con sede a Istanbul, è una delle società sportive più popolari e di successo della Turchia. L’ex presidente del club, Aziz Yildirim, ha trascorso più di un anno in carcere nel 2012 con l’accusa di partite truccate, prima di essere assolto quando un nuovo processo ha accertato che il caso precedente era stato influenzato da giudici, pubblici ministeri e agenti di polizia corrotti. La squadra è stata anche coinvolta in un’altra indagine su scommesse illegali e partite truccate nel calcio turco. Il Fenerbahce ha anche squadre che competono in basket, pallavolo, atletica e nuoto, tra gli altri sport.
L’attaccante, al Psg dall’estate 2017, era stato messo fuori rosa nel 2024
Kylian Mbappé – (AP Photo/Jon Super)
Kylian Mbappé vince la disputa legale con il Paris Saint-Germain, la sua ex squadra. Il tribunale del lavoro di Parigi ha stabilito infatti che il club francese dovrà versare 61 milioni di euro alla stella del Real Madrid in una controversia legata a stipendi e bonus non versati alla scadenza del suo contratto, prima del trasferimento in Spagna, nell’estate del 2024. La sentenza del tribunale può ancora essere impugnata.
Mbappè-Psg, che cosa era successo – La disputa va avanti da due anni e mezzo. L’attaccante, al Psg dall’estate 2017, era stato messo fuori rosa nel 2024. E la ragione era proprio l’intenzione di arrivare a scadenza. Una scelta che avrebbe privato il club parigino di una ricca indennità di trasferimento, cosa che poi è successa, nonostante gli fosse stato offerto il contratto più redditizio nella storia della Società quando ha firmato un nuovo accordo nel 2022. Mbappè è stato escluso da una tournée pre-campionato ed è stato costretto ad allenarsi con giocatori marginali. Nel 2024 è passato al Real Madrid e i rapporti col Psg si sono definitivamente raffreddati.
La difesa di Mbappè: “Il diritto del lavoro si applica anche nel calcio” – Gli avvocati di Mbappé hanno sostenuto che il Psg gli doveva oltre 260 milioni di euro e che il Psg chiedeva a Mbappé inizialmente 440 milioni di euro, citando danni e una “perdita di opportunità” dopo che l’attaccante ha lasciato il club a parametro zero. I legali hanno anche affermato che la sentenza “conferma che gli impegni devono essere onorati. Ristabilisce una semplice verità: anche nel calcio professionistico, il diritto del lavoro si applica a tutti“.
Il club ha accusato Mbappé di essersi tirato indietro da un accordo dell’agosto 2023 che presumibilmente includeva una riduzione dello stipendio in caso di partenza a parametro zero, un accordo che il Psg ha affermato essere volto a tutelare la propria stabilità finanziaria. Il Psg ha affermato che Mbappé ha nascosto la sua decisione di non prolungare il contratto per quasi 11 mesi, da luglio 2022 a giugno 2023, impedendo al club di organizzare un trasferimento e causando gravi danni finanziari. Lo ha accusato di aver violato gli obblighi contrattuali e i principi di buona fede e lealtà.
I sostenitori di Mbappé hanno insistito sul fatto che il Psg non ha mai prodotto prove che l’attaccante abbia accettato di rinunciare a qualsiasi pagamento. I suoi avvocati hanno affermato che il club non ha pagato stipendi e bonus per aprile, maggio e giugno 2024.
“Mbappé ha adempiuto scrupolosamente ai suoi obblighi sportivi e contrattuali per sette anni e fino all’ultimo giorno”, hanno dichiarato i suoi consulenti. “Ha fatto tutto il possibile per evitare contenziosi, arrivando persino a ritirare una denuncia per molestie in uno spirito di conciliazione. In totale, chiedeva il pagamento dei suoi stipendi e bonus da oltre 18 mesi”.
Il Psg ha respinto tutte le accuse, sottolineando che Mbappé ha preso parte a oltre il 94% delle partite nella stagione 2023-24 e ha sempre lavorato in condizioni conformi alla Carta del Calcio Professionistico.
102 giocatori già squalificati, 150 i direttori di gara nel mirino della Procura di Istanbul
Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Istanbul in merito allo scandalo scommesse venuto a galla nei mesi scorsi all’interno del movimento calcistico turco. Uno scandalo di portata enorme, che ha toccato tantissimi tesserati tra calciatori, arbitri e altri addetti ai lavori, oggetto sia di sanzioni dal punto di vista sportivo che sul piano penale. E’ notizia di questa mattina l’arresto di alcuni giocatori di spicco, tra cui figurano pure atleti di spicco di Fenerbahce e Galatasaray, i due club al momento più rappresentativi della Superlig.
IN MANETTE – Secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa turche, l’operazione condotta nelle scorse ore dalla Procura di Istanbul ha portato al fermo, tra gli altri, di Mert Hakan Yandas (centrocampista del Fenerbahce) e del difensore centrale del Galatasaray Metehan Baltaci. Insieme a loro, sono finiti in manette pure l’ex direttore di gara (oggi commentatore televisivo) Ahmet Cakar e l’arbitro Zorbay Kucuk. In totale, sono 46 le persone sospettare di aver commesso illeciti e oggetto di indagini da parte delle autorità, con 35 arresti che vedrebbero coinvolti anche presidenti e dirigenti di società.
INDAGINE A TAPPETO – Particolarmente inquietanti sono i numeri relativi agli arbitri coinvolti in questo scandalo senza precedenti nel calcio turco. 150 di loro sono finiti dentro l’inchiesta, mentre già nelle settimane scorse già 102 calciatori sono stati squalificati per un periodo compreso tra i 45 giorni e l’anno. Fra loro figurano il già citato Metehan Baltaci e il compagno di squadra al Galatasaray Eren Elmali.
Turchia, scandalo scommesse: in manette giocatori di Fenerbahce e Galatasaray
Tra gli arrestati il centrocampista Mert Hakan Yandas e il difensore Metehan Baltaci
La Procura di Istanbul ha emesso una serie di mandati di arresto per decine di calciatori e dirigenti in relazione allo scandalo scommesse che ha scosso la Turchia. Tra gli arrestati durante il blitz della polizia di questa mattina presto c’erano anche il centrocampista del Fenerbahce Mert Hakan Yandas e il difensore del Galatasaray Metehan Baltaci. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa DHA, anche l’ex arbitro e commentatore Ahmet Cakar e l’attuale arbitro Zorbay Kucuk sono finiti in manette. La Federcalcio turca ha dichiarato a ottobre di aver avviato un’indagine su oltre 150 arbitri per presunte scommesse su partite di calcio, che si è presto estesa a giocatori, dirigenti e commentatori televisivi. La Procura Generale di Istanbul ha emesso mandati di arresto per 46 sospettati,35 dei quali sono stati inizialmente arrestati, inclusi i presidenti di alcuni club.
I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, a quanto apprende l’Adnkronos, hanno sequestrato diversi dispositivi, tra cui tablet, computer e telefoni agli indagati, sia a casa che negli uffici dei 5 indagati
Claudio Lotito – (Fotogramma/Ipa)
Perquisizioni sono state eseguite nei confronti di cinque persone indagate per tentata estorsione e manipolazione del mercato a danno del presidente della Lazio Claudio Lotito. I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, a quanto apprende l’Adnkronos, hanno sequestrato diversi dispositivi, tra cui tablet, computer e telefoni agli indagati, sia a casa che negli uffici.
A delegare le perquisizioni sono stati i pm della Capitale che hanno avviato l’inchiesta dopo le denunce presentate da Lotito. In particolare ai cinque viene contestato in concorso di aver, con reiterati atti di minaccia tramite social, mail e telefonate anonime al presidente della Lazio, compiuto atti per costringere Lotito a cedere il capitale della società.
Inoltre per l’ipotesi di reato di manipolazione del mercato, ai cinque si contesta di aver, in concorso con terzi non ancora identificati, diffuso attraverso social e tramite una testata online, notizie false relative a un’imminente cessione del pacchetto di controllo da parte di Lotito, dello stato di quasi fallimento della società e anche dell’intenzione, sempre non veritiera, di far retrocedere la Lazio. Notizie diffuse per alterare il valore delle azioni della società quotata in Borsa.
Il materiale sequestrato verrà ora analizzato anche per capire se c’è una ‘regia’. Uno degli indagati avrebbe anche commissionato lo striscione ‘Lotito libera la Lazio’ appeso ad un aereo che la scorsa estate ha sorvolato il centro sportivo di Formello.
Il decreto: “Notizie false per orientare protesta tifoserie Lazio contro Lotito” – Striscioni esposti con la scritta ‘Libera la Lazio’, post ingiuriosi diffusi sui social, telefonate di minacce di morte per costringerlo a vendere la società: dopo le denunce presentate da Claudio Lotito ora cinque persone sono indagate dalla procura di Roma per fatti avvenuti dal 2024 a oggi. Si tratta di Stefano Greco, Fabio Russo, Rodolfo Bada, Lorenzo Silvestri e Renato Calcara, perquisiti oggi.
Tutti e cinque in concorso sono accusati di tentata estorsione e manipolazione del mercato, perché “agendo in concorso morale e materiale tra loro e con terzi in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con reiterati atti di minaccia di morte effettuati a mezzo social network, mediante telefonate anonime ed a mezzo mail, dirette alla persona offesa o a suoi collaboratori, compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Claudio Lotito a cedere il capitale detenuto della S.S. Lazio s.p.a. o, in almeno un caso, a procedere ad un aumento di capitale”.
Un sabato che lo sport dilettantistico avrebbe voluto evitare. Nella gara del campionato Under 19provinciale tra Montorio Romano e Brictense, giocata ieri pomeriggio, si è verificato un episodio grave quanto inaccettabile: un calciatore del Montorio Romano ha colpito con uno schiaffo l’arbitro, un giovane direttore di gara di Rieti di appena 20 anni.
L’aggressione sarebbe avvenuta poco dopo l’inizio del secondo tempo, in un momento concitato del match. Il gesto ha reso impossibile proseguire: l’arbitro ha immediatamente sospeso la partita, come da regolamento.
Il giovane direttore di gara, scosso e con dolore al volto, è stato accompagnato al Sant’Andrea di Roma, dove i medici gli hanno diagnosticato 5 giorni di prognosi. Una ferita fisica contenuta, certo, ma un segnale preoccupante sul clima che troppo spesso avvelena le categorie giovanili, dove invece si dovrebbe insegnare rispetto e disciplina prima ancora del risultato.
Sarà ora il Giudice Sportivo a valutare la situazione, con possibili sanzioni pesanti per il calciatore e per la società. Intanto resta l’amaro: un ragazzo che arbitrava con passione, due squadre giovanili in campo, e una partita rovinata da un gesto che non ha nulla a che fare con il calcio.
Arbitro aggredito in campo: maxi squalifica per un calciatore della Rinascita Afragola
Il direttore di gara ha squalificato l’aggressore fino al 27 novembre 2029
Mano pesante del giudice sportivo per l’ennesimo episodio di violenza registrato sui campi dilettantistici della Campania. Durante la partita di Seconda Categoria tra Rinascita Afragola 2023 e DBFS San Pietro, giocata pochi giorni fa ad Afragola, un calciatore della squadra di casa ha aggredito l’arbitro dopo un’ammonizione: prima ha tentato di colpirlo con uno schiaffo, poi lo ha raggiunto vicino alla panchina e gli ha sferrato un pugno alla tempia e un calcio mentre era a terra.
Il direttore di gara è stato trasportato in ospedale con traumi multiplie prognosi di tre giorni.
Il Giudice sportivo ha assegnato lo 0–3 a tavolino alla compagine ospite e ha squalificato l’aggressore fino al 27 novembre 2029. Analogo episodio si era verificato pochi giorni prima sul campo sportivo di Qualiano. In quel caso si rese necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Aurelio De Laurentiis (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)
Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per il reato di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Lo riporta l’ANSA.
Oltre al presidente il giudice ha mandato a giudizio il suo braccio destro, Andrea Chiavelli e la società calcistica. Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Napoli, le cifre dell’operazione Osimhen – L’operazione che portò Victor Osimhen a vestire la maglia del Napoli ha già fatto discutere in diverse occasioni. In particolare, nell’affare rientrarono – oltre al portiere Oreste Karnezis – tre giovani calciatori del settore giovanile partenopeo: Claudio Manzi, Ciro Palmieri e Luigi Liguori (i primi due nati nel 2000 e il terzo nel 1998). Come emerso dal bilancio del Napoli chiuso al 30 giugno 2021, i tre furono valutati dai 4 ai 7 milioni di euro (oltre 5 milioni invece la valutazione di Karnezis).
Quali furono dunque – secondo i dati del bilancio 2021 – le reali cifre dell’operazione Osimhen? Il calciatore fu acquistato dal club partenopeo per 76.356.819 euro. Contestualmente, la società di De Laurentiis cedette al Lille i quattro calciatori sopra citati, per plusvalenze complessive di poco inferiori ai 20 milioni di euro. Queste tutte le cifre:
Ciro Palmieri – 7.026.349 euro (plusvalenza 7.026.349 euro)
Orestis Karnezis – 5.128.205 euro (plusvalenza 4.828.205 euro)
Luigi Liguori – 4.071.247 euro (plusvalenza 4.071.247 euro)
Claudio Manzi – 4.021.762 euro (plusvalenza 4.021.762 euro)
Napoli, le cifre dell’operazione Manolas – Come fu costruita invece l’operazione di Manolas?Quali sono le cifre dell’affare? Il calciatore si trasferì al Napoli il 30 giugno 2019, ultimo giorno utile alla Roma per mettere a referto una plusvalenza importante sul bilancio 2018/19 e rispettare così i parametri UEFA imposti dal Fair Play Finanziario. Manolas fu ceduto per 36 milioni di euro e generò – sulla base dei dati ufficiali di bilancio – una plusvalenza di 31,1 milioni.
Il calciatore militò nel Napoli per due stagioni e mezza, prima che il club partenopeo lo cedesse all’Olympiacos nella finestra di mercato invernale della stagione 2021/22. Ai partenopei la società greca versò 1,5 milioni di euro, costringendo il Napoli a mettere a referto una minusvalenza di 5,7 milioni di euro nei conti di quella stagione.
L’operazione che portò Manolas dalla Roma al Napoli è legata a doppio filo a quella che fece fare il percorso inverso al centrocampista Amadou Diawara. Il calciatore classe 1997 si trasferì in giallorosso sulla base di 21 milioni di euro e la sua avventura terminò dopo tre stagioni, quando fu ceduto all’Anderlecht per 1,89 milioni di euro generando sui conti della Roma una svalutazione pari a 7,27 milioni.
L’ordinanza, firmata dalla giudice Sonali da Cruz Zluhan del VI Tribunale per la Famiglia di Porto Alegre, stabilisce una detenzione di 30 giorni e un periodo di arresto di due anni, consentendo che il calciatore possa essere arrestato «in qualsiasi momento da qualsiasi autorità»
La carriera internazionale di Douglas Costa, ex giocatore della nazionale brasiliana e di club come Bayern Monaco e Juventus, sta attraversando un periodo buio a seguito della sentenza di un tribunale di Porto Alegre, in Brasile, che ha disposto il suo arresto per un debito di assegni di mantenimento di quasi 493mila reais (circa 93mila dollari).
L’ordinanza, firmata dalla giudice Sonali da Cruz Zluhan del VI Tribunale per la Famiglia di Porto Alegre, stabilisce una detenzione di 30 giorni e un periodo di arresto di due anni, consentendo che il calciatore possa essere arrestato «in qualsiasi momento da qualsiasi autorità».
Il Sydney lo scarica – Il Sydney FC, l’ultimo club di Costa in Australia, ieri ha annunciato la risoluzione del contratto dell’atleta di 35 anni. La società ha spiegato che la decisione è stata presa di comune accordo, motivata dalle «problematiche legali e personali in corso» che il brasiliano sta affrontando nel suo Paese d’origine. Costa aveva già precedenti penali per mancato pagamento degli alimenti. Nel 2023, mentre giocava per i Los Angeles Galaxy negli Stati Uniti, un tribunale brasiliano aveva ordinato la sua detenzione per lo stesso motivo.
Le pressioni e gli affari dei clan riguardano specialmente security e ingressi allo stadio, così i giudici di Catanzaro hanno ordinato la misura
Uno scudo contro la criminalità organizzata. Perché i club di calcio restano un target molto appetibile per le cosche. Così il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’amministrazione giudiziaria per dodici mesi nei confronti del Crotone, su proposta congiunta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del Procuratore distrettuale della Repubblica di Catanzaro e del Questore di Crotone. Per gli inquirenti, che si sono basati sul lavoro investigativo di polizia e carabinieri del Ros, “sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’attività economica della FC Crotone srl, compresa quella di carattere imprenditoriale, sia stata sottoposta, nel corso dell’ultimo decennio, direttamente o quantomeno indirettamente a condizioni di intimidazione e assoggettamento ad opera di esponenti di locali cosche di ‘ndrangheta, esercitando un asfissiante controllo del territorio di Crotone e delle relative attività imprenditoriali, compresa la FC Crotone srl, certamente più rilevante e appetibile“.
Affari – Nel mirino della criminalità parte dell’indotto che gira intorno al club. Secondo l’accusa infatti: “Il libero esercizio, da parte della società sportiva, con particolare riferimento ai settori specifici della security e della gestione degli ingressi allo stadio, risulta profondamente influenzato dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata, di soggetti indiziati di appartenenza alle articolazioni ‘ndranghetistiche locali“. Contestualmente sono state avviate le procedure per la notifica di 17 provvedimenti di Daspo “fuori contesto”.
Il Club – – Un provvedimento a tutela del club dunque, sulla scia di quello notificato al Foggia, anch’esso sotto controllo giudiziario dopo le denunce del presidente Canonico. L’obiettivo è quello di riportare l’attività economica dei club nel perimetro della legalità. La famiglia Vrenna, proprietaria del Crotone e artefice di una storica promozione in Serie A nel 2016, specifica attraverso l’avvocato Francesco Verri: “Non si tratta affatto di un provvedimento punitivo: la misura è stata adottata perché l’Autorità Giudiziaria ritiene che l’Fc Crotone abbia subito il potere di intimidazione della ‘ndrangheta e non ipotizza, neanche lontanamente, complicità o connivenze della società, dei suoi soci o dei suoi dirigenti e collaboratori. L’Fc Crotone collaborerà attivamente con gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale per proseguire le proprie attività nell’interesse della società, dei tifosi e in generale dello sport“. Intanto la procura della Figc acquisirà gli atti dalla magistratura.
La nuova penalizzazione si somma ai 7 punti già comminati in precedenza. In questo modo, il club giuliano partirà da –20 in questa stagione.
Lo Stadio Nereo Rocco, casa della Triestina (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato l’U.S. Triestina Calcio 1918(Girone A di Serie C) con 13 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva per una serie di violazioni di natura amministrativa. La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C..
La nuova penalizzazione si somma ai 7 punti già comminati in precedenza. In questo modo, il club giuliano partirà da –20 in questa stagione, vedendo fortemente ridottele proprie speranze di salvezza a causa di questa sanzione pesante.
La Triestina è stata recentemente acquistata da House of Doge attraverso la sua controllata Dogecoin Ventures, società collegata alla fondazione Dogecoin legata all’omonima criptovaluta. È la prima volta che una criptovaluta ha il controllo diretto di una squadra di calcio professionistica. House of Doge ha scritto in una nota che l’obiettivo dell’acquisizione è promuovere l’utilizzo di Dogecoin nei pagamenti.
Di seguito, la nuova classifica del girone A di Serie C dopo la penalizzazione odierna per i giuliani:
Pos.
Squadre
punti
1
Vicenza
10
2
Lecco
10
3
Union Brescia
9
4
Pergolettese
9
5
Arzignano Valchiampo
7
6
Alcione Milano
7
7
Renate
7
8
Pro Vercelli
6
9
Trento
5
10
Giana Erminio
5
11
Virtus Verona
4
12
Novara
4
13
Cittadella
4
14
Dolomiti Bellunesi
3
15
Inter U23
2
16
Albinoleffe
2
17
Pro Patria
2
18
Ospitaletto
2
19
Lumezzane
0
20
Triestina – (20 punti di penalizzazione)
-15
Violazioni amministrative: 13 punti di penalizzazione per la Triestina
La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C.
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato l’U.S. Triestina Calcio 1918 (Girone A di Serie C) con 13 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva per una serie di violazioni di natura amministrativa. La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni dellaCo.Vi.So.C..
Il giovane era stato aggredito da un genitore della squadra avversaria
Due screenshot dell’accaduto
Una follia su un campo da calcio.E su cui ora pesano le decisioni della giustizia sportiva. Scatta la squalifica di un anno per il portiere di 13 anni del Volpiano Pianese, picchiato dal papà di un avversario al termine della sfida contro il Carmagnola nel corso di un torneo tra squadra Under 14.
“Condotta violenza assunta dai ragazzi”: cosa ha deciso il giudice – La decisione è stata presa “vista la gravità della condotta violenta assunta da ragazzi in età giovanissima, che inficia i sani principi dello sport improntati alla correttezza ed al rispetto dell’avversario, considerato altresì, che la violenza sia da condannare a priori ovunque venga posta in essere e soprattutto tra minori“, ha spiegato il giudice sportivo nel motivare la decisione presa giovedì 4 settembre. L’organismo ha ritenuto di dover “comminare una sanzione di considerevole ed esemplare entità, pertanto si squalifica il succitato giocatore perché, a fine gara, assumeva una condotta violenta ed antisportiva innescando una rissa e colpendo con manate e pugni il fianco e la schiena di un giocatore avversario, steso sul terreno di gioco“.
Una condotta che “dava adito a un ulteriore atto di violenza posto in essere da soggetto non presente in distinta, che entrava arbitrariamente ed indebitamente sul terreno di gioco“. Stessa identica squalifica, fino al prossimo 4 settembre 2026, per un calciatore del Carmagnola Queencar, “parte attiva della rissa innescata dall’avversario”, avendo a sua volta colpito con un pugno un giocatore della squadra avversaria. Squalificato invece fino a marzo 2026il dirigente e rappresentante della Volpiano Pianese, padre del portiere picchiato, anche lui coinvolto nella rissa, “malmenatosi” con il padre dell’avversario.
Punite anche le società – Sono state comminate pure delle ammende nei confronti delle società. La Polisportiva Paradiso Collegno dovrà pagare 200 euro perché “ometteva di vigilare adeguatamente non impedendo l’accesso al terreno di gioco di persona presente tra il pubblico“. Mentre sia la Csf Carmagnola Queencar che la Volpiano Pianese dovranno versare 150 euro “per responsabilità oggettiva per la condotta violenta assunta dai propri tesserati“.
Il presidente Espedito Siniscalchi, il direttore sportivo Luca Nember e la proprietaria Giusy Anna Scarcella, amministratrice della Building Company
Doveva arrivare ed è arrivata. Senza nessuno sconto, anzi. E l’impressione è che non sia affatto finita qui. Il Tribunale federale, dopo il deferimento di più di qualche settimana fa, ha deciso: undici i punti di penalizzazione per il Rimini e una multa di oltre 10.000 euro. A essere punite sono le ormai note violazioni amministrative riferite al pagamento degli stipendi ai tesserati, relative allo scorso mese di maggio. Violazioni messe in atto dalla precedente proprietà, ma questo, di fatto, oggi importa poco. Oltre agli stipendi (poi pagati in ritardo dall’ex presidente Stefania Di Salvo), in quell’occasione non erano stati pagati alla scadenza nemmeno i contributi Inps e le ritenute Irpef. Ma non solo.
Entro il 7 luglio non erano state fornite nemmeno le informazioni economico-finanziarie previsionali (il budget, per intenderci) per la stagione 2025/2026. E qui era stata richiesta l’applicazione della recidiva. Tutto questo al ’prezzo’ di un -11 in classifica, che di fatto oggi diventa -10, grazie al punto conquistato dal Rimini alla seconda di campionato nel derby di Pesaro. Ma il conto è salato anche in termini economici. Infatti, sulla testa della società cadono anche due multe, rispettivamente di 5.000 e 6.667 euro, mentre l’ex presidente Di Salvo è stata inibita per 16 mesi. Otto mesi di inibizione anche per Sauro Cancellieri, all’epoca dei fatti sindaco unico della società.
Una prima stangata alla quale ne seguirà una seconda considerando che all’appello manca la penalizzazione per non aver presentato (e questo è opera della nuova proprietà) entro l’8 agosto l’ormai tristemente famosa fideiussione extra budget sul monte ingaggi. Insomma, un vero e proprio bagno di sangue. Annunciato, c’è da dirlo. Perché da settimane si sa che, prima o poi, la penalizzazione sarebbe arrivata. E Giusy Anna Scarcella, con la sua Building Company, ne era a perfetta conoscenza anche al momento della firma del preliminare di acquisto del club, il 31 luglio scorso. C’è anche da aggiungere che da quel giorno la nuova proprietà non ha fatto nulla per cercare di addolcire il giorno in cui ci sarebbe stata da mandare giù l’amara pillola. Anzi.
Mettendo in fila gli eventi è stato fatto proprio tutto il contrario:la nuova società non si è mai presentata mettendo insieme soltanto un via vai di dirigenti, non ha depositato la fideiussione che le avrebbe permesso di operare sul mercato, per poi smantellare la squadra (storia di qualche giorno fa). Ieri i cancelli del ’Neri’ sono rimasti chiusi e la squadra (o quel che ne resta) non si è allenata, mister Braglia non si capisce che rassicurazione attenda ancora e alle porte c’è la terza di campionato con la Ternana. “Siamo pronti a cedere le quote“, dice la Scarcella. Sperando, a questo punto, che sia una promessa.
Dopo il silenzio della Sud milanista, lunedì sera tocca al tifo organizzatore nerazzurro manifestare contro il giro di vite dei club: niente striscioni e abbonamenti respinti nei settori più caldi di San Siro
Una coreografia della curva nord interista
Se gli ultras del Milan sono entrati allo stadio marimasti in silenzio , quelli dell’Inter lasceranno vuoto il loro settore. Forma diversa, sostanza uguale: si tratta della protesta contro il giro di vite dei club milanesi, in accordo con la pubblica autorità, sul tifo organizzato. Come ormai noto, dopo l’inchiesta “Doppia Curva” , resta infatti bandito l’ingresso degli striscioni e del materiale dei gruppi ultrà al Meazza mentre decine di tifosi “sgraditi” si sono visti negare l’abbonamento al secondo anello blu o verde.
Di conseguenza lunedì sera, in occasione del debutto in campionato contro il Torino , l’Inter non potrà contare sul sostegno del secondo anello verde. Così ha deciso e comunicato il direttivo della curva nord nerazzurra ai suoi frequentatori in riunione e nelle chat dedicate. Chi vorrà entrare potrà farlo ma in un determinato momento verrà dato il segnale per uscire ordinatamente dal settore. Non un obbligo, sottolineano le responsabilità, ma un invito accorato. Non dovrebbero dunque ripetersi le scena dello sgombero forzato del settore a Inter-Sampdoria del 2022dopo l’omicidio del capo ultràVittorio Boiocchi .
Giovedì sera gli ultras nerazzurri si sono radunati per decidere come organizzare una protesta su cui tutti concordano da tempo. Si è raggiunto un compromesso: qualcuno non entrerà proprio. Chi invece varrà i tornelli abbandonerà la curva quando verrà comunicato, comunque a inizio partita, per ricongiungersi con chi è rimasto fuori in una sorta di presidio che inizierà ben prima della partita: alle 17 è infatti fissato il ritrovo al“Baretto”.
La questura ha chiesto l’annullamento dei titoli intestati a residenti nel Lazio che avevano inserito dati fittizi per accedere ai settori di casa
Como-Lazio, annullati i biglietti falsi dei tifosi laziali: dati fittizi per accedere ai settori di casa
I biglietti per Como-Lazio acquistati con residenze false saranno annullati. La questura di Como ha richiesto ufficialmente alla società calcistica Como 1907 di annullare i titoli validi per il match contro la Lazio, in programma sabato 24 agosto 2025 allo stadio Sinigaglia. I titolari dei biglietti in questione sono risultati essere residenti nella regione Lazio, ma avevano dichiarato all’acquisto una residenza diversa da quella reale, violando esplicitamente le disposizioni in materia di ordine pubblico.
Le verifiche – Il provvedimento è stato adottato in seguito a una serie di accertamenti condotti in collaborazione con l’ufficio anagrafe del Comune di Como. L’indagine ha fatto emergere che alcuni tifosi laziali, eludendo il divieto di acquistare tagliandi per i settori destinati ai tifosi locali, avevano inserito dati anagrafici fittizi per superare i filtri imposti dalle normative di sicurezza.
La richiesta di annullamento – Le irregolarità rilevate rappresentano una violazione della determinazione numero 32 del 2025 dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, nonché delle disposizioni stabilite dal Gruppo operativo per la sicurezza. La questura ha dunque chiesto e ottenuto l’annullamento dei biglietti irregolari e invita i tifosi a non recarsi allo stadio senza un titolo di accesso valido, anche per non incorrere in ulteriori sanzioni.
Accertamenti penali – Nel frattempo, sono in corso ulteriori verifiche da parte dell’autorità di pubblica sicurezza. Le condotte messe in atto per aggirare le regole potrebbero infatti essere oggetto di valutazioni non solo amministrative, ma anche penali, qualora emergano responsabilità rilevanti sotto il profilo giudiziario.
È accaduto durante il ritiro della squadra a Castel di Sangro. Il dirigente è stato fermato dai carabinieri il 31 luglio scorso, giorno del compleanno dell’allenatore
Giovanni Manna
Momento particolare per il direttore sportivo Giovanni Manna, il direttore sportivo del Napoli che l’altro giorno è stato operato per uninfortunio al tendine d’Achille mentre faceva jogging. Al dirigente azzurro è stata anche ritirata la patente (con sospensione per tre mesi) durante il ritiro dei campioni d’Italia a Castel di Sangro.
L’episodio risale allo scorso 31 luglio, nel giorno del compleanno di Antonio Conte. Manna stava rientrando nell’hotel che ha ospitato il Napoli a Rivisondoli proprio dopo il party del suo allenatore ed è stato fermato dai Carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, per un controllo di routine lungo la Statale 17. Manna è risultato positivo all’alcoltest con un valore di 0.6 g/l, quindi leggermente superiore a quello consentito per legge (0.5 g/l).
Giovanni Manna, 37 anni, originario di Vallo della Lucania, nel Cilento, è alla seconda stagione come direttore sportivo del Napoli: è arrivato dalla Juventus nell’estate 2024.
La procura ha dato esecuzione ad una nuova misura cautelare a carico di 2 ultras gravemente indiziati del reato di spaccio di sostanze stupefacenti
Nuovi guai per gli ultras della Roma appartenenti al ‘Gruppo Quadraro‘. Nella mattinata di oggi, infatti, la polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare a carico di due membri del gruppo di tifosi giallorossi già finiti al centro dell’indagini per un copioso giro di droga tra i bagni dello stadio Olimpico. Gli investigatori, infatti, hanno contestato altri 30 episodi di spaccio all’interno dell’impianto. Una notizia che arriva a pochi giorni dall’inizio del campionato di Serie A.
Altri guai per ‘Ciccillo’ – Un giro di droga attivo durante le partite casalinghe della A.S. Roma, nel corso delle quali il gruppo riforniva di cocaina la vasta clientela, che accorreva allo stadio per assistere alle partite di calcio e approfittava dei pusher per acquistare dosi di droga. Un provvedimento che, come detto, segue l’operazione che aveva già coinvolto il gruppo ultraslo scorso aprile quando la squadra mobile e la digos della Questura avevano indagato 6 esponenti del tifo organizzato.Tre di loro finirono in carcere.
Tra questi c’era Giampiero Antonelli, 43enne detto ‘Ciccillo‘, e considerato braccio destro del capo del gruppo ultras, ossia Girolamo ‘Cillo‘ Finizio (solo sfiorato dall’indagine ndr). Oggi per Antonelli è arrivato un aggravamento della sua posizione. La squadra mobile e la procura di Roma, infatti, gli contestano altri 30 episodi di spaccio in occasione di più partite della Roma. Compravendite di droga avvenute all’altezza degli ingressi 20 e 21. Antonelli, già in carcere ad aprile, ha ricevuto dunque un’altra notifica.
Il complice – A finire nei guai anche Roberto De Santis,60 anni. L’ultras avrebbe partecipato all’associazione coordinata da ‘Ciccillo‘ Antonelli “presidiando fisicamente i bagni così da riaffermare il controllo della piazza di spaccio da parte del ‘Gruppo Quadraro’ e comunque al fine di assicurare protezione ai pusher, nonché occupandosi, unitamente all’Antonelli, del recupero del denaro provento delle attività di spaccio“, secondo gli investigatori.
Per lui è stato disposto l’obbligo di presentazione agli uffici di polizia giudiziaria. Il suo nome compariva già nelle carte d’indagine del procedimento dello scorso aprile. Ai due vengono mosse dunque “altre contestazioni, che seguono e si sommano alle ipotesi di reato già loro contestate“, ha spiegato la questura di Roma.
Il primo filone – Nel primo filone investigativo, quello dello scorso aprile, erano emersi presunti collegamenti anche con alcuni esponenti della criminalità organizzata. Nelle carte emergevano quasi 400 cessioni di cocaina documentate nei bagni del settore caldo del tifo della Roma, quello della curva sud dello stadio Olimpico.
All’altezza degli ingressi 20 e 21, nell’immediata vicinanza del muretto della curva stabilmente occupato dai componenti del ‘Gruppo Quadraro‘, durante le partite di Serie A e dell’Europa League era stata allestita una piazza di spaccio. Dopo quell’indagine la sede del gruppo fu scenario del lancio di una molotov.
Sul posto otto mezzi dei vigili del fuoco. Tutto sarebbe partito dal capannone di circa 15mila metri quadrati
L’incendio alla Carbon line di Fano (foto da video Facebook)
Un incendio sta divorando lo stabilimento dell’azienda Carbon line specializzata nella costruzione di yacht di lusso. Le fiamme sono partite intorno alle 12 dell’11 agosto dal capannone sud della fabbrica di Fano (Pesaro e Urbino). Sul posto i vigili del fuoco stanno provando a domare le fiamme mentre una densa colonna di fumo si è alzata in cielo.
L’incendio – L’incendio sarebbe scoppiato nel capannone sud di circa 15.000 metri quadrati. Non è ancora chiaro quale possa essere la causa delle fiamme, ma non risultano danni alle persone. Sul luogo, oltre a otto mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati, i sanitari del 118, una pattuglia della polizia locale e la Protezione civile.
La colonna di fumo è visibile a chilometri di distanza. Le autorità, in via precauzionale, hanno invitato i cittadini a chiudere le finestre e a evitare di raccogliere colture dai terreni nelle zone limitrofe. Il sindaco di Fano ha disposto, tra le altre cose, il divieto di utilizzo di climatizzatori e pompe di calore che prelevano aria dall’esterno. Sul posto dell’incidente sono arrivati anche i tecnici dell’Arpam per esaminare la qualità dell’aria.
Maxi incendio a Fano nell’azienda di yacht di lusso. “Finestre chiuse, analisi sulla qualità dell’aria”
Fano, 11 agosto 2025 – Climatizzatori spenti, finestre chiuse e niente attività all’aperto: sono le indicazioni per chi vive o lavora entro due chilometri dall’enorme incendio (foto) di vaste proporzioni esploso poco dopo le 12 di oggi in via De Nicola, all’interno della Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso. Un dipendente dell’azienda è stato portato in ospedale, subito dimesso. Approfondisci: Incendio Carbon Line Fano, in cenere il cuore della nautica: “Posti a rischio e milioni in fumo”
La nube, sprigionata dalla combustione di materiali chimici, è con ogni probabilità tossica. L’Arpam sta verificando se le acque e i terreni siano stati contaminati o se il vento abbia disperso le particelle nocive. L’ordinanza del sindaco Luca Serfilippi, firmata “a tutela della salute pubblica”, vieta l’uso di climatizzatori che pescano aria dall’esterno, il consumo di frutta, verdura o foraggio coltivati dopo il rogo e l’utilizzo di acqua superficiale stagnante. È consigliato trattenere in casa gli animali domestici e ridurre al minimo le attività all’aperto. Le misure resteranno in vigore fino all’esito delle analisi.
Analisi sulla qualità dell’aria Analisi Arpam sulla densa colonna di fumo nero (video), visibile anche a chilometri di distanza, che si alza dalla zona industriale di Bellocchi. Il rogo è stato accompagnato da forti esplosioni udite a grande distanza e il forte odore chimico che si sprigiona dal rogo è avvertibile in diverse zone della città, a seconda di come ruotano i venti. L’incendio scoppiato alla Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso