Calcio, arriva il no del Mef allo scudo penale e sportivo


L’insieme dei debiti congelati per le società sportive professionistiche e dilettantistiche superano gli 800 milioni, tra ritenute Irpef, contributi e Iva. Quasi tutti riguardano la Serie A. Il Mef contrario all’emendamento

articolo di Marco Bellinazzo e Marco Mobili: https://www.ilsole24ore.com/art/spunta-scudo-penale-e-sportivo-super-condono-salvare-calcio-AEYcvkMC

punti chiave

Le inefficienze del sistema calcistico italiano aggravate dalla pandemia, con oltre 3 miliardi di perdite accumulate nel triennio 2019-2022, dovrebbero spingere il Governo e le istituzioni politiche e sportive a un piano straordinario di riforme.

L’emendamento bipartisan – Al momento, il Parlamento ha prodotto un emendamento di fatto bipartisan all’articolo 13 del Dl Aiuti quater (n. 176/2022) che prevede la «rateizzazione fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo, con il versamento delle prime tre rate entro il 22 dicembre 2022» dei versamenti fiscali e contributivi sospesi per far fronte all’emergenza sanitaria da gennaio a novembre 2022 (e che avrebbero dovuto essere effettuati in un’unica rata originariamente il 16 dicembre).

In realtà, la legge già prevede per tutti i contribuenti la facoltà di rateizzare fino a cinque anni, ma con una sanzione del 10 per cento. Un aggravio non irrilevante visto l’ammontare delle somme dovute.

Il maxi scudo penale – Una richiesta di rateizzazione che però parte della maggioranza (Fi e FdI), con l’appoggio di Pd, M5S, Maie e Misto, ha accompagnato con un maxi scudo penale, sportivo e amministrativo. Il primo firmatario è il senatore azzurro, Dario Damiani, compagno di partito del patron della Lazio e neo senatore Claudio Lotito, che da mesi si sta battendo per ottenere la rateizzazione dei debiti fiscali e contributivi.

Il correttivo in una semplice riga stabilisce che in caso di richiesta di un pagamento dilazionato non solo non troveranno applicazione sanzioni amministrative e interessi, ma neanche «sanzioni penali e sportive». Si precisa poi che «nelle more di conversione in legge del decreto , non si applicano le sanzioni economiche, penali e sportive».

Nel Dl Aiuti spunta così lo scudo preventivo per impedire l’intervento delle Procure, non solo di quella federale, che potrebbero sollevare eccezioni rispetto a possibili violazioni normative che si dovessero materializzare. continua a leggere

“Ronaldo ha firmato con l’Al Nassr per 200 milioni l’anno”. Guadagnerà il triplo di Messi e Mbappé


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/12/05/news/ronaldo_al_nassr_firma_stipendio_record-377583458/?ref=RHLM-BG-I375288850-P2-S6-T1

Secondo il giornale sportivo spagnolo “Marca” il contratto è stato sottoscritto: grazie agli sponsor CR7 diventerà l’atleta più pagato al mondo

Dal primo gennaio 2023, Cristiano Ronaldo giocherà nell’Al-Nassr, la squadra di Ryad che gioca nel campionato dell’Arabia Saudita. Ne è sicuro il quotidiano spagnolo Marca che parla dell’avvenuta sottoscrizione di un contratto della durata di due stagioni e mezza. L’attaccante portoghese ha concluso (molto male) la propria permanenza nel Manchester United due giorni prima dell’inizio dei Mondiali in QatarMarca parla di un contratto faraonico con una serie di incentivi legati alla pubblicità che trasformano CR7 nell’atleta più pagato del mondo. La cifra totale che lega Ronaldo all’Al-Nassr si aggira sui 200 milioni di euro a stagione. Messi e Neymar, al Psg, sono attualmente i più pagati con 75 e 70 milioni a stagione.

Juventus, i pm: tutti sapevano. L’inchiesta si allarga ai club in affari con i bianconeri (a partire da Atalanta e Genoa)


articolo di Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_dicembre_01/juventus-pm-tutti-sapevano-l-inchiesta-si-allarga-ad-altri-club-c19adfd6-70f6-11ed-9572-e4b947a0ebd2.shtml

Conti e plusvalenze: nel mirino ci sono le società che hanno fatto operazioni con i bianconeri. La posizione del club: «Non ci sono alterazioni sui bilanci»

C’è un punto fermnell’inchiesta sui conti della Juventus, almeno secondo la tesi degli investigatori, coordinati dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello: tutti sapevano tutto, dal presidente Andrea Agnelli ai manager. Una convinzione nata setacciando documenti scoperti nelle perquisizioni, analizzando mail, ascoltando telefonate. Del resto, in una chiacchierata intercettata dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria di Torino, l’allora capo dell’area tecnica così sintetizzava, in una battuta: «Erano tutti contenti quando Paratici veniva e portava plusvalenze». Un modo lecito di cui la Juve ha finito per abusare, se poi in maniera lecita o meno lo stabilirà un eventuale processo.

Di certo, è un modus operandi utilizzato da altri club, tanto che i pm torinesi stanno valutando se e quali atti trasmettere ai colleghi di altre città. A breve formuleranno la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici del club bianconero — mentre per alcuni ex sindaci e revisori c’è l’ipotesi di una richiesta di archiviazione — ma altre Procure potrebbero poi avviare a loro volta accertamenti: l’impressione è che si stia soppesando l’esistenza di reati, ma che quasi certamente siano configurabili violazioni del codice di giustizia sportiva. In ballo ci sono alcune società che, negli anni sotto inchiesta, hanno fatto affari con la Juve, a partire da Atalanta e Genoa. Nell’attesa, ieri con una lunga nota, il club bianconero ha sottolineato la propria posizione: «Le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022».

Ovvero: «La Procurasostiene la Juve afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante delle scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021». La società interviene anche sull’eventuale procedimento sportivo: «Juventus confida che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole ai bianconeri) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata». Ma secondo la tesi dei pm, dal tenore di alcune mail su «debiti residui» con altri club ed agenti e le mensilità posticipate ai giocatori, il club potrebbe avere debiti fuori bilancio per circa 70 milioni di euro.

TERREMOTO JUVENTUS, GLI AGGIORNAMENTI

Dall’Inter al Napoli, i club di Serie A più indebitati col fisco


articolo 01 dicembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/01/club-piu-indebitati-fisco/

Club più indebitati fisco – La Serie A è alle prese con le scadenze per il versamento delle tasse, sospeso nel 2022 per alleggerire l’impatto dell’emergenza Coronavirus sulle società. Sul calcio italiano pende una cartella esattoriale da oltre mezzo miliardo di euro che scadrà il prossimo 22 dicembre e riguarda quasi tutti club, ma non tutti allo stesso modo.

Quali sono le società più indebitate con il fisco? Lo svela Il Fatto Quotidiano, spiegando che in testa c’è l’Inter, che nel 2022 non ha saldato Irpef e contributi per circa 50 milioni. Al secondo posto con 40 milioni la Lazio, seguita sul podio dall’altro club della capitale: la Roma, a quota 38 milioni di euro.

Club più indebitati fisco – Inter davanti a tutti – Intorno a quota 30 milioni la Juventus, più in basso il Napoli con circa 25, sotto i 15 la Fiorentina, mentre il Milan è la più virtuosa fra le big, con soli 10 milioni. Tutti si sono avvalsi della sospensione concessa l’anno scorso con la manovra, fatta eccezione per la Cremonese. In totale, si tratta di circa 380 milioni per i club di Serie A, di 100 milioni in Serie B e 30 milioni in Serie C. Questa la classifica dei club del massimo campionato:

  1. Inter – 50 milioni di euro
  2. Lazio – 40 milioni di euro
  3. Roma – 38 milioni di euro
  4. Juventus – 30 milioni di euro
  5. Napoli – 25 milioni di euro
  6. Fiorentina – 15 milioni di euro
  7. Milan – 10 milioni di euro

Chiaramente va ricordato che più alti sono gli stipendi, maggiori sono le tasse da pagare, motivo per cui le big guardano inevitabilmente dall’alto di questa graduatoria. Resta da capire invece chi possa avere difficoltà a pagare. Verona Sampdoria – come già anticipato da Calcio e Finanza – sono considerate le situazioni più a rischio. Ma anche la Lazio di Lotito e il Torino di Cairo, senza tralasciare EmpoliLecce Udinese.

Il governo sembra aver chiuso la porta per quanto riguarda la richiesta di rateizzazione. Ma in realtà la rateizzazione che chiede la Serie A esiste già: qualsiasi società in debito può ricevere l’avviso bonario e spalmare la cifra su più anni, pagando però una multa del 10%. E non ci sarebbero penalizzazioni in classifica, visto che i prossimi controlli federali sono a febbraio e la FIGC accetta accordi col Fisco (purché vengano onorati).

La Liga chiede sanzioni immediate per la Juventus


articolo 29 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/29/liga-sanzioni-juventus/

«In seguito alle dimissioni del consiglio di amministrazione della Juventus, avvenute nella tarda serata di lunedì 28 novembre, LaLiga chiede l’applicazione immediata di sanzioni sportive nei confronti del club». E’ quanto si legge in una nota del massimo campionato di calcio spagnolo, a proposito dei fatti legati alle dimissioni del CdA del club bianconero nella serata di ieri.

«LaLiga – prosegue il comunicato – ha già presentato un reclamo ufficiale contro la Juventus alla UEFA nell’aprile 2022, in cui segnalava violazioni delle norme sul fair play finanziario su cui sta indagando la Guardia di Finanza italiana. In particolare, la denuncia accusa la Juventus di aver contabilizzato i trasferimenti al di sopra del loro valore equo e di aver sottovalutato le spese dei dipendenti, in violazione del fair play finanziario della UEFA. Inoltre, la denuncia accusava la Juventus di aver nascosto il vero costo dei salari dei suoi giocatori».

«Lunedì scorso, nella stessa nota diramata dal Consiglio di Amministrazione, i rappresentanti della Juve riconoscono gravissime irregolarità contabili, finalizzate anche a ingannare le autorità UEFA per il fair play finanziario, tra l’altro», prosegue ancora l’ente calcistico spagnolo contro il club presieduto fino a ieri da Andrea Agnelli.

«LaLiga, con l’obiettivo di promuovere un calcio finanziariamente sostenibile in Europa, sostiene queste accuse contro la Juventus e chiede che le autorità competenti applichino sanzioni sportive immediate contro il club. LaLiga è da tempo uno dei principali sostenitori dell’istituzione, dell’attuazione e dell’applicazione di rigorosi standard di sostenibilità finanziaria nel calcio. Nell’aprile di quest’anno, LaLiga ha presentato alla UEFA una denuncia per fair play finanziario contro la Juventus, ma anche contro il Manchester City e il Paris Saint-Germain».

«La stessa competizione spagnola ha applicato le sue regole di “controllo finanziario” per quasi un decennio, su richiesta dei club che compongono LaLiga. La sostenibilità finanziaria è fondamentale per proteggere il business del calcio. Proteggiamo il nostro calcio», ha concluso la Liga.

Nota Juve: «Eventuali sanzioni sportive e contestazioni Pm non fondate»


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/nota-juve-eventuali-sanzioni-sportive-e-contestazioni-pm-non-fondate/

La Juventus prende posizione in una nota“In riferimento a quanto riportato da alcuni organi di stampa – nel pieno rispetto della magistratura e degli organismi regolatori del mercato, e pur ribadendo la massima fiducia nelle autorità giudicanti – JFC precisa quanto segue”, si legge.

A seguito dell’avvio del procedimento Consob di accertamento di presunte non-conformità contabili (luglio 2021), conclusosi in data 19 ottobre 2022, con gli esiti resi pubblici da Juventus con i due comunicati del 21 ottobre e 20 novembre 2022, e a seguito dell’acquisizione degli atti del fascicolo penale (a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari il 24 ottobre 2022), gli organi sociali di Juventus hanno proseguito il processo di rigorosa e scrupolosa valutazione di tutte le contestazioni contabili rivolte con riguardo ai bilanci di Juventus (2019/2020 e 2020/2021 e, a cascata, 2021/2022).

Sulla base di un solido set di pareri di primari professionisti legali e contabili, il board di Juventus è pervenuto, con compattezza, alla conclusione unanime da parte dei nove consiglieri in carica alla data del 28 novembre 2022, che:

  • Il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati rientra tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili;
  • le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022; infatti, la Procura afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla c.d. “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante, delle c.d. scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021;
  • la correzione dei bilanci (i.e. restatement), con il limitato profilo delle c.d. “manovre” stipendi 2020 e 2021 è stata decisa in via di adozione di una prospettiva di accentuata ed estrema prudenza e ha effetti contabili ritenuti, anche con l’ausilio di esperti indipendenti , di ordine non rilevante, in particolar modo sul patrimonio netto della Società al 30 giugno 2022;
  • Juventus confida, infine, che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole a Juventus) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata.

Nella convinzione di aver operato sempre correttamente, Juventus FC intende far valere le proprie ragioni e difendere i propri interessi, societari, economici e sportivi, in tutte le sedi”.

I revisori al CdA Juve: «In Procura se presentate un bilancio così»


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/juventus-allarme-revisori/

John Elkann e Andrea Agnelli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

«Se portate in assemblea questo bilancio, dobbiamo andare in Procura». Questo avrebbero detto nella sostanza i sindaci della Juventus, entrati in carica da poco più di un anno, davanti all’insistenza del management a proposito dell’approvazione dei conti del club bianconero.

Il risultato, ricorda Il Corriere della Sera, sono state le dimissioni in blocco del CdA. Lunedì a pranzo e già nel weekend, il presidente bianconero Andrea Agnelli si era confrontato con il cugino, John Elkann, ad di Exor, la holding di famiglia che controlla il club. Ne è emerso come la situazione contabile e giudiziaria non fosse più sostenibile.

«Le dimissioni dei consiglieri di amministrazione rappresentano un atto di responsabilità, che mette al primo posto l’interesse della società», sono state nella giornata di ieri le parole dell’azionista di maggiornza. Oggi è prevista inoltre una conference call con analisti e investitori istituzionali di Exor, e le faccende juventine ultimamente stavano turbando l’impero.

Da un ciclo prodigioso, la gestione Agnelli aveva imboccato un vicolo disastroso, con un rosso arrivato a 254 milioni di euro a bilancio. E che a un certo punto si fossero scontrate due linee d’azione non l’ha nascosto lo stesso Agnelli, nella mail a dipendenti e giocatori, colti di sorpresa: «La compattezza è venuta meno», ha scritto il presidente dimissionario.

La proprietà, da parte sua, si prepara alla battaglia, pur con diverso approccio del muro contro muro invocato da Agnelli: «Il nuovo consiglio sarà di figure di grande professionalità sotto il profilo tecnico e giuridico – ha spiegato Elkann – e avrà il compito di affrontare e risolvere i temi legali e societari che sono sul tavolo oggi. Confido che la società riuscirà a dimostrare di aver agito sempre correttamente».

Juve, titolo in calo in Borsa: capitalizzazione a 680 milioni


articolo 30 Novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/juve-in-borsa-il-titolo-in-calo-in-apertura/

Dopo una iniziale fiammata che aveva visto il titolo crescere del 2% circa, le azioni della Juventus in Borsa sono tornate in perdita, con un -2,5% alle 9.45 a 0,2700 euro per azione. Già alti i volumi, con 4,5 milioni di pezzi scambiati su una media giornaliera quotidiana negli ultimi tre mesi di 5,8 milioni. La capitalizzazione è scesa così a 680 milioni di euro. Dopo le dimissioni dell’intero CdA nella serata di lunedì, ieri il titolo della Juventus aveva retto, chiudendo a -0,93%.

In generale, la Borsa di Milano, dopo una buona partenza, assottiglia il rialzo. Il Ftse Mib segna un +0,22% a 24.500 punti. A pesare le flessioni di Saipem (-1,8%), Leonardo (-2,4%) e Tim (-1,1%). Quest’ultima è sotto la lente dopo lo stop di Cdp Equity, Macquarie e Open Fiber, sull’offerta relativa alla Rete anche se c’è piena disponibilità a partecipare al tavolo di lavoro del Governo.

Fuori dal paniere principale è pesante Mps (-2%) mentre lo spread tra Btp e Bund sale oltre i 191 punti con il rendimento del decennale italiano al 3,84%. E, sempre tra i bancari, è marginale Banco Bpm (-0,2%) dopo l’esclusiva a Credit Agricole sulla bancassurance per la partnership nel settore danni/protezione. In testa al listino Moncler (+0,9%).

Juve, la Procura FIGC apre indagine sulla manovra stipendi


articolo del 29 Novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/29/juve-la-procura-figc-apre-indagine-sulla-manovra-stipendi/

La Procura della Federcalcio – riporta l’ANSA – ha appena aperto un procedimento sulle scritture private tra la Juventus e i suoi calciatori, attraverso le quali, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica di Torino, si sarebbe ottenuto un taglio fittizio degli stipendi e una riduzione dei costi nei bilanci del 30 giugno 2020 e 30 giugno 2021 omettendo la posizione debitoria nei confronti dei tesserati. La procura federale, guidata da Giuseppe Chinè, aveva ricevuto nei giorni scorsi dai magistrati torinesi gli atti relativi alle indagini sulle plusvalenze della societa’ bianconera, il cui Cda si è dimesso ieri.

Su questo fronte, l’indagine della Procura federale è stata dunque già avviata non essendo materia compresa nel procedimento della giustizia sportiva che si è concluso nel maggio scorso, con la decisione definitiva pronunciata dalla Corte di appello federale a sezioni unite. In quel caso, infatti, a giudizio erano finite le cosiddette plusvalenze (9 società e 59 dirigenti): i due gradi di giudizio sportivo avevano stabilito l’impossibilità di definire un metodo oggettivo di valutazione del valore di mercato di un calciatore.

Su questo aspetto, il Procuratore Chinè dovrà verificare se tra gli atti, mai trasmessi prima all’organo di giustizia sportiva, e in particolare nelle risultanze delle operazioni di intercettazione di conversazioni, emergano fatti nuovi che possano essere ritenuti decisivi per la revisione di quella decisione, almeno per quanto concerne i fatti contestati alla Juventus.

Juventus, Cda verso il processo. E ora Ronaldo chiede i 19,9 milioni della «carta segreta»


articolo di  Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://torino.corriere.it/notizie/sport/22_novembre_30/juventus-cda-dimissioni-processo-ronaldo-milioni-carta-segreta-37bb6afb-1fda-4ae9-91db-beb09932bxlk.shtml

A giorni la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e i vertici della società. Perquisizioni, telefonate e lettere al centro dell’indagine: «All’Atalanta dobbiamo 6-7 milioni»

TORINO – 30 novembre 2022

A un anno dalle prime perquisizioni della guardia di finanza, la Procura di Torino ritiene di avere tutti gli elementi per chiedere il rinvio a giudizioa giorniper gli ex componenti del cda della Juve: tra loro il presidente dimissionario Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved, l’ad Maurizio Arrivabene e il capo dell’ufficio legale Cesare Gabasio

L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello, ipotizza bilanci truccati (dal 2018 al 2020), plusvalenze artificiali, false fatturazioni e «manovre stipendi», sul pagamento posticipato dei calciatori, fuori bilancio. 

Reati che avrebbero potuto essere reiterati nel bilancio 2021/22, fosse stato approvato: rischio che le dimissioni del cda hanno azzerato, tanto che la Procura ha deciso di rinunciare all’appello al Riesame, con cui chiedeva misure interdittive per gli indagati. 

Ormai il timone è passato nella mani del nuovo dg Maurizio Scanavino e del presidente designato, Gianluca Ferrero, commercialista e revisore di fiducia di Exor, l’azionista di maggioranza. 

Nel bilancio da votare – stando agli accertamenti – non sarebbero ancora inseriti i 34 milioni derivanti dalla seconda «manovra stipendi»: una sorta di spada di Damocle sulla regolarità del documento contabile. 

Oltre la metà di questa cifra, 19,9 milioni, sarebbe nella famosa «carta segreta» firmata con Ronaldo, che ora pare intenzionato a chiederne il pagamento. La carta che non doveva esistere, secondo l’intercettazione ormai famosa: «Se salta fuori ci saltano alla gola tutto sul bilancio, i revisori e tutto», dice Cesare Gabasio, legale rappresentante del club. Per poi aggiungere: «Poi va a finire che ci tocca fare una transazione finta». continua a leggere

L’inchiesta sui bilanci della Juve. A che punto siamo – Juventus, in Borsa il titolo perde….. – Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juventus


articolo di  Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://torino.corriere.it/notizie/sport/juventus/22_novembre_29/l-inchiesta-sui-bilanci-della-juve-a-che-punto-siamo-23277e15-000b-40ce-88a9-e8a5ff104xlk.shtml

15 persone indagate tra cui l’ex presidente Agnelli e l’ad Arrivabene, con altri manager, accusati di false comunicazioni al mercato, ostacolo agli organi di vigilanza e false fatture. Il club: agito sempre nel rispetto delle normative

Emersa con le perquisizioni della guardia di finanza nella sede della Juve, a fine novembre del 2021, l’inchiesta della Procura di Torino sui bilanci bianconeri è arrivata a un primo punto fermo lo scorso 24 ottobre, con la notifica dell’avviso di fine indagini: 15 persone indagate – tra il presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved e l’ad Maurizio Arrivabene, con altri manager, sindaci ed ex del club – oltre alla stessa società, accusati, a vario titolo, di false comunicazioni sociali e al mercato, ostacolo agli organi di vigilanza e false fatture per operazioni inesistenti. 

La Juve, tramite comunicati ufficiali, ha invece sempre ribadito di aver agito nel rispetto delle normative. Sia rispetto alle contestazioni dei magistrati – il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello – sia davanti ai rilievi fatti dalla Consob. 

Gli accertamenti fatti dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Torino si sono sostanzialmente sviluppate lungo due filoni principali: le plusvalenze fatte dal club che – secondo gli investigatori – non sarebbero altro che scambi; e le cosiddette “manovre stipendi”, fatte dalla Juve per affrontare gli effetti della pandemia, ma che avrebbero prodotto non corrette contabilizzazioni a bilancio. Nella sostanza, ufficialmente il club avrebbe sottoposto ad alcune condizioni il pagamento di alcune mensilità arretrate ai giocatori, mentre con scritture private gli stessi sarebbero diventati debiti incondizionati e, quindi, da iscrivere tra le passività a bilancio

Le ipotesi di accusa si basano su una vasta mole di documenti acquisiti e sequestrati, anche negli uffici di alcuni professionisti, oltre a tre mesi di intercettazioni telefoniche. A un certo punto, davanti ai gravi indizi raccolti – sempre secondo l’accusa – i pm avevano chiesto al gip la misura cautelare degli arresti domiciliari per Agnelli, l’ex capo dell’area tecnica Fabio Paratici e il capo dell’ufficio legale del club, oltre a misure interdittive anche per altri manager, ma il gip aveva respinto le richieste. Per quelle interdittive, la Procura ha fatto appello al tribunale del Riesame, che ancora deve pronunciarsi. continua a leggere

Juventus, in Borsa il titolo perde l’8% dopo le dimissioni del cda

articolo di Isidoro Trovato: https://www.corriere.it/economia/finanza/22_novembre_29/juventus-borsa-titolo-perde-l-8percento-le-dimissioni-cda-365d1f08-6fbe-11ed-971c-b93745ae79d9.shtml

Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli

Si fanno sentire (inevitabilmente) in Borsa le ripercussioni per il terremoto che ieri ha portato alle dimissioni dell’intero cda della Juventus. La giornata si è aperta con le azioni della squadra bianconera che segnano un calo teorico del 7% in preapertura in Borsa a seguito della fuoriuscita dell’intero organigramma, compreso Andrea Agnelli, presidente del club da 12 anni. Dopo un tonfo del 9,4% in apertura, è attualmente ridotto a -2,6% il rendimento per le azioni Juventus a Milano. La clamorosa decisione segue le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., societa’ di revisione di Juventus, in merito alla cosiddetta operazione «manovre stipendi» realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021. continua a leggere

Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juventus

articolo di Redazione Sport: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_novembre_29/juventus-gianluca-ferrero-sara-nuovo-presidente-b6ecaa80-6fb9-11ed-971c-b93745ae79d9.shtml

È l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della Juventus. Titolo in calo a Piazza Affari

desc img

È Gianluca Ferrero, commercialista, revisore, sindaco e amministratore di varie società, l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della società bianconera dopo le dimissioni in massa del consiglio d’amministrazione — Andrea Agnelli compreso — maturate ieri, lunedì 28 novembre (dimissioni che all’apertura delle Borse hanno portato a un forte calo del titolo bianconero a Piazza Affari: -4,94% a 0,265 euro e sospensione per eccessiva volatilità).

LEGGI ANCHE

Ferrero — spiega Exor — possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie, oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico. Exor comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del cda entro i termini di legge, cioè 25 giorni prima dell’assemblea del 18 gennaio.

L’erede di Andrea Agnelli è anche presidente del collegio sindacale di Fincantieri, Luigi Lavazza, Biotronik Italia, Praxi Intellectual Property, P. Fiduciaria, Emilio LavazzaGedi Gruppo EditorialeNuo e Lifenet, ricopre la carica di sindaco effettivo in Fenera Holding oltre a essere vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Banca del Piemonte e componente del Cda di Italia Independent Group, LOL e Pygar.

[DOCUMENTI] La Juve riscrive i bilanci per la manovra stipendi


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/28/juventus-riscrive-bilanci-manovra-stipendi/

La Juventus riscrive ulteriormente i bilanci per la manovra stipendi. Lo ha comunicato lo stesso club bianconero, in una nota insieme a quella in cui ha annunciato le dimissioni dell’intero CdA.

Con riferimento alle criticità relative alle Manovre Stipendi […] il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di rivedere talune stime e assunzioni, che comportano rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022”, si legge nella nota.

Ecco il comunicato integrale:

Juventus Football Club S.p.A., rende noto quanto segue.

Premesso che:

  • a conclusione del procedimento finalizzato all’adozione della misura di cui all’art. 154-ter, comma 7, del D.Lgs. n. 58/1998 (“TUF”) (il “Procedimento”) di cui alla comunicazione d’avvio in data 28 luglio 2022 (la “Comunicazione di Avvio”), con delibera n. 22482 del 19 ottobre 2022 (la “Delibera n. 22482/2022” o anche solo la “Delibera”) Consob ha chiesto alla Società, ai sensi dell’art. 154-ter, comma 7, TUF, di rendere noti al mercato:

A. le carenze e criticità rilevate dalla Consob in ordine alla correttezza contabile del bilancio d’esercizio al 30 giugno 2021 di cui sopra;

B. i principi contabili internazionali applicabili e le violazioni riscontrate al riguardo;

C. l’illustrazione, in un’apposita situazione economico-patrimoniale pro-forma – corredata dei dati comparativi degli effetti che una contabilizzazione conforme alle regole avrebbe prodotto sulla situazione patrimoniale, sul conto economico e sul patrimonio netto dell’esercizio per i quali è stata fornita un’informativa errata;

  • parimenti, in data 19 ottobre 2022, Consob, ai sensi dell’art. 114, comma 5, TUF, facendo riferimento al progetto di bilancio d’esercizio e al bilancio consolidato al 30 giugno 2022 approvati dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 23 settembre 2022, ha domandato all’Emittente di rendere pubblici, mediante comunicato stampa, da diffondere in tempo utile per l’assemblea degli azionisti della Società: “1. le considerazioni degli amministratori sulla correttezza dei bilanci 2022” e “2. indicazione di una stima degli effetti economico-patrimoniali e finanziari, adeguatamente commentati, idonei a rappresentare la contabilizzazione dei profili oggetto della Delibera assunta ai sensi dell’art. 154-ter, comma 7, del TUF, in data 19 ottobre 2022, dalla Consob sulla situazione consolidata dell’Emittente al 30 giugno 2022” (la “Richiesta ex art. 114 TUF”);
  • con comunicato stampa in data 21 ottobre 2022 (il “Primo comunicato 154-ter”), al fine di ottemperare alla Delibera, la Società ha già reso noti al mercato gli elementi di informazione di cui alla Delibera, sub A e B, riservandosi di illustrare, con apposito comunicato, previa delibera degli organi competenti della Società, in tempi ragionevolmente brevi stante la complessità delle attività da svolgere – indicativamente, entro metà novembre 2022 –, gli elementi informativi sub C1 ;
  • con comunicato stampa in data 20 novembre 2022 (il “Secondo comunicato 154-ter”), la Società, in ottemperanza alla Delibera, ha fornito le informazioni richieste in base alla Delibera n. 22482/2022, sub C., riportando le situazioni economico-patrimoniali pro-forma della Società per gli esercizi chiusi al 30 giugno 2020 e 2021, e la situazione economico-patrimoniale pro-forma della Società per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, predisposta su base volontaria per completezza;
  • con comunicato stampa in data 20 novembre 2022, il Consiglio di amministrazione della Società, al fine di assicurare massima trasparenza e tempi congrui agli azionisti per esaminare l’informativa fornita con il Secondo comunicato 154-ter, ha deliberato di posticipare l’Assemblea degli Azionisti, precedentemente prevista per il 23 novembre 2022, al 27 dicembre 2022, rendendo noto che le informazioni richieste da Consob ai sensi dell’art. 114, comma 5, del TUF sarebbero state pubblicate in tempo utile prima dell’Assemblea degli Azionisti, in linea con la tempistica di pubblicazione dell’informativa pre-assembleare ai sensi di legge,

con il presente comunicato stampa, la Società provvede a rendere pubbliche le considerazioni degli amministratori sulla correttezza dei bilanci 2022.

Come già illustrato nel Secondo comunicato 154-ter, le operazioni che, ad avviso di Consob, come indicato nella Delibera2 , risulterebbero rappresentate nei bilanci interessati in modo non conforme alle norme che disciplinano la redazione dei bilanci stessi sono:

  • talune c.d. operazioni “incrociate” di cessione dei diritti alle prestazioni sportive di un calciatore a una controparte e contestuale acquisizione, dalla medesima controparte, dei diritti alle prestazioni sportive di uno o più calciatori, realizzate dalla Società nel corso degli esercizi chiusi al 30 giugno 2020 e 2021 e, nello specifico, 6 operazioni poste in essere nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020 e 4 operazioni poste in essere nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, per le quali la Società non avrebbe fornito alla Consob una adeguata evidenza della ragionevolezza dei fair value concordati tra le parti (le “Operazioni Incrociate”),
  • la conclusione nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020, e precisamente nei mesi di maggio e giugno 2020, di accordi individuali di riduzione dei compensi di 23 membri della prima squadra maschile (di seguito la “Prima Squadra”) e la successiva conclusione, nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, e precisamente nei mesi di luglio e agosto 2020, di accordi individuali di integrazione dei compensi di 22 membri della Prima Squadra (tali accordi, di seguito, congiuntamente la “Prima Manovra”),
  • la conclusione nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, e precisamente nei mesi di aprile e maggio 2021, di accordi individuali di riduzione dei compensi della maggioranza dei membri della Prima Squadra (n. 17 tesserati) e la successiva conclusione, nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, di accordi individuali di integrazione dei compensi di 11 membri della Prima Squadra (tali accordi, di seguito, congiuntamente la “Seconda Manovra”; nel presente comunicato per “Prima Manovra” e “Seconda Manovra” si farà congiuntamente riferimento alle “Manovre Stipendi”).

Considerazioni degli amministratori sui bilanci 2022In ottemperanza alla Richiesta ex art. 114 TUF, si illustrano di seguito le principali considerazioni e analisi svolte dal Consiglio di Amministrazione, con il supporto di consulenti legali e tecnico-contabili e sulla base di pareri rilasciati da esperti indipendenti, sul progetto di bilancio d’esercizio e sul bilancio consolidato al 30 giugno 2022 approvati dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 23 settembre 2022 (congiuntamente, i “Bilanci 2022”):

  • In data 20 settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto dei consulenti legali e tecnico-contabili della Società e sulla base di pareri rilasciati da esperti indipendenti, ha esaminato e valutato le singole ipotesi di contestazione formulate da Consob nella Comunicazione di Avvio e, segnatamente, (i) le criticità sulle Operazioni Incrociate, (ii) la competenza delle plusvalenze su operazioni realizzate prima del 30 giugno 2020 e (iii) i criteri di rilevazione delle passività e di contabilizzazione dei costi relativi alle Manovre Stipendi. Tra i vari profili considerati, il Consiglio di Amministrazione ha, sul primo profilo, esaminato, da un lato, gli argomenti basati sulla qualificazione delle Operazioni Incrociate come operazioni di compravendita separate e distinte e, dall’altro, i profili di coerenza con l’impostazione contabile applicata dalla sostanziale totalità delle società del settore (football industry), nonché con l’operato della Società nei precedenti periodi contabili. Sulla seconda contestazione, gli amministratori hanno acquisito le indicazioni sulla correttezza della contabilizzazione e della competenza temporale delle plusvalenze realizzate in prossimità del 30 giugno 2020. Infine, sulle Manovre Stipendi, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato, nuovamente beneficiando degli approfondimenti svolti con il supporto dei consulenti legali e contabili esterni, il tema dell’eventuale configurabilità di obbligazioni (anche implicite) e l’applicazione dei principi contabili alla fattispecie. Con riferimento alle Operazioni Incrociate il Consiglio di Amministrazione, nelle proprie valutazioni, ha tenuto altresì conto degli approfondimenti legali e contabili svolti sin dal mese di febbraio 2022 con riguardo alla prima richiesta di informazioni ai sensi dell’art. 115 TUF, che ha preceduto la Comunicazione di Avvio.
  • In data 23 settembre 2022, si è riunito nuovamente il Consiglio di Amministrazione della Società – preceduto da una riunione del Comitato Controllo e Rischi al quale hanno partecipato il Collegio Sindacale, il Chief Financial Officer e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Società, la società di revisione (Deloitte & Touche S.p.A.) e iconsulenti legali. In tale riunione, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato e discusso gli elementi contenuti nella nota Consob del 21 settembre 2022 (recante integrazione delle ipotesi di contestazione contenute nella Comunicazione di Avvio) con particolare riguardo alla Seconda Manovra. Gli amministratori hanno considerato e analizzato gli ulteriori elementi informativi rappresentati in tale nota, anche sulla scorta delle analisi compiute ai fini delle deduzioni difensive in riscontro alla Comunicazione di Avvio, e sulla base dei pareri di esperti indipendenti, che hanno confermato la corretta applicazione dei principi contabili da parte della Società nelle relazioni finanziarie oggetto della Comunicazione di Avvio. All’esito di tali approfondimenti, il Consiglio di Amministrazione ha approvato i Bilanci 2022 e approvato il testo del comunicato stampa pubblicato successivamente alla riunione. Nel comunicato stampa approvato, il Consiglio di Amministrazione ha altresì confermato la volontà della Società di collaborare pienamente con le Autorità al fine di chiarire ogni aspetto di interesse.
  • In data 26 settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione si è riunito per proseguire l’esame della nota Consob del 21 settembre 2022 e, in riscontro alle richieste ivi formulate, ha approvato una nota ex art. 115 TUF nella quale ha rappresentato che, all’esito dei procedimenti informativi e decisionali descritti sopra, la Società ritiene – in merito all’approvazione dei Bilanci 2022 – di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili di riferimento nonché ai relativi criteri di applicazione e in linea con la prassi internazionale della football industry.
  • A seguito della comunicazione del 5 ottobre 2022 inviata da Deloitte & Touche S.p.A., nella quale la società di revisione ha rappresentato che l’attività di revisione era ancora in corso e di non essere nelle condizioni di emettere le relazioni di revisione entro il termine per la pubblicazione della relazione finanziaria annuale (i.e., il 6 ottobre 2022), il Consiglio di Amministrazione si è riunito il 6 ottobre 2022 per esaminare le implicazioni di tale nuova tempistica, rinviando l’assunzione delle decisioni sulle iniziative da adottare (in primis a tutela dei diritti informativi degli azionisti) in funzione della data di effettiva messa a disposizione delle relazioni del revisore. Il 18 ottobre 2022, immediatamente dopo l’emissione delle relazioni da parte di Deloitte & Touche S.p.A. (nella serata del 17 ottobre 2022), il Consiglio di Amministrazione ha preso atto della necessità di rinviare l’assemblea degli azionisti (originariamente convocata per il 28 ottobre 2022) chiamata, tra l’altro, a deliberare sull’approvazione dei Bilanci 2022 e ha deliberato di rinviarla al 23 novembre 2022, con il medesimo ordine del giorno.
  • Gli amministratori hanno proseguito le proprie attività di valutazione dei Bilanci 2022 alla luce dei fatti e delle circostanze emerse successivamente, con particolare riguardo (i) alla ricezione, in data 19 ottobre 2022, della Delibera n. 22482/2022 e della Richiesta ex art. 114 TUF e (ii) alla notifica, in data 24 ottobre 2022, da parte della Procura della Repubblica di Torino alla Società – nonché ad alcuni suoi esponenti attuali e precedenti – dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito del pendente procedimento penale.
  • In data 21 ottobre 2022 la Società, facendo seguito alle richieste di cui alla Delibera n. 22482/2022, ha pubblicato un primo comunicato stampa in cui ha riportato gli elementi di informazione circa (i) le carenze e criticità rilevate dalla Consob in ordine alla correttezza contabile del bilancio d’esercizio al 30 giugno 2021 e (ii) i principi contabili internazionali applicabili e le violazioni riscontrate al riguardo. Con riferimento all’ulteriore richiesta contenuta nella Delibera n. 22482/2022, la Società ha preannunciato la successiva pubblicazione, con apposito comunicato, di una situazione economico-patrimoniale pro-forma consolidata che tenesse conto dei rilievi formulati dalla Consob.
  • In data 2 novembre 2022 il Consiglio di Amministrazione si è riunito per discutere, analizzare e definire le azioni da intraprendere in relazione alla Delibera n. 22482/2022. In tale occasione, recependo le valutazioni e i confronti intervenuti in sede di Comitato Controllo e Rischi, i consiglieri, in ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di piena cooperazione con l’Autorità, hanno confermato la volontà di ottemperare alle richieste contenute nella Delibera n. 22482/2022 indipendentemente dalle decisioni sulle iniziative in sede giurisdizionale. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre ritenuto di dover proseguire le analisi relative ai Bilanci 2022, tenendo conto dei rilievi contenuti nella Delibera n. 22482/2022 e della corposa documentazione relativa all’indagine penale (incaricando, a tal fine, i consulenti della Società di prendere visione e di estrarre copia degli atti di indagine ex art. 415-bis c.p.p.) e di assicurare il rispetto dei principi di collaborazione e cooperazione con le Autorità.
  • A tal proposito gli amministratori hanno richiesto agli esperti legali e tecnico-contabili un aggiornamento dei pareri originariamente rilasciati, alla luce di un primo esame delle risultanze della documentazione relativa all’indagine penale e dei rilievi contenuti nella Delibera n. 22482/2022, e hanno altresì incaricato un nuovo consulente contabile per lo svolgimento di approfondimenti tecnici e un nuovo esperto indipendente per il rilascio di un ulteriore parere contabile.
  • In data 15 novembre 2022 il Consiglio di Amministrazione si è riunito per un aggiornamento sulle procedure e attività in corso e, nella successiva riunione del 20 novembre 2022, ha approvato la pubblicazione del Secondo comunicato 154-ter e, al fine di assicurare massima trasparenza e tempi congrui agli azionisti per esaminare l’informativa fornita e le situazioni economico-patrimoniali pro-forma, ha deliberato di posticipare l’assemblea degli azionisti al 27 dicembre 2022.
  • Nella successiva riunione del 24 novembre 2022, preceduta da una riunione del Comitato Controllo e Rischi, il Consiglio di Amministrazione ha acquisito i nuovi pareri aggiornati – resi alla luce dell’esame della documentazione rilevante relativa all’indagine della Procura identificata dal consulente legale nel procedimento penale – e ha valutato e sottoposto a scrutinio le argomentazioni incluse in tali pareri, anche in confronto diretto con gli esperti presenti alla riunione consiliare.
  • Nella riunione del 28 novembre 2022, con riferimento alle criticità relative alle Manovre Stipendi, il Consiglio di Amministrazione ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi. All’esito di tali complessive analisi e valutazioni, sebbene il Consiglio di Amministrazione consideri che il trattamento contabile adottato dalla Società rientri tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili, per un approccio maggiormente prudenziale, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di rivedere talune stime e assunzioni, che comportano rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022, come descritto nel comunicato stampa emesso dalla Società in data odierna, cui si rinvia. Gli effetti contabili di quanto sopra illustrato saranno riflessi in un nuovo progetto di bilancio di esercizio e in un nuovo bilancio consolidato che saranno esaminati in una prossima riunione consiliare e sottoposti all’assemblea dei soci già convocata per il 27 dicembre 2022.
  • Sempre nella riunione del 28 novembre 2022, il Consiglio di Amministrazione ha, quindi, approvato il presente comunicato in risposta alla Richiesta ex art. 114 TUF.

Tenuto conto dei rilievi contenuti nella Delibera con riguardo alla disclosure fornita in bilancio in merito ai sopra descritti loyalty bonus, il Consiglio di Amministrazione ha altresì deliberato di avviare, a partire dalla Relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2022, ulteriori approfondimenti e valutazioni circa le tematiche connesse alla contabilizzazione e all’informativa da rendere nelle relazioni finanziarie periodiche in merito alla voce Retribuzioni e Premi variabili ai giocatori, con particolare riguardo ai compensi variabili correlati al raggiungimento dei risultati sportivi di squadra (quali ad esempio l’accesso alle competizioni europee) e/o legati alle prestazioni individuali (quali ad esempio numero di presenze, gol segnati, assist, permanenza in rosa, ecc.) spettanti ai tesserati.

Infine, gli amministratori hanno richiesto alle funzioni interne della Società, con particolare riguardo all’attività dell’Area Sport, di concludere le analisi e procedere all’attuazione del già avviato processo, richiesto dal Consiglio di Amministrazione, di implementazione e miglioramento delle procedure e dei presidi interni per contribuire al processo di rafforzamento delle prassi contabili volte alla misurazione e contabilizzazione degli asset e delle operazioni della Società.

Stima degli effetti economico-patrimoniali e finanziari sui bilanci consolidati 2021 e 2022In relazione alla richiesta della Consob di rendere nota al mercato una stima degli effetti economico-patrimoniali e finanziari, adeguatamente commentati, idonei a rappresentare la contabilizzazione dei profili oggetto della Delibera sulla situazione consolidata dell’Emittente al 30 giugno 2022, la Società renderà ciò noto al mercato non appena il nuovo progetto di bilancio di esercizio e il nuovo bilancio consolidato saranno approvati dal Consiglio di Amministrazione.

Terremoto Juve, Agnelli lascia: con lui si dimette tutto il CdA


articolo di Giovanni Albanese: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/28-11-2022/juve-agnelli-si-dimette-cda-4501316473634.shtml

Andrea Agnelli abbandona il vertice del club bianconero dopo oltre 12 anni: decisive le contestazioni della Consob sulle plusvalenze

l’amministratore delegato Maurizio Arrivabeneil vice presidente Pavel Nedvedil presidente Andrea Agnelli

Il consiglio di amministrazione della Juventus si è dimesso in blocco. Alle prime indiscrezioni del tardo pomeriggio sono seguite le azioni ufficiali: a rassegnare le proprie dimissioni in serata, in un consiglio straordinario che si è tenuto alla Continassa, sono stati il presidente Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood. Il coinvolgimento dell’organo nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l’accusa di falso in bilancio, e le ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti (fissata adesso il 27 dicembre) hanno portato alla decisione unanime di fare un passo indietro. Nella stessa seduta, a Maurizio Scanavino è stato conferito l’incarico di direttore generale. continua a leggere

Juventus, Agnelli si dimette: via anche tutto il CdA

articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/28/agnelli-dimissioni-presidente-juventus/

(Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Andrea Agnelli si è dimesso da presidente della Juventus. Con Agnelli si sono dimessi anche tutti i componenti del CdA del club bianconero. Lo ha ufficializzato il club bianconero in una nota.

Oltre al presidente Andrea Agnelli, si sono dimessi così dal CdA anche il vice presidente Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene, che tuttavia mantiene la carica di amministratore delegato. Tra gli altri componenti del CdA, sono arrivate anche le dimissioni di Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Kathryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e infine Suzanne Heywood, Managing Director di Exor e Presidente di CNH Industrial.

Si chiude così l’era di Andrea Agnelli come presidente della Juventus, iniziata nel maggio 2010. Le indagini di Consob e Procura di Torino in particolare sul tema della cosiddetta manovra stipendi hanno infatti portato alla decisione di dimettersi dalla carica.

I membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi”, si legge nella nota della Juventus. “A tal fine, su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico”.

Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato”.

In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato. Il Consiglio proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’Assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023 per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (eccezion fatta per l’amministratore Daniela Marilungo che ha rassegnato le proprie dimissioni con dichiarazione separata; cfr. infra per ulteriori informazioni)”.

Juventus continuerà a collaborare e cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura”, conclude il club bianconero.

Dopo il Liverpool, lo United: perché le big inglesi sono in vendita


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/23/perche-i-club-di-premier-sono-in-vendita/

Il Manchester United è in vendita. Un’altra big della Premier League inglese apre le proprie porte al mercato dopo il Liverpool e dopo la cessione del Chelsea, che dalle mani del patron russo Roman Abramovich è passato in quelle del consorzio guidato dall’imprenditore statunitense Todd Boehly. Ma perché un’altra big inglese è pronta alla cessione?

Partendo dal Liverpool, il Financial Times in un recente ritratto dello statunitense John Henry, l’uomo d’affari statunitense che è il maggior azionista del Fenway Sorts Group (il gruppo che controlla i Reds) con il 40% delle azioni, lo descrive quale un manager che nonostante la passione che circonda il club mai si è lasciato trasportare dall’entusiasmo che a Liverpool sa essere trascinante e che soprattutto «sa quando vendere» e uscire al momento giusto da un investimento.

Il FSG, infatti, comprò il Liverpool 12 anni fa per 300 milioni di sterline e ora, viste le cifre delle quali si vocifera, potrebbe ottenere una plusvalenza monstre. Ma, soprattutto, spiega il quotidiano della City, «sembra voler uscire dal calcio europeo mentre ne è ancora al vertice». Quasi a sottintendere che il recente periodo d’oro dei Reds possa essere destinato a scomparire nel prossimo futuro.

La stampa britannica in particolare fa trapelare infatti che la possibilità di incassare una lauta plusvalenza dall’investimento non sia l’unico motivo dietro la decisione di Henry. Citando le parole dell’allenatore dei Reds Juergen Klopp di inizio novembre – «ci sono tre club nel mondo del calcio che possono fare ciò che vogliono a livello finanziario» con chiaro riferimento alle tre società posseduta da entità del Golfo Persico: Manchester CityNewcastle United and Paris Saint-Germain – gli osservatori inglesi hanno fatto notare come il timore che regna non solo nei piani di Henry ma anche di molti proprietari occidentali (per lo più statunitensi) di squadre della Premier League è che l’equazione società vincenti e insieme con ottimi risultati di bilancio che è stato il paradigma di alcuni club del campionato inglese di questi anni sia fortemente in pericolo.

Anche perché il tramonto della Superlega (Henry inizialmente aveva aderito al progetto salvo poi fare marcia indietro come tutti gli altri club inglesi coinvolti) ha fatto scomparire l’idea dei posti assegnati per diritto al massimo torneo europeo. E con il fatto che la Premier League (che ha a disposizione quattro posti per quella macchina da soldi che è la Champions League) è sempre più competitiva – ormai alle storiche big six (Arsenal, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Chelsea e Tottenham Hotspur) va aggiunto a pieno titolo anche il Newcastle saudita – per le squadre inglesi ottenere la certezza di un posto stabile nel più importante e remunerativo torneo europeo è sempre più difficile e nessun club ha la garanzia di restare al vertice.

Lo stesso discorso può essere accostato al Manchester United. I Glazer acquistarono il club per 790 milioni di sterline nel 2005 e se davvero riuscissero a incassare tra i 6 e gli 8 miliardi di sterline – questo sembra essere il loro obiettivo – porterebbero a termine un’operazione straordinaria. Il rischio che la Premier (e di conseguenza i suoi club) abbia raggiunto il picco del suo valore c’è, per quanto il divario con le altre leghe sia ancora enorme.

Non solo. Anche l’autorevole quotidiano inglese The Times cita il crollo del progetto per la Superlega europea – che potrebbe riprendere vigore con le decisioni della Corte di Giustizia dell’Ue, ma che rischia anche di essere affossato definitivamente e la potenza dei club di proprietà degli Stati del Golfo come motivazioni valide per «esplorare quali siano le parti interessate là fuori».

Rummenigge all’attacco: “Se il calcio è malato è anche grazie ad Agnelli”


articolo di Alessio Eremita: https://www.90min.com/it/posts/rummenigge-all-attacco-se-il-calcio-e-malato-e-anche-grazie-ad-agnelli

Karl-Heinz Rummenigge ha criticato duramente il progetto Superlega e i suoi fondatori, tra cui anche Andrea Agnelli della Juventus“La crisi economica di Barcellona e Juve dimostra come la Superlega fosse la mossa della disperazione. E anche il modo dilettantistico in cui l’hanno presentata lo dimostra. La Champions resta la competizione più amata. Non ho capito perché uno come Andrea Agnelli, che mi ha sempre dato l’impressione di essere intelligente, abbia agito così. Se il calcio è malato è anche grazie allo stesso Agnelli. City e PSG, questo è la realtà, hanno drogato il mercato con soldi di Stati esteri portando il mercato fuori controllo ogni anno di più. Il Bayern ha una filosofia diversa, sempre con il bilancio in attivo da 30 anni. Vogliamo vincere ma senza chiedere soldi alle banche, seguendo la mentalità tedesca. Investiamo quello che guadagniamo. E i tifosi hanno una responsabilità, anche finanziaria, nei club”.

Sull’amministratore delegato di A22, la società che gestisce la competizione d’elite: “Era amministratore delegato di RTL. Ma indipendentemente dalle decisioni del 15 dicembre della Corte di Giustizia dell’Unione europea, la Superlega è morta: nessuna tedesca, inglese e francese la farà mai. Le italiane? Conosco bene Marotta e so che gli piacerebbe guadagnare qualcosa in più. Ma a quale prezzo?”, ha concluso l’ex calciatore della Germania ai microfoni del Corriere della Sera.

Manchester United, la famiglia Glazer mette in vendita il club: il comunicato


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_novembre_23/manchester-united-vendita-comunicato-glazer-17-anni-39e8e9b2-6b0a-11ed-a6b2-6d41b7f61d74.shtml

La famiglia di Malcom Glazer ha comprato il Manchester United nel 2005 per 1,6 miliardi ne vale 4,3. Ora «un’approfondita valutazione delle alternative strategiche»

I co-presidenti del Manchester United Joel e Avram Glazer (Afp)

Immerso nella tempesta Cristiano Ronaldo, affrontata con la rescissione consensuale del contratto, il Manchester United adesso va verso la cessione. Con un comunicato il Cda ha annunciato l’avvio «di un processo per esplorare alternative strategiche per il club». Tra le opzioni anche la vendita: «Il Board prenderà in considerazione tutte le alternative strategiche , inclusi nuovi investimenti nel club, una cessione o altre transazioni. Il processo è progettato per migliorare la crescita dello United, con l’obiettivo finale di capitalizzare le opportunità sia sul campo che dal lato commerciale».

Tra le «alternative strategiche», vitali per il futuro dei Red Devils, ci sono «la riqualificazione dello stadio e delle infrastrutture, l’espansione delle operazioni commerciali del club su scala globale, tutte nel contesto del miglioramento del successo a lungo termine della squadra maschile, femminile e del settore giovanile del club, portando benefici sia a tifosi che a investitori». continua a leggere

Leggi anche questo articolo:

Liverpool in vendita, Fenway Sports cerca acquirenti: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_novembre_07/liverpool-vendita-fenway-sports-cerca-acquirenti-8d7df2b8-5e9c-11ed-8993-59a9b65a9fc3.shtml

Quanto incassano i club per gli infortuni ai Mondiali


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/18/chi-paga-gli-infortuni-ai-mondiali/

Chi paga gli infortuni ai Mondiali? La rassegna iridata sta per prendere il via in Qatar, ma la novità del torneo inserito a metà stagione – tra i mesi di novembre e dicembre – preoccupa i club più del solito. Le società, infatti, sperano di riavere i calciatori integri al termine della competizione, considerando che resta una seconda e importantissima parte di stagione da giocare e (soprattutto) che sono i club a versare gli stipendi ogni mese.

Ne sanno qualcosa – ultimi in ordine di tempo in Serie A – Inter Fiorentina, che hanno visto costretti a rinunciare al torneo i propri tesserati Joaquin Correa e Nico Gonzalez. Ma se un calciatore si fa male durante una gara della propria Nazionale ai Mondiali, o in qualsiasi altra competizione, chi paga il danno al club proprietario del cartellino? Per rispondere a questa domanda, batsi sapere che, da diversi anni, la FIFA ha attivato il Club Protection Programme.

Chi paga gli infortuni ai Mondiali – Cos’è  il Club Protection Programme della FIFA – Molto semplicemente il Club Protection Program, stipulato fra la FIFA e le società di club, è una polizza assicurativa che copre il rischio di infortunio dei giocatori durante le gare con le Nazionali. I giocatori, che sono allenati e pagati esclusivamente dai club, devono essere assicurati per le partite delle squadre nazionali dagli organizzatori dell’evento in caso di infortunio. Il CPP garantisce che la FIFA fornisca un risarcimento per le perdite subite dal club (stipendio del giocatore) durante il periodo in cui il giocatore non è disponibile per il suo rispettivo club, che dovrà comunque corrispondere al calciatore infortunato il proprio stipendio come da contratto.

Il risarcimento pagato al club sembra quindi un risultato ovvio ed equo rispetto alle perdite del club (pagamento dello stipendio del giocatore) durante il periodo in cui il giocatore non è in grado di svolgere il proprio compito all’interno della squadra che lo remunera.

Il programma di protezione dei club è entrato in vigore per la prima volta, a spese della UEFA, per l’inizio di UEFA EURO 2012 in Polonia e Ucraina. A seguito dell’approvazione del Congresso FIFA a Budapest nel maggio 2012, il programma di protezione dei club è stato applicato dalla FIFA alle stesse condizioni in tutto il mondo. Copre tutte le squadre che concedono i giocatori per le partite della Nazionale A elencate nel calendario delle partite internazionali, compresi i Giochi Olimpici.

Chi paga gli infortuni ai Mondiali – Come funziona il programma – Il programma di protezione dei club prevede un risarcimento per i club nel caso in cui i giocatori della squadra A nazionale che partecipano alla loro associazione nazionale subiscano uno stop temporaneo – superiore comunque a 28 giorni – a seguito di lesioni personali causate da infortuni. Non prevede tuttavia alcun indennizzo per malattia; copertura di invalidità totale permanente o decesso, o qualsiasi costo di cure mediche.

Sono coperte tutte le partite tra due squadre nazionali giocate nelle date del calendario delle partite internazionali della FIFA o nelle date coperte dal rispettivo periodo in cui vengono messi a disposizione per tali partite. Va sottolineato che i giocatori sono protetti durante l’intero periodo mentre sono sotto il controllo dell’associazione nazionale, inclusi ogni volta che:

  • giocano;
  • si esercitano;
  • si allenano;
  • partecipano a incontri di allenamento;
  • viaggiano;
  • trascorrono del tempo in trasferta.

Chi paga gli infortuni ai Mondiali – Le cifre versate alle societàMa a quanto corrisponde questa polizza? Quanto paga la FIFA in caso di infortunio di un calciatore? In base al documento rilasciato ai club e alle federazioni da parte della FIFA, «il programma compensa le squadre di calcio fino a un massimo di 7,5 milioni di euro a calciatore per infortunio. Il massimo di 7,5 milioni è calcolato in base a un “pro rata” giornaliera di indennità fino a 20.548 euro, pagabili per un massimo di 365 giorni. L’indennità giornaliera massima è limitata a 20.548 euro per infortunio. La capacità massima (“limite aggregato”) del FIFA Club Protection Programme è di 80 milioni all’anno».

«L’indennizzo dovuto – specifica il contratto dell’assicurazione – si basa esclusivamente sullo stipendio fisso che la società di calcio paga direttamente al calciatore in quanto suo datore di lavoro. Come “Stipendio fisso” è definito l’importo fisso di denaro pagato settimanalmente o a rate mensili, comprensive degli oneri previdenziali obbligatori, come stipulato in un contratto scritto e sottoscritto tra la società calcistica e il calciatore».

«Il compenso non includerà importi variabili, pagamenti una tantum, pagamenti non effettuati su base regolare o eventuali bonus, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, bonus di performance o di iscrizione, compensi per presenza e/o spese. Sono altresì escluse le somme dovute in base alla prestazione di servizi di diversa natura, di qualunque natura esse siano o meno pattuite con separato contratto», conclude il programma.

Il ‘caso Chievo’ è chiuso: il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso


articolo: https://www.agi.it/sport/calcio/news/2022-11-10/consiglio-stato-rigetta-ricorso-chievo-caso-chiuso-18788517/

Archiviata la controversia sull’esclusione del club dal campionato di serie B 2020/21

AGI – 10 novembre 2022

Si chiude il caso Chievo Verona relativamente alla controversia sull’esclusione del club dal campionato di serie B 2020/21. Il Consiglio di Stato ha ritenuto l’appello infondato e rigettato il ricorso confermando quindi il corretto operato della Figc.

Il ricorso era stato presentato dal Chievo Verona contro Federcalcio, Coni, Lega Serie B e Cosenza Calcio, in merito alla sentenza del Tar del Lazio relativa all’esclusione del club scaligero dal campionato “in ragione del grave debito tributario maturato nei confronti dell’Agenzia delle entrate (oltre 17,833 milioni per omesso versamento IVA dal 2014“.

Cala quindi il sipario su un contenzioso fra Società e Figc dopo 27 giudizi (24 cautelari e 3 nel merito) che hanno visto sempre confermata la liceità del comportamento della Federazione. Dietro parere della Covisoc, il consiglio della Figc aveva rigettato la richiesta di iscrizione al campionato, a causa della irregolarità tributaria. La decisione era stata confermata dal Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, dal Tar Lazio e ora dal Consiglio di Stato.

Bologna, Saputo alla ricerca di un socio di minoranza


articolo di Redazione 11 Novembre 2022https://www.calcioefinanza.it/2022/11/11/bologna-socio-minoranza-saputo/

Joey Saputo President of Bologna FC – (Foto: Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

«Nessuno è mai venuto a chiedermi niente: non ho intenzione di vendere. Se qualcuno serio proponesse l’opportunità di entrare in società per far crescere il Bologna, allora sì la valuterei. Chiaramente, non ho bisogno di un socio, non voglio né cedere né andarmene. Non prima di aver raggiunto l’obiettivo: portare il Bologna in Europa. Sono uno che non si spaventa davanti alle difficoltà, non mi faccio scoraggiare».

Parlava così poche settimane fa il canadese Joey Saputo, proprietario del Bologna che – secondo quanto riportato dal sito Mergermarket – sarebbe ora a caccia di un socio di minoranza per il club felsineo. L’idea è quella di cedere una quota della società a investitori esterni, possibilmente un fondo di private equity in grado di aumentare la visibilità internazionale del Bologna e iniettare nuove risorse per supportare tutte le sue attività.

L’operazione non è semplice, dal momento in cui Saputo cerca di arrivare a dei soci di minoranza che siano disposti ad investire in un club sin qui sempre in perdita senza poter effettivamente adottare decisioni in autonomia. Mergermarket spiega che la ricerca di soci di minoranza è una delle opzioni strategiche, ma la cessione definitiva non è attualmente contemplata.

Il processo di vendita di questa minoranza potrebbe prendere il via a partire dal 2023. Nel frattempo Saputo e il Bologna restano impegnati anche sul fronte stadio, a proposito del quale l’AD del club Claudio Fenucci ha detto in questi giorni: «Per la stagione 2024/25 dovremmo cominciare a giocare nella struttura temporanea, fino al termine dell’annata successiva. Dal campionato 2026/27 potremmo giocare nel nuovo Dall’Ara».

Liverpool in vendita: il Fenway Sports Group cerca acquirenti


articolo di Redazione7 Novembre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/07/liverpool-in-vendita-il-fenway-sports-group-cerca-acquirenti/

Il Liverpool aperto ad accogliere nuovi soci. Questa la conferma del Fenway Sports Group (FSG) che detiene il controllo del club inglese ed è anche proprietario dei Boston Red Sox, una delle franchigie più importanti nel mondo del baseball.

FSG diventa proprietario dei Reds nel 2010 per una cifra di 300 milioni di sterline dagli ex proprietari Tom Hicks e George Gillett. Tra i soci di Fenway Sports Group ci sono, tra gli altri, il fondo Redbird di Gerry Cardinale (proprietario del Milan) con una quota intorno lal 10% acquistata nel marzo scorso per circa 600 milioni di euro) e il noto cestista LeBron James.

«Ci sono stati una serie di recenti cambi di proprietà e altrettanti rumors nei club EPL –  fa sapere attraverso una nota ufficiale il FSG -, e inevitabilmente ci viene chiesto regolarmente della proprietà del Fenway Sports Group a Liverpool. FSG ha ricevuto spesso manifestazioni di interesse da parte di terzi che cercavano di diventare azionisti di Liverpool. L’FSG ha detto in precedenza che con i giusti termini e condizioni prenderemmo in considerazione nuovi azionisti se fosse nel migliore interesse del Liverpool come club. L’FSG rimane pienamente impegnato per il successo del Liverpool, sia dentro che fuori dal campo»

Ma c’è dell’altro, secondo quanto rivela The Athletic, il Fenway Sports Group avrebbe già dato mandato a due banche d’affari come Goldman Sachs e Morgan Stanley per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse da terze parti.

Una porta aperta all’ingresso di nuovi azionisti, a quanto pare sia di minoranza che di maggioranza, per uno dei gruppi più importanti del business dello sport. Il valore del Liverpool dovrebbe aggirarsi a intorno a quello del Chelsea, venduto a inizio anno da Roman Abramovich a un gruppo di investimento, guidato da Todd Boehly e Clearlake Capital, per 4,25 miliardi di sterline.

Ufficiale, Suning chiude la sua società a Londra


articolo di Redazione – 8 Novembre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/08/ufficiale-suning-chiude-societa-londra/

Come già preannunciato dalla comunicazione effettuata a settembre del 2021Suning chiuderà entro la fine dell’anno in corso la società che aveva iscritto nel registro commerciale della Gran Bretagna. Lo riporta Tuttosport nella sua edizione odierna.

Lo scorso 1° novembre è stato pubblicato l’avviso definitivo, secondo il quale Suning Sports Group International UK sarebbe stata dissolta nel giro di due mesi «se non ci saranno segnali in senso contrario», come recita la formula contenuta nell’atto.

I movimenti economici della società, nata nel novembre 2018 con un capitale di 30mila sterline, sono stati modesti: tra il 2018 e il 2019 ha avuto infatti solo costi per complessive 58.500 sterline, mentre tra il 2019 e il 2020 i costi sono stati pari a 141mila sterline, con un patrimonio netto negativo per 168mila sterline al 30 novembre 2020.

Il presidente dell’Inter Steven Zhang era stato nominato direttore insieme al rappresentante del gruppo di consulenza aziendale globale Vistra, ma l’effettivo titolare della posizione di controllo azionario della società era il padre Zhang Jindong. Si trattava, tuttavia, soprattutto di uno strumento utile per essere presenti in una piazza finanziaria centrale come quella di Londra.

Suning pronta a chiudere la propria società a Londra

comunicazione effettuata a settembre del 2021

di Redazione23 Settembre 2021:

Suning chiuderà la società inglese che aveva creato a Londra. Come riportato da Tuttosport, infatti, Suning Sports Group International Uk Limited, la holding creata a Londra nel novembre 2018, sarà chiusa a breve.

Nei giorni scorsi, la società (il cui principale azionista è Zhang Jindong e che vede come direttore il figlio Steven) ha infatti depositato il bilancio relativo all’esercizio chiuso il 30 novembre 2020, in cui specifica che non sarà depositato il prossimo bilancio perché “l’intenzione del direttore è quella di chiudere la società il prima possibile”, si legge nel documento. Per questo motivo, il documento per l’esercizio 2020 “è stato preparato con criteri differenti rispetto a quelli della continuità aziendale”.

I movimenti economici della società, nata nel novembre 2018 con un capitale di 30mila sterline, sono stati modesti: tra il 2018 e il 2019 ha avuto infatti solo costi per complessive 58.500 sterline, mentre tra il 2019 e il 2020 i costi sono stati pari a 141mila sterline, con un patrimonio netto negativo per 168mila sterline al 30 novembre 2020.

Si trattava, tuttavia, soprattutto di uno strumento utile per essere presenti in una piazza finanziaria centrale come quella di Londra.

“Plusvalenze artificiali”: l’autogol dei dirigenti mette nei guai la Juve


articolo di Federica Cravero, Sarah Martinenghi: https://torino.repubblica.it/cronaca/2022/11/08/news/inchiesta_juventus_plusvalenze_artificiali-373476812/?ref=RHLF-BG-I373477806-P13-S1-T1

Da sinistra: Agnelli, Chrubini e Paratici 

La Consob boccia i bilanci: valori gonfiati del 2500%. Le accuse di Cherubini a Paratici un assist ai pm

TORINO – Non rispetta gli orari, annulla di continuo gli incontri, fa riunioni in sauna, dal barbiere o dal podologo. E poi ci sono: piani disastrosi, acquisti senza senso e soprattutto «un utilizzo eccessivo di plusvalenze artificiali», che danno un «beneficio immediato», ma costringono a un «carico ammortamenti» per gli anni successivi. Sono i sassolini che Federico Cherubini intende togliersi e che contesta all’ex direttore sportivo Fabio Paratici, di cui poi prenderà il posto. Li fissa su un foglio con il logo della Juventus e ci mette anche un titolo: “Libro nero FP”. Non poteva immaginare, Cherubini, che quegli appunti – trovati dai finanzieri nella sua scrivania durante una perquisizione – sarebbero diventati un elemento d’accusa nell’inchiesta che la procura di Torino ha avviato sui conti del club bianconero.

Cherubini riporta critiche sulla gestione di Paratici – «Giudizi e valutazioni cambiano ogni giorno» – così come sulla strategia utilizzata: «Piano recupero bilancio disastroso, –forma +sostanza». «Come siamo arrivati qui?», si chiede e cita «acquisti senza senso» e investimenti «fuori portata (Kulusevski??)». Lo accusa anche della «distruzione di una generazione: Kean, Spinazzola, Audero….».

Sono considerazioni e retroscena che raccontano il clima che si respirava negli uffici della Continassa negli anni in cui il Covid ha dato il colpo finale a conti già in rosso. I report sulla situazione finanziaria nelle mani degli investigatori descrivono preoccupazioni ma anche strategie per arginare le perdite. «On track ma su una bumpy road. Riduzione stipendi e plusvalenze sono operazioni chiave per la messa in sicurezza. Speriamo nel vaccino per lo stadio ma è difficile», scriveva il 18 novembre 2020 alle sette e mezza del mattino Stefano Bertola, dirigente che si occupava di contabilità, al presidente Andrea Agnelli. Una frase che per i pm è la conferma che i cartellini gonfiati dei calciatori e gli accordi paralleli per la restituzione (sotto forma di buonuscita o di premio fedeltà) degli stipendi a cui avevano rinunciato per il Covid siano stati la strategia per far quadrare i conti. continua a leggere su repubblica.it

Calcio, il governo evita il default:…..


Calcio, il governo evita il default: 5 anni per pagare i 500 milioni al fisco

articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2022/11/06/news/calcio_aiuti_governo_rateizzazione_versamenti_fiscali_500_milioni-373122802/?ref=RHLF-BG-I373093575-P14-S1-T1

I club rischiavano il collasso a dicembre, quando scadono i termini per i versamenti posticipati. Ma un emendamento favorirà la rateizzazione quinquennale. L’intervento di Lotito e la “questione morale”: chi rispetta le regole è penalizzato

ROMA 06 novembre 2022

Il calcio italiano può sorridere. Anzi, respirare. Il nuovo governo ha deciso di tendere una mano alle squadre con l’acqua alla gola: questione di giorni, poi sarà pronto un emendamento al Decreto Aiuti Ter che dovrebbe togliere dalle spalle dei club una zavorra pesantissima. Un macigno da quasi 500 milioni di euro. Ma che lascia più di un dubbio dal punto di vista etico. Anche tra le società italiane.

Calcio, 480 milioni da versare a dicembre – Il 15 dicembre scadono i termini per versare i 480 milioni di oneri fiscali che erano stati posticipati nell’ultimo anno alle squadre italiane. Si tratta di uno tsunami: oggi, tantissimi non sarebbero in grado di onorare le cifre dovute o comunque avrebbero serissimi problemi di liquidità, al punto da dover sottoscrivere nuovo debito o aumenti di capitale. I più “esposti“, almeno in Serie A, sarebbero per motivi diversi le squadre con una proprietà incerta o con un azionista in difficoltà. Ognuno avrà pensato alla squadra che più ritiene corrispondere all’identikit. In ogni caso, il movimento da mesi sta facendo un pressing istituzionale feroce, per ottenere una soluzione che possa evitare di dover versare il dovuto tutto e subito, entro il prossimo mese.

Verso la rateizzazione in 5 anni – L’emendamento allo studio – da qualcuno già dato per fatto, anche se fino a venerdì non erano state trovate le coperture – porterà un differimento di questi 480 milioni: si tratterà nei fatti di una rateizzazione su cinque anni. In pratica, il calcio italiano aumenterà il proprio indebitamento, ma almeno eviterà il collasso. Anche se qualcuno era contrario: nella Serie A, almeno un club – la Fiorentina – ha mosso la questione morale: perché chi rispetta le regole e ha pagato mese per mese o ha accantonato in vista di questa scadenza, deve essere penalizzato da un cambio delle regole in corsa? Discorso più che condivisibile, ma è anche vero che il calcio è forse il settore che ha ricevuto meno aiuti dalla pandemia in poi. E quindi, un beneficio – che non vuol dire non pagare, ma solo differire i tempi – è ben visto trasversalmente da tutto il movimento.

Il ruolo di Lotito con il governo – In questo senso si è mosso il senatore Lotito. Il suo rapporto col ministro Abodi è ai minimi storici: in fondo, meno di un anno fa gli ha bucato le gomme quando Abodi correva per diventare presidente della Lega Serie A, imponendo il suo uomo, Lorenzo Casini, figura di grande cultura ma con un peccato originale che non lo aiuta in questo scenario politico: una vicinanza esplicita al centro sinistra e alla figura di Salvo Nastasi. Lotito, eletto con Forza Italia, è invece forte abbastanza per essere ascoltato. E ora vuole intestarsi un risultato atteso da tutto il sistema: perché i 480 milioni di oneri da versare non riguardano solo la Serie A ma anche B e C. Tutti ora aspettano la definizione del testo. L’unico auspicio è che, chi chiede interventi pubblici per beneficiare di un differimento degli oneri fiscali, poi non usi quei soldi per fare mercato a gennaio.

Inter, spunta il piano B: rifinanziare con Oaktree


articolo di Redazione – 4 Novembre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/04/inter-rifinanziamento-debito-oaktree/

Steven Zhang, presidente dell’Inter – (foto ufficio stampa Inter)

L’Inter è al lavoro per il rifinanziamento del debito. Secondo quanto riportato d Il Sole 24 Ore, il presidente nerazzurro Steven Zhang, starebbe provando a concretizzare un piano B, in alternativa alla cessione della società, tema di cui si è parlato molto in queste settimane. Il nuovo piano sarebbe quello di un rifinanziamento del debito con il fondo californiano Oaktree, che scadrà nel maggio del 2024.

Il gruppo finanziario statunitense ha prestato nel maggio 2021 circa 275 milioni di euro alla lussemburghese Grand Tower Sarl, una delle holding tramite cui la famiglia Zhang controlla l’Inter. Un prestito Pik, in cui gli interessi verranno pagati per intero alla fine, andando negli anni a cumularsi sul capitale: alla scadenza così la cifra da restituire a Oaktree si avvicinerebbe a circa 350 milioni di euro.

Se ciò non dovesse accadere il fondo californiano potrebbe diventare il proprietario del club nerazzurro, sulla falsariga di quanto successo con il fondo Elliott ai tempi della proprietà di Yonghong Li al Milan. Certezze ancora non ce ne sono, anche perché alla scadenza del prestito mancano 19 mesi circa: così sono cominciate le grandi manovre attorno all’Inter.

Zhang non vorrebbe – da un lato – separarsi dall’Inter, per questo sarebbero iniziati alcuni sondaggi per valutare la possibilità di rifinanziare il debito concesso da Oaktree. Si tratta di un’impresa non semplice: il finanziamento del fondo californiano ha già un interesse del 12% e le condizioni critiche del mercato del debito hanno fatto crescere i tassi.

False fatture, il pm chiede un anno per De Laurentiis


articolo di Dario del Porto del 03 novembre 2022: https://napoli.repubblica.it/sport/2022/11/03/news/false_fatture_il_pm_chiede_un_anno_per_de_laurentiis-372718287/

Il presidente del Napoli imputato per l’evasione di 8 mila euro di Iva relativa all’acquisto del calciatore Calaiò dal Siena nel 2013

Aurelio de Laurentiis, Adriano Galliani, Alessandro Moggi e altri big del pallone rischiano la condanna nel processo che ipotizza false fatturazioni nella gestione dei rapporti fra i club e gli agenti dei calciatori negli anni fra il 2009 e il 2014. I pm Stefano Capuano e Danilo De Simone hanno concluso ieri la requisitoria davanti al giudice Enrico Ciampaglia. Per il presidente del Napoli, imputato per una fattura ritenuta falsa che avrebbe comportato l’evasione di 8 mila euro di Iva relativa all’acquisto del calciatore Emanuele Calaiò dal Siena nel 2013, i due rappresentanti della Procura hanno chiesto un anno di reclusione.

Pene lievemente superiori, un anno e un mese ciascuno, per Adriano Galliani, all’epoca dei fatti dirigente del Milan, oggi al Monza, per Antonio e Luca Percassi, massimi dirigenti dell’Atalanta, per il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. La pena più severa, due anni e otto mesi di reclusione, è stata chiesta per Alessandro Moggi, agente di calciatori e figlio di Luciano, l’ex potente dirigente della Juventus travolto nel 2006 dallo scandalo Calciopoli. Un anno e nove mesi la pena richiesta per l’agente Riccardo Calleri. Tutti hanno sempre respinto le accuse e si preparano ora a replicare attraverso le arringhe dei loro difensori. continua a leggere su repubblica.it

Inter, i conti del bilancio 2022 tra fatturato e costi


articolo di Redazione30 Ottobre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/30/inter-bilancio-2022-fatturato-debiti/

Inter bilancio 2022 – L’Inter ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2022 con un rosso pari a 140,0 milioni di euro, un risultato in miglioramento di circa 105 milioni di euro rispetto all’esercizio 2020/21, che si era chiuso in perdita per 245,6 milioni di euro.

Il fatturato della società nerazzurra è stato pari a 439,6 milioni di euroquota record per il club guidato da Steven Zhang (contro i 364,7 milioni di euro relativi all’esercizio chiuso il 30 giugno 2021), mentre i costi sono diminuiti scendendo a quota 527,9 milioni (568,7 milioni nel 2020/21).

Si tratta, al netto della tematica straordinaria legata alle plusvalenze, di una gestione economica che presenta ancora un forte squilibrio tra i ricavi caratteristici e i costi: i soli costi legati alla squadra (compensi, bonus e ammortamenti) sono stati pari a 283 milioni di euro, rappresentando l’86% dei ricavi caratteristici.

Inter bilancio 2022 – I ricavi – Complessivamente, l’Inter nella stagione 2021/22 ha registrato 439,6 milioni di euro di ricavi, rispetto ai 365,7 milioni del 2020/21. La voce più corposa è quella relativa ai diritti tv, pari a 146 milioni di euro plusvalenze (189,7 milioni nel bilancio precedente, dato su cui tuttavia impattava lo slittamento di una parte dei ricavi della stagione 2019/20), mentre i ricavi da gestione dei diritti da calciatori sono stati pari a 108,9 milioni, con plusvalenze per 105 milioni di euro, incassati in particolare dalle cessioni di Lukaku (66,8 milioni) e Hakimi (33,5 milioni). Tra i ricavi commerciali, 43,9 milioni sono legati alle sponsorizzazioni di maglia da Nike, Socios, Lenovo e Zytara-Digitalbits.

Questi i ricavi voce per voce, con una crescita che appare evidente ovviamente per quanto riguarda il botteghino, dopo la chiusura degli stadi nella stagione 2020/21, ricordando che nello scorso bilancio per quanto riguarda gli altri ricavi era presente una quota di entrate legata alla conclusione a luglio e agosto della stagione 2019/20:

  • Ricavi da gara: 41,7 milioni di euro (0 euro nel 2020/21);
  • Ricavi da sponsor, commerciali e royalties: 81,7 milioni di euro (101,9 milioni di euro nel 2020/21);
  • Ricavi da diritti tv: 146,5 milioni di euro (189,7 milioni di euro nel 2020/21);
  • Ricavi da gestione diritti calciatori, da cessione temporanea e altri proventi: 108,9 milioni di euro, di cui 105,2 milioni di plusvalenze (8,4 milioni, di cui 2,2 milioni di plusvalenze nel 2020/21);
  • Altri ricavi: 60,6 milioni di euro (64,7 milioni nel 2020/21);
  • TOTALE: 439,6 milioni di euro (364,7 milioni nel 2020/21).

Inter bilancio 2022 – I costi – I costi a bilancio per l’Inter sono diminuiti nel 2021/22 a 527,9 milioni di euro, rispetto ai 568,7 milioni del bilancio 2020/21. Nel dettaglio, la maggior parte dei costi è legata a salari e stipendi del personale, a quota 248,4 milioni di euro (in calo rispetto ai 261,1 milioni del 2020/21) e ad ammortamenti e svalutazioni per 168,7 milioni di euro (209,1 milioni nel 2020/21).

Più nello specifico, i soli costi per il personale tesserato sono stati pari a 197,5 milioni di euro (215,7 milioni nel 2020/21), di cui 152,5 milioni come compensi ai giocatori (153,3 nel 2020/21), 13 milioni come compensi allenatori (33,3 nel 2020/21), 29,5 milioni come premi di rendimento (26,0 nel 2020/21) e 2,4 milioni come diritti di immagine (2,9 nel 2020/21).

Per quanto riguarda gli ammortamenti, invece, quelli legati ai calciatori sono stati pari a 101,0 milioni contro i 137 milioni del 2020/21. Tra le svalutazioni, 16,5 milioni sono legati alle svalutazioni del valore a bilancio dei cartellini di Eriksen, Vidal e Sanchez dopo la risoluzione dei contratti, mentre 25,8 milioni sono legate al rischio di inesigibilità di posizioni creditorie.

Tra gli altri costi, si segnalano quelli per servizi pari a 64,3 milioni di euro, in crescita rispetto ai 51 milioni della stagione precedente soprattutto per la crescita dei costi legata agli agenti, passati da 10,9 a 22,9 milioni di euro.

Questi i costi voce per voce nella stagione 2021/22:

  • Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo, merci: 5,2 milioni di euro (2,2 milioni nel 2020/21);
  • Costi per servizi: 64,3 milioni di euro (51,6 milioni nel 2020/21);
  • Costi per godimento di beni terzi: 12,7 milioni di euro (12,5 milioni nel 2020/21);
  • Costi per il personale: 248,4 milioni di euro, di cui 152,5 milioni per compensi ai giocatori (261,1 milioni di euro, di cui 153,3 milioni per i giocatori nel 2020/21);
  • Ammortamenti e svalutazioni: 168,7 milioni di euro, di cui 101,0 milioni per i giocatori (209,5 milioni, di cui 137  milioni per i calciatori nel 2020/21);
  • Altri costi: 28,3 milioni di euro (31,1 milioni nel 2020/21);
  • TOTALE: 527,9 milioni di euro (568,7 milioni nel 2020/21).

Inter bilancio 2022 – Risultato netto – La differenza tra fatturato e costi è stata così pari a -88 milioni di euro, rispetto al -203,0 milioni del 2020/21. Il risultato ante imposte è stato negativo per 136,6 milioni di euro circa (con un impatto da 48,8 milioni di oneri finanziari rispetto ai 33,4 milioni el 2020/21), rispetto al -239,4 milioni del 2020/21, mentre il risultato netto è stato negativo per 140,0 milioni di euro contro il rosso di 245,6 milioni del 2020/21.

Inter bilancio 2022 – Debiti e patrimonio nettoIl patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2022 è negativo per 86,6 milioni, rispetto al patrimonio netto positivo per 53,4 milioni del 2021. Tuttavia, l’Inter ha scelto di sfruttare l’ipotesi contenuta in uno dei diversi decreti legati all’emergenza Covid per differire il ripianamento della perdita entro il quinto esercizio successivo a quello chiuso, quindi rinviando il ripianamento all’esercizio in chiusura al 30 giugno 2027.

Infine, sul fronte debiti, i debiti complessivi sono saliti a 881 milioni di euro (827 milioni al 30 giugno 2021), crescita spinta dal nuovo bond con un debito per obbligazioni da 407 milioni di euro (344 milioni al 30 giugno 2021). L’indebitamento finanziario netto è invece pari a -268 milioni di euro, rispetto al -297 milioni del 30 giugno 2021, alla luce della crescita della liquidità a 139,1 milioni di euro.

L’accusa della Procura alla Juve: «Plusvalenze fittizie per 155 mln»


articolo di Redazione del 25 Ottobre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/25/juventus-plusvalenze-fittizie-155-milioni/

Ammontano a 155 milioni di euro le presunte plusvalenze fittizie, derivanti da cessione dei diritti dei calciatori, appostate nei bilanci della Juventus fra il 2019 e il 2021. E quanto si ricava dall’avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Torino.

Nel documento sono ipotizzate, fra l’altro, violazioni dei principi di contabilità internazionale relative alla esposizione nel conto economico degli importi derivanti dalle cessioni dei calciatori Emre Can al Borussia Dortmund (14 mln) e Simone Muratore all’Atalanta (3,8 mln). I due atleti non sono indagati.

Inoltre, tra gli addebiti he la procura di Torino muove a carico della società Juventus, chiamata in causa come persona giuridica, attraverso il comportamento dei suoi dirigenti. compaiono anche erosione del capitale sociale nascosta, attività in Borsa proseguita “indebitamente” pur “in presenza di un patrimonio netto negativo”, indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni Iva tra il 2019 e il 2021 che hanno consentito di “detrarre indebitamente l’imposta per un ammontare complessivo di 409.452 euro”.

Indagine plusvalenze, titolo Juve giù del 5% in Borsa

articolo di Redazione del 25 Ottobre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/25/juventus-borsa-plusvalenze-titolo/

Avvio in rialzo per le Borse europee, mentre sta entrando nel vivo la stagione delle trimestrali. Parigi sale dello 0,6%Francoforte dello 0,26%Madrid dello 0,64%Amsterdam dello 0,75%Milano, dopo un avvio in progresso dello 0,4%, ha lievemente rallentato il passo, con il FTSE Mib su dello 0,23%, nell’attesa delle parole che pronuncerà il premier Giorgia Meloni, alla Camera per ottenerne la fiducia.

A Piazza Affari Unicredit ha aperto in rialzo dell’1,3%, ma poi ha frenato allo 0,3% nell’attesa della riunione del CdA per l’approvazione della trimestrale. Vanno bene le A2a (+2%) e le Pirelli (+1,5%), battono la fiacca le Saipem (-0,6%). Tra le società minori, Tod’s scivola sotto il prezzo d’opa di 40 euro (-3,3%), nell’ultimo giorno utile per aderire all’operazione lanciata dalla famiglia Della Valle.

La Juventus accusa un calo del 4,7% dopo le decisioni prese dalla Procura di Torino a proposito dell’indagine sui bilanci del club bianconero, legata al tema plusvalenze. Sono 16 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta, tra i quali anche il presidente bianconero Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved.

La Procura di Torino aveva addirittura chiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di misure cautelari personali, per alcuni indagati, e reali, come sono definiti il sequestro conservativo o preventivo. Richiesta rigettata dal giudice. Contro l’ordinanza del gip la Procura ha depositato appello.

Juve, 16 indagati per il caso plusvalenze: c’è pure Agnelli

articolo di Redazione del 24 Ottobre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/24/juventus-indagato-agnelli-plusvalenze/

Sono sedici gli indagati legati all’indagine della Procura di Torino sui bilanci della Juventus. Come riportato dall’Ansa, tra questi ci sono anche il presidente Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved.

Le indagini della Procura di Torino sono state condotte da un pool di magistrati del Gruppo di Diritto Penale dell’Economia, composto dai sostituti procuratori Ciro Santoriello e Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio. I bilanci presi in considerazione dagli inquirenti sono tre: il 2018 (approvato il 24 ottobre 2019), il 2019 (approvato il 15 ottobre 2020) e il 2020 (approvato il 29 ottobre).

Secondo gli inquirenti le “operazioni di scambio, che, non generano flussi finanziari di sorta, risultano, concluse a valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario e con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio del momento: tali operazioni sono state ritenute fittizie”. Sempre secondo l’accusa “le plusvalenze da queste generate, sono state rivisitate secondo i principi contabili internazionali, cui Juventus Fc, quale società quotata, deve comunque attenersi”. Per gli inquirenti ci fu un ulteriore intervento per alterare i risultati di bilancio attraverso ‘manovre stipendi’, negli anni 2020 e 2021.

Sussistono concreti elementi per ritenere che i calciatori, in accordo con la società, abbiano rinunciato a percepire, in concomitanza con il periodo pandemico, una sola mensilità e non quattro, come per contro comunicato da Juventus Fc nel marzo 2020”. E le restanti tre mensilità,  “non sarebbero oggetto di rinuncia, bensì di differimento ad esercizi successivi. Ad alcuni indagati è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni insistenti.

La Procura di Torino aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di misure cautelari personali, per alcuni indagati, e reali, come sono definiti il sequestro conservativo o preventivo. Richiesta rigettata dal giudice. Contro l’ordinanza del gip la Procura ha depositato appello.

Juve, chiusa indagine plusvalenze. L’accusa: «Alterati i bilanci»

articolo di Redazione del 24 Ottobre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/24/juve-chiusa-indagine-plusvalenze-notifiche-al-cda/

La Procura di Torino ha notificato ai componenti del Consiglio d’amministrazione della Juventus l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, iniziate nel 2021, per i reati di falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato, trattandosi di una società quotata in Borsa. Lo comunica in una nota il procuratore capo di Torino Anna Maria Loreto. Secondo l’accusa sarebbero stato alterati bilanci quale conseguenza “di un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale”.

Ferrero allo stadio: indaga la Questura, rischia il daspo


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/21/ferrero-daspo-indagine-questura-sampdoria/

Massimo Ferrero – (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

L’ex presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ora rischia il daspo, dopo essere entrato allo stadio Marassi per la gara dei doriani contro la Roma.

Sulla questione, ieri il presidente sampdoriano Lanna è tornato, insieme agli altri membri del CdA, sull’episodio di lunedì sera. “Ferrero non aveva titolo di accesso emesso dalla Sampdoria – ha detto -. Sul resto ci sono accertamenti di livello superiore in questo momento riteniamo di non dare ulteriori dettagli”.

È in corso, infatti, una indagine da parte della Questura di Genova: Ferrero infatti è entrato al Ferraris senza alcun titolo di accesso, con il suo arrivo che inoltre ha creato anche problemi a livello di ordine pubblico dopo la dura reazione da parte della tifoseria doriana, che ha provato ad avvicinarsi all’ex presidente venendo tuttavia fermati dalle forze dell’ordine presenti allo stadio.

Una comparsata che, secondo Primocanale, potrebbe costare caro a Ferrero: il rischio infatti è che la Questura di Genova, il cui questore Orazio D’Anna era tra l’altro presente allo stadio per la gara contro la Roma, decida di comminare un Daspo all’ex presidente doriano, ovverosia l’inibizione dall’accesso negli stadi.

Cessione Sampdoria: attesa per i 40 milioni dallo sceicco Al Thani


 articolo del 20 ottobre 2022: https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/sampdoria/cessione-sampdoria-attesa-per-i-40-milioni-dallo-sceicco-al-thani_56291021-202202k.shtml

Il Cda: “Situazione economica non rosea. Non ci dimettiamo per senso di responsabilità”

Sono ore decisive per la cessione della Sampdoria al gruppo Al Thani. Per la giornata odierna, come indicato dall’intermediario Francesco Di Silvio, è atteso l’arrivo del bonifico da 40 milioni di euro per l’acquisto da parte dello sceicco qatarino. Intanto, l’attuale Consiglio di amministrazione ha fatto il punto con la stampa. Non ci dimettiamo, il senso di responsabilità ha sempre fatto sì che questo pensiero potesse passarci per la testa ma lo abbiamo sempre abbandonato – ha dichiarato il presidente del club Marco Lanna – . In futuro dovessero esserci delle cose che possano togliere la nostra autonomia e possibilità di lavorare allora ci penseremo, ma a oggi non ci sono queste condizioni“.

La situazione economica finanziaria non è rosea così come non lo era a gennaio quando siamo entrati – ha aggiunto Lanna -. La cessione è tutta in mano a Vidal e a banca Lazard. Il Cda non può decidere nulla, né rifiutare né accettare. Non possiamo fare nulla: siamo totalmente spettatori di questo evento“.

In merito alla cessione della Sampdoria peraltro il vicepresidente e consigliere Antonio Romei ha poi voluto rispondere alle notizie di un possibile arrivo oggi di un anticipo per la cessione del club da parte del gruppo Al Thani. “Vidal ci ha detto di essere in contatto con intermediari e in attesa che arrivino le somme necessarie per poter passare alla fase esecutiva rispetto ad una trattativa che da tempo va avanti. L’ultimo contatto che abbiamo avuto è stato alle 14. La situazione è delicata senza nascondere la realtà. Ma non dobbiamo accendere ed esasperare situazioni: non è giusto per noi né per la Sampdoria. Non vediamo l’ora che avvenga la cessione: nessuno di noi vuole rimanere su questa sedia, ruolo che ogni giorno ci fa tremare i polsi. Sappiamo che dobbiamo tenere piedi la società senza far ricorso alle risorse del socio“. continua a leggere

L’Inter sbarca su eBay: quanto vale la partnership


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/18/inter-partnership-ebay-cifre/

Un “market place” su eBay, uno spazio dedicato per acquisti tutti nerazzurri all’interno del famoso sito di vendita e aste online. È il risultato di una collaborazione tra il colosso americano pioniere dell’e-commerce e l’Inter che diventerà ufficiale questa settimana.

Ma quanto vale l’intesa tra le due parti? Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello sport, l’accordo commerciale porterà nelle casse del club nerazzurro 1,5 milioni di euro. Una nuova intesa, mentre ai piani alti della società – secondo quanto svelato ieri dal Financial Times – si lavora per una cessione del club a nuovi proprietari.

Dopo la presenza sempre più evidente nelle pubblicità a bordo campo durante le partite dell’Inter Women, eBay si è fatta vedere per la prima volta anche domenica, in Inter-Salernitana a San Siro, nella rotazione dei vari sponsor sui led attorno al terreno di gioco.

Nel frattempo, ad Alaia Bay, piscina artificiale per fare surf a Sion in Svizzera, è stata presentata ieri la collaborazione tra l’Inter e Bradley surfboards: porterà alla realizzazione di tavole da surf artigianali nerazzurre, tra cui una per Leonardo Fioravanti, miglior surfista italiano e tifoso dell’Inter.