Juve, settimana in rosso in Borsa: titolo -20%


articolo: Juve, settimana in rosso in Borsa: titolo -20% – Calcio e Finanza

Una settimana da dimenticare per il titolo bianconero in Piazza Affari: il valore delle azioni è crollato a 0,2894 euro dopo la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni.

La settimana della Juventus in Borsa si chiude in forte rosso, nonostante nella giornata di oggi ilil titolo bianconero abbia guadagnato l’1,26% con il valore di una azione che si attesta così 0,2894. Rimane infatti una settimana negativa per la Juve che ha visto le numerose incertezze riguardanti una possibile esclusione della formazione di Massimiliano Allegri dalle competizione europee in vista della prossima stagione.

Dalla sentenza del Collegio di Garanzia del Coni, arrivata giovedì 20 aprile, il titolo della Juventus ha perso circa il 20% del proprio valore con la capitalizzazione di borsa che è arrivata a toccare 733 milioni di euro, mentre ieri si attestava sui 720 milioni, contro i 915 milioni di una settimana fa. Da ricordare, come il Coni abbia di fatto restituito, al momento, i 15 punti di penalizzazione in classifica alla Juve con la Corte d’Appello della FIGC che è ora chiamata a emanare una nuova sentenza con una penalizzazione rivista. continua a leggere

Roma, lo sponsor Digitalbits non paga, il club lo toglie dalla maglia e chiede di giocare con la scritta SPQR


articolo: Roma, via DigitalBits dalle maglie: lo sponsor non paga. Ecco perché – La Gazzetta dello Sport

Contro il Milan con la scritta SPQR. L’inadempienza del marchio di criptovalute era già emersa all’inizio della stagione in casa Inter. Ma il club giallorosso ha un contratto differente

Com’era prevedibile, anche la Roma, dopo l’Inter, ha scoperto che il main sponsor aveva le tasche vuote. Stesso marchio, annunciato a poche settimane di distanza dai nerazzurri nell’estate 2021, nel pieno innamoramento tra sport e criptovalute: DigitalBits, piattaforma di digital banking di proprietà di Zytara. La società giallorossa ha risposto all’inadempienza oscurando il nome nella prossima gara di campionato, domani sera all’Olimpico: sul davanti delle maglie ci sarà la scritta SPQR, a simboleggiare il legame con la città. Una prima mossa, molto forte, dopo il mancato pagamento della rata che scadeva a fine marzo. Una sorta di congelamento della partnership, almeno per quanto riguarda lo spazio più visibile, nella speranza che il main sponsor assolva ai suoi obblighi. Se ciò non avverrà, la Roma spegnerà tutti gli altri slot previsti dal contratto.

La newsletter Sport&Business del 25 febbraio in cui abbiamo anticipato la notizia

IL RETROSCENA – La domanda, a questo punto, è la seguente: come mai l’inadempienza della Roma è emersa solo ora, a differenza dei nerazzurri? DigitalBits, infatti, dopo gli impegni adempiuti nel corso della prima stagione (2021-22) aveva smesso di pagare perché travolta dalla crisi. E l’Inter se n’era subito accorta, visto che la prima rata 2022-23 imponeva un pagamento a luglio, dandone prontamente comunicazione perché quel contratto rientra nelle garanzie fornite agli investitori a copertura del bond. L’inadempienza si è manifestata più recentemente a casa Roma per la particolare tipologia del contratto sottoscritto dai giallorossi. Come avevamo anticipato nella newsletter Sport&Business di fine febbraio, era solo una questione di tempo. L’accordo, infatti, prevedeva che DigitalBits (o meglio la proprietaria Zytara) pagasse una prima rata da 500mila euro soltanto a marzo e il saldo a fine stagione. Quanto? 9,5 milioni, considerato che la partnership triennale contemplava importi a salire: 5 milioni nel 2021-22, 10 in questa stagione e 21 nel 2023-24. I manager giallorossi non sono rimasti spiazzati. Conoscevano benissimo la situazione, visto che l’Inter aveva fatto da “cavia”, e si erano già messi al lavoro a fari spenti per trovare un partner alternativo. Considerando gli importi attesi quest’anno e il prossimo, c’è un ammanco potenziale di 31 milioni da coprire.

Digitalbits cambia vertici: si cerca soluzione con l’Inter


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2023/04/27/digitalbits-soluzione-inter-nuovi-vertici/

Nuova guida, nuovi progetti e nuovo corso per DigitalBits, la blockchain opensource dedicata ai brand che punta alla diffusione dei pagamenti digitali attraverso crypto asset. Il marchio è ben noto in Italia – soprattutto con riferimento al mondo del calcio – per le sponsorizzazioni di Inter Roma.

Secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza, rispetto a quegli accordi è cambiato tutto. In sostanza, l’amministratore delegato di Zytara, Al Burgio, era anche il fondatore di DigitalBits e gli accordi con le società di calcio italiane erano stati siglati proprio da Zytara per promuovere il brand “amico” delle crypto.

Quelle sponsorizzazioni non hanno funzionato, ma i contenziosi riguardano proprio Zytara e non DigitalBits, che nel frattempo ha cambiato pelle e non dipende più da Al Burgio, che ha fatto un passo indietro. Ricordiamo che – secondo quanto emerso dal bilancio di Inter Media and Communication consultato da Calcio e Finanza – Digitalbits non ha pagato nessuna delle tre rate previste per la sponsorizzazione nella stagione 2022/23.

Oggi le redini della blockchain sono nelle mani della Fondazione DigitalBits, il cui managing director è Daniele Mensi, che è diventato anche CEO di DigitalBits. In discontinuità con la gestione precedente, si cercherà di ricomporre le situazioni di contenzioso in essere. Questo perché anche se le responsabilità economiche sono in capo a Zytara, il danno di immagine ricade ancora sulla nuova DigitalBits e per questo è ipotizzabile che nelle prossime settimane si cercheranno soluzioni concilianti con l’Inter.

Stesso discorso per la Roma, che aveva legato la sponsorizzazione di Digitalbits a progetti digitali che non avevano ancora visto la luce. Invece da pochi giorni il club giallorosso è diventato il primo al mondo a lanciare la possibilità di utilizzare il wallet in cripto di Digitalbits per pagare il merchandising con in più un cashback del 10%.

Il futuro della società guidata da Mensi farà leva su due linee di business. La prima sarà l’incremento dei merchant che permettono il pagamento attraverso Digitalbits. La seconda saranno invece gli accordi con brand, come appunto quello con la Roma. Oggi la possibilità di pagamento è limitata agli store fisici, ma è evidente che l’obiettivo sarà ampliare queste potenzialità anche ai siti di-ecommerce o al ticketing.

Quanto hanno speso i club di Serie A per le commissioni ai procuratori nel 2022?


articolo: Quanto hanno speso i club di Serie A per le commissioni ai procuratori nel 2022? (90min.com)

Il calcio italiano è in piena crisi economica. I bilanci sono in rosso. Si chiede al Governo aiuti per posticipare e/o rateizzare il pagamento delle tasse. Eppure, nonostante ciò, la Serie A continua a spendere soldi – tanti soldi – per le commissioni agli agenti in sede di calciomercato. A rendere il tutto ancora più incredibile sono le cifre rese pubbliche dalla FIGC tramite un report legato all’anno 2022. Risultato? Le commissioni dei club di Serie A agli agenti sono state oltre 200 milioni di euro!

Una situazione che rischia di diventare insostenibile. Una cifra che cresce anno dopo anno, ad eccezione del 2020, anno del Covid. Per fare un confronto, nel 2015 le spese della Serie A per i procuratori toccarono quota 84 milioni di euro, negli anni 2019 e 2021 le spese sono state rispettivamente di 187 e 173 milioni di euro. Nell’anno del Covid questa spesa crollò – ma neanche tanto – toccando i 138 milioni di euro.

A cosa potrebbe essere dovuto ciò. In parte ai trasferimenti a parametro zero. Gli agenti infatti chiedono importanti cifre quando riescono a piazzare un loro assistito senza far pagare un centesimo per il cartellino del calciatore. Ma questo è solo uno dei motivi delle cifre pazze spese per gli agenti dai club di Serie A.

Nel 2022 la squadra che ha speso più soldi per i procuratori è la Juventus con la cifra record di 51 milioni di euro. La società bianconera ha speso, da sola, quasi quanto Roma (21 milioni)Inter (20 milioni)Fiorentina (13 milioni).

Anche il Milan è tra le società che spende più soldi per i procuratori, circa 12 milioni di euro, nonostante i tanti addii a costo zero dovuti – anche – per le richieste folli degli agenti.

Tra le società che hanno speso meno soldi per gli agenti troviamo la Cremonese con 2,8 milioni di euro, il Lecce con 2,4 milioni di euro e infine il Torino con 2 milioni di euro.

La tabella delle spese agli agenti da parte dei club di Serie A nel 2022

CLUBSPESE PER GLI AGENTI
Atalanta6,7 milioni di euro
Bologna9,2 milioni di euro
Cremonese2,8 milioni di euro
Empoli4,9 milioni di euro
Fiorentina13,6 milioni di euro
Hellas Verona4,7 milioni di euro
Inter20,6 milioni di euro
Juventus51, 3 milioni di euro
Lazio6,3 milioni di euro
Lecce2,4 milioni di euro
Milan12,1 milioni di euro
Monza3,9 milioni di euro
Napoli12,5 milioni di euro
Roma21,1 milioni di euro
Salernitana8,8 milioni di euro
Sampdoria3,2 milioni di euro
Sassuolo6,2 milioni di euro
Spezia3,2 milioni di euro
Torino2 milioni di euro
Udinese10,2 milioni di euro

Il Tar alla Figc: deve dare a Blue Skye il dossier sulla vendita del Milan


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/30-03-2023/tar-figc-red-bird-consegni-blue-skye-dossier-vendita-460904654417.shtml

Accolto il ricorso della finanziaria contro il rifiuto della Federazione. Ora ha 30 giorni di tempo per presentare i documenti. Dura la replica degli avvocati di Cardinale

La Figc ha un mese di tempo per consegnare a Blue Skye il dossier relativo alla vendita del Milan. E’ quanto stabilito il Tar del Lazio durante l’udienza del 28 marzo, dopo aver accolto il ricorso della finanziaria contro il rifiuto della Federazione.

Gerry Cardinale, proprietario di Red Bird. Ansa

I legali di Gerry Cardinale, patron di Red Bird e quindi del Milan, hanno commentato l’offensiva giudiziaria degli ex soci di Elliot, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i legali hanno parlato di “una moltitudine ingiustificata di iniziative giudiziarie di natura temeraria e pretestuosa“, dove Blue Skye ha portato avanti una “spregiudicata finalità emulativa macroscopicamente diretta a ottenere vantaggi economici ulteriori“.

BOTTA E RISPOSTA – La finanziaria, si legge sempre sul Corriere della Sera, si ritiene danneggiata dalla vendita a RedBird, “avvenuta con modalità tali da pregiudicare il suo diritto di credito“. Blue Skye era socio di minoranza (4,3%) di Project Redblack, il veicolo a maggioranza Elliott (95,7%) che possedeva il Milan attraverso la società “Rossoneri“. Infine, è stato reso noto il prezzo ‘della compravendita, pari a “1.123.036.449,06 euro, in una combinazione di contanti per 533.036.349,06 euro e loan notes emesse dall’acquirente“. Cardinale, quindi, respinge le lamentele di Blue Skye sostenendo che “nulla è cambiato, perché nella sostanza il pegno si è trasferito dalle azioni del Milan ai proventi della vendita di tali azioni“.

Chelsea a rischio FPF: perdite per oltre 130 milioni, serve vendere…


Chelsea a rischio FPF: perdite per oltre 130 milioni, serve vendere. Quante occasioni per la Serie A

articolo: Chelsea, perdite per oltre 130 milioni: occasioni sul mercato (mediaset.it)

Campagna acquisti faraonica e “spese straordinarie” mandano le casse Blues in rosso: in estate bisogna vendere

Profondo rosso nelle casse del Chelsea, che dopo le ultime campagne acquisti faraoniche teme la mannaia del Fair Play Finanziario. Il club londinese, infatti, avrebbe registrato perdite per 121,3 milioni di sterline, al cambio circa 138 milioni di euro, che fanno temere il peggio dalla Uefa. Milioni che mancano alle casse dei Blues per “straordinarie spese” degli ultimi anni e che, senza altra alternativa, dovranno essere recuperati dal mercato per evitare sanzioni. Ed ecco che le occasioni per i club di A si fanno ghiotte.

Se da un lato c’è chi soffre, temendo pesanti ripercussioni da parte della Uefa, dall’altro c’è chi fiuta il colpo. Chelsea da una parte, big della Serie A dall’altra che potrebbero sfruttare il momento negativo degli inglesi per strappare alcuni dei gioielli dei londinesi. Per cercare di recuperare quanto più possibile il buco, infatti, al 30 giugno 2023 il Chelsea dovrà cercare di far quadrare i conti con l’aiuto del mercato, cercando di ottenere quanto più possibile.

ROSSO CHELSEA, OCCASIONE PER LA SERIE A – Guardando la rosa dei londinesi, a eccezione dei pezzi pregiati appena arrivati alla corte dei Blues, i possibili partenti sono i prodotti dell’Academy del club, i cosiddetti homegrown stars. La lista è ricca di nomi e potrebbe esserlo anche economicamente per il Chelsea data la scontata plusvalenza segnata a bilancio. Tra i primi papabili alla partenza ci sono Ruben Loftus-Cheek, Trevoh Calobah e Callum Hudson-Odoi a lungo accostati alla Serie A nelle ultime sessioni di mercato. continua a leggere

Biglietti Champions, l’ira dei milanisti: “Perché i nostri costano di più?”


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/23-03-2023/biglietti-champions-tifosi-milanisti-protestano-460804439694.shtml?cmpid=SF_Facebook_Socialflow_nd_nd_nd&fbclid=IwAR1FEI2IUH2RGMwl0G8neeMP0LYRZx9WKbTPe2tbUNtYS3mxndAZv3pf-AY

I tifosi rossoneri contro la differenza dei prezzi tra i loro ticket e quelli dell’Inter

Il riassunto della polemica dei milanisti è in una domanda sempre più frequente sui social: “Come mai i nostri biglietti costano più di quelli riservati ai nerazzurri?“. Contesto: quarti di Champions, Milan-Napoli e Inter-Benfica, stesso stadio e stessa competizione, solo che i prezzi dei biglietti per i tifosi milanisti sono molto più alti rispetto a quelli dei rivali.

ESEMPIO – “Come mai a noi così?“. I milanisti ne parlano sui social. Esempio: fra i posti più cari per il Milan troviamo la poltroncina rossa centrale a 389. L’Inter l’ha messa a 285. “Così non va”, scrive qualcuno. “Da rivedere“, scrive un altro. I tifosi fanno leva sui costi singoli, ma soprattutto sulla differenza di prezzi per la stessa competizione e lo stesso stadio. “Questo trattamento non va bene per un abbonato, purtroppo“. E così via.

Inter e Milan, i prezzi per gli abbonati nei quarti di Champions: che differenza!

articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/23-03-2023/biglietti-champions-league-prezzi-inter-milan-460802672303.shtml?intcmp=leggianche_free

Le due partite si terranno a distanza di sette giorni l’una dall’altra e i club hanno comunicato i costi dei biglietti del Meazza durante la prima fase di prelazione

La coppa dei sogni è lì, a portata di clic, e migliaia di tifosi si sono già affrettati per bloccare il proprio posto nella storia. Nelle due settimane successive a Pasqua Inter e Milan sfideranno rispettivamente Benfica e Napoli per accedere alle semifinali di Champions League, popolando il Giuseppe Meazza a distanza di sette giorni: il primo mercoledì i rossoneri e quello seguente i nerazzurri. Così quella corrente è stata la settimana del via alla vendita dei biglietti, cominciata ovviamente dalla prelazione per gli abbonati. Sono per loro i prezzi che al momento sono consultabili sui portali dei due siti ufficiali: per Milan-Napoli si parte da 59 euro, mentre per Inter-Benfica si può trovare un posto dai 45 del terzo anello verde.

IL CONFRONTOLa società di viale della Liberazione ha optato per una politica dai prezzi più contenuti sebbene un evento come i quarti di finale di Champions League chiami l’ovvio tutto esaurito in uno stadio che si riempie anche nelle partite di campionato più scomode. Fra i posti più cari c’è la poltroncina rossa centrale interista che arriva a 285 (389 lo stesso posto per il Diavolo). Oltre alla generale differenza di prezzatura – maggiore appunto per i rossoneri -, balza all’occhio l’evidente divario di costo del settore family: il primo anello verde di Milan-Napoli è disponibile a 99 euro, il primo anello arancio laterale si ferma a 59 per gli Under 16. Per quanto riguarda le hospitality, quelle offerte dai rossoneri partono da 429 euro, ma arrivano fino ai 1099 dell’authority experience.

PREZZI CHAMPIONS LEAGUE

Settore: Terzo anello blu/verde

  • Inter 45€
  • Milan 59€

Settore: Secondo blu/verde

  • Inter 55€
  • Milan 59€

Settore: Terzo rosso

  • Inter /
  • Milan 64-69€

Settore: Primo family

  • Inter 99
  • Milan 99€

Settore: Primo blu

  • Inter 99€
  • Milan 99€

Settore: Primo verde

  • Inter 99€
  • Milan 99€

Settore: Primo arancio laterale

  • Inter 99€
  • Milan 119€

Settore: Secondo arancio

  • Inter 99€
  • Milan 109-129€

Settore: Secondo rosso

  • Inter 109€
  • Milan 119-139€

Settore: Primo rosso laterale

  • Inter /
  • Milan 144€

Settore: Primo arancio

  • Inter 139€
  • Milan 159€

Settore: Primo rosso

  • Inter /
  • Milan 209-219€

Settore: Poltroncina arancio

  • Inter 169€
  • Milan 209€

Settore: Poltroncina arancio centrale

  • Inter 199€
  • Milan 249€

Settore: Poltroncina arancio centrale X

  • Inter 229€
  • Milan 299€

Settore: Tribuna arancio

  • Inter 269€
  • Milan 299-319€

Settore: Poltroncina rossa

  • Inter 265€
  • Milan 309€

Settore: Poltroncina rossa centrale

  • Inter 285€
  • Milan 389€

Settore: Tribuna onore rossa

  • Inter /
  • Milan 409€

Dybala e la Juve, l’argentino chiede un maxi risarcimento da 54 milioni: danni (anche) per il mancato rinnovo


articolo: Dybala e la Juve, l’argentino chiede un maxi risarcimento da 54 milioni: danni (anche) per il mancato rinnovo (ilgazzettino.it)

Paulo Dybala

L’inchiesta e gli arretrati: chiesto un indennizzo per i danni economici che la Juventus gli avrebbe causato

Paulo Dybala,il contratto, la Juventus e i soldi: l’argentino, oggi alla Roma, vuole quello che gli spetta di diritto. Ecco perché, oltre agli oltre 3 milioni di arretrati che la Juve gli deve nell’ambito della “manovra stipendi” prevista dal club – e attualmente sotto inchiesta – che prevedeva lo slittamento degli emolumenti dei calciatori nel periodo del Covid, Dybala, attraverso il suo legale, chiede anche un maxi risarcimento. Una sorta di indennizzo per i danni economici che la Juventus gli avrebbe causato per via del mancato rinnovo contrattuale saltato definitivamente ad aprile del 2022. Una cifra che si aggira attorno ai 54 milioni, calcolati a seconda anche dell’attuale stipendio del giocatore con la Roma.

Ne parlano Repubblica e il Corriere della Sera che questa mattina specificano proprio nel dettaglio questa intenzione del giocatore e del suo legale di andare avanti per questa strada. I 54 milioni di euro di risarcimento, in buona sostanza, rappresentano la differenza tra il rinnovo quinquennale alla Juventus – praticamente fatto – e il triennale firmato alla Roma. Ma facciamo un passo indietro. Dybala aveva stabilito a ottobre del 2021 tutti i termini del rinnovo del suo contratto con i bianconeri che sarebbe scaduto a giugno del 2022. A rivelare i dettagli di tutto ciò, secondo i due quotidiani, è Luca Ferrari, l’avvocato del giocatore, ascoltato il 28 febbraio scorso dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dal pm Mario Bendoni, nell’ambito dell’inchiesta sui conti della Juventus. Ben 49 milioni e 497 mila euro, come spiega in una mail acquisita agli atti lo stesso legale: «È la differenza tra la retribuzione fissa prevista in base al rinnovo (euro 69.652.000 lordi complessivi) e quella prevista nel contratto triennale firmato con la Roma (euro 20.155.000 lordi complessivi)». continua a leggere

Tifosi dell’Inter solo nel settore ospiti: e gli italiani si travestono da portoghesi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2023/03/14/news/porto_inter_ordine_pubblico-392088282/?ref=RHLF-BG-I392041558-P11-S1-T1

Si pone un problema per chi ha acquistato tagliandi in settori nei quali sarebbe inevitabile il contatto con i sostenitori di casa. Un divieto che si cerca di aggirare munendosi di sciarpe Dragoes

I tifosi dell’Inter che hanno acquistato i biglietti per i settori destinati ai soci e ai tifosi dell’FC Porto non potranno accedere all’Estádio do Dragão”. Questa la comunicazione del club portoghese, rilasciata solo ieri, che sta gettando nella preoccupazione i tanti tifosi interisti che hanno acquistato biglietti per settori diversi da quello degli ospiti. Il Porto adduce come motivazione “ragioni di sicurezza”.

Chiedendo spiegazioni allo stadio, ci si sente rispondere in modo vago che: “Probabilmente non saranno ammessi tifosi con sciarpe e bandiere dell’Inter, al di fuori del settore ospiti”. E se fosse così, sarebbe tutto sommato rassicurante per chi ha già acquistato a caro prezzo voli e tagliandi, oltre al soggiorno in hotel. Però il comunicato dice altro: “I biglietti per tutti i settori dell’Estádio do Dragão, ad eccezione dei posti per i tifosi ospiti e inviati al club ospite per la vendita, sono esclusivi per i tifosi del Futebol Clube do Porto. Per motivi di sicurezza, l’accesso all’impianto sportivo non sarà consentito ai tifosi della società ospite titolari di biglietti non acquistati direttamente da Football Club Internazionale Milano”. E c’è una bella differenza.

Il sito web di informazione sportiva MaisFutebol suggerisce questa interpretazione: “Un tifoso dell’Inter che ha acquistato un biglietto per assistere alla partita in un settore non destinato ai tifosi della squadra ospite sarà escluso”. Nel dubbio, diversi tifosi interisti si stanno attrezzando, acquistando sciarpe del Porto. Un souvenir della trasferta che potrebbe risultare molto utile per accedere allo stadio questa sera. Pare che i tifosi interisti che potrebbero avere problemi saranno circa novecento.

Supercoppa Italiana, nel 2024 al via la Final Four


articolo: Supercoppa Italiana, nel 2024 al via la Final Four (sport-today.it)

La Lega Calcio rimanda alla prossima Assemblea decisioni su diritti televisivi e acquisto di Sky, Casini: “E’ una opportunità”.

SPORT TODAY, 13 marzo 2023

Lorenzo Casini – GETTY IMAGES

L’Assemblea di Lega Calcio ha formalizzato la nuova Supercoppa Italiana, che nel 2024 rimarrà (per quattro delle prossime sei edizioni) in Arabia Saudita (a gennaio l’Inter ha battuto a Ryyahd il Milan), ma che vedrà ai nastri di partenza quattro sfidanti: la squadra Campione d’Italia, quella seconda classificata, la squadra che ha alzato la Coppa Italia e la finalista. E’ un format che la Spagna, sempre per esigenze finanziarie, ha adottato da ormai quattro edizioni, inclusa quella che ha visto il Barcellona battere sempre in Arabia Saudita il Real Madrid che di lì a poco si sarebbe laureato Campione del Mondo.

Queste le parole dell’ad Luigi de Siervo:Abbiamo deciso di accettare l’offerta dell’Arabia per ospitare quattro edizioni di Supercoppa in sei anni. La prossima competizione avrà già quattro squadre e all’interno del format è inserita anche una amichevole sempre all’estero. La scelta del format può essere rimessa in discussione anno dopo anno e sarà definita in base agli impegni e al calendario delle partecipanti. La prossima stagione la Supercoppa a 4 frutterà 23 milioni, 7 dei quali alla formazione vincitrice, mentre con una gara e l’amichevole la cifra scenderà a 12 milioni».

Per quanto concerne altri punti all’ordine del giorno, in particolare i diritti televisivi e le proposte di finanziamento che nove soggetti sono orientati a destinare al calcio di casa nostra: “C’è stata l’informativa sulle varie manifestazioni d’interesse dei nuovi investitori, parliamo di numerosi soggetti, ai sette che conoscevamo se ne sono aggiunti un paio last minute. Sul paracadute e si è istituita una commissione con alcune squadre per verificarne la tenuta quando una squadra retrocede”.

La Serie A potrebbe avere, nel caso la Lega acquistasse Sky, la sua piattaforma da proporre ai mercati, senza dover allestire un canale tematico: “Al momento l’acquisizione di Sky potrebbe essere sì una opportunità, ma non è concretizzata; la auspicano alcuni“.

Barcellona nei guai: rischia di dover smantellare la squadra


articolo: Barcellona nei guai: rischia di dover smantellare la squadra (ilmessaggero.it)

Lo scenario fosco del club blaugrana che domina la Liga ma potrebbe vedersi bloccato il mercato estivo per i conti non a posto

Ci sono due Barcellona, forse persino tre dopo l’esibizione dei blaugrana al Bernabeu in Copa del Rey e l’1-0 ottenuto contro il Real Madrid di Carlo Ancelotti, parcheggiando l’autobus di fronte alla porta di ter Stegen e con il 35% di possesso palla. C’è il Barça in testa alla Liga, con sette punti di vantaggio sui Blancos. C’è una squadra che non si vergogna più di praticare un calcio difensivista e a Madrid ha vinto con il nono 1-0 della stagione. C’è infine un club travolto dallo scandalo arbitrale – all’esterno del Bernabeu giovedì sera sono state distribuiti biglietti da 500 euro con il viso del presidente blaugrana Laporta – e inguaiato dal punto di vista economico, nonostante le alchimie finanziarie della dirigenza, che ha già ipotecato nel 2022 una buona fetta di futuro.

La situazione dei conti è pesante. Javier Tebas, presidente della Liga, nel corso del Business of Football del Financial Times a Londra, lo ha ricordato e, soprattutto, spiegato nei dettagli: «Allo stato attuale, il Barcellona non è in grado di fare mercato nella prossima finestra di trasferimenti. Hanno ceduto 700 milioni di euro di diritti televisivi, hanno cercato di fare cassa anche in altri modi, ma la situazione resta estremamente complessa. Devono ridurre la spesa del binomio mercato-salari da 650 a 450 milioni. Devono rientrare di 200 milioni circa e fino a quando non avranno saldato questa situazione, non potranno pensare ai trasferimenti in entrata».Il Barcellona, fuori dalle coppe europee dopo il ko nei playoff di Europa League di fronte al Manchester United, rischia di vincere Liga e Copa del Rey con la prospettiva di smantellare in estate la squadra. La valutazione della rosa attuale è di 720 milioni di euro. Nonostante i paletti finanziari delle ultime stagioni, il consuntivo di mercato è stato di – 119 milioni. I giocatori di maggior pregio sono due baby: il cartellino di Pedri (classe 2002) è valutato 100 mln, quello di Gavi (2004) 90 mln. La domanda s’impone: riuscirà il Barcellona a evitare la cessione dei suoi gioielli nella politica di risanamento obbligatoria che il club blaugrana dovrà affrontare?

Tottenham, Manchester United e Liverpool in vendita. Offerte miliardarie per le squadre di Premier League


articolo di Maria Strada: Tottenham, Manchester United e Liverpool in vendita. Offerte miliardarie per le squadre di Premier League- Corriere.it

15 squadre su 20 inglesi già «straniere»: l’americano d’origine iraniana Najafi offre 3,74 miliardi per il Tottenham, il qatariota Al Thani 4,5 per il Manchester United

Il miliardario americano di origine iraniana Jahm Najafi, presidente di MSP Sports Capital — azionista di minoranza dei Phoenix Suns in Nba — è pronto a lanciare un’offerta plurimiliardaria per il Tottenham.

L’agenzia di stampa Reuters riferisce che mentre la squadra allenata da Antonio Conte non commenta la notizia, una fonte vicina alla ditta newyorchese di private equity conferma la trattativa per una cifra vicina ai 3,75 miliardi di dollari (3,5 miliardi in euro). Nei giorni scorsi, aggiunge il Financial Times, MSP si è consultata con un consorzio di investitori per rendere effettiva l’offerta, che verrà presentata al proprietario dei londinesi, Joe Lewis, e al presidente Daniel Levy.

L’investimento verrebbe effettuato al 70% da MSP e per il restante 30% da investitori del mondo arabo, prevalentemente di Abu Dhabi. Se la cifra venisse confermata, supererebbe quella della cessione — forzata — del Chelsea dal russo Roman Abramovich allo statunitense Todd Boehly (3,1 miliardi) diventando la seconda squadra più cara di sempre tra tutti gli sport.

Destinata però a essere a stretto giro superata da quella dello sceicco qatariota Tamin bin Hamad Al-Thani di 4,5 miliardi di euro per il Manchester United (in vendita da novembre: secondo la stampa britannica la famiglia Glazer chiederebbe addirittura 6,7 miliardi, una cifra monstre che costituirebbe un record assoluto). Inoltre, sui Red Devils si è manifestato anche l’interesse di sir Jim Ratcliffe, tifoso United e proprietario della Ineos. Nel caso del Manchester, esiste anche una scadenza per le offerte: le 22 di venerdì, ma i termini potrebbero essere allungati.

Ad ogni modo l’eventuale acquisto dei Red Devils da parte dello sceicco qatariota non dovrebbe essere ostacolato dalla Uefa: il Paris Saint-Germain, infatti, è in mano al Qatar Sports Investments, fondo sovrano di Doha, ma non ci sarebbe conflitto di interessi perché a gestire il Manchester sarebbe un’entità distinta e separata. In vendita c’è anche il Liverpool, con la società americana (proprietaria anche dei Boston Red Box di baseball) che tre mesi fa ha chiesto a Goldman Sachs e Morgan Stanley di trovare acquirenti.

Al momento 15 club su 20 in Premier League sono in mani straniere, e 8 di questi più il Leeds parzialmente italiano (Arsenal, Aston Villa, Chelsea, Crystal Palace, Fulham, Liverpool, in parte il Manchester City e Manchester United) fanno capo agli Stati Uniti. Per il resto si contano l’Everton iraniano, il Leicester thailandese, il Newcastle saudita, il Nottingham Forest greco, il Southampton serbo e il Wolverhampton cinese.

Il Senato approva lo stop alla proroga per i diritti tv


articolo di Redazione: Il Senato approva lo stop alla proroga per i diritti tv | Calcio e Finanza

L’Aula del Senato ha approvato l’emendamento del Governo che sopprime, all’articolo 16 del Dl milleproroghe, la possibilità di estendere fino a 5 anni la durata dei contratti di licenza per i diritti tv in corso per gli eventi sportivi (tra cui quelli del calcio con Sky e DAZN). Questa facoltà era stata introdotta con un emendamento a prima firma di Claudio Lotito (FI), riformulato nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato. Con il Dl Aiuti quater è stata introdotta per il futuro l’estensione dei contratti di licenza da 3 anni come attualmente previsto a 5 anni.

L’emendamento per sopprimere la possibilità di estendere la durata dei diritti tv è passato con 158 sì, 3 no e 3 astensioni ed è stata approvata contestualmente ad una parte di emendamento a prima firma Alessandra Maiorino (M5S) di identico contenuto.

Serie B, cambia la classifica: Genoa penalizzato


articolo SPORT TODAY: Serie B, cambia la classifica: Genoa penalizzato (sport-today.it)

La Procura Federale sanziona il Grifone per mancati adempimenti Irpef: il Frosinone è a +12, le terze a -3.

Genoa sanzionato per l’adempimento parziale dei versamenti delle ritenute Irpef di settembre e ottobre: è questo il verdetto della Procura Federale, che ha inflitto un punto di penalizzazione nella stagione in corso e una ammenda di 6.000 euro all’ad Andres Blazquez Ceballos. Il sodalizio ligure tra l’altro alla data di scadenza disponeva di un saldo che avrebbe permesso l’intero pagamento delle ritenute contestate.

La penalizzazione ricevuta dal Genoa incide sulla classifica di Serie B, perché i rossoblu retrocessi, dopo il cambio tecnico tra Blessin e Gilardino, sono secondi e battagliano per la promozione diretta con Bari, Reggina e SudTirol, terzetto che dista a questo punto solo tre lunghezza; il Frosinone è ormai irraggiungibile, la penalizzazione porta i ciociari di Fabio Grosso a + 12.

Nuova classifica:

Frosinone 54

Genoa 42 (43-1 penalizzazione)

Bari 39

Reggina 39

Sudtirolo 39

Cagliari 35

Uefa mette in guardia club contro spese pazze per stipendi giocatori


articolo: Uefa mette in guardia club contro spese pazze per stipendi giocatori (yahoo.com)

(Reuters) – (Tradotto da Luca Fratangelo, editing Gianluca Semeraro)

Il presidente della Uefa Aleksander Ceferin ha messo in guardia sul pericolo che molti club europei stianocompromettendo la propria sostenibilità economica” a causa degli stipendi dei giocatori sempre più alti, superiori in media del 16% rispetto ai livelli pre-pandemia.

La Uefa ha pubblicato il report di Benchmarking, un’analisi del panorama finanziario del calcio europeo, che ha messo in evidenza come lo sport stia tornando alla normalità dopo le sfide economiche della pandemia di Covid-19.

Nel rapporto si legge che i ricavi di quasi 150 club sono aumentati in media del 4,6%, mentre i ricavi commerciali e degli sponsor sono aumentati del 13% rispetto ai livelli pre-Covid, dopo la perdita di 7 miliardi di euro durante la pandemia.

Tuttavia, si è registra una certa preoccupazione per l’aumento dei costi operativi, cresciuti dell’11%, mentre i costi finanziari sono saliti del 18%, in particolare per gli stipendi dei giocatori.

Nonostante le turbolenze senza precedenti degli ultimi anni, gli stipendi hanno continuato a crescere, aumentando in media del 16% rispetto agli standard pre-pandemia“, ha detto Ceferin.

Gli stipendi dei giocatori delle massime divisioni, ad esempio, sono più che raddoppiati nell’ultimo decennio“.

Sebbene questo non sia un trend negativo di per sé, è chiaro che molti stanno compromettendo la propria sostenibilità economica nella loro sconsiderata ricerca del successo“.

Il report ha evidenziato un incremento del 108% degli stipendi dei calciatori negli ultimi 10 anni, trend che non si è fermato neppure con la pandemia, nonostante un calo dei ricavi.

La Uefa ha anche detto che la finestra di gennaio dei trasferimenti è stata dominata dai club inglesi, che hanno rappresentato circa il 31% degli scambi globali e il 53% in termini di spesa.

Sponsor gonfiati e stipendi di Mancini: perché la Premier indaga sul City – Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul City


articolo di Redazione: Sponsor gonfiati e stipendi di Mancini: perché la Premier indaga sul City (calcioefinanza.it)

Il Manchester City è stato accusato dalla Premier League di oltre 100 presunte violazioni delle norme economico-finanziarie dopo quattro anni di indagini. Il club è stato accusato di aver violato i regolamenti per la durata di nove stagioni e si ritiene che se le accuse fossero dimostrate potrebbero portare a una serie di sanzioni tra cui una penalizzazione in classifica o l’esclusione dal campionato.

Ma di cosa è accusato esattamente il Manchester City? L’indagine della Premier League è iniziata nel dicembre del 2018 dopo che il sito tedesco Der Spiegel ha pubblicato dei documenti legati a Football Leaks, provenienti dall’hacker informatico portoghese Rui Pinto.

Questi documenti sostenevano che il Manchester City avesse contratti di sponsorizzazione “gonfiati”, con un valore sopravvalutato rispetto a quello di mercato e con denaro versato direttamente dalla proprietà di Abu Dhabi invece che da sponsor legati agli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, i documenti cercavano di dimostrare come lo stipendio dell’allora tecnico Roberto Mancini fosse in realtà raddoppiato sulla base di un contatto segreto con un club di Abu Dhabi. Inoltre, erano indicate irregolarità con riferimento all’acquisto di calciatori minorenni.

La UEFA aveva inizialmente escluso il Manchester City per due anni dalle sue competizioni e multato il club di 30 milioni di euro per presunte violazioni del Fair Play Finanziario legate ai contratti di sponsorizzazione. Nel 2020 l’esclusione è stata revocata e la multa ridotta a 10 milioni di euro dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), che ha affermato che «la maggior parte delle presunte violazioni non era stata accertata o era prescritta».

Secondo le regole della Premier League, non ci sono restrizioni simili sul periodo di tempo trascorso da un presunto reato. Nel marzo 2019, la Premier League ha confermato per la prima volta che era in corso un’indagine dopo che un certo numero di club di alto livello aveva sollevato la questione delle accuse contro il Manchester City.

Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul City

articolo di Redazione: Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul Manchester City (calcioefinanza.it)

Manchester City violazioni FPF – Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato questa mattina, la Premier League ha annunciato di avere aperto un’indagine nei confronti del Manchester City per oltre 100 possibili violazioni delle norme del massimo campionato di calcio inglese con particolare riferimento alle regole economico-finanziarie. Le violazioni riguardano prevalentemente le stagioni dal 2009/10 al 2017/18.

In particolare, le violazioni «in relazione a ciascuna delle stagioni dal 2009/10 al 2017/18» riguardano «le regole della Premier League che richiedevano la fornitura da parte di un club membro, nella massima buona fede, di accurate informazioni finanziarie che fornissero un rappresentazione veritiera e corretta della posizione finanziaria del club, in particolare per quanto riguarda le sue entrate (inclusi i ricavi da sponsorizzazione), le sue parti correlate e i suoi costi operativi», si legge nella nota.

Inoltre, per quanto riguarda le ulteriori violazioni, in «ciascuna delle stagioni dal 2009/10 al 2012/13, le regole della Premier League richiedevano a un club membro di includere tutti i dettagli della remunerazione dell’allenatore nei relativi contratti con il proprio tecnico». Lo stesso discorso riguarda anche i calciatori, con riferimento alle stagioni dalla 2010/11 alla 2015/16.

Manchester City violazioni FPF – Rischio sanzioni per i CitizensAltre violazioni riguarderebbero le regole della Premier League che impongono a un club affiliato di conformarsi ai regolamenti UEFA, inclusi i Regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e il Fair Play Finanziario, oltre alle norme sulla redditività e sostenibilità del massimo campionato di calcio inglese. Infine, ci sarebbero accuse anche per quanto riguarda il periodo da dicembre 2018 ad oggi, poiché le regole della Premier League «richiedono a un club membro di cooperare e assistere la Premier nelle sue indagini, anche fornendo documenti e informazioni nella massima buona fede».

Il deferimento da parte della Premier League arriva dopo indagini della durata di quattro anni. Si ritiene che se le accuse fossero dimostrate, queste violazioni potrebbero portare a una serie di sanzioni tra cui una penalizzazione in classifica o addirittura l’esclusione dal campionato.

Roma, Solbakken escluso dalla lista Uefa dopo controllo sul monte stipendi


articolo di Gianluca Lengua: Roma, Solbakken escluso dalla lista Uefa dopo controllo sul monte stipendi (ilmessaggero.it)

La decisione del club per evitare il rischio sanzioni

La Uefa nella serata di ieri ha controllato la lista della Roma e in base alla verifica è emersa una differente interpretazione del monte ingaggi rispetto a quella fatta dalla Roma. Quindi, per non rischiare sanzioni il club ha tolto Solbakken.

Roma, la lista Uefa cambia – Dalla lista non si possono levare i calciatori che giá erano presenti in quella precedente, ma solo i nuovi. La scelta è ricaduta sull’ex Bodo perché Wijnaldum è un titolare e Llorente è una riserva necessaria in una difesa che gioca a tre e ha solo quattro centrali di ruolo.

Chelsea, senza Champions League rischio violazione del FPF


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/02/03/chelsea-rischio-violazione-fpf/

Il Chelsea correrà il rischio di violare le regole del Fair Play Finanziario UEFA se non riuscirà a qualificarsi per la Champions League in questa stagione, dopo essere già stato inserito nella “lista di controllo” da parte dell’organo di controllo finanziario della Federcalcio europea.

La UEFA aveva annunciato a settembre che il Chelsea era tra i 19 club europei che sono sfuggiti a misure sanzionatorie solo a causa delle condizioni particolari legate all’emergenza Coronavirus e le cui spese saranno attentamente monitorate in questa stagione. Nonostante ciò, il club londinese è stato protagonista di una campagna acquisti invernale faraonica.

Oltre alla spesa record per i trasferimenti – i Blues hanno speso quasi 330 milioni di euro – il fatto che il solo Jorginho abbia lasciato il club significa che il costo della rosa del Chelsea sarà salito alle stelle. Come spiega il quotidiano inglese The Times, anche se la politica di siglare accordi di lunga durata consentirà al Chelsea di distribuire il costo dei cartellini su più stagioni, gli esperti ritengono che i Blues non possano stare tranquilli, soprattutto qualora non dovessero qualificarsi per la prossima Champions League.

In caso di mancato quarto posto (il Chelsea è attualmente decimo in Premier League, a dieci punti dalla quarta posizione) il club potrebbe essere costretto a vendere alcune delle sue stelle per rientrare nei parametri previsti dalle norme sul Fair Play Finanziario per coprire i ricavi mancanti, nell’ordine dei 90 milioni di sterline (anche se la cifra finale dipende dai risultati sportivi). Solo i calciatori cresciuti “in casa”, e dunque con un valore netto a bilancio prossimo allo zero, potrebbero salvare i Blues. La cessione di giocatori come Callum Hudson-OdoiConor Gallagher e Ruben Loftus-Cheek potrebbe generare quasi 100 milioni di sterline complessivamente.

Con le nuove regole per il controllo dei costi, che andranno a sostituire la vecchia versione del Fair Play Finanziario, la UEFA ha introdotto un nuovo elemento chiamato “squad cost rule”, che prevede che i club avranno un limite di spesa pari al 90% dei ricavi per gli stipendi dei giocatori, i trasferimenti e le commissioni degli agenti.

Limite che si abbasserà all’80 e ancora al 70% negli anni successivi, fino ad arrivare a regime nella stagione 2025/26. Eventuali ricavi derivanti dalla vendita di giocatori consentiranno ai club di spendere di più, ma le entrate derivanti dai trasferimenti saranno calcolate in media rispetto ai sei anni precedenti. Il limite di deficit per la stagione crescerà invece a 60 milioni di euro

Stretta sulle plusvalenze: ecco cosa cambia per i club


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/02/02/plusvalenze-nuova-norma-decreto-milleproroghe/

Plusvalenze nuova norma – Dopo l’esplosione del caso Juventus, è arrivata la stretta contro le plusvalenze annunciata dal Governo e in particolare dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La nuova regola, che modifica l’articolo 86 del Testo unico sulle imposte sui redditi, avrà la forma di un emendamento governativo che sarà presentato nella giornata di oggi al Milleproroghe in discussione al Senato.

La nuova norma agirà in due modi sul tema plusvalenze, a cominciare dall’introduzione di una disciplina specifica per «le plusvalenze realizzate mediante cessione dei diritti all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta per le società sportive professionistiche». Queste somme si dividono in due parti: la quota «corrispondente al corrispettivo eventualmente conseguito in denaro» potrà entrare nella rateizzazione come di consueto, mentre il resto andrà direttamente «a formare il reddito nell’esercizio in cui è stata realizzata».

Plusvalenze nuova norma – Le due novità

La seconda novità riguarda invece le regole generali per la rateizzazione. Il testo attuale permette un regime favorevole alle società sportive, che possono diluire la plusvalenza anche quando il giocatore rimane per un solo anno nella proprietà del club, mentre le altre imprese hanno bisogno di mantenere il “bene” in portafoglio almeno per tre anni per vedersi aprire le porte della dilazione.

Il regime di favore viene ora abolito, allineando la disciplina dello sport a quella generale che impone di aspettare il triennio. L’obiettivo della doppia mossa è chiaro, e punta a stringere le viti fiscali intorno alle cosiddette plusvalenze “fittizie” realizzate dai club per sostenere i propri conti senza che però i valori abbiano un corrispettivo effettivo di mercato.

Nasce così un doppio regime: sulle plusvalenze che si traducono in un effettivo scambio di denaro la mano del fisco è più leggera. Per quelle che producono numeri nei bilanci ma non trasferimento di denaro, invece, non c’è scampo: vanno integralmente ad alimentare il reddito dell’anno, e quindi le imposte da pagare, con un disincentivo che dovrebbe frenare il fenomeno.

In sostanza, quindi, cambia il regime agevolato a livello fiscale di cui hanno goduto le società, che ora dovranno pagare subito l’intera cifra legata alle tasse sulla plusvalenza in caso di cessione di un giocatore dopo una o due stagioni nel club (mentre potranno rateizzare la cifra in caso di cessione a partire dalla terza stagione in poi). Inoltre, la rateizzazione non sarà comunque permessa in caso di plusvalenza derivante da uno scambio di giocatori senza passaggio di denaro, nemmeno dopo tre anni, e quindi le tasse dovranno essere versate interamente nell’anno in cui è stata effettuata la cessione. La mossa del Governo costringerà quindi i club, soprattutto nel caso in cui una operazione a specchio sia effettuata solo per “abbellire” i conti, a dovere comunque versare subito la quota di tasse legata alla plusvalenza dando dimostrazione di avere comunque la liquidità necessaria.

La Procura di Milano indaga sulla vendita del Milan & Milan,tutte le tape dello scontro Elliott e Blue Skye


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/26/indagine-sulla-vendita-milan-acquisizioni-della-gdf/

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf sta effettuando acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. Lo riporta l’Ansa.

Indagine che più nello specifico parte da un esposto dell’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye. Esposto sulla vicenda di un pegno legato al fondo Elliott già contestata anche in altre sedi. Il fascicolo del pm di Milano Giovanni Polizzi e dell’aggiunto Maurizio Romanelli al momento è a carico di ignoti e ipotizza una presunta appropriazione indebita: al momento non risultano indagati.

Nel dettaglio, lo scorso settembre Blue Skye aveva rinunciato al ricorso cautelare presentato al tribunale di Milano bloccare la vendita del club rossonero da Elliott a RedBird di Gerry Cardinale. Tuttavia, l’ex socio di minoranza di Elliott si aveva presentato altre azioni legali, a partire da una causa nel merito, intentata il 9 settembre scorso, con cui chiedeva “l’accertamento della invalidità della rinuncia” al pegno “esistente in favore di Project Redblack”, società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye.

Milan, tutte le tappe dello scontro tra Elliott e Blue Skye

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/26/milan-scontro-elliott-blue-skye/

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf sta effettuando acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. L’indagine parte da un esposto dell’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye. Esposto sulla vicenda di un pegno legato al fondo Elliott già contestata anche in altre sedi.

Milan scontro Elliott Blue Skye – La causa a Milano – Lo scorso settembre, Blue Skye – guidata da Gianluca D’Avanzo (ex membro del CdA del Milan) e Salvatore Cerchione – e la sua controllante Luxembourg Investment Company avevano presentato al Tribunale civile di Milano un ricorso d’urgenza per bloccare la vendita del club rossonero, ma poi avevano rinunciato all’istanza cautelare – con condanna al pagamento di 20mila euro di spese legali – prendendo atto che la compravendita era stata già perfezionata a fine agosto.

Nel ricorso le società lussemburghesi lamentavano, tra le altre cose, di non aver mai «potuto ottenere alcuna informazione su questa vendita, alla quale erano direttamente interessate» e parlavano di un’operazione “opaca”. Ed era stato spiegato dai legali che restava pendente un procedimento, avviato sempre da Blue Skye contro Elliott, su un capitolo della vicenda, in particolare quello del pegno.

Blue Skye aveva spiegato, infatti, che pendeva davanti al Tribunale milanese una causa nel merito, intentata il 9 settembre, con cui si chiedeva «l’accertamento della invalidità della rinuncia» al pegno «esistente in favore di Project Redblack», società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye. In Lussemburgo, intanto, era stato aperto un altro procedimento sulla richiesta, sempre di Blue Skye, di annullare l’accordo che aveva portato alla vendita del Milan. E una causa era stata intentata pure a New York, con al centro documentazione richiesta da Blue Skye a Elliott.

Milan scontro Elliott Blue Skye – Il contenzioso in Lussemburgo – Era stata proprio la cessione del Milan a RedBird a fare scattare la rivendicazione da parte di Blue Skye Financial Partners, società che fa capo a Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo e che deteneva il 4,27% di Project Redblack, la società che prima della cessione del Milan al fondo di Gerry Cardinale controllava il 100% di Rossoneri Sport Investment Sarl e che a sua volta controllava il 99,93% del club rossonero.

Blue Skye, attraverso le parole di Salvatore Cerchione, aveva fatto sapere al Financial Times di non essere soddisfatta dell’operazione per la cessione della maggioranza e di essere pronta ad andare in tribunale qualora non avesse ricevuto più del 4,27% ad essa spettante. Un concetto che aveva ribadito anche a Calcio e Finanza, con quest’ultimo che aveva lamentato la poca trasparenza nei confronti di soci e consiglio a proposito dell’affare con RedBird.

Milan scontro Elliott Blue Skye – Per il fondo tentativi «frivoli e vessatori» – I tentativi della società di bloccare la vendita non hanno tuttavia mai preoccupato il fondo Elliott, che sulla vicenda si era così espresso: «Dopo l’annuncio della vendita di AC Milan a RedBird, Blue Skye ha avviato una serie di contenziosi frivoli e vessatori in Lussemburgo e ora a New York, che Elliott e il co-investitore Arena Investors considerano nient’altro che un tentativo di estrarre un valore a cui Blue Skye non ha diritto».

BlueSkye all’epoca non possedeva «altro che una piccola partecipazione indiretta in AC Milan, la cui stragrande maggioranza è costituita da capitale controllato e versato da Arena Investors, che a sua volta condanna fermamente e pubblicamente le azioni di Blue Skye», recitava la nota dell’epoca.

«L’operazione con RedBird rispetta pienamente tale interesse, tutte le necessarie approvazioni societarie sono state ottenute in ogni fase della transazione e Blue Skye riceverà tutte le somme a cui ha diritto. Elliott e Arena Investors difenderanno ovviamente con vigore ogni loro interesse contro le azioni frivole e vessatorie di Blue Skye, e si aspettano pienamente di avere la meglio», concludeva il comunicato.

In un’intervista rilasciata a Calcio e FinanzaDan Zwirn, co-fondatore di Arena Investors nel 2015 e attuale CEO della società, aveva così commentato i contenziosi aperti da Blue Skye: «Salvatore e Gianluca (Cerchione e D’Avanzo, ndr) erano originariamente analisti junior (uno era un VP e uno era un Associate) che ho assunto rispettivamente da Morgan Stanley e BC Partners, circa 20 anni fa per la mia precedente società, D.B. Zwirn & Co. La loro società, Blue Skye, è una delle oltre 40 joint venture che Arena Investors ha in tutto il mondo, dove vanta investimenti privati ​​in oltre 20 Paesi. Non è esclusiva in nessuna delle due direzioni. Vista la lunga relazione, siamo ovviamente profondamente delusi dalla situazione attuale (luglio 2022, ndr)».

«Sfortunatamente, non comprendiamo le ragioni di questa azione poiché Elliott non ha fatto altro che aggiungere valore al club e hanno sempre operato in maniera trasparente e professionale», aveva aggiunto Zwirn a proposito dell’operazione che aveva portato alla cessione del club rossonero.

Perché in Francia non saranno più trasmesse le partite dell’Atalanta


articolo Di La redazione di 90min: Perché in Francia non saranno più trasmesse le partite dell’Atalanta (90min.com)

Difficile esprimere dubbi ragionevoli sulla natura spettacolare e tutt’altro che conservativa dell’Atalanta targata Gasperini, le partite ricche di gol sono del resto un marchio di fabbrica della Dea di Gasp e sorprende, adesso, scoprire che in Francia non potranno più godersi quanto prodotto sul campo dai nerazzurri.

Gli abbonati di BeIN Sports, che possono dunque usufruire della trasmissione della Serie A, non potranno più vedere le partite dell’Atalanta già a partire dalla trasferta all’Allianz contro la Juve. L’Equipe spiega i motivi di tale veto: il problema risiede nello sponsor nerazzurro Plus500, main sponsor che offre “servizi di investimento relativi a contratti finanziari rischiosi” e che, di conseguenza, non può essere mostrato in Francia per motivi di natura legale.

La Direzione generale per concorrenza, consumatori e prevenzione frodi (DGCCRF) spiega appunto come “queste pubblicità siano vietate dal codice del consumo“. BeIN Sports ha dunque risposto – anche con un annuncio diffuso su Twitter – che si troverà costretta a rinunciare alla trasmissione delle partite dell’Atalanta ma, al contempo, ha annunciato possibili contromisure per evitare di dover oscurare a lungo le sfide della Dea.

Voci sulla cessione dell’Udinese, il club non commenta 


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2023/01/17/voci-sulla-cessione-delludinese-il-club-non-commenta_35e9a1bd-31b9-4d9a-9e64-001fe6b20969.html

Indiscrezioni di stampa sull’ingresso di un fondo statunitense 

L’Udinese sarebbe stata venduta a un fondo americano, a partire dal prossimo primo luglio.

L’indiscrezione è stata diffusa da Tuttosport, ma al momento non trova conferme nel club friulano, che preferisce non commentare.

A lanciare la notizia dell’interessamento del fondo Usa era stato Il Sole 24 ore lo scorso agosto. Il quotidiano economico aveva ipotizzato proprio lo scenario che oggi Tuttosport riprende, fornendo ulteriori particolari, come i termini dell’operazione: 200 milioni di euro, con ingresso di ‘890 Fifth Avenue Partners Llc e Group Nine Acquisition Corp’. Una cifra che appare piuttosto bassa se si considera lo stadio di proprietà e il parco giocatori.

“Il Psg vicino alla bancarotta”, l’incredibile indiscrezione che arriva dalla Francia


I risultati pubblicati nell’ultimo report di Football Benchmark di KPMG rivelano una situazione finanziaria “complessa” nel club parigino

articolo: “Il Psg vicino alla bancarotta”, l’incredibile indiscrezione che arriva dalla Francia (corrieredellosport.it)

PARIGI – Incredibile indiscrezione giunge dalla Francia. Il potente PSG ha registrato perdite record con il rischio di andare in bancarotta. “È uno dei peggiori risultati netti della storia del calcio, superato solo dall’imbattibile FC Barcelona del 2020-2021, che aveva registrato 481 milioni di euro di perdite“, rivela Antonio Di Cianni, direttore dell‘economia e strategia del calcio del dipartimento di Football Benchmark. Secondo i dati pubblicati nell’ultimo report, il PSG ha perso 369 milioni di euro netti nella stagione 2021/2022. Buste paga che esplodono e un disavanzo esorbitante. Questa la situazione finanziaria nel club parigino del presidente Al-Khelaifi.

Serie A, entro oggi le prime tre rate delle tasse sospese


29 Dicembre 2022articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/29/serie-a-data-pagamento-tasse-sospese/

I club di Serie A non possono più rimandare il pagamento delle tasse sospese a causa degli effetti negativi derivanti dall’emergenza Covid. E’ fissata infatti per la giornata di oggi – giovedì 29 dicembre 2022 – la data di scadenza per il versamento dei tributi scaduti il 22 dicembre. Per chi decidesse di accedere alla rateizzazione, la scadenza riguarda invece le prime tre rate.In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le indicazioni per il versamento dei tributi attraverso una risoluzione.

«Il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”, approvato dalla Camera dei Deputati il 24 dicembre 2022, contiene all’articolo 1, commi 160 e 161, disposizioni sulla rimessione in termini dei versamenti di alcuni tributi, sospesi per gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, scaduti il 22 dicembre 2022, relativamente ai quali si forniscono di seguito le istruzioni per la compilazione del modello F24», si legge nella nota.

«I versamenti delle ritenute alla fonte, comprensive di quelle relative alle addizionali regionale e comunale, e dell’imposta sul valore aggiunto, dovranno essere effettuati dai soggetti interessati, tramite modello F24, utilizzando i codici tributo ordinari e indicando i periodi di riferimento originari entro il 29 dicembre 2022 ovvero in sessanta rate di pari importo, con scadenza delle prime tre rate entro la stessa data e delle successive rate mensili entro l’ultimo giorno di ciascun mese a decorrere da gennaio 2023», sottolinea l’Agenzia delle Entrate.

«In caso di pagamento rateale è dovuta una maggiorazione del tre per cento delle somme complessivamente dovute, che dovrà essere versata per l’intero importo contestualmente alla prima rata utilizzando il codice tributo “1668” e indicando l’anno di riferimento “2022”», chiude la nota. Di seguito, i debiti con il fisco dei club di Serie A, che dovranno decidere se accedere alla rateizzazione o se versare interamente i tributi sospesi:

  • Inter – 50 milioni di euro
  • Lazio – 40 milioni di euro
  • Roma – 38 milioni di euro
  • Juventus – 30 milioni di euro
  • Napoli – 25 milioni di euro
  • Fiorentina – 15 milioni di euro
  • Milan – 10 milioni di euro

Serie A, obbligo divisa Away a tinta unita dal 2024/25


articolo di Marco Sacchi – 23 Dicembre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/23/serie-a-nuove-regole-divise/

Novità in arrivo sulle maglie da gioco per i club di Serie A. Il nuovo regolamento per le divise che sarà introdotto nel 2023/24 prevede una serie di modifiche rispetto a quello attuale che porterà ad alcuni cambiamenti per i club sulla produzione dell’abbigliamento indossato dai calciatori quando scendono in campo.

Questa stagione è stato il turno delle maglie verdi per i giocatori di movimento, mentre con la nuova stagione saranno tre le novità rispetto al vecchio regolamento. La prima riguarda le divise da gioco da trasferta ed «eventuali altre», per le quali è «preferibile la predisposizione anche di opzioni monocolore, […] laddove le stesse prevedano colori diversi tra loro per maglia, pantaloncino e calzettoni. Quest’ultima disposizione diventerà obbligatoria a partire dalla stagione sportiva 2024/25».

Dunque, a partire dalla stagione successiva alla prossima, i club dovranno prevedere – in caso di divise da trasferta con maglia e pantaloncini/calzettoni di colori diversi tra loro – anche dei kit a tinta unita, per facilitare le combinazioni con le formazioni avversarie.

Cambia anche il numero di divise da gioco previste obbligatoriamente per gli estremi difensori: «Le squadre devono avere almeno tre divise portieri (attualmente sono due, ndr) chiaramente in contrasto tra loro ed in contrasto con le divise dei calciatori di movimento e comunque almeno due diverse da queste ultime».

Infine, il nuovo regolamento introduce l’articolo 10 sugli “elementi decorativi”, che potranno «rappresentare lo stemma o parte di esso, il nome, il soprannome o l’abbreviazione della società, o un simbolo ad essa chiaramente e inequivocabilmente riconducibile»; oppure essere «rappresentativi di un particolare evento celebrativo del club» e ancora «riprodurre elementi figurativi».

Gli elementi non dovranno includere lettere, numeri o combinazioni delle due; non dovranno rappresentare o richiamare in alcun modo marchi e/o prodotti commerciali; dovranno essere realizzati tono su tono, jacquard o embossing e non dovranno compromettere la predominanza cromatica della divisa da gioco.

Nuovo caso plusvalenze: ecco quali sono i nove club coinvolti


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/22/quali-sono-club-coinvolti-indagine-plusvalenze/

La nuova indagine sul caso plusvalenze della Procura FIGC riguarda nove club e 52 dirigenti. Lo ha reso noto la stessa FIGC in un comunicato.

«La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica che il Procuratore Federale – si legge nella nota -, esaminati i documenti e gli atti istruttori dell’indagine penale ‘Prisma’ trasmessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha proposto, ai sensi dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, ricorso per revocazione parziale della decisione della Corte Federale di Appello a Sezioni Unite n. 89 del 27 maggio 2022, nei confronti delle società:

  • FC Juventus SpA,
  • UC Sampdoria,
  • FC Pro Vercelli 1892 Srl,
  • Genoa CFC SpA,
  • Parma Calcio 1913 Srl,
  • Pisa Sporting Club Srl,
  • Empoli FC SpA,
  • Novara Calcio SpA,
  • Delfino Pescara 1936 SpA

e di 52 dirigenti delle medesime società sportive, chiedendone la condanna alle sanzioni che verranno rispettivamente richieste nel corso dell’udienza di discussione del ricorso di fronte alla Corte Federale di Appello.

Comunica, altresì, che la Procura Federale, a seguito dell’acquisizione degli atti del medesimo procedimento penale dell’Autorità Giudiziaria di Torino, si è attivata, nell’ambito di un nuovo procedimento disciplinare sportivo, nell’attività di indagine di propria competenza, nei confronti della società Juventus e di altre società sportive professionistiche per ulteriori e nuove condotte disciplinarmente rilevanti rispetto a quelle per le quali ha già esercitato l’azione disciplinare dinanzi agli Organi di Giustizia Sportiva nell’ambito dell’indagine “plusvalenze” della stagione sportiva 2021-2022 ed i cui giudizi si sono conclusi con la decisione n. 89 del 2022. I termini di conclusione delle indagini sono quelli fissati dal vigente Codice di Giustizia Sportiva della FIGC»conclude la Federcalcio.

Juve, attesa per l’udienza tra Torino, Milano e Roma


articolo di Redazione – 14 Dicembre 2022

La Procura di Torino è in attesa che venga fissata una data per l’udienza preliminare dal gup per il caso Juventus. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, si dovrebbe andare a febbraio o marzo. La prossima settimana, però, la Cassazione potrebbe pronunciarsi in merito a un’altra richiesta, quella del club, che chiede di spostare la sede dell’eventuale processo da Torino a Milano o Roma.

Una richiesta nata dalla considerazione che il reato più grave contestato, ossia quello di manipolazione del mercato azionario, si sarebbe consumato proprio nel capoluogo lombardo, con riferimento a Piazza Affari. Mentre a Roma sono stanziati i server della Borsa.

Qualora la Juve ottenesse il via libera, i pm di Torino dovrebbero passare gli atti ai colleghi milanesi o romani, con un’inevitabile dilatazione dei tempi. Intanto, il 27 dicembre è fissata la riunione del CdA dimissionario della Juve per l’approvazione da parte degli azionisti del bilancio corrente, che è stato solo in minima parte corretto seguendo le indicazioni della Consob (e della Procura), come evidenziato dagli spunti critici della società di revisione Deloitte.

Sampdoria, scade oggi l’offerta di Merlyn Advisors


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/14/sampdoria-scadenza-offerta-merlyn-advisors/

 14 Dicembre 2022

Scadrà nella giornata di oggi la proposta di transazione inoltrata da Merlyn Advisors, fondo gestito dal manager italiano Alessandro Barnaba, per l’acquisto della Sampdoria. La data – scrive Il Secolo XIX – non è casuale, visto che proprio oggi a mezzogiorno si sarebbe dovuta tenere in prima convocazione l’Assemblea straordinaria degli Azionisti della società blucerchiata.

All’ordine del giorno, «misure di rafforzamento patrimoniale e finanziario della società; aumento di capitale; diritto di opzione; delibere inerenti e conseguenti». L’input arrivato dalla capogruppo Holding Max, anche a seguito di questa proposta, è stato quello di prendersi un po’ di tempo. E di passare alla seconda convocazione, lunedì prossimo alle 12, sempre nella sede milanese dell’advisor Lazard.

La sensazione è che l’orientamento della proprietà sia votare contro un aumento di capitale. Se la proposta attuale di Merlyn è stata solo la base per cominciare un confronto con Vidal, c’è tempo fino a lunedì. Se non fosse invece negoziabile, non sarà accettata. Il finanziere romano non prevede di pagare un solo euro al trust e quindi alla proprietà, che da parte sua ha invece necessità di ricavare dalla cessione della Samp l’apporto di finanza esterna per sanare i “concordati romani”, in particolare quello di Eleven Finance.

Ricordiamo che la proposta di Merlyn prevede di acquisire il 100% della Sampdoria sottoscrivendo interamente l’aumento di capitale di 30 milioni, previo azzeramento del capitale sociale (14 milioni), e mettendo a disposizione della società un finanziamento fino a un massimo di 20 milioni per la continuità aziendale. Condizione chiave appunto che nemmeno un centesimo finisca agli azionisti, cioè i Ferrero.

Si prevede di ridurre poi il debito attraverso uno strumento tipo concordato preventivo, ma va verificate la compatibilità con le norme del calcio. Ieri il trustee Vidal ha chiarito che ci sono problemi strutturali nella proposta di Merlyn Advisor, «ma soprattutto non è materia né per il trust e né per la Sampdoria».

Il Fatto: Agnelli e le 16 società del tesoro offshore


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/09/agnelli-societa-offshore/

Un patrimonio estero mai quantificato: forse “l’altro” patrimonio di Gianni Agnelli, da aggiungere, a detta di sua figlia Margherita, a quello dichiarato in Italia. Un patrimonio sottratto ai suoi diritti, attribuendolo a lungo alla madre e tenendolo al sicuro da occhi indiscreti in società offshore delle Isole Vergini Britanniche, con conti in Svizzera.

Questo è quanto ricostruisce Il Fatto Quotidiano nella sua edizione odierna, spiegando che a riconoscere che esistesse un patrimonio estero dell’Avvocato sarebbero stati paradossalmente i legali dei fratelli John, Lapo Ginevra Elkann in una memoria depositata il 20 luglio 2020 al Tribunale di Torino dove, il 6 ottobre scorso è cominciato il nuovo processo civile intentato da Margherita Agnelli contro i tre figli nati dal primo matrimonio con Alain Elkann.

Margherita Agnelli de Pahlen (il cognome del suo secondo marito, Serge) reclama l’eredità della madre Marella Caracciolo di Castagneto, morta nel 2019 all’età di 91 anni. Se le ragioni della figlia dell’Avvocato fossero accolte, tutti i beni in possesso di “donna Marella” o che aveva donato in vita ai suoi tre nipoti Elkann dovrebbero essere ripartiti assegnandole la quota “legittima” del 50%.

John perderebbe così il controllo della società Dicembre (ne controlla il 60%, mentre Lapo e Ginevra hanno il 20% ciascuno) che gli consente di avere la maggioranza nell’accomandita di famiglia, l’olandese Giovanni Agnelli B.V: e, attraverso di essa, nell’impero di Exor – che controlla anche la Juventus –, valutato tra i 30 e i 40 miliardi di euro.

I legali degli Elkann parlano di questo patrimonio come di un “segreto di Pulcinella”. Un patrimonio «che non era stato dichiarato al fisco italiano. Quali fossero le ragioni di questa mancata dichiarazione… non è affatto rilevante in questa sede», le parole degli avvocati nelle carte viste da Il Fatto Quotidiano.

Margherita, da parte sua, ha cercato di ricostruirlo per dimostrare – questo è uno degli snodi del processo – che esso le fu occultato e trasferito nella disponibilità della madre. Per poi ottenere che, convincendola a firmare gli accordi svizzeri in cui rinunciava all’eredità in cambio di una liquidazione da 1,2 miliardi di euro, il controllo della Dicembre segnasse il futuro della dinastia.

Ma cosa hanno trovato gli analisti ingaggiati da Margherita Agnelli? Sedici società offshore, tutte nelle Isole Vergini Britanniche e con conti in Svizzera: nella Morgan Stanley Ag di Zurigo. Alcune cessate da tempo, molte costituite con Agnelli ancora in vita, altre create subito dopo la morte o negli anni successivi e in buona parte riconducibili a Marella Caracciolo.

Per undici di esse è stato possibile raccogliere solo i dati sull’anno di costituzione (tutte nel 1998) e le denominazioni. Perlopiù in lingua inglese, come Chelmsford Finance Ltd o Marimbeach S.A., o spagnola: come Samero Investment Ltd e Cortemadera Holding S.A. Tutte riconducibili a «membri della famiglia Agnelli».

Molto più dettagliate le informazioni sulle altre cinque: riferibili ogni volta a Marella Caracciolo e, in un caso, con un patrimonio che sfiora il miliardo di dollari. Ecco dunque:

  • Budeena Consulting Inc., costituita il 12 luglio 2004, con beneficiaria la vedova Agnelli che;
  • Layton S.A.B.V.I., il cui conto di riferimento, sempre presso Morgan Stanley AG, era stato chiuso nel 2003. Marella era indicata come beneficiaria;
  • Silkestone Invest Corporation B.V.: attivata il 4 gennaio 2000, con conto sempre a Zurigo. Una comunicazione del 2007 confermava che la beneficiaria era la madre di Margherita.
  • Fima Finance Management Inc., domiciliata presso la Dragon Consulting Ag (gestita da Siegfred Maron e cessata poi nel 2017).
  • Silver Tioga Inc. B.V.I., costituita il 3 agosto 2007. Nel 2017, il suo investor advising dichiarava che beneficiaria del relativo conto era Marella Caracciolo.

Mondiali 2026: è già scontro sul format tra FIFA e club


Il presidente della FIFA Gianni Infantino – (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/08/mondiali-2026-scontro-fifa-club/

Salto in avanti di quattro anni. Con il Mondiale in Qatar che si prepara all’inizio dei quarti di finale, proseguono le discussioni anche sull’edizione del 2026 che si svolgerà in USA, Canada e Messico. La manifestazione subirà grandi cambiamenti, dal momento in cui il numero delle Nazionali partecipanti alla rassegna iridata passerà dalle attuali 32 a 48.

Il formato dei gironi, da 16 con tre squadre o 12 con quattro, non è ancora stato deciso, con la seconda opzione che sta prendendo sempre più consensi ai piani alti della FIFA, visto che la formula a tre squadre potrebbe vedere un calo di importanza della terza partita o un maggiore rischio di risultati “accomodati”.

Un altro aspetto positivo, per il massimo organo calcistico, sarebbe quello di avere più partite. Più incontri significherebbe anche un maggior flusso di denaro da parte degli sponsor, con il benestare dei Paesi ospitanti. Il lato negativo di questa formula sarebbe l’aumento dei tempi: la competizione durerebbe cinque settimane invece delle quattro attuali con le partite che da 7, in caso di arrivo in finale, diventerebbero 8.

Come riporta l’autorevole quotidiano inglese The TimesArsene Wenger, ex tecnico dell’Arsenal e attuale responsabile dello sviluppo del calcio globale della FIFA, ha affermato che la decisione finale su quante squadre saranno presenti in un singolo gruppo sarà presa il prossimo anno, mentre Victor Montagliani, presidente della Concacaf, ha affermato che il rischio di sovrapposizione con i campionati nazionali è «una preoccupazione valida» e che gli organizzatori possono accomodare l’evento su «circa 35 giorni».

Dal fronte dei club si inizia a percepire un certo fastidio sulla possibilità che il Mondiale vada a intaccare le dinamiche di inizio stagione, fra ritiri posticipati e inizio dei campionati 2026/27 che slitterebbe. I 16 gironi da tre squadre significherebbero 80 partite, ma 12 gironi da quattro farebbero crescere il numero totale a 104, con le prime due di ogni girone più le otto migliori terze classificate che accederebbero ai sedicesimi di finale.

Espandere la Coppa del Mondo da 32 squadre a 48 significa tuttavia un raddoppio delle Nazionali presenti per Africa, Asia e Concacaf. Questo probabilmente spiega perché, nel 2017, queste tre Confederazioni hanno sostenuto il piano di espansione del presidente della FIFA Gianni Infantino invece della raccomandazione del comitato di riforma della FIFA che puntava a 40 squadre: otto gironi da cinque squadre e le prime due qualificate per la fase a eliminazione diretta.

Il desiderio di aprire il Mondiale a più Nazionali voluto da Infantino inizia di scontrarsi con le competizioni nazionali e ad andare contro la volontà di calciatori e società che chiedevano un calendario più snello e che invece sembra ingolfarsi sempre di più: la battaglia è soltanto all’inizio.