Scossa di terremotodi magnitudo 5.5 nella notte inGrecia. Il sisma, avvertito anche nel Salento e in gran parte della Puglia, è stato registrato alle 5.32 ora locale (le 4.32 in Italia) di oggi, domenica 8 marzo, nel nord-ovest della Grecia.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la scossa ha avuto una magnitudo di 5.5. L’epicentro è stato localizzato a circa 50 chilometri da Ioannina, in Epiro, città che dista circa 200 chilometri in linea d’aria da Santa Maria di Leuca, all’estremo lembo del Salento. Il terremoto si è verificato a una profondità di 10 chilometri ed è stato avvertito anche nella vicina Albania, in Macedonia del Nord e in Puglia. Al momento non si registrano segnalazioni di feriti né di danni alle strutture.
Episodio da condannare nella sfida del campionato Primavera 1 fra Napoli e Sassuolo. Al minuto 62, il centrocampista degli ospiti, il rumeno Troy Tomsa, viene espulso per proteste dopo una decisione arbitrale e, dopo che sembrava essersi allontanato sulla via degli spogliatoi, torna indietro e strattona fortemente l’arbitro Mattia Maresca.
L’avversario del Napoli, Andrea Smeraldi, prova a fermarlo in tempo, ma Tomsa attacca l’arbitro che resta impietrito. Per la cronaca, la sfida era sul punteggio di 3-2 per gli azzurri, che poi hanno dilagato grazie alla superiorità numerica fino al 5-2 finale.
Tomsa strattona l’arbitro, il comunicato del Sassuolo – Il Sassuolo ha diramato un comunicato per condannare le azioni di Tomsa, promettendo seri provvedimenti nei confronti del calciatore: “L’U.S. Sassuolo Calcio condanna con fermezza il comportamento tenuto da Troy Tomsa nei confronti del direttore di gara, il Sig. Mattia Maresca, in occasione della gara della 29ª giornata del campionato Primavera 1 tra Napoli e Sassuolo. La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente. Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore. Il Sassuolo Calcio ribadisce inoltre il proprio impegno nel promuovere, attraverso l’attività sportiva e i numerosi progetti formativi del club, i valori educativi che devono accompagnare la crescita degli atleti e delle atlete“.
Undirigente di squadra aggredisce l’arbitro minorenne durante un campionato Under 17: cinque anni di inibizione e penalità per la società
Sud Sardegna, campo di calcio giovanile: due squadre Under 17 si affrontano. Tra loro, anche l’arbitra, una ragazza di 17 anni. Il primo tempo scorre senza problemi, ma nel secondo tempo la partita sfugge di mano. A rovinare tutto è un dirigente adulto, anche assistente di linea, che dovrebbe aiutare l’arbitro e controllare il gioco.
Al quarto del secondo tempo protesta per una rimessa laterale non concessa. L’arbitra ammonisce il dirigente per comportamento scorretto. La reazione è immediata e violenta: insulti, poi due schiaffi e un pugno che causano alla giovane arbitro lesioni con prognosi di 45 giorni.
La partita termina subito.
Il giudice sportivo interviene con una sanzione senza precedenti: il dirigente viene inibito per cinque anni da ogni attività FIGC, la sua società paga 1000 euro di ammenda, perde la gara 3-0 e subisce due punti di penalizzazione in classifica.
I controlli durati sette ore dopo quattro chiamate anonime. L’edificio era stato evacuato. Salta il rito direttissimo: scarcerate tre persone per decorrenza dei termini
Palazzo di Giustizia di Milano
Rientrato dopo circa sette ore l’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano scattato oggi venerdì 6 marzo. Si sono concluse nel pomeriggio le operazioni di bonifica iniziate dopo che intorno alle 9.30, dopo che tra le 8.20 e le 9 sono arrivate al Nue (112) alcune telefonate che hanno annunciato la presenza di un ordigno. Ma nessun oggetto sospetto è stato trovato nelle attività di ricerca da artificieri, vigili del fuoco e cani antiesplosivo.
L’attività di bonifica si è prolungata visto gli enormi spazi del Palazzo di giustizia: oltre ai sette piani dove si concentrano le stanze dei magistrati e le aule di udienza, l’ispezione di artificieri e unità cinofile ha riguardato anche i sotterranei, la banca e l’ufficio postale presenti al piano terra, e le aree perimetrali. Nelle operazioni sono state impiegati diversi cani che, vista la difficoltà della ricerca, necessitano di pause frequenti. La polizia locale si è occupata di vigilare sull’area intorno al Palazzo di giustizia, mentre la Protezione civile locale ha fornito assistenza ai tanti dipendenti rimasti in attesa per ore.
Le telefonate anonime – “Voglio evitare che ci siano molti morti”. Sono le parole che una voce maschile e apparentemente straniera ha pronunciato al 112 con la telefonata che ha fatto scattare l’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano. Le telefonate – quattro in tutto – sarebbero state localizzate in zona Niguarda a Milano. In due casi si è trattato di chiamate mute, negli altri due casi una voce segnalata come poco chiara dall’operatore, ha detto “bomba tribunale” prima di riagganciare. Le telefonate sono arrivate tutte da utenze telefoniche non richiamabili,perché abilitate alla sola uscita. Numeri piuttosto lunghi, forse riconducibili a cellulari usa e getta.
Tre scarcerati per scadenza termini – L’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano, subito evacuato, ha fermato però il lavoro ordinario e per tre persone non è stato possibile celebrare il rito direttissimo e così – per scadenza dei termini di convalida pari a 48 ore – è scattata la libertà. Nessun problema, invece, sul fronte delle normali udienze – poche il venerdì – che sono state già rinviate; inoltre l’allarme bomba non ha provocato particolari rallentamenti nel lavoro dei giudici.
La Procura aprirà un fascicolo sul falso allarme – Ora la Procura sta valutando l’apertura di un fascicolo per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di un’ipotesi iniziale, è ancora presto – spiegano fonti qualificate – per inserire la finalità di terrorismo. In questo momento non viene escluso nulla: dalla telefonata di un mitomane a una segnalazione credibile da approfondire.
Diverse telefonate arrivate in Questura stamani parlavano di una bomba nell’edificio. Sono stati attivati i “piani di emergenza” e nessuna persona potrà rientrare fino al termine delle “attività di bonifica”
La polizia e i vigili del fuoco stanno intervenendo al palazzo di Giustizia di Milano per un allarme bomba. Sono in corso le verifiche: davanti al Tribunale tre mezzi di vigili del fuoco e le auto della polizia. In questi momenti è in corso l’evacuazione del tribunale.
In mattinata in Questura a Milano sono arrivate più telefonate, a ripetizione, nell’arco di circa mezz’ora, con cui una voce ha segnalato con insistenza la presenza di una bomba al Palazzo di Giustizia. Il procuratore Marcello Viola, la procuratrice generale Francesca Nanni, il presidente del Tribunale Fabio Roia e quello della Corte d’appello Giuseppe Ondei hanno disposto subito l’evacuazione dei 7 piani del palazzo.
Il presidente del tribunale Roia ha fatto sapere che sono stati attivati i “piani di emergenza” e nessuna persona potrà rientrare in tribunale a Milano fino al termine delle “attività di bonifica“.
Al momento l’allarme viene trattato con serietà per effettuare tutte le verifiche. Da quanto risulta, nelle telefonate non si faceva riferimento a rivendicazioni.
Il caos in Carrarese-Catanzaro dopo un rigore fatto ripetere ai calabresi che è valso il 3-3 finale: alla fine il designatore di A e B è riuscito a scendere negli spogliatoi (senza ricevere colpi) per parlare con l’arbitro Dionisi e, successivamente, a prendere tranquillamente la macchina e dirigersi verso Firenze
Gianluca Rocchi
Momenti di forte apprensione per Gianluca Rocchi presente nel pomeriggio sugli spalti di Carrara per vedere Carrarese-Catanzaro con lo scopo di visionare l’arbitro Federico Dionisi. Per il designatore della Can A e B é stata necessaria la scorta dei Carabinieri visto il clima di tensioni venutosi a creare nel finale di gara. Tutto é accaduto nelle battute conclusive della partita conclusasi 3-3: la ripetizione di un calcio di rigore in favore dei calabresi (tramite revisione-Var piuttosto lunga ma corretta) ha mandato su tutte le furie i tifosi presenti in tribuna. Dionisi ha preso una doppia decisione giusta ma la seconda ha inasprito i tifosi di casa: quando il Catanzaro ha infilato il rigore del 3-3 é esploso il caos.
Spogliatoi – Urla, grida, insulti, braccia alte (e, si racconta, anche sventolando banconote), ma Rocchi é poi riuscito a scendere negli spogliatoi (senza ricevere colpi) per parlare con Dionisi e, successivamente, a prendere tranquillamente la macchina e dirigersi verso Firenze. Non é la prima volta che accade, evidenza di un clima teso.
Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
In migliaia hanno chiesto aiuto al ministero degli Esteri, che ha organizzato diversi voli in partenza dall’Oman e dagli Emirati Arabi Uniti
Aerei di linea fermi all’aeroporto internazionale di Dubai, 1 marzo 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)
È atterrato alle 19:25 a Milano Malpensa il volo che ha riportato in Italia i circa duecento studenti liceali che erano rimasti bloccati a Dubai, dopo l’inizio dellaguerradi Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Lunedì sono rientrati a Roma con un volo charter altri 127 cittadini italiani, tra cui la moglie e i figli del ministro della DifesaGuido Crosetto, ma sono ancora parecchi gli italiani bloccati nei paesi del Golfo che hanno chiesto aiuto al governo per poter tornare in Italia.
Il ministero degli Esteri ha detto di aver istituito una “task force” nei giorni scorsi per gestire le richieste di assistenza (task force è un termine usato spesso dalla politica per definire unsemplice gruppo di esperti a cui viene affidato un compito: ne fu istituita una anche quando l’Iran attaccò Israele nell’ottobre del 2024). Tra le altre cose sono state aumentate le linee telefoniche di emergenza, che fino a martedì mattina avevano già ricevuto più di diecimila chiamate, stando a numeri forniti dall’unità di crisi.
Per i prossimi giorni sono stati organizzati alcuni voli per i cittadini italiani: oltre a quello con gli studenti nella notte tra martedì e mercoledì ne sono previsti altri due in partenza da Muscat, in Oman, e diretti a Roma con 300 persone, e poi due nel primo pomeriggio da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, diretti uno a Milano e l’altro a Roma. Un altro volo è in programma mercoledì, sempre da Muscat, non si sa ancora con quanti passeggeri.
L’unità di crisi dice che la situazione è in continua evoluzione, e quindi non è facile ora sapere con esattezza quanti sono gli italiani che si trovavano nei paesi del Golfo in viaggio o per lavoro e che hanno chiesto aiuto per tornare. Secondo una ricognizione dell’unità di crisi aggiornata a lunedì mattina, nei paesi del Golfo attaccati dall’Iran gli italiani sono più di 44mila, di cui circa 30mila sono iscritti all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero). Non è detto però che tutti i 14mila restanti siano turisti o persone in viaggio per lavoro, perché alcuni potrebbero essere residenti non iscritti all’AIRE.
Tra sabato e lunedì comunque quasi undicimila italiani hanno segnalato la loro presenza alla Farnesina nei paesi del Golfo e hanno chiesto aiuto per andarsene, fa sapere l’unità di crisi. Stando a dati aggiornati a martedì mattina, l’unità di crisi stima che nella regione ci siano 9.030 turisti, di cui la gran parte (6.980) negli Emirati Arabi Uniti e poi in Oman (1.100), Qatar (841) e Bahrein (109).
Complessivamente alla Farnesina risulta che gli italiani in Medio Oriente siano più di 81mila. Trentamila sono negli Emirati Arabi Uniti e quasi 21mila in Israele: in entrambi i paesi, circa due terzi degli italiani risultano iscritti all’AIRE. La maggior parte delle richieste di tornare in Italia, 7.815, fatte tra sabato e lunedì è arrivata dagli Emirati Arabi Uniti, che sono tra i paesi del Golfo colpiti dai missili e dai droni che l’Iran sta continuando a lanciare in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani.
A Dubai c’erano circa duecento studenti, soprattutto minorenni e provenienti da varie città italiane, che stavano partecipando a un progetto di simulazione del lavoro diplomatico organizzato dall’associazione World Students Connection. Il presidente dell’associazione, Giuseppe Cataldo, ha spiegato a Repubblica che quando sono cominciati i lanci iraniani di missili e droni il gruppo era distribuito in due hotel diversi e solo in un secondo momento sono riusciti a riunire tutti in un’unica struttura. Cataldo ha detto che il governo degli Emirati si è fatto carico delle spese e che il trasferimento ad Abu Dhabi era previsto a bordo di alcuni autobus.
La Farnesina ha fatto sapere di avere organizzato anche altri trasferimenti in autobus dagli Emirati in Oman, aggiungendo che alcuni sono già in corso. Ne sta organizzando altri da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita. Le istruzioni sono state inviate a chi si è registrato sull’applicazione “Viaggiare Sicuri” o ha segnalato la sua presenza in un paese della zona sulsito ufficialedel ministero. Sempre su “Viaggiare Sicuri”, le pagine relative a ciascun paese vengono aggiornate con le indicazioni da seguire per questioni di sicurezza, e anche con le informazioni su come spostarsi e sui trasferimenti organizzati dal governo italiano.
Al porto di Dubai sono ancora bloccati anche i 573 italiani che erano in crociera sulla nave Euribia della compagnia Msc. All’ANSA hanno spiegato che non hanno ancora informazioni su quando potranno tornare in Italia e che per il momento la nave resta ormeggiata dov’è.
Nel frattempo alcune compagnie aeree, come Etihad, stanno riattivando alcuni voli e altre come Emirates hanno comunicato che lo faranno nelle prossime ore, seppure in modo ancora molto limitato. Il ministero degli Esteri, ha detto il ministro Antonio Tajani, si sta coordinando con le compagnie turistiche e con le ambasciate italiane per agevolare i passaggi alle frontiere e gestire l’assistenza degli italiani negli aeroporti. Ha detto anche che è stato inviato un gruppo dell’unità di crisi a Dubai, composto da tre diplomatici, due carabinieri, due finanzieri e un rappresentante della Protezione civile.
Momenti di paura per la popolazione e numerose chiamate alla sala operativa dei vigili del fuoco
Terremoto oggi 4 marzo 2026 a Catania – fonte Ingv
Momenti di paura, oggi 4 marzo poco dopo le 7.05 a Catania, quando la popolazione ha avvertito una forte scossa di terremoto. Il sisma è stato avvertito anche in diversi paesi etnei e anche ad Augusta. Secondo la localizzazione automatica dell’Ingv il terremoto è stato di magnitudo 4.5. L’Ingv fissa l’ipocentro del sisma sull’Etna, in una zona a nord-ovest di Ragalna, a una profondità di circa 3.8 chilometri. Al momento non si hanno notizie di danni a cose o persone.
Il dirigente generale della Protezione civile regionale siciliana ha intanto disposto l’attivazione immediata di “un monitoraggio telefonico attraverso il servizio emergenza, al fine di verificare eventuali criticità presso tutti i Comuni nei quali la scossa è stata avvertita“.
Nessun intervento è stato richiesto al momento alla sala operativa dei vigili del fuoco a seguito della scossa tra i comuni di Ragalna, Biancavilla e Santa Maria di Licodia. Sono state numerose le chiamate alla sala operativa solo per richieste di informazioni.
Scuole chiuse a Catania – Scuole chiuse oggi a Catania dopo la scossa. Lo ha disposto il sindaco Enrico Trantino per motivi precauzionali. Il primo cittadino ha disposto verifiche nei plessi scolastici. “La sicurezza è al primo posto”, ha detto.
L’attaccante della Reggiana ferma il gioco con la strada spianata verso la rete. Applausi scroscianti da tutto lo stadio e strette di mano da avversari e arbitro
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In un calcio sempre più cinico e schiavo del risultato a tutti i costi, c’è ancora spazio per i valori autentici dello sport. La copertina di giornata non se la prende una prodezza balistica, ma una lezione di immensa umanità andata in scena sul prato di Reggio Emilia, capace di strappare applausi a scena aperta a tutto l’impianto e di riconciliare i tifosi con l’essenza stessa del gioco.
LA RINUNCIA AL GOL – Nonostante il passivo incassato tra le mura amiche, la Reggiana ha saputo distinguersi per una sportività fuori dal comune. L’eroe di giornata è l’attaccante Tommaso Fumagalli. Con il risultato ancora in bilico, il centravanti emiliano si è ritrovato tra i piedi l’occasione più ghiotta del match per riequilibrare le sorti della gara, ma ha scelto deliberatamente di ignorare la via della rete, optando per un gesto di rara sensibilità agonistica.
Un grande gesto di fair play durante Reggiana-Südtirol ♥️
Cragno si infortuna: Fumagalli inizialmente ruba palla al portiere del Südtirol ma, successivamente, accorgendosi del problema fisico, mette il pallone in fallo laterale ⚽️ #ReggianaSüdtirol#SerieBKT#DAZNpic.twitter.com/y0jr2PXLyw
L’INFORTUNIO E LA PORTA SGUARNITA – Il momento chiave si materializza intorno alla metà della seconda frazione. Il portiere del Sudtirol, Alessio Cragno, si avventura fuori dalla propria area di rigore palla al piede nel tentativo di far ripartire rapidamente l’azione dei suoi. È in quel preciso istante che la sfortuna si accanisce sull’estremo difensore: un movimento innaturale, il dolore lancinante e la palla che sfugge fatalmente dal suo controllo, finendo proprio tra i piedi del numero nove di casa. Davanti a Fumagalli c’è solo un’autostrada spalancata verso la porta sguarnita, il più facile dei gol possibili.
IL TRIBUTO DEL CAMPO – È la frazione di secondo in cui l’istinto del bomber dovrebbe prendere il sopravvento. L’attaccante, però, accortosi immediatamente della gravità della situazione e dell’avversario dolorante a terra, sceglie di bloccarsi e spedisce volontariamente la sfera in fallo laterale. Una decisione istintiva che ha zittito la foga della partita, scatenando la reazione ammirata di tutti i presenti. Dagli spalti sono piovuti applausi scroscianti all’indirizzo del ragazzo, mentre in campo i giocatori avversari e il direttore di gara si sono avvicinati per stringergli la mano in segno di profondo e sincero rispetto.
IL CALVARIO DI CRAGNO – Per Cragno, purtroppo, si tratta dell’ennesimo stop fisico di una carriera pesantemente condizionata dalla sfortuna. La speranza di tutto l’ambiente è che questo nuovo infortunio si riveli meno grave del previsto, ma la fitta lo ha inesorabilmente costretto ad abbandonare il terreno di gioco al 68′, lasciando la difesa dei pali al compagno Adamonis.
Un episodio che, alla fine dei conti, vale molto più dei tre punti in classifica. Nel momento più teso della battaglia sportiva, Fumagalli ha ricordato a tutti che prima del tabellino e del risultato viene il lato umano. Una piccola, immensa vittoria per l’anima del calcio.
Teheran risponde ai missili: esplosioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Abbattuti caccia Usa in Kuwait. Tel Aviv lancia “campagna offensiva contro Hezbollah”. Francia pronta a difendere i Paesi del Golfo
Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano.
Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. “Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un’invasione di terra“, ha annunciato Israele.
Intanto Teheranrisponde ai raid con lancio di missili e droni: esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi e Doha. “Non negozieremo con gli Stati Uniti“, ha detto il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, chiudendo la porta ogni trattativa con il presidente americano Donald Trump, che ieri si era detto disponibile a parlare con Teheran.
Attaccata l’ambasciata Usa in Kuwait, precipitati vari caccia americani – Colonne di fumo si sono levate nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. La sede ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Inoltre, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa del Kuwait, dopo le notizie della Cnn e dei media iraniani, stamani sono precipitati diversi caccia americani. “Tutti gli equipaggi sono sopravvissuti” e i piloti sono in condizioni “stabili“.
Un funzionario dell’FBI afferma che le prove trovate sul sospettato e nella sua auto indicano un “potenziale legame con il terrorismo”
La task force congiunta antiterrorismo dell’FBIè stata chiamata a collaborare alle indagini su una sparatoria di massa mortale avvenuta domenica mattina nel centro di Austin,in Texas , in cui un uomo armato ha aperto il fuoco davanti a un bar frequentato da studenti universitari, uccidendo due persone e ferendone altre 14 prima di essere ucciso a colpi di arma da fuoco dalla polizia.
Un funzionario dell’FBI, Alex Doran, ha dichiarato ai giornalisti in una conferenza stampa che è troppo presto per determinare le motivazioni dell’attentatore. Ha tuttavia aggiunto che le prove trovate sul sospettato e nella sua auto indicavano un “potenziale legame con il terrorismo“, mentre un gruppo di intelligence ha affermato che l’attentatore aveva espresso “sentimenti filo-regime iraniano“.
L’Associated Pressha riferito che le autorità hanno identificato il sospettato come Ndiaga Diagne, 53 anni, cittadino statunitense giunto negli Stati Uniti per la prima volta nel 2000 dal Senegal, che ha sposato un’americana sei anni dopo e si è naturalizzato nel 2013. Ha trascorso alcuni anni a New York prima di trasferirsi in Texas.
Fonti delle forze dell’ordine hanno riferito a Reuters che, oltre a indagare sulle potenziali motivazioni terroristiche, gli investigatori stanno anche esaminando i precedenti di problemi di salute mentale del sospettato.
Fox News ha dichiarato di aver ottenuto una fotografia del sospettato che impugnava un fucile e indossava una felpa chiara con la scritta “Proprietà di Allah“. L’Associated Press, da parte sua, ha riferito di essere stata informata da un funzionario delle forze dell’ordine che l’uomo armato indossava effettivamente quella felpa, oltre a un’altra con la bandiera iraniana.
Il Site Intelligence Group ha dichiarato domenica che Diagne aveva espresso “sentimenti filo-regime iraniano e odio per la leadership israeliana e americana” in post su Facebook risalenti al 2017, e aveva pubblicato una sua foto mentre impugnava quello che sembra essere un fucile d’assalto.
Il capo della polizia cittadina, Lisa Davis, ha descritto la violenza come un “incidente tragico, tragico“, con le prime chiamate ai servizi di emergenza effettuate dal bar Buford’s in West Sixth Street all’1:59. Davis ha affermato che l’aggressore guidava un grosso SUV, ha percorso più volte l’isolato e poi ha sparato con una pistola dall’auto, secondo l’ Austin American-Statesman .
Davis ha raccontato che l’aggressore è poi uscito dal SUV con un fucile e ha continuato a sparare.
Secondo quanto riferito dai funzionari, la polizia è intervenuta entro 57 secondi dalla prima chiamata di emergenza. Quando gli agenti sono arrivati al bar, si sono trovati immediatamente di fronte a un uomo armato che puntava loro un’arma, ha dichiarato Davis in una conferenza stampa di prima mattina. Gli agenti hanno risposto al fuoco e hanno ucciso il sospettato.
A quel punto, due clienti del bar erano stati uccisi. Altre quattordici persone erano rimaste ferite e avevano richiesto il ricovero in ospedale; tre di loro sarebbero state descritte in condizioni critiche.
I video girati all’interno del bar e pubblicati sui social media mostrano diverse persone distese a terra mentre vengono curate dai paramedici. Nel video si sente una donna che sta praticando la rianimazione cardiopolmonare a un individuo sdraiato sulla schiena e che grida: “Aiutatemi, ho bisogno di aiuto!“
L’ Austin American-Statesman ha riferito che l’uomo armato aveva usato una pistola e un fucile d’assalto nella sparatoria, citando le forze dell’ordine. Una squadra SWAT era presente domenica pomeriggio in un’abitazione che si ritiene sia collegata al sospettato a Pfulgerville, in Texas, ha affermato il giornale.
Mentre l’FBI approfondiva le indagini sulle possibili motivazioni terroristiche dietro la sparatoria di massa, il governatore del Texas, Greg Abbott, ha rilasciato una dichiarazione che faceva esplicito riferimento alle possibili minacce legate agli attacchi USA-Israele contro l’Iran . Ha specificamente messo in guardia “chiunque pensi di usare l’attuale conflitto in Medio Oriente per minacciare i texani o le nostre infrastrutture critiche“.
Abbott ha affermato che il Texasavrebbe risposto a qualsiasi ostilità del genere “con una forza decisa e schiacciante per proteggere il nostro Stato”.
Il governatore ha ordinato un aumento dei pattugliamenti e della sorveglianza in tutto lo Stato da parte della guardia nazionale del Texas e delle forze dell’ordine.
Austin è la capitale del Texas, con poco più di 1 milione di abitanti. Il suo sindaco, Kirk Watson, ha espresso ai giornalisti la sua gratitudine per la tempestiva risposta degli agenti di pubblica sicurezza.
Il capo dei servizi medici di emergenza di Austin, Robert Luckritz, ha affermato che durante il fine settimana agenti di polizia e paramedici erano regolarmente presenti nel quartiere dei divertimenti del centro città, il che ha permesso loro di intervenire in pochi secondi.
Testimoni oculari e astanti hanno parlato della natura terrificante dell’attacco. “Ho sentito urla, grida e pianti“, ha raccontato all’Austin American-Statesman Jeremiah Carbajal, portiere di un condominio nelle vicinanze.
Mentre gli investigatori iniziano il faticoso lavoro di ricerca di prove sulle motivazioni dell’attentatore, altri danno la colpa alle leggi permissive del Texas sulle armi, mentre i repubblicani del Texas, tra cui il governatore, attribuiscono la sparatoria alle politiche sull’immigrazione.
“Smettetela di parlare di quanto sia fantastica l’immigrazione‘legale'”, ha scritto Chip Roy, un deputato repubblicanoil cui distretto comprende South Austin,in maiuscolo sulla X , con la foto del sospettato pubblicata online da Fox News. “Ci sta uccidendo. Letteralmente“.
I democratici del Texas hanno invece attribuito l’ultima sparatoria di massa alle scarse leggi statali sulla sicurezza delle armi.
Greg Casar, un democratico che rappresenta alcune zone di Austin al Congresso, ha chiesto di agire per “porre fine all’epidemia di violenza armata in America“.
“Gli americani dovrebbero potersi divertire in un bar senza che la situazione si trasformi in un incubo indescrivibile come questo“, ha affermato Casar in una dichiarazione.
Everytown, il gruppo di pressione che si batte per porre fine alla violenza armata, classifica il Texasal 32° posto su 50 stati per i suoi deboli sistemi di controllo delle armi da fuoco.
Il gruppo sottolinea che cinque delle peggiori sparatorie di massa dell’ultimo decennio hanno avuto luogo in Texas e accusa i legislatori statali riuniti ad Austin di continuare a “restare con le mani in mano e rifiutarsi di promulgare leggi fondamentali sulla sicurezza delle armi“.
Lo stato del Texasha intentato una causa lo scorso anno bloccando temporaneamente una norma federale dell’era Biden che mirava a colmare la cosiddetta scappatoia delle fiere di armi, che consente alle persone di acquistare armi da fuoco alle fiere senza sottoporsi alla verifica dei precedenti penali dell’FBI richiesta per una vendita commerciale. Come la maggior parte degli stati americani, il Texas consente ai residenti di vendersi armi privatamente senza una verifica dei precedenti penali, di portare pistole nascoste senza permesso e di acquistare fucili semiautomatici senza restrizioni sui caricatori.
Il Gun Violence Archive , che gestisce uno dei database più autorevoli sulla violenza armata negli Stati Uniti, ha registrato 56 sparatorie di massa nel Paese dall’inizio dell’anno fino a domenica mattina. Il sito definisce una sparatoria di massa un incidente in cui quattro o più vittime vengono colpite o uccise, escluso l’aggressore.
Austin non è stata l’unica città degli Stati Uniti a essere colpita dalla violenza armata nelle prime ore di domenica. Almeno nove persone sono rimaste ferite in una sparatoria a Cincinnati, avvenuta intorno all’una di notte in un locale musicale, il Riverfront Live.
Tutte le vittime di quel caso furono trasportate negli ospedali vicini con ferite da arma da fuoco non mortali. Non si hanno notizie immediate su un sospettato della sparatoria.
Il club azzurro: “Icona del calcio e professionista esemplare”
Rino Marchesi – Facebook
Rino Marchesi (San Giuliano Milanese, 11 giugno 1937 – Sesto Fiorentino, 1º marzo 2026) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista o difensore. – https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Marchesi
Il mondo del calcio piange la scomparsa all’età di 88 anni di Rino Marchesi, ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Inter e Juventus, morto oggi, domenica 1 marzo. A dare l’annuncio il club azzurro con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985.
“Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida tecnica degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985“.
FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
Arrivato sulla panchina nerazzurra nella stagione 1982/83, Marchesi guidò un’Inter profondamente rinnovata: tra i nuovi innesti il campione del mondo Fulvio Collovati, il brasiliano Juary e il tedesco Hansi Müller, con Alessandro Altobelli punto di riferimento offensivo. In campionato i nerazzurri inseguirono le posizioni di vertice chiudendo al terzo posto, mentre in Coppa delle Coppe l’Inter raggiunse i quarti di finale, fermata dal Real Madrid. In quell’annata fece il suo esordio in prima squadra anche Walter Zenga. In totale il tecnico, nato a San Giuliano Milanese nel 1937, collezionò 47 panchine in nerazzurro.
E’ morto Daniele Pairotto, calciatore 24enne che ieri è stato colto da arresto cardiaco mentre stava giocando in un campo di calcio a Crova, in provincia di Vercelli. Secondo le ricostruzioni, il giovane si è accasciato al suolo dopo aver raggiunto gli spogliatoi durante l’intervallo della partita tra il Crova e il Livorno Ferraris, sfida valevole per il campionato di calcio amatoriale Csi.
I drammatici soccorsi – Immediato l’intervento dei soccorsi sul giovane, tesserato per il Crova, che hanno iniziato le manovre di massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dell‘ambulanza con il medico a bordo. Il sanitari ha proseguito con le manovre avanzate di rianimazione. Il giovane, trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Novara, era stato ricoverato in terapia intensiva.
Col decreto Pnrr, farà fede la prova digitale. Ecco cosa c’è da sapere
Pagamenti Pos, stop alla conservazione delle ricevute: cosa cambia da marzo per il Fisco
Roma, 28 febbraio 2026 – Entra in vigore da marzo lo stop all’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute Pos. Farà fede la prova digitale del pagamento, come indicato dal decreto Pnrr.
Un passo deciso verso la sburocratizzazione – Da marzo non sarà più obbligatorio conservare, per dieci anni, le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con Pos, come da abitudine per molti italiani. Si tratta di una grossa novità, che segnerà un passo deciso verso lasburocratizzazione dei rapporti fiscali, e che è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso in materia di Pnrr, articolo 8.
La ricevuta Pos non è una vera fattura, ma solo una prova di avvenuto pagamento con carta. Ecco perché si è deciso di evitare questo obbligo di conservazione, anche perché ormai le operazioni di pagamento con carta vengono registrate in tempo reale.
Tra pochi giorni, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate sarà resa disponibile la funzione di abbinamento digitale tra terminali Pos e registratori di cassa. Si potrà così integrare i dati dei pagamenti elettronici e quelli trasmessi all’Agenzia delle Entrate telematicamente.
Cosa servirà conservare – Da quel momento, sarà sufficiente conservare i documenti bancari con movimenti carta ed estratto conto, e le eventuali comunicazioni inviate dalla banca, oltre ai tracciati digitali contenenti le singole operazioni.
Ovviamente resta l’obbligo di conservare lo scontrino o fattura, che mantengono la loro rilevanza fiscale, e certificano l’operazione ai fini Iva e delle imposte dirette. Anche ai fini della dichiarazione dei redditi, nel modello 730 per la detrazione fiscale, non servirà più conservare anche la ricevuta del pos, sarà sufficiente lo scontrino o la fattura, e il movimento bancario. Il decreto prevede che lo stesso principio si applichi anche per i pagamenti effettuati verso le pubbliche amministrazioni, ad esempio col sistema PagoPa.
Il prossimo step: addio agli scontrini – Tale iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di semplificazione che porterà alla scomparsa definitiva degli scontrini cartacei, come richiesto dal Parlamento. Da gennaio 2027, ad esempio, non ci sarà più l’obbligo dell’emissione, se non su richiesta dell’acquirente, almeno nella grande distribuzione. Poi dal 2028 sarà la volta di tutti gli altri soggetti fiscali con grandi volumi d’affari, per arrivare dall’1 gennaio 2029 alla scomparsa definitiva per qualsiasi esercente.