A ritirare il riconoscimento “per l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi” tifosi che non possono mettere piede a un evento sportivo in Italia e in Europa
Premiati dal Coni a Chieti “per l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi“. Il problema è che i premiati erano destinatari di Daspo per periodi da due a nove anni. Lo riporta il quotidiano Il Centro: “Da una parte sedevano le autorità cittadine, insieme al delegato provinciale del Coni Massimiliano Milozzi. Dall’altra una platea arricchita dalla presenza dei bambini delle scuole, spettatori ideali per assorbire i valori educativi della giornata“. Poi però, nel corso della “Festa Provinciale dello Sport del Coni Chieti“, a ritirare sul palco la targa tributata alla Curva Volpi c’era una delegazione di sei persone “di cui quattro che sono le uniche in quella sala a non poter mettere piede in un impianto sportivo, nemmeno per amichevoli o sedute d’allenamento, essendo destinatarie di Daspo firmati dal questore e validi su tutto il territorio nazionale e negli Stati dell’Unione europea“.
La replica del Coni: premio alla curva nel suo insieme – “La targa destinata alla Curva Volpi della Chieti Calcio è stata attribuita alla tifoseria nel suo insieme, e non ai singoli componenti, per l’attaccamento alla società sportiva e l’impegno sociale e solidale più volte dimostrato nel tempo. I rappresentanti della Curva sono stati invitati in quanto tali; non vi era alcuna conoscenza preventiva sull’identità di chi avrebbe materialmente ritirato il riconoscimento. Tutto si è svolto in assoluta buona fede, con l’unico intento di valorizzare un gesto di inclusione e memoria“. E’ il commento del presidente del Coni Abruzzo, Antonello Passacantando. “E’ doveroso offrire alcuni chiarimenti, nella convinzione che un’informazione corretta e misurata sia patrimonio di tutti”.
È accaduto alla partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di Novese e Acqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria
Botte, insulti, addirittura un calcio in pancia a un ragazzino di 15 anni: è finita con una maxi rissa (in campo e fuori) la partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di NoveseeAcqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria.
A denunciare tutto nelle scorse ore, con una nota, è l’Asd Novese calcio dopo la vittoria per 2-0: «Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome». Un episodio che ricorda da vicino quanto successo ad agosto in provincia di Torino, quando scoppiò una rissa simile fra calciatori 14enni, il papà di un calciatore entrò in campo e colpì il portiere avversario, facendolo finire in ospedale con un trauma cranico e una frattura al malleolo. Seguirono un caso mediatico, squalifiche e Daspoper i protagonisti, sia giocatori sia adulti (compreso il ragazzino colpito, immortalato in un filmato come primo a dare il via alla rissa).
La Novese prosegue accogliendo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma aggiunge: «Condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili».
La società ora chiede un intervento della Federazione almeno per quanto accaduto sul campo di gioco: «Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive. I nostri ragazzi sono il futuro, si vergogni chi non è in grado di proteggerli».
L’altra società coinvolta risponde con un’altra nota che non cerca scuse: «L’Acqui F.C. intende esprimere massima solidarietà alla Novese in merito al deprecabile episodio accaduto al termine della gara che ha viste impegnate le nostre squadre U16. Il nostro impegno quotidiano consiste soprattutto nel promuovere e trasmettere valori che sono ben più importanti dei meri risultati sportivi. Riteniamo che episodi come quello accaduto, nulla abbiano a che fare con la dedizione e l’impegno che tutti noi mettiamo in campo, con passione, sacrifici e grande volontà».
La colpa, secondo l’Acqui, è da cercare altrove: «Tante società sono “ostaggio” di qualche spettatore, che ciclicamente con i propri comportamenti, oltre a rovinare una giornata di sport, tende a ledere anche l’immagine della società che in quel momento ospita una gara. Non ci esimiamo assolutamente dalle nostre responsabilità quando deprecabili comportamenti vedono protagonisti nostri tesserati. È molto più complicato farlo nei confronti di persone che non ricoprono in nessun modo ruoli all’interno della società ma che purtroppo, per la famosa “responsabilità oggettiva”, vengono a noi accostati».
Un tifoso dell’FC Sion è deceduto due giorni dopo essere precipitato dalla gradinata nord dello stadio del capoluogo vallesano nel corso della partita di mercoledì scorso contro il Winterthur. Lo riferisce oggi una nota della polizia cantonale
Keystone-SDA
L’uomo, un 36enne svizzero, è caduto per ragioni al momento ignote nel vano delle scale ovest attorno alle 21.45, con l’incontro in pieno svolgimento.
L’organizzazione cantonale di soccorso ha prestato le prime cure sul posto. Il malcapitato è quindi stato trasportato all’Ospedale di Sion, dove è spirato venerdì.
I primi elementi dell’indagine permettono di escludere l’intervento di terzi. Per stabilire le esatte circostanze dei fatti il ministero pubblico del Vallese centrale ha aperto un’inchiesta
La camera ardente sarà aperta il 21 e 22 gennaio in Piazza Mignanelli a Roma, mentre i funerali si svolgeranno venerdì 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Agf – Valentino
AGI – È morto oggi, all’età di 93 anni, lo stilista Valentino Garavani. “Si è spento oggi nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari“, si legge in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
La camera ardente, si aggiunge, sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23 a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11:00 alle 18:00. Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio, alle 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma.
Valentino Garavani, il celebre stilista e fondatore dell’omonima maison, è morto all’età di 93 anni a Roma, nella sua abitazione. La notizia è stata comunicata dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, suo socio e ex compagno. La camera ardente sarà allestita a Roma, presso PM23, il 21 e 22 gennaio, mentre il funerale avrà luogo il 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Nato nel 1932 a Voghera, Valentino iniziò la sua carriera a Parigi, perfezionandosi negli atelier di Jean Dèsses e Guy Laroche. Nel 1958 aprì il suo laboratorio a Roma, in Via Condotti. Il grande successo arrivò nel 1962, con la sua collezione a Palazzo Pitti. Insieme a Giammetti, cofondò la Maison Valentino, che rapidamente conquistò fama mondiale. Nel 1998 cedette il marchio al gruppo HdP, continuando a guidarlo come direttore artistico fino al 2007
Gran parte di ciò che Washington cerca nell’Artico lo avrebbe già senza aprire una crisi gigantesca con alleati europei
L’idea di “conquistare” o “comprare” la Groenlandia torna periodicamente nella politica americana, e con Donald Trump è diventata (di nuovo) un’ossessione da titoli e scontri diplomatici. Ma fuori dalla propaganda, il punto è più semplice: agli Stati Uniti, per ottenere ciò che davvero conta in Groenlandia, la sovranità non serve. A metterla giù senza giri di parole è Richard Fontaine, presidente del think tank Center for a New American Security ed ex consigliere in ambito sicurezza nazionale. La Groenlandia – dice al Wall Street Journal – è una delle rare questioni di politica estera non complicate. E il motivo è proprio questo: Washington vi ha già accesso. Ma cosa succede allora? Facciamo chiarezza oltre la propaganda.
Terre rare e difesa – La Groenlandia è cruciale per la difesa statunitense perché si trova lungo le rotte artiche più sensibili e ospita infrastrutture chiave come la base di Pituffik essenziale per la sorveglianza anti-missile. Ma il punto per Fontaine è che gli Stati Uniti possono già fare praticamente tutto ciò che vogliono sul piano della sicurezza senza annettere il paese. La cornice è l’accordo di difesa del 1951 tra Usa e Regno di Danimarca, poi integrato/aggiornato nel 2004 con l’accordo di Igaliku che disciplina la presenza e l’operatività statunitense.
Secondo la narrazione più allarmista, Russia e Cina sarebbero pronte a mettere piede sull’isola.Fontaine ribatte con una provocazione fattuale: gli Usa un tempo avevano migliaia di militari in Groenlandia, oggi i numeri sono molto più bassi. E se davvero ci fosse una minaccia “imminente”, la prima mossa logica sarebbe aumentare la presenza, non cambiare confini. Diverse fonti recenti collocano la presenza statunitense a Pituffik attorno a circa 200 militari effettivi. In risposta a una minaccia navale nell’Artico gli Usa potrebbero già avere le necessarie capacità di deterrenza aumentando presenza militare e pattugliamenti.
Per Fontaine, chiedere la sovranità per sentirsi “motivati” alla difesa è un’idea che svuota il senso stesso dell’alleanza atlantica. Se Trump racconta l’immagine di un disimpegno “danese” spiegando che non farebbero abbastanza, va ricordato che la Danimarca ha pagato un prezzo altissimo nelle missioni post-11 settembre, Afghanistan incluso. Le stime più citate parlano di 43 militari danesi morti e di un tasso di spesa militare pro-capite tra i più alti nella coalizione. È difficile chiamarlo “alleato scarso” senza cancellare quella storia.
C’è poi l’argomento “terre rare e minerali”: suona potente, ma è la realpolitik è molto più complessa. Con l’autogoverno, l’autorità groenlandese ha assunto il controllo dell’area delle risorse minerarie, anche “possedendo” l’isola, gli Usa non trasformerebbero per magia l’Artico in una miniera a cielo aperto. La filiera mineraria richiede permessi, accettabilità sociale, porti, energia, strade, manodopera, investitori e – soprattutto – anni.
Il punto più controverso è tutto nel linguaggio utilizzato dall’amministrazione statunitense. Se l’ordine internazionale del dopoguerra – che gli Usa hanno guidato – si basa sull’idea che i confini non si cambiano con la forza, le pretese di Trump creano un precedente tossico e un assist narrativo a chi viola confini altrove (Putin in Ucraina, Netanyahu a Gaza, solo per citare due esempi).
Il paradosso della Groenlandia – Il paradosso è tutto qui: la Groenlandia è strategica, ma proprio perché lo è, agli Stati Uniti conviene mantenerla dentro un perimetro di cooperazione con Danimarca e autorità groenlandesi, usando strumenti che già hanno: accordi, investimenti, presenza, interoperabilità NATO, aggiornamenti tecnologici a Pituffik. “Prendere l’isola” sarebbe una scorciatoia solo nella fantasia: nella realtà aprirebbe una crisi con alleati, renderebbe più difficile la gestione politica locale e trasformerebbe un vantaggio operativo già disponibile in un problema permanente.
Resta l’incognita del perché allora? È solo provocazione per spingere gli europei ad un maggior impegno militare anche nell’Artico? Eppure l’effetto è concreto: diffidenza tra alleati, frizioni nella NATO, energia politica sprecata. E infatti, in queste settimane, la questione Groenlandia è diventata terreno di scontro transatlantico con toni duri e minacce economiche, mentre i dossier veri restano lì: Russia/Ucraina, Cina, Iran.
Incendio a un capannone, divorato dalle fiamme nella notte. Il sindaco Righi: «Attendiamo l’analisi Arpav dell’aria, il vento spinge verso sud la nube di fumo»
Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso
Incendio all’interno del capannone di via Magnadola a Motta di Livenza, in provincia di Treviso: le fiamme si sono propagate nel cuore della notte di lunedì 19 gennaio, alle 2.30 circa.
Le operazioni di spegnimento – Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso.
Le squadre sono, ora, al lavoro per domare le fiamme.
Il sindaco Righi: «L’Arpav è sul posto» – Il sindaco Alessandro Righi ha dichiarato: «L’Arpav è sul posto e ha già fatto i campionamenti sulla qualità dell’aria. Stiamo attendendo i risultati delle analisi ma in ogni caso la città non sembra coinvolta in quanto il vento spinge verso sud e la nube di fumo non è arrivata in paese»
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
L’incidente è avvenuto nella prima serata di domenica nei pressi del villaggio di Adamuz. Più di 120 i feriti. Ministro Trasporti: “Bilancio vittime non è ancora definitivo”
Il luogo dell’incidente
Sono almeno 39 i morti nel grave incidente ferroviario avvenuto domenica nel sud della Spagna, dove due treni dell’alta velocità si sono scontrati ad Adamuz (Cordoba), circa 200 km a nord di Malaga.
Sono invece 122 le persone rimaste ferite, di cui 48 (tra cui 5 minori) rimangono ricoverati in ospedale, tra cui cinque minori. Lo rende noto il servizio di emergenza della Giunta Regionale dell’Andalusia nel suo ultimo bollettino.
Tra i ricoverati ci sono 11 adulti e un minore in terapia intensiva. Sono invece 74 i feriti che sono già stati dimessi.
Il bilancio della collisione non è “definitivo“, ha affermato il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente su X, lasciando intendere che potrebbe ancora aumentare.
Cosa è successo – Diverse carrozze di un treno Iryo in viaggio da Malaga a Madrid con 300 passeggeri a bordo sono deragliate e si sono scontrate con un treno Alvia che viaggiava nella direzione opposta con 184 persone a bordo, diretto a Huelva. Diverse carrozze di questo secondo treno sono poi precipitate da un terrapieno di quattro metri, ostacolando l’accesso ai soccorsi, secondo il ministro della Presidenza andalusa.
Il presidente della Giunta Regionale dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno, ha visitato il luogo dell’incidente. “Domani avremo dati più affidabili, sia sul numero delle vittime che sul numero dei feriti“, ha dichiarato. Da parte sua, il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha descritto l’incidente come “estremamente strano“, spiegando che si è verificato su un tratto rettilineo della strada, che la pista era stata ristrutturata a maggio e che si è detto fiducioso che un’indagine avrebbe chiarito le cause.
Data la gravità dell’incidente, il primo ministro Pedro Sánchez ha annullato l’intero programma di lunedì, incluso un incontro con il leader dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo. Sánchez ha parlato di “una notte di profondo dolore“: “Nessuna parola può lenire un dolore così grande, ma voglio che sappiate che l’intera nazione è al vostro fianco in questi momenti così difficili“, ha scritto su X, esprimendo “le sue più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime“.
Le “più sentite condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime dell’incidente ferroviario e al popolo spagnolo” dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyencon un post su X.
Al momento non risultano italiani coinvolti – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani segue l’evoluzione del tragico incidente ferroviario, rende noto la Farnesina sottolineando che ”al momento non risultano connazionali coinvolti, ma le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso”.
Il Console generale d’Italia a Madrid è sul posto per fornire ogni eventuale assistenza, prosegue la Farnesina in una nota, sottolineando che per qualsiasi emergenza o segnalazione occorre contattare il Consolato al numero +34629842287 o l’Unità Tutela della #Farnesina al +39 0636225.