L’istituto professionale Domenico Chiodo a La Spezia, dove è stato accoltellato uno studente, 16 gennaio 2026, (ANSA/Andrea Bonatti)
Venerdì sera un ragazzo di 18 anni è morto dopo che la mattina era stato accoltellato all’addome in una classe dell’istituto professionale che frequentava a La Spezia, in Liguria. L’aggressore sarebbe un compagno di scuola, di 19 anni, che è stato arrestato. Il 18enne era stato operato d’urgenza ed era rimasto finora in prognosi riservata.
Secondo quanto ricostruito finora, i due avrebbero iniziato a litigare nei bagni per poi spostarsi in una classe: lì il 19enne avrebbe colpito il compagno con un coltello da cucina, che si ipotizza abbia portato da casa. Il Secolo XIXscriveche l’aggressore è stato poi disarmato da un insegnante, che è riuscito a intervenire, ed è poi stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di tentato omicidio (che ora con ogni probabilità sarà sostituita con quella di omicidio). Non è ancora del tutto chiaro il motivo del litigio.
Il cantante aveva 89 anni. Il suo nome resta legato a una lunga serie di successi entrati nella storia della canzone
Tony Dallara davanti ai suoi quadri (Fotogramma/Ipa)
Il cantante Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è morto oggi all’età di 89 anni. La notizia della scomparsa è stata appresa dall’Adnkronos da ambienti musicali. Il suo nome resta legato a una lunga serie di successi entrati nella storia della canzone, da “Come prima” a “Romantica“, da “Ti dirò” fino a “Bambina, bambina“, brani che dalla fine degli anni Cinquanta segnarono una svolta nello stile interpretativo e nel gusto del pubblico. Dallara, uno dei primi “urlatori“, è stato protagonista assoluto della musica leggera italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, uno degli interpreti più popolari della sua generazione, capace di segnare un’epoca con uno stile vocale innovativo e una serie di successi entrati nella storia della canzone italiana.
Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Antonio Lardera cresce a Milano, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora bambino. Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette fin da giovanissimo l’amore per la musica. Dopo la scuola dell’obbligo inizia a lavorare come barista e poi come impiegato, ma la passione per il canto prende presto il sopravvento. Comincia così a esibirsi nei locali milanesi con alcuni gruppi vocali, tra cui i Rocky Mountains, che diventeranno in seguito I Campioni, condividendo i palchi cittadini con altri giovani destinati a segnare un’epoca.
In quegli anni Tony Dallara guarda con attenzione alla musica americana, in particolare a Frankie Laine e ai Platters, rimanendo colpito dallo stile del loro solista Tony Williams. È proprio ispirandosi a quel modo di cantare, potente e ritmicamente innovativo, che Dallara rielabora il repertorio melodico italiano, introducendo una vocalità nuova, più intensa e moderna rispetto alla tradizione dominante.
La svolta arriva nel 1957, quando viene assunto come fattorino all’etichetta discografica Music. Il direttore Walter Guertler lo ascolta cantare quasi per caso, va a sentirlo esibirsi al Santa Tecla di Milano e decide di metterlo sotto contratto. È Guertler a suggerirgli il nome d’arte “Dallara“, ritenendo “Lardera” poco musicale, e a fargli incidere “Come prima“, brano già presentato senza successo alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955.
Pubblicata alla fine del 1957, “Come prima” diventa in pochi mesi un fenomeno discografico senza precedenti. Il 45 giri scala rapidamente la hit-parade italiana, rimanendo per settimane al primo posto e vendendo circa 300mila copie, un record per l’epoca. Il successo travalica i confini nazionali, raggiungendo le classifiche dei Paesi Bassi e del Belgio. Il brano diventa un evergreen internazionale e viene inciso anche dai Platters nella versione inglese. A Dallara viene cucita addosso l’etichetta di “urlatore“, simbolo di una generazione che si allontana dalla tradizione melodica di cantanti come Claudio Villa o Luciano Tajoli per guardare ai modelli statunitensi.
Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, nonostante il servizio militare, Dallara pubblica una lunga serie di successi: “Ti dirò“, “Brivido blu“, “Non partir“, “Ghiaccio bollente“, “Julia“. Parallelamente si affaccia al cinema, partecipando a film che raccontano il nascente mondo della musica giovanile, come “I ragazzi del juke-box” di Lucio Fulci, accanto ad artisti quali Adriano Celentano, Fred Buscaglione e Gianni Meccia.
Il 1960 segna il momento più alto della sua carriera. Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con “Romantica“, brano che trionfa anche a Canzonissima. “Romantica” diventa il suo più grande successo, viene tradotto in numerose lingue – persino in giapponese – e consacra definitivamente la sua popolarità anche all’estero. Nello stesso anno prende parte a nuovi film musicali, confermando il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano dell’epoca.
Nel 1961 torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con “Un uomo vivo” e conquista nuovamente Canzonissima con “Bambina, bambina“, che rappresenta l’ultimo grande exploit commerciale della sua carriera discografica. Sempre nello stesso periodo incide “La novia“, che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi riscontri anche all’estero.
A partire dal 1962, con il mutare dei gusti del pubblico e l’affermarsi del beat, la popolarità di Dallara inizia progressivamente a diminuire. L’artista tenta nuove strade musicali, partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi degli anni d’oro. La televisione e la radio, lentamente, si allontanano da lui.
Negli anni Settanta Tony Dallara decide di ritirarsi dalla scena musicale e di dedicarsi a un’altra grande passione: la pittura. Espone le sue opere in diverse gallerie, conquistando la stima del mondo artistico e stringendo un rapporto di amicizia con Renato Guttuso. È un periodo lontano dai riflettori, ma ricco di soddisfazioni personali. Dagli inizi degli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, Dallara torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi. Incide nuove versioni dei brani storici, partecipa a programmi televisivi e rimane una presenza riconoscibile dello spettacolo italiano. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti, senza mai interrompere il legame con il suo pubblico. Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, arrivando a trascorrere anche un lungo periodo in coma. Nonostante ciò, nel 2024 era tornato in televisione, partecipando a “Domenica In“, dove aveva emozionato il pubblico cantando dal vivo “Romantica”, “Come prima” e “Ti dirò“.
Dopo l’aggressione di alcuni tesserati del club, ai danni di un giovane arbitro, la società pitagorica annuncia il ritiro della prima squadra e ribadisce il proprio impegno per valori di correttezza e sportività
L’Academy Crotone si ritira
L’Academy Crotone ha annunciato «il ritiro immediato della prima squadra dal campionato di Prima Categoria», a seguito dell’aggressione da parte di alcuni suoi tesserati ai danni di un giovane arbitro ventenne al termine della gara contro il Cirò Marina, conclusasi 1-2 lo scorso sabato.
«La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, rappresenta una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con forza», si legge nel comunicato ufficiale diffuso oggi dalla società crotonese. La dirigenza sottolinea come l’episodio, compiuto da alcuni tesserati, sia completamente estraneo ai valori dell’Academy: «È un comportamento che non appartiene alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo ogni giorno».
16 gennaio 2026
Aggressione all’arbitro, l’Academy Crotone ritira la prima squadra dal campionato
Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto.
La dirigenza dell’Academy Crotone interviene ufficialmente dopo la squalifica di cinque anni inflitta a un proprio tesserato per aggressione al Direttore di Gara, episodio accaduto sabato al termine della sfida contro il Cirò Marina che ha scosso l’ambiente calcistico locale e regionale. In seguito a quanto accaduto, la società ha annunciato una scelta drastica: il ritiro immediato della Prima Squadra dal Campionato di Prima Categoria.
La violenza non ci appartiene – Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto. “La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, è una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con decisione. Si tratta di comportamenti che non appartengono alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo quotidianamente”.
La squalifica quinquennale, disposta dagli organi di giustizia sportiva a seguito dell’aggressione all’arbitro, ha spinto la società a una profonda riflessione. “Crediamo che il calcio debba essere uno strumento di educazione, unione e crescita – sottolinea la dirigenza –fondato su correttezza, lealtà e sportività. Sono questi i principi che cerchiamo di trasmettere ogni giorno ai nostri giovani atleti”.
Nel comunicato, l’Academy Crotone ha inoltre preso formalmente e pubblicamente le distanze dall’episodio di violenza; rivolto le proprie scuse al Direttore di Gara, alle istituzioni calcistiche e a tutti gli appassionati; comunicato il ritiro della Prima Squadra dal campionato di Prima Categoria.
Scelta dolorosa ma inevitabile – Una decisione definita “dolorosa ma inevitabile”. “Non possiamo tollerare – spiegano i dirigenti – che il nome della nostra Academy venga associato a condotte lontane dalla nostra etica. In casi come questo, l’esempio deve prevalere sulle parole”. La società ha infine confermato la prosecuzione dell’attività nel settore giovanile, che resterà il cuore del progetto sportivo. “Continueremo a insegnare calcio con passione e responsabilità, in un ambiente sano, dove il rispetto delle regole e il valore educativo dello sport vengano sempre prima di tutto”.
L’ex attaccante del Milan faceva l’opinionista per l’emittente olandese Ziggo Sport: “Sarà senza dubbio un periodo difficile per Liesbeth, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo”
Marco Van Basten
Marco Van Basten ha annunciato che lascerà per il momento il suo lavoro di opinionista televisivo per stare vicino alla moglie malata. “Voglio dedicarmi completamente alla guarigione di Liesbeth nei prossimi mesi. Sarà senza dubbio un periodo difficile, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo“. La decisione è stata spiegata anche dall’ emittente Ziggo Sport con un comunicato: “Marco van Basten non apparirà più su Ziggo Sport per i prossimi mesi. Sua moglie Liesbeth è gravemente malata e nei prossimi mesi sarà sottoposta a cure intensive, in parte preventive“. “Siamo profondamente scioccati da questa notizia“, ha dichiarato il direttore Marcel Beerthuizen. “Siamo vicini a Liesbeth, Marco e alla loro famiglia e auguriamo loro tanta forza per il prossimo periodo“. L’ex attaccante del Milan era arrivato a Milano con Liesbeth nel 1987. I due si sposarono nel 1993, a Utrecht, lui con le stampelle a causa di quella caviglia che lo avrebbe costretto al ritiro a soli 30 anni.Lei è sempre rimasta al suo fianco, mentre diventava uno dei più forti centravanti della storia del calcio e durante il lungo calvario legato agli infortuni.
Follia in Prima Categoria: arbitro 20enne chiuso nello spogliatoio e pestato dal capitano dell’Academy Crotone
Ennesimo episodio di violenza: stavolta a Crotone un giovane arbitro picchiato e poi anche derubato
Un pomeriggio di sport trasformato in un incubo. È quanto accaduto sabato scorso a Crotone, al termine di una gara di Prima Categoria, dove un giovane arbitro di appena 20 anni (sezione di Locri) è stato vittima di una brutale aggressione. Il responsabile, capitano della squadra di casa Academy Crotone, è stato punito con una pesante squalifica: 5 anni di stop, con radiazione di fatto da qualsiasi rango della Figc fino al 15 gennaio 2031.
L’agguato nello spogliatoio: cosa è successo – I fatti risalgono al post-partita di Academy Crotone-Cirò Marina (finita 1-2). Il capitano dei padroni di casa, già espulso al 17′ della ripresa per minacce, ha atteso il fischio finale per compiere la sua vendetta. Secondo il referto del Giudice Sportivo, il calciatore si è introdotto senza autorizzazione nello spogliatoio dell’arbitro. Dopo aver colpito il direttore di gara con un calcio alla schiena, l’aggressore ha chiuso la porta a chiave, isolando la vittima, e ha iniziato a colpirlo ripetutamente con pugni alla testa, al collo e alla spalla, mentre il ragazzo cercava disperatamente di proteggersi il volto con le mani.
Arbitro salvato da un altro calciatore – A evitare il peggio è stato il provvidenziale intervento di un calciatore del Cirò Marina (squadra avversaria), l’unico ad accorrere in soccorso dell’arbitro rompendo l’assedio. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore si era già dileguato, non prima di aver sottratto furtivamente il proprio cartellino di riconoscimento per ostacolare l’identificazione. Il bilancio per il giovane fischietto è pesante: trasportato al Pronto Soccorso di Crotone, ha ricevuto una prognosi di 10 giorni per traumi diffusi a torace e zona cervicale. Oltre al danno fisico, la beffa: l’arbitro ha denunciato anche la sparizione di 60 euro dal proprio portafogli.
La stangata del Giudice Sportivo – La risposta della giustizia sportiva è stata durissima. Oltre ai 5 anni di squalifica per l’autore del pestaggio (con preclusione alla permanenza in Figc), sono stati sanzionati altri due tesserati dell’Academy Crotone con 4 giornate di stop per minacce. Il club, ultimo in classifica, ha ricevuto 2 punti di penalizzazione e 500 euro di multa per la responsabilità oggettiva.
Il presunto responsabile è stato individuato e accompagnato in questura per essere interrogato.
Uno studente di 18 anni è ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato ferito con un coltello a scuola. Il fatto è successo questa mattina dopo le 11 all’interno dell‘istituto professionale “Domenico Chiodo” della Spezia. A colpirlo all’addome, secondo le prime informazioni, sarebbe stato un altro studente. Le condizioni del giovane, che è stato condotto in sala operatoria, sono subito apparse gravi a causa di una copiosa perdita di sangue e per una lesione alla milza. La prognosi ovviamente è riservata.
Soccorso dai volontari della Croce Rossa locale e dai medici del 118, è stato trasportato d’urgenza presso la shock room del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea.
All’interno della scuola sono arrivati anche gli agenti della Polizia di Stato che stanno conducendo le prime indagini.
Secondo quanto ricostruito l’accoltellamento sarebbe avvenuto durante l’orario di lezione all’interno dell’aula.
Intanto, manifesta tutta la sua apprensione il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini: “Al ragazzo e alla sua famiglia va tutta la mia solidarietà – ha detto il primo cittadino – Condanno con fermezza quanto accaduto, che rappresenta un dolore enorme per tutta la nostra comunità. Ci impegniamo quotidianamente a fornire modelli positivi, ora spero solo con tutto il cuore che il ragazzo ferito si salvi”.
A Ischgl, nel Tirolo austriaco, una persona è morta travolta da una valanga. Secondo il portale news del quotidiano Tiroler Tageszeitung, il distacco di neve è avvenuto con ogni probabilità già ieri nei pressi dell’impianto di risalita Pardatschgratbahn, ma è stato notato solo questa mattina dagli addetti al soccorso piste, che hanno immediatamente fatto scattare le operazioni di ricerca.
La vittima – Durante l’ispezione della massa nevosa è stata individuata una persona, per la quale, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Al momento non è ancora chiaro se altri sportivi siano rimasti coinvolti e le ricerche sul campo sono tuttora in corso. Il pericolo valanghe in zona attualmente è di grado 3 su 5, ma il vento in quota e le basse temperature possono incidere localmente notevolmente sul rischio slavine.
La persona è stata colpita alla gamba, è in ospedale e non è in pericolo di vita. Le autorità invitano alla calma. Trump: “Città pessima, via i somali e gli immigrati”
Tensione a Minneapolis – (Afp)
Un’altra sparatoria, da parte di un agente, a Minneapolis, dove nelle scorse ore un uomo è stato colpito alla gamba durante un controllo del “mirato” traffico, come ha reso noto il Dipartimento per la sicurezza interna. La sparatoria è avvenuta non lontano da dove, appena una settimana fa, un altro agente dell’ICE avevaucciso Renee Nicole Good, una donna che era a bordo della sua auto, scatenando nuovi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Secondo le autorità, l’uomo ferito è un cittadino venezuelano, considerato in seguito dagli agenti come presente negli Stati Uniti senza documenti validi. La sparatoria è avvenuta al termine di un inseguimento iniziato con un fermo di traffico: l’uomo avrebbe tentato di fuggire a piedi dopo aver perso il controllo del veicolo e, durante la fuga, avrebbe aggredito l’agente impegnato nell’arresto prima di essere colpito. Il Dipartimento per la sicurezza interna ha affermato che l’agente ha sparato dopo che alcuni membri delle forze dell’ordine sono stati aggrediti con una pala o una scopa mentre cercavano di controllare il traffico.
Le autorità di Minneapolis hanno chiesto la calma e hanno spiegato che l’uomo colpito dall’agente è stato ricoverato in ospedale con ferite apparentemente non mortali. “Comprendiamo che c’è rabbia – ha dichiarato l’amministrazione di Minneapolis -. Chiediamo alla popolazione di mantenere la calma“. Il capo della polizia ha chiesto alla folla di disperdersi, affermando che la manifestazione era diventata illegale e che i dimostranti avevano lanciato fuochi d’artificio, pietre e ghiaccio contro la polizia.
Trump: “Città pessima, via i somali e gli immigrati“ – Il presidente americano Donald Trump si è scagliato contro la città di Minneapolis, affermando che ”non c’è cibo, non c’è pulizia, non ci sono servizi, ma solo frode”. In un post condiviso su Truth Social Trump ha affermato che a Minneapolis ”le persone ricevono milioni di dollari dei soldi dei contribuenti e ridono di quanto siano stupidi gli americani, ma non accadrà più”. Trump ha ribadito la sua contrarietà alla comunità somala in particolare e gli immigrati in generale. ”Queste persone dovrebbero essere rispedite in Somalia o in qualsiasi altro Paese provengano”, ha aggiunto.
Il presidente americano non ha risparmiato ‘‘la California, New York, l’Illinois e molti altri posti che sono altrettanto pessimi”. Trump ha quindi concluso affermando che ‘‘è tutta una gigantesca truffa dei democratici, con la protezione dei media delle fake news, ma finirà perché noi renderemo l’America di nuovo grande”.
Sindaco Minneapolis: “Ice intollerabile, ma non reagiamo al caos di Trump con caos“ – “Andate a casa, non contrastiamo il caos di Donald Trump con il nostro caos“, ha detto il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey. “Non cadete nella trappola“, ha detto ancora il sindaco lodando “le migliaia” di dimostranti che hanno protestato pacificamente contro le azioni “disgustose” e “intollerabili” della polizia anti-migranti di Trump.
Anche il capo della polizia, Brian O’Hara, che ha dichiarato non autorizzato l’assembramento dopo il lancio di petardi, pietre e pezzi di ghiaccio contro i suoi agenti: “è già una situazione tesa e non abbiamo bisogno di un’ulteriore escalation“. Frey ha descritto poi “l’impossibile situazione” che sta vivendo il dipartimento di polizia di 600 agenti che si trova a fare i conti con il caos che stanno provocando i circa 3mila agenti federali schierati da Trump.
“Non è possibile essere in un posto nell’America di oggi in cui abbiamo due entità governative che sono letteralmente una contro l’altra“, ha aggiunto il democratico esprimendo la speranza che il ricorso presentato dal Minnesota possa fermare l’azione dei federali. “Allo stesso tempo, sono profondamente preoccupato dal fatto che non abbiamo tempo, questa è già la seconda sparatoria in una settimana, la gente è spaventata, l’atmosfera è tesa“, ja concluso, riferendosi alla morte di Renee Good, uccisa da un agente dell’Ice che ha sparato alla donna che stava monitorando un raid anti-migranti.