Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato la Turris Calcio (Girone C di Serie C) con l’esclusione dall’attuale campionato di competenza nonché con 3 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella prima stagione sportiva utile.La classifica del raggruppamento sarà nuovamente stravolta:l’esclusione della Turris e in precedenza quella del Taranto porta all’annullamento dei risultati e al ricalcolo della graduatoria, che modifica il volto del campionato a poche giornate dalla fine della Regular Season.
VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE– La società campana di Torre del Greco era stata deferita lo scorso 5 marzo a seguito di segnalazioni della Covisoc per una serie di violazioni di natura amministrativa. Un’altra società che dunque saluta prematuramente la stagione e la categoria, dopo il Taranto: adesso resta solo una retrocessa da decretare, con il playout tra terzultima e quartultima, al momento Messina-Casertana. LA NUOVA CLASSIFICA – Questa la nuova classifica, dopo la doppia esclusione di Turris e Taranto:
Cederà il posto a un’arena avveniristica da 100.000 posti che supererebbe per capienza quella di Wembley
L’Old Trafford spegnerà presto i riflettori per riaccendersi di nuova luce.Il ‘Theatre of Dreams’, palcoscenico calcistico di mille battaglie e mille storie, cederà il posto ad un ‘gigante’ che, sulle ceneri del luogo più iconico del calcio europeo e mondiale, è pronto in tutta la sua magnificenza ad ad abbracciare di passione tutti i tifosi innamorati del pallone. Pur tradendo un velo di malinconia, il Manchester United ha svelato oggi i piani per costruire il ‘più grande’ stadio di calcio del mondo, un’arena avveniristica da 100.000 posti che supererebbe per capienza quella di Wembley. E non solo. Secondo i piani, lo storico club inglese ha reso noto sul proprio portale quello che era nell’aria da tempo, ovvero la scelta di costruire il nuovo impianto nell’area del suo iconico Old Trafford.
Jim Ratcliffe su Old Trafford: “E’ rimasto indietro rispetto alle migliori arene dello sport mondiale” – “Il nostro attuale stadio ci ha servito brillantemente negli ultimi 115 anni, ma è rimasto indietro rispetto alle migliori arene dello sport mondiale”, ha affermatoil comproprietario Jim Ratcliffe. “Costruendo accanto al sito esistente, saremo in grado di preservare l’essenza di Old Trafford, creando al contempo uno stadio davvero all’avanguardia che trasformerà l’esperienza dei tifosi a pochi passi dalla nostra storica casa”, ha aggiunto. Lo United non ha fatto sapere quanto costerebbe lo stadio, né ha rivelato una tempistica per il suo completamento. Il miliardario britannico Ratcliffe ha pagato 1,3 miliardi di dollari per una quota iniziale del 25% dello United l’anno scorso e di un nuovo stadio ha fatto una delle sue priorità. Tempo addietro era stata presa in considerazione la possibilità di riqualificare Old Trafford, uno degli stadi più iconici del calcio, ma una costruzione completamente nuova è stata alla fine l’opzione preferita. “Oggi segna l’inizio di un viaggio incredibilmente emozionante verso la consegna di quello che sarà il più grande stadio di calcio del mondo”, ha sottolineato Ratcliffe con enfasi.
Lo United vuole che la sede faccia parte di un progetto più ampio per rigenerare l’area circostante di Old Trafford, che varrebbe 7,3 miliardi di sterline (9,4 miliardi di dollari) per l’economia del Regno Unito. Il governo britannico ha già espresso il suo sostegno al progetto, anche se non si conoscono i dettagli su come verrà finanziato. Una delle certezze è che l’architetto britannico Norman Foster è stato nominato progettista.
Wembley è attualmente lo stadio più grande del Regno Unito, con una capienza di 90.000 persone, ed è la sede della nazionale di calcio inglese. Twickenham, che ospita la nazionale di rugby, può ospitare 82.500 persone. L’Old Trafford è lo stadio di calcio più grande del paese, con una capienza di poco più di 74.000 persone, ma è datato rispetto a quelli come il Tottenham Hotspur Stadium di Londra, che ospita regolarmente le partite della Nfl.
“Il nostro obiettivo a lungo termine come club è di avere la migliore squadra di calcio del mondo che gioca nel miglior stadio del mondo”, ha affermato l’amministratore delegato dello United, Omar Berrada. Lo storico allenatore dei Red Devils, Alex Ferguson, ha affermato che il club “deve essere coraggioso e cogliere questa opportunità per costruire una nuova casa, adatta al futuro, dove si possa scrivere una nuova storia”. Magari ancora più leggendaria L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo che migliaia di tifosi dello United hanno marciato per protestare contro la proprietà del club di fronte ai tagli ai costi, all’aumento dei prezzi dei biglietti e agli scarsi risultati sul campo. Lo United è di proprietà della famiglia americana Glazer, che possiede anche i Tampa Bay Buccaneers della Nfl. Dopo l’investimento, Ratcliffe ha giurato di riportare il club al vertice del calcio europeo dopo più di un decennio dall’ultima vittoria in Premier League. Operazione al momento non facile. Ma il suo primo anno alla guida è stato turbolento.
Lo United ha sopportato la sua peggiore stagione di sempre in Premier League l’anno scorso ed è sulla buona strada per stabilire un altro risultato ‘minimo’ in questa stagione, con la squadra che attualmente langue nella metà inferiore della classifica. Un nuovo stadio, magnifuicente, però è una delle soluzioni per ridare pieno slancio e ricominciare a sognare in grande.
Martedì 11 marzo 2025
Manchester, addio Old Trafford: sarà demolito per costruire un nuovo stadio da 100mila posti
Lo ha ha annunciato Jim Ratcliffe, l’azionista di riferimento del Manchster United. Al suo posto nascerà un impianto futuristico, il più grande del Regno Unito che che dovrà diventare “quello che la Tour Eiffel è per Parigi”. Ecco il progetto
Giù il sipario. Old Trafford, il Teatro dei Sogni dove gioca il Manchester United, sarà presto demolito per spazio a un nuovo, futuristico impianto da 100.000 posti che dovrà diventare “quello che la Tour Eiffel è per Parigi” ha annunciato Jim Ratcliffe, l’azionista di riferimento dei Red Devils. Il nuovo impianto verrà costruito accanto a quello vecchio, che lo United usa dal 1910, per “preservarne lo spirito“, ma vuole diventare un simbolo di modernità e “uno degli stadi più belli e funzionali del mondo” come ha detto Ratcliffe, che spera di completare i lavori in cinque anni anche se secondo stime meno ottimistiche potrebbero volercene almeno sette.
IL PROGETTO – Il nuovo maxi stadio, destinato a diventare il più grande d’Inghilterra (Old Trafford, che ha una capienza di 74.140 posti, è lo stadio più grande della Premier), costerà circa 2,4 miliardi di euro che lo United intende finanziare senza l’aiuto governativo, anche se sarà il gioiello di un progetto statale già approvato di riqualificazione dell’intera zona in cui sorge oggi il Teatro dei Sogni: l’intero progetto dovrebbe creare fino a 92.000 posti di lavoro e aggiungere 8,65 miliardi di dollari l’anno all’economia britannica, con un aumento di 1,8 milioni di visitatori l’anno nella zona dove attualmente sorge Old Trafford. Foster e Partners, lo studio di architettura a cui è stato affidato il progetto, ha pensato un impianto semi coperto, con tre piloni per sostenere la copertura di campo, tribune e della zona circostanze, ispirato al tridente che si trova nel logo del club: i piloni saranno alti 200 metri e saranno visibili a 30km di distanza. La piazza pubblica attorno allo stadio sarà “grande due volte Trafalgar Square“, ha ricordato Foster e Partners.
LE RAGIONI – Fin da quando un anno fa ha preso il controllo dello United Ratcliffe si è concentrato sulla situazione dello stadio.Old Trafford non viene toccato dal 2006 e cade a pezzi: è infestato dai topi, che ormai fanno anche capolino in campo durante le partite, e ogni volta che piove (e a Manchester succede spesso) si trasforma in una sorta di piscina, con infiltrazioni così importanti che almeno una conferenza stampa post-partita quest’anno è stata interrotta per una cascata d’acqua in sala stampa.Ineos ha commissionato due piani: uno per il restauro di Old Trafford, operazione che sarebbe costata 1,78 miliardi di euro, e uno per la costruzione di un avveniristico nuovo impianto. Ha vinto, dopo consultazione popolare, la seconda ipotesi. “Il nostro stadio attuale ci ha servito bene per 115 anni, ma non regge più il confronto coi migliori impianti del mondo – ha detto Ratcliffe -. Costruendo il nuovo stadio accanto a quello vecchio saremo in grado di preservare l’essenza di Old Trafford mentre costruiamo un nuovo impianto all’avanguardia che trasformerà il modo in cui i tifosi vivono il calcio“.
Il giornalista è deceduto a Milano venerdì scorso presso l’unità coronarica dell’ospedale Niguarda
Giovanni e Gino Paoli – Facebook e Ipa
È morto a Milano, all’età di 60 anni, Giovanni Paoli, giornalista e figlio del celebre cantautore Gino Paoli. Colpito da un infarto, si èspento venerdì 7 marzo presso l’unità coronarica dell’ospedale Niguarda.
Nato a Genova nel 1964 dal matrimonio tra Gino Paoli e la sua prima moglie, Anna Fabbri, Giovanni ha dedicato la sua vita al giornalismo. Da giovane, aveva anche seguito le orme artistiche del padre, suonando nella band che lo accompagnava durante i concerti.
Gino Paoli, che quest’anno compirà 91 anni, ha avuto altri tre figli da diverse relazioni: Amanda Sandrelli, nata anche lei nel 1964 dalla relazione con l’attrice Stefania Sandrelli, Nicolò (1980) e Tommaso (1992), nati dal matrimonio con l’attuale moglie Paola Penzo, sposata nel 1991
L’incidente coinvolge una petroliera americana che trasportava greggio per esercito americano e un cargo portoghese
Collisione nel Mare del Nord tra una petroliera e una nave cargo. L’allarme è stato dato poco prima delle 10 ora locale, le 11 in Italia, al largo dell’East Yorkshire all’altezza di Hull nel Regno Unito. A darne notizia è la Bbc, riportando quanto riferito dalla Guardia costiera britannica che parla di un incendio a bordo con l’intervento di un elicottero e diversi mezzi di salvataggio. Altre fonti parlerebbero di fiamme anche sull’altra imbarcazione.
L’incidente ha visto coinvolta una petroliera battente bandiera Usa, la Mv Stena Immaculate, gestita dall’azienda della logistica americana Crowley e di proprietà della svedese Stena Sphere, controllata dalla famiglia Olsson. Secondo quanto scrive la Bbc, la Stena Immaculate, salpata da Agio Theodoroi, in Grecia, e diretta a Killingholme, nel Regno Unito, è una delle dieci petroliere indicate dal governo americano per il trasporto di greggio alle forze armate durante conflitti o nei casi di emergenza nazionale.
L’altra imbarcazione, dai primi riscontri, sarebbe il mercantile portoghese Solong, diretto in Olanda. Si rischia il disastro ambientale.
E’ successo a Motta di Livenza la sera dell’8 marzo durante una gara di basket tra la pallacanestro Motta e il Feltre. La diciottenne offesa fa parte della sezione di Padova, ha mandato le squadre negli spogliatoi. La società prende le distanze. Il presidente Zaia chiede il daspo per la spettatrice
«Cosa ci fai qui l’8 marzo? Vai a fare la prostituta, vai a casa».
Questi gli insulti che si è sentita rivolgere un arbitro donna 18enne, durante una partita di basket nel Trevigiano. Ad urlarle le offese dalla tribuna del palazzetto diMotta di Livenza la madre di uno dei giocatori che si trovavano sul parquet.
La giovanissima direttrice di gara, della sezione arbitrale di Padova, dopo essere scoppiata in lacrime, ha mandato le squadre negli spogliatoi, sospendendo la gara. La partita è ripresa una ventina di minuti più tardi, con la vittoria dei locali sugli avversari di Feltre (Belluno).
L’autrice degli insulti, una ultrà della squadra locale, alla fine è stata identificata. Resta da capire se la giovane arbitra deciderà o meno di fare denuncia per le fresi sessiste rivoltele dalla donna.
La società prende le distanze – Questo il comunicato ufficiale firmato dal presidente della Pallacanestro Mossa Asd, Gianni Granzotto.
«La Pallacanestro Motta Asd prende fermamente le distanze da quanto accaduto durante la partita della categoria DR1 sabato sera presso il nostro palazzetto e si dissocia da qualsiasi comportamento irrispettoso o offensivo che possa essere stato rivolto nei confronti della coppia arbitrale.
La nostra società, da sempre impegnata nella promozione dei valori dello sport, dell’inclusione e del rispetto, conta nel proprio organico sia allenatrici che atlete, che militano in diverse categorie. Inoltre, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, nei giorni 8 e 9 marzo, abbiamo organizzato eventi e manifestazioni mirate alla sensibilizzazione su tematiche di rispetto e parità di genere.
A conferma del nostro impegno per un ambiente sportivo sano ed educativo, siamo stati i primi nella provincia di Treviso a lanciare il progetto “Me Gusta Fare l’Arbitro“, accompagnato dallo slogan “Se fossi tuo figlio, mi urleresti contro?”, un’iniziativa che ha come obiettivo la tutela e il rispetto degli arbitri, figure fondamentali per il corretto svolgimento delle competizioni.
Per questi motivi, ribadiamo la nostra netta condanna verso qualsiasi comportamento scorretto e ci impegniamo ad approfondire quanto accaduto per verificare l’effettiva dinamica dei fatti. Solo dopo aver acquisito tutti gli elementi necessari, valuteremo eventuali provvedimenti da adottare.
È doveroso sottolineare che sabato 8 marzo sera erano presenti sugli spalti tifosi di entrambe le squadre, sia della Pallacanestro Motta che del Feltre. Invitiamo pertanto tutti coloro che assistono alle partite a mantenere sempre un atteggiamento rispettoso nei confronti di arbitri, avversari e di chiunque viva il nostro sport con passione e dedizione.
Confidiamo nel senso di responsabilità di tutti affinché episodi simili non abbiano mai spazio nel mondo della pallacanestro».
Il presidente Zaia chiede il daspo – «Se un giovane arbitro donna viene fatta segno di insulti sessisti da parte di un’altra donna, significa che dobbiamo prendere atto con sconcerto che ci sono situazioni nelle quali non esiste più nemmeno la vergogna. Si vergogni invece chi ha profferito quelle offese e sia orgogliosa di sé stessa la giovane arbitra alla quale va tutta la mia solidarietà. Quanto alla colpevole degli insulti, per lei mi auguro il daspo», così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in relazione al brutto episodio accaduto nel palazzetto a Motta di Livenza.
«Episodi di questo genere», aggiunge Zaia, «fanno parte di quell’ambito della vita quotidiana nel quale ancora non si è riusciti a eradicare l’aggressività, la violenza, verbale o fisica. Il peggio del peggio è accaduto a Motta, dove insulti sessisti sono stati rivolti ad una donna a un’altra donna. Forza Alice – conclude Zaia– hai dimostrato carattere e resilienza. Continua a coltivare la tua passione con orgoglio e con l’augurio di vederti fischiare su campi di categorie superiori».
Maxi multe fino a 90mila euro: denunciati 15 datori di lavoro e sospese due aziende
Nelle ultime settimane i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno condotto un’intensa attività ispettiva nella provincia diVenezia, riscontrando diverse irregolarità che hanno portato a diverse sanzioni.
Indagini e sanzioni – Le indagini si sono concentrate in diversi settori lavorativi, riscontrando diverse lacune in materia di sicurezza sul lavoro. Le verifiche hanno interessato: cantieri edili, esercizi commerciali, attività di ristorazione e imprese di trasporto. Nelle attività irregolari sono state riscontrate “gravi inadempienze” che hanno portato alla denuncia di 15 datori di lavoro e alla sospensione di due aziende. Inoltre, l’operazione dei Carabinieri ha portato a sanzioni amministrative per 15mila euro e all’elevazione di ammende per un totale di 75mila euro.
Uno dei motivi della sospensione delle due imprese sarebbe anche l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e la presenza di lavoratori non regolarmente assunti. Per quanto riguarda i 15 imprenditori, sono scattate le sanzioni per violazioni in materia disicurezza sul lavoro, tra cui l’omissione di visite mediche obbligatorie, la mancata formazione dei lavoratori e la carenza di misure di prevenzione contro i rischi professionali.
Nei cantieri edili, in particolare a Campagna Lupia e Camponogara, i Carabinieri hanno riscontrato diverse carenze nelle misure di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tra cui l’assenza di dispositivi di protezione individuale e di un’adeguata formazione per i lavoratori. Inoltre, hanno scoperto tre lavoratori in nero, di cui uno irregolare sul territorio italiano.
Nel settore della ristorazione, i controlli effettuati a Venezia, Portogruaro e Chioggia hanno portato alla scoperta di impianti di videosorveglianza non regolarmente autorizzati, la mancata formazione del personale in materia di primo soccorso e prevenzione degli incendi.
I controlli sul territorio di San Michele al Tagliamento, concentrati nel settore dell’autotrasporto, hanno riscontrato la mancanza degli estintori e delle cassette di primo soccorso a bordo dei mezzi, entrambi obbligatori per legge.
Allerta meteoper i prossimi giorni, con forti piogge e temporali in arrivo sull’Italia. Come riporta 3B Meteo, infatti, domenica sera si è aperta una lunga fase perturbata che abbraccerà tutta la settimana, con brevi intervalli in cui riprendere fiato. Le temperature diminuiranno solo in relazione alle piogge che saranno anche intense e persistenti. Ciò vuol dire che la neve cadrà in montagna prevalentemente sulle Alpi e solo a quote medie o medio alte.
Dove pioverà di più? Sulle regioni settentrionali, quelle centrali tirreniche e solo una parte del Sud, probabilmente non oltre Sardegna e Campania.
Le previsioni meteo di oggi, lunedì 10 marzo – Nella giornata di oggi, lunedì 10 marzo, continuiamo a vedere gli effetti della perturbazione giunta sulla Penisola domenica sera, ancora in transito. Per questo, avremo instabilità al Nord, sulle regioni centrali tirreniche e sull’alta Campania. Più a Sud i fenomeni saranno solo occasionali. Neve sulle Alpi a quote medie (1300/1500m). Le temperature saranno in lieve calo al Centro Nord, ancora molto miti al Sud.
Le previsioni meteo di martedì 11 marzo – Nella giornata di martedì è atteso il transito di un fronte atlantico e il sopraggiungere di un altro. I fenomeni più incisivi sono previsti al Nordovest e sulla fascia centrale tirrenica fino alla Campania. La neve cadrà sulle Alpi a quote medie (1300/1400m), a quote alte in Appennino. Si assisterà invece ad una maggiore variabilità all’estremo Sud con schiarite anche ampie. Le temperature non subiranno variazioni significative salvo un possibile ulteriore aumento al Sud.
Allerta meteo: dove e quando – Codice giallo per temporali e rischio idrogeologico su gran parte della Toscana dalle ore 22 di domenica 9 marzo, alle 12 di lunedì 10 marzo. L’allerta è stata emessa dalla sala operativa della Protezione Civile regionale in seguito alla perturbazione che interesserà la regione dal pomeriggio e sera fino alle prime ore della mattina di lunedì, accompagnata da venti forti di scirocco.
A causa delle forti piogge, in Liguria è scattata nel pomeriggio di ieri un’allerta Gialla per temporali per le zone centrali e quelle di levante. L’agenzia Arpal avverte che inizia «una settimana di passaggi perturbati anche sulla Liguria causati da un’area depressionaria attualmente sulla penisola iberica, in spostamento. Oggi, lunedì 10 marzo, tra notte e primo mattino ancora alta probabilità di temporali forti e/o organizzati. Seguirà una nuova successiva intensificazione dei fenomeni dal pomeriggio, con bassa probabilità di temporali forti.
L’Inter festeggia oggi 117 anni di una lunga storia di cui ha fatto parte anche Steven Zhang. L’ex presidente nerazzurro, alla guida del club sotto la gestione Suning prima dell’arrivo di Oaktree, non dimentica di mandare un messaggio al Biscione in questo giorno speciale: la story condivisa su Instagram a tinte nerazzurre è arricchita dal messaggio “endness love“. Perché per Steven si tratta di un “amore infinito“, nonostante le strade tra lui e la Beneamata si siano definitivamente divise lo scorso 22 maggio.
Dal suo approdo nel 2016, prima di diventare nel 2018 il più giovane presidente della storia dell’Inter a soli 26 anni, Zhang risulta il secondo presidente nerazzurro più vincente alle spalle di Massimo Moratti(che conta 16 trofei di cui 11 sotto la sua presidenza) e insieme ad Angelo Moratti: durante l’Era Zhang nella bacheca interista sono arrivati 7 trofei (2 scudetti, 2 coppe Italia, 3 supercoppe italiane) in 6 anni di presidenza, ma si ricordano anche le due amare finali di Champions ed Europa League.
L’intervento si è concluso questa notte: rogo vicino al canile
I vigili del fuoco nel Parco delle Groane
Incendio nel Parco delle Groane. Il rogo è divampato nelle tarda serata di sabato 8 marzo nella zona del canile di Cogliate. L’allarme è scattato attorno alle 22 e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Monza e Brianza con un’autopompa, due autobotti e due veicoli fuoristrada attrezzati per l’antincendio boschivo, oltre a 15 uomini provenienti da Lazzate. Bovisio Masciago e a Seregno Volontari.
Le fiamme, data la zona poco accessibile ai mezzi boschivi, sono state fronteggiate anche con badili, flabelli battifuoco e soffiatori. A supporto dei vigli del fuoco due squadre di volontari Aib (Antincendio boschivo) del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea con il dos (direttore delle operazioni di spegnimento). L’intervento si è concluso intorno all’una di questa mattina e i volontari si sono poi attivati per le attività di bonifica del terreno.
Si tratta di uno dei boschi più estesi del Parco, un’area particolarmente fragile e da preservare. Ma grazie alle operazioni di soccorso l’incendio, che ha interessato circa due ettari di bosco, è stato circoscritto evitando che le fiamme si propagassero ulteriormente.
Restano ancora da quantificare l’estensione dell’incendio e i danni causati. La zona interessata non è molto distante dal canile di Cogliate, dove si è posizionata una squadra di vigili del fuoco per evitare che l’incendio potesse raggiungere la struttura, e le fiamme erano visibili dalle case.
L’incendio nel Parco delle Groane
Domenica 09 marzo 2025
Fiamme in un magazzino di Voghera Est, intossicati quattro dipendenti
È il negozio Enjoy, una decina di clienti sono fuggiti quando hanno visto il fumo. Vigili del fuoco impegnati per alcune ore
Sono arrivate squadre di vigili del fuoco da tutta la provincia per spegnere le fiamme nel magazzino Enjoy
VOGHERA – Un guasto all’impianto elettrico potrebbe essere alla base del vasto rogo che ieri (sabato) alle 18 ha interessato il market “Enjoy” di via Piacenza a Voghera, nella zona commerciale di Voghera Est al confine con Montebello. Un rogo che è partito dal magazzino che si trova in una parte sottostante rispetto allo spazio espositivo. In pochi minuti il negozio, un bazar dove si vendono vari generi commerciali e dove c’erano una decina di clienti che sono usciti indenni.
Ci sono quattro intossicati, lievi, tra il personale: sono stati soccorsi dal 118 sul posto e sono alcuni portati per accertamenti al pronto soccorso di Voghera. Le fiamme poi, quando non c’era più nessuno all’interno, hanno avvolto anche diverso materiale che era nel negozio. Sul posto sono arrivati pompieri da tutta la provincia da Voghera, Pavia, Vigevano,Robbio e Mede.Le operazioni di spegnimento ieri sera erano ancora in corso, l’incendio è stato domato verso le 20. I danni sono ingenti.
Il racconto – Un muro di fumo nero, denso, che avanzava da dietro la cassa: se lo sono trovato di fronte all’improvviso, mentre curiosavano tra gli scaffali, una decina di clienti del negozio Enjoy di via Piacenza, che ieri nel tardo pomeriggio si trovavano dentro mentre un incendio si sviluppava nel suo piano interrato. Al grido allarmato dei dipendenti (quattro dei quali, due uomini e due donne rispettivamente di 30, 49, 25 e 48 anni, sono stati portati all’ospedale) gli avventori si sono precipitati nel parcheggio e hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco, preoccupati che all’interno fosse rimasto qualcuno. Per fortuna, però, non era così: tutti erano riusciti ad uscire in tempo, prima che l’aria diventasse irrespirabile.
Il negozio, situato nel pieno della zona commerciale tra Voghera e Montebello della Battaglia (tra lo shopping center Voghera Est e l’Iper, proprio di fronte a Pittarello) ha preso fuoco in piena ora di punta, su una delle strade più trafficate della zona.
Due ore per spegnere le fiamme – Sul posto, oltre i vigili del fuoco, le autombulanze, i carabinieri e la polizia locale, che insieme hanno lavorato per spegnere l’incendio (sono stati utilizzati gli idranti nel parcheggio del vicino Pittarello) e per dirigere il traffico, rallentato dai curiosi che si sono fermati ad assistere alla scena in piccoli capannelli.
Presenti sul posto, ad assistere alle operazioni, anche i proprietari dell’edificio. Per riuscire a domare le fiamme, che a quanto pare si sono sviluppate all’interno del magazzino sotterraneo, ci sono volute due ore: i pompieri hanno dovuto far passare le pompe dalle finestre collocate al livello della strada, tagliando le grate anti-intrusione.
Una volta spento l’incendio, però, il lavoro dei soccorritori non è finito: hanno dovuto calarsi all’interno per verificare la situazione e controllare la stabilità della struttura.
Un clima sempre più teso, fischi contro i giocatori e cori contro la dirigenza. E in molti abbandonano lo stadio a metà secondo tempo
Una sconfitta durissima, che potrebbe lasciare conseguenze pesanti. Lo storico 0-4 rifilato dall’Atalanta alla Juve in casa potrebbe essere il punto di non ritorno nel rapporto tra la squadra bianconera e il suo pubblico. La contestazione dei supporters juventini (prima la Curva Sud poi anche il resto dello stadio) è stata fortissima, con la maggior parte di loro che hanno abbandonato lo stadio al 77’, quando Lookman ha segnato il gol del poker bergamasco.
JUVE SUBITO CONTESTATA – Che non sarebbe stata una serata semplice nel rapporto tra la squadra di Motta e i suoi tifosi lo si era capito ben presto. Non tanto al fischio d’inizio, quando si è cominciato a giocare in un clima silenzioso da teatro, quanto al 29’ quando il rigore realizzato da Retegui ha ridato vigore alla contestazione degli ultras juventini, iniziata nello scorso weekend prima e durante la partita contro il Verona e sostanzialmente solo sospesa dopo il successo contro i gialloblù. Già pochi minuti dopo la rete dell’italo argentino dal cuore pulsante del tifo bianconero si sono alzati cori di contestazione contro la dirigenza e la squadra, fin lì un contesto anche stonante rispetto a una partita ancora in bilico e a una classifica che vede ancora la Juve in linea con l’obiettivo minimo stagionale. La prestazione dei giocatori bianconeri nella ripresa (nessun segno di reazione) ha contribuito a rendere il clima sempre peggiore, fino al gol del 4-0, che ha convinto molti tifosi juventini a tornare a casa in anticipo. A fine gara, mentre i pochi supporters rimasti fischiavano sonoramente, Locatelli ha provato a trascinare i compagni sotto la Curva Sud ormai desolatamente semivuota, ma, giunto poco oltre la metà campo, dopo un breve colloquio con Di Gregorio, ha desistito.
Lunedì 10 marzo 2025
Zona Champions a rischio, la Juventus crolla in Borsa: titolo giù del 5%
Il titolo del club bianconero ha risentito dello stop subito dalla formazione di Thiago Motta. Ora la Lazio può guadagnare la quarta posizione.
La Juventus torna al centro dell’attenzione di Piazza Affari questa mattina dopo la pesante sconfitta maturata nella serata di ieri della squadra bianconera. La formazione guidata da Thiago Motta è stata battuta con un netto 4-0 dall’Atalanta, subendo così uno stop importante nella corsa per la conquista del quarto posto, valido per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.
L’avvio delle contrattazioni per le azioni della Juventus in Borsa è stato così da profondo rosso, nonostante l’apertura positiva del FTSE MIB(+0,20%). Il titolo del club bianconero ha fatto registrare un calo del 5% a inizio seduta, a quota 3,115 euro, cedendo così tutti i guadagni conquistati nel corso della settimana passata.
L’inizio negativo riduce la crescita del titolo bianconero ottenuta nel 2025 a +3%, mentre negli ultimi 12 mesi la performance fa segnare un +22%. In caso di successo della Lazio questa sera, nel posticipo contro l’Udinese, la Juve si troverebbe al quinto posto e attualmente fuori dalla zona Champions, in attesa di capire se l’Italia potrà ancora sperare nel posto extra.
Già responsabile delle pagine sportive del Giornale, volto popolarissimo delle tv private, aveva 78 anni. Storici i suoi duetti con Tiziano Crudeli
Elio Corno (Milano, 25 aprile 1946 – 9 marzo 2025) è stato un giornalista italiano.
Quella di Elio Corno era una voce popolare, popolarissima. E non solo per i tifosi dell’Inter, la squadra di cui era tifoso e a cui ha dedicato largamente la propria carriera.
Elio Corno, chi era il giornalista scomparso – Giornalista appassionato, sostenitore fervente dei nerazzurri, Corno, nato a Milano il 25 aprile del 1946, avrebbe compiuto quest’anno 79 anni. Era stato caporedattore alla Gazzetta dello Sport e a lungo caporedattore dello sport del quotidiano Il Giornale, il suo volto è poi diventato popolare, popolarissimo, sulle tv locali: una presenza costante, dal Processo del lunedì alla seguitissima Qui studio a voi stadio, su Telelombardia, dove commentava in diretta le partite dei nerazzurri. Memorabili i duetti con il tifoso milanista Tiziano Crudeli, quasi un suo alter ego a tinte rossonere sul piccolo schermo. Gli sfottò reciproci, gli scherzi e le battute, costituivano un teatro divertente e coinvolgente per il pubblico a casa che si schierava sulle stesse posizioni quasi continuando idealmente fuori dallo schermo quel battibecco.
L’addio del collega Giambruno – A dare l’annuncio della scomparsa di Corno, il collega Alberto Giambruno, telecronista di 7Gold, l’emittente che tanto spesso aveva ospitato i suoi interventi: “La serata si chiude con una notizia che non avremmo mai voluto dare. Mai mai mai. Ci lascia Elio Corno. Un consigliere. Uno stimatissimo professionista. Un amico”.
La serata si chiude con una notizia che non avremmo mai voluto dare. Mai mai mai.
Ci lascia Elio Corno. Un consigliere. Uno stimatissimo professionista. Un amico.
Elio Corno, i libri – Raccontano il suo impegno di penna brillante anche i due libri firmati da Corno: “Il vangelo del vero anti-milanista” e “Cara Inter”. Negli ultimi anni aveva trovato anche sui social spazi espressivi a cui affidare i propri commenti: monologhi su Instagram che diventavano rapidamente virali tra i sostenitori interisti (e non solo) e contribuivano a fare opinione intorno alla squadra.
I quattro sono deceduti per un glioblastoma di IV grado, che solitamente ha un’incidenza di 4 casi ogni 100mila persone. Casi simili anche in Emilia-Romagna
Quattro pompieri in servizio ad Arezzo, tutti deceduti a causa dello stesso tumore cerebrale raro. Una coincidenza che ha fatto sorgere nei familiari più di un dubbio, e che ha portato la Direzione centrale per la Salute del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ad aprire un’indagine interna. Il sospetto, riporta Il Messaggero, è che ci possa essere un collegamento tra le malattie contratte dai quattro vigili del fuoco e i materiali utilizzati durante le operazioni di spegnimento delle fiamme.
La malattia rara e i sospetti sulle tute – Glioblastoma di IV grado, una malattia con un’incidenza di circa 4 casi ogni 100mila abitanti e che ad Arezzo, o meglio nella caserma dei vigili del fuoco della città toscana, conta già 4 decessi su un totale di 200 persone. Tre residenti ad Arezzo, uno umbro ma che aveva lavorato proprio nella città della Toscana meridionale. Principali sospettate, se si dovesse verificare la correlazione tra il tumore e la professione dei quattro, sono le sostanze perfluoroalchilice, dette Pfas,che sono presenti nelle tute ignifughe e nelle schiume antincendio utilizzare dai pompieri. Casi simili sono stati segnalati anche in diverse zone dell’Emilia-Romagna, dove alcune università (insieme ad altri atenei toscani) condurranno delle analisi per studiare approfonditamente gli effetti delle sostanze Pfas sulla salute umana.
L’insulto è stato scritto davanti la scuola del figlio di Carlo Calenda che, attraverso i propri canali social, ha subito replicato
“Calenda infame”. L’insulto, rivolto al leader di Azione ed ex candidato sindaco di Roma, non è stato scritto su un muro qualsiasi della città.
Il commento di Carlo Calenda – Il travertino su cui l’offesa è stata disegnato è quello che si trova davanti ad un luogo che, il parlamentare, ha immediatamente riconosciuto. “Questa scritta è comparsa davanti all’ingresso della scuola di mio figlio” ha fatto sapere Carlo Calenda, postando la relativa foto sul proprio canale Instagram.
La reazione del politico non si è esaurita così. Nel commentare lo scatto, Caltenda ha aggiunto: “Vorrei segnalare all’infame vigliacco che l’ha fatta che io lavoro a corso Vittorio Emanuele II, 21. Vado in ufficio a piedi e non ho la scorta – ha precisato il leader di Azione – Può serenamente venire a dirmi in faccia ciò che pensa”.
Le reazioni al post – L’immagine, pubblicata intorno alle 11.30, ha già ricevuto migliaia di reazioni. Tra i commenti più apprezzati, con quasi 700 like, figura quello di Roberto Saviano che ha espresso la propria solidarietà. Tra i commenti anche quello di Cristina Comencini: “Ci devono solo provare” ha dichiarato la regista che è anche la madre del leader di Azione. Tra i primi a commentare il capogruppo di Azione e segretario romano Alessio D’Amato. “Desidero esprimere, a nome della comunità romana di Azione, la solidarietà al segretario Carlo Calenda per il gesto vile, fatto peraltro davanti alla scuola del figlio – ha scritto D’Amato – Non fermeranno certo l’impegno per un’Europa libera e forte, anzi gli sforzi saranno raddoppiati”.
Lancio di oggetti e fumogeni in campo e la partita viene sospesa. Anche perché un calciatore è stato colpito da una bottiglietta. E’ successo nel derby tra Fasanoe Brindisi al Curlo. Al 38′ del secondo tempo, con il Fasano in vantaggio per 2-0, i sostenitori del Brindisi(sono in 180) hanno iniziato a contestare la propria squadra, che sembra ormai condannata all’Eccellenza.
Lancio di oggetti e fumogeni, una bottiglietta ha colpito il difensore del Fasano Onraita. E da qui la decisione di Artini di Firenze di sospendere la partita, nonostante il tentativo della squadra biancazzurra di conciliare col proprio pubblico.
La partita è poi ripresa dopo circa mezzora di fermo. Ma anche in questo caso lancio di oggetti in campo: l’arbitro, così, decide di fischiare la fine definitivamente.
Nel post-gara alcuni sostenitori ospiti sono riusciti a sfondare il cancello che delimita la zona del settore a loro riservato e si sono riversati per strada. E’ intervenuta la Polizia.
Un messaggio sul cellulare che ci avvisa di una grossa spesa fatta dal nostro conto Intesa Sanpaolo e un numero da chiamare per bloccare subito il pagamento, ecco la “nuova” truffa. Naturalmente la vera Intesa Sanpaolo non c’entra nulla, ma si tratta di phishing: messaggi esca, via sms, email o WhatsApp per rubare le nostre informazioni e accedere ai nostri conti.
Come funziona la truffa della finta Intesa Sanpaolo – Tutto comincia con il solito messaggio che sembra arrivare dalla nostra banca. É un caso di smishing, phishing attraverso gli sms invece che le e-mail.
Nel messaggio, che spesso compare proprio nella chat reale con la nostra banca grazie alla tecnica dello spoofing, la finta banca comunica che un pagamento molto corposo è stato appena effettuato dal nostro conto corrente. Un pagamento di cui noi, naturalmente, non sappiamo nulla.
Nei messaggi di phishing ci sono sempre link da cliccare o numeri di telefono da chiamare, come in questo caso: la finta banca dice di telefonare per verificare il pagamento.
Attenzione!Non clicchiamo mai su nessun link e non richiamiamo mai, la nostra banca non ci chiederebbe mai così i nostri dati o la verifica di un pagamento.
La finta chiamata WhatsApp – Alla vittima che cade nel tranello e chiama il numero indicato nel messaggio risponde, naturalmente, uno dei truffatori.
La prima cosa che ci viene chiesta è se usiamo l’app della banca, perché attraverso i canali ufficiali del nostro istituto di credito possiamo facilmente vedere tutti i reali movimenti del nostro conto e renderci conto immediatamente di una truffa.
A quel punto il truffatore fa una cosa che nessuna banca farebbe mai: una videochiamata WhatsApp che, ci assicura, è una chiamata per fare unaverifica di sicurezza.
Al malcapitato che dovesse accettare la videochiamata, in cui naturalmente non vedrà nessuno, i cybercriminali chiedono di condividere lo schermo dello smartphone. É così che guidano la vittima fino a farle fare un bonifico in loro favore, facendolo passare per la revoca di quell’ingente pagamento di cui ci avevano avvisato nel messaggio, o fino a carpire le sue credenziali per accedere al conto corrente.
Cosa fare per non cadere nella truffa – A volte può essere difficile riconoscere una truffa, perché le chiamate, le mail o i messaggi sembrano provenire proprio dalla nostra banca o da un numero che abbiamo salvato in rubrica!
Ma possiamo difenderci dalle truffe con qualche semplice accorgimento:
Non clicchiamomai su link contenuti nelle e-mail o negli sms, perché ci porteranno su un sito clone dove ci verrà chiesto di inserire i nostri dati
Non rispondiamo mai ad un sms o al telefono a chi ci chiede password o qualsiasi altra credenziale di sicurezza dei nostri conti. La nostra banca non userà mai queste modalità per contattarci
Non forniamo mai dati sensibilicome il PIN della carta, i numeri di conto o codici OTP, la nostra banca non ne ha bisogno
In caso di dubbio, riagganciamo e contattiamo i numeri ufficialidel servizio clienti o direttamente la nostra filiale.
Molti utenti non hanno potuto finalizzare le transazioni sia online sia con i pos
Pagamenti rifiutati oggi, 9 marzo, per centinaia di possessori di carte di credito del circuito Mastercard. Disagi sono stati segnalati sia per le transazioni online sia per quelle con i pos.
Mastercard down oggi 9 marzo – “Pagamento rifiutato” è il messaggio visualizzato da molti utenti. Le segnalazioni sono arrivate da tutto il mondo, Italia inclusa. Secondo il sito downdetector il picco dei disagi si è avuto intorno alle 10. Sembra siano soprattutto acquirenti in Regno Unito, Giappone e Australia a essersi imbattuti nell’intoppo.
A Roma.Ragazza,’frasi sessiste, fa male.Poteva essere mio padre’
Un’arbitra di 16 anni è stata insultata sul campo di calcio dell’Achillea Talenti a Roma, mentre dirigeva una partita tra la squadra di casa e la Grifone Gialloverde, dal padre di uno dei calciatori ospiti: “Questa è femmina, non capisce un c… – si sente tra l’altro in un video finito sui social – Poi dice che uno è sessista, che fa il sessismo. – Ma come fa una femmina… non s’è mai vista…“. La vicenda, avvenuta lo scorso 23 febbraio, è stata raccontata dall’edizione romana del Corriere della Sera. L’uomo aveva iniziato una sorta di telecronaca in diretta YouTube della partita che stava seguendo, criticando in modo acceso le decisioni dell’arbitra. Sugli spalti però, vicino a lui, c’era il padre di un giocatore dell’Achillea che ha sentito tutto e ha registrato gli insulti, fino a che non ha affrontato l’altro padre sgridandolo per il linguaggio inaccettabile. Poi ha pubblicato sui social una clip con le frasi più offensive: “Non ho pensato alle conseguenze, ho solo pensato che certi atteggiamenti vanno mostrati – ha detto – così da far capire a tutti che non ci si può passare sopra. Io ho una figlia, e non posso non pensare che se lei ascoltasse certi insulti ne uscirebbe devastata“. L’altro, riporta sempre il quotidiano, ha chiesto poi scusa con un post. Il Corriere ha inoltre intervistato la giovane arbitra, che studia in un liceo classico della Capitale: “Ho provato rabbia, amarezza e delusione – dice – Tuttavia non ne sono rimasta sorpresa. Nei campi capita di tutto a me e ai miei colleghi maschi, impari a lasciare correre. Di certo questa volta gli insulti hanno colpito maggiormente perché espliciti e di natura sessista, soprattutto provenendo da un signore che potrebbe essere mio padre”.
La gara, inizialmente in programma alle 21, è posticipata a data da destinarsi a causa della scomparsa del dottor Carles Minarro Garcia: lo ha comunicato il club sui propri social
Barcellona-Osasuna non si gioca ed è rinviata a data da destinarsi. La decisione è stata presa dalla Liga in accordo coi due club a causa della morte improvvisa di Carles Miñarro Garcia, medico sociale del club blaugrana. Questo il testo del comunicato diffuso dal Barcellona pochi minuti prima delle 21, quando era previsto il fischio d’inizio della gara: “La Giunta Direttiva e tutti i dipendenti del club desiderano esprimere le loro più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici del dottor Carles Miñarro Garcia e condividere i loro sentimenti in questo momento difficile“.
CHI ERA Carles Miñarro Garcia – La scomparsa del dottore a poche ore dall’inizio della gara ha evidentemente scosso i giocatori blaugrana, che hanno subito spinto per il rinvio. Carles Miñarro Garcia aveva 40 anni ed era entrato nello staff della prima squadra in questa stagione, proveniente dalla formazione di futsal del club.
Contrasse il virus ad aprile del 2020, nel pieno della prima ondata
La Repubblica Firenze questa mattina riporta che il Tribunale di Firenze ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dalla moglie di Giandomenico Iannucci, il primo medico deceduto per Covid in Toscana.
Come spiega il quotidiano, quello del dottor Iannucci, che operava come medico di famiglia tra Scarperia e San Piero, non può essere considerato un infortunio sul lavoro, nonostante il fatto che la malattia fu contratta in occasione dello svolgimento delle proprie mansioni.
Nel riassumere la vicenda processuale, Repubblica spiega che per i giudici non si può parlare di infortunio sul lavoro, poiché mancano i requisiti della “violenza esterna” e “dell’evento traumatico” che determina una lesione esterna riscontrabile: nel caso del dottor Iannucci, i sintomi della malattia si erano manifestati dopo qualche giorno.
Inoltre, in quanto medico di famiglia, e quindi libero professionista, il dottor Iannucci non rientrava nelle coperture introdotte dal Governo a tutela dei sanitari impegnati, a quei tempi, in una lotta serrata contro il virus, ed era quindi coperto solo ed esclusivamente da assicurazione privata.
La decisione ha lasciato molta amarezza nella famiglia del medico, che per mezzo del proprio legale ha già annunciato di star valutando il ricorso: Repubblica spiega che in Italia diversi casi simili sono stati risolti in maniera contraria a quanto fatto dal tribunale di Firenze, e quindi la speranza è di ribaltare l’esito del primo grado.
Il celebre attore, due volte premio Oscar, è deceduto per problemi di cuore una settimana circa dopo che lei sarebbe deceduta per un’infezione da Hantavirus
Gene Hackman aveva l’Alzheimer in una fase avanzata ed è morto per una combinazione di ipertensione e una grave malattia cardiaca, probabilmente il 18 febbraio. Il celebre attore americano è stato ritrovato ormai deceduto, insieme alla moglie, il 26 febbraio scorso: i loro corpi sono stati trovati in stanze diverse della loro casa di Santa Fe, in New Mexico.
La moglie, Betsy Arakawa, 65 anni, sarebbe morta a causa di un sindrome polmonare da hantavirus, un virus che si trasmette all’uomo attraverso il contatto con roditori infetti. Non c’erano segni di trauma e la morte è arrivata per cause naturali.
La ricostruzione – Non una scena da film giallo ma dell’orrore, una tragedia che ha combinato malattie e solitudine di una coppia che negli ultimi tempi aveva deciso di vivere isolata, senza contatti da mesi e mesi anche con familiari e parenti. Le cause del duplice decesso scoperto il 26 febbraio, che fin dall’inizio era stato definito “sospetto“, sono state rese note nel corso di una conferenza stampa venerdì 7 marzo a Santa Fe dallo sceriffo della contea, Adan Mendoza, dal capo dei vigili del fuoco della locale caserma, Brian Moya, e dai funzionari dell’Ufficio dell’investigatore medico e del Dipartimento della salute del New Mexico.
L’attore Gene Hackman, 95 anni, due volte premio Oscar, e la pianista classica Betsy Arakawa sono stati trovati il 26 febbraio in stanze separate della loro casa: nessuno dei due mostrava segni di traumi esterni e subito lo sceriffo aveva escluso la pista dell’omicidio. Anche un avvelenamento da monossido di carbonio, causato da una fuga di gas, è stato escluso rapidamente dalle indagini tecniche e dagli accertamenti medico-legali.
L’autopsia di Hackman ha mostrato incipienti segni del morbo di Alzheimer e il medico legale Heather Jarrell hanno spiegato che “potrebbe non aver saputo che la moglie era morta” mentre era sopravvissuto nella loro casa per almeno una settimana a causa della demenza. La dottoressa Jarrell ha detto che è difficile sapere molto sullo stato mentale del leggendario attore prima o dopo la morte della moglie, ma ha rivelato che era in un “pessimo stato di salute” e che non c’era cibo nel suo stomaco. Non era disidratato al momento della morte.
Almeno una settimana prima di quella che si ritiene essere la data del decesso di Gene Hackman, la moglie è morta di sindrome polmonare da hantavirus, una grave malattia respiratoria causata dagli hantavirus, una famiglia di virus trasmessi all’uomo attraverso il contatto con roditori infetti. I sintomi dell’hantavirus compaiono in genere da una a otto settimane dopo l’esposizione; i primi sintomi possono assomigliare o essere confusi con l’influenza. La malattia può progredire rapidamente e provocare gravi crisi respiratorie, abbassamento della pressione sanguigna e insufficienza d’organo. L’autopsia dell’attore non ha mostrato segni di infezione da hantavirus.
Nel pomeriggio dell’11 febbraio, Betsy Arakawa, ha reso noto lo sceriffo Mendoza, è stata filmata dalle telecamere di sorveglianza mentre faceva acquisti presso una parafarmacia della catena Cvs, un mercato locale e un negozio di cibo per animali a Santa Fe. Le e-mail sul suo computer della moglie non sono state aperte dopo quella data. “Non ci sono state altre comunicazioni in uscita da parte sua o attività note dopo l’11 febbraio, informazioni sul telefono cellulare“, ha precisato lo sceriffo, affermando che l’ultima conversazione è stata con un massaggiatore in quella data e che questo è l’ultimo giorno in cui Betsy ha comunicato con qualcuno al di fuori della sua casa. “Stiamo lavorando con la polizia federale per ottenere le informazioni” dai due telefoni sequestrati durante la perquisizione dopo il ritrovamento dei due cadaveri “ma la nostra indagine mostra che tutte le ultime comunicazioni e attività conosciute sono ferme all’11 febbraio“.
Uno dei tre cani della coppia, un mix di Kelpie australiano di nome Zinnia, è stato trovato morto in una gabbia posta in una stanza adiacente al bagno in cui è stato scoperto il corpo di Betsy Hackman. Zinnia era stata sottoposta a un intervento chirurgico di recente e i veterinari hanno dichiarato di ritenere che questo spieghi il motivo per cui la cucciola era tenuta in gabbia e lontana dagli altri due animali presenti in casa, i due pastori tedeschi della coppia, ritrovati invece vivi. L’indagine sulla morte della coppia è iniziata il 26 febbraio con la scoperta degli Hackman e del loro cane nella residenza in maniera causale da due addetti alla manutenzione della casa. I rapporti della polizia indicano che Gene Hackman non parlava con le figlie da mesi e che Betsy aveva interrotto le telefonate settimanali con l’anziana madre residente alle Hawaii senza fornire alcuna giustificazione.
Cos’è l’hantavirus – “Probabilmente da virus Sin Nombre (scoperto nel 1993 a seguito di un focolaio nella regione dei Four Corners, al confine fra Arizona, Colorado e New Mexico). L’infezione, acquisita tramite inalazione di aerosol di escrementi di topi, può causare una grave sindrome polmonare, caratterizzata da un alto tasso di letalità, ed è endemica in alcune zone degli Stati Uniti“. Lo spiega su Facebook l’infettivologo Gianni Rezza, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi professore di Igiene all’Università Vita-Salute S. Raffaele di Milano.
Il virus Sin Nombre è la causa più comune della sindrome polmonare da hantavirus nel Nord America. Il virus Sin Nombre (famiglia hantavirus) viene trasmesso principalmente dal topo cervo orientale. Gli hantavirus sono presenti in tutto il mondo nei roditori selvatici, che li eliminano per tutta la vita nella saliva, nelle urine e nelle feci. La trasmissione si verifica fra roditori. La trasmissione agli umani avviene attraverso l’inalazione di aerosol provenienti dagli escrementi dei roditori o, raramente, attraverso morsi di roditori. La trasmissione interumana può verificarsi con il virus delle Ande. Le infezioni acquisite sia per via naturale che in laboratorio stanno diventando sempre più diffuse.
Le fiamme sono divampate nel pomeriggio di venerdì
L’incendio (Vvff)
Incendio a una fabbrica di materassi a Gorla Minore (Varese), in via Ambrogio Colombo. Le fiamme, visibili anche a una certa distanza, sono divampate venerdì 7 marzo nel pomeriggio, e hanno interessato un capannone con materiali altamente infiammabili. Sul posto varie squadre dei vigili del fuoco del comando di Varese, ma anche da Como e Milano.
Le squadre stanno eseguendo le operazioni di spegnimento e lavorano per limitare i danni ed evitare che l’incendio si propaghi alle attività vicine, nonché per mettere in sicurezza l’area. Nessuno sarebbe rimasto ferito, da quanto si apprende. Dopo circa un’ora, la situazione è migliorata nel retro dell’azienda, dove era scoppiato il focolaio più consistente.
Le fiamme dal tetto – L’incendio si sarebbe propagato dal tetto ai locali sottostanti. Il fatto che la ditta produca materassi rende l’incendio più difficile da spegnere, per via delle materie di produzione presenti, infiammabili.
La giornata dell’8 marzo viene comunemente chiamata “Festa della donna”. È più corretto però chiamarla col suo nome ufficiale, Giornata internazionale della donna, visto che oltre che una celebrazione dell’importanza dei diritti delle donne e delle conquiste sociali,politiche ed economiche ottenute, è soprattutto una ricorrenza in cui si richiama l’attenzione sulle disuguaglianze di genere ancora esistenti, sugli stereotipi e le discriminazioni, sulla violenza, sui carenti diritti riproduttivi, e così via.
Non è sempre stata l’8 marzo. La Giornata internazionale della donna fu celebrata per la prima volta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti su iniziativa del Partito socialista americano. Erano anni di grande fermento negli ambienti femminili, in cui l’oppressione e la disuguaglianza stavano spingendo le donne a diventare più esplicite e attive nella campagna per il cambiamento: l’anno prima, nel 1908, 15mila donne avevano marciato per New York chiedendo orari di lavoro ridotti, una paga migliore e, soprattutto, diritto di voto.
Nel 1910 l’iniziativa della Giornata internazionale della donna fu ripetuta e in estate la questione fu portata all’attenzione dell’VIII Congresso dell’Internazionale socialista, organizzato a Copenaghen. In quell’occasione Clara Zetkin, politica del Partito socialdemocratico in Germania, propose di istituire ufficialmente una Giornata internazionale della donna, da festeggiare ogni anno lo stesso giorno: non fu però trovato l’accordo per decidere la data.
Negli Stati Uniti venne mantenuta l’ultima domenica di febbraio, mentre in altri stati come Germania, Danimarca e Svizzera, la Giornata della donna fu legata all’anniversario di particolari eventi storici e fu celebrata tra il 18 e il 19 marzo del 1911. Altri paesi organizzarono negli anni seguenti le loro feste della donna.
Negli anni si sono diffuse leggende e storie infondate sulla nascita della Giornata internazionale della donna. Una delle più comuni è quella secondo cui fu istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie di una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1908. Quest’incendio non avvenne mai, in realtà: ce ne fu uno il 25 marzo del 1911 nel quale morirono 140 persone, soprattutto donne immigrate italiane e dell’Europa dell’Est, ma non fu davvero all’origine della festività, anche se l’episodio divenne uno dei simboli della campagna in favore dei diritti delle operaie. Allo stesso modo non è vero – come sostiene un’altra versione – che la Giornata internazionale della donna viene celebrata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.
La prima festa della donna a essere celebrata un 8 marzo fu quella del 1914, forse perché quell’anno era una domenica. Nel 1917 ci fu invece un’altra manifestazione, sempre l’8 marzo, nella quale le donne della capitale dell’impero zarista russo, San Pietroburgo, protestarono per chiedere la fine della Prima guerra mondiale. Quattro giorni dopo lo zar abdicò – l’Impero attraversava da tempo una profondissima crisi – e il governo provvisorio concesse alle donne il diritto di voto: quella delle donne di San Pietroburgo fu una delle prime e più importanti manifestazioni della Rivoluzione di febbraio (perché, per il calendario giuliano all’epoca in vigore in Russia, avvenne il 23 febbraio). Dopo la rivoluzione bolscevica, nel 1922 Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale.
In Italia fino agli anni Settanta l’8 marzo è sempre stato considerato una festa di sinistra, strettamente legata al partito socialista e al partito comunista: per questa ragione durante i vent’anni di regime fascista la festa della donna non fu mai particolarmente considerata o celebrata. Nel 1946, appena finita la guerra, si festeggiò la Giornata internazionale della donna per la prima volta, anche se la Democrazia Cristiana era piuttosto ostile alle celebrazioni. L’Italia è tra l’altro uno dei pochissimi paesi in cui c’è l’usanzadi regalare la mimosaalle donne l’8 marzo, un fiore diffuso proprio in questo periodo e particolarmente caro agli ambienti partigiani.
La Giornata internazionale della donna è poi stata ufficialmente fissata per l’8 marzo dalle Nazioni Unite solo nel 1975. Dal 1996 in poi ogni anno ha un tema specifico: il primo fu “Celebrare il passato, pianificare il futuro”, seguito nel 1997 da “Donne al tavolo della pace”, nel 1998 da “Donne e diritti umani”, nel 1999 da “Un mondo libero dalla violenza contro le donne”. Per il 2025 il tema scelto è “Per TUTTE le donne e le ragazze: diritti. Uguaglianza. Empowerment”. Nel 1999 le Nazioni Unite hanno poi istituito la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre.
Negli ultimi anni l’8 marzo ha perso la connotazione celebrativa che aveva avuto per molto tempo e ha recuperato il suo senso politico. In decine di paesi del mondo i movimenti femministi organizzano uno sciopero sociale e politico, e non solo uno sciopero dal lavoro classicamente inteso: un’astensione da ogni attività anche di cura, formale o informale, gratuita o retribuita, uno sciopero dal consumo, dai ruoli imposti dagli stereotipi di genere, contro la violenza maschile e contro tutte le forme di violenza di genere.
Anche in Italia le mobilitazioni delle donne sono tornate a essere più sentite: per esempio erano state eccezionalmente partecipate lemanifestazionicontro la violenza sulle donne a novembre del 2023, poco dopo ilfemminicidio di Giulia Cecchettin.
“Ogni femminicidio, ogni discriminazione, ogni maltrattamento, sono un’aggressione all’intera società”, recita il messaggio del capo dello Stato. “Occorre continuare con l’opera di repressione e di prevenzione. Ma, contemporaneamente, bisogna proseguire con un’azione educativa”. E ancora: “Impegnarsi per non porre le donne di fronte al dilemma di scegliere tra famiglia e professione”
Da Hiroshima, dove si trova per la terza e ultima tappa della sua visita di Stato in Giappone, il capo dello Stato Sergio Mattarella non ha mancato di portare il suo messaggio in occasione della Giornata internazionale della donna. “Particolare attenzione va ancora risposta nel fronteggiare la piaga – vergognosa e inaccettabile – della violenza contro le donne“, ha scritto Mattarella. “Ogni femminicidio, ogni discriminazione, ogni maltrattamento, sono un’aggressione all’intera società. Occorre continuare con l’opera di repressione e di prevenzione. Ma, contemporaneamente, bisogna proseguire con un’azione educativa, a partire dalle generazioni più giovani, che promuova una cultura di effettiva parità sradicando stereotipi, pregiudizi e abitudini consolidate“.
“Donne non debbano scegliere tra famiglia e lavoro” – “In un momento delicato per la vita della comunità internazionale, desidero rivolgere” “un saluto e un pensiero di gratitudine a tutte le italiane e a tutte le donne che lavorano in Italia e contribuiscono al benessere nazionale“, prosegue il messaggio del presidente della Repubblica. “Abbiamo acquisito negli ultimi decenni piena consapevolezza che la politiche per la parità di genere, un diritto sancito dalla nostra Costituzione, non si sono risolte solamente in un vantaggio per le donne, ma hanno apportato benefici, ricchezza, frutti positivi per l’intera collettività“. “Un grande impegno“, ha aggiunto, “va perseguito per politiche familiari inclusive che favoriscano la libera determinazione: una donna non deve essere mai posta di fronte al dilemma di scegliere tra famiglia e professione“.
Manifestazioni 8 marzo, in migliaia a Roma per il corteo di “Non Una di Meno”.
“Lotto, boicotto, sciopero” è lo slogan della dimostrazione che ha sfilato per le vie della Capitale, per quello che l’organizzazione definisce un grido collettivo contro “la violenza patriarcale, la guerra e la povertà”. Le organizzatrici: “Siamo più di 20mila”. Ai giardini di Piazza Vittorio un flash mob con quattro attiviste legate alla cancellata. A Fiumicino muri tappezzati di frasi sui diritti delle donne
IL CORTEO A ROMA– Sono migliaia le persone che si sono radunate a Roma per il corteo di “Non Una di Meno” che ha sfilato per le vie del centro di Roma con lo slogan: “Lotto, boicotto, sciopero“. Il percorso si è snodato per via Merulana, via Labicana e piazza del Colosseo fino all’arrivo al Circo Massimo, poi un presidio a Largo Argentina. “Siamo belle, siamo potenti, e siamo più di 20 mila“, hanno detto le organizzatrici
UN GRIDO COLLETTIVO– Una manifestazione che – in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle donne – vuole essere un grido collettivo contro “la violenza patriarcale, la guerra e la povertà“. “Vogliamo riversare nelle piazze delle città la nostra rabbia, con tutto l’amore e la cura per il nostro debordante corpo collettivo“, spiega “Non Una Di Meno“
IL FLASH MOB – Il corteo è iniziato con un flash mob con quattro attiviste legate alla cancellata nei giardini di Piazza Vittorio, con il volto coperto e con delle scritte sul petto (contro la violenza e lo sfruttamento delle donne) sotto un cartello con la scritta “Cosa fai?“
GLI SLOGAN – Presenti bandiere e cartelli a favore delle donne di Palestina e un cartello che recita “Siete fortunati che vogliamo uguaglianza non vendetta”. Su un cartellone è riprodotto uno sceriffo con la pistola con il volto del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Sotto uno striscione con scritto “Liberiamoci da violenza e oppressione” e bandiere della Palestina
“SIAMO UNA MAREA IN TUTTO IL MONDO” – “Siamo marea in tutto il mondo. In Argentina contro Milei. Negli Stati Uniti contro Trump e Musk. Siamo ovunque. Siamo contro Meloni Macron, contro chi vuole spendere soldi in armi e riarmare l’Europa“, affermano le organizzatrici dal megafono
IL RICORDO DI GIULIA CECCHETTIN – “Siamo tutte antifasciste, siamo tutte transfemministe“, è uno dei cori gridati dalle partecipanti al corteo. Poi nello spezzone degli studenti anche il ricordo di Giulia Cecchettin: “Giulia è viva e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai“
LA SOLIDARIETÀ AL QUARTICCIOLO– Al corteo anche interventi contro il decreto Caivano in solidarietà ai movimenti e alla manifestazione di sabato al Quarticciolo: “Ai problemi non si può rispondere con la polizia, quello di Quarticciolo è il vero modello con un doposcuola, un ambulatorio, è solo insieme che possiamo sconfiggere la violenza, continuiamo a lottare insieme: Quarticciolo alza la voce, grazie per chi c’era sabato in piazza“
IL MINUTO DI RUMORE – “Non ci fermeremo finché non sarà distrutto il patriarcato“, hanno detto le attiviste al megafono nel corso del corteo a Roma. Con le chiavi fatte agitare in aria a simboleggiare i luoghi che ancora non sono sicuri per le donne, le manifestanti hanno dato vita a “un minuto di rumore“. Poi l’intervento contro il genocidio a Gaza e per le donne palestinesi
NEL POMERIGGIO ALTRA PROTESTA– Nel primo pomeriggio è terminato il corteo organizzato da “Non una di meno” a Roma per la giornata internazionale della donna. La giornata di mobilitazione si conclude alle 17 a Largo di Torre Argentina (in foto un momento del corteo)
Il corteo di “Non Una di Meno” al Colosseo
Un momento del corteo di “Non Una di Meno” a Roma
LE FRASI A FIUMICINO – In occasione della Giornata Internazionale della Donna questa mattina la città di Fiumicino, su iniziativa di Femminile Universale, si è svegliata con strade e muri di ogni parte del Comune tappezzati con biglietti colorati con frasi e citazioni sui diritti delle donne
UN RACCONTO COLLETTIVO– “Lo scorso anno una tempesta di messaggi aveva travolto le vie di Fiumicino in occasione della Giornata Internazionale della Donna, avvolgendo la Città con anonimi biglietti che parlavano di bellezza, cultura, tutele ed equità: quest’anno strade e muri sono tornati a colorarsi di parole, in un racconto collettivo di diritti e di giustizia“, spiega Femminile Universale
Si scalda la protesta del comparto cinematografico, un migliaio di lavoratori che da un anno e mezzo sconta lo stop dei finanziamenti statali decisi dai ministro Sangiuliano e Giuli. “Altro che le fake news di Borgonzoni”
Nessun ciak, nessuno stipendio: per la maggior parte dei lavoratori del cinema l’amministrazione Sangiuliano-Giuli al ministero della cultura è coincisa con un fermo contrattuale che si protrae da mesi dopo la riscrittura delle regole del Tax Credit. E di tornare sui set non se ne parla almeno fino a fine maggio: è l’ennesimo rinvio quello che esce dalle stanze del Tar del Lazio dove i giudici amministrativi hanno esaminato (e rinviato il dibattimento al 27 maggio) i ricorsi che molte società di produzione indipendenti hanno presentato contro i decreti ministeriali, che vorrebbero riformare l’intervento dello Stato a favore del settore.
Tutto congelato mentre il ministero spiega di volere ridefinire le regole per la commissione che deve affidare il tax credit (un finanziamento pubblico che vale tra il 15 a massimo il 40% del costo complessivo di produzione). Ma senza una legge quadro definita che metta in chiaro le linee di finanziamento statale nessuno muove un passo. Questa situazione di fatto blocca le piccole e medie produzioni – il 75 percentuale circa del totale – che senza questo tax credit non possono finanziare i progetti e non hanno accesso anche ai prestiti bancari vista la totale incertezza del momento.
Nei fatti: film bloccati, copioni che restano nel cassetto e un intero campo di lavoratori senza stipendi e senza certezze per il futuro.
La manifestazione di oggi a Roma(foto Today.it)
I lavoratori da oltre un anno e mezzo devono per lo più far affidamento ai sussidi di disoccupazione, ma a fronte della crescente sofferenza delle maestranze e delle troupe (in foto e video il presidio davanti al Tar di duecento tra lavoratrici e lavoratori del cinema) restano i silenzi della sottosegretaria delegata, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, che si nasconde dietro vere fake news: “Il settore lavora alla grande“. Ma basta fare una passeggiata negli studios di Cinecittà o parlare con i lavoratori del campo per accorgersi della menzogna. A riempire gli incassi dei cinema sono per lo più film stranieri.
Il sistema cinema italiano – A sopravvivere ci sono solo alcune serie tv che fanno capo a un piccolo gruppo di imprese per lo più controllate da multinazionali straniere o che hanno rapporti con Paolo Del Brocco (Rai Cinema) o con Maria Pia Ammirati (Rai Fiction). Se il cinema internazionale ha già trovato casa altrove, lo stillicidio del “aspettiamo, magari qualcosa si sblocca” tocca invece al cinema indipendente italiano. Piccole e medie società si trovano l’accesso precluso al mercato (che necessita di regole certe) e al sostegno pubblico (in attesa della risoluzione dei ricorsi e del nuovo decreto correttivo).
Chi protesta chiede l’annullamento dei decreti attuativi che bloccano grande parte del settore e un supporto finanziario per le produzioni locali, medie e piccole imprese che dell’indotto del cinema vivono. I lavoratori, fermi da mesi, chiedono il recupero dell’anno contributivo 2024 – l’anno senza set – così come l’indennità di discontinuità che garantisca un piccolo sussidio.
“Ci stiamo attivando per organizzare un presidio fisso nei pressi delle sedi istituzionali e dei ministeri” spiegano a Today.it Enrico Zanetti, Alessandro Bolognese ed Christian Yari Schembri membri dell’associazione italiana tecnici di ripresa. A nome di tutti i lavoratori chiedono di fare presto, prima che lo spettacolo sia davvero finito. “Questo tax credit non funziona come oggi si è verificato in udienza al Tar. Il welfare non funzionano: la disoccupazione viene erogata così come la naspi sulla base di giornate minime, ma se per un anno non si sono raggiunte molti non ne hanno potuto usufruire. Infine per lo stesso calcolo di numeri si è anche perduto un anno di “anzianità” valida per il calcolo pensionistico” chiosano.
Come spiega l’avvocato Christian Collovà (nel video qui sopra) occorrerà ancora aspettare. “Un decreto correttivo si troverebbe in corso di bollinatura presso la ragioneria dello Stato, un decreto che permetterebbe di risolvere i problemi del comparto. Ma solo quando si conoscerà il testo si potrà capire se le correzioni saranno in grado di far ripartire il settore“.
Manifesti al presidio del 4 marzo 2025
Il ministro Alessandro Giuli intanto ha annunciato di estendere anche ai festival la decisione rivedere i criteri di assegnazione delle risorse pubbliche a favore della promozione cinematografica e audiovisiva: nel 2024 sono stati finanziati dal Ministero 146 festival e 46 rassegne cinematografiche, la metà rispetto alle istanze presentate.
L’ok oggi dal Consiglio dei ministri al disegno di legge, costituito da sette articoli. Il ministro della Famiglia Roccella: “Importante mutamento culturale”. Il Guardasigilli Nordio: “Svolta epocale”. La titolare del dicastero alle Riforme istituzionali Casellati: “Fermiamo la mattanza”. Il ministro dell’Interno Piantedosi: “Limitato accesso a benefici penitenziari per i reati di Codice Rosso”
Via libera in Consiglio dei ministri al disegno di legge sul femminicidio. “E’ un passo avanti per la tutela delle vittime di violenza” ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando di un provvedimento “estremamente significativo, che introduce nel nostro ordinamento il delitto di femminicidio come reato autonomo, sanzionandolo con l’ergastolo“. Prevede, inoltre, “aggravanti e aumenti di pena per i reati di maltrattamenti personali, stalking, violenza sessuale e revenge porn. Norme che considero molto importanti e che abbiamo fortemente voluto per dare una sferzata nella lotta a questa intollerabile piaga. Ringrazio i ministri che hanno lavorato al provvedimento e che ci hanno permesso di raggiungere, alla vigilia della Festa della Donna, questo importante risultato“.
Che cosa cambia – Nel disegno di legge, si legge in una nota esplicativa del Consiglio dei ministri, ”si introduce la nuova fattispecie penale di ‘femminicidio’ che, per l’estrema urgenza criminologica del fenomeno e per la particolare struttura del reato, viene sanzionata con la pena dell’ergastolo. In particolare, si prevede che sia punito con tale pena ‘chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità’. In linea con tale intervento, le stesse circostanze di commissione del reato sono introdotte quali aggravanti per i delitti più tipici di codice rosso, con la previsione di un aumento delle pene previste di almeno un terzo e fino alla metà o a due terzi, a seconda del delitto”.
Il testo prevede, inoltre, ”l’audizione obbligatoria della persona offesa da parte del pubblico ministero, non delegabile alla polizia giudiziaria, nei casi di codice rosso“. “Introduce, inoltre, specifici obblighi informativi in favore dei prossimi congiunti della vittima di femminicidio; prevede il parere, non vincolante, della vittima in caso di patteggiamento per reati da Codice Rosso e connessi obblighi informativi e onere motivazionale del giudice; nei casi in cui sussistano esigenze cautelari, prevede l’applicazione all’imputato della misura della custodia cautelare in carcere o degli arresti domiciliari; interviene sui benefici penitenziari per autori di reati da codice rosso; introduce, in favore delle vittime di reati da Codice Rosso, un diritto di essere avvisate anche dell’uscita dal carcere dell’autore condannato, a seguito di concessione di misure premiali; rafforza gli obblighi formativi dei magistrati, previsti dall’art. 6, comma 2, della legge n. 168 del 2023; estende alla fase della esecuzione della condanna al risarcimento il regime di favore in tema di prenotazione a debito previsto per i danneggiati dai fatti di omicidio ‘codice rosso’ e di femminicidio; introduce una disposizione di coordinamento che prevede l’estensione al nuovo articolo 577-bis dei richiami all’articolo 575 contenuti nel codice penale’‘.
L’intervento si inserisce anche nel ”quadro degli obblighi assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione di Istanbul e nel solco delle linee operative disegnate dalla nuova direttiva (Ue) 1385/2024 in materia di violenza contro le donne, nonché delle direttive in materia di tutela delle vittime di reato”.
Roccella: “Novità dirompente, è mutamento culturale” – La ministra per le pari opportunità e la famiglia Eugenia Maria Roccella spiega che si tratta di un importante “mutamento culturale” perché con il ddl “diventa un reato autonomo“. Sin dall’inizio del suo mandato, ha spiegato Roccella, il governo è intervenuto per contrastare la violenza nei confronti delle donne: “Abbiamo fatto un primo intervento legislativo che aveva degli elementi anche molto innovativi come l’arresto in flagranza differita“, puntando “proprio sulle misure cautelari, quindi, sugli strumenti della prevenzione“, ma “i femminicidi sono diminuiti solo in misura molto lieve e, quindi, abbiamo ritenuto fosse il caso di intervenire nuovamente“, ha sottolineato. Femminicidio, ha rimarcato Roccella, “è una parola che usiamo abitualmente e che c’è, per esempio, nella titolazione della Commissione bicamerale, la possiamo leggere nelle sentenze. Ma fino a ora non era mai entrata nel codice (penale, ndr.)“.
Nordio: “Una svolta epocale” – Parla di una svolta epocale anche il ministro di Giustizia Carlo Nordio riferendosi alla “fattispecie autonoma“, aggiungendo che una “novità importante è l’attenzione riservata a vittima o parenti“. C’è la “necessità di sentire l’opinione della vittima anche quando si chiede un patteggiamento“. “E’ necessario ascoltare la vittima” anche quando si parla di “liberazione” o “attenuazione” delle misure nei confronti del detenuto per questo tipo di reati“.
Piantedosi: “Limitato accesso a benefici penitenziari per i reati di Codice Rosso” – “Il limite all’accesso ai benefici penitenziari per i reati di Codice Rosso è un intervento molto importante” sottolinea il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Come ha precisato il collega Nordio, si inserisce nella scia di alcuni provvedimenti, adottati a partire dal 2023 con la legge 168, segnando una presenza molto forte dello Stato su questo tema“. Piantedosi ha, poi, evidenziato che ”le nuove misure rafforzano la capacità di prevenzione e repressione dei reati di violenza domestica e di genere, garantendo una maggiore protezione delle vittime”.
Casellati: “Ci sarà testo unico con norme su diritti donne e loro negazione” – L’introduzione del delitto di femminicidio è propedeutica“, spiega il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, “alla presentazione di un testo unico che stiamo elaborando con il ministro Roccella e i ministri competenti e che conterrà tutte le norme che riguardano da una parte i diritti delle donne – perché esse ne abbiano consapevolezza – e dall’altro tutte le forme di negazione dei diritti e di violenza fino al femminicidio“.
Calderone: “Punisce i colpevoli e sostiene le vittime” – ”Il nostro impegno – sottolinea il ministro del Lavoro, Marina Calderone – deve essere certamente quello di punire chi si rende responsabile di un reato così efferato, però, contemporaneamente c’è anche l’impegno da parte del governo, con gli strumenti che abbiamo messo in campo, per sostenere chi si trova in una condizione di difficoltà e di criticità e soprattutto dare alle donne la possibilità di potersi liberare da situazioni così tragiche’‘.
La decisione del Tribunale Federale Nazionale dopo le segnalazioni della Covisoc per violazioni amministrative
E alla fine l’esclusione è arrivata. Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato il Taranto (girone C di Serie C) con l’esclusione dal campionato, con 3 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella prima stagione sportiva utile. Il Tfn ha inoltre sanzionato con 6 punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso la Lucchese (girone B di Serie C) e con 4 punti di penalizzazione il Messina (girone C di Serie C) e la Triestina (Girone A di Serie C). Le quattro società, con i rispettivi legali rappresentanti e dirigenti, erano state deferite lo scorso 3 marzo a seguito di segnalazioni della Covisoc per una serie di violazioni di natura amministrativa.
la classifica – Questa la classifica del girone C dopo l‘esclusione del Taranto: Cerignola punti 60; Avellino 55; Monopoli 49; Benevento 46; Potenza 44; Crotone 43; Catania (-1), Trapani, Picerno e Giugliano 38; Sorrento 35; Cavese e Juventus Next Gen 33; Foggia 30; Altamura 29; Latina 27; Casertana 22; Messina (-4) 15; Turris 5 (-11).
venerdì 7 marzo 2025
Violazioni amministrative: Taranto escluso dal campionato, 6 punti di penalizzazione per la Lucchese, 4 per Messina e Triestina
Le quattro società, iscritte al campionato di Serie C, erano state deferite su segnalazione della Co.Vi.So.C.. Il Taranto sanzionato anche con 3 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella prima stagione sportiva utile
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato il Taranto (Girone C di Serie C) con l’esclusione dall’attuale campionato di competenza nonché con 3 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella prima stagione sportiva utile. Il TFN ha inoltre sanzionato con 6 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva la Lucchese (Girone B di Serie C) e con 4 punti di penalizzazione il Messina (Girone C di Serie C) e la Triestina (Girone A di Serie C).
Le quattro società, con i rispettivi legali rappresentanti e dirigenti, erano state deferite lo scorso 3 marzo a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C. per una serie di violazioni di natura amministrativa.
Il provvedimento atteso in Consiglio dei ministri ha un forte valore simbolico: sarà adottato alla vigilia di sabato 8 marzo, giornata internazionale della donna
Una settimana dopo l‘approvazionedel decreto Bollette il governo si riunirà di nuovo per adottare nuove misure contro la violenza sulle donne. Venerdì 7 marzo è previsto un Consiglio dei ministri in cui è atteso un decreto-legge in materia difemminicidi. L’appuntamento è alle 17, a Palazzo Chigi: sarà presente anche la presidente del ConsiglioGiorgia Meloni, alle prese con delicati dossier internazionali.
Nuove misure alla vigilia dell’8 marzo – Il provvedimento atteso porterà la firma del ministro della Giustizia Carlo Nordio e della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella. Inizialmente il ministero di via Arenula e il dipartimento per le Pari opportunità volevano elaborare un testo unico. Ciò avrebbe richiesto più tempo: data la complessità della materia, si è deciso di procedere con un decreto, che andrà convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Il provvedimento atteso in Consiglio dei ministri ha un forte valore simbolico: sarà adottato alla vigilia di sabato 8 marzo,giornata internazionale della donna.
“Mai abbassare la guardia” – Lo scorso 25 novembre,giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Meloni era intervenuta sul tema. “La violenza sulle donne è un fenomeno complesso, che si manifesta in mille forme e comincia in mille modi. Il femminicidio è il suo volto più estremo e brutale“, dichiarava la presidente del Consiglio. Per Meloni “sono tanti i modi in cui si manifesta. C’è la violenza che si sviluppa all’interno delle relazioni o per la fine di una relazione che l’uomo non accetta. C’è la violenza che si consuma sui luoghi di lavoro, con molestie o ricatti. C’è una violenza più legata al tema della sicurezza, pensiamo agli stupri o alle aggressioni nelle nostre città“. Le cronache “ci raccontano ogni giorno storie drammatiche“, evidenziava Meloni nel corso di un Consiglio dei ministri. L’invito della premier? “Fare sempre di più e non abbassare mai la guardia“.
I pompieri hanno spento l’incendio. Ora iniziano le procedure di bonifica dell’area
Fiamme all’interno del ripostiglio di una scuola di Milano poco prima dell’ora di pranzo. L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno. I vigili del fuoco hanno fatto evacuare l’intero istituto.
Il rogo – L’incendio è scoppiato all’interno dell’istituto superiore Lagrange di via Litta Modignani. Sul posto presenti anche i soccorritori del 118 con un’ambulanza di supporto preventivo. Secondo quanto riferito dai pompieri – giunti dai comandi di via Benedetto Marcello e via Messina -, il rogo sarebbe scoppiato nel ripostiglio, anche se non è chiaro quale sia stata la miccia. I fumi hanno raggiunto tutto il primo piano. Presenti anche gli operatori del nucleo Saf. Ora la procedura prevede la bonifica dell’area.
Lezioni sospese – Intanto, tutti gli alunni e i membri del personale sono stati fatti evacuare, hanno atteso all’esterno della scuola fino a quando i vigili del fuoco non hanno dato il permesso di rientrare per pochi istanti per recuperare i propri effetti personali. Sono poi stati mandati a casa e le lezioni sono state sospese. Nessuno è rimasto ferito o intossicato.
Atene, scontri tra manifestanti e polizia davanti al Parlamento per il disastro ferroviario del 2023
La rabbia per il disastro ferroviario del 2023 ha scatenato violenti scontri davanti al Parlamento di Atene: i manifestanti chiedono che anche i politici siano ritenuti responsabili del disastro. Ai disordini è seguita una mozione di sfiducia al governo Mitzotakis
Migliaia di tifosi del Cavallino in piazza Castello per la presentazione dei due piloti e della nuova monoposto. I due driver della rossa si sono esibiti con testacoda e derapate in un circuito allestito per le vie del centro città
Migliaia di tifosi del Cavallino in piazza Castello per la presentazione dei due piloti e della nuova monoposto. I due driver della rossa si sono esibiti con testacoda e derapate in un circuito allestito per le vie del centro città
Migliaia di appassionati della Ferrari sono scesi in piazza giovedì 6 marzo per vedere dal vivo Lewis Hamilton e Charles LeClerc, arrivati in città per uno spettacolo organizzato dalla scuderia di Maranello in vista della nuova stagione di Formula 1. I due piloti hanno sfrecciato con due vecchie monoposto su un circuito allestito per le vie del centro città, appassionando le tantissime persone arrivate per vedere le Rosse. L’evento è poi proseguito con la presentazione al pubblico dei due driver, che hanno risposto ad alcune domande dei tifosi.
Una coppia, quella Hamilton-LeClerc, che fa subito sognare gli appassionati. In molti, infatti, sperano che proprio l’arrivo del pilota inglese possa finalmente riportare la Ferrari in testa al mondiale. “Pensiamo di poter lottare per il campionato, e con voi è possibile“, ha esordito il sette volte campione, seguito dal collega Charles LeClerc che ha infiammato il pubblico con parole di vero amore: “Una cosa incredibile, tutta questa gente, mi piace l’ambiente e tutti questi tifosi, è veramente speciale. Sono cresciuto essendo un tifoso Ferrari, sto vivendo il mio sogno“.
Ferrari a Milano, Hamilton e Leclerc con la vettura di F1 tra le strade della città – Sky Sport F1
Ferrari a Milano, tutto pronto per Hamilton e Leclerc – Sky Sport F1
Ferrari a Milano, Leclerc verso il Mondiale F1 2025: l’intervista e il messaggio ai tifosi – Sky Sport F1
È successo nel piazzale dell’aeroporto di Malpensa. Il volo, diretto a San Paolo, è stato cancellato
L’incidente (foto EBaviation)
Un mezzo di servizio si è schiantato contro un Boeing 777 della Latam che si trovava nel piazzale dell’aeroporto di Malpensa. È successo nella mattinata di mercoledì 5 marzo e l’aeromobile danneggiato, destinato a un volo per San Paolo (Brasile), è stato messo in riparazione e il volo cancellato.
Tutto è successo intorno alle 11.30, mentre erano in corso le operazioni per rifornire l’aereo che era atterrato nell’aeroporto di Milano alle 9.49. Il Boeing si stava preparando per la nuova traversata continentale (il decollo era previsto alle 13), ma un furgone del catering in manovra è entrato in collisione con la parte posteriore della fusoliera. L’urto ha causato danni ingenti, ma nessun ferito.
Il tailstrike – Non è la prima volta che un aeromobile della Latam rimane coinvolto in un incidente a Malpensa. Lo scorso 9 luglio, un Boeing 777-300 diretto a San Paolo ha urtato la pista durante il decollo, subendo un “tailstrike”, come viene definito in gergo aeronautico. Dopo essere decollato, l’aereo ha dovuto scaricare il carburante in quota ed effettuare un atterraggio di emergenza. I tre piloti ai comandi dell’aereo sono stati licenziati.