Juan Cabal – Photo by Jonathan Moscrop-Getty Images
Il difensore colombiano classe 2001 è approdato in bianconero questa estate dal Verona a titolo definitivo.
«Nella giornata di oggi il giocatore Juan Cabal è stato sottoposto, presso il J Medical, ad approfondimenti diagnostici che hanno evidenziato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro», così si legge nella nota apparsa sul sito ufficiale della Juventus.
Inoltre, il club bianconero fa sapere che il difensore colombianoclasse 2001 «nei prossimi giorni sarà sottoposto a intervento chirurgico».
Cabal infortunio Juve tempi di recupero – Stagione finita per il colombiano – Cabal è approdato a Torino nel corso dell’ultima estate quando la Juve lo ha prelevato dal Verona, dove aveva disputato le ultime due stagione, per un totale di 11 milioni di euro più bonus.
Ora un duro e lungo stop per il difensore, che con Thiago Motta era sceso in campo per un totale di nove partite, sette in Serie A e due in Champions League. Cabal, infatti, non sarà a disposizione della Juve fino alla prossima stagione, visto che i tempi di recupero da questo infortunio sono stimati intorno ai sei mesi.
China Construction Bank, a cui Zhang deve ripagare oltre 320 milioni, ha provato a rifarsi in Italia sul compenso come presidente dell’Inter: ma il Tribunale ha dato ragione al club e allo stesso Zhang.
Steven Zhang e l’Inter vincono la causa, davanti al Tribunale di Milano, contro i creditori dell’ormai ex presidente del club nerazzurro. Come appreso da Calcio e Finanza, nello scontro legale con China Construction Bank il Tribunale del capoluogo lombardo ha dato ragione al figlio dell’ex patron interista Zhang Jindong e alla società, che quindi non dovrà versare alcuno stipendio arretrato a Zhang per i suoi anni da numero uno del club. Anni conclusasi lo scorso maggio, con l’escussione del pegno da parte di Oaktree che è quindi subentrato alla famiglia Zhang alla guida dell’Inter dopo la mancata restituzione di circa 395 milioni di euro allo stesso fondo californiano.
Una causa che nasce da lontano, in particolare nel’ambito della sentenza emessa dal Tribunale di Hong Kongnel luglio 2022 sui 320 milioni di un prestito mai ripagato a China Construction Bank da parte di Zhang. Lo scorso marzo, la Corte d’Appello di Milano ha accolto il ricorso di CCBA, decidendo di riconoscere la sentenza di Hong Kong anche in Italia. In particolare, nella sentenza si legge che la quota che deve essere ripagata è pari a 255 milioni di dollari più interessi per 2,6 milioni fino al 2 agosto 2021 e poi interessi annui pari al 13% sui 255 milioni di cui sopra dal 3 agosto 2021 fino alla data del pagamento (circa 30 milioni annui), in base a quanto spiegato dal Tribunale di Hong Kong nella sentenza del luglio 2022 e passata in giudicato nel settembre 2022.
CCBA e la causa per ottenere lo stipendio di Zhang – Motivo per cui China Construction Bank Asia avrebbe voluto rifarsi sugli asset italiani di Zhang, a partire dallo stipendio come presidente del club nerazzurro che però l’ormai ex numero uno non ha mai ricevuto: anche perché, in base alle stime dell’accusa, lo stipendio dovrebbe essere pari a 914mila euro annui. Per questo CCBA aveva presentato nel luglio 2022 un atto di citazione al Tribunalenei confronti dello stesso Zhang e anche dell’Inter per l’annullamento della delibera con cui l’assemblea degli azionisti nerazzurri nel 2019 ha approvato la composizione del CdA e approvato il fatto che Zhang avesse rinunciato ai compensi come presidente. In particolare, infatti, è stato richiesto al Tribunale di «dichiarare l’inefficacia» della rinuncia al compenso e della delibera assembleare, inoltre chiedendo di «accertare, quantificare e dichiarare l’ammontare del compenso» per Zhang.
La causa davanti alla giudice Alima Zana è arrivata così alla conclusione nei gironi scorsi. Come appreso da Calcio e Finanza da documenti ufficiali, in particolare, secondo il Tribunale la delibera dell’Inter non è attaccabile da CCBA in quanto in particolare «con tale delibera non è stato in alcun modo revocato il diritto al compenso eventualmente riconosciuto in precedenza dalla stessa assemblea a Zhang», ma che anzi i soci «hanno dunque solo preso atto della scelta di Zhang di non ricevere alcun compenso».
Inoltre, viene sottolineato come la rinuncia al compenso sia antecedente anche al contratto di finanziamento che ha portato al debito per Zhang verso CCBA, oltre alla «gratuità che sempre storicamente ha caratterizzato l’incarico di Presidente del C.d.A. dell’Inter, alla conferma di tale tradizione anche per gli amministratori nominati insieme con Zhang sin dal 2016 nel CdA e nel 2019 e al rispetto di tale prassi anche dopo la cessazione dalla carica del convenuto», considerando che il successore alla carica di presidente, ovverosia Giuseppe Marotta, non riceve compenso per la carica.
«Dunque, la tradizione della società proprietaria dell’omonimo gruppo calcistico ha sempre mantenuto la gratuità dell’incarico di Presidente, quale titolo onorifico. In tale contesto, anche temporale, ritiene il Tribunale di escludere l’intento frodatorio del convenuto debitore, trovatosi – sin dal 2016, quattro anni prima del sorgere del credito per la cui tutela l’attrice agisce – in un contesto ove non percepire il compenso corrispondeva all’immagine del Presidente quale carica di prestigio in sé».
Il Tribunale e la posizione sui compensi all’ex presidente – Per quanto riguarda la domanda di revoca della rinuncia al compenso da parte di Zhang, il Tribunale sottolinea che «lo statuto dell’Inter non stabilisce il compenso spettante agli amministratori» né l’atto di nomina di Zhang ha stabilito alcun compenso a suo favore. «Quella di Zhang non è dunque una rinuncia a una posizione già potenzialmente acquisita nei suoi elementi costitutivi- come richiesto dalla Corte di legittimità per poter essere richiamata– ma la rinuncia a una sua mera facoltà», proseguono i giudici. «Non vi è stato dunque alcun pregiudizio alle ragioni creditorie di CCBA attesa l’insussistenza di una diminuzione della capienza patrimoniale su cui potrebbe incidere positivamente la revocazione da parte del Tribunale, la cui pronuncia non potrebbe portare alla restituzione di un bene nell’attivo di Zhang. Non sussiste la partecipatio fraudis (o scientia damni) del terzo, qui Inter, considerato – oltre all’anteriorità dell’atto dispositivo rispetto al sorgere del credito – che Zhang aveva ricoperto la carica a titolo gratuito dal 2016, la gratuità era prevista nei confronti di tutti gli amministratori e da sempre era a titolo gratuito».
Il Tribunale di Milano, così, ha definitivamente rigettato le domande di China Construction Bank, condannandola anche al rimborso delle spese legali pari a circa 11mila euro ciascuno per l’Inter e per Zhang.
Esonda fiume nel Catanese: auto e barca trascinate dall’acqua, soccorse 4 persone bloccate in casa. Scuole chiuse a Catania e nel Siracusano. Sindaco Riposto: “situazione difficile, auto in mare”. Maltempo colpisce l’area a nord di Catania
Ancora maltempo sulla Sicilia, allerta gialla diramata dalla Protezione Civile regionale fino alla mezzanotte di oggi.
In Campania, la Protezione Civile della Regione, alla luce delle valutazioni del Centro Funzionale, ha prorogato e integrato la vigente allerta meteo di colore Giallo per temporali. L’avviso di criticità scadrà alle 12 di domani, giovedì 14 novembre e non più alle 8 del mattino, come precedentemente indicato.
Il maltempo imperversa soprattutto in provincia di Catania. Superlavoro dei vigili del fuoco del Comando provinciale, che per tutta la notte hanno portato a termine una trentina di interventi, mentre altri venti sono al momento in corso. I territori più colpiti sono quelli di Giarre, Acirealee Linguaglossa. I vertici del Comando hanno richiamato personale in servizio straordinario per garantire supporto e assistenza alla popolazione.
Auto in mare a Torre Archirafi: la devastazione dopo la bomba d’acqua – 13/11/2024
Ad Acireale è crollato un muro perimetralein via Giorgio La Pira, fortunatamente senza conseguenze sulle persone. Situazione pesante anche sull’autostrada A18 Catania-Messina, tra Fiumefreddo e Giarre, dove sono intervenuti i vigili del fuoco di Riposto per soccorrere persone rimaste bloccate sulla sede stradale a causa del fango.
Alluvione nel catanese, auto e barca trascinate dall’acqua a Riposto – 13/11/2024
Fiume esonda nel Catanese, persone soccorse dai Vigili del fuoco – I Vigili del fuoco stanno intervenendo con un mezzo anfibio ad Altarello, frazione di Riposto, nel Catanese, dove un fiume è esondato ed ha invaso il piano terra di un’abitazione: all’internovi erano quattro persone, due delle quali disabili. Dalle 8 di stamane gli interventi per il maltempo dei pompieri del Comando di Catania in tutta la provincia sono stati 64.
La pioggia battente che cade da ore ha allagato strade e piazze. Sono più di quaranta le richieste di soccorso ai vigili del fuoco. Alcune vetture sono state trascinate in mare dalla furia delle acque che scendono da monte. Automobilisti sono stati salvati dentro le loro vetture in un parcheggio di un supermercato completamente allagato e in un’abitazione invasa da acqua e fango.
Nel catanese, casa allagata ad Acireale: intervento dei vigili del fuoco – 13/11/2024
Scuole ancora chiuse a Catania per mercoledì 13 novembre. Lo ha deciso il sindaco, Enrico Trantino, alla luce dell’allerta meteo arancione diramato dalla Protezione civile regionale sul versante orientale della Sicilia.
“Alla luce delle persistenti condizioni meteo avverse segnalate dalla protezione civile regionale, di rischi potenziali per l’incolumità delle persone con allerta codice arancione, il sindaco Enrico Trantino ha disposto per mercoledì 13 novembre la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine grado, pubbliche e private, anche per consentire una più accurata verifica tecnica dei plessi scolastici“, spiega una nota del Comune di Catania. Trantino ha anche disposto la chiusura del giardino Bellini, dei parchi comunali e dei cimiteri.
Maltempo nel Catanese, cascata si riversa in mare ad Aci Castello – 12/11/2024
Ancora scuole chiuse anche nel Siracusano. Il sindaco di Siracusa ha firmato una nuova ordinanza che dispone la chiusure, oltre che delle scuole, degli impianti sportivi, parchi pubblici e mercati. Anche altri sindaci, tra cui quello di Priolo, Pippo Gianni, hanno deciso di adottare lo stesso provvedimento per motivi di sicurezza.
Sindaco Riposto: “Situazione difficile, auto in mare” – Situazione difficile a Torre Archirafi, frazione di Riposto in provincia di Catania, dove l’ondata di maltempo ha provocato allagamenti e danni ingenti. “A causa dello straripamento del torrente Babbo – spiega all’AGI il sindaco di Riposto, Davide Vasta – l’acqua ha invaso le strade e abbiamo diverse case allagate“. Il torrente ha trascinato verso il mare tutto quello che ha incontrato.”Tre auto sono finite in mare – ha spiegato il primo cittadino – due sono vuote mentre per una che è sott’acqua sono in corso verifiche con i sommozzatori.Ufficialmente, non abbiano notizie di dispersi. Anche ad Altarello, frazione di Giarre e Riposto, la situazione è drammatica perché in molti hanno le cantine allagate, sono senza luce e non riescono a uscire. Stiamo aspettando la che ci raggiunga la Protezione Civile anche perché in alcune zone dobbiamo andare con le idrovore. Abbiamo una cabina di Enel che se salta, fa restare al buio buona parte della città per diversi giorni“. Su Riposto e in tutta la zona, “sono caduti oltre 400 millimetri di acqua, almeno cosi ho capito da un’applicazione. E tutto – aggiunge il sindaco – in poco più di tre ore, dalle 8,30 alle 12. A Riposto in particolare, non pioveva tanto forte, la situazione era più critica nella zona pedemontana ma poi è chiaro che arriva tutto in basso, al mare, e Riposto si è presa le conseguenze“.
Torna la neve sull’Etna – Le nevicate hanno già imbiancato le cime del vulcano. Le immagini del drone riprendono il vulcano imbiancato a 2500 metri.
Etna, le immagini del drone riprendono il vulcano imbiancato a 2500 metri – 13/11/2024
Il freddo non ha fermato i turisti che hanno approfittato del manto bianco per realizzare pupazzi di neve accedendo alla funivia che collega la base di 1.900 metri con la sommità a 2.500 metri.
Torna la neve in cima all’Etna, i pupazzi di neve sul vulcano – 13/11/2024
Allerta gialla in Campania – La Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato e integrato la vigente allerta meteo di colore giallo per temporali. L’avviso di criticità scadrà alle 12 di domani, giovedì 14 novembre e non più alle 8 del mattino, come precedentemente indicato. Dalla mezzanotte, però, la perturbazione si estenderà anche alla zona 7 (Tanagro) ma lascerà la zona 2 (Alto Volturno e Matese). Andrà ad esaurirsi, su tutto il territorio, gradualmente a partire dalla mezzanotte, anche l’allerta vento.
Si prevedono, in particolare, “precipitazioni da locali a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, puntualmente di moderata intensità. Venti temporaneamente forti nord-orientali con possibili raffiche. Mare localmente agitato, in particolare lungo le coste esposte ai venti”. Va prestata attenzione al rischio idrogeologico: “Saranno possibili allagamenti, esondazioni, ruscellamenti, caduta massi e frane in considerazione della fragilità dei territori“. Si ricorda ai sindaci di “attivare i Centri Operativi Comunali (COC), di attuare tutte le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile e di monitorare il verde pubblico e le strutture esposte alle sollecitazioni degli agenti atmosferici“. Si raccomanda, altresì, “di monitorare la corretta tenuta delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso nonché del verde pubblico“.
Forti piogge e temporali in Sardegna – Nuova allerta meteo sul versante orientale della Sardegna. Da ieri sera e per le successive 12 ore, sulla Sardegna orientale si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, con cumulati fino a localmente molto elevati – avvisa il centro decentrato della protezione civile regionale – Saranno inoltre possibili isolati temporali di forte intensità. A partire dalle prime ore della giornata di domani i fenomeni saranno in progressiva attenuazione ad iniziare dal settore nord-orientale“. L’ allerta meteo in codice giallo è stata emessa per rischio idrogeologico per temporali.
Prime nevicate e temperature in calo sulle Alpi – Temperature in calo al Nord, imbiancata Cervinia, primi fiocchi anche in Piemonte.
Cervinia imbiancata dalla prima neve, le immagini dal drone – 13/11/2024
12 novembre 2024. Anniversario strage Nassiriya. Omaggio ai Caduti – Comune.andria.it
La Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, Mattarella: “Il pensiero a chi ha donato la propria vita”. Meloni: “L’Italia non dimentica”
Ventuno anni fa il contingente italiano di stanza a Nassiriya, nel sud dell’Iraq, fu oggetto di un pesantissimo attacco kamikaze. A perdere la vita in quell’attentato, organizzato con un camion imbottito di tritolo lanciato a folle velocità contro la base Maestrale, furono 28 persone. Altissimo il tributo di sangue del nostro Paese: 19 infatti furono le vittime italiane. Dodici di loro erano carabinieri appartenenti alla Multinationale Specialized Unit: Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi, Alfonso Trincone. Appartenevano invece all’esercito Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi, Emanuele Ferraro, Pietro Petrucci. Nell’esplosione rimasero uccise anche due vittime civili: il cooperatore Marco Beci, e il regista Stefano Rolla, impegnato nelle riprese di un documentario.
Il quartier generale dei carabinieri a Nassiriya dopo l’attentato, 12 novembre 2003 (Ansa/Arma dei Carabinieri)
Mattarella: “Il pensiero va a chi ha donato la propria vita per l’Italia e per la pace” – “Nella Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, il pensiero va a coloro che, animati da profondo senso del dovere, dedizione e coraggio, hanno donato la propria vita per l’Italia e per i valori della pace e della cooperazione internazionale. A ventun anni dal tragico attentato di Nassiriya, rinnoviamo la memoria dei diciannove italiani che persero la vita in quell’orribile atto di violenza, insieme agli iracheni che condivisero il medesimo tragico destino, e con loro, quella di tutti i caduti nelle missioni internazionali. La loro morte richiama il valore dell’impegno per la costruzione di un mondo più giusto, libero dalle atrocità della guerra e dal peso dell’oppressione“. È il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Il ritorno di conflitti su larga scala e il crescere di tensioni che minacciano la sicurezza collettiva, sottolineano il ruolo delle missioni internazionali per costruire ponti di dialogo e arginare la violenza. La Repubblica Italiana – ha ricordato il Capo dello Stato – con i suoi uomini e donne impegnati nei territori più travagliati, offre un contributo di inestimabile valore per riportare speranza e pace tra i popoli. Donne e uomini che offrono esempio di impegno e altruismo, onorando valori fondamentali della nostra Costituzione. A quanti, operando in aree di crisi, mettono a rischio la propria vita in difesa della pace e dei diritti umani, va la riconoscenza del Paese. Ai familiari dei Caduti, custodi di un sacrificio così elevato, rinnovo la vicinanza degli italiani“.
Meloni: “L’Italia non dimentica” – “Nella Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, l’Italia rende omaggio ai 19 italiani che 21 anni fa, il12 novembre 2003, rimasero uccisi nella strage di Nassiriya. Un tremendo attentato che rimarrà sempre scolpito nella nostra mente“. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “In questo giorno di ricordo e commozione, la nostra riconoscenza va a quanti hanno sacrificato la vita nell’adempimento del proprio dovere, unitamente al ringraziamento di tutto il governo italiano, mio in primis, alle donne e agli uomini delle Forze Armate che, impegnati anche nelle aree più difficili, operano ogni giorno per la costruzione della pace con dedizione, profondo senso di umanità e amore perla Patria. L’Italia non dimentica“.
La Russa: “Omaggio ai caduti in missione di pace” – “Nel ventunesimo anniversario della strage di Nassiriya, ricordiamo con profondo rispetto i 19 italiani che persero la vita in quel tragico attentato. A loro, e ai tanti che hanno sacrificato la propria vita nelle missioni di pace, va il nostro più sentito omaggio“. Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “La Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, istituita il 12 novembre 2009, è un richiamo a non dimenticare il loro sacrificio e il loro impegno per un mondo più stabile e sicuro. L’Italia abbraccia idealmente le donne e gli uomini delle Forze armate che, con dedizione e amore per la Patria, operano anche nelle aree più critiche, contribuendo alla costruzione della pace e della sicurezza internazionale“, conclude
Fontana: “Onore al coraggio di chi opera per la pace” – “Ricordiamo oggi l’attentato di Nassiriya e i 19 italiani caduti per la pace. Sono vicino alle loro famiglie, ai Carabinieri e all’Esercito. Onore al coraggio di chi opera per la sicurezza e la pace. Con gratitudine e rispetto, mi stringo ai feriti e ai familiari di tutti i caduti nelle missioni italiane a servizio della comunità internazionale“. Lo scrive sui social il presidente della camera Lorenzo Fontana.
Piantedosi: “Grati a chi ha sacrificato la vita per il Paese” – “Nella ‘Giornata del ricordo dei Caduti Militari e Civili nelle missioni internazionali per la pace’ la mia commossa gratitudine va a tutti gli italiani che hanno sacrificato la propria vita al servizio del nostro Paese e della Comunità internazionale, operando con valore e coraggio in complessi teatri di crisi per difendere la pace e la libertà: lo dice il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi. “Oggi commemoriamo anche i nostri connazionali che, impegnati con onore e dedizione per garantire la sicurezza della popolazione, ventuno anni fa rimasero vittime del primo tragico attentato a Nassiriya, città poi colpita da altri due violenti attacchi terroristici, nel 2004 e nel 2006. Nel ricordare con riconoscenza il sacrificio dei nostri caduti, rivolgo la mia sincera vicinanza alle loro famiglie“, ha concluso il titolare del Viminale.
Per gli 82 anni di Sandro Mazzola, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha invitato in via liberazione lui, Bedin, Guarneri e Bordon, portiere degli anni Settatanta. Prima, pranzo nel ristorante di Javier Zanetti
L’Inter della seconda stella che abbraccia quella che nel 1966 vinse la prima. In occasione degli 82 anni di Sandro Mazzola, il club nerazzurro ha celebrato una giornata speciale presso la sede del club, in via della Liberazione. Il presidente Beppe Marotta ha accolto Mazzola, leggendario protagonista della vittoria della prima Coppa dei Campioni del 1964, insieme ad altri giocatori che hanno fatto la storia dell’Inter: i suoi compagni di squadra Aristide Guarneri, Gianfranco Bedin e Ivano Bordon, quest’ultimo interista dal 1969 al 1983, inserito nella Hall of Fame nerazzurra nel 2022. La visita alla sala dei trofei, che hanno contribuito a impreziosire con le loro vittorie, si è conclusa con la consegna ai quattro campioni di maglie personalizzate.
Prima della visita in sede, Marotta ha partecipato a un pranzo organizzato al ristorante il Botinero, di proprietà di Javier Zanetti, sempre per festeggiare gli 82 anni di Mazzola, nato a Torino l’8 novembre 1942. “Ci piaceva festeggiare il compleanno di Mazzola con tutti gli onori, come facciamo ogni anno. Con noi c’erano tanti amici interisti, oltre ovviamente al festeggiato, a Bedin, Guarneri e Bordon. Ho fatto in modo che ciascuno dei grandi giocatori del passato fosse a un tavolo diverso, di modo da dare loro la possibilità di raccontare quel che hanno vissuto agli appassionati riuniti al ristorante”, dice Gianfranco Dentella, tifosissimo nerazzurro, consigliere di Azimut e organizzatore dell’incontro.
Due giorni di riposo non solo per la squadra, ma anche per Baroni stesso. Dopo Monza il tecnico avrebbe voluto godersi una mini-vacanza in Umbria, a Gubbio, con la sua famiglia. Invece in breve tempo la giornata di ieri si è trasformata quasi in un incubo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il mister della Lazio stava pranzando all’Osteria Cernicchi quando si è sentito male avvertendo forti fitte allo stomaco.
È arrivata addirittura l’ambulanza per portarlo in ospedaleper fare tutti gli accertamenti del caso. Si è trattato, come scrive il quotidiano, di una congestione addominale (forse un virus) molto simile a quella che ha colpito Zaccagni nei giorni scorsi.Baroni fortunatamente sta bene ed è già stato dimesso:pericolo scampato, ma quanta paura. Domani (mercoledì) pomeriggio dovrebbe già essere in campo a Formello per guidare la ripresa degli allenamenti.
Le regioni dovranno assicurare l’attuazione della norma. Le perplessità
Novità importanti in manovraper le ricette mediche. A quanto pare la prescrizione bianca, quella compilata dai medici, verrà sostituita da un formato elettronico. D’ora in poi dunque la ricetta arriverà via email o Whatsapp, sia per i farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale sia per quelli a pagamento.
La ricetta medica dematerializzata – Addio ricetta bianca, al suo posto arriverà quella elettronica. La novità è stata inserita in manovra. A stabilirlo l’art. 54 della legge di bilancio in cui si legge che “tutte le prescrizioni a carico del Servizio sanitario nazionale andranno effettuate nel formato elettronico“, al fine di “potenziare il monitoraggio dell’appropriatezza e garantire la completa alimentazione del Fascicolo sanitario on line“.
La disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri, in quanto si tratta di una norma diretta a favorire la tempestiva attuazione di quanto già previsto nel vigente ordinamento. Saranno le regioni a dover assicurare l’attuazione della norma, mediante le autorità competenti per territorio.
Le perplessità – A favore della ricetta dematerializzata il presidente della Federazione dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, ma con qualche perplessità. “Gli strumenti elettronici devono rappresentare un ausilio per il medico e per la qualità dell’assistenza. Il problema è se siamo pronti per farlo, e se le reti di supporto tengono“, ha detto all’Ansa.
Il presidente della Fnomceo ricorda infatti che “ci sono luoghi del Paese nei quali le linee elettroniche non sono stabili o non presenti affatto“. Per questo “se da un lato la ricetta elettronica è uno strumento utile, dall’altro è necessario fare i conti con le peculiarità dell’assistenza“.
Sulla stessa linea Federfarma. “Oggi sono prescritti su ricette dematerializzate il 98% dei farmaci, ma il sistema funziona con criticità“, dichiara il vicepresidenteGianni Petrosillo ricordando che in caso di problemi al Sistema di Accoglienza Centrale (Sac) e ai Sistemi di Accoglienza Regionali (Sar) “non è possibile risalire al tipo di farmaco da erogare. Se ci fosse una sorta di promemoria con il nome del farmaco, sarebbe possibile erogarlo in via provvisoria e poi, con il ripristino della connessione, andare a chiudere ricetta“. Si tratta di un aspetto che Federfarma ha già segnalato al ministero della Salute: “È un problema che va affrontato perché si tratta di rispettare il diritto del cittadino ad avere il farmaco“.
Lunedì, 11 Novembre 2024
WhatsApp: da ora sarà fondamentale per la sanità in Italia, ecco perché
Chi è abituato ad andare dal medico e a ricevere la solita ed indecifrabile ricetta, potrà ottenerla tramite WhatsApp telematicamente.
Tecnologia e sanità sono due campi che ormai si intersecano sempre di più tra loro e lo dimostrano le ultime notizie ufficiali. A quanto pare infatti la classica ricetta bianca dedicata ai farmaci di fascia C non esisterà più nella sua canonica forma cartacea. Questa diventerà completamente telematica, inviata ai pazienti tramite e-mail e anche con WhatsApp.
Esatto, l’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo verrà utilizzata anche a scopi sanitari. Ad indicare le linee guida è stata la nuova manovra, con la prescrizione dei suddetti farmaci che sarà disponibile in fomato digitale e non più su carta.
WhatsApp diventa fondamentale: ora in chat arriveranno anche le ricette dei medici – Il cambiamento rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione del settore sanitario. Con l’eliminazione della ricetta cartacea per i farmaci di fascia C – quelli non rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale – il paziente potrà ricevere direttamente la prescrizione sul proprio smartphone. Basterà mostrare il messaggio ricevuto in farmacia per ottenere il medicinale prescritto. In questo modo, si supera anche il problema della calligrafia a volte indecifrabile dei medici.
La ricetta telematica sarà sicura e firmata digitalmente, garantendo la stessa validità di quella tradizionale. Inoltre, attraverso l’utilizzo di strumenti comuni come WhatsApp o l’e-mail, si agevolerà la comunicazione tra paziente e medico, semplificando la gestione delle prescrizioni, anche per chi ha difficoltà a spostarsi o vuole evitare inutili code in ambulatorio.
I vantaggi di questa scelta sono evidenti: meno carta, maggiore praticità e più accessibilità. A livello di sicurezza, la trasmissione digitale permette di conservare traccia delle prescrizioni, evitando così rischi di smarrimento. Tuttavia, il passaggio al formato telematico potrebbe comportare qualche difficoltà per le persone meno avvezze alla tecnologia, come ad esempio gli anziani. Per ovviare a questo problema, è possibile che venga prevista assistenza specifica per gli aventi bisogno, anche nelle farmacie.
Gli scontri attorno all’una nella zona Gran Madre. Sono in corso le indagini della Digos per identificare gli altri teppisti, una sessantina in tutto, armati di spranghe e bastoni
Parte male il derby di Torino. Nella notte gli ultras della Juventus e del Torino si sono affrontati tra le strade del centro del capoluogo torinese scatenando un’autentica guerriglia urbana . Solo l’intervento delle volanti della Questura di Torino è riuscito a riportare la calma. Il bilancio provvisorio della notte di scontri parla di una decina di ultras, tutti appartenenti alla curva della Juventus, fermati e portati in Questura e di un ultrà juventino arrestato. Sono in corso le indagini della Digos per identificare gli altri teppisti coinvolti negli scontri.
gli incidenti – I fatti in questo momento, l’ipotesi più accreditata è che gli ultras della Juventus e del Torino si siano dati appuntamento per regolare un po’ di conti alla vigilia del derby in programma questa sera, ore 20.45, allo Stadium. Così verso l’una di notte è scattato l’allarme in zona Gran Madre, nel cuore del centro della città di Torino. In tutto sono stati coinvolti una sessantina di ultras, tra bianconeri e granata, quasi tutti incappucciati e molti dei quali armati con spranghe, cinture e bastoni. Alcuni di questi oggetti sono stati sequestrati dalla polizia sul posto. Oggi, giorno del derby, in città è tornata la normalità ma la soglia di attenzione delle forze dell’ordine è aumentata notevolmente dopo gli scontri della notte.
Il rogo divampato in corso Vittorio Emanuele angolo via Beccaria
Incendio in centro aMilano. Nel pomeriggio di oggi, venerdì 8 novembre, una densa nube di fumo nero si è alzata attorno alle guglie del Duomoa causa di un rogo divampato poco distante. L’incendio è scoppiato poco dopo le 15 in un parcheggio sotterraneo di Corso Vittorio Emanuele, angolo via Beccaria.
L’incendio in centro a Milano – Il rogo, stando alle prime informazioni, non sarebbe partito da auto in sosta in un parcheggio sotterraneo – come precedentemente riferito – ma da cavi elettrici posti sotto un’intercapedine delle cantine di un palazzo. È questa l’ipotesi che sta prendendo corpo.
Le immagini sui social – Si moltiplicano sui social network le segnalazioni dell’incendio in centro a Milano, con tante foto e video della densa nube di fumo.
Domato l’incendio – Domate dai vigili del fuoco le fiamme. Gli agenti sono ricorsi anche a getti di schiuma. Non vi sono state persone coinvolte ma l’incendio, che ha danneggiato dei cavi elettrici tesi dal Corso a via Beccaria, ha causato un temporaneo black out nella zona. Sono stati sgomebrati anche i negozi per il tempo necessario.
Mauro Icardi, Galatasaray (Photo by Ahmad Mora/Getty Images via One Football)
Infortunio per Icardi gravissimo. Il centravanti argentino, ex capitano dell’Inter, era uscito soccorso dai medici ieri sera durante Galatasaray-Tottenham di Europa League.
COMUNICATO UFFICIALE – Terribile infortunio per l’ex Inter Mauro Icardi, che chiude anzitempo la sua stagione. Il comunicato del Galatasaray: “Negli esami MRI effettuati presso il nostro ospedale sponsor Medicana, sono stati rilevati una rottura e un danno al menisco del legamento crociato anteriore del ginocchio destro del nostro calciatore Mauro Icardi, infortunatosi nella partita del Tottenham della quarta settimana di UEFA Europa League. È iniziata la riabilitazione preoperatoria del nostro giocatore, di cui è previsto l’intervento chirurgico”.
Infortunio Icardi, l’ex Inter finisce qui la sua stagione – INFORTUNIO– Sfortunato Icardi, che con questo infortunio finisce anzitempo la sua stagione con la maglia del Galatasaray. L’argentino si era fatto male ieri sera durante la partita tra i turchi e il Tottenham di Europa League, vinta dalla squadra giallorossa per 3-2, con doppietta di Victor Osimhen, per rimanere in tema ex Serie A. Icardi in questa stagione aveva totalizzato complessivamente quattordici presenze, condite da sei gol e due assist. La maggior parte di questi realizzati tra massimo campionato turco e appunto Europa League. Ora niente da fare: l’ex attaccante e capitano dell’Inter chiude la sua annata in anticipo.
L’attaccante spagnolo del Milan passerà la notte sotto osservazione per precauzione: ha subito un trauma cranico in allenamento nell’urto fortuito con il difensore serbo
Paulo Fonseca rischia seriamente di dover rinunciare ad Alvaro Morata per la trasferta di Cagliari. Nel corso dell’allenamento di questa mattina l’attaccante spagnolo ha subito un forte trauma cranico dopo uno scontro con Pavlovic ed è stato trasportato subito presso l’ospedale di Legnano. Morata ha effettuato la risonanza che ha dato esito negativo, ma passerà la notte per precauzione presso la struttura ospedaliera dove verrà monitorato ora dopo ora.
L’ex centrocampista di Juventus e Inter al centro di un’inchiesta per violenza sessuale: una donna ha denunciato lui e alcuni compagni del Colo Colo.
La Procura di Santiago del Cile, e in particolare la Fiscalía Metropolitana Oriente, organo investigativo del Governo del Cile, ha aperto un’indagine a seguito di una denuncia per un presunto reato di violenza sessuale che vedrebbe coinvolti alcuni calciatori di Colo Colo, tra cui Arturo Vidal.
L’episodio sarebbe accaduto in occasione di una festa privata, organizzata dai giocatori dela formazione cilena, che stavano festeggiando il compleanno di un membro della squadra.
Le autorità non escludono che altri calciatori possano essere implicati nel caso, attualmente oggetto di indagine da parte del personale specializzato dell’OS9 e del Laboratorio di Criminalistica dei Carabineros (Labocar).
Nonostante la gravità delle accuse, la Fiscalía ha confermato che, fino a questo momento, non ci sono calciatori né detenuti né fermati in relazione a questo caso.
COSA È SUCCESSO – Secondo le informazioni iniziali fornite daRadio ADN, i fatti sarebbero avvenuti in un bar situato nella località di Vitacura, nella Regione Metropolitana,
La presunta vittima, ha chiamato la famiglia per farsi venire a prendere, non sentendosi bene e dunque non essendo in grado di rientrare autonomamente.
Come riporta La Repubblica, la donna non si reggeva in piedi, forse sotto l’effetto di alcol o droga. A sporgere denuncia per aggressione sessuale è stata la sorella.
In base alle informazioni preliminari riportate da Radio ADN, le persone che si trovavano con la vittima nel bar si sarebbero nascoste all’interno del locale all’arrivo delle autorità, per poi darsi alla fuga.
VIDAL COINVOLTO? – Stando a Teletrece, Arturo Vidal era presente sul luogo al momento dell’accaduto.
L’ex centrocampista di Juventus eInter è anche stato fermato dopo aver tentato di fuggire insieme ad alcuni compagni a un posto di blocco.
Per La Repubblica, un’altra ragazza sostiene di essere stata invitata all’evento, di aver visto la ragazza, di aver parlato con la sorella che ha poi denunciati i giocatori e ma che “Vidal non si è mai avvicinato alla presunta vittima”.
FERMATO E RILASCIATO – In evidente stato di ebbrezza, Arturo Vidal è stato l’unico a essere portato alla stazione di polizia, dove è stato trattenuto, prima di essere rilasciato.Il colonnello Gerardo Aravena ha precisato che Vidal “per un controllo dell’identità nell’ambito dei primi accertamenti“.Inoltre ha confermato che la denuncia riguarda effetivamente “giocatori del Colo-Colo“, tra cui Vidal.“Le altre persone sono state sottoposte a un controllo preventivo dell’identità sul posto, sono state registrate e probabilmente saranno convocate per rendere dichiarazioni”.
L’INDAGINE IN CORSO – L’indagine in corso è volta a chiarire le circostanze dell’episodio e a determinare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, suscitando un notevole interesse pubblico e mediatico.Il caso, ancora in fase iniziale di accertamenti, è gestito da personale specializzato, con le autorità impegnate nella raccolta delle prove necessarie per far luce sui fatti denunciati e attribuire eventuali responsabilità.
11 ore fa– Allerta per la piena di un fiume nell’area sud di Barcellona: La protezione civile ha emesso un’allerta per la piena del fiume Llobregat, che attraversa l’aerea metropolitana della periferia sud di Barcellona e sbocca a brevissima distanza dall’aeroporto della città. «Avviso per aumento della portata del fiume Llobregat. La portata è di molto superiore alla media. Superamento della soglia di pericolo a Sant Vicenç dels Horts. Non avvicinatevi alle sponde!“, si legge in un messaggio diffuso sui social. Allerte sono attive anche per altri corsi d’acqua della Catalogna per le forti precipitazioni segnalate o previste nella zona.
12 ore fa – Real Madrid-Milan, Ancelotti: «Il calcio doveva fermarsi»: «Il calcio è una festa. E tu festa la puoi fare quando stai bene, quando la tua famiglia sta bene, quando tutti stanno bene. Quando la gente non sta bene non si può fare festa. Il calcio per me deve fermarsi, perché il calcio è la cosa più importante ma anche la meno importante. Noi però ci siamo dentro, non siamo quelli che comandano e ci adattiamo». Così Carlo Ancelotti, in conferenza stampa, alla vigilia di Real Madrid-Milan. «È stata una settimana tragica e siamo tristi – aggiunge -. Siamo vicini a Valencia e a tutti i paesi coinvolti, vorrei anche sottolineare quanto sia difficile parlare di calcio, così come giocare»
Droni nel parcheggio di Valencia per le ricerche dopo le devastanti alluvioni in Spagna – Il Messaggero
13 ore fa – Governatore Catalogna: evitare mobilità e massima precauzione: – Il presidente catalano Salvador Illa ha chiesto ai cittadini di tutte le province catalane interessate dall’allerta rossa di Protezione civile «il massimo della precauzione» e «di seguire i consigli e le raccomandazioni dei servizi di emergenza». Nell’allerta rilanciata dal governo della Generalitat, si insiste sulla necessità di allontanarsi da torrenti e canali, a causa delle piogge torrenziali, intense da ieri soprattutto nelle province di Tarragona e Garraf e che da questa mattina sferzano l’hinterland e il litorale di Barcellona, ma anche località di Tarragona e del Baix Llobregat, come Castelldefels e Gavà. «Le precipitazioni sono molto intense.”, segnala l’avviso rosso diffuso dalla Generalitat. «E’ molto importante seguire questi consigli: evitare la mobilità. La scuola è un luogo sicuro. Non andare a prendere i bambini. Si raccomanda ai lavoratori di restare nei posti di lavoro», è aggiunto. Dalla mezzanotte di ieri alle 14:00 odierne la Generalitat ha limitato la mobilità, eccetto per le situazione di forza maggiore e i servizi essenziali. E ha sospeso le attività scolastiche, universitarie e sportive nelle zone della provincia di Tarragona del’Alt Camp, Baix Camp, Ebro, Baix Penedes, Montsià, Pnorat, Ribera d’Ebro, Taggagones e Terra Alta
13 ore fa –Caos in autostrada a Terragona: La circolazione sull’autostrada AP7 è stata interrotta all’altezza di Tarragona. L’allerta dell’agenzia statale di meteorologia riguarda l’intero litorale di Barcellona, per precipitazioni accumulate in 12 ore di 180 litri per metro quadro, che riguarderanno soprattutto la zona del Baix Llobregat.
14 ore fa –Allerta rossa a Barcellona, 17 voli deviati: Per l’impatto di una nuova Dana che si sposta a nord del versante del Levante di Spagna, una nuova allerta rossa è stata lanciato dalla Protezione civile con messaggi es-Alert per piogge torrenziali, che dalle prime ore del mattino hanno colpito la provincia di Castellon, la Catalogna e la provincia di Barcellona.
Sono stati interrotti i collegamenti ferroviari regionali dal gestore delle infrastrutture Renfe e sono stati deviati almeno 17 voli dall’aeroporto di El Prat di Barcellona, dove le piogge torrenziali hanno inondato parte dello scalo aereo.
17 ore fa – Sindaco Aldaia: nel parcheggio pochi veicoli senza vittime: – Dopo aver ridotto il livello dell’acqua nel parcheggio del centro commerciale Bonaire, nel comune di Aldaia alle porte di Valencia, c’è la speranza che la tragedia annunciata possa ridimensionarsi. «Si sta facendo un lavoro impressionante per drenare l’acqua. Ma vogliamo ridimensionare le notizie sulla dimensione della tragedia. Non è un parking completo di 5.000 veicoli che è stato sepolto dal fango, era al livello minimo di occupazione. Secondo le prime notizie, sono stati identificati venti veicoli e senza che sia stata rilevata la presenza di vittime». E’ quanto ha affermato a Tve il sindaco di Aldaia, Gullermo Lujan.
18 ore fa – Allerta a Tarragona: Allerta ora a Tarragona. Immagini sui social mostrano la zona colpita da forti piogge, con video che ricordano quello che è successo a Valencia.
18 ore fa – Re Felipe presiede la riunione dell’esercito per la catastrofe: Dopo la rabbia e la protesta esplosa ieri a Paiporta, che ha costretto re Felipe VI e la regina Letizia, con il premier Pedro Sanchez e il governatore di Valencia, Carlos Mazon a interrompere la visita nelle località più colpite dall’alluvione in Spagna, il monarca ha modificato la sua agenda ufficiale per presiedere la riunione del centro di comando dell’Unità militare dell’esercito (Ume) a Torrejon de Ardoz (Madrid). Lo rende noto una nota della casa reale. Nonostante i lanci di fango e oggetti contro la comitiva ufficiale, Felipe VI ha ascoltato le grida di aiuto della popolazione colpita a Paiporta: «Felipe non ci abbandonare». E ha garantito che «lo Stato in tutta la sua interezza è e sarà presente» nei comuni devastati dalle alluvioni per far fronte alla catastrofe. La visita dei monarchi a Paiporta e Chiva, il ‘ground zero’ delle aree colpite dalla Dana, è stata su loro iniziativa, per esprimere solidarietà alle famiglie colpite, nonostante fosse stata sconsigliata per motivi di sicurezza, secondo fonti governative citate oggi da vari media iberici, fra i quali El Pais.
18 ore fa – Il bilancio delle vittime delle inondazioni in Spagna è salito a almeno 217 morti: Il bilancio delle vittime delle inondazioni in Spagna è salito a almeno217 morti. Il re e la regina di Spagna e il primo ministro Pedro Sanchez sono stati costretti domenica a interrompere la loro visita nel sud-est del Paese, devastato dalle inondazioni, di fronte ad una folla inferocita. Arrivati a mezzogiorno a Paiporta, una citta di 25.000 abitanti tra le piu colpite dalla tragedia, Re Felipe VI e la Regina Letizia sono stati accolti da residenti furiosi, che hanno attaccato Sanchez e il presidente della regione di Valencia, Carlos Mazon. «Assassini! Assassini!“, hanno gridato i residenti infuriati. Alcune persone hanno lanciato fango e altri oggetti contro il corteo, mentre sono stati lanciati insulti al Primo Ministro e a Mazon, membro del Partito Popolare (PP) di destra, secondo quanto riferito dai giornalisti dell’AFP presenti sul posto.
L’episodio è avvenuto alla fine del match che ha visto la vittoria degli uomini di Christian. I tifosi di Varese sono usciti dal palazzetto dieci minuti prima dell’epilogo della partita. L’agguato è avvenuto a pochi passi dall’ingresso del PalaTrieste. Secondo una prima ricostruzione ci sono almeno tre feriti
Diversi tifosi di Varese sono stati protagonisti di un violento scontro con alcuni tifosi triestini, avvenuto a Valmaura al termine della partita stravinta dalla squadra di coach Christian. Secondo prime e sommarie informazioni ci sarebbero almeno quattro feriti, una rappresentante delle forze dell’ordine e tre triestini. Questo il racconto di un testimone raccolto da TriestePrima: “Una ventina di tifosi, tra varesotti e ultras dell’Udinese, sono usciti dal palazzetto una decina di minuti prima della fine della partita. Hanno teso un agguato ad altri tifosi, lanciando fumogeni. Erano armati di mazze di legno, qualcuno ha detto di aver visto anche qualche coltello. Il fatto è che nel momento in cui si sono presentati nella zona dell’ingresso del palazzetto. In quel momento c’erano solo famiglie“.
Poi ad un certo punto compaiono anche tifosi triestini. “E’ volato anche un cassonetto di plastica con all’interno bottiglie di vetro. Più di qualcuno si è fatto male“. Alla conta, come conferma la questura, ci sono tre tifosi (con alcune lacerazioni alla testa) e una poliziotta ferita (sempre colpita al capo). Le condizioni dei feriti non sono gravi. La tifoseria di Varese è gemellata da qualche tempo con il tifo organizzato dell’Udinese. In palazzetto si è visto uno striscione della “Vecchia guardia” della tifoseria friulana, mentre il gruppo di tifosi varesotti è quello riconducibile a “Gli Arditi“, tifo organizzato vicino agli ambienti di estrema destra.
L’aggressione sul convoglio regionale Genova-Busalla, all’altezza delIa stazione di Rivarolo. Dichiarato uno sciopero di 8 ore
Accoltellato un capotreno sul convoglio regionale Genova-Busalla, all’altezza delIa stazione di Rivarolo. Ancora da chiarire la dinamica di quanto successo, ma dalle prime informazioni sembra che la violenza sia avvenuta durante il controllo dei biglietti. Fermati i due aggressori.
“Basta tolleranza, gesti del genere non restino impuniti”, ha scritto sui social il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Capotreno aggredito, cosa sappiamo – Erano le 13:30 circa quando il capotreno è stato accoltellato sul treno regionale. La vittima sarebbe stata colpita da due coltellate che non hanno raggiunto organi vitali. Il 40enne soccorso dal personale del 118 è stato portato in codice rosso all’ospedale Villa Scassi.
I carabinieri hanno immediatamente circondato la zona limitrofa alla stazione con diverse pattuglie. Poi grazie alla descrizione fornita da alcuni testimoni hanno individuato e fermato i due aggressori, secondo quanto riporta GenovaToday. Si tratta di due ragazzi di origine nordafricana.
Salvini: “Nessuna clemenza” – “Capotreno accoltellato da nordafricani senza biglietto a Rivarolo. Piena solidarietà al ferito, attualmente in gravi condizioni. E ora nessuna clemenza per i responsabili: gesti del genere non devono rimanere impuniti“. Così, su X, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Solidarietà al lavoratore aggredito anche dalla senatrice genovese del Pd Annamaria Furlan: “Servono misure per affrontare i rischi concreti per l’incolumità dei lavoratori e degli stessi pendolari, fatto gravissimo“.
Bellissimo gesto di Pepê durante Porto-Estoril: l’attaccante brasiliano si è fermato quando era davanti alla porta, dopo essersi accorto che il suo avversario era crollato a terra per un infortunio. Applausi di pubblico e avversari.
Tutto il Portogallo applaude il gesto di Pepê, attaccante brasiliano del Porto, che domenica si è fermato mentre aveva la porta davanti a sé dopo un fulmineo contropiede, quando si è reso conto che il difensore dell’Estoril che correva con lui verso il pallone si era accasciato al suolo, in seguito ad un infortunio muscolare. Un gesto bellissimo di fairplay che ricorda molto da vicino quello che vide protagonista Paolo Di Canio in un Everton-West Ham del 16 dicembre 2020: in quella circostanza l’attaccante italiano raccolse il pallone con le mani in piena area di rigore, fermando l’azione dopo aver visto l’infortunio del portiere avversario. È lo sport nella sua massima espressione, l’umanità più pura che si fa largo nell’ossessione di vincere a qualsiasi costo: Pepê non ci ha pensato molto, il suo è stato un gesto istintivo. Gli avversari ne hanno riconosciuto la limpidezza e lo hanno abbracciato, tra gli applausi del pubblico.
Pepê, ex-jogador do Grêmio, atualmente no Porto, optou por não marcar o gol após um adversário se machucar durante a jogada.
Il bellissimo gesto di fairplay di Pepê in Porto-Estoril: si ferma davanti alla porta con l’avversario a terra – Il Porto era impegnato domenica sera allo Estadio do Dragão contro l’Estoril, un match importante per mantenere la distanza di tre punti dal Benfica capolista, che sabato aveva vinto in casa del Farense. A metà del primo tempo, sul punteggio di 1 – 0 per i padroni di casa, c’è stata una velocissima ripartenza innescata da un lungo e preciso lancio del portiere del Porto Diogo Costa. Pepê si è involato a sinistra verso la porta dell’Estoril, mentre Pedro Amaral provava a contrastarlo, andando spalla contro spalla. Il difensore ospite ha fatto qualche altro passo, poi si è toccato i flessori ed è crollato a terra. A quel punto Pepê – pur defilato – aveva davanti a sé la porta, ma si è fermato quasi immediatamente dopo aver capito cos’era successo al suo avversario.
Era una chiara occasione da rete, ma il brasiliano ex Gremio – da tre anni al Porto – ha sentito che la cosa giusta da fare era un’altra: un gesto tanto umano quanto bello, in uno sport spesso dominato dalla vittoria da raggiungere a qualsiasi prezzo. Gli applausi si sono alzati dagli spalti del do Dragao, mentre i giocatori dell’Estoril ringraziavano Pepê riconoscendone la sportività, così come applaudiva anche l’allenatore del Porto Vitor Bruno.
L’infortunio di Pedro Amaral si è rivelato piuttosto grave: il 27enne terzino portoghese è uscito con notevoli difficoltà dal campo, costringendo il tecnico dell’Estoril a sostituirlo. Il match è stato poi vinto dal Porto 4-0: la classifica adesso dice Benfica primo a quota 30, inseguito dai Dragões
Previstetemperature miti per la stagione e cieli parzialmente nuvolosi, ma con nuvole basse e poca visibilità la mattina e la sera: ecco rischi e suggerimenti per gli automobilisti
Allerta nebbia gialla emanata dal servizio meteo dell’Aeronautica militare
L’inizio settimana che segue al ponte di Ognissanti vedrà un tempo stabile, con temperature piuttosto calde per la stagione – tra 8 e 15 gradi Celsius – ma con un’insolita concentrazioni di nuvole basse. Su Milano e tutta la pianura della Lombardia il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare ha emanato un’allerta nebbia gialla per il pomeriggio e la sera di lunedì 4, martedì 5 e mercoledì 6 novembre. L’allarme toccherà soprattutto le province di Milano, Monza, Pavia, Bergamo, Brescia, Lodi, Cremonae Mantova.
Quando ci sono fenomeni di nebbia intensa si assiste a un picco di incidenti, soprattutto sulle strade provinciali e statali. Le autorità consigliano di ridurre la velocità per avere più tempo di reazione in caso di ostacoli improvvisi (se vedi meno di 50 metri, la velocità dovrebbe essere sotto i 50 chilometri orari), di mantenere più distanza di sicurezza, di accendere i fendinebbia(evitare gli abbaglianti), di tenere finestrini e parabrezza puliti e ben sbrinati e, soprattutto, di evitare assolutamente sorpassi.
Meteo di lunedì 4 novembre – Temperature miti per la stagione e qualche schiarita in giornata: La giornata inizierà con cieli parzialmente nuvolosi, con schiarite nel corso della mattinata. Le temperature massime a Milano raggiungeranno i 17 gradi, mentre le minime si attesteranno intorno agli 8 gradi. In altre città lombarde, come Brescia e Bergamo, le massime saranno un po’ più basse. È previsto un allarme giallo per nebbia in vigore dalle 2:00 alle 8.00, con importanti riduzioni della visibilità nelle prime ore del mattino. Climaticamente i valori rimarranno sopra le medie del periodo specialmente in montagna.
Meteo di martedì 5 novembre – Banchi di nebbia in pianura a partire dal pomeriggio: rischi per gli automobilisti : Si prevede una giornata con cieli prevalentemente nuvolosi e temperature leggermente in calo. A Milano, la massima sarà di circa 15 gradi e la minima di 7. Mercoledì sarà la giornata peggiore per gli automobilisti: è in vigore un allarme giallo per nebbia dalle 17:00 alle 8.00 del giorno successivo, con probabili riduzioni della visibilità durante le ore dopo il tramondo e la formazioni di densi banchi in pianura. Sole sulle Alpi e zero termico nell’intorno di 3.500 metri.
Meteo di mercoledì 6 novembre – Cieli nuvolosi e temperatura miti: ma in pianura persiste la nebbia: La giornata sarà caratterizzata da cieli parzialmente nuvolosi, con temperature stabili. A Milano la temperatura rimarrà stabile rispetto ai giorni precedenti. A Brescia e Bergamo, le massime si attesteranno intorno ai 14 gradi. Anche per giovedì è previsto un allarme giallo per nebbia dalle 17:00 a mezzanotte, con possibili riduzioni della visibilità nelle ore serali.
Verso il 10′ gli ultras rossoneri hanno lasciato il settore ospiti. Il motivo
Tutti fuori. Verso il 10′ del primo tempo, sul risultato di 0-0, gli ultras del Milan hanno lasciato il settore ospiti dell’U-Power stadium, dove erano arrivati per la partita con il Monza. Improvvisamente, quando la gara era cominciata da poco, lo spicchio centrale si è svuotato, con centinaia di tifosi rossoneri che si sono riversati all’esterno dell’impianto brianzolo.
Sembra, stando alle primissime informazioni apprese, che si tratti di una protesta scattata dopo che ad alcuni ultras è stato vietato l’accesso allo stadio. A quel punto il resto della Sud avrebbe deciso di uscire dall’U-Power in segno di solidarietà. L’ingresso sarebbe stato proibito ad alcuni tifosi che risultavano in “black list” perché daspati dopo la trasferta di Firenze, durante la quale sui bus di alcuni supporter rossoneri erano stati scoperti, e sequestrati, spranghe, coltelli e bastoni. Dal canto loro, invece, i tifosi bloccati ai cancelli avrebbero spiegato di non aver ricevuto nessuna notifica del provvedimento.
Gli ultras rossoneri – che dal giorno dell’arresto dei loro leader non espongono più lo striscione curva Sud Milano – erano arrivati all’ex Brianteo in corteo, accendendo anche alcuni fumogeni. Poi, poco dopo l’ingresso, la marcia indietro e la protesta.
Assaltato il polo logistico di Monticelli d’Ongina, tra Cremona e Piacenza. I ladri hanno fatto razzia di prodotti hi-tech
Un gruppo di banditi ha assaltato nella notte la sede Dhl di di Monticelli d’Ongina, tra le province di Piacenza e Cremona. Un colpo in grande stile e preparato nei minimi dettagli. Come racconta IlPiacenza, i ladri hanno piazzato auto e furgoni di traverso lungo le quattro vie di accesso al polo logistico e gli hanno dato fuoco. I veicoli sarebbero risultati rubati. La strada è stata inoltre disseminata di chiodi a tre punte per rallentare l’arrivo dei carabinieri. Una banda ha quindi sfondato le sbarre d’ingresso tenendo sotto il tiro delle armi le guardie presenti.
Il colpo alla sede Dhl – Gli altri complici intanto hanno iniziato a svuotare i camion e i magazzini del polo logistico. Avrebbero preso di tutto: telefonini, tablet e computer nuovi. Tutta merce hi-tech per un valore non ancora quantificato, ma che probabilmente ammonta a svariate centinaia di migliaia di euro. I banditi sono poi fuggiti a tutta velocità in direzione di Cremona. Sul posto, insieme alle guardie dell’istituto di vigilanza, sono arrivati in forze i carabinieri da Fiorenzuola e Piacenza, mentre i vigili del fuoco hanno spento gli incendi. Ora sono in corso le indagini tecniche e scientifiche per risalire agli autori del colpo.
Re Felipe VI e il premier Pedro Sanchez oggi nei comuni valenziani colpiti dalle inondazioni. Allerta arancione per nuovi temporali sulla regione.
Continua a salire il bilancio delle vittime delle peggiori inondazioni del secolo sul versante del Lavante spagnolo: sono 213 i morti, in gran parte – 210 – nei comuni della cintura sud di Valencia, ai quali si aggiungono 3 donne morte in Castiglia la Mancia e Andalusia, secondo l’ultimo bilancio del Centro di emergenze della Regione di Valencia.
Il re Felipe VI e il premier Pedro Sanchez visiteranno oggi le zone colpite, dove sono giunti altri 5.000 militari, come annunciato ieri dal premier.
Sono in tutto 7.500 i membri dell’esercito impegnati sul territorio nella ricerca dei dispersi, ai quali si sono uniti 5.000 fra agenti di polizia e guardia civile mobilitati dal ministero dell’Interno, che si sono uniti ai 5.000 già presenti sul territorio. Secondo le autorità è stata ripristinata l’elettricità per il 94% delle utenze, ma 7mila persone restano ancora senza luce e in migliaia senza acqua.
Al quinto giorno dalle inondazioni si riducono le speranze di trovare sopravvissuti fra i ‘desaparecidos‘ il cui numero è ancora imprecisato. Le ricerche sono concentrate nei parcheggi di centri commerciali e abitazioni rimasti finora isolati dalla marea di fango. Si temono decine di vittime intrappolate nel parking del centro commerciale Bonair di Aldaia, dove le idrovore hanno aspirato da ieri il 75% dell’acqua che arriva a quattro metri di altezza nei due piani interrati. Nel parcheggio sono entrati i vigili del fuoco e i militari dell’Ume con alcuni scafi, per cercare persone nelle auto sommerse in quello che potrebbe essere un enorme cimitero di fango. La Protezione civile ha attivato team di psicologi per assistere i familiari delle possibili vittime.
Continuano le operazioni di soccorso anche nel parcheggio del supermercato Consum, a Benetusser, dove fra le auto ingoiate dall’acqua si cercano almeno 20 persone.
“Non si stimano 1.900 dispersi. 1900 è il numero di chiamate al 112 di familiari che non hanno notizie dei propri cari, ma in gran parte questo risponde alla mancanza di comunicazioni“, ha chiarito il ministro dell’Interno, Fernando Grande Marlaska ieri sera alla Cadena Ser. “Stime del genere ci indurrebbero in errore e non generano fiducia“, ha aggiunto.
La priorità dei militari dell’Unità di emergenza (Ume) e dei servizi di emergenza è trovare eventuali sopravvissuti e ripristinare strade e infrastrutture per fare arrivare aiuti alle popolazioni colpite. Il presidente della Generalitat, Carlos Mazòn, ha chiesto ieri sera che si uniscano sette ministri del governo centrale ai lavori del Centro di coordinamento delle emergenze per la gestione della catastrofe, che resta sotto il suo mandato, nonostante le incendiate polemiche sui ritardi nel lanciare l’allarme alle popolazioni dell’arrivo della Dana e nei successivi soccorsi.
La circolazione nelle zone colpite della provincia di Valencia resta limitata ai mezzi di soccorso, ai servizi sanitari e di emergenza, ai residenti e a coloro che assistono persone disabili o dipendenti. A causa dell’allerta gialla dichiarata per l’avviso di Amet, la società statale di meteorologia, sul versante di Levante, per piogge torrenziali previste oggi, la Generalitat ha vietato l’accesso di volontari ad almeno 11 comuni colpiti dalle alluvioni.
Rischio temporali: allerta arancione per la regione di Valencia – E’ di nuovo allarme in Spagna per il maltempo. L’Agenzia meteorologica statale (Aemet) ha emesso un’allerta arancione sul litorale della provincia di Valencia, sulla costa e nell’entroterra settentrionale di Castellón a causa di precipitazioni che potrebbero raggiungere i 150 litri per metro quadrato in 12 ore.
L’allerta, che sarà attiva dalle 9:00 alle 23:59 di oggi, prevede anche precipitazioni di 50 litri per metro quadrato in un’ora sulla costa meridionale di Valencia e di 40 l/m4 in un’ora nella parte centro-settentrionale, a Castellon. Secondo l’agenzia Aemet i temporali potrebbero essere accompagnati anche da grandine.
Decisione del Prefetto per motivi di sicurezza: vietata la vendita dei biglietti ai tifosi cosentini in vista dell’incontro del 9 novembre al Rigamonti per evitare rischi di ordine pubblico.
Per la partita “Brescia – Cosenza” in programma il 9 novembre, il Prefetto di Brescia Andrea Polichetti hadisposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Cosenza. Il provvedimento, adottato in sintonia con le linee guida dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, si inserisce in un quadro di misure cautelative finalizzate a garantire l’ordine pubblico. Il divieto giunge a seguito di episodi di violenza registrati durante un incontro tra le stesse squadre disputato il 1° giugno 2023 allo stadio Rigamonti, in cui furono feriti operatori delle Forze dell’ordine e steward. Con questo provvedimento, che ha visto anche il coinvolgimento del Questore di Brescia, le autorità mirano a evitare nuovi episodi critici e a tutelare la sicurezza della manifestazione sportiva e dei presenti.
Mentre, sul campo, il Milan è impegnato a raddrizzare una stagione non partita nei migliori dei modi, fuori ilproprietario Gerry Cardinale sta pianificando il futuro societario dei rossoneri.Ci sono, infatti, da restituire a Elliott, che ha venduto il Milan a RedBird nel 2022,i 560 milioni (diventati 700 con gli interessi) che proprio il fondo di Paul Singer aveva prestato a Cardinaleper completare l’acquisto delle quote di maggioranza della società rossonera, di cui ora RedBird detiene il 96%.
TRE SCENARI – La scadenza perla restituzione del prestito è fissata al 31 agosto 2025 e, a meno di un anno dal termine, Il Sole 24 Ore ha prefiguratoitre scenariche possono configurarsi. Il primo è il riscadenziamento del prestito con Elliott per un’altra stagione, ma ci sarebbe anche la possibilità di rifinanziare il prestito con altri credit fund statunitensi. In entrami i casi Cardinale dovrebbe mettere in conto un aumento degli interessi e, pertanto, un aumento della cifra complessiva da rimborsare. CESSIONE – Il terzo scenario che propone il quotidiano economico riguardala cessione delle quote di minoranza del Milana eventuali investitori in arrivo dal Golfo del Persico, nonostante le recenti smentite della proprietà rossonera. Il Sole 24 Ore esclude, invece, la possibilità che RedBird possa emettere un bond.
L’alterazione artificiale del clima suscita preoccupazioni per le conseguenze imprevedibili nella regione
Negli ultimi mesi, il fenomeno del cloud seeding (inseminazione delle nuvole) ha attirato l’attenzione in relazione alle alluvioni che hanno colpito la Spagna, in particolare a causa delle nuove iniziative del Marocco per aumentare le precipitazioni. A fine agosto, l’agenzia meteorologica spagnola El Tiempo ha lanciato un allerta riguardo i rischi connessi a questi progetti, sottolineando che il Marocco sta sviluppando un totale di 20 progetti di cloud seeding nell’ambito del suo piano nazionale per combattere la scarsità idrica. L’obiettivo è quello di incrementare le precipitazioni in specifiche aree del Paese fino al 15%.
L’allarme già ad agosto – Questi progetti, pur mirati a migliorare le risorse idriche in Marocco, destano preoccupazione nelle regioni limitrofe, come il sud della Spagna e, in particolare, a Ceuta e Melilla. L’agenzia meteorologica spagnola ha messo in evidenza che l’alterazione artificiale del clima potrebbe avere conseguenze imprevedibili per l’intera area. Le abbondanti piogge, in luoghi dove la geografia e l’ambiente non sono abituati a tali condizioni, possono provocare inondazioni e aumentare l’erosione del suolo.
Inoltre, il cloud seeding può modificare l’umidità relativa dell’atmosfera, portando a siccità in aree inattese o a piogge intense. La relazione tra le recenti inondazioni in Spagna e l’inseminazione delle nuvole in Marocco solleva interrogativi sui potenziali effetti a catena di questa geoingegneria climatica. Secondo alcuni esperti, i cambiamenti climatici stessi possono già causare un aumento dei fenomeni meteorologici estremi, come tempeste e grandinate.
In questo contesto, si aggiunge la dimensione geopolitica, poiché le decisioni di un singolo Paese possono alterare le condizioni ambientali e generare conflitti tra Stati, come tra Spagna e Marocco.
Un rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato dopo il vertice sul clima COP28 del 2023, ha evidenziato che la geoingegneria climatica potrebbe innescare reazioni a catena con rischi significativi per la vita umana, gli oceani, le temperature globali e la biodiversità.
Emma Ruttkamp-Bloem, presidente della Commissione mondiale dell’Unesco per l’etica della conoscenza scientifica e della tecnologia, ha avvertito che l’ingegneria climatica presenta rischi sia per l’interazione con il clima, sia per il potenziale di aumentare i rischi esistenti e generarne di nuovi. È cruciale comprendere appieno gli effetti e le implicazioni etiche di queste tecnologie prima di continuare il loro sviluppo. Qualsiasi dibattito sull‘ingegneria climatica deve considerare anche le dimensioni etiche e politiche, riflettendo gli interessi opposti di diverse regioni e comunità.
Cos’è il cloud seeding – Con inseminazione delle nuvole, semina delle nuvole o ancora col termine inglese di cloud seeding s’intende una tecnica che mira a cambiare la quantità ed il tipo di precipitazione attraverso la dispersione nelle nubi di sostanze chimiche che fungano da nuclei di condensazione per favorire le precipitazioni. Questa tecnica può essere impiegata sia per aumentare la piovosità in zone aride sia per prevenire la formazione di grandine in fronti temporaleschi. Le sostanze possono essere disperse da aerei, rilasciate da dispositivi a terra, o veicolate tramite uso di razzi o cannoni antiaerei. In base alla tecnica impiegata, queste possono essere iniettate direttamente nelle nuvole, lasciate cadere al di sopra di esse oppure disperse al di sotto delle nuvole affinché siano trasportate al loro interno dalle correnti ascensionali.
La decisione dopo le alluvioni che hanno devastato la città
Il Gp di Valencia, ultimo appuntamento del Motomondiale 2024, è stato annullato. Il Gp era in calendario il 17 novembre nella città sconvolta dalle alluvioni che hanno provocato oltre 200 morti. La Dorna, che organizza il Motomondiale, ha ufficializzato l’annullamento. Ora, bisogna trovare una sede alternativa per l’ultima gara dell’anno, probabilmente decisiva per il titolo MotoGp.
Secondo Autosport, è stata presa in considerazione e scartata l’ipotesi di far slittare il Gp di Valencia al 24 novembre. La data della gara rimane invariata ma cambia la sede: in lizza i circuiti spagnoli di Barcellona e Jerez oltre a quello portoghese di Portimao. Si valuta anche la soluzione in Qatar.
La decisione – “In seguito alle devastanti inondazioni che hanno colpito la zona, la MotoGp è al fianco della comunità di Valencia. I nostri cuori sono con tutti coloro che hanno sofferto delle perdite, anche di grande entità. Siamo stati in costante contatto con le autorità locali e il circuito per valutare al meglio come aiutare e procedere”, l’annuncio della MotoGp. “Sentiamo una responsabilità nei confronti di ogni regione in cui gareggiamo, che va ben oltre lo sport e gli eventi. Dopo aver valutato con attenzione il possibile impatto positivo di una gara della MotoGp da disputare a Valencia in date posticipate, tenendo conto dell’esigenza di garantire che nessuna risorsa venisse sottratta dalla presenza della MotoGp agli sforzi necessari per il recupero, il campionato e le autorità locali sono stati costretti a cancellare il Gp di Valencia del 2024“,
“La MotoGp non correrà a Valencia, ma per Valencia. Il campionato si impegnerà collettivamente per sostenere i fondi di soccorso già esistenti e garantire un impatto positivo collegato all’area nel modo migliore per le persone e le comunità di cui ha fatto parte da così tanto tempo. Gli sforzi inizieranno già durante il Gp della Malesia e continueranno in occasione dell’ultimo round del 2024, con una nuova sede e date che saranno annunciate non appena confermate. I tifosi di tutto il mondo, i piloti e il paddock meritano un finale sportivo per la stagione 2024, che possa dare un contributo fondamentale al sostegno delle comunità in cui corriamo. Ogni ulteriore informazione sul finale di stagione verrà confermata appena possibile“, conclude la nota.
Cosa hanno detto i piloti – “Non penso sia giusto correre lì“, le parole di Pecco Bagnaia, pilota Ducati e campione del mondo, prima che venisse reso noto il provvedimento. “Spero che prendano in considerazione che a livello etico non è la situazione giusta né la cosa corretta. Anche a costo di perdere il Mondiale, io a Valencia non sono disposto a correre“,
Identica la posizione di Martin: “Anche se l’impianto fosse a posto, sarebbe comunque complicato: per il rispetto dovuto agli abitanti, ma anche per la logistica del Gran Premio, per gli spostamenti nostri e del pubblico. È più logico gareggiare da un’altra parte“.
Tragedia nel mondo del calcio, morto l’ex Valencia Castillejo per l’alluvione – (LaPresse) – calciomercatoweb.it
Difronte a tragedie del genere non esistono rivalità né colori, soprattutto quando a perdere la vita è un ragazzo che in un ambiente complicato come quello che è il calcio si è sempre fatto volere bene.
Calcio in lutto: è morto l’ex Valencia Castillejo
Una notizia terribile ha travolto il mondo del calcio, così come ha fatto l’alluvione negli scorsi giorni su Valencia e le zone limitrofe alla città spagnola. Sfortunatamente questa tragedia ambientale ha recato più danni del previsto, visto che oltre a palazzi distrutti, ci sono state sfortunatamente anche 150 vittime.
Fra queste anche l’ex calciatore del Valencia Castillejo, il cui corpo in fin di vita è stato rinvenuto e riconosciuto dai soccorritori che in questi giorni ci stanno mettendo del loro meglio per cercare in qualche modo di far rientrare, per quanto possibile, la situazione. Cresciuto nella cantera degli El Che, il giovane non si è mai tolto la soddisfazione di poter esordire con la prima squadra, ma in compenso ha avuto una discreta carriera nelle serie inferiori spagnole.
Appena giunta la notizia, tutti i club iberici, compreso il Valencia, si sono uniti al cordoglio della famiglia di José Castillejo, portato via da un alluvione a soli 28 anni. Nel 2020, prima di rimanere svicolato, il centrocampista classe ’96 aveva vestito la maglia del Vilamarxant CF, squadra della provincia di Valencia che milita nella terza divisione spagnola, l’equivalente della nostra Serie C.
Castillejo ha perso la vita a 28 anni: i messaggi dal mondo del calcio – José Castillejo rientra fra le 150 vittime che ha causato l’alluvione di Valencia. L’ex centrocampista del Valencia aveva 28 anni, ed ancora diverso tempo davanti per continuare a fare quello che più gli piaceva, giocare a calcio, nonostante avesse deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo l’esperienza al Vilamarxant.
La vita, però, è stata troppo crudele con lui così come con tutte le altre persone decedute in questo disastro ambientale. Giunta la notizia, immediati sono stati i messaggi di cordoglio dal mondo del calcio spagnolo, internazionale e dei club per i quali ha giocato, come ad esempio l’Eldense, che si è detto estremamente dispiaciuto per la scomparsa di un ragazzo che è stato sin da subito, e per sempre, amato e voluto bene dall’ambiente rossoblù. Oltre al club di Serie B, nelle scorse ore è anche il messaggio del Valencia,club nel quale il giovane José Castillejo è cresciuto come uomo e calcisticamente parlando.
Castillejo vittima dell’alluvione, aveva 28 anni (LaPresse – @c.d.roda Instagram) – calciomercatoweb.it