articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2018/10/24/news/cos_e_l_obsolescenza_programmata-209830476/
E’ il ciclo di vita ”a tempo” dei dispositivi elettronici. Nel 1923 il cartello Phoebus mise d’accordo i produttori per far durare le lampadine non più di mille ore. Dopo l’obsolescenza “programmata”, è arrivata quella “percepita”. Oggi l’Antitrust inchioda Apple e Samsung per gli aggiornamenti di sistema
PRIMA o poi arriva il momento di buttare via il phon, il televisore o il telefonino. E’ colpa dell'”obsolescenza”, l’invecchiamento che porta a fine corsa anche i dispositivi elettronici. Ma se il “poi” è la promessa (mai mantenuta) che durino per sempre, è quel “prima” che preoccupa. Nel secondo caso, si parla di “obsolescenza programmata”, quando si intende il termine di durata di un prodotto imposto dall’azienda che lo produce.
•I casi che hanno fatto la storia
In passato accadde per la prima volta con la lampadina a incandescenza: era il 1923 e le principali aziende produttrici (tra cui Osram, Philips, General Electric) si misero d’accordo per far durare la luce non più di mille ore, riducendo le 2500 cui erano abituati i consumatori. Quello standard internazionale stabilito dal “cartello Phoebus” segnò la storia della tecnica voluta dalle aziende per ridurre deliberatamente la durata di funzionamento di un prodotto, garantendosi il ricambio con oggetti di ultima generazione. Un effetto che il consumismo ha visto crescere in molti settori, oltre all’elettronica, dalla moda alle automobili. continua a leggere


