16 maggio 1982 – Con il gol di Faccenda il Genoa pareggia e il Milan retrocede per la seconda volta in serie B
Chissà perché si ricorda del 5 maggio 2002 e non il 16 maggio……..
“Il Milan è stato due volte in Serie B: una volta pagando, un’altra gratis”: questa una delle massime dell’indimenticabile avvocato Peppino Prisco dedicata ai sempiterni rivali rossoneri, a ricordare loro l’onta delle due retrocessioni nello spazio di tre stagioni, la prima decretata a seguito dello scandalo calcioscommesse, la seconda sul campo, arrivata proprio il 16 maggio di 31 anni fa.
Un’altro 16 maggio……
16-05-2010 – Siena – Inter 0 – 1 Serie A 18° SCUDETTO
Il quinto scudetto consecutivo della nuova GRANDE INTER. Il secondo tassello per la TRIPLETTA…..
Massimo Moratti (Bosco Chiesanuova, 16 maggio 1945)è un imprenditore, dirigente d’azienda e dirigente sportivo italiano; è stato presidente dell’Inter in due periodi diversi (dal 25 febbraio 1995 al 19 gennaio 2004 e dal 6 settembre 2006 al 15 novembre 2013) nonché presidente onorario fino al 23 ottobre 2014. Attualmente ricopre il ruolo di amministratore delegato della Saras.
La Boldrini: ‘Dedicata a Carolina e a tutte le vittime’
Fonte e articolo: http://www.camera.it/leg17/522?tema=prevenzione__e_repressione_del_bullismo_e_del_cyberbullismo
La Camera dei deputati, nella seduta del 17 maggio 2017, ha approvato in via definitiva – senza ulteriori modifiche – la proposta di legge A.C. 3139-B, volta alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La proposta, già approvata dal Senato e poi modificata dalla Camera (20 settembre 2016), era stata nuovamente approvata con modificazioni dal Senato.
Il provvedimento introduce una serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate in particolare a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità.
Favorevoli 432 contrari 0 astenuti 1. La Camera approva in via definitiva il testo su prevenzione e contrasto del #cyberbullismo
Il contenuto della proposta di legge all’esame della Camera
La proposta di legge detta disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.
Il provvedimento è stato approvato, in prima lettura, dal Senato il 20 maggio 2015, poi modificato dalla Camera il 20 settembre 2016 e, quindi, nuovamente approvato, con modificazioni, dal Senato il 31 gennaio 2017.
Le modifiche da ultimo apportate dal Senato privilegiano un’ impostazione dell’intervento normativo basata esclusivamente su strumenti preventivi di carattere educativo; ciò, rispetto all’impostazione dell’ultimo testo-Camera che agli interventi educativi affiancava anche strumenti di natura penale. Inoltre, il testo trasmesso dal Senato si riferisce a prevenzione e contrasto del solo cyberbullismo, risultando soppresso ogni riferimento al bullismo. La proposta di legge è stata approvata in via definitiva dall’Assemblea della Camera dei deputati nella formulazione adottata dal Senato.
In sintesi il provvedimento:
individua la finalità dell’intervento nel contrasto del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni attraverso una strategia che comprende misure di carattere preventivo ed educativo nei confronti dei minori (vittime e autori del bullismo sul web) da attuare in ambito scolastico;
prevede che il minorenne che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) possa rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media o, comunque, al titolare del trattamento per ottenere provvedimenti inibitori e prescrittivia sua tutela (oscuramento, rimozione, blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet, con conservazione dei dati originali). Il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social media deve comunicare, entro24 ore dall’istanza, di avere assunto l’incarico e deve provvedere sulla richiesta nelle successive48 ore. In caso contrario l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali che deve provvedere, in base alla normativa vigente, entro le successive 48 ore;
istituisce un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo e prevede l’adozione, da parte del MIUR, sentito il Ministero della giustizia, di apposite linee di orientamento – da aggiornare ogni due anni – per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo nelle scuole. In particolare, le linee di orientamento dovranno prevedere una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti;
prevede la designazione, in ogni istituto scolastico, di un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo che dovrà collaborare con le Forze di polizia, e con le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio;
prevede interventi di caratteri educativo in materia di cyberbullismo (finanziamento di progetti e promozione dell’uso consapevole di internet);
in caso di episodi di cyberbullismo in ambito scolastico, prevede inoltre l’obbligo da parte del dirigente responsabile dell’istituto di informare tempestivamente i genitori (o i tutori) dei minori coinvolti e di attivare adeguate azioni educative;
applica la disciplina sull’ammonimento del questore, mutuata da quella dello stalking, anche al cyberbullismo: fino a quando non sia stata proposta querela o presentata denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali commessi, mediante Internet, da minorenni ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, il questore – assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti – potrà convocare il minore responsabile (insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale), ammonendolo oralmente ed invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.
Perde a Terni, ma sconfitta del Frosinone a Benevento la promuove. Verona pareggia con il Carpi
La Spal torna in serie A dopo 49 anni (La Storia). La squadra di Ferrara, pur sconfitta 2-1 a Terni, conquista matematicamente la promozione grazie alla sconfitta del Frosinone a Benevento.
La S.P.A.L. 2013 s.r.l., meglio conosciuta come SPAL (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor) o talvolta come SPAL Ferrara, è una società calcistica italiana s con sede nella città di Ferrara.
Nel palmarès rientra il primo posto nel campionato di Serie B 1950-1951, oltre ad una Coppa Italia di Serie C, una Supercoppa di Lega Pro ed una Coppa dell’Amicizia italo-svizzera. Nel 1974 la SPAL fu insignita della Stella d’oro al merito sportivo. La squadra ferrarese è stata finalista della Coppa Italia 1961-1962.
La formazione estense disputa i propri incontri casalinghi allo Stadio Paolo Mazza dal 1928. I suoi colori sociali sono il bianco e l’azzurro.
Le Origini: Le più antiche tracce del calcio a Ferrara risalgono al 1896 con la costituzione di una squadra nell’ambito della Palestra Ginnastica Ferrara. A seguire, nei primi decenni del Novecento sorsero in città numerose altre formazioni, tra cui la Unione Sportiva Ferrarese, la Pro Juventus Ferrara e l’Eridania Football Club.
Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la S.P.A.L. vide la luce nel marzo 1907 per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, all’epoca direttore dell’oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale denominato Ars et Labor, che nel giro di un paio d’anni divenne Circolo Ars et Labor e aggiunse alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente limitate ad atletica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il Bianco e l’azzurro, dallo stemma della congregazione dei Salesiani.
Manifesto celebrativo del decennio dalla fondazione della Società Polisportiva Ars et Labor.
La sezione calcistica fu istituita nel 1913, quando il ramo sportivo si staccò dall’oratorio e si costituì autonomamente come Società Polisportiva Ars et Labor. Inizialmente la squadra di calcio assunse tuttavia la denominazione di Associazione Calcio Ferrara, abbandonandola nel 1919 con la fine della Grande Guerra, allorché anche la sezione calcistica uniformò il suo nome a quello della polisportiva. Il debutto della denominazione S.P.A.L. avvenne in occasione di una partita interna disputata contro la Triestina il 16 giugno 1919, terminata 1-4. La prima vittoria della formazione estense giunse il 18 agosto del medesimo anno, a spese della stessa Triestina, per 1-0.
Per la stagione 2010-2011 viene assemblata una squadra con l’intento di ambire alla zona play-off, confermando i migliori giocatori della stagione precedente (tra cui Cipriani e Zamboni) e completando la rosa con elementi come Ravaglia, Melara e Fofana. Il girone d’andata vede la SPAL stabilmente nelle prime posizioni; nel girone di ritorno le prestazioni (complice l’infortunio di Cipriani) subiscono un’involuzione, sfociando in una lunga serie di risultati negativi che fanno sfumare il traguardo dei Play-off.
Nel campionato 2011-2012 la SPAL, affidata a Stefano Vecchi, assembla una squadra molto giovane con l’intento di ridurre il monte-ingaggi e sfruttare i contributi previsti per l’utilizzo dei giocatori under. La società si ritrova subito a far fronte a 2 punti di penalizzazione per la mancata corrisponsione di stipendi e contributi ai propri dipendenti.
Dopo una partenza difficile dal punto di vista sportivo (solo 15 punti “sul campo” al termine del girone d’andata), le successive scadenze portano a 8 il totale dei punti di penalizzazione inflitti ai biancoazzurri
La precaria situazione finanziaria della società si riflette anche in campo legale, con la presentazione d’istanze di fallimento da parte di alcuni dipendenti e fornitori, desiderosi di recuperare le proprie spettanze. Al termine della stagione regolare la SPAL si piazza quart’ultima con 34 punti (42 sul campo) e deve giocare i playout contro il Pavia, terz’ultimo. Nella gara d’andata del 20 maggio i biancoazzurri pareggiano 0-0 in trasferta, ma sette giorni dopo al Paolo Mazza vengono sconfitti 2-0 dai lombardi, retrocedendo in Lega Pro Seconda Divisione.
Il 13 luglio 2012 la società viene esclusa dal campionato 2012-2013 per problemi economici e il 16 luglio non presenta ricorso. La SPAL 1907 viene infine radiata dalla FIGC l’11 settembre 2013 e il 31 marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ne notifica la dichiarazione di FALLIMENTO e la messa in liquidazione, respingendo la richiesta di concordato avanzata da Butelli.
La ripartenza dai dilettanti
Nell’estate 2012 il Sindaco di Ferrara invita i soggetti interessati a presentare un progetto per la rifondazione del club biancoazzurro. Si fa quindi avanti una cordata capeggiata dall’imprenditore Oreste Pelliccioni, comprendente l’ex vicepresidente Roberto Benasciutti e l’esperto dirigente Roberto Ranzani, che successivamente avrebbe dovuto avvalersi del supporto di un gruppo di finanziatori. La base societaria è composta inizialmente da Benasciutti al 95% e da Ranzani per il restante 5%. La squadra torna a giovarsi dell’utilizzo del marchio storico della S.P.A.L., non più in uso dal 2005. Il 9 agosto 2012 la Lega Nazionale Dilettanti accetta l’affiliazione del nuovo soggetto (denominato Società Sportiva Dilettantistica Real Spal), iscrivendo il sodalizio in Serie D (che costituisce il punto più basso della storia sportiva societaria) sulla base dell’applicazione dell’articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC ed in virtù delle 83 stagioni sportive professionistiche pregresse della vecchia SPAL.
L’obiettivo di puntare ai piani alti della classifica sfuma però dopo pochi mesi: la società non ha le risorse per provvedere ai rimborsi spese per i mesi successivi a dicembre. Arrivati a febbraio, i giocatori rifiutano di allenarsi denunciando pubblicamente la situazione. Lo stato delle cose non muta nei mesi successivi con la squadra che, ormai priva di stimoli e serenità, termina il campionato solo per onor di firma.
La presidenza Mattioli-Colombarini
Il 12 luglio 2013, su pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti trova l’accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra SPAL e Giacomense: pertanto il club di Masi San Giacomo rileva ed adotta il marchio storico della S.P.A.L. e trasferisce il proprio terreno casalingo allo Stadio Paolo Mazza, trasformandosi de facto nella società acquisita. A suggellare tale transazione, il club assume la nuova denominazione S.P.A.L. 2013, ai sensi dell’articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della FIGC. La società ferrarese viene ufficialmente inserita in Lega Pro Seconda Divisione per l’annata 2013-2014.
Il 21 ottobre 2013, dopo un avvio di campionato non in linea con le attese di inizio stagione, la società decide di sollevare dall’incarico mister Leonardo Rossi, affidando la squadra a Massimo Gadda. Il nuovo trainer spallino guida la squadra al quarto posto al termine del girone di andata. Nel mercato invernale la società cerca di rinforzare la rosa al fine di assicurarsi un posto nelle prime otto posizioni, valevoli per l’accesso alla nuova Lega Pro: l’obiettivo viene infine raggiunto, con la squadra che riesce a classificarsi sesta al termine del campionato.
La stagione 2014-2015 nella nuova Lega Pro parte in maniera difficile per la SPAL: i biancoazzurri, affidati a mister Oscar Brevi, totalizzano due pesanti sconfitte nelle prime due partite, ove la squadra esprime inoltre un gioco poco brillante. Tuttavia il patron Colombarini e il presidente Mattioli, ignorando le contestazioni dei tifosi e di alcune aree dell’ambiente societario, confermano la fiducia all’allenatore. La scelta si rivela corretta, giacché la SPAL comincia a scalare la classifica fino a raggiungere la prima posizione. Una nuova serie di risultati negativi, unita alle scarse reti segnate, conduce tuttavia in un secondo momento il vertice societario ad esonerare Brevi e ad ingaggiare al suo posto Leonardo Semplici. Sotto la sua guida, dopo un periodo di assestamento ed aiutati dal miglioramento della rosa seguito al mercato di gennaio, gli estensi vincono otto partite consecutive e si reinseriscono nella lotta play-off, obiettivo tuttavia sfumato alla penultima giornata: la squadra conclude il campionato al quarto posto finale, con il tecnico toscano che viene confermato anche per l’annata successiva.
In vista del campionato 2015-2016 la squadra viene potenziata nel segno della continuità, confermando buona parte dei giocatori dell’annata precedente ed inserendo elementi nei ruoli maggiormente scoperti. Con cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate e due successivi pareggi a reti bianche con Prato e Siena, gli estensi si portano da subito in testa alla graduatoria. Il 20 dicembre, grazie alla vittoria casalinga sul Teramo e ai contemporanei pareggi delle inseguitrici Maceratese e Pisa, la SPAL si laurea campione d’inverno con una giornata d’anticipo sulla fine del girone d’andata. Il 23 aprile 2016, pareggiando 1-1 in casa contro l’Arezzo, i biancoazzurri conquistano la matematica promozione in Serie B con due giornate d’anticipo dopo un torneo condotto sempre al comando, ritornando in seconda serie dopo ventitré anni. A seguito delle vittorie ottenute contro Benevento e Cittadella , il 22 maggio 2016 la SPAL conquista la Supercoppa di Lega Pro.
Il 13 maggio 2017 la SPAL ottiene il matematico ritorno in SERIE A dopo quarantanove anni: decisiva la sconfitta del Frosinone terzo in classifica, caduto 2-1 a Benevento.
La polizia europea lo ha definito un “attacco senza precedenti” e il G7 è sceso subito in campo per lanciare un messaggio ai Governi affinché condividano informazioni per combattere le minacce crescenti dei cyberterroristi. A 24 ore dal lancio di Wannacry, il malware che ha infettato migliaia di computer di quasi cento Paesi in tutto il mondo, si contano i danni che vanno dalle ferrovie tedeschealla Renault che ha fermato gli stabilimenti in Francia, dal sistema sanitario britannico, dove è andato in tilt un ospedale su cinque, all’Università di Milano Bicocca.
Hacker all’attacco, ‘in ostaggio’ pc in tutto il mondo – Pirati informatici all’attacco, col coltello tra i denti, in tutto il mondo: dalle prime ore del pomeriggio, sullo schermo di un gran numero di computer in Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Cina, Stati Uniti, Russia, Vietnam, Taiwan, e anche Italia è apparso un messaggio con cui si comunica che il pc è stato preso “in ostaggio“, con un virus, detto, “ransomware“, e per liberarlo è necessario pagare un “riscatto” in bitcoin, ovvero l’equivalente di 300 dollari.
In Gran Bretagna il virus è stato infiltrato nei sistemi informatici di numerosi ospedali e strutture sanitarie, circa 25, secondo Bbc news, che non hanno così pertanto accesso ai dati dei pazienti, con conseguenti pesanti disagi: appuntamenti per visite e anche interventi chirurgici cancellati, e ambulanze dirottate verso altre strutture sanitarie non colpite.
In Spagna sono state prese di mira diverse società, tra cui la compagnia di telecomunicazioni Telefonica, che ha affermato di essere incorsa in un “incidente di cyber-security”, ma che i clienti non hanno nulla da tempere.
Anche in Portogallo è stata colpita la società delle telecomunicazioni.
In Russia, la “più colpita”, secondo le compagnie della sicurezza Kaspersky Lab e Avast, è stato preso di mira il ministero dell’interno, ma anche uno dei più importanti operatori di telefonia.
Non è la prima volta che si verifica un fenomeno del genere, ma la vastità in questo caso appare davvero impressionante. Un ricercatore di cyber-security citato da Bbc News ha affermato su Twitter di aver rilevato 36 mila casi di un ransomware chiamato “WannaCry” e simili. L’attacco, ha affermato, “è enorme“. Un altro esperto, della società di cyber-security Kaspersky, ha riferito che il ransomeware è stato rilevato in 74 Paesi, e il numero è in aumento. Secondo esperti citati dal New York Times, si tratta si un virus che sfrutta delle vulnerabilità informatiche scoperte e sviluppate dalla Nsa, la Nationl Security Agency che nel 2013 è stata al centro dello scandalo internazionale innescato dalla talpa Edward Snowden.
Oliviero Beha (Firenze, 14 gennaio 1949 – Roma 13 maggio 2017)) è stato un giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico e poeta italiano.
Lo annuncia la figlia Germana. “E’ stato un male molto veloce. Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”
Da giornalista sportivo, era stato tra i primi e più acuti nel denunciare i mali del calcio e del tifo, con il libro Anni di cuoio (Newton Compton, 1987). Più tardi era divenuto una sorta di Robin Hood radiofonico con la sua trasmissione «Radio Zorro».
Gentiloni: “Beha era impegnato, indipendente e mai banale” – “Ricordo Oliviero Beha giornalista impegnato, indipendente e mai banale”. Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Paolo Gentiloni.
IL CORDOGLIO DELLA FIORENTINA – “La Fiorentina vuole esprimere il suo cordoglio per la morte di Oliviero Beha, un grande tifoso viola”. Lo ha detto Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Va’ pensiero: Conduttore e autore con Andrea Barbato del contenitore culturale in onda suRai 3 tutte le domeniche tra il settembre del 1987 e il maggio del 1989.
La Gazzetta dello spot: Ancora per Rai 3, nella stagione 1989/1990, conduce sempre con Andrea Barbato , all’interno di Fluff, la Gazzetta dello spot, un’analisi critica del mondo della pubblicità.
Attenti a quei tre: Dal giugno 1996 al luglio 1997 è in onda con Attenti a quei tre, trasmissione del Palinsesto Notturno della Rai dedicata ai problemi della giustizia, in onda, su Rai 1 e Rai 3, con tre appuntamenti settimanali.
Tg3: Dal 2008 al 2010 commenta sul TG3 delle 19.00, ogni domenica, il campionato di calcio e ogni fatto di costume parasportivo, politico, sociale, economico.
Brontolo: Dal marzo 2010 conduce la trasmissione settimanale Brontolo, in onda su Rai 3 tutti i lunedì, dedicata all’approfondimento politico e sociale.
Telepatia: Nel novembre/dicembre 2012 conduce il ciclo di 6 puntate della trasmissione Telepatia, in onda su Rai 3, seconda/terza serata del sabato.
Ha recitato una piccola parte, nel ruolo di un commissario di sanità, nello sceneggiato televisivo “I promessi sposi ” di Salvatore Nocita.
Radio Zorro: Dall’aprile 1992 al giugno 1996 da vita a Radio Zorro, il programma di servizio di RadioRai più premiato negli ultimi anni: dopo tre stagioni di programmazione breve – venti minuti tutte le mattine sulle frequenze di Radiouno – nell’ottobre 1995 la trasmissione si fonde con lo storico “3131″. “Radio Zorro 3131″ diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre 100 mila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia e nel corso dell’ora e mezza di diretta arrivano in media 300 telefonate. Le altre esperienze radiofonicheriguardano i programmi Radio a colori e Beha a colori
Più volte premiato come giornalista, Oliviero Beha è anche autore di testi teatrali rappresentati, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno ottenuto diversi riconoscimenti, come All’ultimo stadio (Selezione Bancarella), Anni di cuoio (Premio Chianciano), Inverso (Selezione Viareggio, Premio Biella), Ripercussioni (Premio Capua-Mediterraneo), Meteko (Premio Laudomia Bonanni, Inverso (stampato in proprio), 1982.
All’ultimo stadio. Una repubblica fondata sul calcio, con Franco Ferrarotti, Milano, Rusconi, 1983.
Mundialgate, con Roberto Chiodi, Napoli, Pironti, 1984.
Ripercussioni, Spinea, Edizioni del Leone, 1986.
Anni di cuoio. L’Italia di oggi allo specchio del calcio, il suo sport più amato, la sua malattia più contagiosa, in cui si riflettono vizi e virtù d’un popolo tifoso fino al midollo, Roma, Newton Compton, 1987.
Antenne rotte. Note TV di un anti-patico, Roma, Daga, 1990.
Anni di merda. Notizie dal fronte del disagio italiano. 1989-1992, Napoli, Pironti, 1993.
Lo Stige in piazza, Spinea, Edizioni del Leone, 1994.
L’Italia non canta più. Battisti, Sanremo, il ’68 e i cantautori, Pippo Baudo, la cultura popolare…, Roma, Ediesse, 1997.
Sono stato io. Romanzo, Milano, M. Tropea, 200.
Crescete & prostituitevi, Milano, BUR, 2005.
Trilogia della censura. Ieri come oggi,Roma, Avagliano, 2005. [Contiene: Mundialgate, Antenne rotte, L’Italia non canta più]
Diario di uno spaventapasseri. L’Italia ultima, 1996-2006. Tra Berlusconi e Prodi la recita statica di un paese irreale, Milano, M. Tropea, 2006.
Indagine sul calcio, con Andrea Di Caro, Milano, BUR, 2006.
Italiopoli, Milano, Chiarelettere, 2007.
Il paziente italiano. Da Berlusconi al berlusconismo passando per noi, Roma, Avagliano, 2008.
Eros terminal,Milano, Garzanti, 2009.
I nuovi mostri, Milano, Chiarelettere, 2009.
Dopo di Lui il diluvio, Milano, Chiarelettere, 2010.
Meteko, Torino, Aragno, 2010.
Il calcio alla sbarra, con Andrea Di Caro, Milano, BUR Rizzoli, 2011.
Il culo e lo stivale, Milano, Chiarelettere, 2012.
Un cuore in fuga, Milano, Piemme, 2014.
Tris, con Dante Matelli e Gianni Perrelli , Roma, Aracne, 2016.
Mio nipote nella giungla. [Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto)], Milano, Chiarelettere, 2016.
Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956) è un ex calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo centrocampista, attuale presidente del Lecco.
Evaristo Beccalossi
Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Tra fine anni settanta e inizi anni ottanta giocò con la maglia dell’Internazionale, con cui diviene Campione d’Italia 1979-1980 e giunge alla semifinale di Coppa dei Campioni 1980-1981. Coi nerazzurri vince Mundialito per club 1981 e Coppa Italia 1981-198
Evaristo Beccalossi, uno dei più talentuosi numeri 10 della storia nerazzurra, compie oggi 61 anni: tanti auguri da tutta Inter Forever
12/05/2017 – 00:00
MILANO – Sei stagioni all’Inter in cui ha messo in mostra il suo enorme talento, vincendo anche uno Scudetto e una Coppa Italia. Tra le reti (37) segnate in nerazzurro, restano scolpite nella memoria dei tifosi le due decisive al derby dell’ottobre 1979.
Evaristo Beccalossi, indimenticato numero 10 della storia interista, compie oggi 61 anni: membro di Inter Forever, che ha anche allenato, riceve gli auguri da tutta la società.
Emergenza rifiuti, la periferia di Roma invasa dall’immondizia: “Ogni giorno è peggio”
Pubblicato il 10 mag 2017 – Dal Quadraro alla Prenestina, dal Pigneto alla Tuscolana, sono tanti i quartieri del quadrante Est di Roma invasi dai rifiuti. Cumuli e cumuli di immondizia lungo le strade e accanto ai cassonetti. Una situazione di degrado che va avanti da giorni e esaspera i residenti.
Pubblicato il 22 ago 2016 – Adesso il Tmb Salario è svuotato ed abbiamo mantenuto la promessa insieme ad Ama ma si poteva fare anche prima. Per questo impianto prevediamo una riconversione: non sarà più un impianto Tmb (Trattamento meccanico-biologico ndr.), però è un percorso che va argomentato perché va modificata l’autorizzazione cosa che non ha fatto l’amministrazione precedente”. Lo ha annunciato l’assessore all’Ambiente Paola Murato lasciando l’impianto Tmb Salario al termine di un sopralluogo. Tmb che “diventerà un polo tecnologico perché da qui usciranno materiali, quindi ‘end of waste’, e sarà il fiore all’occhiello di Roma. Questa è la nostra promessa, lo faremo ma ci vogliono i tempi tecnici ed ai cittadini chiediamo di essere pazienti.”
Vernici, materassi e frigoriferi: nelle strade della periferia di Roma c’è di tutto
Pubblicato il 04 ago 2016 – Nel giorno del cambio al vertice di Ama, a Roma i rifiuti sono ancora in strada. Una crisi a macchia di leopardo che non riguarda la città intera, ma che certamente sta creando molti disagi nelle periferie. Siamo stati nella zona est di Roma, nel quartiere Pigneto e nella zona sud nei pressi dell’Università di Tor Vergata. Fuori dai cassonetti restano rifiuti di tutti i tipi, inclusi ingombranti e rifiuti speciali
Nuovo sciopero, Roma sommersa dai rifiuti
Pubblicato il 19 giu 2016 – Due settimane fa vi avevamo mostrato Roma durante lo sciopero dell’Ama, il servizio di raccolta rifiuti, oggi ci risiamo e roma è di nuovo così.
Sommersi dai rifiuti, scoppiano i cassonetti
Caricato il 17 gen 2012 – Il secondo giorno di sciopero degli addetti alla nettezza urbana manda letteralmente in tilt il servizio di raccolta nella città di Alghero. Ecco alcune sequenze di immagini girate nella mattinata martedì 17 gennaio.
Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè detta Mimì (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995), è stata una cantante italiana e in alcune occasioni anche cantautrice.
Sorella maggiore di Loredana Bertè, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è considerata insieme a Mina una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana degli ultimi cinquant’anni, caratterizzata dal suo essere sofisticata ma non stucchevole e impreziosita da una forte intensità interpretativa. Donna tormentata, interprete intensa e raffinata, vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia il successo che trovò in questa veste, sebbene molto lusinghiero per una debuttante, durò ben poco e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene nel 1971 col nuovo pseudonimo di Mia Martini.
Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite: fu trovata priva di vita nella sua abitazione il 14 maggio 1995 dopo due giorni dal decesso. Le ipotesi di suicidio succedutesi nei giorni seguenti più volte sono state categoricamente smentite dalle sorelle
Mia Martini duetta con Enzo Gragnaniello in “Donna”
Mia Martini – La nevicata del ’56 – Sanremo 1990
Mia Martini. Cu’mme con Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello a Serata D’onore 1992
In occasione della Giornata nazionale della bicicletta, tutta Italia su due ruote per chiedere sostenibilità ambientale e strade sicure
Per info : http://www.uisp.it/nazionale/pagina/bicincitt-uisp-torna-domenica-14-maggio-in-79-citt
La XXXI edizione di Bicincittà Uisp è pronta a coinvolgere tutta l’Italia su due ruote, per chiedere sostenibilità ambientale e strade sicure. Domenica 14 maggio, Giornata nazionale della bicicletta, saliranno in sella 30.000 persone di tutte le età, in 79 città italiane. Tra maggio e giugno Bicincittà coinvolgerà altri 34 Comuni. Complessivamente saranno 124 le città sede della manifestazione, per chiedere aria pulita e città più vivibili.
14 maggio 2017 – le città sede della manifestazione
14 maggio: Alessandria, Ancona, Airola (Bn), Angri (Sa), Aosta, Asti, Atripalda (Av), Avellino, Avola (Sr), Benevento, Calatafimi Segesta (Tp), Campobasso, Capannoli (Pi), Caserta, Castelnovo del Friuli (Pn), Castel San Giorgio (Sa), Chiusi (Si), Cirò Marina (Kr), Civitavecchia (Rm), Cosenza, Cotronei (Kr), Crema (Cr), Crispiano (Ta), Crotone, Cutro (Kr), Enna, Foggia, Follonica (Gr), Galatina (Le), Ginosa (Ta), Giulianova (Te), Grottaglie (Ta), Guardia Sanframondi (Bn), Jesi (An), Isola Capo Rizzuto (Kr), La Rosa di Terricciola (Pi), La Spezia, Latina, Livorno, Manduria (Ta), Massafra (Ta), Matera, Mercogliano (Av), Messina, Mesoraca (Kr), Montale (Pt), Monteforte Irpino (Av), Montesarchio (Bn), Monterotondo (Rm), Nocera inferiore (Sa), Nocera superiore (Sa), Orvieto (Tr), Pagani (Sa), Palagiano (Ta), Parma, Piedimonte Matese (Ce), Pinzano al Tagliamento (Pn), Poggibonsi (Si), Ponsacco (Pi), Pontassieve (Fi), Pontedera (Pi), Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Roccapiemonte (Sa), Rufina (Fi), San Marzano di San Giuseppe, San Marzano sul Sarno (Sa), San Miniato (Pi), Sannicola (Le), Santa Maria a Vico (Ce), San Valentino Torio (Sa), Sarno (Sa), Senigallia (An), Sequals (Pn), Siano (Sa), Statte (Ta), Strongoli (Kr), Taranto, Torre dell’Orso (Le), Travesio (Pn), Vairano Patenora (Ce), Veglie (Le), Vernole (Le), Vittoria (Rg), Zafferana Etnea (Ct)
“Mille morti in quattro anni sono davvero troppi: le strade italiane sono una trappola per chi usa la bicicletta – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – questa carneficina deve interrompersi, le istituzioni devono salvaguardare le persone che scelgono di spostarsi su due ruote. Bicincittà serve ad amplificare in tutta Italia questa richiesta di civiltà: più piste ciclabili, più strade sicure”.
Società Emirati se lo aggiudica ad asta per 15,4 milioni di euro. Luogo del cuore Fai, set ‘Racconto’ di Garrone
Non sono ancora chiare le intenzioni dei nuovi acquirenti venuti dagli Emirati Arabi: un punto che vogliono definire presto le istituzioni, manifestando comunque soddisfazione per l’esito dell’asta dopo che le precedenti (dal 2015) erano andate deserte o finite rinviate. “Non appena possibile manifesteremo ai nuovi proprietari la richiesta di garantire, compatibilmente con il loro progetto, la fruibilità pubblica del castello, in quanto rappresenta un simbolo per la nostra comunità”, ha affermato il sindaco di Reggello Cristiano Benucci, sottolineando un punto che era già al centro di una mozione approvata dal Consiglio regionale della Toscana.
Michael Parks, nome d’arte di Harry Samuel Parks, (Corona, 24 aprile 1940 – Los Angeles, 9 maggio 2017), è stato un attore e cantante statunitense.
Ha partecipato ad oltre 100 tra film e serie televisive, ma è noto soprattutto per i suoi lavori negli ultimi anni con Quentin Tarantino e Robert Rodriguez.
I primi riconoscimenti come star giunsero a Parks grazie alla serie televisiva “Dove vai Bronson?” dal 1969 al 1970. Fu anche interprete del motivo conduttore della serie, “Long Lonesome Highway“, che divenne una Top 40hit nel 1970. Altri ruoli iniziali comprendono “The China Lake Murders” e “Stranger by Night“, in entrambi i quali interpretò un poliziotto. Ebbe il ruolo di Philip Colby durante la seconda stagione de “I Colby“, lo spin-off della serie tv “Dynasty“. Interpretò inoltre il personaggio di Jean Renault in “ I segreti di Twin Peaks“.
È apparso come il boss irlandese Tommy O’Shea in “Death Wish V: The Face of Death” (1994), il Texas Ranger Earl McGraw in “Dal tramonto all’alba” (1996), scritto da Tarantino e diretto da Rodriguez, e in un ruolo principale come Ambros Bierc nel prequel “Dal tramonto all’alba 3 – La figlia del boia” (2000). Ha anche avuto due ruoli in “Kill Bill” di Tarantino, riprendendo il personaggio di Earl McGraw in “Vol. 1″, e di Esteban Vihaio, un pappone ottantenne, in “Vol. 2″. Ha di recente ripreso il ruolo di Earl McGraw in tutti e due i film del progetto “Grindhouse“di Tarantino/Rodriguez. Ha partecipato nella celebre serie televisiva “Walker Texas Ranger” nel ruolo di Caleb Hooks, uno dei principali nemici del protagonista.
La FIFA indaga su Mino Raiola: nella scorsa estate il procuratore ha incassato 49 milioni di euro per il passaggio di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United.
Mino Raiola, all’anagrafe Carmine Raiola (Nocera Inferiore, 4 novembre 1967, è un procuratore sportivo italiano.
Una cifra esorbitante, che ha spinto la Federazione mondiale ad aprire un’inchiesta (in data 16 settembre 2016) per far luce sugli accordi stipulati dall’agente. La notizia è emersa grazie a un’anticipazione del libro dello Spiegel “Footbal Leaks”, in uscita giovedì 11 maggio.
Dei 105 milioni di euro pagati la scorsa estate dalla squadra inglese – cifra record per un trasferimento calcistico – 27 sono andati a Raiola e alla sua società Topscore Sports Limited, secondo un accordo firmato dal direttore generale della Juve Giuseppe Marotta e da Raiola circa tre settimane prima della vendita del giocatore. Il Manchester, a sua volta, ha concordato con Raiola l’8 agosto del 2016 il pagamento di 19,4 milioni di euro in cinque rate entro la fine di settembre del 2020. A questi si aggiunge il compenso dello stesso Pogba per il suo procuratore, cioè altri 2,6 milioni di euro, arrivati dal Manchester e versati all’agenzia di Raiola Uuniqq S.A.R.L., con sede nel Principato di Monaco. Pogba avrà nella prima stagione uno stipendio lordo di circa 10,2 milioni di euro, cui si aggiungono 3,4 milioni per i diritti pubblicitari.
Mino Raiola’s top 20 deals from Frank Rijkaard to Paul Pogba, spanning four decades
Le prime 20 offerte di Mino Raiola da Frank Rijkaard a Paul Pogba, che vanno da quattro decenni
L’ex d.s. della Roma, a Nanchino, parla da nuovo coordinatore tecnico del Suning Sports Group : “Io sono ambizioso, sia il club nerazzurro sia il Jiangsu devono imporsi nel calcio mondiale…”
Le parole di SABATINI in CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE A NANCHINO
Walter Sabatini (Marsciano, 02 maggio 1955,) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano , di ruolo centrocampista.
Inter e Jiangsu (Suning Sports Group)
Il 10 maggio 2017 diventa ufficialmente direttore dell’area tecnica di Suning Sports Groups che comprende Inter e Jiang.
Articolo completo su : http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/10-05-2017/inter-sabatini-la-mia-missione-dobbiamo-tornare-vincere-200196342628.shtml
“È un grande onore, è una cosa che non mi sarei mai aspettato e sento fortissimamente la responsabilità che mi viene attribuita dal gruppo Suning”
“Io sono un uomo molto ambizioso, professionalmente ambizioso e mi rendo conto dell’importanza dell’incarico. Voglio iniziare tutto il lavoro per il gruppo Suning, non solo per il Jiangsu prima squadra ma anche per il settore giovanile. Nella mia mente, l’importanza che ha Suning nel calcio è la stessa di un’altra grande squadra, che è l’Internazionale di Milano. Queste due realtà devono crescere parallelamente insieme. Per me non è un lavoro, è una missione. Vogliamo capire qual è il problema e tentare di risolverlo. Voglio dare il contributo, chiamerò Marcello Lippi che è un amico per capire come si è orientato. Sarà un piacere poterlo fare”.
“Non è un lavoro normale, è un lavoro speciale. La cosa importante è migliorare le performance di Inter e Jiangsu ma dietro c’è tutto un lavoro che mi esalta”.
“Ho visto un gioco tecnico, credo si possa farlo per 90 minuti. Vorrò sempre una copertura qui in Cina, quando non ci sarò io ci sarà qualcun altro. Voglio tutti i giorni sapere quello che succede. Ci sono ragazzi che hanno lavorato con me, vedremo se farli entrare in questo progetto. Non voglio che ci siano Inter e Jiangsu separati, le due squadre devono essere sinergiche e molto vicine. I problemi dell’Inter saranno quelli del Jiangsu, dovremo essere una grande famiglia e un grande gruppo di lavoro. Se l’Inter vince e il Jiangsu perde non sarà un bel weekend, dobbiamo puntare al grand slam domenicale”.
L’eurodeputato, 69 anni compiuti a gennaio, è ricoverato presso l’unità di cardiologia dell’ospedale San Martino di Genova. Riscontrata una patologia coronarica, sarà sottoposto a un intervento chirurgico giovedì.
F.C. INTERNAZIONALE SOLLEVA DAL PROPRIO INCARICO L’ALLENATORE STEFANO PIOLI
L’attuale tecnico della Primavera, Stefano Vecchi, è stato incaricato della gestione della prima squadra con effetto immediato e per le tre partite stagionali ancora da giocare
09/05/2017 – 22:30
MILANO – F.C. Internazionale Milano comunica di aver sollevato l’allenatore Stefano Pioli ed il suo staff tecnico dalla guida della prima squadra. L’Inter ringrazia Stefano ed i suoi collaboratori per la dedizione ed il duro lavoro svolto per il Club durante gli ultimi sei mesi di quella che si è rivelata una stagione difficile.L’attuale tecnico della Primavera, Stefano Vecchi, è stato incaricato della gestione della prima squadra con effetto immediato e per le tre partite stagionali ancora da giocare. La società inizierà fin da ora a lavorare in vista della prossima stagione sportiva.
L’ex attaccante olandese, protagonista della conquista della Coppa UEFA ’94, compie oggi 48 anni
10/05/2017 – 00:00
MILANO – È stato il trascinatore dell’Inter che vinse la Coppa UEFA nella stagione ’93/’94, segnando 8 reti in 11 partite: Dennis Bergkamp compie oggi 48 anni e riceve gli auguri di Inter Forever.L’ex attaccante olandese, in due stagioni all’Inter, ha collezionato 72 presenze mettendo a segno 22 reti.
L’ex direttore sportivo della Roma lavorerà con tutte le squadre di proprietà del gruppo cinese arrivato un anno fa all’ Inter
Si saprà sicuramente qualcosa di più, anche sulla convivenza con Ausilio. Secondo quanto riporta a SkySport Gianluca Di Marzio, Walter Sabatini – ex ds Roma e che presto potrà diventare il coordinatore tecnico delle squadre Suning – è già in Cina per parlare con Suning del suo nuovo ruolo.
Incidenti in bici senza fine. Dopo la tragedia di Michele Scarponi, che ha scosso in modo profondo il mondo delle due ruote a pochi giorni dall’ inizio del centesimo Giro d’Italia, arriva un’altra brutta notizia, decisamente meno grave. Chris Froome è stato protagonista di un incidente stradale. A darne la notizia è stato lo stesso corridore del Team Sky attraverso il suo profilo Twitter. Per fortuna nulla di grave, il forte ciclista, rassicura subito tutti e sta bene. Insomma illeso, ma lo spavento non è mancato. Pubblicando la foto della sua bici distrutta, scrive: «Appena spinto da un automobilista impaziente, fortunatamente sto bene, la bici è distrutta e il guidatore se n’è andato. Il britannico, tre volte vincitore del Tour de France, si stava allenando in Francia, dove sta preparando il Delfinato.
L’ennesimo passo falso dell’Inter che è riuscita a conquistare solo due punti nelle ultime sette gare e che da un mese e mezzo ha un ritmo da retrocessione, il morale dei tifosi nerazzurri è giù e tra questi c’è anche Gianfelice Facchetti, figlio della leggenda interista Giacinto che ha usato parole dure nei confronti dei giocatori in un’intervista a Radio Deejay:
Facchetti jr:
“ Anche se non lotti per lo scudetto devi correre lo stesso. Esiste un’etica del lavoro da rispettare, e in più sono strapagati per quello. Allo stadio non vado spesso e questo momento non aiuta di sicuro. Come lo commento? Non commento nulla, deve farlo chi comanda e chi va in campo. Il rispetto per se stessi e per i tifosi deve venire prima di tutto. Quando si soffre così, la voglia la devi cercare in fondo alle tasche. I discorsi si sono sprecati, le parole dovrebbero dirle chi comanda e chi va in campo. Prima di ogni cosa ci deve essere amor proprio, non solo per i tifosi: è il tuo lavoro, sei un privilegiato. Devi farlo. Manca anche un senso di appartenenza: serve qualcuno che lo faccia sentire e insegni agli altri quanto è pesante la maglia dell’Inter, qualcuno come Gabriele Oriali. Ma non credo basti per spiegare il crollo delle ultime settimane.“
Nella seconda parte dell’intervista si passa a parlare del calcio nostalgico, quello di suo padre, che legò il suo nome all’Inter dal 1960 al 1978, collezionando 634 presenze e 75 gol:
” Il ricordo più bello di mio padre? Il ritorno contro il Liverpool nel 1964-1965: rimonta e vittoria con un 3-0 e il terzo gol siglato da lui. Mio padre era perfetto, continuò ad allenarsi anche dopo il ritiro ed insegnava ai ragazzi quanto fosse importante una dieta corretta. Un esempio era Adriano, ogni mattina lo pesava e il brasiliano prese questi gesti come un segno di grande amore. Aveva un grande fisico e fu uno dei primi terzini goleador: Herrera lo forgiò, ma aveva delle doti atletiche che hanno cambiato la sua vita.”
oggi ‘Giorno memoria’ delle vittime del terrorismo
la celebrazione del “Giorno della memoria” istituito con la legge n. 56 del 2007 “al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice”.
9 maggio 1978 – Aldo Moro 39 anni fa, il ritrovamento del cadavere nel bagagliaio di una Renault rossa.
Dopo una prigionia di 55 giorni, il suo cadavere fu ritrovato a Roma il 9 maggio, nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, una traversa di via delle Botteghe Oscure, a poca distanza dalla sede nazionale del Partito Comunista Italiano e da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana.
16 marzo 1978 – L’auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione alla Camera dei deputati fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle Brigate Rosse. In pochi secondi, sparando con armi automatiche, i brigatisti rossi uccisero i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.
9 Maggio 1978 – Peppino Impastato, 39 anni fa, viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio.
Col suo cadavere venne inscenato un attentato, per distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Da ragazzo avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.
Nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (chiamato «Tano Seduto» da Peppino), che aveva un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto di Punta Raisi. Il programma più seguito era Onda pazza a Mafiopoli, trasmissione satirica in cui Peppino sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, ma non fa in tempo a sapere l’esito delle votazioni perché, dopo vari avvertimenti che aveva ignorato, nel corso della campagna elettorale viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio.
Tutti i profitti netti delle competizioni UEFA per club sono centralizzati e riassegnati alla UEFA Champions League e alla UEFA Europa League, con un rapporto fisso di 3,3:1.
Si calcola che i profitti commerciali lordi della UEFA Champions League 2016/17, della UEFA Europa League 2016/17 e della Supercoppa UEFA 2016 siano di circa 2,35 miliardi di euro. Il piano di distribuzione (comprese le quote fisse) si basa su questo importo.
Dei 2,35 miliardi di euro stimati, il 12% (282 milioni) sarà dedotto per coprire le spese organizzative e amministrative della competizione, mentre l’8,5% (199,7 milioni) sarà assegnato ai pagamenti di solidarietà. Del risultante profitto netto di 1,86 miliardi di euro, l’8% sarà riservato al calcio europeo e rimarrà alla UEFA, mentre il restante 92% sarà distribuito ai club partecipanti.
In base alle suddette previsioni e assegnazioni, l’importo totale disponibile da distribuire ai club partecipanti nel 2016/17 è di 1,7187 miliardi di euro, di cui 399,8 milioni alle squadre di UEFA Europa League.
SUDDIVISIONE DEI PREMI
Dalla fase a gironi in poi
Importi – Previsioni L’importo netto disponibile per i club partecipanti verrà ripartito con un rapporto 60:40 tra quote fisse e variabili (market pool). Pertanto, verranno distribuiti 239,8 milioni di euro come quote fisse e 160 milioni di euro come quote variabili (market pool).
Quote fisse (239,8 milioni di euro)
Ciascuno dei 48 club della fase a gironi di UEFA Europa League può prevedere di ricevere un premio partecipazione di 2,6 milioni di euro.
Per ogni partita della fase a gironi è inoltre previsto un premio di 360.000 euro a vittoria e 120.000 euro a pareggio. Gli importi non distribuiti (120.000 euro a pareggio) saranno raccolti e ridistribuiti tra le squadre partecipanti alla fase a gironi con quote proporzionali al numero di vittorie.
Le vincitrici dei gironi possono prevedere di ricevere un bonus qualificazione di 600.000 ciascuna, mentre le seconde classificate potranno ricevere 300.000 euro ciascuna.
Le squadre partecipanti ai sedicesimi possono prevedere di ricevere 500.000 euro ciascuna.
Le partecipanti agli ottavi750.000 euro ciascuna.
Le partecipanti ai quarti 1 milione di euro ciascuna
Le semifinaliste 1,6 milioni di euro ciascuna.
La vincitrice della UEFA Europa League può prevedere di ricevere 6,5 milionidi euro, mentre l’altra finalista 3,5 milioni. Gli importi sono comprensivi di quote per la vendita dei biglietti (contrariamente al passato, alle finaliste non verranno corrisposte quote supplementari per quanto riguarda la vendita dei biglietti).
Una squadra, dunque, può ricevere al massimo 15,71 milioni di euro, senza contare la quota per il market pool.
Poi esiste una quota di solidarietà: «Nel nuovo sistema di distribuzione, l’ammontare dei pagamenti per le squadre che partecipano alle fasi di qualificazione di UEFA Champions League e UEFA Europa League sarà pari al 3,5% del profitto lordo complessivo. In base a una previsione di 2,35 miliardi di euro per i profitti complessivi, 82,2 milioni di euro verranno distribuiti ai club in entrambe le competizioni»
Market pool (160 milioni di euro)
L’importo stimato disponibile di 160 milioni di euro verrà distribuito secondo il valore proporzionale di ciascun mercato televisivo rappresentato dai club partecipanti dalla fase a gironi in poi e ripartito tra le squadre partecipanti di ogni federazione.
a) – Metà del market pool complessivo (80 milioni di euro) verrà ripartito in un numero di quote uguale al numero di federazioni rappresentate da almeno un club nella fase a gironi. Ciascuna quota, proporzionale al valore del mercato televisivo pertinente, verrà ripartita tra i club in base ai risultati nelle competizioni nazionali della stagione precedente. Tra i club di ogni federazione si applica la seguente ripartizione.
Se la vincintrice della coppa nazionale non si qualifica per la fase a gironi di UEFA Europa League, la distribuzione del market pool verrà ripartita in quote uguali tra tutti i club partecipanti della federazione pertinente.
Ai fini del piano di distribuzione, le vincitrici della coppa nazionale eliminate nelle qualificazioni di UEFA Champions League che passano in UEFA Europa League saranno considerate vincitrici della coppa nazionale.
b) – L’altra metà del market pool (80 milioni di euro) verrà ripartita in unnumero di quote uguali al numero di turni della competizione, come segue:
Ecco la tabella fase per fase: Fase a gironi (40%) – 32 milioni di euro Sedicesimi (20%) – 16 milioni di euro Ottavi (16%) – 12,8 milioni di euro Quarti (12%) – 9,6 milioni di euro Semifinali (8%) – 6,4 milioni di euro Finale (4%) – 3,2 milioni di euro
Ognuna delle suddette quote verrà suddivisa in un numero di parti uguale al numero di federazioni rappresentate da almeno un club nel turno pertinente, in modo proporzionale al valore dei rispettivi mercati televisivi.
Ogni quota destinata alle federazioni nazionali sarà ripartita equamente tra tutti i club partecipanti a tale turno e provenienti a una determinata federazione.
I vari importi distribuiti dal market pool per ogni singolo club possono essere calcolati solo dopo aver finalizzato tutti i contratti e non prima della fine della competizione, poiché l’importo esatto per ciascun club dipende da cinque fattori:
L’importo finale effettivo nel market pool.
Il tabellone delle squadre che partecipano alla UEFA Europa League 2016/17.
Il numero di club partecipanti alla UEFA Europa League 2016/17 per ogni federazione.
I risultati di ciascun club nelle competizioni nazionali della stagione precedente.
I risultati di ogni club in UEFA Europa League 2016/17.
Importi supplementari Tutti gli importi supplementari disponibili per eventuali profitti commercali superiori (surplus) verranno ripartiti con un rapporto di 60:40 tra quote fisse e market pool, come stabilito dal Cominato Esecutivo UEFA su raccomandazione del Comitato Competizioni per Club.
PAGAMENTI SOLIDARIETÀ
Squadre partecipanti alle qualificazioni
Nel nuovo sistema di distribuzione, l’ammontare dei pagamenti per le squadre che partecipano alle fasi di qualificazione di UEFA Champions League e UEFA Europa League sarà pari al 3,5% del profitto lordo complessivo. In base a una previsione di 2,35 miliardi di euro per i profitti complessivi, 82,2 milioni di euro verranno distribuiti ai club in entrambe le competizioni. Le squadre battute alle qualificazioni di UEFA Europa League riceveranno:
Primo turno di qualificazione – 215.000 euro Secondo turno di qualificazione – 225.000 euro Terzo turno di qualificazione – 235.000 euro Spareggi – 245.000 (solo squadre eliminate)
Non sono sono previsti pagamenti solidarietà per le vincitrici degli spareggi, che però avranno diritto agli importi per il primo, secondo e terzo turno di qualificazione quando applicabile.
Squadre non partecipanti
D’ora in poi, i pagamenti solidarietà per le squadre non partecipanti attraverso le rispettive federazioni e/o leghe nazionali rappresenteranno il 5% dei profitti lordi complessivi nelle due competizioni.
Si prevede di distribuire un totale di 117,5 milioni di euro alle federazioni e/o leghe nazionali per i rispettivi club (l’importo potrebbe essere aumentato in caso di profitti commerciali lordi superiori).
Di questo importo, l’80% sarà distribuito alle federazioni e/o leghe nazionali con almeno un club partecipante alla fase a gironi di UEFA Champions League, mentre il 20% alle federazioni e/o leghe nazionali senza squadre partecipanti alla fase a gironi di UEFA Champions League.
Inoltre, come introdotto nella stagione 2015/16, la distribuzione alle federazioni e/o leghe nazionali non si baserà esclusivamente sul valore di mercato. Il 60% degli importi disponibili verrà ripartito in quote identiche tra le federazioni e/o leghe nazionali, mentre il 40% verrà distribuito in base al valore del mercato televisivo di ogni federazione rappresentata in UEFA Champions League.
Solo le squadre che non partecipano alla fase a gironi di UEFA Champions League o UEFA Europa League 2016/17 potranno incassare una quota dei pagamenti solidarietà.
Tutte le disposizioni sono soggette a conferma definitiva della UEFA
E’ stato uno dei piloti più amati nella storia leggendaria della ‘Rossa’ di Maranello. A 35 anni dalla sua scomparsa, la Ferrari ricorda Gilles Villeneuve che, proprio l’8 maggio del 1982 perdeva la vita in un incidente durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio a Zolder.
Morì in uno schianto a 227 Km/h causato da un contatto con la March di Jochen Mass durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio 1982 a bordo della Ferrari 126 C2. Villeneuve al momento del decesso era molto popolare tra gli appassionati per il suo stile di guida altamente combattivo e spettacolare, e da allora è diventato un simbolo della storia di questo sport, nonché uno dei più grandi piloti di tutti i tempi pur non avendo mai vinto un titolo mondiale.
Suo figlio Jacques sarebbe poi diventato nel 1997 il primo – e tuttora unico – canadese campione del mondo dei piloti di Formula 1.
Video: Gilles Villeneuve Tribute
Gran Premio del Belgio 1982
362º GP del Mondiale di Formula 1 Gara 5 di 16 del Campionato 1982
Data
9 maggio 1982
Nome ufficiale
XL Grote Prijs van Belgie
Circuito
Zolder
Percorso
4.262 Km
Distanza
70 giri, 298,34 Km
Clima
Soleggiato
Il circuito di Zolder è un autodromo situato in Belgio che ha ospitato dieci edizioni del Gran Premio del Belgio di Formula 1 e il Gran Premio del Belgio del Motomondiale nel 1980
Inter, un gol per Scarponi: il club regala la divisa nerazzurra ai figli
Grazie @inter per i completini da calcio ⚽️ con il numero del giocatore preferito di Michele #djorkaeff#interclub
La società milanese ha inviato ai due gemellini un completo nerazzurro, con tanto di nome e di numero sei. “Era il numero di Djorkaeff, il giocatore preferito da Michele”, ha fatto sapere la moglie dello sfortunato ciclista scomparso.
Un gesto commovente che è stato immortalato dalla madre Anna con una foto altrettanto straziante, postata successivamente su Instagram. “Grazie Inter per i completini da calcio con il numero di Djorkaeff, il giocatore preferito di Michele“, ha scritto la moglie di Scarponi nella didascalia dello scatto pubblicato: i due gemellini, con indosso la divisa dell’Inter, abbracciati davanti al poster del padre. L’ex vincitore del Giro d’Italia del 2011, era infatti un grande appassionato nerazzurro e quando non saliva in sella della sua bicicletta amava seguire il calcio e le gesta della sua squadra del cuore. Dopo averlo ricordato, nelle ore seguenti al drammatico incidente mortale di Filottrano, il club nerazzurro ha così voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia del ciclista facendo un bel regalo ai due piccoli tifosi Tommaso e Giacomo.
“Credete ancora nelle mie storie”, aveva chiesto tempo fa Francesco Nuti, che compirà 62 anni il prossimo 17 maggio. “Olga e i fratellastri Billi”, sceneggiato dallo stesso Nuti prima del malore che diede il via ai suoi guai di salute, cerca ora un produttore. E’ questo l’accorato appello lanciato da Valerio Groppa e Nicola Pecci, regista e protagonista dello spettacolo teatrale “Francesco Nuti Andata, caduta e ritorno”, nonché suoi fan.
Nuti è stato campione di incassi negli anni 80-90 con film come “Io, Chiara e lo Scuro”, “Tutta colpa del paradiso” e “Caruso Pascoski di padre polacco”. Groppa e Pecci, ospiti da Fiorello nello Speaker’s Corner di Edicola Fiore hanno detto: “Ha fatto tanto per il cinema e non deve essere dimenticato”, aggiungendo: “Come sarebbe vedere al cinema un nuovo film di Francesco Nuti? Ci vorrebbe una nuova sceneggiatura scritta da lui… Ma c’è già ed è fantastica! Manca solo un produttore”.
BOLOGNA Si è tolto la vita sparandosi alla testa il chitarrista bolognese Romano Trevisani, 54 anni, originario di San Lazzaro di Savena e conosciuto per le sue collaborazioni con Gianna Nannini, Loredana Bertè, Vasco Rossi, Eugenio Finardi, Andrea Mingardi e gli Stadio.
L’uomo si è esploso un colpo alla tempia verso le 17 all’interno della propria auto parcheggiata in via Da Palestrina, poco lontano dalla sua abitazione. Avrebbe utilizzato una ‘scacciacani’ modificata e non è morto subito.
Dopo l’allarme dato da alcuni passanti, che hanno assistito alla scena, è stato portato all’ospedale Maggiore, dove è deceduto. Dai primi accertamenti della polizia, non ci sarebbero dubbi sul fatto che si sia trattato di un gesto volontario. Al momento non è stato chiarito se l’uomo abbia lasciato biglietti per spiegare il gesto.
Terremoto del Friuli del 1976 fu un sisma di magnitudo 6,4 della scala Richter che colpì il Friuli, e i territori circostanti, alle ore 21:00:12 del 6 maggio 1976, con ulteriori scosse l’11 e 15 settembre
Data
Ora Locale
Magnitudo
Epicentro
6 maggio 1976
21:00
6,4
Gemona del Friuli-Artegna
11 settembre 1976
18:31
5,2
Gemona del Friuli-Venzone
11 settembre 1976
18:35
5,6
Gemona del Friuli-Venzone
15 settembre 1976
05:15
5,9
Gemona del Friuli-Venzone
15 settembre 1976
11:30
5,9
Gemona del Friuli-Venzone
Il sisma in cifre
Aree colpita: 5.500 chilometri quadrati
Popolazione colpita: 600mila abitanti
Morti: 990
Sfollati: più di 100.000
Case distrutte: 18.000
Case danneggiate: 75.000
Danni al territorio: 4.500 miliardi di lire (oltre 18,5 miliardi di euro del 2010)
Comuni coinvolti: 45 comuni “rasi al suolo” come Gemona, Venzone, Buia, Pinzano al Tagliamento, Monteaperta (frazione di Taipana) e Osoppo, 40 “gravemente danneggiati ” e 52 “danneggiati”: tutti fra Udine e Pordenone, più tre soli comuni della provincia di Gorizia
Nonostante una lunga serie di scosse di assestamento, che continuarono per diversi mesi, la ricostruzione fu rapida e completa.
Distribuzione della sismicità dal 1° gennaio 1976 al 31 dicembre 1977 in Friuli
L’8 maggio, a due giorni dal sisma, il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia stanziò con effetto immediato 10 miliardi di lire (6 milioni di euro del 2012)
Il Governo Andreotti III nominò il 15 settembre Giuseppe Zamberletti Commissario straordinario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi. Gli fu concessa carta bianca, salvo approvazione a consuntivo, che regolarmente il Parlamento approvò. In collaborazione con le amministrazioni locali, i fondi statali destinati alla ricostruzione furono gestiti direttamente da Zamberletti assieme al governo regionale del Friuli-Venezia Giulia. Circa 40.000 sfollati passarono l’inverno sulla costa adriatica, per rientrare tutti entro il 31 marzo 1980 in villaggi prefabbricati costruiti nei rispettivi paesi. La ricostruzione totale durò 10 anni.
Finito il mandato di Zamberletti, il governo regionale del Friuli-Venezia Giulia, grazie ad un’attenta ed efficiente gestione delle risorse, poté, nell’arco di circa dieci anni, ricostruire interi paesi. Ancora oggi il modo in cui venne gestito il dramma post terremoto, viene ricordato come un alto esempio di efficienza e serietà.
Il conto dei contributi statali per la ricostruzione del Friuli ammontava a 12.905 miliardi di lire a fine 1995 (circa 8 miliardi di euro del 2010); secondo altre fonti, a 29.000 miliardi di lire (circa 18 miliardi di euro). Il motore della ricostruzione fu assicurato da 500 miliardi di lire destinati alla ripresa economica, mentre il resto dei fondi fu affidato in gestione alle amministrazioni locali, che effettuarono controlli efficaci e rigorosi sugli standard di ricostruzione.
L’ex direttore sportivo della Ferrari, Cesare Fiorio, 77 anni, è stato ricoverato d’urgenza dopo un grave incidente in bicicletta.
4 marzo 2017 – Si sa poco delle condizioni di salute di Cesare Fiorio, 77 anni, celebre ex direttore sportivo di Ferrari, Fiat e Lancia. Pare che Fiorio sia rimasto vittima di un grave incidente in bicicletta e che sia stato trovato riverso a terra e svenuto da alcuni passanti. Dopo la chiamata dei soccorsi, l’ex dirigente è stato trasportato in codice rosso all’Ospedale Perrino di Brindisi.
Fiorio, che ha riportato ferite alla testa e alle braccia, è attualmente in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione. I medici non hanno escluso che l’incidente sia stato causato da un malore che l’ha colto mentre pedalava nelle campagne del brindisino.
L’imprenditore di origine piemontese vive da anni a Ceglie Messapica, in una masseria di sua proprietà.
La data del 5 maggio evoca in molti tifosi interisti una domenica da dimenticare: l’ultima giornata del campionato 2001/2002, quando i nerazzurri vennero sorpassati dalla Juventus in vetta alla classifica.
5 maggio 2010 – Otto anni dopo il destino decide di regalare alla squadra di Moratti una grande occasione di rivalsa: il 5 maggio 2010, sempre allo stadio “Olimpico” della capitale, si gioca in partita secca Roma-Inter, finale di Coppa Italia. Nonostante uno stadio più giallorosso che nerazzurro, nonostante l’inno della Roma a inizio gara che farà arrabbiare Mourinho e l’uscita dal campo di Sneijder dopo pochi minuti, l’Inter si impone per 1 a 0.
Finale di Coppa Italia – Roma – Inter 0 – 1 – Coppa Italia
La rete che porta in dote la Tim Cup è del Principe Diego Alberto Milito, e la notte di Roma è il primo tassello di un mese indimenticabile per i tifosi nerazzurri, che vedranno i loro eroi conquistare anche lo scudetto (il 16 maggio a Siena) e soprattutto la Champions League (il 22 maggio a Madrid contro il Bayern Monaco).
16 maggio 2010 – Siena – Inter 0 – 1 – Scudetto
Grazie a José Mourinho e alla formidabile Inter del 2010, il 5 maggio non evoca più strani spettri per i tifosi nerazzurri, ma segna l’inizio di una cavalcata vincente e unica nella storia del calcio italiano.
22 maggio 2010 – Finale Champions League 2010 – Bayern Monaco – Inter 0 – 2 – CHAMPIONS
Ansa – La Corte sportiva d’appello della Federcalcio ha annullato – la giornata di squalifica inflitta a Sulley Muntari dal giudice sportivo di Serie A, dopo che il centrocampista ghanese del Pescara era stato oggetto di cori razzisti da parte di alcuni tifosi del Cagliari e, a seguito delle proteste con l’arbitro per il mancato stop della gara, era stato espulso. In secondo grado, la Corte ha accolto il ricorso del giocatore.
Il giudice sportivo lo aveva fermato per un turno perché espulso dall’arbitro per doppia ammonizione, la prima per proteste, la seconda per aver lasciato il campo senza autorizzazione di conseguenza doppio gialloe espulsione .