Anche l’Inter non fa mancare il suo appoggio


Football Cares: l’Inter non fa mancare il suo appoggio

08.09.2015

Anche l’Inter aderisce a Football Cares, organizzazione finalizzata a riunire la comunità calcistica internazionale in una raccolta fondi con cui arginare la crisi umanitaria dei rifugiati. Tutti i fondi raccolti da Football Cares saranno distribuiti a organizzazioni benefiche quali UNHCR, Save The Children, International Rescue Committee e Croce Rossa.

La società nerazzurra lo comunica attraverso il profilo ufficiale su Twitter

Inter, ‘rivoluzione’ stipendi …………….


Inter, ‘rivoluzione’ stipendi per diventare big

Il piano salariale di Thohir, stando a quanto risulta, dovrebbe continuare a seguire il metodo del salary cap anche se, in virtù delle ambizioni presidenziali, questo dovrebbe essere innalzato, imponendo quindi, un tetto massimo complessivo più alto rispetto agli attuali 70 milioni.
Per quanto riguarda i vari elementi della rosa nerazzurra che percepiscono un ingaggio superiore ai 3 milioni, allo stato attuale questi sono 5 di cui, Rodrigo Palacio si avvia verso l’ultimo anno di contratto e Nemanja Vidic, non rientrerebbe assolutamente nei piani tecnici del Mancio.
Di seguito i nomi dei calciatori che eprcepisocno oltre i 3 milioni:

KONDOGBIA 3,5 MILIONI

ICARDI 3,2 MILIONI

VIDIC 3,2 MILIONI

PALACIO 3,2 MILIONI

JOVETIC 3 MILIONI

L’Espresso: “Milan, fondi neri dietro a Mister Bee……………………….


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Con un’inchiesta il settimanale Espresso getta ombre riguardo sulla trattativa tra Berlusconi e mr Bee riguardante la cessione del 48% delle azioni del Milan tirando in ballo l’ipotesi di fondi neri. Dura la replica di Fininvest che bolla le insinuazioni della rivista come spazzatura: “Insinuazioni tanto infamanti quanto infondate, non meritano neppure commenti. Se ne occuperano i nostri legali”

http://espresso.repubblica.it/archivio/2015/09/03/news/silvio-berlusconi-e-il-milan-a-mister-bee-dai-fondi-neri-si-passa-ai-fondi-rossoneri-1.227543?ref=HEF_RULLO

ESPRESSO+ LEGGI L’INCHIESTA INTEGRALE

La vicenda risale al 1996, quando i magistrati di Milano alzarono per la prima volta il velo sulla rete di società off shore del sistema Fininvest. Ebbene, a quell’epoca, i tre professionisti della Tax & Finance lavoravano per il gruppo finanziario inglese che amministrava quel network di sigle estere intestatarie di conti bancari segreti. Proprio la scoperta di quelle società cassaforte è costata all’ex presidente del consiglio, nel 2013, la condanna definitiva per frode fiscale e la decadenza da parlamentare. Alla perquisizione a Londra era sicuramente presente Baroni, che è citato anche nelle sentenze.

La sentenza definitiva dello stesso caso giudiziario spiega che durante quella movimentata perquisizione, come ricostruisce l’Espresso, alla polizia inglese furono nascosti i fascicoli sulle offshore personali di Berlusconi. Società-cassaforte scoperte dai magistrati solo dieci anni più tardi, proprio con l’indagine sui diritti tv di Mediaset. Quelle offshore, come hanno poi accertato i giudici, custodivano più di 300 milioni di dollari, accumulati su conti esteri mai dichiarati al fisco.

La Tax & Finance di Lugano, scrive l’Espresso, è una società di consulenza, specializzata in finanza offshore, che oggi vanta circa mille clienti, un centinaio di dipendenti e una rete di filiali estesa da Panama a Dubai, dal Lussemburgo a Dublino, da Montecarlo fino alla Nuova Zelanda. La galassia T&F ha anche una holding Cipro e ottimi agganci nel mondo dei milionari russi.

Fininvest dichiara guerra all’Espresso: “Sul Milan solo spazzatura”

Football Club Internazionale 1921-1922 in B??????????????????


1921/22 L’inter in serie B?????????

Fonte: Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Football_Club_Internazionale_1921-1922

https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_Divisione_1921-1922

Prima Divisione CCI: è un anno particolare per la storia del calcio italiano: le squadre più ricche formano un proprio torneo organizzato dalla C.C.I. (confederazione Calcistica italiana) mentre la F.I.G.C. si ritrova un torneo di valore ridotto con contendenti provinciali non paragonabili alle Confederate. Per l’Inter è sicuramente il peggior campionato della storia: la squadra chiude ultima nel girone B della Lega Nord e, per non retrocedere, avrebbe dovuto disputare una sorta di play-out con una delle vincitrici della Seconda Divisione. In estate, però, la riunificazione dei campionati introdotta dal Compromesso Colombo costringe l’Inter a partecipare non più ad uno, ma a due spareggi di qualificazione per avere accesso alla nuova massima serie del calcio italiano: il primo turno la squadra vince a tavolino, per rinuncia dell’avversaria, lo Sport Club Italia di Milano. Nel turno successivo la squadra sconfigge la P.G.F. Libertas di Firenze per 3-0 a Milano e pareggia 1-1 a Firenze. L’Inter rimane nel campionato di Prima Divisione (divenuto F.I.G.C.) e non retrocede nella serie inferiore.

Lo scisma del calcio italiano: La stagione 1921-1922 del calcio italiano era stata caratterizzata dallo svolgimento di due distinti campionati. Le grandi e medie società infatti, contrarie all’enorme numero di partecipanti al massimo torneo nazionale, e desiderose di una riduzione dei ranghi, avevano affidato a Vittorio Pozzo il compito di elaborare un progetto di riforma volto ad una drastica compressione delle partecipanti al campionato. Il voto contrario delle piccole squadre, maggioritarie all’Assemblea Federale della Federcalcio nel bocciare il “Progetto Pozzo”, comportò la fuga delle grandi società, che fondarono la Confederazione Calcistica Italiana ed organizzarono un proprio campionato privato in contrapposizione a quello federale.

Gli spareggi salvezza

Pubblicato il lodo sulla maggior parte dei giornali il 26 giugno, le squadre interessate agli spareggi furono radunate in fretta e furia in piena estate onde poter cominciare a disputare il turno preliminare subito la domenica successiva, il 2 di luglio. Gli accoppiamenti erano già stati decisi alla fine del lodo, anche se, per quanto riguarda il turno preliminare CCI, essi ricalcavano  de facto i play-out previsti dal regolamento del torneo confederale sin dal 1921.Questi i risultati:

  • Turno preliminare FIGC
Rivarolese Valenzana 2-0 a Novi Ligure
Pastore Viareggio 4-0 ad Alessandria
Como Piacenza 1-2 a Milano
Bentegodi Verona Sestrese 2-7 a Milano
Parma Treviso 1-2 a Verona
Libertas Firenze Enotria Goliardo* 2-1 a Bologna
  • Turno preliminare CCI
Sport Club Italia* Inter 0-2 per forfait
Derthona Vicenza 4-0 a Legnano

* i due club milanesi sospesero l’attività calcistica di lì a poche settimane, abbandonando i campionati maggiori (l’Enotria G. continuò con i soli ragazzi).

L’Inter di Milano fu accoppiata ai concittadini dello Sport Club Italia  i quali, ritrovatisi nell’impossibilità di schierare in campo undici giocatori (probabilmente per motivi legati alla leva militare obbligatoria, visto che a marzo erano già partiti i giocatori nati nel primo semestre del 1902), presentarono una squadra di quindicenni a cui tuttavia fu impedito di giocare,[senza fonte] dando subito forfait, ovvero 0-2 a tavolino, a favore dei nerazzurri. Peggior sorte toccò invece al Vicenza, che fu sconfitto dall’emergente formazione tortonese del Derthona.

A questo punto era tutto pronto per l’ultimo atto. Le due domeniche successive, il 9 e 16 luglio, si svolsero dunque le sfide valide per l’assegnazione degli ultimi sei posti disponibili per la stagione entrante. Le gare ebbero il seguente esito:

  • Gare d’andata
Rivarolese Venezia 0-0
Spezia Pastore 1-1
Piacenza Livorno 2-4 (ripetuta il 16 luglio 1922 e terminata 1-4)
Brescia Sestrese 2-0
Treviso Derthona 0-1
Inter Libertas  Firenze 3-0
  • Gare di ritorno
Venezia RIVAROLESE 1-2
PASTORE Spezia 2-1
LIVORNO Piacenza 2-0 per forfait
Sestrese Brescia 5-0
DERTHONA Treviso 1-0
Libertas Firenze INTER 1-1
  • Gara di spareggio
BRESCIA Sestrese 2-0

La fortuna del Brescia fu il regolamento, che prevedeva di tener conto solo l’esito finale delle due gare, indipendentemente dai gol segnati. Fu così che i cinque gol segnati dalla Sestrese in casa valsero due punti esattamente come i due gol segnati dai lombardi all’andata, imponendo dunque uno spareggio che rappresentò la salvezza per le Rondinelle.

Diversi invece gli avvenimenti che promossero il  Livorno a danno del Piacenza. In occasione della gara d’andata del 9 luglio, l’assenza dell’arbitro (sostituito da un dirigente del Piacenza) invalidò la vittoria esterna per 4-2 dei labronici. La ripetizione, giocata il 16 luglio, vide la nuova vittoria del Livorno per 4-1; a quel punto il Piacenza si ritirò, perdendo per forfait il ritorno (in programma il 23 luglio) e il proprio posto in campionato.

Da segnalare infine l’Inter che, vincitrice a Milano, riuscì a difendere il vantaggio nel ritorno a Firenze, estromettendo il capoluogo toscano dalla massima serie. Questa seconda gara passò alle cronache perché, secondo la stampa dell’epoca, rappresentò il più massiccio esodo di tifosi in trasferta mai visto fino a quel tempo nella penisola. Grazie a questo successo, il sodalizio nerazzurro è l’unico in attività a non essere mai retrocesso dalla massima serie del calcio italiano.

29 maggio 1985 – la tragedia dell’Heysel


29 maggio 1985 – la tragedia dell’Heysel

È stato purtroppo uno dei giorni più tristi in assoluto per il mondo del calcio.

La strage dell’Heysel  fu una tragedia avvenuta il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600.

Le vittime

Le vittime della strage furono trentanove.

Nazionalità Morti
Italia Italiani 32
Belgio Belgi 4
Francia Francesi 2
Irlanda Irlandesi 1
Totale 39
  1. Rocco Acerra (28)
  2. Bruno Balli (50)
  3. Alfons Bos (35)
  4. Giancarlo Bruschera (35)
  5. Andrea Casula (11)
  6. Giovanni Casula (44)
  7. Nino Cerullo (24)
  8. Willy Chielens (41)
  9. Giuseppina Conti (17)
  10. Dirk Daeneckx (38)
  11. Dionisio Fabbro (51)
  12. Jaques François (45)
  13. Eugenio Gagliano (35)
  14. Francesco Galli (25)
  15. Giancarlo Gonelli (20)
  16. Alberto Guarini (21)
  17. Giovacchino Landini (50)
  18. Roberto Lorentini (31)
  19. Barbara Lusci (58)
  20. Franco Martelli (22)
  21. Loris Messore (28)
  22. Gianni Mastroiaco (20)
  23. Sergio Mazzino (38)
  24. Luciano Rocco Papaluca (38)
  25. Luigi Pidone (31)
  26. Benito Pistolato (50)
  27. Patrick Radcliffe (38)
  28. Domenico Ragazzi (44)
  29. Antonio Ragnanese (29)
  30. Claude Robert
  31. Mario Ronchi (43)
  32. Domenico Russo (28)
  33. Tarcisio Salvi (49)
  34. Gianfranco Sarto (47)
  35. Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
  36. Mario Spanu (41)
  37. Tarcisio Venturin (23)
  38. Jean Michel Walla (32)
  39. Claudio Zavaroni (28)

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Mappa dell’Heysel: il settore Z occupato dai tifosi italiani nella parte laterale viene invaso dagli hooligan inglesi.

Circa un’ora prima della partita (ore 19.20; l’inizio della partita era previsto alle 20.15) i tifosi inglesi più accesi – i cosiddetti hooligan – cominciarono a spingersi verso il settore Z a ondate, cercando il take an end (“prendi la curva”) e sfondando le reti divisorie: memori degli incidenti della finale di Roma di un anno prima, si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta (settori M – N – O). Gli inglesi sostennero di aver caricato più volte a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti, anche per il mancato intervento e per l’assoluta impreparazione delle forze dell’ordine belghe, che ingenuamente ostacolavano la fuga degli italiani verso il campo manganellandoli, furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool.

Dal lato sportivo, la UEFA e la dirigenza delle due squadre decisero di giocare comunque la partita, così da evitare un rinvio che avrebbe probabilmente creato ulteriori tensioni tra le tifoserie. Dopo momenti di deciso imbarazzo, la RAI tramise ugualmente l’incontro, anche se il telecronista Pizzul prese la decisione di “commentarlo nel modo più asettico possibile”. Dura invece la reazione dell’emittente tedesca, che si rifiutò di diffondere l’evento, mentre il canale austriaco trasmise la finale ma senza alcun commento e con una scritta in sovraimpressione che recitava: “Questa che andiamo a trasmettere non è una manifestazione sportiva”.

L’incontro venne vinto dalla Juventus con il punteggio di 1-0, con la rete decisiva che venne segnata da Michel Platini su calcio di rigore. Il presidente della Juventus, Giampiero Boniperti, censurò però ogni tipo di esultanza nelle strade di Torino per rispetto delle vittime.

8 Marzo


8 marzo

auguri a tutte le donne

8 Marzo - festa delle donneDonna, oggi. Un universo così variegato e in tale mutamento, sempre più difficile da fotografare. In ogni caso l’8 marzo ricorda a tutti che c’è ancora molto da fare per una parità tra i sessi che non sia solo a parole. La donna, multitasking per natura e attitudine, in condizioni ‘normali’ si divide tra famiglia e lavoro, a volte sacrificando i figli per la carriera. Ma nonostante questo le donne non sono in testa alla scala sociale: amministratore delegato in Europa è un uomo nel 97,6% dei casi, donna solo nel 2,4%.

Sono poi ancora troppe, in Italia, in Europa e nel mondo, le donne violentate, ferite, umiliate, sfregiate, mutilate, rapite o vittime di tratta, quelle comunemente sottomesse a livello psicologico, chiuse nelle case e nel dolore, che non hanno la forza di dire ‘basta’ e di denunciare un compagno violento. La violenza non è amore, non esistono ”omicidi passionali”

 

Caso Parma – Ritardi è sospetti………..


Aggiornamento: 05/03/2015  Fonte: https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-ghirardi-indagato-per-bancarotta-fraudolenta-074031856–sow.html

Serie A – Ghirardi indagato per bancarotta fraudolenta

L’ex-presidente del Parma è stato inserito nel registro dalla Procura: ci sarebbero suoi comportamenti illeciti alla base del crack finanziario che sta minando il futuro della società gialloblù.

IL BILANCIO SOSPETTO – Secondo quanto anticipato dalla “Gazzetta di Parma”, nell’enorme buco di bilancio ci potrebbero essere state delle “distrazioni” commesse da Ghirardi, uscito dalla società al momento della cessione alla Dastraso Holding del petroliere albanese Rezart Taçi. Il bilancio presentato il 27 dicembre scorso, al passaggio di consegne, non convince, e i pm stanno studiando i dati per comprendere se e dove si possano essere annidate manovre poco chiare.

Serie A – Altri guai per il Parma, finirà a zero punti?

https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-guai-per-parma-finir%C3%A0-zero-punti-084244634–sow.html#it-fb-po

Un contenzioso del 2007 non risolto positivamente potrebbe costare altri 6 punti di penalizzazione alla squadra emiliana: al peggio non c’è davvero mai fine per il club crociato

 

04/03/2015

Si allarga lo scandalo Parma F.C, da qualche settimane le indagine della  Procura Della Repubblica stanno rilevando sviluppi clamorosi, riguarda i vertici della Guardia di Finanza – Omissioni di Atti d’Ufficio, per ritardo nelle inchieste sulla disastrosa situazione del Parma F.C.

I debiti verso il comune ammontano a 1 milione e  400 mila €, la società non paga l’affitto dello stadio dal 2011.

E’  stato nominato il Curatore Fallimentare: Mauro Morelli. Il tribunale di Bologna ha accolto il ricorso della Energy T.I. Group socio di minoranza del club, che aveva presentato la domanda per gravi inadempienze nella nomina del nuovo  CDA 

DOMENICA C’è PARMA – ATALANTA, L’ENNESIMO RINVIO (SAREBBE IL TERZO) SAREBBE LA FINE.

LO STADIO PER DOMENICA E’ DISPONIBILE MA CHI PAGA GLI STEWARD, VIGILI DEL FUOCO E PER TUTTI I SERVIZI INDISPENSABILI?????    

Parma il perché di questa situazione………..


Fonte: http://www.calcioefinanza.it/2015/02/14/bilancio-parma-2013-2014-debiti/

Indebitamento lordo nelle ultime stagioni:

2006/2007 16,1 Milioni

2007/2008 38,1 Milioni

2008/2009 86,1 Milioni

2009/2010 110,3 Milioni

2011/2012 136,5 Milioni

2012/2013 175,1 Milioni

Troppi, per una società che non ha accresciuto i ricavi a sufficienza. Così nell’ultimo anno è aumentato il ricorso alle:

Banche: da 39,8 a 48,3 milioni

 è cresciuta l’esposizione verso :

Fornitori: da 28 a 37,7 milioni

Personale (Calciatori): da 6,6 a 12,9 milioni

Erario:  da 12 a 16,7 milioni

Totale: Da 46,6 a 115,6 Milioni

Secondo la Gazzetta dello sport il debito effettivo del Parma, considerando banche e fornitori, ammonta a 86 milioni di euro, esclusi i contenziosi con il Lione (che vuole 1,8 milioni di euro per Belfodil) e il Panathinaikos (470mila euro per Ninis). Ecco, il calciomercato è stato uno dei problemi del Parma, che nella scorsa stagione ha messo a bilancio 47,5 milioni di plusvalenze, 6,9 di premi di valorizzazione e stipendi per 52 milioni, contro i da 43,5 dell’anno prima. La situazione drammatica si legge tutta nei 55,6 milioni di ricavi (al netto delle plusvalenze) e nei 108,3 milioni di costi (al netto delle minusvalenze). Quel che esce è esattamente il doppio di quel che entra. E raddrizzare questa situazione sarà una vera impresa.

Tre Signori


  Tre Signori”, il nuovo singolo di Enrico Ruggeri.

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Con questo brano, l’artista ha voluto rendere omaggio a tre grandi personalità della musica e della cultura italiana: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti. Enrico ha raccontato di averli immaginati in un universo parallelo al nostro, dove continuano a muoversi senza perdere le loro attitudini, “giocano tra loro, parlano e fanno musica, strappandosi sorrisi che, in qualche modo, tornano benefici a nutrire le nostre anime”.

Ruggeri, che ha scritto musica e parole di “Tre Signori”, ha presentato il brano sul palco dell’Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo.

Inter, Fair play, Thohir e l’Inter ascoltati ………………..


Fair play, Thohir e l’Inter ascoltati dall’Uefa: «Torneremo nella top 10»

Fonte: http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/inter/2014/11/07-383230/Fair+play,+Thohir+e+l’Inter+ascoltati+dall’Uefa%3A+%C2%ABTorneremo+nella+top+10%C2%BB

Oggi alle ore 11 inizia l’incontro fra la società neroazzurra rappresentata dal presidente Thohir e il suo staff  con  la commissione inquirente dell’UEFA. La società  neroazzurra deve chiarire il piano quinquennale finanziario e le misure prese  rientrare nel limite imposto dal Fair Play Finanziario.

Il presidente Thohir ha dichirato:

“Il fair play finanziario è un messaggio positivo in cui crediamo, rafforzerà il calcio europeo. E’ stato importante poter condividere il nostro progetto con la Uefa – Il nostro business-model, la gestione e la struttura aziendale mirano a portare il club a diventare auto-sostenibile nel prossimo futuro e in linea con i requisiti del fair play finanziario. Il calcio è cambiato: la Uefa chiede alle società di auto-sostenersi”.

“La nomina di un team di dirigenti esperti e con un percorso professionale provato e di successo ha costituito un passo importante. Questi dirigenti beneficiano anche di una forte vocazione internazionale e della competenza degli azionisti del club”.

prosegue il CEO neroazzurro Michael Bolingbroke
“Il cuore della nostra strategia è di espandere il business aumentando i profitti attraverso investimenti ben mirati e di generare nuovi flussi di reddito insieme a una ancor più profonda espansione del brand in tutto il mondo. Sono convinto che l’Inter abbia un piano ben strutturato che ci porterà ad essere di nuovo tra i 10 migliori club al mondo, sul campo e fuori dal campo”.

L’Inter continuerà a collaborare con l’Organo di Controllo Finanziario dei Club della Uefa per assicurare la piena comprensione e condivisione delle misure contenute nel piano

Marco Travaglio a 360 gradi su…………..


Marco Travaglio a 360 gradi su Juve-Roma, Moggi e Totti: ecco le sue parole

vai su questo BLOG alla pagina  “SCANDALI CALCIO”

articolo da:  http://tifosisinasce.wordpress.com/2014/10/09/marco-travaglio-a-360-gradi-su-juve-roma-moggi-e-totti-ecco-le-sue-parole/

L’impatto del calciomercato sui bilanci di ……………………….


 

L’impatto del calciomercato sui bilanci di Juventus, Milan e Intercalciomercato-juventus-2014-15[1]

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Gaetano Scirea, 25 anni fa moriva un campione simbolo


25 anni fa moriva Gaetano Scirea, la Juventus lo ricorda: “Modello di umanità e garbo”

Fonte:http://www.goal.com

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Come si suol dire, ‘era un altro calcio’. Ed era un altro calcio anche perché c’era lui, Gaetano Scirea, a nobilitarlo. Ecco perché, a 25 anni dalla morte di uno dei più grandi di sempre della Juventus, il mondo del calcio ricorda quel suo figlio così amato e così sfortunato, perito nel rogo fatale del 3 settembre 1989 in Polonia, dove era andato a osservare il Gornik Zabrze avversario bianconero in Coppa UEFA. Non aveva che 36 anni.

Il club bianconero lo ricorda con affetto e devozione. E non potrebbe essere altrimenti. “Non passa anno da quel tragico 3 settembre di venticinque anni fa senza che la Juventus e il mondo del calcio italiano si fermino in raccoglimento per ricordare una delle più nobili figure della storia di questo sport: quella di Gaetano Scirea” si legge nel commovente messaggio postato sul proprio sito ufficiale di ‘Madama’.

“Esempio di lealtà e correttezza in campo grazie alla classe cristallina di cui era dotato, che gli permetteva di ergersi tra gli avversari con eleganza e intelligenza (mai un’espulsione in carriera), fuori dal terreno di gioco è stato un modello di umanità e garbo, stimato da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e dalle generazioni future – continua il ricordo – Nel 25° anniversario della sua scomparsa, la società e tutto il popolo bianconero si stringono a Mariella e Riccardo nel ricordo dell’indimenticabile campione”.

Cagliari, Almunia si ritira dal calcio: “Ha problemi al cuore”


 

Salta definitivamente l’accordo con i sardi: lo spagnolo ha una cardiomiopatia ipertrofica apicale

Salta definitivamente il trasferimento di Manuel Almunia al Cagliari. Il giocatore lascerà con ogni probabilità il calcio, dopo che le visite mediche hanno riscontrato una cardiomiopatia ipertrofica apicale: in pratica, si tratta di una malattia genetica che vede l’aumento di spessore delle pareti cardiache, con tutti i rischi che questo può portare. “Si tratta di un’alterazione pericolosa, che senza le cautele del caso potrebbe causare morte improvvisa”, ha spiegato Tommaso Giulini, presidente del Cagliari. Il portiere era stato già presentato ed annunciato, sebbene non avesse ancora firmato. Poi, le visite mediche che, prima a Cagliari e poi a Padova, hanno riscontrato l’effettivo problema del giocatore, facendo saltare il tutto e portandolo al ritiro dal calcio.

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Si chiude così, a 37 anni compiuti lo scorso 19 maggio, la carriera dello spagnolo di Pamplona, iniziata nel 1997 nell’Osasuna. Dopo un lungo girovagare in Spagna tra Liga e serie minori (Cartagena, Sabadell, Celta Vigo, Eibar, Recreativo Huelva, Albacete), nel 2004 il giocatore passò, a 27 anni, all’Arsenal di Arsène Wenger per la cifra di 2,6 milioni di sterline (circa 3 milioni e 200mila euro). Dopo 175 presenze complessive tra Premier League, coppe nazionali e Champions League, con 161 reti subite, raggiunse l’apice con una finale di Champions League persa contro il Barcellona a Parigi il 17 maggio 2006, quando lo spagnolo subentrò a Lehmann, espulso al 18′ minuto. Almunia ha poi vestito le maglie di West Ham e Watford. Il 30 giugno si era svincolato dagli inglesi, trovando subito un accordo con il Cagliari di Zeman. Poi, l’amara scoperta. Inutili anche le visite supplementari a Padova, dove il giocatore aveva effettuato una risonanza magnetica cardiaca: con la cardiomiopatia ipertrofica apicale non si scherza, e allora tutto saltato.

Batistuta-shock: “Quando smisi di giocare……..


Batistuta-shock: “Quando smisi di giocare chiesi al dottore di amputarmi le gambe”

Fonte: http://www.fanpage.it

http://calcio.fanpage.it/batitusta-shock-quando-smisi-di-giocare-chiesi-al-dottore-di-amputarmi-le-gambe/

Subito dopo il ritiro, per il dolore incessante alle caviglie Batigol chiese al proprio medico che gli tagliasse gli arti: “Avevo visto Pistorius, soffrivo così tanto che non riuscivo più a camminare e mi urinavo addosso”

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La confessione arriva come un fulmine a ciel sereno, quando Gabriel Batistuta racconta in una intervista a Tyc Sports il suo dramma personale nei giorni successivi al ritiro dal calcio giocato. Un uomo letteralmente a pezzi, anzi con le caviglie a pezzi tanto che non riusciva più a camminare e a sorreggersi per il dolore tremendo che provava. Problemi che aveva ereditato dalle continue infiltrazioni e cure mediche che durante l’attività gli permettevano di scender comunque in campo e giocare fino alla fine ad altissimi livelli. Una svolta smesso, però, ecco sorgere il problema, fino alla richiesta estrema di volersi fare amputare le gambe per cancellare il dolore. Già alcuni mesi fa Batigol aveva confessato di avere avuto problemi con gli arti inferiori e che aveva rischiato anche la paralisi ma mai aveva confessato una richiesta così radicale.

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La soluzione: diventare come Pistorius

“Avevo visto come poteva camminare e vivere Pistorius” racconta Batigol a Tyc Sports “ritenevo che l’unica soluzione possibile fosse quella e chiesi al mio medico di amputarmi le gambe perché e mie caviglie non smettevano di farmi male. Mi disse che ero pazzo, provò anche ad operarmi ma la situazione non migliorò“. Parole shockanti da parte dell’ex stella argentina che in Italia è diventato celebre con le maglie di Roma e Fiorentina. “Il problema è che oramai non ho più nè cartilagini né tendini alle caviglie e tutto il peso del mio corpo ricade sulle ossa. Una sensazione orribile che non mi permetteva di alzarmi e camminare tanto che mi urinavo addosso non potendo muovermi. Poi, pian piano la situazione è andata migliorando”.

Una carriera da campione a suon di gol

Con 56 gol è il miglior realizzatore nella storia della Nazionale argentina. È anche il primatista di gol segnati nelle fasi finali dei Mondiali con la maglia argentina (10 gol, anche qui tolse il record a Maradona che nel 1994 si fermò a 8). Con 151 gol è il miglior marcatore della Fiorentina inSerie A, squadra di cui è stato anche capitano nel corso degli anni novanta ed è anche il marcatore assoluto della squadra con 212 gol. Inoltre, con 184 reti, è al 11º posto nella classifica dei marcatori della Serie A. Nel 1994 ha stabilito il record di gol in giornate consecutive nel campionato italiano (11), in precedenza appartenente ad Ezio Pascutti. Si è ritirato nel 2006

Az Alkmaar, Van Basten lascia la panchina…….


Az Alkmaar, Van Basten lascia la panchina per problemi di salute

Fonte: http://www.fanpage.it
http://calcio.fanpage.it/az-alkmaar-van-basten-lascia-la-panchina-per-problemi-di-salute/

Dopo pochi mesi dal suo arrivo, l’ex centravanti del Milan è costretto ad abbandonare l’incarico di allenatore per sottoporsi a particolari controlli.

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Fulmine a ciel sereno in Olanda. Marco Van Basten a sorpresa lascia la panchina dell’Az Alkmaar, pochi mesi dopo l’inizio della sua nuova avventura professionale. L’ex stella del Milan al termine della scorsa stagione aveva raccolto l’eredità di Dick Advocaat alla guida del club biancorosso. Una scelta ufficializzata dalla stessa società attraverso una nota pubblicata sul proprio sito. Alla base della decisione ci sarebbero purtroppo i problemi di salute di Van Basten che avrà bisogno di tempo per sottoporsi ad esami clinici specifici dopo aver accusato dei “misteriosi” sintomi che secondo quanto dichiarato dal club “potrebbero rivelarsi gravi”. Per ora non trapela nulla sulla malattia che ha colpito il “cigno di Utrecht” che ha lasciato l’incarico ai suoi collaboratori, mentre tutta l’Olanda calcistica e non solo si è schierata al suo fianco in attesa di conoscere novità sulle condizioni del tecnico. Un 2014 da dimenticare per Van Basten che pochi mesi fa ha dovuto affrontare anche la scomparsa del padre, colui che lo ha avviato alla carriera calcistica e vero e proprio punto di riferimento per la carriera e vita privata dell’ex milanista.

L’Az Alkmaar e la scommessa Van Basten

Tutto il mondo del calcio fa il tifo per Van Basten nella speranza che possa tornare presto in panchina mettendosi alle spalle i problemi di salute. Quella con l’Az Alkmaar rappresentava una sfida intrigante per l’allenatore che aveva una gran voglia di rimettersi in gioco, dopo le ultime avventure non esaltanti in panchina. Prima la guida della Nazionale olandese e poi le esperienze tra alti e bassi con l’Ajax e l’Heerenvenn fino alla chiamata dell’Az pronto a puntare sulle competenze e sul calcio offensivo della grande gloria nazionale.

Storia della “Scala del Calcio”


 

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Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Giuseppe_Meazza

La costruzione dell’impianto iniziò nel dicembre 1925 grazie al sostegno di Piero Pirelli (all’epoca presidente del Milan); lo stadio fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre 1926, con la partita amichevole tra Inter e Milan. Lo stadio era di proprietà del Milan e vi giocavano solamente i rossoneri. L’Inter disputava le sue partite all’Arena Civica, e iniziò a giocare a San Siro a partire dal 1947, quando l’impianto era già diventato proprietà del Comune di Milano, che lo acquisì dal Milan nel 1935. Nel 1980 lo stadio fu intitolato a Giuseppe Meazza (1910-1979), storico calciatore sia dell’Inter che del Milan e campione del mondo con la Nazionale nel 1934 e nel 1938. In occasione del mondiale 1990, disputatosi in Italia, lo stadio venne profondamente rinnovato con la costruzione del terzo anello e della copertura.

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L’ampliamento e congiunzione delle tribune, 1938

Nell’agosto 2009 è stato inserito al secondo posto nella classifica del Times sugli stadi più belli al mondo. Lo stadio ha ospitato anche due incontri internazionali della Nazionale italiana di rugby: nel 1988 contro la Romania (valida per la Coppa FIRA) e il 14 novembre 2009 contro gli All Blacks neozelandesi; il test match, terminato 20-6 per gli ospiti, ha fatto registrare un’affluenza di più di 80 000 spettatori, record italiano per un incontro di rugby. Nel novembre 2010 il Comune e le due società utilizzatrici dell’impianto, Milan e Inter, hanno modificato gli accordi sull’affitto dell’impianto per favorire i lavori di ammodernamento dello stesso per farlo rientrare nella Categoria 4 UEFA. L’impianto meneghino si appresta a ospitare numerosi eventi sportivi e non a livello internazionale, ad iniziare dal maggio 2015 quando ospiterà la finale di Heineken Cup di rugby e la finale di Champions League del 2016.

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L’impianto come si presentava nel 1934

Cronologia dei lavori

La prima versione dello stadio prevedeva 4 tribune non collegate tra loro con una capienza totale di 35 000 persone. Il progetto degli ingegneri Alberto Cugini e Ulisse Stacchini comportò una spesa in lire pari a circa 1,8 milioni di euro

  • 1925: iniziano i lavori di costruzione dello stadio.
  • 1926: San Siro viene inaugurato con un derby amichevole fra Milan e Inter, concluso sul punteggio di 3-6. Il primo giocatore a segnare nel nuovo stadio è il milanista Giuseppe Santagostino.
  • 1935: lo stadio viene acquistato dal Comune che tre anni dopo inizia i lavori di ampliamento progettati da Giuseppe Bertera e dall’architetto Perlasca. I lavori si concludono nel 1939 e lo stadio presenta a quel punto la forma di un catino, in cui le tribune sono continue e uniformi sui 4 lati. La capienza ufficiale sale a 55 000 posti.
  • 1955: viene completata la costruzione del secondo anello, su progetto degli architetti Armando Ronca e Ferruccio Calzolari. La capienza arriva inizialmente a 90 000 spettatori, successivamente ridotti a 85 000 (nel 1962).
  • 1958: Durante la partita di Serie A Milan-Fiorentina del 30 novembre 1958, muore schiacciato tra la folla Giordano Guarisco, un ragazzo di 17 anni.
  • 1967: viene inaugurato il primo tabellone elettronico.
  • 1979: viene ristrutturato il 2º anello, costruito nel 1955, e completamente sostituito l’impianto di illuminazione.
  • 1980: il 2 marzo lo stadio viene intitolato a Giuseppe Meazza, ex calciatore di Inter e Milan scomparso l’anno precedente.
  • 1986: si procede al posizionamento dei seggiolini in tutto il primo anello; questo riduce la capienza di San Siro a circa 76 400 posti.
  • 1990: in occasione dei Mondiali di calcio, viene inaugurato il terzo anello che sovrasta le due curve e la tribuna centrale (non è presente nella tribuna est) e si completa il posizionamento dei seggiolini di plastica per tutti i settori. La capienza di San Siro è ora di 85 700 posti, tutti al coperto e tutti a sedere. Il progetto della ristrutturazione è dell’architetto Giancarlo Ragazzi della società Edilnord.
  • 1996: viene inaugurato, all’interno dello stadio, il museo San Siro sul calcio.
  • 2002: vengono costruiti i primi 50 Sky Box (mini appartamenti dotati di televisione e servizio ristorante).
  • 2006: viene spostato il boccaporto dal quale entrano in campo i giocatori; dalla parte Nord-Ovest dello stadio passa sotto la tribuna centrale.
  • 2008: vengono sostituiti tutti i seggiolini con nuovi modelli. La capienza ufficiale scende a 82 995 posti.
  • 2009: dopo quasi vent’anni, vengono rimosse le reti dietro alle due porte.
  • 2012: ammodernamento dell’impianto, per rientrare nella Categoria 4 UEFA, e sostituzione del manto erboso in erba sintetica mista. La capienza è di 81 277 posti.

Di seguito, le principali opere previste nell’ambito dei lavori di ammodernamento dell’impianto, previsti per il quadriennio 2011-2015.

Opere e interventi di riqualificazione funzionale:

  • risanamento della copertura
  • risanamento intradosso e controsoffitto secondo anello
  • risanamento rampe accesso del secondo anello
  • realizzazione nuova segnaletica stadio
  • nuovo centro di controllo
  • rifacimento del campo da gioco, che sarà costituito da un sottofondo di sabbia, terra e ghiaia di 15 cm dove far passare gli impianti di irrigazione e riscaldamento, 0,3 cm di primario, 1 cm di sabbia drenante, 5 cm di erba sintetica mischiata a quella naturale e altri 2 cm di ciuffi d’erba naturale
  • rifacimento dei servizi igienici dei 3 anelli
  • sistemazione dell’area esterna allo stadio (ex Palazzetto dello sport)

Museo di San Siro

Il museo, primo in Italia allestito all’interno di uno Stadio, creato dalla collezione privata di Onorato Arisi, inaugurato il 5 ottobre 1996, racconta la storia dell’Inter e del Milan attraverso una serie di cimeli unici al mondo: maglie storiche da Rivera a Mazzola, da Pelè a Maradona, da Zidane a Cruijff…, Coppe e trofei, palloni, scarpe, oggetti d’arte, ricordi di ogni genere che sono entrati nella leggenda del calcio mondiale, ma soprattutto nel cuore dei tifosi del calcio. Per rivivere emozioni mai sopite, in una sala all’interno del museo ci accolgono 24 statue a grandezza naturali di Zenga, Bergomi, Facchetti, Mazzola, Suarez, Vieri, Zanetti, Matthaeus, Meazza, Picchi, Rummenigge, Herrera, Cudicini, Gullit, Van Basten, Rijkaard, Liedholm, Nordahl, P. Maldini, C. Maldini, Baresi, Rivera, Trapattoni e Rocco. Nella sala cinema all’interno del museo viene proiettato un suggestivo filmato dedicato all’Inter, al Milan e alla storia dello Stadio di San Siro. Flash di momenti che hanno come protagonisti i grandi campioni che hanno calcato l’erba di questo prestigioso stadio.

 

Tavecchio, Uefa apre inchiesta


Tavecchio, Uefa apre inchiesta
N.1 Figc: ‘Spiegherò l’errore’

Neo presidente Federcalcio: “Sono sereno e rispetto decisione governo europeo calcio”

Tavecchio: gaffe mangiabanane? Contano fatti

“Mio provvedimento ha permesso a 12 mila extracomunitari giocare”

Commento: al calcio Italiano serve fatti e credibilità, che attualmente non si ottiene con le gaffe.

Barca:Fifa respinge ricorso,stop mercato


Barca:Fifa respinge ricorso,stop mercato

Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2014/08/20/barcafifa-respinge-ricorsostop-mercato_324215d0-0428-46b6-8591-4204994db08a.html

 

Barca:Fifa respinge ricorso,stop mercato

Dal gennaio del 2015 i catalani senza acquisti per due sessioni

La Fifa ha respinto il ricorso del Barcellona, dopo le sanzioni relative al tesseramento di minorenni. Il club catalano non potrà effettuare trasferimenti nelle prossime due sessioni di mercato, dal gennaio 2015. Lo comunica lo stesso organismo, con una nota sul sito ufficiale.

“La Commissione d’appello – si legge – ha deciso di respingere i ricorsi dell’Fc Barcelona e della Federcalcio spagnola, confermando integralmente le sanzioni della Disciplinare della Fifa sulla alla tutela dei minori.

Gaffe Figc: dimenticato Mancini e lo Scudetto 2006


 

Gaffe Figc: dimenticato Mancini e lo Scudetto 2006

Fonte:https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-gaffe-figc-dimenticato-mancini-scudetto-2006-160121639–sow.html

Questa volta, forse, non è colpa di Carlo Tavecchio. E’ anche vero che la gaffe è della Figc, e Tavecchio ne è presidente. Anche se da poco.

Sul sito ufficiale della Figc, compare infatti il curriculum di Antonio Conte preceduto da un lungo benvenuto e dai dettagli della conferenza stampa (avvenuta poi nella giornata di martedì in cui l’ex tecnico della Juventus ha parlato da nuovo ct del).

Fin qui tutto bene. Ma spulciando con attenzione si nota una clamorosa imprecisione quando l’attenzione si sposta sugli Scudetti vinti da Conte alla Juventus. Tre. Consecutivi. Un’impresa, riuscita in passato solamente ad altri due tecnici: Fabio Capello (Milan dal 1991 al 1994) e Carlo Carcano (addirittura quattro, con la Juventus: dal 1931 al 1934).

E Roberto Mancini? Già, il tecnico jesino può vantare ben tre titoli vinti con l’Inter a cominciare da quello assegnato dalla stessa FIGC al club nerazzurro 2006 dopo l’esplosione del caso Calciopoli. Mancini guidò l’Inter verso il tricolore anche nelle successive due stagioni, prima dell’arrivo di Mourinho.

Una gaffe clamorosa, su un caso piuttosto spinoso e che ancora suscita battute e dure prese di posizioni da parte di tifosi, giocatori e dirigenti. Peccato che la Figc si sia dimenticata di uno Scudetto assegnato e riconosciuto da lei stessa.

Antonio Conte è il nuovo Commissario tecnico: oggi alle ore 11.30 la conferenza stampa

Il Presidente Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà Antonio Conte alla FIGC fino al 31 luglio 2016, al termine della trattativa condotta nei giorni scorsi da Giulia Mancini per Antonio Conte e dall’Avv. Mario Gallavotti per la FIGC. 
 
Il nuovo C.T. ha condiviso con il Presidente Tavecchio il progetto di rilancio della Nazionale e il progetto di formazione dei nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale, con un forte impegno del C.T. nell’ambito del Settore Tecnico anche come coordinatore delle squadre giovanili, posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi. 
 
Il contratto tra la FIGC e Antonio Conte prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione con un bonus per la qualificazione a EURO 2016, un ulteriore bonus in caso di miglioramento del Ranking FIFA di almeno 5 posizioni, e un terzo bonus in caso di partecipazione alla Finale Euro 2016.
 
Contestualmente, la FIGC ha definito i termini di un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei propri sponsor con termini assai innovativi per la internazionalizzazione del marchio FIGC e la valorizzazione della Nazionale, e che prevedono anche l’utilizzazione dell’immagine del nuovo C.T. come testimonial,  rendendo così possibile l’intera operazione. 
 
La conferenza stampa di presentazione del nuovo C.T. è prevista alle ore 11.30 presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.
 
IL CURRICULUM DI ANTONIO CONTE 
Nato il 31 luglio del 1969 a Lecce, Antonio Conte muove i primi passi nel mondo del pallone nel settore giovanile della squadra della sua città, il Lecce, nelle cui fila debutta anche in serie A il 6 aprile dell’86 – quando non aveva neppure compiuto 17 anni – contro il Pisa. Nel 1991 passa alla Juventus dove resterà per tredici stagioni a cavallo degli anni novanta e duemila, diventandone capitano e simbolo. Negli anni trascorsi in bianconero vince cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni UEFA con la sola eccezione della Coppa delle Coppe, competizione cui non ha mai partecipato.
Con la maglia della Nazionale partecipa al Mondiale 1994 perdendo in finale contro il Brasile; a causa di un infortunio, salta l’Europeo 1996, disputando invece il successivo (Euro 2000), concluso però in anticipo a causa di una lesione ai legamenti della caviglia destra, ma vincendo comunque la medaglia d’argento.
Nel 2006 inizia l’attività di allenatore nel Siena e nella stagione 2008-2009 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari. Passato sulla panchina della Juventus nell’estate del 2011, si aggiudica il titolo di campione d’Italia per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a Carlo Carcano e Fabio Capello. Vince anche la Supercoppa Italiana per due volte, la prima contro il Napoli, la seconda contro la Lazio. Con la Juventus taglia due traguardi storici: i 102 punti in campionato e l’imbattibilità casalinga, con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili. Oltre a Siena, Bari e Juve, guida anche l’Arezzo nella stagione 2006-2007 e Atalanta nel 2009-2010.

FIGC – Eletto nuovo presidente


Figc, Tavecchio si commuove: “Sarò il presidente di tutti”

Alla terza votazione con il 63% Carlo Tavecchio è stato eletto nuovo presidente della Federazione italiana giuoco calcio. Dal palco, visibilmente commosso, ha dichiarato: ”Sarò il presidente di tutti, soprattutto di coloro che hanno espresso dissenso alla mia candidatura”

Figc: il peso del voto dei delegati

”Cercherò di migliorare il mio modo un po’ ruvido e poco glamour come qualcuno lo ha definito giustamente”, ha detto ringraziando tutti, in lacrime. ”Con le parole sono poco a mio agio ha detto Tavecchio, dopo aver ringraziato dal palco tutti senza trattenere le sue lacrime – ma invito le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi al lavoro”.

Albertini,: ”Io alternativa ma si è visto corporativismo”
“Volevo essere un’alternativa diversa ma si è rivisto il corporativismo del patto delle Leghe. Il blocco è sempre difficile da scardinare. In bocca al lupo a Tavecchio, non sarà semplice sostituire Abete”. Lo ha detto Demetrio Albertini, sconfitto da Carlo Tavecchio nella corsa alla presidenza della Federcalcio. Il neo presidente Figc, Carlo Tavecchio, dovrà ora cercare di unire le varie anime della federazione. “E’ possibile? Il presidente Abete l’ha fatto – ha rilevato lo sconfitto Albertini – dipenderà dai decreti, dai cambiamenti dello statuto, dall’incisività che si potrà avere. Cosa farò ora? Torno a casa da mia moglie e i miei figli”. 

Intervista a Thoir


Pantani, “non si è suicidato” Caso riaperto, nessun indagato


Pantani, “non si è suicidato” Caso riaperto, nessun indagato

Fonte: ansa

Il 14 febbraio 2004 non si suicidò. Non era solo in quella camera d’albergo”. Consulenza ipotizza gli sia stata fatta bere coca. Dieci anni dopo, l’inchiesta della Procura della Repubblica di Rimini riapre il caso. Sul cadavere ipostasi a volto, torace e gambe 

Sua madre Tonina, che non ha mai creduto al suicidio, lo ha ricordato a tutti i tifosi scrivendolo su Fb nella notte. A 16 anni dalla vittoria del Tour e a 10 dalla morte, si riapre il caso della tragica fine del campione Marco Pantani. Si indaga per omicidio nell’ipotesi, riferiscono notizie di stampa, che il Pirata sia stato picchiato e costretto da qualcuno a ingerire la cocaina che lo uccise.

A persuadere i magistrati sarebbe stata la perizia medico-legale eseguita per conto della famiglia, secondo cui le ferite sul corpo non sono autoprocurate ma opera di terzi. La procura di Rimini fa sapere: atto dovuto dopo aver
ricevuto memorie legali familiari, ora approfondimenti.

FIGC, bufera su Tavecchio


Figc, bufera su Tavecchio.

La gaffe: “C’è chi
mangiava banane e ora gioca titolare”

Fone: http://www.leggo.it/

Il presidente della Lega Dilettanti, candidato alla presidenza Figc, durante l’assemblea della sua organizzazione ha dichiarato che, tra i calciatori extracomunitari, c’è anche chi nel paese d’origine «mangiava banane». Tavecchio ha successivamente precisato il senso delle sue parole: «Mi dispiace se ho offeso qualcuno ma io mi riferivo al curriculum dei giocatori». 

Le considerazioni affidate da Abodi al social network alimentano un dibattito animato dalle domande di tifosi e appassionati. «Attenzione. Una frase inaccettabile non fa di una persona un razzista. La demagogia non è una buona medicina», dice il presidente della Lega di Serie B che, come Serie A e Lega Pro, appoggia la candidatura di Tavecchio. «La verità è che siamo tutti responsabili di questo clima nel quale c’è bisogno di un nemico da giudicare, da giustiziare. Siamo tutti maestri, educatori e giudici, soprattutto quando ci riferiamo agli altri. Mi auguro tanta intransigenza anche nell’autocritica», aggiunge Abodi in altri messaggi

Angelomario Moratti consigliere di Lega Serie A


Angelomario Moratti consigliere di Lega Serie A

Fonte: sito ufficiale “www.inter.it
Dopo l’esperienza di Massimo Moratti del 2006, il vicepresidente dell’Inter entra nel consiglio di Lega Serie A
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MILANO – Nel segno di Moratti. Dopo il 2006, quando il presidente Massimo Moratti era stato scelto con 14 voti, oggi tocca ad Angelomario diventare consigliere di Lega. Insieme al vicepresidente dell’Inter ci saranno anche Mario Cognigni, Andrea Agnelli, Luca Campedelli e Maurizio Zamparini. Questo è ciò che è emerso al termine della seduta di giovedì 24 dell’assemblea di Lega Serie A.

Inter, nuove maglie


Nuovo logo

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Thohir cambia il logo-simbolo dell’Inter (chissà cosa ne penseranno i tifosi) da cui sparisce la stella, che rimarrà solo sulla maglia. Il nuovo look sarà adottato dalla prima squadra, fino al settore giovanile nerazzurro.

Non c’è più la stella che attestava la conquista di almeno 10 scudetti: “La stella è stata riportata al suo significato di segnalazione di scudetti vinti e rimane obbligatoria solo sulla maglia“, si legge in una nota del club

Prima Maglia 2014/2015

Prima maglia

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 La nuova prima maglia per la stagione 2014/2015: le maglie sono realizzate da Nike e sono piuttosto originali. Invece delle tradizionali strisce verticali nere e azzurre, infatti, la maglia è nera con righe verticali azzurre.

Maglia da trasferta

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L’Inter e la Nike, hanno presentato la maglia da trasferta della squadra di Mazzarri per la prossima stagione. Una maglia dove dominano i toni del bianco con un chiaro richiamo alla città di Milano con la croce di San Giorgio. Tutti in bianco anche i pantaloncini ed i calzettoni

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Particolare non indiferente

 

Dentro il Fair play finanziario: tra obiettivi, sanzioni e raggiri


Dentro il Fair play finanziario: tra obiettivi, sanzioni e raggiri

Fonte: http://www.tuttocalcionews.net/2014/07/24/dentro-il-fair-play-finanziario-tra-obiettivi-sanzioni-e-raggiri/

articolo di “Salvatore Mazzuca”

Fair play finanziario tra realtà e falsa applicazione, raggiri e sanzioni al limite del ridicolo. Sono tante le incertezze attorno al progetto finanziario normativo-contabile introdotto dal comitato esecutivo della Uefa nel settembre 2009 con l’obiettivo di eliminare i debiti contratti dalle società di calcio e a obbligarle, alla lunga, ad un auto finanziamento.

Come nasce?

L’idea di Fair play finanziario nasce dalla sostanziale differenza economica tra le società calcistiche europee e dal forte aumento dell’indebitamento delle dirigenze nelle sessioni di calciomercato, oltre allo strapotere di alcune società come Real Madrid e Barcellona. Michel Platini è diventato subito la figura chiave di rappresentanza ritenendolo di vitale importanza per il mondo del calcio. Ecco cosa disse in un’intervista: “Un obiettivo con implicazioni di ampia portata come il benessere generale del calcio, purché tutti i club giochino secondo le regole, soddisfino i criteri di fair play finanziario e raggiungano un bilancio sostenibile, in modo che passione faccia rima con ragione.” 

Gli obiettivi:

  1. Mettere ordine nel sistema finanziario delle società
  2. Accrescere l’auto-sostenibilità dei club, specie nel lungo periodo
  3. Far crescere gli investimenti nei settori giovanili e nelle infrastrutture
  4. Incoraggiare le società a competere soltanto attraverso entrate proprie
  5. Verificare che i club adempiano agli impegni economico-finanziari nei tempi stabiliti
  6. Abbassare  le pressioni sulle richieste salariali e sui trasferimenti
  7. Tenere a bada le conseguenze dell’inflazione nel mondo calcistico

Le Caratteristiche

Per seguire e assicurare il raggiungimento di  tutti gli obiettivi  prefissati è stato istituito una sorta di comitato direttivo finanziario costituito da 8 esperti in materia. Il monitoraggio delle società è iniziato dal 2011 ed è tuttora in corso. L’osservazione costante dei club da parte della Uefa si basa su 3 punti cruciali:

  1. Nessuna presenza di debiti arretrati verso altre società e dipendenti
  2. Corretta informazione per ciò che concerne la situazione attuale e futura dei club
  3. Obbligo di pareggio del bilancio, quindi parità tra entrate ed uscite. Il pareggio di bilancio prevede che le società non possano investire oltre la misura dei loro utili.

Le società che non saranno in grado di raggiungere gli obiettivi correranno il rischio di non partecipare alle competizioni Uefa. Ma la normativa lascia un margine di tolleranza per quanto riguarda le perdite. Infatti le regole Uefa obbligano le società di calcio europee a contenere i disavanzi negli esercizi di bilancio che vanno dal 2012 al 2014 entro i 45 milioni di euro e a ridurle nel triennio 2015-2017 in un massimo di 30 milioni. Dal 2018 in poi saranno consentiti debiti con limite massimo di 5 milioni di euro. Nei primi mesi del 2012, diverse società hanno risposto alle richieste Uefa. I dati forniti rivelano che c’è ancora tanta strada da fare e che il debito calcistico complessivo ammonti a 1,6 miliardi con una crescita di oltre 36 punti percentuali. Il 75% delle società invece non riesce a rispettare il pareggio di bilancio.

Società indebitate

La maggior parte dei club non riesce a far quadrare i conti e di conseguenza il bilancio annuale. Particolare è la situazione del Manchester City che nel 2011 ha concluso con una perdita di 225 milioni di euro. Club come Barcellona e Real meritano una nota a parte. Il passivo della società blaugrana ammonta a 156 milioni di euro pari solo al 6% del valore della società. La squadra catalana, tra l’altro, ha una peculiarità che la differenzia da tutte le altre: proprietari di un parte di essa sono gli stessi tifosi. Inoltre il fatturato è elevatissimo: ammonta a quasi 491 milioni di euro. Situazione diversa per il Real Madrid che secondo Forbes è il club con il più alto valore al mondo. Il debito registrato dal club madrileno ammonta a 165 milioni, solo il 5% del proprio valore. Il fatturato del club di Florentino Perez  è primo in assoluto: 518,9 milioni di euro.

Situazione italiana

Agli inizi del 2012, l’Inter, la Juventus e il Milan hanno registrato deficit superiori ai 60 milioni di euro annui. Le milanesi, attraverso campagne acquisti più povere e un massiccio ridimensionamento di ingaggi, sono comunque ancora molto lontane dai parametri imposti. Un pò diversa è la situazione della società bianconera che, grazie agli introiti dello Stadium, ha visto aumentare i ricavi e diminuire le perdite per un valore di 16 milioni di euro.

Club in regola, spicca il Napoli

I club che rispettano in toto il fair play finanziario sono davvero pochi. Tra questi solo il Bayern Monaco e il Napoli chiudono l’annata in positivo. Tra le società italiane, il Napoli riesce ad avere significative entrate con chiusure dei bilanci in positivo. Il club di De Laurentiis ha un attivo di oltre 22 milioni di euro, frutto delle continue qualificazioni nelle coppe europee e delle ottime operazioni di mercato, con le plusvalenze nelle cessioni di Lavezzi e Cavani. Anche la Fiorentina è entrata nella classifica dei club virtuosi, chiudendo nel 2012 e 2013 il bilancio in positivo.

Le Sanzioni

Chi non rispetta il fair play finanziario incorre in delle sanzioni. E’ successo da poco al Manchester City e al Psg. Le due società hanno passivi eccessivi (70 milioni per il club inglese e quasi 120 per i francesi) frutto delle spese folli e monte ingaggi elevati. Il club inglese dovrà portare il proprio deficit ad un massimo di 20 milioni nella stagione seguente, e nel 2015 a 10 milioni di euro. Inoltre ha l’obbligo di pagare alla Uefa la multa di 60 milioni di euro, gli ingaggi non potranno aumentare nel corso delle prossime due stagioni e la rosa sarà limitata a 21 giocatori.

Situazione analoga per il club parigino che dovrà versare nelle casse Uefa la cifra di 60 milioni di euro e gli ingaggi nelle stagioni 2015/2016 non potranno esser ritoccati. Il club degli sceicchi dovrà limitare a 30 milioni le perdite nella prossima stagione e dovrà mirare al pareggio di bilancio nel 2016. 

Trucchi e raggiri

Ad ogni regola c’è sempre chi cerca in qualche modo di aggirarla. E’ quello che ha fatto il club parigino che grazie alla alla maxi sponsorizzazione della Qatar Tourism Authority ha cambiato le carte in tavola, ottenendo soldi freschi per far metter il segno più nella casella “entrate”. Gli introiti provenienti dallo sponsor ammontano a circa 700 milioni di euro in 5 anni e andranno ad influire in maniera retroattiva su tutti i bilanci dei francesi, che vedranno aumentare fino a quasi 400 milioni di euro il proprio fatturato. Senza la maxi sponsorizzazione gli incassi si fermano a quasi 234 milioni, più dell’Inter, in linea con il Milan, dietro la Juventus che si attesta attorno ai 270 milioni.

La UEFA su questo dovrà fare chiarezza e perciò sta avviando delle indagini dettagliate. Se venisse accertata l’effettiva irregolarità degli investimenti il Psg rischierebbe grosso, anche la partecipazione alla Champions League

un pò di nostralgia 2 …………………….


un pò di nostralgia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Picchi – 20 giugno 1935


ARMANDO PICCHI

Picchi

Il 20 Giugno 1935 nacque Armando Picchi ex storico capitano della grande F.C. Internazionale Milano degli anni ’60.

Scomparve il 27 maggio 1971 all’età di 35 anni per le conseguenze di una forma di amiloidosi. Il giorno dei funerali, che si svolsero in forma pubblica nonostante il volere contrario della famiglia, l’intera cittadinanza di Livorno si fermò a rendergli onore. I negozi rimasero chiusi dalle 17.30 alle 19.00 in ricordo di Armandino.

Nel giugno dello stesso anno venne istituito alla sua memoria il Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi

Nel 1990 gli venne intitolato lo stadio comunale di Livorno. Sempre nella città toscana, sua città natale, è attiva la squadra dilettantistica dell’Armando Picchi Calcio.

Giocatore: Esordì nel Livorno nella stagione 1954-1955 nel ruolo di mezzala. L’allenatore Mario Magnozzi decise poi di spostarlo in difesa come terzino destro, ottenendo rapidamente il posto da titolare. Rimase al Livorno per cinque stagioni, giocando 105 partite con 5 gol all’attivo.

Nel 1959 fu ingaggiato dalla SPAL, allora militante in Serie A. Con la squadra di Paolo Mazza si classificò al quinto posto della classifica. Al termine della stagione l’Inter lo acquistò col pagamento di 24 milioni, oltre alla cessione definitiva di Oscar Massei, Enzo Matteucci e Ambrogio Valadè. Nella squadra nerazzurra iniziò a giocare da terzino destro, ruolo che aveva ricoperto nella SPAL. Al termine della stagione 1961-1962, Herrera lo spostò al centro come libero, ruolo del quale in breve tempo divenne uno dei massimi interpreti. Dopo la partenza di Bruno Bolchi divenne il capitano della squadra. Con la Grande Inter vinse tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe intercontinentali.

Venne ceduto al Varese al termine della stagione 1966-1967, dopo aver giocato in nerazzurro 257 partite complessive con 2 gol segnati.

Nazionale: Esordì con la Nazionale italiana a Genova il 4 novembre 1964 in Italia-Finlandia 6-1, subito dopo essere diventato campione del mondo di club con l’Inter. Sotto la gestione Edmondo Fabbri non ebbe grande spazio e non venne convocato per il Mondiale del 1966.

Sotto la gestione Valcareggi, peraltro coadiuvato da Helenio Herrera, venne chiamato per tutte le partite delle qualificazioni agli Europei del 1968. Il 6 aprile 1968, durante Italia-Bulgaria, subì la frattura del bacino e fu quindi impossibilitato a partecipare alla manifestazione. Quello fu il suo ultimo incontro con la maglia azzurra, dopo aver collezionato 12 presenze.

Allenatore: Cominciò da allenatore-giocatore nel Varese nella stagione 1968-1969, e per un punto la squadra retrocesse in Serie B. L’anno successivo, ritiratosi definitivamente dall’attività agonistica, subentrò a Aldo Puccinelli alla guida del Livorno. Picchi prese la squadra in piena zona retrocessione e chiuse al nono posto.
Lasciata la squadra labronica, venne chiamato a 35 anni alla guida della Juventus. La prematura scomparsa pose fine alla sua esperienza sulla panchina bianconera.