E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
26 marzo 2026
| Addio a Beppe Savoldi, re del gol e mister due miliardi |
| Morto a 79 anni, dal Bologna al Napoli nel ’75 il trasferimento record |

Centosessantotto gol in serie A e due miliardi di lire di valutazione.
Vita e carriera di Beppe Savoldi, centravanti di gran caratura a Bologna prima e Napoli poi negli anni ’70 – morto oggi nella sua Bergamo – non si pesavano solo con i numeri.
Nel repertorio, reti di testa, rovesciate, senso del gol per la gioia dei tifosi di un altro calcio. Eppure, quel trasferimento dal rossoblù ai partenopei segnò un passaggio di epoca, facendo scalpore.
Era il 1975, Ferlaino acquistò il numero 9, capocannoniere della serie A due anni prima: il prezzo pagato fu un miliardo e 400 milioni di lire in contanti, più uno scambio di giocatori dal valore di 600 milioni. La valutazione totale gli valse una definizione per sempre: ‘mister 2 miliardi‘.
Savoldi insomma, prima delle buste esagerate di Farina per Paolo Rossi o delle ipervalutazioni moderne, portò il calcio in un futuro di super-ricchi, suo malgrado. Ma la cifra calcistica del ragazzo nato a Gorlago nel 1947 era fatta di una pasta antica.
Ala sinistra negli inizi giovanili, Savoldi fu da subito impiegato da centravanti, sfruttando il sinistro e la capacità di elevazione ereditata dai primi anni sportivi nella pallacanestro. A 18 anni l’esordio con l’Atalanta. Gli anni splendenti sono però quelli in maglia rossoblù. A Bologna, Savoldi approda nel 1968, e saranno sette campionati di ribalta assoluta. In duecento presenze in A segna 85 reti, saranno 140 totali comprese le coppe: baffo e ricciolo inconfondibile, sotto le Torri conquista due Coppe Italia e tocca quota 17 reti nel campionato ’72-’73, capocannoniere pari merito con Paolo Pulici e Gianni Rivera.
E’ la consacrazione che lo rende pezzo pregiato del calciomercato. Corrado Ferlaino decide di far saltare il banco, ripetendo l’operazione dei suoi predecessori napoletani 23 anni prima, quando pagarono Jeppson 105 milioni. I tempi sono cambiati, l’inflazione corre, ma i 2 miliardi per Savoldi fanno comunque scalpore lontano da Napoli e provocano proteste in città, in anni di crisi, austerity ed epidemie.
Poi, l’entusiasmo dei tifosi è tale che gli abbonamenti sono da record, e il club incassa 3 miliardi: alla prima stagione sotto la guida di Luis Vinicio, Savoldi conquista subito tutti, tranne la nazionale che lo fa esordire in quella stagione, ma gli riserverà solo quattro presenze: ma col club sono 14 gol in campionato, le sue reti trascinano la squadra alla conquista della Coppa Italia.
E comincia una seconda storia d’amore. A Napoli, Savoldi scoprirà anche una vocazione canora, e incide un singolo di successo, ‘La favola dei calciatori‘. Dopo quattro campionati napoletani, il ritorno per una stagione a Bologna e il fine carriera all’Atalanta. Appesi gli scarpini, un po’ di panchine in serie C, fino al 2022.
Gli ultimi mesi la sua nuova lotta era contro una malattia, e oggi ad annunciarne la scomparsa è il figlio Gianluca, anche lui ex calciatore e tecnico. “Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe“, il suo messaggio social, sotto la foto di un Savoldi sorridente che abbraccia la moglie nel giardino di casa. “I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto cio, pur travolti dal dolore. Ringraziamo i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIIl e dell’lstituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche“.
La nazionale, prima della semifinale play off stasera a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, renderà omaggio alla memoria dell’ex bomber. Lo ricorda il Napoli, lo piange il Bologna, rievocando “l’idolo di una generazione di tifosi” e “bomber simbolo degli anni Settanta, fortissimo di testa e in acrobazia, una sentenza con il sinistro, quasi sempre in doppia cifra: il primo nostro Beppegol“.>

