Inail: infortuni in crescita nel tragitto da casa. “Edilizia maglia nera, sempre più stranieri che non parlano italiano e con comprendono cosa fare per la sicurezza”, dice la Cgil. L’ispettore del lavoro: “Siamo pochi”
Crollata una parte della struttura ma al momento non risultano persone coinvolte
Incendio in stabilimento a Pianezza
Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato oggi, giovedì 4 settembre, all’interno di un edificio industriale a Pianezza, nel torinese. Le fiamme hanno provocato un’alta colonna di fumo visibile anche dal capoluogo piemontese, che lavora materiali plastici.
Sul posto stanno operando 10 squadre, anche con esperti Nbcr (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) e droni utili per monitorare la situazione dall’alto e indirizzare al meglio il getti delle lance antincendio sulle fiamme. A causa del rogo ècrollata una parte della struttura ma al momento non risultano persone coinvolte. Una volta ultimato lo spegnimento delle fiamme seguiranno le operazioni di verifica e di indagine sulle cause dell’evento.
Intanto, l’amministrazione comunale sui social invita i cittadini in via precauzionale a chiudere le ante e le finestre delle proprie abitazioni e ad evitare di uscire. “In questo momento i vigili del fuoco sono sul luogo e stanno provvedendo allo spegnimento dell’incendio – fa sapere il sindaco Antonio Castello – attendiamo le rilevazioni dell’Arpa e vi daremo ulteriori informazioni nel corso della serata”
Incendio in un’azienda di ricambi, fumo nero su Torino
Fiamme all’Eurostamp di Pianezza. Il sindaco: ‘Chiudete porte e finestre’
Incendio nel Torinese, dieci squadre vigili fuoco sul posto
Un incendio è scoppiato questo pomeriggio in un’azienda di stampaggio di materie plastiche a Pianezza, nell’hinterland torinese.
A bruciare è la Eurostamp, che produce materie plastiche e ricambi per auto. Un’enorme nuvola di fumo nero e denso si è alzata dall’edificio, visibile da gran parte della città, e ha fatto scattare numerose segnalazioni ai centralini di emergenza. Sul posto sono già operative diverse squadre dei vigili del fuoco, impegnate su più fronti per contenere il propagarsi delle fiamme. Non si hanno al momento notizie di feriti.
“In via precauzionale, e in attesa dei rilievi dell’Arpa, ho invitato i cittadini a rimanere a casa e tenere le porte e le finestre chiuse. Non abbiamo ancora un dato certo ma il pericolo potrebbe esserci perché l’azienda produce materiali di plastica e quindi meglio prevenire”. Lo sostiene il sindaco di Pianezza (Torino), Antonio Castello, a proposito dell’incendio scoppiato in una ditta, questo pomeriggio. Il sindaco ha sottolineato che “da parte della proprietà c’è stata da subito la massima disponibilità, ci dispiace per il danno che hanno subito“
Il giovane era stato aggredito da un genitore della squadra avversaria
Due screenshot dell’accaduto
Una follia su un campo da calcio.E su cui ora pesano le decisioni della giustizia sportiva. Scatta la squalifica di un anno per il portiere di 13 anni del Volpiano Pianese, picchiato dal papà di un avversario al termine della sfida contro il Carmagnola nel corso di un torneo tra squadra Under 14.
“Condotta violenza assunta dai ragazzi”: cosa ha deciso il giudice – La decisione è stata presa “vista la gravità della condotta violenta assunta da ragazzi in età giovanissima, che inficia i sani principi dello sport improntati alla correttezza ed al rispetto dell’avversario, considerato altresì, che la violenza sia da condannare a priori ovunque venga posta in essere e soprattutto tra minori“, ha spiegato il giudice sportivo nel motivare la decisione presa giovedì 4 settembre. L’organismo ha ritenuto di dover “comminare una sanzione di considerevole ed esemplare entità, pertanto si squalifica il succitato giocatore perché, a fine gara, assumeva una condotta violenta ed antisportiva innescando una rissa e colpendo con manate e pugni il fianco e la schiena di un giocatore avversario, steso sul terreno di gioco“.
Una condotta che “dava adito a un ulteriore atto di violenza posto in essere da soggetto non presente in distinta, che entrava arbitrariamente ed indebitamente sul terreno di gioco“. Stessa identica squalifica, fino al prossimo 4 settembre 2026, per un calciatore del Carmagnola Queencar, “parte attiva della rissa innescata dall’avversario”, avendo a sua volta colpito con un pugno un giocatore della squadra avversaria. Squalificato invece fino a marzo 2026il dirigente e rappresentante della Volpiano Pianese, padre del portiere picchiato, anche lui coinvolto nella rissa, “malmenatosi” con il padre dell’avversario.
Punite anche le società – Sono state comminate pure delle ammende nei confronti delle società. La Polisportiva Paradiso Collegno dovrà pagare 200 euro perché “ometteva di vigilare adeguatamente non impedendo l’accesso al terreno di gioco di persona presente tra il pubblico“. Mentre sia la Csf Carmagnola Queencar che la Volpiano Pianese dovranno versare 150 euro “per responsabilità oggettiva per la condotta violenta assunta dai propri tesserati“.
I filmati sono stati presi da webcam installate in abitazioni private, centri estetici e studi medici
TREVISO – Un sito web accessibile liberamente dai normali motori di ricerca, con migliaia di filmati rubati da telecamere di sorveglianza installate in abitazioni private, centri estetici e studi medici. Dopo lo scandalo di Phica, un altro caso che mina la sicurezza digitale, stavolta scoperto da Yarix, la società trevigiana specializzata in cybersecurity del gruppo Var, che ha immediatamente segnalato il portale alla polizia Postale.
Videocamere hackerate – Secondo quanto analizzato dalla società di Treviso, la piattaforma è attiva almeno da dicembre 2024 e raccoglie oltre 2mila videocamere hackerate in diversi Paesi del mondo. Gli utenti possono visualizzare gratuitamente brevi estratti, ma il sito offre anche la possibilità di acquistare l’accesso diretto alle telecamere, con costi che variano da20 a 575 dollari. Il pagamento avviene tramite un bot dedicato su Telegram, che consente di scegliere uno o più dispositivi in base a popolarità e numero di visualizzazioni: alcuni video hanno già superato le 20mila visualizzazioni.
Un archivio come un motore di ricerca – Le registrazioni vengono catalogate attraverso tag che identificano luogo, stanza, persone e attività riprese, permettendo all’utente di cercare contenuti come su una comune piattaforma video. L’analisi degli ID univoci delle telecamere ha rivelato che i materiali provengono da numerosi Paesi, tra cui Francia, Germania, Russia, Ucraina, Messico e Argentina. Perl’Italia sono già stati individuati circa 150 filmati, ma il numero è in costante aumento.
Il dominio registrato alle Isole Tonga – Il sito è ospitato su un dominio registrato alle Isole Tonga, nell’Oceano Pacifico, scelta che garantirebbe ai gestori maggiore anonimato e minori vincoli legali. Molti Paesi extra UE, infatti, non richiedono procedure di verifica stringenti per la registrazione dei domini e non hanno accordi di cooperazione internazionale in materia di privacy e cybercrime, rendendo complesso per le autorità estere ottenere informazioni o bloccarne l’attività.
Una giustificazione controversa – Nella sezione “About” del portale, i responsabili dichiarano di voler “sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di fuga di dati personali causato da falle hardware e software”. Ma dietro questa motivazione, il modello di business appare chiaro: sfruttare l’interesse morboso per video intimi o compromettenti, con l’obiettivo di monetizzare attraverso abbonamenti e vendite.
Le indagini – La scoperta è stata trasmessa da Yarix al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia, con cui collabora dal 2016 nell’ambito di un protocollo d’intesa. La polizia Postale sta ora conducendo approfondimenti per capire se tutti i video provengano da telecamere violate a insaputa delle vittime o se, per aumentare traffico e guadagni, siano stati inseriti anche contenuti prodotti con attori. Nel frattempo, il team di Cyber Threat Intelligence di Yarix continua a monitorare l’evoluzione del portale, mentre cresce la preoccupazione per l’enorme quantità di dati sensibili esposti e per le possibili conseguenze in termini di privacy e sicurezza delle persone.
Lo comunica, “con infinito cordoglio”, il gruppo Armani che annuncia la “scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore”. La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre
lo stilista Giorgio Armani
E’ morto Giorgio Armani, il grande stilista è scomparso all’età di 91 anni. Lo comunica “con infinito cordoglio“, il gruppo Armani, che annuncia la “scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore“. “Il Signor Armani – recita la nota – come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire”. “Negli anni – prosegue il comunicato – Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano. La Giorgio Armani è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda e’ il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori“.
Camera ardente da sabato 6 settembre – La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. “Per espressa volontà del signor Armani, i funerali si svolgeranno in forma privata” comunica una nota.
Buie e Cittanova travolte da piogge torrenziali. La sensazione era quella di trovarsi in un territorio tagliato in più isole, senza collegamenti sicuri
La zona sportiva di Buie trasformata in un lago. – Foto: ERIKA BARNABA
Martedì, le prime luci dell’alba hanno portato con sé un nuovo incubo d’acqua e fulmini.La costa istriana, già provata da precipitazioni eccezionali solo pochi giorni prima, è stata nuovamente travolta da un’ondata di maltempo che ha scaricato in poche ore quasi 100 litri di pioggia per metro quadrato. Torrenti di pioggia hanno travolto i territori di Buie, Umago, Cittanova, Momiano e Verteneglio, sommergendo strade, piazze e campagne.Le arterie principali sono diventate fiumi in piena, i collegamenti interrotti da frane, smottamenti e alberi abbattuti, mentre i Vigili del fuoco e la polizia lottavano senza sosta per garantire la sicurezza. Uno scenario apocalittico, in cui l’acqua divorava l’asfalto e si insinuava nelle abitazioni. La popolazione osservava impotente, stretta tra la paura e l’incredulità per un territorio che, nel giro di poche ore, sembrava essersi trasformato in un’immensa laguna.
Strade e traffico paralizzati – Questa nuova ondata di maltempo ha scaricato quantità record di pioggia in poche ore. In soli 60 minuti, a Umago sono caduti 98 millimetri, a Buie 108 millimetri, mentre Cittanova ha registrato addirittura 120 millimetri, segnando uno dei picchi pluviometrici più intensi dell’anno. Numerosi ingressi verso Buie sono stati chiusi, in quanto le strade principali e secondarie sono state sommerse dall’acqua o invase da detriti. Le forti correnti hanno travolto marciapiedi e carreggiate, superando spesso le protezioni e le barriere stradali, creando veri e propri fiumi in piena. In alcuni tratti, sono stati registrati smottamenti e cadute di alberi, che ha reso la viabilità estremamente pericolosa. Le abitazioni al piano terra sono state invase dall’acqua, causando danni materiali e strutturali ancora non quantificabili. I Vigili del fuoco lavoravano senza sosta per eliminare l’acqua davanti alle palazzine e liberare le strade più critiche. Le strade principali e i collegamenti con le periferie sono trasformati in torrenti impetuosi con l’asfalto che è spesso invisibile sotto l’acqua e il rischio di incidenti è altissimo. La situazione rimane drammatica e altamente instabile, con le autorità che invitano i cittadini a evitare di recarsi nelle zone sopra indicate almeno fino al miglioramento delle condizioni meteorologiche. Le immagini arrivate dalle strade raccontano delle città sospese tra il silenzio inquietante e la furia dell’acqua.
I Vigili del fuoco pompano l’acqua dai seminterrati delle palazzine. – Foto: ERIKA BARNABA
Situazione critica – Cittanova è stata la località più colpita. La cittadina si è svegliata paralizzata, cantine e piani terra allagati, strade ridotte a torrenti e il traffico in tilt. La pioggia incessante ha sommerso soprattutto le zone più basse della località, trasformando strade e parcheggi in specchi d’acqua impetuosa. La polizia locale è intervenuta immediatamente, posizionando pattuglie per impedire il passaggio degli automobilisti e limitare i rischi. L’acqua, che scorreva veloce tra le vie, poteva nascondere buche e tombini sollevati facendo sì che ogni errore si potesse trasformare in tragedia. Anche a Cittanova i Vigili del fuoco erano impegnati a eliminare l’acqua accumulata davanti alle palazzine per cercare di limitare i danni agli edifici e alle abitazioni. Il comandante dei Vigili del fuoco regionali, Dino Kozlevac, ha confermato che la situazione è stata particolarmente critica. “A Cittanova abbiamo ricevuto il numero più alto di chiamate di soccorso. Le squadre locali sono state immediatamente rinforzate con unità da Rovigno, Parenzo e Pinguente. Tutte le forze disponibili erano sul campo. A preoccupare non sono solo i danni immediati agli edifici, ma anche le infrastrutture, come la strada tra Verteneglio e Fiorini, che è stata completamente sommersa, diventando impraticabile a causa di una vera e propria colata d’acqua”, ha concluso.
Arteria principale fuori uso – La strada di Verteneglio, arteria principale che collega Cittanova e Buie con le località periferiche, è diventata un vero e proprio pericolo pubblico. In molti tratti l’asfalto è risultato scomparso, la carreggiata trasformata in fiumi impetuosi. Era impossibile distinguere il percorso. La strada appariva come un confine insormontabile, un simbolo della forza devastante del maltempo che ha paralizzato l’Istria settentrionale. Buie, pur trovandosi in posizione sopraelevata, non è stata risparmiata dagli effetti del maltempo. La cittadina, che domina l’entroterra istriano, ha visto scorrere veri e propri torrenti lungo i vicoli del centro storico. Come nelle altre località, pure qui nelle campagne, i vigneti e gli oliveti hanno subito danni a causa del ruscellamento e della violenza delle piogge.
I vigneti sott’acqua. – Foto: ERIKA BARNABA
Paura e incertezza per il futuro – Diversi agricoltori lamentano la perdita di terreni erosi e colture compromesse. Le strade che collegano Buie alla costa sono state rese difficilmente percorribili: gravi i problemi di mobilità e isolate temporaneamente alcune frazioni. A Buiela mattina si è aperta con uno scenario quasi irreale. Le strade che collegano i diversi quartieri al centro città sono state spezzate da frane e smottamenti. Dal rione di Stazione per ore non è stato possibile raggiungere il centro, bloccato da due grossi cedimenti, uno tra il distributore di benzina e il semaforo, l’altro poco più in alto, lungo la strada alta che costeggia la zona sportiva, anche questa completamente sommersa dall’acqua: vi spuntavano appena le traverse nel campo di calcio. I flussi di traffico, già rallentati dalla pioggia battente, si sono così completamente interrotti. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che anche le vie verso la costa sono rimaste impraticabili e i lavoratori che all’alba tentavano di dirigersi verso Cittanova sono stati costretti a invertire la marcia, fermati dalle forze dell’ordine lungo il tratto di Verteneglio, dove l’acqua ha trasformato la carreggiata in un canale fangoso e ingovernabile. La sensazione, per chi si muoveva tra queste strade, era quella di trovarsi in una città tagliata in più isole, senza collegamenti sicuri, con il territorio frammentato da frane, allagamenti e smottamenti improvvisi. Ma la preoccupazione più grande si è concentrata sulla zona di Rudine, dove l’acqua non si limitava a invadere le strade, ma premeva sulle fondamenta stesse della città. Il muro di contenimento che sorregge il campo sportivo in cemento ha iniziato a mostrare crepe profonde, dalle quali sgorgava un getto continuo e inquietante. Come detto ieri, la pressione dell’acqua “è tale da far temere il peggio, che l’intera barriera possa cedere di colpo”, riversando terra e detriti sulle palazzine sottostanti. Gli abitanti osservavano con ansia, scambiandosi sguardi carichi di paura. “Ogni goccia che cade ci fa tremare”, mormora una residente della zona, “perché pensiamo oramai che basti poco per far crollare tutto”. A Buie, come nel resto dell’Istria settentrionale, non è solo l’acqua ad aver invaso le case e le strade, ma pure l’incertezza, la fragilità di un territorio che sembra non riuscire più a difendersi.
Strade sommerse a Cittanova. – Foto: ERIKA BARNABA
Quartieri in emergenza – A Umago la Protezione civile ha ricevuto oltre 30 segnalazioni di allagamenti in poche ore. I quartieri residenziali sono i più colpiti, con abitazioni sommerse da acqua e fango. La situazione ha raggiunto livelli critici. La pressione dell’acqua ha sollevato tombini e chiusini, rendendo estremamente pericoloso percorrere qualsiasi strada, anche a piedi. Le immagini arrivate dalle zone più colpite mostrano automobili sommerse fino ai paraurti e strade dove la corrente scorre impetuosa, trasformando la città in un labirinto d’acqua. “È come se avessimo vissuto due alluvioni in una sola settimana. Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di ripulire le cantine dall’ultima volta, e già siamo di nuovo sott’acqua”, racconta un residente della zona di Monterol. Le squadre di soccorso hanno lavorato senza sosta con pompe idrauliche per svuotare scantinati e rimuovere l’acqua dalle strade, mentre i cittadini hanno tentato di proteggere le proprie case con sacchi di sabbia.
Un «treno» di tempeste – A Momiano, il maltempo ha fatto traboccare la fontana principale, trasformando la vicina strada viabile in un piccolo lago e impedendo il passaggio di veicoli e pedoni. Altri tratti sono stati sommersi, costringendo a interventi per recuperare i mezzi rimasti intrappolati nell’acqua e liberare le vie principali. Secondo i meteorologi di Istramet, il fenomeno registrato è quello del cosiddetto “oborinski vlak” (un treno di precipitazioni) che continua a colpire lo stesso territorio. Questo spiega perché, a distanza di pochi giorni, Cittanova e Umago, siano state travolte due volte di seguito. La violenza del maltempo non si è limitata alle piogge: in sole due ore sono stati registrati quasi 2000 fulmini, che hanno illuminato il cielo istriano come in un continuo bombardamento elettrico.
Nel territorio momianese. – Foto: ERIKA BARNABA
La voce delle istituzioni – Il DHMZ (Istituto meteorologico statale) ha emesso un’allerta, invitando la popolazione alla prudenza. “Il nord Adriatico rimarrà instabile ancora per tutta la giornata di martedì e mercoledì”, spiegano gli esperti. Sul piano operativo, la Protezione civile ha ribadito la necessità di segnalare tempestivamente ogni emergenza, mentre i comuni colpiti hanno allestito punti di supporto per le famiglie con case allagate. Le previsioni indicano che la situazione potrebbe migliorare solo da giovedì, con il ritorno del sole e di temperature più alte. Ma la tregua potrebbe essere breve in quanto già da venerdì sera nuove piogge sono possibili sulle aree settentrionali, mentre nel weekend non si escludono altri rovesci localizzati nell’entroterra. L’Istria settentrionale conferma ancora una volta la sua vulnerabilità ai fenomeni meteorologici estremi. Tra case allagate, strade interrotte, raccolti agricoli compromessi e un turismo che vive giornate di incertezza, l’emergenza mette in luce l’urgenza di piani di prevenzione più robusti.
In visita anche Boris Miletić – A visitare le aree colpite dal maltempo e dalle inondazioni è stato ieri mattina anche ilpresidente della Regione istriana, Boris Miletić, assieme alla vicepresidente regionale Gordana Antić,la quale ricopre pure la funzione di capo del Servizio della Protezione civile della Regione istriana. Nell’occasioneMiletićha incontrato il sindaco di Cittanova, Anteo Milos, come pure i rappresentanti della Protezione civilee degli altri servizi pubblici di emergenza presenti in quel momento nell’area. “Purtroppo, come molte altre parti dell’Istria, anche Cittanova è stata duramente colpita dal maltempo verificatosi oggi. Gli addetti ai servizi cittadini competenti sono già sul campo. La priorità è assicurare ai cittadini la necessaria assistenza, la pulizia delle strade, come pure gli interventi urgenti nelle aree in cui si sono verificati i danni più gravi”, ha dichiarato il presidente della Regione istriana. Le abbondanti precipitazioni hanno portato all’intorbidimento delle acque della rete di approvvigionamento idrico, allo sversamento delle acque di scarico, alle inondazioni delle parti inferiori della città, ma anche ai danni a una parte dell’infrastruttura stradale. Nel ringraziare tutti coloro che sono intervenuti, Boris Miletić e Gordana Antić hanno voluto invitare la cittadinanza ad attenersi alle istruzioni degli uffici pubblici competenti e ad astenersi dai viaggi che non sono indispensabili. Come si legge nello stesso comunicato stampa della Regione, le Città di Cittanova e Buie inviteranno i cittadini danneggiati a rivolgersi agli uffici cittadini delle due autonomie locali per un (eventuale) risarcimento.
L’agitazione è stata indetta dal sindacato SGB: fascia di garanzia fra le 6 e le 9 di domani mattina
Sciopero nazionale dei lavoratori del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord indetto dal sindacato SGB,
sciopero nazionale, dalle ore 21.00 del 4 settembre alle ore 18:00 del 5 settembre 2025
Per quanto riguarda il trasporto regionale di Trenitalia e Trenitalia Tper, saranno garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali, dalle ore 6 alle ore 9.
I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono chiedere il rimborso fino all’ora di partenza della corsa prenotata per i treni Intercity e Frecce. In alternativa, potranno riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti.
Gli elenchi dei servizi garantiti sono consultabili sull’orario ufficiale e sul sito di Trenitalia. Il consiglio è come sempre quello di consultare il sito, l’app di Trenitalia, chiamare il numero verde gratuito 800.892021 o rivolgersi alle biglietterie e al personale di assistenza clienti.
Sul fronte del trasporto regionale, Trenord comunica con una nota pubblicata sul proprio sito che oggi viaggeranno i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le ore 21 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 22, mentre domani circoleranno i convogli presenti nella lista dei treni garantiti che abbiano orario di partenza dalla stazione di origine corsa dopo le ore 6 e arrivo a destinazione entro le ore 9; nella fascia pomeridiana il servizio riprenderà regolarmente con i treni che abbiano la partenza prevista dopo le ore 18.
In caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa aeroporto per il Malpensa Express (da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1) e tra Stabio e Malpensa aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa aeroporto – Stabio.
Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra: Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per il Malpensa Express. (Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1.) Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio.
Anche in questo caso, si consiglia di consultare il sito e l’app di Trenord per avere informazioni sulla circolazione dei treni in tempo reale e di prestare attenzione sia agli annunci sonori trasmessi nelle stazioni sia alle informazioni in scorrimento sui monitor.
Il presidente Espedito Siniscalchi, il direttore sportivo Luca Nember e la proprietaria Giusy Anna Scarcella, amministratrice della Building Company
Doveva arrivare ed è arrivata. Senza nessuno sconto, anzi. E l’impressione è che non sia affatto finita qui. Il Tribunale federale, dopo il deferimento di più di qualche settimana fa, ha deciso: undici i punti di penalizzazione per il Rimini e una multa di oltre 10.000 euro. A essere punite sono le ormai note violazioni amministrative riferite al pagamento degli stipendi ai tesserati, relative allo scorso mese di maggio. Violazioni messe in atto dalla precedente proprietà, ma questo, di fatto, oggi importa poco. Oltre agli stipendi (poi pagati in ritardo dall’ex presidente Stefania Di Salvo), in quell’occasione non erano stati pagati alla scadenza nemmeno i contributi Inps e le ritenute Irpef. Ma non solo.
Entro il 7 luglio non erano state fornite nemmeno le informazioni economico-finanziarie previsionali (il budget, per intenderci) per la stagione 2025/2026. E qui era stata richiesta l’applicazione della recidiva. Tutto questo al ’prezzo’ di un -11 in classifica, che di fatto oggi diventa -10, grazie al punto conquistato dal Rimini alla seconda di campionato nel derby di Pesaro. Ma il conto è salato anche in termini economici. Infatti, sulla testa della società cadono anche due multe, rispettivamente di 5.000 e 6.667 euro, mentre l’ex presidente Di Salvo è stata inibita per 16 mesi. Otto mesi di inibizione anche per Sauro Cancellieri, all’epoca dei fatti sindaco unico della società.
Una prima stangata alla quale ne seguirà una seconda considerando che all’appello manca la penalizzazione per non aver presentato (e questo è opera della nuova proprietà) entro l’8 agosto l’ormai tristemente famosa fideiussione extra budget sul monte ingaggi. Insomma, un vero e proprio bagno di sangue. Annunciato, c’è da dirlo. Perché da settimane si sa che, prima o poi, la penalizzazione sarebbe arrivata. E Giusy Anna Scarcella, con la sua Building Company, ne era a perfetta conoscenza anche al momento della firma del preliminare di acquisto del club, il 31 luglio scorso. C’è anche da aggiungere che da quel giorno la nuova proprietà non ha fatto nulla per cercare di addolcire il giorno in cui ci sarebbe stata da mandare giù l’amara pillola. Anzi.
Mettendo in fila gli eventi è stato fatto proprio tutto il contrario:la nuova società non si è mai presentata mettendo insieme soltanto un via vai di dirigenti, non ha depositato la fideiussione che le avrebbe permesso di operare sul mercato, per poi smantellare la squadra (storia di qualche giorno fa). Ieri i cancelli del ’Neri’ sono rimasti chiusi e la squadra (o quel che ne resta) non si è allenata, mister Braglia non si capisce che rassicurazione attenda ancora e alle porte c’è la terza di campionato con la Ternana. “Siamo pronti a cedere le quote“, dice la Scarcella. Sperando, a questo punto, che sia una promessa.
La città è stata colpita da un violento nubifragio nella serata di martedì 2 settembre, intorno alle ore 19
TRIESTE– Nubifragio a Trieste, oltre 100 richieste di aiuto. La città è stata colpita da un violento nubifragio nella serata di martedì 2 settembre, intorno alle ore 19. In poco tempo, la sala operativa del comando provinciale dei vigili del fuoco di Trieste ha ricevuto più di cento richieste di intervento, segnalazioni che hanno messo in evidenza la gravità della situazione data dal maltempo che si è abbattuto sul Friuli Venezia Giulia.
Le chiamate riguardavano persone bloccate all’interno delle proprie autovetture lungo strade completamente allagate, scantinati e negozi invasi dall’acqua, alloggi e fosse di ascensori sommersi, tombini saltati, alberi e muri crollati, piccoli smottamenti e persino ascensori bloccati con persone intrappolate all’interno.
Gli interventi – Il comando giuliano ha subito inviato tutte le squadre disponibili. Inoltre, a partire dalle ore 20, è stato disposto iltrattenimento in servizio straordinario di una ventina di unità dei Vigili del fuoco che avevano appena terminato il turno diurno, al fine di fronteggiare l’emergenza.
Tra le 19 e le 22.30,i pompieri sono riusciti a portare a termine circa 40 interventi di soccorso. Le squadre operative sul territorio erano nove, affiancate anche da un contingente giunto in supporto dal comando di Gorizia. Tuttavia, una settantina di richieste restavano ancora in coda, classificate come differibili, ovvero a priorità minore rispetto agli interventi più urgenti.
La sala operativa del Nue 112 ha continuato a girare le chiamate al comando dei Vigili del fuoco, che si è trovato a gestire un quadro particolarmente complesso e in rapida evoluzione.
Le autorità raccomandano alla cittadinanza di utilizzare i numeri di emergenza esclusivamente in caso di reale pericolo, evitando di intasare le linee con richieste di sole informazioni. Inoltre, viene ribadito l’invito a non mettersi alla guida lungo strade allagate, una condotta che mette a serio rischio la propria incolumità e quella dei soccorritori.
Sul sito, che è stato oscurato, si potevano vedere illegalmente tutti i più grandi eventi sportivi.
Streameast,la più grande piattaforma illegale al mondo di streaming sportivo, è stata chiusa dopo un’indagine durata un anno. A riportarlo è l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE) in una nota.
L’ambasciata italiana si è mobilitata e sta verificando la presenza di nostri connazionali
Vigili del fuoco e soccorritori sul luogo dell’incidente – PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP –
L’iconica funicolare Elevador da Gloria a Lisbona è deragliata e si è schiantata contro un edificio. A quanto riferisce il quotidiano Diario de Noticias, almeno 15 persone sono morte e altre venti sono rimaste ferite. La carrozza è uscita dai binari intorno alle 18:30 ora locale (le 19:30 in Italia), mentre percorreva la discesa dal belvedere di San Pedro de Alcantara verso la piazza Restauradores nel Barrio Alto.
Traduzione Google #ULTIMA ORA – L’iconica Funicolare Gloria di #Lisbona, #Portogallo, deraglia, causando feriti e finora 3 morti. Il deragliamento dell’Elevador da Glória, avvenuto mercoledì pomeriggio a Lisbona #elevadordagloria#Lisbona
La funicolare di Gloria: un’attrazione storica – La funicolare è una delle principali attrazioni turistiche di Lisbona e trasporta più di tre milioni di passeggeri all’anno. Progettata dall’ingegnere portoghese Raoul Mesnier du Ponsard, è stata inaugurata il 24 ottobre 1885. Nel febbraio 2002 è stata classificata come monumento nazionale.
L’immagine della funicolare deragliata (dal quotidiano portoghese A Bola)
Verifiche della Farnesina – La Farnesina si è mobilitata subito dopo il deragliamento della funicolare nel tardo pomeriggio. A quanto si è appreso, l’ambasciata d’Italia a Lisbona è in contatto con le autorità locali e sta conducendo verifiche sull’eventuale presenza di italiani.
Il sindaco, “Lisbona in lutto” – “La città è in lutto“. Lo ha dichiaratoCarlos Moedas, sindaco di Lisbona, dopo il deragliamento dell’Elevador da Gloria. Recatosi sul posto dell’incidente, Moedas ha dichiarato: “E’ una tragedia che non è mai accaduta nella nostra citta’. E’ il momento dell’azione e dell’aiuto. Ringrazio tutti voi per la risposta in pochi minuti. L’unica cosa che posso dire è che è un giorno molto tragico“.
Il cordoglio del presidente della Repubblica portoghese – In una nota pubblicata sul sito ufficiale della Presidenza, Marcelo Rebelo de Sousa“ha espresso profondo rammarico per l’incidente” in particolare “per le vittime e i feriti gravi, nonchè per i vari feriti lievi“. “Il Presidente della Repubblica porge le sue condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie colpite da questa tragedia e auspica che l’accaduto venga rapidamente chiarito dalle autorità competenti” aggiunge la nota. Solidarietà è arrivata anche dal governo e dal primo ministro Luis Montenegro esprimendo “profonda costernazione e solidarietà alle vittime e alle loro famiglie“. “Il Governo sta, fin dai primi momenti, monitorando la situazione e la risposta delle diverse autorità pubbliche di emergenza medica, unita’ sanitarie, protezione civile, forze dell’ordine e dei trasporti, alle quali sono state trasmesse le linee guida per fornire tutto il supporto necessario“, afferma l’Esecutivo, aggiungendo che “il Governo è anche in contatto permanente e in stretto contatto con il Consiglio comunale“
Ho appreso con profondo dolore del tragico deragliamento dell’Elevador da Glória a Lisbona. Desidero esprimere, a nome del Governo italiano e mio personale, sincero cordoglio e vicinanza al Portogallo, alle famiglie delle vittime e ai feriti coinvolti nell’accaduto.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google Ho appreso con tristezza del deragliamento del famoso “Elevador da Glória”. Le mie condoglianze alle famiglie delle vittime.
É com tristeza que tomei conhecimento do descarrilamento do famoso “Elevador da Glória”.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google I nostri pensieri sono rivolti a coloro che sono stati colpiti dalla tragedia dell’Elevador da Glória, un punto di riferimento per i residenti di Rio e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. L’Europa esprime la sua solidarietà alle vittime, ai loro cari e all’intera comunità di Lisbona. Auguro una pronta guarigione ai feriti. @Moedas
Os nossos corações estão com as pessoas atingidas pela tragédia do Elevador da Glória, uma referência para os lisboetas e visitantes do mundo inteiro.
A Europa está solidária com as vítimas, os seus entes queridos, e toda a comunidade em Lisboa.
Dai bancomat ai treni, passando per la pubblica amministrazione e per i macchinari industriali, è un continuo revival informatico spesso inconsapevole
Bill Gates con una copia di Windows XP nell’ottobre del 2001 a New York, Stati Uniti (ANSA/AP Photo/Richard Drew)
In qualche rara occasione chi vuole prelevare del contante a un bancomat e non ci riesce, perché lo sportello è fuori servizio, si trova davanti un’immagine molto familiare e che evoca antichi ricordi informatici. La fotografia mostra delle colline verdissime e un cielo azzurro, con qualche nuvola all’orizzonte, forse il panorama più visto e famoso al mondo, di sicuro sugli schermi dei computer. È lo sfondo predefinito di Windows XP, il sistema operativo diffuso da Microsoft oltre vent’anni fa e che ha fatto un pezzo importante della storia dei sistemi operativi. Nonostante in termini informatici sia ormai un rudere, è ancora oggi usato non soltanto in alcuni sportelli bancomat in Italia e nel resto del mondo, ma anche in molti altri servizi dai distributori di biglietti ad alcuni sistemi della pubblica amministrazione.
Windows è di gran lunga il sistema operativo per computer più utilizzato al mondo e lo è da buona parte dei suoi quasi 40 anni di esistenza. Nel corso della sua storia e della sua evoluzione ha avuto edizioni più efficienti e longeve di altre, che hanno condizionato lo sviluppo di molti prodotti che usiamo ogni giorno al di là dei personal computer. Windows 95 e Windows XPsono state tra le versioni più apprezzate e diffuse, al punto che ancora oggi ci sono dispositivi che continuano a utilizzarli, per lo più per l’impossibilità di aggiornare il loro hardware (le componenti fisiche che li fanno funzionare) o di trovare soluzioni compatibili con i sistemi operativi più recenti.
È il caso per esempio di alcuni sportelli bancomat che ancora oggi funzionano con Windows XP in Italia, anche se la loro quantità si è ridotta negli ultimi anni in seguito all’installazione da parte delle banche di modelli più recenti (non ci sono dati ufficiali, ma online circolano spesso segnalazioni di avvistamenti). Utilizzano una speciale versione del sistema operativo (Windows XP Embedded) un po’ diversa da quella che avevamo sui computer di casa: il programma centrale (kernel) è lo stesso, ma mancano molti altri programmi e opzioni visto che uno sportello bancomat deve svolgere un numero limitato di attività. È una sorta di versione modulare e semplificata, che rende necessaria una minore potenza di calcolo del computer che la fa funzionare.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Quella sensazione che provi quando vai allo sportello bancomat per prelevare 300 $ e vedi che è ancora gestito da Windows XP. ** Non è una sensazione così sicura **
That feeling you get when you go to your ATM to withdraw $300, and you see it's being operated by Windows XP still.
Microsoft ha smesso di pubblicare gli aggiornamenti di sicurezza per questa versione di Windows XP (e di alcuni suoi derivati) nel 2019 determinando la necessità di passare a soluzioni più recenti, ma aggiornare migliaia di sportelli non è semplice e richiede tempo. Per molti è stato sufficiente sostituire alcuni componenti in modo da renderli compatibili con versioni più aggiornate del sistema operativo, per altri è stato impossibile e questo spiega perché ogni tanto qualcuno vede ancora la schermata con le colline verdi quando qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.
Un sistema operativo molto datato e non più aggiornato è più esposto al rischio di attacchi informatici, quindi la necessità di sostituirlo non è solo dovuta all’offrire un’esperienza d’uso più veloce e moderna a chi vuole prelevare del contante. Vedere una schermata di Windows XP non implica comunque che lo sportello sia meno sicuro: i sistemi bancari hanno diversilivelli di sicurezza proprio per ridurre i rischi di attacchi informatici e frodi.
Windows XP è comunque in buona compagnia, con diversi altri sistemi operativi datati come Windows Vista e Windows 7 (i suoi due più diretti successori) usciti rispettivamente 19 e 16 anni fa, che vengono talvolta avvistati non solo sugli schermi degli sportelli bancomat, ma in altri dispositivi che non possono essere aggiornati facilmente o che non necessitano di un aggiornamento.
Si dice spesso che una delle regole d’oro per chi lavora nell’informatica sia “se funziona, non toccare niente” (dall’inglese “if it works, don’t touch it”), e in effetti ci sono circostanze in cui l’aggiornamento di un sistema potrebbe peggiorare le cose invece di migliorarle. Si potrebbero introdurre nuovi errori di programmazione, oppure si potrebbero manifestare problemi di compatibilità tra il software e dell’hardware ormai datato. Per questo in diversi casi si preferisce lasciare le cose come sono, specialmente se non ci sono particolari rischi per la sicurezza.
Un servizio per mostrare sugli schermi nei vagoni le prossime fermate che farà un treno può probabilmente funzionare con un sistema operativo datato, visto che deve fare sempre la stessa cosa e che non ha necessità di molte risorse per farlo. Il sistema di informazione per i passeggeri su alcuni treni di Trenitalia, specie su quelli con molti anni di servizio, usa spesso Windows XP o altre vecchie versioni del sistema operativo, come diventa evidente quando si verifica un malfunzionamento.
Nel 2024fece discuterein Germania un annuncio di lavoro pubblicato da Deutsche Bahn (DB), le ferrovie tedesche, nel quale si chiedeva esperienza nell’utilizzo di Windows 3.11 e di MS-DOS, quindi di sistemi molto vecchi diffusi rispettivamente 32 e 44 anni fa. La richiesta era dovuta all’esistenza di alcuni sistemi informativi sui treni tedeschi più datati che utilizzano software ormai dimenticati quasi da tutti. DB aveva in seguito spiegato che le carrozze dei treni hanno una vita molto lunga, spesso trentennale, e che di conseguenza possono esserci alcuni servizi che funzionano solo con software molto vecchi, senza che questo incida sulla sicurezza del trasporto ferroviario.
Anche i distributori di biglietti, come quelli per i treni o il trasporto pubblico locale, utilizzano spesso sistemi operativi che altrimenti non vediamo più in circolazione. Le casse automatiche della metropolitana di Milano, per esempio, funzionavano con Windows XP e in qualche caso di avaria mostravano lo sfondo del sistema operativo, invece del programma per la scelta e l’acquisto dei biglietti. Pur mantenendo gli stessi distributori, ATM, l’azienda dei trasporti milanese, negli ultimi anni ha avviato l’aggiornamento dei loro componenti interni ed èpassataalle versioni più recenti di Windows.
Non è insolito trovare vecchie edizioni di Windows sui computer degli ospedali oppure su quelli degli sportelli della pubblica amministrazione. In questo caso i problemi di compatibilità sono legati alla presenza di software gestionali datati, che non potrebbero funzionare con versioni più moderne dei sistemi operativi. La vetustà dei sistemi informatici della pubblica amministrazione è un problema noto da tempo, che impatta sull’efficienza o anche sulla sicurezza nella protezione dei dati, e per questo sono stati avviati da tempo programmi per il loro ammodernamento nell’ambito delleiniziative della cosiddetta Agenda Digitale.
In alcuni casi è necessario rimanere con i sistemi operativi vecchi semplicemente perché i software più recenti non sono compatibili con vecchi formati di file, che diventerebbero quindi illeggibili. È un problema che riguarda le pubbliche amministrazioni di molti paesi e che può essere peggiorato dalle norme, come nel caso del Giappone dove per anni è stato obbligatorio l’uso dei floppy disk, anche quando quella tecnologia di archiviazione era stata ampiamente superata.
Infine, anche i macchinari industriali di molte linee di produzione funzionano con versioni di Windows molto vecchie, più o meno per gli stessi motivi degli sportelli bancomat o delle carrozze dei treni. Hardware e software sono progettati per cicli di vita molto lunghi, spesso decennali, e l’aggiornamento a sistemi più recenti richiederebbe spese elevate, fermi di produzione e la ricertificazione delle apparecchiature. In questi contesti, la stabilità e la compatibilità con software sviluppato appositamente contano più della modernità del sistema operativo.
Se un computer molto vecchio gira su un sistema isolato – cioè non collegato a Internet – o svolge funzioni molto limitate, la presenza di un sistema operativo obsoleto non è necessariamente un problema. Il rischio di attacchi dall’esterno è infatti molto basso. Questo però non significa che sia tutto sicuro: chi fa manutenzione può introdurre vulnerabilità semplicemente collegando una chiavetta USB o accedendo da un portatile. Per questo spesso vengono adottate misure di protezione aggiuntive – come reti separate o accessi molto controllati – che permettono di tenere in funzione sistemi vecchi ancora per anni, senza dover cambiare tutto da un giorno all’altro, colline verdissime comprese.
Il presunto amministratore della piattaforma sarebbe un italiano di 45 anni: “Usava pseudonimi come Phicamaster e Bossmiao”
Chi c’è dietroPhica.eu? Dallo scoppio del caso, la domanda rimbalzata sui social è diventata il focus delle indagini che hanno coinvolto il sito. Sulla piattaforma centinaia di utenti pubblicavano foto di donne, ignare di tutto, per darle in pasto ai commenti volgari e ingiuriosi degli iscritti. Gli investigatori sarebbero arrivati all’identità dell’amministratore del sito: si tratterebbe di V.V., come riporta Domani, un italiano di 45 anni.
Chi è l’amministratore di Phica.eu – Il sospettato è originario di Pompei, ma da tempo risiede a Scandicci (Firenze). L’uomo, scrive ancora Domani, sarebbe proprietario di una piccola società “costituita all’inizio del 2023 a Genova con l’obiettivo ufficiale di condurre campagne pubblicitarie sui social network attraverso influencer“. La società, si legge sul quotidiano, “risulta aver fatturato circa 150mila euro all’anno nel 2023 e nel 2024, con utili netti rispettivamente di 69mila e 65mila euro. I rendiconti finanziari non offrono ulteriori informazioni sull’attività dell’impresa“.
E secondo un’analisi della società dell’esperto di cyberintelligence, Alex Orlowsky, contattato da Domani, V.V. “cercava di estorcere denaro alle vittime del suo sito presentandosi falsamente come collaboratore della polizia postale“. Per celare la sua identità usava pseudonimi come “Bossmiao, Phicamaster, Phicanet e Miao“.
Le indagini – Nel frattempo, la Procura di Roma sarebbe pronta ad aprire un fascicolo su Phica.eu e il gruppo Facebook Mia moglie. Gli investigatori della polizia postale hanno incontrato per circa due ore il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini che a breve acquisirà una prima informativa. I reati che potrebbero essere ipotizzati dai pm capitolini vanno dalla diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti alla diffamazione, ma potrebbe essere inclusa anche l’accusa di estorsione.
L’ex direttore del Tg4 si è spento nella residenza San Felice di Segrate. Accanto a lui la figlia Sveva
L’ex direttore del Tg4 si è spento nella residenza San Felice di Segrate. Accanto a lui la figlia Sveva
La notizia arriva alle 18.30: Emilio Fede è morto. A 94 anni l’ex direttore del Tg4 si è spento nella camera della Residenza per anziani San Felice di Segrate dove era ospite da tempo. Quella Segrate che, per anni, veniva automaticamente associata al nome del giornalista di punta di Mediaset: il più vicino a Silvio Berlusconi, a cui lo hanno legato anche vicende private e giudiziarie. “Sì, papà se ne è andato”, conferma Sveva Fede, una delle due figlie -, l’altra, Simona, in giornata non si è vista. Nessun amico, nessun volto conosciuto, nessun ex collega; neanche un’ombra di quel mondo – milanese e non solo – del quale per mezzo secolo Fede è stato un volto noto, notissimo. Il mondo del giornalismo, certo, ma anche della mondanità e del gossip.
Al capezzale di Fede – malato da tempo e le cui condizioni erano diventate critiche nelle ultime ore – nessun altro familiare. “Fino a ieri era ancora lucido”, aveva riferito in mattinata una persona vicina alla famiglia. Poi la situazione è precipitata. Altre fonti raccontano uno scenario leggermente diverso: il quadro complessivo della salute di Fede era compromesso da un po’. In rete era circolato un video che mostrava il volto segnato dell’ex direttore del Tg 4 di Mediaset. Lui stesso in più occasioni aveva provato a sensibilizzare l’opinione pubblica, e forse qualcuno da cui si aspettava vicinanza e sostegno, sulle sue condizioni. Ma tant’è.
Da quanto trapela – la famiglia ha voluto mantenere intatto fino all’ultimo il muro di riservatezza – la salma di Fede resterà nella camera mortuaria della struttura. Non è ancora dato sapere dove verrà tumulata: se a Milano o nella sua Barcellona Pozzo di Gotto, nella città metropolitana di Messina. I funerali si terranno giovedì presso la parrocchia Dio Padre di Segrate a Milano 2.
La leggenda – circolata per un periodo anni fa – secondo la quale Silvio Berlusconi avrebbe riservato un posto nel mausoleo della villa di Arcore per gli amici e i collaboratori più stretti – tra i quali all’epoca c’era anche lui, Fede – pare sfumata. Almeno nel caso del giornalista. “Berlusconi è la patria, spero di poterlo andare a trovare al Quirinale”, aveva detto Fede in un’intervista a Repubblica nel 2021, dopo che era tornato a essere un uomo libero grazie a una sentenza che gli differì la pena del processo Ruby. Berlusconi non è diventato capo dello Stato e se ne è andato prima di lui. “Gli voglio bene, non sono ruffiano, non ho mai fatto l’amico del presidente. Quando era a Palazzo Chigi ci sono stato solo una volta: voleva che vedessi come aveva messo i quadri e il mobilio”.
Sembra passata un’era glaciale. Soprattutto Fede, in questi cinque anni, era uscito dai radar mediatici. Dopo le vicende giudiziarie, dopo la condanna, i servizi sociali, del super direttore prima Rai e poi Mediaset nessuno parlava più. “In questi mesi non si è visto praticamente nessuno, a parte le figlie”, raccontano i familiari di alcuni ospiti della Rsa San Felice. In effetti anche oggi, dopo che si è diffusa la notizia del peggioramento delle sue condizioni, all’ingresso della struttura, nei corridoi, nel parcheggio antistante non si è visto nessun volto noto. “È morto in solitudine, che tristezza”, commenta un anziano signore seduto su una panchina nel giardino della casa di residenza. Si, però “ha lottato fino all’ultimo come un leone”, tiene a dire la figlia Sveva.
Il sipario sulla rutilante vita di Emilio Fede cala in fondo a un pomeriggio di sole nel Comune alle porte di Milano dove per anni è stato ras dell’informazione. Poi la fama di giornalista di successo si era accompagnata a quella legata alla vita privata. Le cene con Berlusconi, Lele Mora e le veline. Le olgettine e il botulino. I guai con il fisco. L’arresto, l’amore per la moglie Diana e la gelosia (“ci sentiamo dieci volte al giorno”). La parabola di Fede aveva visto il suo punto più basso e doloroso quando, sulla soglia degli 89 anni, fu ammanettato in una pizzeria di Napoli. Un arresto plateale per un ex cronista di razza e inviato di guerra. Da lì in poi la strada si è fatta sempre più in salita. E con sempre meno compagni di viaggio.
Il villaggio di Tarasin, nella regione del Darfur, è stato travolto da un’ondata di fango e rocce. Il bilancio è drammatico, il governatore Minni Minnawi ha chiesto aiuto alle associazioni umanitarie internazionali
I primi soccorsi giunti sul luogo della frana in Sudan
Oltre mille vittime e un solo sopravvissuto. Questo il drammatico bilancio della frana di vaste proporzioni che ha travolto un villaggio nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale. La notizia è stata confermata ieri, lunedì 1° settembre, da una nota del Movimento di Liberazione del Sudan il gruppo ribelle che controlla la zona: “Una frana di vaste proporzioni e devastante ha colpito domenica il villaggio di Tarasin, sui Monti Marra. Le prime informazioni indicano il bilancio delle vittime tra tutti i residenti del villaggio, stimato in oltre mille persone, con un solo sopravvissuto“.
Frana travolge un villaggio in Darfur: oltre mille morti – Un eventi devastante, come mostrano anche le prime immagini diffuse sui social: il villaggio è stato completamente travolto da un’onda di fango e rocce. Una strage che colpisce una zona già flagellata da una sanguinosa guerra civile che dura da tre anni.Il gruppo ha chiesto alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni di sostenere il recupero delle salme.
Lingua originale: arabo. Traduzione di Google L‘Organizzazione per la difesa delle vittime del Darfur esprime le sue più sincere condoglianze e la più profonda solidarietà alla popolazione del villaggio di Tarsin, nella località di Jebel Marra, nello Stato del Darfur Centrale, a seguito delle forti piogge del 31 agosto 2025, che hanno provocato frane che hanno causato la morte della maggior parte degli abitanti del villaggio. Un testimone oculare ha riferito all’organizzazione che la popolazione del villaggio è stimata in circa mille persone, di cui solo una è sopravvissuta. Questo è considerato uno dei disastri naturali più violenti che la regione abbia visto negli ultimi decenni. L’organizzazione invita la comunità internazionale e le organizzazioni locali, regionali e internazionali a intervenire con urgenza per ricercare i dispersi, recuperare i corpi e controllare la situazione umanitaria, sanitaria e ambientale. L’organizzazione esprime le sue più sincere condoglianze e la più profonda solidarietà alla popolazione del Darfur, alle famiglie e agli amici delle vittime.
تتقدم منظمة مناصرة ضحايا دارفور بخالص التعازي وعظيم المواساة لأهل قرية ترسين بمحلية جبل مرة ولاية وسط دارفور نتيجة هطول الامطار الغزيرة ٣١ أغسطس ٢٠٢٥م التي أدت انزلاقات ارضية التي بحياة معظم سكان القرية ،حيث افاد شاهد عيان للمنظمة إن عدد سكان القرية يقدر نحو ألف شخص لم ينجو… pic.twitter.com/vq66NBrF9t
Una richiesta ribadita anche dal governatore del Darfur, Minni Minnawi, alleato con l’esercito: “È una tragedia umanitaria che trascende i confini della regione. Chiediamo alle organizzazioni umanitarie internazionali di intervenire con urgenza e fornire supporto e assistenza in questo momento critico, poiché la tragedia è più di quanto la nostra gente possa sopportare“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Profondamente addolorati per la tragica frana nella regione centrale di Jebel Marrah, nel Darfur, che ha causato la morte dell’intera comunità del villaggio di Tersin. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa devastante perdita.
Deeply saddened by the tragic landslide in central Jebel Marrah Darfur region, that claimed the lives of the entire community of Tersin village. Our thoughts and prayers are with the families and all affected by this devastating loss. pic.twitter.com/bX8tGBUCZV
A causa dei combattimenti la regione del Darfur è quasi del tutto inaccessibile per le organizzazioni umanitarie internazionali, compresa l’area in cui è avvenuta la frana.
La guerra civile in Sudan – La guerra civile in Sudan ha avuto inizio nell’aprile 2023 a causa di una lotta di potere tra il capo dell’esercito Abdel Fatah al-Burhan e il comandante delle Farc, il suo ex vice Mohamed Hamdan Daglo. Le forze di Burhan hanno ripreso il controllo del Sudan centrale quest’anno, lasciando alle Farc il controllo di gran parte del Darfur e di parti della regione meridionale del Kordofan. Decine di migliaia di persone sono morte nei combattimenti, costringendone milioni a sfollare. Il conflitto ha decimato le infrastrutture del paese africano, che adesso vive in una delle peggiori crisi umanitarie al mondo.
La manifestazione non si sarebbe svolta nel luogo concordato
A Brandizzo, un fuori programma ha fatto scaturire diverse polemiche a margine degli eventi ufficiali per la commemorazione della strage ferroviaria del 30 agosto 2023, quando morirono gli operai Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera. Furono travolti da un treno che viaggiava a 160 chilometri orari, mentre lavoravano alla manutenzione della linea.
Chieste le generalità – Ieri, 30 agosto 2023, l’Anlm (Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione) ha organizzato un presidio prima delle manifestazioni annunciate, per richiamare l’attenzione sulle criticità dei modelli di manutenzione ai sistemi ferroviari. Quando alcune decine di persone si sono radunate davanti alla stazione di Brandizzo, i carabinieri sono intervenuti chiedendo le generalità e i documenti d’identità.
La reazione – Alcuni manifestanti, visibilmente irritati, hanno urlato più volte “Vergogna”. Dall’Arma, chiariscono che la richiesta delle generalità è scaturita per questioni legate al posizionamento dei manifestanti sul suolo pubblico. Non risultano provvedimenti per i presenti.
La perturbazione che sta già colpendo il Nord si estenderà anche alle regioni centrali e in parte al meridione. Il bollettino
Quella di martedì 2 settembre sarà una giornata difficile sul fronte meteo. Tuttta colpa di una saccatura di origine nord-atlantica che sta già colpendo il Nord, ma che nelle prossime ore scenderà di latitutine. La protezione civile ha diramato un bollettino di allerta che prevede, apartire dalle prime ore del mattino, allerta arancione su settori di Veneto e Lombardia e gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Veneto, Emilia-Romagna e su parte di Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Molise e Campania.
L’allerta meteo di martedì 2 settembre 2025
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
L’allerta in Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Campania – Nel Lazio l’allerta scatterà dal primo mattino di martedìe sarà valida per le successive 9-12 ore, mentre in Campania il bollettino di criticità gialla avrà durata dalle 9 di martedì fino alla mezzanotte. In Toscana, spiega la protezione civile locale, i fenomeni partiranno dalle zone di nord-ovest per poi estendersi a quasi tutto il resto della regione. Il bollettino di criticità gialle resterà in vigore dalle 21 di lunedì alle 12 di martedì.
In Emilia-Romagna l’allerta durerà fino alla mezzanotte di martedì 2 settembre. La protezione civile locale fa sapere che “sono previsti temporali, anche di forte intensità, con possibili effetti e danni associati, più probabili sul settore emiliano della Regione e più localizzati sulla Romagna. Inoltre, si prevedono venti di burrasca moderata (62-74 Km/h), da sud-ovest, con rinforzi e raffiche di intensità superiore sull’Appennino centroorientale. Le precipitazioni previste sui rilievi potranno generare localizzati fenomeni franosi, ruscellamenti lungo i versanti e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici nei tratti montani dei corsi d’acqua“.
In Lombardia previsti forti temporali – Anche a Milano e in parte della Lombardia l’allerta inizierà alle 18 di oggi e terminerà alla mezzanotte di martedì. Il Comune ha inviato i cittadini a non sostare nelle aree verdi, nei parchi e nelle zone alberate, oltre che sotto e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. “Le precipitazioni – si legge nel comunicato della protezione civile – saranno per lo più concentrate nelle ore notturne e in mattinata, ma proseguiranno anche nella seconda parte. Il carattere delle precipitazioni sarà prevalentemente temporalesco, in un primo momento sui settori orientali e successivamente su quelli centrali e occidentali. La possibilità di innesco dei fenomeni è più alta sulla fascia prealpina ma il flusso in quota proveniente da Nord potrebbe tendere poi a trascinarli verso Sud“.
Anche in Veneto precipitazioni molto intense con locali grandinate – Per quanto riguarda il Veneto la protezione civile spiega che “sono previste delle fasi di instabilità, intervallate da pause, con precipitazioni da sparse a diffuse (specie sui settori centro settentrionali) a prevalente carattere di rovescio e temporale, localmente forti. Una prima fase è prevista tra la serata di lunedì e la mattinata di martedì con fenomeni più diffusi sui settori centro settentrionali, seguita da una seconda fase tra il pomeriggio e la serata di martedì con precipitazioni più irregolari“.
In entrambe le fasi, si legge, “saranno possibili fenomeni localmente intensi (forti rovesci, locali grandinate, forti raffiche)”. Inoltre, soprattutto sulle zone centro orientali tra Prealpi e costa centro settentrionale, “saranno possibili rovesci/temporali ripetuti o piuttosto stazionari, che potranno dar luogo a quantitativi di pioggia abbondanti o localmente molto abbondanti“.
Si gonfiano i torrenti, Il Comune entrta in fase di “preallarme”. Martedì chiusi parchi, ville e cimiteri pubblici
Giornata di pesante maltempo in Liguria, dove Arpal Liguria aveva emesso un’ allerta gialla per temporali: sul centro ponente regionale (Zone B e D) dalle 14:00 di oggi fino alle 6:00 di domani, martedì 2 settembre;sul levante della regione (Zone C ed E) dalle 18:00 di oggi fino alle 13:00 di domani.
Nubifragi e allagamenti hanno colpito soprattutto il savonese e la città di Genova, in particolare il ponente cittadino. – Nel pomeriggio un nubifragio si è abbattuto nella zona del Savonese e ha fatto esondare un affluente del torrente Quiliano, nell’omonimo Comune: il rio Ciaso.Nella zona si segnalano gravi disagi alla viabilità.
Segnalati anche allagamenti in carreggiata sulla A6, sulla Torino Savona.
Poi il temporale si è spostato sul Ponente di Genova in particolare nell’interno, con Branega e Leira a rischio esondazione a Voltri. Mele si sono sfiorati i cento millimetri di pioggia tra le 17 e le 18.
Il presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio sta eseguendo sopralluoghi in prima persona insieme alla croce rossa. “Siamo in una situazione di pre allerta sul Leira, consigliamo di stare lontano dalle zone potenzialmente allagabili – dichiara – Sul Cerusa, invece, sembra che il livello di pre allerta stia scendendo“. Anche le zone collinari sono a rischio allagamento. Problemi anche per quanto riguarda la viabilità ferroviaria: sulla linea Genova-Acqui terme è stata sospesa la circolazione tra Borzoli e Campo Ligure per allagamenti. I tecnici di Rfi sono al lavoro per risolvere la situazione.
Chiusi i ponti sui corsi d’acquaaVoltri. “La decisione è stata presa al fine di garantire la sicurezza pubblica e prevenire situazioni di pericolo legate al possibile straripamento dei corsi d’acqua. Si raccomanda alla popolazione la massima prudenza, evitando spostamenti non necessari nelle aree a rischio e attenendosi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità competenti. Eventuali aggiornamenti verranno diffusi attraverso i canali ufficiali del Comune di Genova“.
E dopo le 20 un intenso nubifragio si è abbattuto sulla città di Genova. “A causa delle criticità al suolo il comune di Genova ha dichiarato la fase operativa di preallarme“. Lo comunica sulle sue pagine social la Protezione Civile di Genova, in relazione al “forte temporale in atto in zona Sestri, Cornigliano e Sampierdarena” con un “innalzamento idrometrico rivi Sestri Ponente e Fegino“.
La Protezione Civile inoltre segnala che è stata “superata la soglia di allarme del torrente Leiro a Voltri“, invitando la popolazione ad “allontanarsi e mettersi in sicurezzà, invitando a “evitare spostamenti per possibili esondazioni in zona Voltri e Prà“. A Voltri inoltre possibili esondazioni anche del Branega.
Il Coc ha disposto, per la giornata di martedì, la chiusura diparchi (chiusa pertanto anche la biblioteca Lercari), ville, giardini e cimiteri. Restano aperti regolarmente mercati e impianti sportivi.
L’assalto sulla strada statale 387: è caccia a quattro malviventi, incappucciati e armati
– Foto ufficio stampa Carabinieri – (ITALPRESS)
CAGLIARI (ITALPRESS) – Torna l’incubo dei portavalori in Sardegna. Nelle prime ore della mattinata odierna, lungo la Strada Statale 387, il furgone di un istituto di vigilanza privata è stato assaltato nella zona di Sant’Andrea Frius. Secondo una prima ricostruzione, quattro individui incappucciati, armati di armi lunghe, hanno tentato di bloccare il mezzo blindato, predisponendo alcune autovetture di traverso sulla carreggiata a cui hanno dato fuoco.
L’autista del portavalori, resosi conto della situazione, è riuscito a compiere una manovra repentina e a mettersi in salvo, eludendo così l’assalto. I rapinatori, capendo la manovra del furgone, hanno immediatamente abbandonato il piano scappando. Sul posto sono rimaste alcune autovetture date alle fiamme, utilizzate presumibilmente come ostacolo per fermare il mezzo.
Sul luogo del tentativo di rapina sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Dolianova e del nucleo investigativo di Cagliari, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi tecnici necessari a ricostruire la dinamica dei fatti. Sono in corso le ricerche per rintracciare i responsabili, con l’attivazione del piano prefettizio Anticrimine e dei posti di blocco nelle principali arterie stradali del territorio.
E’ successo nel Torinese, giocatore in ospedale con traumi e malleolo fratturato. Aggressore e figlio allontanati dalla squadra. Il presidente: “Ci dissociamo, ora Daspo a vita”
Il ragazzino picchiato e il campo teatro dell’aggressione
Follia al termine di una partita di calcio fra ragazzini nel Torinese. Il padre di un giocatore ha picchiato il portiere avversario e l’ha mandato in ospedale: la vittima, 13 anni, è finito al Martini di Torino si è ritrovato con il malleolo rotto e vari traumi.
È successo ieri sera, domenica, durante il SuperOscar, celebre torneo per squadre giovanili arrivato alla 45esima edizione. Le squadre Under 14 di Csf Carmagnola e Volpiano Pianese si sfidavano sul campo del Paradiso Collegno, con la prima che è riuscita a imporsi per 1-0.
Ed è proprio dopo il triplice fischio che è successo l’incredibile: a quanto risulta, un calciatore carmagnolese ha iniziato a esultare e scatenando la rabbia del portiere avversario. Così è iniziato un parapiglia, con i due 13enni ad azzuffarsi e dirigenti e allenatori a cercare di dividerli. A qual punto è intervenuto il padre del ragazzo del Carmagnola, che ha scavalcato le recinzioni e ha aggredito il portiere del Volpiano. Che poi, liberato dalla furia del genitore che gli si era scagliato contro a calci e pugni, è stato caricato in ambulanza e trasportato all’ospedale Martini, dove gli sono stati diagnosticati traumi e la frattura del malleolo.
A denunciare la vicenda è stato Andrea Mirasola,allenatore del Volpiano dove gioca il ragazzo picchiato, che ora chiede l’intervento della giustizia. Sia sportiva sia penale, visto che il genitore è stato poi identificato dai carabinieri.
“Noi allontaneremo padre e figlio e ci costituiremo parte civile nel processo che partirà sicuramente per accertare quanto successo – commenta Alessio Russo, presidente del Carmagnola – Ci scusiamo per quanto successo anche se una vicenda di questo tipo non era prevedibile: non conoscevamo quel signore, suo figlio è appena arrivato dal Chisola ed era alla seconda partita con noi. Ci dissociamo perché quella persona non ci rappresenta né come tesserato né come valori: purtroppo ci siamo ritrovati un deficiente in casa, si merita un Daspo a vita“.
Il velivolo con a bordo la presidente della Commissione Ue ha sorvolato lo scalo bulgaro per un’ora, poi il pilota hadeciso di atterrare affidandosi alle mappe cartacee. “Il Gps dell’intero aeroporto si è spento”
A destra la rotta finale dell’aereo di Ursula von der Leyen sopra l’aeroporto di Plovdiv, in Bulgaria (screenshot da Flight Radar)
L’aereo sul quale viaggiava la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stato costretto ad atterrare in Bulgaria utilizzando solamente mappe cartacee a causa di presunte interferenze russe. I servizi di navigazione Gps dell’aeroporto bulgaro sarebbero infatti risultati disattivati. Lo riporta il Financial Times, citando tre funzionari informati che parlano di un “innegabile” attacco da parte di Mosca.
“Il Gps dell’intero aeroporto si è spento”: cos’è successo – Domenica 31 agosto il velivolo stava trasportando Von der Leyen da Varsavia a Plovdiv, in Bulgaria, quando sarebbe stato privato dei sistemi di navigazione elettronica proprio mentre si avvicinava allo scalo. “Il Gps dell’intera area aeroportuale si è spento“, ha affermato una delle fonti citate dal quotidiano britannico.
Si è trattato di “un’innegabile interferenza”, identificabile nel cosiddetto “jamming e spoofing Gps“, ovvero tecniche di disturbo e manipolazione dei segnali satellitari, tradizionalmente usate dai servizi militari e di intelligence per difendere siti sensibili, ma sempre più utilizzate come tattica di guerra ibrida per colpire aerei e imbarcazioni civili.
L’aereo coinvolto è un Dassault Falcon 900LX,jet privato in grado di coprire anche distanze intercontinentali. Dopo aver sorvolato l’aeroporto per circa un’ora, il pilota del velivolo ha tentato l’atterraggio facendo affidamento su mappe analogiche. Su portali di tracciamento di rotte aeree come FlightRadar, si vedono i diversi giri del jet sull’aeroporto di Plovdiv prima di atterrare.
Il jet di Ursula von der Leyen mentre sorvola ripetutamente l’aeroporto prima di atterrare (FlightRadar)
Dopo l’accaduto, von der Leyen ha effettuato regolarmente gli impegni in programma, che includevano l’incontro con il primo ministro del Paese, Rosen Zhelyazkov, e la visita a una fabbrica di munizioni a Sopot, nell’ambito di un dialogo con gli Stati europei “di frontiera” sul rafforzamento della difesa in risposta all’offensiva russa contro l’Ucraina.
“Qui vengono prodotti proiettili in grandi quantità. Non solo per le scorte europee, ma anche per la difesa dell’Ucraina. Un terzo delle armi consegnate all’Ucraina all’inizio della guerra proveniva dalla Bulgaria. Grazie per il vostro sostegno alla difesa dell’Ucraina. È un vantaggio per la sicurezza dell’Europa nel suo complesso“, ha scritto von der Leyen su X, allegando un video che mostra la sua visita alla fabbrica di munizioni di Sopot.
Fuori dall’impianto, decine di manifestanti l’hanno accolta al grido di “nazista“. A organizzare la protesta sarebbe stato il partito bulgaro di destra estrema “Revival“, insieme a quello di stampo nazionalista, “Velichie“.
Kostadin Kostadinov, leader di Revival, sostenitore dell’uscita della Bulgaria dalla Nato, ha pubblicato sui social un video delle proteste nel quale si vedono alcune decine di manifestanti con in mano bandiere bulgare e russe circondare un’auto nera, nel tentativo di impedire l’accesso allo stabilimento di munizioni
Il Cremlino nega: “Avete informazioni sbagliate” – La portavoce della Commissione europea Arianna Podestà ha confermato che l’aereo della presidente è stato colpito da “un disturbo ai sistemi Gps”, aggiungendo che le autorità bulgare sospettano che ciò sia “dovuto a palesi interferenze da parte della Russia“. “Siamo, ovviamente, consapevoli e in qualche modo abituati alle minacce e alle intimidazioni che sono una componente regolare del comportamento ostile della Russia. Naturalmente, questo non farà che rafforzare ulteriormente il nostro incrollabile impegno ad aumentare le capacità di difesa e il sostegno all’Ucraina. Questo incidente sottolinea l’urgenza della missione che la presidente sta svolgendo negli Stati membri in prima linea“.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto negando qualsiasi coinvolgimento della Russia nel guasto: “Le vostre informazioni non sono corrette“, ha dichiarato Peskov al Financial Times.
La scossa di 6.0 alle 23:47 del 31 agosto: “L’area colpita è di difficile accesso”
Un’immagine del terremoto in Afghanistan (foto: X)
Una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito l’Afghanistan alle 23:47 del 31 agosto, ora locale. I morti sarebbero almeno 622 e si contano migliaia di feriti. Sharafat Zaman, portavoce del ministero della Salute afgano, ha spiegato che l’area colpita “è di difficile accesso“.
Il terremoto – La scossa è stata localizzata a 9 chilometri di profondità nella provincia di Kunar, nel nordest del Paese, vicino al confine con il Pakistan. Erano le 21:17 italiane quando la terra ha iniziato a tremare nella valle circondata dalle montagne. “Il numero di vittime e feriti è elevato”, ha dichiarato Zaman, per questo le operazioni di soccorso sono ancora in corso.
“Secondo le informazioni, diversi villaggi nel distretto di Noor Gul, nella provincia di Kunar, sono stati completamente distrutti (Sholat, Aret, Mama Gul, Wadira e altri villaggi) e hanno subito gravi danni“, ha fatto sapere il portavoce del ministero della Salute. In molti si stanno riversando negli ospedali locali per donare il sangue ai feriti. Decine sono le case crollate e i soccorritori sono alla ricerca di sopravvissuti.
L’epicentro del terremoto in Afghanistan (fonte: Ingv)
Poco dopo le 20 di stasera, 31 agosto, è scoppiato un incendio di grosse proporzioni in uno dei magazzini della Ddchem, un’azienda di prodotti chimici in via Crear a Villafontana, nel territorio comunale di Oppeano.
Si sono susseguite forti esplosioni, sentite da chilometri di distanza, mentre le fiamme si vedevano dalla città e da diversi punti della provincia. Sul posto numerosi mezzi dei vigili del fuoco: 30 pompieri provenienti da Verona, Legnago e Caldiero per contenere il rogo ed evitarne la propagazione. Inviati anche un mezzo aeroportuale e l‘autobotte chilolitrica dalla centrale. Rinforzi con squadre da Vicenza e da Rovigo con una seconda autobotte.
Non si sono registrati feriti. Sul posto il proprietario dell’azienda e il sindaco di Oppeano Luca Faustini, con lui il consigliere Mirko Vertuan. Presenti anche il sindaco di Bovolone Orfeo Pozzani, la polizia locale della Media Pianura Veronese e la Anc (associazione nazionale carabinieri di Oppeano).
I sindaci, in attesa delle rilevazioni dell’Arpav, hanno invitato a chiudere le finestre.
Attorno alle 22 l’incendio, scoppiato in un magazzino di resine, era sotto controllo da parte dei pompieri, che però hanno proseguito per ore le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Crollate facciate e muri interne della struttura.