Momenti di grande nervosismo al termine della semifinale di Supercoppa tra Real Madrid e Maiorca.
Supercoppa di Spagna, rissa dopo Real Madrid-Maiorca: Ancelotti cerca di riportare la calma – Getty Images
Tutto come previsto, la finale della Supercoppa di Spagna sarà Real Madrid-Barcellona.
DUE GOL DEL REAL MADRID NEL RECUPERO – L’equilibrio tra Real Madrid e Maiorca ha retto poco più di un’ora, poi Bellingham ha sbloccato il risultato.
In pieno recupero i Blancos hanno chiuso i conti conl’autogol di Valjent e la rete di Rodrygo, arrivati nel giro di tre minuti tra il 92′ ed il 95′.
NERVOSISMO NEL FINALE DI REAL MADRID-MAIORCA – Dopo il fischio finale dell’arbitro, alcuni giocatori di Real Madrid e Maiorca sono venuti a contatto.
Durante la partita c’erano stati alcuni attimi di tensione con protagonista soprattutto il terzino del Maiorca, Maffeo. Mentre tra i Blancos il più nervoso è stato Asensio, finito nel mirino degli avversari.
Fortunatamente la situazione è presto tornata alla calma, anche grazie all’intervento di Carlo Ancelotti e di Rudiger ovvero uno dei senatori del Real Madrid, che hanno separato i contendenti.
REAL MADRID-BARCELLONA FINALE DELLA SUPERCOPPA – Come da previsioni della vigilia, quindi, a giocarsi la finale della Supercoppa di Spagna saranno Real Madrid e Barcellona in un Super Clasico d’Arabia.
La squadra di Ancelotti vorrà sicuramente vendicare la pesante sconfitta subita in Liga, quando i blaugrana hanno trovato il Real Madrid per 0-4 al ‘Bernabeu’.
A gennaio dell’anno scorso invece fu il Real Madrid a battere 4-1 il Barcellona in finale vincendo la Supercoppa.
Un gruppo di uomini ha molestato le mogli di alcuni giocatori del Maiorca dopo la partita di Supercoppa contro il Real Madrid: “Siamo rimasti senza sicurezza, ci hanno fotografato da vicino”
Il finale della partita di Supercoppa di Spagna tra Real Madrid e Maiorca è stato incandescente in campo ma anche sugli spalti. La partita è finita in una grande rissa tra i giocatori per alcune provocazioni lanciate da Maffeo, ma anche tra il pubblico è stata denunciata una grave mancanza di sicurezza. Cristina Palavra, moglie di Dani Rodríguez, ha parlato in prima persona delle molestie che hanno ricevuto le famiglie dei calciatori da parte dei tifosi sauditi che hanno tormentato a lungo la parte maiorchina dello stadio. La donna ha parlato ai microfoni di Esports IB3 subito dopo la fine la partita raccontando tutto ciò che lei e altre persone hanno subito da parte del pubblico presente a Jeddah.
🤬"Ens han assetjat"
🗣️Cristina Palavra, dona de Dani Rodríguez, parla de la desagradable situació que han viscut els familiars dels jugadors del Mallorca durant el partit. pic.twitter.com/Ecgll6NoF6
Traduzione Google : “Siamo stati molestati” Cristina Palavra, moglie di Dani Rodríguez, parla della spiacevole situazione vissuta dalle famiglie dei giocatori del Maiorca durante la partita.
Cristina Palavra denuncia le molestie subite dai tifosi – La moglie di Dani Rodríguez era seduta nel settore dei tifosi del Maiorca assieme alle famiglie degli altri giocatori quando a un certo punto sono stati accerchiati dai tifosi sauditi. Mentre in campo i giocatori erano impegnati in una rissa, anche sugli spalti l’ambiente si è scaldato e in tanti hanno oltrepassato il limite. Quando tutto si è calmato Cristina Palavra ha raccontato cosa hanno subito: “La verità è che i ragazzi di questo Paese hanno cominciato a fotografarci da vicino e ci hanno molestato. Siamo andati con i bambini e siamo rimasti senza sicurezza, nessuno ci ha protetto“.
Le famiglie dei calciatori maiorchini quindi si sono trovate in balia dei tifosi avversari e la sicurezza non è intervenuta per tenerle al sicuro. “La gente tocca i c**i dei parenti dei calciatori. È incredibile che non ci sia sicurezza. È imbarazzante” ha aggiunto qualche altro tifoso denunciando ciò che è accaduto all’uscita dello stadio. Anche la moglie di Dominik Greif è stata molestata da alcuni tifosi alla fine della partita che hanno contribuito a creare un clima di grande tensione. Alla fine le famiglie dei calciatori sono riuscite ad arrivare agli autobus indenni, ma sono state lasciate sole dalla sicurezza che non è mai intervenuta per placare la situazione.
Traduzione Google : I tifosi del Maiorca ci informano che ci sono ancora problemi nell’uscita dallo stadio di Jeddah. “La gente tocca i culi dei parenti dei calciatori” “È incredibile che non ci sia sicurezza. “È imbarazzante.”
l rogo nella notte in un’azienda di Rho. Tre operai in ospedale
L’intervento dei pompieri
Lo scoppio e le fiamme. Incendio nella notte tra giovedì e venerdì in un’azienda di Rho, la “Itelyum”, specializzata nel confezionamento di solventi chimici. Pochi attimi prima delle due, per cause ancora in corso di accertamento, un rogo si è sviluppato all’interno del capannone della ditta, al civico 12 di via Sesia. Stando alle prime informazioni finora apprese, le fiamme sarebbero divampate dopo l’esplosione di un fusto che gli operai stavano riempendo.
Sul posto sono arrivati sette mezzi dei vigili del fuoco, che hanno lavorato fino all’alba per domare l’incendio. Intervenuti anche gli esperti del nucleo “Nbcr” per valutare eventuali contaminazioni. Tre gli operai finiti in ospedale: un 32enne italiano trasportato al pronto soccorso del Niguarda e due peruviani di 35 e 49 anni, entrambi accompagnati all’ospedale di Rho. I tre hanno riportato ustioni e ferite al volto e hanno inalato i fumi causati dallo scoppio, ma fortunatamente non sono in pericolo di vita.
L’area, dopo essere stata bonificata e messa in sicurezza, è stata posta sotto sequestro dall’Ats. Sono in corso le indagini per stabilire le cause dell’incidente.
Esplosione e incendio in un’azienda di Rho, l’intervento dei pompieri
Circa 180.000 persone restano sotto ordine di evacuazione. Gli edifici distrutti o danneggiati sono migliaia
Devastazione a Los Angeles dopo gli incendi – Afp
Gli incendi continuano a devastare la periferia di Los Angeles, sovrastata da un acre fumo biancastro: restano fuori controllo i principali roghi nella megalopoli californiana, che registra ormai almeno dieci morti e dove saranno dispiegati rinforzi militari.
Nel nord-ovest della seconda città degli Stati Uniti, ieri sera non è ancora stato possibile contenere le fiamme che divorano il lussuoso quartiere di Pacific Palisades, con le ville di multimilionari e celebrità, situato tra Malibu e Santa Monica. E questo, nonostante l’aiuto degli elicotteri che possono scaricare acqua sui roghi, grazie ad una temporanea tregua dei venti che hanno alimentato le fiamme. Circa 180.000 persone restano sotto ordine di evacuazione. Gli edifici distrutti o danneggiati sono migliaia e il bilancio è salito ad almeno dieci morti, hanno annunciato ieri sera le autorità.
Cos’è e cosa rischia la società di De Laurentiis per la violazione del codice. L’avvocato Grassani: “Rispettate le norme“
Il Napoli ha presentato e poi ritirato il ricorso contro l’elezione di Ezio Simonelli come presidente della Lega Serie A e per questo motivo, avendo violato la clausola compromissoria, rischia una penalizzazione di tre punti. Non è escluso che questa situazione possa incidere sul voto per completare la governance della Lega, a cominciare dal rinnovo alla carica di ad di Luigi De Siervo.
Che cos’è la clausola compromissoria? – Secondo quanto stabilito dall’articolo 30 dello Statuto della FIGC, intitolato “Efficacia dei provvedimenti federali, vincolo di giustizia e clausola compromissoria“:
I tesserati, le società affiliate e tutti i soggetti e organismiche svolgono attività agonistica, tecnica, organizzativa, decisionale o che hanno comunque un impatto sull’ordinamento federale, sono obbligati a rispettare lo Statuto della FIGCe tutte le altre norme federali e internazionali cui la FIGC è affiliata.
In virtù dell’appartenenza all’ordinamento sportivo federale o dei vincoli assunti con il rapporto associativo, i soggetti sopra indicati accettano l’efficacia vincolante di qualsiasi provvedimento adottato dalla FIGC, dalla FIFA, dalla UEFA e dai loro organi o delegati, in merito a questioni relative all’attività federale, comprese le vertenze tecniche, disciplinari ed economiche.
Le controversie tra i soggetti di cui al primo comma, o tra questi e la FIGC, per le quali non sono previsti o sono stati esauriti i gradi di giustizia federale interni (come indicato dallo Statuto del CONI), devono essere deferite, su richiesta della parte interessata, esclusivamente al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI. Questo avviene secondo quanto previsto dallo Statuto, dai regolamenti e dagli atti attuativi federali. Tuttavia, non sono ammesse al Collegio di Garanzia dello Sport le controversie decise tramite lodo arbitrale in base alle clausole compromissorie previste da accordi collettivi o di categoria, o da regolamenti federali relativi a rapporti patrimoniali. Inoltre, non sono competenza del Collegio le controversie risolte definitivamente dagli organi di giustizia sportiva federale riguardanti l’omologazione di risultati sportivi o sanzioni pecuniarie inferiori a 10.000 euro, nonché sanzioni come la squalifica o inibizione dei tesserati inferiori a 90 giorni o 12 turni di campionato, la perdita di gara, l’obbligo di disputare partite a porte chiuse o con settori senza spettatori, o la squalifica del campo per meno di 90 giorni o sei partite interne.
Salvo il diritto di ricorrere agli organi giurisdizionali statali per la nullità dei lodi arbitrali, il Consiglio Federale può, per motivi di opportunità, autorizzare il ricorso alla giurisdizione statale, derogando al vincolo di giustizia. Qualsiasi comportamento che violi gli obblighi di cui al presente articolo, o che tenti di eludere il vincolo di giustizia, comporta sanzioni disciplinari secondo le norme federali.
In deroga a quanto disposto nei commi precedenti, è possibile presentare ricorso alla Giunta Nazionale del CONI contro i provvedimenti di revoca o di diniego dell’affiliazione, entro un termine perentorio di 60 giorni dalla notifica del provvedimento.
In ogni caso, è obbligatorio osservare i Principi di Giustizia Sportiva emanati dal CONI, nonché le norme statutarie e regolamentari federali che ne derivano.
Cosa rischia il Napoli? – Il Napoli, presentando e poi ritirando per mezzo del presidente De Laurentiis, il ricorso contro l’elezione di Simonelli avrebbe violato il “vincolo di giustizia” nel Codice di Giustizia Sportiva all’articolo 34.
“I soggetti tenuti all’osservanza del vincolo di giustizia di cui all’art. 30, comma 2 dello Statuto, ove pongano in essere comportamenti comunque diretti alla elusione o alla violazione del predetto obbligo, incorrono nell’applicazione di sanzioni non inferiori: alla penalizzazione di almeno tre punti in classifica per le società; alla inibizione o squalifica non inferiore a sei mesi per i calciatori e per gli allenatori nonché ad un anno per tutte le altre persone fisiche“. A queste sanzioni andrebbe poi aggiunta un’ammenda da 20mila a 50milaeuro.
L’avvocato Grassani: “Rispettate le norme dello sport” – “Il Napoli e il suo presidente, hanno agito con assoluta trasparenza, correttezza e rispetto delle norme dell’ordinamento sportivo. Diverse interpretazioni non meritano commento“. Così l’avvocato Mattia Grassani, legale del Napoli, a radio Crc, sulla questione di un paventato procedimento compreso penalizzazione del Napoli per violazione della clausola compromissoria per un presunto ricorso avanzato contro l’elezione di Ezio Simonelli, come nuovo presidente della Lega Serie A.
Durante l’ultima visita della sua presidenza, Biden avrebbe dovuto incontrare la premier Meloni, il presidente Mattarella e Papa Francesco, ma ha deciso di restare negli Usa per seguire da vicino l’emergenza incendi in California
Persone in fuga a Los Angeles (LaPresse)
Hollywood evacuata: sono immaginiapocalittiche quelle che arrivano da Los Angeles, dove si contano centinaia di migliaia di persone sfollate, decine di feriti, almeno 5 morti. L’inferno di fuoco che continua a devastare in particolare l‘area di Altadena ha già divorato 6mila ettari di terreno, spingendo a dichiarare lo stato di calamità naturale in California. E, mentre Trump accusa il governatore Gavin Newsom, il presidente uscenteJoe Bidenha deciso di cancellare la sua visita in Italia prevista per oggi, 9 gennaio.
Emergenza incendi: Biden annulla l’incontro con Meloni – Durante l’ultimo viaggio della sua presidenza, Biden avrebbe dovuto incontrare la premier Meloni, il presidente Mattarella e Papa Francesco, ma dopo aver visitato Los Angeles, il presidente “ha deciso di cancellare il suo prossimo viaggio in Italia per concentrarsi sulla gestione dell’emergenza incendi“, fanno sapere dalla Casa Bianca.
“Ho approvato la richiesta del governatore Newsom di dichiarare lo stato di calamità e ho ordinato l’assistenza federale per integrare gli sforzi di risposta nelle aree colpite dagli incendi, garantendo alle comunità colpite e ai sopravvissuti un accesso immediato ai fondi e alle risorse“, scrive Biden su X, ribadendo tutto il proprio sostegno.
Nel frattempo, si apprende che SpaceX (azienda spaziale di proprietà di Elon Musk) fornirà collegamenti Starlink gratuiti alle aree di Los Angeles colpite dagli incendi. Nell’area di Los Angeles sono circa 7.500 i vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme. Lo fa sapere il governatore Newsom su X, dove ha anche risposto agli attacchi di Trump, accusando di “politicizzare il dramma“.
Il tycoon lo aveva definito un “incompetente“, menzionando misure dello stato per proteggere le specie in via di estinzione che limitano la quantità di acqua che viene spostata dal nord al sud della California. “Una delle parti migliori e più belle degli Stati Uniti d’America sta bruciando fino alle fondamenta. È solo cenere e Newsom dovrebbe dimettersi. È tutta colpa sua!“, rilancia ora Trump su Truth.
Mercoledì 08 gennaio 2025
“Tutti i residenti di Los Angeles sono in pericolo”: l’iconica città dei divi brucia tra le fiamme fuori controllo
Il bilancio provvisorio è di almeno due vittime, ma il numero potrebbe purtroppo aumentare, mentre tutta la città simbolo della California è a rischio
Sono ore drammatiche per Los Angeles e per la California. Forti incendi sono scoppiati infatti, nel corso delle scorse ore, in più punti della “Città degli Angeli“, provocando finora due vittime e l’evacuazione di circa 80mila persone.
“Gli incendi crescono e sono non li stiamo contenendo. Tutti gli abitanti della contea sono in pericolo” ha detto in conferenza stampa il capo dei vigili del fuoco della Contea di Los Angeles, Anthony C. Marrone, sottolineando che secondo il servizio meteorologico nazionale i forti venti che interessano la regione continueranno nelle prossime ore. E guardando i punti della città dove i roghi si stanno sviluppando non sarà facile.
Da Nord a est i roghi che minacciano la città – A minacciare la città ci sono più roghi. Oltre a quello scoppiato ieri, martedì 7 gennaio, a Palisades, tra Santa Monica e Malibu, dove vivono anche molte star di Hollywood e che ha già bruciato oltre 1200 ettari di terreno, un altro, molto insidioso, si è sviluppato nella parte orientale della città, nella zona di Altadena, vicino Pasadena. L’incendio, scoppiato anch’esso nella giornata di ieri, ha già bruciato quasi 900 ettari e ha costretto a evacuare anche il Jet Propulsion laboratory, il prestigioso centro di ricerca della Nasa.
La mappa degli incendi dei vigili del fuoco della contea di Los Angeles
Come si intuisce, a essere a rischio è tutta la parte nord ovest della città, ma i forti venti stanno diffondendo le fiamme e alimentando focolai anche molto lontano. Ed è la dinamica che preoccupa maggiormente i vigili del fuoco.
Più di mille uomini impegnati per salvare vite umane – Più di 1.400 vigili del fuoco sono stati inviati a domare gli incendi a Los Angeles, ha affermato su X il governatore della California, Gavin Newsom. Secondo le autorità, non c’è alcuna possibilità che la fiamme possano essere domate entro stasera, poiché i vigili del fuoco sono concentrati piuttosto sul salvataggio di vite umane.
Le autorità di los Angeles chiedono a tutti di usare in maniera parsimoniosa l’acqua nelle case per non ostacolare il lavoro di contenimento degli incendi che hanno già bruciato più di mille case, negozi e ristoranti a ovest della metropoli californiana. I serbatoi che forniscono acqua all’agiato quartiere dei vip affacciato sull’Oceano, vicino Santa Monica, sono rimasti a secco: “Abbiamo tre serbatoi da circa un milione di galloni ciascuno (4 milioni di litri)“, ha dichiarato ai giornalisti Janisse Quinones, direttore del dipartimento per acqua ed energia di Los Angeles. “L’acqua nel primo serbatoio è finita verso le 16:45 di ieri, nel secondo verso le 20:30 e nel terzo verso le 3 di notte“, ha detto il funzionario, aggiungendo che emetterà per alcune aree della città l’ordine di bollire l’acqua del rubinetto prima di usarla “per la presenza di polvere e cenere nel sistema idrico“.
Incendi a Los Angeles – foto Ap LaPresse 5 – Foto da: Los Angeles in ginocchio per gli incendi
L’attacco di Trump al governatore dem – Ma, nel dramma c’è spazio anche per il botta e risposta politico. “Chiederò che questo incompetente governatore permetta ad acque pulite e limpide di scorre in California! È sua la colpa di tutto questo, e così non c’e’ acqua per gli idranti o per i Canadair, un vero disastro“. Così Donald Trump ha attaccato Gavin Newsom, governatore democratico della California, imputando a lui la responsabilità degli incendi “virtualmente apocalittici” nell’area di Los Angeles.
Il presidente eletto ha puntato il dito contro le misure dello stato per proteggere le specie in via di estinzione che limitano la quantità di acqua che viene spostata dal nord al sud della California. Immediata la replica del democratico: “Il mio messaggio alla prossima amministrazione è io non sono qui a fare giochi politici, per favore non fate giochi politici. C’è un tempo e un luogo per farli, questi sono momenti preziosi per le evacuare le persone a rischio, non abbiamo tempo per queste scempiaggini“.
The footage of the fire ripping through the Pacific Palisades neighbourhood of west Los Angeles is extraordinary. Watch ↓. 🇺🇸 🔥 pic.twitter.com/hzWhv7lytP
Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti
Perquisizioni e daspo a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus. Questa mattina la Polizia di Stato di Torino, con la collaborazione delle Questure di Asti, Novara, Pavia, Savona, Varese e Piacenza, ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Torino, 23 perquisizioni personali e domiciliari a carico di altrettanti aderenti a gruppi ultras della Juventus e del Torino, indagati per rissa, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e travisamento, a seguito della violenta rissa verificatasi nel centro di Torino nella notte antecedente al derby dello scorso 9 novembre, nei pressi della Chiesa della Gran Madre di Dio. Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti.
Perquisite anche le due sedi dei gruppi ultras “Drughi” e “Primo Novembre 1897” della Juventus, i cui locali sono stati sottoposti anche a specifici controlli amministrativi e di sicurezza da parte del personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Torino, della Asl e dei Vigili del Fuoco. Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria eseguite dalla Digos, sono stati sequestrati supporti informatici e indumenti utilizzati dai responsabili durante le azioni violente.
Adottati dal Questore di Torino 43 provvedimenti Daspoe avviate le procedure per l’aggravamento di altri 20 provvedimenti interdittivi già emessi, in passato, per analoghe condotte. La Divisione della Polizia Anticrimine della Questura di Torino ha poi emesso altri 10 provvedimenti daspo nei riguardi di tifosi del Torino resisi responsabili di danneggiamenti all’interno del settore ospiti dello stadio sempre in occasione del derby dello scorso 9 novembre.
Gara di Carabao Cup sospesa per circa 8′, l’episodio in avvio: calcio d’angolo, spizzata e caduta. Gli Spurs hanno fatto sapere che il giocatore è vigile, ma è stato accompagnato in ospedale per accertamenti
Paura per Rodrigo Bentancur durante Tottenham-Liverpool di Carabao Cup. Il centrocampista ex Juve, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è andato a staccare nell’area del Liverpool riuscendo pure a spizzare il pallone, ma poi è crollato rovinosamente a terra come se avesse perso i sensi. Accortosi della gravità una volta conclusa l’azione, l’arbitro ha fermato il gioco nella preoccupazione generale.
Da lì l’ingresso in campo dei soccorsi, che hanno portato fuori in barella l’uruguaiano utilizzando anche la maschera dell’ossigeno. Fortunatamente Bentancur ha fatto cenno con il pollice in su al pubblico. La sfida è ripartita regolarmente ma lo stop è stato lungo, tanto che il direttore di gara ha poi segnalato addirittura 11′ di recupero nel primo tempo. Il fatto che il gioco sia ripreso fa ben sperare, ma lo spavento è stato grande.
Il tottenham – “Possiamo confermare che Rodrigo è cosciente, parla e andrà in ospedale per ulteriori controlli“. Questo il breve comunicato diffuso dal Tottenham sui social network
Fabio Cudicini, spesso chiamato “Ragno Nero”, è stato un leggendario portiere italiano. Nato il 20 ottobre 1935 a Trieste, è famoso soprattutto per il suo periodo con l’AC Milan, dove ha vinto numerosi titoli, tra cui uno Scudetto, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Ha anche giocato per la Roma e l’Udinese durante la sua carriera.
Cudicini era noto per la sua incredibile agilità e costanza tra i pali, guadagnandosi il soprannome di “Ragno Nero” a causa del suo abbigliamento nero e delle sue parate acrobatiche. È morto l’8 gennaio 2025 all’età di 89 anni.
Addio al ‘Ragno Nero’, è morto Fabio Cudicini: l’ex portiere di Milan e Roma aveva 89 anni
Il cordoglio dei rossoneri per il “campione di tutto”
Addio a Fabio Cudicini, meglio conosciuto come il “Ragno nero”, storico ex grande portiere di Roma e Milan scomparso a 89 anni.
“La tela del Ragno sul nostro Cuore rossonero. Per sempre – si legge nell’annuncio del Milan sui social.- È scomparso Fabio Cudicini campione di tutto con il Milan, grande portiere e grande persona. Le condoglianze di tutti i rossoneri al figlio Carlo, cresciuto nel Club, e a tutta la famiglia. Ciao Fabio“.
Nato a Trieste il 20 ottobre 1935, Fabio Cudicini prima di approdare al Milan ha vestito le maglie di Udinese (tre stagioni), Roma (otto stagioni) e Brescia (una). In cinque stagioni con la maglia rossonera ha collezionato 183 presenze e ha vinto uno scudetto (1967-68), una Coppa dei Campioni (1968-69), una Coppa Intercontinentale (1969), una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia. “Black Spider” (Ragno Nero) venne ribattezzato dalla stampa britannica dopo due grandi prestazioni a Glasgow e Manchester. Con la Roma, invece, erano arrivate una Coppa Italia e una Coppa delle Fiere, mentre ha ottenuto la salvezza in Serie B, indossando nella sua lunga carriera la casacca del Brescia.
Rino Tommasi in una foto d’archivio (ROBERTO ARCARI/CONTRASTO)
Famoso e amato giornalista sportivo, seguiva soprattutto boxe e tennis: aveva 90 anni
Mercoledì mattina è morto il giornalista sportivo Salvatore Tommasi, detto Rino, che aveva 90 anni e per molto tempo aveva raccontato lo sport sui giornali e in televisione: era nato nel 1934 a Verona, dov’è morto. Esperto principalmente di tennis e boxe, aveva lavorato per diversi quotidiani come laGazzetta dello Sport,Tuttosport e il Mattino, e per varie emittenti televisive.
Su Canale 5 fu il primo direttore dei servizi sportivi, all’inizio degli anni Ottanta, poi passò a Telepiù, dove divennero molto note e apprezzate le telecronache di tennis fatte assieme a Gianni Clerici, morto due anni fa. Seguì il pugilato non solo da giornalista e telecronista, ma anche come organizzatore, perché soprattutto negli anni Sessanta organizzò a Roma vari incontri piuttosto prestigiosi.
Per due volte, nel 1982 e nel 1991, fu premiato dall’ATP, il principale circuito tennistico maschile, come miglior scrittore di tennis dell’anno. Era esperto anche di altri sport, soprattutto americani: commentò diversi Super Bowl e seguì undici edizioni delle Olimpiadi (a Londra, nel 2012, fu premiato come uno dei giornalisti più presenti nella storia dei Giochi). Aveva uno stile molto particolare, tanto autorevole quanto coinvolgente e ironico. Era inoltre molto attento e interessato all’utilizzo dei numeri e dei dati ed era anche un eccellente inventore di neologismi e nuove espressioni per raccontare lo sport, soprattutto durante le telecronache con Clerici.
«Tommasi sembrava un computer umano, non sbagliava una data o il risultato di un incontro o un dato, mentre Clerici gli contendeva la capacità aneddotica e culturale. Non a caso, reciprocamente si chiamavano ComputeRino e Dottor Divago», ricorda ilCorriere della Sera. Dopo la notizia della sua morte, molti giornali hanno pubblicato una frase attribuita a Gianni Brera, forse il più noto giornalista sportivo italiano di sempre, che lo descriveva come «un cervello essenzialmente matematico però capace di digressioni epico-fantastiche quali consente uno sport come il pugilato. Io lo chiamo Professore senza la minima ombra di esagerazione scherzosa».
Il sito specializzato Ubitennis ha raccolto un po’ di neologismi e modi di dire introdotti da Tommasi e oggi diventati di uso comune nel racconto dello sport, in particolare del tennis: «Il suo personalissimo cartellino (quello usato per assegnare i round nella boxe, ndr), il 3-0 pesante, quello con due break di vantaggio, la palla calante che inevitabilmente portava ad una volèe perdente, il diritto anomalo, i tennisti che, chiamati a giocare di fino, rivelavano le umili origini, e poi la benedizione, la veronica, il ricamo che a volte diventava ricamino». Era famoso anche il circoletto rosso, il modo che usava per annotarsi sul taccuino un punto particolarmente spettacolare.
È scattato l’ordine di evacuazione per 40mila residenti ed è stato dichiarato lo stato di emergenza. Il rogo minaccia anche il Getty Villa Museum
Decine di migliaia di persone in fuga, edifici circondati dalle fiamme, vegetazione distrutta. Sono ore terribili per Los Angeles, in piena emergenza incendi. Le immagini che rimbalzano tra media e social network sono apocalittiche. È scattato l’ordine di evacuazione per 40mila residenti ed è stato dichiarato lo stato di emergenza.
View from the sky above LA. Pacific Palisades and Malibu engulfed in flames. Absolutely Horrific. pic.twitter.com/Q5O8XgEHng
Il fuoco minaccia le ville delle star di Hollywood – Il fuoco è divampato sulle colline sopra Los Angeles, alimentato da forti venti. L’area devastata è quella chiamata Pacific Palisades, che confina con le montagne di Santa Monica a nord-ovest della città. Si tratta di una zona tra le più ricche, con ville multimilionarie costruite nel mezzo di ripidi canyon. Anche l’attore James Woods ha documentato sui social, con un video, quanto sta accadendo. Nel video si vede la terrazza esterna della sua villa in fiamme.
Fiamme lambiscono il Getty Museum – Il rogo minaccia anche il Getty Villa Museum, ospitato in un edificio strutturato come un’antica villa romana, che contiene oltre 44.000 opere di arte antica. Katherine E. Fleming, presidente e ceo del J. Paul Getty Trust, che gestisce il museo ha dichiarato che “il personale e la collezione sono rimasti al sicuro. Fortunatamente, Getty ha compiuto grandi sforzi per ripulire la zona circostante dalla vegetazione – ha aggiunto – come parte dei suoi sforzi di mitigazione degli incendi durante tutto l’anno. Alcuni alberi e vegetazione in loco sono bruciati, ma il personale e la collezione sono rimasti al sicuro. Ulteriori misure di prevenzione degli incendi in atto presso la Villa includono lo stoccaggio dell’acqua in loco. L’irrigazione è stata immediatamente distribuita in tutto il terreno martedì mattina. Le gallerie del museo e gli archivi della biblioteca sono stati sigillati dal fumo tramite sistemi di trattamento dell’aria all’avanguardia. La costruzione a doppia parete delle gallerie fornisce anche una protezione significativa per le collezioni“.
Alcune scuole di Los Angeles hanno deciso di chiudere e le lezioni si spostano online. A Pasadena il centro per gli anziani è stato evacuato dato che le fiamme sono arrivate a un isolato dalla struttura: un centinaio di utenti, molti in sedia a rotelle, sono stati portati via dagli operatori.
The #PalisadesFire is absolutely exploding in West LA and is quickly moving toward homes in Pacific Palisades. The images just continue to get worse. Sadly, the weather for Wednesday calls for even worse winds gusting 60-90 MPH in the Santa Ana Mountains.
I numeri del disastro sono tutti in un post su X del Los Angeles County Fire Department: “2921 acri, 0% di contenimento”. “Il comportamento estremo dell’incendio – si legge – con macchie a breve e lungo raggio, continua a mettere a dura prova gli sforzi antincendio del Palisades Fire“.
L’amministrazione Biden ha garantito risorse federali e approvato aiuti di emergenza. “Vengo informato frequentemente sugli incendi nella zona ovest di Los Angeles. Io e il mio team siamo in contatto con i funzionari statali e locali e abbiamo offerto tutta l’assistenza federale necessaria per contenere i terribili incendi nelle Pacific Palisades“, ha dichiarato Biden in un comunicato.
The footage of the fire ripping through the Pacific Palisades neighbourhood of west Los Angeles is extraordinary. Watch ↓. 🇺🇸 🔥 pic.twitter.com/hzWhv7lytP
Mattarella si congratula con Meloni. La premier: “Grazie a chi ha contribuito al suo ritorno”
Cecilia Sala è tornata in Italia dall’Iran dopo essere stata liberata oggi 8 gennaio 2025. L’aereo decollato da Teheran con la giornalista, arrestata il 19 dicembre scorso e detenuta in isolamento nel carcere di Evin, è atterrato a Ciampino alle 16.10 circa. Sala, attesa dai genitori arrivati a Ciampino, sarà accolta anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
A quanto si apprende, a prendere la giornalista a Teheran è andato personalmente il direttore dell’Aise Giovanni Caravelli.
È in volo l'aereo che riporta a casa Cecilia Sala da Teheran. Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia. Ho informato personalmente i genitori della giornalista…
Meloni: “Grazie a chi ha contribuito al suo ritorno” – “Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia“, si legge in una nota della presidenza del Consiglio. La presidente del Consiglio ha espresso “gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile il ritorno di Cecilia Sala, permettendole di riabbracciare i suoi familiari e colleghi“, si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi in cui si sottolinea che la premier “ha informato personalmente i genitori della giornalista nel corso di una telefonata avvenuta pochi minuti fa“.
Mattarella si congratula con Meloni – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso alla premier i complimenti per il ritorno di Cecilia Sala in Italia. Successivamente, ha telefonato alla mamma della giornalista, che aveva incontrato nei giorni successivi all’arresto.
Tajani: “Criticati per silenzio ma senza parlare troppo si ottengono risultati positivi” – “Diplomazia e lavoro di squadra: Cecilia Sala sta tornando a casa!“, scrive sul social Xil ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la notizia della scarcerazione. Poi al Tg1 aggiunge: ”Grazie alla nostra diplomazia e ai nostri Servizi abbiamo ottenuto un risultato importantissimo. Siamo riusciti a portare a casa anche questa giornalista. Ci siamo impegnati tantissimo, siamo rimasti in silenzio, a volte prendendoci anche qualche critica, ma abbiamo sempre lavorato sottotraccia per cercare di ottenere i risultati. E i risultati sono arrivati. Senza parlare troppo si ottengono i risultati positivi e ci siamo riusciti“.
Governo e maggioranza – “Esprimo profonda e commossa gratitudine al governo e alla nostra diplomazia per l’impegno straordinario che ha permesso di ottenere, in tempi rapidissimi, un risultato davvero eccezionale. A Cecilia Sala e alla sua famiglia giunga il mio abbraccio e quello del Senato della Repubblica“, scrive sui social, Ignazio La Russa presidente del Senato. “Accogliamo con gioia e sollievo la notizia del ritorno a casa di Cecilia Sala. Esprimo un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla sua liberazione: dalle autorità italiane, impegnate con determinazione, al personale diplomatico e a quanti hanno collaborato per giungere a questo risultato. A Cecilia Sala va il nostro abbraccio, con l’augurio che possa presto ritrovare serenità accanto ai suoi cari“: così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
“Cecilia Sala liberata, è in viaggio per l’Italia, bentornata“, scrive il vicepremier in un messaggio sui social. “Abbiamo il cuore e il morale alle stelle“, dice all’Adnkronos Carlo Nordio, ministro della Giustizia.
Applausi bipartisan in Aula Senato e Camera per liberazione Sala – Un lungo applauso bipartisan ha accolto nell’Aula del Senato la notizia della liberazione di Cecilia Sala in Iran. “Con grande gioia annuncio che la giornalista Cecilia Sala è stata liberata ed è in viaggio verso l’Italia“, ha detto la presidente di turno, Mariolina Castellone. Per il governo è intervenuta la sottosegretaria agli Esteri, Maria Tripodi “Grazie alla nostra diplomazia, alla nostra intelligence e alla leadership esercitata dalla nostra presidente del Consiglio“, ha detto l’esponente dell’esecutivo.
Compagno di Cecilia Sala: “Gran lavoro italiano” – “Cecilia è libera. Un gran lavoro italiano. Grazie a tutti“. Lo scrive su Instragram Daniele Raineri, giornalista e compagno di Cecilia Sala, postando il video del goal di Fabio Grosso ai mondiali 2006 Italia-Germania.
Mercoledì 08 gennaio 2025
Cecilia Sala è libera, il padre: “Orgoglioso di lei, dal governo un lavoro eccezionale”
La giornalista arrestata a dicembre in Iran è stata rilasciata. Palazzo Chigi: “La premier Meloni ha informato personalmente i genitori”
Finito l’incubo per Cecilia Sala. La giornalista arrestata a dicembre in Iran è stata rilasciata e sta tornando in Italia oggi 8 gennaio a bordo di un aereo dell’Aeronautica militare. Lo rende noto Palazzo Chigi.
È in volo l'aereo che riporta a casa Cecilia Sala da Teheran. Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia. Ho informato personalmente i genitori della giornalista…
Cecilia Sala era stata arrestata lo scorso 19 dicembre per “violazione delle leggi della Repubblica Islamica“. Questa la formula usata dal ministero degli Esteri iraniano. “Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia“, fanno sapere da Palazzo Chigi.
L’arresto di Cecilia Sala e i giorni in cella – Dopo l’arresto, la giornalista è stata portata nel carcere di Evin. Una detenzione andata avanti in durissime condizioni: ha telefonato alla sua famiglia il 1° gennaio e ha detto di dormire sul pavimento della cella con solamente due coperte. All’interno non c’era nemmeno una brandina e le luci erano sempre accese. Ha raccontato di essere stata privata dei suoi occhiali da vista. Sala si trovava in un regime di isolamento completo e da quanto è emerso non avrebbe ricevuto il pacco consegnato dall’ambasciata alle autorità del carcere iraniano, che conteneva alcuni articoli per l’igiene, quattro libri, sigarette, un panettone e una mascherina per coprire gli occhi. Dal giorno dell’arresto si è messa in moto la macchina diplomatica per il suo rilascio. Trattative difficili e nell’ambito delle quali era stato chiesto il silenzio stampa.
Il caso di Cecilia Sala si era intrecciato con quello dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, arrestato tre giorni prima della giornalista all’aeroporto di Malpensa, su mandato americano e che gli Stati Uniti chiedono all’Italia di estradare. Per il tecnico 38enne, il prossimo 15 gennaio, è stata fissata l’udienza davanti alla Corte d’Appello di Milano per discutere la richiesta dei domiciliari avanzata dalla difesa e su cui la Procura generale ha dato parere negativo ritenendo che non vi siano le garanzie per contrastare il pericolo di fuga. Dal canto suo l’Iran ha sempre smentito un collegamento tra le due vicende, respingendo l’ipotesi di una “ritorsione“. Meloni aveva affrontato il caso Sala anche nel faccia a faccia avuto con Donald Trump.
Scarcerata Cecilia Sala, Palazzo Chigi:“Intenso lavoro diplomazia e intelligence” – La notizia della scarcerazione di Cecilia Sala è stata data da Palazzo Chigi con una nota. Nessun dettaglio, al momento su come si sia arrivati alla liberazione e su cosa accadrà adesso.
Questa la nota integrale: “È decollato pochi minuti fa, da Teheran, l’aereo che riporta a casa la giornalista Cecilia Sala. Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile il ritorno di Cecilia, permettendole di riabbracciare i suoi familiari e colleghi. Il Presidente ha informato personalmente i genitori della giornalista nel corso di una telefonata avvenuta pochi minuti fa“.
“Diplomazia e lavoro di squadra: Cecilia Sala sta tornando a casa!“, scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il padre di Cecilia Sala: “Orgoglioso di lei, lavoro eccezionale del governo” – “Sono orgoglioso di lei“, ha detto Renato Sala all’Ansa parlando della figlia. “Ho pianto soltanto tre volte nella mia vita. Credo che il governo del nostro Paese abbia fatto un lavoro eccezionale. Se mi sente la voce rotta, non vedevo l’orizzonte, è stato un lavoro di coordinamento straordinario. Confidavo nella forza di Cecilia“, ha aggiunto.
“Cecilia è libera. Un gran lavoro italiano. Grazie a tutti“, ha scritto su Instagram Daniele Raineri, giornalista e compagno di Cecilia Sala, in viaggia verso l’Italia, postando il video del goal di Fabio Grosso ai mondiali 2006 Italia-Germania.
Si è sviluppato vicino a un ricco quartiere residenziale ai piedi di una zona boschiva e si è esteso molto rapidamente per via del vento: migliaia di persone sono state evacuate
A Los Angeles, in California, si è sviluppato un grosso incendio che si è esteso molto rapidamente nel giro di poche ore, e per cui sono evacuate migliaia di persone in varie zone residenziali: al momento non ci sono notizie di persone morte.
L’incendio è divampato nella mattinata di martedì (ora locale) a Pacific Palisades, un ricco quartiere residenziale nella parte settentrionale della città, tra le montagne di Santa Monica e la zona costiera.
È iniziato vicino al Topanga State Park, una zona boschiva vicina alle montagne, e si è diffuso in maniera estramamente rapida per via dei venti molto forti in quel punto, che hanno raggiunto i 160 chilometri orari, combinati con un livello di umidità molto basso.
Si sono formati ingorghi di traffico per via delle molte persone che stanno cercando di lasciare quell’area ed è stata interrotta la corrente a migliaia di persone e in diverse contee, per limitare ulteriori estensioni dell’incendio. Sul posto ci sono centinaia di vigili del fuoco che cercano di riprendere il controllo della situazione.
Giornalista Napoletano Allontanato Da Steward In Diretta Dopo Fiorentina-Napoli: Il Racconto Dei Fatti
Al Franchi di Firenze, il giornalista napoletano Manuel Parlato è stato protagonista di un episodio controverso durante la partita tra Fiorentina e Napoli. Mentre si svolgeva l’incontro, che ha visto il Napoli prevalere con un netto 3-0 grazie ai gol di Neres, Lukaku e McTominay, il suo accredito è stato strappato da uno steward, costringendolo ad allontanarsi dall’area circostante lo stadio.
L’incidente che ha colpito Parlato – Il gesto di strappare l’accredito al giornalista ha suscitato sorpresa e indignazione. Secondo quanto riportato, il capo degli steward avrebbe tentato di impedire a Parlato di proseguire il suo lavoro, un’azione che è stata definita “inconcepibile” nel contesto di una normale copertura sportiva.
La reazione del giornalista – In diretta televisiva sull’emittente napoletana Canale 21, il giornalista ha commentato l’accaduto, visibilmente frustrato. Le riprese hanno mostrato Parlato in conversazione animata con il capo degli steward, mentre si rifiutava di lasciare l’anti-stadio. Ha anche evidenziato che alcuni tifosi del Napoli erano stati espulsi dallo stadio dopo il primo gol di Neres, aggiungendo ulteriore rilevanza all’incidente.
SERIE A – Nelle zone adiacenti allo stadio Olimpico, nel corso delle operazioni di bonifica, le forze dell’ordine hanno fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras giallorossi e biancocelesti. Un 20enne tifoso laziale è stato denunciato e sottoposto a Daspo: era in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere.
Sale la tensione in vista del derby Roma-Lazio, che torna a disputarsi di sera a distanza di 6 anni dall’ultima volta. Le zone adiacenti allo stadio Olimpico sono di fatto blindate della forze dell’ordine che, nel corso delle operazioni di bonifica effettuate qualche ora prima del calcio d’inizio (previsto per le ore 20:45) hanno sequestrato una serie di oggetti atti a offendere come coltelli, spranghe, bombe carta, lance, mazze di legno e mazze da baseball, e persino aste di plastica dotate di punte di metallo. Diversi i anche i coltellitrovati all’interno di alcune aiuole, in particolare nell’area nord dello stadio.
Durante le fasi di accesso della tifoseria laziale all’interno dell’Olimpico per l’allestimento della coreografia in curva Nord, un 20enne sostenitore della Lazio – come riferisce l’Ansa – è stato trovato in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere. È stato denunciato e sottoposto a Daspo. Le forze dell’ordine hanno inoltre fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras di Roma e Lazio.
Lazio, Fiorentina, Atalanta e Bologna presentano bilanci economico-finanziari più che virtuosi. Male i club inglesi e il Barça, il Psg inverte la rotta
A 14 anni dall’introduzione del Fair Play Finanziario europeo per le società che partecipano alle competizioni internazionali, è iniziata la quarta fase del piano normativo economico-finanziario e tra febbraio e maggio l’Uefa dovrebbe recapitare le sanzioni ai club inadempienti. Salvo clamorose sorprese, non dovrebbero esserci ripercussioni per le squadre italiane, anche se la situazione della Roma desta qualche preoccupazione. Ma andiamo per ordine e proviamo a fare un po’ il punto.
Dopo l’esclusione dalle coppe di Milan e Juve nel recente passato e il rigido controllo del settlement agreement per Roma e Inter(con i giallorossi ancora in difficoltà, ma con paletti meno stringenti), a carattere generale nella nuova fase del FPF si registra un miglioramento generale della situazione dei club italiani. Grazie a conti in ordine, spese nei limiti e maggiori introiti legati alla partecipazione alle coppe, Lazio, Fiorentina, Atalanta eBologna presentano bilanci economico-finanziari più che virtuosi. Discorso simile per il Napoli, perfettamente in linea con le regole nonostante l’assenza dall’Europa in questa stagione.
Bene, per quanto riguarda i numeri del Fair Play Finanziario, anche il Milan di RedBird. Come fatto sotto la gestione Elliott, i rossoneri continuano infatti a rispettare i paletti del settlement agreemente presto, grazie al taglio dei costi e all’aumento dei ricavi, potrebbero liberarsi definitivamente anche dagli ultimi vincoli.
Conti in ordine anche per l’Inter. Grazie agli ultimi risultati ottenuti in Europa e Italia e alla gestione più solida e lungimirante del fondo americano Oaktree, il club nerazzurro è considerato ormai dall’Uefa una società sana sotto il profilo economico-finanziario. Una realtà in grado di dare garanzie decisamente maggiori rispetto all’era Zhang.
Capitolo Juve. In difficoltà dopo le sanzioni Uefa e l’esclusione dalle coppe, grazie al sostegno della proprietà Exor, i bianconeri hanno invertito la rotta e intrapreso un percorso virtuoso per tagliare i costi, migliorare i conti e attenuare eventuali sanzioni. L’obiettivo fissato per il 2025 è il pareggio di bilancio, ma con un deficit attuale di 199 milioni il traguardo non sarà semplice da centrare e alla resa dei conti potrebbe profilarsi la necessità di un nuovo settlement.
Discorso diverso invece per la Roma. Tra i club italiani, i giallorossi sono quelli messi peggio per quanto riguarda il Fair Play Finanziario. Nell’ultimo anno i Friedkin hanno registrato oltre 600 milioni di debito e 81 di deficit. Ma non è tutto qui. Al momento, infatti, i giallorossi non riuscirebbero a rispettare i parametri intermedi del settlement e se ai controlli del prossimo anno i deficit dovesse essere superiore ai 40 milioni, l’esclusione dalle coppe per la stagione 2026/2027 sarebbe inevitabile.
Infine qualche considerazione sulla situazione negli altri Paesi. Per quanto riguarda la Germania, i club della Bundesliga non presentano alcuna criticità economico-finanziaria e confermano garanzia di stabilità e rispetto delle regole. Stessa situazione anche per il Real Madrid, primo club a raggiungere il miliardo di ricavi e a cui in Spagna fa un po’ da contraltare invece il Barcellona, alle prese con una continua lotta per tenere i conti in ordine con leve finanziarie creative. Dopo l’era del trio delle meraviglie Mbappé-Neymar-Messi, in Francia il Psg ha invertito la rotta per quanto riguarda le spese e il Fair Play finanziario, ma il Lione rischia la retrocessione a causa dei debiti. Per quanto riguarda la Premier, il Chelsea dovrà fare i miracoli per allinearsi ai confini del nuovo FPF dopo le spese folli dei primi anni della nuova proprietà, mentre Aston Villae Manchester United dovranno prestare grande attenzione alla situazione dei bilanci se non dovessero arrivare risultati importanti in tempi brevi. Infine capitolo Manchester City. Alle prese con il procedimento della Premier League e le oltre 130 presunte violazioni del regolamento economico-finanziario, i Citizens dovranno fare i conti con la commissione indipendente in Inghilterra e poi con l’Uefa.
Neve all’aeroporto Stanted di Londra – archivio gettyimages
Ondata di gelo e neve in parte del Regno Unito: disagi nel traffico aereo e sulle strade, stop nell’aeroporto John Lennon di Liverpool e quello di Manchester, chiuse le piste
Prima neve a Londra (Afp)
Forti nevicate in parte del Regno Unito stanno creando disagi nel traffico aereo e su strada.L’aeroporto di Manchester e l’aeroporto John Lennon di Liverpool hanno temporaneamente chiuso le piste a causa delle condizioni meteo.
A Manchestersi sta lavorando duramente per liberare le piste “il piu’ rapidamente possibile“. “La sicurezza dei nostri passeggeri e’ la nostra massima priorita‘ e apprezziamo la vostra pazienza in questo momento“, ha comunicato l’aeroporto invitando i passeggeri a “verificare con la propria compagnia aerea le ultime informazioni sui voli e di considerare tempi di percorrenza piu’ lunghi oggi“.
L‘aeroporto John Lennon di Liverpool resta aperto nonostante la chiusura della pista che si sta provvedendo a pulire, anche qui, in tempi i piu’ rapidi possibili.
La notizia arriva dopo che l’aeroporto di Birmingham aveva gia’ sospeso le operazioni di volo per diverse ore durante la notte “per motivi di sicurezza e di sgombero della neve“. L’aeroporto di Bristol, invece, ha riaperto intorno alle 23:00 di ieri, dopo una precedente chiusura, ma domenica mattina sono stati segnalati ancora ritardi. Gli aeroporti di Birmingham e Bristol, nonche’ l’aeroporto internazionale di Belfast, invitano i passeggeri a informarsi presso la propria compagnia aerea.
Allerta ghiaccio e neve – L’allerta per neve e pioggia ghiacciata interessa gran parte del Galles e dell’Inghilterra centrale, comprese le Midlands e le citta’ nord-occidentali di Liverpool e Manchester, fino a mezzogiorno di oggi. Un’allerta distinta per neve e’ invece stata emessa per l’Inghilterra settentrionale, comprese Leeds, Sheffield e il Lake District fino a mezzanotte di oggi.
Terremoto alla Regione, ipotesi scioglimento del Consiglio regionale col ritorno al voto
Terremoto alla Regione Sardegna: per la presidente Alessandra Todde si profila la decadenza. L’analisi delle spese per la campagna elettorale avrebbero fatto emergere delle irregolarità nella rendicontazione delle spese elettorali. Le verifiche effettuate dal Collegio regionale di garanzia elettorale, che ha sede nella Corte d’Appello di Cagliari, hanno portato alla dichiarazione di decadenza dalla carica di consigliera regionale.
“Impugnerò nelle sedi opportune, totale fiducia in magistratura – commenta l’esponente M5S -. Continua il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo“.
A cascata questa decisione avrebbe ripercussioni sull’incarico da presidente della Regione e si arriverebbe allo scioglimento del Consiglio regionale col ritorno al voto. Dalla Corte d’Appello oggi è partita un’ingiunzione al Consiglio regionale a cui spetta decidere sulla decadenza. “La notifica della corte d’appello è un atto amministrativo che impugnerò nelle sedi opportune – annuncia Alessandra Todde -. Ho piena fiducia nella magistratura e non essendo un provvedimento definitivo continuerò serenamente a fare il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo“.
Le reazioni – Il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci commenta la richiesta di decadenza dal Consiglio regionale della Sardegna arrivata per la presidente Alessandra Todde. “Non conosco ancora nel dettaglio la decisione, quindi è presto per formulare giudizi“, dice all’Adnkronos il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci, ex governatore della Sardegna. “Sembrerebbero però inadempienze molto gravi nella rendicontazione. Se così fosse, si tratterebbe di dilettanti allo sbaraglio e questa di per sé non sarebbe una novità“, aggiunge.
Il rogo alle 6.30 di venerdì mattina in un capannone di un’azienda edile in viale Sarca
Incendio venerdì mattina in viale Sarca a Milano. L’allarme è scattato pochi attimi prima delle 6.30, quando un rogo è divampato nel magazzino di un’azienda edile che si trova al civico 366, a poche decine di metri dal confine con Sesto San Giovanni.
Sul posto sono immediatamente intervenute otto squadre di vigili del fuoco, ora al lavoro per domare le fiamme. Nel capannone andato a fuoco, stando alle prime informazioni, ci sarebbero materiali e macchinari edili, ma anche bombole di gas e solventi. La struttura, grande circa 2mila metri quadrati, è piena di fumo, il che rende più complicate le operazioni dei pompieri.
Al momento non si registrano feriti, ma è presente anche un equipaggio del 118 a scopo precauzionale. A dare l’allarme è stato un dipendente della ditta, che arrivando al lavoro ha visto il magazzino in fiamme.
Incendio in un centro commerciale in Corea del Sud, intervengono i pompieri
Si tratta di in un edificio commerciale e residenziale nella città sudcoreana di Seongnam, a sud di Seul
Centinaia di persone sono state salvate o evacuate dopo che un incendio è scoppiato in un grande edificio commerciale nella città sudcoreana di Seongnam. Più di 260 vigili del fuoco e 80 veicoli sono stati inviati sul luogo dell’incendio, che è stato spento circa un’ora e mezza dopo la prima segnalazione intorno alle 16.30 (le 8.30 in Italia).
I soccorritori hanno finora tratto in salvo 240 persone, mentre altre 70 sono riuscite a uscire dall’edificio di otto piani senza aiuto. Circa 28 persone hanno riportato ferite leggere, tra cui alcune rimaste intossicate dal fumo. I soccorritori hanno perlustrato il sito e hanno accertato che non ci sono state vittime.
A Milano sono state registrate concentrazioni di smog pari a quasi tre volte il limite consentito. Scatta il nuovo giro di vite delle misure antismog
Continua a inspessirsi la cappa di smog che sta sovrastando Milano. Nella giornata di Capodanno le centraline dell’Arpa hanno registrato alte concentrazioni di polveri sottili: la media di Pm10 calcolata all’ombra della Madonnina è stata di 149.28 µg/m³, quasi tre volte oltre la soglia. Proprio per questo a partire da venerdì 3 gennaio scatteranno le misure antismog di secondo livello.
La presenza di polveri sottili, comunque, non è uniforme e varia in base alle zone della città: 195 in viale Marche, 169 µg/m³ in via Senato, 143 al Verziere. Questa, invece, la situazione fotografata all’esterno della città: a Limito di Pioltello sono stati registrati 233 µg/m³, 145 a Cassano d’Adda, mentre a Turbigo le centraline hanno rilevato 59 microgrammi per metro cubo, 101 a Magenta. Valori decisamente sopra la norma, il doppio rispetto alla giornata di San Silvestro quando tra Milano e hinterland la media delle concentrazioni di Pm10 era stata di 72.6 µg/m³. Un deciso balzo in alto frutto(anche) dei festeggiamenti per il capodanno. A Milano, infatti, non c’era nessun divieto per petardi e fuochi d’artificio: il regolamento sulla qualità dell’aria (che prevedeva il divieto) è stato modificato dopo una sentenza del Tar della Lombardia.
A Milano le concentrazioni di Pm10 sono oltre la soglia da Santo Stefano: Natale, infatti, è stato l’ultimo giorno con le polveri sottili sotto quota 50 nanogrammi per metro cubo.
Blocco del traffico: chi non può circolare – Rispetto ai soliti divieti previsti da Area B a Milano, le sostanziali differenze sono che le limitazioni restano in vigore anche nel weekend e che escludono le macchine con Move-In dalle deroghe. Non solo, scatta anche l’obbligo di spegnere il motore quando l’auto è in sosta.
La stretta riguarda anche il riscaldamento domestico (limitazione all’uso di generatori a biomassa legnosa di classe inferiore alle 2 stelle compresa, riduzione di 1 grado delle temperature nelle abitazioni). Stretta anche per l’agricoltura (divieto di spandimento liquami zootecnici) e divieto assoluto di combustioni all’aperto (accensione di fuochi, falò, barbecue). Inoltre non si potranno utilizzare “generatori a legna per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) di classe emissiva fino a quattro stelle compresa”. Tradotto: stop a caminetti e stufe a legna di vecchia concezione.
Le regole antismog sono attive in tutti i comuni sopra ai 30mila abitanti e in quelli che volontariamente hanno firmato il protocollo. È il sito della regione a fornire l’elenco completo delle città: Milano, Paderno Dugnano, Rozzano, Cernusco sul Naviglio, Pioltello, Cologno Monzese, Bollate, Cinisello Balsamo, Corsico, Legnano, San Donato Milanese, Rho, Segrate, Sesto S. Giovanni, San Giuliano Milanese, Abbiategrasso.
Vodafone Italia passa ufficialmente nelle mani di Swisscom: la chiusura dell’operazione annunciata a marzo dello scorso anno ed avvenuta formalmente il 31 dicembre è il punto di partenza per l’integrazione delle attività e dei servizi di Vodafone e Fastweb “per la creazione di un operatore convergente leader in Italia“. Fastweb, Vodafone e ho. continueranno ad essere utilizzati come brand a livello commerciale.
Fastweb + Vodafone si appresta a diventare il primo operatore infrastrutturato in Italia, con
20 milioni di linee mobili
5,6 milioni di linee fisse
20.000 siti radiomobili
rete fissa proprietaria di 74.000km
copertura di tutto il Paese (il 50% in FTTH)
Fastweb + Vodafone è il brand con cui viene identificata l’integrazione tra le due società che saranno gestite da un unico Executive Committee. Il sito aziendale (già online) èfastwebvodafone.it
L’integrazione consentirà di perseguire economie di scala e di ottimizzare i costi, fornendo alla nuova entità una capacità finanziaria adeguata per “continuare ad investire in infrastrutture ed innovazione, a beneficio del mercato, dei consumatori e delle imprese in Italia“. Per i consumatori in particolare ciò significherà accedere al meglio di ciò che i due attuali operatori offrono nella connettività fissa (Fastweb) e mobile (Vodafone) tramite servizi convergenti a prezzi competitivi per famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione.
I COMMENTI DI FASTWEB E VODAFONE – Con il closing ufficiale si completa la più importante operazione di consolidamento degli ultimi anni sul mercato delle telecomunicazioni in Italia. Già a partire dai prossimi giorni lavoreremo per avviare il processo di integrazione tra le due società, liberarne rapidamente il potenziale e offrire ai clienti in tutti i segmenti di mercato servizi ancora più innovativi e dalle prestazioni elevate. Fastweb + Vodafone sarà un’azienda basata su una cultura improntata all’inclusione e trasparenza, al cui centro ci saranno le persone, la loro esperienza e competenza – Walter Renna, CEO di Fastweb + Vodafone
Sono molto soddisfatto della concretizzazione del closing perché rafforza l’intero Gruppo Swisscom. Il miglior posizionamento in Italia genererà valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder facendo aumentare i flussi di cassa e i dividendi in futuro– Christoph Aeschlimann, CEO di Swisscom
Da giocatore conta oltre 200 presenze nel Toro, da allenatore ha guidato Pisa, Perugia e Fiorentina
Il mondo del calcio piange Aldo Agroppi. L’ex allenatore, tra le altre, di Fiorentina, Pisa e Perugia si è spento all’età di 80 anni nella sua Piombino. Da calciatore ha legato il suo nome soprattutto al Torino, con cui ha giocato tra il 1967 e il 1975 collezionando più di 200 presenze e guadagnandosi anche la maglia azzurra, indossata in 5 occasioni. Quindi la carriera da allenatore, sulle panchine di Pisa, Perugia, Padova, Fiorentina, Ascoli e Como: nel 1993 il ritorno ai viola, ultima esperienza in panchina prima di intraprendere la carriera da commentatore televisivo. Agroppi era ricoverato all’ospedale di Piombino a causa di una polmonite.
Dati in aumento rispetto al 2024, cosa dice il Dipartimento della Pubblica sicurezza
Nessun morto ma tanti feriti nella notte di Capodanno 2025. Questo quanto emerge dai dati elaborati dal Dipartimento della Pubblica sicurezza. Il dato complessivo relativo ai feriti, che si è assestato a 309 (di cui 69 ricoverati), evidenzia un incremento rispetto al precedente anno(274 feriti e 49 ricoveri). Questo fine anno si sono registrati 12 ferimenti da colpi d’arma da fuoco, in linea rispetto ai dati del 2024 (12).
In relazione alla gravità delle lesioni riportate, il Dipartimento registra una diminuzione nel numero di feriti con prognosi inferiore o uguale a 40 giorni (221 a confronto dei 242 dello scorso anno). Per quanto riguarda i feriti gravi, con prognosi superiore a 40 giorni, si registra un aumento rispetto allo scorso anno (34 a fronte dei 27 del 2024).
In aumento anche i minori feriti: quest’anno sono stati 90 a fronte dei 64 dello scorso anno.
E sono in aumento, rispetto all’anno precedente, anche i dati relativi agli arresti e alle denunce riferiti al mese di dicembre del 2024. A dicembre 2024 gli arrestati sono stati 88, a fronte dei 50 del 2023, mentre le persone denunciate sono state 386 a fronte delle 304 dell’anno precedente.
Quanto ai materiali sequestrati si tratta di: 21 strumenti lanciarazzi (473 lo scorso anno); 43 armi comuni da sparo (7 lo scorso anno); 6.332 munizioni (23 lo scorso anno); 1.214 kg di polvere da sparo (836 lo scorso anno); 64.416 kg di manufatti appartenenti alla IV e V categoria Tulps (12.490 lo scorso anno); 52.489 kg di manufatti recanti la marcatura “Ce” (41.775 lo scorso anno); 31.247 kg di prodotti comunque non riconosciuti e cioè non ricompresi nelle categorie Tulps o “Ce” perché illegali,non correttamente etichettati, non conformi alle norme Ce, non rispondenti ai decreti di riconoscimento e classificazione, abusivi e/o altro (3.475 lo scorso anno); 612.537 di parti di articoli pirotecnici di varia natura (162.678 lo scorso anno); 7 detonatori (186 lo scorso anno); 2.183 capsule innescanti (3.521 lo scorso anno).
La denuncia dell’ex centrocampista del Genoa, che su Instagram ha pubblica un video in cui si vedono gli agenti che a Fiumicino lo trascinano di forza giù dal volo diretto a Tel Aviv
Trascinato giù dall’aereo con una presa al collo, spintonato in terra ammanettato e picchiato dagli agenti. È la denuncia pubblica del calciatore belga Stephane Omeonga in forze alla squadra di Serie B israeliana Bnei Sakhnin.
Il centrocampista, ex Avellino (2016-2017), Genoa (2017-2019) e Pescara (2020-2021), il giorno di Natale era salito su un volo di linea diretto da Bruxelles a Tel Aviv, con scalo a Roma, ma era stato inserito sulla black list di Israele e una volta arrivato a Fiumicino è stato fatto scendere: “Ho provato a spiegare che ero un calciatore, un cittadino belga – premette l’atleta – ma gli agenti non si sono fermati e mi hanno trascinato giù dal volo, picchiandomi”.
Secondo quanto apprende Repubblica il giorno di Natale la polizia di frontiera è intervenuta sul volo BZ 131 della compagnia Blue Bird Airways Bruxelles-Tel Aviv, che aveva fatto scalo all’aeroporto di Fiumicino per caricare altri passeggeri diretti in Israele. Gli agenti sono saliti a bordo sollecitati dal responsabile della compagnia aerea e dal comandante del volo: il centrocampista si sarebbe rifiutato di scendere dall’aereo per circa 20 minuti. Dopo l’intervento degli agenti Omeonga è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Eppure la versione del calciatore è diversa. Una volta scesi dall’aereo, denuncia Omeonga in un post su Instagram, “lontano dagli occhi di eventuali testimoni, la polizia mi ha buttato a terra e mi ha picchiato: uno dei poliziotti ha anche premuto il ginocchio contro la mia testa».
Dopodiché, racconta, “sono stato portato su una macchina della polizia e ammanettato come un criminale“. Quando è arrivata l’ambulanza “ero sotto choc – riprende – e non sono riuscito a rispondere alle domande dei sanitari. Dalla radio dell’auto della polizia ho sentito dire che andava tutto bene e che avevo rifiutato le cure mediche. Ma ciò è falso, ho chiesto loro di portarmi con loro in ambulanza. Ma sono stato messo in una stanza grigia senza né cibo né acqua e sono stato messo in uno stato di totale umiliazione per diverse ore”.
Il calciatore è stato poi rilasciato. Successivamente, prosegue, “ho saputo che un agente aveva presentato una denuncia contro di me per lesioni che gli avrei causato durante l’arresto, ma ero ammanettato. Finora non ho ricevuto alcuna spiegazione”.
Di qui la denuncia pubblica tramite i social.
Il post è corredato da un video girato da un passeggero del volo Roma- Tel Aviv. Il filmato mostra gli agenti salire a bordo, avventarsi sul centrocampista e trascinarlo via di forza.
“Come essere umano e come padre – insiste Omeonga – non tollero nessuna forma di discriminazione. Dobbiamo rimanere uniti e alzare la voce per educare coloro che ci circondano“, rimarcando come, secondo lui, l’intervento avrebbe avuto un che di razzista.
Terrore negli Stati Uniti a New Orleans, in una zona affollata di turisti durante le celebrazioni di Capodanno. Un primo bilancio parla di 30 persone ferite e almeno 10 morti. Il killer è stato ucciso mentre l’Fbi conferma l’attacco terroristico
Un camion bianco ha falciato la folla a New Orleans durante le celebrazioni di Capodanno. Quello che sembra un attentato è avvenuto in una zona affollata di turisti. L’emittente statunitense Cbs parla di “numerose vittime” e spiega che, dopo aver sfondato una barricata ed essersi lanciato ad alta velocità contro la folla, l’autista è sceso dal mezzo e ha cominciato a sparare, per poi restare a sua volta ucciso dagli agenti intervenuti.
Le prime immagini
L’Fbi: “Trovato un ordigno” – La polizia ha parlato di “atto di terrorismo” e l’Fbi ha confermato questa versione, spiegando inoltre di aver trovato un ordigno rudimentale vicino al punto del massacro. Sono in corso accertamenti e perquisizioni in tutta la zona e sul veicolo da parte di polizia e agenti dell’Fbi. Un primo bilancio ufficiale parla di 30 persone ferite e almeno 10 morti. Secondo quanto riferito dal capo del dipartimento di polizia di New Orleans, Anne Kirkpatrick, sembra che la maggior parte delle persone coinvolte siano residenti locali e non turisti.
I fatti sono avvenuti nel famoso quartiere francese, all’incrocio tra Bourbon Street e Iberville Street intorno alle 3:15 del mattino. La città si stava anche preparando ad ospitare il Sugar Bowl mercoledì sera, l’annuale partita di football universitario richiama fan da tutto il paese.
Il governatore della Lousiana parla di un terribile atto di violenza. Secondo quanto riferito dalle autorità durante una conferenza stampa, l’uomo procedeva ad alta velocità ed era “intenzionato a causare una carneficina“. L’attentatore ha anche sparato sulla polizia e ha ferito due agenti.
Trump punta il dito contro l’immigrazione illegale – Informato della strage Joe Biden, che ha chiamato la sindaca di New Orleans assicurando “pieno sostegno“. “Non esiste alcuna giustificazione per la violenza di alcun tipo e non tollereremo alcun attacco contro nessuna delle comunità del nostro Paese“, ha dichiarato il presidente uscente.
Donald Trump è intervenuto associando l’attacco all’immigrazione illegale, sebbene non ci sia al momento alcun elemento a supporto di tale ipotesi. “Quando ho detto che i criminali che arrivano sono molto peggiori di quelli che abbiamo nel nostro Paese questa affermazione è stata costantemente smentita dai Democratici e dai Fake News Media, ma si è rivelata vera“, ha scritto in un post su Truth. “Il tasso di criminalità nel nostro Paese è a livelli che nessuno ha mai visto prima. I nostri cuori sono con tutte le vittime innocenti e i loro cari, compresi i coraggiosi dirigenti del dipartimento di polizia di New Orleans”.
A horrific act of violence took place on Bourbon Street earlier this morning.
Please join Sharon and I in praying for all the victims and first responders on scene.
“Solita” notte di super lavoro per le forze dell’ordine. Alcuni ragazzi aggrediti col coltello. Risse diffuse: decine di giovanissimi al pronto soccorso. Le zone rosse non sembrano aver funzionato granché. Ma, per fortuna, non si segnalano casi critici
Nonostante l’istituzione delle “zone rosse“, è stata una notte di super lavoro per le forze dell’ordine a Milano e nell’hinterland. Anche se, per fortuna, senza casi critici.
Quattro feriti per i petardi – In piazza Duomo, dove tradizionalmente si radunano per i festeggiamenti migliaia di persone (oltre 20mila secondo le prime stime) ma dove non c’era nessun concertone, tutto si è svolto “ufficialmente” senza problemi e già verso l’1 stavano entrando in azione i mezzi dell’Amsa per ripulire. Quattro persone hanno fatto ricorso alle cure del posto medico avanzato per ferite superficiali da petardi. Come ogni anno, però, nonostante i divieti stringenti, la città si è trasformata in una “santabarbara“, con botti ovunque. “Bottiglie di vetro, petardi, gente che urlava, risse, in piazza Duomo ho visto di tutto, non mi sembra le zone rosse abbiano funzionato particolarmente“, scrive un lettore a MilanoToday.
Intossicazioni da alcol – Nella notte ci sono state una trentina di intossicazioni etiliche, che hanno coinvolto sia giovanissimi (ragazze e ragazze 20enni) sia persone più anziane. I casi più gravi sono stati soccorsi in codice giallo e portati al Sacco, al Fatebenefratelli e al San Raffaele.
I vigili del fuoco hanno operato una trentina di interventi per incendi su balconi (ad esempio in via Bassini), cassonetti e tetti, ma senza feriti. Il 118 non registra trasporti gravi. In via Zamagna, nel cuore della cosiddetta ‘casbah‘ di San Siro, le forze dell’ordine sono state fatte oggetto di lanci di bottiglie e petardi, mentre alcuni esagitati hanno accatastato masserizie incendiandole. I fatti sono in corso di accertamento da parte della Digos, che sta visionando le telecamere della zona.
Un incendio in via Bassini
Risse e aggressioni – Un paio di aggressioni con coltello tra giovanissimi hanno provocato due feriti per fortuna non gravi. Alle 3.40 un 29enne è stato portato al San Paolo dopo essere stato aggredito in via Mantegani (zona Stadera): le sue condizioni, inizialmente critiche, ora non destano preoccupazione. In via Garibaldi un 18enne e un 19enne sono venuti alle mani e sono stati trasportati al Sacco. Un’altra rissa ha coinvolto un 27enne e un 28enne in viale Gorizia, entrambi sono finiti in ospedale con ferite lievi. In via Apelle (Gorla) discussione che finisce alle mani tra una minorenne di 17 anni, una 24enne e un 27enne: il 118 ha medicato le contusioni in codice verde al San Raffaele. Una 27enne, poi, è stata aggredita in viale Crispi (zona Garibaldi) per cause da accertare e medicata al Fatebenefratelli.
Ambulanza pompieri incidente notte mezzi polizia vigili del fuoco
In tutta Italia aumentano gli interventi di soccorso
Due persone sono state ferite da colpi di proiettile a Napoli durante i festeggiamenti di Capodanno: si tratta di una ragazza di 23 anni, curata in ospedale dopo essere stata colpita di striscio al braccio destro da un proiettile vagante e già dimessa. Più gravi le condizioni di un turista arabo di 28 anni raggiunto da un proiettile alla spalla sinistra mentre era in strada con altri amici in zona San Carlo Arena: si trova ancora ricoverato per la perforazione di un polmone e la frattura di una costola. Sempre nel Napoletano un proiettile ha entrato dalla finestra in un appartamento, bucando persiana e vetri, aGiugliano.
Complessivamente nel capoluogo campano sono 36 le persone rimaste ferite dall’esplosione di artifizi pirotecnici, tra cui 8 minorenni feriti e un bimbo di appena due anni che ha riportato ustioni al torace e al braccio sinistro. Sempre nel Napoletano c’è chi ha approfittato del frastuono dei petardi per tentare un furto, poi fallito per l’intervento del proprietario dell’azienda.
Ad Anconaun petardo è scoppiato sul volto di un cameriere che era uscito da un ristorante per fare gli auguri ai clienti poco dopo la mezzanotte. Il 43enne ha avuto una guancia squarciata fino ai denti. È stato soccorso dal 118 e da una ambulanza della Croce Rossa. Non è chiaro chi abbia lanciato involontariamente contro il cameriere il petardo, un magnum a fontana, e da quale parte provenisse.
Anche a Barialcuni colpi di pistola esplosi nella notte di Capodanno hanno ferito un ragazzo.
Nel Bresciano un uomo di 46 anni ha perso la mano per l’esplosione di un petardo particolarmente potente: secondo una prima ricostruzione il 46enne era in compagnia di alcuni amici a Sarezzo e stavano facendo scoppiare petardi e botti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Sempre nel Bresciano un uomo di 42 anni è stato ucciso nella notte di Capodanno aProvaglio d’Iseo, in provincia di Brescia, con una coltellata al petto.
Nel Perugino una donna di 55 anni, Monia Massoli, è morta nel tardo pomeriggio di martedì 31 dicembre lungo la strada provinciale 375, alle porte di Marsciano, dopo essere stata investita da un automobilista 33enne mentre in sella alla sua bici stava andando al lavoro in un ristorante della zona.
Il fatto più grave registrato fino ad ora è successo a Villa Verucchio, nel Riminese dove un uomo ha accoltellato alcune persone in strada prima di essere ucciso dai Carabinieri.
In tutta Italia sono stati 882 stanotte gli interventi dei vigili del fuoco per incendi riconducibili ai festeggiamenti di Capodanno, 179 in più rispetto allo scorso anno. Il numero maggiore di interventi in Lombardia (142). Nel casertano si sono registrati molti incendi di auto, balconi e terrazzi a causa dello scoppio dei botti.
Gli altri interventi sono stati in Emilia Romagna 109, Veneto e Trentino Alto Adige 103, Campania 99,Lazio 70, Toscana 70, Piemonte 65, Liguria 61, Puglia 40, Friuli 38 Venezia Giulia 38, Marche 26, Sicilia 25, Calabria 13, Umbria 8, Abruzzo 7, Basilicata 3, Molise 3, Sardegna 0.
Un cittadino egiziano ha iniziato ad accoltellare le persone che si trovavano in strada
Un cittadino egiziano è stato ucciso da un carabiniere a Villa Verucchio nel Riminese dopo che l’uomo, intorno alle 22:30, ha accoltellato in strada quattro persone. Il primo a essere aggredito è stato un 18enne che stava acquistando sigarette a un distributore automatico. Il giovane, ferito alle spalle, è stato raggiunto da amici e soccorso.
Villa Verucchio, accoltellato mentre prende le sigarette – I ragazzi hanno cominciato a scappare inseguiti dal feritore che, tornato sui suoi passi, avrebbe aggredito anche una coppia d’anziani e una ragazza. Quando i Carabinieri hanno tentato di fermarlo avrebbe tentato d’accoltellare uno dei militari intervenuti, che ha sparato uccidendolo.
Non è chiaro perché il cittadino egiziano abbia iniziato a colpire, armato di coltello, tra le persone che si trovavano in strada in per festeggiare il Capodanno.
Butta il coltello, poi gli spari – Come spiega Tommaso Torri su Riminitoday, all’arrivo della pattuglia dei Carabinieri – intervenuti sul posto per fare fronte alla situazione e cercare di fermare l’uomo – uno dei militari avrebbe esploso un colpo di avvertimento in aria. Intimando più volte l’alt. I carabinieri hanno continuato a ripetere “butta il coltello, butta il coltello” ma secondo le prime informazioni il giovane si sarebbe scagliato contro le divise e un militare dell’Arma non ha potuto fare altro che esplodere alcuni colpi di pistola, uccidendolo sul colpo.
Poi, continuando il nordafricano ad avvicinarsi verso di lui in maniera minacciosa e brandendo il coltello, sarebbe stato esploso il colpo fatale.
Le persone aggredite sono state soccorse dai sanitari del 118. Tre dei feriti sono stati portati all’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena, un altro all’ospedale ‘Infermi‘ di Rimini. Nessuno risulta in pericolo di vita. Sul posto anche il magistrato di turno
L’ex ministro dell’agricoltura e sindaco di Roma deve scontare una condanna in via definitiva a un anno e 10 mesi. Stava svolgendo lavori socialmente utili presso la struttura gestita da suor Paola D’Auria
Gianni Alemanno ha passato la notte di Capodanno nel carcere romano di Rebibbia dopo essere stato raggiunto da un provvedimento di revoca dei servizi sociali che erano stati concessi dal tribunale di Sorveglianza. L’ex ministro dell’agricoltura e sindaco di Roma deve scontare una condanna in via definitiva a un anno e 10 mesi per l’accusa di traffico di influenze illecite in uno dei filoni della maxi inchiesta capitolina Mondo di Mezzo.
La decisione del tribunale sarebbe legata, in base a quanto si apprende, a trasgressioni nel rispetto della pena alternativa. Alemanno aveva ottenuto di svolgere lavori socialmente utili presso il villaggio “Solidarietà e Speranza” di suor Paola D’Auria che opera per aiutare ragazze madri,famiglie disagiate e vittime di violenze. Alemanno aveva il divieto di uscire dalla sua abitazione prima delle 7 del mattino, rincasare entro le 21 e non accompagnarsi a pregiudicati. Disposizioni che avrebbe invece violato. Alle ultime europee aveva cercato di rientrare in politica dopo aver fondato con Marco Rizzo il movimento Indipendenza