L’uragano ha toccato terra nella notte e poi si è indebolito: è stato declassato a categoria 1 ma resta l’allerta
L’uragano Milton è arrivato in Florida e ha provocato almeno quattro morti. Dopo aver raggiunto le coste americane si è indebolito ed è stato declassato a categoria 1 ma l’allerta resta per le fortissime raffiche di vento. Quella che è stata definita la “tempesta del secolo“ ha toccato terra nella Tampa Bay nella notte, poco dopo le 2, ora italiana, seminando distruzione e paura. Secondo quanto riportano i media americani ci sarebbero delle vittime. Circa 5,9 milioni di persone hanno ricevuto l’ordine di evacuazione e quasi tre milioni di utenti sono rimasti senza corrente.
I forti venti dell’uragano Milton hanno divelto il tetto del Tropicana Field a Saint Peterbsurg, in Florida, sede della squadra di baseball dei Tampa Bay Rays. I video pubblicati sui social che mostrano pezzi del tetto in fibra di vetro volare via sono impressionanti. All’inizio di questa settimana, il governatore Ron DeSantis aveva annunciato che il Tropicana Field sarebbe stato convertito in un centro di accoglienza per 10mila persone ma oggi le autorità sono state costrette a trovare un nuovo rifugio per gli sfollati a Jacksonville.
Widespread damage and power outages across Florida following Hurricane Milton – WBFF FOX45 Baltimore –Traduzione Google: Danni diffusi e interruzioni di corrente in tutta la Florida a seguito dell’uragano Milton
Hurricane Milton LIVE Updates – Scary Scenes In Florida as Monster Hurricane Hunters Strikes – Oneindia News Traduzione Google: Aggiornamenti in tempo reale sull’uragano Milton – Scene spaventose in Florida mentre i cacciatori di uragani mostruosi colpiscono
Il calciatore islandese è stato assolto in primo grado dall’accusa di cattiva condotta sessuale
Dopola sentenza arrivata dal tribunale distrettuale di Reykjavikche ha giudicato in primo grado Albert Gudmundsson innocente, arrivano anche le prime parole del calciatore islandese. “Innocente!” esclama attraverso una storia postata su Instagram l’attaccante della Fiorentina. “Questa è la chiara conclusione della Corte distrettuale di Reykjavik nella sentenza resa oggi – continua l’ex Genoa -. Pur essendo sempre fiduciosi in un esito positivo del caso, la sentenza arriva con un certo sollievo. È stato un anno difficile, onestamente, e non facile da affrontare mentalmente, ma ho imparato che la mia famiglia e i miei amici sono tutto per me e sarò loro per sempre grato. Infine, vorrei esprimere che non appoggerò mai alcuna forma di violenza“.
“Come padre di due figli – conclude Gudmundsson -, tra cui una figlia piccola, e con tre sorelle più giovani, spero sinceramente che questo caso non causi alcun danno ad altre donne che sono vere vittime di violenza. Ora posso andare avanti con la mia vita e concentrarmi su ciò che so fare meglio. Con amore, Albert“.
Indetta una manifestazione per domenica pomeriggio
“Ieri notte intorno alle 2, davanti alla fabbrica, un presidio sindacale di lavoratori che stanno protestando per ottenere contratti regolari di otto ore è stata aggredito da cinque persone arrivate con spranghe di ferro. Un fatto grave, ma che non ci stupisce perché abbiamo purtroppo già assistito a dinamiche del genere nel distretto. Abbiamo indetto una manifestazione per domenica e facciamo appello al territorio, ai comitati, alla società civile e al mondo dell’associazionismo per manifestare e reagire uniti a quest’aggressione squadrista e mafiosa”. È Francesca Ciuffi, rappresentante sindacale Sudd Cobas Prato Firenze, a fare il punto della situazione in merito allo sciopero che diversi operai pakistani stanno portando avanti da giorni dinanzi ad una fabbrica a conduzione cinese di Seano. La richiesta resta quella di ridurre l’orario di lavoro attuale (che per molti degli scioperanti sarebbe di dodici ore sette giorni su sette, stando a quanto fatto presente dai sindacalisti) ad otto ore giornaliere per cinque giorni a settimana.
Nelle ore successive all’aggressione che ha visto cinque manifestanti finire in ospedale per ricevere le cure del caso e il conseguente corteo improvvisato in centro a Prato, il gruppo è tornato a presidiare lo spazio dinanzi all’azienda di via Galilei (nella frazione del Comune di Carmignano) ma le trattative con la proprietà non sarebbero ancora decollate, ad oggi. Il sindacato ha intanto indetto per le 17:30 di domenica una “manifestazione antimafia” sempre nella zona industriale di via Galilei. Ma la situazione è in continua evoluzione.
Il Pd di Prato attacca il governo Meloni: “Tavolo sindacale aspetta risposte” – “Siamo di fronte a comportamenti barbari: non riuscendo a piegare i lavoratori alle logiche del profitto, si passa alla violenza per intimorire chi fa sciopero. Non solo dobbiamo pretendere dalle autorità competenti che intervengano e verifichino quanto denunciano i manifestanti, ma servono fatti. Il tavolo con i sindacati confederali aspetta ancora risposte dal governo per una prospettiva di sviluppo diversa – ha detto Aksel Fazio, responsabile lavoro del PD Prato – senza interventi lo sfruttamento dilagherà ancora. Dobbiamo rilanciare la centralità della responsabilità dei committenti, sanzioni penali per gli sfruttatori, il protocollo lavoro sicuro. E dobbiamo vedere il fenomeno per quello che è: un tema strutturale, che come tale va aggredito. I recenti episodi di violenza a Prato non sono fatti isolati, ma l’espressione di un sistema che genera profitti sullo sfruttamento dei lavoratori. Serve un cambio di rotta radicale, con un patto sociale contro lo sfruttamento che metta al centro la dignità del lavoro, e lanci il distretto in nuove prospettive di sviluppo. Prato può diventare sperimentazione per nuove modalità di contrasto sistemiche, fondate sulla responsabilità solidale e l’impatto sociale. Non solo solidarietà, ma fatti a tutela degli invisibili“.
La solidarietà del sindaco di Carmignano – Ieri nel pomeriggio i manifestanti hanno ricevuto la visita del sindaco di Carmignano, Edoardo Prestanti, che ha manifestato loro solidarietà anticipando l’intenzione di chiedere al prefetto di Prato la convocazione del tavolo sulla sicurezza. “Non si può stare in silenzio di fronte a questo modo di sfruttare il lavoro. Così come non si può assistere ad aggressioni squadristiche nei confronti di lavoratori che vogliono solo testimoniare le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Lo Stato tutto deve fare la sua parte – ha detto – c’è ormai una tendenza a comprimere i diritti dei lavoratori e rendere sempre più precario il mondo del lavoro. Chiederò al Prefetto di convocare a Carmignano il tavolo sulla sicurezza, è necessario che si provveda con azioni di verifica sullo sfruttamento nel mondo del lavoro. C’è bisogno di controlli, controlli, controlli e ancora controlli”.
Il consigliere di Giani scrive al prefetto – Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali, ha scritto al prefetto di Prato, Michela Savina La Iacona. “Occorre presidiare la situazione sul territorio a favore di un controllo di osservanza di norme e obblighi. In particolare, ritengo fermamente che debba essere tutelata la mobilitazione sindacale e che i lavoratori debbano essere messi in condizione di esercitare il proprio diritto costituzionale di sciopero in piena sicurezza”.
L’ex-candidato alla presidenza della Regione Toscana Tommaso Fattori: “Nel cuore del distretto della moda le “spranghe del made in Italy” hanno fracassato alcuni operai in sciopero e il sindacalista Luca Toscano. L’unica colpa degli operai delle pelletterie è chiedere di lavorare otto ore al giorno invece di dodici per cinque giorni la settimana invece di sette. “La prossima volta vi spariamo”, hanno aggiunto i cinque sgherri – tutti italiani – in pieno stile mafioso. Mentre le istituzioni balbettano, s’ingigantisce un’economia fatta di rapina e sfruttamento schiavistico a pochi chilometri dalle nostre case. I lavoratori in sciopero, ed è significativo che scioperino ancora una volta di domenica hanno indetto una manifestazione importantissima: “Rompiamo il silenzio, mettiamo la solidarietà contro l’omertà, accendiamo i riflettori sulle zone d’ombra, difendiamo insieme il diritto di lottare per lavorare 40 ore alla settimana e non più 84”.
Sudd Cobas: “Basta aggressioni mafiose verso chi sciopera”
Un’aggressione ai danni degli operai pakistani e dei sindacalisti che stavano protestando in via Galilei, a Seano, per chiedere migliori condizioni di lavoro. È quel che i rappresentanti di Sudd Cobas Prato Firenze hanno denunciato nelle scorse ore, facendo presente come ignoti armati di spranghe abbiano aggredito nella notte il picchetto di guardia dinanzi ad una delle imprese cinesi davanti alle quali era in atto la protesta “8×5 Strike Day”. Il bilancio parla a quanto pare di quattro feriti.
“Gli aggressori mentre si dileguavano hanno urlato “la prossima volta vi spariamo”. Questa volta gli aggressori erano italiani. Persone assoldate da un sistema che controlla il distretto e cerca di mettere a tacere i lavoratori e il sindacato che li organizza – hanno commentato i sindacalisti Cobas – lavoratori che lottano per il diritto di lavorare con dignità 40 ore a settimana invece che dodici ore al giorno sette giorni su sette. Appena avuto la notizia dell’assalto al picchetto e dei compagni in ospedale, i lavoratori delle Acca di Seano e di altre ditte sono entrate in sciopero per tutto il turno notturno”. A seguito dell’accaduto, la rimostranza si è spostata temporaneamente a Prato in centro storico, con un corteo improvvisato per le vie del centro. “Prato si deve svegliare: a essere aggrediti sono gli operai, sono gli invisibili che lavorano dodici ore al giorno nei capannoni – hanno concluso i sindacalisti – svegliamo la questura, la prefettura, il Comune. Basta aggressioni mafiose contro chi sciopera”.
I motivi della protesta – Le proteste riguardavano in origine almeno quattro imprese orientali: in quasi tutte queste ditte, fanno sapere i Cobas, nell’ultimo anno c’è stato almeno un controllo dell’ispettorato del lavoro che si è tuttavia risolto con sanzioni irrisorie o la stabilizzazione di alcuni lavoratori con contratti part-time (ai quali poi sarebbe stato imposto di lavorare tuttavia dodici ore al giorno, tutti i giorni). Ma con due di queste si è arrivati proprio nella tarda giornata di ieri ad un principio di intesa: la “Stireria Tang” di Prato (“Un pronto moda dove lavorano tre lavoratori che dopo anni di lavoro nero hanno avuto un contratto part time a seguito di un controllo dell’ispettorato del lavoro, ma che sono stati costretti a continuare a lavorare dodici ore al giorno per sette giorni, non hanno mai ricevuto una busta paga”, fanno sapere i sindacalisti) avrebbe accolto le proteste dei manifestanti. Obiettivo (quasi) raggiunto, sempre a Prato, anche per quanto riguarda la “Desy3” (“Una piccola logistica del tessile con lavoratori che lavorano da anni senza contratto, sempre lavorando dodici ore sette giorni”, secondo i Cobas): dopo trentasei ore di blocco totale, l’azienda avrebbe aperti alla trattativa per la regolarizzazione dei contratti. Ieri è arrivata un’intesa anche con la fabbrica “Zipper”, con la proprietà che ha accolto la richiesta “8×5”. L’ultimo “fronte” aperto resta quello di via Galilei Seano, dinanzi alla “Confezione Lin Weidong”.
Le reazioni della politica – Sull’argomento sono intanto intervenuti gli esponenti di Sinistra Progetto Comune Dimitrj Palagi ed Antonella Bundu, manifestando la propria solidarietà agli aggrediti. “C’è un intero ambito di criminalità ignorato o sottovalutato dal sistema politico e istituzionale – hanno detto – si tratta di chi agisce con violenza per garantire sfruttamento e lesione della dignità umana. Il tema non riguarda solo il comparto moda, ma è evidente la necessità di una scomoda riflessione sulla sostenibilità del nostro tessuto produttivo e sulle condizioni su cui si fonda, almeno in parte”.
L’Uragano Milton, ora classificato di Categoria 3, definito dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden la “tempesta del secolo”, impatterà sulla terraferma in Florida nel corso della notte tra il 9 e il 10 ottobre, nell’area della costa centrale del Golfo.
La ridotta forza dell’uragano si è tradotta in un ampliamento delle sue dimensioni, che potrebbero avere un impatto ancora più devastante sulle aree colpite.
Iventi (DIRETTA VIDEO)dell’uragano si estendono ora per oltre 400 chilometri dal centro, rispetto ai 170 chilometri rilevati ventiquattro ore prima. L’impatto dell’uragano sulla terraferma è atteso per le prossime ore, ma non è ancora possibile determinare con esattezza in quale parte della penisola della Florida avverrà. Secondo le previsioni, i venti dovrebbero coprire l’intera ampiezza della penisola della Florida.
Il presidente Biden e la vicepresidente Kamala Harris stanno ricevendo aggiornamenti continui (DIRETTA VIDEO) sui preparativi salvavita dell’Amministrazione per fronteggiare l’uragano, nonché gli ultimi aggiornamenti sulle previsioni e gli impatti previsti per lo Stato della Florida.
Le autorità locali ai cittadini: “Cercate riparo” – Mobilitate anche le autorità locali della Florida, che continuano ad invitare la popolazione delle aree che si prevede verranno colpite da Milton ad evacuare le proprie abitazioni “finché c’è ancora tempo”. Jodie Fiske, direttore della sicurezza pubblica della contea di Manatee, ha dichiarato alla Cnn che dalla mattina di oggi, 9 ottobre, circa 5.000 residenti si trovano nei rifugi della contea. Attualmente sono aperti nove rifugi, altri verranno attivati, mentre la capienza attuale dei rifugi è circa al 50%. “Secondo le previsioni, la tempesta si sposterà oggi attraverso il Golfo del Messico orientale, toccherà terra lungo la costa centro-occidentale della Florida in tarda serata o domani mattina presto e si sposterà al largo della costa orientale della Florida sull’Oceano Atlantico occidentale giovedì pomeriggio”, ha affermato il National Hurricane Center (Nhc).
Sono già stati emessi diversi avvisi per alcune parti della Florida meridionale e se ne prevedono altri nel corso della giornata, poiché la possibilità di condizioni meteorologiche avverse è in aumento in tutta la penisola. In tutta la Florida, università e college stanno chiudendo i loro campus. Il Tampa General Hospital, intanto, è determinato a restare aperto nonostante l’uragano in arrivo e sta adottando diverse misure per proteggere le sue strutture, tra cui l’erezione di una barriera anti-inondazione attorno al campus sulle isole Davis. La barriera anti-inondazione, nota come AquaFence, è una barriera impermeabile all’acqua realizzata per resistere a mareggiate fino a 15 piedi sopra il livello del mare, ha affermato l’ospedale in un comunicato. La recinzione ha protetto con successo la struttura dalle acque alluvionali dell’uragano Helene circa due settimane fa.
Esperto meteo in lacrime – Per comprendere la pericolosità di Milton, basti dire che nel corso di una una trasmissione particolarmente toccante della NBC 6, un noto meteorologo della rete si è emozionato fino alle lacrime mentre tentava di descrivere l’enormità dell’uragano e il terrificante contesto in cui si è creato. In una clip ampiamente condivisa sui social media, lo si vede mentre spiega che si tratta di un “uragano incredibile, incredibile, incredibile”. La sua voce – riporta Sky News – si incrina mentre descrive nel dettaglio alcuni dei dati meteorologici associati alla tempesta. “Mi scuso”, dice agli spettatori mentre cerca di ricomporsi: “È semplicemente orribile. I mari sono incredibilmente, incredibilmente caldi. Sai cosa lo sta causando, non ho bisogno di dirtelo: il riscaldamento globale, il cambiamento climatico, che sta portando a questo e sta diventando una minaccia crescente”, spiega con la voce rotta.
“October surprise” per le elezioni Usa – Secondo i media americani l’Uragano Milton è la “October surprise” delle elezioni americane, in un momento in cui la campagna elettorale si trova già in una fase critica. Il suo arrivo sulla costa della Florida, a meno di un mese dal giorno delle elezioni, potrebbe infatti avere conseguenze significative non solo per la popolazione colpita, ma anche per le dinamiche politiche, in particolare nel confronto traKamala Harris e Donald Trump. Con l’uragano Helene che ha già causato devastazione in Florida, Georgia e North Carolina, il governo federale si trova sotto pressione per gestire al meglio la risposta all’emergenza. La leadership di Biden e Harris è stata messa alla prova, ma con Milton che minaccia un nuovo impatto devastante, il loro ruolo sarà cruciale per mantenere il controllo della situazione e, di conseguenza, la fiducia dell’elettorato.
Non a caso, Biden ha fatto rimandare il cruciale vertice Nato di Ramstein con i paesi che sostengono l’Ucraina, per potersi concentrare sulla risposta all’uragano. La gestione di disastri naturali può rivelarsi una prova politica decisiva. Come nel caso di Obama durante l’uragano Sandy nel 2012, quando la pronta risposta del governo federale lo aiutò a consolidare il suo vantaggio elettorale, Harris potrebbe giocarsi la stessa carta. Tuttavia, deve affrontare un’agguerrita competizione: Trump e altri repubblicani sono pronti a sfruttare eventuali mancanze o ritardi nella risposta all’uragano per criticare l’amministrazione.
Ricardinho ucciso a colpi di pistola durante una sparatoria. Tragedia in Brasile, il mondo del calcio piange il giovane attaccante
Un’altra tragica notizia che scuote ilBrasileed il mondo del calcio. Nella notte Ricardo Emanuel Alcantara Paiva, noto come Ricardinho, è stato ucciso in una sparatoria avvenuta subito dopo l’ultima partita disputata con il suo Remo. Il giovane attaccante era appena rientrato dopo un lunghissimo stop per la rottura del legamento crociato.
Ricardinho ucciso a colpi di pistola: il calcio brasiliano piange il giovane attaccante – Il 22enne, stando alle ricostruzioni provenienti dal Brasile, era seduto su un marciapiede con due amici quando ad un certo punto è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. I colpi sarebbero partiti da un’auto nera arrivata all’improvviso, per l’attaccante ed i suoi due amici non c’è stato nulla da fare. Il Remo ed il calcio brasiliano piangono così la scomparsa del calciatore.
Calcio brasiliano in lutto per Ricardinho: le ricostruzioni dal Brasile – Ricardinho è cresciuto nel Remo prima di essere mandato in prestito, a maggio era rientrato dopo la rottura del legamento crociato. Nelle ultime settimane aveva concluso la riabilitazione ed era tornato in campo dopo il lunghissimo stop. Sul più bello, a soli 22 anni, la sua vita è stata stroncata misteriosamente.
Il 31enne nazionale greco, inglese naturalizzato, è stato trovato senza vita nella piscina della sua villa a Glyfada (Atene)
Il calcio greco piange George Baldock. Il 31enne terzino della nazionale ellenica e del Panathinaikos è stato trovato senza vita nel pomeriggio di mercoledì nella piscina della sua villa a Glyfada, quartiere periferico di Atene. Secondo le prime informazioni raccolte dalle agenzie di stampa locali, è stata la moglie del calciatore (che si trovava all’estero) a dare l’allarme dopo aver provato invano a mettersi in contatto con lui durante l’arco della giornata. La signora Baldock avrebbe quindi contattato il proprietario di casa che, non avendo a sua volta ottenuto risposta, sarebbe entrato nella villa trovando il giocatore riverso nell’acqua della piscina. A quel punto sono intervenuti i soccorsi ma, per Baldock, non c’è stato nulla da fare.
CHI ERA BALDOCK – Terzino destro, 31 anni, Baldock ha mosso i suoi primi passi nelle serie minori inglesi e, dopo un prestito in Islanda, ha raggiunto la Premier League con la maglia dello Sheffield United, con cui ha totalizzato oltre 200 presenze. Nel 2022 aveva accettato la convocazione della Grecia, resa possibile dal passaporto greco della nonna paterna. Con la maglia della “Ethniki Omada” era sceso in campo in 12 occasioni, prima di trasferirsi in estate al Panathinaikos. Appena 4 le sue apparizioni con i verdi di Atene prima della tragedia, tra cui il derby con l’Olympiacos di domenica 6 ottobre, terminato 0-0 in cui è rimasto in campo per 75 minuti.