Il caldo che sembrava dovesse accompagnare l’Italia fino a fine estate si prende una breve vacanza. L’estate si mette in pausa per alcuni giorni, lasciando campo libero a fenomeni talvolta estremi, come la grandine.
Secondo le previsionidi 3bmeteo, il fronte che in giornata interesserà il Nord e parte del Centro raggiungerà le regioni meridionali martedì, con l’arrivo di piogge e temporali e un ridimensionamento delle temperature, sospinto da correnti settentrionali in intensificazione. Al suo seguito un nuovo impulso proveniente dal Nord Atlantico si ripresenterà sul Nord Italia martedì sera e nel corso di mercoledì darà luogo ad una recrudescenza dell’instabilità anche su parte delle regioni centro-meridionali, con altri temporali. A partire da giovedì, invece, l’anticiclone delle Azzorre inizierà ad estendersi verso il Mediterraneo centrale, ripristinando condizioni più stabili con venti in attenuazione e temperature in ripresa. Ecco nel dettaglio cosa accadrà nei prossimi giorni.
Meteo martedì 2 luglio – Al Nordtempo inizialmente soleggiato salvo addensamenti e qualche pioggia sulla Romagna. Dal pomeriggio formazione di rovesci sulle Prealpi lombardo-venete anche temporaleschi e in estensione alle alte pianure, localmente forti e accompagnati da grandine. Qualche rovescio o focolaio temporalesco in formazione anche sulle Alpi occidentali, altrove più soleggiato e asciutto. Al Centroiniziale instabilità sul versante adriatico con rovesci e qualche temporale tra Marche e Abruzzo, localmente forte, rovesci fin sull’Umbria, soleggiato sulle regioni tirreniche. Dal pomeriggio tendenza a schiarite sulle Marche in estensione all’Abruzzo in serata, rimangono condizioni più soleggiate sulle zone tirreniche. Al Sud instabile su Puglia e Calabria con piogge e temporali in estensione nel pomeriggio a Campania interna, Basilicata e Messinese, tendenti gradualmente ad attenuarsi in serata. In Sardegna in prevalenza soleggiato. Temperature in netto calo al Centro-Sud. Venti in rinforzo da nordovest, specie al Centro-Sud e in particolare sulle isole maggiori.
Meteo mercoledì 3 luglio – Al Nordpiogge e temporali al mattino su Piemonte, Levante Ligure, Lombardia, ovest Emilia ed ovest Veneto, localmente forti e accompagnati da grandine, in estensione al resto del Triveneto, ma in attenuazione in serata. Qualche pioggia anche sulle Alpi, specie centro-orientali, tende a schiarire in giornata al Nordovest. Al Centroinizialmente soleggiato, ma dal pomero instabilità in aumento sule zone interne con piogge e temporali sparsi, più frequenti sul settore laziale-abruzzese, localmente forti. Al Sudinizialmente soleggiato salvo addensamenti sulle zone interne, dal pomeriggio rovesci e temporali sulle zone appenniniche in locale sconfinamento alla costa ionica della Calabria. In Sardegna poco o parzialmente nuvoloso. Temperature in ulteriore calo. Venti moderati o tesi in prevalenza da nordovest.
Meteo giovedì 4 luglio – Torna a prevalere il bel tempo su gran parte d’Italia, salvo nel pomeriggio la formazione di rovesci e qualche temporale sulle zone montuose, specie su quelle appenniniche centro-meridionali, ma in graduale attenuazione in serata. Temperature in lieve ripresa. Venti da nordovest in graduale attenuazione.
Meteo venerdì 5 luglio – Ulteriore miglioramento con tempo stabile e in prevalenza soleggiato, salvo nel pomeriggio un po’ di variabilità sulle zone alpine. Temperature in ulteriore amento su tutta Italia.
Nella giornata di ieri abbiamo parlato su queste pagine del possibile lancio da parte di DAZN del piano Goal Pass. Ebbene, oggi 2 Luglio 2024 la piattaforma ha reso disponibile il nuovo abbonamento che, però, rispetto alle indiscrezioni, è un pò differenti.
Disponibile ad un prezzo di 19,99 Euro al mese, viene data la possibilità di disdire con trenta giorni di preavviso. Scegliendo il piano annuale, invece, il totale passa a 129 Euro, mentre il pagamento dilazionato annuale è da 13,99 Euro al mese.
Goal Pass propone il meglio del calcio internazionale disponibile su DAZN con una scelta di partite de LaLiga spagnola ed il meglio della Liga portoghese, il calcio femminile con la UEFA Women’s Champions League e tre partite di Serie A per ogni turno. Gli utenti però avranno la possibilità di accedere a tutti gli highlights delle varie giornate del nostro campionato.
Le partite di Serie A incluse in questo pacchetto sono le stesse che vengono trasmesse in co-esclusiva da Sky: vale a dire l’anticipo del sabato alle 20:45, la partita della domenica alle 18 ed il posticipo del lunedì alle 20:45. Per tutta la stagione, sono garantiti quattro big match.
La visione è garantita in contemporanea su una sola rete domestica, mentre è possibile associare un massimo di due dispositivi sulla stessa linea.
Una scelta commerciale, il calcio in tv di DAZN torna ad essere esclusivamente in streaming. Addio al digitale terrestre.
Era la tecnologia del futuro, poi è diventata qualcosa del passato, sostituita da una tecnologia ancora più vetusta, ora si ritorna al futuro, sfruttando cioè una tecnologia ormai passata. No, fermiamoci qui, perché sta diventando un esercizio di logica ormai incomprensibile. Di cosa stiamo parlando? Di DAZN e della sua scelta di tornare esclusivamente allo streaming. Basta digitale terrestre. Ecco perché.
La marcia indietro che non ti aspetti – La rivoluzione del digitale terrestre è ormai acqua passata, nel senso che non è mai realmente arrivata.
Oggi molti italiani cercano ancora di capire quando realmente la RAI porterà a termine il passaggio, ma a quanto pare la nuova tecnologia non è stata accolta di buon grado da molte massaie attempate rimaste ancora con il vecchio tubo catodico (per estremizzare il concetto), e alla fine le cose sono andate per le lunghe. Per DAZN invece il discorso è diametralmente opposto. Qualche anno fa era stata costretta a passare al digitale terrestre, pur mantenendo sempre attiva la sua app in streaming. La scelta era dovuta al fatto che in alcune zone del belpaese la connessione internet fosse scarsa.
Insomma, una scelta commerciale necessaria, visto che per raggiugnere alcuni potenziali abbonati era doveroso sfruttare un’altra tecnologia, appunto quella del digitale terrestre, dato che lo streaming non era accessibile causa bassa connessione o connessione del tutto assente. Nasceva a quel tempo il DAZN tv box (che rimarrà comunque ancora utilizzabile per chi ce l’ha), la scatoletta che sfruttava appunto il digitale terrestre per permettere agli abbonati di determinate zone non coperte da internet di usufruire ugualmente del servizio e vedere il calcio in tv. Ora però le cose sono nuovamente cambiate e DAZN annuncia che da agosto tornerà esclusivamentein streaming.
DAZN, si passa allo streaming esclusivo – Cosa è successo? Perché questo dietrofront da parte di DAZN? A quanto pare il motivo è soltanto uno, economico! Le varie compagnie hanno coperto il segnale anche in alcune zone remote del Paese e per questo motivo ora tutto il territorio gode di una copertura internet più o meno soddisfacente.
Insomma, perché tenere in piedi una tecnologia che ormai non è più necessaria? Naturalmente DAZN si guarda bene dal tenere qualche suo utente fuori copertura e se ha fatto questa scelta è perché effettivamente tutti i suoi clienti sono coperti dal segnale. Quindi ecco che il digitale terrestre diventa completamente superfluo e quindi da scartare. Sul decoder denominato DAZN tv box gli utenti quindi potranno continuare a vedere tutti gli altri canali del digitale terrestre, mentre la programmazione dell’emittente dal primo agosto sarà visibile esclusivamente in streaming tramite l’app.
Riassumendo…
DAZN spegne il digitale terrestre, tornerà ad essere esclusivamente in streaming;
secondo la piattaforma, la copertura di internet è ormai presente su tutto il territorio e mantenere il digitale terrestre sarebbe una scelta economica dispendiosa;
non tutti gli italiani sono d’accordo e non mancheranno le disdette di abbonamento.
<<<<<<<<<< art. del 17 maggio 2024 >>>>>>>>>>
Dazn, l’aumento dei prezzi per la Serie A e lo sport: cosa cambia per gli appassionati
Per gli appassionati di calcio e della Serie A in tv occorrerà far fronte a un nuovo aumento dei prezzi per la prossima stagione. Un ritocco all’insù che Dazn, titolare dei diritti audiovisivi della Serie A per le prossime cinque stagioni (con Sky che condividerà tre partite a settimana in co-esclusiva), ha iniziato a comunicare ai propri clienti. Vero è che c’è una nuova offerta, migliorata e ampliata. Ma con conseguente revisione dei prezzi.
Il pacchetto di offerte della piattaforma di streaming specializzata nello sport è variegato. Non tutte le offerte subiranno un aumento, ma un rialzo ci sarà, come del resto si poteva attendere alla luce dell’investimento fatto da Dazn per far propri i diritti della Serie A nel quinquennio 2024-2029. Di base alla Lega Serie A andranno 900 milioni a stagione: 700 da Dazn e 200 da Sky a partire dalla prossima stagione. È poi previsto un meccanismo di revenue sharing. In pratica una componente variabile calcolata come una percentuale pari al 50% dei ricavi netti da sottoscrizioni da utenti residenziali che saranno realizzati da Dazn oltre una certa soglia.
Tre sono le diverse tipologie di sottoscrizione per gli utenti, con costi e funzionalità differenziati a seconda dell’alternativa scelta: il piano Standard, il piano Plus e il piano Start.
Il piano Start – Quest’ultimo è il pacchetto multisport che include il basket italiano ed europeo, il volley con l’offerta che si è da poco arricchita con le migliori coppe internazionali femminili e maschili (Nations League, Mondiale per Club, Beach Soccer e molto altro), il calcio femminile con la Uefa Women’s Champions League e i canali Eurosport HD1 e HD2 con cui seguire competizioni come Giro d’Italia, Roland Garros e Olimpiadi di Parigi 2024. Il pacchetto Start si muove in un range a partire da 8,25 euro al mese se si opta per il pass Annuale (99 euro l’anno con pagamento anticipato) o 11,99 euro al mese per la formula rateizzata di 12 mesi. Qui non ci sono cambiamenti rispetto a gennaio.
Il piano Standard – Il piano Standard è quello che permette di vedere la Serie A, Europa League e altra offerta sportiva su due dispositivi usando la stessa linea internet. Si può optare per per il piano Annual pagamento anticipato (0,99 euro al giorno per un totale di 359 euro all’anno) o 34,99 euro al mese se si opta per quello rateizzato in 12 mesi (1,16 euro al giorno) come da listino di gennaio che aveva subito un aumento.
Il piano Plus – Il piano Plus è il pacchetto “familiare” e disponibile su due reti Internet a partire da 49 euro al mese (un totale di 599 euro) se si opta perabbonamento annuale con pagamento anticipato o 59,99 euro se si opta per quello rateizzato in 12 mesi. In questo caso l’aumento c’è stato rispetto a gennaio passando da 539 a 599 euro all’anno. E il piano annuale con pagamento dilazionato, passato a gennaio a 49,99 euro al mese dai 45,99 del 2023 sale a 59,99 euro al mese.
La spinta agli abbonamenti diretti – Una differente politica di prezzo comunque Dazn ha deciso di farla rivedendo le politiche di gestione degli utenti che decidono di abbonarsi attraverso Apple e Google. Questo con l’obiettivo di spingere gli utenti verso gli abbonamenti diretti sulla piattaforma aggirando il tema dei costi di gestione alti per questa tipologia di segmento che rappresenta un canale B2B2C.
La ricerca dell’equilibrio economico – Resta per Dazn il tema della ricerca dell’equilibrio economico. Solo considerando la Serie A c’è da tenere conto dei 700 milioni di euro di uscite annue per i diritti della Serie A – e con l’apporto di 50 milioni annui da Tim con cui ha rinnovato l’accordo per i prossimi 5 anni per fornire la app su Timvision oltre alla ottantina di milioni di pubblicità – contro gli 840 milioni nel triennio precedente, ma in tandem con Tim.
Il tutto mentre a livello global quello del 2022 (ultimo disponibile) è stato un bilancio chiuso dalla realtà che fa capo al magnate Len Blavatnik con una perdita sopra al miliardo (1,14 miliardi di euro). Il rosso però è inferiore del 46% rispetto ai 2,13 miliardi di euro circa persi nel 2021. E agli atti, nel frattempo, c’è un fatturato cresciuto del 41% che nel 2022 ha toccato quota 2,2 miliardi di dollari (circa due miliardi di euro) che ha visto un ritocco al rialzo evidentemente anche per l’incremento dei prezzi dei servizi in alcuni mercati, come quello italiano. Secondo Enders Analysis, questo del 2024 dovrebbe essere l’anno del breakeven su base mensile il prossimo anno e su base annuale nel 2025. Il tutto con ricavi che negli ultimi tre anni, sempre secondo le elaborazioni della società di analisi, sarebbero cresciuti rispettivamente del 79%, 41% e 45% fino ad arrivare a circa 3,2 miliardi di dollari nel 2023.
La lotta alla pirateria – In un’ottica di sistema la grande incognita (in questo caso positiva) è legata alla lotta alla pirateria audiovisiva. Che proprio lo scorso anno ha avuto una svolta con la nuova legge 93/2023 entrata in vigore a inizio agosto che dà ad Agcom poteri di intervento per oscurare i siti in 30 minuti dalla segnalazione degli aventi diritto. La piattaforma – che era stata messa a disposizione gratuitamente dalla Lega Serie A all’Autorità – è entrata in funzione.
Aveva 77 anni, il club in lutto: ‘Sapeva farsi voler bene’
Morto Comunardo Niccolai, tra i protagonisti dello Scudetto del Cagliari
Comunardo Niccolai (Uzzano, 15 dicembre 1946 – Pistoia, 2 luglio 2024) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore. Ricordato per la propensione (involontaria) alle autoreti, era osservatore per la nazionale italiana.
A oltre cinque mesi dalla scomparsa di Gigi Riva, il Cagliari piange un altro campione dello scudetto del 1970: Comunardo Niccolai.
Lo stopper della squadra campione d’Italia e della Nazionale ai mondiali del Messico è morto stanotte in ospedale a Pistoia all’età di 77 anni.
“Lascia il ricordo di un grande sportivo, un uomo educato, gentile, rispettoso, cordiale, che sapeva farsi voler bene“. Così il Cagliari calcio sui social.
A Cagliari era arrivato giovanissimo dopo un anno alla Torres: è rimasto con la maglia rossoblù nel periodo che va dal 1964 al 1976. Poi il passaggio al Perugia. È passato alla storia come “re degli autogol“, forse per quel colpo di testa che aveva sorpreso Albertosi nella partita tra Juventus e Cagliari del 1970. Oltre duecento le partite in rossoblù, tre in Nazionale. Si infortunò in maglia azzurra proprio nella prima gara dei Mondiali in Messico.
Tutto il Cagliari Calcio piange la scomparsa di Comunardo Niccolai, indimenticabile protagonista dello Scudetto del 1970.
Era nato a Uzzano, piccolo centro in provincia di Pistoia, il 15 dicembre 1946. Deve il suo curioso nome di battesimo al papà, Lorenzo, che lo chiamò Comunardo in omaggio alla Comune di Parigi.
Dopo gli inizi nel vivaio del Montecatini, Niccolai arrivò giovanissimo in Sardegna, alla Torres. Era il 1963: giocò 22 partite in Serie C, segnalandosi tra i migliori prospetti della categoria. Un’ottima stagione che gli valse l’attenzione del Cagliari, che lo acquistò precedendo tutte le squadre interessate al suo cartellino.
Niccolai confermò le sue doti anche in rossoblù, anche se inizialmente dovette fare da riserva al più esperto Vescovi. Con la partenza di quest’ultimo nel 1968, si impossessò definitivamente della maglia numero 5. Rimase al Cagliari sino al 1976, per poi trasferirsi al Perugia e chiudere la carriera al Prato. Col Cagliari ha totalizzato oltre 270 presenze con 6 gol all’attivo.
Intraprese quindi la carriera di allenatore all’interno della FIGC. È stato apprezzato selezionatore delle giovanili azzurre tenendo a battesimo giocatori che avrebbero scritto la storia della Nazionale, come Gianluigi Buffon e Francesco Totti. Nel 1993-94 ha guidato la Nazionale maggiore femminile.
Il suo nome è tradizionalmente legato agli autogol, alcuni dei quali rimasti celebri. Lui stesso ne parlava con filosofia e autoironia: “All’inizio mi dava fastidio ma poi ci ho fatto l’abitudine. Ci sono giocatori che hanno fatto un’ottima carriera ma non se ne ricorda nessuno; io almeno ho lasciato un segno nella storia del calcio italiano”.
Sarebbe tuttavia ingiusto limitare la carriera a questi sfortunati contrattempi. In realtà, Niccolai è stato un difensore di grande valore, arcigno, attento in marcatura, ma anche bravo ad uscire dall’area palla al piede e testa alta. I suoi interscambi col libero, Cera o Tomasini, hanno precorso i tempi: col passare degli anni, lo scambio di posizione tra i centrali è diventata una prassi nel modo di difendere richiesto dal calcio moderno. L’eccezionale rendimento del reparto arretrato nell’anno dello scudetto (11 soli gol al passivo, record tuttora imbattuto nei campionati a 16 squadre) lo si deve anche al suo formidabile apporto. Non a caso, venne inserito nella lista dei 22 azzurri convocati per i Mondiali del Messico. Il CT Ferruccio Valcareggi lo schierò titolare nella prima partita contro la Svezia. Sono 3 le sue presenze in azzurro.
Niccolai lascia il ricordo di un grande sportivo, un uomo educato, gentile, rispettoso, cordiale, che sapeva farsi voler bene. Un maestro di calcio e di vita.
E’ successo poco dopo l’alba quando non passava nessuno. Sul posto vigili del fuoco e polizia municipale. Lievemente ferita l’edicolante
“Fosse successo alle 9 di mattina, sarebbe stata una strage”. E invece è capitato poco dopo l’alba, quando in strada non passava nessuno. Un pezzo di cornicione si è staccato da un edificio nella centralissima piazza Sant’Ambrogio, a due passi dal mercato, in una delle vie più trafficate di Firenze. Una tempesta di mattoni e calcinacci è precipitata al suolo da uno dei palazzi sovrastanti, sfiorando la piccola edicola che si trova lì sotto.
Sì, poteva essere una strage, come conferma una signora che abita lì vicino. Il fatto è capitato stamani intorno alle 7, quando in strada non passava nessuno. Questo ha evitato che ci fossero feriti gravi (l’unica colpita di striscio a un braccio è stata l’edicolante), ma vista la mole di mattoni precipitati al suolo, vengono i brividi nel pensare a cosa sarebbe potuto accadere.
Sul posto sono immediatamente arrivati i vigili del fuoco e la polizia municipale. L’area è stata transennata nell’attesa di rimuovere i calcinacci. Probabilmente saranno anche effettuate delle verifiche statiche all’edificio per capire se c’èil rischio di nuovi crolli. Tragedia sfiorata, certo, ma viene da chiedersi se quanto capitato in piazza Sant’Ambrogio non possa ripetersi altrove.
A dare l’allarme sono stati alcuni residenti: “Abbiamo sentito un gran tonfo, ci siamo affacciati alle finestre e abbiamo visto quello che era successo”. I calcinacci hanno rischiato anche di colpire l’edicola che si trova lì a fianco, ma per fortuna il chiosco non ha riportato danni. Lievemente ferita invece l’edicolante che è stata sfiorata dal crollo ed è stata colpita di striscio al braccio.
La ragazza abitava in una palazzina delle case popolari. A dare l’allarme sono stati i genitori.
Carabinieri con ascensore sotto sequestro, immagine repertorio (Fotogramma). In alto la vittima, foto dalla sua pagina Facebook
Tragedia a Fasano nel brindisino. Una ragazza di 25 anni, Clelia Ditano, è morta questa mattina, dopo essere caduta dal quarto piano sul tetto dell’ascensore che era fermo al primo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i soccorritori del 118. Da chiarire le circostanze della caduta. A dare l’allarme sono stati i genitori. La famiglia abita in una palazzina delle case popolari dell’Arca in via Saragat.
Manutenzione ascensori spetta a tecnici abilitati Prefettura – “Per poter tenere in esercizio gli ascensori, questi devono essere affidati in manutenzione a una ditta specializzata che abbia al suo interno personale tecnico abilitato, munito del cosiddetto patentino di ascensorista. Si tratta di un’abilitazione rilasciata dalla Prefettura a seguito del superamento di un esame teorico e pratico” dice all’Adnkronos/Labitalia Luca Incoronato, direttore Anacam, Associazione nazionale delle imprese di costruzione e manutenzione ascensori. “In Italia – spiega – è dunque prevista una manutenzione abilitata da parte di una ditta specializzata che faccia almeno una volta, ogni sei mesi, una verifica di tutti i dispositivi di sicurezza dell’ascensore, per poi annotarli sul libretto dell’impianto. L’altro obbligo è quello di fare delle visite di manutenzione preventiva dell’impianto in funzione delle sue esigenze. Non c’è un numero minimo di visite di manutenzione per legge, la legge demanda alle esigenze dell’impianto e quindi alla valutazione del manutentore; perché ovviamente una cosa è un ascensore che magari serve una palazzina di due o tre piani con quattro famiglie, una cosa è un ascensore che serve 12 piani e 60 famiglie, con una frequenza di utilizzo quindi molto maggiore che richiede esigenze manutentive diverse“.
Anacam precisa che per una manutenzione dell’ascensore a norma del dpr 162/99, il manutentore deve eseguire due distinte tipologie di attività sull’impianto.
1) Visite di manutenzione preventiva, finalizzate alla verifica del regolare funzionamento dei principali componenti dell’impianto, in particolare delle porte dei piani e delle serrature, dello stato di conservazione delle funi, nonché per eseguire le operazioni normali di pulizia e di lubrificazione delle parti.
2) Visite finalizzate alla verifica dell’integrità e dell’efficienza di tutti i dispositivi e dei componenti da cui dipende la sicurezza dell’ascensore (paracadute, funi, sistema di allarme etc.). Mentre per la seconda tipologia di attività il legislatore ha fissato una frequenza minima (almeno una volta ogni sei mesi, da cui la definizione di visita semestrale), da rispettare quindi in modo tassativo, per le visite di manutenzione preventiva non viene indicata una frequenza precisa poiché questa dipende dalle esigenze dell’impianto.
In concreto, il giusto numero di visite dipende dalle caratteristiche tecniche dell’impianto, dal suo stato di conservazione, dalle condizioni e dall’intensità di utilizzo. In generale, considerando le caratteristiche medie del parco impianti funzionanti in Italia, si effettuano in media dalle 6 alle 12 visite annuali (includendo anche le due visite semestrali).
E’ importante che il manutentore, una volta presa in carico la manutenzione di un impianto, svolga un’accurata ispezione iniziale dello stesso per valutarne lo stato di conservazione e le caratteristiche tecniche e, una volta verificate le condizioni di utilizzo, metta a punto un programma di manutenzione nel quale indicherà, tra l’altro, il numero annuo di visite di manutenzione preventiva necessarie per una corretta conservazione dell’ascensore, anche tenendo presenti le eventuali indicazioni riportate nel manuale di uso e manutenzione dell’impianto.
L’Italia e il mancato adeguamento alla Raccomandazione della Commissione Europea – “L’Italia non ha dato seguito alla Raccomandazione della Commissione europea, la 216/95/CE, che invitava gli Stati membri ad adeguare progressivamente il livello di sicurezza del parco impianti nazionale degli ascensori ante direttiva ascensori 95/16/CE per portarlo al livello di quello richiesto dalla direttiva stessa” dice sempre all’Adnkronos/Labitalia Luca Incoronato, direttore Anacam. “La normativa di riferimento per tutto quanto riguarda la costruzione, installazione, messa in esercizio, manutenzione e controllo degli ascensori è costituita dal decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, numero 162 che, dopo le modifiche introdotte dal dpr 23/2017, è oggi rubricato ‘Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 2014/33/UE, relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori, nonché per l’esercizio degli ascensori’. Il dpr 162/99 era stato emanato per recepire in Italia la prima ‘direttiva ascensori’, 95/16/CE, oggi abrogata e sostituita dalla nuova ‘direttiva ascensori’ 2014/33/UE“. “La Direttiva – precisa – prevede la Marcatura CE di tutti gli ascensori immessi sul mercato comunitario europeo. E, secondo la Direttiva, gli installatori sono ‘responsabili della progettazione, fabbricazione e installazione’ degli ascensori. Spetta all’installatore dichiarare la conformità dell’impianto, seguendo una delle procedure previste dalla direttiva, e apporre la Marcatura CE. In Italia la legge che riguarda la manutenzione degli ascensori è il dpr 162 del ’99, una data che dunque fa da spartiacque tra le regole nazionali e quelle europee. La Commissione europea emanò anche una raccomandazione agli Stati membri, invitandoli ad adeguare progressivamente la sicurezza del parco impianti preesistente al 1999“.
“Diversi Stati membri – sottolinea il direttore Anacam – come Francia, Spagna, Germania, Belgio hanno provveduto, con leggi nazionali, a adeguare i diversi impianti, imponendone delle modernizzazioni. In Italia però questa cosa non è mai successa, nonostante ovviamente le nostre insistenze e le nostre proposte. Ci provò diversi anni fa, con un decreto, l’allora ministro Scagliola, ma poi il decreto venne bocciato dal Tar del Lazio“.
“Tecnicamente – precisa – in Italia quello che succede è che se un impianto è stato installato, ad esempio, nel 1935, quell’impianto è in regola se risponde alle normative di sicurezza del 1935. Ovviamente poi quando ci sono degli interventi da fare perché i componenti si usurano, si rompono, le regole normative impongono un minimo di adeguamento nel momento in cui si va a cambiare quel pezzo“.
“Al nostro ministero di riferimento, quello delle Imprese e del made in Italy, ritorneremo a proporre un adeguamento dell’Italia alla direttiva, perché oggettivamente il nostro Paese presenta un’anomalia rispetto al panorama europeo“.
Grandissima vittoria in rimonta delle nerazzurre di Marelli che hanno trovato il gol decisivo al 114′
È una stagione straordinaria per l’Inter e continua ad esserlo. L’Under 17 femminile è Campione d’Italia. Le nerazzurre di Alessio Marelli – assente in finale, con il vice Simone De Luca sulla panchina interista – hanno vinto 2-1 in rimonta contro la Juventus, nella finale giocata allo stadio “Bruno Recchioni” di Fermo.
Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari la gara è completamente cambiata con le bianconere che sono andate in vantaggio al 100′ grazie al colpo di testa di Santarello su assist di Tosello. Le interiste hanno reagito immediatamente segnando subito dopo il calcio d’inizio: Giudici ha sfruttato un ottimo lancio da centrocampo ed ha anticipato il portiere bianconero con un delizioso pallonetto. Dopo il pareggio l’Inter ha preso le redini del gioco costruendo diverse occasioni e trovando il gol Scudetto al 114′ con Sasso che di testa ha ribadito in rete dopo la traversa colpita da Cavallaro.
A fine gara è scoppiata la grandissima festa a tinte nerazzurre, un trionfo meritato dopo una cavalcata straordinaria.
“È stata una battaglia da tutti i punti di vista. È stata una stagione lunghissima e faticosissima che abbiamo concluso con questa bellissima vittoria. Abbiamo giocato ed affrontato una squadra molto forte, lottando su ogni pallone. Faccio i complimenti alla Juventus che è una rivale di grande spessore. Insieme abbiamo creato un grande gruppo, la crescita delle ragazze in questi mesi è stata incredibile.”
Simone De Luca, vice-allenatore Inter U17 Femminile
I numeri che riguardano il fenomeno sono negli Open data aggiornati e pubblicati sul sito dell’Inail. Secondo il ministero del Lavoro i dati forniti devono essere considerati con cautela e valutati nel complesso quando saranno completi
Una strage senza fine, come ha denunciato oggi lo studio della Uil, quella dei morti sul lavoro. E a seguire arrivano i preoccupanti dati dell’Inail, diffusi sul sito anche in formato Open Data. Secondo le informazioni a disposizione dell’Inail le denunce di infortunio con esito mortale sono state nei primi 5 mesi del 2024: 369 (+3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), nell’incremento sono stati determinanti gli incidenti mortali plurimi. In aumento le patologie di origine professionale denunciate, pari a 38.868 (+24,0%).
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate entro il quinto mese del 2024 sono state invece 251.132 (+2,1% rispetto a maggio 2023 e in diminuzione del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2022), con un aumento più rilevante per gli incidenti avvenuti nel tragitto casa-lavoro.
A livello nazionale l‘Inail – pur nella provvisorietà dei numeri – segnala un incremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 271 a 286, e un calo di quelli in itinere, da 87 a 83. Tra i comparti, i più toccati sono stati Industria e servizi, che passa da 310 a 312 denunce mortali, l’Agricoltura (da 36 a 40) e il Conto Stato (da 12 a 17).
Dall’analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 68 a 83 denunce), nelle Isole (da 31 a 37) e nel Nord-Est (da 77 a 78) e cali al Centro (da 74 a 65) e nel Nord-Ovest (da 108 a 106). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano l’Emilia Romagna(+15), la Campania (+7), la Calabria e la Sicilia (+5 ciascuna), mentre per i cali più evidenti Veneto (-14), Marche, Abruzzo, Umbria e Friuli-Venezia Giulia (-4 ciascuna).
Aumentano le morti sia tra gli uomini che tra le donne – Il confronto con l’anno mostra aumenti sia per la componente maschile, le cui denunce mortali sono passate da 331 a 340, sia per quella femminile, da 27 a 29. Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 296 a 290) e aumentano quelle degli extracomunitari (da 52 a 61) e dei comunitari (da 10 a 18). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi tra i 35-39enni (da 18 a 20 casi), tra i 45-59enni (da 152 a 186) e tra i 65-69enni (da 20 a 29) e riduzioni tra gli under 35(da 69 a 55), tra i 40-44enni(da 24 a 23), tra i 60-64enni (da 58 a 39) e tra gli over 69 anni (da 17 a 16).
Infine, l’Istituto precisa che al 31 maggio di quest’anno risultano quattro denunce di incidenti plurimi, per un totale di 19 decessi, solo due dei quali stradali. Nei primi cinque mesi del 2023 risultavano cinque denunce di incidenti plurimi, per un totale di 10 decessi, quattro dei quali stradali.
Ministero del Lavoro: “Dai dati Inail fotografia provvisoria. L’Italia applica criteri larghi, con Covid e morti in itinere” – I dati sulle denunce di infortunio dell’Inail vanno letti tenendo conto i criteri più larghi applicati in Italia – che includono i casi di Covid e gli incidenti in itinere, ma anche gli studenti under 15 – ed anche guardando al rapporto con la crescita dell’occupazione. È quanto spiegano fonti del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali secondo le quali “gli Open data Inail di maggio 2024 sull’andamento non degli infortuni sul lavoro, ma delle denunce di infortunio, restituiscono come ogni meseuna fotografia puntuale ma provvisoria, che andrà valutata nel suo complesso su un arco temporale più ampio“.
La rilevazione mese per mese – secondo il ministero – espone inoltre a oscillazioni che dipendono dall’evenienza di incidenti con più vittime. Come specificato già nel comunicato stampa Inail, si tratta di tutte le denunce e comunicazioni obbligatorie effettuate dai datori di lavoro e loro intermediari, comprese quelle trasmesse ai soli fini statistici e informativi. Il totale tiene perciò conto delle assenze dal lavoro anche di un solo giorno (escluso quello dell’evento),mentre possono essere considerati “infortuni sul lavoro” solo quelli riconosciuti tali al termine dell’iter amministrativo e sanitario per ogni singola denuncia. Ecco perché gli open data mensili sono definiti “provvisori” e il loro confronto “richiede cautele”.
Per questo – viene sottolineato – “la reale portata del fenomeno infortunistico risulterà chiaramente definita solo nel momento in cui i dati del 2024 verranno consolidati”.
I dati in valore assoluto contenuti nel comunicato dell’Inail – spiegano poi le fonti del ministero – “riflettono correttamente il fenomeno infortunistico se messi in relazione all’andamento dell’occupazione che ha, come primo riflesso, modifiche sulla platea degli assicurati Inail. Le valutazioni conseguenti devono tenere conto dell’aumento di oltre 500milaoccupati in un anno, come evidenziato da Istat nell’ultima rilevazione effettuata. Nel dettaglio, l’andamento del 2024 sul2023 risente del brusco calo di denunce all’inizio dello scorso anno (-24,1%) dovuto soprattutto al notevole minor peso dei contagi da Covid-19 rispetto allo stesso periodo del 2022.Rispetto al 2019, anno che precede la pandemia e che quindi non risente dell’effetto “distorsivo” dei picchi di denunce correlate al Covid-19, i dati relativi ai primi cinque mesi del2024 sono comunque in calo del 6,8 per cento”. Le fonti del ministero del Lavoro “sottolineano, infine, che la crescita del 20% delle denunce di infortunio per le persone sotto i 15 anni è dovuta soprattutto all’incremento infortunistico degli studenti. Un risultato atteso, diretta conseguenza delle disposizioni del “Decreto Lavoro” che ha esteso, per la prima volta, la copertura assicurativa Inail a tutto il personale scolastico – docente e non – e agli studenti degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado per gli infortuni occorsi durante tutte le attività formative”. “In ogni caso – conclude il ministero – si registra anche per questo mese l’incremento degli infortuni in itinere, ovvero nel tragitto da casa al luogo di lavoro e viceversa“.
Lanciata da Pippo Baudo a Canzonissima negli anni Settanta, è morta per una malattia
Addio aMaria Rosaria Omaggio: l’attrice e scrittrice aveva 67 anni. Di origini napoletane, inizia la sua attività giovanissima e diventa popolare grazie alla partecipazione a Canzonissima del 1973-1974 condotta da Pippo Baudo. Aveva partecipato a diversi varietà.
«Cara Maria Rosaria. Ci hai lasciati. Hai iniziato il tuo nuovo viaggio verso la spiritualità che tanto amavi. Sei stata un’amica affettuosa, illuminante, presente. Donna bella e colta. Mancherai tanto anche ai miei cagnolini, a cui dicevi, dai un bacio da zia Maro’ R.I.P», si legge tra i commenti sui social.
È morta per una malattia Maria Rosaria Omaggio.
Chi era – L’attrice, nata a Napoli ma da anni residente a Roma, aveva 67 anni. Alle sue spalle 50 piece teatrali,29 film, 18 fiction televisive. Il suo debutto sul grande schermo fu con «Roma a mano armata» di Umberto Lenzi, per il film «Walesa – L’uomo della speranza» di Andrzej Wajda ha interpretato Oriana Fallaci e vinto un premio a Venezia. Il grande pubblico la conobbe sulla Rai con Canzonissima.
Posò sulle copertine di Playboy e Playmen. Scrittrice, goodwill ambassador per l’infanzia delle Nazioni Unite, istruttrice di taiji quan, arte marziale cinese. Aveva avuto un marito e tre compagni importanti, ma nessun figlio.
Tensione tra il tecnico italiano della Slovacchia, che si lamentava con l’arbitro, e il centrocampista, che gli ha dato del “pelato di m…”. L’attaccante del Real si porta le mani sui testicoli dopo l’1-1: “Ma mi rivolgevo a dei miei amici”
Amareggiato. Francesco Calzona non ci sta, alza la voce in televisione e in sala stampa. La sua Slovacchia è stata a un paio di minuti da eliminare l’Inghilterra dall’Europeo, ma alla fine si è scontrata contro la rovesciata di Jude Bellingham al 95′, prima del gol di Kane a chiudere i giochi sul 2-1. A fine partita però, nel pieno della tensione e dell’adrenalina di una gara persa sul gong, l’ex allenatore del Napoli è andato in mezzo al campo per chiedere delucidazioni all’arbitro Meler.
CONTRO RICE – Ne è nato un parapiglia con Declan Rice, che avrebbe tuonato contro Calzona frasi tutt’altro che carine. “Shut up”, “stai zitto”, sembra dire il centrocampista. Aggiungendo anche “pelato di…”. Questo quanto riportano in Inghilterra. Tutto si è risolto con le scuse di Rice, che dopo la tensione è andato dal tecnico e gli ha stretto la mano. Cose di campo. L’allenatore della Slovacchia si è lamentato con l’arbitro a fine gara: “E’ un orgoglio aver tenuto testa a una squadra che ha fatto ostruzionismo nei minuti finali, e vorrei anche dire che un solo minuto di recupero è davvero poco. Gli arbitri non mi sono piaciuti, ma non abbiamo perso per questo”.
GIALLO BELLINGHAM – Non bastassero le scintille Calzona-Rice, dopo la partita è scoppiato il caso Bellingham. Alcuni video sui social ritraggono l’inglese “esibirsi” dopo il gol dell’1-1 in un gestaccio (mani sulle parti intime) apparentemente rivolto in direzione della panchina slovacca. Il giocatore del Real ha dato una versione diversa sul suo profilo X: “Era solo un gesto scherzoso verso dei miei amici che erano alla partita. Non provo nient’altro che rispetto per come ha giocato la Slovacchia stasera“, ha scritto. Difficile stabilire quale sia la verità: ma rischia, sul serio, una squalifica.