Il rogo è divampato da un macchinario sul piazzale di uno stabilimento
I vigili del fuoco a Dolzago
Fiamme in azienda a Dolzago. Un macchinario ha preso fuoco in uno stabilimento di materie plastiche. Era posizionato sotto una tettoia, all’esterno del capannone in cui si svolge l’attività produttiva. L’incendio è divampato nel tardo pomeriggio. Per spegnerlo sono stati mobilitati i vigili del fuoco di 5 squadre del comando provinciale di Lecco e del distaccamento di Valmadrera, a bordo di altrettanti mezzi di soccorso: due autopompe serbatoio, altrettante autobotti e un’autoscala. I vigili del fuoco hanno circoscritto il rogo, impedendo che si propagasse ulteriormente.
Le fiamme hanno distrutto la copertura esterna sotto cui era installato il macchinario e un’altra struttura, sempre all’esterno dell’azienda, più alcune componenti in plastiche. I soccorritori hanno dovuto indossare maschere e respiratori artificiali con bombole d’aria per non inalare il fumo e le esalazioni sprigionate dalla combustione della plastica. L’incendio è stato spento in prima serata. La situazione ora è sotto controllo. Non si registrano né intossicati né ustionati e non risultano nemmeno pericoli per i residenti della zona.
Un fiume di fango e detriti ha invaso la frazione, trascinando via anche alcune auto
Le strade allagate a Vobarno
Un fiume di acqua, fango, detriti, ha invaso le strade di Collio di Vobarno, in Val Sabbia, a causa di una forte ondata di maltempo che ha investito l’area questo pomeriggio.Il fiume Chiese è esondato trasformando le strade della frazione di Vobarno in torrenti in piena.
La strada statale e quella provinciale IV sono state chiuse, fermato temporaneamente anche il traffico sulla tangenziale.L’acqua ha travolto alcune automobili,trascinandole via,mentre diverse abitazioni si sono allagate. Sul posto gli agenti della polizia locale, i volontari della protezione civile e le guardie di Fare ambiente. Non si segnalano al momento feriti o dispersi.
Il club nerazzurro oggi ha eletto il ventiduesimo presidente della sua storia: l’amministratore delegato è il successore di Steven Zhang.
Beppe Marotta ha commentato così la sua nomina a presidente dell’Inter:“Un’emozione grande, essere presidente di una squadra e società così importante è qualcosa di emozionante e coinvolgente”.
Le prossime mosse – “Sono un presidente che ama il suo lavoro, credo di conoscerlo bene. Sono in un grande club, ho necessariamente bisogno di tutta la macchina dell’Inter. Donne e uomini che lavorano all’interno, principalmente Ausilio, Baccin, Antonello e Zanetti. Il nostro modello è fatto di un grande patrimonio umano, la base di ogni successo. C’è tanta competenza e tanta motivazione”.
Steven Zhang Javier Zanetti
Punti di riferimento – “Il valore della memoria ha sicuramente grande forza. In mente ho Giacinto Facchetti che come profilo si avvicina a me. Sono finiti i tempi dei presidenti mecenati che tanto hanno dato. Ma veramente tanto. Mi riferisco a Moratti, Fraizzoli, Pellegrini. Oggi il calcio è diverso ma questi grandi dirigenti mi hanno inculcato una grande linea da seguire. Da ultimo non dimentico Zhang che, pur essendo giovane, ha dato tanto. La mia aspirazione è in chi mi ha preceduto, la forza dell’Inter non è il presidente ma tutto il patrimonio umano”.
Le trattative per i rinnovi di Lautaro Martinez, Barella ed Inzaghi – “C’è intesa con la proprietà e proseguiremo su questa linea. Sono ancora ottimista, non ci saranno grandi problemi perché i tre hanno un forte senso di appartenenza, è un vantaggio rispetto a qualsiasi altra negoziazione”.
Sul fututo – “Chiaramente provo questa grande esperienza che non modifica più di tanto la mia vita. Oggi sono un dirigente operativo dell’Inter, la mia è una versione particolare dell’essere presidente. Finché c’è passione, voglia di lavorare vado avanti. 2027 non è dietro l’angolo, intanto cominciamo ad arrivarci”.
Nerazzurri pronti a intervenire sul mercato con un doppio acquisto nel reparto arretrato: oltre all’azzurro ci sono da “rimpiazzare” i veterani Palomino e Toloi
Scalvini dopo l’infortunio
Martedì mattina Giorgio Scalvini, che domenica pomeriggio contro la Fiorentina ha riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro perdendo la possibilità di giocare gli Europei con l’Italia, verrà visitato a Roma, presso la casa di cura di Villa Stuart, dal professor Pierpaolo Mariani, specialista nelle cure chirurgiche del ginocchio dei calciatori, per un consulto clinico specialistico. Il 20enne difensore dell’Atalanta questo pomeriggio si è già spostato nella Capitale.
Verso l’operazione – Per lui si profila la soluzione dell’intervento chirurgico e a seguire un lungo percorso riabilitativo che lo dovrebbe riportare in campo a inizio 2025, quando avrà da poco compiuto 21 anni (li festeggia l’11 dicembre).
Si profila uno stop intorno ai 7-8 mesi, che costringerà l’Atalanta, in una stagione con la nuova Champions e tre Supercoppe da disputare, a intervenire ulteriormente sul mercato per un difensore di valore in più per tamponare la lunga assenza di Scalvini.
Interventi sul mercato – Era già previsto un investimento per un rinforzo difensivo dopo i tanti problemi emersi in questa stagione per via delle continue assenze per infortuni muscolari dei veterani Palomino e Toloi. L’argentino da aprile è uscito dalla rosa, anticipando la scadenza contrattuale. Il capitano matogrossiano, 34 anni ad ottobre, ha invece disputato un finale in crescendo nell’ultimo mese, ma in ogni caso serviranno due difensori,senza Scalvini almeno fino a gennaio, per completare il pacchetto arretrato con Djimsiti, Kolasinac, Hien e Toloi.
Terremoto in Svizzera, avvertito anche nel Nord Italia: scossa di magnitudo 4.2 nel Canton Berna
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 è stata registrata alle 2:34 in Svizzera ed avvertita anche nell’Italia del Nord. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a otto chilometri di profondità ed epicentro vicino Studen, nel Canton Berna. Non si hanno al momento notizie di danni a persone o cose.
Il tecnico italiano arriva dal Leicester, che incasserà dai Blues un compenso economico per liberarlo.
Enzo Maresca (Photo by Michael Regan/Getty Images)
Enzo Marescaè il nuovo allenatore del Chelsea. I Blues si affidano così al settimo tecnico italiano della propria storia per provare a risollevare le sorti della squadra, reduce da diversi risultati deludenti nonostante i grandi investimenti garantiti dalla nuova proprietà.
Con una nota ufficiale sul proprio sito, il club inglese ha comunicato che Maresca ha firmato un accordo di cinque anni con opzione per un altro anno. L’ex calciatore di Juventus e Siviglia, fra le altre, è reduce dalla promozione in Premier League con il Leicester. E proprio le Foxes si sono garantiti, con il passaggio al Chelsea, una discreta somma.
Stipendio Maresca Chelsea : Ingaggio, durata del contratto e clausola – Non si tratta di un affare insolito per il Chelsea che già per Graham Potter aveva dovuto riconoscere, quella volta al Brighton, ben 23 milioni di euro per portarlo a Stamford Bridge. Questa volta, invece, il Leicester incasserà per liberare Maresca una cifra compresa fra gli 8 e i 10 milioni di sterline (al cambio attuale, 9,4-11,7 milioni di euro).
Sempre secondo i media inglesi, per tutti e cinque gli anni di contratto, il Chelsea garantirà a Maresca un ingaggio da allenatore di primo livello. Infatti, il classe 1980 a partire dal prossimo 1° luglio percepirà 4,2 milioni di sterline nette all’anno che corrispondono a 5 milioni di euro. Una cifra che, se fosse in Serie A, lo porterebbe a essere uno dei tecnici più pagati. Nonostante l’importanza delle cifre, fra ingaggio netto e clausola rescissoria, si tratta di un risparmio abbastanza importante per il Chelsea, che a Pochettino garantiva ben 12,2 milioni di euro netti a stagione.
Il tecnico e la società bianconera hanno annunciato l’accordo per risolvere il contratto.
Massimiliano Allegri (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)
La Juventus e Massimiliano Allegri hanno trovato l’accordo per la risoluzione del contratto che legava il tecnico ai bianconeri fino al 30 giugno 2025. Lo ha annunciato il club bianconero, in un comunicato.
«Juventus Football Club e Massimiliano Allegri comunicano di aver di comune intesa concordato la risoluzione del contratto di prestazione sportiva al termine dell’attuale stagione sportiva».
«La società, nel ringraziare Massimiliano Allegri per i risultati sportivi conseguiti nel corso degli anni alla guida della squadra, desidera augurargli il meglio per il suo futuro professionale», conclude la Juventus.
Un recital con i suoi amici più cari e la proiezione di contenuti video inediti, arricchito da quattro racconti ritrovati e da altri testi perduti
Michela Murgia
Michela Murgia avrebbe compiuto 52 anni. Per l’occasione, il Teatro Carcano di Milano, dove era di casa, ospita un recitalsold out dal titolo ‘Festeggiatemi come vi pare’,questa sera alle 20,30 con i suoi amici più cari e con la proiezione di contenuti video inediti.
Sul palco la ricorderanno Lella Costa, Teresa Ciabatti, Marcello Fois, Alessandro Giammei, Alessio Vannetti e Fabio Calabrò. Il recital prende il nome dallibro ‘Ricordatemi come vi pare’, di recente pubblicato da Mondadori, autobiografia della scrittrice scomparsa il 10 agosto dell’anno scorso fa per un tumore ma anche testimonianzadi tutto quello che ci lascia in eredità. “Se mi avessero chiesto che cosa volevo fare avrei risposto: ‘Voglio cambiare il mondo’. Non l’ho certo cambiato tutto, ma la parte di tempo che ho attraversato forse non potrebbe dirsi quella che è se io non ci fossi stata”.
La viva voce dell’intellettuale torna a visitarci per una “resa dei conti sul potere, il femminismo, la fede, la letteratura“. Ma soprattutto sulle dieci vite che ha vissuto con incantata sfacciataggine, senza paura, ripercorse oralmente nell’unica autobiografia organica possibile per una che ha attraversato il mondo correndo scalza, bruciando luminosamente ogni tappa. Alla vigilia della sua morte, la scrittrice ha trascorso una settimana a raccontarsi a Beppe Cottafavi, suo editor ed amico. Le registrazioni di quella suaultima estate, ancora piena di storie come lo erano state le cinquanta precedenti, danno sostanza a questo suo libro straordinario, arricchito da quattro racconti ritrovatie da altritesti perduti che l’autrice ha scelto e indicato tra un ricordo e l’altro.
“Da un simile stagno brulicante di vita – si legge nella presentazione – come quello sulle cui rive è cresciuta, affiora un arcipelago di dettagli intimi: innamoramenti e parentele queer, matriarche oristanesi che sgranano rosari di cinque colori per salvare ogni continente, madonne con la parrucca, uomini violenti e maestri sognanti, lezioni di lingua sarda e cultura coreana, di esegesi biblica e di scrittura magica, di politica attiva e di militanza culturale Franca e visionaria, antifascista e immune dai compromessi, Murgia ci rivela com’è che una ragazza di provincia, addestrata a leggere il Vangelo e ad accontentarsi di sopravvivere, si sia messa in testa di cambiare il mondo invece, affidandosi a un’irriducibile aspirazione alla felicità”.
Allerta gialla a partire dalle 14 di domenica 2 giugno e fino alla mezzanotte del 3
Foto di repertorio
Torna il maltempo su Milano. Diramata l’allerta gialla per rischio temporali forti a partire dalle 14 di domenica 2 giugno e fino alla mezzanotte di lunedì 3. La protezione civile ha fornito una serie di indicazioni e consigli di comportamento. Si suggerisce di provvedere alla protezione dei locali che si trovano al piano strada e delle automobili che potrebbero essere colpite da grandine o oggetti volanti.
Si consiglia di evitare le zone sotto il livello stradale, quelle allagabili come ponti e sottopassi, limitare gli spostamenti esterni e non sostare nei pressi dei corsi d’acqua. Verranno monitorati costantemente i livelli di Lambro e Seveso.
Le previsioni – “La prossima settimana vedrà il ritorno di variabilità atmosferica tra lunedì e martedì con qualche piovasco o breve temporale, poi da mercoledì il graduale rinforzo dell’anticiclone favorirà alcuni giorni di tempo buono e soleggiato con temperature in rialzo su valori tipicamente estivi“, fanno sapere gli esperti di 3B Meteo.
La giornata di lunedì a Milano sarà poco nuvolosa e non sono previste piogge. Le temperature potranno raggiungere i 25 gradi. Ancora pioggia, in forma di temporali, è prevista per la serata di martedì 4 giugno.
Il difensore dell’Atalanta si è fermato nel finale della gara con la Fiorentina. Sospetta lesione del legamento crociato
Giorgio Scalvini – (ansa)
Minuto 82′, un movimento anomalo nel tentativo di arginare lo scatto di Ikonè, e Giorgio Scalvini che cade e viene portato via con la barella. Nel finale della sfida tra Atalanta e Fiorentina, col risultato ormai acquisito dai viola che hanno vinto nel recupero di una gara rinviata lo scorso 17 marzo il malore poi fatale di Joe Barone, il difensore dei bergamaschi si mette le mani nei capelli. Riesce ad alzarsi e ad uscire dal campo camminando seppur a fatica. Ma si sospetta un gravissimo infortunio, le prime indiscrezioni portano alla lesione del legamento crociato del ginocchio sinistro.
Una tegola nel giorno della festa dell’Atalanta per la vittoria dell’Europa League. Ma anche e soprattutto per il ct Luciano Spalletti in vista dei prossimi Europei. Proprio domani Scalvini, classe 2003, era atteso nel ritiro della nazionale a Coverciano per aggregarsi al gruppo azzurro che ha già iniziato a lavorare per la prossima rassegna. In attesa di accertamenti del difensore bergamasco, ai quali si sottoporrà già domani, Spalletti potrebbe chiamare Federico Gatti che fino a questo momento ha continuato ad allenarsi a Torino.
“Speriamo non sia la cosa peggiore, ovvero il crociato per il quale occorrerebbero almeno sei mesi. Entro due ore farà la risonanza: purtroppo la dinamica dell’infortunio non è delle migliori – è il commento di Gasperini -. Mi dispiace anche in ottica nazionale. E’ giovane, il primo infortunio della sua carriera, la prima delusione: lo rimetteremo in piedi meglio di prima”
Il presidente dell’associazione europea dei club: «Con la Juventus di nuovo nella nostra famiglia, l’ECA è un’istituzione più forte in Europa e a livello globale»,
Nasser Al-Khelaifi (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)
La Juventus è pronta a rientrare nell’ECA, l’associazione europea per club. Lo ha annunciato la stessa ECA, in una nota. Dopo averla abbandonata nell’aprile 2021, al momento del lancio del primo progetto della Superlega (con Andrea Agnelli che si dimise anche dalla carica di presidente della stessa ECA), ora la società bianconera è pronta a tornare a fare parte dell’associazione, come annunciato nella giornata di ieri.
Una decisione che ha trovato la soddisfazione in particolare da parte di Nasser Al-Khelaifi, il presidente del PSG che è diventato il successore di Agnelli alla guida dell’ECA. «Accogliamo calorosamente la Juventus nella famiglia del calcio europeo a braccia aperte e con vero entusiasmo per il futuro», ha spiegato il numero uno dei parigini.
«Voglio ringraziare personalmente John Elkann e Maurizio Scanavino per i nostri incontri insieme, e lodare la loro nuova visione per la Juventus F.C. e per gli interessi collettivi del calcio europeo. Con la Juventus di nuovo nella nostra famiglia, l’ECA è un’istituzione più forte in Europa e a livello globale», ha concluso Al-Khelaifi.
Sabato, 1 giugno 2024
La Juventus chiede di rientrare nell’ECA. Al-Khelaifi: «Porte sempre aperte»
Il presidente dell’associazione dei club europei: «Siamo felici che la Juventus rientri nella famiglia del calcio europeo».
Il logo della Juventus (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)
La Juventus ha chiesto di rientrare nell’ECA, l’associazione europea per club. Lo ha annunciato la stessa ECA, in una nota.
“Il Comitato Esecutivo (ExCo) dell’ECA si è riunito oggi a Londra per l’ultimo incontro della stagione prima della finale della UEFA Champions League 2024, per progredire su varie priorità chiave per i club europei, e ha ricevuto un rapporto sulla richiesta della Juventus F.C. di rientrare nell’ECA. Alla riunione hanno partecipato anche il Presidente della UEFA Aleksander Čeferin e il Segretario Generale della FIFA Mattias Grafström”, si legge nella nota.
Aprendo la riunione, il Presidente dell’ECA, Nasser Al-Khelaïfi, ha dichiarato: “Inizio la riunione con una notizia molto significativa. Dopo aver avuto diversi incontri recenti con la loro dirigenza e i loro proprietari, sono lieto di annunciare che la Juventus ha richiesto di rientrare nell’ECA, cosa che sarà formalizzata a breve.a porta dell’ECA è sempre aperta ai club che credono negli interessi collettivi, nella riforma progressiva e nel lavorare in modo costruttivo con tutte le parti interessate. Siamo felici che la Juventus rientri nella famiglia del calcio europeo.”
Frecce Tricolori sfrecciano sul Vittoriano – (2 giugno 2022)
La Festa della Repubblica Italiana è una festa nazionale italiana istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946, con la celebrazione principale che avviene aRoma. LaFesta della Repubblica Italianaè uno dei simboli patri italiani.
L’Inno Nazionale eseguito in occasione delle celebrazioni del 78° Anniversario della proclamazione della Repubblica, alla presenza del Capo dello Stato, sarà interpretato dal celebre cantautore Claudio Baglioni, accompagnato dalla Banda Interforze della Difesa.
La foto, divenuta in seguito “simbolo” dei festeggiamenti per l’esito del referendum, ritrae il volto di una giovane donna che sbuca da una copia de Il Nuovo Corriere della Sera del 6 giugno 1946 con il titolo «È nata la Repubblica Italiana».
Con lui se ne va il protagonista austero e ironico di una stagione del cinema e della storia
Con Philippe Leroy, morto stasera a Roma, se ne va una leggenda, un autentico personaggio oltre il cinema nonostante le quasi 200 apparizioni tra film e sceneggiati da «Il buco» di Jacques Becker (1960) fino agli ultimi successi come Vescovo di Terence Hill nella fiction «Don Matteo» e all’ultimo congedo sul grande schermo con «La notte è piccola per noi» di Francesco Lazotti nel 2019.
Chi era Philippe Leroy – Nato a Parigi il 15 ottobre del 1930 come Philippe Leroy-Beaulieu, erede di una famiglia aristocratica con sei generazioni di soldati e ambasciatori alle spalle, sdegnoso del suo titolo di marchese, va a scuola dai gesuiti, a soli 17 anni si imbarca come mozzo su una nave per l’America come un personaggio di Joseph Conrad. Infatti, una volta rientrato in patria finisce nella Legione Straniera e va a combattere in Indocina ed Algeria, arruolato come paracadutista anche se non si butterà mai da un aereo fino a dopo i 50 anni. Torna dall’Algeria con il grado di capitano e le medaglie sul petto (due legion d’onore e una croce al valore), ma ben presto capisce che è meglio trovarsi un lavoro, foss’anche al circo (lavorava coi cavalli) o pilota di bob o navigatore sulle barche off-shore. Un parente lo aiuta a assaggiare l’aria del cinema e Jacques Becker – colpito dal suo fisico asciutto, l’aria di chi ha visto il pericolo da vicino e conosce le armi – lo arruola nel cast del suo carcerario film che gli regala un inatteso successo mondiale.
L’aria in Francia però è pesante alla vigilia dell’indipendenza d’Algeria e Leroy, passati da poco i 30 anni, capisce che per lui è meglio non restare.
L’arrivo in Italia – Grazie al clima favorevole delle coproduzioni cinematografiche tra Italia e Francia passa la frontiera e sfrutta le poche conoscenze accumulate a Parigi per ottenere qualche ruolo come attore. Lo aiutano Vittorio Caprioli e Franca Valeri che ha incontrato in teatro ed è Caprioli a offrirgli un ruolo ne «Leoni al sole» (1961) sfruttando la sua seconda dote: maniere perfette, portamento aristocratico, aria naturale da gentiluomo. Per entrambi è una sorta di debutto, ma il giovane francese ha molte frecce al suo arco e viene «adottato» a Cinecittà. «Da quel momento in poi – ha raccontato – il cinema francese mi ha dimenticato, ma in compenso sono stato adottato da quello italiano che mi ha trattato come un figlio. Però non ho mai fatto veramente parte del vostro cinema, mi sono sempre sentito un dilettante, nonostante una quantità di ruoli e tante esperienze con i maestri migliori». Dall’avventuroso Riccardo Freda all’impegnato Giancarlo De Bosio, dall’amico Gianni Puccini (quasi un pigmalione) al popolare Luigi Zampa, trova sempre un ruolo adatto, spesso come «villain» crudele e freddo. Poi il colpo di fortuna nel 1965 con «Sette uomini d’oro» di Marco Vicario. Nel ruolo del cervello di una banda di rapinatori, a fianco della bellissima Rossana Podestà e di Gastone Moschin, fa del film il campione d’incassi dell’anno che frutterà anche un sequel. Diventa il suo passaporto per un mestiere che non gli assomiglia ma che lo renderà invece una figura doppia e ricorrente nel cinema italiano: gentiluomo raffinato da una parte, antagonista spietato e crudele dall’altro. Altra cosa sarà per lui la televisione, strumento di consenso popolare che gli offre nel 1971 la seconda svolta nella carriera: lo convoca Renato Castellani e gli cuce addosso i panni di Leonardo da Vinci nello sceneggiato omonimo.
«Sandokan» di Sergio Sollima – Il suo temperamento si ricongiunse alla fine, 5 anni dopo, con la professione: nei panni del flemmatico portoghese Yanes de Gomera nel «Sandokan» di Sergio Sollima divenne una vera star e scolpì un’incarnazione salgariana indimenticabile, amata da 30 milioni di spettatori a puntata. Benché si fosse misurato con il teatro, benché avesse recitato anche per Godard, Comencini, Luigi Magni, Jacques Deray, Dario Argento, Luc Besson, benché avesse vestito da protagonista i panni di preti (Ignazio de Loyola in «State buoni se potete»), ufficiali («R.A.S.” di Yves Boisset), ex-nazisti («Portiere di notte» di Liliana Cavani), fu proprio la tv a offrirgli i ruoli migliori. Giusto ricordarlo almeno in «Quo vadis?“, «Il generale», «Elisa di Rivombrosa»,«L’ispettore Coliandro» e perfino «I Cesaroni». Ma la sua vera vita era sempre più spesso fuori dal set: passati i 50 abbraccia finalmente la passione per il paracadutismo e verrà ricordato per gli oltre 2000 lanci fin dopo gli 80 anni. Ancora nel 2011 fece l’osservatore in Afghanistan nel contingente italiano: «Parà fra i parà” come ricordava con divertito orgoglio. Altrimenti stava volentieri a casa, scrivendo poesie, dipingendo, disegnando i suoi mobili. «Ho costruito con le mie mani cinque case. Nell’ultima – ricordava a 90 anni – un borgo incantato sulla via Cassia in cui ho vissuto con mia moglie Silvia (figlia di Enzo Tortora, madre di due figli amatissimi, scomparsa nel 2022) e con la mia famiglia, non c’è un pezzo di plastica, ma tutti mobili e oggetti in legno che ho lavorato, pezzo a pezzo. Come la mia vita…“. Con lui se ne va il protagonista austero e ironico di una stagione del cinema e della storia. Philippe Leroy era un mito con la sua voce roca e sorniona, il fisico scolpito come un ulivo antico, il distacco elegante con cui raccontava la sua vita da eroe conradiano.
La Svp di Streaming Italy and South Emea di Paramount+ ha raccontato a Calcio e Finanza i dietro le quinte degli accordi con il club milanese e con l’Atalanta.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
Un successo a tutto tondo e oltre le più rosee aspettative di visibilità. Paramount+ ha celebrato con il suo personalissimo “Triplete” – Supercoppa italiana, Scudetto ed Europa League – l’anno da protagonista sulle maglie di due dei principali club di Serie A: l’Inter (con cui il rapporto è durato più di una stagione) e l’Atalanta (che a Paramount+ si è legata per le due finalissime di Coppa Italia e quella europea con il Leverkusen).
E proprio di questo successo, dei progetti futuri e con uno sguardo ai diritti tv della Serie A, Calcio e Finanza ha parlato con Antonella Dominici, Svp di Streaming Italy and South Emea di Paramount+. Dominici ha definito il 2023/24 un «anno straordinario per tutti: Inter, Atalanta e Paramount+». E di straordinario – oltre ai risultati – c’è il modo in cui il calcio è stato in grado di fare da volano per i contenuti della piattaforma, con la visibilità che solo il mondo del pallone è in grado di garantire.
L’Inter, Mbappé e un rapporto oltre le aspettative – «Il nostro servizio di streaming è arrivato in Italia a settembre 2022, con grandi ambizioni, una montagna di intrattenimento da offrire e anche una montagna da scalare. Si approfitta sempre delle esperienze degli altri (i competitor, ndr), ma a un certo punto devi accelerare ed entrare nel radar del consumatore. Abbiamo quindi pensato di entrare in contatto con un mondo adiacente al nostro e legato alle passioni degli italiani, per un’occasione che è nata alla fine dello scorso campionato», ha esordito Dominici.
La dirigente racconta che « uno sponsor non aveva pagato quanto dovuto (Digitalbits, con cui prosegue la battaglia legale dell’Inter, ndr), così Inter e Roma sono rimaste senza sponsor per delle finali importanti», con riferimento agli ultimi atti di Champions League, per i nerazzurri, e di Europa League, per i giallorossi. «Abbiamo pensato che una partnership con l’Inter per due partite (una di Campionato e la finale di Champions League) potesse essere un modo interessante per catturare l’attenzione del nostro target primario. Sappiamo che buona parte dei nostri contenuti è più interessante per un pubblico maschile, così abbiamo pensato di poter abbattere le barriere del marketing ed essere rapidamente più riconoscibili».
Inizialmente, il percorso con l’Inter «doveva essere limitato a due giornate, ma grazie alla Champions League e al feedback ricevuto dai nerazzurri, abbiamo deciso di estendere la collaborazione a tutto l’anno successivo (il 2023/24, ndr). Abbiamo fatto da apripista per questo tipo di collaborazione, sulla falsa riga di quello che ha fatto Spotify», ha spiegato con riferimento alla partnership della piattaforma di streaming musicale con il Barcellona.
Dominici non nasconde che il rapporto è «iniziato con delle opportunità in alcuni casi anche parecchio originali , e sedendoci con il management dell’Inter abbiamo creato delle occasioni. Noi siamo stati molto bravi, ma devo dire che loro ci hanno messo a disposizione degli asset decisivi, soprattutto il lavoro straordinario dell’Inter Media House. Abbiamo dato vita a una sponsorizzazione fuori dal comune e per noi la visibilità è stata a livello mondiale».
In una sorta di “inception”, la soddisfazione massima è stata poter vedere il brand di Paramount+ sulle maglie nerazzurre durante le sfide della Serie A trasmesse negli Stati Uniti d’America, dove la stessa piattaforma di streaming è stata titolare – attraverso la CBS – dei diritti televisivi del massimo campionato italiano di calcio fino al termine di questa stagione. La prima mossa è stata quella che ha visto Paramount+ portare allo stadio delle Drag Queen per la promozione di “Drag Race Italia”. Un’iniziativa unica che ha fatto incontrare due mondi apparentemente molto lontani. Ma è stata l’idea di portare a San Siro i Transformers che ha segnato il vero punto di svolta.
In occasione di Inter-Udinese, la squadra è scesa in campo con la maglia home con il logo della saga cinematografica al posto del logo Paramount+. «Pensavamo fosse un unicum e invece grazie alla reazione dei tifosi e anche dei giocatori, tutti molto coinvolti, ci siamo interrogati sulla possibilità di lanciarne anche delle altre». A corredo dell’iniziativa, a San Siro ci sono stati due ospiti speciali: due Transformers hanno assistito infatti al match da bordo campo.
L’iniziativa di maggiore successo rimane tuttavia quella messa in campo contro il Genoa, quando Calhanoglu e compagni hanno giocato indossando la maglia con il logo Ninja Turtles, per anticipare l’uscita del nuovo film su Paramount+. I fan delle Tartarughe Ninja hanno anche avuto la possibilità di aggiudicarsi la versione Away e Third della maglia. Anche in questo caso, i personaggi diDonatello, Leonardo, Raffaello e Michelangelo hanno animato il prepartita da bordocampo, nelle sale hospitality e hanno accolto i giocatori all’ingresso in campo per il riscaldamento.
(Foto: ufficio stampa Paramount+)
«Abbiamo personalizzato tutte e tre le maglie e sono diventate divise da collezione – ha spiegato Antonella Dominici –, con grande orgoglio ho visto anche Marotta chiedere di poter fare la foto con le Tartarughe Ninja. Il giorno dopo poi è successa una cosa inattesa: Mbappè (associato alle Tartarughe Ninja per una vaga somiglianza ai personaggi, ndr) ha commentato la maglia insieme a Thuram. Così ci si fa conoscere, si aumenta la riconoscibilità del brand. Per noi poteva bastare così, invece abbiamo dato vita a una terza maglia (con Star Trek, ndr) e questa collezione è diventata ancora più profonda per un nuovo capitolo di queste iniziative».
I risultati della partnership come biglietto da visita per il futuro – «Non ci aspettavamo di poter portare avanti tutta questa varietà di iniziative, ma tra la creatività di Inter Media House e le nostre idee il bilancio è nettamente positivo con entrambi. Abbiamo settato un’asticella più alta per chi vorrà essere sponsor di altri club di calcio e per noi è stato il modo per fare viaggiare un’idea e una visibilità in tutti i nostri mercati. Vedere che l’awareness ha avuto efficacia al di sopra di qualsiasi aspettativa in molti mercati oltre l’Italia, è stato fantastico. Avere scelto l’Inter e avere avuto la visibilità a livello mondiale è stato un volano per raggiungere anche altri Paesi. A livello mondiale c’è un’altra sponsorizzazione con la Formula 1, che consideriamo top of mind (il livello più alto, ndr). E la sponsorizzazione con l’Inter ha raggiunto lo stesso livello».
«Ora che l’anno è concluso sicuramente abbiamo raggiunto il nostro obiettivo principale, ma siamo andati anche oltre grazie alla disponibilità dell’Inter, e siamo soddisfatti e orgogliosi del percorso. Riuscendo a sponsorizzare la squadra che ha vinto la Supercoppa e lo Scudetto siamo presenti su centinaia di migliaia di maglie», ha aggiunto la Svp di Streaming Italy and South Emea di Paramount+.
Guardando al futuro, non è ancora stato definito se e come l’Inter e Paramount+ proseguiranno insieme. Dominici ha spiegato che «stiamo facendo valutazioni anche con il club nerazzurro, non c’è niente di scontato. C’è un tema di assetto societario negli Stati Uniti che ci rende difficile prendere decisioni su collaborazioni future al momento. Per noi i risultati di quest’anno sarebbero già un biglietto per continuare, vedremo cosa ci riserva il futuro».
L’occasione Atalanta e i diritti tv della Serie A – Paramount+ non ha però dimenticato l’Atalanta, esempio di successo sportivo e sostenibilità finanziaria, un altro club con cui grazie alle due finali di Coppa Italia e di Europa League si è presentata l’occasione di una collaborazione. «Qualcuno dice che è stata una scommessa. E’ stato un rischio calcolato e quasi controllato per noi. Da anni loro sono sulla cresta dell’onda, e quest’anno hanno vissuto una stagione straordinaria, soprattutto nella seconda parte. Noi in quanto Paramount+ e appassionati di grandi finali (di stagione) abbiamo deciso di supportarli, perché eravamo convinti che sarebbe stato un grande risultato», ha raccontato ancora Dominici. Dopo l’Inter «abbiamo pensato di accelerare questa associazione cogliendo un’altra opportunità con un club che non aveva main sponsor. L’Atalanta è una bella storia di successo e la presenza di un brand globale sulla maglia ha rappresentato un inizio di internazionalizzazione».
In chiusura, una battuta su un business che Antonella Dominici – con un passato importante a Sky e TIM– conosce molto bene: quello dei diritti tv. Paramount+ in tempi recenti è stata inserita a più riprese nella lista di candidati a rilevare i diritti di trasmissione della Serie A, ma al momento l’investimento non è nei piani dell’azienda: «Il calcio è un business sicuramente molto visibile, la cui redditività è complessa. e la profittabilità complicata. Inoltre, diventa un tema ancora più delicato se si parla di pirateria. In questo momento per noi non è nei piani entrare nella distribuzione del calcio. Un conto è se ci fosse un canale in un futuro accessibile per tutti i distributori, ma non sembra essere nelle priorità e per noi per ora non c’è dubbio. La distribuzione del contenuto sportivo richiede un lavoro complesso, che in Paramount non c’è se non negli USA o nell’America Latina».
Durissimo attacco della Curva Fiesole: dalla presidenza alla dirigenza fino ai giocatori, tutti nel mirino dello zoccolo duro del tifo della Fiorentinadopo la sconfitta in finale di Conference League contro l’Olympiacos.
Attraverso la pagina Facebook“Fuori dal coro“, gli ultras viola hanno diramato un comunicato netto:
“I conti si fanno alla fine e la fine è arrivata. Avevamo promesso sostegno incondizionato fino alla fine della stagione, spinti dalla speranza e dalla voglia di coronare un sogno tutti insieme. Certamente da parte nostra questo non è mai mancato. Sostegno che purtroppo non è stato ripagato, in primo luogo dalla società Fiorentina, che nel mercato di gennaio, non ha avuto né la voglia né il coraggio di andare a migliorare una squadra inaspettatamente quarta in classifica e in corsa su tre competizioni, e questo di certo non lo abbiamo dimenticato. In secondo luogo dalla squadra, ed in particolare da alcuni giocatori che con un atteggiamento indegno sono complici del fallimento di ieri, dimostrando di essere uomini senza palle e senza alcun rispetto per una città e per il suo popolo. Siamo convinti che la sconfitta di ieri sia frutto di una pessima gestione sportiva e una assenza di programmazione che va avanti da anni.Ora la pazienza è finita.
È arrivato il momento delle risposte, e pretendiamo che la presidenza chiarisca velocemente quali siano i reali obiettivi sportivi della società Fiorentina, perché Firenze non festeggia per degli ottavi posti, e soprattutto non gioisce per la coppa del fair play finanziario! Presidente Commisso, il primo che ci deve dare delle risposte è lei, siamo arrivati ad un bivio: non esistono più vie di mezzo. É il momento di investire seriamente affidandosi a dirigenti competenti per dar vita ad un progetto sportivo serio e all’altezza di questa città. Firenze merita di più“.