Nel Vicentino caduti sino a 78 millimetri di acqua
Precipitazioni diffuse, più continue e consistenti sulla parte centro-occidentale del Veneto dove a tratti sono risultate moderate/forti con rovesci e un isolato temporale nel Rodigino, più discontinue e in genere scarse sulla parte orientale.
Questo il bilancio fatto stamane dall’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin sul maltempo della notte scorsa, che non ha comunque determinato segnalazioni particolari.
I quantitativi complessivi di pioggia risultano in genere compresi tra 20 e 40 millimetri sulla pianura occidentale, tra 30-50 sui Lessini, tra 40-65 millimetri sulle Prealpi vicentine fino a un massimo di 78 millimetri a Molini (Laghi), tra i 20-40 tra Feltrino e Basso Agordino; inferiori ai 15 millimetri altrove.Le precipitazioni piovose cadute nelle ultime ore hanno portato a un innalzamento contenuto dei livelli idrometrici nei bacini idrografici del Bacchiglione, sistema Agno-Guà e nei bacini del Chiampo ed Alpone. In base all’evoluzione meteo prevista, si attendono per le prossime ore ulteriori incrementi idrometrici che potranno interessare più significativamente le aste dei corsi d’acqua dei settori di pianura e pedemontana del Veneto centro-occidentale.
Campi Flegrei: notte in strada, in tanti rientrano a casa
Decine di scosse dalle 19.51 alle 23.00. Molta ansia e segnalazioni per crepe e caduta di cornicioni, ma nessun danno alle persone.
E’stata una notte in strada per tantissimi cittadini di Pozzuoli, che però fortunatamente non hanno percepito nessuna scossa di terremoto.
In tanti hanno trovato riparo a bordo di auto posteggiate lontane dagli edifici, oppure nelle due piccole tendopoli allestite dalla Protezione civile rapidamente nella zona del porto e in quella di lungomare Pertini.
Poco sonno comunque per tutti: c’è stato chi ha trascorso il tempo giocando a carte o chi è stato per l’intera notte con la radio accesa in attesa di avere notizie.
All’alba, e a causa di un repentino abbassamento della temperatura, in tanti sfidando la paura hanno deciso di far rientro a casa. Non sono mancati momenti di tensione anche durante la notte: c’è chi ha lamentato l’assenza di bagni chimici, arrivati a Pozzuoli stamattina.
E il giorno dopo la notte di paura tra i cittadini di Pozzuoli c’è rassegnazione ma c’è soprattutto rabbia. Al risveglio sono in tanti a camminare lungo le strade con un cuscino sotto braccio. Molti, la maggior parte, hanno preferito allontanarsi o dormire in macchina. In pochi hanno dormito nelle tende allestite nelle aree di accoglienza. C’è una cosa, raccontano i cittadini, che ha creato più paura di tutto, finanche della scossa: il panico della gente.
“Tutti si sono messi in auto, si sono create file incredibili, la gente ha iniziato a litigare per passare – racconta un cittadino – e tutto questo è un fattore ad altissimo rischio“. La rabbia, stamattina, è determinata soprattutto dal fatto che la gente, “da troppo tempo,” si sente poco informata. “Ma lei le ha viste alcune vie di fuga? – raccontano –sono dei cantieri. Come è possibile che in una zona come questa i lavori non avvengono in tempi ristrettissimi? Come è possibile che le vie di fuga siano bloccate da lavoro in corso. Se fosse successo di mattina, se fosse successo con le scuole aperte, il caos avrebbe raggiunto livelli inenarrabili e allora sì che si sarebbe rischiato il morto, per il panico, per la reazione della gente, prima ancora che per il terremoto“.
Pian piano i negozi, stamattina, stanno aprendo, per assicurare anche oggi una giornata di normalità. Si contano i danni, marmi che si sono staccati dalle mura, fessure nelle case. “Casa mia ha resistito al terremoto dell’80 e anche a quelli successivi ma stanotte si sono create delle crepe incredibili -racconta il titolare di un negozio di fiori- sì abbiamo dormito in macchina ma poi ci siamo cambiati e abbiamo aperto il nostro negozio. Qui dobbiamo continuare a lavorare. Qui abbiamo bisogno di vivere“.
In mattinata intanto la circolazione ferroviaria è tornata regolare, dopo le verifiche tecniche effettuate sulle linee interessate dall’evento sismico.
Nell’ambito delle attività espletate dal Centro di coordinamento soccorsi insediato nella serata di ieri presso la Prefettura di Napoli dal prefetto Michele di Bari, è stato disposto, su richiesta della Protezione civile della Regione Campania,l’invio di 400 brandine nella disponibilità del CAPI del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con sede a Capua, presso i comuni di Bacoli e Pozzuoli. Si sottolinea che “la misura ha carattere essenzialmente cautelare, per fare in modo che le brandine siano subito a disposizione della popolazione locale in caso di necessità“. Inoltre a Pozzuoli è stata sgomberata nella notte un’altra famiglia. Sono quindi attualmente 36 i nuclei familiari sgomberati.
Circa 150 scosse – Dalle 19:51 di ieri lo sciame sismico in corso nell’area dei Campi Flegrei ha fatto registrare, fino alle ore 00:31 di oggi, circa 150 terremoti, il più forte dei quali di magnitudo 4.4, all’interno della Solfatara.
Lo evidenzia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) aggiungendo che non si registrano allo stato attuale un aumento della velocità di sollevamento, che attualmente è di 2 cm/mese, né variazioni di andamento nelle deformazioni orizzontali o deformazioni locali del suolo diverse rispetto all’andamento precedente.
L’Ingv quindi ricorda che durante la crisi bradisismica del 1982-84 il sollevamento del suolo raggiunse i 9 cm al mese, e si superarono anche 1300 eventi sismici al mese. Attualmente, invece, nell’ultimo mese sono stati registrati circa 450 eventi. Inoltre, i parametri geochimici “non mostrano variazioni significative rispetto agli andamenti degli ultimi mesi, se non il ben noto incremento di temperatura e pressione che caratterizza il sistema idrotermale“.
“La sismicità – aggiunge l’Ingv – non è un fenomeno prevedibile, pertanto non può essere escluso che si possano verificare altri eventi sismici, anche di energia analoga con quanto già registrato durante lo sciame in corso“.
Il monitoraggio – L’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv continua le attività di monitoraggio ordinarie e straordinarie al fine di “individuare anche le più piccole variazioni nei parametri di monitoraggio utili per definire al meglio l’attuale fenomeno in corso“.
Inoltre, le strutture dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dedicate al monitoraggio dell’area della caldera dei Campi Flegrei “sono sempre operative h24 e oggi saranno effettuate misure e campionamenti in alcuni siti della caldera“.
L’Ingv, con la sua sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano, “è costantemente in collegamento con la Protezione Civile nazionale, regionale e con i Comuni interessati, oltre che con tutte le Autorità competenti alla tutela del territorio“.
È successo nella notte tra domenica e lunedì mentre tornavano a casa dalla trasferta di Le Havre: vittime dell’aggressione Moumbagna, Onana e Meité
Tre giocatori del Marsiglia sono stati aggrediti nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 maggio mentre tornavano a casa con le rispettive automobili. I protagonisti della disavventura – per fortuna usciti illesi – sono Faris Moumbagna, Jean Onana e Bamo Meité. I calciatori stavano rientrando da Le Havre, dove avevano appena vinto nell’ultima partita stagionale.
LA RICOSTRUZIONE – Secondo le ricostruzioni delle autorità locali, i tre avrebbero sbagliato strada, finendo in un vicolo cieco dove i malviventi li avrebbero aggrediti per cercare di portargli via le vetture. Un proiettile ha raggiunto l’auto di Onana, mentre gli altri sono finiti su quella di Moumbagna; Meite, che era dietro di loro di qualche metro, non è stato preso di mira. Sembra che i calciatori siano riusciti a sfuggire al tentativo di aggressione e che siano in buona salute ma estremamente scioccati, così come il Marsiglia, che è in costante contatto con tutti i suoi giocatori e con le autorità competenti. Non sono però ancora stati rilasciati comunicati ufficiali.
Previsioni meteo per il 21/05/2024, Milano. Giornata caratterizzata da pioggia alternata a schiarite, temperatura minima 16°C, massima 24°C
Situazione in tempo reale: Secondo la rilevazione della stazione meteo Milano Linate alle ore 23:50, la situazione attuale è caratterizzata da pioggia alternata a schiarite, con una temperatura di 0°C. Venti assenti provenienti da Nord con intensità di circa 0km/h. La rilevazione radar più vicina delle ore 0:00 segnala precipitazioni intense con intensità 5 su 12. Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da fenomeni temporaleschi, con una temperatura di 18°C. Venti moderati provenienti da Est-Nord-Est con intensità tra 10km/h e 16km/h. Si verificano precipitazioni a carattere di temporale.
Martedì 21 Maggio: giornata caratterizzata da piovaschi intermittenti, minima 16°C, massima 24°C. In particolare avremo veloci piovaschi al mattino, poche nubi al pomeriggio, cielo in prevalenza coperto alla sera. Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 18 e sarà di 24°C, la minima di 16°C alle ore 9, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2740m alle ore 23 e la quota neve minima sarà 2210m alle ore 8. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità compresa tra 13 e 21km/h, deboli da Ovest-Nord-Ovest al pomeriggio con intensità tra 9km/h e 17km/h, moderati da Ovest alla sera con intensità tra 13km/h e 22km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 1760m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 17 con un valore UV di 3, corrispondente a 574W/mq.
Mercoledì 22 Maggio: giornata caratterizzata da annuvolamenti con temporali e schiarite, temperatura minima 15°C, massima 22°C. Nel dettaglio: cielo in prevalenza coperto al mattino, pioggia e schiarite al pomeriggio, pioggia continua alla sera. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 22°C alle ore 16, mentre la minima alle ore 6 sarà di 15°C, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2640m alle ore 9 e la quota neve minima sarà 2430m alle ore 3. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 13km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 10km/h, alla sera deboli provenienti da Est-Sud-Est con intensità di circa 11km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 5.5, corrispondente a 776W/mq.
Giovedì 23 Maggio: giornata caratterizzata da pioggia e schiarite, temperatura minima di 14°C e massima di 17°C. Entrando nel dettaglio, avremo pioggia moderata o forte al mattino, piovaschi intermittenti al pomeriggio, nubi sparse di passaggio alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 18 e sarà di 17°C, la minima di 14°C alle ore 23, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2450m alle ore 13 e la quota neve minima sarà 2060m alle ore 14. I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio deboli provenienti da Est-Sud-Est con intensità di circa 6km/h, alla sera deboli provenienti da Est con intensità di circa 11km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 17 con un valore UV di 3, corrispondente a 571W/mq.
Gli allagamenti di mercoledì scorso a Ponte Lambro (fotogramma)
Si temono allagamenti e esondazioni di Seveso e Lambro. Il Comune di Milano: “Non sostate nelle aree a rischio”. In Brianza piogge torrenziali già ieri, disagi e interventi di soccorso anche nell’Oltrepò Pavese
E’ in corso ancora una volta, in una primavera già molto piovosa, un nubifragio su Milano e dintorni. La situazione più critica, al momento, è quella di Cesano Maderno dove, si legge nella pagina social del Comune, sono caduti novanta millimetri di pioggia in un’ora. Alcune vie, il parco Borromeo e un sottopasso sono stati chiusi e si segnalano auto in panne, cantine e box allagati.
A Monza squadre di volontari della Protezione Civile sono già in stato di allerta e dalle 21 di questa sera cominceranno a dislocare transenne e barriere da attivare nel caso il Lambro superasse il livello di guardia durante le ore notturne. Secondo le previsioni e le allerte istituzionali, il ‘peggio‘ deve ancora arrivare con l’incombere dell’allerta rossa diramata per le prossime ore.
È di nuovo allerta maltempo a Milano e in Lombardia. Già dalla mattina di lunedì forti piogge sono cadute in Brianza, in particolare tra Desio, VimercateeCesano Maderno. Un’improvvisa “bomba d’acqua” – un nubifragio ben più intenso – ha causato cadute di alberi, allagamenti di sottopassi, cantine e box e una cinquantina di interventi dei vigili del fuoco brianzoli da eseguire in poco tempo per risolvere le emergenze.
Ma il rischio è che sia solo un’anteprima di quello che può (ri)succedere nel resto della regione, in particolare a Milano e dintorni, da stasera. Il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione ha emesso per il periodo da mezzanotte di lunedì un avviso di criticità rossa, cioè il grado più elevato di allerta, per il rischio idrogeologico. Cioè per gli effetti che i forti temporali potrebbero avere sul territorio, in particolare sui due fiumi sorvegliati speciali, Seveso e Lambro, già gonfi dal maltempo di mercoledì scorso.
La giunta Sala, con l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, spiega le procedure già attivate sulle vasche di laminazione e i due fiumi a rischio in vista dell’ondata attesa in serata: «Per il Seveso la vasca è stata svuotata e pronta a difendere Milano. Per il Lambro stiamo interloquendo con Aipo e disponendo presidi di protezione civile e Mm a Pontelambro e nelle zone più a rischio. I sottopassi sono sotto controllo e da stamattina sono stati attuati interventi preventivi di pulizia».
Maltempo a Milano ma non solo. Forti disagi lunedì anche nell’Oltrepò Pavese. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire per mettere in salvo una donna di 74 anni, rimasta bloccata sulla sua auto in una strada, nel comune di Zavattarello (Pavia), invaso dall’acqua e dal fango. Problemi si sono registrati anche in altre aree collinari dell’Oltrepò, in particolare nelle zone pavesi di Golferenzo e Volpara.
È prevista, difatti, un’allerta arancione e gialla anche in altre zone della Lombardia. Tanto che la Regione lancia un appello: «Invito la popolazione – ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Romano La Russa – a prestare la massima attenzione, seguendo le indicazioni delle autorità locali e consultando gli aggiornamenti meteo. Consigliamo di evitare spostamenti non necessari nelle zone interessate dalle allerte e adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire la massima sicurezza».
Intanto a Milano ilCentro operativo comunale della Protezione civile è attivo per monitorare i livelli idrometrici dei fiumi e per coordinare gli interventi, se sarà necessario. Per questo è stata convocata l’Unità di Crisi locale per pianificare le attività operative e la dislocazione delle squadre sul territorio. Durante il periodo dell’allerta meteo l’amministrazione milanese invita i cittadini a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi, in prossimità dei sottopassi, sotto gli alberi e le impalcature di cantieri e i dehors. È importante anche, spiega ancora il Comune, mettere in sicurezza vasi e altri oggetti che sui balconi potrebbero essere spostati dal vento.
L’ultimo fenomeno si è verificato intorno alle 20.10. La scossa delle 19.51 era di magnitudo 3.5, si è verificata a una profondità di 3 chilometri. Quella delle 20.10 aveva invece una magnitudo di 4,4: è la più forte degli ultimi 40 anni
Ancora forti scosse di terremoto avvertite ai Campi Flegrei.Paura anche a Napoli, dal centro a Chiaia e al Vomero. L’ultima scossa è stata chiaramente sentita non solo nella zona collinare e centrale della città, ma anche nei comuni dell’hinterland, come Casavatore e Giugliano in Campania.
Al momento non si hanno segnalazioni di danni. I Campi Flegrei erano già stati interessati da uno sciame sismico, la cui scossa principale era stata di magnitudo 2.3, alle 8.50. La terra è tornata a tremare a partire dalle 19.51 e nei minuti successivi. L’ultimo fenomeno si è verificato intorno alle 20.10. La scossa delle 19.51 era di magnitudo 3.5, si è verificata a una profondità di 3 chilometri. Quella delle 20.10 aveva invece una magnitudo di 4,4: è la più forte degli ultimi 40 anni. Molta gente è uscita in strada per lo spavento. Panico in città con molta gente uscita in strada per lo spavento.
I Campi Flegrei erano già stati interessati stamani da uno sciame sismico, la cui scossa principale era stata di magnitudo 2.3, alle 8.50.
Il calcio piange il terzino tedesco, che in rossonero aveva vinto uno scudetto, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e due Coppe delle Coppe. Malato da tempo, si è spento al San Raffaele
Se n’è andato come quel giorno all’Azteca, di sguincio, con passo lento ma definitivo, nella notte della partita durata una vita, senza far rumore: così Karl-Heinz Schnellinger, il Panzer che con il suo gol alzò il sipario sulla partita più iconica del secolo scorso, quell’Italia-Germania 4-3 al Mondiale messicano che – a guardarlo nello specchietto retrovisore del tempo – univa il suo destino di uomo e di calciatore, verrebbe da dire le sue due patrie. In Germania ci è nato, a Duren, nella Renania-settentrionale in Italia ci ha vissuto, fino alla fine dei suoi giorni. Quel gol Schnellinger lo segnò allo scadere perché pensava che ormai la partita fosse finita, guardò l’orologio che stava sopra la tribuna e decise di avvicinarsi agli spogliatoi e uscire di scena il prima possibile. Non sapeva che quella sua spaccata così inusuale – quello rimane l’unico gol delle sue 47 partite in Nazionale – avrebbe offerto la password per i supplementari più straordinari dell’epoca moderna. Alla fine con grande onestà ammise che gli azzurri avevano meritato di vincere e in fondo, sembrava pure un po’ contento.
L’ARRIVO IN ITALIA – Perché era impossibile non volere bene a Carletto, come lo chiamavano al Milan. Quando arrivò in Italia era il 1963, aveva 24 anni, fino a quel momento aveva giocato nel Colonia con cui l’anno prima aveva vinto il campionato. Lo comprò la Roma, che lo parcheggiò un anno a Mantova e poi se lo riprese. A quel punto Karl passò al Milan, dove ha scritto pagine leggendarie. Nove stagioni (1965-1974), 344 partite, 3 soli gol e tutti in Coppa Italia (non era il suo mestiere), uno scudetto (1968), una Coppa dei Campioni (1969), una Coppa Intercontinentale (1969), due Coppe delle Coppe (1967 e 1973), tre Coppe Italia (1967, 1972, 1973). A volerlo al Milan era stato Gipo Viani, diventerà uno dei fedelissimi del “Paròn” Rocco. Questi gli ordinava di rimanere a presidiare la sua zona di competenza, senza spingersi in avanti, non era il caso. Terzino sinistro, grande e grosso, un carroarmato, un Panzer (altro soprannome), ma anche “Volkswagen” per l’affidabilità e la robustezza, oppure per qualche giornalista “Carlo Martello”, per come sapeva adoperare il tackle.
IN NAZIONALE – Con la Nazionale tedesca giocò quattro Mondiali. Nel 1966 la Germania arrivò in finale, ma venne sconfitta dai padroni di casa dell’Inghilterra, con un gol non valido di Hurst. Quattro anni dopo, come detto, a Messico 70, i tedeschi vennero eliminati in semifinale. Custodiva in quel suo fisico così massiccio una bontà d’animo rara, che l’aveva fatto diventare in poco tempo uno dei punti di riferimento nello spogliatoio rossonero. Aveva un viso rubizzo, due cosce ipertrofiche, da lanciatore di peso. Si muoveva come uno di quei vecchi cingolati, eppure sfoderava una scaltrezza di gambe sorprendente. Nelle fotografie che venivano fatte in estate ci teneva a risultare sempre in ordine. Per questo, nonostante le battute dei compagni, si pettinava a lungo, cosicché non ci fosse un capello fuori posto. Uomo dal carattere mite, sapeva fare spogliatoio, conosceva l’arte di misurare lo spessore dei compagni con un solo sguardo. Carlo il Biondo una volta disse che in Italia, dove era rimasto a vivere, non aveva trovato solo “il sole, ma anche la gioia di vivere”. Nel 1974, chiusa la sua avventura al Milan (saltando però l’ultima partita, quella decisiva per lo scudetto, la Fatal Verona), tornò in Germania, dove giocò la sua ultima stagione con il TeBe Berlino. Ma subito fece seguito il ritorno in Italia, troppa era la nostalgia del nostro paese. In un’epoca in cui i calciatori erano specialisti del ruolo, Karl-Heinz Schnellinger in realtà sapeva fare tutto. Terzino certamente, ma anche libero, nonché mediano a sostegno. In Germania aveva giocato anche come stopper e ad inizio carriera, raccontava, gli allenatori delle giovanili sfruttavano la sua struttura fisica in attacco.
A BRUTTO MUSO – E’ stato il tedesco più italiano del nostro calcio: per come ha saputo ambientarsi, per il piacere di stare in mezzo alla gente che l’ha sempre contraddistinto. Ma allo stesso tempo un simbolo della Germania, figlio di una generazione di campioni, da Beckenbauer a Gabrowski, da Overath a Gerd Müller. Quella volta di Italia-Germania 4-3, dopo il gol all’ultimo minuto dei tempi regolamentari che aveva momentaneamente inchiodato l’Italia pareggio, Schnellinger fu avvicinato dai suoi compagni del Milan, Gianni Rivera e Roberto Rosato. Minacciosi, entrambi lo guardarono a brutto muso, gli puntarono il dito contro e lo fulminarono con lo sguardo: “Carletto, ma che hai fatto?”. Non c’erano risposte da dare. Lui abbozzò quello che voleva essere un sorriso, voltò le spalle ai compagni e senza dire niente tornò a centrocampo, ancora ignaro dello sviluppo vorticoso che avrebbe preso quella sfida epocale. Aveva fatto il suo dovere, Carletto, come sempre nei suoi 85 anni di vita.
Le sanzioni ai club e l’opzione tetto salariale dimostrano la volontà di tenere i conti in equilibrio: ma la strada da fare è ancora lunga.
La Premier League si sta dimostrando una volta ancora il campionato più bello e avvincente d’Europa. Non a caso quest’anno è l’unico torneo nazionale, tra quelli delle Big 5, ancora in bilico a tre giornate dal termine.
In Francia infatti è continuato il dominio del PSG (sei titoli su sette nelle ultime sette stagioni), in Spagna il Real Madrid ha praticamente vinto il titolo nazionale dopo una corsa quasi in solitaria (nessuno ha mai considerato seriamente l’ipotesi Girona) e in Germania, dove l’anno scorso si era vissuto un duello all’ultimo sangue tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco, il sorprendente il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso ha triturato qualsiasi avversario, non ultimi gli stessi bavaresi (sei Meisterschale conquistati negli ultimi sette campionati) che però è ancora in lizza per la Champions League.
In Italia infine si è vissuta la terza stagione nelle ultime quattro in cui una squadra ha preso il largo abbastanza presto e il titolo è stato assegnato con anticipo sensibile (quest’anno l’Inter di Inzaghi, la stagione passata il Napoli di Spalletti e nel 2020/21 ancora l’Inter ma quella volta guidata da Conte).
Oltremanica, invece, il duello tra Arsenal e Manchester City continua a infiammare la PremierLeague e la sfida sarebbe stata addirittura essere a tre se il Liverpool non fosse incappato in una serie di risultati negativi inaspettati che hanno precluso alla squadra di Klopp sia il successo in Europa League che probabilmente il titolo nazionale.
Vinta dal Manchester City 91 pt all’ultima gionata sull’Arsenal 89 pt
Questo a conferma di un torneo che in virtù dei ricchissimi introiti da diritti televisivi mostra una competitività tra le grandi squadre difficile da trovare in altre nazioni.
RICAVI RECORD MA CONTI ANCORA IN ROSSO – A osservare le cose più da vicino però non è solo oro quello che luccica.
In termini sportivi va segnalato che quest’anno nessuna squadra della Premier League è presente nelle semifinali delle coppeeuropee. Un evento che non si presentava dal 2014/15 ma che, a dire il vero, sembra appartenere più al caso che non a una effettiva perdita di competitività delle squadre di Sua Maestà. Il Manchester City, pur meritando probabilmente il passaggio del turno contro il Real Madrid, è stato eliminato ai rigori dalla Champions League e soltanto l’anno scorso i club di PremierLeague hanno vinto due coppe europee su tre: i Citizens di Guardiola in ChampionsLeague e il WestHam in ConferenceLeague.
Osservandoli si nota che se il combinato dei bilanci dei club di Premier League nel 2022/23 (ultimo dato disponibile) ha registrato ricavi record per 8,1 miliardi di euro, è altrettanto vero che il totale dei risultati netti è stato negativo per oltre 827 milioni di euro. Una perdita monstre che è quasi il doppio di quanto ha evidenziato l’aggregato dei club di Serie A (-441 milioni).
Entrando nel particolare delle entrate, la voce più corposa è quella dei diritti televisivi, pari a 3,7 miliardi di euro (46% del totale dei ricavi), seguiti dai ricavi commerciali, pari a 2,2 miliardi di euro (28% del totale), e dai ricavi da gara, pari a 1,0 miliardi di euro (12% del totale). L’aumento è stato pari al 14% rispetto al 2021/22, con l’aumento maggiore rappresentato dai ricavi da gara passati da 874 milioni a1 miliardi di euro(+15%).
Questi i ricavi voce per voce:
Ricavi da gare: 1.004,5 milioni di euro (+15% rispetto al 2021/22);
Ricavi commerciali: 2.261,8 milioni di euro (+13% rispetto al 2021/22);
Ricavi da diritti audiovisivi: 3.770,1 milioni di euro (+10% rispetto al 2021/22);
Altri ricavi: 290,1 milioni di euro (+331% rispetto al 2021/22);
Ricavi da gestione calciatori: 811,2 milioni di euro (+7% rispetto al 2021/22);
TOTALE: 8.137,6 milioni di euro (+14% rispetto al 2021/22).
Questo invece il contributo club per club
Sul lato spese, i costi aggregati della Premier League 2022/23 sono stati pari a 8,7 miliardi di euro, al netto degli oneri finanziari, con una cescita del 15% rispetto ai 7,6 miliardi di euro del 2021/22. La voce che comporta le maggiori spese per le società è quella degli stipendi e in generale il costo del personale, pari a4,7 miliardi di euro, che rappresenta circa il 54% dei costi complessivi e che ha un impatto sui ricavi pari al 58%. Gli ammortamenti e le svalutazioni sono pari invece a 2,7 miliardi di euro, di cui circa 2 miliardi di euro legati ai soli ammortamenti per i diritti delle prestazioni dei calciatori.
Questi i costi voce per voce nella stagione 2022/23:
Costi per il personale: 4.719,4 milioni di euro (+12% rispetto al 2021/22);
Ammortamenti e svalutazioni: 2.272,8 milioni di euro (+21% rispetto al 2021/22) di cui 2.006,7 milioni per gli ammortamenti legati ai calciatori (+14% rispetto al 2021/22);
Altri costi operativi: 1.748,4 milioni di euro (+14% rispetto al 2021/22);
TOTALE: 8.740,6 milioni di euro (+15% rispetto al 2021/22.
L’EBITDA è quindi risultato positivo per 1.669,8 milioni di euro, mentre l’EBIT è invece negativo per 603,0 milioni di euro. Il risultato ante imposte è negativo per 828 milioni di euro, con un risultato netto aggregato negativo pari a 827,2 milioni di euro, con il contributo positivo di soli quattro club: Brighton, Manchester City, Bournemouth e Brentford (come emerge dalla tabella sottostante)
IL FPF INTERNO E LE SANZIONI GIÀ ARRIVATE – Non c’è pero soltanto il risultato netto a preoccupare. A complicare ulteriormente le cose c’è la particolarità che mai come quest’anno si sono sollevati dubbi sulle posizioni finanziarie di alcuni club nei confronti del Fair Play Finanziario interno inglese, le cui norme in particolare consentono alle società un deficit massimo di 105 milioni di sterline in un ciclo triennale. Il Manchester Cityper esempio dovrà fare fronte ad accuse di aver violato il Fair Play Finanziario interno per ben 115 voltecon le accuse legate non solo ai conti ma soprattutto al fatto dii non aver fornito informazioni finanziarie accurate, «in particolare per quanto riguarda le sue entrate (compresi i ricavi da sponsorizzazioni), le sue parti correlate e i suoi costi operativi». Invece club come EvertoneNottingham Forestsono già stati penalizzati in questa stagione in particolare per le violazioni delle norme sulla perdita massima consentita. E sullo sfondo resta anche il caso del Chelsea, che ha cercato una strada per aggirare le norme con la vendita di due hotel riducendo così il rosso a bilancio: la Premier League però non ha dato ancora il via libera e i Blues sono a rischio di eventuali sanzioni.
C’è da dire però che il grido di allarme è scattato a Londra e dintorni e la situazione in Inghilterra viene costantemente monitorata con qualche contromisura che è già scattata. Come a dire: sappiamo benissimo di avere delle patologie e ci stiamo lavorando
Le penalizzazioni in cui sono incorsi Everton e Nottingham Forest, per esempio, da un certo punto di vista possono essere anche considerate come segno che il sistema ha iniziato ad operare per evitare che la situazioni vada fuori controllo.
Non solo, ma probabilmente cosa più importante, la Premier League è pronta ad introdurre un sistema di tetto salariale, dopo il primo via libera da parte dei club.
In particolare, le società del massimo campionato inglese hanno concordato di voler stabilire un limite su quanto possono spendere, con il tetto basato su quanto guadagna il club che incassa di meno dalla vendita dei diritti televisivi. La votazione non ha ottenuto l’unanimità però sono stati 16 i voti a favore sui 20 club presenti. Con ManchesterCity, ManchesterUnited e Aston Villa che hanno votato contro mentre il Chelsea si è astenuto.
La decisione ora sarà portata all’Assemblea Generale Annuale che andrà in scena a giugno, quando potrebbe essere definitivamente approvato con l’ipotesi addirittura possa entrare in vigore già dal 2025/26.
IL TETTO SALARIALE NUOVA VIA PER CONTROLLARE I CONTI – Come dovrebbe funzionare il tetto salariale? L’ipotesi è di fissare il tetto a un valore multiplo rispetto al club che incassa meno dalla vendita dei diritti televisivi. Ad esempio, il Southampton nel 2022/23 ha incassato 103,6 milioni di sterline dai diritti tv distribuiti dalla Premier League: se il limite fosse fissato a 5 volte quella cifra (ma la discussione è ancora in corso tra 4,5 e 5 volte), i club non potrebbero spendere per stipendi, ammortamenti e pagamenti per agenti più di 518 milioni di sterline (circa 605 milioni di euro al cambio attuale). Tra i club, il Chelsea sarebbe già al di sopra del tetto con costi stimati per 540 milioni di sterline, mentre il Manchester City rientrerebbe nei paletti con costi stimati per circa 500 milioni di sterline.
Sul tavolo restano vari temi di dibattito, come ad esempio quale cifra utilizzare come base: dovrebbe essere il totale degli introiti televisivi o solo l’accordo a livello nazionale? Tutto questo deve ancora essere discusso approfonditamente, così come le eventuali sanzioni.
Attualmente il sistema del FPF inglese prevede decurtazioni di punti (come nel caso già citato di Everton e Nottingham Forest nella stagione attuale), ma le ipotesi emerse nelle scorse settimane fanno riferimento anche ad una “luxury tax” in stile NBA: in sostanza, i club che spenderanno troppo verrebbero sottoposti a sanzioni economiche che aumenterebbero in base a quanto sia stato superato il tetto salariale. I soldi raccolti verrebbero poi ridistribuiti ai club della Premier League che rispettano le regole, ma potrebbero persino andare in un “fondo di emergenza” per aiutare i club in difficoltà finanziarie presenti nelle categorie inferiori.
Paulo Dybala è stato escluso, taglio ufficiale dalla lista dei convocati per la Joya. Ecco le decisioni dell’allenatore dopo il rientro in campo dell’argentino in casa Roma.
Ieri è tornato in campo Paulo Dybala, nella vittoria di misura della Roma contro il Genoa allo stadio Olimpico. L’attaccante argentino aveva saltato le ultime due gare decisive per la squadra guidata da Daniele De Rossi. Il tecnico giallorosso lo ha gettato ieri nella mischia, prima di farlo uscire in pieno recupero per ragioni tattiche volte alla difesa del risultato nel finale. La vittoria sui liguri ha consegnato alla squadra giallorossa la matematica certezza della sesta posizione in classifica, mentre arriva una comunicazione ufficiale che coinvolge direttamente la Joya.
Non basta il ritorno in campo, seppur per una mezz’ora di gioco, per la convocazione di Paulo Dybala con l’Argentina. Il commissario tecnico Lionel Scaloni ha escluso il numero 21 giallorosso dai convocati dell’Albiceleste. La Nazionale Campione del Mondo in carica giocherà nelle prossime settimane contro Ecuador e Guatemala. Tra un mese poi ci sarà il via della Coppa America, appuntamento che ora rischia di saltare per l’attaccante giallorosso. Il CT sudamericano ha invece deciso di convocare il centrocampistaLeandro Paredes, espulso nell’ultima sfida casalinga della Roma per un battibecco con il direttore di gara durante il secondo tempo
Dybala escluso dai convocati dell’Argentina: la lista ufficiale di Scaloni – Niente da fare per Paulo Dybala, tagliato fuori dalla lista dei convocati per le prossime due amichevoli dell’Argentina di Lionel Scaloni. L’attaccante romanista aveva saltato le sfide esterne contro Bayer Leverkusen ed Atalanta, dopo lo stop muscolare accusato contro la Juventus.
Ecco l’elenco delle convocazioni ufficiali diramato dal commissario tecnico dell’Argentina. Oltre a Paredes sono presenti altri 4 calciatori della Seria A:
Sugli spalti di San Siro sventola anche una bandiera cinese
(ANSA) – Milano, 19 maggio 2024
I tifosi dell’Inter espongono uno striscione per ringraziare il presidente Steven Zhang durante la partita di calcio della serie A italiana tra FC Inter e Lazio a Giuseppe Meazza stadium in Milan, 19 May 2024. – ANSA / MATTEO BAZZI
“Grazie Steven“, insieme ai trofei vinti da Zhang alla guida dell’Inter. È questo lo striscione che è comparso all’altezza del secondo anello blu di San Siro durante la partita tra i nerazzurri e la Lazio, per ringraziare il presidente dei successi nei giorni più caldi legati al futuro della proprietà interista. In un altro settore sugli spalti del Meazza, nel corso della sfida, è stata invece sventolata una bandiera cinese da parte di alcuni tifosi. (ANSA).
Zhang risponde allo striscione dei tifosi dell’Inter: cosa ha scritto
Il proprietario del club nerazzurro ha utilizzato Instagram per replicare al messaggio che gli hanno destinato i tifosi nerauzzrri
Il presidente dell’Inter, StevenZhang, ha ringraziato i tifosi nerazzurri. Durante la partita contro la Lazio, infatti, è comparso uno striscione recante la scritta “Grazie Steven’, accompagnato dalla trasposizione in immagini dei trofei vinti dall’imprenditore alla guica del club meneghino.
⭐⭐ 🖤💙 Zhang ringrazia i tifosi dell’Inter 🖤💙 ⭐⭐
Zhang non è rimasto indifferente al bel gesto da parte dei supporter. Il numero uno interista ha così deciso di utilizzare il proprio account Instagram per “rispondere” ai tifosi. Ha pubblicato la foto dello striscione e ha scritto a sua volta “grazie” accompagnando il messaggio con due cuori nerazzurri.
In diretta da San Siro, la cerimonia di premiazione dello Scudetto 2023/24 che vale una seconda stella ⭐⭐ I discorsi dal campo, le interviste ai protagonisti e l’intero spettacolo che ha coinvolto la squadra, Ligabue e Tananai. E molto altro ancora!📺
Quest’anno, insieme, abbiamo raggiunto un traguardo leggendario all’interno dei nostri 116 anni di storia: portiamo ora con orgoglio due stelle sul petto, il simbolo di tutto l’impegno delle donne e degli uomini dell’Inter. Mentre ci avviciniamo alla fine di questa fantastica stagione, voglio rispondere alle speculazioni sulla stabilità finanziaria del nostro Club.
Gli anni 2020 e 2021 sono stati indimenticabili per la nostra generazione, poiché la pandemia globale ha cambiato profondamente molti aspetti della nostra vita. Per continuare a sostenere l’Inter, dopo avere già investito nel Club oltre un miliardo, abbiamo aperto la linea di credito con Oaktree, con l’obiettivo di proseguire il progetto vincente che abbiamo avviato nel 2016. Da allora, io e il mio management ci siamo impegnati a sviluppare successi sul campo, allo stesso tempo mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria.
Il nostro duro lavoro ha dato i suoi frutti. Negli otto anni sotto la nostra gestione, insieme al nostro staff, ai giocatori e agli allenatori, abbiamo conquistato sette trofei, due finali europee, e due volte abbiamo raggiunto la vetta del campionato di Serie A. La leggendaria seconda stella è una testimonianza della nostra crescita e del nostro successo. Naturalmente, tutti i nostri partner, inclusa Oaktree, hanno potuto trarre beneficio dal raggiungimento di tali incredibili traguardi dentro e fuori dal campo.
Nel corso dei mesi che hanno condotto alla data di scadenza della struttura di finanziamento con Oaktree, abbiamo fatto ogni tentativo per trovare una soluzione amichevole con il nostro partner, compresa l’offerta di molteplici possibilità per Oaktree di ottenere un ritorno finanziario completo e immediato. Purtroppo, i nostri sforzi finora sono stati esasperati da minacce legali e dalla mancanza di un coinvolgimento significativo da parte di Oaktree. Tutto ciò è stato molto frustrante e deludente, ma questo comportamento sta ora creando una situazione di rischio per il Club che potrebbe metterne seriamente a repentaglio la stabilità.
A nome dell’Inter e in qualità di Presidente, voglio rassicurare le centinaia di milioni di tifosi in tutto il mondo che faremo tutto il possibile per proteggere i nostri colori, i nostri valori fondanti e la nostra stabilità. Ci impegniamo a lavorare per una risoluzione pacifica con Oaktree e a continuare la nostra storia di successi per la nostra amata Inter.
Sul posto i Vigili del fuoco e i volontari, che dovranno accertare le cause del secondo rogo, riattivatosi dopo il primo divampato nella giornata di ieri
Si è riacceso l’incendio che ieri pomeriggio ha visto impegnati i Vigili del fuoco in un terreno vicino al campo sportivo di Elmas, poco distante dall’aeroporto.
Oggi il rogo si è esteso anche al canneto lungo il canale, dove si trova l’asilo di via Temo, che è stato evacuato per l’aria resa irrespirabile dal fumo. La scuola ha contattato subito le famiglie per far sì che si presentassero nel minor tempo possibile.
Insieme ai Vigili del fuoco anche i volontari, che dovranno accertare le cause del secondo incendio.
Tra Massimiliano Allegri e il direttore di Tuttosport Guido Vaciago “l’incresciosa situazione è risolta“. I due, che in questo momento sono insieme, lo spiegano con una dichiarazione congiunta all’ANSA. “Con riferimento ai fatti avvenuti nel post gara di Atalanta-Juventus e riguardo al ‘botta e risposta’ mediatico tra loro intercorso ieri, l’allenatore Massimiliano Allegri ed il direttore di Tuttosport Guido Vaciago dichiarano che, dopo essersi parlati, hanno risolto l’incresciosa situazione che li ha riguardati ed hanno definito ogni loro questione con spirito di collaborazione e senso di responsabilità. Allegri si è rammaricato per quanto accaduto mercoledì notte, spiegando che non intendeva affatto minacciare o insultare Guido Vaciago. Così si è ristabilito tra loro quel clima di cordialità, distensione e massimo rispetto umano e professionale che sempre vi è stato”. (ANSA).
La nota ufficiale, il tecnico via per i fatti di Coppa Italia. Stamattina l’incontro di riappacificazione dell’ex allenatore bianconero con il direttore di Tuttosport Vaciago
“La Juventus comunica di avere sollevato Massimiliano Allegri dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile“.
È quanto si legge in una nota della società. “L’esonero – prosegue il club – fa seguito a taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta“.
“Si conclude un periodo di collaborazione, iniziato nel 2014, ripartito nel 2021 e terminato dopo le ultime tre stagioni insieme con la Finale di Coppa Italia la società augura a Massimiliano Allegri buona fortuna per i suoi progetti futuri” conclude la società bianconera nel comunicato.
Paolo Montero è pronto a raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri alla guida della prima squadra della Juventus. Il tecnico dell’Under 19 bianconero è il prescelto a fare da “traghettatore” in vista delle ultime due giornate di campionato, con Danilo e compagni che affronteranno lunedì sera il Bologna in trasferta e nel week-end del 25-26 maggio il Monza allo Stadium. L’ex difensore uruguaiano è in questo momento impegnato con i suoi ragazzi dell’Under 19 a Frosinone, in programma nella mattinata di domani. Successivamente, Montero farà il rientro alla Continassa per guidare il primo allenamento da tecnico della Juventus.
La sua ultima apparizione è stata a Che Tempo Che Fa, in collegamento da casa con Fabio Fazio
Che Tempo Che Fa | L’intervista integrale al giornalista Franco di Mare –NOVE
È morto Franco Di Mare. «Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare. Seguirà comunicazione per le esequie», ha annunciato la famiglia in una nota.
La sua ultima apparizione è stata a Che Tempo Che Fa, in collegamento da casa con Fabio Fazio. Proprio durante l’ospitata, il giornalista ha annunciato al mondo il cancro che lo ha colpito, il mesioteloma. «Questo tubicino che mi corre sul viso – aveva spiegato al conduttore in diretta – è un tubicino legato a un respiratore automatico e mi permette di respirare in modo forzato, ma mi permette di essere qui a raccontare, a parlare con te. Mi sono preso il mesotelioma, un tumore molto cattivo, legato alla presenza di amianto nell’aria e si prende tramite la respirazione di particelle di amianto».
L’amianto in Rai – Poi aveva puntato il dito contro la Rai: «Tutta la Rai, non parlo di quelli attuali, ma di tutti, quelli prima e quelli prima ancora. Posso capire che esistano ragioni di ordine sindacale e legale, chiedevo lo stato di servizio che è un mio diritto: “mi fate un elenco dei posti dove sono stato?”, e lo chiedevo per sapere cosa si potrebbe fare a supporto della diagnosi. Sono spariti tutti. Se io posso anche arrivare a capire che possono esistere regioni legali e sindacali, quello che non capisco è il livello umano. Sono spariti, si sono negati al telefono, a me, come se fossi un questuante, e davanti a un atteggiamento del genere trovo un solo aggettivo: Ripugnante!». E in un’intervista rilasciata al Corriere della seraDi Mare sottolineava: «Il palazzo di viale Mazzini è pieno d’amianto. Sottovoce, ti sconsigliano di appendere quadri al muro».
Cos’è il mesioteloma – Il mesotelioma maligno è un tumore raro che colpisce prevalentemente gli uomini. In Italia rappresenta lo 0,8 per cento di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo e lo 0,3 per cento di quelli diagnosticati nelle donne. Secondo le stime dell’Associazione italiana registro tumori (AIRTUM), nel 2020 erano attesi circa 1.500 casi tra gli uomini e 500 tra le donne. Il 90 per cento dei mesoteliomi è dovuto all’esposizione ad amianto, un materiale che è stato utilizzato soprattutto negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso.
Addio Franco Di Mare – La Vita in diretta 17/05/2024 – Rai
La Procura della Federcalcio – come viene riportato da Ansa – ha appena aperto un procedimento “per le presunte minacce subite dal direttore di Tuttosport Guido Vaciago da parte dell’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri, alla luce delle dichiarazioni rese dallo stesso giornalista“. Sono previste audizioni dei due protagonisti e dei presenti all’episodio – trapela ancora -, e saranno inoltre acquisiti filmati, se disponibili, per ricostruire i fatti.
IL CASO – Nel corridoio che porta alla sala stampa dello stadio Olimpico di Roma, secondo quanto è stato raccontato da Tuttosport, al termine della finale di Coppa Italia, vinta per 0-1 dalla Juventus sull’Atalanta, c’è stato l’acceso confronto sfociato prima in insulti e poi nello scontro fisico, con uno spintone e degli strattoni e con tre uomini a trattenerli, e infine in minacce vere e proprie fisiche e verbali tra Massimiliano Allegri e Guido Vaciago, direttore di Tuttosport.
IL RACCONTO DI VACIAGO – “Nel corridoio che corre lungo l’enorme sala stampa ho, diciamo, “incrociato” Allegri. Prima che il fatto diventi caso, con le conseguenti distorsioni social, offro il mio racconto dello sgradevole accaduto. Prima della conferenza ha trovato qualche minuto per me: “Direttore di merda! Sì, tu direttore di merda. Scrivi la verità sul tuo giornale, non quello che ti dice la società! Smettila di fare le marchette con la società“. A un primo invito a stare calmo e spiegarmi quale fosse la verità che stavo occultando di concerto con i suoi datori di lavoro, Allegri ha risposto strattonandomi, spintonandomi e con il dito sotto il mio naso ha gridato: “Guarda che so dove venire a prenderti. So dove aspettarti. Vengo e ti strappo tutte e due le orecchie. Vengo e ti picchio sul muso. Scrivi la verità sul giornale“.
Furia Allegri, Vaciago riporta: “Direttore di m***a, ti strappo le orecchie!” Max risponde: “Solo un alterco”. La replica: “Mi ha aggredito”
La finale di Coppa Italia contava davvero tanto per Massimiliano Allegrie la tensione con cui ha vissuto la gara, il suo finale con tanto di espulsione, show e muso duro con gli arbitri, e perfino i festeggiamenti, con tanto di messaggio tutt’altro che velato mandato al ds Cristiano Giuntoli ne sono la prova. Ma che poi l’allenatore livornese abbia del tutto perso le staffe lo racconta Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, con cui c’è stato un furioso alterco nel finale.
MINACCE E INSULTI – Nel corridoio che porta alla sala stampa, secondo quanto raccontato da Tuttosport c’è stato l’acceso confronto sfociato prima in insulti e poi lo scontro fisico, con uno spintone e degli strattoni e con tre uomini a trattenerli, e infine in minacce vere e proprie fisiche e verbali. Secondo l’allenatore bianconero il giornalista sarebbe “complice” della società e su di lui ha sfogato tutta la rabbia repressa delle ultime settimane.
IL RACCONTO DI VACIAGO – Un vero e proprio alterco raccontato oggi sulle pagine del suo giornale da Vaciago. Questa la sua versione dei fatti: “Nel corridoio che corre lungo l’enorme sala stampa ho, diciamo, “incrociato” Allegri. Prima che il fatto diventi caso, con le conseguenti distorsioni social, offro il mio racconto dello sgradevole accaduto. Prima della conferenza ha trovato qualche minuto per me: “Direttore di merda! Sì, tu direttore di merda. Scrivi la verità sul tuo giornale, non quello che ti dice la società! Smettila di fare le marchette con la società“. A un primo invito a stare calmo e spiegarmi quale fosse la verità che stavo occultando di concerto con i suoi datori di lavoro, Allegri ha risposto strattonandomi, spintonandomi e con il dito sotto il mio naso ha gridato: “Guarda che so dove venire a prenderti. So dove aspettarti. Vengo e ti strappo tutte e due le orecchie. Vengo e ti picchio sul muso. Scrivi la verità sul giornale“.
L’INTERVENTO – Soltanto l’intervento di Gabriella Ravizzotti, componente dell’Ufficio Comunicazione della Juventus, e di un addetto della Lega Serie A – racconta ancora Vaciago – sono riusciti a riportare la calma e ad allontanare l’allenatore, parecchio nervoso, dal giornalista. “Visto che nella sua tumultuosa serata romana ha aggredito il quarto uomo – si legge ancora su ‘Tuttosport‘ – nel dopo partita ha aggredito Rocchi, si è fatto pizzicare dalle telecamere mentre invitava Giuntoli ad andarsene proprio prima della premiazione, insomma ha vinto la Coppa e ha perso il controllo, rovinando la festa e imbarazzando non poco la sua società, il cui aplomb è tendenzialmente assai diverso”. Resta adesso appunto da capire come reagirà la Juventus in seguito a quanto accaduto.
LA REPLICA DI ALLEGRI– Massimiliano Allegri, con una dichiarazione diffusa dal suo avvocato, Paolo Rodella, all’ANSA, “nega integralmente“ la ricostruzione dei fatti avvenuti nel tunnel dell’Olimpico col direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, e precisa che si è trattato semplicemente “di un acceso alterco verbale col direttore, dovuto alla concitazione del momento, nel corso del quale entrambi loro si sono vicendevolmente insultati ad alta voce“.
LA REPLICA DI VACIAGO– E’ arrivata la precisazione del direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, alle dichiarazioni di Rodella, avvocato di Massimiliano Allegri, all’Ansa: “L’avvocato Paolo Rodella, con il suo comunicato all’ANSA, mi accusa di aver dato una ricostruzione «falsa» dei fatti accaduti nello Stadio Olimpico, mercoledì sera, fra il suo assistito Massimiliano Allegri e me. Tutto ciò è forse ancora più grave dell’accaduto che, per quanto mi riguarda, faceva già parte del passato e sul quale sono costretto a tornare. Invito le parti a una maggiore precisione nella ricostruzione dell’episodio, soprattutto perché la scena si è svolta sotto gli occhi di parecchi testimoni, fra cui il dirigente responsabile Broadcast della Lega Serie A, Manuele Tigani, che più di ogni altro si è prodigato per fermare Allegri; Gabriella Ravizzotti dell’Ufficio Stampa Juventus; almeno due steward dell’Olimpico; un rappresentate delle forze dell’Ordine e tre giornalisti Ribadisco, quindi, che non si è trattato di un alterco, ma di un monologo di Massimiliano Allegri che mi ha chiamato mentre ero a circa venti metri di distanza da lui, facendo una telefonata privata e senza dedicargli alcuna attenzione. Si è, quindi, rivolto a me con la frase: «Metti giù il telefono, direttore di merda». Ha proseguito con tutte le frasi riportate nella mia ricostruzione, compresa la minaccia di venirmi «a prendere» e di «staccarmi le orecchie». Mi ha preso con forza il polso destro, strattonandolo più volte mentre parlava, lui sì, a voce molto alta. Io non l’ho mai insultato e non ho mai alzato la voce, come potranno confermare i testimoni. Ho semplicemente detto con tono di voce normalissimo: «Stai calmo Max» e per due volte: «Stai attento, che quello che dici è grave». Ribadisco che questa mattina il fatto per me riguardava il passato, mi auguro di non dover più tornare sull’accaduto“.
Il Giudice Sportivo ha voluto punire così “l’atteggiamento aggressivo e di plateale e polemico dissenso” verso gli arbitri nel finale della sfida contro l’Atalanta che ha assegnato il trofeo ai bianconeri
Due giornate di squalifica in coppa e ammenda da 5 mila euro. Questa la sanzione che il Giudice Sportivo Alessandro Zampone ha stabilito nei confronti di Massimiliano Allegri per quanto accaduto nel finale della gara di Coppa Italia contro l’Atalanta che ha dato la vittoria ai bianconeri.
IL COMUNICATO – Si legge nel comunicato che il tecnico è stato punito “perché, al 50° del secondo tempo, si avvicinava al Quarto Ufficiale con atteggiamento aggressivo e di plateale e polemico dissenso per contestare una decisione arbitrale; alla notifica del provvedimento di espulsione reiterava tale atteggiamento rivolgendo anche espressioni irriguardose sull’operato degli Ufficiali di gara; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale; dopo la notifica del provvedimento di espulsione e prima di abbandonare il recinto di gioco, rivolgeva inoltre gesti irridenti nei confronti delDirettore di gara“.
L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha emesso anche la medaglia in oro che celebra la seconda storica stella della società nerazzurra. Realizzata in oro 917 la medaglia è firmata dal maestro incisore della Zecca dello Stato Valerio De Seta e segue all’emissione della medaglia in argento rientrante in una serie di prodotti nati dalla collaborazione con il Club neo Campione d’Italia.
Sul dritto, al centro vi è la raffigurazione del logo dell’INTER con ai lati le due stelle ottenute grazie ai 20 campionati vinti della squadra. In alto ed in basso nel giro, rispettivamente la scritta “FC INTERNAZIONALE MILANO” e “CAMPIONE D’ITALIA 2023-2024”. Sul rovescio, al centro una texture con pelle di serpente, fa da sfondo allo scudetto con inscritto il numero 20, numero di campionati italiani di serie A vinti dalla squadra. Nel giro, gli anni in cui l’Inter ha vinto gli scudetti separati in alto ed in basso da due stelle.
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – medaglia in argento
Le medaglie, disponibili, con una tiratura di 116 pezzi, sono acquistabili, fino ad esaurimento scorte a partire dal 16 maggio sul portale e-commerce dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Potranno anche essere acquistate presso il punto vendita dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato “Spazio Verdi”, in Piazza Verdi 1 a Roma e presso lo shop di Via Salaria, 712.
L’azienda è una delle più importanti del settore dell’igiene e della pulizia (carta igienica, fazzoletti, tovaglioli). Sul posto le squadre dei vigili del fuoco
Un incendio le cui cause sono ancora in corso di definizione è scoppiato questa notte poco dopo le quattro all’interno della cartiera Lucart di Diecimo, una delle più importanti aziende del distretto cartario della Lucchesia che si occupa di prodotti per l’igiene e la pulizia (carta igienica, fazzoletti, tovaglioli, carta casa, etc.). Sul posto sono intervenute due squadre di vigili del fuoco del comando di Lucca, con l’ausilio di tre mezzi. L’incendio ha riguardato un aspiratore delle polveri e una parte del controsoffitto. L’intervento ha permesso di estinguere l’incendio ed evitare che si estendesse ai macchinari e al magazzino della Lucart. L’intervento per la bonifica e la messa in sicurezza della cartiera è ancora in corso. Al momento non è ancora possibile una stima dei danni.
L’abbonamento Plus di Dazn, quello “condivisibile”, aumenta di prezzo: ecco quanto occorre per vedere la serie A 2024-25
Le proteste dei tifosi sembrano essere state inascoltate, considerando come l’abbonamento Dazn subirà un nuovo aumento. La frequenza delle modifiche dei costi della piattaforma streaming dovrebbe attivare un campanello d’allarme, in un’analisi generale dei prezzi. Una situazione che va al di là del mondo dell’intrattenimento sportivo, e che genera un ritrovato interesse verso la pirateria (una problematica mai sparita ma ridimensionata, che ora torna in voga).
Dazn, aumento prezzi – La stagione di serie A 2024-25 vedrà un nuovo prezzo per uno dei tre abbonamenti Dazn: Start, Standard e Plus. I primi due non subiranno modifiche ma il Plus sarà caratterizzato da extra 60 euro. Ciò riguarda la soluzione di pagamento in un’unica soluzione.
Chi si assicurerà il contratto per 12 mesi non pagherà più 539 euro in un colpo solo, bensì 599 euro. Di fatto si tratta di una tariffazione di 50 euro, circa, al mese (circa 5 euro extra ogni 30 giorni).
Sono già state inviate le mail ai clienti che avevano sottoscritto questo accordo ad agosto 2023. A loro è data la possibilità di recedere dal servizio, senza penali, entro 60 giorni dalla data di comunicazione. Il cambio di tariffazione avrà inizio l’11 agosto: “Il nuovo prezzo del tuo piano sarà di 599 euro all’anno, pari a 49,91 euro al mese, con un risparmio di oltre 10 euro al mese rispetto al piano mensile e un risparmio totale di oltre 120 euro all’anno”.
Si parla dunque di 10 euro di risparmio al mese, rispetto all’accordo per il pagamento dilazionato in 12 rate, il che si spiega soltanto leggendo del secondo aumento previsto. Fino allo scorso campionato, infatti, il prezzo dell’accordo da 12 mesi dilazionato era di 49,99 euro per il Plus. Considerando tale cifra, il risparmio garantito dal pacchetto annuale sarebbe di appena 8 centesimi al mese.
Cifra che arriva a quota 10 euro perché a tanto ammonta l’aumento della tariffa. Plus in 12 rate ha infatti un nuovo costo di 59,99 euro mensili. Un aumento che giunge a distanza di pochi mesi rispetto a quello di gennaio 2023, quando si è passati da 45,99 a 49,99 euro.
Dazn Plus e Standard – Inferociti i tifosi, che sui social lamentano il trattamento subito in un sistema che vede il quasi monopolio di Dazn per quanto riguarda la serie A. Si tratta infatti dell’unica piattaforma streaming a garantire le 10 gare settimanali del massimo campionato. Sky vanta infatti soltanto 3 gare per turno.
Viene però da chiedersi perché mai sia stato scelto di operare modifiche di prezzo unicamente al pacchetto Plus Dazn e non agli altri. La questione è presto spiegata. Ad oggi il pacchetto Start è il meno appetibile, considerando l’offerta garantita. Aumentare il costo su questo fronte non avrebbe avuto senso.
Il piano Standard garantisce un’entrata economica attualmente ritenuta accettabile, pari a 40,99 euro mensili, che diventano 34,99 euro in caso di accordo annuale in 12 rate e ancora 29,91 con pagamento in unica soluzione.
La differenza sostanziale è che questo pacchetto è utilizzabile in una sola abitazione. Ciò vuol dire che il costo ricade su di un’unica famiglia, generalmente parlando (nel caso di coinquilini è comunque possibile dividere la spesa, ad esempio). Si offre una visione su due dispositivi in contemporanea, a patto che siano connessi alla stessa rete.
Questo elemento è la chiave di tutto, considerando come il piano Plus Dazn offra la visione in contemporanea su due dispositivi in luoghi differenti. Ciò si traduce, all’atto pratico, in una porta aperta alla condivisione degli abbonamenti, tanto osteggiata dalla piattaforma.
Tenendo conto di tale pratica, si ha dunque l’impressione che la spesa sostenuta da ipotetici due soggetti fosse singolarmente troppo bassa, ed ecco l’evoluzione dell’abbonamento:
45,99 euro– quota a testa di 22,99 euro;
49,99 euro – quota a testa di 24,99 euro;
59,99 euro – quota a testa di 29,99 euro.
Ragionando in questo modo, il Plus garantisce in realtà un risparmio di 5 euro rispetto all’accordo a rate annuale dello Standard. È di fatto pari al pagamento Standard in un’unica soluzione (29,91 euro), senza però l’onere dello sborsare una cifra elevata in un colpo solo.
Identico il discorso per quanto riguarda il pagamento in un’unica soluzione. Con Standard si pagherebbero 359 euro. Con Plus, al netto di un’ipotetica condivisione dell’account, che rientra in una zona grigia ovviamente dell’accordo con Dazn, la cifra da dividere sarebbe di 599 euro, dunque 299,5 euro a persona.
Una politica dei prezzi figlia del dominio di Dazn in sede di contrattazione per i diritti di trasmissione. La piattaforma è stata riconfermata per i prossimi 5 anni. Sky Italia avrà dalla sua 3 gare in co-esclusiva, come detto, a fronte delle 10 sempre garantite dalla concorrente.
Gli aumenti sono giustificati dall’azienda dagli sforzi economici profusi per i tanti diritti ottenuti. Il problema di molti utenti, però, è che non esista una soluzione più economica per la sola serie A e, per alcuni, per la sola squadra del cuore (magari con acquisto in app del singolo evento). Ecco in toto cosa Standard e Plus offrono:
Serie A Tim;
Serie BKT;
LaLiga EA Sports;
Uefa Europa League;
Conference League (il meglio)
Uefa Women’s Champions League
FA Cup;
Carabao Cup;
Serie A UnipolSai;
Eurolega;
Eurocup;
Nfl;
Boxe;
Ufc;
Eurosport HD 1 e 2.
Non è da escludere che nel corso dei prossimi anni la situazione possa cambiare ulteriormente. L’idea di proporre gli acquisti in app, come un tempo garantito da Sky ad esempio, potrebbe essere ben accetta da molti. Affrontare una spesa tale, a fronte di quattro gare mensili viste o, nel caso delle Coppe, 6, è per molti davvero eccessivo.
Considerando lo sforzo profuso dal Piracy Shield, deludente nella resa, sembra esserci l’intenzione di contrastare la pirateria da parte delle alte sfere. Ciò dovrebbe però passare anche, se non soprattutto, da un controllo del mercato.
I vigili del fuoco sono intervenuti nel corso della nottata in diverse aree. Nei comuni colpiti dall’esondazione del Naviglio Martesana è stato adibito un posto di comando avanzato per la gestione degli interventi legati al maltempo
Dopo quella che è stata definita lagiornatapiù piovosa in 170 anni, ilmaltempocontinua a imperversare su Milano, ma dà qualche ora di tregua. Nella serata di mercoledì e durante la notte il Seveso è rientrato dopo l’esondazione avvenuta intorno alle 17.20,tenuto a bada dalla vasca di laminazione di Bresso. Rientra anche il livello di allarme. Ancora allerta per il Lambro che già nella mattina di mercoledì aveva sfondato gli argini: il fiume è rientrato nel letto, ma i livelli sono ancora preoccupanti. La polizia locale ha fatto sapere che è stata riaperta via Feltre intorno alle 7.
I vigili del fuoco, da mercoledì, sono intervenuti in 790 casi di soccorso tecnico urgente su tutto il territorio lombardo. Attualmente sono circa dieci gli interventi in corso, 40 i vigili del fuoco impegnati in queste ore. Solo a Milano sono stati 237 gli interventi, più di 100 a Monza. Altri 100 a Lodi, 93 a Varese e 90 a Como.
Naviglio Martesana – I dannipiù ingenti si stanno contando in queste ore nelle zone bagnate dal Naviglio Martesana, straripato nei pressi di Bellinzago Lombardo. Gli allagamenti sono stati causati anche dall’esondazione dei vari torrenti, tra cui il Trobbia e il Molgora. I vigili del fuoco sono intervenuti in diverse occasione nel corso della nottata, in particolare tra i comuni della Martesana, tra cui Gessate, Melzo e Gorgonzola. Grossi disagi anche nei comuni di Vignate, Masate e Pioltello, dove in alcuni casi si sono rese necessarie le evacuazioni di stabili come nel caso dell’asilo di Bellinzago allagato a causa delle forti piogge.
Diverse le abitazioni prive di corrente e le case evacuate dai pompieri che hanno fornito generi di prima necessità agli abitanti, molti dei quali si sono rifugiati ai piani alti. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, sarebbero circa 40 gli sfollati.
In quelle aree è stato adibito un posto di comando avanzato per la gestione degli interventi legati al maltempo, con l’ausilio di squadre di vigili del fuoco arrivate anche da altre regioni d’Italia, come il Piemonte e la Liguria. Per interventi meno urgenti la speranza è che i livelli idrici si abbassino nel corso della giornata.
Ponte Lambro – L’esondazione del Lambro a est di Milano ha lasciato il quartiere di Ponte Lambrosenza corrente e sotto l’acqua. Il Comune ha deciso di allestire un campo d’emergenza con brandine all’interno di un Centro di aggregazione multifunzionale (Cam) per accogliere i residenti. Il livello del fiume è ancora poco sotto i margini.
La situazione dei mezzi Atm – Nella mattina di giovedì diversi i mezzi Atm costretti a deviare. Viale Ca’ Granda e via Vittorini a Milano, e via San Maurizio al Lambro a Cologno Monzese, sono chiuse al traffico a causa delle esondazioni di Seveso e Lambro.
L’elicottero dei Vigili del Fuoco di Malpensa ha sorvolato le zone più colpite dall’esondazione del Lambro. Particolarmente colpito il comune di Gessate
Maltempo, l’esondazione del Lambro vista dall’elicottero dei Vigili del Fuoco – VareseNews
Il maltempo sul nord Italia. Milano allagata dai temporali. La pioggia battente fa esondare il fiume Lambro. Evacuati diversi edifici.
La finale di Coppa Italia di questa sera vinta dalla Juventus ha ufficializzato il tabellone della Supercoppa Italiana
La Juventus torna a festeggiare, Allegri vince la Coppa Italia all’Olimpico di Roma battendo l’Atalanta di Gasperini che ancora una volta si ferma ad un passo dal traguardo. Per la Dea ci sarà una seconda possibilità, mercoledì prossimo a Dublino contro il Bayer Leverkusen in Europa League, ma oggi la copertina se la prendono i bianconeri capaci di capitalizzare al massimo il gol in apertura di Dusan Vlahovic.
Supercoppa Italiana, il tabellone completo – Da questa sera è ufficiale anche il tabellone delle semifinali della Supercoppa Italiana che si disputerà ancora in Arabia Saudita, nonostante le aspre polemiche dell’anno scorso e i fischi nel minuto di silenzio per ricordare Gigi Riva. Il contratto però c’è e i soldi sono tanti, così la formula della Final Four è stata confermata e ad accedere al torneo sono Inter e Milan, prima e seconda del campionato, e Juventus e Atalanta, prima e seconda in Coppa Italia, cosa già nota da tempo.
Il risultato di oggi però ha certificato il quadro delle semifinali che saranno Inter-Atalanta e Juventus-Milan. Le gare, le prime già ufficiali della prossima stagione si disputeranno a gennaio e saranno “secche”, chi vince andrà in finale, chi perde tornerà subito in Italia.
Viaggiavano nella stessa direzione verso lo stadio olimpico di Roma
Ancora una volta il tratto aretino dell’A1 luogo di scontro tra tifoserie. Questa volta a incrociarsi sono stati gli ultras di Juve e Atalanta, entrambe squadre impegnate questa sera nella finale di Coppa Italia che si gioca alle 21 allo stadio Olimpico della capitale. Da un certo tratto in poi le strade delle due tifoserie si sono sovrapposte.
Secondo quanto riporta l’Ansa, sarebbero circa un centinaio gli ultras di Juventus e Atalanta coinvolti negli scontri che si sono verificati nel pomeriggio nel tratto toscano dell’A1, in provincia di Arezzo. I problemi maggiori, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, si sono registrati nel territorio del comune di San Giovanni Valdarno. Le auto e i minivan dei tifosi dell’Atalanta si sono incrociati in un’area di parcheggio con tifosi bianconeri provenienti da Milano. Ne sarebbe nata una scazzottata, con lancio anche di oggetti, terminata all’arrivo della polizia. Alla vista della pattuglia, impegnata nei servizi di controllo, i sostenitori delle due squadre sono scappati lasciando per terra i segni degli scontri come bottiglie e lattine. Sono in corso le indagini per ricostruire con esattezza l’accaduto. Nell’area di servizio Arno, in provincia di Firenze, la presenza delle forze dell’ordine ha invece impedito il contatto tra le due tifoserie.
Foto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hr
Nell’incendio che è scoppiato oggi, mercoledì 15 maggio, nel porto di Medolino (Medulin) sono bruciate 22 imbarcazioni di notevole valore economico, destinate ad attività di vario genere tra pesca, turismo e diporto. Le fiamme sono state spente poco prima delle 7 e nessuno è rimasto ferito, hanno riferito in mattinata i Vigili del Fuoco di Pola e la Questura istriana. Il comandante dei Vigili del Fuoco di Pola, Ivica Rojnić, ha dichiarato che la segnalazione dell’incendio nel marina è stata ricevuta alle 3.54, come riporta il sito ipress.hr, che ci ha gentilmente concesso le foto.
Il sindaco Ivan Kirac ha seguito la missione dalla banchina e sono scesi in campo anche i rappresentanti dell’amministrazione portuale. Ciò che ha sorpreso tutti sono stati gli atti di coraggio individuali inconcepibili: alcuni tra i residenti fissi o stagionali, proprietari di imbarcazioni colpite, si sono lanciati in mare per salvare il salvabile, slegare le funi, levare le ancore, liberare le barche dall’abbraccio di fuoco che stava per divorarle tutte. Ma sono accorsi in tanti a offrire il proprio aiuto e infatti il Comune ringrazia dell’opera svolta non solo i Vigili del fuoco dell’unità professionale ma anche i volontari, il personale dell’Autorità portuale, i dipendenti dell’azienda comunale Buža e tutti i cittadini accorsi a dare una mano. Ovviamente le azioni di soccorso individuali sono state scoraggiate dalle forze dell’ordine, ma l’istinto, si sà, segue altre vie dalla ragione.
Foto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hrFoto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hrFoto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hr
Le cause – Il direttore dell’Autorità portuale di Pola, Dalibor Brnos, ribadisce che il porto è sorvegliato da un sistema di telecamere e dalle guardie notturne: “Le immagini acquisite mostreranno chiaramente il luogo della propagazione delle fiamme. Attualmente i moli e l’ufficio sono senza luce, ma appena riprenderà l’erogazione della corrente, saremo in grado di cercare il video che indicata il focolaio di propagazione”, ha detto Brnos. Per il momento si opera sotto l’ipotesi che l’incendio sia divampato a bordo di una delle imbarcazioni bruciate, e cioè che non sia dovuto all’impianto elettrico portuale. Brnos invita alla pazienza: “Fintanto che durano le indagini, non possiamo dire nulla con certezza. L’area portuale è assicurata, ma c’è da stabilire le circostanze che hanno portato all’incendio in modo da poter cercare con le case assicuratrici coinvolte una tra le possibili soluzioni adatte al caso”.
L’inquinamento – Un aspetto di rilevanza non secondaria riguarda l’inquinamento delle acque del porto. La competenza spetta alla Capitaneria di Porto, la cui squdra di soccorso ha steso immediatamente un cordone di spugne oleofile per assorbire gli idrocarburi sversati in mare in seguito all’incendio. La capitana Dolores Brenko Škerjanc ha dichiarato che vi sono dei danni ma non sono eccessivi come sarebbe potuto supporre. Lo specchio di mare interessato dall’incendio è stato messo in sicurezza due volte: con le spugne oleofile e con una barrierea di gomma per precauzione.
I testimoni – Nel coro dei titolari delle imbarcazioni arse e colate a picco anche un meccanico di Pola, che ha raccontanto di essere arrivato sul luogo dell’accaduto solo a fatti già avvenuti. La sua è stata un disgrazia doppiamente tragica perché aveva usato l’ormeggio di Medolino un giorno soltanto avendo venduto uno yacht del valore di 100.000 euro a un cliente che aveva già versato la caparra e stava per venire a ritirare il natante. Fatalità della sorte, ora non c’è più nulla da ritirare e l’acquisto diventa problematico in mancanza dell’oggetto della compravendita. Tuttavia il rivenditore non piange misera: “Sono felice di essere vivo e per il resto si vedrà. Non mi è mai successo niente di simile nella vita”. Tra i testimoni anche un operatore turistico, titolare di un’agenzia di viaggi e gestore di imbarcazioni per gite in mare che questa notte ha perso un capitale e che per altro ha visto l’incendio dal terrazzo di casa sua che dà sul porto. Ha visto le fiamme diffondersi da una delle barche a metà strada circa dal pontile gallecciante, e assistito all’arrivo dei vigili del fuoco, quando l’incendio si era già spinto nell’una e nell’altra direzione, arrivando a compromettere una ventina di natanti. La plastica arde che è un piacere e il vento porta le scintille ovunque in un istante. Non stupisce dunque che il rogo abbia inghiottito il pontile nel giro di dieci minuti.
È accaduto pochi minuti prima delle otto mercoledì 15 maggio a Correggio, in provincia di Reggio Emilia
Terrore sul bus degli studenti. Un pullman di linea extraurbano Seta ha preso fuoco: a bordo c’era un un gruppo di studenti diretti agli istituti scolastici per cominciare la giornata di lezioni. È accaduto pochi minuti prima delle otto oggi mercoledì 15 maggio a Correggio, in provincia di Reggio Emilia.
Sul posto i vigili del fuoco da Reggio e da Carpi per domare le fiamme – Una lunga colonna di fumo stamattina a Correggio era visibile a chilometri di distanza e si è sentita anche un’esplosione. Nel frattempo sono arrivati i soccorsi con le ambulanze e vigili del fuoco. I passeggeri sono stati fatti evacuare dall’autista dell’autobus che ha mantenuto grande sangue freddo e tutta la zona è stata chiusa per motivi di sicurezza. Sono in atto accertamenti per verificare eventuali effetti dannosi all’ambiente per il fumo provocato dall’incendio.
Italia divisa in due dalmeteo: anche nei prossimi giorni sole e caldo al Sud, temporali invece al Centro e al Nord. Oggi allerta arancione per il maltempo in Lombardia, con particolare attenzione sui fiumi. A Milano strade allagate e attivata la vasca contro le esondazioni del Seveso. Allerta gialla in altre cinque regioni, si tratta di Emilia Romagna, Marche, Umbria, Veneto, e Piemonte. Nubifragi anche in Valle d’Aosta.
Di tutt’altro tenore le previsioni per il Sud Italia: attesi per oggi i primi 35 gradi della stagione in Sicilia.
Milano sotto il nubifragio, allerta fiumi – Molte piogge stanotte sui bacini di Seveso e Lambro e su Milano. Il Lambro è uscito in alcuni punti dagli argini, una esondazione controllata e monitorata. I vigili del fuoco hanno eseguito ottanta interventi nell’area Milanese, dove si sono verificati allagamenti e dove, per questo, alcune linee di bus e tram sono state deviate. Venti gli interventi dei vigili del fuoco in coda. Intenso il traffico in tutta la città.
L’assessore alla sicurezza del Comune di Milano Marco Granelli spiega in particolare che «il Lambro ha livelli molto alti e ha fatto rigurgitare nel quartiere di Pontelambro. Stiamo inviando MM, Protezione civile e Polizia Locale». Alle 6:30 «abbiamo attivato la vasca di Milano contro le esondazioni del Seveso, a protezione dei quartieri di Niguarda Pratocentenaro e isola. Gia’ ieri sera erano state evacuate le comunità. In città i sottopassi sono aperti, ma consigliamo la massima prudenza. Il maltempo continuerà per tutta la mattinata». Atm rende noto dal proprio sito che il servizio di pronto intervento è al lavoro sulla rete tram per sistemare alcuni scambi allagati. Un ramo spezzato ha inoltre danneggiato la rete aerea in via Bassini. Viene inoltre segnalato l’allagamento di via Vittorini.
Maltempo al Nord, le previsioni – Ancora tre giorni di maltempo concentrato al Nord e in particolare sui settori alpini/prealpini, pedemontani e le alte pianure ma con temporali forti che a tratti interesseranno anche le basse pianure: questo quello che ci attende secondo gli esperti di 3BMeteo. I modelli stimano cumulate complessive anche superiori ai 250/300mm con picchi fino a 100/125m nelle 24h. Sarà questo l’aspetto più importante da seguire perché al Centro e al Sud avremo solo nubi sparse con fenomeni isolati e un notevole rialzo termico.
Meteo mercoledì – Nord, tempo perturbato con frequenti occasioni per rovesci e temporali localmente di forte intensità e accompagnati da grandinate, qualche apertura in più ma effimera sull’Emilia Romagna. Rischio criticità tra alto Piemonte e alta Lombardia occidentale dove i picchi nelle 24h potrebbero superare i 100/125mm. Rischio criticità anche nella città di Milano per possibili allagamenti. Picchi fino a 100mm sono attesi anche in Veneto. Centro, nubi irregolari e schiarite in un contesto asciutto salvo isolati rovesci diurni sull’alta Toscana e le alte Marche. Sud, parzialmente nuvoloso o velato con stratificazione anche compatte ma senza fenomeni. Temperature in ulteriore calo al Nord, stabili o in lieve aumento al Centro, in lieve aumento al Sud. Venti moderati o forti di Scirocco. Mari molto mossi.
Meteo giovedì – Nord, nuovo intenso peggioramento fin dal mattino al Nordovest con rovesci e temporali anche intensi in estensione tra il pomeriggio e la sera a tutte le altre regioni salvo che sull’Emilia Orientale e la Romagna dove i fenomeni saranno più modesti. Rischio di nubifragi e di grandinate. Attesi picchi fino a 100/125mm nelle 24h tra Veneto orientale e Friuli, picchi fino a 60/70mm tra Piemonte e Lombardia. Centro, parzialmente nuvoloso o velato con qualche isolato rovescio diurno sull’alta Toscana e le alte Marche. Sud, poco nuvoloso o velato con stratificazioni localmente più compatte ma senza fenomeni salvo isolati al pomeriggio sull’Appennino. Temperature stabili al Nord, stabili o in lieve aumento al Centro, in ulteriore aumento al Sud con punte superiori al 30°C. Venti moderati meridionali. Mari molto mossi.
Meteo venerdì – Nord, variabilità al mattino con qualche piovasco sul Nordest, più asciutto altrove. Dal pomeriggio nuovi rovesci e temporali attesi su Alpi/Prealpi e pedemontane, più diffusi e localmente intensi sul Triveneto con accumuli complessivi fino a 70/80mm sul Friuli. Maggiori aperture sui settori di pianura. Centro, poco nuvoloso o velato con qualche nube in più sulla Toscana ma basso Rischio pioggia. Sud, poco nuvoloso o velato con qualche addensamento sull’area tirrenica ma senza fenomeni. Temperature in ulteriore aumento al Sud. Venti deboli o moderati meridionali. Mari mossi.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 22:50 in provincia diVerona. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 23 chilometri di profondità ed epicentro a due chilometri da Bussolengoe da Pescantina. Non si segnalano danni a persone o cose.
Scossa vicino alle Isole Eolie – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata dall’Ingv in mare vicino alle Isole Eolie. La scossa, delle ore 00.34, è stata registrata a una profondità di 284 chilometri.
Il capitano dell’Inter, assistito dallo studio di avvocati LCA, contro Yaque e Zarate, che in un ricorso sostenevano il proprio diritto a rappresentarlo. Ora il Toro potrà trattare con più serenità il rinnovo con il club nerazzurro. Aspettando il nuovo prestito dei fondi a Zhang
Gli ormai ex procuratori di Lautaro Martinez, Carlos Yaque e Rolando Zarate, non hanno nulla da pretendere dal capitano dell’Inter. Il tribunale di Milano ha infatti dichiarato la nullità del contratto firmato a suo tempo dal centravanti argentino con i due agenti, rigettando il ricorso che avevano presentato. È una vittoria importante per il Toro, oggi rappresentato da Alejandro Camano, che tratta da tempo con il club nerazzurro per il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel giugno 2026.
Lautaro, respinto il ricorso degli ex agenti – Il rapporto fra Lautaro e la coppia Yaque-Zarate si era interrotto nella primavera del 2021. Lautaro al loro posto aveva scelto l’agente spagnolo che già seguiva il suo amico Achraf Hakimi, al tempo suo compagno di squadra. Ma i due non si erano arresi, e avevano presentato un ricorso. Lunedì 13 maggio i giudici hanno però dato ragione al calciatore, affiancato dall’avvocato Federico Venturi Ferriolo, esperto di diritto sportivo, e dagli avvocati Gian Paolo Coppola e Lorenzo Del Nero di LCA Studio Legale.
Rinnovo di Lautaro, si attende il nuovo prestito – Senza più il timore che gli ex agenti possano chiedergli soldi (anche se potranno presentare ricorso), Lautaro affronterà con maggiore serenità i discorsi relativi al prolungamento di contratto con l’Inter, a una cifra che lui vorrebbe vicina ai 10 milioni di euro netti a stagione più bonus. La trattativa va avanti da mesi. Un elemento cruciale perché l’accordo si possa raggiungere è che sia definito il futuro societario del club nerazzurro. Il presidente Steven Zhang sta dialogando con il fondo statunitense Pimcoper ottenere un finanziamento da 400 milioni necessario a chiudere il prestito concesso nel 2021 da Oaktree, la cui scadenza è vicinissima: il prossimo 20 maggio. Nell’ipotesi – molto improbabile – in cui i soldi non si trovino, il pacchetto di maggioranza dell’Inter passerebbe a Oaktree.