Nella notte, un devastante incendio ha inferto un duro colpo alla zona industriale di Pordenone, inghiottendo un capannone di proprietà della Feregotto Elevatori.
L’evento, presumibilmente innescato da un guasto o una condizione anomala in una delle batterie a litio stoccate all’interno, ha generato un’intensa propagazione delle fiamme, alimentata dalla natura chimica e intrinsecamente infiammabile di questi accumulatori di energia. La combustione ha causato ingenti danni strutturali al capannone, distruggendo parte della sua copertura e compromettendo un macchinario da lavoro. Fortunatamente, e per fortuna in questo caso, l’incendio non ha causato feriti o vittime.
Tuttavia, la stima dei danni materiali supera ampiamente il milione di euro, una cifra che riflette non solo il valore della struttura distrutta e dei beni danneggiati, ma anche le implicazioni economiche per l’azienda e per l’indotto coinvolto. La gravità dell’evento ha mobilitato immediatamente le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. I carabinieri della Compagnia di Pordenone hanno avviato le indagini per accertare le cause dell’incendio, mentre i vigili del fuoco, provenienti dal comando locale e dal distaccamento di Maniago, hanno impiegato un considerevole numero di mezzi – autobotte, autoscala, funzionario di guardia e squadre specializzate – per domare le fiamme. L’intervento, protrattosi per oltre tre ore, dalle prime luci dell’alba fino alle prime ore del mattino, è stato reso particolarmente complesso dalla necessità di gestire il rischio di reazioni chimiche secondarie e di propagazione del fuoco.
A seguito dell’incendio, l’area interessata è stata dichiarata inagibile, evidenziando la compromissione della sua stabilità e sicurezza. La vicinanza del capannone con il tempio protestante “Chiesa dei Pellegrini” ha comportato un’estensione delle verifiche di sicurezza, portando alla dichiarazione di inagibilità anche per l’edificio religioso, a causa del potenziale rischio di danni strutturali o contaminazione derivanti dall’incendio.
Le autorità competenti stanno ora valutando le procedure per la demolizione e la ricostruzione, tenendo in considerazione l’impatto ambientale e la necessità di implementare misure di prevenzione incendi più avanzate, soprattutto per quanto riguarda lo stoccaggio di batterie a litio, tecnologia sempre più diffusa ma intrinsecamente pericolosase non gestita con rigore e competenza.
Le indagini si concentreranno anche sulla conformità degli impianti e delle procedure di sicurezza dell’azienda, al fine di prevenire il ripetersi di simili tragedie.
Fulmine sul palazzo, incendio nel sottotetto e fuga di gas
Intervento dei vigili del fuoco a Riva del Garda, 20 evacuati
Un fulmine ha colpito una palazzina di quattro piani a Riva del Garda provocando un incendio nel sottotetto e nel vano scale.
È accaduto poco prima della mezzanotte in via Pola. Subito sono state evacuate nove famiglie, per un totale di circa venti persone, che hanno dovuto lasciare in tutta fretta le loro abitazioni nonostante i violenti temporali in corso. Una prima squadra dei vigili del fuoco è riuscita a spegnere le fiamme mentre le altre squadre a supporto hanno intercettato una fuga di gas causata sempre dal fulmine che ha danneggiato le tubazioni. Sono intervenuti 30 vigili di Riva del Garda e Arco con tre autopompe, una piattaforma e un’autoscala.
Intervenuti anche la Polizia locale, la Polizia di Stato e il sindaco di Riva del Garda. Alcune famiglie hanno poi fatto rientro in casa nonostante i disagi. L’intervento dei vigili del fuoco è terminato intorno alle 2.30 della notte.
I vigili del fuoco combattono gli incendi in un clima secco e caldo mentre gli incendi si diffondono nella contea di Napa e nelle contee di Deschutes e Jefferson
I vigili del fuoco combattono l’incendio Pickett che divampa nella zona di Aetna Springs, nella contea di Napa, in California, sabato. Fotografia: Noah Berger/AP
Gli incendi boschivi nella regione vinicola della California e nell’Oregon centrale sono aumentati durante la notte, provocando centinaia di evacuazioni mentre i vigili del fuoco lavoravano domenica per cercare di contenere le fiamme in un clima secco e caldo.
Secondo il Dipartimento forestale e antincendio della California, l’incendio Pickett nella contea di Napa si era esteso per oltre 26 km² ed era stato contenuto all‘11% nelle prime ore di domenica.
Circa 190 persone hanno ricevuto l’ordine di abbandonare le proprie case, mentre altre 360 sono state sottoposte ad avvisi di evacuazione poiché l’incendio ha minacciato circa 500 strutture nei pressi di Aetna Springs e Pope Valley, ha affermato Jason Clay, portavoce della Calfire Sonoma Lake-Napa Unit.
Oltre 1.230 vigili del fuoco, supportati da 10 elicotteri, hanno combattuto l’incendio, divampato giovedì dopo una settimana di temperature estremamente elevate. Sono stati impiegati anche mezzi aerei, tra cui diversi elicotteri per il lancio mirato di acqua e aerei cisterna per il trasporto di ritardante di fiamma.
La causa dell’incendio è ancora oggetto di indagine.
Secondo i Vigili del Fuoco della California, non ci sono conferme di danni o distruzioni alle strutture, sebbene la valutazione dei danni sia ancora in corso. Poiché l’incendio sta bruciando in un terreno accidentato, e le previsioni meteo per i prossimi giorni prevedono condizioni calde e secche, saranno necessari sforzi costanti per il contenimento.
Fino a lunedì è stato emanato un avviso di allerta sulla qualità dell’aria in diverse contee, tra cui Napa, Sonoma e Solano.
“Se possibile, e se le temperature lo consentono, rimanete in casa con finestre e porte chiuse finché i livelli di fumo non si saranno abbassati. I residenti possono anche ridurre l’esposizione al fumo impostando il sistema di ventilazione dell’auto in modo che ricircoli l’aria esterna per impedire che entri all’interno. Anche l’uso di sistemi di filtraggio dell’aria interna o recarsi in un Clean Air Center o in altri luoghi con aria filtrata, come una biblioteca o un centro commerciale, può contribuire a ridurre l’esposizione al fumo“, ha affermato sabato il Bay Area Air District.
Gli abitanti della zona occidentale degli Stati Uniti sono stati colpiti da un’ondata di calore che ha costretto alcune persone a ricoverarsi in ospedale; si prevede che le temperature raggiungeranno livelli pericolosi per tutto il fine settimana a Washington, Oregon, California meridionale, Nevada e Arizona.
Clay ha affermato che il meteo si è attenuato da quando è scoppiato l’incendio, con temperature massime previste per domenica di 34 °C. Ma con il passare delle ore, si prevede un calo dell’umidità e un aumento del vento nel pomeriggio.
“Questo è stato un fattore determinante nei pomeriggi da quando abbiamo visto l’attività degli incendi intensificarsi negli ultimi tre giorni“, ha detto Clay, aggiungendo che “il supporto da tutta la California è stato fondamentale per i nostri sforzi“.
L’incendio è scoppiato nella stessa area del Glass Fire, un incendio molto più grande, del 2020, che ha interessato la contea di Sonoma e ha infine bruciato circa 272 km² e più di 1.500 strutture.
Quell’incendio è stato alimentato dal vento, mentre l’incendio attuale è alimentato dalla vegetazione secca sui pendii ripidi: in parte è costituito da alberi morti e caduti, rimasti dall’incendio di Glass, e in parte da erba e cespugli che sono ricresciuti e poi si sono seccati di nuovo, ha detto Clay.
In Oregon, l’incendio Flat nelle contee di Deschutes e Jefferson si era esteso fino a quasi 88 km², senza alcuna forma di contenimento, e aveva minacciato quasi 4.000 abitazioni, secondo l’ufficio dei vigili del fuoco dello Stato. Circa 10.000 persone erano state sottoposte a una sorta di ordine di evacuazione.
L’incendio è scoppiato giovedì sera e si è rapidamente propagato a causa del caldo torrido e delle forti raffiche di vento.I vigili del fuoco stavano monitorando i temporali isolati nel sud dell’Oregon, che potrebbero spostarsi verso nord domenica, ha dichiarato il portavoce Chris Schimmer in un video pubblicato su Facebook.
In un aggiornamento di domenica, Central Oregon Fire Info (Cofi) ha affermato che la squadra del turno di notte è riuscita a stabilire le linee iniziali lungo la testata meridionale dell’incendio e ha compiuto ulteriori progressi lungo alcune parti del perimetro settentrionale e occidentale dell’incendio.
Cofi ha aggiunto che la squadra è riuscita anche a bruciare la vegetazione non bruciata nella zona di Carcass Creek per rallentare la propagazione dell’incendio.
“Siamo riusciti a creare delle zone di passaggio brusche attorno all’incendio per fermarne la propagazione nelle aree chiave e nelle case“, ha affermatoEric Perkins, capo della sezione operativa del Complex Incident Management Team 3 del Dipartimento forestale dell’Oregon.
“Abbiamo ancora molto lavoro da fare per migliorare le linee e unirle tra loro“, ha aggiunto.
Le condizioni di lotta agli incendi in Oregon per domenica includono un’allerta per il caldo estremo, bassi livelli di umidità relativa, una massa d’aria instabile e temperature che dovrebbero raggiungere le tre cifre.
“Oggi la situazione è molto migliore, abbiamo grandi speranze di poter fermare l’avanzata di questo incendio“, ha dettoPerkins in un video su Facebook, aggiungendo: “Detto questo, siamo in una lotta contro un incendio e il tempo non è così favorevole… Oggi è più favorevole all’incendio che ai vigili del fuoco“.
La Federal Aviation Administration (FAA) ha imposto restrizioni temporanee ai voli in tutta l’area interessata dall’incendio e le autorità hanno avvertito che qualsiasi utilizzo illegale di droni sarà segnalato alle forze dell’ordine.
Nel frattempo, sono stati emessi avvisi sulla qualità dell’aria in diverse comunità dell’Oregon centrale, tra cui Beaver Marsh, Bend, Crescent, Deschutes River Woods, La Pine, Madras, Prineville, Redville, Silver Lake, Sunrise e Three River.
Secondo IQAir, gli attuali livelli di qualità dell’aria oscillano tra 150 e 200, valori che rientrano nelle categorie delle condizioni malsane e molto malsane per i residenti.
Sebbene sia difficile collegare direttamente un singolo incendio o evento meteorologico al cambiamento climatico, gli scienziati affermano che il riscaldamento causato dall’uomo, derivante dalla combustione di combustibili fossili come carbone e gas, sta causando ondate di calore e siccità più intense, che a loro volta preparano il terreno per incendi boschivi più distruttivi.
Momenti di apprensione questa mattina al Terminal 1 quando un uomo armato di martello ha dato fuoco ad alcuni rifiuti e ha danneggiato le strutture con un attrezzo da cantiere
Incendio e martellate ai banchi del check in a Malpensa – (foto da www.mxpairport.it)
Momenti di vera paura quelli vissuti questa mattina, mercoledì, al terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa quando un uomo ha dato in escandescenze prima incendiando un cestino dei rifiuti e poi, armato di martello, danneggiando i banchi del check in e gli schermi per le informazioni.
Il responsabile è un 26enne originario del Mali, regolare sul territorio nazionale italiano, con problemi psichici conclamati. Gode di protezione internazionale sussidiaria, una forma di protezione internazionale concessa a persone che non soddisfano i criteri per essere riconosciute come rifugiati, ma che, se rimpatriate, rischierebbero di subire un danno grave nel loro paese d’origine: si applica a individui che, pur non essendo perseguitati per motivi specifici (come razza, religione, nazionalità, ecc.), si trovano in una situazione di pericolo nel loro paese a causa di conflitti armati o altre forme di violenza generalizzata.
La scena è stata vista da molti passeggeri ed è stato un dipendente di Sea che, accortosi del fumo che saliva al piano superiore, ad intervenire per primo per bloccare l’uomo mentre distruggeva gli schermi tra i banchi 12 e 13. Insieme a lui anche alcuni dei presenti sono intervenuti per evitare che l’aggressore potesse prendersela anche con le persone.
Subito dopo sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Frontiera che lo hanno immobilizzato mentre alcuni operatori della società di sicurezza aeroportuale Icts si sono prodigati per spegnere le fiamme. Il dipendente Sea intervenuto avrebbe riportato anche alcune ferite ed è stato affidato alle cure dei sanitari intervenuti.
Incendio e martellate ai banchi del check in a Malpensa – (foto da www.mxpairport.it)
Il martellatore è stato poi portato in camera di sicurezza dagli agenti della Polaria che stanno ora provvedendo ad identificarlo e ricostruire l’accaduto e le motivazioni dietro al gesto. È stato trattenuto e verrà denunciato per danneggiamento aggravato dall’uso di benzina. Sul posto anche i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza l’area. L’attività dell’aeroporto è proseguita senza problemi.
L’INCENDIO. L’allarme intorno alle 11,30: nell’impianto c’erano 60 persone, nessun ferito. Il sindaco: «Erano appena finiti gli interventi di sistemazione».
Il rogo che ha devastato la piscina comunale di Ghisalba. Alle sue spalle il parco fotovoltaico, non raggiunto dalle fiamme
Ghisalba – Il tetto appena rifatto – o quel che ne rimane – è ridotto a uno scheletro annerito dalle fiamme. Alcuni pezzi sono precipitati nell’acqua delle vasche sottostanti. Il rogo è arrivato anche all’interno della struttura comunale, divorando la parte più a nord, dove si trovavano i trampolini per le vasche olimpioniche e quella per i più piccoli.
L’incendio a Ghisalba – Si contano i dannisubiti dalla piscina comunale di Ghisalba, in via Aldo Moro, colpita ieri mattina da un terribile incendio che ne ha devastato la struttura esterna e parte degli interni. Una stima precisa dei danni non c’è, ma si parla con ogni probabilità di qualche milione di euro e di una chiusura di almeno un anno. L’allarme è scattato alle 11,27, quando è partita la chiamata al Numero unico per le emergenze (Nue): in tutta l’area della Bassa, nella tarda mattinata di ieri era chiaramente visibile una densa colonna di fumo nero. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei Vigili del fuoco, provenienti da Bergamo, Dalmine, Treviglio, Gazzaniga e Zogno con un totale di undici mezzi, autobotti e tre autoscale, dislocate in punti strategici per accelerare le attività di estinzione del rogo. In particolare, è stato utilizzato sia il parcheggio esterno della piscina comunale in via Moro, sia il campo in sabbia della polisportiva «Ghisalbese Calcio», che confina proprio con l’impianto colpito dall’incendio. Per domare il rogo ci sono volute un paio d’ore: le operazioni sono terminate intorno alle 14.
Le fiamme e i vigili del fuoco al lavoro – (Foto di Cesni)
All’interno 60 persone – Al momento dello scoppio, all’interno dell’impianto c’erano circa 60 persone, tra adulti, ragazzi, bambini e personale di servizio. Alcuni di loro si trovavano nel parco esterno a godersi il caldo sole estivo, altri stavano invece nuotando nelle vasche interne. Tutti i presenti, non appena l’incendio è divampato, sono stati rapidamente evacuati dallo staff dell’impianto sportivo e, fortunatamente, per nessuno di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale: al termine della mattinata non si sono registrati feriti,né per ustioni né per intossicazione. Sul posto erano presenti comunque due ambulanze della Croce verde di Brusaporto e della Padana emergenza Bergamo, insieme ai carabinieri di Romano e Treviglio.
Il tetto, distrutto – (Foto di Cesni)
Le fiamme dal tetto – L’incendio è partito dal tetto della piscina, sul lato dell’ingresso alla struttura, e da lì si è rapidamente propagato su tutta la superficie della copertura esterna, andando ad intaccare anche gli interni. Il tetto è peraltro apribile e ieri mattina una porzione della piscina era scoperta, elemento che ha favorito l’evacuazione in sicurezza dei presenti. Le cause sono al momento ignote: le forze dell’ordine, supportate dal Nucleo investigativo antincendi (Nia), hanno comunque avviato le indagini per determinarle. All’interno dell’impianto è presente una telecamera che punta verso il piazzale della piscina, che potrebbe tornare utile nel corso delle indagini.
«Saranno effettuati dei rilievi per cercare di comprendere le cause. Impossibile quantificare i danni al momento, ma parliamo di qualche milione di euro»
In loco è arrivato anche il sindaco, Gianluigi Conti. «I lavori di sistemazione del tetto, che era stato in parte scoperchiato da un forte temporale il luglio scorso, si erano conclusi proprio ieri (mercoledì 13 agosto per chi legge, ndr)», ha detto. Fino al 31 agosto la piscina è in gestione allo «Sporting Club Verona». «Proprio in questi giorni stavamo perfezionando l’appalto per il nuovo gestore», ha rivelato il sindaco. Ma ora, chiaramente, è tutto fermo.
«Indagini sulle cause» – Stando alle prime informazioni non si sarebbero verificati danni agli edifici confinanti e non si è reso necessario nemmeno evacuare le case vicine. «Domani (oggi, 15 agosto, ndr) saranno effettuati dei rilievi per cercare di comprendere le cause. Impossibile quantificare i danni al momento, ma parliamo di qualche milione di euro. All’interno del sotterraneo (dove ci sono gli spogliatoi, ndr), non si sarebbero verificati danni, ma nei prossimi giorni si svolgeranno dei sopralluoghi accurati. Il parco fotovoltaico a nord è rimasto intatto. La piscina è inagibile ed è sotto sequestro finché non sarà stata fatta una valutazione delle possibili cause».
Sul posto otto mezzi dei vigili del fuoco. Tutto sarebbe partito dal capannone di circa 15mila metri quadrati
L’incendio alla Carbon line di Fano (foto da video Facebook)
Un incendio sta divorando lo stabilimento dell’azienda Carbon line specializzata nella costruzione di yacht di lusso. Le fiamme sono partite intorno alle 12 dell’11 agosto dal capannone sud della fabbrica di Fano (Pesaro e Urbino). Sul posto i vigili del fuoco stanno provando a domare le fiamme mentre una densa colonna di fumo si è alzata in cielo.
L’incendio – L’incendio sarebbe scoppiato nel capannone sud di circa 15.000 metri quadrati. Non è ancora chiaro quale possa essere la causa delle fiamme, ma non risultano danni alle persone. Sul luogo, oltre a otto mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati, i sanitari del 118, una pattuglia della polizia locale e la Protezione civile.
La colonna di fumo è visibile a chilometri di distanza. Le autorità, in via precauzionale, hanno invitato i cittadini a chiudere le finestre e a evitare di raccogliere colture dai terreni nelle zone limitrofe. Il sindaco di Fano ha disposto, tra le altre cose, il divieto di utilizzo di climatizzatori e pompe di calore che prelevano aria dall’esterno. Sul posto dell’incidente sono arrivati anche i tecnici dell’Arpam per esaminare la qualità dell’aria.
Maxi incendio a Fano nell’azienda di yacht di lusso. “Finestre chiuse, analisi sulla qualità dell’aria”
Fano, 11 agosto 2025 – Climatizzatori spenti, finestre chiuse e niente attività all’aperto: sono le indicazioni per chi vive o lavora entro due chilometri dall’enorme incendio (foto) di vaste proporzioni esploso poco dopo le 12 di oggi in via De Nicola, all’interno della Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso. Un dipendente dell’azienda è stato portato in ospedale, subito dimesso. Approfondisci: Incendio Carbon Line Fano, in cenere il cuore della nautica: “Posti a rischio e milioni in fumo”
La nube, sprigionata dalla combustione di materiali chimici, è con ogni probabilità tossica. L’Arpam sta verificando se le acque e i terreni siano stati contaminati o se il vento abbia disperso le particelle nocive. L’ordinanza del sindaco Luca Serfilippi, firmata “a tutela della salute pubblica”, vieta l’uso di climatizzatori che pescano aria dall’esterno, il consumo di frutta, verdura o foraggio coltivati dopo il rogo e l’utilizzo di acqua superficiale stagnante. È consigliato trattenere in casa gli animali domestici e ridurre al minimo le attività all’aperto. Le misure resteranno in vigore fino all’esito delle analisi.
Analisi sulla qualità dell’aria Analisi Arpam sulla densa colonna di fumo nero (video), visibile anche a chilometri di distanza, che si alza dalla zona industriale di Bellocchi. Il rogo è stato accompagnato da forti esplosioni udite a grande distanza e il forte odore chimico che si sprigiona dal rogo è avvertibile in diverse zone della città, a seconda di come ruotano i venti. L’incendio scoppiato alla Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso
Ondate di calore, venti e decine di roghi da nord a sud: migliaia di evacuati in tutto il Paese, mentre le temperature restano oltre i 40 gradi. Il governo dichiara lo stato di pre-emergenza
Le fiamme a Tres Cantos
Un uomo è morto per le gravi ustioni riportate a causa di un incendio boschivo a Tres Cantos, 25 chilometri a nord della capitale Madrid. Le fiamme sono state alimentate da venti che hanno precipitato il rogo attraverso oltre mille ettari in meno di un’ora. Il malcapitato, colpito su circa il 98 per cento del corpo, è deceduto dopo essere stato trasportato all’ospedale La Paz.È la prima vittima accertata della nuova ondata di roghi che sta devastando la Spagna nel pieno di una prolungata ondata di calore.
Pre-emergenza – Secondo le autorità regionali, centinaia di residenti sono stati evacuati, uno dei quali ha accusato forti dolori al petto. “In appena 40 minuti il fuoco ha percorso sei chilometri”, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente della regione di Madrid,Carlos Novillo. Nella notte, le squadre di emergenza sono riuscite a circoscrivere le fiamme, evitando ulteriori danni.
Il governo ha dichiarato lo stato di “pre-emergenza” per coordinare gli sforzi e il premier Pedro Sánchez ha espresso la sua vicinanza alle famiglie dei colpiti, rilanciando appelli alla prudenza: “Siamo a rischio estremo di incendi boschivi. State molto attenti“.
Tarifa sotto assedio – Centinaia di persone sono state evacuate da due zone residenziali di Tres Cantos, tra cui Soto de Viñuelas e Fuente El Fresno. L’incendio, causato da una “tempesta secca” accompagnata da raffiche di vento oltre i 70 chilometri orari, è stato infine circoscritto grazie a condizioni meteorologiche favorevoli durante la notte. Mentre a Madrid la situazione appare sotto controllo, in Andalusia le spiagge di Tarifa sono tornate a essere minacciate dalle fiamme provenienti dai boschi montani vicini. Circa 2mila persone sono state evacuate in emergenza da hotel e abitazioni nella provincia di Cadice, come già accaduto la settimana scorsa per un altro incendio.
“Abbiamo salvato le case all’ultimo secondo“, ha dichiarato Antonio Sanz, assessore regionale all’Interno, spiegando che le fiamme avevano raggiunto l’ingresso dei complessi residenziali. Durante le operazioni, un agente della Guardia civile è rimasto ferito dopo essere stato investito da un’auto. E a livello nazionale la situazione si fa sempre più grave: sono ormai quasi 6mila le persone evacuate tra nord, centro e sud della Spagna.
Castiglia e León – In Castiglia e León, una delle aree più colpite, oltre 3.700 residenti sono stati fatti allontanare da 10 incendi attivi che hanno colpito anche il sito patrimonio dell’umanità di Las Médulas. In tutto nella regione sono stati segnalati ben 32 incendi boschivi, molti dei quali scoppiati contemporaneamente. La situazione è aggravata da una canicola che dura ormai da dieci giorni, con tutte le regioni in allerta e temperature che superano i 40 gradi di giorno e non scendono sotto i 25 di notte.
Gli esperti temono che la combinazione di caldo estremo e venti possa alimentare nuovi fronti di fuoco nelle prossime ore, rendendo ancora più difficile il lavoro delle squadre di soccorso e aumentando il rischio di ulteriori evacuazioni.
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha chiesto la mobilitazione nazionale della Protezione Civile
Collage da Foto Fb Gabriella Bellini, giornalista
Le fiamme innescatesi a Terzigno, nonostante l’impegno degli operatori che da due giorni lottano ininterrottamente sul fronte del fuoco, sono risalite sul Vesuvio fino a oltre quota 1000, mentre alle pendici, oltre Terzigno, minacciano seriamente anche l’abitato di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Boscotrecase.
“Le squadre da terra sono al lavoro e continueranno anche nelle ore notturne”, fanno sapere dall’Ente Parco. Anticipata alle ore 5 di stamane la ripresa delle operazioni, con l’ausilio di più mezzi aerei e l’istituzione di una cabina di comando presso la palestra di Terzigno, dove convoglieranno tutte i soggetti competenti.
Il Dipartimento della Protezione Civile con una nota fa sapere che sta seguendo da vicino il “grave incendio” che interessa il Parco Nazionale del Vesuvio. Per contrastare le fiamme e garantire la massima copertura aerea possibile alle attività di spegnimento, “stanno operando sul vastissimo rogo ben 6 Canadair della flotta aerea nazionale antincendi, provenienti da diverse regioni”.
Il fronte del fuoco sul Vesuvio è di circa 2 chilometri e nel corso del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di questa mattina il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha fatto il punto sulle attività: dispiegati anche gli uomini dell’esercito: decine i militari con mezzi per la movimentazione della terra e autobotti. Gli uomini dell’Esercito stanno aiutando le polizie locali nel controllo della viabilità locale alla vigilanza delle vasche di accumulo delle acque dove i mezzi aerei fanno i rifornimenti per poter effettuare i successivi lanci.
De Luca chiede mobilitazione nazionale Protezione Civile – Il presidente della Regione CampaniaVincenzo De Luca ha inoltrato al governo la richiesta di attivazione dello stato di mobilitazione straordinaria del servizio nazionale della Protezione Civile, in relazione all’incendio boschivo che sta interessando il Vesuvio, in particolare la pineta di Terzigno, con il coinvolgimento della riserva integrale Tirone, nonché dei territori boschivi dei comuni di Trecase, Ercolano e Ottaviano, con un fronte che, al momento, ha raggiunto i 3.000 metri e un’area di diverse centinaia di ettari bruciati. Scopo della richiesta, disporre di almeno altre sedici colonne mobili con moduli antincendio boschivo.
Un rogo di eccezionale intensità ha devastato in poche ore 4mila ettari di vegetazione nel massiccio delle Corbières. Una donna è morta nel comune francese di Saint-Laurent-de-la-Cabrerisse. Sono stati mobilitati oltre 1250 pompieri
Un incendio di eccezionale intensità ha devastato in poche ore 4mila ettari di vegetazione nel massiccio delle Corbières, nel dipartimento dell’Aude, nel sud della Francia, causando due feriti, di cui un ustionato grave. Una donna è morta nel comune francese di Saint-Laurent-de-la-Cabrerisse. Lo rendono noto le autorità locali, aggiornando il bilancio dei roghi che vede anche 9feriti (2 civili e 7 vigili del fuoco) e un disperso.
Raffiche di vento alimentano fiamme – Le fiamme, alimentate dalle raffiche di vento che soffiano nella regione occitana, si sono propagate tra sterpaglie e foreste, prima di raggiungere il villaggio di Saint-Laurent-de-la-Cabrerisse, vicino Caracassonne, dove alcune case sono state bruciate. “L’incendio nel dipartimento dell’Aude sta progredendo. Tutti i mezzi nazionali sono mobilitati. Sostegno ai nostri Vigili del fuoco e le nostre forze impegnate nella lotta contro le fiamme”, ha scritto sui social il presidente francese, Emmanuel Macron, aggiungendo: “Abbiamo fiducia nel governo e nei rappresentanti eletti, che sono pienamente impegnati. In questo momento difficile, tutti devono esercitare la massima cautela e seguire le istruzioni delle autorità“. I villeggianti dei vicini campeggi di Lagrasse e Fabrezan sono stati fatti evacuare in modo preventivo, come anche anche una trentina di case a Tournissan, un altro villaggio della zona, dove almeno una casa risulta parzialmente incendiata, oltre che diversi giardini. Le Corbières sono una delle zone più apprezzate dell’Occitania, note per i suggestivi paesaggi e per i borghi storici, nonché la cultura viticola molto radicata.
Mobilitati 1250 pompieri – Sono 1250 i pompieri e nove Canadair mobilitatiquesta notte per lottare contro le fiamme nell’Aude, nel sud-ovest della Francia, teatro in queste ore del più grave incendio dall’inizio dell’estate in territorio francese: è quanto si legge sul sito internet del quotidiano Le Figaro, precisando che circa 10.000 ettari di terreno sono già andati in fumo. Chiuse alla cricolazione l’autostrada A9 che collega Francia e Spagna e l’autostrada A61. Sempre secondo il giornale, l’incendio ha causato 7 feriti tra i vigili del fuoco e due civili, di cui uno gravemente ustionato già annunciato in precedenza. Mobilitati anche due elicotteri anti-incendio e cinque aerei Dash. 2500 le case prive di corrente elettrica mentre due campeggi sono in corso di evacuazione in zona La Palme. Intanto, un secondo incendio viene segnalato nel comune di Montagnac (Hérault), nel parco di Bessulles. Secondo quanto riferito dalla prefettura su X, otto gruppi di pronto intervento sono impegnati sul posto per spegnere le fiamme insieme ad un elicottero dei vigili del fuoco.
In Italia si verifica una media di 3,3 incendi al giorno
Continua l’allerta rossa sulla costa orientale della Sardegna. Dopo l’incendio di ieri in località Villasimius, che ha costretto i bagnanti a fuggire via mare, un nuovo caso sta creando problemi sull’Isola: evacuate case e un resort a Orosei.
Dalle 9 del mattino i vigili del fuoco stanno intervenendo in località Sos Alinos con quattro squadre e dieci mezzi del Comando di Nuoro. Il fumo ha raggiunto le abitazioni ed è stato necessario procedere all’evacuazione anche di un resort. Dall’alto stanno intervenendo due Canadair, il Super Puma e altri elicotteri del servizio regionale e il Drago 143 del Reparto Volo Sardegna dei vigili del fuoco. Grande mobilitazione anche via terra, assieme ai vigili del fuoco ci sono anche con il Corpo forestale, Agenzia Forestas, barracelli e Protezione civile.
Vicino a Orosei, nel Comune di Siniscola, il sindaco ha preso provvedimenti urgenti anche alla luce di quanto avvenuto ieri: ha firmato un’ordinanza per vietare l’accesso alle spiagge di Berchida e Capo Comino e alla pineta di Mandras.
Incendio a Villasimius – Nella giornata di ieri, domenica 27 luglio, infatti, un imponente incendio è divampato nella vegetazione antistante la spiaggia di Punta Molentis, a Villasimius. Centinaia di bagnanti si sono ritrovati impossibilitati a fuggire con le proprie auto. È stato necessario l’intervento della Guardia costiera di Cagliari che ha messo in salvo le 102 persone, tra le quali 12 bambini e una donna incinta, evacuati via mare con gommoni e assistite dai sanitari del 118 una volta arrivati al porto.
L’incendio, pare di natura dolosa, è divampato velocemente. Sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di San Vito e di Castiadas. Sul posto anche gli agenti delle forze del corpo forestale e di vigilanza ambientale.
Il danno, oltre a persone, ha riguardato anche la macchia mediterranea, ettari ed ettari di natura incontaminata è andata distrutta completamente.
Todde: “Ore difficili e drammatiche” – La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni e ai sindaci dei comuni colpiti dai roghi, quasi tutti di natura dolosa, nel Sud Sardegna. “Stiamo vivendo ore difficili. I vasti incendi che hanno colpito in particolare i territori di Uta, Villaspeciosa, Decimomannu, Villacidro, Villasor, Monastir, Serramanna e altri comuni del Campidano, hanno provocato danni ingenti e messo a dura prova cittadini, amministrazioni locali e forze impegnate nei soccorsi. Esprimo la più profonda vicinanza ai sindaci che si sono prontamente attivati, alle famiglie costrette a lasciare le proprie case, agli agricoltori e agli allevatori danneggiati, e a tutti coloro che, con grande senso di responsabilità, stanno affrontando le conseguenze di queste ore drammatiche”.
Poi un pensiero alle forze antincendio che hanno permesso di arginare i roghi ed evitare danni ancora maggiori ai cittadini e alle aziende. “Ringrazio il Corpo Forestale, Forestas, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, compagnie barracellari, tutte le forze del volontariato e dei Comuni per il lavoro instancabile e il presidio continuo del territorio. Stiamo lavorando anche in queste ore per irrobustire le strutture e renderle più efficaci, e per monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e siamo pronti a intervenire con ogni misura necessaria”.
Poi un monito: “Chi danneggia il proprio territorio, a volte in modo irreparabile, per disattenzione, negligenza o, peggio, per dolo, si macchia di una colpa terribile”, sottolinea la presidente, “a queste persone voglio ricordare che il Corpo Forestale e gli altri organi di polizia giudiziaria lavorano incessantemente per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili di questi gravi reati”.
Gli incendi del 2025 – Come ogni anno, torna il fenomeno allarmante degliincendi estivi, ma non solo. Da gennaio al 18 luglio 2025 nella Penisola se ne sono verificati 653 che hanno mandato in fumo 30.988 ettari di territorio pari a 43.400 campi da calcio. Si tratta di una media di 3,3 incendi al giorno con una superficie media bruciata di 47,5 ettari.
A scattare questa fotografia è stato l’ultimo rapporto di Legambiente che ha diffuso i dati del suo nuovo report “L’Italia in fumo” insieme a un pacchetto di 12 proposte e 5 buone pratiche da replicare a livello nazionale, affinché il Paese recuperi i ritardi in fatto di prevenzione e controlli e colmi la frammentazione delle competenze tra Stato, Regioni ed enti locali attraverso una strategia e una governance integrata che ad oggi manca all’appello. Stando al report di Legambiente, che ha analizzato e rielaborato i dati EFFIS (European Forest Fire Information System), dei ben 30.988 ettari di territorio bruciati nei primi sette mesi del 2025, 18.115 hanno riguardato ettari naturali (ossia aree boscate); 12.733 ha hanno interessato aree agricole, 120 ettari aree artificiali, 7 ettari aree di altro tipo.
Il Meridione e le Isole si confermano le aree più colpite dagli incendi con sei regioni in cima alla classifica per ettari bruciati. Maglia nera alla Sicilia, con 16.938 ettari bruciati in 248 roghi. Seguita da Calabria, con 3.633 ettari in 178 eventi incendiari, Puglia con 3.622 ettari in 69 eventi, Basilicata con 2.121 ettari in soli 13 roghi (con la media ettari per incendio più alta: 163,15), Campania con 1.826 ettari in 77 eventi e la Sardegna con 1.465 ettari in 19 roghi. Tra le regioni del Centro e Nord Italia: ci sono il Lazio (settimo in classifica) con 696 ettari andati in fumo in 28 roghi e la Provincia di Bolzano (ottava in classifica) con 216 ettari in 3 roghi e la Lombardia.
I danni alle aree naturali – Preoccupano anche gli incendi scoppiati in aree naturali. Su 30.988 ettari di territorio bruciati, ben 6.260,99 hanno riguardo aree Natura 2000 in 198 eventi incendiari. Quella interessata dal rogo più grave è stata a Dualchi (Nu), che ha visto andare distrutti 439 ettari, tutti in area Natura 2000. A livello regionale, Puglia e Sicilia risultano le regioni più colpite da incendi in aree Natura 2000. La Puglia con 2.169 ettari andati in fumo per colpa di 43 incendi, la seconda, la Sicilia, con 1.547 ettari andati distrutti per causa di un numero maggiore di incendi, ben 62. Seguono in classifica la Sardegna (740 ettari in 6 incendi), la Campania (738 ettari in 27 incendi) e la Calabria (590 ettari in 40 incendi).
“Per contrastare gli incendi boschivi – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – non basta concentrarsi sull’emergenza estiva o su singole cause, ma è fondamentale adottare un approccio integrato che integri prevenzione, rilevamento, monitoraggio e lotta attiva. Bisogna puntare sulla prevenzione attraverso una gestione territoriale efficace, che includa l’uso ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali. Ma è anche fondamentale promuovere e remunerare i servizi ecosistemici, sostenendo e rivitalizzando le comunità rurali nelle aree interne e montane affinché possano riappropriarsi di una funzione di presidio territoriale. Allo stesso tempo è importante applicare la normativa vigente per arginare qualsiasi ipotesi di speculazione futura sulle aree percorse dal fuoco, ed estendere le pene previste per il reato di incendio boschivo a qualsiasi rogo. È cruciale rafforzare le attività investigative per individuare i diversi interessi che spingono ad appiccare il fuoco, anche in modo reiterato. L’analisi approfondita dei luoghi colpiti e dei punti d’innesco accertati può costruire una mappa investigativa essenziale per risalire ai responsabili”.
A nord della capitale diverse abitazioni sono andate distrutte. Nel Peloponneso, i cambi di vento continuano a ostacolare le operazioni di spegnimento
Incendi in Grecia – (Afp)
I vigili del fuoco greci continuano a lottare contro i vasti incendi boschivi che stanno colpendo diverse aree della Grecia, con mezzi aerei in azione senza sosta. Le zone più colpite sono il nord di Atene, le isole di Eubea, Kythira e Creta, oltre alla penisola del Peloponneso, secondo quanto riferito dal servizio meteorologico nazionale.
A nord della capitale diverse abitazioni sono andate distrutte, anche se non si registrano più fronti attivi, ma solo focolai sparsi. La situazione resta invece critica a Eubea, dove interi villaggi sono stati evacuati e allevamenti devastati dalle fiamme. Sull’isola di Kythira sono state evacuate 139 persone, mentre a Creta, nella città portuale di Chania, il fuoco ha colpito abitazioni, una chiesa e diversi veicoli, prima di essere parzialmente contenuto.
Intanto, nel Peloponneso, i cambi di vento continuano a ostacolare le operazioni di spegnimento. Sei pompieri sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale. Le autorità restano in massima allerta, con condizioni meteorologiche che indicano un alto rischio di nuovi incendi.
L’allarme degli ecologisti: “Incendio e disastro ambientale a Villasimius, criminali devastanoPunta Molentis”
“Incendio e disastro ambientale a Villasimius: criminali devastano Punta Molentis”. Domenica 27 luglio 2025, le fiamme hanno devastato Punta Molentis, uno dei gioielli naturalistici della Sardegna. Il maestrale ha trasformato un incendio in un fronte inarrestabile, alimentando il fuoco e trascinandolo verso la costa. I bagnanti hanno abbandonato la spiaggia in preda al panico, le auto sono rimaste intrappolate nel parcheggio, le strade si sono intasate. Gli elicotteri antincendio hanno operato per ore nel tentativo di arginare le fiamme, ma la macchia mediterranea e parte del paesaggio costiero risultano già distrutti.
I volontari della Protezione civile e le squadre dei Vigili del Fuoco hanno presidiato le aree più esposte. La giornata si è conclusa con un bilancio drammatico per l’ambiente e con l’ennesimo appello alla responsabilità.
«Con il maestrale il fuoco galoppa senza freni. La Sardegna è devastata, ancora una volta, come di consueto» denuncia Stefano Deliperi, portavoce del GrIG – Gruppo di Intervento Giuridico, che aggiunge: «Quando si capirà una volta per tutte che questi sono crimini da far pagare con almeno vent’anni di galera sarà un bel giorno. E fin da subito il Daspo ambientale, una proposta utile per contrastare incendi e attentati all’ambiente».
Deliperi invita tutti a partecipare attivamente alla difesa del territorio: «Ricordiamoci sempre di fare la nostra parte. Quando vediamo anche solo una fiamma o un filo di fumo, chiamiamo subito il 1515, numero verde che collega con la sala operativa del Comando Unità Carabinieri per la tutela forestale e del Corpo forestale della Sardegna».
La velocità di intervento può salvare pascoli, coste, foreste e vite umane. «Non dimentichiamolo mai» conclude Deliperi. La Sardegna brucia, ma la vigilanza e l’impegno possono ancora fare la differenza.
Villasimius, incendio nel paradiso di Punta Molentis: cosa è successo e i danni
Villasimius, incendio nel paradiso di Punta Molentis: cosa è successo e i danni. Doveva essere una giornata da trascorrere al mare nel paradiso di Punta Molentis. Ma è finita con una fuga dall’inferno di fuoco sulle barche dei privati e della Guardia costiera. Salvi 200 bagnanti, nessun ferito ma tanta paura. E resta lo sfregio: un disastro ambientale in una delle più belle e note spiagge della Sardegna. Il maestrale ha alimentato un violento incendio partito dalla zona di Riu Trottu, nel territorio di Villasimius.Le fiamme hanno rapidamente guadagnato terreno, spingendosi fino a Punta Molentis, uno dei luoghi più iconici del litorale sud-orientale sardo. Il rogo ha minacciato la spiaggia affollata oggi da circa 200 bagnanti, in un contesto di caos e paura.
Le fiamme hanno prima accerchiato l’area parcheggio, bloccando ogni via di fuga via terra. Alcune auto, in fuga dal rogo, sono state parcheggiate sull’arenile. I Vigili del Fuoco, giunti da San Vito e Castiadas, hanno avviato le operazioni di contenimento. Sul posto sono intervenuti anche elicotteri del Corpo Forestale, due Canadair nazionali e un elicottero dell’Esercito Italiano da Elmas. Il coordinamento ha visto impegnate le stazioni forestali di Castiadas e Campu Omu, insieme a squadre Forestas di Villaputzu, Muravera, Villasalto e ai volontari del CROV Villasimius.
Le squadre della Guadia Costiera hanno recuperato 142 persone via mare:102 su CP 320 (48 uomini, 42 donne e 12 minori) e 39 sulla V841 (16 uomini, 19 donne e 4 minori). Diversi cittadini privati hanno offerto le proprie imbarcazioni, contribuendo all’evacuazione. Tutti i bagnanti sono stati trasportati in sicurezza al porto di Villasimius, dove li attendevano i soccorritori del 118. L’unità India 51, con infermiere a bordo, ha assistito anche una donna incinta al sesto mese e un bambino asmatico.
In serata, le squadre di terra hanno domato le fiamme. Il bilancio dei danni per ora conta decine di auto distrutte, un chiosco bruciato e una ferita grave al paesaggio costiero. Il Gruppo di Intervento Giuridico, per voce di Stefano Deliperi, ha denunciato l’ennesima devastazione annunciata: «Ancora una volta i delinquenti incendiari approfittano del Maestrale. Serve il Daspo ambientale e pene severe».
Ettari di territorio in fumo a Villasimius. In azione gli elicotteri e i Canadair per tentare di salvare il gioiello naturale, decine di auto distrutte dal fuoco. Le immagini del disastro, ipotesi rogo doloso
(Foto: CagliariToday)
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nferno di fuoco a Punta Molentis, gioiello naturale di Villasimius. Questo pomeriggio un vasto incendio è divampato lungo uno dei litorali più apprezzati della costa sud della Sardegna, tra bagnanti in fuga e parcheggi bloccati con circa 200 auto presenti. Decine di auto dei bagnanti sono state distrutte dal fuoco. L’ipotesi è che il rogo sia di origine dolosa.
Villasimius, il devastante incendio a Punta Molentis – Duecento persone presenti in spiaggia sono state soccorse dalla Guardia costiera e trasferite al porto: tra loro anche una donna incinta di sei mesi e un bambino asmatico
Sul posto due squadre dei vigili del fuoco, due Canadair e decine di uomini in azione per provare a evitare il peggio. È in volo un elicottero dei Vigili del fuoco per garantire eventuali evacuazioni dall’alto esupportare le operazioni aeree. I Canadair sono in continuo coordinamento con le risorse messe in campo dalla Regione. Le operazioni sono tuttora in corso. Un disastro.
Incendio Villasimius
“Quando si capirà una volta per tutte che questi sono crimini da far pagare con almeno vent’anni di galera sarà un bel giorno” scrivono gli ambientalisti del Gruppo d’intervento giuridico. “E fin da subito il Daspo ambientale, una proposta utile per contrastare incendi e attentati all’ambiente”.
Poi l’appello ai cittadini: contattare il numero verde 1515 che mette in collegamento con la sala operativa del comando unità carabinieri per la tutela forestale ambientale e agroalimentare e del Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna, analogamente agli analoghi corpi delle altre Regioni e Province autonome.
Incendio Villasimius
Frau: “Criminali senza vergogna” – “Quanto sta accadendo in queste ore a Punta Molentis a Villasimius, così come in ogni altra parte della Sardegna, ha del criminale. Sono vicino alle popolazioni colpite, un grazie a tutte le forze impegnate nello spegnimento e nell’evacuazione. I responsabili, criminali senza vergogna, devono essere perseguiti e puniti severamente per il danno e distruzione incalcolabile che stanno provocando alla nostra amata isola”, commenta Giuseppe Frau, vicepresidente del Consiglio regionale.
Decine di auto divorate dalle fiamme: nessun ferito
🔥 Beachgoers fled in panic today as flames erupted near the shore at Punta Molentis in Villasimius, Sardinia. The fire spread rapidly, cutting off escape routes and forcing 102 people, including 12 children, to be evacuated by sea.pic.twitter.com/QyuNM6hI8s
La kermesse musicale, tra le più note al mondo, è a rischio vista l’entità dell’incidente e il palco dilaniato
Incendio a Tomorrowland– STRINGER / BELGA MAG / Belga via AFP
Un enorme incendio ha inghiottito e completamente distrutto il palco principale del festival Tomorrowland.Lo riferisce il tabloid britannico The Mirror, il quale sottolinea che le fiamme stanno divampando e i vigili del fuoco stanno lavorando per impedire che l’incendio si diffonda nei boschi vicini. L’incendio ha dilaniato il palco principale del festival a Boom, in Belgio, dove centinaia di migliaia di persone sono attesi per il fine settimana di apertura. Le autorita’ stimano che al momento dell‘incendio fossero presenti circa un migliaio di dipendenti.
Debby Wilmsen, portavoce di Tomorrowland, confermando la notizia all’emittente radiofonica francese Rtl, ha affermato: “L’incendio è davvero sul sito del festival. I vigili del fuoco stanno intervenendo“. Per il momento, l‘origine dell’incendio rimane sconosciuta. Secondo le prime ricostruzioni, è probabile che l’origine dell’incendio provenga dalle installazioni pirotecniche del set del palco principale. Non si registrano feriti.
Un elicottero ha anche individuato un secondo focolaio. L’inizio del festival è previsto per venerdi’ 18 luglio – con un intero weekend di esibizioni fino a domenica 20 luglio – e poi, un secondo fine settimana dal 25 al 27. Più di 100.000 persone da tutto il mondo hanno acquistato i biglietti. Già oggi sono atterrati i primi voli dedicati esclusivamente al trasporto dei frequentatori del festival. Tuttavia, non è ancora chiaro se l’evento si terrà comunque.
Grand Canyon preda degli incendi a causa della combinazione di temperature elevate, vegetazione secca e vento intenso
Il fumo si deposita sul Grand Canyon National Park, nell’Arizona settentrionale – keystone
Un incendio violento e rapido ha distrutto nei giorni scorsi lo storico Grand Canyon Lodge, unica struttura ricettiva del North Rim del celebre parco nazionale statunitense. Le fiamme hanno travolto anche decine di edifici storici e infrastrutture essenziali, costringendo le autorità a chiudere l’accesso alla zona per tutta la stagione. Secondo quanto riferito da Ed Keable, sovrintendente del parco, sono andati persi tra i 50 e gli 80 edifici, tra cui il centro visitatori, la stazione di servizio, l’impianto di depurazione delle acque reflue, una palazzina amministrativa e alcune abitazioni per i dipendenti. Non si registrano feriti, ma le conseguenze ambientali e sanitarie restano preoccupanti: l’incendio dell’impianto di depurazione ha infatti sprigionato gas di cloro, che, essendo più pesante dell’aria, può accumularsi in zone basse e causare irritazioni agli occhi, problemi respiratori e altri disturbi se inalato in quantità elevate, come spiegano i Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
Le cause e il contesto meteo – L’incendio più devastante, battezzato Dragon Bravo Fire, è stato innescato da un fulmine il 4 luglio. In un primo momento i vigili del fuoco avevano scelto una strategia che consiste nel circoscrivere le fiamme lasciando bruciare il combustibile in modo controllato. Tuttavia, una settimana più tardi, a causa delle temperature elevate, dell’umidità estremamente bassa e di forti raffiche di vento, il rogo è cresciuto rapidamente, arrivando a coprire circa 20 km quadrati. Queste condizioni meteorologiche – caldo intenso, aria secca e vento – sono fattori noti per favorire la rapida espansione degli incendi boschivi.
Altri fronti e strategie di contenimento – Il North Rim era stato evacuato giovedì scorso e resterà chiuso per il resto della stagione. Anche escursionisti e vigili del fuoco nella zona sono stati evacuati per sicurezza, mentre ai turisti sul Colorado River è stato chiesto di non fermarsi presso il famoso Phantom Ranch, situato a valle.
Nel frattempo, i pompieri stanno ottenendo progressi contro un altro grande incendio nella zona: il White Sage Fire, che ha già bruciato circa 162 km quadrati. Grazie a squadre a terra e bulldozer, la parte meridionale dell’incendio è stata contenuta, ma a Nord e a Est le fiamme avanzano ancora velocemente, alimentate da praterie secche e alberi morti. Si stanno creando zone cuscinetto per rallentare la corsa del fuoco verso l’area delle Vermilion Cliffs, famosa per le sue rocce stratificate di colore rosso.
Gli incendi nel West americano: un quadro più ampio – Il caso del Grand Canyon non è isolato: anche il Colorado è stato colpito da roghi innescati da fulmini durante lo stesso fronte temporalesco del 4 luglio. Uno degli incendi, vicino al Black Canyon of the Gunnison National Park, ha portato all’evacuazione di abitazioni e alla dichiarazione dello stato di disastro da parte del governatore Jared Polis. Un altro incendio ha colpito la zona al confine tra Colorado e Utah, bruciando oltre 36 km quadrati.
La combinazione di temperature elevate, vegetazione secca e vento intenso sta rendendo sempre più frequenti incendi di grande intensità nel periodo estivo, soprattutto nelle regioni montane e desertiche del West americano.
Vigili del fuoco a presidio della struttura,elicotteri in azione
Ancora una giornata di lotta al fuoco in Sardegna. Oltre a quello di Carbonia, è in corso un vasto incendio nelle campagne di Sindia, in provincia di Nuoro. Le fiamme, alimentate dal forte vento, sono arrivate a minacciare l’azienda agricola “Pischedda“.
Sul posto sta operando una squadra dei vigili del fuoco di Nuoro, con la squadra boschiva del Comando di Oristano. A terra i vigili del fuoco stanno provvedendo al presidio dell’azienda agricola, circondata dalle fiamme, insieme con il personale del Corpo forestale, la Protezione civile e la polizia di Stato. Dall’alto, invece, per spegnere le fiamme stanno operando anche i mezzi aerei della flotta regionale.
Notte di fuoco e fiamme a Montemurlo: colpite un’azienda di logistica, una ditta di trasporto e un maglificio
Si è verificato in via Bisenzio in una impresa di logistica riconducibile a un cittadino italiano (Verrilli Srl), distruggendo la struttura e interessando ulteriori tre imprese e complessivamente cinque capannoni, tre dei quali praticamente ormai inesistenti.
Le attività produttive interessate sono ubicate tra via dell’Industria, in via Bisenzio del comune di Montemurlo. Sono stati interessati, in particolare, i depositi della Verrilli, l’azienda di trasporto per conto terzi del gruppo Archetipo Srl e il maglificio Bartolini. A causa dell’incendio le strutture di copertura delle attività sono progressivamente crollate durante le operazioni di spegnimento, come pure è andato distrutto il materiale presente all’interno dei depositi.
Danneggiato anche un appartamento ubicato al di sopra del magazzino della Archetipo Srl e del deposito di tessuti in lana e cachemire, per il quale si è resa necessaria l’evacuazione dell’unico residente.
L’importante dispiegamento di uomini e mezzi dei vigili del fuoco è valso a limitare i danni alle ditte adiacenti a quelle direttamente interessate dall’incendio sia in via Bisenzio (deposito materiale per stamperia) sia in via dell’Industria (deposito di stracci tessili).
Fortunatamente non ci sono stati feriti.L’incendio, secondo le preliminari verifiche, sarebbe partito da alcuni pancali in legno accatastati all’esterno della struttura e potrebbe essere di natura dolosa. All’interno dei capannoni vi era materiale vario (prodotti tessili, casalinghi ed alcuni rotoli di tessuto).
La procura di Prato ha avviato un’investigazione, per ricostruire le cause dell’incendio e di individuare eventuali responsabili. Si procede per il delitto di incendio doloso.
Le indagini coordinate dall’ufficio si sono nutrite dell’apporto degli appartenenti della sede centrale del comando dei vigili del fuoco di Prato, del distaccamento di Montemurlo, della direzione regionale dei vigili del fuoco della Toscana, nonché degli appartenenti all’Arma dei carabinieri.
Montemurlo (Prato), 12 luglio 2025
L’ombra del dolo nel devastante incendio che ha distrutto completamente tre capannoni a Montemurlo
Aperta un’indagine della Procura di Prato per ricostruire le cause e individuare gli eventuali responsabili del rogo
Il devastante incendio che ha distrutto 5 capannoni di 3 diverse aziende a Montemurlo (Foto Attalmi)
Potrebbe essere di natura dolosa ildevastante incendio che, nella notte fra l’11 e il 12 luglio, ha devastato un appartamento e tre aziende per un totale di cinque capannoni interessati (tre completamente distrutti) tra via dell’Industria e via Bisenzio a Montemurlo. Una persona è stata evacuata dall’abitazione, fortunatamente senza conseguenze. Ma i danni alle strutture sono ingenti. La forza delle fiamme ha infatti devastato le coperture, in alcuni casi crollate dopo le operazioni di spegnimento, e gli ambienti di varie ditte. Ne escono in ginocchio i depositi dell’impresa di logistica Verrilli Srl, il maglificio Bartolini, il magazzino di tessuti di lana e cachemire dell’azienda di trasporto del gruppo Archetipo srl e l’abitazione posta al primo piano dell’edificio dove era presente l’unico residente. Prodotti tessili, casalinghi, tessuti, tutto materiale andato distrutto.
La procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, ha avviato un’indagine per ricostruire le cause del disastro e individuare gli eventuali responsabili. Secondo i primi accertamenti l’incendio sarebbe partito da alcuni pancali di legno accatastati all’esterno della struttura e potrebbe essere appunto di natura dolosa.
Lunghe operazioni di spegnimento delle fiamme a opera dei vigili del fuoco di Prato e Montemurlo che di fatto hanno limitato i danni alle aziende vicine a quelle danneggiate. Sul posto anche i carabinieri.
Le parole del sindaco – “Ieri sera, non appena mi sono accorto dell’incendio in atto nella zona di Bagnolo, insieme al vice sindaco Alberto Vignoli mi sono recato sul posto ed ho verificato in prima persona la situazione. In particolare ho voluto accertamenti se fosse necessario adottare particolare misure restrittive a tutela della salute pubblica. I vigili del fuoco, vista la tipologia dell’incendio e dei materiali andati a fuoco, non hanno ritenuto nell’immediato adottare particolari ordinanze – spiega il sindaco Simone Calamai che è stato sul luogo dell’incendio fino alle 3 di notte – Ora siamo in attesa delle indagini dei Vigili del Fuoco che dovranno risalire alle cause del rogo e individuare eventuali responsabili di questo episodio gravissimo che ha causato ingenti danni alle nostre imprese e al nostro distretto industriale. Un ringraziamento sentito va a tutte le squadre dei vigili del fuoco di Montemurlo, Prato e del resto della Toscana che sono intervenuti con prontezza e competenza per spegnere le fiamme e per evitare che l’incendio si potesse propagare ad altri capannoni”.
Secondo le prime informazioni il fuoco sarebbe partito da un’avaria a un dissalatore. La segnalazione è arrivata dal campeggio Santapomata. Presente anche l’ex ministro Rosy Bindi
Nella foto l’incendio a Castiglione della Pescaia
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GROSSETO). Forte incendio con 600 persone evacuate da un campeggio a Castiglione della Pescaia (Grosseto), in località Rocchette. Secondo prime informazioni il fuoco sarebbe partito da un’avaria a un dissalatore.
Nel primo pomeriggio i vigili del fuoco hanno lavorato con quattro squadre e l’aiuto di cinque elicotteri della Protezione Civile della Regione Toscana e uno dei Vigili del Fuoco. Bonificata l’area dopo le operazioni.
Il camping Santapomata era molto affollato di camper, roulotte e automobili. Alcune bombole del gas della struttura sarebbero anche esplose, a quanto riferiscono testimoni. L‘area dell’incendio si era molto allargata, anche a causa del forte vento e ha coinvolto la pineta storica di Roccamare.
Su disposizione della prefettura i turisti sono stati evacuati al palazzetto dello sport dove è stata allestito un punto di raccolta, con acqua e zone d’ombra. Usati per trasferirli mezzi di Autolinee Toscane e scuolabus del Comune. Al momento non si registrano feriti, ma i danni ambientali e materiali potrebbero essere ingenti.
SecondoIl Tirreno tra i turisti evacuatisarebbe stata presente anche Rosy Bindi.
Sempre nella provincia di Grosseto, ma in altro versante, c’è stato un altro incendio a Granai di Cinigiano dove le fiamme hanno colpito una vasta porzione di terreno collinare a bosco. Sono intervenuti due elicotteri del sistema regionale e squadre dell’Unione comuni Amiata Sud e del volontariato Antincendi boschivi. Le fiamme sono state dichiarate sotto controllo.
Il rogo è divampato in località Su Trambuccone. In serata riaperto lo spazio aereo
Olbia – Un incendio è divampato nel primo pomeriggio di oggi 10 luglio in località Su Trambuccone, vicino alla quattro corsie Olbia Sassari. Segnalato dalla vedetta di Capo Ceraso alle 14,17 è scattata la macchina dei soccorsi. In azione il super puma dalla base di Alà dei Sardi, un elicottero proveniente dalla base del Limbara a cui si è aggiunto il canadair, mentre a terra hanno operato squadre dei vigili del fuoco, la pattuglia del Corpo forestale di Olbia e il Gauf, gruppo di analisi e uso del fuoco composto di due squadre per un totale di 15 persone, una decina di uomini di Forestas, barracelli di Loiri e di Monti, la pattuglia di Padru e l’ associazione di protezione civile Gaia. La polizia stradale ha coordinato la gestione della viabilità.Nessun pericolo per le abitazioni, ma l’incendio ha causato disagi ai voli in arrivo all’aeroporto Costa Smeralda che sono stati dirottati tra Alghero e Cagliari (le partenze sono state regolari). Solo in serata è stato riaperto lo spazio aereo sul cielo di Olbia.
Con una nota la Geasar, società che gestisce l’aeroporto ha spiegato nel dettaglio la gestione dei voli.
«Le operazioni di volo del Costa Smeralda sono state sospese per consentire ai mezzi aerei antincendio di operare in sicurezza nella zona interessata. A seguito della chiusura dello spazio aereo, diversi voli in arrivo sono stati dirottati verso scali alternativi, tra cui Cagliari, Alghero, Roma Fiumicino, Pisa e Figari. Nel complesso, si registrano 9 voli dirottati e10 voli cancellati. Lo spazio aereo è stato riaperto alle ore 20:45, consentendo la graduale ripresa degli arrivi verso lo scalo Costa Smeralda. Geasar, in costante coordinamento con le autorità competenti e le compagnie aeree, ha attivato tutte le procedure previste per la gestione delle irregolarità operative, garantendo assistenza continua ai passeggeri coinvolti».
Bruciati circa quattro ettari di pascolo, con macchia mediterranea, rovi e vegetazione vicino a un corso d’acqua.
Giornata di fuoco in Sardegna: undici incendi, intervengono canadair ed elicotteri
Sassari Giornata di fuoco in Sardegna, oggi 10 luglio. Undici i roghi in diverse zone dell’isola, tre dei quali hanno richiesto l’intervento della flotta aerea regionale e nazionale. Necessario il dispiegamento di elicotteri leggeri,super puma e due canadair a Olbia.
Nurri, pascoli in fumo a Su Nurazzolu– Uno dei fronti più impegnativi è stato quello in agro di Nurri, in località Su Nurazzolu. Il rogo ha aggredito i pascoli nudi della zona e ha richiesto l’intervento di un super puma partito da Fenosu, oltre all’elicottero del Corpo forestale decollato dalla base di Villasalto. A terra, il coordinamento è stato affidato alla stazione forestale di Isili, con il supporto delle squadre Forestas di Villanovatulo, dei volontari di Isili e Orroli, dei barracelli comunali e del gruppo Gauf di Cagliari. I mezzi aerei hanno concluso le operazioni attorno alle 17.00.
Olbia, fiamme a due passi dall’aeroporto Situazione più delicata quella che si è sviluppata nelle campagne intorno all’aeroporto di Olbia. Il rogo, tuttora in corso, ha reso necessario un massiccio intervento aereo: in cielo sono entrati in azione l’elicottero del Corpo forestale decollato da Limbara, il super puma di Alà dei Sardi e due canadair della flotta nazionale. La macchina antincendio è stata diretta dalla stazione forestale di Olbia e coordinata dal centro operativo provinciale del Corpo forestale di vigilanza ambientale di Tempio, con la partecipazione delle squadre Forestas dei cantieri di Olbia e Monti, dei barracelli di Loiri Porto San Paolo, Monti e Padru, dei vigili del fuoco di Olbia e del Gauf di Tempio.
Osini, elicotteri sopra C. Sirigu – A Osini, in località C. Sirigu, il fuoco ha richiesto l’attivazione della macchina dei soccorsi coordinata dalla stazione forestale di Jerzu. In volo, l’elicottero del Cfva da S. Cosimo ha supportato le squadre Forestas a terra, impegnate con mezzi e uomini dei cantieri locali. I mezzi aerei hanno lasciato l’area intorno alle 17.45. Nelle altre otto località colpite dalle fiamme, i roghi sono stati contenuti grazie all’intervento delle squadre di terra. (se.lu.)
Oggi pomeriggio, invece, il vice ispettore Marco Neri e l’agente Francesco D’Onofrio, saranno sottoposti a intervento chirurgico per ricostruire le parti del corpo rimaste ustionate
Foto Lapresse
Claudio Ercoli, 67 anni, è morto. Il dipendente dell’area di servizio Eni in via dei Gordiani, che aveva riportato ustioni sul 55% del corpo, era rimasto gravemente ferito nella doppia esplosione. Ercoli nei giorni scorsi aveva dato anche alcuni segnali di ripresa, tanto da essere sentito, nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio, dalla polizia.
“Ero nel gabbiotto e non mi sono reso conto di quello che stava accadendo“. Aveva mormorato. Solo poche battute. Ieri, invece, la sua situazione clinica è peggiorata e oggi è morto. A darne notizia è stata la questura di Roma che indaga sul caso coordinata dalla procura e poi la Asl Roma 2. Claudio Ercoli era responsabile della stazione di servizio Eni.
Gli interventi subiti da Claudio Ercoli – Claudio Ercoli era stato sottoposto nella giornata di ieri a un complesso intervento di innesto di cute omologa. L’equipe medica e chirurgica ha messo in atto “ogni possibile trattamento intensivo e specialistico, ma le condizioni cliniche del paziente sono progressivamente peggiorate, fino al decesso, causato dalla gravità delle lesioni riportate”, ha spiegato la Asl.
La direzione aziendale della Asl Roma 2 “esprime la propria vicinanza alla famiglia della vittima e il pieno supporto ai professionisti sanitari che stanno proseguendo senza sosta nell’assistenza al secondo paziente“. La vittima era stata trasferita al pronto soccorso a bordo di una pattuglia dell’Arma ed era stato soccorso da un carabiniere che lo aveva portato via dalla sua auto già avvolta dalle fiamme.
Il distributore di via dei Gordiani
Come stanno i feriti – Mauro Bagaglini, l’autista di 58 anni della cisterna carica di gpl, poi esplosa, resta appunto ancora in ospedale. Ancora non è in grado di parlare, è ancora sconvolto. Lui ha il 25% del corpo coperto da ustioni. “Rimane invece ancora in condizioni critiche, ma stabile. La prognosi resta riservata“, spiegano fonti sanitarie.
Oggi pomeriggio, invece, presso il reparto di chirurgia del policlinico Umberto I, il vice ispettore Marco Neri e l’agente Francesco D’Onofri, i due poliziotti che hanno riportato le ustioni più gravi, saranno sottoposti a intervento chirurgico per ricostruire le parti del corpo rimaste ustionate.
Con profondo dolore, la Cisl di Roma Capitale e Rieti, con la segretaria generale Rosita Pelecca “esprime il suo cordoglio per la tragica scomparsa di Claudio Ercoli, rimasto gravemente ferito nell’esplosione avvenuta venerdì scorso. In questo momento di grande tristezza, conclude la nota, ci uniamo al dolore della sua famiglia e dei suoi cari, condividendo la loro sofferenza e il loro lutto“, si legge in una nota.
Il cordoglio – Saputa la notizia Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia di Claudio Ercoli: “La sua morte, avvenuta dopo giorni di lotta tra la vita e la morte, ci colpisce profondamente. Quanto accaduto è una tragedia che richiama l’urgenza di mantenere altissimi gli standard di sicurezza in ogni luogo di lavoro. Mi auguro che venga fatta piena luce sulle dinamiche dell’incidente. Alla famiglia, ai colleghi e a chi gli ha voluto bene va il nostro pensiero e il nostro abbraccio più sincero. Ci tengo anche a ringraziare tutti gli operatori sanitari che, in questi giorni, hanno assistito lui, così come gli altri feriti, con grande professionalità, tenacia e dedizione“.
“Con profondo dolore ho appreso della tragica scomparsa di Claudio Ercoli, rimasto gravemente ferito nell’esplosione di venerdì scorso in via dei Gordiani. In questo momento di tristezza, tutta la città si unisce nel cordoglio per questa perdita. A nome di Roma desidero esprimere la nostra vicinanza più sincera alla sua famiglia, ai suoi amici e a quanti gli volevano bene“, ha scritto in una nota il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
L’indagine – Nel fascicolo aperto sul caso in procura al momento si ipotizzano i reati di disastro colposo e lesioni, ma gli inquirenti potrebbero valutare anche reati ambientali. Ora, con la morte di Ercoli, nelle prossime ore nel fascicolo della procura di Roma potrebbe entrare il reato, più grave, di omicidio colposo. Nel frattempo si ipotizza l’errore umano ed è stato acquisito un video.
Lunedì scorso c’è stato un primo vertice a piazzale Clodio con pm e vigili del fuoco e al fine di capire le cause dell’incidente al distributore e ricostruire i momenti precedenti all’esplosione potrebbe essere affidato l’incarico per una maxi-consulenza. In settimana verranno sentiti testimoni a cominciare da chi era al distributore in quei momenti e, quando i medici lo consentiranno, anche i due feriti più gravi.
Le fiamme hanno aggredito le sterpaglie vicino al campo da calcio Salvatore Zichina
Canadair – Ipa
Un incendio ha fatto scattare l’allarme nell’isola di La Maddalena oggi 8 luglio. Le fiamme hanno aggredito delle sterpaglie nella frazione di Moneta, vicino al campo da calcio Zichina, e per precauzione sono state fatte evacuare le case lì vicino.
Per domare le fiamme, spinte dal maestrale, sono dovuti intervenire un Canadair da Olbia e un elicottero del Corpo forestale regionale. La macchina antincendio era pronta a intervenire perché oggi sulle coste orientali d tutta la Sardegna era previsto il rischio estremo di incendio e i danni sono stati limitati:in salvo una ventina di residenti, trasportati in mare dalla Capitaneria di porto.
Tira un sospiro di sollievo il sindaco di La Maddalena, Fabio Lai. “A causa dell’allerta rossa per il rischio incendi stamattina ho attivato il Coc. Appena finita la riunione è scoppiato l’incendio. Questo ci ha permesso di intervenire subito con tutte le forze a disposizione“, spiega all’Adnkronos.
Le fiamme hanno aggredito le sterpaglie vicino al campo da calcio Salvatore Zichina. “Abbiamo subito chiesto l’intervento della Capitaneria di porto che dal mare ha messo al sicuro una ventina di residenti, tra cui alcuni disabili – continua il sindaco -. Per fortuna poi c’è stato l’intervento degli specialisti con l’elicottero che è potuto comodamente atterrare nel campo da calcio e con un Canadair. Per fortuna tutto è andato per il meglio“. Oggi è martedì e in quella zona c’era poco movimento: “Se fosse successo di mercoledì, col mercatino settimanale proprio lì vicino – conclude Fabio Lai-, avremmo potuto avere anche più problemi“.
CORDIGNANO – Grossoincendionel comune di Cordignano, dove all’alba di oggi, lunedì 7 luglio, ha preso fuoco una fabbrica. A prendere fuoco in via Vicinale Col di Lana l’azienda Tofano srl, specializzata in impermeabilizzazioni edile, fotovoltaico, smaltimento amianto e montaggio carpenteria metallica.
Dopo lo scoppio è divampato un grosso incendio. Il fumo visibile anche a molta distanza. Chi era nelle vicinanze è scappato cercando riparo. Un soccorritore: “Sembrava un fungo atomico”
Esplode distributore gpl e benzina a Roma
Paura oggi, 4 luglio, a Roma. Un distributore di gpl e benzina è esploso in zona Centocelle (sud est della Capitale), in via dei Gordiani, dando vita a un grosso incendio. C’è stato un primo boato poco dopo le 8 del mattino, poi un secondo scoppio avvertito anche in quartieri molto lontani. Residenti terrorizzati hanno cercato riparo nel vicino centro sportivo e nel parco. Lo stesso centro sportivo è stato danneggiato. Ci sono oltre venti feriti. Tra loro anche un vigile del fuoco, 9 poliziotti e un carabiniere. Un soccorritore: “Sembrava un fungo atomico”.
Foto da: Roma, esplode un distributore di benzina e gpl in via dei Gordiani: le immagini
Esplode distributore di benzina e gpl a Roma: tre fronti di fuoco in pochi attimi – Secondo le prime informazioni, i vigili del fuoco erano stati chiamati per un camion che aveva urtato una conduttura e poco dopo il loro arrivo c’è stata la prima esplosione. L’onda d’urto ha investito anche i sanitari che erano già presenti sul posto. L’esplosione, inoltre, sarebbe avvenuta mentre era in corso un rifornimento di gpl.La deflagrazione ha poi provocato danni ad alcuni palazzi vicini, mentre le fiamme hanno raggiunto un deposito giudiziario in via Artena, che si trova alle spalle del distributore. Tre, dunque, i fronti di fuoco: il distributore, via Balzani e via Artena.
Foto da: Roma, esplode un distributore di benzina e gpl in via dei Gordiani: le immagini
Fortunatamente ancora prima dell’esplosione, in virtù della segnalazione originaria, i vigili del fuoco avevano già fatto evacuare le persone che erano al distributore e al vicino centro estivo dove c’erano 15 bambini. Questo ha, con ogni probabilità, evitato la strage. “Per ora, per gli elementi che abbiamo, non ci risultano vittime. Poteva andare peggio, è stato quasi miracolo e dobbiamo dire grazie al nostro caposquadra“, ha detto Ennio Aquilino, direttore regionale dei vigili del fuoco.
Chi sono e come stanno i feriti dell’esplosione a Roma – Si parla di almeno 21 persone coinvolte. Ci sarebbero tre ustionati gravi. Sul posto ambulanze provenienti da tutta Roma, squadre dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile, la polizia, i carabinieri e gli agenti del gruppo Prenestino della polizia locale.
Tra i feriti ci sono 9 poliziotti, un autista dei vigili del fuoco, un operatore del 118 e uncarabiniere. Sono rimasti feriti anche alcuni passanti. Nella zona di via Romolo Balzani, a poca distanza dall’esplosione, una quarantina di persone sono state soccorse perché intrappolate in un palazzo con le fiamme arrivate fin lì.
“Purtroppo è stato un incendio grave che pare sia disceso da un incidente nella fase di scarico del gpl. Gli operatori di polizia che stavano effettuando l’intervento, come anche altri soccorritori, sono ora stati investiti da quest’esplosione molto forte e ora sono nei vari ospedali. Non mi risultano situazioni di pericolo di vita. Ci sono delle ustioni un po’ per tutti, mi risultano anche 16 civili, tra cui il gestore del distributore ma spero che poi in divenire non arrivino altre notizie“, ha detto il questore di Roma Roberto Massuci.
Un uomo tirato fuori dall’auto in fiamme, è grave – Un uomo è stato salvato dai carabinieri, che sono riusciti a estrarlo dall’abitacolo della sua auto in fiamme. A renderlo noto è stato il maggiore dei carabinieri Andrea Quattrocchi, comandante della compagnia Casilino. “È stato molto importante il tempestivo intervento dei nostri carabinieri che hanno estratto una persona viva da un auto in fiamme: è stata caricata su un’auto di servizio dei carabinieri e condotta al primo all’ospedale più vicino, il policlinico Casilino, dove è ricoverata in gravi condizioni“.
Foto da: Roma, esplode un distributore di benzina e gpl in via dei Gordiani: le immagini
Scatta il piano di emergenza – Per permettere i soccorsi e limitare l’afflusso di persone in zona, in via precauzionale è stata chiusa la fermata della metro C Teano. È stato attivato il piano di emergenza cittadino: allertati tutti i pronto soccorso temendo il massiccio afflusso di feriti.
È stato anche attivato da parte dell’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) il monitoraggio della qualità dell’aria nell’area interessata dall’esplosione. Dopo la deflagrazione si è levata una densa colonna di fumo. L’odore dell’aria nella zona è acre e molti indossano la mascherina.I residenti sono stati invitati a non aprire le finestre.
La Procura di Roma è in attesa delle informative dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine: i magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, una volta aperto il fascicolo d’inchiesta disporranno accertamenti per chiarire le cause della deflagrazione.
❌#Roma, #esplosione in un distributore di carburante in via dei Gordiani, zona Casilino: coinvolto uno dei #vigilidelfuoco intervenuti. Squadre impegnate a spegnere le fiamme che stanno interessando il deposito giudiziario nella parte retrostante la stazione di rifornimento.… pic.twitter.com/P0zLAzFg3T
Un soccorritore: “Scene mai viste, sembrava un fungo atomico” – “Prima c’era un grande puzza di gas, una coltre bianca a cui nessuno ha dato peso. Poi una prima esplosione e in tanti sono corsi nel circolo sportivo“, la testimonianza di un cittadino riportata da RomaToday.
Un soccorritore, lì sul posto, si è lasciato andare un commento che rende la portata di quanto accaduto: “In 15 anni non ho mai visto nulla del genere. Sembrava un fungo atomico“.
“Siamo stati svegliati da un boato, sembrava una bomba, un attentato“, racconta una donna che vive nella stessa strada dove è avvenuta l’esplosione. “Non abbiamo capito di cosa si trattasse, tutti i vetri hanno tremato. Poteva essere una bomba, il terremoto, non capivamo. Poi dal fumo e abbiamo capito che era un’esplosione” conferma un uomo che abita a poca distanza.
Meloni: “Vicina ai feriti” – “Seguo con attenzione le conseguenze dell’esplosione avvenuta questa mattina in un distributore di benzina nel quartiere Prenestino, a Roma. Ho sentito il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e resto in costante contatto con il sottosegretario Alfredo Mantovano e le autorità competenti per monitorare l’evoluzione della situazione. Esprimo la mia vicinanza a tutti i feriti – tra cui agenti delle forze dell’ordine, vigili del fuoco e operatori sanitari – e rivolgo un sentito ringraziamento a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e messa in sicurezza“.
Boato in tutta Roma: esplode un distributore di benzina e gpl. Fiamme altissime e residenti in fuga
Dopo lo scoppio è divampato un grosso incendio. Il fumo visibile anche a molta distanza. Chi era nelle vicinanze è scappato cercando riparo. Ci sono feriti, alcuni hanno gravi ustioni
Esplode distributore gpl e benzina a Roma
Paura oggi, 4 luglio, a Roma. Un distributore di gpl e benzina è esploso in zona Centocelle, in via dei Gordiani, dando vita a un grosso incendio. C’è stato un primo boato poco dopo le 8 del mattino, poi un secondo scoppio avvertito anche in quartieri molto lontani. Residenti terrorizzati hanno cercato riparo nel vicino centro sportivo e nel parco. Lo stesso centro sportivo è stato danneggiato. Ci sono diversi feriti, dei quali non si conoscono le condizioni. Un soccorritore: “Sembrava un fungo atomico”.
Esplosione a Roma oggi: ci sono feriti – Diversi i feriti, si parla di almeno 15 persone coinvolte. Ci sarebbero tre ustionati gravi. Il bilancio è assolutamente provvisorio. Sul posto almeno 7 ambulanze provenienti da tutta Roma, squadre dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile, la polizia, i carabinieri e gli agenti del gruppo Prenestino della polizia locale.
Tra i feriti almeno un vigile del fuoco, alcuni operatori del 118 e diversi poliziotti, almeno 8. Sarebbero rimasti feriti anche alcuni passanti. Nella zona di via Romolo Balzani, a poca distanza dall’esplosione, una quarantina di persone sono state soccorse perché intrappolate in un palazzo con le fiamme arrivate fin lì.
Per permettere i soccorsi e limitare l’afflusso di persone in zona, in via precauzionale è stata chiusa la fermata della metro C Teano. È stato attivato il piano di emergenza cittadino: allertati tutti i pronto soccorso temendo il massiccio afflusso di feriti.
❌#Roma, #esplosione in un distributore di carburante in via dei Gordiani, zona Casilino: coinvolto uno dei #vigilidelfuoco intervenuti. Squadre impegnate a spegnere le fiamme che stanno interessando il deposito giudiziario nella parte retrostante la stazione di rifornimento.… pic.twitter.com/P0zLAzFg3T
Parla un soccorritore: “Scene mai viste, sembrava un fungo atomico” – “Prima c’era un grande puzza di gas, una coltre bianca a cui nessuno ha dato peso. Poi una prima esplosione e in tanti sono corsi nel circolo sportivo“, la testimonianza di un cittadino riportata da RomaToday.
Un soccorritore, lì sul posto, si è lasciato andare un commento che rende la portata di quanto accaduto: “In 15 anni non ho mai visto nulla del genere. Sembrava un fungo atomico“.
Circa 1.500 persone sono state evacuate dai villaggi e dalle zone turistiche e trasferite a Ierapetra. Circa 200 sfollati sono stati ospitati nel palazzetto dello sport
Immagini dell’incendio
Continua a divampare l’incendio fuori controllo a Creta in Grecia, sulla costa sudorientale, divampato mercoledì pomeriggio in un terreno boschivo vicino a hotel, case vacanze, strutture ricettive e residenze.
Continua a divampare l’incendio fuori controllo a Creta in Grecia, sulla costa sudorientale, divampato mercoledì pomeriggio in un terreno boschivo vicino a hotel, case vacanze, strutture ricettive e residenze.
Le autorità hanno provveduto a evacuazioni di massa di hotel, camere in affitto e abitazioni nel comune di Ferma dopo che venti di burrasca hanno fatto sì che le fiamme si diffondessero rapidamente verso sud. Finora, circa 1.500 persone sono state evacuatedai villaggi e dalle zone turistiche e trasferite a Ierapetra. Circa 200 sfollati sono stati ospitati nel palazzetto dello sport.
Secondo i servizi di emergenza, il fronte dell’incendio si estende ora per almeno sei chilometri, rendendo sempre più difficile il contenimento. Un denso fumo ha avvolto l’area ampia, riducendo in alcuni punti la visibilità quasi a zero.Il fumo si è esteso fino alla spiaggia di Makry Gialos, a 10 chilometri da Achlia a Lasithi.
La strada principale nei pressi dell’insediamento di Agia Fotia è stata chiusa dalla polizia, che ha invitato residenti e visitatori a evitare tutti i viaggi non essenziali a causa della pericolosa qualità dell’aria, del caldo estremo e della caduta di cenere. Nell’insediamento di Agia Fotia, case e immobili in affitto sono stati distrutti e la zona è senza corrente, secondo quanto riportato da fonti locali.
Almeno quattro anziani sono stati ricoverati in ospedale con problemi respiratori causati dall’inalazione di fumo. A scopo precauzionale, le autorità sanitarie hanno messo in stato di allerta tutti gli ospedali di Creta.
Gli incendi a Fiumicino – Un vasto rogo di sterpaglie ha colpito la zona diPiana del Sole, nelle vicinanze dell’aeroporto di Fiumicino. Dalle 13 circa, sono operativi sei Aps, tre autobotti, più il funzionario di servizio e Capo Turno Provinciale dei vigili del fuoco in Via Geminiano Montanari, 42. A causa della vicinanza dell’aeroporto e dell’impiego di alcuni mezzi aeroportuali, lo stesso è stato declassato. Sul posto anche i Tas e Sapr per la mappatura del sito e rilievi fotografici dall’alto. Sempre nella stessa zona, un altro incendio di sterpaglie è divampato in via di Malnome, non lontano da Ponte Galeria. Sul posto i vigili del fuoco. Non risultano feriti. Proprio per l’intervento dei vigili del fuoco la circolazione ferroviaria è sospesa, sulla linea Orte – Fiumicino Aeroporto, tra Roma Ostiense e Fiumicino Aeroporto.
🔥 Incendio in atto sulla Roma – Fiumicino uscita Civitavecchia. Video di Massimiliano Graux. pic.twitter.com/uwrY8PJO4X
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall'Italia (@Italia24HLive) June 30, 2025
Treni interrotti, chiuso lo svincolo dell’A12 – Sulla A91 Roma-Fiumicino è temporaneamente chiuso lo svincolo per l’autostrada A12 a causa di un incendio divampato all’altezza del km 1,100 dell’autostrada A12. Lo fa sapere Anas spiegando che sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco, dell’Anas e delle forze dell’ordine per la gestione della viabilità per consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile. Chiusa via Usini tra via Portuense e via di Ponte Galeria e via di Castel Malnome, da via Antonio Tadini, per garantire la sicurezza della circolazione stradale.
Interrotti anche i treni nella tratta Roma Ostiense-Fiumicino.
Problemi di connessione in zona Fiumicino – Come riportato da alcuni utenti sui social, ci sarebbero problemi di connessione in tutta la zona di Piana del Sole-Ponte Galeria, rimasta senza linea internet.
Gli altri incendi nella Capitale – La polizia locale di Roma Capitale è al lavoro in molti quadranti della città a causa di diversi roghi: al momento sono in atto chiusure stradali su via Appia Nuova, dal civico 1032 in direzione Gra, via di Torricola e via delle Capannelle a causa dell’incendio sviluppatosi a via Casal Rotondo che, al momento, ha interessato anche un rivenditore di auto e un edificio privato. I caschi bianchi sono operativi anche in via Bencivenga, a causa di un incendio all’interno della Riserva Naturale Valle dell’Aniene tra il III e IV Municipio, e in via del Rosario a Casal Selce.
Roma, incendio al parco dell’Aniene a ridosso del ponte Nomentano: le fiamme negli accampamenti abusivi
Un forte incendio è scoppiato nel parco delle Valli, a ridosso del fiume Aniene e dell’antico Ponte Nomentano dove si incontrarono nell’800 Leone III e Carlo Magno. Le temperature assai elevate e il vento hanno purtroppo fatto da detonatore e le fiamme continuano a bruciare gli alberi e le sterpaglie. Gli abitanti della zona hanno immediatamente avvertito i Vigili del Fuoco che però ancora non si vedono. Da tempo il terzo Municipio era stato allertato sulla presenza di diversi accampamenti abusivi disseminati lungo il percorso del parco. Ogni anno gli incendi in questa zona verde si ripetono ciclicamente.
Fiamme in un appartamento all’ultimo piano, all’angolo con via Principessa Maria. I pompieri erano appena arrivati per una segnalazione di odore di gas. Sul posto anche gli specialisti Usar per la ricerca di eventuali dispersi. Due i feriti tra i passanti. L’uomo estratto dalle macerie è in rianimazione
Esplosione a Sassari oggi in tarda mattinata: i vigili del fuoco sono intervenuti in un appartamento all’ultimo piano di un edificio all’angolo tra via Don Minzoni e via Principessa Maria, a Sassari. Una fuga di gas avrebbe causato l’esplosione all’interno di un’abitazione, provocando un rogo che ha rapidamente avvolto i locali.
Esplosione via Don Minzoni – sassaritoday
Esplosione Sassari, i vigili hanno rischiato di essere travolti – I vigili del fuoco erano appena arrivati sul posto, in seguito a una segnalazione di odore di gas, quando si è verificata l’esplosione che li ha sorpresi all’esterno dell’edificio, pochi istanti prima che riuscissero a entrare.
Esplosione via Don Minzoni
Uomo ferito soccorso tra le macerie – Durante le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, i soccorritori hanno trovato sotto le macerie Antonio Lambroni, residente nell’appartamento. L’uomo, ustionato e gravemente ferito, è stato estratto ancora in vita e trasportato d’urgenza all’ospedale, dove si trova ricoverato nel reparto di rianimazione. Due i feriti tra i passanti. La casa non era servita da gas cittadino.
Esplosione via Don Minzoni
Strade chiuse, il sindaco sul posto – Per motivi di sicurezza, i vigili del fuoco hanno chiuso al traffico via Don Minzoni e via Principessa Maria. L’area è stata transennata, mentre si valuta la stabilità dell’edificio. Sul posto si trovava anche il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia.
Con riferimento all’esplosione verificatasi nella mattinata di oggi in via Principessa Maria a Sassari dai primi rilievi effettuati con i vigili del fuoco, l’appartamento non risulta essere servito dalla rete cittadina di distribuzione del metano.
L’uomo ha “intenzionalmente” appiccato un incendio sulla Canfield Mountain
Due vigili del fuoco sono stati uccisi e un terzo è rimasto ferito a colpi d’arma da fuoco da un uomo che, come riferito dalla polizia, ha “intenzionalmente” appiccato un incendio a Coeur d’Alene, in Idaho, per attirare i pompieri in un’imboscata. Il responsabile della sparatoria è stato trovato morto sulla Canfield Mountain e accanto a lui è stata rinvenuta un’arma che è stata presumibilmente usata nella sparatoria.
Un incendio è divampato in Germania in un cantiere situato su grattacielo all’angolo tra Kurfürstenstrasse e Urania, nel quartiere Mitte, nel centro di Berlino. Una grande nuvola di fumo è visibile da ampie zone della capitale tedesca. Il rogo sarebbe partito dal tetto dell’edificio. Ancora da accertare le cause. Sul posto vigili del fuoco e soccorritori.
I feriti sono tre adulti e due ragazzi, uno dei quali con importanti ustioni
Apartire dalle ore 3:15 di questa mattina i vigili del fuoco di Torino stanno intervenendo in via Nizza 389 a Torino in seguito ad uno scoppio di un appartamento e conseguente incendio che ha coinvolto anche appartamenti vicini. Sono cinque le persone rimaste ferite nello scoppio, sono tre adulti e due ragazzi, uno dei quali con importanti ustioni. Si cerca anche un’altra persona che, al momento, risulta dispersa. Sul posto sono presenti 8 squadre dei vigili del fuoco.
L’esplosione in un appartamento di via Nizza (Vdf)
Il tetto crollato dopo lo scoppio VDF
A quanto si è appreso, l’esplosione, le cuicause sono ancora in corso di accertamento, ha interessato un appartamento al sesto piano e ultimo piano di uno stabile del quartiere Lingotto e le fiamme si sono poi propagate a due abitazioni vicine. Il tetto dell’edificio è collassato. Lo scoppio ha danneggiato anche diverse auto parcheggiate in strada e colpite dai calcinacci causati dallo scoppio. Non ci sarebbero invece dispersi: sono ancora in corso gli ultimi accertamenti ma la sesta persona che si cercava non sarebbe stata presente in casa al momento dell’esplosione.
Torino: Esplosione e incendio in una palazzina di via Nizza 389 30-06-25 (@MondoNatura)
Evacuazioni, danni e allerta massima nell’Attica e nelle isole dell’Egeo
Aris MESSINIS / AFP – Un elicottero impegnato nello spegnimento di un Incendio boschivo a Thymari
Un vasto incendio boschivo ha devastato diverse località balneari nei pressi di Atene,danneggiando abitazioni e costringendo decine di evacuazioni nella regione, meta di turisti greci e stranieri. L’incendio è scoppiato nelle località balneari di Palaia Fokaia e Thymari, 50 chilometri a est di Atene, e ha portato all’evacuazione di cinque villaggi, secondo i vigili del fuoco. Il loro portavoce, Vassilis Vathrakogiannis, ha parlato di “una grande battaglia contro le fiamme tra le case“.
Interventi e difficoltà nello spegnimento –Sono mobilitati circa 130 vigili del fuoco, volontari, una decina di aerei ed elicotteri e due imbarcazioni della guardia costiera. “Si tratta di un incendio difficile da domare, alimentato da forti venti“, ha detto un funzionario dei vigili del fuoco. L’incendio, divampato intorno alle 12:30 ora locale (11:30 italiane), ha rapidamente aumentato la sua intensità e si è diffuso rapidamente, con venti pari a sei gradi sulla scala Beaufort e temperature che hanno oscillato tra i 35 e i 37 gradi Celsius durante il giorno.
Evacuazioni e danni al territorio – Campi, uliveti e appezzamenti di terreno, nonchè alcune case, sono stati distrutti dalle fiamme.Kostas Tsiguas, presidente del sindacato dei vigili del fuoco, ha dichiarato che almeno 50 persone sono state evacuate dai vigili del fuoco. Secondo quanto riportato dalla televisione pubblica Ert, i vigili del fuoco hanno evacuato i residenti, compresi i bambini, dalle loro case dopo che l’ordine di andarsene era stato inviato tramite il numero di emergenza della Protezione civile. Secondo le riprese diffuse da Ert, due vigili del fuoco stavano cercando di spegnere un incendio nel cortile di una casa quando il tetto è crollato per le fiamme, mentre una densa nuvola di fumo nero ha ricoperto Palaia Fokaia e le vicine spiagge del Golfo Saronico.
Reazione delle autorità locali – Dimitris Papachristos, sindaco del comune di Saronicco, che comprende diverse comunità evacuate, ha descritto la situazione come “estremamente difficile perchè i venti non si fermano“. “Sono state aperte delle strutture per accogliere le persone evacuate. L’intero comune è in stato di allerta“, ha aggiunto.
Blocco stradale e cause dell’incendio – La polizia ha bloccato il traffico sulla strada principale lungo la costa meridionale della capitale, che collega Atene a Capo Sunio, dove si estende il fronte dell’incendio. Questa zona è molto apprezzata dai turisti greci e stranieri e ospita numerose seconde case di ateniesi. “Si tratta di un incendio violento e nelle prossime ore si terra’ una riunione straordinaria dell’unità di coordinamento“, ha dichiarato aErt Viki Kavallari, sottoprefetto dell’Attica, la regione di Atene.Intervenuto ai microfoni di Mega TV,il vicesindaco di Palaia Fokaia, Stavros Petropoulos, ha definito la situazione “drammatica“. “I residenti ci hanno detto che l’incendio è scoppiato a causa di una scintilla proveniente da un cavo elettrico difettoso“, ha osservato.
Vulnerabilità della Grecia agli incendi estivi – Situata nel Mediterraneo sudorientale, la Grecia è particolarmente vulnerabile agli incendi estivi, alimentati da forti venti, siccità e temperature elevate. Oggi, la colonnina di mercurio ha raggiunto i 40 gradi Celsius in Attica. Secondo le previsioni meteo, si prevede che la prima ondata di calore in Grecia durerà fino a sabato.
Dimitris Tosidis / AFP – Un incendio che si muove verso il villaggio di Agios Georgios, sull’isola greca di Chios
Allerta incendi e situazione attuale – Secondo la Protezione Civile, l’indice di rischio incendi per oggi è“molto alto“, come per venerdì, in particolare nell’Attica e nelle isole settentrionali dell’Egeo. Secondo i vigili del fuoco, nelle ultime 24 ore sono scoppiati 45 incendi in Grecia. Da domenica un altro grosso incendio boschivo sta divampando sull’isola di Chio, nel Mar Egeo nordorientale. Secondo l’Osservatorio europeo Copernicus, finora ha devastato più di 4.000 ettari
Situazione monitorata anche dall’amministrazione: “Si invitano i residenti delle vie adiacenti a tenere chiuse le finestre in via precauzionale”. I proprietari trasportati in ospedale per essere sottoposti ad accertamenti
L’incendio all’hotel di via Venezia
Una vasta colonna di fumo si è alzata nella mattinata di martedì (24 giugno) sul cielo di Cattolica. Ad andare a fuoco è una struttura alberghiera di via Venezia, che attualmente era chiusa, per cui senza ospiti al suo interno. Si tratta dell’ex hotel Hawaii. Le fiamme hanno iniziato a propagarsi al piano inferiore dell’immobile, per poi coinvolgere l’intera struttura. Dentro allo stabile in quel momento erano presenti i proprietari, trasferiti al Pronto soccorso a causa delle esalazioni da fumo.
Sul posto i vigili del fuoco sono intervenuti in forze, con la richiesta di rinforzo anche da parte dei colleghi del comando provinciale di Pesaro. Le fiamme in breve tempo si sono propagate anche ai locali superiori e saranno necessarie ore di lavoro da parte dei vigili per completare le operazioni e la messa in sicurezza dell’edificio.
La situazione è monitorata anche dall’amministrazione comunale, che in una nota sottolinea: “A causa di un incendio di un albergo in via Venezia si invitano i residenti delle vie adiacenti a tenere chiuse le finestre in via precauzionale. I vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di spegnimento. Presenti sul posto anche gli agenti della Polizia locale, i carabinieri e i sanitari del 118. L’hotel non aveva ospiti, al momento. All’interno, c’erano i due proprietari che non risultano essere feriti. Sono stati trasportati in ospedale per essere sottoposti ad accertamenti da parte dei sanitari“.