Non ci sono vittime né feriti, in casa c’erano due persone rimaste illese. Gli abitanti hanno raccontato del rumore e della caduta delle macerie
Esplosione in un appartamento, poco dopo le 11 di lunedì 5 febbraio, a Corsico, nell’hinterland milanese. Fortunatamente non ci sono state vittime né feriti: illese le due persone che si trovavano all’interno. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco, le ambulanze del 118 e i carabinieri. L’esplosione è avvenuta in via Montello all’angolo con via Fratelli di Dio.
Gli abitanti hanno raccontato di un forte boato, poi hanno sentito il rumore delle macerie. L’appartamento coinvolto, completamente sventrato, si trova al sesto piano. Al momento dell’esplosione nell’appartamento si trovavano due persone, che sono rimaste completamenteillese. Secondo le prime informazioni, gli investigatori sospettano possa essersi trattato di una fuga di gas.
La Regione non ha aggiornato la black list dei veicoli senza la deroga per Area B. Risultato: le auto passano sotto gli occhi elettronici senza che venga rilevata la non conformità
L’emergenza smog continua. Per il settimo giorno di fila si sono registrati valori del Pm10 sopra la soglia di guardia, oltre i 50 microgrammi per metro cubo. Intanto il rispetto e i controlli sul provvedimento regionale che da ieri vieta la circolazione dei veicoli più inquinanti rimangono un’incognita. A Milano le centraline Arpa hanno segnalato di nuovo l’allarme: 58 microgrammi per metro cubo di Pm10 in viale Marche, 54 a Città Studi, 63 in via Senato e 53 al Verziere. Nel capoluogo lombardo e in tutti i Comuni sopra i 30 mila abitanti della provincia, da ieri, non possono circolare i diesel fino agli Euro 4, fino a quando i valori delle polveri sottili non saranno rientrati, per due giorni consecutivi, sotto la soglia limite.
Ma quale sia la reale efficacia del provvedimento è difficile a dirsi. Le misure temporanee di primo livello dispongono, infatti, lo stop alla circolazione, dalle 7,30 alle 19,30 dei veicoli Euro 0 e 1 a benzina, Gpl e metano, e degli Euro 2, 3 e 4 diesel. In più, le limitazioni valgono anche per gli autoveicoli che hanno aderito al Move-In. Prendendo il caso di Milano, l’Area B, anche in assenza del blocco temporaneo, vieta già l’ingresso in città ai veicoli diesel fino agli euro 4, fatta eccezione per gli automobilisti muniti di apposita deroga o della scatola nera contachilometri. In questi giorni di emergenza, però, neppure con il Move-In si potrebbe entrare. Il condizionale è d’obbligo in questo caso, perché le telecamere della grande Ztl non sono state aggiornate dalla Regione con la lettura del blocco per il Move-In. Il sistema, infatti, legge le targhe in divieto escludendo chi è in deroga. Per le misure temporanee, però, servirebbe un ulteriore aggiornamento del software direttamente collegato a quello regionale che gestisce il sistema delle scatole nere. Dunque, gli occhi elettronici non stanno sanzionando chi entra in Area B con il Move-In. I controlli sono lasciati alle pattuglie di polizia locale, ma non sono stati previsti potenziamenti di forze dell’ordine in occasione delle limitazioni temporanee.
Intanto, Palazzo Marino rilancia sugli effetti delle misure di Area C e di Area B. Secondo l’ultimo report di Amat, a dicembre 2023, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si è registrato un calo di veicoli in Area B del 7,08%, che si accentua dal lunedì al venerdì (-10,41 per cento). Per Area C, la diminuzione è del6,40 per cento, che sale al meno 6,54 per cento) se si contano solo i giorni lavorativi. L’analisi riguarda solo l’orario di attivazione delle telecamere, dalle 7,30 alle 19,30. Anche il parco auto di Milano sta cambiando: i veicoli diesel, considerati maggiormente inquinanti, che entrano nella Ztl, sono diminuiti dell’8% dall’ottobre 2022 al giugno 2023 (passando dal 40% al 32%). Sono invece aumentate le auto elettriche e ibride che complessivamente passano dal 10% al 16%. Nello stesso arco temporale sono state rilevate anche modifiche nella classe Euro dei veicoli diesel: i diesel Euro 4 sono passati dall’8% al 4% e gli Euro 5 dal 26% al 16%. Un trend di positivo aumento si registra per i parcheggi di interscambio: più 4,78% di accessi, con picchi nelle giornate di sabato (+32,89%) e domenica (+24,97%). Del più 6,64 per cento cresce l’utilizzo dei mezzi pubblici, con percentuali superiori al venti per cento nel weekend.
«Sono dati molto positivi che ci mostrano un netto miglioramento rispetto al dicembre dell’anno scorso. Detto ciò — spiega l’assessora alla Mobilità, Arianna Censi — Area B è stata concepita con un orizzonte temporale di dieci anni e per misurarne l’efficacia a lungo termine è necessario aspettare che i dati si consolidino del tempo».
“Una trappola mortale per auto e moto”. E’ successo in viale Toscana, a Milano
Un 24enne è stato arrestato per strage e attentato alla sicurezza dei trasporti per aver teso un cavo d’acciaio ad altezza d’uomo in viale Toscana, a Milano, con altre due persone che non sono ancora state identificate. L’episodio è accaduto la notte scorsa e sono intervenuti i carabinieri che sono riusciti a bloccare il 24enne milanese che ha ammesso la sua responsabilità. A dare l’allarme un uomo che era appena rientrato a casa e ha visto i tre tendere il cavo, se non fosse stato subito tolto dai carabinieri, avrebbe potuto essere micidiale.
Trappola mortale per moto e auto – Avrebbe parlato di «una bravata perché ci stavamo annoiando» il 24enne interrogato la notte scorsa dai carabinieri e poi arrestato su disposizione del pm Enrico Pavone con le accuse di strage e attentato alla sicurezza dei trasporti per aver teso con altre due persone, al momento ricercate, un cavo d’acciaio ad altezza d’uomo in viale Toscana a Milano.
I militari, allertati da un residente, sono riusciti a togliere il cavo prima che potesse rappresentare un pericolo per pedoni, biciclette, moto e auto. La fune era stata presa da un vicino cantiere e i tre l’avevano tesa tra un albero e una pensilina dell’Azienda Trasporti. Il 24enne, ora in carcere a San Vittore, ha precedenti di Polizia e abita nella zona dove è stato fermato. I carabinieri stanno ora cercando i due complici.
A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico“
Niente alcolici dalle 9 alle 20 di martedì 12 dicembre, in occasione del match di Champions LeagueInter-Real Sociedad. A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. In una nota viene spiegato che “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico dovute all’eventuale abuso di bevande alcoliche” è stato “disposto il divieto della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché la vendita per asporto in contenitori di vetro e lattine sia in forma fissa che ambulante, senza inibirne l’ordinario consumo con servizio al tavolo”.
Il divieto sarà attivo in alcune zone specifiche di Milano: piazza San Babila, piazza Duomo, piazza Cordusio, largo Cairoli, largo Beltrami, piazza Castello, Foro Buonaparte, nelle vie adiacenti e nelle zone limitrofe allo stadio Meazza, a zona Corso Como, zona Darsena e zona Sempione. Inoltre, dalle 12 a mezzanotte il divieto verrà applicato anche nella zona di San Siro e dintorni.
La partita si giocherà allo stadio Meazza e inizierà alle 21. La decisione è stata presa anche alla luce degli ultimi fatti che hanno riguardato l’invasione della tifoseria per le strade di Milano che ha messo in tilt anche il traffico dei trasporti pubblici.
Poco dopo mezzanotte ripristinato il servizio nel Comune del Milanese grazie all’installazione di un nuovo generatore
Milano, 05 dicembre 2023
La corrente elettrica è tornata nella notte, a Figino, dove i cittadini hanno segnalato un blackoutdalle 15 di ieri fino a oltre mezzanotte. Rimaste al buio una parte di via Silla, via Cavaliere e via Ponte del Giuscano.
“Un disagio per centinaia di famiglie“, ha fatto sapere Fabio Greco, portavoce del Nuovo comitato di quartiere Figino. Ma le squadre di Unareti, società che gestisce la distribuzione di energia elettrica e gas in città, erano all’opera fin dal pomeriggio “per riparare il guasto alla cabina secondaria“, fanno sapere gli uffici, che ha determinato il blackout.
Poco dopo mezzanotte “è stato installato un generatore per rialimentare le utenze“. Tornata quindi la corrente nelle case e sulle strade. “Questa notte all’1, per limitare al minimo i disagi, è in programma la sistemazione definitiva“.
L’ex calciatore della Roma rassicura tutti: “Un medico mi ha visto seduto sui gradini e ha chiamato l’ambulanza. Ora sto bene”
Roberto Scarnecchia, ex calciatore di Roma, Napoli e Milan e oggi chef, ha raccontato su Instagram di aver avuto un infarto e di aver rischiato di morire davanti al Duomo di Milano. “Vi parlo da un letto di ospedale” dice l’ex centrocampista, classe 1958, che da quando ha appeso le scarpette al chiodo si è buttato sul settore della ristorazione. “Domenica 3 intorno alle 22 ho avuto un infarto mentre attraversavo il Duomo di Milano” racconta Scarnecchia su Instagram. “Avevo parcheggiato la macchina per andare in albergo ed ho sentito un grandissimo dolore al petto, mi sono seduto sui gradini di questo monumento meraviglioso, ero lì ed ho detto se proprio la mia vita deve finire ora, mi faranno delle fotografie con un monumento storico dietro, ma non è andata così per fortuna perché vi sto parlando“.
A quel punto però passa una coppia di fidanzati. “Lui era medico” dice l’ex calciatore, “mi ha visto seduto sui gradini e mi ha chiesto se stavo bene, se avevo mangiato, gli ho detto di no, e allora ha chiamato subito l’ambulanza che mi ha portato d’urgenza al San Luca a Milano e all’1 di notte mi hanno fatto un intervento al cuore e mi hanno salvato la vita“.
“Ci sono tantissimi tipi di infarto” aggiunge Scarnecchia. “Questo è stato preso assolutamente all’inizio, era un infarto delle vie che portano l’arteria alle coronarie, sono tre vie e una di questa era completamente occlusa, non per il colesterolo ma probabilmente per un po’ di stanchezza e stress che può capitare a tutti“.
Un grande spavento, alla fine tutto si è risolto per il meglio. “Mi hanno preso un po’ per i capelli” racconta ancora su Instagram. “Erano un paio di ore che il cuore era in sofferenza, prima che entrasse con la sonda per liberarmi l’arteria occlusa e mettermi uno stent, perché le altre erano libere, e diciamo che è andato tutto bene: non ho mai perso conoscenza, sono rimasto sempre sveglio, non ho vomitato non ho avuto i sintomi del classico infarto con mal di schiena e di reni“.
L’ex calciatore conclude facendo un appello: “Se posso dare un consiglio è, almeno per le persone un po’ più grandi che fanno una vita come la mia, sport e alimentazione sana e una vita regolare: magari dormo poco, che ogni tanto si facessero una visita alle coronarie. Una coronarografia, è un po’ invasiva, magari si perdono un paio d’ore della propria vita in un anno o in sei mesi, ma si valutano le condizioni. Quelle dell’infarto non sono dipese sempre dall’alimentazione, dal colesterolo, dal cuore debole ma ci sono tantissimi motivi e fare un controllo anche un elettrocardiogramma anche sotto sforzo, magari ti salvano la vita. Io sto bene, tra qualche giorno esco e ricomincerò a rompere le scatole con il mio lavoro. Ciao a tutti“.
Il tradizionale mercatino di Sant’Ambrogio intorno al Castello Sforzesco è anche l’occasione per acquistare regali originali per tutte le tasche
Milano, 5 dicembre 2023
Per i milanesi il più tradizionale e atteso degli appuntamenti dellasettimana di Sant’Ambrogio è la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!,che da cinque secoli anticipa le festività natalizie nel capoluogo lombardo ed è l’occasione per fare acquisti originali da mettere sotto l’albero. Organizzata in onore delpatrono della città,Sant’Ambrogio, festeggiato il 7 dicembre, la fieradura quattro giorni ed è tappa obbligata per vivere l’atmosfera di festa nel ponte che precede le vacanze di Natale, passeggiando tra le bancarelle, sorseggiando una bevanda calda e assaporando i dolci tradizionali, primo tra tutti il panettone.
Dove – La Fiera di Sant’Ambrogio 2023 sarà allestita nel perimetro intorno al Castello Sforzesco e in Parco Sempionetra Piazza Castello, via Gadio e piazza del Cannone.
Inizialmente la Fiera degli Oh bej! Oh bej! si svolgeva in piazza dei Mercanti, vicino al Duomo. Nel 1886 le bancarelle furono trasferite nella piazza sant’Ambrogio e nelle vie adiacenti, vicino alla Basilica dedicata al Patrono di Milano. Qui rimasero per 120 anni fino al 2006, anno in cui il Comune decise per un allestimento lungo parte di Foro Bonaparte, nella zona intorno al Castello Sforzesco.
Un’immagine del mercato degli Oh Bej Oh Bej (Foto d’archivio)
Cosa trovare – Dai prodotti artigianali, ai giocattoli, dai vestiti usati ai prodotti di gastronomia, tra bancarelle ed espositori si possono trovarearticoli di ogni genere e per tutte le tasche: vi espongono infatti rigattieri, fioristi, artigiani, mestieranti, venditori di stampe e libri, maestri del ferro battuto, rame e ottone, giocattolai, venditori di dolci, oltre alle bancarelle di caldarroste e di “Firunatt” o “Firòn”, le tradizionali castagne affumicate infilate a formare lunghe “collane”, e produttori di miele e affini.
Come arrivare – Trasporti pubblici:Per chi è di Milano le bancarelle sono facilmente raggiungibili a piedi da Piazza del Duomo, utilizzando la Linea M1 rossa della Metropolitana la fermata più vicina èCairoli. Vicina alla zona della Fiera è anche la fermata Lanza della M2 verde. Per chi viene da fuori Milano è più conveniente parcheggiare nelle aree di snodo e prendere la metropolitana.
L’abete alto 28 metri, dedicato ai giochi olimpici invernali, sarà illuminato dalle luci ambrate di circa 100mila microled che culmineranno su una cima allestita con un luminoso fiocco di neve
Milano, 01 dicembre 2023
In piazza Duomo ci sono gli operai al lavoro per l’allestimento dell’albero di Natale più atteso in città. Quest’anno saranno lo Spirito del Natale e i valori Olimpici e Paralimpici a illuminare il sagrato con l’Albero dei Giochi di Milano Cortina 2026, realizzato dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con Esselunga.
Ad augurare buone feste a tutti i milanesi e ai turisti presenti in città sarà un Abete Nordmanniana proveniente dalla vicina provincia di Varese. Alla base dell’Albero dei Giochi, una hall of fame per omaggiare i 221 medagliati italiani nella storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi Invernali. continua a leggere
I pompieri sul posto(foto fabiovalenti77/Instagram)
È successo nel pomeriggio di giovedì 30 novembre. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano
Milano, 30 novembre 2023
Attimi di paura nella cucina del Mandarin Oriental di Milano (zona Duomo) nel pomeriggio di giovedì 30 novembre a causa di un principio d’incendio sviluppatosi nella cucina, al piano -1 della struttura di via Andegari.
Tutto è accaduto intorno alle 17, come riferito dai vigili del fuoco del comando provinciale di Milano. Le fiamme, secondo quanto appreso da MilanoToday, sono partite da una padella piena d’olio e successivamente hanno interessato altre apparecchiature. È subito scattato l’allarme: la direzione dell’albergo, a scopo precauzionale, ha fatto evacuare tutto le stanze e la hall, contestualmente è scattata la chiamata al 115.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano con un’autopompa e un’autoscala, oltre agli agenti della polizia locale. Quando i pompieri sono arrivati sul posto la situazione si era pressoché risolta: il personale dell’albergo aveva già spento le fiamme con una coperta. Gli ospiti della struttura hanno fatto rientro nell’albergo. Non risultano né feriti né intossicati.
Centinaia di persone in coda in attesa del bus sostitutivo alla fermata Pasteur
Mattinata di disagi, autobus sostitutivi presi d’assalto. L’incidente è avvenuto nel tratto di galleria nei pressi di Palestro nel corso di lavori notturni sulla linea
Milano, 28 novembre 2023
La linea M1 (rossa) della metropolitana di Milano è interrotta tra le stazioni di Cairoli e Pasteur e i treni sono sostituiti da bus in quanto, intorno alle 4 di notte, un tratto di galleria in prossimità della stazione di Palestro è stato danneggiato nel corso di lavori notturni.
Nelle fasi di manovra di alcuni mezzi operativi, infatti è stato urtato uno dei numerosi pilastridi separazione tra i binari, che è stato di conseguenza danneggiato e deve essere messo in sicurezza. Per questo motivo la linea M1 è interrotta traCairoli e Pasteur e i treni sono sostituiti da bus, che fermano in corrispondenza delle fermate dei bus notturni NM1. Le fermate sono state prese d’assalto da migliaia di pendolari, con lunghe code per salire sui mezzi e la polizia locale costretta a intervenire per incanalare il ‘traffico dei pedoni’ e contenere gli inevitabili disagi anche alla circolazione stradale.
Atm, in una nota, si scusa con i passeggeri per il disagio. “Tutte le squadre di Atm sono fin da subito al lavoro per riaprire la linea nel più breve tempo possibile”, scrive l’azienda.
Prenderanno il via oggi le iniziative per celebrare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, organizzate dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni del territorio. La ricorrenza è stata istituita nel 1999 dall’ONU, che ha scelto il 25 novembre a ricordo del brutale omicidio delle tre sorelle Mirabal, rapite, torturate e uccise nel 1960 nella repubblica Dominicana.
«Come ogni anno ci ritroviamo in questa giornata – sottolinea Ilaria Ravasi, assessora alle politiche delle pari opportunità – a ricordare le ennesime vittime di violenza e femminicidio, alcune anche molto giovani. L’amministrazione comunale, insieme alle associazioni del territorio, da sempre organizza iniziative per sensibilizzare sulla violenza di genere. Tra queste, il flash mob con il riposizionamento della targa recentemente vandalizzata sulla panchina rossa nel giardino di Villa Marazzi. Rimane il pensiero di una data – evidenzia l’assessora Ravasi – che, si spera, possa essere il prima possibile cancellata dai nostri calendari».
Il blocco va avanti da 24 ore. Dall’azienda: “Il guasto non è causato da noi”
Un guasto informatico che va avanti già da 24 ore, iniziato lunedì 13 novembre. Che non si sa quando sarà superato e che ha mandato in tilt il sistema di fatturazione, pagamenti online e refertazione degli esami di laboratorio: succede al Cdi, Centro diagnostico italiano, al secondo giorno di blocco informatico.
Il problema è nato dopo che, per errore, sarebbero stati tranciati dei cavi di rete durante dei lavori di manutenzione (non eseguiti dal Cdi) in zona porta Vigentina, dove il Centro diagnostico italiano ha buona parte dei server.
Risultato: tutto bloccato, come si legge anche nell’avviso che già da ieri campeggia sul sito internet dell’azienda sanitaria, colosso degli esami di laboratorio e delle visite specialistiche, privato ma convenzionato con il sistema sanitario regionale della Lombardia. “A causa di un guasto alla rete informatica non dipendente da Cdi, al momento non è possibile eseguire esami di laboratorio né procedere alla consegna dei referti – si legge allora in homepage – . In aggiunta, non è possibile effettuare prenotazioni on line o scaricare referti e fatture dal sito. Al momento non siamo in grado in grado di definire le tempistiche di inizio attività, che confidiamo possano essere riprese nel corso della mattinata. Ogni aggiornamento in merito al ripristino del guasto sarà pubblicato sul nostro sito http://www.cdi.it. Ci scusiamo vivamente per il disagio“.
La rete del Centro diagnostico italiano comprende 34 sedi, di cui 22 poliambulatori, distribuite tra Milano (la maggior parte), l’area metropolitana milanese, la provincia di Pavia e di Piacenza. Ogni anno accoglie oltre 400 mila pazienti. È guidato da Diana Bracco, ex numero uno di Assolombarda, presidente e ad sia del Cdi sia del Gruppo Bracco.
In una nota del CDI si legge: “A causa di un guasto materiale, non dipendente dal Centro Diagnostico Italiano ma generato da alcuni lavori di manutenzione che hanno accidentalmente coinvolto il gestore della rete informatica, nel pomeriggio di lunedì 13 e nella mattinata di martedì 14 non è stato possibile eseguire esami di laboratorioné procedere alla consegna dei referti nelle sedi CDI. Anche le attività di prenotazione online e la visualizzazione di referti e fatture sono state momentaneamente indisponibili. Il personale in tutte le sedi ha accolto i pazienti per le attività che potevano essere svolte e ha riprogrammato le rimanenti. CDI è in continuo contatto con il gestore della rete per verificare che tutte le attività possano essere riprese quanto prima: dalle 11 è in corso il progressivo ripristino”.
Incidente nel Lecchese, il sindaco Brambilla rassicura: ”Non ci sono feriti nè persone coinvolte”
Santa Maria Hoè (Lecco), 11 novembre 2023
Un boato, poi il fumo e le fiamme. Venerdì sera è esploso un forno industriale all’interno di un capannone di un’attività produttiva bella zona artigianale di Santa Maria Hoè, in provincia di Lecco.
L’esplosione – In seguito alla deflagrazione, dovuta forse ad un guasto tecnico, si è sviluppato un incendio. Il botto si è sentito a centinaia di metri di distanza e ha fatto tremare i vetri delle finestre delle abitazioni circostanti, mentre una nuvola di fumo bianco si è levata per decine di metri: molti residenti si sono precipitati in strada per paura di un terremoto o di qualche disastro grave. Sul posto si sono precipitati a sirene spiegate e lampeggianti accesi i vigili del fuoco di due squadre dei vigili del fuoco volontari del distaccamento di Merate e di una squadra del comando provinciale di Lecco, con un’autobotte e due autopompe.
Il sindaco – I soccorritori hanno impiegato quasi quattro ore per spegnere ogni focolaio e ripristinare le condizioni di sicurezza. Hanno concluso l’intervento sono a notte inoltrata. Ha compiuto una prima ispezione anche il funzionario di turno dei vigili del fuoco. Sul posto pure i carabinieri. Le cause dell’incidente al momento non sono state ancora determinate con precisione. “E’ scoppiato un forno dentro una fabbrica – riferisce il sindacoEfrem Brambilla, che è stato sul luogo dello scoppio per sincerarsi di persona di quanto stesse accadendo -. Nessuno è rimasto ferito e non sono state coinvolte persone”.
La cisterna stava transitando nello scalo ferroviario quando gli operai si sono accorti della perdita. Alcuni dei lavoratori hanno accusato bruciori agli occhi.
Al terminal dello scalo merci ferroviario di Segrate questa mattina c’è stata una fuoriuscita da una cisterna di Octanoyl Chloride, una sostanza tossica anche a basse concentrazioni. Il personale in servizio presso lo scalo ferroviario, al momento del passaggio della cisterna, si è accorto della piccola fuoriuscita della sostanza bloccando il mezzo e allertando la sala operativa dei vigili del fuoco di via Messina a Milano. Sul posto oltre ai mezzi convenzionali, il personale del nucleo NBCR (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) specializzato nel fronteggiare questo tipo di interventi.
Sono quattro gli operai dello scalo ferroviario sotto osservazione dei medici del 118 dopo aver accusato una leggera irritazione agli occhi, mentre sono in totale 25 quelli portati al pronto soccorso “per il corretto monitoraggio della situazione clinica indicato dal Centro Antiveleni a seguito dell’esposizione alla sostanza” si leggein un comunicato di Areu. Sono quindi stati ospedalizzati sia pazienti con sintomatologia in codice verde e giallo, sia pazienti asintomatici al momento della valutazione.
Dai primi rilievi effettuati non si esclude che la perdita sia stata dovuta ad non perfetto serraggio dei bulloni del cosiddetto “passo d’uomo“. Le oscillazioni della cisterna avrebbero così provocato la fuoriuscita della sostanza.
La zona dello scalo ferroviario di Segrate in via Lazio 32 è stata circoscritta dalle squadre dei vigili del fuoco e messa in sicurezza in attesa che vengano portate a termine le operazioni di travaso.
‘Dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio’
Per venerdì 10 novembre l’organizzazione sindacale Al Cobas ha proclamato uno sciopero aziendale di 24 ore, che interesserà i lavoratori del Gruppo Atm.
Lo rende noto la stessa azienda di trasporti milanese. “L‘agitazione del personale viaggiante e di esercizio delle linee di superficie e metropolitane – si legge nel comunicato – sarà possibile dalle8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio“. Lo sciopero, scrive Atm, è stato indetto con motivazioni così riassumibili: “Contro la liberalizzazione, privatizzazione e gare d’appalto dei servizi attualmente gestiti dal Gruppo ATM e per la reinternalizzazione dei servizi di TPL in appalto e/o subappalto; contro il progetto ‘Milano Next‘, per la trasformazione di ATM S.p.A. in Azienda Speciale del Comune di Milano e il conseguente affidamento diretto in house dei servizi, nonché per la loro gratuità; per la riattivazione del distanziamento tra conducenti e utenti con inibizione della porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri; per la pulizia, igienizzazione e sanificazione delle vetture e degli ambienti; per la tutela della sicurezza dei lavoratori più esposti ad atti aggressivi, anche con sistemi di protezione passivi; per la fruizione delle ferie per il personale viaggiante, piani aziendali d’assunzione e trasformazione dei contratti a tempo parziale; per l’aumento di €150 netti per tutti i lavoratori, a recupero degli insufficienti aumenti dei contratti nazionali; per ulteriori tematiche di carattere aziendale attinenti, tra l’altro, a indennità ferie, turni particolari e vestiario“.
Tragico incidente domestico in un appartamento di via San Mamete, nel quartiere Adriano. Il corpo trovato semicarbonizzato
Milano, 04 novembre 2023
Tragedia domestica a Milano, nella serata di oggi sabato 4 novembre. Un uomo di 75 anni è morto nella cucina del suo appartamento al 14esimo piano di un condominio di via San Mamete 91, nel quartiere Adriano, periferia ed della città.
Secondo la ricostruzione effettuata dai vigili del fuoco, intervenuti con squadre del Distaccamento di Sesto San Giovanni, nucleo Saf e Carro Soccorso della centrale di via Messina, l’uomo sarebbe rimasto ucciso da unafiammata scaturita dai fornelli. La vittima è stata infatti trovata in cucina con il corpo semicarbonizzato e l’incendio è stato presto circoscritto, senza che le fiamme si propagassero al resto dell’appartamento e del condominio.
Il rogo sarebbe appunto scaturito dai fornelli, in maniera violenta e improvvisa tantoda non lasciare scampo all’anziano.
L’opera, fanno sapere dal Comune di Milano, è la prima struttura di un sistema che dovrebbe evitare ad ampie porzioni della città di finire sott’acqua
Milano, 31 ottobre 2023
Milano da mezzo secolo convive con un “ospite” scomodo in casa. Il fiume Seveso, in occasioni di piogge più o meno intese (e quella di questa notte) ricade decisamente nella prima categoria, si trasforma da placido corso d’acqua per lo più sotterraneo, a partire da via Ornato, in un incubo per tutti i residenti della zona fra Niguarda e l’Isola.
La soluzione sta in un rimedio per il momento mai applicato che, nel corso degli anni, ha provocato una spaccatura fra la grande città e alcuni comuni vicini: sono le vasche di contenimento, grossi baciniartificiali che dovrebbero – nei progetti – raccogliere le acque del fiume, evitando le inondazioni.
Il problema è che molte delle comunità di residenti nelle zone dove gli invasi dovrebbero venire realizzati hanno manifestato la loro opposizione al “piano vasche”, temendo impatti sul territorio.
L’invaso di Bresso – Uno dei progetti, però, sembra essere arrivato a una tappa decisiva. Il Comune di Milano, infatti, in una nota riepilogativa del prezzo pagato dalla città al nubifragio di ieri, fa sapere che sono terminati i lavori di MM dellavasca del Comune di Milano al Parco Nord, in territorio comunale di Bresso. Si tratta della prima opera di un sistema che una volta completato, eviterà le esondazioni del fiume a Milano. Sono in corso i collaudi e venerdì 3 novembre saranno realizzate alcune prove funzionali.
In particolare, nei primi giorni di novembre verrà utilizzata acqua di falda per riempire di pochi centimetri la vasca e testare le apparecchiature elettromeccaniche (pompe di sollevamento, valvole e condotte).
La vasca del Parco Nord durante un collaudo (Comune di Milano)
Nella seconda metà di novembre è previsto lo svolgimento di una ulteriore prova funzionale che interesserà l’intera opera e tutto il ciclo di attività, con il riempimento della vasca attraverso l’immissione delle acque del Seveso e la reimmissione nel torrente e successivamente l’attivazione e l’entrata in funzione della vasca.
Il nubifragio e l’esondazione – Il Seveso è esondato alle 5.50 di questa mattina, rientrando negli argini alle 12.05: gli allagamenti sono durati oltre sei ore. L’ultimo evento paragonabile a quanto accaduto stamane risale al 2014. Una vera e propria bomba d’acqua, con precipitazioni medie pari a una portata di 70 millimetri di acqua all’ora, lungo tutto l’arco della notte fino alle prime ore del mattino.
Immediati sono stati i problemi sulla circolazione stradale soprattutto nella zona nord della città, ora in normalizzazione grazie anche all’intervento di 79 pattuglie della Polizia locale. Temporanei allagamenti si sono riscontrati nei sottopassi Negrotto, Feltre e Rubattino, e sulle linee del trasporto pubblico che Atm ha dovuto deviare: alle 16 è tornata a funzionare nella sua integrità la linea gialla M3, dove si sono verificati alcuni allagamenti.
L’impatto sulle strutture scolastiche – Per quanto riguarda gli edifici scolastici ed educativi di competenza del Comune di Milano, sono circa 160 le segnalazioniin nidi, scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con interventi da effettuarsi dopo le piogge di questa notte e l’esondazione successiva e prolungata.
Si tratta principalmente di segnalazioni per allagamenti, infiltrazioni e interruzione di servizionegli impianti di riscaldamento. Le lezioni e i servizi sono stati sospesi in otto scuolea causa degli allagamenti che non hanno reso possibile l’accesso ai bambini e alle bambine.
Questi gli istituti rimasti chiusi: scuola d’infanzia e sezione primavera di via Pallanza 26 (Municipio 2), scuola infanzia di via Muzio 9 (Municipio 2), scuola primaria ‘Muratori e Menotti’(Municipio 2), scuola primaria Fabbri’ (Municipio 2), scuola infanzia e sezione primavera di via Ciriè 10 – Girola 4 (Municipio 9), nido di via Ciriè 12 (Municipio 9) e infine nella secondaria di primo grado ‘Tommaseo’ e nella scuola primaria ‘Locatelli’ (Municipio 9).
L’ondata di piena ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva. Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta.
L’ondata di piena ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva. Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta. Chiuso viale Testi
Milano, 31 ottobre 2023
I Vigili del fuoco di Milano sono al lavoro dalle 5 per fronteggiare il maltempo che si è abbattuto sulla città e che ha portato, intorno alle 6, all’esondazione del Seveso. A Mediglia, in provincia di Milano, i vigili del Fuoco hanno soccorso una donna rimasta bloccata in auto con i suoi due bambini a causa di un albero caduto per il forte vento. Una trentina gli interventi effettuati che hanno riguardato principalmente la caduta di rami, allagamenti di cantine e per il forte vento di alcuni cartelloni pubblicitari. Gli interventi sono a macchia di leopardo, tuttavia non si registrano grosse criticità e soprattutto non si segnalano al momento interventi relativi al soccorso di persone. “La zona più monitorata è quella tra Viale Fulvio Testi e Cà Granda per la quale le squadre di soccorso hanno chiesto ausilio alla Polizia Locale al fine di interdire – precisano i Vdf – il traffico proprio in quel punto per evitare disagi e criticità agli automobilisti”.
Milano:Seveso esondato all’alba di oggi 31 ottobre 2023
Il Seveso è esondatouna decina di minuti dopo le 6 a Niguarda. L’ondata di piena, gonfiata da un livello di precipitazioni che alle 5 ha raggiunto a Milano Nord la quota di 31 millimetri di acqua all’ora, ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva, come comunicato su Facebook in tempo reale dall’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli con foto in cui si vedono le strade allagate.
Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta.La polizia locale ha chiuso viale Testi, completamente allagato da viale Marche verso piazzale Istria:traffico in tilt in tutta la zona. Evacuate a scopo precauzionale le comunità che si trovano nel parco Lambroper l’innalzamento delle acque dell’omonimo fiume, che resta costantemente monitorato.
L’area attorno a piazzale Istria è completamente allagata, con una pattuglia della polizia locale a impedire il passaggio verso viale Testi. L’acqua ha completamente invaso il viale e i due controviali: solo camion e furgoni riescono a guadare il “fiume” senza rischiare di danneggiare il veicolo. Allagato il sottopasso di viale Testi verso Niguarda. Attorno alle 8.30, il sottopasso di viale Rubicone è stato liberato dall’acqua, con riapertura della circolazione sotto il monitoraggio degli agenti della polizia locale. Restano ancora off limits quelli di viale Testi e via Negrotto.
Sin dalle prime ore della notte, si era temuto per l’ennesima esondazione, considerate le previsioni meteorologiche che anticipavano piogge copiose nelle aree attraversate dal fiume. Allagamenti anche nel resto della città: il Comune ha attivato le idrovore vicino al sottopasso di via Negrotto, uno dei punti storicamente più critici.
Il precedente – Il Seveso era già esondato un mese e mezzo fa, la notte del 15 settembre, ma in quel caso il torrente era uscito per pochi secondi e senza che rimanessero tracce visibili sull’asfalto. L’ennesimo episodio fa tornare ancora una volta al centro del dibattito l’annosa questione delle vasche di laminazione, il sistema anti-alluvioni che Milano, e in particolare Niguarda, attende da decenni per avere un ombrello protettivo contro la minaccia continua del Seveso. L’opera strategicamente più importante, il bacino artificiale realizzato nell’area del Parco Nord, dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno.
Seveso esondato a Milano 118 volte in meno di 50 anni, perchè accade?
L’esondazione numero 118 del Seveso in meno di mezzo secolo è iniziata poco dopo le 6 e ha mandato in tilt tutta l’area che da Niguarda scende fino a piazzale Lagosta: strade come fiumi, cantine allagate e traffico completamente in tilt, con l’arteria di viale Testi subito chiusa dalla polizia locale per evitare che gli automobilisti restassero intrappolati.
I numeri – Dal 1975 a oggi, il torrente che viene giù dal monte Sasso e che si inabissa sotto la città in via Ornato è fuoriuscito dal tratto tombinato con una media di due volte e mezza all’anno; solo tra il 2010 e il 2023, è accaduto più di venti volte, con il picco dellesei esondazioni del 2014. I 31 millimetri di pioggia caduti in un’ora all’alba hanno gonfiato il corso del fiume, che in via Valfurva si è riversato in strada.
La polemica sulle vasche – “E qualcuno dice ancora che le vasche non servono“, il post su Facebook dell’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli, che ha seguito l’evoluzione della situazione per tutta la notte e che alle 6 ha pubblicato le prime foto dell’esondazione. Il riferimento è al progetto che punta a realizzare un sistema di bacini di contenimento delle piene del Seveso, con l’obiettivo di creare un ombrello protettivo a nord della città. “La vasca di Milano è in collaudo, ma le altre, quelle di Regione Lombardia, sono indietro“, ha tenuto a sottolineare l’esponente della Giunta Sala.
Il piano anti-piene – La vasca di Milano è quella che sarà inaugurata tra pochi mesi al Parco Nord, al confine con Bresso, e che, quando sarà entrata in funzione, potrà drenare fino a un massimo di 250mila metri cubi di acqua. Poi ci sono gli altri tre invasi, parte di un piano complessivo da 142 milioni di euro, di cui 112 finanziati dal Governo, 20 dal Comune di Milano e 10 dalla Regione; senza dimenticare gli altri 23 investiti da Palazzo Lombardia per il potenziamento del canale scolmatore di nord-ovest (quello che parte dal Seveso tra Paderno Dugnano e Palazzolo) e i 7,6 milioni arrivati dallo Stato nel 2019 per consolidare il Redefossi (il canale sotterraneo dove viene confluita l’acqua del Seveso a Milano). Complessivamente, più di 170 milioni di euro per progetti che faticano a concretizzarsi.
Il cronoprogramma – Detto della vasca di Bresso, che sta per vedere la luce dopo anni di polemiche e battaglie legali con i residenti della zona, restano gli altri tre invasi da completare a Senago, Lentate e Paderno Dugnano. Quando entreranno in funzione? Secondo l’ultimo cronoprogramma, comunicato lo scorso 15 settembre dall’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi, “la vasca di Senago sarà terminata per dicembre 2023 ed entrerà in esercizio nella primavera del 2024. Per quella di Lentate sul Seveso l’intervento è stato avviato, e per quanto riguarda l’ultima, a Paderno Dugnano, è in corso la progettazione».
Il preside: “Atto di puro teppismo, denunceremo tutti quelli che riconosciamo nei video”
Rho (Milano), 27 ottobre 2023
Un video dura quattro secondi. La sagoma nera appare nell’inquadratura dello smartphone e sfila veloce tra gli studenti nel cortile della scuola. Tuta attillata total black, sneakers bianche e pistola in pugno. Il secondo filmato mostra una cortina di fumogeni, giovanissimi che corrono su per le scale, in affanno, si salvi chi può, e riecco lo stesso incappucciato, sempre armato, in fuga con l’arma giocattolo nella mano destra. Le immagini che rimbalzano nelle chat di classe raccontano meglio di qualsiasi resocontola paura vissuta all’istituto professionale Puecher di Rho,Milano Nord.
L’assalto – Le 11 di ieri mattina, intervallo tra le lezioni. Una banda di almeno sette-otto ragazzi scavalca le recinzioni e fa irruzione nell’istituto, passamontagna e cappucci delle felpe sui volti, una raffica di petardi e (almeno) una pistola ad aggiungere minaccia al raid.”«Un atto di puro teppismo”, è il commento choccato del preside. Gli studenti si chiudono nelle aule con i professori. Partono le chiamate ai genitori e al 112. Sono voci incontrollate dal dramma: “Stanno sparando a scuola!”. Quasi mezz’ora di panico. Solo nel pomeriggio arriverà l’esito dei primi accertamenti: l’arma era una scacciacani, non è stato esploso neppure un colpo. Il terrore seminato a scuola, quello però era vero.
Black bloc maranza – Black bloc fuori, maranza dentro. Un raid organizzato: qualcuno, nella scuola, sapeva? La baby gang ha saltato i cancelli sul lato di via Monfalcone e, prima di scappare dal retro, ha devastato un laboratorio di Termica al piano terra.Le immagini delle telecamere di sorveglianza e i video girati da studenti e professori sono ora al vaglio degli investigatori dell’Arma. Nella scuola di via Bersaglio c’erano 500 studenti. Sono stati lunghissimi minuti di paura, con il pensiero che correva inquieto ai massacri di massa visti negli Stati Uniti. Le famiglie, avvisate con messaggi e telefonate cariche d’ansia, hanno temuto il peggio: “C’era chi non riusciva più a mettersi in contatto con i figli, è stata una mattinata terribile”.
Dirigente Puecher – Emanuele Contu è il dirigente del Puecher: “Pare che già qualche mese fa, fuori dalla scuola, si fosse verificato un episodio simile. Alcuni ragazzi si sono presentati ai cancelli con il volto nascosto e una pistola scacciacani in pugno”. La scuola aveva denunciato. “Abbiamo ragione di pensare che anche questa volta possa trattarsi di studenti o ex studenti del Puecher”, si legge sul sito web della scuola. Il preside non si tira indietro: “Segnaleremo con nome e cognome ai carabinieri l’identità di tutti coloro che riusciremo a riconoscere”. Fossero davvero iscritti all’istituto professionale, avverte il preside, i maranza con la pistola verrebbero “subito cacciati dalla scuola”.
Caccia ai banditi – I banditi del Puecher, al momento, sono fuggiaschi. La caccia è partita. L’indagine è in corso. Contu non ha prove, ma un sospetto sì: «Quanto accaduto può avere a che fare con il giro di vite che abbiamo dato sulla “circolazione di sostanze“ attorno alla scuola». Il raid all’intervallo potrebbe essere una “ritorsione“ dei baby spacciatori che fanno soldi con la droga fuori dai cancelli. Piccoli criminali: giocano con le pistole come i trapper dei loro video preferiti.
Dall’angolo cieco alle deroghe per i veicoli inquinanti, quello che c’è da sapere sulla viabilità meneghina a partire da ottobre
Milano, 30 settembre 2023
A partire da lunedì 2 ottobre Milano cambia le sue regole per l’accesso in area B e in area C. Quindi, di fatto, per l’accesso in città. La prima vera novità riguarda l’obbligo di sensori per i mezzi pesanti, con l’obiettivo di limitare gli incidenti e le morti causate dall’angolo cieco. Ma non si tratta solo di questo. Le altre novità riguardano gli accessi ai veicoli più inquinanti (con alcune deroghe) e, nota dolente, l’aumento del ticket per entrare in Area C. Ma vediamo nel dettaglio cosa cambierà a partire da ottobre.
I sensori anti angolo cieco – L’Area Bè una zona a traffico limitato controllata da 188 telecamere, con divieto di accesso e circolazione dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 (festivi esclusi). A partire dal primo ottobre 2023, dal lunedì al venerdì dei giorni feriali, dalle 7.30 alle 19.30, i veicoli M3 (veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere e massa massima superiore a 5 tonnellate) ed N3 (veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 12 tonnellate) potranno circolare in Area Bsolo se dotati di sistemi di rilevamento della presenza di pedoni e ciclisti sia in prossimità della parte anteriore del veicolo sia sul lato del marciapiede e di emettere un segnale di allerta, nonché di apposito adesivo che segnala il pericolo dovuto all’angolo cieco. I veicoli, i cui proprietari risultino in possesso di un contratto di acquisto relativo ad apparecchiature funzionali al rilevamento della presenza di ostacoli in prossimità del veicolo, potranno circolare fino all’installazione del dispositivo e comunque non oltre il 31 dicembre 2024. Per tutti i mezzi pesanti e furgoni (sia M2 e N2 sia M3 e N3) scatta l’obbligo di adesivo per la segnalazione della presenza dell’angolo cieco.
“Per la prima volta in Italia– spiega l’assessora alla Mobilità Arianna Censi – Milano introduce l’obbligo di installazione del sensore per l’angolo cieco per i mezzi pesanti a protezione dei pedoni, dei ciclisti e di tutti gli utenti più deboli sulla carreggiata. Ma anche di coloro che utilizzano i mezzi pesanti, perché riteniamo che un incidente di questa natura sia un evento drammatico anche per loro e, di fatto, un incidente sul lavoro”.
Deroghe ad Area B – I veicoli alimentati a benzina Euro 0, 1, 2 e gasolio Euro 0, 1, 2, 3, 4 e 5 potranno ancora usufruire del servizio Move-In per l’accesso in Area B. Il veicolo registrato potrà circolare liberamente in qualsiasi fascia oraria, fino a un tetto massimo di km/anno stabilito in base alla sua tipologia e classe ambientale (ad esempio, 2.000 km per i diesel euro 5, 1.800 per i diesel euro 4 e 600 per i veicoli a benzina euro 2). La misurazione dei chilometri non tiene conto degli orari e delle giornate in cui Area B non è attiva: la percorrenza all’interno di Area B viene conteggiata nell’arco dell’intera settimana (inclusi sabato, domenica e festivi) e delle 24 ore. L’adesione al servizio MoVe-In ha una durata di dodici mesi a partire dalla data di attivazione e può essere rinnovata.
A partire dal 1° ottobre 2023 i veicoli dei residenti a Milano alimentati a gasolio Euro 4 e 5 e Euro 2 a benzina hanno diritto a 25 giornate di accesso e circolazione in Area B, mentre per i non residenti le giornate scendono a 5. Per usufruire dellegiornate di deroga (25 per i residenti proprietari di veicoli trasporto persone; 5 per i non residenti proprietari di veicoli trasporto persone)è indispensabile fare richiesta sulla piattaforma di Area Be completare la procedura online prima dell’accesso alla ZTL. A queste si aggiunge la proroga delle misure di accompagnamento specifiche per alcune categorie o ad alcune particolari condizioni (come, ad esempio ad abbonamento a parcheggi di interscambio o acquisti di auto non inquinanti non ancora consegnate) per le quali è però necessario presentare una nuova domanda sul sito del Comune di Milano. Non è invece prevista per quest’anno l’entrata in vigore di nuovi divieti ambientali.
Area C: le limitazioni alla circolazione – Per quanto riguarda Area C, attiva dal lunedì al venerdì dei giorni feriali, dalle 7:30 alle 19:30, a partire dal prossimo primo ottobre scatteranno nuovi divieti per gli autoveicoli per il trasporto cose e per gli autobus con alimentazione Euro 2/II benzina, Euro 0-4/IV diesel con FAP, Euro 5 diesel e EURO V diesel senza FAP e con FAP e particolato > 0,01 g/kWh (classe inferiore a Euro VI). Rimarranno invariati invece i divieti per le automobili per il trasporto persone.
Aumenta il ticket di Area C – A partire invece dal prossimo 30 ottobre 2023, il ticket per l’ingresso in Area C passerà dai 5 euro attuali a 7,5 euro, mentre il ticket per i veicoli di servizio passerà da 3 a 4,50 euro. I ticket cartacei ancora in circolazione saranno attivabili solo online (entro il 29 ottobre 2024), senza alcun sovrapprezzo.Per l’anno 2023, per i residenti, a partire dal 43esimo ingresso, il ticket sarà di 3 euro.
L’ex patron nerazzurro, 78 anni, si è sottoposto a un intervento di angioplastica già programmato da qualche mese. Medici ottimisti sulla ripresa
Massimo Moratti. Getty
Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, è ricoverato all’ospedale Galeazzi dove è stato sottoposto a un intervento al cuore, un’operazione alla quale si era sottoposto anche in passato. L’intervento di oggi era programmato da tempo. Le sue condizioni sono stabili e lo staff medico ha fiducia in un positivo decorso.
Si tratta del fumo di un rogo divampato sabato mattina alla cascina Cossa nelle campagne di Buccinasco. In fiamme alcune balle di fieno. Tra i quartieri più «colpiti» dalle esalazioni la Barona, il Lorenteggio, i Navigli e il Gratosoglio
Un forte odore di bruciato. Molte zone della periferia sud di Milano o dell’hinterland sono state invase nella notte tra sabato 9 e domenica 10 settembre da un intenso odore di fumo e, in alcuni casi, da una nebbia di fuliggine. Decine le chiamate dei cittadini al centralino dei vigili del fuoco per segnalare la presenza di un «misterioso» incendio. In alcuni casi i testimoni hanno parlato di forte odore di plastica bruciata. Lo stesso è avvenuto fin dalle prime luci dell’alba sui gruppi social dei vari comuni e nelle social street di quartiere.
Tra i messaggi c’è chi segnala «l’impossibilità di tenere le finestre aperte», «bruciori alla gola», o ancora fastidi anche solo nell’uscire di per portare il cane al parco. Tra i quartieri più «colpiti» la Barona, il Lorenteggio, i Navigli e la zona del Gratosoglio. Ma l’odore di fumo è arrivato anche in alcune zone del centro. «Arriva fino a Milano zona Famagosta e oltre, verso viale Cermenate e Porta Genova. Qui sembra ci sia nebbia», uno dei messaggi sui social. «Ho chiuso le finestre, mi brucia la gola… è terribile», le parole di una residente della Barona.
In realtà, come ricostruito e verificato più volte dai vigili del fuoco, non c’è nessun vasto incendio in corso. Il motivo sarebbe legato invece a un rogo divampato sabato mattina alla cascina Cossa nelle campagne di Buccinasco. Qui sono andate a fuoco decine di balle di fieno stipate all’interno di un magazzino. Un incendio che ha impegnato per ore i vigili del fuoco ma che, a parte i danni ingenti alla struttura,non ha causato vittime.
I titolari e i lavoratori sono riusciti a mettere in salvo anche tutte le mucche e i vitelli. Tuttavia anche se le fiamme sono praticamente domate, il fuoco continua a bruciare lentamente le balle. Tanto che i vigili del fuoco sono ancora impegnati sul posto. In particolare i pompieri stanno cercando di «smassare» il fieno e la paglia, azione necessaria per bloccare i focolai. Nella notte però c’è stato un leggero cambiamento del ventoche ha sollevato la fuliggine portandola verso la città. Questo spiega l’intenso odore di fumo di queste ore. L’assenza di forte vento ha creato una cappa su buona parte della città provocando il forte odore e i bruciori segnalati dagli abitanti.
Il ristorante andato a fuoco sotto la sede del partito democratico e la colonna di fumo del rogo
Via Vittorio Emanuele, il rogo sarebbe partito da un locale, devastato dalle fiamme. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale. La colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza
Milano, 6 settembre 2023
Dentro non c’era nessuno. Per fortuna, perché il locale ha impiegato pochi istanti a riempirsi di fumo e le fiamme sono arrivate al soffitto, facendo uscire la coltre nera dalle tegole del tetto. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco l’incendio scoppiato al ristorante cinese “Good”, in via Vittorio Emanuele II, sarebbe partito da una cappa della cucina. Dentro c’erano due lavoratori ma sono riusciti ad allontanarsi in tempo e a mettersi in salvo.
Il rogo – Sul posto sono intervenuti due mezzi dei vigili del fuoco, l’autopompa e l’autoscala, per un totale di venti uomini impegnati per domare il rogo. Presenti anche icarabinieri che hanno messo in sicurezza l’area per consentire ai pompieri di lavorare e la polizia locale che ha gestito il traffico intenso che si è creato lungo la via, snodo principale di Corsico, dove si sono formatelunghe code, considerando che l’intervento dei vigili del fuoco ha reso necessaria la chiusura di una porzione di strada. Per fortuna, non sono state coinvolte persone e nessuno è rimasto ferito o intossicato.
Danni alla sede Pd – Il rogo ha interessato anche la sede locale del Partito democratico, sita proprio al primo piano del palazzo che ospita il locale asiatico. La colonna di fumo che si è formata è rimasta a lungo visibile anche a chilometri di distanza
La bici della vittima e nel riquadro il mezzo che l’ha investita (foto Lapresse/Rossella Papetti)
L’incidente martedì poco prima delle 10 all’incrocio con piazza Medaglie d’Oro. La donna schiacciata sotto il mezzo che viaggiava verso viale Filippetti. Ieri la morte di un anziano investito da un taxi
Una ragazza di 28 anni è morta sulla Circonvallazione travolta da un camion per il trasporto terra. La ragazza era in sella ad unabiciquando, in viale Caldaraall’altezza dell’incrocio con piazza Medaglie d’Oro, è stata travolta in pieno dal camion.
Tutto è successo alle 9.55 di martedì 29 agosto. La vittima non ha avuto scampo ed è rimastaschiacciata dal mezzo che viaggiava da piazza Cinque Giornate in direzione viale Filippetti. Secondo una prima ricostruzione la donna procedeva parallelamente al camion, sul lato sinistro. Dai primi rilievi e dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti sembra che la vittima con la sua bici da corsa vintage stesse sorpassando i mezzi fermi in coda, in mezzo tra le due file di auto. Quando il semaforo è diventato verde il camion è ripartito, probabilmente agganciandola e trascinandola sotto le ruote. Un testimone ha raccontato di aver visto la ragazza battere colpi contro il cassone del camion, ma altre testimonianze non concordano su questo punto. Nella zona c’è una telecamera «brandeggiante» ma in quel momento l’obiettivo puntava su un altro punto. Gli agenti della polizia locale hanno denunciato il camionista, 54enne, per omicidio stradale. Solo ieri un 89enne, Nicola Zezza, è statoinvestito e ucciso in pieno centro da un taxi.
Quinta ciclista uccisa a Milano da inizio anno – La 28enne è la quinta ciclista morta a Milano da inizio anno. La scia di incidenti nel 2023 è iniziata il 1° febbraio, quando la 38enne Veronica D’Incà in sella alla sua bici è stata travolta da un camion che l’ha stretta all’angolo tra piazzale Loreto e viale Brianza. Il 20 aprile, in pieno centro, di fronte alla biblioteca Sormani ha perso la vita la ciclista 39enne Cristina Scozia, travolta da una betoniera. E la mattina dell’8 maggio un ciclista cinese di 55 anni è stato investito e ucciso da un tir in via Comasina, all’angolo con via per Novate. Mentre il 22 giugno una donna di sessant’anni, Alfina D’Amato, è morta dopo esser stata travolta da una betoniera in piazza Durante. «Purtroppo, nonostante le promesse di risolvere quanto prima il problema, soltanto dal primo ottobre Milano darà lo stop alla circolazione dei mezzi pesanti senza i sensori per la rilevazione dell’angolo cieco nello specchietto – spiega l’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl onlus associazione vittime incidenti stradali -. Una soluzione tardiva, che peraltro, evidentemente, non basta. Nelle arterie principali vanno previsti maggiori controlli, altrimenti il rischio di nuove tragedie è sempre dietro l’angolo».
L’uomo, 34 anni e originario di Palermo, secondo le ricostruzioni era ubriaco ed è stato bloccato dalla vigilanza. Mentre era immobilizzato si è sentito male e ha smesso di respirare. I vigilentes indagati per omicidio colposo
Un uomo, 34enne originario di Palermo, è morto poco prima dell’una di domenica notte in via Russolo,a Rogoredo, fuori dalla sede di Sky Italia. Secondo le prime informazioni la vittima, in stato di forte alterazione, avrebbe tentato dientrare all’interno degli uffici. L’uomo è stato fermato da due vigilantes che alla fine lo hanno atterrato è immobilizzato in attesa dell’arrivo della polizia.
In quei minuti però il 34enne si è sentito male e ha smesso di respirare. Le guardie, una in particolare che lo teneva a terra poco dopo si sono accorte del maloree hanno cercato di soccorrere e rianimare la vittima senza riuscirci. L’uomo è stato trasportato dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele dove però è stato dichiarato il decesso. Sul caso è stata aperta un’indagine affidata alla squadra Mobile.La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: i due vigilantes sono indagati.continua a leggere
Il cippato degli alberi caduti per il nubifragio viene conferito alla rete di teleriscaldamento
Il recupero del legno a Cesano Boscone (foto Comune)
Il nubifragio del 25 luglio ha devastato i parchi, sia a Milano sia nell’hinterland, “spazzando” via migliaia di alberi. Da Cesano Boscone, nell’hinterland sud-ovest del capoluogo, arriva una pratica virtuosa per riutilizzare gli alberi crollati nell’ottica dell’economia circolare. Diventeranno una fonte d’energia pulita.
Il cippato derivato dal taglio delle alberature è stato destinato all’impianto di teleriscaldamento del quartiere Giardino. Senza costi aggiuntivi per la collettività, il ritiro del cippato è effettuato da una società specializzata, incaricata da quella che gestisce la rete di teleriscaldamento. “Duplice l’obiettivo raggiunto. Da una parte riutlizzare legname, ramaglie e fogliame accatastati in seguito alla messa in sicurezza del territorio. Dall’altra risparmiare alla comunità la spesa per il loro smaltimento“, commenta l’assessore Marco Pozza, che ha la delega all’ambiente e alla manutenzione urbana.
Riaperto il parco Pertini – E, nel frattempo, sabato 5 agosto a Cesano Boscone sono stati riaperti il parco Pertini (tranne alcune aree ancora transennate) e il centro anziani (l’ingresso e il parcheggio), in seguito alle verifiche degli agronomi. È anche nuovamente consentita la fruizione degli spazi esterni della scuola d’infanzia Walt Disney e dell’asilo nido Garibaldi.
“Abbiamo voluto ripristinare almeno parzialmente il parco per restituire alla città un luogo di svago frequentato da molte famiglie“, spiega Salvatore Gattuso, vice sindaco con funzione di sindaco pro tempore: “Ringrazio i volontari, il personale comunale e la protezione civile per l’impegno dimostrato“. Gli altri spazi verdi saranno riaperti a mano a mano che le verifiche dei tecnici lo consentiranno.
A Milano un bando per riutilizzare il legno – Il Comune di Milano, intanto, ha già pubblicato un bando per il riutilizzo del legno recuperato dagli alberi caduti nel capoluogo, con l’obiettivo di non sprecare niente. Il legno potrà essere utilizzato per realizzare mobili e arredi (anche pubblici), nonché per la produzione di biomasse come fonte energetica naturale. “Vogliamo ridare nuova vita al legno raccolto affinché non sia un rifiuto ma una risorsa“, ha spiegato l’assessora milanese al verde Elena Grandi.
Giovanni Ferretti De Luca (Forza Italia): «Io grande nerazzurro, sono stato anche a Istanbul. Sala? Mai sentito. Berlusconi? Mi farebbe i complimenti»
«Se ho mai pensato che la mia città potesse ospitare uno stadio? Diciamo che l’ho sperato. E ora potrebbe accadere: banale dire che ne sono felicissimo». Giovanni Ferretti De Luca dal 2019 è il sindaco di Rozzano, il comune alle porte di Milano in odore di diventare il luogo che ospiterà il nuovo impianto dell’Inter, dopo che la Soprintendenza ha messo il vincolo sul Meazza e i nerazzurri hanno firmato un diritto di esclusiva per lo studio di fattibilità sull’area di proprietà di Infrafin sita in corrispondenza della Barriera Milano Ovest sulla Milano-Genova.
Lei sapeva di questa interlocuzione? – «Sì ero stato informato quando è cominciata all’inizio dell’anno».
Ha mai incontrato la dirigenza nerazzurra? – «Non ancora. Ma a settembre, dovendo loro effettuare questo studio di fattibilità, fisseremo degli incontri anche per individuare l’iter burocratico da seguire».
E quale sarà questo iter? – «Nulla di particolare: il Comune ha in approvazione il nuovo Piano di governo del territorio, che farà un passaggio in Consiglio comunale».
Serviranno adeguamenti agli indici volumetrici del Pgt per renderlo in linea con la legge Stadi e con il progetto di quell’area? – «In realtà no. Per quell’area erano già previste delle volumetrie e un indice di edificabilità particolarmente importanti. Il nostro Pgt è già coerente con questi numeri». continua a leggere
È accaduto lunedì mattina, poco dopo le 9. Chiuso il tratto compreso tra Lainate e il bivio con l’A9 in direzione dell’allacciamento con l’A4
È di 4 mezzi coinvolti, fra cui anche un tir, e di diversi feriti, il bilancio dell’incidente stradale lungo l’Autostrada dei Laghi A8.
L’incidente è avvenuto lunedì mattina, quando erano passate da poco le 9, all’altezza di Lainate.
È stato temporaneamente chiuso il tratto compreso tra Lainate e il bivio con l’A9 in direzione dell’allacciamento con l’A4.
Il Tir ha saltato la carreggiata – La dinamica è al vaglio della Polstrada Autolaghi ma dalle prime informazioni il mezzo pesante avrebbe effettuato un salto di carreggiata investendo direttamente un’auto e in seguito la barriera in cemento.
I feriti sono stati soccorsi da ambulanze e automediche coordinate da Areu metropolitana che ha inviato sul posto anche un elicottero sanitario; sul posto anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano.
Dei feriti, il più grave è l’uomo alla guida dell’auto colpita dal mezzo pesante finito in codice rosso al Niguarda, mentre gli altri due, meno gravi ricoverati in codice giallo, uno all’ospedale di Legnano e l’altro al Sant’Anna di Como.
La coda di chilometri sulla A8 e sulla A9 – Società autostrade fa sapere che sul luogo dell’evento il traffico è bloccato e si registrano 8 km di coda verso Milano e 3 km verso Varese. Inoltre si registrano 5 km di coda in A9, in corrispondenza dell’immissione obbligatoria in A8 verso Varese.
Come aggirare la coda – Società autostrade consiglia, per chi viaggia da Varese verso Milano, di uscire a Busto Arsizio, di percorrere la Strada Statale 36 per raggiungere lo svincolo di Marcallo Mesero dove immettersi in A4 verso Milano. Percorso inverso per chi da Venezia è diretto a Varese.
Agli utenti provenienti da Como e diretti verso Milano si consiglia di percorrere l’A36 Pedemontana, quindi la Strada Statale 35 per raggiungere lo svincolo di Cormano dove immettersi in A4.
Percorso inverso per chi da Milano è diretto verso Como.
L’edificio di tre piani è all’interno di un caseggiato tra via Amatore Sciesa e via Anfossi. I Vigili del fuoco al lavoro con i cani molecolari per escludere la presenza di persone sotto le macerie e mettere l’area in sicurezza
La palazzina crollata su se stessa prima della mezzanotte era stata dichiarata inagibile, e dunque fortunatamente disabitata. L’edificio non è fronte strada ma all’interno di un caseggiato che non è stato necessario evacuare. Tra le ipotesi del crollo c’è anche la fuga di gas. Nella palazzina erano in corso dei lavori di ristrutturazione «per un rinforzo statico». Alcuni testimoni riferiscono di aver sentito due boati prima del crollo. I vigili del fuoco, insieme con i soccorritori del 118 e la Polizia di Stato sono al lavoro con i cani molecolari per escludere la presenza di persone sotto le macerie. «C’era puzza di gas, poi all’improvviso ho sentito un rumore come se fosse venuta giù una vetrata». È quanto racconta una residente di via Amatore Sciesa. «Prima ho sentito come una fuga d’acqua e affacciandomi ho visto della polvere nel cortile interno. Dopo dieci minuti ho sentito un rumore di qualcosa che cadeva, come quando si svuota il vetro nella spazzatura. Dopo trenta secondi, il boato molto forte del crollo»: questo il racconto un altro testimone, Fabrizio, che vive in un appartamento con affaccio sul cortile dove questa notte è crollata una palazzina in ristrutturazione. I lavori, ha riferito, erano iniziati da un paio di settimane. Poi poco prima di mezzanotte i rumori e il boato del crollo della palazzina che è praticamente implosa. «Mi sono spaventato» ha aggiunto.