E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
06 luglio 2026
| Como, ora viene il difficile: i nodi tra italiani, liste UEFA e fair play |
Ma se hai sessanta milioni, è meglio investirli su Nico Paz, Palestra o magari – perché si è parlato anche di loro – su Cambiaghi, Chiesa e Luca Pellegrini? La domanda può sembrare in qualche modo surreale, ma risponde invece alle esigenze personali, ed economiche, di un club. In questo caso del Como, perché è di lui che stiamo parlando. Ora non c’è dubbio che riprendersi il talento argentino dal Real Madrid sia stata un’operazione suggestiva e gratificante, considerando il valore del giocatore, quello che ha già dimostrato sulle rive del lago, il suo attaccamento ai colori e la stima profonda che hanno per lui i dirigenti, Fabregas e i tifosi. Perché è con lui, e anche grazie a lui, che è stata conquistata una storica qualificazione alla Champions. Ma la domanda iniziale, dicevamo, prescinde dalle straordinarie qualità del fantasista-goleador e aderisce agli attuali regolamenti che impongono a tutti di rispettare alcuni paletti. Che impongono di avere in rosa uno come Palestra o, non solo una provocazione, di distribuire un bel numero di milioni per portare a casa una serie di calciatori italiani. Già, perché non è tutto rosa, o blu per restare a uno dei colori del Como, quello che appare e ha portato a un campionato di alto profilo, con tanto di qualificazione alla manifestazione internazionale più importante. Sì, perché verrebbe quasi da dire che – anche per una proprietà che non ha certo problemi a investire – adesso viene il difficile. Che vuol dire far quadrare i conti e adattare la rosa alle regole che, giustamente, sono state introdotte per valorizzare i calciatori italiani. Altrimenti tutti i discorsi e i buoni propositi – anche in relazione alle fortune della Nazionale – davvero non varrebbero nulla. Ma andiamo per ordine.
Nel gruppo di 25 giocatori, si sa, è obbligatorio avere quattro prodotti dei settori giovanili italiani e altri quattro del tuo vivaio. Il Como non ha una sua “storica” cantera e dunque deve già rinunciare a un contributo fondamentale anche dal punto di vista tecnico e numerico. E, pur avendo appena posto tutte le attenzioni su Liberali, non ha – oltre a Goldaniga e Vigorito, più altri che rientrano dai prestiti ma sono fuori dal progetto – risorse che hanno fatto la trafila nel nostro Paese. Un ulteriore problema, che sta spingendo il club a indirizzarsi su acquisti di casa nostra, perché il pericolo reale è di dover disputare una stagione importantissima e molto impegnativa con una rosa ridotta. Tanti stranieri hanno portato un beneficio fenomenale nel breve, ma rischiano di rappresentare un imbuto o peggio ancora un freno alla crescita.
Un problema per il favoloso Como di questi anni, che dalla prossima stagione dovrà fare i conti con il fair play finanziario. I soldi hanno finora rappresentato una spinta verso la crescita; ma ora si tratta di fare realmente i conti. Nella primavera del 2027 Nyon monitorerà infatti la situazione, impedendo di continuare a spendere a piene mani e chiedendo – come succede a tutte le società – di rientrare in parametri precisi. Con le spese per stipendi, ammortamenti dei trasferimenti e commissioni agli agenti che non dovranno superare il 70 per cento del budget. Un continuo esame che sta già costringendo altri club a prendere in mano la calcolatrice, finendo per dover vendere prima di poter comprare. Insomma, non c’è dubbio che i soldi aiutino molto. Non c’è dubbio che il Como abbia divertito e rappresenti la grande novità del calcio italiano. Ma, come canta Antonello Venditti, è ora che comincia la salita.

