Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 20:53 sull’alto Appennino tra Romagna e Toscana. La scossa – riporta l’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sul suo sito – è stata registrata a 10 chilometri di profondità a 8 chilometri ad Ovest di Verghereto, nel Cesenate e a 9 chilometri da Chiusi della Verna nell’Aretino. Alle 20:25, era stata rilevata, sempre nella zona di Verghereto una scossa di magnitudo 2.4. Non si segnalano danni a persone o cose.
A lanciare l’allarme è il Codacons, che denuncia l’impatto immediato delle misure scattate con l’avvio del nuovo anno
Il 2026 si è aperto con una serie di aumenti che colpiscono direttamente le tasche dei consumatori. Dopo la lunga sequenza di spese legate a Natale, Santo Stefano e Capodanno, il nuovo anno è iniziato con una raffica di rincari su beni e servizi essenziali, entrati in vigore già dal 1 gennaio. A lanciare l’allarme è il Codacons, che denuncia l’impatto immediato delle misure scattate con l’avvio del nuovo anno.
Tutti gli aumenti del 2026 – Dal 1 gennaio è operativo il riallineamento delleaccise sul gasoliodeciso dal Governo, che determina un aumento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro. Il rincaro si riflette sui prezzi alla pompa e porterà, secondo le stime, un incremento delle entrate per le casse statali pari a 552 milioni di euro nel 2026. Un aumento che non pesa solo sugli automobilisti, ma che rischia di avere effetti a catena anche sui costi di trasporto e sui prezzi finali dei prodotti.
Con l’avvio del 2026 sono scattati anche gli adeguamenti tariffari sui pedaggi autostradali per gran parte delle concessionarie. Gli aumenti, variabili a seconda delle tratte, si attestano mediamente intorno all’1,5 per cento, con rincari più marcati su alcuni collegamenti, come la Salerno–Pompei–Napoli, rendendo più onerosi gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro.
Dal 1 gennaio 2026 sono aumentati inoltre i costi dell’Rc Auto. L’aliquota applicata ai premi assicurativi relativi al rischio di infortunio del conducente e all’assistenza stradale è passata dal 2,5% al 12,5% per tutti i contratti stipulati o rinnovati da ieri, con un inevitabile aggravio dei premi a carico degli automobilisti.
Rincari già effettivi anche per i fumatori: le sigarette costano in media 15 centesimi in più a pacchetto, primo passo di un aumento progressivo che porterà il rincaro complessivo fino a 40 centesimi entro il 2028. Sono salite anche le accise sul tabacco trinciato, sui prodotti a tabacco riscaldato e sulle sigarette elettroniche. Infine, dal 1 gennaio è entrata in vigore una nuova tassa da 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-Ue con valore inferiore a 150 euro, una misura che colpisce in particolare gli acquisti online effettuati tramite piattaforme di e-commerce asiatiche e che rischia di tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi finali per i consumatori.
“Il 2026 si apre con una vera e propria raffica di aumenti – afferma il Codacons – che arriva in un momento in cui i bilanci delle famiglie risultano già fortemente compromessi dai rincari registrati nel corso del 2025. L’effetto combinato di queste misure rischia di deprimere ulteriormente i consumi e di aggravare le difficoltà economiche di milioni di cittadini”.
La presidente Sheinbaum è stata costretta a sospendere conferenza stampa
Una scossa di terremoto di magnitudo 6.5 è stata registrata a Città del Messico oggi alle 7.58 locali. Lo ha reso noto il centro sismologico nazionale. Le scosse avvertite nella capitale hanno costretto la presidente Claudia Sheinbaum a sospendere la conferenza stampa quotidiana.
L’epicentro del sisma è stato localizzato a 4 km a nord-nordovest di Rancho Viejo, con una profondità di 35 km. Le coordinate iniziali dell’epicentro sono state individuate a 16.90 gradi di latitudine nord e 99.30 gradi di longitudine ovest.
Pochi minuti dopo, un’altra scossa di terremoto è stata registrata nella regione di Guerrero. Questa volta la magnitudo è stata di 6.2 e l’epicentro si è trovato a una profondità di soli 10 km.
Nella capitale non sono stati segnalati danni materiali né vittime fino ad ora. La Coordinación Nacional de Protección Civil (Coordinamento Nazionale Protezione Civile) ha immediatamente attivato le procedure per valutare i danni nella zona interessata dal sisma e ha stabilito contatti con le unità statali e municipali nonché con gli esperti del Comitato Nazionale Emergenze per effettuare una valutazione preliminare della situazione.
Il tema dello SPID a pagamento torna nuovamente al centro dell’attenzione e, questa volta, coinvolge il provider più utilizzato in assoluto. Dopo quanto già visto con altri gestori, anche Poste Italiane ha ufficializzato l’introduzione di un canone annuale per l’utilizzo dello SPID, segnando un passaggio importante per milioni di cittadini italiani.
La novità è entrata in vigore con l’inizio del 2026, ma non riguarda tutti indistintamente e, soprattutto, non prevede un pagamento immediato. Come spesso accade in questi casi, è dunque necessario fare un po’ di chiarezza su costi, scadenze e categorie esentate.
Quanto costa e quando va pagato lo SPID di Poste Italiane : Il prezzo fissato da Poste è pari a 6 euro all’anno (IVA inclusa), una cifra perfettamente in linea con quella già adottata da altri provider come Aruba e Infocert. Un importo relativamente contenuto, ma che assume un peso diverso se si considera che Poste gestisce circa il 72% degli SPID attivi, coinvolgendo potenzialmente decine di milioni di utenti.
Per i nuovi clienti, lo SPID rimarrà gratuito per il primo anno, mentre chi possiede già un’identità digitale PosteID dovrà effettuare il pagamento solo al momento del rinnovo, e non subito.
Fino ad oggi, l’identità SPID veniva rinnovata automaticamente ogni anno, senza alcuna azione da parte dell’utente; con il nuovo modello invece, il rinnovo sarà subordinato al pagamento del canone annuale.
Per conoscere la data di scadenza del proprio SPID è sufficiente accedere all’area personale su posteid.poste.it. In ogni caso, 30 giorni prima della scadenza Poste invierà un’email di avviso per informare l’utente dell’imminente rinnovo e della necessità di effettuare il pagamento per continuare a utilizzare il servizio.
Il pagamento potrà essere effettuato in diversi modi:
Online, accedendo con SPID all’area personale oppure tramite una pagina dedicata, inserendo Codice Fiscale e indirizzo email
di persona, recandosi in qualsiasi ufficio postale e fornendo esclusivamente il Codice Fiscale dell’intestatario, che non deve necessariamente essere presente fisicamente
Dall’area personale del sito ufficiale emerge inoltre che, in futuro, potrebbe essere introdotta anche la possibilità di rinnovo automatico, anche se al momento non è ancora disponibile.
Nel caso in cui il rinnovo non venga pagato entro la scadenza, lo SPID non verrà cancellato immediatamente;l’identità digitale resterà infatti esistente per 24 mesi, ma verrà sospesa, rendendo impossibile l’accesso ai servizi fino al pagamento della quota dovuta. Come per ogni modifica contrattuale, chi non intende accettare le nuove condizioni potrà recedere entro 30 giorni senza alcun costo.
Un aspetto importante, spesso e volentieri sottovalutato, è che lo SPID di Poste non diventa a pagamento per tutti; il servizio resterà infatti gratuito per le seguenti categorie: minorenni, persone con più di 75 anni, residenti all’estero, titolari di SPID a uso professionale. Si tratta di un’esenzione che limita, almeno in parte, l’impatto del cambiamento, pur coinvolgendo comunque una platea molto ampia di cittadini.
Le motivazioni alla base di questa scelta sono sostanzialmente le stesse già adottate dagli altri provider, ovvero costi di gestione sempre più elevati e un sostegno pubblico non stabile. I fondi destinati ai gestori SPID infatti, sono stati congelati dal 2023 fino ad aprile 2025, costringendo le aziende a sostenere autonomamente l’infrastruttura. Nel caso di Poste Italiane, il problema è amplificato dall’enorme numero di identità digitali gestite, difficili da mantenere senza una fonte di finanziamento certa.
Per chi non intende rinnovare lo SPID a pagamento restano comunque alcune alternative, oltre ad altri provider che offrono ancora SPID gratuitamente, esiste anche la soluzione statale CieID, riservata a chi possiede la Carta d’Identità Elettronica.
CieID è gratuito, rapido da utilizzare ed è già supportato dalla maggior parte dei portali della Pubblica Amministrazione, oltre a un numero sempre crescente di servizi privati.
Il passaggio allo SPID a pagamento da parte di Poste rappresenta dunque un cambiamento significativo, soprattutto per la sua portata; resta da capire se e come evolverà il sistema nei prossimi anni, tra sostenibilità economica, sicurezza e alternative digitali sempre più centrali nella vita quotidiana dei cittadini.
Diminuiscono i delitti in città e nell’area metropolitana, mentre cresce l’azione su rimpatri ed espulsioni
A Milano reati in calo fino all’8% nel 2025, il Prefetto Sgaraglia: “Bilancio confortante” – Milano chiude l’anno con dati che segnano una svolta sul fronte della sicurezza. Nel corso dell’incontro di fine anno con la stampa e i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il prefetto Claudio Sgaraglia ha presentato un bilancio definito “confortante”, sottolineando come il 2025 abbia registrato una riduzione complessiva dei reati sia nel capoluogo sia nell’area metropolitana.
Reati in diminuzione tra città e hinterland – Secondo i dati aggiornati al 15 dicembre, nell’area metropolitana di Milano i delitti sono calati di circa il 7%, con oltre quindicimila episodi in meno rispetto all’anno precedente. Ancora più netto il dato riferito al solo Comune di Milano, dove la flessione raggiunge almeno l’8%, pari a circa diecimila reati in meno. Un risultato che, ha spiegato il prefetto, è frutto di una costante e capillare attenzione al controllo del territorio.
Il calo dei reati viene letto come il segnale di un lavoro strutturato e continuo da parte delle forze di polizia, impegnate non solo nella repressione ma anche nella prevenzione. La collaborazione tra i diversi corpi e il coordinamento a livello provinciale hanno consentito di incidere in modo concreto sulle dinamiche criminali più diffuse, rafforzando la percezione di sicurezza in città.
Immigrazione, prevenzione e controlli rafforzati – Accanto ai dati sulla criminalità, il bilancio della Prefettura mette in evidenza anche l’attività svolta sul fronte dell’immigrazione. Nel corso dell’anno sono state 686 le persone rimpatriate verso i Paesi di origine e 1.856 le espulsioni complessive. Numeri che testimoniano, secondo Sgaraglia, una “grande attività di prevenzione” portata avanti a Milano e in provincia.
Dal 1° gennaio 2026 partirà una fase di doppia circolazione delle due monete che potranno essere usate insieme fino al 1° febbraio
Mancano meno di 48 ore all’entrata della Bulgaria nell’eurozona, che diventa così il ventunesimo Paese dell’Unione europea ad adottare la moneta unica. Si tratta di un passaggio storico, atteso da anni e sostenuto dalle istituzioni europee, ma che nel Paese continua a suscitare opinioni contrastanti.
L’adozione dell’euro arriva infatti in un contesto politico ed economico complesso, segnato da incertezze interne e da una popolazione divisa tra aspettative di crescita e timori per il futuro.
Un percorso lungo e un cambio già ancorato all’euro – La Bulgaria è membro dell’Ue dal 2007 e da tempo mantiene un regime di currency board, un sistema monetario rigido dove una valuta nazionale è agganciata a una valuta estera stabile (appunto, l’euro) con un tasso di cambio fisso per il “lev”, la valuta bulgara. Questo significa che, pur non avendo ancora adottato la moneta unica, la politica monetaria bulgara è già fortemente allineata a quella della Banca centrale europea (Bce).
Con l’ingresso nell’eurozona, il cambio fisso diventerà definitivo e il lev sarà ritirato gradualmente dalla circolazione. Secondo le decisioni approvate dal Consiglio dell’Ue, il tasso di conversione irrevocabile sarà fissato a 1 euro per 1,95583 lev, lo stesso rapporto utilizzato negli ultimi anni.
Favorevoli a “stabilità e integrazione” – I sostenitori dell’entrata dell’euro nel Paese vedono nel passaggio alla moneta unica un’opportunità per rafforzare la stabilità economica del Paese. L’eliminazione del rischio di cambio, già ridotto dal currency board, dovrebbe favorire gli investimenti esteri e semplificare gli scambi commerciali. Le istituzioni europee sottolineano inoltre che l’ingresso nell’eurozona può contribuire a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualità dei redditi reali, grazie a una maggiore integrazione nei mercati europei.
Per molti osservatori, l’adozione dell’euro rappresenta anche un segnale politico: un ulteriore passo verso un ancoraggio più solido all’Occidente, inun momento in cui la regione è attraversata da tensioni geopolitiche.
Il Paese è stato travolto, infatti, da una nuova crisi politicadopo le dimissioni del premier Rosen Zhelyazkov, lo scorso 11 dicembre. Leproteste di massa contro corruzione e aumento del costo della vitahanno scosso una coalizione già fragile. L’oligarca Delyan Peevski è il bersaglio principale dei manifestanti, che ne hanno denunciato il controllo delle istituzioni. Sullo sfondo emerge il presidente Rumen Radev, ago della bilancia politica.
Le preoccupazioni dei contrari – Una parte significativa della popolazione bulgara guarda al passaggio all’euro con scetticismo.Diversi sondaggi indicano che circa metà dei cittadini (il 46,8%)teme un aumento dei prezzi, un fenomeno percepito anche in altri Paesi al momento dell’introduzione della moneta unica. Complice del parere sfavorevole c’è l’offensiva dei partiti nazionalisti, che hanno trasformato l’euro in un bersaglio.
Il presidente bulgaro Rumen Radev ha spinto per svolgere un referendum nel Paese, bloccato poi dalla Corte costituzionale perché “incompatibile con gli impegni assunti con l’Unione europea”. E diverse campagne pro-Russiahanno contribuito a indebolire il consenso pro-euroin uno dei Paesi più fragili dell’Unione.
A pesare è anche la memoria dell’iperinflazione degli anni Novanta, un periodo che ha lasciato un segno profondo nella società bulgara. Inoltre, la diffusa sfiducia nelle istituzioni e il clima politico instabilealimentano il timore che la transizione non venga gestita in modo trasparente.
Un Paese diviso davanti a una scelta irreversibile – L’ingresso nell’eurozona avviene mentre la Bulgaria affronta le proteste. Tuttavia, il passaggio all’euro è ormai definito e rappresenta una svolta irreversibile nel percorso europeo del Paese. Così, dal 1° gennaio 2026 partirà una fase di doppia circolazionedelle due monete che potranno essere usate insieme. Dal 1° febbraio l’euro diventerà l’unica valuta accettata nei pagamenti.
La sfida principale sarà accompagnare i cittadini in questa transizione, garantendo controlli sui prezzi, informazione chiara e misure di tutela per i redditi più bassi. Solo così l’euro potrà diventare non solo una scelta istituzionale, ma un’opportunità condivisa.
Chelsea, Maresca non è più l’allenatore: l’annuncio
articolo:
Il tecnico italiano lascia i blues
Enzo Maresca (Fotogramma/Ipa)
Enzo Maresca via dal Chelsea. L’allenatore italiano lascia i blues, come annuncia la società in una nota riportata dalla Bbc. Il manager e il club londinese si separano dopo il pareggio casalingo del Chelsea contro il Bournemouth. I londinesi, che 6 mesi fa hanno vinto il Mondiale per club, hanno ottenuto una sola vittoria nelle ultime 7 partite di Premier League precipitando in quinta posizione. Maresca non sarà in panchina nel prossimo match di campionato contro il Manchester City. “Con obiettivi chiave ancora da raggiungere in quattro competizioni, tra cui la qualificazione alla Champions League, Enzo e il Club credono che un cambiamento dia alla squadra la migliore possibilità di rimettere in carreggiata la stagione”, rende noto il Chelsea.