E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
lunedì 08 settembre 2025
| Israele-Italia, striscione contro Gattuso sotto casa del ct: «Rino non si gioca con chi uccide bambini» |
| Protesta nella città natale del ct azzurro: contestata la partita tra Italia e Israele in programma stasera in Ungheria |

Uno striscione con la scritta «Rino non si gioca con chi uccide bambini» è comparso davanti all’abitazione di Gennaro “Rino” Gattuso, commissario tecnico della Nazionale italiana, a Schiavonea, frazione di Corigliano-Rossano, in Calabria. L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di cittadini della città natale dell’allenatore, che contestano la scelta di disputare la partita tra Italia e Israele, in programma questa sera, 8 settembre, in Ungheria, con gara di ritorno prevista il 14 ottobre.
In una nota, i promotori hanno spiegato le ragioni della protesta, chiedendo che FIFA, UEFA e FIGC prendano una posizione netta: «Sembra assurdo – scrivono – che non si sia ancora deciso di sospendere Israele dalle competizioni internazionali, rifiutando di giocare contro un Paese che utilizza sport, social e cinema come strumenti di legittimazione del genocidio del popolo palestinese». Secondo i cittadini, lo sport «non è estraneo a ciò che accade intorno, ne è semmai un riflesso». La vicenda arriva poche ore prima del calcio d’inizio della gara, che si annuncia adesso ancora più delicata sul piano politico oltre che sportivo.
| Israele-Italia, tifosi azzurri si girano di spalle durante l’inno avversario |
Polemica dei tifosi italiani durante l’inno avversario. Gli “ultras” della Nazionale hanno deciso di dare le spalle al campo, durante l’inno di Israele in segno di protesta. Le due squadre si stanno affrontando su un campo neutro, quello di Debrecen, in Ungheria.
I tifosi non sono molti, si arriva all’incirca a 2000 in tutto. Oltre al gesto di dare le spalle, ci sono stati anche diversi fischi, che hanno evidenziato ancora di più lo stato contrariato dei tifosi azzurri. Dall’altra parte, Israele gioca invece col lutto al braccio, come segno di vicinanza alle sei vittime dell’attentato terroristico di Gerusalemme.

