Appello del sindacato: “Non ci si volti dall’altra parte”
E’ di 9 agenti feriti il bilancio degli scontri avvenuti al termine della partita Lecce-Roma. “Quanto accaduto ieri sera a Lecce è l’ennesima dimostrazione di come le Forze dell’Ordine vengano lasciate sole a fronteggiare una violenza ormai sistematica e impunita”, afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del sindacato di Polizia Coisp. “Nel day after ci ritroviamo, ancora una volta, a contare i feriti: 9 poliziotti del Reparto Mobile di Taranto hanno riportato prognosi dai 3 agli 8 giorni dopo essere stati colpiti da bombe carta e oggetti lanciati dai soliti delinquenti travestiti da tifosi che continuano ad agire indisturbati”, prosegue Pianese.
“Il Reparto – ricostruiscePianese – stava presidiando un’area cuscinetto tra la tifoseria ospite e quella locale, quando un gruppo di ultras del Lecce ha tentato di sfondare il cordone per raggiungere i tifosi della Roma, aggredendo gli agenti”.
Le fiamme sono divampate nella notte per cause ancora da chiarire. Ogni ipotesi resta per ora aperta
Sono 17 le auto andate distrutte in un incendio divampato poco prima dell’alba di oggi, 31 marzo 2025, in una concessionaria Tesla in zona Roma Est. Intorno alle 4:30 circa, due squadre di vigili del fuoco sono sono intervenute in via Serracapriola, nel quartiere Torrenova, per domare le fiamme che stavano divorando i veicoli elettrici.
Sulle cause nessuna ipotesi esclusa – Come riporta RomaToday, dal rogo si è sviluppata un’alta colonna di fumo che ha reso complesso l’intervento. Il rogo ha interessato in parte la struttura in cui erano parcheggiati i veicoli ma non ha provocato nessun ferito. Sul posto le forze dell’ordine per gli accertamenti necessari a determinare l’origine dell’incendio. Per il momento tutte le ipotesi restano aperte.
Per sabato scorso, 29 marzo, il movimento “Tesla Takedown” aveva lanciato la prima giornata internazionale contro la casa automobilistica di Elon Musk, con lo scopo di coordinare blitz e manifestazioni contro l’operato del multimiliardario alleato di Donald Trump. Sono centinaia le proteste registrate nelle scorse ore nei pressi delle sedi Tesla in tutto il mondo. Non è chiaro ancora se il rogo scoppiato a Roma possa essere una di queste.
I rallentamenti sulla linea Roma-Napoli. Tecnici al lavoro per risolvere il problema
Ritardi fino a 90 minuti. La circolazione dei treni è rallentata sulla linea dell’Alta velocità Roma-Napoli per “un guasto tecnico alla linea” nei pressi di Roma Prenestina. Lo rende noto Ferrovie spiegando che i “tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono al lavoro per ripristinare il pieno funzionamento della tratta“.
I treni dell’Alta velocità – viene aggiunto – possono registrare un maggior tempo di percorrenza. Al momento alla stazione diRoma Termini ci sono ritardi fino a 90 minuti.
Nel Bresciano, strada chiusa in entrambe le direzioni
Un’auto ha falciato cinque moto proveniente dal lato opposto.
L’incidente è avvenuto questa mattina dopo le 8 in provincia di Brescia lungo la statale 45 bis, la Gardesana Ovest, che collega la città al lago di Garda Nel tremendo impatto ad avere la peggio è stato soprattutto un motociclista che ha riportato ferite gravi, anche se sono diversi i feriti, per due dei quali è arrivato l’elisoccorso. Le moto coinvolte nell’incidente stradale facevano parte di un gruppo di nove mezzi che l’auto ha impattato all’altezza di una curva dopo una galleria a Prevalle.
La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni.
Il centrocampista inglese stasera sarebbe stato titolare per la prima volta dal 23 novembre, invece ha avvertito forti dolori addominali. È stato organizzato un intervento a Napoli, concluso intorno alle 17.30. Salterà il derby di Coppa Italia di mercoledì: rientro previsto per fine aprile
Un clamoroso imprevisto per il Milan verso la partita di stasera a Napoli. Ruben Loftus-Cheek in ritiro ha avvertito dolori improvvisi, sempre più forti, ed è stato portato alla clinica Mediterranea di Napoli. Gli esami hanno evidenziato un’appendicite acuta, è stato operato nel pomeriggio dal Professor Francesco Corcione e dalla sua équipe: intervento concluso intorno alle 17.30, con successo. RLC rientrerà a Milano tra un paio di giorni e non ci sarà per il derby di Coppa Italia di mercoledì: il rientro è previsto tra un mese circa.
LA FORMAZIONE – Loftus-Cheekquesta sera sarebbe stato titolare per la prima volta dopo Milan-Juve del 23 novembre. In mezzo un infortunio al bicipite femorale destro. L’inglese ovviamente non sarà in grado di giocare al San Paolo. Al suo posto, dentro Youssouf Fofana, in un centrocampo a tre con Bondo e Reijnders. Curiosamente, Napoli-Milan comincia con un doppio problema inatteso. Loftus-Cheek era atteso in campo soprattutto per contrastare McTominay, fermato però da un virus intestinale prima della partita.
Registrato un sisma di magnitudo 7.1 a una profondità di 10 chilometri nell’Oceano Pacifico
Terremoto Isole Tonga 30 marzo 2025 – Google Maps
Il terremoto è avvenuto a 90 chilometri a sud-est del villaggio di Pangai. Diramata l’allerta tsunami non solo sulle Isole Tonga ma anche per l‘isola di Niue.
Terremoto Isole Tonga 30 marzo 2025 – USGS – X
Diramata l’allerta tsunami – “Su alcune coste di Niue (…) e Tonga potrebbero verificarsi onde di tsunami a un’altezza compresa tra 0,3 e 1 metro sopra il livello del mare“, ha affermato il sistema di allarme tsunami americano riferendosi a queste due isole del Pacifico meridionale.
L ‘ agenzia aveva precedentemente avvertito che “pericolose onde di tsunami causate da questo terremoto sono possibili entro un raggio di 300 chilometri dall’epicentro lungo la costa di Tonga“.
La terra continua a tremare in Asia, mentre il bilancio di vittime e feriti si fa sempre più drammatico. I soccorritori scavano tra le macerie alla ricerca di superstiti
Foto da: Terremoto devastante in Myanmar (Foto LaPresse)
A due giorni dal terremoto che ha devastato il Myanmar, causando danni e crolli anche in Thailandia, si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti. Il bilancio delle vittime dopo il sisma di magnitudo 7.7 è terrificante e, purtroppo, in continuo aumento: l’ultimo bollettino parla di 1.644 morti e 3.408 feriti.
Terremoto in Myanmar, ancora scosse: i morti sono oltre 1.600 – La scossa si è verificata venerdì 28 marzo alle 14.20 ora locale, le 7.20 in Italia, a nord-ovest della città di Sagaing, nel Myanmar centrale, seguita pochi minuti dopo da una scossa di assestamento di magnitudo 6,4. Il terremoto ha raso al suolo edifici, distrutto ponti e danneggiato strade in vaste aree del Paese. La zona più colpita è quella della regione di Mandalay, la seconda città più grande del Paese. Ma con le comunicazioni danneggiate, l’entità del disastro è ancora difficile da valutare e il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare. Come detto, il bilancio al momento è di oltre 1.600 morti, ma secondo le stime dell’Usgs si potrebbe andare oltre i 10mila. Secondo le autorità locali ci sarebbero almeno 139 persone disperse, mentre le abitazioni danneggiate dalla scossa nella sola regione di Mandalay sono 1.591.
Intanto la terra continua a tremare in Myanmar. Dopo le due potentissime scosse di venerdì, nelle ultime ore l‘istituto geosismico americano (Usgs) ha registrato un sisma di magnitudo 5.1 nei pressi della capitale Naypyidaw a una profondità di 10 km, preceduta di circa 9 ore da una di 4.2 a Shwebo, circa 70 km a nord di Mandalay.
Persone sotto le macerie, strage all’asilo – Intanto i soccorritori scavano con ogni mezzo, anche a mani nude, per cercare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Oltre 90 sarebbero ancora sotto ciò che resta di un edificio residenziale di Mandalay, lo Sky Villa Condominium, una costruzione di 12 piani che non ha resistito alla scossa. Tra gli edifici crollati per il sisma a Kyaukse, sempre nella regione di Mandalay, vi è anche la scuola materna West Mye Mye Kyi. I soccorritori hanno riferito di aver recuperato questa mattina i corpi senza vita di 12 bambini e di un’insegnante. Si teme che molte altre persone siano ancora intrappolate sotto le macerie, mentre con il passare delle ore le possibilità di sopravvivenza si affievoliscono. Secondo fonti locali ci sarebbero circa 50 i bambini e sei gli insegnanti ancora dispersi dopo il crollo dell’edificio. Le operazioni di ricerca e salvataggio sono supportate dall’amministrazione della diga di Kyaukse, dalla Croce Rossa e da gruppi di assistenza sociale. Il terremoto ha causato danni significativi anche nella città di Kyaukse, dove diverse abitazioni e negozi sono crollati.
Lingua originale: birmano. Traduzione di Google Birmania Mi aiuti per favore. #Sagaing e #Mandalay sono in EMERGENZA. I civili si salvano a vicenda usando solo le mani nude, senza attrezzature o tecnologie. Queste comunità hanno urgente bisogno di AIUTO E ASSISTENZA INTERNAZIONALE DIRETTI! #HelpMyanmarRecover#MyanmarEarthquake
Continua ad aggravarsi anche il bilancio delle vittime a Bangkok, in Thailandia, dove il numero dei morti è ufficialmente salito a 17. L’autorità metropolitana della capitale thailandese ha reso noto che 32 persone sono rimaste ferite e 83 risultano ancora irreperibili, la maggior parte delle quali provenienti dal sito di un grattacielo di 30 piani in costruzione crollato a causa del sisma.
The skyscraper collapsed in Bangkok, Thailand is the Budget Bureau building constructed by CR10g, a subsidiary of state owned China Railway Engineering Corporation. At least 3 dead and 81 people remain trapped at scene. pic.twitter.com/OMaMEPsFRi
— The Great Translation Movement 大翻译运动 (@TGTM_Official) March 28, 2025
Lingua originale: birmano. Traduzione di Google Il grattacielo crollato a Bangkok, in Thailandia, è l’edificio del Budget Bureau costruito da CR10g, unasussidiaria della China Railway Engineering Corporation di proprietà statale. Almeno 3 morti e 81 persone rimangono intrappolate sulla scena.
Sospesi i combattimenti – Nel frattempo il governo ombra di opposizione democratica del Paese ha annunciato una sospensione unilaterale di due settimane nei combattimenti contro la giunta militare al potere, sebbene le “operazioni di difesa” siano escluse da questa tregua. La “sospensione di tutte le operazioni militari offensive” sarà applicata nelle “aree colpite dal terremoto e nei distretti correlati“, ha dichiarato il National Unity Government (Nug) su X. Secondo quanto riportato dai media, la giunta militare ha continuato i suoi attacchi contro i gruppi ribelli anche nelle ore immediatamente successive al sisma. In un’intervista alla Bbc, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, Tom Andrews, ha esortato la giunta a fermare tutte le operazioni militari. Il Nug combatte contro la giunta dal colpo di Stato militare del 2021. Il bilancio delle vittime in Myanmar è finora di 1.644 morti e oltre 3.400 feriti, ma il numero potrebbe aumentare di migliaia a causa della vicinanza di aree densamente popolate e della vulnerabilità di molte strutture.
Emergenza per 6.7 milioni di bambini – Mentre la conta delle vittime e dei danni è ancora in corso, c’è un’emergenza nell’emergenza, quella che riguarda i 6,7 milioni di bambini che vivono in un Paese già provato da fame e guerra civile con il 32% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. Le ong hanno lanciato l’allarme con l’Unicef, impegnato in prima linea sia in Myanmar sia in Thailandia a verificare il numero esatto di vittime, operazione molto lenta nell’ex Birmania a causa di strade bloccate, ponti rotti e comunicazioni interrotte. Ieri sono stati estratti senza vita cinque bambini su una ventina, intrappolati tra le macerie di una scuola crollata nella città di Taungoo, nel Myanmar centrale. Oggi tra gli edifici crollati a Kyaukse, nella regione di Mandalay, 12 piccoli sono stati trovati morti in una scuola materna. L’Avsi, che ha diversi progetti in Myanmar, sta verificando “le condizioni dei 600 bambini sostenuti a distanza da famiglie italiane e di tutte le persone coinvolte nelle nostre attività nell’area dell’epicentro“.
Da anni il paese sotto il regime militare soffre di una povertà strutturale che impedisce ai bambini, soprattutto delle aree rurali, di godere dei loro diritti più fondamentali. Per questo L’Unicef è “profondamente preoccupato per l’impatto devastante” che sisma ha sui minori, più bisognosi degli adulti di protezione e supporto psicologico. Il Cesvi, una delle poche organizzazioni italiane attive in Myanmar da oltre vent’anni, sostiene che “la priorità ora è verificare se vi siano scuole colpite e bambini in condizioni critiche“.
Principio d’incendio al Castello Sforzesco di Milano, sabato 29 marzo alle 11 di mattina. I visitatori sono stati fatti uscire e, dai primi riscontri, non vi sarebbero feriti. I vigili del fuoco si sono precipitati sul posto. Da quanto riferito, le fiamme si sono sviluppate da un trasformatore situato in un pannello per esposizioni al primo piano del museo del Castello.
Immediatamente si è formato il fumo. I soccorritori presenti sul posto hanno evacuato le persone che si trovavano nella sala interessata. Il Castello è stato momentaneamente interdetto al pubblico per consentire ai vigili del fuoco di mettere l’area in sicurezza e completare le operazioni di bonifica. Le fiamme sono state spente rapidamente e non si registrano né feriti né intossicati.
Castello riaperto dopo quasi 2 ore (ma non il museo) – Verso l’una di pomeriggio, il primo piano del museo era ancora interdetto al pubblico mentre gli altri due piani saranno a breve riaperti. Il resto del Castello è stato riaperto da pochi minuti.
2.376 i feriti per il violento sisma di ieri che ha colpito anche la Thailandia. A Bangkok almeno 15 persone in vita sotto le macerie
Terremoto in Myanmar – Afp
All’indomani del devastante terremoto di magnitudo 7.7 nel sud est asiatico, il bilancio delle vittime in Myanmar– epicentro della scossa – è salito ad almeno 1.002 persone. Ad annunciarlo oggi è la giunta al potere. 2.376 i feriti secondo l’emittente statale MRTV, che riporta dati che comprendono “tutte le aree colpite dal terremoto a livello nazionale“.
La zona più colpita è quella della regione di Mandalay, la seconda città più grande del Paese. Ma con le comunicazioni danneggiate, l’entità del disastro è ancora difficile da valutare e il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare.
La scossa si è verificata ieri alle 14.20 ora locale, le 7.20 in Italia, a nord-ovest della città di Sagaing, nel Myanmar centrale, seguita pochi minuti dopo da una scossa di assestamento di magnitudo 6,4. Il terremoto ha raso al suolo edifici, distrutto ponti e danneggiato strade in vaste aree del Paese.
Il sisma è stato avvertito in Cina e in Thailandia dove ha innescato il crollo di alcuni edifici. A Bangkok un grattacielo in costruzione è crollato e diversi operai sono morti, ma è corsa contro il tempo per liberare 110 persone che si ritiene siano intrappolate sotto le macerie di un alto grattacielo in costruzione, hanno detto i funzionari.
Riferendosi alla stima sui decessi,l’Usgs, l’istituto geologico americano, teme “migliaia di morti“ e parla di ”allerta rossa per vittime e perdite economiche correlate alle scosse” sismiche. ”E’ probabile un numero elevato di vittime e danni estesi, il disastro è verosimilmente esteso” si legge sul sito dell’Usgs.
Danni e morti in Thailandia – Il terremoto è stato avvertito con forza anche a Bangkok, in Thailandia. Almeno nove le persone che hanno perso la vita a causa del sisma, ha reso noto il governatore di Bangkok Chadchart Sittipunt, spiegando che 7 vittime sono lavoratori uccisi dal crollo del grattacielo di 30 piani in costruzione nella capitale thailandese. 81 le persone intrappolate sotto le macerie, spiegava il vice premier Phumtham Wechayachai. Decine di lavoratori sono stati tratti in salvo. Il premier thailandese Paetongtarn Shinawatra proclamato ieri lo ”stato di emergenza” nella città.
Ci sarebbero intanto almeno quindici persone vive sotto le macerie dell’edificio in costruzione a Bangkok crollato a seguito della scossa. Le persone in vita sono in profondità sotto le macerie, tra i 5 e i 10 metri, riporta la Bbc citando le fonti locali.
Asean in soccorso – L’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean) ha annunciato che sosterrà le operazioni di soccorso in Myanmar e Thailandia. L’organismo – che si compone di dieci paesi membri, tra cui i due colpiti dal sisma – ha parlato di urgente necessità di assistenza umanitaria dopo che il terremoto “ha causato un numero significativo di perdite umane, di feriti e danni“. A riferirne è la Bbc.
L’organismo afferma che “lavorerà a stretto contatto per coordinare l’assistenza umanitaria, sostenere e facilitare le operazioni di soccorso e garantire una risposta umanitaria tempestiva ed efficace“. Gli altri membri dell’Asean sono Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Laos, Vietnam, Cambogia e Filippine.
Ma è probabile che siano molte di più: ci sono stati danni anche in Thailandia, dove decine di persone sono disperse per il crollo di un palazzo
Secondo le prime cifre comunicate dalla giunta militare che governa il Myanmar, il forte terremoto di venerdì mattina nel paese ha causato almeno 144 morti e oltre 730 feriti. Ci sono stati danni anche a Bangkok, la capitale della Thailandia, che si trova circa mille chilometri a sud-est dell’epicentro: il crollo di un grattacielo in costruzione ha ucciso almeno 7 persone, mentre altre 81 sono ancora disperse sotto le macerie. Dato che in Myanmar praticamente non esistono media indipendenti e che la giunta ha condiviso pochissime informazioni si pensa che il numero effettivo dei morti sia molto più alto.
La maggior parte dei danni e dei morti accertati è stata appunto nella parte centrale del Myanmar, dove si trovano sia la capitale sia Mandalay. Dalle foto e dai video delle zone colpite si possono vedere numerosi edifici crollati o gravemente danneggiati, voragini nelle strade e strade ricoperte di macerie. Fra le strutture crollate c’è anche un ponte sul fiume Irrawaddy che collegava Mandalay con la vicina Sagaing. Le operazioni di soccorso sono complicate dalle interruzioni dell’energia elettrica.
L’Istituto geologico degli Stati Uniti (USGS) ha detto che il terremoto è stato di magnitudo 7.7 con epicentro 18 chilometri a ovest di Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar, circa 250 chilometri a nord della capitale Naypyidaw. L’ipocentro è stato a 10 chilometri di profondità.
La giunta militare del Myanmar ha dichiarato lo stato di emergenza in sei delle 14 regioni del paese eha chiesto l’intervento di altri paesi per fornire aiuti «il prima possibile». È una cosa piuttosto rara perché dal colpo di stato del febbraio 2021 il Myanmar è un paese isolato, con pochissimi rapporti internazionali; tra le altre cose la giunta controlla quasi totalmente televisioni, giornali e radio del paese.
L’Ufficio per gli affari umanitari dell’ONU ha detto che i resoconti iniziali indicano danni significativi. Nelle ore successive alla prima scossa ce ne sono state altre, anche se di intensità minore.
I medici e le forze dell’ordine hanno detto ad alcuni giornalisti di AFP che in un ospedale di Naypyidaw sono state portate venti persone morte e centinaia di feriti. Il principale ospedale di Mandalay invece sta esaurendo le scorte di bende e altri materiali, a causa del grande numero di pazienti, e non riesce a curare tutti: molti pazienti stanno ricevendo cure per terra o nel parcheggio, con temperature che superano i 35 gradi.
Nella parte centrale del paese, la zona più popolata, i terremoti sono piuttosto frequenti. Molte strutture però sono antiquate e poco mantenute, mentre spesso quelle di nuova costruzione sono fatte frettolosamente e senza le dovute precauzioni antisismiche.
Due persone ferite sdraiate su barelle fuori dall’ospedale di Naypyitaw, Myanmar, 28 marzo 2025 (The Myanmar Military True News Information Team via AP)
Oltre che nel paese, il terremoto ha fatto danni anche a Bangkok, a un migliaio di chilometri dall’epicentro. Nel cantiere del grattacielo crollatostavano lavorando centinaia di persone, molte delle quali ancora intrappolate sotto le macerie, dove sono in corso le ricerche.
Bangkok non si trova in una zona fortemente sismica, ma ha molti grattacieli che sono particolarmente sensibili ai terremoti. In città migliaia di persone sono uscite dai palazzi, che hanno oscillato pericolosamente; le scosse del terremoto hanno anche fatto riversare in strada l’acqua delle piscine ai piani alti di alcuni grattacieli di lusso. La città è stata dichiarata «zona colpita da disastro».
Una scossa di terremoto è stata avvertita in Puglia alle 20:26 di oggi, venerdì 28 marzo
Una scossa di terremoto è stata avvertita in Puglia alle 20:26 di oggi, venerdì 28 marzo. I sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.7, con epicentro in mare davanti alla costa garganica La scossa è stata molto superficiale, ad appena 4 km di profondità, e anche per questo è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Foggia, generando apprensione. Non si segnalano danni a persone o cose.
“La scossa è stata avvertita dalla maggior parte della popolazione – scrive su Facebook il sindaco di San Nicandro garganico in provincia di Foggia, Matteo Vocale – ma non si registrano fenomeni di sorta. Nel pomeriggio, un altro sisma, di magnitudo 2.4, avvertito da una minima parte di persone, era stato registrato nello stesso areale, a 8 chilometri di profondità”.
Il traffico è bloccato e ci sarebbe almeno un mezzo a fuoco che ha provocato una densa colonna di fumo visibile a distanza
Spari, fiamme e paura: assalto a un furgone portavalori nel pomeriggio di oggi lungo la variante Aurelia, in carreggiata sud, poco dopo l’uscita di San Vincenzo (Livorno).Sul posto stanno intervenendo forze dell’ordine e ambulanze. Il traffico è bloccato e ci sarebbe almeno un mezzo a fuoco che ha provocato una densa colonna di fumo visibile a distanza. “Assalto a portavalori a mano armata avvenuto sulla SS1 a San Vincenzo. Entrambe le carreggiate coinvolte e chiuse al momento, sul posto intervento in corso del sistema regionale di emergenza sanitaria, forze dell’ordine e Vigili del fuoco“. Lo scrive il governatore toscano Eugenio Giani sui social.
L’Al-Hilal è pronto a fare follie per Nicolò Barella. Secondo quanto riportato daLa Gazzetta dello Sport, il club saudita, campione in carica, è pronto ad offrire al centrocampista nerazzurro un contratto shock di 4 anni a 35 milioni di euro a stagione.
Ma nemmeno questa faraonica offerta sarebbe in grado di far vacillare l’amore per i colori nerazzurri. Barella infatti vuole solo l’Inter. L’Al-Hilal è deciso a fare un colpo incredibile sul mercato prima del Mondiale per Club. Al momento non è stata fatta recapitare una proposta ufficiale a Barella e all’Inter, ma in Arabia sono sicuri che in primavera si passerà alle cose formali.
Ad oggi Barella è già l’italiano più pagato di tutta la A con un contratto da 6,5 milioni a stagione fino al 2029 ed è il secondo dell’Inter più pagato assieme a Calha e dietro a Lautaro. Potrebbe diventare il calciatore italiano più pagato della storia, ma Barella non ne vuole sapere. Non ha mai ascoltato il corteggiamento di big europee e non è disposto ad ascoltare anche altro, Arabia compresa.
E anche in casa Inter non c’è alcuna voglia di sedersi al tavolo e pensare anche per un momento ad una cessione di Barella. Nessun prezzo verrà fatto, neanche ai ricchi sauditi, di solito gente poco arrendevole nelle trattative.
Il sanitario Maurizio Marassi lancia l’allarme: cinque decessi nella regione in un anno
Due giorni faDiego De Vivo, giovane calciatore di 14 anni, è stato colto da un malore all’inizio dell’allenamento ed è morto. È successo in una scuola di calcio che si trova in strada comunale Selva Cafaro. Oggi Maurizio Marassi, medico di medicina sportiva, che è stato il primo sanitario del Napoli di De Laurentis e anche responsabile del Posillipo Pallanuoto campione d’Italia lancia un allarme. Che riguarda la superficialità delle visite mediche per l’idoneità sportiva. « In Campania nella sola stagione 2024-25 abbiamo registrato cinque decessi avvenuti durante la pratica sportiva. Purtroppo troppo spesso il certificato di idoneità sportiva viene rilasciato con visite mediche fatte superficialmente o in alcuni casi senza nemmeno che ci sia una vera e propria visita», dice al Mattino.
La premessa – A Dario De Martino il dottore però fa anche una premessa: «Non conosco nello specifico la situazione medica di Diego De Vivo e sono molto addolorato per una vita spezzata così presto. Quindi non entro nello specifico della sua vicenda medica che non conosco. Parlo di un problema di carattere generale. Anche perché, purtroppo, si parla di questi temi solo quando ci scappa il morto. E questo è uno dei problemi culturali che dobbiamo affrontare. Bisogna parlare più spesso di questo fenomeno che è gravissimo. Non solo quando succede una tragedia come questa. Mi batto da tanto tempo per garantire che le visite di medicina dello sport siano effettuate con serietà e competenza. Purtroppo, troppo spesso non è così. Si pensa al certificato medico come a un mero adempimento burocratico, perdendo di vista l’essenziale: la salute e la sicurezza degli atleti. Questo approccio negligente ha conseguenze tragiche».
certificati medici – A volte i certificati medici vengono rilasciati senza effettuare visite: «C’è un fenomeno di vero e proprio “banditismo” legato ai certificati medici. Il problema non si verifica soltanto quando la visita medica non viene effettuata, ma anche quando viene fatta male. A volte viene utilizzato personale non qualificato. Capita addirittura che ad effettuare i controlli sia personale non medico. Si fanno controlli superficiali e rapidi, a volte senza nemmeno un elettrocardiogramma. E in Campania e al Sud questo fenomeno è molto più vasto. Basta guardare i costi».
I costi – Anche perché, spiega Marassi, i conti non tornano: «Qui in Campania capita che si facciano visite con 5 o 10 euro. A volte su dei camper dove in un paio d’ore si controllano 60-70 atleti senza nemmeno fare un elettrocardiogramma dopo sforzo previsto dalla legge. Una visita completa e accurata dovrebbe costare tra i 60 e gli 80 euro». Secondo una sua indagine il 50% degli atleti in Campania non ha effettuato visite mediche. Ma non si prendono provvedimenti «perché non viene visto come un problema. Perché si ritiene che il certificato medico sia un mero atto burocratico. E in troppi condividono questo approccio: le società sportive, gli allenatori, gli stessi atleti, i genitori dei ragazzi più piccoli. Le responsabilità sono di tutti, a partire da quelle delle istituzioni sportive e non solo che sanno e non fanno nulla».
La legge – Non è un problema di norme: «La legge è chiara e perfetta sul piano normativo. In Italia abbiamo le leggi migliori al mondo. Ma purtroppo viene sistematicamente disattesa. I presidenti delle società sportive, che hanno il compito di garantire la sicurezza degli atleti, sono legalmente responsabili in caso di inadempienza. Tuttavia, molti non sono consapevoli dei rischi penali e civili a cui vanno incontro. Per questo bisogna affrontare il tema innanzitutto sul piano culturale». E lui invita «ad alzare la guardia. La sicurezza degli atleti è un impegno collettivo e ogni sguardo di negligenza può costare caro. È responsabilità di tutti denunciare e opporsi a queste pratiche illegali, affinché il sistema della medicina dello sport possa finalmente essere riformato».
Il sisma si è verificato nel centro del Paese, a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di 10 chilometri. Panico anche a Bangkok e nella regione cinese del Yunnan
Terremoto in Myanmar (Foto da X)
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7,7 è stata registrata in Myanmar. Secondo i primi dati diffusi dallo United States Geological Survey (Usgs), il sisma si è verificato 16 chilometri a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di 10 chilometri, intorno alle 14:20 ora locale (07:20 in Italia).
Terremoto in Myanmar, scossa di magnitudo 7.7 – Il terremoto è stato avvertito fortemente in tutta la Thailandia settentrionale e centrale, e poi nel sud, anche nella capitale Bangkok, dove i residenti sono corsi in strada mentre gli edifici tremavano. Secondo l’agenzia per i terremoti di Pechino, sono state avvertite scosse anche nella provincia sud-occidentale dello Yunnan.
La mappa dell’Usgs
Una seconda forte di scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha seguito di pochi minuti il sisma principale, di magnitudo 7.7. Non lontani fra loro gli epicentri delle due scosse, la seconda delle quali ha colpito 18 km a sud di Sagaing. Le prime immagini pubblicate sui social sono drammatiche. Alcuni giornalisti dell’Afp a Naypyidaw, capitale dell’ex Birmania, hanno raccontato di aver visto strade divelte dopo la scossa e pezzi di cornicioni dei palazzi nelle vie.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google #BREAKINGUn terremoto di magnitudo 7,9 ha colpito il Myanmar, secondo il China Earthquake Networks Center. Le regioni limitrofe, tra cui la Thailandia e la provincia cinese dello Yunnan, hanno avvertito forti scosse.#Myanmar#earthquake
Mentre il Myanmar centrale continua a tremare, è panico anche a Bangkok, dove il terremoto è stato avvertito con forza. I residenti della capitale thailandese sono corsi per strada, in preda allo spavento, mentre gli edifici tremavano. Tutti gli uffici e i negozi sono stati fatti evacuare dalle autorità. Un grattacielodi 30 piani in costruzione è crollato: secondo i media locali ci sarebbero decine di operai intrappolati sotto le macerie.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Un grattacielo crolla a causa del forte #terremoto a Chatuchak, Bangkok. #สุขนวันที่สุก #บุกระที่ส
Le forti scosse hanno obbligato il premier thailandese Paetongtarn Shinawatra a interrompere una visita ufficiale all’isola meridionale di Phuket per tenere una “riunione urgente“. Shinawatra ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok.
Ancora piogge e temporali al Centro-Sud. Come fa sapere il Dipartimento della Protezione Civile “la permanenza di un’area di bassa pressione sulle nostre regioni meridionali, determina il persistere di condizioni di tempo spiccatamente instabile al Sud e sul medio versante Adriatico, con fenomeni anche a carattere temporalesco“. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile “d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it)”.
“L’avviso prevede il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Molise e Puglia, in particolare sui rispettivi settori tirrenici ed adriatici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento – conclude – Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 28 marzo, allerta gialla sull’intero territorio di Abruzzo, Marche, Molise, Campania, Puglia e Calabria, oltre che su alcuni settori di Umbria e Sicilia“.
Scuole chiuse a Chieti – Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, sentito il prefetto, Gaetano Cupello, sta predisponendo un’ordinanza di chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani a causa del maltempo che ha provocato allagamenti e problemi sulle strade, in particolare nella zona dello Scalo dove sono stati chiusi sottopassaggi e alcune vie. A Bucchianico (Chieti) il sindaco, Renzo Di Lizio, ha disposto la chiusura delle scuole domani 28 e sabato 29 marzo; raccomanda prudenza e di uscire solo in caso di necessità.
Fiumi a rischio – A San Giovanni Teatino (Chieti) il sindaco, Giorgio Di Clemente, ha comunicato l’apertura del Coc, il centro operativo comunale, e raccomanda di limitare gli spostamenti non necessari, di evitare l’utilizzo dei sottopassaggi veicolari e pedonali e di prestare attenzione in prossimità di corsi d’acqua e zone soggette ad allagamenti.
Sempre nell’area teatina un ponte è stato sommerso dall’acqua nei dintorni di Chieti, sulla provinciale 9 a causa delle abbondanti piogge. Il fiume Alento, in queste ore si è ingrossato ed è tracimato sulla sede stradale di un ponte della provinciale, chiuso e fortunatamente poco trafficato e isolato. Anche il fiume Pescara si è innalzato, ma senza superare, al momento, il livello di guardia.
Attivato il Coc anche a Pescara – Il Centro funzionale d’Abruzzo, Protezione civile regionale ha comunicato che “la lettura dei livelli idrometrici della rete in telemisura del fiume Pescara segnala il superamento della soglia di allarme“. Per questo motivo, con ordinanza come già deciso stamane a Montesilvano, è stato attivato anche a Pescara il Centro operativo comunale (Coc) ed il numero di telefono di riferimento è 085 4283400). Sono state chiuse al transito delle golene che rimarranno non percorribili per le auto fino al rientro dell’emergenza. Alcune strade di Pescara sono state interessate da allagamenti, caduta di alberi o pericolo imminente di crollo delle piante e sono state chiuse e poi riaperte. In via precauzionale, tutti i parchi e le pinete presenti in città sono stati chiusi al pubblico da stamani. Tenendo conto del rischio di ingrossamento del fiume Pescara il Comune raccomanda di non sostare nelle golene sia durante la notte che nella mattinata di domani. Dalla tarda serata di ieri si monitora costantemente la situazione.
Nel mirino i festeggiamenti dei giocatori del Real Madrid dopo la vittoria in Champions nel derby contro l’Atletico
I giocatori del Real festeggiano la vittoria contro l’Atletico – reuters
L’Uefa ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti di quattro giocatori del Real Madrid, tra cui Kylian Mbappé e Vinicius Junior, per presunta “condotta indecente” in occasione dei festeggiamenti al termine della sfida diChampions League al Metropolitano contro l’Atletico Madridvinta ai rigori dalla squadra di Ancelotti. Il caso coinvolge anche Antonio Rudiger e Dani Ceballos.
Il reclamo presentato dall’Atletico – L’indagine è partita dopo il reclamo presentato la scorsa settimana dall’Atletico Madrid contro l’atteggiamento dei giocatori del Real. Toccherà ad un ispettore disciplinare nominato dall’Uefa studiare le accuse. Neivideo che circolano sui social si vede in particolare Rudiger fare il gesto del taglio della gola verso i tifosi dell’Atletico, Mbappé toccarsi le parti intime,Vinicius provocare i tifosi e Ceballos fare gesti con le mani. In caso di squalifica i giocatori sanzionati salterebbero l’andata dei quarti di Champions contro l’Arsenal in programma il prossimo 8 aprile a Londra.
🚨OFFICIEL ! L’UEFA ouvre une enquête sur les célébrations de Rudiger, Mbappé, Ceballos et Vinicius lors du match des huitièmes de finale retour face à l’Atletico de Madrid. 😯 pic.twitter.com/SMQDJxjKZQ
Lingua originale: francese. Traduzione di Google UFFICIALE! La UEFA ha aperto un’indagine sulle esultanze di Rudiger, Mbappé, Ceballos e Vinicius durante la partita di ritorno degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid.
Tra il 2019 e il 2023 sono stati registrati 14 decessi per aggressioni
Aumentano molestie e violenze sul posto di lavoro. Dall’analisi degli infortuni sul lavoro riconosciuti dall’Inail emerge infatti che nel 2023 i casi di aggressioni e minacce sono stati 6.813, il dato più elevato dopo quello registrato nel 2019. Rispetto al 2022 l’incremento è pari all’8,6% e cresce fino al 14,6% per le donne, fermandosi invece al 3,8% per gli uomini. A questo tema è dedicato il nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, che rileva comela maggior parte di questi episodi (61%) siano esercitati da persone esterne all’azienda, come nel caso di rapine e di aggressioni ad autisti o a personale sanitario, e in minor misura riconducibili a liti e incomprensioni tra colleghi.
Nel quinquennio 2019-2023 poco meno del 45% degli infortuni per violenze e aggressioni ha riguardato le lavoratrici, percentuale che sale al 48% se si considera solo l’ultimo anno. Le infortunate hanno un’età media più elevata rispetto agli uomini: quattro su 10, infatti, hanno dai 50 anni in su, con un differenziale di circa otto punti rispetto ai coetanei.
La quasi totalità dei casi (mediamente il 90%) riguarda la gestione assicurativa dell’industria e servizi, mentre il resto coinvolge i dipendenti della gestione del conto Stato (9%) e l’agricoltura (1%). Il 43% delle vittime dell’industria e servizi opera nel settore della sanità e assistenza sociale, il 15% nel trasporto e magazzinaggio e il 10% nel noleggio e servizi di supporto alle imprese. Per le lavoratrici, in particolare, l’incidenza è particolarmente elevata nella Sanità e assistenza sociale, in cui si concentra il 70% di tutte le aggressioni alle donne.
14 decessi per violenze e molestie sul lavoro – Tra il 2019 e il 2023 sono stati registrati 14 decessi per violenze e molestie sul lavoro. Le conseguenze di questa tipologia di infortuni per la stragrande maggioranza (oltre il 90%) sono senza postumi invalidanti permanenti.
Considerando postumi di inabilità superiori all’1%, il grado medio è del 5%. Per il 56% dei casi la diagnosi è una contusione, senza differenze significative per genere. Seguono la lussazione con il 19% (22% per le donne) e le fratture con l’11% (13% per gli uomini). La principale sede del corpo coinvolta nelle violenze è la testa, con poco più del 30% del totale e pochissime differenze tra uomini e donne, mentre un caso su quattro interessa gli arti superiori. I decessi riconosciuti dall’Inail in occasione di lavoro nel quinquennio analizzato sono stati complessivamente 14, due dei quali hanno riguardato lavoratrici.
Oltre 2.000 denunce per disturbi psichici e comportamentali – Aumentano anche le denunce di patologie professionali da disturbi psichici e comportamentali, si legge nel focus Inail dedicato alle malattie mentali in ambito lavorativo, nel quinquennio 2019-2023 sono state più di 2.000, con una media di 400 all’anno confermata anche dai dati provvisori del 2024.
Anche se rappresentano solo lo 0,7% del totale delle tecnopatie denunciate nel nostro Paese, lo stress, l’ansia e la depressione sono i problemi di salute lavoro-correlati più comuni per i lavoratori e le lavoratrici italiani ed europei.
Ambienti di lavoro stressanti e ostili, carichi di lavoro eccessivi, ma anche discriminazione e molestie psicologiche e sessuali possono comportare, in mancanza di consulenza e supporto psicologico, gravi rischi per la salute mentale. Già nel 2020 l’Oms dichiarava che la depressione stava diventando la malattia mentale più diffusa al mondo e, in generale, la seconda malattia dopo le patologie cardiovascolari.
Il magazzino dove sono divampate le fiamme era piano di articoli; non si conosce ancora la stima dei danni
CAERANO DI SAN MARCO – Un incendio è scoppiato oggi, mercoledì 26 marzo, intorno alle 13 pressolo stabilimento Diadora di Caerano di San Marco, vicino allo spaccio aziendale. Il rogo ha avuto origine dal magazzino interratodove erano stoccate molte scarpe, e le autorità non hanno ancora fornito una stima precisa dei danni, che potrebbero essere significativi. Circa trenta dipendenti, che lavorano nel vicino polo DHL per le spedizioni, sono stati evacuati tempestivamente, senza riportare ferite. I vigili del fuoco, supportati da diverse squadre provenienti daTreviso, Montebelluna e Asolo, sono riusciti a contenere l’incendio, mail fumo è ancora presente in abbondanza. Al momento, i dipendenti sono in attesa nel parcheggio per poter rientrare, mentre i dirigenti dell’azienda valutano la situazione all’interno dello stabilimento. Fortunatamente, l’evacuazione è avvenuta senza gravi conseguenze per le persone, ma la situazione non è ancora sotto controllo.
A scopo precauzionale sono stati evacuati tre edifici civili adiacenti l’azienda
Incendio in azienda dolciaria nel milanese, le immagini dal drone
Un’esplosione e un incendio si sono verificati nel primo pomeriggio nell’azienda alimentare Perfetti di Lainate, nel Milanese. Lo scoppio è avvenuto intorno alle 14 nel magazzino di via Clerici della nota azienda di caramelle e gomme da masticare.
L’incendio è sotto controllo. Lo comunicano i vigili del fuoco, spiegando che all’interno erano depositati – secondo le prime informazioni – scarti di lavorazione. Non risultano persone coinvolte o feriti. A scopo precauzionale sono stati evacuati tre edifici civili adiacenti l’azienda.
Sul posto erano accorsi con nove mezzi i Vigili del fuoco di Milano e Saronno (Varese).
Un’alta colonna di fumo si era alzata dopo l’esplosione visibile dall’autostrada e da tutto il Nord Milano.
Secondo le prime informazioni l’esplosione sarebbe avvenuta in un magazzino interno alla grande area occupata dalla multinazionale. Sul posto, oltre ai mezzi per il contenimento dell’incendio, anche i mezzi di pronto intervento Nbcr per accertare e nel caso fronteggiare eventuali emergenze relative alla diffusione di sostanze chimiche pericolose.
L’esplosione ha squarciato un magazzino di scarti, prevalentemente residui plastici e di gomma. Proprio per il coinvolgimento di rifiuti, si deve ora scongiurare la presenza di possibili sostanze nocive nell’aria. Per questo motivo i vigili del fuoco hanno chiesto l’intervento dell’Arpa regionale.
Il magazzino interessato dall’esplosione è una struttura metallica interna al perimetro aziendale.
Il 118 del Laghi, che gestisce l’intervento di soccorso medico, sta valutando alcuni anziani tra le case delle palazzine vicine, evacuate quasi immediatamente, alcuni dei quali hanno lamentato lievi difficoltà di respirazione.
La Perfetti Van Melle è un gruppo italo-olandese specializzato nella produzione e distribuzione di confetteria, caramelle e gomme da masticare. Il gruppo è nato nel 2001 dopo che l’italiana Perfetti ha acquisito la maggioranza azionaria dell’olandese Van Melle. Il colosso ha oltre 18 mila dipendenti e 33 stabilimenti produttivi in tutto il mondo.
L’incendio “si è verificato in un’area esterna, adiacente al magazzino, di dimensioni contenute. L’incendio è già stato domato e non ha coinvolto alcuna persona” dichiara la Perfetti Van Melle. “L’operatività dello stabilimento non risulta intaccata. Resta quindi una situazione circoscritta, che non ha avuto impatti rilevanti sull’attività” conclude l’azienda.
L’ex giocatore della Juventus e l’ex presidente della Fifa erano già stati scagionati in primo grado
Michel Platini e Sepp Blatter – Ipa/Fotogramma
Michel Platini e Sepp Blatter assolti.Oggi, martedì 25 marzo, l’ex giocatore della Juventus e l’ex presidente della Fifa sono stati nuovamente assolti in appello dai tribunali svizzeri nel caso di frode che li ha riguardati. Proprio come accadutoin primo grado, quando nel 2022 la Corte d’appello straordinaria del Tribunale penale federale non accolse le richieste della Procura, ovvero 20 mesi di pena detentiva con sospensione condizionale per ciascuno degli imputati. Dopo quasi dieci anni di procedura, si è scritto quindi un nuovo capitolo della saga giudiziaria diPlatini e Blatter, che non è detto che sia finita. La Procura potrà infatti presentare un ricorso in Cassazione presso il Tribunale federale svizzero.
Il processo – Per quattro giorni Michel Platini, 69 anni, e Sepp Blatter, 89 anni, sono comparsi nuovamente di fronte ai giudici con l’accusa di aver “ottenuto illegalmente, a danno della Fifa, un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro, ndr) a favore di Michel Platini“. Sia l’accusa sia la difesa concordano su un punto: il tre volte vincitore del Pallone d’Oro è stato consulente di Sepp Blatter tra il 1998 e il 2002, durante il primo mandato di quest’ultimo come presidente della Fifa, e i due hanno firmato un contratto nel 1999, concordando una remunerazione annuale di 300.000 franchi svizzeri, interamente pagata dalla Fifa.
Ma nel gennaio 2011 l’ex centrocampista, nel frattempo divenuto presidente della Uefa (2007-2015), “rivendicò una richiesta di risarcimento di 2 milioni di franchi svizzeri“, definita dall’accusa una “fattura falsa“. Blatter e Platini sostengono di aver concordato fin dall’inizio uno stipendio annuo di un milione di franchi svizzeri, tramite un ‘gentlemen agreement‘, orale e senza testimoni, e che le finanze della Fifa non consentivano il pagamento immediato a Platini.
Mina spegne oggi 85 candeline. Un compleanno importante per un mito nazionale di fama mondiale, icona della musica e della storia della tv. Leggenda vivente nonostante la scelta di mezzo secolo fa di rendersi invisibile agli occhi del pubblico, è l’artista femminile italiana con il maggior numero di vendite e continua a influenzare generazioni di nuovi cantanti.
All’anagrafe Mina Anna Maria Mazzini, soprannominata la ‘Tigre di Cremona’, ma nata a Busto Arsizio (Varese) il 25 marzo 1940, nel corso della sua carriera, iniziata alla fine degli anni ’50, ha interpretato più di 1.500 brani, incluse pietre miliari della canzone italiana come ‘Mille bolle blu’, ‘Tintarella di Luna’,’Parole, parole, parole’, ‘Se telefonando’, ‘Amor mio’ e ‘Grande grande grande’. Artista sempre moderna ed eclettica, con doti canore straordinarie che l’hanno portata a cantare in diverse lingue, tra cui l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco e il giapponese, Mina ha interpretato generi che spaziano dalla canzone napoletana alla musica classica, dalle cover dei Beatles alle sperimentazioni nel jazz.
Non appare in pubblico dall’ultimo concerto dal vivo tenuto il 23 agosto 1978 al teatro tenda ‘Bussoladomani’ a Lido di Camaiore, nella sua amata Versilia, ma questo ha unicamente contribuito ad alimentarne la leggenda. Solo nel 2001 si è fatta riprendere eccezionalmente negli studi di registrazione della Pdu, la sua etichetta discografica, a Lugano, concedendo al pubblico uno sguardo sul suo processo creativo. Un evento che ha mostrato la padronanza della cantante anche dei più moderni mezzi di comunicazione: un video in streaming che ha registrato un picco di circa 20 milioni di persone connesse, risultando uno dei più seguiti di tutti i tempi in Italia.
Sempre nel 2001, per i meriti artistici, Mina è stata insignita dell’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi. Grazie agli oltre 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo è, a pari merito con l’amico di sempre Adriano Celentano, l’artista italiano dal maggior successo commerciale, e in assoluto l’artista femminile italiana con il maggior numero di vendite. Proprio ‘Mina Celentano’, con due milioni di copie, è il disco più venduto dalla cantante.
A oggi, con 72 album in studio,tre album dal vivo, 40 raccolte, 17 Ep, cinque colonne sonore, sei album video e 145 singoli, di cui 24 entrati al numero uno, Mina è anche l’artista che detiene il record di presenze nelle classifiche italiane. Ha ricevuto riconoscimenti da alcuni dei più celebri musicisti internazionali, tra cui Frank Sinatra, che avrebbe voluto vederla esibirsi negli Stati Uniti, ma dove lei non si è mai recata per paura di volare, Michael Jackson e Louis Armstrong. Liza Minnelli l’ha definita “la più grande” e ha confessato che se fosse andata a un suo concerto, sarebbe entrata nel backstage per chiederle un autografo.
Icona non solo della musica ma anche della televisione, Mina è stata protagonista di alcuni dei programmi più celebri della storia della Rai, come ‘Canzonissima’, ‘Teatro 10’, ‘Senza Rete’, figurando in duetti diventati leggendari con Giorgio Gaber, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Totò, Giancarlo Giannini e Lelio Luttazzi, per citarne alcuni. Memorabili lo sketch insieme ad Alberto Sordi a ‘Studio Uno’ nel 1966 e l’esibizione con Lucio Battisti a ‘Teatro 10’ del 1972, da molti considerati gli otto minuti che hanno cambiato la musica italiana. Con Raffaella Carrà è stata la protagonista di ‘Milleluci’, uno dei più belli e seguiti show di varietà del sabato sera della Rai in bianco e nero.
Se avesse voluto, Mina avrebbe potuto intraprendere anche una promettente carriera cinematografica. Federico Fellini le propose di recitare nel ‘Satyricon’ e ‘Il viaggio di G. Mastorna’, ma lei non accettò e quest’ultimo non fu mai realizzato, mentre Francis Ford Coppola l’avrebbe voluta come protagonista femminile per ‘Il Padrino’, nel ruolo che fu poi affidato a Diane Keaton.
Nonostante sia assente dalla scena pubblica ormai da quasi cinquant’anni, Mina ha continuato a essere presente e a influenzare generazioni di nuovi artisti, e non solo, grazie alla produzione, con cadenza più o meno annuale di album, best of, e collaborazioni, sempre alla ricerca di nuovi talenti, come testimonia la recente canzone ‘Un briciolo di allegria’ (2023), singolo inciso con Blanco, ma anche i suoi ultimi due album, ‘Ti amo come un pazzo’ del 2023 e ‘Gassa d’amante’ del 2024.
Mina e Alberto Lupo cantano “Parole Parole” nel 1972 – Rai Rai
Non sono stati sinora segnalati danni né è stata diramata un’allerta tsunami. Il sisma stato avvertito da migliaia di persone
Un forte terremoto ha colpito oggi la Nuova Zelanda. La scossa, di magnitudo 6.7, si è verificata al largo dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, hanno dichiarato le autorità, mentre l’agenzia per i disastri del Paese ha valutato l’eventuale rischio di tsunami. Secondo quanto si legge sul sito dell’Ingv, la scossa è stata avvertita alle 2.43 ora italiana (12.43 ora locale).
L’Agenzia nazionale per la gestione delle emergenze ha dichiarato che i residenti delle regioni di Southland e Fiordland devono stare lontani dalle spiagge e dalle aree marine perché le correnti forti e insolite possono rappresentare un pericolo.
Il sisma è stato registrato nelle scorse ore a una profondità di 21 chilometri, a circa 160 chilometri da Riverton, secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti(Usgs). Non sono stati sinora segnalati danni né è stata diramata un’allerta tsunami. Il terremoto è stato avvertito da migliaia di persone.
Nel 2011 un terremoto di magnitudo 6.3 devastò Christchurch, con un bilancio delle vittime che parlava di 185 morti.
Ultimi giorni di ora solare. Questo fine settimana in Italia torneremo a utilizzare l’ora legale e, reimpostando tutti gli orologi, ci godremo giornate più lunghe in vista della bella stagione.
Quando effettuare il cambio dell’ora – L’orario dovrà essere reimpostato nella notte tra sabato 29 marzo e domenica 30 marzo 2025, intorno alle 2 di notte.
Come spostare le lancette dell’orologio – Bisognerà portare avanti di 60 minuti le lancette degli orologi analogici e digitali non smart, mentre la maggior parte dei dispositivi elettronici si aggiorneranno automaticamente. Dagli smartphone ai computer, è sempre buona abitudine però controllare che effettivamente l’orario impostato sia quello corretto.
Cosa succede con il cambio dell’ora – Il passaggio dall’ora solare a quella legale ci farà dormire un’ora in meno nella notte tra sabato e domenica. Le giornate però ci sembreranno più lunghe dal momento che avremo un’ora in più di luce tra pomeriggio e sera.
ll sisma è stato avvertito anche in alcuni comuni limitrofi, non si registrano danni a cose e persone. La terra continua a tremare anche in Calabria
Una scossa di terremoto di magnitudo 2,7 è stata registrata a Potenza, in Basilicata, alle 20.38 di ieri. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma ed è stato avvertito anche in alcuni comuni limitrofi. Non si registrano danni a cose e persone.
L’evento sismico è il terzo registrato ed avvertito nell’ultima settimana dopo la scossa di magnitudo 2.3 di mercoledì 19 marzo e quella di magnitudo 4.2 di martedì 18 marzo.
In mattinata, ieri, la terra ha tremato anche nella non lontana Calabria. La scossa più forte ha avuto come epicentro il comune di Amato, nel catanzarese, con magnitudo 3.3 e si è verificata alle ore 5,03 ad una profondità di 10.1 km, ma altri due eventi sismici sono stati registrati uno ad Amato e l’altro a Marcellinara, chiaramente avvertiti dalla popolazione.
Terremoto di magnitudo Md 1.8 del 24-03-2025 ore 00:45:04 (Italia) in zona: Confine Italia Svizzera (SVIZZERA)
Piogge, tmeporali e locali grandinate nelle prossime ore su alcuen regioni
Il panorama meteorologico non accenna a tornare tranquillo sul nostro Paese e nelle prossime ore nuove piogge, temporali e qualche grandinata potranno colpire numerose regioni.
La causa è da ricercare nella presenza di un vortice ciclonico attualmente collocato a ridosso delle isole Baleari, che lentamente si sposterà poi verso l’Italia nei prossimi giorni, condizionando così il quadro meteorologico su gran parte del Paese. Ma già dalle prossime ore si noteranno i suoi effetti su diverse zone del nostro territorio. Nonostante il vortice sarà ancora nei paraggi delle Baleari, sull’Italia arriveranno correnti umide, miti, ma soprattutto molto instabili che provocheranno precipitazione qua e là, anche sotto forma di rovescioo temporale. I fenomeni più probabili? Nelle ore centrali della giornata e un po’ ovunque, ma in particolare al Nord, in Sardegna e lungo il medio-basso settore Adriatico.
Va sottolineato come non saremo in presenza di una vera e propriaperturbazionein grado di provocare una più uniforme e diffusa distribuzione delle precipitazioni, ma da impulsi d’aria instabile che porteranno una fenomenologia più imprevedibile, a carattere sparso e peraltro anche di difficile localizzazione sul fronte previsionale. Insomma, la classica situazione che ci obbliga a tenere rigorosamente l’ombrello a portata di mano in quanto si alterneranno squarci d’azzurro ad improvvise e brevi fasi di maltempo. Prestiamo inoltre attenzione ai temporali; stante le temperature abbastanza miti, i contrasti con le masse d’aria umida e instabile si faranno più accentuati, con fenomeni anche intensi accompagnati da raffiche di vento e locali grandinate.
Come spesso avviene in questo genere di situazioni, verso la sera le piogge e i temporali tenderanno gradualmente ad attenuarsi, illudendoci che il peggio sia passato. Ma basterà attendere le ore centrali di Martedì 25 per tornare a vedere nuovamente nubi minacciose pronte a scaricare rovesci e temporali su molteplici regioni d’Italia.
Anche nei prossimi giorni infatti, la primavera continuerà a mostrare il suo volto più capriccioso e con tutta probabilità lo farà fino al prossimo weekend.
Una circolazione depressionaria continuerà ad influenzare buona parte d’Italia nei prossimi giorni. La protezione civile nazionale ha emesso una nuova allerta meteo.
Allerta Meteo
Su alcune regioni sarà elevato il rischio di precipitazioni forti ma veloci con possibili temporali e locali nubifragi. Non è esclusa anche la possibilità di grandine durante il transito di eventuali groppi temporaleschi. I fenomeni saranno più frequenti nelle ore centrali della giornata e potranno interessare, a macchia di leopardo, diverse regioni, con particolare attenzione al Nord, alla Sardegna e al medio-basso Adriatico. Le temperature resteranno generalmente miti. I venti saranno tutti meridionali, moderati o anche tesi.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte (alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati) ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento.
Per la giornata di Lunedì 24 Marzo si prevedono piogge localmente intense e possibili temporali con grandine su diverse regioni italiane. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata allerta gialla su alcuni settori dell’Emilia Romagna, settori di Toscana e Marche.
Mappa di allertamento
Lunedì 24 marzo 2025
Meteo, Settimana con la Goccia Fredda: arriva la Grandine, aree colpite
Prossima settimana: una goccia fredda semi stazionaria sul bacino del Mediterraneo condizionerà il tempo sull’Italia, con serio rischio di temporali con grandine.
Prossima settimana instabile, possibili grandinate a causa di una Goccia Fredda sopra l’Italia
Ma di cosa si tratta? Alle alte latitudini scorrono delle correnti (più fredde e instabili) ben diverse rispetto a quelle che transitano a latitudini più basse (molto calde e stabili) e gli scambi di calore tra Nord e Sud Europa in particolari condizioni possono evolvere, appunto, in una goccia fredda, ovvero in un blocco di aria fredda in quota che si stacca da una più vasta depressione atlantica o nordeuropea. Insomma, una zona di atmosfera dove fa molto più freddo rispetto a tutte le aree circostanti. Ed è proprio quello che succederà da Lunedì 24 Marzo in avanti: questo nucleo infatti tenderà a stazionare sul bacino del Mediterraneo destabilizzando il tempo atmosferico anche per i giorni a seguire.
RISCHIO GRANDINATE – Detto in maniera semplice, nelle giornate di Martedì 25, Mercoledì 26 e Giovedì 27 Marzo ci aspettiamo tante pioggeetemporali a macchia di leopardo, quindi è davvero difficile andare nel singolo dettaglio: come capita spesso in questa stagione, ciò non significa affatto che tutte le giornate saranno compromesse dalle precipitazioni, anzi, questi fenomeni durano in genere al massimo poche ore per poi tornare il sole (la classica instabilità primaverile). Diciamo che le aree più colpite potrebbero essere quelle interne e meridionali.
Attenzione però, proprio grazie ad un maggior soleggiamento, ed al primo caldo di stagione, aumenterà l’energia potenziale in gioco nei bassi strati dell’atmosfera (umidità e calore) che di fatto preparerà il terreno per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche, ovvero di sistemi particolarmente violenti, alti fino a 8-10 km e in grado di provocare grandine(fino a 3-4 cm di diametro) e raffiche di vento ad oltre 60 km/h (downburst). A maggiori rischio saranno dapprima le regioni del Centro Nord (Martedì) e poi anche il resto dell’Italia.
Prossima settimana: goccia fredda sul Mediterraneo, rischio temporali e grandinate
Nella seconda parte di settimana la formazione di un pericoloso ciclone potrebbe far peggiorare ulteriormente le condizioni meteo, specie al Sud, con la possibilità più che concreta di veri e propri nubifragi.
Nel complesso possiamo affermare che si tratterà di una parte finale di Marzo piuttosto movimentata e dinamica fatta di continui cambiamenti atmosferici tipici della Primavera.
La prossima Primavera potrebbe risultare estrema a livello meteorologico! Le proiezioni stagionali sul lungo periodo, appena arrivate, iniziano a preoccupare gli esperti a causa dei grandi movimenti atmosferici e dall’anomala stagione invernale che abbiamo vissuto e che rischia di avere delle conseguenze dirette anche nei prossimi mesi.
Per meglio inquadrare questo genere di previsioni va fatta una doverosa premessa. Qualcosa negli ultimi anni pare essersi rotto a livello climatico, viviamo sempre più spesso in una sorta di altalenacon l’alternanza tra lunghe fasi anticicloniche di stampo africano,caratterizzate da temperature sopra media e improvvise irruzioni di aria fredda in grado di scatenare eventi meteo estremi. Questi sono i chiari segnali dei cambiamenti climatici in atto e gli effetti si notano, sempre più marcati, anche sul nostro Paese.
Detto ciò, secondo gli ultimi aggiornamenti, tra Marzo e Aprile le temperature saranno ben sopra la media, con scostamenti rispetto ai valori di riferimento addirittura di+3°C su buona parte dell’Europa centro orientale e sulla Scandinavia. Come mostra la mappa qui sotto, al momento le anomalie più pesanti e dunque più calde sembrerebbero interessare pure l’Italia, specie le regioni del Centro Nord.
Marzo/Aprile: temperature sopra le medie di circa 3°C, soprattutto sulle regioni settentrionali
Ma attenzione, ciò non significa che tutta la Primavera trascorrerà all’insegna del sole e di un clima caldo. Non sono infatti da escludere deipossenti scambi meridiani, come peraltro già avvenuto negli ultimi anni: si tratta di brusche e rapide variazioni del tempo con ondate di freddo tardive in discesa direttamente dal Polo Nord. Il timore di una situazione di questo tipo sono molto elevati e riguardano soprattutto l’agricoltura e la vegetazione che, dopo un Inverno tutt’altro che gelido, risultano già avanti, tanto che sono spuntate le prime gemme e i primi fiori. Un gelo tardivo avrebbe delle conseguenze devastanti,sia dal punto di vista naturale, sia da quello economico.
Non solo: il pericolo determinato dai contrasti tra un caldo fuori norma e improvvise irruzioni gelide tardive non è da sottovalutare: i fenomeni estremi sono sempre più frequenti anche in Italia, già dalla fine di Marzo, come violenti temporali (anche con grandine), tornado o nubifragi. Pure il mese di Maggiopotrebbe seguire questo trend climatico con valori termici ben sopra la media e addirittura con le prime fiammate di calore simil-estive in grado di farci addirittura superare i 30°C in caso di prime avanzate del temibile anticiclone africano.
Varie persone, tra cui quattro tedesche, sono state bloccate nonostante avessero i permessi necessari: c’entrano le politiche di Donald Trump contro l’immigrazione
Agenti fuori dalla sede dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale che si occupa di far rispettare le leggi sull’immigrazione, il 16 marzo a New York – (EPA/GRAEME SLOAN)
Nelle ultime settimane a diverse persone, in maggioranza turisti, è stata negata la possibilità di entrare negli Stati Uniti nonostante avessero una regolare autorizzazione: alcune di loro sono state portate in centri di detenzione, e hanno detto ai giornali di essere state trattate sostanzialmente come dei criminali. È una conseguenza dell’approccio molto duro adottato dall’amministrazione del presidente Donald Trump verso l’immigrazione, sia irregolare che, in casi come questi,regolare.
In questi giorni sia il ministero degli Esteri tedesco sia quello britannico hanno modificato le raccomandazioni ufficiali ai viaggiatori, avvisandoli che se decidono di andare negli Stati Uniti devono mettere in conto la possibilità di essere arrestati ed espulsi. È diventato un tema soprattutto in Germania, dato che ultimamente quattro cittadini tedeschi sono stati respinti: il governo sta esaminando i loro casi, che intanto sono stati raccontati dai giornali sia tedeschisia statunitensi.
Tre di questi quattro casi sono stati risolti, quindi dopo un periodo di detenzione o custodia le persone coinvolte sono potute uscire dagli Stati Uniti. Il caso non ancora risolto è quello di Fabian Schmidt, un 34enne che ha la “green card”, un permesso di soggiorno permanente. Al momento Schmidt si trova in un centro di detenzione del Rhode Island, sulla costa est degli Stati Uniti. Era stato arrestato all’aeroporto di Boston, in Massachusetts, lo scorso 7 marzo al ritorno da un viaggio in Lussemburgo.
Sua madre Astrid Seniorha raccontatodi non aver avuto notizie di lui per giorni, ha detto che non sono state ancora comunicate le ragioni dell’arresto né formalizzate accuse nei suoi confronti.Senior ha denunciato le condizioni di detenzione del figlio, a cui sono stati confiscati i farmaci per l’ansia: ha detto che a causa della mancanza di sonno e di un’alimentazione non adeguata le condizioni di Schmidt si sono aggravate, e a un certo punto è stato portato in un ospedale locale. In passato Schmidt era stato arrestato per possesso di marijuana in California, ma le accuse erano cadute dopo che lo stato ne aveva legalizzato il possesso.
Il check-in all’aeroporto di Arlington, Virginia, lo scorso novembre – (EPA/JIM LO SCALZO)
Gli altri tre casi hanno coinvolto Jessica Brösche, una tatuatrice di Berlino di 29 anni; Lucas Sielaff, un ragazzo di 25 che era andato a trovare la fidanzata; e Celine Flad, una studentessa di 22 anni in vacanza. Sia Brösche sia Sielaff sono stati fermati al confine con il Messico, che da anni è al centro della propaganda di Trump e che la destra statunitense vorrebbe militarizzare per evitare l’ingresso di migranti irregolari.
Tutti e tre sono entrati negli Stati Uniti con l’ESTA, un’autorizzazione che permette ai cittadini di 43 paesi, tra cui molti europei, distare negli Stati Unitisenza bisogno di un visto per un massimo di 90 giorni consecutivi. L’ESTA e il visto sono documenti che non garantiscono di per sé la possibilità di entrare nel paese, che è soggetta a un interrogatorio all’arrivo che però in molti casi viene svolto in modo poco scrupoloso con una serie di domande di routine.
A metà gennaio Brösche era di ritorno da un viaggio a Tijuana. Probabilmente è stata arrestata perché aveva con sé l’attrezzatura da tatuatrice e gli agenti hanno sospettato che intendesse lavorare illegalmente negli Stati Uniti (anche se lei lo aveva escluso). È rimasta in un centro di detenzione per 46 giorni prima di poter tornare in Germania. Flad invece è rimasta per circa 24 ore in custodia a Newark, nel New Jersey, prima di poter riprendere un volo: stava facendo scalo dopo essere anche lei stata in Messico.
Sielaff è stato arrestato nella seconda metà di febbraio. Era la quarta volta che andava a trovare la sua fidanzata, che vive in Nevada. L’aveva accompagnata in Messico per portare il cane di lei dal veterinario (costa meno che negli Stati Uniti). Sielaffha raccontato che, al rientro, a causa delle sue difficoltà con la lingua inglese non era riuscito a spiegarsi con un agente, che aveva capito che lui vivesse a Las Vegas (invece era solo in visita) e l’aveva arrestato senza dargli tempo di chiarire il malinteso.
Sielaff ha detto di essere stato ammanettato e portato in un centro di detenzione (l’Otay Mesa di San Diego, lo stesso di Brösche), dov’è rimasto per 16 giorni prima di poter tornare in Germania il 6 marzo. Ha detto ai giornali che «nessuno si sentirà più sicuro a venire come turista negli Stati Uniti».
Ci sono stati anche altri casi. Giovedì il ministro francese Philippe Baptiste, che ha delega all’Istruzione superiore, ha detto che gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso a un ricercatore francese per via di alcune sue dichiarazioni critiche verso Trump. Il governo statunitense ha negato che fosse quella la ragione, sostenendo invece che il ricercatore (la cui identità non è stata diffusa) conservasse su un dispositivo elettronico delle informazioni confidenziali del Los Alamos National Laboratory, affiliato al dipartimento dell’Energia.
Anche una donna britannica di 28 anni, Rebecca Burke, è rimasta per tre settimane in un centro di detenzione dopo essere stata arrestata al confine col Canada, probabilmente a causa di un modulo compilato male.
«Sono molto inusuali questi casi tutti insieme. Le ragioni per arrestare queste persone non hanno senso […] né giustificano condizioni abominevoli. L’unica ragione che vedo è una molto più accesa atmosfera anti-migranti», ha detto all’Associated Press Pedro Rios, direttore di un’associazione che assiste le persone migranti negli Stati Uniti. Secondo Rios, inoltre, è una novità che un trattamento simile sia applicato a cittadini di paesi che sono importanti alleati degli Stati Uniti, come la Germania, il Regno Unito e la Francia.
La legge statunitense autorizza gli agenti a ispezionare i beni delle persone al loro arrivo negli Stati Uniti. Non sempre in questi casi alle persone coinvolte è garantita l’assistenza da parte di un avvocato.
Sono ore di grande attesa in casa Inter. Le condizioni del capitano Lautaro Martinez cambieranno inevitabilmente le scelte di Simone Inzaghi in vista del forcing finale di una stagione che vedrà i nerazzurri ancora protagonisti su tre fronti fra Campionato, Coppa Italia e Champions League. La speranza è che il problema alla coscia accusato all’interno del ritiro dell’Argentina non sia grave, ma tutto dipenderà dall’esito degli esami strumentali.
È GIA’ AD APPIANO – A far ben sperare i tifosi nerazzurri è stato proprio il Toro di Bahia Blanca che a sorpresa, in mattinata, ha pubblicato una foto sul proprio profilo Instagram. Nonostante le voci di un ritorno in Italia soltanto nella giornata di oggi, infatti, il rientro dall’Argentina è andato liscio e il centravantisi è già presentato al Bper Training Centre di Appiano Gentile dove si è messo al lavoro in palestra. E lì ha trovato il compagno di reparto e amico Marcus Thuram, anche lui “sconvocato” dalla Francia per il noto problema alla caviglia che lo tormenta da tempo. E la foto, pubblicata sul proprio profilo è già diventata virale.
DOMANI GLI ESAMI – Il comunicato con cui l’Argentina rimandava Lautaro in Italia aveva lasciato grossi dubbi nello staff tecnico interista, che sì aveva registrato un problema nel finale della gara poi vinta contro l’Atalanta (suo il gol del 2-0), ma che non comportava la presenza di lesioni. Lo staff medico della Seleccion ha invece comunicato al club interista la presenza di una piccola lesione che sarà approfondita negli esami a cui si sottoporrà nella mattinata di domani presso l’Istituto Humanitas di Rozzano.
OBIETTIVO DERBY – Il sorriso con cui Lautaro si è mostrato oggi ad Appiano e le sensazioni del giocatore fanno oggi ben sperare l’Inter. Anche se la lesione dovesse essere confermata, di fatto, l’ex-Racing è ormai fermo da 7 giorni e potrebbe gestire il riposo anche fino alla gara contro l’Udinese in programma domenica 30 marzo alle ore 18 a San Siro. L’obiettivo, o forse meglio la speranza di Inzaghi, è quella di averlo a disposizione al 100% nella gara di andata delle semifinali di Coppa Italia in programma mercoledì 2 aprile. E lì, in un San Siro rossonero, andrà in scena l’ennesimo derby stagionale contro il Milan.
Cosa ha spinto la Lega Serie A secondo Il Giornale in edicola questa mattina a far giocare i nerazzurri e altre due gare nel giorno di Pasqua
Nell’aprile pieno zeppo di impegni l’Inter si concede perfino una gara nel giorno di Pasqua. Tornerà addirittura utile, perché a cavallo tra due impegni infrasettimanali contro Bayern Monaco e Milan e quindi permetterà di riposare un giorno in più tra la prima e la seconda delle tre gare in pochi giorni. La scelta della Lega Serie A, anticipata ieri pomeriggio da Fcinter1908.it, sarebbe mossa però da logiche diverse. Lo spiega Il Giornale in edicola stamattina:
“La notizia era nell’aria, adesso è ufficiale. Quest’anno si gioca anche a Pasqua, ma il calendario affollato è un pretesto, la ragione è concedere una giornata in più alle tv e allinearci a quanto si fa nel resto d’Europa: non è scritto sui contratti, ma evidentemente questo hanno chiesto e questo hanno avuto.
Si comincerà alle 15, con Empoli-Venezia, per proseguire alle 18 con Bologna-Inter e chiudere alle 20.45 con Milan-Atalanta. Empoli, Bologna e Inter la settimana successiva devono giocare il ritorno della semifinale di Coppa Italia (il derby al mercoledì, Bologna-Empoli al giovedì). In più l’Inter la settimana che porta a Pasqua ha il ritorno col Bayern in Champions (al mercoledì). Marotta e Inzaghi saranno soddisfatti della decisione della Lega Serie A. Per l’Inter – l’unica squadra italiana ancora in corsa su 3 fronti – è la migliore soluzione possibile, pur in un mese che resta affollatissimo di impegni (9 partite dal 30 marzo, quando si ripartirà dopo la sosta)”.
Edin Dzeko è uscito nell’intervallo del match tra Romania e Bosnia dopo aver preso un calcio in faccia al 34′
EdinDzeko è uscito nell’intervallo del match tra Romania e Bosnia, valido per le qualificazioni ai prossimi Mondiali, in seguito ad un calcio in faccia involontario di Popescu proprio nei confronti dell’ex Inter e Roma.
Dzeko è stato prontamente medicato e incerottato ma sotto gli occhi sono rimasti i segni del calcio in faccia subito. “All in or nothing“, ha scritto poi il bosniaco sui social nel post gara.