E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Mercoledì, 11 dicembre 2024
| “Usare il pezzotto non è reato”: assolti 13 pirati delle pay tv. Se la cavano con multa di 153 euro |
| “L’acquirente ha ricevuto il supporto illecito per uso personale e non per immetterlo a sua volta in commercio si configura solo l’illecito amministrativo” |
Dotarsi del pezzotto per un abbonamento in streaming alle pay tv non è un reato. Guardare sul divano di casa una partita, un film in prima visione o un documentario, tutt’al più, configura il pagamento di una sanzione amministrativa di 154 euro.
È accaduto in Salento dove 13 clienti sono stati assolti dall’accusa di ricettazione. La formula è esplicativa: perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Che vuol dire? Che, come scrive in sentenza la giudice Roberta Maggio “non esistono elementi tali da provare che gli imputati abbiano partecipato alle attività di produzione e immissione in circolazione dei supporti informatici, né che li abbiano detenuti per immetterli in commercio. Emerge pacificamente – si legge nella sentenza – che la detenzione dei supporti informatici fosse finalizzata a meri scopi di natura personale”. E con una sanzione di 154 euro, la vicenda è chiusa.
Un orientamento, peraltro, già sancito da diverse sentenze delle Sezioni unite della Corte di Cassazione che, a più riprese, ha esplicitato il concetto seguente: “L’acquirente ha ricevuto il supporto illecito per uso personale e non per immetterlo a sua volta in commercio si configura solo l’illecito amministrativo e non il reato di ricettazione”.
Con buona pace dei colossi televisivi che cercano di rientrare dei soldi persi, come nel caso di Mediaset Premium che si era anche costituita parte civile chiedendo un risarcimento di 80mila euro. Briciole, in confronto ai soldi che si disperdono nel sottobosco dell’illecito. Nell’inchiesta in salsa salentina, condotte dai militari guardia di finanza di Lecce, con il coordinamento della pm Maria Vallefuoco, era stato smascherato il giro: i clienti acquistavano da un sito internet gestito da un soggetto residente nel Varesotto gli abbonamenti Iptv pirata, e, tramite versamenti su una Postepay, vedevano in streaming canali come Mediaset Premium, Sky, Dazn e Disney Channel riservate agli utenti abbonati.
Gli odierni imputati, invece, erano difesi dagli avvocati Cosimo D’Agostino, Giovanni Tarantino, Salvatore Donadei, Raffaele Benfatto, Stefano Zurzolo, Davide De Giuseppe, Francesco Cavallo, Giuseppe Bonsegna, Anna Capone, Fabio Ruberto, Francesco Milanese e Salvatore Pinnetta. Un primo troncone di imputati è stato già giudicato con rito ordinario: verdetto, neppure a dirlo, sempre lo stesso: assoluzione “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

