Indaga la Corte dei conti dopo la denuncia del consigliere comunale Maresca
Ispezioni dei carabinieri negli uffici di Fuorigrotta e di Castel Volturno della Società Sportiva Calcio Napoli nell’ambito di un’indagine della Procura generale della Corte dei Conti della Campania: i militari sono alla ricerca di documenti che attestinola rendicontazione degli incassi, delle spese e la devoluzione in beneficenza di parte degli introiti (circa 9mila euro) della partita scudetto Udinese-Napoli giocata dagli azzurri a Udine e proiettata la sera del 4 maggio 2023 allo stadio Diego Armando Maradona.
L’indagine della magistratura contabile, delegata ai militari dell’arma, è partita a seguito di una denuncia, relativa a un presunto danno erariale, presentata dal consigliere comunale Catello Maresca. La decisione di devolvere in beneficenza parte dell’incasso della partita-scudetto Udinese Napoli, trasmessa in video la sera del 4 maggio 2023 allo stadio Maradona di Napoli, fu presa nell’ambito di un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui presero parte, tra gli altri, il presidente della SSC Napoli Aurelio de Laurentiise la dirigente del servizio gestione eventi e stadio Maradona Gerarda Vaccaro.
I biglietti per la videoproiezione della partita, che sancì la vittoria del terzo scudetto degli azzurri, vennero messi in vendita qualche giorno prima della gara al prezzo di 5 euro per ogni settore del Maradona e di 100 euro per i posti speciali, 600 in tutto, nella Tribuna Posillipo.
Dopo l’incontro di calcio ci fu una interlocuzione tra il Comune di Napoli e la società azzurra circa la destinazione della quota da devolvere in beneficenza, dalla quale emerse che la somma ammontava, al netto delle spese, a circa 9mila euro, comunicata proprio dalla società.
La SSC Napolimalgrado sollecitata, finora non ha fornito una prova del versamento all’ente scelto, una onlus. Proprio il consigliere comunale Catello Maresca ha più volte chiesto chiarimenti in merito, anche alla dirigente del servizio Gestione Grandi Eventi ricevendo come risposta che non ci fosse alcun obbligo di rendicontazione, in quanto la proiezione poteva essere inclusa tra le possibilità messe a disposizione nell’ambito della concessione per l’uso della struttura di Fuorigrotta.
Il consigliere comunale Catello Maresca, nell’ambito dei poteri previsti dal cosiddetto “sindacato ispettivo“, ha ritenuto invece opportuno presentare una denuncia finalizzata a fare luce sulla vicenda.
La Serie A 2023/2024 ha emesso i suoi verdetti: lo ha fatto al termine di un lungo cammino iniziato lo scorso 19 agosto.
La Serie A 2023/2024 si prepara ad andare in archivio.
Manca infatti una sola partita, ovvero il recupero che il prossimo 2 giugno vedrà opposte Atalanta e Fiorentina a Bergamo per far calare il sipario sul torneo, ma di fatto tutti i verdetti importanti sono stati già emessi.
Di seguito cosa ha detto la classifica al termine di un lungo cammino iniziato lo scorso 19 agosto 2023.
CAMPIONE
CLASSIFICA FINALE
Inter 94
Milan 75
A laurearsi campione d’Italia per la ventesima volta nella sua storia è stata l’Inter.
La compagine nerazzurra ha dominato in lungo e in largo e, soprattutto nella seconda parte del torneo, ha accumulato giornata dopo giornata un vantaggio incolmabile per le rivali. Al secondo posto si è piazzato il Milan che è arrivato staccato di ben 19 lunghezze.
Per l’Inter si è trattato dello storico Scudetto che gli ha regalato la seconda stella.
QUALIFICATE ALLA CHAMPIONS LEAGUE
Inter 94
Milan 75
Juventus 71
Atalanta 69
Bologna 68
Grazie al suo ranking europeo, l’Italia verrà rappresentata da ben cinque squadre nella nuova edizione 2024/2025 della Champions League.
Oltre adInter e Milan, hanno staccato un pass per la massima competizione europea anche Juventus, Atalantaed il Bologna che si è reso protagonista di una cavalcata storica.
L’Atalanta deve ancora recuperare una partita e quindi, potenzialmente, può ancora chiudere il torneo al terzo posto sopravanzando in extremis la Juventus.
QUALIFICATE ALL’EUROPA LEAGUE
Roma 63
Lazio 61
Le due squadre della capitale a rappresentare l’Italia nella prossima edizione dell’Europa League.
Roma eLazio hanno infatti chiuso il loro campionato rispettivamente al sesto e al settimo posto.
A loro potrebbe aggiungersi ancora la Fiorentina in caso di trionfo contro l’Olympiacos nella finale di Conference League in programma il prossimo 29 maggio ad Atene.
QUALIFICATA ALLA CONFERENCE LEAGUE
Fiorentina 57
La Fiorentina si è assicurata il ritorno in Conference League per il terzo anno consecutivo grazie all’ottavo posto ottenuto in campionato, ma le cose potrebbero ancora cambiare.
In caso di successo nella finale di Conference League, la compagine gigliata si guadagnerebbe la ‘promozione’ in Europa League e quindi a prendere parte alla terza competizione europea sarebbe il Torino che si è piazzato al nono posto.
RETROCESSE
Frosinone 35
Sassuolo 30
Salernitana 17
La Salernitana è stata la prima squadra ad essere certa della mancata permanenza in Serie A e ad essa si è unita il Sassuolo al termine del 37° turno.
La terza retrocessa è stata decisa solo all’ultima giornata ed è stato il Frosinone che è stato battuto in casa dall’Udinese in un decisivo scontro diretto. Salvo l’Empoli che nell’ultimo turno ha battuto in pieno recupero la Roma.
PROMOSSE
Parma 76
Como 73
La vincitrice dei playoff di Serie B (Venezia o Cremonese)
Il pilota monegasco ha colto il suo primo successo nella gara di casa. Secondo Piastri, terzo Sainz. Una grandissima gioia per la Scuderia e i suoi tifosi
LaPresse
Giornata indimenticabile per Charles Leclerc e per i tifosi della Ferrari. Oggi, domenica 26 maggio, il pilota monegasco della Ferrari ha vinto il Gp di Monaco. Per “Il Predestinato” è il primo successo nella gara di casa, la fine di quello che era stato un vero e proprio tabù.
Leclerc non era mai riuscito a trionfare a Montecarlo ed è finalmente stato protagonista di una vittoria che ricorderà per sempre. Secondo Piastri, terzo Sainz. Successo storico anche per il Cavallino che non vinceva tra le stradine monegasche dal 2017 con Sebastian Vettel.
Una gara lunghissima, 78 giri, dove non è mancata neppure la noia, ma Leclerc ha sempre condotto al comando, riuscendo a gestire al meglio anche la ripartenza dopo la bandiera rossa per l’incidente tra Perez, Magnussen e Hulkenberg.
Dopo aver tagliato il traguardo si è lasciato andare a urla, mischiate a lacrime di gioia. Una soddisfazione immensa anche per il presidente della RossaJohn Elkann, per tutte le donne e gli uomini del Cavallino, per il team principal Frederic Vasseur, per tutti i tifosi della Ferrari e per il Principe Alberto di Monaco che non ha trattenuto le lacrime.
“Significa tanto per me, è la gara che mi ha fatto sognare di diventare un pilota di F1 un giorno. Pensavo a mio papà molto più di quanto pensavo a guidare. Lui ha dato tutto perché io realizzassi questo sogno“, ha detto Charles Leclerc nell’intervista prima dei festeggiamenti, in cui ha ringraziato tutti.
La vittoria di Charles Leclerc e il terzo posto di Carlos Sainz nel Gp di Monaco 2024 sono importantissimi anche per la classifica piloti e la classifica Costruttori del Mondiale di F1 2024. Max Verstappen ha chiuso la gara soltanto in sesta posizione con 169 punti e ora Leclerc è a 138, a -31, Norris a 113, Sainz a 108, Perez a 107, Piastri a 71 fanno capire come il Mondiale stia diventando decisamente più equilibrato rispetto al recente passato. Lo conferma anche la Classifica Costruttori: Red Bull a 276, Ferrari a 252, McLaren a 184, Mercedes a 96.
Sarà sicuramente battaglia anche tra due settimane. Domenica 9 giugno a Montreal si corre il Gran Premio del Canada, nono Gp della stagione di F1 2024 che terminerà l’8 dicembre ad Abu Dhabi. La Ferrari c’è ed è pronta a dire la sua per il titolo.
F1, Gp Monaco 2024: l’ordine d’arrivo
1 – Charles Leclerc (Ferrari) 2 – Oscar Piastri (McLaren) 3 – Carlos Sainz (Ferrari) 4 – Lando Norris (McLaren) 5 – George Russell (Mercedes) 6 – Max Verstappen (Red Bull) 7 – Lewis Hamilton (Mercedes), giro veloce 8 – Yuki Tsunoda (RB) 9 – Alexander Albon (Williams) 10 – Pierre Gasly (Alpine) 11 – Fernando Alonso (Aston Martin) 12 – Daniel Ricciardo (RB) 13 – Valtteri Bottas (Kick Sauber) 14 – Lance Stroll (Aston Martin) 15 – Guanyu Zhou (Kick Sauber) 16 – Logan Sargeant (Williams)
Due persone ferite all’addome versano in gravi condizioni. L’aggressore è stato arrestato
Quattro persone sono rimaste ferite, di cui due in modo grave, all’interno della metropolitana a Lione, in Francia, da un uomo armato di coltello. Lo rende noto l’emittente Bfmtv citando la prefettura del Rodano e la Procura di Lione. L’aggressore è stato arrestato dalla polizia, ha annunciato su X il vice responsabile della sicurezza della città, Mohamed Chihi.
Tra le vittime, le due persone ferite all’addome versano in gravi condizioni mentre le altre due hanno subito ferite più lievi. Una quinta persona è in stato di shock. La polizia ha aperto un’indagine per omicidio volontario, mentre al momento non è stata considerata la pista del terrorismo.
Al termine delle qualifiche a Monaco, sono emerse irregolarità sulle ali posteriore delle due Haas di Hulkenberg e Magnussen. Dal comunicato della Fia, si legge che le due vetture sono state squalificate per inosservanza del Regolamento Tecnico. Il weekend a Monte-Carlo è in diretta su Sky e in streaming su NOW
A seguito dei controlli al termine delle qualifiche, la Fia ha riscontrato delle irregolarità sulle monoposto della Haas: entrambe le vetture sono state squalificate a causa di un’inosservanza (dell’Art. 3.10.10 h) del Regolamento Tecnico. Il flap superiore dell’ala posteriore, infatti, crea un’apertura superiore agli 85 mm concessi dal regolamento quando si muove verso l’alto durante l’attivazione del DRS. Hulkenberg e Magnussenpartiranno quindi dalla pitlane.
Il rogo è scoppiato all’interno di un parco giochi nella città di Rajkot, nello stato del Gujarat. Nelle fiamme sono rimaste uccise diverse persone, molti sono bambini
Più di una ventina le persone hanno perso la vita in India, tra cui molti bambini, a causa di un ”grande incendio” scoppiato in un parco divertimenti a Rajkot, nello stato occidentale del Gujart. Lo riferiscono le autorità locali citate dall’Hindustan Times, spiegando che le fiamme sono state ora domate e si sta procedendo alla ricerca di eventuali altre persone coinvolte.
Modi: “Una tragedia che rattrista tutti” – Il primo ministro indiano Narendra Modi ha scritto su X che “la tragedia dell’incendio a Rajkot ci ha rattristato tutti“. Modi si è detto ”estremamente addolorato per l’incidente di Rajkot. I miei pensieri sono con tutti coloro che hanno perso i loro cari. Prego per i feriti. L’amministrazione locale sta lavorando per fornire tutta l’assistenza possibile alle persone colpite“. ”Una squadra speciale di indagine” per far luce sulle cause che hanno provocato l’incendio è stata annunciata dal ministro capo del Gujart Bhupendra Patel. Il commissario di polizia della città di Rajkot, Raju Bhargava, ha detto che il proprietario e il gestore del parco divertimenti sono stati portati alla stazione di polizia.
Extremely distressed by the fire mishap in Rajkot. My thoughts are with all those who have lost their loved ones. Prayers for the injured. The local administration is working to provide all possible assistance to those affected.
Vigili del fuoco: “Le persone sono rimaste intrappolate, impossibile uscire“ – Più di 300 persone si trovavano nella struttura a due piani del parco divertimenti e tematico Trp quando è scoppiato l’incendio, ha detto ai giornalisti l’ufficiale dei vigili del fuoco di Rajkot Ilesh Kher. “Le persone sono rimaste intrappolate quando una struttura temporanea è crollata vicino all’ingresso, rendendo difficile uscire“, ha aggiunto, precisando che le fiamme si sono propagate rapidamente a causa del materiale infiammabile. Ci è voluta quasi un’ora per domare l’incendio, mentre una decina di ambulanze trasportavano i feriti in ospedale. La polizia sul posto ha reso noto che i corpi delle vittime erano carbonizzati da renderne difficile l’identificazione. Secondo i vigili del fuoco la causa dell’incendio potrebbe essere un cortocircuito.
Oltre a creare uno scenario decisamente inusuale per la località ligure, il maltempo ha causato diversi disagi
MaltempoinLiguria. AncheSestri Levanteè stata raggiunta dal vortice britannico, dove una forte grandinata ha trasformato le strade in un paesaggio bianco. Oltre a creare uno scenario decisamente inusuale per la località ligure, il maltempo ha causato diversi disagi e, a causa degli accumuli di grandine, che hanno reso difficoltosa la circolazione.
Meteo: Grandinata a Sestri Levante (GE), strade e spiagge imbiancate il 25 Maggio 2024 – YouReporter24
Potrete leggere l’intervento integrale dell’ad neroazzurro in “La stella più bella”, il libro che verrà distribuito gratis in edicola con Repubblica Milano il prossimo 26 maggio
«In questo ventesimo scudetto, in questa seconda stella, c’è tutta l’essenza dell’Inter: questo resterà per sempre. Insieme siamo entrati nella storia e insieme continueremo a scriverla». Con queste parole Beppe Marotta chiude il suo intervento nel libro Inter, la stella più bella chesarà distribuito domenica gratuitamente con Repubblica. Il Ceo nerazzurro è uno dei protagonisti della sezione che apre il volume, quella chiamata Inter/Venti, con testi scritti apposta per noi.
«Una cavalcata magnifica, una stagione straordinaria, culminata con due stelle dorate sul petto. La vittoria dello scudetto, il ventesimo per i nostri colori. Per il Club e i tifosi, a Milano e nel mondo. Perché l’Inter respira storia. Perché l’Inter è nella storia» scrive sempre Marotta.
Nel libro si va oltre il semplice fatto di cronaca, si va oltre la vittoria sul campo. E lo spunto è un fatto che rimarrà nella storia di Milano: domenica 28 aprilepiù di trecentomila personehanno accompagnato il pullman dei campioni da San Siro in piazza Duomo. Non era mai successo, mai così tanta gente aveva festeggiato uno scudetto. Questo libro è un viaggio nei mesi che hanno portato alla conquista del ventesimo titolo tricolore. Le cronache delle dieci partite più importanti, le pagelle dei protagonisti, le interviste a undici tifosi, undici come i calciatori in campo, che hanno assegnato i loro Oscar.
E ancora, l’introduzione del direttore Molinari, le firme di Repubblica. E gli interventi, con pezzi scritti appositamente per questo libro, come detto prima. Beppe Marotta, ceo dell’Inter, certo ma anche Stefano Boeri, presidente della Triennale, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas, lo chef Davide Oldani, l’attore comico Enrico Bertolino, il poeta Maurizio Cucchi, Gino e Michele, don Paolo Alliata. E nella sezione ricordi le interviste a Massimo Moratti e Ernesto Pellegrini, presidenti vincenti di altre epoche nerazzurre, Gianfranco Bedin che era in campo nella grande Inter ai tempi della prima stella e Facchetti e Picchi, leggende che rivivono attraverso gli occhi e le parole dei loro figli Gianfelice e Leo. Il tutto domenica gratis con Repubblica.
Si attendeva l’addio ufficiale di Steven Zhang al mondo Inter dopo il passaggio di mano con Oaktree, ed è arrivato
Una lunga lettera colma d’emozione, di commozione, di gratitudine. Si attendeva l’addio ufficiale di Steven Zhang al mondo Inter dopo il passaggio di mano con Oaktree, ed è arrivato. L’ormai ex presidente nerazzurro lo ha affidato al suo profilo Instagram, con parole piene di affetto e di tenerezza nei confronti di un’avventura comunque fantastica che si è conclusa dopo otto anni di trionfi e soddisfazioni. Ecco le parole di Zhang:
“Cari interisti,
Gli addii non sono mai facili, soprattutto quando devi salutare qualcuno che ami. Nella vita, tutto ha un inizio e una fine. Ho sempre saputo che un giorno avrei dovuto dirvi addio. La semplice verità è che non ero pronto e probabilmente non lo sarei mai stato. Otto anni fa, quando da ragazzo di 24 anni sono entrato per la prima volta a San Siro per assistere a una partita di calcio, non avevo assolutamente idea di cosa mi aspettasse. Le incredibili emozioni provate in quel giorno hanno poi guidato le mie decisioni in tutti questi anni. Questo mondo nerazzurro, unico nel suo genere, mi ha accettato immediatamente, riempiendomi di passione, gioia e tanto amore. Da allora sono cresciuto molto a livello professionale, e porterò tutto questo per sempre nel mio cuore.
All’inizio della mia presidenza ho promesso di riportare l’Inter ai vertici, dove era sempre stata. In questi otto anni abbiamo conquistato sette trofei, due finali europee e abbiamo conquistato due volte il campionato di Serie A. La leggendaria Seconda Stella è una testimonianza del nostro successo. Dopo importanti investimenti e innumerevoli ore di lavoro, l’Inter si è trasformata in un club moderno, innovativo e vincente, al livello più alto del calcio europeo.
Negli ultimi tre giorni ho ricevuto tantissimi messaggi, chiamate e post da parte di tutti voi. Devo ammettere che questo mi ha fatto sentire amato, ma ha anche reso questo addio ancor più difficile. Grazie all’Inter, ho trovato persone che oggi sono come una famiglia per me, di cui farò tesoro per il resto della vita. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti i miei dirigenti, Ale e Beppe, Javier e Piero, Dario, Luca, Matteo, Angelo, Andrea, Lionel, Mark… Che mi hanno sopportato, sostenuto, protetto e che mi hanno insegnato a fare il presidente. Voglio anche ringraziare tutto il nostro staff, che da Viale della Liberazione, Appiano, Interello e San Siro ha lavorato diligentemente per far crescere il club e realizzare gli incredibili successi della nostra amata Inter.
Un ringraziamento speciale va ai nostri ex calciatori e gli attuali Campioni a due stelle. Molti di voi mi hanno trattato come un amico, includendomi nel vostro gruppo come se fossi uno di voi, il legame che avevamo andava ben oltre quello tra presidente e giocatori. La mia più profonda gratitudine va anche a tutti i nostri allenatori, in particolare a Simone Inzaghi, un uomo con valori veri e forti nel cuore, che ho avuto la fortuna di avere durante la mia presidenza.
Infine, l’Inter non sarebbe l’Inter senza i nostri fantastici tifosi. Grazie a tutti voi per i vostri bellissimi messaggi. Significa davvero molto per me in questi momenti di grande emozione. Non vedo l’ora di unirmi a voi sugli spalti di San Siro cantare per la nostra Inter, magari dalla Curva Nord. A coloro che porteranno avanti questa Società, vi prego di amare la nostra Inter, di proteggere la sua gente e, soprattutto, di rispettare il suo valore fondamentale. E’ un grande onore e una grande responsabilità assumere la guida dell’Inter. Con amore e cura, l’Inter vi ripagherà, con enormi risultati, emozioni e gioia. Per me è stato il più grande onore della mia vita.
Forte scossa di terremoto con epicentro a Cirò, nel Crotonese: paura in Calabria
Una forte scossa di terremoto ha colpito la Calabria alle 19:35 di oggi, venerdì 24 maggio. I sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 4con epicentro a Cirò, nel Crotonese. Il sisma si è prodotto ad una profondità di 23km. A seguito della scossa, la gente si è riversata in strada, in preda alla paura. Il terremoto è stato avvertito in tutta la provincia di Crotone, ma anche a Cosenza e sull’altra sponda dello Ionio, in Puglia, in un’area che va da Taranto a Lecce.
“La Sala Operativa Regionale è in contatto con i Comuni interessati”, informa la Protezione Civile della Calabria. Non ci sono al momento segnalazioni di danni a persone o cose.
RFI segnala che “dalle ore 19:38 a causa di un evento sismico con epicentro a Cirò, la circolazione ferroviaria in via precauzionale è sospesa sulla linea Sibari – Crotone – Catanzaro Lidotra Cariati e Strongoli. Sono in corso i necessari accertamenti da parte dei tecnici di RFI per consentire la ripresa della regolare circolazione”.
La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell’evento di oggi calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al IV grado MCS. La stazione sismica di Cirò (IY.CIRK) mostra infatti valori di PGA pari a 0.79%g e PGV pari a 0.56 cm/s.
Al momento, si hanno notizie di risentimenti nella parte centrale della Calabria e sono arrivate segnalazioni anche dalla Puglia, dalla provincia di Taranto.
L’INGV illustra la sismicità storica della zona – Un’estrazione dalla banca dati macrosismici DBMI15 v. 4.0 mostra un risentimento sismico a Cirò (Kr) dovuto a 12 eventi tra cui quello dell’8 marzo 1832 (Mw 6.7), che è anche il primo di cui si abbia una documentazione dell’intensità pari a 7-8 grado della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).
Tuttavia l’area interessata dall’attuale sequenza è molto vicina alle zone dell’appennino calabro che hanno pericolosità sismica molto alta, come testimoniato da alcuni forti terremoti che soprattutto fra il Seicento e il Novecento hanno colpito diversi settori del territorio regionale. In particolare l’epicentro del terremoto odierno è relativamente vicino alla localizzazione del terremoto dell’8 giugno 1638 di magnitudo Mw pari a circa 6.9(stima da dati macrosismici), localizzato nel Catalogo dei Forti Terremoti in Italia alcuni km ad est di San Giovanni in Fiore (CS). Per questo evento, i danni più gravi furono rilevati a Roccabernarda (KR), con un’intensità pari al X grado della scala MCS.
Se si guarda la sismicità più recente dal 1985 in poi, l’area è stata interessata da una sismicità diffusa frequente con piccole sequenze sismiche caratterizzate da terremoti con magnitudo massima intorno a 4.
Gli eventi recenti più forti nell’area (entro 30 km da Cirò) sono quelli del 17 aprile 2006 Mw 4.6 a largo della costa ionica e quello del 23 aprile 2005 ML 4.1 a Mondatoriccio (CS).
Notte di paura in via Malopera Sud, a Badia Polesine. I vigili del fuoco sono stati infatti chiamati a intervenire su un incendio in abitazione. Un intervento portato a termine con la consueta celerità e professionalità, da parte dei pompieri. E’ stata necessaria anche la presenza del Suem 118, dal momento che varie persone lì residenti avevano inalato i fumi del rogo. Immediato anche l’intervento dei carabinieri.
In tutto sei quelle che sono state portate in ospedale.In condizioni, comunque, per fortuna non gravi.
Gorgonzola, in piena notte qualcuno ha sparso alcol sul bancone: “Riapriremo appena possibile”
L’alcol sparso sul bancone, poi il fuoco. Non ci sono dubbi, a ormai quasi 48 ore dai fatti, sulla matrice dolosa dello spaventoso incendio che, alle tre dell’altra notte, ha devastato completamente i locali del Diamond Cafè, che si affaccia con due vetrine e tavoli esterni su via Don Cazzaniga e piazza De Gasperi. Un esercizio commerciale conosciuto e frequentatissimo: colazioni, pranzi veloci di lavoro, aperitivi. Un mistero, per ora, la matrice del gesto, ignoti i volti degli attentatori piromani.
I filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza sono nelle mani dei carabinieri, impegnati nelle indagini dalla notte del disastro. All’interno del bar, oggi uno scenario nero di distruzione, lavorano senza sosta i titolari Fabio Moretti e Davide Mattina. Hanno rilevato l’esercizio un anno e mezzo fa. In questo anno e mezzo si sono costruiti una solida rete di clienti e amici. Problemi? “Mai“. Minacce? “Nemmeno. Non capiamo, nel modo più assoluto, chi possa averci fatto questo“. Sono stati i residenti, l’altra notte, a lanciare, erano quasi le tre del mattino, l’allarme fuoco. Sul posto sono subito arrivati i gestori, i vigili del fuoco, i carabinieri. Per spegnere le fiamme pochi minuti. Ma il disastro è enorme. “Non si è salvato praticamente nulla. Non abbiamo ancora quantificato i danni“. Distrutto il lungo bancone, dove i rilievi hanno consentito di repertare il materiale infiammabile, distrutti tavoli, sedie, macchinari, soffitto lesionato, impiantistica danneggiata. I malviventi avrebbero agito in fretta, rompendo una delle vetrate, spargendo l’alcol, e poi lanciando l’innesco. “Questo è quanto risulta a oggi“. L’incendio in pieno centro e la certezza dell’atto criminoso fanno parlare tutta la città. Le tesi si sprecano, inclusa quella del pizzo e della malavita. Le forze dell’ordine al lavoro battono ogni pista e invitano alla calma. La zona dove si è verificato il fatto, piazza De Gasperi, è ormai da anni “attenzionata“ per problemi di ordine pubblico, presenza di ubriachi, qualche rissa. Lo scorso anno era stata, nel periodo estivo, cintata in alcune parti con alte reti, per evitare assembramenti potenzialmente molesti.
Ma mentre si indaga, per i due giovani titolari è ora di ricostruire. La cittadinanza indirizza loro continui messaggi di incoraggiamento. E loro aggiungono solo una cosa. “Riapriremo non appena sarà possibile. E qualora altro dovesse accadere, il che non ci auguriamo, apriremmo di nuovo. Speriamo di poterlo fare presto. E quel giorno aspettiamo tutti per un caffè“.
La nota del club rossonero: “Con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i nostri valori fondamentali”. Il tecnico: “Profonda gratitudine”. Ma oggi annullata la conferenza stampa di vigilia
Mancava solo l’ufficialità, il timbro di ceralacca che chiudesse formalmente il rapporto. E il timbro che certifica l’addio di Stefano Pioli al Milan è arrivato, come previsto, questa mattina attraverso il comunicato del club rossonero: “AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019. Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club“, si legge nella nota di via Aldo Rossi.
NIENTE ESONERO – Che poi prosegue: “Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato“. Parole quindi, come previsto, di grande affetto da una parte e dall’altra. Qualcosa che va sicuramente oltre il classico comunicato di addio. Righe che non contengono la parola esonero, e che allo stesso tempo non offrono indicazioni di alcun genere sulle modalità con cui Pioli si separa dalla società rossonera. Allo stesso tempo, non trattandosi di un esonero e dal momento che la formula utilizzata mette il club e l’allenatore sullo stesso piano (“AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme“), è logico pensare che le parti abbiano trovato un accordo consensuale. A stupire semmai è la decisione di annullare proprio in questi minuti la conferenza stampa del tecnico – “a causa di sopraggiunti impegni inderogabili” dell’allenatore, spiega il Milan -, prevista originariamente per le 14.30 di oggi. Pioli interverrà davanti a taccuini e telecamere nel post partita di domani sera contro la Salernitana.
AC Milan e Stefano Pioli non proseguiranno insieme nella prossima stagione
AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019.
Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club.
Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato.
Via Lombardia, le fiamme sono divampate nella notte. A dare l’allarme i lavoratori delle aziende vicine. Sul posto anche 118 e carabinieri
Uno spaventoso incendio è divampato in serata, poco dopo le 21,30, in via Lombardia, a San Giuliano Milanese. Le fiamme sarebbero partite dall’officinadel centro recupero mezzi, a Sesto Ulteriano, causando una densa colonna di fumo nero visibile anche a chilometri di distanza.
Sul posto sono intervenuti ivigili del fuococon 5 mezzi da Melegnano e Milano, ma anche i soccorritori del 118 con l’ambulanza in via precauzionale e i carabinieri per accertare le cause del rogo. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni lavoratori delle aziende vicine che hanno segnalato anche degli scoppi.
Le operazioni di spegnimento hanno impegnato i vigili del fuoco per gran parte della notte. Resta ora da capire l’origine del rogo e se possa esserci una matrice dolosa.
I nerazzurri non scendono in campo nel più classico orario della Serie A dalla stagione 2020/21 con Antonio Conte in panchina e la coppia Lukaku-Hakimi in campo.
Sono passati esattamente tre anni. Tanto è il tempo trascorso dall’ultima volta in cui l’Interè scesa in campo in campionato nello slot orario della domenica alle ore 15.00. Occasione che non si verificherà nemmeno nell’ultima partita di campionato, che vedrà i nerazzurri di Simone Inzaghi protagonisti a Verona domenica alle ore 20.45.
Nei giorni scorsi, infatti, la Lega Serie A ha ufficializzato gli orari dell’ultima giornata di campionato. Verona-Inter è stata programmata per le 20.45, e nonostante l’iniziale ipotesi di uno spostamento (dal momento in cui entrambe le squadre non hanno più obiettivi e non sono vincolate dalla contemporaneità con altri match), la partita non ha cambiato programmazione.
L’ultima volta in cui i nerazzurri sono scesi in campo la domenica alle ore 15.00 rimane dunque la 38ª giornata del campionato 2020/21. A San Siro arrivò l’Udinese che si confrontò con l’ultima Inter di Antonio Conte, che dopo qualche settimana avrebbe lasciato il club nerazzurro da Campione d’Italia in carica. Stesso destino per Hakimi e Lukaku, mentre Eirksen fu protagonista all’Europeo estivo del malore che lo costrinse successivamente a lasciare la Serie A.
Per l’Inter ci fu una rotonda vittoria per festeggiare il 19° Scudetto. I nerazzurri, infatti, si imposero per 5-1 grazie ai sigilli Young, Eriksen, Lautaro Martinez, PerisiceLukaku. I friulani andarono a segno con Roberto Pereyra. Da quel 23 maggio 2021, l’Inter non è più scesa in campo alle 15 di domenica. Un’astinenza che arriverà a toccare ben oltre i tre anni, considerando che la Serie A ripartirà nel mese di agosto.
Chiodi sparsi sull’asfalto pochi minuti prima del passaggio del Giro d’Italia. Tentato sabotaggiooggi, 23 maggio, a Treviso durante la 18esima tappa della gara. Qualcuno ha gettato dei chiodi filettati in viale della Repubblica, in due diversi punti: all’incrocio con strada San Pelajo e all’altezza del negozio di scarpe Pittarosso, in corrispondenza delle strisce pedonali. Ad accorgersi degli oggetti appuntiti sono stati alcuni spettatori, assiepati a bordo strada in attesa dei corridori.
Erano le 15.40, la testa di gara era in centro a Villorba: altri 5 minuti e sarebbe transitata di lì. Non c’era tempo da perdere: l’asfalto andava ripulito per evitare pericoloso incidenti. Il pubblico ha avvertito immediatamente una pattuglia della polizia e sono scattate le operazioni di rimozione dei chiodi, che ha visto impegnati agenti, volontari della protezione civile e semplici spettatori.
In pochi minuti la carreggiata era di nuovo sgombra, ma per precauzione i ciclisti sono stati fatti passare sul lato destro della strada.
Ora è caccia al responsabile: il vandalo potrebbe avere le ore contate visto che l’arteria stradale è piena di telecamere. La polizia sta già analizzando i filmati. L’ipotesi è che si tratti di un mitomane. Al momento non ci sono state rivendicazioni del gesto.
Un frame dell’attrice che ha interpretato Giulia nel videoclip di “Dedicato a Te”
Francesco Sarcina, frontman della band milanese ed ex fidanzato della ragazza a cui è dedicata la canzone: “Difficile dare un senso a una perdita così prematura”
L’iconico arpeggio, il videoclip girato lungo le sponde del Naviglio Pavese. Un connubio che ha segnato la musica di inizio anni duemila. Siamo nel 2003, e “Le Vibrazioni” fanno uscire il loro primo album. Uno dei singoli, nonché uno dei più grandi tormentoni scritti dalla band milanese, è “Dedicato a te”. Unvero e proprio manifesto della travolgente storia d’amore tra il frontman del gruppo, Francesco Sarcina, ancora 20enne, e Giulia, la ragazza che viene raccontata nella canzone.
Un brano indimenticabile, che haspalancato le porte del successo al complesso milanese e che, ovviamente, Le Vibrazioni non mancano mai di riprodurre dal vivo. È così è accaduto anche qualche giorno fa, durante un’esibizione a Casarano, Comune nel Leccese. Al momento di suonare “Dedicato a te”, Scarcina, evidentemente commosso, ha annunciato la tragica scomparsa di Giulia: “Stamattina è mancata. È una parte del mio e del nostro cuore”. Poi l’appello al pubblico: “Vorrei che le facessimo sentire la sua canzone ancora una volta. Mi aiutate, vero? Ho la voce un po’ rotta, l’emozione…era troppo giovane”.
La lettera su Instagram – Una commozione che il frontman, evidentemente, si è portato nel cuore anche nei giorni successivi. Infatti, dopo l’annuncio nel bel mezzo del concerto, Sarcina ha voluto condividere sui suoi profili social una lettera “dedicata” proprio a Giulia: “In più di una occasione mi hanno chiesto cosa volessi dire e intendere con ‘lucente armonia’. Mi ricordo che il mio primo pensiero fu: ‘ma come ca**o fate a non capire cosa vuol dire?’. Poi però mi resi conto che per capire realmente il significato, forse, era necessario conoscere Giulia. Ed ora è più che mai parte della lucente armonia, lasciando armonia e immensità nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Ma lascia anche tanto dolore. Dolore perché è difficiledare un senso alla perdita così prematuradi una gioia della natura quale è sempre stata. Difficile perché una madre ed un fratello perdono una figlia e una sorella. Ma ancor più difficile è perchéun marito e due figli perdono una giovane moglie e una madre splendida e amorevole. E se io non riesco a trattenere le lacrime per il dolore che provo, non oso immaginare la sua famiglia. Famiglia che amo e amerò per sempre come ho sempre amato Giulia. Il dolore per non essere riuscito a salutarti e dirti quanto bene ti voglio. Ma certo è che un giorno ci ritroveremo e rideremo della stupidità umana. Con amore vero ed eterno”
Fumo e fiamme in un’abitazione di Zeglia, località di Cormons. I vigili del fuoco sono intervenuti nella tarda mattinata di oggi, giovedì 23 maggio, per un incendio che ha coinvolto il tetto di una casa di Cormons, con impianto fotovoltaico. Dalle ore 12.45 circa i pompieri di Gorizia stanno operando con una squadra, due autobotti, l’autoscala e il funzionario di guardia della sede centrale più un’autobotte del distaccamento di Monfalcone, il supporto di una squadra del distaccamento di Cividale e un’ulteriore autobotte giunta dalla sede centrale di Udine. All’arrivo sul posto dei Vigili del fuoco i residenti erano già usciti dai propri alloggi e attendevano all’aperto l’arrivo dei soccorsi. Ancora da accertare le cause dell’incendio.
L’incarico sarà valido per le edizioni 2025 e 2026. Un ritorno all’Ariston dopo dieci anni.
E’ ufficiale: è Carlo Conti il nuovo direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo. Lo “storico” volto Rai ha avuto l’incarico per le edizioni 2025 e 2026 dopo “la decisione unanime dei vertici Rai”, come si legge in un comunicato di viale Mazzini.
Finisce così l’attesa del nome destinato a prendere il posto di Amadeus dopo cinque edizioni di straordinario successo. Lo stesso Amadeus ha fatto il suo personale ‘in bocca al lupo’ al suo successore in una telefonata mattutina.
Ritorno all’Ariston dopo dieci anni – Per Carlo Contiun ritorno all’Ariston dopo dieci anni: sue le edizioni 2015, 2016 e 2017. Questa volta non si tratta di un semplice ritorno ma di una sfida importante, con l’obiettivo di continuare a scoprire, valorizzare e promuovere la nuove tendenze musicali.
“È già partito il tam tam, mi sta squillando il telefonino. Mi fa molto piacere: i conti tornano“, scherza emozionato Conti commentando la notizia, in diretta al Tg1.
“Cercherò di riprendere quel lavoro fatto e portato avanti alla grande dalle due edizioni di Baglioni e alla grandissima dalle cinque di Amadeus. La musica come sempre al centro, quella attuale, che piace, speriamo di fare un bel lavoro e di continuare la meravigliosa tradizione di questo evento che mette tutti insieme, tutta la famiglia di fronte dalla tv“, sottolinea il conduttore, rivelando che il primo a scrivergli è stato Fiorello: “Se fossimo stati in onda, ha scritto, ci saremmo divertiti un bel pò“.
“Convinto a tornare dall’affetto di tutti” – “Ho accettato grazie al grande affetto della nostra azienda, dall’amministratore delegato al direttore generale al direttore intrattenimento, fino alla signora delle pulizie, ai cameramen, ai tecnici, ho sentito questo tifo per me che mi ha fatto dire: torniamo“, aggiunge Conti. E conclude: “Per i prossimi due anni sarò il direttore artistico, peraltro è anche anche un bel modo di festeggiare miei primi 40 anni di Rai, il primo contratto risale a giugno 1985“.
“Ora si parte con i brani e la squadra” – “Da oggi si inizia a lavorare – prosegue Conti – ci sono degli step ben precisi: adesso c’è la cosa più importante, che è il regolamento, poi inizieremo ad ascoltare le canzoni delle nuove proposte, poi quelle dei big e come ultima cosa cercherò di capire la squadra con me sul palco per la presentazione e tutti gli ospiti e quello che ne deriva“.
“Con Pieraccioni e Panariello? Penso di no” – Ci saranno gli amici di sempre Pieraccioni e Panariello? “Credo di no, almeno non in presenza fissa – risponde – penso di andare avanti con l’idea di alternare tutte le sere qualcosa di diverso. E poi – scherza- facciamo troppe cose insieme, non li sopporto quasi più quei due…“.
“Carlo Conti è un professionista che ha aperto la strada anche ai grandi risultati di Amadeus e siamo contenti del suo ritorno alla guida dell’evento“, ha commentatoEnzo Mazza, ceo della Fimi (Federazione industria musicale italiana).
I nerazzurri annientano il Leverkusen finora imbattuto con un primo tempo straordinario e poi gestendo. L’attaccante nerazzurro, Koopmeiners e Ederson i trascinatori
Mercoledì, 22 maggio 2024
L’Atalanta domina a Dublino e vince l’Europa League! La squadra di Gian Piero Gasperini compie l’impresa travolgendo il Bayer Leverkusen, che veniva da 51 partite consecutive senza sconfitta, grazie alla tripletta di Ademola Lookman. E’ 3-0, è storia, con il nome del Gasp cantato dai tifosi nerazzurri nel cielo d’Irlanda e lui che balla.
LOOKMAN, CHE BIS! – Gasperini non ha mezze misure e tiene il punto sulla sua anima anche nella finale: Koopmeiners in mezzo al campo al fianco di Ederson più Scamacca, De Ketelaere e Lookman davanti. Non cede il passo a tentazioni differenti nemmeno Xabi Alonso. Hincapié gioca come marcatore di sinistra e non Kossounou, per il resto Wirtz-Frimpong-Adli davanti con il talentino tedesco che parte a sinistra ma non offre riferimenti fissi. Dopo un’uscita volante con i pugni di Musso per anticipare Wirtz è dell’Atalanta il primo brivido vero. Cross di Ruggeri da sinistra, Scamacca va di testa e non riesce a colpire bene ostacolato da un avversario. Al 12’ la Dea passa: Zappacosta disegna un corridoio che Koopmeiners illumina, l’esterno arriva sul fondo e crossa basso sul secondo palo dove Lookman anticipa nettamente Palacios e di piattone infila in rete. Estasi atalantina con i quasi 10 mila tifosi bergamaschi che esplodono. La rete non placa la voglia della squadra di Gasperini che anche nei minuti successivi va ad aggredire gli avversari. La risposta tedesca arriva al 19’ con un destro di Stanisic sporcato da un difensore atalantino. Un minuto e dal limite Scamacca calcia fuori servito da Lookman. Al 22’ primo giallo della finale: è per Djimsiti che ferma bruscamente Palacios. Al 26’ un altro lampo Atalanta. Rinvio di Kovar per Adli che fa una sponda imprecisa al punto da servire Lookman, l’anglo-nigeriano salta Xhaka con un doppio passo, si accentra e prima che Tapsoba chiuda riesce a disegnare un arcobaleno bellissimo sul secondo palo. E’ 2-0 Atalanta, in panchina si salta e si fa festa. Su quella del Bayer aria tesissima. Tedeschi irriconoscibili per merito di un’Atalanta attenta, intensa e aggressiva. Al 32’ ci prova Scamacca dal limite, tiro debole e centrale. Al 35’ brivido vero con Grimaldo che si trova davanti a Musso per un pallonetto tutto sommato comodo e invece la consegna al portiere atalantino. Pochi istanti dopo Scamacca rischia grosso per fermare Adli: scivolata scomposta e per Kovacs è solo giallo. Protesta Wirtz e anche lui viene ammonito. Al 43’ Dea vicino al tris: De Ketelaere si accentra da destra e con il sinistro calcia sul primo palo dove trova pronto Kovar a bloccare a terra. Al primo minuto di recupero Xhaka sceglie la soluzione da lontano con il sinistro visto che i suoi non offrono grandi alternative, palla fuori. Finisce 2-0 il primo tempo per una meravigliosa Atalanta.
ADEMOLA XL – Si riparte con Boniface al posto di Stanisic nel Bayer e Scalvini per Kolasinac che pochi istanti prima del fischio d’inizio segnala un problema muscolare. L’abbraccio con Gasperini al momento del cambio riassume lo stato d’animo del difensore. Al 12’ esce De Ketelaere ed entra Pasalic: il croato si sistema da attaccante destro. Al 14’ Frimpong getta una buona occasione sul cross da sinistra di Adli. Il franco-marocchino del Bayer poco dopo fa ammonire Zappacosta. Giallo anche per Tapsoba, merito di Lookman. Xabi Alonso arriva al 24’ e ne cambia due: fuori Palacios e dentro Andrich, fuori Grimaldo e dentro Hlozek. Affiora la stanchezza, saltano fuori i gialli per Lookman e Andrich. Al 30’ l’Atalanta chiude i conti. Pasalic recupera palla sulla trequarti, serve Scamacca che fa salire la squadra e avanza palla al piede. La difesa del Bayer lascia fare, il centravanti scarica a sinistra su Lookman che punta ancora Tapsoba, altro doppio passo e gol fenomenale sul secondo palo. Un fulmine, un disegno irripetibile. Corrono tutti in campo ad abbracciare Ademola che nemmeno forse si rende conto di cosa ha regalato al popolo bergamasco. A 10’ dalla fine si vede Wirtz con un destro che Musso controlla agevolmente. Nel finale esce Scamacca per Touré, mentre Tella e Schick entrano per Wirtz e Frimpong. Ma il Bayer non ha mai iniziato questa finale, annichilito fin dal principio dall’Atalanta di Gasperini. È un trionfo, l’Europa League la vince la Dea 3-0.
Il ceo corporate Alessandro Antonello, Katherine Ralph, amministratore delegato della strategia Global Opportunities di Oaktree, Alejandro Cano, ad e co-responsabile Europa per la strategia Global Opportunities, l’ad Beppe Marotta,
Il temporale di mercoledì pomeriggio in piazza Duomo(foto Paolo Salmoirago)
Osservati speciali, dopo le esondazioni di una settimana fa, mercoledì 15, sono i livelli dei fiumi Seveso e Lambro, che però sono ancora lontani dai livelli di guardia
Nuova ondata di maltempo su Milano. Nel pomeriggio dimercoledì 22 maggio la città è stata colpita da un forte temporalecon pioggia torrenzialee grandinate localizzate. Ad annunciarlo, il cielo che s’è fatto scuro. Poi lampi e tuoni. Osservati speciali, dopo le esondazioni di una settimana fa, con pioggia record negli ultimi 170 anni, sono i livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro, che però sono ancora lontani dai livelli di guardia.
Dalla pagina Instagram «passioneastronomia»: un drago sul DuomoFoto di Giulio GalleraGrandinata a Milano (da Facebook, foto Aurora Puccio)
La Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile aveva diffuso allerta gialla per rischio temporali dalle 18 di mercoledì. In linea quindi con le previsioni (qui gli approfondimenti), che parlavano di «marcata instabilità», un’ora prima sulla città si è abbattuto un violento nubifragio. Al momento non si registrano particolari situazioni critiche o di allagamenti a Milano.
E intanto sui social alcuni cittadini hanno pubblicato foto e video della grandinata che ha colpito la città. «Freddura: “Una grandine non fa primavera. Da Milano è tutto passo e chiudo“, scrive un utente, postando la strada completamente ricoperta da chicchi di grandine. Tra gli scatti, anche quello del consigliere regionale Giulio Gallera, che immortala la supercella temporalesca dall’alto del Pirellone.
Su X l’esperto di meteorologia e clima Giulio Betti analizza la situazione sul Nord Italia: «Forti temporali in atto al Nord, molti di questi sono grandinigeni e si associano a forti raffiche di vento. Grandine potenzialmente grossa. L'”arco” temporalesco combacia quasi perfettamente con la linea di instabilità prevista dalle carte sinottiche. Quando le mappe sinottiche indicano la presenza di quelle linee scure, significa presenza di forte instabilità legata a convergenza al suolo e divergenza (aria fredda) in quota».
Grandine anche nel Varesotto – Forte grandinata anche nel Varesotto,con strade imbiancate a Bisuschio, Viggiù, Saltrio e diverse altre località della Valceresio: allagamenti e disagi alla circolazione. (Andrea Camurani)
Meteo, il Nord Italia ancora nella morsa delmaltempo. Pioggia mai così intensa a Milano negli ultimi 170 anni e, dalla mezzanotte, scatterà in città l’allerta rossa con rischio inondazione per il Seveso e il Lambro. Particolarmente complessa è la situazione in Veneto, dove la Protezione Civile ha dichiarato lo stato di allarme «rosso» per criticità idrogeologica e idraulica su gran parte del territorio regionale, valido a partire dalla tarda serata di oggi: per le prossime 24 ore infatti sono previste nuove precipitazioni nell’ordine di 100, 110 millimetri per mq. Temporali, grandine e vento anche inToscana, dove è stata diramato un bollettino con allerta gialla.
Allerta rossa in Lombardia – La Protezione civile di Regione Lombardia ha diffuso il bollettino che prevede allerta arancione a partire dal pomeriggio e, poi, allerta rossa da mezzanotte nel nodo idraulico di Milano. E’ prevista, inoltre, allerta arancione e gialla in altre zone della Lombardia. «Invito la popolazione – ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Romano La Russa – a prestare la massima attenzione, seguendo le indicazioni delle autorita’ locali e consultando gli aggiornamenti meteo. Consigliamo di evitare spostamenti non necessari nelle zone interessate dalle allerte e adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire la massima sicurezza».
Milano, allerta rossa – Il centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emesso un avviso di criticità rossa (elevata) per rischio idrogeologico a partire dalla mezzanotte, arancione (moderata) per rischio idraulico a partire dalle ore 21 e gialla (ordinaria) per rischio temporali a partire dal primo pomeriggio di oggi, lunedì 20 maggio. Il Centro operativo comunale(Coc) della Protezione civile è attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città. A tale proposito è stata convocata un’Unità di crisi locale (Ucl) per la pianificazione delle attività operative e la dislocazione delle squadre sul territorio. Sono previste su Milano forti ed estese precipitazioni soprattutto a partire dalla serata, lungo la notte e nelle prime ore del mattino di domani e quindi si potrebbero creare le condizioni per allagamenti ed esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro. Durante l’allerta meteo si invitano i cittadini a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi e in prossimità dei sottopassi. Inoltre non bisogna sostare sotto gli alberi e le impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie.
Allerta gialla in Trentino – La Protezione civile del Trentino ha emesso un avviso di allerta ordinaria (gialla), per possibili frane e allagamenti. L’allerta di due giorni scatterà alla mezzanotte di oggi, lunedi 20 maggio e terminerà a mezzanotte di mercoledi 22 maggio. Viste le previsioni meteo, per ragioni di sicurezza (come riportato nella recente ordinanza di riapertura a senso unico alternato) dalle ore 20 di oggi, lunedi 20 maggio, il Servizio gestione strade chiuderà la SS 350 da località Buse al confine provinciale, fino alle 7 di mercoledi 22 maggio. Eventuali prolungamenti della chiusura saranno valutati in base all’evoluzione meteorologica. Dalla tarda sera di oggi, lunedi 20 maggio, alla sera di domani, una perturbazione atlantica determinerà precipitazioni diffuse a tratti intense e persistenti soprattutto nella mattinata e nelle ore centrali di domani. Specialmente nella fase iniziale e durante le fasi piu intense, le precipitazioni potranno localmente assumere carattere di rovescio temporalesco.
Terremoto Parma, scossa 3.4 avvertita in tutta la provincia: epicentro a Sala Baganza
Un’altra scossa, la seconda, alle 11,34 di 3,5 avvertita distintamente anche in città, con epicentro sempre a Sala Baganza. Un’ora e mezza dopo il terremoto di magnitudo 3.4 avvertito poco dopo le 10, con epicentro a cinque chilometri da Sala Baganza. Le scossa sono state localizzate dalla sala sismica Ingv-Roma: la prima a una profondità di 44 chilometri, la seconda a 46 km.
L’annesso rustico divorato dalle fiamme in via del Majno, a Preganziol
Grossoincendionella notte, a Preganziol: un annesso rustico adibito aricovero attrezziè stato divorato dalle fiamme. Il rogo è scoppiato poco dopo la mezzanotte in via Marcello del Majno. In poco tempo il fuoco si è esteso all’intero edificio, di 500 metri quadri. Soltanto l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di salvare l’abitazione. Nessun ferito, fortunatamente.
Ma i danni sono davvero ingenti: un’auto è stata completamente distrutta, insieme ad attrezzi e mezzi agricoli. L’incendio era ben visibile a chilometri di distanza: i bagliori delle fiamme hanno rischiarato la notte e gli scoppi hanno svegliatro i residenti.
Sul posto sono intervenute quattro squadre di pompieri, provenienti da Treviso e Mestre: 17 operatori hanno lavorato tutta la notte per spegnere il rogo, con due autopompe e tre autobotti. Stamattina le operazioni erano ancora in corso, per scongiurare eventualifocolai. Ancora da chiarire le cause dell’incendio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.
Incendio a Robbiate: alta colonna di fumo neroVigili del fuoco in azione a Robbiate
Rogo nella zona industriale, al confine con Paderno d’Adda
Nella mattina di oggi, mercoledì 22 maggio, a Robbiate è scoppiato un incendio nella zona industriale, sul confine con Paderno d’Adda. Le fiamme sono divampate poco prima delle 10.30 sul tetto di un capannone, dove ci sono i gruppi elettrogeni e i compressori dell’impianto di condizionamento. La colonna di fumo alta decine di metri è visibile a chilometri di distanza.
Sul posto in forze i vigili del fuoco (con autopompe, autobotti e un carro) ma anche i sanitari dell’Areu (Agenzia regionale di emergenza urgenza) di supporto. Secondo quanto riferito il rogo sarebbe sotto controllo.
Il fondo californiano pronto a diventare azionista di maggioranza del club nerazzurro: alle sue spalle ci sono i canadesi di Brookfield.
Si scrive Oaktree, si legge Brookfield. Il fondo statunitense è pronto a diventare proprietario dell’Inter: la famiglia Zhang al momento non sembra aver trovato soluzioni per ripagare il finanziamento da 385 milioni (interessi compresi) che scade entro oggi e Oaktree potrebbe a breve avviare le partiche per l’escussione del pegno, in questo caso appunto l’Inter, e diventarne proprietario.
Oaktree è una delle principali società globali di gestione degli investimenti alternativi con esperienze nella stretagia del credito con un approccio “opportunistico”, come spiega lo stesso fondo sul proprio sito. Al 31 marzo 2024, Oaktree aveva oltre 192 miliardi di asset under management e tra i clienti aveva 65 dei 100 più grandi piani pensionistici statunitensi, più di 500 società in tutto il mondo, 39 dei 50 piani pensionistici statali negli Stati Uniti, 275 fondi di dotazione e fondazioni a livello globale e 15 fondi sovrani. Complessivamente, il fondo ha più di 1.200 dipendenti con uffici, tra gli altri, a Los Angeles (sede centrale), New York, Londra, Parigi, Dubai, Hong Kong, Tokyo, Pechino, Shanghai e Sydney.
Chi è Oaktree, gli investimenti tra calcio e Italia – Il suo ingresso nel mondo del calcio, tra l’altro, non è una novità: nel 2020 insieme al produttore audiovisivo Pierre-Antoine Captonha acquisito il 100% delle azioni dei francesi del Caen.Steven Kaplan, uno dei co-fondatori, è co-proprietario dello Swansea (insieme a Jason Levien, ex socio di Thohir di tempi del Dc United) oltre ad azionista di minoranza dei Memphis Grizzlies di Nba, mentre un altro dei co-fondatori, Bruce Karsh, è azionista di minoranza e nel CdA dei Golden State Warriors.
Tra gli altri investimenti in Italia, Oaktree è presente nell’azionariato di MBE Worldwide (Mail Boxes Etc), Marini Impianti (azienda di Latina costruttrice di impianti ad alta tecnologia, soprattutto per il settore ferroviario),e Banca Progetto (per cui ha ricevuto un’offerta da oltre 600 milioni ad aprile, fermando così il processo di quotazione in Borsa), dopo aver ceduto nel corso degli ultimi anni le proprie partecipazioni in Costa Edutainment (la società che gestisce, tra gli altri, l’Acquario di Genova) e Stand By Me (casa di produzione di Simonetta Ercolani, ideatrice della trasmissione Sfide).
Tuttavia, come dicevamo, quello che si scrive Oaktree si legge Brookfield. Nel 2019 infatti il fondo canadese (sede a Toronto) ha acquisito il 62% di Oaktree per fornire «agli investitori una delle offerte più complete di prodotti di investimento alternativi». Secondo l’accordo firmato, Brookfield dovrebbe arrivare a possedere il 100% delle azioni di Oaktree entro il 2029: la scalata all’1 marzo scorso era arrivata al 72%, con investimenti per l’acquisizione delle quote pari a circa 4,7 miliardi di dollari. «Pur collaborando per sfruttare i reciproci punti di forza, Oaktree opera come azienda indipendente all’interno della famiglia Brookfield, con le proprie offerte di prodotti e team di investimento, marketing e supporto», si legge nel sito affermando l’ampia autonomia della società statunitense.
Brookfield Asset Management è uno dei principali gestori patrimoniali alternativi a livello mondiale con oltre 900 miliardi di dollari di asset in gestione in immobili, infrastrutture, energia rinnovabile, private equity e credito: in particolare investe tramite quattro controllate (Brookfield Property Partners, Brookfield Infrastructure Partners, Brookfield Renewable Partners e Brookfield Business Partners). Tra i maggiori azionisti di Brookfield ci sono anche investitori istituzionali, come Royal Bank of Canada.
Oltre a Novari, risultano iscritti un altro ex dirigente della Fondazione e il rappresentante legale della società Quibyt, la ex Vetrya spa di Orvieto, vincitrice di alcune gare per i servizi digital
Il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza sta effettuando perquisizioni, ordini di esibizione e ispezioni di sistemi informatici nelle sedi di Fondazione Milano-Cortina 2026 e di una società di Orvieto a cui sono stati assegnati i servizi digitali per l’evento. L’operazione – coordinata dai pm di Milano Francesco Cajani e Alessandro Gobbis e dall’aggiunto Tiziana Siciliano – è estesa anche agli uffici di Deloitte, subentrata all’azienda umbra. Le accuse sono corruzione e turbata libertà d’incanto a carico di tre persone, nessuna delle quali è un dirigente o dipendente attuale della Fondazione.
C’è l’ex amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina, Vincenzo Novari, fra i tre indagati della Procura di Milano nell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta sugli appalti digital delle Olimpiadi invernali 2026. Oltre a Novari, risultano iscritti un altro ex dirigente della Fondazione e il rappresentante legale della società Quibyt, la ex Vetrya spa di Orvieto, vincitrice di alcune gare per i servizi digital. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano si trova presso la sede della fondazione.
Mit: inchiesta non ha conseguenze sui lavori in corso – «Le attività investigative delle ultime ore non influenzeranno l’andamento dei lavori per le Olimpiadi Milano-Cortina, anche perché riguardano la Fondazione che non ha ruoli operativi sulla realizzazione delle opere, che è invece compito della società Simico». Così fonti del Mit.
La Fondazione: nessun dirigente o dipendente attuale risulta indagato – Nel pomeriggio di martedì, è arrivata una nota ufficiale della Fondazione: «Nella mattinata odierna, la Guardia di Finanza ha eseguito una perquisizione nella vecchia sede di Fondazione Milano Cortina 2026, sita in piazza Tre Torri 3 a Milano, e successivamente nei nuovi uffici in via della Boscaiola 26. Il management del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici ha prestato massimo supporto e piena collaborazione alle Forze dell’Ordine. Nessun dirigente o dipendente attuale della Fondazione risulta indagato».
Claudio Ranieri coglie tutti di sorpresa e decide di lasciare il calcio. L’allenatore di Roma, che ha compiuto l’ennesimo miracolo della sua carriera portando il Cagliari alla salvezza, ha scelto di ritirarsi a 72 anni. A svelarlo è stato Gianluca Di Marzio. La volontà dell’ex calciatore è un fulmine a ciel sereno. “Voglio godermi questa salvezza insieme ai nostri tifosi. Nel meeting alla squadra oggi ho detto che ci sarebbe stata tutta un’isola dietro a sostenerli: questo è quello che mi disse Gigi Riva in chiamata nell’intervallo di Bari-Cagliari dello scorso anno. Ho deciso di ripetere alla squadra le stesse identiche parole. L’ultima emozione è sempre la più bella, anche perché ormai sono invecchiato. Cagliari è casa mia e ringrazio il Presidente per tutto quello che ha fatto. Futuro? Lasciatemi tranquillo per il momento, anche perché ho ancora un altro anno di contratto“, le dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport, dopo la vittoria per 2-0 contro il Sassuolo che aveva regalato ai sardi la permanenza in A. Dopo qualche giorno di riflessione è stata comunicata alla società rossoblù la volontà di dire basta agli impegni in panchina.
Mister Ranieri si congeda dal Cagliari: nelle sue due esperienze con il Club è riuscito sempre a portare la squadra al raggiungimento dell’obiettivo finale. Già autore in passato di due promozioni (dalla C alla A) e di una salvezza nella massima serie, nell’ultimo anno e mezzo ha compiuto l’ennesimo capolavoro con la vittoria dei playoff e la conquista in questa stagione della permanenza nel massimo campionato.
“Risorgeremo, lo ha detto Claudio Ranieri”. Era l’estate 1988 quando un appena trentasettenne allenatore romano arrivava in Sardegna per raccogliere un’eredità pesante: guidare il Cagliari, la squadra di un’Isola, società nobile ma decaduta, scivolata in Serie C e ritrovatasi alle soglie del fallimento. Era stata un’intuizione dell’allora presidente Tonino Orrù e del direttore sportivo del tempo, Carmine Longo, che videro in lui l’uomo giusto per pianificare la risalita. Così giovane, ma allo stesso tempo maturo, parlava con la sicurezza di un veterano: da capitano delle sue squadre era stato già allenatore in campo, sotto la guida di tecnici come Gianni Di Marzio e Carlo Mazzone. La sua determinazione, il carisma, i suoi modi garbati, la disponibilità. Sempre la battuta pronta, una buona parola per tutti: le sue qualità professionali e umane fecero subito breccia nell’ambiente. I Sardi si innamorano subito di lui, lui si innamorò dell’Isola.
“Risorgeremo”, disse il Mister alla squadra, un tam-tam che ben presto si diffuse tra i tifosi. Fu l’inizio di un ciclo di successi: subito due promozioni consecutive, dalla C alla B e poi dalla B alla A. Qualcosa riuscito poche volte nella storia del calcio italiano. La stagione 1990-91, con il Cagliari di nuovo nella massima serie, partì male: la squadra stentava e chiuse l’andata al penultimo posto. Da lì, un’altra impresa: il gruppo nel girone di ritorno macinò gioco e punti, salvandosi addirittura con una giornata di anticipo.
Le strade del Mister e del Cagliari si dividono lì, ma con la promessa di ritrovarsi, un giorno. Claudio Ranieri intraprende un percorso da allenatore che lo porta a sedersi sulle panchine dei più importanti club in Europa, ad inanellare successi. Senza, però, mai perdere di vista il “suo” Cagliari. Così quando vince la Premier League 2015-16 con l’outsider Leicester, compiendo un autentico “miracolo” sportivo, il suo pensiero si fa subito a tinte rossoblù: “Il Leicester mi ha dato gran parte della fama mondiale che ho adesso, ma il mio sogno da allenatore resta Cagliari, è lì che è iniziato tutto questo”.
Ecco quella promessa, quelle strade che per anni hanno camminato in parallelo sono destinate a rincontrarsi. È la stagione 2022/23: il Cagliari è di nuovo in difficoltà, invischiato nelle sabbie mobili della B. Come anni prima fu per Tonino Orrù, oggi l’intuizione è del presidente Tommaso Giulini, con il direttore sportivo Nereo Bonato: è Claudio Ranieri il condottiero per guidare la risalita. Non è, però, così semplice: “Avevo paura di sporcare quel bel ricordo”, confiderà poi il Mister. In suo soccorso Gigi Riva: “Claudio è uno di noi, mi farebbe molto piacere se tornasse”, le parole del Mito a rompere definitivamente gli indugi.
Un nuovo inizio, una nuova avventura in rossoblù. “Datemi tempo”, esordisce subito il Mister, ma soprattutto ai tifosi dice: “Soffiateci dietro sempre, da soli non ce la faremo”. È un crescendo: dal gennaio 2023 comincia una cavalcata che porta il Cagliari a conquistare posizioni su posizioni in classifica sino ai 60 punti che valgono il quinto posto e i play-off. I rossoblù battono in casa il Venezia, si aggiudicano il doppio confronto contro il Parma e nella finale di ritorno di Bari conquistano la A.
Un tassello è stato posto, il Cagliari è di nuovo dove merita di stare. Ma ora la massima serie va difesa. Come 31 anni fa, nella prima stagione di mister Ranieri in Serie A con il Cagliari, la squadra all’inizio stenta, non trova continuità di risultati: ma al timone c’è una guida sicura che sa bene come portare la barca in porto, superando le “libecciate”. Perché intanto i tifosi non smettono mai di “soffiare” e tutti – Società, squadra, staff, ambiente – remano sempre nella stessa direzione. Quando il 22 gennaio 2024 il mondo si ferma e tutta la grande famiglia del Cagliari, attonita, piange la scomparsa del suo Eroe, la promessa è fare di tutto per conquistare la salvezza.
La squadra a metà febbraio cambia passo, artefice di una serie di risultati e vittorie di prestigio – come quella contro l’Atalanta e i pareggi contro Inter e Juventus – che la allontanano dalle zone più calde della classifica. La salvezza è lì, a portato di mano, ma bisogna prendersela. Il Cagliari vola a Reggio Emilia per giocare contro il Sassuolo, è la gara che vale una stagione, quella decisiva, da non sbagliare. “Poco prima di iniziare la partita ho ripetuto alla squadra quello che già dissi negli spogliatoi di Bari, quando mi chiamò al telefono il nostro Gigi Riva: “Ricorda ai ragazzi che dietro di loro c’è tutta un’Isola”. A Reggio Emilia sono in quattro mila, riempiono una Curva che trasborda di passione rossoblù. Con il cuore al Mapei Stadium ci sono tutti i Sardi. Segna Prati, a tempo scaduto raddoppia Lapadula e può partire la festa. Mister Ranieri viene portato in trionfo dalla squadra sotto la Curva e festeggia con i tifosi insieme al presidente Giulini. Il Cagliari è ancora in Serie A, anche quella promessa è stata mantenuta: la salvezza è per Gigi.
È così la chiusura di un cerchio. La permanenza in A, esattamente come 31 anni prima, è arrivata il 19 maggio, sempre in Emilia, con una giornata di anticipo. La sensazione è quella di vivere un film, uno di quelli da Oscar, che ti conquistano per la loro sceneggiatura perfetta: uno di quelli che ti fa ridere, ma che sa farti anche emozionare e commuovere. Sono lacrime di gioia e riconoscenza nei confronti di chi ha saputo scrivere tra le più belle pagine della storia del Cagliari: perché quanto fatto resterà indelebile nel cuore di ogni tifoso.
Cagliari è e sarà sempre la tua casa. Per sempre grati, Mister.