Calciopoli – sentenza d’appello (definitiva)


.Se qualcuno se ne fosse dimenticato

Sentenze definitive (Camera di Conciliazione ed Arbitrato presso il CONI)

A seguito delle pesanti sanzioni inflitte dalla Corte Federale della FIGC (ultimo grado di giudizio in seno alla Federcalcio) tutte le società e i tesserati presentarono ricorso alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato istituita presso il CONI. In nessun caso fu raggiunta la conciliazione e si dovette procedere, caso per caso, alla creazione di un comitato d’arbitrato. In attesa che fossero chiarite le controversie, la FIGC sospese le pene accessorie (multe e squalifiche del campo).

Solo la dirigenza della Juventus, in un primo momento, aveva invece presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, rischiando con ciò sanzioni da parte della FIGC per violazione della clausola compromissoria che vieta il ricorso alla giustizia ordinaria: la richiesta era la riassegnazione della Serie A (con penalizzazione massima di 20 punti) e la restituzione dei due scudetti revocati. Tale richiesta si basava sulla sproporzione tra la pena inflitta alla Juventus ed a quelle inflitte alle altre formazioni coinvolte, sproporzione che era quantificata dai legali della società da una valutazione del danno economico arrecato dalla retrocessione quantificata in 130 milioni di euro. Attraverso una lettera, Guido Rossi (commissario straordinario della FIGC) prendeva le distanze da quelle che erano le decisioni della società e annunciava, col CONI, una richiesta di risarcimento contro i bianconeri “per aver danneggiato l’immagine del calcio italiano”. Dopo trattativa tra il CONI, la FIGC e la dirigenza juventina il Consiglio di Amministrazione della Juventus decise di ritirare il ricorso al TAR, evitando un possibile slittamento dell’inizio dei campionati di Serie A e B, per cercare di ottenere anch’essa una riduzione della penalizzazione in sede di arbitrato sportivo. La retromarcia della dirigenza bianconera fu dovuta anche alla minaccia da parte del presidente della FIFA Joseph Blatter di escludere da tutte le competizioni internazionali per club e per le Rappresentative nazionali l’intera Federazione italiana per cinque anni (i regolamenti internazionali prevedono che se una squadra fa ricorso ad un tribunale ordinario e la Federcalcio d’appartenenza non glielo impedisce l’intera Federazione è esclusa da tutte le competizioni estere).

Il 27 ottobre 2006, la Camera di Conciliazione e Arbitrato del CONI diramò le definitive sanzioni nei confronti delle quattro società coinvolte nel primo filone di indagini. Il 12 dicembre 2006 fu la volta delle altre due società. Le sanzioni nei confronti dei dirigenti furono invece diramate in varie date successive

Società

  • 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus: revoca del titolo di Campione d’Italia 2004-2005 (confermata), non assegnazione del titolo di Campione d’Italia 2005-2006 (confermata), retrocessione all’ultimo posto nella Serie A 2005-2006 (confermata), 9 punti di penalizzazione nella Serie B 2006-2007 (invece dei 17 comminati dalla Corte Federale).
  • 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina: 30 punti di penalizzazione nella Serie A 2005-2006 (confermati), 15 punti di penalizzazione nella Serie A 2006-2007 (invece dei 19 comminati dalla Corte Federale).
  • 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan: 30 punti di penalizzazione nella Serie A 2005-2006 (confermati), 8 punti di penalizzazione nella Serie A 2006-2007 (confermati).
  • 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio: 30 punti di penalizzazione nella Serie A 2005-2006 (confermati), 3 punti di penalizzazione nella Serie A 2006-2007 (invece degli 11 comminati dalla Corte Federale).
  • 600px Amaranto con R bianca.png Reggina: 11 punti di penalizzazione nella Serie A 2006-2007 (invece dei 15 comminati dalla Corte Federale) e 100.000 euro di ammenda (confermati).
  • 600px Amaranto con cavallo rampante.png Arezzo: 6 punti di penalizzazione nella Serie B 2006-2007 (confermati).

Dirigenti società

  • Claudio Lotito (28 novembre 2006 ): 4 mesi (contro i 2 anni e 6 mesi nella sentenza della Corte Federale).
  • Adriano Galliani (21 dicembre 2006): 5 mesi (contro i 9 nella sentenza della Corte Federale).
  • Luciano Moggi (13 marzo 2007): confermati i 5 anni con proposta di radiazione.
  • Diego Della Valle (27 marzo 2007): 8 mesi (contro i 3 anni e 9 mesi nella sentenza della Corte Federale).
  • Andrea Della Valle (27 marzo 2007): 1 anno e 1 mese (contro i 3 anni nella sentenza della Corte Federale).
  • Sandro Mencucci (27 marzo 2007): 1 anno e 5 mesi (contro i 2 anni e 6 mesi nella sentenza della Corte Federale).
  • Antonio Giraudo (28 maggio 2007): confermati i 5 anni con proposta di radiazione.
  • Leonardo Meani (28 maggio 2007): 2 anni e 2 mesi (contro i 2 anni e 6 mesi nella sentenza della Corte Federale).
  • Pasquale Foti (6 giugno 2007): 1 anno e 1 mese (contro i 2 anni e 6 mesi nella sentenza della Corte Federale).

Arbitri

  • Massimo De Santis (10 maggio 2007): confermati i 4 anni.

Designatori arbitrali e dirigenti FIGC

  • Franco Carraro (8 novembre 2006): ammenda di 80.000 euro (confermata la multa ma tolta la diffida).
  • Pierluigi Pairetto (28 marzo 2007): 2 anni e 6 mesi (contro i 3 anni e 6 mesi nella sentenza della Corte Federale).
  • Innocenzo Mazzini (12 aprile 2007): confermati i 5 anni con proposta di radiazione.
  • Tullio Lanese (6 luglio 2007): 1 anno (contro i 2 anni e 6 mesi nella sentenza della Corte Federale).
  • Gennaro Mazzei (11 giugno 2007): 2 anni (contro i 3 anni nella sentenza della Corte Federale).

Radiazione di Giraudo, Mazzini e Moggi

Il 15 giugno 2011 (ossia un mese prima della fine delle loro squalifiche) Luciano Moggi, Antonio Giraudo ed Innocenzo Mazzini sono stati radiati dalla Commissione Disciplinare della FIGC, la quale ha accolto le proposte di radiazione dopo quasi 5 anni dalle sentenze sportive di 1° grado e dopo molte polemiche su quale dovesse essere l’organo federale preposto all’esame delle medesime proposte (a causa della confusione venutasi a creare in seguito ai cambiamenti statutari). Le radiazioni sono state confermate il 9 luglio 2011, in secondo grado, dalla Corte di Giustizia Federale. I tre dirigenti hanno presentato ulteriore ricorso all’Alta Corte di Giustizia presso il CONI

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