Grandissima vittoria in rimonta delle nerazzurre di Marelli che hanno trovato il gol decisivo al 114′
È una stagione straordinaria per l’Inter e continua ad esserlo. L’Under 17 femminile è Campione d’Italia. Le nerazzurre di Alessio Marelli – assente in finale, con il vice Simone De Luca sulla panchina interista – hanno vinto 2-1 in rimonta contro la Juventus, nella finale giocata allo stadio “Bruno Recchioni” di Fermo.
Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari la gara è completamente cambiata con le bianconere che sono andate in vantaggio al 100′ grazie al colpo di testa di Santarello su assist di Tosello. Le interiste hanno reagito immediatamente segnando subito dopo il calcio d’inizio: Giudici ha sfruttato un ottimo lancio da centrocampo ed ha anticipato il portiere bianconero con un delizioso pallonetto. Dopo il pareggio l’Inter ha preso le redini del gioco costruendo diverse occasioni e trovando il gol Scudetto al 114′ con Sasso che di testa ha ribadito in rete dopo la traversa colpita da Cavallaro.
A fine gara è scoppiata la grandissima festa a tinte nerazzurre, un trionfo meritato dopo una cavalcata straordinaria.
“È stata una battaglia da tutti i punti di vista. È stata una stagione lunghissima e faticosissima che abbiamo concluso con questa bellissima vittoria. Abbiamo giocato ed affrontato una squadra molto forte, lottando su ogni pallone. Faccio i complimenti alla Juventus che è una rivale di grande spessore. Insieme abbiamo creato un grande gruppo, la crescita delle ragazze in questi mesi è stata incredibile.”
Simone De Luca, vice-allenatore Inter U17 Femminile
Conferma in blocco per tutta l’area scout dell’Inter, tranne per Samir Handanovic: ecco cosa farà l’ex capitano nerazzurro
Conferma in blocco per tutta l’area scout dell’Inter (tranne una persona), cambiano invece i protagonisti del settore giovanile. Ne parla La Gazzetta dello Sport, che si sofferma anche sul futuro di Samir Handanovic. Sarà proprio lui infatti a iniziare una nuova carriera dalla prossima stagione.
Samir Handanovic
Handanovic cambia ruolo – Dopo i rinnovi dello scorso autunno dell’a.d. Marotta e del d.s. Ausilio, seguiti in primavera da quello del vice d.s. Baccin, pochi giorni fa è arrivata la conferma in blocco dell’area scouting della prima squadra. L’operazione è stata conclusa nei giorni precedenti al cambio di proprietà da Zhang a Oaktree. Alla guida dell’area scouting resterà dunque Corrado Verdelli che nella sua carriera all’Inter ha ricoperto tutti i ruoli: giocatore della formazione dello scudetto dei record (1988-89), tecnico della Primavera (un tricolore e un torneo di Viareggio vinti in due stagioni, dal 2000 al 2002), vice di Cuper e di Zaccheroni, scout e dal 2018-19 coordinatore dell’area. La squadra degli 007 nerazzurri è invece composta da Beppe Baresi, Leonardo Simoni, Francesco Sotera, Damiano Moscardi, Paolo Bertani, Federico Cavola e Simone Canovi. Uscirà dal gruppo Samir Handanovic che inizierà la sua carriera da allenatore e la prossima stagione allenerà la squadra Under 17.
Novità nel settore giovanile – Nel settore giovanile invece ci saranno diverse novità e qualche cambiamento. Massimo Tarantino, il direttore della cantera nerazzurra arrivato un anno fa, ha scelto Pasquale Berardi come nuovo coordinatore degli scout. Da anni lavora per l’Inter e dunque si tratta di una promozione interna. Sostituirà Gian Paolo Manighetti che durante la sua avventura a Interello ha contribuito a individuare diversi talenti tra i quali Valentin Carboni. Cambieranno anche alcuni scout, i cui sostituti saranno annunciati nelle prossime settimane. Adesso l’attenzione è spostata sulle finali dei vari campionati visto che l’Inter è in corsa per tutti e cinque gli scudetti (Under 15, Under 16, Under 17, Under 18 e Primavera; in questi ultimi due tornei è in semifinale). Poi verrà il tempo delle scelte e degli annunci. Nessuna novità, invece, per il coordinatore del settore tecnico del vivaio, con Daniele Bernazzani che resterà al suo posto”, si legge.
La storia è chiusa: HakanCalhanoglu ha voluto restare all’Inter e i nerazzurri si tengono volentieri il loro regista. La corte del Bayern Monacoè ormai acqua passata e a metterci la pietra sopra ci ha pensato lo stesso centrocampista turco.
Un’uscita pubblica, forte, quella che Calha ha fatto sui propri social. Un vero e proprio comunicato per ribadire di stare bene a Milano, sponda nerazzurra, e di voler vincere ancora altri trofei all’Inter. Ma come si è arrivati al fatidico comunicato?
DUE CHIAMATE DECISIVE – Dietro al ‘no‘ al Bayern c’è anche l’intervento decisivo dei compagni di squadra e di Piero Ausilio. A differenza di quanto accaduto un anno fa con Romelu Lukaku, quando il cellulare squillava a vuoto, il direttore sportivo dell’Inter – in Germania nelle ultime ore – si è messo in contatto con Calhanoglu e insieme ad Hakan ha ideato la via d’uscita, spiega La Gazzetta dello Sport raccontando i retroscena della vicenda. Prima ancora del contatto Ausilio-Calha, però, ce n’è stato un altro importante: quello con Alessandro Bastoni. Nel ritiro della Nazionale a Lipsia, i giocatori dell’Inter si sono confrontati sul caso Calhanoglu e il difensore classe 1999 ha quindi chiamato il centrocampista turco per farsi spiegare la situazione: Hakan si è spiegato e ha tranquillizzato sul fatto che la permanenza a Milano fosse il piano A. Da lì è arrivato il colloquio chiarificatore con Ausilio e quindi l’uscita pubblica.
LE REAZIONI – Segnale accolto bene da Simone Inzaghi, che aspettava la soluzione del caso ed era pronto a entrare in scena in prima persona. Nulla da fare invece per il Bayern e per l’agente di Calhanoglu, Gordon Stipic, che aveva incontrato due volte il club tedesco.
Inter, Calhanoglu resta: “Sono felice qui, voglio vincere ancora con questo club”
Hakan Calhanoglu ha deciso di restare all’Inter. Lo spiega lo stesso turco con un post su Instagram che spegne le voci circolate negli ultimi giorni di un interesse da parte del Bayern Monaco. Il centrocampista ha un contratto con i nerazzurri fino al 2027e ha intenzione di rispettarlo, continuando a vincere trofei con l’Inter. Questo il post con il quale l’ex Milan si toglie dal mercato.
IL POST – “Alla luce delle recenti voci che stanno circolando sui media, vorrei cogliere l’occasione per affrontare direttamente la situazione. Fino ad ora, mi sono astenuto dal commentare queste speculazioni poiché sono concentrato sulla NazionaleTurca di cui sono capitano a Euro 2024. Tuttavia, ritengo che ora sia opportuno fare una dichiarazione chiara per evitare ulteriori malintesi. Sono estremamente felice all’Inter. Il rapporto che condivido con il club e i nosri incredibili tifosi è davvero speciale. Insieme, abbiamo raggiunto traguardi significativi e sono entusiasta di poter vincere ancora più trofei con l’Inter in futuro. Ancora una volta, in questo momento sono completamente concentrato a rendere felice la gente del mio paese. Grazie per la vostra comprensione e il vostro sostegno. Forza Inter”.
Il Tribunale di Milano (Foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto)
Il procuratore Marcello Viola ha assegnato il fascicolo esplorativo, a “modello 45”, ai pm Roberta Amadeo, Pasquale Addesso e Giovanni Polizzi.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza indagati né ipotesi di reato, a partire dall’esposto, presentato dalla “Fondazione Jdentità Bianconera”, che contesta, attraverso alcuni legali, presunte irregolarità in relazione all’iscrizione dell’Inter all’ultimo campionato e, in particolare, relative alla “continuità aziendale”, ipotizzando reati fallimentari. Lo riporta l’ANSA.
L’esposto era arrivato sul tavolo degli inquirenti milanesi venerdì scorso e il procuratore Marcello Viola ha assegnato il fascicolo esplorativo, a “modello 45”, ai pm Roberta Amadeo, Pasquale Addesso e Giovanni Polizzi. “Jdentità Bianconera” è un’associazione nata nell’estate 2023 per “tutelare e difendere l’immagine e l’onorabilità dei tifosi della Juventus” e ha depositato nelle scorse settimane lo stesso esposto anche alla Covisoc, la Commissione di vigilanza della Figc.
In sostanza, con l’esposto si chiede alla Procura di Milano di valutare se ci siano le condizioni previste dall’articolo 38 del codice della crisi d’impresa, ossia per presentare ricorso al Tribunale fallimentare per l’apertura della “liquidazione giudiziale”, ossia la vecchia istanza di fallimento, verificando profili di uno stato di insolvenza del club e di conseguenza ipotesi fallimentari.
Nell’esposto, depositato anche alla Covisoc, i legali dell’associazione di tifosi hanno contestato, in particolare, anche l’esistenza dei requisiti minimi per l’iscrizione del club nerazzurro al campionato, tra cui “la fornitura” di “garanzie a supporto della cosiddetta continuità aziendale”.
L’effetto entusiasmo generato dalla conquista del ventesimo Scudetto della propria storia si può toccare con mano in casa Inter. Ad appena due settimane dall’apertura della campagna abbonamenti, il club nerazzurro ha già esaurito tutte le tessere riservate a chi vorrà presenziare sugli spalti di San Siro in occasione di tutte le partite casalinghe. Con una percentuale dell’85% di rinnovi e il restante 15% di nuove tessere, secondo quanto riferisce La Gazzetta dello Sport,i 40.000 posti riservati agli abbonati sono già terminati.
ALTA FEDELTA’ – Una risposta importantissima quella del popolo interista, che anche nel corso dell’ultima Serie A si è confermato il pubblico mediamente più presente allo stadio – 1.383.296 affluenze totali al “Meazza”, con una media di 72.000, davanti a Milan e Roma – e che non si è fatto condizionare dall’aumento dei prezzi stabilito dalla società. Restano dunque sul mercato i circa 35.000 biglietti destinati alla vendita libera, che di domenica in domenica saranno a disposizione di chi vorrà seguire dal vivo le vicende della squadra campione d’Italia allenata da Simone Inzaghi.
Nicolò Barella è diventato papà per la quarta volta. Dopo tre figlie femmine, il centrocampista dell’Inter e la compagna Federica Schievenin hanno accolto oggi il primo figlio maschio. A darne notizia proprio Schievenin sui propri social: “Benvenuto amore nostro“, rivelando anche che il piccolo è nato alle 14:05 e che si chiamerà Romeo. Anni fa il calciatore e la compagna avevano perso uno dei due gemelli, il maschietto. Una gioia, dunque, ancora più attesa.
Il club nerazzurro oggi ha eletto il ventiduesimo presidente della sua storia: l’amministratore delegato è il successore di Steven Zhang.
Beppe Marotta ha commentato così la sua nomina a presidente dell’Inter:“Un’emozione grande, essere presidente di una squadra e società così importante è qualcosa di emozionante e coinvolgente”.
Le prossime mosse – “Sono un presidente che ama il suo lavoro, credo di conoscerlo bene. Sono in un grande club, ho necessariamente bisogno di tutta la macchina dell’Inter. Donne e uomini che lavorano all’interno, principalmente Ausilio, Baccin, Antonello e Zanetti. Il nostro modello è fatto di un grande patrimonio umano, la base di ogni successo. C’è tanta competenza e tanta motivazione”.
Steven Zhang Javier Zanetti
Punti di riferimento – “Il valore della memoria ha sicuramente grande forza. In mente ho Giacinto Facchetti che come profilo si avvicina a me. Sono finiti i tempi dei presidenti mecenati che tanto hanno dato. Ma veramente tanto. Mi riferisco a Moratti, Fraizzoli, Pellegrini. Oggi il calcio è diverso ma questi grandi dirigenti mi hanno inculcato una grande linea da seguire. Da ultimo non dimentico Zhang che, pur essendo giovane, ha dato tanto. La mia aspirazione è in chi mi ha preceduto, la forza dell’Inter non è il presidente ma tutto il patrimonio umano”.
Le trattative per i rinnovi di Lautaro Martinez, Barella ed Inzaghi – “C’è intesa con la proprietà e proseguiremo su questa linea. Sono ancora ottimista, non ci saranno grandi problemi perché i tre hanno un forte senso di appartenenza, è un vantaggio rispetto a qualsiasi altra negoziazione”.
Sul fututo – “Chiaramente provo questa grande esperienza che non modifica più di tanto la mia vita. Oggi sono un dirigente operativo dell’Inter, la mia è una versione particolare dell’essere presidente. Finché c’è passione, voglia di lavorare vado avanti. 2027 non è dietro l’angolo, intanto cominciamo ad arrivarci”.
L’allenatore al centro del progetto. Adesso Simone ha il potere di chiedere innesti, ponendo il veto sulla cessione dei big. Tutto nel rispetto dei bilanci
Simone Inzaghi ci mette la firma ed è sempre più al centro del progetto Inter. L’incontro di martedì con i rappresentanti della nuova proprietà ha ratificato la ferma intenzione di Oaktree di andare avanti con l’allenatore della seconda stella e di provare ad accontentarlo alla voce “richieste tecniche”. La conferma di come sia cambiato lo status del 48enne tecnico piacentino che in un triennio prima dello scudetto aveva portato altri 5 trofei.
TOP – Di sicuro rispetto al 2021 è cambiato il suo conto in banca. Dai 3,5 milioni netti a stagione del primo contratto nerazzurro, dopo la finale di Champions persa contro il Manchester City, nel settembre scorso si era passati a 5,5, allungando il vincolo al 2025. Il trionfo in campionato e le conseguenti sirene di grandi club europei hanno indotto la dirigenza a stringere i tempi per un rinnovo già apparecchiato nelle cifre. La prossima settimana l’agente Tullio Tinti incontrerà Marotta, Ausilio e Baccin per limare gli ultimi dettagli di un triennale a 6,5 milioni (bonus compresi) che porterà Inzaghi a essere il tecnico più pagato del campionato. Anche se, ora che non c’è più Allegri, il primo della lista potrebbe diventare Antonio Conte, che a Napoli prenderebbe 8 milioni.
FEELING – Un accordo che era stato concordato con la vecchia proprietà, salvo essere congelato in attesa del rifinanziamento, poi fallito. Ma pure il feeling immediato con i rappresentanti di Oaktree dice molto della crescita di Simone in questi tre anni. Anche nel modo di porsi. Prima cadeva nei tranelli, a volte entrava in polemiche che tradivano una forma di debolezza (vedi sottolineatura sull’arbitro francese nella semifinale Champions contro il Milan di Maignan, Theo e Giroud), ora si è fatto zen e per mesi non ha replicato alle provocazioni dello stesso Max Allegri e di altri avversari. Vero, dopo avere avuto un rapporto molto stretto sia con Lotito a Roma sia con Zhang, ora Simone è “orfano” di presidente. La prossima settimana verrà nominato il successore di Steven, ma martedì col fondo americano sono state gettate le basi giuste. Inzaghi ha trovato persone perbene e il dialogo è stato facilitato dalla loro conoscenza della lingua italiana. Per contro Cano, Ralph, Meduri e Ligori hanno apprezzato il suo lavoro sul campo – Oaktree studia da mesi il dossier dei dipendenti Inter – e i suoi modi.
STATUS – Ma il nuovo status di Inzaghi pesa anche sul mercato. Arrivato a Milano nel 2021 dopo che proprio Conte, capace di interrompere l’egemonia Juve, non aveva accettato il piano di ridimensionamento imposto da Suning dopo che era girato il vento in Cina, Inzaghi si era fatto andar bene le cessioni di Lukaku, Hakimi e Politano, mentre nell’estate 2022 a finanziare il mercato erano bastati i sacrifici di Casadei e Pinamonti. Dodici mesi fa le uscite di Onana, Brozovic e Dzeko, senza dimenticare il voltafaccia di Romelu. Adesso Inzaghi ha il potere di chiedere rinforzi, ponendo il veto sulla cessione dei big. Il rispetto dei bilanci è sacro, lo sa lui per primo, ma l’allenatore giustamente preme perché la squadra resti competitiva in vista di una stagione extralarge con cinque trofei da inseguire. Nel vertice con gli uomini mercato previsto a breve (Simone ora staccherà per qualche giorno), premerà per pochi acquisti ma mirati. Tra i segreti dello scudetto c’è stata anche l’armonia dello spogliatoio, facilitata dal fatto di non essere troppi, oltre che dal senso di responsabilità di chi avrebbe voluto più spazio ma ha anteposto il noi all’io.
RICHIESTE – Occorrerà dunque bilanciare i numeri non solo per questioni di lista. A fine contratto ci sono Audero, Cuadrado, Sensi, Klaassen e Sanchez. A parametro zero sono già arrivati Taremi e Zielinski per allargare le rotazioni in attacco e in mediana, dove ora ci sono sei elementi di spessore per tre maglie. Ma per un vero upgrade, al netto della vicenda Dumfries, Simone chiede un’alternativa in più in difesa e una quinta punta. Senza dimenticare che la prima mossa potrebbe essere legata al portiere. Ausilio e Baccin lavorano da tempo su Bento,24enne che affiancherebbe inizialmente il 35enne Sommer per poi prendersi la titolarità. Il brasiliano però costa 20 milioni e si studiano anche alternative low cost. Malgrado la piena fiducia in Acerbi e De Vrij, visto che la sua Inter porta molti uomini oltre la linea della palla, Inzaghi vuole anche un centrale difensivo veloce nei ripiegamenti. Il sacrificio in fase di non possesso di Barella e Mkhitaryan – che infatti hanno segnato meno del solito – ha garantito gli equilibri mancati nell’annata precedente, ma un elemento di prospettiva serve. E subito. Il bisogno di una quinta punta il tecnico invece lo ha proprio dichiarato nelle scorse settimane. La dirigenza, obbligata a fare di conto, spinge per un po’ di fantasia negli eventuali momenti di emergenza, alzando uno tra Zielinski e Mkhitaryan visto che a centrocampo c’è abbondanza. Un quinto attaccante pone però dei problemi di lista. Da lì l’idea del prestito di Pinamonti, retrocesso col Sassuolo ma cresciuto nel vivaio, oppure – senza dimenticare che va piazzato anche il rientrante Correa – il sacrificio di Arnautovic, che ha 35 anni, qualche acciacco, un ingaggio pesante e caratteristiche simili a quelle di Taremi.
«Sono nato dirigente sin da giovane, è giusto che tenga questa carica. Il ruolo di presidente compete ad altri», ha spiegato l’ad nerazzurro.
Giuseppe Marotta (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)
“Come è andato l’incontro di ieri? La rassicurazione la abbiamo data fin dal primo giorno. Sappiamo che Oaktree vuole dare continuità, stabilità e sostenibilità a questo club ma soprattutto vuole continuare nella scia dei risultati importanti. Devo dispensare tanto ottimismo. Io presidente? Sono nato dirigente sin da giovane, è giusto che tenga questa carica. Il ruolo di presidente compete ad altri”. Lo ha detto l’ad dell’Inter Giuseppe Marotta, intervenuto a margine della consegna del “Premio Rosa Camuna”.
“Lautaro Martinez? Non è una preoccupazione, sono negoziazioni e trattative che rappresentano dinamiche tipiche del mondo del calcio. Partiamo da una considerazione importante, cioè che Lautaro ha grande senso di appartenenza verso questo club e questa città, questo ci faciliterà sicuramente la negoziazione con il suo procuratore. Non c’è fretta, lo faremo con molta calma. Oggi ci sono priorità aziendali, a tempo debito affronteremo anche queste problematiche, sono situazioni ordinarie”, ha proseguito.
“Inzaghi? Anche per Inzaghi vale lo stesso discorso di Lautaro, ha dimostrato di essere un allenatore bravo e vincente, per cui è evidente che da parte nostra ci sia voglia di continuare il percorso che di prolungare il suo contratto. Non è solo fiducia ma è anche metterlo nella condizione di poter lavorare in tranquillità. Il suo ciclo potrà andare avanti ancora per tanto tempo”, ha concluso Marotta.
Le parole dell’ex patron del club nerazzurro: «io da ragazzo non pensavo minimamente di fare il presidente dell’Inter, poi ho cambiato idea. E quindi, in futuro chissà. Vedremo».
Massimo Moratti (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
«Rivedremo i Moratti all’Inter? Non la vedo facile. Ma non lo escludo. Può darsi». Lo ha detto l’ex patron dell’Inter Massimo Moratti, in una intervista al settimanale Oggi. «Mia moglie mi chiede tutte le sere se ho ricomprato l’Inter. E io devo trovare sempre una scusa nuova per giustificarmi», ha proseguito.
«Comprare l’Inter è un impegno non da poco. I nostri figli Mao e Giovanni sono grandi tifosi. E anche Carlotta, che gira il mondo come presidente dell’Inter Campus… Per noi è un’esperienza ancora troppo recente. Ma sa: io da ragazzo non pensavo minimamente di fare il presidente dell’Inter, poi ho cambiato idea. E quindi, in futuro chissà. Vedremo», ha aggiunto Moratti.
«Comprare l’Inter e tenerla in alto ha costi troppo elevati. Un imprenditore da solo oggi non ce la può fare. Anche il Real Madrid è pieno di debiti… Il presidente-tifoso oggi è più difficile. Può esserci in società con costi inferiori». Infine, in merito alla nuova proprietà, aggiunge: «Oaktree è solidissima. Ma bisogna vedere le sue finalità. Il debito è talmente alto che non credo possano lasciarlo così. E vincere tenendo i conti in pareggio abbiamo visto che è impossibile».
Potrete leggere l’intervento integrale dell’ad neroazzurro in “La stella più bella”, il libro che verrà distribuito gratis in edicola con Repubblica Milano il prossimo 26 maggio
«In questo ventesimo scudetto, in questa seconda stella, c’è tutta l’essenza dell’Inter: questo resterà per sempre. Insieme siamo entrati nella storia e insieme continueremo a scriverla». Con queste parole Beppe Marotta chiude il suo intervento nel libro Inter, la stella più bella chesarà distribuito domenica gratuitamente con Repubblica. Il Ceo nerazzurro è uno dei protagonisti della sezione che apre il volume, quella chiamata Inter/Venti, con testi scritti apposta per noi.
«Una cavalcata magnifica, una stagione straordinaria, culminata con due stelle dorate sul petto. La vittoria dello scudetto, il ventesimo per i nostri colori. Per il Club e i tifosi, a Milano e nel mondo. Perché l’Inter respira storia. Perché l’Inter è nella storia» scrive sempre Marotta.
Nel libro si va oltre il semplice fatto di cronaca, si va oltre la vittoria sul campo. E lo spunto è un fatto che rimarrà nella storia di Milano: domenica 28 aprilepiù di trecentomila personehanno accompagnato il pullman dei campioni da San Siro in piazza Duomo. Non era mai successo, mai così tanta gente aveva festeggiato uno scudetto. Questo libro è un viaggio nei mesi che hanno portato alla conquista del ventesimo titolo tricolore. Le cronache delle dieci partite più importanti, le pagelle dei protagonisti, le interviste a undici tifosi, undici come i calciatori in campo, che hanno assegnato i loro Oscar.
E ancora, l’introduzione del direttore Molinari, le firme di Repubblica. E gli interventi, con pezzi scritti appositamente per questo libro, come detto prima. Beppe Marotta, ceo dell’Inter, certo ma anche Stefano Boeri, presidente della Triennale, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas, lo chef Davide Oldani, l’attore comico Enrico Bertolino, il poeta Maurizio Cucchi, Gino e Michele, don Paolo Alliata. E nella sezione ricordi le interviste a Massimo Moratti e Ernesto Pellegrini, presidenti vincenti di altre epoche nerazzurre, Gianfranco Bedin che era in campo nella grande Inter ai tempi della prima stella e Facchetti e Picchi, leggende che rivivono attraverso gli occhi e le parole dei loro figli Gianfelice e Leo. Il tutto domenica gratis con Repubblica.
Si attendeva l’addio ufficiale di Steven Zhang al mondo Inter dopo il passaggio di mano con Oaktree, ed è arrivato
Una lunga lettera colma d’emozione, di commozione, di gratitudine. Si attendeva l’addio ufficiale di Steven Zhang al mondo Inter dopo il passaggio di mano con Oaktree, ed è arrivato. L’ormai ex presidente nerazzurro lo ha affidato al suo profilo Instagram, con parole piene di affetto e di tenerezza nei confronti di un’avventura comunque fantastica che si è conclusa dopo otto anni di trionfi e soddisfazioni. Ecco le parole di Zhang:
“Cari interisti,
Gli addii non sono mai facili, soprattutto quando devi salutare qualcuno che ami. Nella vita, tutto ha un inizio e una fine. Ho sempre saputo che un giorno avrei dovuto dirvi addio. La semplice verità è che non ero pronto e probabilmente non lo sarei mai stato. Otto anni fa, quando da ragazzo di 24 anni sono entrato per la prima volta a San Siro per assistere a una partita di calcio, non avevo assolutamente idea di cosa mi aspettasse. Le incredibili emozioni provate in quel giorno hanno poi guidato le mie decisioni in tutti questi anni. Questo mondo nerazzurro, unico nel suo genere, mi ha accettato immediatamente, riempiendomi di passione, gioia e tanto amore. Da allora sono cresciuto molto a livello professionale, e porterò tutto questo per sempre nel mio cuore.
All’inizio della mia presidenza ho promesso di riportare l’Inter ai vertici, dove era sempre stata. In questi otto anni abbiamo conquistato sette trofei, due finali europee e abbiamo conquistato due volte il campionato di Serie A. La leggendaria Seconda Stella è una testimonianza del nostro successo. Dopo importanti investimenti e innumerevoli ore di lavoro, l’Inter si è trasformata in un club moderno, innovativo e vincente, al livello più alto del calcio europeo.
Negli ultimi tre giorni ho ricevuto tantissimi messaggi, chiamate e post da parte di tutti voi. Devo ammettere che questo mi ha fatto sentire amato, ma ha anche reso questo addio ancor più difficile. Grazie all’Inter, ho trovato persone che oggi sono come una famiglia per me, di cui farò tesoro per il resto della vita. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti i miei dirigenti, Ale e Beppe, Javier e Piero, Dario, Luca, Matteo, Angelo, Andrea, Lionel, Mark… Che mi hanno sopportato, sostenuto, protetto e che mi hanno insegnato a fare il presidente. Voglio anche ringraziare tutto il nostro staff, che da Viale della Liberazione, Appiano, Interello e San Siro ha lavorato diligentemente per far crescere il club e realizzare gli incredibili successi della nostra amata Inter.
Un ringraziamento speciale va ai nostri ex calciatori e gli attuali Campioni a due stelle. Molti di voi mi hanno trattato come un amico, includendomi nel vostro gruppo come se fossi uno di voi, il legame che avevamo andava ben oltre quello tra presidente e giocatori. La mia più profonda gratitudine va anche a tutti i nostri allenatori, in particolare a Simone Inzaghi, un uomo con valori veri e forti nel cuore, che ho avuto la fortuna di avere durante la mia presidenza.
Infine, l’Inter non sarebbe l’Inter senza i nostri fantastici tifosi. Grazie a tutti voi per i vostri bellissimi messaggi. Significa davvero molto per me in questi momenti di grande emozione. Non vedo l’ora di unirmi a voi sugli spalti di San Siro cantare per la nostra Inter, magari dalla Curva Nord. A coloro che porteranno avanti questa Società, vi prego di amare la nostra Inter, di proteggere la sua gente e, soprattutto, di rispettare il suo valore fondamentale. E’ un grande onore e una grande responsabilità assumere la guida dell’Inter. Con amore e cura, l’Inter vi ripagherà, con enormi risultati, emozioni e gioia. Per me è stato il più grande onore della mia vita.
Sugli spalti di San Siro sventola anche una bandiera cinese
(ANSA) – Milano, 19 maggio 2024
I tifosi dell’Inter espongono uno striscione per ringraziare il presidente Steven Zhang durante la partita di calcio della serie A italiana tra FC Inter e Lazio a Giuseppe Meazza stadium in Milan, 19 May 2024. – ANSA / MATTEO BAZZI
“Grazie Steven“, insieme ai trofei vinti da Zhang alla guida dell’Inter. È questo lo striscione che è comparso all’altezza del secondo anello blu di San Siro durante la partita tra i nerazzurri e la Lazio, per ringraziare il presidente dei successi nei giorni più caldi legati al futuro della proprietà interista. In un altro settore sugli spalti del Meazza, nel corso della sfida, è stata invece sventolata una bandiera cinese da parte di alcuni tifosi. (ANSA).
Zhang risponde allo striscione dei tifosi dell’Inter: cosa ha scritto
Il proprietario del club nerazzurro ha utilizzato Instagram per replicare al messaggio che gli hanno destinato i tifosi nerauzzrri
Il presidente dell’Inter, StevenZhang, ha ringraziato i tifosi nerazzurri. Durante la partita contro la Lazio, infatti, è comparso uno striscione recante la scritta “Grazie Steven’, accompagnato dalla trasposizione in immagini dei trofei vinti dall’imprenditore alla guica del club meneghino.
⭐⭐ 🖤💙 Zhang ringrazia i tifosi dell’Inter 🖤💙 ⭐⭐
Zhang non è rimasto indifferente al bel gesto da parte dei supporter. Il numero uno interista ha così deciso di utilizzare il proprio account Instagram per “rispondere” ai tifosi. Ha pubblicato la foto dello striscione e ha scritto a sua volta “grazie” accompagnando il messaggio con due cuori nerazzurri.
Quest’anno, insieme, abbiamo raggiunto un traguardo leggendario all’interno dei nostri 116 anni di storia: portiamo ora con orgoglio due stelle sul petto, il simbolo di tutto l’impegno delle donne e degli uomini dell’Inter. Mentre ci avviciniamo alla fine di questa fantastica stagione, voglio rispondere alle speculazioni sulla stabilità finanziaria del nostro Club.
Gli anni 2020 e 2021 sono stati indimenticabili per la nostra generazione, poiché la pandemia globale ha cambiato profondamente molti aspetti della nostra vita. Per continuare a sostenere l’Inter, dopo avere già investito nel Club oltre un miliardo, abbiamo aperto la linea di credito con Oaktree, con l’obiettivo di proseguire il progetto vincente che abbiamo avviato nel 2016. Da allora, io e il mio management ci siamo impegnati a sviluppare successi sul campo, allo stesso tempo mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria.
Il nostro duro lavoro ha dato i suoi frutti. Negli otto anni sotto la nostra gestione, insieme al nostro staff, ai giocatori e agli allenatori, abbiamo conquistato sette trofei, due finali europee, e due volte abbiamo raggiunto la vetta del campionato di Serie A. La leggendaria seconda stella è una testimonianza della nostra crescita e del nostro successo. Naturalmente, tutti i nostri partner, inclusa Oaktree, hanno potuto trarre beneficio dal raggiungimento di tali incredibili traguardi dentro e fuori dal campo.
Nel corso dei mesi che hanno condotto alla data di scadenza della struttura di finanziamento con Oaktree, abbiamo fatto ogni tentativo per trovare una soluzione amichevole con il nostro partner, compresa l’offerta di molteplici possibilità per Oaktree di ottenere un ritorno finanziario completo e immediato. Purtroppo, i nostri sforzi finora sono stati esasperati da minacce legali e dalla mancanza di un coinvolgimento significativo da parte di Oaktree. Tutto ciò è stato molto frustrante e deludente, ma questo comportamento sta ora creando una situazione di rischio per il Club che potrebbe metterne seriamente a repentaglio la stabilità.
A nome dell’Inter e in qualità di Presidente, voglio rassicurare le centinaia di milioni di tifosi in tutto il mondo che faremo tutto il possibile per proteggere i nostri colori, i nostri valori fondanti e la nostra stabilità. Ci impegniamo a lavorare per una risoluzione pacifica con Oaktree e a continuare la nostra storia di successi per la nostra amata Inter.
L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha emesso anche la medaglia in oro che celebra la seconda storica stella della società nerazzurra. Realizzata in oro 917 la medaglia è firmata dal maestro incisore della Zecca dello Stato Valerio De Seta e segue all’emissione della medaglia in argento rientrante in una serie di prodotti nati dalla collaborazione con il Club neo Campione d’Italia.
Sul dritto, al centro vi è la raffigurazione del logo dell’INTER con ai lati le due stelle ottenute grazie ai 20 campionati vinti della squadra. In alto ed in basso nel giro, rispettivamente la scritta “FC INTERNAZIONALE MILANO” e “CAMPIONE D’ITALIA 2023-2024”. Sul rovescio, al centro una texture con pelle di serpente, fa da sfondo allo scudetto con inscritto il numero 20, numero di campionati italiani di serie A vinti dalla squadra. Nel giro, gli anni in cui l’Inter ha vinto gli scudetti separati in alto ed in basso da due stelle.
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – medaglia in argento
Le medaglie, disponibili, con una tiratura di 116 pezzi, sono acquistabili, fino ad esaurimento scorte a partire dal 16 maggio sul portale e-commerce dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Potranno anche essere acquistate presso il punto vendita dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato “Spazio Verdi”, in Piazza Verdi 1 a Roma e presso lo shop di Via Salaria, 712.
In vista dell’ultima gara che si disputerà a San Siro contro la Lazio, l’Inter si appresta a vivere l’ennesimo bagno di folla
In vista dell’ultima gara che si disputerà a San Siro contro la Lazio, l’Inter si appresta a vivere l’ennesimo bagno di folla dopo quelli registrati la notte dello scudetto. Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, i palchi per l’occasione saranno due. Il secondo ospiterà infatti due cantanti di generazioni diverse ma dal comune sangue nerazzurro.
“Prima Ligabue canterà l’iconica “Urlando contro il cielo”, poi sarà il turno di Tananai. Per non farsi mancare nulla, si chiuderà con un dj set di Dj Carlo. Mentre lo speaker ufficiale nerazzurro Mirko Mengozzi sarà la voce che lancerà i cori e l’interazione con i giocatori, a condurre la serata saranno Eleonora Incardona, volto di Dazn e madrina del Giro d’Italia, e Daniele Battaglia, voce di Radio 105“.
“Il programma, che dovrebbe terminare per le 22.30, insomma vale decisamente il biglietto. Peccato che i biglietti siano esauriti da tempo e che con le richieste pervenute si sarebbero potuti riempire tre San Siro. Impossibile fare un calcolo preciso di chi ha provato invano ad accaparrarsi il prezioso tagliando, ma sull’app “Avvisami” con cui mettersi in lista d’attesa le adesioni la settimana scorsa erano già più di 150mila. Una febbre tale da rendere impossibile la fase di vendita libera perché ogni settore è stato riempito in un amen”.
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“Per la gioia dei bagarini. Basti pensare che online ieri un terzo anello veniva venduto a 320 euro. Per rendere l’idea, sulle stesse piattaforme costava molto meno un secondo anello per il derby dello scudetto. Ma in fondo c’è poco da stupirsi per una tifoseria che ha una media spettatori appena inferiore a 73mila e che non garantisce il sold out ogni domenica solo a causa degli invenduti nel settore ospiti“.
“In 700 Lunedì al Castello Sforzesco invece ci sarà il ricevimento per dipendenti e sponsor. Tra i 700 invitati anche Max Pezzali, Matilde Gioli e gli Autogol che presenteranno la serata, rappresentati delle istituzioni e personalità varie. Cocktail dinner, foto, autografi e l’esibizione di Rose Villan, Madame e Tananai, con l’inno scudetto “Ho fatto un sogno”.
Il club verrà insignito dell’onorificenza meneghina venerdì 17
Foto LaPresse
Anche se era nell’aria e, ormai, erano pochi i dubbi, la notizia è ufficiale: l’Inter riceverà l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano per aver ottenuto il suo 20esimo titolo di Campione d’Italia. La cerimonia di conferimento si terrà venerdì 17 maggio alle ore 11 a Palazzo Marino.
Nelle scorse settimane era stato proprio il sindaco di Milano, BeppeSala, a dare un primo annuncio: “Inviteremo l’Inter a Palazzo Marino. È giusto che vengano invitati e pensiamo di dar loro l’Ambrogino d’oro per la seconda stella, come l’abbiamo data all’ Armani basket per la terza stella”. Sala aveva dato l’anticipazione dopo la vittoria da parte del club nerazzurro dello scudetto.
“Per evitare polemiche visto il mio ‘interismo‘ – ha continuato il sindaco – dico subito che è quello che avremmo fatto anche per il Milan quando ha vinto lo scudetto solo che era l’ultima giornata di campionato e i giocatori avevano prenotato aerei quindi non eravamo riusciti a farlo. Un trattamento standard, la mia passione è irrilevante, è chiaro che mi fa piacere“.
Dal secondo anello alla seconda stella: Dimarco rende omaggio al suo viaggio nell’Inter
L’esterno mancino dell’Inter celebra la sua storia in nerazzurro con un filmato dove ripercorre le tappe che l’hanno portato a vincere lo scudetto con la squadra per cui ha sempre tifato dalla curva. Nel video, condiviso sui social, Dimarco svela anche un momento privato che ha segnato la sua vita e quella della compagna Giulia Mazzoccato: «Il momento più difficile l’abbiamo vissuto quando eravamo a Sion, quando abbiamo perso il nostro primo figlio che sarebbe dovuto nascere prima di Nicholas e Chloe». «La dottoressa ci aveva avvisato che il cuore del nostro bambino non batteva più e lì è stata la prima volta che l’ho visto piangere» ha ricordato la compagna. Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/milano/dal-…
I nerazzurri debutteranno nella seconda edizione del torneo, dopo il grande successo della manifestazione nel 2023
Fonte: Inter fb
“L’Inter è lieta di annunciare la propria partecipazione all’edizione 2024 del The Soccer Tournament (TST), il prestigioso evento di calcio a 7 degli Stati Uniti che si disputerà a Cary,North Carolina, dal 5 al 10 giugno.
L’Inter debutterà nella seconda edizione del torneo, dopo il grande successo della manifestazione nel 2023, presentando una squadra composta da diverse anime della famiglia nerazzurra: le Inter Legend – tra cui Javier Zanetti, Marco Materazzi, Maicon e Giorgos Karagounis – saranno infatti affiancate da giocatori provenienti da Inter Academy, Inter Club e Inter Campus, oltre a talent e content creators internazionali legati al Club.
L’Inter parteciperà all’evento con la duplice ambizione di competere ai massimi livelli e di aumentare la propria brand awareness sul territorio, coinvolgendo i presenti con attività di fan engagement legate al mondo nerazzurro.
La presenza del Club nerazzurro al TST si inserisce nel percorso nerazzurro di costruzione di una community e di una fan base locale attraverso la partecipazione agli eventi chiave del territorio e rappresenterà una tappa fondamentale in avvicinamento al Mondiale per Club del 2025. Un percorso ormai consolidato e che ha visto la partecipazione dei nerazzurri a numerosi appuntamenti sul territorio statunitense: dalla United Soccer Coaches Convention in California alla Jefferson Cup in Virginia, ai quali si aggiunge la presenza negli eventi e nelle venue più iconiche del mondo dello sport e dell’entertainment quali il Coachella Valley Music and Arts Festival e il Madison Square Garden.
“Siamo molto felici di essere la prima squadra di Serie A a partecipare al TST, che rappresenta per noi un modo per rafforzare il legame con i nostri tifosi negli Stati Uniti e per far innamorare dell’Inter sempre più appassionati di calcio in America. Siamo entusiasti di volare in North Carolina, uno stato che vive con grande passione il calcio. Questa esperienza rappresenta inoltre un nuovo e importante passo strategico di avvicinamento al Mondiale per Club del 2025 e lo faremo da Campioni d’Italia.”
Gli uomini di Inzaghi hanno già festeggiato il tricolore e i giovani nerazzurri sperano di imitare Lautaro e compagni
L’Inter ha già festeggiato lo scudetto e adesso aspetta solo la penultima giornata quando, al termine del match contro la Lazio, a Lautaro e compagno sarà consegnata la coppa riservata alla formazione campione d’Italia. La società di viale della Liberazione, però, in questo 2023-24 di tricolori ne può mettere in bacheca anche altri: quelli che il vivaio guidato da Massimo Tarantino può portare a casa visto che tutte e cinque le formazioni si sono qualificate per la fase finale dei rispettivi campionati.
Cristian Chivu – Allenatore di calcio
PRIMAVERA – L’Under 19 guidata da Chivu (corteggiato per il 2024-25 dall’Ajax che vorrebbe metterlo nello staff del nuovo tecnico che sceglierà e poi affidargli la prima squadra dopo un paio d’anni di apprendistato) è prima in classifica, a +3 sulla Roma e a +8 sull’Atalanta. L’obiettivo dei nerazzurri è quello di arrivare tra le prime due per conquistare direttamente l’accesso alle semifinali. A tre turni dalla fine del torneo, manca poco per avere questa certezza. Le classificate dalla terza alla sesta invece dovranno giocare un turno preliminare.
UNDER 18 – Qui le giornate alla fine del torneo sono cinque, ma la formazione di Zanchetta è prima in classifica a pari merito con la Roma, ha 3 punti di vantaggio sull’Atalanta terza e ben 12 punti rispetto alla settima, il Genoa. Dunque manca la matematica certezza dell’accesso alla fase finale che però potrebbe arrivare già nel prossimo week end. L’obiettivo però, anche in questo caso, è uno dei primi due posti: in questo modo l’Inter inizierebbe dalle semifinali la fase per l’assegnazione del tricolore.
Andrea Zanchetta
LE ALTRE – L’Under 17 di Polenghi ha già finito la prima fase del suo campionato e nel suo girone si è piazzata al secondo posto, staccata dal Milan. I nerazzurri hanno comunque evitato i play off e, nella poule scudetto, entreranno in corsa direttamente ai quarti di finale. L’Under 16 di Solivellasha vinto il suo girone con un ampio vantaggio e potrà contare sul fattore campo dagli ottavi in poi. Infine l’Under 15 di Fautario ha invece concluso al secondo posto il proprio girone ed è stata scavalcata all’ultima giornata dal Milan primo. I nerazzurri adesso cercheranno la rivincita nella corsa al titolo durante i play off
Le coreografie allo stadio, i cori poi la sfilata sui bus. La Milano nerazzurra in delirio
Tifosi interisti in attesa della squadra in piazza Duomo, Milano 28 Aprile 2024 ANSA/MATTEO CORNER
È in ritardo di circa due ore la sfilata con il pullman scoperto dell’Inter per le vie di Milano per festeggiare la vittoria dello scudetto. Il corteo nerazzurro, partito intorno alle 16 da San Siro, si trova ora nella zona di corso Sempione: da lì, passando anche sotto la sede del club in viale della Liberazione, arriverà poi in Piazza Duomo, con un orario d’arrivo inizialmente previsto tra le 20 e le 21 ma che ora slitterà. Intanto sotto la terrazza da dove si affaccerà la squadra interista la piazza è già gremita di tifosi che tra bandiere e cori attendono i loro beniamini.
Festa Inter: tifosi in attesa della squadra in piazza Duomo
I tifosi dell’Inter hanno già riempito Piazza Duomo, aspettando l’arrivo dell’autobus scoperto della squadra. Sono in migliaia infatti le persone che stanno riempiendo le vie del centro, con maglie e bandiere nerazzurre ad ogni angolo, mentre il pullman scoperto della squadra è ancora in viale Caprili, poco dopo San Siro. Nella piazza transennata, poi, non mancano cori e fumogeni per celebrare il trionfo in campionato. In Galleria Vittorio Emanuele II è anche spuntato un bandierone nerazzurro con sopra le due stelle dorate, che ora alcuni tifosi stanno portando verso la piazza.
Non sono mancati anche gli sfottò verso i rivali rossoneri durante la sfilata scudetto dell’Inter. Oltre ai classici cori della curva, infatti, sono comparsi alcuni striscioni sollevati dai giocatori nerazzurri: in particolare, Dumfries ha mostrato uno striscione che lo ritraeva tenere al guinzaglio Theo Hernandez (con cui tra l’altro ha litigato nell’ultimo derby finendo entrambi espulsi) in versione cane, mentre Frattesi ha mostrato una scritta “milanista chiacchierone” come da coro della tifoseria interista.
Dopo oltre mezz’ora, il pullman della squadra nerazzurra ha percorso poco più di duecento metri degli otto chilometri di percorso che porterà Lautaro e compagni in Piazza Duomo, con la carovana che potrebbe così tardare il suo arrivo in centro. Cori e fumogeni hanno fatto da contorno al passaggio dei due autobus interisti, con i calciatori e anche lo staff a cavalcioni del parapetto. Tra i più scatenati Barella, Dimarco e Dumfries ma anche Farris, vice di Inzaghi.
Festa Inter: autobus a rilento, 200 metri in mezz’ora
È partita la sfilata scudetto dell’Inter. I due autobus scoperti (il primo con la squadra e il secondo con lo staff) hanno appena lasciato San Siro, venendo accolti fuori dal garage del Meazza da migliaia di tifosi festanti che si sono aperti lasciando passare la carovana interista tra due ali di folla. I primi a salire sull’autobus sono stati Arnautovic, Calhanoglu e Pavard, seguiti a poco a poco da tutto il resto della squadra compreso il tecnico Simone Inzaghi. Dalle casse dell’autobus fin da subito è partita musica a tutto volume, mentre sui lati sono comparse anche bandiere con le due stelle e sui due autobus si leggono le scritte “campioni d’Italia” e “La seconda stella è nostra, grazie interisti!“. E non sono mancati anche i primi cori dal megafono, con i calciatori (Dimarco e Barella tra i primi a prendere il microfono) a cantare “la capolista se ne va” e “i campioni d’Italia siamo noi” tra qualche birra e selfie di gruppo.
Nel maggio 2021 il Covid non aveva permesso all’Inter di abbracciare i propri tifosi dopo la vittoria dello scudetto. La festa non era mancata, sia a San Siro che per le vie della città, ma senza la classica sfilata con l’autobus scoperto. Oggi, però, tutto è già pronto per la grande parata nerazzurra che dopo la gara contro il Torino riempirà le vie di Milano per celebrare il trionfo in campionato, dopo la festa improvvisata di tifosi e giocatori lunedì scorso in seguito al successo nel derby che ha regalato la matematica certezza della vittoria del ventesimo tricolore.
Conclusa la sfida contro i granata e completato il post partita tra docce e interviste, l‘Inter salirà così su due autobus scoperti con partenza fissata intorno alle 16 dal Meazza. Da lì, comincerà un percorso di circa otto km che passerà dalla zona di San Siro fino a Corso Sempione, con una puntata davanti alla sede di viale della Liberazione prima di passare sotto la Scala e arrivare finalmente in Piazza Duomo intorno alle 20. Un lungo corteo che si concluderà poi con l’arrivo della squadra sulla Terrazza 21, da cui i giocatori saluteranno i tifosi e faranno partire la festa.
Corposo anche il dispiegamento di forze dell’ordine, mentre venerdì il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia ha disposto il divieto nelle zone della festa della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcoliche, vendita per asporto in contenitori di vetro e lattine sia in forma fissa che ambulante, senza vietarne l’ordinario consumo con servizio al tavolo. Ma non si tratterà dell’ultima festa nerazzurra. Il 19 maggio infatti, dopo la gara contro la Lazio, ci sarà la consegna della coppa alla squadra in campo, seguita da un concerto in cui potrebbero essere protagonisti tra gli altri Ligabue, Bocelli e Max Pezzali.
Coreografia tricolore per la curva Nord – Un tricolore contornato dai colori nerazzurri e la scritta “Dale campeon“, ovverosia “forza campioni” in spagnolo. È questa la coreografia che la Curva Nord dell’Inter ha esposto al momento dell’ingresso in campo di Lautaro Martinez e compagni prima della sfida contro il Torino. Sugli spalti del secondo anello blu è comparso invece un tricolore con il numero 14, cioè lo scudetto che la Figc ha assegnato ai nerazzurri per la stagione 2005/06 dopo lo scandalo di Calciopoli. Dopo l’inno della Serie A, inoltre, a bordocampo sono esplosi dei coriandoli tricolori, tra i cori di tutto San Siro “i campioni d’Italia siamo noi“
La festa dell’Inter all’interno dello stadio
Cori per Inzaghi, il tecnico salta con San Siro – “Salta con noi, Simone Inzaghi“, canta tutto San Siro. E il tecnico dell’Inter, dopo qualche istante di titubanza, salta insieme a tutto il Meazza e sorride felice per la conquista dello scudetto. L’allenatore piacentino è infatti stato tra i primi destinatari dei cori della Curva Nord durante la partita contro il Torino, in un clima di festa che prosegue tra cori e bandiere.Passerella del Torino per i campioni d’Italia
Omaggio e passerella da parte del Torino all’Inter campione d’Italia.Tutta la squadra granata infatti si è schierata su due lati all’ingresso in campo, accogliendo i nerazzurri con un lungo applauso. Diversi tra i calciatori che si sono scambiati i complimenti, mentre l’ex interista Bellanova ha abbracciato i suoi ex compagni di squadra. Un gesto di grande sportività da parte del Torino, a cui tutto San Siro ha risposto con un applauso collettivo.
Marotta, ‘vogliamo continuare ciclo con Inzaghi’ – “Il ciclo con Inzaghi lo abbiamo iniziato qualche anno fa e lui ha superato l’esame: in un top club bisogna dimostrare coi fatti, ha dimostrato di essere bravo e vincente, meglio di così non si può trovare. Lui è giovane e ambizioso, vogliamo continuare a vivere questo ciclo, che prima o poi terminerà, ma non siamo nemmeno a metà percorso“. Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, intervistato da Dazn prima della sfida contro il Torino. “Rinnovo di Lautaro e altra grande punta? L’anno prossimo ci sarà una stagione impegnativa con anche il Mondiale per Club, la rosa deve essere puntellata al meglio ma dobbiamo far fronte anche alla sostenibilità: cercheremo di fare un mercato creativo“.Squadra a San Siro tra cori e fumogeni
È pronta a cominciare la festa dell’Inter per la vittoria dello scudetto. La sfilata della squadra con l’autobus scoperto comincerà solo dopo la partita contro il Torino (calcio d’inizio alle 12.30), intanto però i tifosi hanno già iniziato a radunarsi intorno a San Siro. E un primo accenno di festeggiamenti c’è già stato all’arrivo del pullman della squadra (su cui compaiono le due stelle per il ventesimo scudetto vinto) allo stadio per la gara contro i granata: la tifoseria interista infatti ha atteso i calciatori con cori, fumogeni e fuochi d’artificio, in un’atmosfera già nerazzurra a più di un’ora dalla sfida con il Torino. Anche nelle varie fermate della metropolitana sulla linea lilla, che porta fino allo stadio, non sono mancati momenti di cori e sfottò da parte dei tifosi verso i rivali di Milan e Juventus.
Festa Inter: squadra a San Siro tra cori e fumogeni
Si chiama “Ho fatto un sogno”, sarà la colonna sonora ufficiale del tricolore: sarà pubblicata il 26 aprile
Le colonne sonore dello scudetto del 2021 furono “I am Inter”, di Claudio Cecchetto e Max Pezzali, e “Noi siamo l’Inter” di Eddy Veerus, cantante e compositore del Pagante. Questa volta, per celebrare la seconda stella, il club nerazzurro si è affidato alle voci e alla fede calcistica di Tananai, Madame e Rose Villain.
𝓗𝓸 𝓯𝓪𝓽𝓽𝓸 𝓾𝓷 𝓼𝓸𝓰𝓷𝓸 ⭐⭐
La canzone celebrativa dello scudetto realizzata da Tananai, Madame e Rose Villain 🖤💙🎶#ForzaInter#IM2Stars
Il lancio il 26 aprile – La canzone sarà caricata su tutte le piattaforme il 26 aprile, ma già ora una nota del club la definisce “una vera e propria dichiarazione di amore incondizionato verso l’Inter e i suoi colori”.Tananai, Madame e Rose Villain, noti al grande pubblico anche grazie alle ultime edizioni del festival di Sanremo, hanno lavorato alla produzione del brano con Eclectic Music Group, Sugar Music e WMI.
La canzone che non si accontenta – L’Inter ha comunicato le prime indiscrezioni sul testo della canzone, che si chiamerà “Ho fatto un sogno” e che nel ritornello recita “Ma io ne voglio di più”. L’Inter da anni coinvolge artisti, della musica e non, nel progetto “Inter Friends“.
HO FATTO UN SOGNO”: LA CANZONE CELEBRATIVA DELLO SCUDETTO REALIZZATA DA TANANAI, MADAME E ROSE VILLAIN
Sarà disponibile sulle maggiori piattaforme digitali musicali a partire dalla mattina di venerdì 26 aprile
Ho fatto un sogno…ed era vero! Siamo Campioni d’Italia e sul petto abbiamo cucita la tanto ambita seconda stella. Per celebrare questa splendida vittoria tre grandi artisti italiani si sono uniti per creare una canzone: una vera e propria dichiarazione di amore incondizionato a FC INTERNAZIONALE MILANO e ai suoi colori.
Tananai, Madame e Rose Villain hanno raggiunto creativamente l’apice del loro interismodando alla luce un pezzo dai toni profondi ma freschi, giovani e intensi. Un brano che fa battere il cuore, che parla di un amore viscerale, di Milano, e lo fa con uno sguardo proiettato verso il futuro, al prossimo traguardo da raggiungere “ma io ne voglio di più…” come cita il ritornello.
“Ho fatto un sogno”, brano prodotto da Eclectic Music Groupgrazie al lavoro congiunto con Sugar Music e WMI, incarna perfettamente i valori dell’interismo e si inserisce nel processo di evoluzione del brand Inter conquistato negli ultimi anni, consolidando il legame del Club con la musica e l’amicizia con i talent “Inter Friends”.
La canzone celebrativa sarà disponibile sulle maggiori piattaforme digitali musicali a partire dalla mattina di venerdì 26 aprile.
DERBY-DAY SUCCESS AND SCUDETTO GLORY ⭐⭐ | BEST MOMENTS | PITCHSIDE HIGHLIGHTS📹⚫🔵 – Inter
Si attende solo l’ufficialità da parte della Lega Serie A per lo spostamento della sfida tra i nerazzurri e il Torino dalle 15 di sabato alle 12.30 di domenica
L’Interha vinto lo scudettoproprio nel derby con ilMilan, ora è tempo di festeggiamenti: decisa la data della sfilata sul bus scoperto con lo scudetto.
Inter Campione d’Italia – Sembra essere domenica28 aprile la data scelta dall’Inter per festeggiare la conquista dello scudetto con l’autobus scoperto per le vie di Milano. Secondo quanto trapela da ambienti nerazzurri, si attende solo l’ufficialità da parte della Lega Serie A per lo spostamento della sfida tra i nerazzurri e il Torino dalle 15 di sabato alle 12.30 di domenica prossima.
Questo darà modo alla squadra di Simone Inzaghi di festeggiare nel pomeriggio insieme ai tifosi in una parata che partirà da San Siro per arrivare in Piazza Duomo. Lì i calciatori saranno i protagonisti da una terrazza con affaccio sulla piazza, per una festa che proseguirà dopo quella spontanea della notte scorsa.
Scudetto Inter, pagelle: Lautaro Mvp, Dimarco attaccante aggiunto. Barella-Bastoni da urlo, Inzaghi nella storia come il Mago Herrera
L’Inter batte il Milan 2-1 nel derby e conquista lo scudetto. Non poteva esserci epilogo migliore, come la scenaggiatura di un film: vincere lo scudetto della seconda stella contro i cugini rossoneri. Una stagione da sogno in serie A, culminata con un trionfo meritato. Ecco il pagellone dello scudetto interista.
SOMMER 8,5 – Onana chi? Spazza via ogni pregiudizio blindando la porta dei campioni d’Italia con un clean sheet dietro l’altro. Portiere meno battuto d’Europa.
BASTONI 9 – L’anno della consacrazione tra chiusure, inserimenti ed assist, la novità dell’ultimo mese e mezzo. Versione 2.0.
BARELLA 9 – Personalità da vendere, quantità, qualità e grande costanza di rendimento. Sempre più leader e motore rombante della fuoriserie di Inzaghi.
MKHITARYAN 9 – Toglietemi tutto ma non Mkhitharyan, il mantra di Inzaghi. Ne salta solo una dall’inizio, il più utilizzato dopo Sommer. Highlander.
CALHANOGLU 9,5 – Regista illuminato, implacabile dagli 11 metri. Mette nel computo scudetto geometrie, idee e gol in doppia cifra. Cecchino e direttore d’orchestra.
DIMARCO 9 – Tra i migliori esterni d’Europa, 1° per distacco in A. Alla causa gamba, corsa e un fatturato offensivo da attaccante aggiunto.
THURAM 9 – Nei piani, la riserva di Lukaku: ne prende il posto cancellandone il ricordo in un amen. E a suon di gol ed assist. Una questione di… geni.
LAUTARO 10 – L’MVP della cavalcata scudetto. Toro inarrestabile alla miglior stagione di sempre in zona-gol. Dopo Nyers lo straniero più prolifico della storia dell’Inter. Capitano e leader.
INZAGHI 10 – Nella storia dell’Inter come Herrera, il Mago della prima stella. Si appunta al petto la seconda da dominatore incontrastato. In totale 6 trofei in nerazzurro, un gradino più su HH e Mancini.
SOCIETA’ 9,5 –Da Steven Zhang, presidente a distanza, ma il 2° più vincente di sempre, e a regalare una stella, con Angelo Moratti. A Marotta&Ausilio, gli artefici del mercato-scudetto.
DIFESA 8,5- – Il valore aggiunto è Pavard, voto 8,5, il nuovo che avanza Yann Bisseck (7,5). Le conferme Darmian (8,5), Acerbi (8) e De Vrij (8) con Bastoni mvp.
CENTROCAMPO 9 – Dopo i tre tenori, un certo Frattesi, 12° uomo da un gol ogni 129 minuti giocati, voto 8. Mezzo punto in meno a Dumfries, 7 ad Asllani, 6 risicato a Klaassen e Sensi.
ATTACCO 9 – La Thu-La come motore trainante della seconda stella. Da 7– il contributo della coppia di rincorsa, Sanchez-Arnautovic, spesso ai box.
I nerazzurri sostengono la campagna ‘Il Panda siamo noi’, portando in campo gli “Ext1nction Numb3rs”, ovvero i numeri che spiegano in maniera inequivocabile la crisi di natura che stiamo vivendo
Inter – WWF – Gruppo calciatori
Sarà un derby anche in difesa dell’ambiente e della biodiservità, quello tra Milan e Inter in programma questa sera, lunedì 22 aprile, allo stadio san Siro di Milano. In occasione dell’Earth Day, l’Inter ha deciso di sostenere la campagna del Wwf Italia “Il Panda Siamo Noi” portando in campo gli “Ext1nction Numb3rs“, ovvero i numeri che spiegano in maniera inequivocabile la crisi di natura che stiamo vivendo. Sulla manica di ogni magliadella rosa interista sarà applicata una patch che racconta un dato o un messaggio di mobilitazione collegato al numero del giocatore che la indossa.
Benjamin Jacques Marcel PavardMarcus ThuramKristjan Asllani
Si comincia, ad esempio, con il numero 1 del portiere Sommer, che spiega come “Abbiamo 1 solo pianeta a disposizione“, per passare alla maglia numero 9 di Thuram che racconterà i 9 ettari di foreste che vengono distrutti ogni minutomentre il 10, indossato da Lautaro, indica come negli ultimi 14 anni si sia verificato un calo medio del 10% della biodiversità. Il 23 di Barella denuncerà come il commercio illegale di fauna valga 23 miliardi di dollari, mentreil 20 di Çalhanoglu sottolinea i 20.000 decessi in Europa per caldo estremo nel 2022. Insieme a Thuram, Asllani e Pavard sono i protagonisti di un video prodotto da Inter Media House e Wwf che racconta il progetto: i loro numeri racconteranno delle 28 tonnellate di plastica disperse nel Mediterraneo ogni 12 ore e del 21% del totale della carne di squalo venduta in Europa.
L’Inter scende in campo col WWF per la Giornata della Terra – Earth Day – Focus
Quella di stasera è la prima iniziativa di questo tipo realizzata con un club di calcio, e per l’Inter rappresenta una nuova e importante tappa nel percorso che ha reso la maglia nerazzurra uno strumento di posizionamento di brand e di engagement con i propri stakeholder. Inoltre, “The Ext1nctions Numb3rs” è la prima campagna di responsabilità sociale del Club sui temi del cambiamento climatico e del rispetto della biodiversità.
“Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione che ci permette di fare da cassa di risonanza su un tema molto importante – dichiara il vice President nerazzurroJavier Zanetti– Il linguaggio dello sport, i suoi valori universali, riescono a favorire il cambiamento ed a raggiungere i cuori di milioni di appassionati. Siamo certi che questo appello non rimarrà inascoltato“
Derby di Milano, ma non solo. Nei prossimi giorni alcune maglie autografate con la esclusiva patch dedicata alla campagna saranno messe all’astacon il supporto del partner nerazzurro eBay. Il ricavato contribuirà a sostenere la campagna Our Nature del Wwf Italia che ha l’obiettivo di proteggere gli habitat e le specie chiave in Italia e nel mondo. “La crisi climatica e quella di biodiversità riguardano tutti noi. Riguardano il nostro presente e riguardano il nostro futuro che rischia di essere estremamente diverso da come lo immaginiamo. La scienza ci dice come rischia di cambiare la nostra vita nei prossimi anni, con numeri che descrivono in modo inequivocabile come stiamo compromettendo i nostri sistemi naturali – dichiara Alessandra Prampolini, Direttrice generale Wwf Italia – Siamo felici che l’Inter abbia scelto di mettere a disposizione i numeri delle proprie maglie per comunicare con noi in modo semplice e diretto, attraverso un grande evento sportivo, l’impatto dei nostri stili di vita e dei nostri modelli produttivi che stanno mandando in “bancarotta” la Natura e i servizi che gratuitamente ci offre. Prenderne coscienza e rendersi parte del cambiamento è il punto di partenza per salvare gli habitat del nostro pianeta, insieme alle specie che lo abitano. Anche quella umana, che troppo spesso dimentica di essere essa stessa natura”.
La campagna #IlPandaSiamoNoi, lanciata dal Wwf Italia lo scorso ottobre, ha l’obiettivo di modificare la percezione dell’opinione pubblica riguardo alla crisi ambientale che stiamo vivendo ed evidenziare il grave pericolo in cui versa la nostra specie. La sfida che abbiamo di fronte, oggi, richiede nuova consapevolezza e responsabilità: proteggere la natura è un imperativo vitale per l’umanità stessa.
Inter, Zhang rompe il silenzio: “Voci false sul club”
“Le voci sull’Inter? Tutto falso“. Steven Zhang ricompare dopo settimane e torna a far sentire la propria voce. Il presidente dell’Inter, sparito dai radar e assente da mesi in Italia, parla a Sky Sport dal circuito di Shanghai, dove è andato in scena il Gp di Cina di Formula 1. L’Inter sta per vincere lo scudetto mentre si inseguono voci sul futuro della società. “Negli ultimi 7 anni in cui noi siamo stati proprietari dell’Inter, ogni giorno ci siano state delle voci, ma il fatto che abbiamo vinto 6 trofei e ora siamo vicini al settimo trofeo e alla seconda stella nella storia del vlub, è qualcosa che aggiunge tanto al lascito di questo club. Posso dire che nessuna di queste voci è vera, io sono il presidente e proprietario, continueremo a vincere ogni stagione e ad ambire al miglior risultato“, dice Zhang. Lo scudetto potrebbe arrivare con una vittoria nel derby con il Milan in programma domani. “Quest’anno sono molto fiero della mia squadra e di tutti i membri dell’Inter, come presidente non potrei essere più contento. Ovviamente la prossima partita è importante, ma noi sappiamo quello che vogliamo. La cosa importante per il nostro Club, per lo staff, per l’allenatore, per i giocatori e tutti i componenti del club è che sappiamo quale sia il nostro obbiettivo, la mentalità vincente non è mai stata così alta e siamo sicuri che in Italia siamo forti“, aggiunge.
L’ad nerazzurro non nasconde l’amarezza per l’episodio ma sottolinea: “Crediamo nella versione del ragazzo e per questo lo abbiamo difeso. Noi come società condanniamo ogni forma di razzismo e siamo comunque vicini a Jesus. Il futuro del club? Parlo con il presidente, c’è la volontà di proseguire assieme”
“Acerbi? È una pagina amara comunque la si veda“. Prima della sfida con l’Empoli Giuseppe Marotta non ha nascosto l’amarezza per come si è svolta la vicenda relativa al difensore, malgrado sia stato scagionato dal giudice sportivo. “Sull’episodio siamo stati zitti volutamente“, sottolinea l’ad nerazzurro. “Noi abbiamo chiesto ad Acerbi di farci il resoconto di quello che è successo in campo. Lui ha raccontato la sua verità, noi non avevamo dubbi nel credere alla sua versione e non avevamo riscontri di un comportamento di discriminazione razziale nei confronti dell’avversario. Pertanto lo abbiamo affiancato con il nostro avvocato e il giudice ha espresso la sua posizione.La sentenza va rispettata, Acerbi è un professionista e una persona seria, non credo possa scherzare su questi argomenti. Detto questo ribadiamo che l’Inter è sempre a favore di ogni iniziativa contro qualunque discriminazione. Noi condanniamo ogni tipo di razzismo e siamo al fianco di Juan Jesus da questo punto di vista. Ovviamente Acerbi ha ricevuto tanti attacchi ma è abituato ad affrontare la vita con grande determinazione. Ha avuto gravi problemi di salute, è un uomo con la U maiuscola. Saprà venir fuori anche da questa questione”.
“Zhang via? Credo che possa e voglia andare avanti” – Cambiando argomento, Marotta non ha nascosto la speranza che Zhang resti alla guida dell’Inter malgrado le voci di un imminente cambio di proprietà siano sempre più forti: “Non so cosa succederà dopo il 20 maggio (giorno della scadenza concessa dal fondo Usa Oaktree a cui Zhang dovrebbe versare 375 milioni di euro, ossia i 275 milioni più i 100 milioni scaturiti dal tasso d’interesse al 12%, ndr), sono tematiche che sono sopra la mia testa. Però parlo spesso con il presidente, credo che abbia la possibilità e la voglia di andare avanti. Ci siamo trovati bene, è una proprietà che ha portato risultati. Credo che ci siano tutte le possibilità per proseguire in questa direzione“.
Intervenuto sulle frequenze di GiornaleRadio.fm, il giornalista del Sole 24 Ore fa il punto sulla questione societaria dell’Inter
Intervenuto sulle frequenze di GiornaleRadio.fm nel corso del programma condotto da Lapo De Carlo ‘Giornale Radio Football Club‘, Marco Bellinazzo ha fatto il punto sulla questione societaria dell’Inter.
“Quanto incide la situazione in Cina di Zhang col futuro dell’Inter? Terrei separate le questioni, il tema è più politico che giudiziario. È evidente che China Construction Bank nel momento in cui agisce in Italia sa di non poter recuperare quei soldi in Italia, ma lo fa per dare un segnale politico. La permanenza di Steven Zhang a Nanchino in questi mesi rileva una difficoltà della famiglia Zhang nei confronti del governo cinese al quale ha fatto tanti favori. Perché una parte dei guai finanziari di Suning derivano da alcuni obblighi di prestiti che hanno creato un danno e sono causa e concausa di quello che vediamo riflesso nell’Inter”.