Doping Schwazer: Si chiude così una giornata interminabile


Fonte: http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/rio2016/2016/08/08/news/schwazer_tas_sentenza_marcia_doping-145608705/

il Tas prende tempo, la decisione slitta a venerdì

08 agosto 2016 – A Rio ancora non è chiaro se il marciatore potrà prendere parte ai Giochi dopo il rinvio del verdetto al 12 agosto il giorno in cui si corre la 20 km che il marciatore teoricamente potrebbe disputare, ad una settimama esatta dalla 50 km che rappresenta la vera sfida dell’altoatesino. Si chiude così una giornata interminabile, nel corso del quale era stata ascoltata la difesa del marciatore e la posizione della Iaaf.

A informare la stampa italiana ed internazionale, che per tutto il giorno si è accampata nella hall del grattacielo in centro a Rio de Janeiro dove si è svolta l’udienza, è stato l’avvocato Giuseppe Sorcinelli, membro dell’entourage di Schwazer. “Alex, Sandro Donati ed i legali non possono rilasciare dichiarazioni -ha detto- la procedura arbitrale confidenziale non lo permette. Ci scusiamo con voi che avete atteso a lungo ma non possiamo davvero divulgare nulla. Il ragazzo continuerà  ad allenarsi e vi prego di lasciarlo tranquillo. Posso solo dire che il Tribunale ha assicurato che depositerà la decisione quanto prima, venerdì è il termine massimo per consentirgli di partecipare alla 20 km. Ci scusiamo a nome di Alex con tutti per la lunga attesa di oggi, ma non è una decisione di Alex di non parlare. Non è una scelta sua non parlare e sottrarsi al confronto: dovete capire che potrebbero derivare grandi problemi“.

 Fonte: http://www.ansa.it/giochi_olimpici_2016/notizie/padiglione_italia/2016/08/08/doping-schwazer-al-tas-per-ludienza_bab2a7c8-0bdf-479c-b179-0457dc020eb7.html

Due ore dibattimento, Schwazer ultimo a essere ascoltato

08 agosto 2016  19:18 – Il legale di     Schwazer : “Abbiamo visto Alex sereno, motivato e determinato come prima di una gara. E di solito le gare lui le vince, speriamo vinca anche questa”. 

Marcinelle, 60 anni da tragedia


Il disastro di Marcinelle 

“Per non dimenticare

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigranti italiani. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell’UNESCO.

Marcinelle video originale del 8 agosto 1956 

Un omaggio a tutti i Minatori che hanno perso la vita,non solo a Marcinelle.. Ma in tutte le miniere sparse nel mondo.

Hommage aux mineurs décédés le 08 août 1956 dans la catastrophe du Bois du Cazier

Omaggio ai minatori che morirono 8 agosto 1956 nella catastrofe del Bois du Cazier

04 agosto 1974 – Strage dell’Italicus


La strage dell’Italicus fu un attentato terroristico di tipo dinamitardo compiuto nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 sul treno Italicus, mentre questo transitava presso San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.

4 agosto 1974: 40 anni fa la strage dell’Italicus

È considerato uno dei più gravi attentati verificatisi negli anni di piombo, assieme alla Strage di piazza Fontana del 1969, alla Strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 e alla Strage di Bologna del 1980. Per la strage dell’Italicus, come per le altre stragi, furono a più riprese incriminati come esecutori diversi esponenti del neofascismo italiano.

Nella notte del 4 agosto 1974 una bomba esplode nella vettura numero 5 del treno Espresso 1489 Italicus diretto a Monaco di Baviera, all’altezza della stazione di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. I morti sono 12, molti altri i feriti. La strage avrebbe potuto avere conseguenze più gravi se l’ordigno fosse esploso all’interno della Grande Galleria dell’Appennino. Tra le vittime Elena Donatini, Nicola Buffi, Herbert Kontriner, Nunzio Russo, Marco Russo, Maria Santina Russo, Tsugufumi Fukuda, Antidio Medaglia, Elena Celli, Raffaella Garosi, Wilhelmus J. Hanema e Silver Sirotti, un controllore presente sul convoglio che sopravvisse allo scoppio della bomba sul treno, ma anziché mettersi in salvo, armato di un semplice estintore entrò nella vettura rovente per cercare di salvare i passeggeri intrappolati.

Il 5 agosto 1974 viene rinvenuto in una cabina telefonica a Bologna un volantino di rivendicazione dell’attentato a firma Ordine Nero che dichiarava:

« Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti. »

Le vittime:

  • Elena Donatini, anni 58
  • Nicola Buffi, anni 51
  • Herbert Kontriner, anni 35
  • Nunzio Russo, anni 49
  • Marco Russo, anni 14
  • Maria Santina Carraro in Russo, anni 47
  • Tsugufumi Fukuda, anni 32
  • Antidio Medaglia, anni 70
  • Elena Celli, anni 67
  • Raffaella Garosi, anni 22
  • Wilhelmus J. Hanema, anni 20
  • Silver Sirotti, anni 24

02 agosto 1980 ore 10:25 ………………………….


Bologna e la strage 36 anni fa

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna

La strage di Bologna, compiuta la mattina di sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, è il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, da molti indicato come uno degli ultimi atti della strategia della tensione..

Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti. Gli ipotetici mandanti sono tuttora sconosciuti, ma furono rilevati collegamenti con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati.

Nell’attentato rimasero uccise 85 persone ed oltre 200 rimasero ferite. Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista, ma solo dopo un lungo iter giudiziario e numerosi depistaggi (per cui vennero condannati Licio Gelli, Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Francesco Pazienza), la sentenza finale del 1995 condannò Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro «come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l’attentato di Bologna» e per aver «fatto parte del gruppo che sicuramente quell’atto aveva organizzato», mentre nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti.

l’Avvenimento – Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, venne fatto esplodere e causò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta “Compound B”, potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina a uso civile).

L’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest, allo scopo di aumentarne l’effetto; l’onda d’urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio. L’esplosione causò la morte di 85 persone e il ferimento o la mutilazione di oltre 200.

Le vittime furono 85, la più giovane di 3 anni (Angela Fresu) e la più vecchia di 86 anni (Antonio Montanari). Qui sotto un elenco dei nomi, seguiti dall’età.

  • Antonella Ceci, 19
  • Angela Marino, 23
  • Leo Luca Marino, 24
  • Domenica Marino, 26
  • Errica Frigerio, 57
  • Vito Diomede Fresa, 62
  • Cesare Francesco Diomede Fresa, 14
  • Anna Maria Bosio, 28
  • Carlo Mauri, 32
  • Luca Mauri, 6
  • Eckhardt Mader, 14
  • Margret Rohrs, 39
  • Kai Mader, 8
  • Sonia Burri, 7
  • Patrizia Messineo, 18
  • Silvana Serravalli, 34
  • Manuela Gallon, 11
  • Natalia Agostini, 40
  • Marina Antonella Trolese, 16
  • Anna Maria Salvagnini, 51
  • Roberto De Marchi, 21
  • Elisabetta Manea, 60
  • Eleonora Geraci, 46
  • Vittorio Vaccaro, 24
  • Velia Carli, 50
  • Salvatore Lauro, 57
  • Paolo Zecchi, 23
  • Viviana Bugamelli, 23
  • Catherine Helen Mitchell, 22
  • John Andrew Kolpinski, 22
  • Angela Fresu, 3
  • Maria Fresu, 24
  • Loredana Molina, 44
  • Angelica Tarsi, 72
  • Katia Bertasi, 34
  • Mirella Fornasari, 36
  • Euridia Bergianti, 49
  • Nilla Natali, 25
  • Franca Dall’Olio, 20
  • Rita Verde, 23
  • Flavia Casadei, 18
  • Giuseppe Patruno, 18
  • Rossella Marceddu, 19
  • Davide Caprioli, 20
  • Vito Ales, 20
  • Iwao Sekiguchi, 20
  • Brigitte Drouhard, 21
  • Roberto Procelli, 21
  • Mauro Alganon, 22
  • Maria Angela Marangon, 22
  • Verdiana Bivona, 22
  • Francisco Gómez Martínez, 23
  • Mauro Di Vittorio, 24
  • Sergio Secci, 24
  • Roberto Gaiola, 25
  • Angelo Priore, 26
  • Onofrio Zappalà, 27
  • Pio Carmine Remollino, 31
  • Gaetano Roda, 31
  • Antonino Di Paola, 32
  • Mirco Castellaro, 33
  • Nazzareno Basso, 33
  • Vincenzo Petteni, 34
  • Salvatore Seminara, 34
  • Carla Gozzi, 36
  • Umberto Lugli, 38
  • Fausto Venturi, 38
  • Argeo Bonora, 42
  • Francesco Betti, 44
  • Mario Sica, 44
  • Pier Francesco Laurenti, 44
  • Paolino Bianchi, 50
  • Vincenzina Sala, 50
  • Berta Ebner, 50
  • Vincenzo Lanconelli, 51
  • Lina Ferretti, 53
  • Romeo Ruozi, 54
  • Amorveno Marzagalli, 54
  • Antonio Francesco Lascala, 56
  • Rosina Barbaro, 58
  • Irene Breton, 61
  • Pietro Galassi, 66
  • Lidia Olla, 67
  • Maria Idria Avati, 80
  • Antonio Montanari, 86

Nurburgring 01/08/1976


Incidente di Niki Lauda al Nurburgring del 1976

Niki Lauda è stato tre volte Campione del mondo: nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren

Il Gran Premio di Germania 1976 è stata l’ottava prova della stagione 1976 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 1º agosto 1976 sul Nürburgring Nordschleife. La gara è stata vinta dal britannico James Hunt su McLaren-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del quarto successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il sudafricano Jody Scheckter su Tyrrell-Ford Cosworth e il tedesco Jochen Mass, anch’egli su McLaren-Ford Cosworth.

La gara viene ricordata per il grave incidente che occorse a Niki Lauda, pilota della Scuderia Ferrari. A seguito dell’incidente la F1 abbandonò l’utilizzo della Nordschleife.

Circuit Nürburgring-1967-Nordschleife.svg

Data 1º agosto 1976
Nome ufficiale XXXVIII Großer Preis von Deutschland
Circuito Nürburgring Nordschleife
Percorso 22,835 km
Distanza 14 giri, 319,690 km
Clima Piovoso poi asciutto
Note Gara sospesa per incidente al 2º giro

Ma nel secondo giro Niki Lauda, complice una “toccata” di troppo sul cordolo, sbandò in una curva al Bergwerk, il punto più lontano del circuito dai box, perdendo il controllo della sua Ferrari. La vettura scartò verso destra, colpì il guard-rail esterno e rimbalzò in mezzo alla pista, prendendo immediatamente fuoco; il sopraggiungente Guy Edwards riuscì ad evitarla, mentre Harald Ertl e Brett Lunger  la colpirono in pieno. Nell’impatto Lauda perse il casco e svenne.

I tre piloti già citati, prontamente, scesero dalle loro vetture e riuscirono a estrarre Lauda dal relitto della vettura, aiutati anche dal sopraggiunto Arturo Merzario, che si era fermato appena visto l’incidente; quindi lo deposero sull’erba della via di fuga, ove gli furono prestati i primi soccorsi. Il pilota austriaco era gravemente ferito e ustionato, sicché venne trasferito in elicottero all’ospedale militare di Coblenza; da lì venne condotto prima al Trauma Clinic di Ludwigshafen, poi al Städliche Krankenanstalten di Mannheim, dove lottò tra la vita e la morte nei giorni seguenti.

Morta a Cracovia la giornalista Rai Anna Maria Jacobini


Stava seguendo il viaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Gioventù. Si è sentita male in camera, l’hanno trovata i colleghi.

 Fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/16_luglio_30/morta-cracovia-giornalista-rai-anna-maria-jacobini-f62572fa-5660-11e6-8307-f119c314f7af.shtml

È morta venerdì sera a Cracovia la giornalista Rai Anna Maria Jacobini, 58 anni. Storica inviata de La Vita in Diretta, si trovava a Cracovia per seguire per Estate in Diretta e A Sua Immagine il viaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della gioventù. È andata in camera per prepararsi per la cena e non è più uscita. L’hanno trovata i colleghi. È possibile che la giornalista sia stata stroncata da un infarto.

Anna Maria Jacobini, uno dei suoi ultimi servizi per i 50 anni dei Pooh

Cracovia, 30 luglio 2016 – Lutto nel mondo del giornalismo e della Tv: è morta improvvisamente a Cracovia Anna Maria Jacobini, inviata da Rai Uno per il programma “A Sua Immagine” alla Giornata Mondiale della Gioventù.
Era un volto noto di Rai Uno

shadow carousel

Inter alle Nazioni Unite


La squadra all’ONU in occasione dell’Inter Summer Tour, su invito della Rappresentanza Permanente di Italia presso le Nazioni Unite

Fonte: http://www.inter.it/it/news/74707/inter-alle-nazioni-unite-la-diretta

NEW YORK –  L’Inter ancora una volta alle Nazioni Unite. La Rappresentanza Permanente di Italia presso le Nazioni Unite, in occasione dell’Inter Summer Tour 2016, ha invitato F.C. Internazionale all’ONU per testimoniare l’importanza del gioco del calcio nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

In virtù della storica attività sociale di Inter Campus e della stabile collaborazione che grazie ad essa è nata con numerose agenzie ONU, tra cui UNOSDP e UNDP, le Nazioni Unite si sono già tinte due volte di nerazzurro, nel 2012 e nel 2014. Questa volta però sarà presente l’intera squadra.

L’Inter alle Nazioni Unite

Fonte: http://www.italyun.esteri.it/rappresentanza_onu/resource/doc/2016/07/concept_paperinter_un28july2016.pdf

 

Lutto in casa Maldini: è morta Marisa, moglie di Cesare


Fonte: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/28-07-2016/milan-lutto-casa-maldini-morta-marisa-moglie-cesare-160503817870.shtml?refresh_ce-cp

A pochi mesi dalla morte dell’ex c.t. azzurro è scomparsa anche la moglie Marisa: il cordoglio del Milan espresso tramite il sito ufficiale della società rossonera.

SI È SPENTA OGGI MARISA MALDINI

28 luglio 2016 – Il club rossonero, tramite una nota sul proprio sito ufficiale  : http://www.acmilan.com/it/news/club/2016-07-28/si-e-spenta-oggi-marisa-maldini

“Oggi che ci ha lasciati anche la Signora Marisa, in tutti noi c’è smarrimento ma anche il desiderio forte di stringersi con grandissimo affetto ai figli e ai nipoti, a tutti i Maldini.

La Signora Marisa ora è lassù con Cesare. Al nostro Paolo, ad Alessandro, a Piercesare, a Donatella, a Monica, a Valentina arrivi il senso della vicinanza più profonda e più sentita da parte di tutto il Milan.

Il ricordo della cara Marisa è il ricordo di una esemplare custode dei valori della famiglia. Una donna di classe e di stile, una mamma discreta, una moglie sempre presente e sempre sensibile”.

27 luglio 1993 -:- 27 luglio 2006 – Milano, la strage di Via Palestro


27 luglio 1993 – 27 Luglio 2016 – sono passati 23 anni dalla strage di via Palestro, ricordiamo le 5 vittime: i  Vigili del Fuoco – Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l’Agente di Polizia Municipale Alessandro Ferrari e Moussafir Driss, immigrato marocchino che dormiva su una panchina.

Via Palestro poco dopo la strage

In data 27 luglio 2015, a distanza di 22 anni dall’esplosione, è stata posizionata sul luogo della strage una targa commemorativa con i nomi dei caduti, inoltre i giardini di via Morgagni, che si trovano a circa 1 chilometro dal luogo dell’attentato, sono stati intitolati alle vittime della strage.

La sera del 27 luglio l’agente di Polizia Locale Alessandro Ferrari notò la presenza di una Fiat Uno (che risulterà poi rubata qualche ora prima) parcheggiata in via Palestro, di fronte al Padiglione di arte contemporanea, da cui fuoriusciva un fumo biancastro e quindi richiese l’intervento dei Vigili del fuoco, che accertarono la presenza di un ordigno all’interno dell’auto; tuttavia, qualche istante dopo, l’autobomba esplose ed uccise l’agente Alessandro Ferrari e i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno ma anche l’immigrato marocchino Moussafir Driss, che venne raggiunto da un pezzo di lamiera mentre dormiva su una panchina.

Video storia: quella sera…..strage di Via Palestro 27 luglio 1993 – Milano

Napoli, arrestati 17 falsi invalidi:


Napoli, arrestati 17 falsi invalidi: “Hanno truffato l’Inps per 1,7 milioni di euro”

Commento:  “hanno truffato l’INPS”????? ma  queste persone una volta accertata la truffa, hanno truffato tutti i veri invalidi al 100% per i quali l’INPS non li riconosce  nessun indennizzo, perciò i veri truffati non è l’INPS ma tutti i veri invalidi.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/20/napoli-arrestati-17-falsi-invalidi-hanno-truffato-linps-per-17-milioni-di-euro/2920116/

Per l’istituto di previdenza erano affetti da paralisi motoria, disturbi psichici e fobie. E invece camminavano tranquillamente per la città e facevano la spesa al supermercato. Ad altre dieci persone è stata notificata la misura cautelare di obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Pubblicato il 20 lug 2016

Napoli (askanews) – Per lo Stato italiano erano disabili e come tali godevano di un trattamento pensionistico, in realtà se ne andavano tranquillamente a fare la spesa al supermercato, frodando all’Inps quasi 2 milioni di euro. I Carabinieri della compagnia di Bagnoli, su disposizione della Procura, hanno così fermato 27 falsi invalidi (17 ai domiciliari e 10 con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) che si erano letteralmente inventate delle patologie gravi macchiandosi, a vario titolo, dei reati di truffa ai danni di ente pubblico, contraffazione di certificati, falsità emessa da privati e falsità ideologica in atto pubblico.
Nel corso delle indagini è stato realizzato con le telecamere nascoste un video in cui si vedono persone – che per l’Inps erano affette da “paralisi motoria” e “disturbi psichici e fobie” – passeggiare normalmente e fare la spesa.
I militari hanno accertato che i responsabili avevano falsificato i verbali di accertamento dell’invalidità dell’Asl, anche con falsi timbri al punto da indurre in errore gli stessi funzionari dell’Inps e ottenere indebitamente l’erogazione di pensioni di invalidità.

Commento: Le immagini parlano da sole, ma mi sorge un dubbio come hanno fatto passare  alla visita fiscale????. 

Agg.: Nizza, identificate le 84 vittime


Fonte:http://www.metronews.it/16/07/19/nizza-identificati-tutti-gli-84-morti.html

Parigi – Tutte le persone uccise nella strage di Nizza sono state identificate e i corpi possono essere ora consegnati alle famiglie. Lo ha annunciato il ministro francese della Giustizia Jean-Jacques Urvoas a Europe 1. In precedenza il ministro aveva detto che 70 feriti sono ancora ricoverati e 19 di essi sono in gravi condizioni.

Sono 6 le vittime italiane.

RENZI: L’ITALIA PIANGE LE VITTIME DI NIZZA, VIVIAMO CON PIU’ INTENSITA’

Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/07/19/nizza-sei-vittime-italiane.-renzi-uniti-contro-il-terrore_07981a7a-393a-4a6c-b553-eb9bd8ba7946.html

Le vittime italiane accertate della strage di Nizza del 14 luglio: si tratta di due coppie, una donna e uno studente nato in Italia ma cresciuto negli Stati Uniti, in California, dove risiedeva. I coniugi di Voghera (Pavia) Gianna Muset (68 anni) e Angelo D’Agostino (71 anni), oltre a quelle del 90enne Mario Casati e della sua compagna 77enne, Maria Grazia Ascoli, entrambi milanesi, Carla Gaveglio, una casalinga 48enne di Piasco (Cuneo), e Nicolas Leslie, uno studente che frequentava il terzo anno alla University of California (Berkeley

Wada: doping Russia ……………


Ansa:  Wada: doping Russia diretto da Stato, escluderla dalle Olimpiadi

Doping di stato. Questa la grave accusa che emerge dal rapporto dell’Agenzia Mondiale Antidoping, pubblicato oggi, secondo il quale il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo stato. Servizio di Giampiero Spirito.

articolo completo : http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2016/07/17/-rio-usa-vuole-russia-esclusa-guerra-fredda-per-doping_d17d07d2-b3fd-45eb-a77d-330dfd4ad9e6.html

Il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo Stato, e non solo per l’atletica leggera: e’ la conclusione del rapporto dell’agenzia Mondiale antidoping.

Per la Wada, si trattava di un ‘sistema di falsificazione’ dei test ordinato dalle autorita’ politiche.   

A capo del sistema di falsificazione dei test antidoping per gli atleti russi, tra 2010 e 2015, c’era il ministero dello sport di Mosca, con la collaborazione dei servizi di sicurezza (l’Fsb, ex Kgb) e del centro nazionale di preparazione del Team Russia.

La Wada ha poi chiesto ufficialmente di escludere tutte le nazionali della Russia dalle gare dell’Olimpiade di Rio.

Tutti i dirigenti pubblici accusati nel rapporto Wada di essere coinvolti nello scandalo doping saranno temporaneamente sospesi dai loro incarichi fino alla fine delle indagini: lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, citato dall’agenzia Interfax.

Vediamo che cos’è la  WADA

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Agenzia_mondiale_antidoping

Wada : World Anti-Doping Agency – L’Agenzia Mondiale Antidoping (AMA), in francese Agence mondiale antidopage (AMA) e in inglese World Anti-Doping Agency (WADA), è una fondazione a partecipazione mista pubblico-privata, creata per volontà del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il 10 novembre 1999 a Losanna, per coordinare la lotta contro il doping nello sport. Nel 2002 il quartier generale dell’AMA è stato spostato a Montreal in Canada, anche se giuridicamente resta una fondazione, di diritto privato, regolata dal diritto civile svizzero

Organizzazione – La massima autorità decisionale all’interno della WADA è composta dai 38 membri del consiglio di fondazione, costituita equamente dai rappresentanti del CIO e dai rappresentanti dei vari governi nazionali. Sono gli stessi membri del consiglio ad eleggere il presidente della fondazione. La maggior parte delle decisioni quotidiane sono delegate ad un gruppo di 12 membri con potere esecutivo, i quali sono suddivisi anch’essi equamente tra portavoce del CIO e dei governi. Fanno parte dell’organizzativo anche alcune sezioni che si occupano della finanza e dell’amministrazione, inclusa una commissione composta da atleti.

La WADA è una organizzazione internazionale che delega il lavoro alle singole nazioni ed alla Organizzazione Nazionale Anti Doping (NADO), controllandone l’operato affinché sia conforme al Codice Mondiale Anti-Doping. La WADA, inoltre, accredita circa 30 laboratori per eseguire le analisi scientifiche necessarie al controllo anti-doping.

Gli statuti della WADA e del Codice Mondiale Anti-doping stabiliscono che, nell’ultima fase di giurisdizione in casi di doping, le decisioni siano prese dalla Court of Arbitration for Sport.

 

24 anni fa la strage di via D’Amelio


Paolo Borsellino, 24 anni fa la strage di via D’Amelio

Era il 19 luglio del 1992, persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta

Fonte e articolo completo:  http://www.ansa.it/legalita/albero/criminalita/2016/07/16/paolo-borsellino-24-anni-fa-la-strage-di-via-dalemio_539a77c6-58b8-46a7-8083-4d670781ef3b.html

Ventiquattro anni fa la strage di via D’Amelio a Palermo: era il 19 luglio del 1992, persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo.

L’intervista a Paolo Borsellino dopo la morte di Falcone 

Strage Via D’Amelio

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_D%27Amelio

Il 19 luglio 1992, alle ore 16.58, una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo del tipo Semtex-H  (miscela di PETN, tritolo e T4) telecomandati a distanza, esplose in via Mariano D’Amelio 21, sotto il palazzo dove viveva la madre di Borsellino, presso la quale il giudice quella domenica si era recato in visita; l’agente sopravvissuto Antonino Vullo descrisse così l’esplosione: «Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l’auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l’inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L’onda d’urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c’erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto»

Lo scenario descritto da personale della locale Squadra Mobile giunto sul posto parlò di «decine di auto distrutte dalle fiamme, altre che continuano a bruciare, proiettili che a causa del calore esplodono da soli, gente che urla chiedendo aiuto, nonché alcuni corpi orrendamente dilaniati». L’esplosione causò inoltre, collateralmente, danni gravissimi agli edifici ed esercizi commerciali della via, danni che ricaddero sugli abitanti. Sul luogo della strage, pochi minuti dopo il fatto, giunse immediatamente il deputato ed ex-giudice Giuseppe Ayala che abitava nelle vicinanze.

Gli agenti di scorta ebbero a dichiarare che la via D’Amelio era considerata una strada pericolosa in quanto molto stretta, tanto che, come rivelato in una intervista rilasciata alla RAI da Antonino Caponnetto, era stato chiesto alle autorità di Palermo di vietare il parcheggio di veicoli davanti alla casa, richiesta rimasta però senza seguito.

 

Agg. Schwazer: il Tas nega la sospensiva


Schwazer: il Tas nega la sospensiva
Ma gli concede un’ultima chance

           Fonte e articolo:              http://www.corriere.it/sport/16_luglio_18/schwazer-tas-nega-sospensiva-ma-concede-un-ultima-chance-95175f60-4d13-11e6-b4d6-1a2d124027e8.shtml

I giudici di Losanna confermano la sanzione della Iaaf, ma concedono al marciatore un’udienza urgente per decidere se potrà andare o no ai Giochi di Rio

Niente sospensione dello stop per Alex Schwazer. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha bocciato la richiesta avanzata dal marciatore trovato di nuovo positivo a un controllo anti-doping. Ma non finisce qui, non ancora.

Ultima spiaggia  All’oro olimpico di Pechino 2008 gli resta un’ultimissima chance per partecipare ai Giochi di Rio: saranno i giudici di Losanna infatti a stabilire se sarà ammesso alla spedizione brasiliana. Come? Entrando nel merito della questione, attraverso un’udienza urgente nella quale saranno convocate le parti, la Iaaf e Schwazer che dovrà provare la sua innocenza e potrà portare testimonianze a suo favore. Il ricorso presentato al Tas di 52 pagine richiede tempo per essere esaminato ed è per questo che in Svizzera hanno scelto la strada del dibattimento. Che dovrebbe avvenire già la settimana prossima, come fa sapere lo staff di Schwazer.

Attesa per decisione Tas su Schwazer


Oggi per il marciatore altoatesino l’ultima chance per Rio 2016

giugno 2016 – Conferenza stampa Alex Schwazer

Fonte articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2016/07/18/attesa-per-decisione-tas-su-schwazer_6575f534-dd66-4018-80fb-42158689a2d9.html

Alex Schwazer attende per oggi pomeriggio la decisione del Tas di Losanna sulla sua eventuale ammissione ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro. Il legale del marciatore, l’avvocato bolzanino Gerhard Brandstätter, ha presentato un’ampia documentazione al Tribunale arbitrale dello sport per chiedere la revoca della sospensione per doping.
    “Abbiamo insistito affinché sia il Tas a decidere, perché è l’autorità più alta, mentre non possiamo attendere la decisione della giustizia sportiva italiana, visti i tempi ormai strettissimi”, spiega Brandstätter che si dice tuttavia fiducioso.

Turchia: golpe fallito


15 Luglio 2016 – Turchia: golpe fallito, 300 morti e oltre 2.800 militari arrestati

Istanbul come Tienanmen, un uomo solo in strada ferma il carro armato

Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/07/15/colpo-di-stato-in-turchia-carri-armati-ed-f16-su-ankara_432c117d-f188-423f-9f72-05260b0cc20c.html

Sono quasi 300 i morti durante il tentativo fallito di colpo di Stato avvenuto in Turchia: si tratta di 41 ufficiali di polizia, due soldati, 47 civili e 104 persone descritte come complottisti. Oltre 1.400 i feriti. La notte piu’ lunga si conclude dunque con il fallimento del golpe tentato da una fazione dell’esercito contro il presidente Tayyip Erdogan.

Sono 2.839 finora i militari arrestati. Il premier turco Binali Yildirum ha detto che nella costituzione del Paese non è prevista la pena di morte, ma aggiungendo che il governo considererà cambiamenti legali per accertarsi che simili tentativi di colpo di stato non si ripetano mai più.

Colpo di Stato Turchia, Erdogan incita il popolo a scendere in piazza”Sono io il Presidente”

Tornato a Istanbul, il presidente si è concesso piu di un bagno di folla nella zona dell’aeroporto. Acclamato da migliaia di sostenitori, che ha salutato con il gesto della rabbia, mutuato dai Fratelli musulmani, il ‘sultano’ ha ringraziato il suo popolo per averlo sostenuto scendendo in piazza, mentre una folla festante sventolava bandiere turche e inneggiava ad Allah. A loro, ha promesso che “i traditori” che hanno tentato di rovesciarlo “pagheranno un caro prezzo”.

Scontro treni in Puglia i funerali


Scontro treni in Puglia, funerali con Mattarella. Indagini pm: ‘Un falso per coprire gli errori’

Fonte e articolo completo:  http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/07/16/scontro-treni-puglia-funerali-ad-andria_c8a85a60-e1a3-4a6b-987f-e113c2f854eb.html

I Funerali – In un palasport gremito ad Andria – circa 5.000 persone presenti – sono svolti i funerali di 13 delle 23 vittime dello scontro tre treni avvenuto il 12 luglio scorso. In prima fila il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio e il governatore della Puglia Michele Emiliano. Sono anche presenti il capo della Polizia Franco Gabrielli e il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi.

Video da: https://www.youtube.com/watch?v=6szk7Kl9v6o

“Diciamo mai più una strage simile” è l’appello del sindaco di Andria, Nicola Giorgino, rivolto direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in prima fila per l’ultimo saluto per le vittime del fatale scontro tra treni sulla linea Corato – Andria di martedì 12 luglio. Oltre 5 mila persone arrivano sotto il diluvio per prendere parte alla funzione che avviene nel palazzetto dello sport di Andria. Assieme al capo dello Stato, sono presenti la presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il governatore della Puglia, Michele Emiliano.

Indagini – Un’alterazione “evidente“, sui registri di almeno una stazione, dell’orario di transito di uno dei tre treni in viaggio sulla tratta Corato-Andria il giorno del disastro ferroviario è stata riscontrata dagli investigatori che indagano sullo scontro dei due treni in Puglia che ha provocato 23 morti. Gli inquirenti tranesi hanno quindi avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l’errore compiuto che ha portato al disastro.

F1: Ecclestone, dura confermare Monza


F1: Sticchi Damiani replica a Ecclestone

Presidente Aci su Gp Monza ‘problemi politici non ci sono più’

Fonte: http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2016/07/16/f1-sticchi-damiani-replica-a-ecclestone_66475afd-198c-404d-a4c0-04872e783a87.html

ROMA, 16 LUG – Non si è fatta attendere la risposta dell’Automobile club d’Italia sull’uscita di Bernie Ecclestone relativa alla conferma del Gran Premio di Monza. “In queste ultime ore – afferma il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani – abbiamo definitivamente risolto tutti i problemi che c’erano con gli Enti territoriali: la Regione, il Comune di Milano e di Monza e l’Ente Parco. Abbiamo trovato un accordo tra Aci Milano e Sias e stiamo predisponendo una offerta vincolante da inviare alla Fom (Formula One Management, società che gestisce diritti e organizzazione della F1, ndr) entro i primi giorni della prossima settimana, probabilmente martedì. A questo punto – conclude Sticchi Damiani – non ci sono più problemi politici”.

F1: Ecclestone, dura confermare Monza

Patron Circus, lavoriamo per trasferire Gp d’Italia ad Imola

Fonte: http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2016/07/16/f1-ecclestone-dura-confermare-monza_f60d50c6-52b8-4de4-b5d1-91f173c645f4.html

MILANO, 16 LUG – L’Italia rischia di non avere piu’ il suo Gp di Formula 1 dal 2017. L’avvertimento arriva direttamente dal patron del Circus Bernie Ecclestone. “Stiamo cercando di risolvere il problema di Monza ma e’ molto difficile perche’ e’ un problema politico”, ha detto all’Ansa Ecclestone, passeggiando lungo il molo dell’isola di Hvar, in Croazia, dove e’ in vacanza.”Stiamo lavorando per trasferire il Gran Premio d’Italia da Monza ad Imola – ha aggiunto – ma se non ci riusciamo, sarà ‘goodbye’ al Gran Premio d’Italia”.

Formula 1 2015 İtalian GP Monza Highlights  

agg.: Strage a Nizza


Fonte :http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/07/14/camion-sulla-folla-a-nizza-diversi-morti-attentato_4515cdda-e88c-4dc8-b616-1432c7f5d11c.html

Nizza: come Charlie Hebdo, dopo strage tributo vignettisti

Sono 202 i feriti, 54 sono bambini. Secondo i media francesi Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha beffato i servizi di sicurezza della Promenade des Anglais fingendosi un fornitore di gelati. Fermata la moglie dell’attentatore

Una bambina mentre depone una rosa sul lungomare a Nizza (Foto di Massimo Percossi) © ANSAUna bambina mentre depone una rosa sul lungomare a Nizza (Foto di Massimo Percossi)

Strage a Nizza: 84 morti


Attentato a Nizza: 84 morti, 10 sono bambini. Killer franco-tunisino, ucciso. “Molti italiani irrintracciabili

Killer beffa polizia: “Devo consegnare gelati”

Fonte e articoli: http://www.ansa.it/

Video sono da Youtube

ATTENTATO TERRORISTICO A NIZZA,84 I MORTI – LA TESTIMONIANZA DI UN ITALIANO (SKYTG24)

Terrore e strage a Nizza, durante la festa del 14 luglio. Un camion a 80 km all’ora ha falciato la folla: 84 morti, tra cui molti bambini, e circa 100 feriti. Tra questi ultimi circa 54 sono bambini, diversi di loro lottano tra la vita e la morte. Due sono deceduti questa mattina dopo un intervento chirurgico.  Molti italiani risultano ancora irrintracciabili, quindi ancora “dispersi”. La Farnesina è al lavoro. Identificatol’attentatore, che è stato ucciso: Mohamed Lahounaiej Bouhlel, un franco-tunisino di 31 anni. Era depresso per il divorzio. Noto alla polizia per violenze e uso di armi, era stato in libertà vigilata, ma non risultano legami con il terrorismo. Secondo fonti tunisine invece l’attentatore sarebbe un tunisino emigrato con il padre estremista islamico. Media francesi riferiscono che sarebbe stata fermata la moglie e che nella casa del killer non sono state trovate né armi né esplosivi . Sempre secondo i media francesi il killer avrebbe beffato i servizi di sicurezza della Promenade des Anglais fingendosi un fornitore di gelati. Da domani tre giorni di lutto nazionale in Francia.

 

Caos Tour de France 2016


LA CORSA – Il belga Thomas De Gendt (Lotto) ha vinto – in una volata a due con il connazionale Serge Pauwels (DiData) – la 12/a tappa del Tour de France, Montpellier-Mont Ventoux, di 178 km. Terzo lo spagnolo Daniel Navarro (Cofidis).

Tour de France 12a tappa – incidente Porte e Froome

Tour de France il caos di leader Chris Froome costretto a correre sul monte Ventoux

Nel concitato finale di tappa, una moto della tv ha rallentato improvvisamente a causa della folla ai bordi della strada. E’ stata tamponata dall’australiano Richie Porte e dall’olandese Bauke Mollema. Froome è rimasto appiedato e quando – dopo aver recuperato una bici dell’assistenza generica – ha tagliato il traguardo Mollema, Yates, Fabio Aru, Nairo Quintana e Porte erano già arrivati. Froome è giunto 25/o, con un ritardo di 1’21” su Yates

Chris Froome resta in maglia gialla: dopo aver assegnato a Yates il primato della corsa a seguito dello stop del britannico che sul Mont Ventoux è rimasto appiedato e si è messo a correre, l’organizzazione della corsa ha successivamente cambiato l’ordine della classifica generale restituendo il primo posto a Froome. Yates, maglia gialla per poco meno di un’ora, è secondo con 47 secondi di distacco dal connazionale.

Un altro episodio alla 7 tappa

 Christopher Froome, 8 tappa, ha attaccato e con una incredibile discesa riesce ad ottenere un vantaggio rispetto Nairo vince la tappa e nuovo leader del Tour.

Agg. articolo: Puglia, incidente ferroviario tra Andria e Corato


Scontro fra treni in Puglia: 23 i morti. Il treno da Andria non doveva partire. Ci sono i primi indagati.

Fonte e articolo completo: http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/07/12/scontro-tra-due-treni-in-puglia_e5d6c31d-dabb-477a-9607-f4418270d4d2.html

Si ferma a 23 morti il bilancio del disastro ferroviario avvenuto ieri, 12 luglio, in Puglia. 24 i feriti ricoverati, otto in prognosi riservata, tra cui il piccolo Samuele che ha compiuto 7 anni e che era con la nonna, morta nell’incidente. Non ci sono dispersi. Tra le vittime anche i due macchinisti dei convogli ed un capotreno, mentre l’altro capotreno è ferito. 

Il treno partito da Andria che, dopo circa dieci minuti, si è scontrato con quello proveniente da Corato, non sarebbe dovuto partire. E a provocare lo scontro sarebbe stato un errore umano, ma sarà necessario capire da cosa sia stato determinato. E’ quanto ritiene di aver accertato finora la procura di Trani che ha sottoposto a sequestro l’area dell’incidente.

I nomi di alcune persone – probabilmente dipendenti di Ferrotramviaria – sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Trani per i reati di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. In occasione delle autopsie agli indagati sarà notificata l’informazione di garanzia.

Un provvedimento di sospensione dall’incarico professionale è stato disposto da Ferrotramviaria spa nei confronti dei capistazione di Andria e Corato.

Raddoppio linea – Un progetto nato otto anni fa, che doveva concludersi entro il 2015, ma che ancora non è stato realizzato fino in fondo. E’ la storia del raddoppio della linea ferroviaria Bari-Barletta, gestita da Ferrotramviaria, teatro del tragico incidente costato la vita ad oltre 20 persone, proprio per la presenza di un unico binario su cui sono circolati contemporaneamente due treni in viaggio su direzioni opposte.

Elton John in concerto a Pompei


elton-john-pompei[1]

Wonderful Crazy Night Tour 12 luglio 2016 – Anfiteatro Scavi di Pompei

Elton John live in Pompei – Candle in the wind

Elton John live in Pompei – Sixty Years On Intro solo Rocket Man

Elton John live in Pompei – Crocodile Rock

Info e articolo : http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/elton-john-re-di-pompei-per-una-notte_3019913-201602a.shtml

Tutto in una notte. Sul palco di Pompei, Elton John, baronetto della grande musica inglese degli anni 70, ha emozionato il pubblico accorso anche dagli Stati Uniti per godere le note pure e sensuali della sua prima tappa del tour in Italia. In tight nero profilato di paillette rosse, con il suo eterno caschetto biondo, ha offerto tutti i suoi brani più noti da “Candle In The Wind” a “Crocodile Rock”.

Affiancato da Nigel Olson, Davey Johnstone, Matt Bissonette, John Mahon e Kim Bullard, la star ha divertito il pubblico all’avvio del concerto sedendo buffamente sul piano a coda nero. Poi ha martellato sulla tastiera con tutta l’energia del suo corpo e ha addolcito i cuori annunciando: “La mia preferita, dedicata a tutti gli innamorati”: era “Good Heart”. Su “Rocket Man” l’applauso del pubblico è esploso. La voce non è più quella straziante degli anni Settanta, ma le note sono le stesse e strappano urla di approvazione dai fan che si alzano in piedi per un’ovazione. Fan che hanno acquistato il biglietto a 350 euro, qualcuno anche a 500 e a 600 euro per stare seduto in prima fila. Cinque statunitensi hanno pagato il privilegio del tour del backstage a 1.200 euro a testa. La speranza è di strappare un selfie con l’artista a fine concerto. L’anfiteatro di Pompei ha ampliato l’incantesimo di una notte a cinque stelle.

 SETLIST
The Bitch Is Back
Bennie and the Jets
I Guess That’s Why They Call It The Blues
Looking Up
A Good Heart
Philadelphia Freedom
Rocket Man
Tiny Dancer
Daniel
Levon
Goodbye Yelow Brick Road
Burn Down The Mission
Sorry Seems To Be The Hardest Word
Your Song
Sad Songs
Don’t Let The Sun Go Down On Me
All The Girls Love Alice
I’m Still Standing
Your Sister Can’t Twist (But She Can Rock’n’Roll)
Saturday Night’s Alright For Fighting
(bis)
Candle In The Wind
Crocodile Rock 

Puglia, incidente ferroviario tra Andria e Corato


Frontale tra due convogli in aperta campagna. I primi vagoni si sono sbriciolati nello schianto

Fonte: http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/07/12/scontro-tra-due-treni-in-puglia_e5d6c31d-dabb-477a-9607-f4418270d4d2.html

12 lug 2016 –  ore 11.30 – CORATO – Scontro tra due treni della Bari Nord nel territorio di Corato

Fonte: http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/07/12/scontro-tra-due-treni-in-puglia_e5d6c31d-dabb-477a-9607-f4418270d4d2.html

E’ salito a 23 il numero delle vittime dello scontro fra i due treni che viaggiavano lungo la linea ferroviaria Bari nord, fra Corato e Andria. Sono, invece, una cinquantina i feriti, ricoverati negli ospedali della zona, la maggior parte dei quali ad Andria, Corato, Barletta, Bisceglie, alcuni a Terlizzi, al policlinico di Bari. Il numero delle vittime dello scontro tra i due treni di  linea della Bari Nord  potrebbe essere destinato a salire ulteriormente.

La procura di Trani indaga per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Al momento il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti.

“Bisogna fare piena luce su questainammissibile tragedia: occorre accertare subito e con precisione responsabilità ed eventuali carenze”. E’ quanto chiede il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovie_del_Nord_Barese

Le Ferrovie del Nord Barese (già Ferrovie Bari-Nord) sono un insieme di relazioni ferroviarie a carattere urbano e regionale gestite dalla società  Ferrotramviaria che si diramano dal capoluogo pugliese, con un bacino di utenza di circa 700.000 abitanti, sfruttando infrastrutture gestite dalla medesima società.

L’insieme di servizi svolti da Ferrotramviaria si struttura su quattro differenti relazioni ferroviarie:

  • linea FR 1 – treni regionali sulla ferrovia Bari-Barletta, via Macchie e Palese  
  • linea FR 2 – treni regionali sulla ferrovia Bari-Barletta e transito presso l’ aeroporto 
  • linea FM 1 – treni metropolitani che percorrono la linea Bari-San Paolo 
  • linea FM 2 – treni metropolitani Bari-Aeroporto-Bitonto

La relazione FR 1 corrisponde al servizio ferroviario storicamente consolidato sulla linea principale della rete sociale, di cui è in atto il raddoppio del binario e che attraversa il territorio dei comuni di Bari, Bitonto, Terlizzi, Ruvi di Puglia, Corato, Andria e Barletta.

La stessa nel 2013 si arricchì di una diramazione al servizio dell’aeroporto di Bari Palese. Questa, i cui lavori furono appaltati nel  2008 ha inizio alla progressiva 6+050 della linea storica e prosegue lungo la tangenziali di Bari per poi dirigersi verso viale Europa, in trincea; l’aeroporto è raggiunto mediante una fermata posta in galleria, posta alle spalle di un parcheggio multipiano. Proseguendo in direzione di Bitonto, il binario si riallaccia al percorso preesistente al km 14+865. Inaugurato il 20 luglio 2013, il nuovo collegamento con il “Karol Wojtila”, ha rappresentato l’occasione per la stipula di alcuni accordi commerciali fra Ferrotramviaria, Trenitalia e le Ferrovie Appullo Lucane (FAL)

Capo ultrà Juve suicida ………………….


Capo ultrà Juve suicida dopo essere stato sentito sulle infiltrazioni della ’ndrangheta allo stadio.bucci1-kmkH-U43200843953074e7F-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443[1]

Fonte e articolo completo: http://www.corriere.it/cronache/16_luglio_10/capo-ultra-juve-suicida-essere-sentito-infiltrazioni-ndrangheta-28c2eeca-4696-11e6-991c-561dff04b946.shtml

Un leader della curva bianconera morto suicida, un altro capo ultrà al momento irreperibile e sullo sfondo un’inchiesta della magistratura che ha portato all’arresto di 18 persone, ipotizzando un intreccio tra ‘ndrangheta e tifo organizzato. È mistero fitto sulla fine di Raffaello Bucci detto Ciccio, 41enne originario di San Severo di Foggia e con un ruolo di consulente all’interno della Juventus, precipitato giovedì 7 luglio dal viadotto della Torino-Savona che aveva già assistito al tragico volo di Edoardo Agnelli.

4444[1]

2 e 3 luglio 2016 – la due giorni contro l’abbandono di animali


Antiabbandono 2016

Fonte: http://www.comunicazionesviluppoenpa.org/antiabbandono.html

Appello Enpa in 90 piazze, non abbandonare Fido d’estate

Sabato 2 e domenica 3 luglio appuntamento in tutta Italia con la due giorni contro l’abbandono di animali, giunta quest’anno alla quarta edizione. Da Catania a Udine, da Torino a Taranto più di 90 le Sezioni Enpa scendono in piazza per fare attività di prevenzione nei confronti di questo terribile fenomeno che, stando ai dati del Ministero della Salute sugli ingressi nei canili sanitari, nel 2015 ha interessato almeno 100 mila animali. 

sempreAmici

Il responsabile Comunicazione e Sviluppo Iniziative e presidente del Consiglio Nazionale Enpa, Marco Bravi :

«Negli ultimi anni, il randagismo ha “cambiato pelle”. Se da un lato abbiamo registrato segnali circa una possibile diminuzione degli ingressi nei canili, dall’altro stiamo purtroppo riscontrando un incremento degli abbandoni di animali d’affezione appartenenti a specie diverse da quella canina e felina» 

«Dunque nonostante gli indubbi progressi rispetto al passato, anche a livello culturale, il fenomeno continua a rappresentare un problema per il nostro Paese. E’ nostro dovere – prosegue Bravi – continuare a lanciare appelli e strutturare iniziative che possano far leva sulle coscienze etiche e morali delle persone, non solo dei potenziali “abbandonatori”, ma anche di chi ne è un possibile testimone» 

Gli appelli e le opinioni degli artisti del Concerto del Primo Maggio 2016 di Piazza San Giovanni, Roma, sugli animali e sui loro diritti.

Abbandono, maltrattamento, caccia, adozioni, bracconaggio, spiagge aperte ai pets, farmaci veterinari: questi i temi affrontati da Miele, Enzo Avitabile, Erriquez (Bandabardò), Max Gazzè, Roberto Angelini, Paolo Rossi, Stefano Fresi, Lavinia Mancusi (Med Free Orchestra), Luca Morino (Mau Mau), Massimiliano Bruno, Eugenio Bennato, Bugo, Andrea Mirò, A Toys Orchestra, Francesco “Fry” Moneti (Modena City Ramblers), Banda Trulli Frulli, Beppe Barra, Ketty Passa (Rezophonic), Tommaso Piotta e Gaudats Junk Band.

Su questi e su tanti altri temi, Enpa terrà a ottobre 2016, al Macro Testaccio di Roma, il primo “Festival #animali“.

Info: festivalanimali@enpa.org.

Video realizzato da Andrea Falconi e Giovanni Losavio. Montaggio Michele Gualano.

Pubblicato il 11 ago 2014 – Marco Bravi, responsabile della comunicazione di ENPA (Ente Nazionale per la Protezione degli Animali), ci parla dell’azione concreta svolta da ENPA per combatte l’abbandono degli animali durante le vacanze estive.

Dramma per Andrea Pirlo :


il nipotino annegato in piscina 

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/pietro_pirlo_continuano_indagini_donazione_cornee-1832659.html

Il piccolo Pietro Pirlo, 3 anni, nipote della stella del calcio italiano Andrea Pirlo, è tragicamente annegato ieri, nella piscina di casa, a Poncarale, in provincia di Brescia.

I genitori, il cugino del calciatore e la moglie, hanno autorizzato la donazione delle cornee, per fare in modo che la morte del piccolo Pietro si trasformi in un dono per altri bambini.

Pantani: legale, la battaglia prosegue ricorriamo in Cassazione


Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/06/29/pantani-legale-la-battaglia-prosegue_2363076d-75e5-4880-afcf-882ea4742ee5.html

Ricorso in Cassazione sulla morte di Marco Pantani.  “Non chiedevamo che ci dessero ragione, chiedevamo di sapere la verità. E la verità ancora non ce l’hanno ancora detta. Per questo la nostra battaglia è tutt’altro che finita“. Con queste parole l’avvocato Antonio De Rensis e Tonina Pantani hanno risposto alla Procura di Rimini, che ha archiviato l’inchiesta bis relativa alla morte del Pirata, avvenuta il 14 febbraio 2004, stabilendo che il decesso del campione avvenne per overdose.

Ricorreremo in Cassazione – ha spiegato De Rensis in occasione della presentazione del film ‘Il Caso Pantani’, ieri sera al Palazzo del Ridotto – e lo faremo per illogicità delle motivazioni. Dopo anni di attesa ci ritroviamo con argomentazioni che ci lasciano basiti”. Anche mamma Tonina ha commentato la sentenza: “Il caso chiuso mi ha fatto infuriare. Più mi scontro con situazioni come queste, più mi viene voglia di andare avanti. Non ci fermeremo: voglio la verità. Spero che ora qualcuno dica quello che sa”.

29 giugno 2009 – 29 giugno 2016 – a 7 anni dalla Strage di Viareggio


L’incidente ferroviario di Viareggio avvenne il 29 giugno 2009.

Per ricordare e non dimenticare le 32 vittime della strage di Viareggio.
Perché sia fatta giustizia.

Esso si verificò in seguito al deragliamento del treno merci 50325 Trecate-Gricignano e alla fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL perforatasi nell’urto; per cause fortuite si innescò quasi subito un incendio di vastissime proporzioni che interessò la stazione di Viareggio, con il successivo scoppio della cisterna stessa, qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori e le aree circostanti.

Rainews24 – Prime immagini in diretta della troupe Rai

Le persone decedute a causa del disastro sono state 33. Undici sono decedute nell’esplosione e nel seguente incendio e altre venti per le ustioni, nei mesi successivi. All’elenco dei decessi a causa dell’incidente si è aggiunto quello di due anziani colpiti da infarto presumibilmente a causa dello shock per lo scoppio o della vista della scena del disastro.

Viareggio 30 giugno 2009 – Le immagini dell’incidente ferroviario dall’elicottero

Probabili cause – In attesa delle conclusioni ufficiali delle commissioni di inchiesta la probabile causa dell’incidente è attribuibile al cedimento strutturale di un’asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato. La prima foto pubblicata sembra confermare che l’incidente sia stato provocato dalla rottura dell’asse per fatica (cricca della boccola), dato che la sezione fratturata mostra la classica superficie “marezzata” per il 90% della sua superficie. Questa modalità di rottura è tipica degli assili ferroviari, ma non è immediata, anzi si innesca e propaga nel lungo periodo: per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo che consentono di individuare la cricca prima che si espanda e diventi pericolosa. Nel caso di specie la rottura dimostra che le procedure di controllo non sarebbero state rispettate.

L’inchiesta giudiziaria – Il 22 luglio 2013 la Commissione Ministeriale di Indagine del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblica una relazione che ribalta completamente la tesi sostenuta dagli ingegneri di Ferrovie dello Stato e dei periti del GIP secondo cui la causa dello squarcio e quindi della fuoriuscita di GPL e dell’esplosione, è da addebitarsi all’impatto contro la cosiddetta “zampa di lepre”. Nel rapporto della Commissione Ministeriale la causa dello squarcio è da addebitarsi invece all’urto contro un picchetto di regolazione curve. Il documento pubblicato sul sito del Ministero dei Trasporti include un filmato animato 3D in cui vengono valutate numerose ipotesi di dinamica dell’incidente. Nel filmato si evidenziano dei punti fondamentali dati per certi da tutti i periti incaricati della ricostruzione degli eventi. Tali punti vengono utilizzati per sostenere l’attendibilità o la non attendibilità delle varie ipotesi dinamiche prese in considerazione. Per la Commissione Ministeriale, verificata la compatibilità geometrica e l’attendibilità di tutti i punti in questione, la causa più probabile è che il carro cisterna sia stato squarciato in seguito all’impatto con il picchetto nº24 posto in uscita dalla stazione di Viareggio, appoggiando la conclusione a cui sono arrivati anche i periti della Procura di Lucca e dai consulenti tecnici dei parenti delle vittime.

Il 18 luglio 2013 il GUP di Lucca Alessandro Dal Torrione decide per il rinvio a giudizio di 33 imputati, tra cui i vertici delle Ferrovie dello Stato, e fissa al 13 novembre 2013 la data di inizio della prima udienza del processo per la strage.

Strage di Ustica


Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica

La strage di Ustica fu un disastro aereo avvenuto nella sera di venerdì 27 giugno 1980, quando un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana Itavia, decollato dall’Aeroporto di Bologna e diretto all’Aeroporto di Palermo, si squarciò in volo all’improvviso e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Nell’evento persero la vita tutti gli 81 occupanti dell’aereo.

Blu notte 2011 – La strage di Ustica   

Nel 2007 l’ex-presidente della Repubblica Cossiga, all’epoca della strage presidente del Consiglio, ha attribuito la responsabilità del disastro a un missile francese «a risonanza e non ad impatto» destinato ad abbattere l’aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi. Tesi analoga è alla base della conferma, da parte della Corte di Cassazione, della condanna al pagamento di un risarcimento ai familiari delle vittime inflitta in sede civile ai ministeri dei trasporti e della difesa dal Tribunale di Palermo.

Foto : http://www.stragi80.it/quattro-aerei-nascosti-nella-notte-di-ustica-corriere/

Le ipotesi

Le principali ipotesi sulle quali gli inquirenti hanno indagato sono[23]:

  • il DC-9 sarebbe stato abbattuto da un missile aria-aria sparato da un aereo militare;
  • il DC-9 sarebbe precipitato dopo essere entrato in collisione (o in semicollisione) con un aereo militare.
  • sarebbe avvenuto un cedimento strutturale;
  • sarebbe esplosa una bomba a bordo

Elenco delle vittime

 I membri dell’equipaggio sono indicati con un asterisco.

  • Cinzia Andres
  • Luigi Andres
  • Francesco Baiamonte
  • Paola Bonati
  • Alberto Bonfietti
  • Alberto Bosco
  • Maria Vincenza Calderone
  • Giuseppe Cammarota
  • Arnaldo Campanini
  • Antonio Candia
  • Antonella Cappellini
  • Giovanni Cerami
  • Maria Grazia Croce
  • Francesca D’Alfonso
  • Salvatore D’Alfonso
  • Sebastiano D’Alfonso
  • Michele Davì
  • Giuseppe Calogero De Cicco
  • Rosa De Dominicis, secondo assistente di volo *
  • Elvira De Lisi
  • Francesco Di Natale
  • Antonella Diodato, 7 anni
  • Giuseppe Diodato, 1 anno
  • Vincenzo Diodato, 10 anni
  • Giacomo Filippi
  • Enzo Fontana, primo ufficiale *
  • Vito Fontana
  • Carmela Fullone
  • Rosario Fullone
  • Vito Gallo
  • Domenico Gatti, comandante *
  • Guelfo Gherardi, 59 anni
  • Antonino Greco
  • Martha  Gruber
  • Andrea Guarano
  • Vincenzo Guardi
  • Giacomo Guerino, 18 anni
  • Graziella Guerra
  • Rita Guzzo
  • Giuseppe Lachina
  • Gaetano La Rocca
  • Paolo Licata
  • Maria Rosaria Liotta
  • Francesca Lupo, 17 anni
  • Giovanna Lupo, 32 anni
  • Giuseppe Manitta
  • Claudio Marchese
  • Daniela Marfisi
  • Tiziana Marfisi
  • Erica Mazzel
  • Rita Mazzel
  • Maria Assunta Mignani
  • Annino Molteni
  • Paolo Morici, primo assistente di volo *
  • Guglielmo Norritto
  • Lorenzo Ongari
  • Paola Papi
  • Alessandra Parisi
  • Carlo Parrinello
  • Francesca Parrinello
  • Anna Paola Pelliccioni
  • Antonella Pinocchio
  • Giovanni Pinocchio
  • Gaetano Prestileo
  • Andrea Reina
  • Giulia Reina
  • Costanzo Ronchini
  • Marianna Siracusa
  • Maria Elena Speciale
  • Giuliana Superchi, 11 anni
  • Antonio Torres
  • Giulia Maria Concetta Tripiciano
  • Pierpaolo Ugolini
  • Daniela Valentini
  • Giuseppe Valenza
  • Massimo Venturi
  • Marco Volanti
  • Maria Volpe
  • Alessandro Zanetti
  • Emanuele Zanetti
  • Nicola Zanetti