Momenti concitati al centro Spal di via Copparo dove una sessantina di tifosi ha fatto esplodere petardi e contestato duramente la prima squadra. Il tutto mentre in zona affluivano i bambini del settore giovanile.
Mentre in diverse zone della città sono stati esposti striscioni in vista della partita Spal-Rimini, in programma domani alle ore 17.30 allo stadio Mazza, nel primo pomeriggio di oggi (sabato 15 febbraio) si è registrata una dura contestazione nei confronti della squadra, impegnata nella rifinitura al centro di via Copparo, con tanto di faccia a faccia e spintoni tra giocatori e ultras.
Una sessantina di giovani tifosi, incappucciati, sono entrati all’interno del centro sportivo “G.B. Fabbri” dal cancello laterale per cercare di raggiungere i biancazzurri. Nella concitazione del momento sono stati anche lanciati un paio di potenti petardi sul primo campo in erba sintetica proprio mentre si preparavano alcuni bambini delle giovaniliper una partita amichevole. Il loro allenatore li ha fatti rientrare negli spogliatoi. Nessuno è finito in pericolo ma certamente lo stupore per quel blitz è stato tanto.
Poi il gruppo di ultras si è portato sui campi in erba naturale dove la Spal si stava allenando e lì ci sono stati momenti concitati. Più volte ultras, staff e calciatori sono entrati a contatto, sono state lanciate aste di bandiere e oggetti trovati a ridosso della recinzione. Diversi i calciatori che hanno reagito mentre Mirco Antenucci, tra gli altri, ha tentato di riportare la calma al termine di diversi minuti di caos generale.
I tifosi si sono poi allontanati a piedi mentre i genitori presenti al centro Spal osservavano stupiti.
Due persone sono morte e una è rimasta ferita in un incendio scoppiato oggi all’11° piano di un grattacielo nella città di Dresda, nella Germania orientale. Lo ha reso noto il portavoce dei vigili del fuoco, Michael Klahre.
Dopo aver salvato e rianimato in un primo momento tre persone, i vigili del fuoco hanno informato che una donna e un uomo di 87 anni sono morti in ospedale. La terza persona è una donna di 78 anni, ferita dalla caduta di detriti. L’incendio è scoppiato intorno a mezzogiorno nel quartiere di Johannstadt, vicino al fiume Elba. L’intero edificio di 15 piani è stato evacuato e Klahre ha definito l’intervento dei vigili del fuoco “estremamente drammatico”. Ancora da chiarire la causa dell’incendio.
Da oggi, giovedì 13 febbraio, a domenica 16, ombrelli aperti e anche catene da neve a bassa quota al Centro-Nord
Nevicata in città – (Fotogramma)
Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma le previsioni, ma attenzione pure a quello che succederà nelle prossime ore: altri rovesci e addirittura temporali fuori stagione colpiranno il versante tirrenico, specialmente le regioni centrali. Il maltempo di queste zone sarà ancora causato da un flusso mite, molto umido ed instabile proveniente da sud-ovest, ma da domani questo scenario sinottico cambierà totalmente.
Per San Valentino i venti ruoteranno da nord e spingeranno un nucleo gelido russo dalle Alpi Giulie verso il Triveneto prima e l’Emilia Romagna poi; al Centro-Sud avremo ancora correnti occidentali con piogge e rovesci localmente intensi su gran parte del versante tirrenico. Dalla sera anche su queste zone lo scenario diventerà più freddo.
Il focus di questa previsione è sulla notte di San Valentino, tra venerdì e sabato mattina: arriverà la neve a bassa quota. Gli ultimi aggiornamenti indicano la possibilità di fiocchi bianchi tra Emilia Romagna, Toscana orientale e meridionale, Marche ed Umbria. La quota neve mediamente scenderà fino a 400 metri ma potrebbe raggiungere anche le pianure durante gli episodi nevosi più intensi.
Da sabato pomeriggio le temperature tenderanno ad aumentare leggermente al Nord e a crollare al Sud; in questo contesto dinamico, si prevedono nevicate ancora sull’Appennino centro-settentrionale dirette verso quello meridionale: la quota neve sarà in rialzo fino a 600-800 metri circa.
Domenica, infine, il Ciclone di San Valentino avrà già raggiunto l’estremo Sud dove insisteranno ancora piogge e rovesci con neve oltre i 1000 metri: al Centro-Nord si prospetta invece una domenica soleggiata ma decisamente rigida al mattino; durante il giorno, al contrario, i valori termici rientreranno nelle medie del periodo.
In sintesi, attenzione alle piogge intense e persistenti sul versante tirrenico e, con il ciclone di San Valentino, all’ingresso di aria polare russa da Trieste in giù: assisteremo ad una veloce ‘sciabolata’ polare con la dama bianca invitata alla cena di San Valentino in Emilia Romagna e successivamente verso le regioni centrali.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 13 – Al Nord: cieli grigi con occasionale pioviggine. Al Centro: piogge localmente intense. Al Sud: nubi in aumento.
Venerdì 14 – Al Nord: maltempo al Nord-Est con neve a bassa quota. Al Centro: piogge intense, dalla tarda serata neve in collina. Al Sud: nuvoloso con rovesci sul Basso Tirreno.
Sabato 15. –Al Nord: neve a bassa quota in Romagna, sole altrove. Al Centro: neve diffusa in collina, localmente a quote più basse. Al Sud: maltempo con neve dai 1000 metri.
Tendenza: domenica con netto miglioramento al Centro-Nord, ultimi fenomeni al Sud. Aumento delle temperature massime.
Fermato il conducente. Un testimone ha parlato di un gesto deliberato.
A Monaco di Baviera, in Germania, un’auto ha investito un gruppo di persone che stavano partecipando ad una protesta sindacale indetta dal sindacato tedesco Ver.di. La polizia ha parlato di diversi feriti. Almeno 20, riportano i media, di cui alcuni gravi. Tra le vittime ci sarebbero anche bambini. Le ambulanze sono sul posto. Non si sa ancora nulla dei retroscena dietro il gesto.
Fermato il conducente – Il conducente dell’auto è stato fermato. Lo ha riferito in un messaggio su X la polizia della capitale bavarese. L’operazione è avvenuta nella zona di Dachauer Strasse. L’autista ha potuto quindi essere bloccato sul posto. Non rappresenta più alcun pericolo, ha riferito la polizia, che non ha fornito ulteriori informazioni.
La dinamica – Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 10.30, una Mini Cooper avrebbe accelerato e poi si sarebbe lanciata contro i manifestanti in Seidlstrasse. L’indagine della polizia dovrà chiarire se l’uomo al volante, fermato sul posto dalle forze dell’ordine, ha deliberatamente investito la folla o se ha scambiato acceleratore e freno.
Un testimone – Secondo quanto riportato da BR24, un testimone oculare ha riferito che l’auto ha deliberatamente investito il gruppo di persone.
Bruttissime notizie in casa Inter che perde per infortunio Marcus Thuram.Il centravanti francese ha subito una forte contusione alla caviglia nel corso del primo tempo della gara giocata a San Siro contro la Fiorentina e valida per il 24esimo turno della Serie A 2024/25.
L’ex-Borussia Monchengladbach è rimasto acciaccato dopo un contrasto avuto nel corso dei primi 16 minuti della gara contro la Fiorentina e, in particolare, dopo un contrasto al limite dell’area con Parisi in cui, cadendo, è rimasto a terra chiedendo anche il calcio di rigore.
Simone Inzaghi, dopo essere stato informato da Barella del problema accusato da Thuram che non riusciva a correre al meglio al punto dal far temere un problema muscolare, ha prima mandato a scaldarsi e poi ha scelto di sostituire Thuram con Marko Arnautovic al minuto 27′ del primo tempo. Nell’immediato post-partita, intervenendo in diretta ai microfoni di Dazn l’allenatore interista ha poi confermato che le condizioni del francese “sono da valutare“ in vista dell’importantissimo Derby d’Italia contro la Juventus in programma nella prossima giornata, domenica 16 febbraio alle ore 20.45 all’Allianz Stadium di Torino.
Inter, affaticamento per Bastoni: le ultime verso la Juventus
L’Inter batte 2-1 la Fiorentina a San Siro nel posticipo della 24esima giornata di Serie A e si porta a -1 dal Napoli capolista. Nella testa dei nerazzurri c’è già la prossima sfida, il derby d’Italia con la Juventus nel 25esimo turno (domenica 16 febbraio, ore 20.45), con un dubbio: le condizioni di Alessandro Bastoni.
PROBLEMA PER BASTONI – Il difensore nerazzurro, autore del cross da cui è scaturito il corner contestato che ha portato al primo vantaggio della squadra di Simone Inzaghi, è stato sostituito per un problema al 65′, lasciando il campo a Nicola Zalewski. LE CONDIZIONI DI BASTONI – Secondo quanto riferito da Sky Sport, Bastoni potrebbe trattarsi di un affaticamento muscolare. Il giocatore è parso visibilmente in difficoltà, tanto da dover ricorrere in panchina ad un po’ di ghiaccio per alleviare il dolore.
Nelle prossime ore saranno monitorate le sue condizioni, con la speranza dell’Inter di poterlo recuperare immediatamente per la partita con la Juventus.
Inter, Arnautovic ha chiesto il cambio per un problema all’adduttore
Marko Arnautovic era entrato dalla panchina poco prima della mezz’ora della gara contro la Fiorentina al posto di Marcus Thuram costretto a uscire a causa di una contusione alla caviglia. L’attaccante austriaco è stato subito protagonista della gara: al 52’ ha segnato il gol-vittoria con un gran colpo di testa in area avversaria, poi però è stato costretto anche lui alla sostituzione.
PERCHÉ ARNAUTOVIC È STATO SOSTITUITO – Simone Inzaghi infatti l’ha chiamato in panchina al 76º minuto, è stato il giocatore a chiedere il cambio per un problema all’adduttore che gli sta dando diversi problemi da un po’ di tempo, le sue condizioni saranno da valutare per la partita contro la Juventus. Al posto di Arnautovic, l’allenatore per il finale di gara ha mandato in campo Taremi. LE PAROLE DI ARNAUTOVIC NEL POST PARTITA – “È proprio per questo motivo che non gioco tanto – spiega l’attaccante austriaco dopo la vittoria con la Fiorentina – Quando entro con poco riscaldamento c’è sempre qualche problemino. Diciamo che ho sentito qualche crampo, ma penso non sia nulla di grave e di esserci per la partita con la Juventus“.
Il sindaco Filippo Sacchetti: “Facciamo incontrare e abbracciare la vittima del vergognosoepiteto e la figlia di chi l’ha pronunciato per far vedere cosa sono il rispetto e la sportività”
Il sindaco Sacchetti
“Come sindaco di una comunità come Santarcangelo e giocatore di Baskin, lo sport per natura più inclusivo che esista, voglio esprimere innanzitutto grande solidarietà alla ragazzina vittima l’altra sera alla palestra Carim di un vergognoso insulto razzista. Un episodio che oltre a provocarmi un fortissimo sdegno mi fa anche e soprattutto interrogare sulla deriva che sta prendendo la società, sul nostro ruolo e sul possibile raggio d’azione delle istituzioni“. Sono le prime parole del sindaco di Santarcangelo, Filippo Sacchetti, dopo l’episodio di razzismo avvenuto l’altra sera alla palestra Carim e che ha visto vittima una ragazzina.
“Come Comune promuoviamo e sosteniamo da sempre progetti e iniziative finalizzate al rispetto e all’inclusione a ogni livello, in primis con e nelle scuole già dalla Primaria, ma guardandomi intorno mi verrebbe da dire che servirebbero forse Corsi di Educazione per adulti e genitori. Sempre più spesso e a ogni livello, gli spalti degli eventi sportivi si trasformano purtroppo in teatri di insulti, offese gratuite a giocatrici e giocatori avversari (anche propri in tanti casi) e purtroppo razzismo che sfocia a volte addirittura in risse in campo e fuori” ha detto il primo cittadino.
“Gli esempi sono tanti, l’ultimo che mi viene in mente ad alti livelli, è quello di Vlahovic preso di mira dai tifosi della Fiorentina con frasi discriminatorie che hanno portato l’arbitro Mariani a sospendere il gioco per due minuti. Anche l’altra sera alla Carim, dopo l’accaduto e l’espulsione da regolamento della vittima che sentendosi chiamare “scimmia” ha scavalcato gli spalti per chiedere conto direttamente alla donna che le inveiva contro, la partita è ripresa e si conclusa. Purtroppo. L’interrogarmi mi porta infatti anche a suggerire questo: mi piacerebbe che il giudice sportivo non omologasse il risultato e facesse ripetere la gara per mandare un segnale forte, consentisse a questa giovanissima che ha sbagliato appunto a termini di regolamento ma ha fatto benissimo a non subire inerme tale vergogna, di concludere il match insieme alle sue compagne e alle avversarie”.
“Il pensiero deve andare infatti a tutte le ragazze sul parquet, perché sono state tutte vittime del comportamento di quella persona che definire tifosa è un’offesa per chi sostiene i valori dello sport. Lo sport è per natura la principale forma di inclusione, io pratico come detto il Baskin che ne è la forma di massima esaltazione e tocco con mano ogni giorno come i ragazzini fin da subito e meglio dei genitori non facciano distinzioni di alcun genere fra compagni di squadra e rivali. Per loro è naturale essere tutti uguali e amici. Le istituzioni, le scuole, le parrocchie, le famiglie dovrebbero accompagnarli tutti insieme in questo percorso di rispetto. In ogni momento della vita” continua Sacchetti.
“Voglio chiudere quindi con un ulteriore auspicio, visto che non è giusto che le colpe dei genitori ricadano sui figli, la messa in campo di una sorta di “giustizia riparatrice” fatta in casa: sarebbe opportuno che le due ragazze, sia quella che ha subito il vergognoso attacco sia l’avversaria figlia della donna che lo ha pronunciato, si incontrassero e abbracciassero per insegnare agli adulti cosa significano veramente le parole rispetto e inclusione“.
I dettagli ufficializzati dalla FIGC: in caso di quarta squadra iscritta diminuiranno le cifre.
In attesa di capire sel’Interlancerà ufficialmente il progetto seconda squadra, laFIGCha pubblicato i criteri e costi di iscrizione delle seconde squadre in vista della stagione 2025/26 di Serie C.
Adempimenti che, per il momento, si riferiscono a Atalanta, Juventus e Milan, le tre società che hanno già investito nell’Under 23 e che porteranno avanti il progetto anche il prossimo anno. Ma quanto costerà il prossimo anno ai club l’iscrizione di una seconda squadra al campionato di Serie C? E come cambiano queste cifre con la presenza di più o meno formazioni Under 23?
Quanto costa seconda squadra, i dettagli sulle date – In particolare, «le società di Serie A che abbiano interesse a candidarsi per l’eventuale integrazione dell’organico del Campionato di Serie C 2025/2026 con le loro Seconde Squadre, dovranno presentare, entro il termine perentorio del 18 luglio 2025, apposita domanda alla FIGC ed alla Lega Italiana Calcio Professionistico».
Quanto costa seconda squadra, le cifre – Da un punto di vista economico, le società di Serie A«per integrare l’organico del Campionato di Serie C 2025/2026 con le loro Seconde squadre, dovranno versare un contributo straordinario alla Lega Italiana Calcio Professionistico di euro 720.000,00».
«Tale importo dovrà essere eventualmente integrato in ragione del numero complessivo delle Seconde Squadre ammesse a partecipare al Campionato di Serie C nella stagione sportiva 2025/2026:
nel caso di una sola Seconda Squadra eventualmente ammessa, con il versamento dell’ulteriore importo euro 480.000,00;
nel caso di due Seconde Squadre eventualmente ammesse, con il versamento dell’ulteriore importo euro 240.000,00;
nel caso di tre Seconde Squadre eventualmente ammesse, con il versamento dell’ulteriore importo euro 120.000,00;
nel caso di quattro o più Seconde Squadre eventualmente ammesse, non sarà dovuto alcun importo integrativo».
Se nella stagione 2024/25Atalanta, Juventus e Milan hanno versato ciascuna 840mila euro, in caso di iscrizione dell’Inter (o di un’altra squadra) le società non saranno costrette a versare un ulteriore importo, con costo che quindi sarebbe pari a 720mila euro per ciascun club.
La sessione invernale di calciomercato sta per chiudersi: a gennaio le squadre hanno potuto riparare agli errori fatti in estate o mettere una toppa a qualche infortunio che ha colpito le proprie rose. In Italia, come in Spagna e in Germania, il mercato si è aperto giovedì 2 gennaio, mentre in Inghilterra e Francia si è partiti con l’anno nuovo. Per le leghe maggiori in Europa poi la chiusura è omogenea: si chiude il 3 febbraio.
Ma nel resto del mondo le date variano e anche di parecchio. Come riporta Transfermarkt, ci sono campionati come quello turco che chiudono addirittura l’11 febbraio.
Vediamo, Paese per Paese, le date di apertura e chiusura del mercato invernale.
Il nostro Paese non figura tra i 17 Stati che hanno firmato con Moderna un contratto di quattro anni per ordinare fino a 146 milioni dosi di vaccini anti Covid. Anche se volesse, l’Italia non potrebbe unirsi in futuro
Foto LaPresse (AP Photo/Mary Conlon)
L’Italia ha scelto di non partecipare all’acquisto comune europeo di vaccini anti-Covid di Moderna. Il contratto stipulato dall’Hera, l’autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione europea, sottoscritto la scorsa settimana, prevede l’acquisto congiunto di dosi di vaccini a mRna per conto di 17 Paesi, tra cui 15 Stati membri dell’Unione. I Paesi partecipanti potranno ordinare fino a 146 milioni di dosi del vaccino in base al contesto nazionale, senza l’obbligo di acquisti minimi, con una durata massima del contratto di quattro anni.
Sicurezza delle forniture – Secondo la Commissione – che aveva già gestito acquisti comuni durante la pandemia nel 2020 e nel 2021 – il contratto garantisce la sicurezza delle forniture e migliora la preparazione dei Paesi partecipanti alle crisi sanitarie. Anche se i vaccini sono già disponibili, Bruxelles afferma che questo accordo facilita ulteriormente l’accesso a un vaccino con condizioni di trasporto e conservazione agevoli.
Questo potrebbe rivelarsi utile in caso di emergenza, poiché il vaccino può essere conservato a temperature di congelamento standard, senza bisogno di una catena del freddo estrema, consentendo una consegna più rapida e sicura. Inoltre, i Paesi partecipanti avranno a disposizione siringhe pre-riempite, che renderanno più semplice la somministrazione del vaccino e garantiranno una campagna vaccinale più veloce.
“Il contratto quadro offre ai governi partecipanti un processo di approvvigionamento semplificato, garantendo un accesso tempestivo ai vaccini Covid-19 di Moderna, comprese le opzioni adattate alle varianti“, spiega a Today.it il portavoce dell’azienda, Luke Mircea-Willats. Il contratto inoltre, continua il portavoce, “offre flessibilità negli ordini, senza requisiti minimi di acquisto, e sostiene gli sforzi nazionali di vaccinazione attraverso una fornitura diversificata di formati, comprese le siringhe pre-riempite, che offrono una maggiore scelta per ottimizzare le campagne di vaccinazione“.
Chi partecipa – Gli Stati che partecipano al contratto quadro siglato con Moderna sono: Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Croazia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Svezia, Slovenia, Norvegia e Macedonia del Nord. Anche se volesse, l’Italia non potrebbe unirsi in futuro.
In totale, 37 Paesi hanno aderito all’accordo di acquisto congiunto, un meccanismo a livello Ue che coinvolge anche altri Paesi partecipanti per l’acquisto comune di contromisure mediche. Questo sistema rappresenta un’alternativa o un complemento all’acquisto a livello nazionale.
Va ricordato che ancora oggi la vaccinazione anti Covid è consigliata stagionalmente per le persone fragili.
La mattina del 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa scoprirono il campo di concentramento e liberarono i superstiti
Sono trascorsi 80 anni dal giorno della liberazione di Auschwitz. È la mattina del 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, guidate del maresciallo Ivan Stepanovic Konev arrivarono per prime nella città polacca di Oswiecim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il campo di concentramento e liberandone i superstiti. Le parole dei testimoni rivelarono per la prima volta, in maniera compiuta, gli orrori dei campi di concentramento. In quella cittadina vi era un complesso formato da almeno tre campi principali (comprendendo anche quelli di Birkenau e Monowitz) e una quarantina di sottocampi. L’apertura dei cancelli del campo fece conoscere non solo molti testimoni della tragedia, ma anchei metodi di tortura e annientamentoutilizzati in quel lager nazista.
La data del 27 gennaio in ricordo dell’Olocausto, il genocidio nazista che portò allo sterminio del popolo ebraico e di altre minoranze, è indicata quale data ufficiale agli Stati membri dell’Onu, in seguito alla risoluzione 60/7 del primo novembre 2005.
L’Italia ha formalmente istituitola giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali fasciste e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.
Fino al primo gennaio 2022 l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah Yad Vashem di Gerusalemme riconosceva nel mondo, 28.217 persone come Giusti tra le nazioni, cioè non ebrei che durante l’Olocausto si sono impegnati, a rischio della vita e senza nessun interesse economico, a soccorrere gli ebrei perseguitati, fra cui 766 italiani.
Esiste anche una Giornata europea dei Giusti che, sull’esempio del riconoscimento dato da Yad Vashem ai non ebrei che salvarono gli ebrei durante la Shoah, ricorda chi si è battuto contro tutte le persecuzioni e in difesa dei diritti umani. Il 10 maggio 2012 il Parlamento europeo ha istituito, su proposta di Gariwo la foresta dei Giusti, la Giornata europea dei Giusti che si celebra il 6 marzo, anniversario della morte di Moshe Bejski, che per 25 anni è stato presidente della Commissione dei Giusti di Yad Vashem.
Giornata della Memoria, ad Auschwitz la cerimonia con Mattarella e altri capi di Stato
Il 27 gennaio ricorre l’80esimo anniversario della liberazione di Auschwitz, dove è in corso la commemorazione con i leader mondiali. Ma da New York a Parigi a Roma sono tante le iniziative in programma, che includono mostre, spettacoli e proiezioni per mantenere viva la memoria della Shoah
Il 27 gennaio di ogni anno si celebra ilGiorno della Memoria,per ricordare le vittime della Shoah. Questa giornata, istituita in Italia con la legge 211 del 20 luglio 2000, commemora il 27 gennaio 1945, giorno in cui l’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, scoprendone e rivelandone al mondo l’orrore. Si ricorda la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, gli italiani deportati nei campi di concentramento, la prigionia, la morte, nonché coloro che si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. In tantissime città del mondo hanno già preso il via numerose iniziative culturali, mostre, spettacoli e incontri, per non dimenticare lo sterminio del popolo ebraico.
La cerimonia ad Auschwitz – Questa mattina sono cominciate a Auschwitz le commemorazioni per gli 80 anni dalla liberazione del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. Circa 50 sopravvissuti si sono recati al muro della morte di Auschwitz I, dove centinaia di persone furono fucilate, e hanno deposto candele e corone di fiori ai suoi piedi. Un uomo in testa al corteo indossa il berretto dell’uniforme data ai prigionieri dei campi di concentramento. Il presidente polacco Andrzej Duda pronuncerà anche un discorso prima di una cerimonia di 90 minuti a cui parteciperanno re Carlo e altri leader mondiali, compreso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Questo appuntamento ha fatto slittare a domani, 28 gennaio, la tradizionale cerimonia prevista al Quirinale.
Il rifugio di Anna Frank ricreato a New York – A New York, presso il Center for Jewish History a Manhattan, è esposta fino al 30 aprile “Anne Frank The Exhibition”, una mostra che ricrea il contesto che ha plasmato la vita di Anna Frank dai primi anni a Francoforte in Germania fino all’ascesa del Nazismo che costrinse la sua famiglia a trasferirsi ad Amsterdam nel 1933, dove vissero in clandestinità fino al 1944, e alla sua morte nel campo di concentramento a Bergen-Belsen. Curata da Ronald Leopold, direttore della casa di Anna Frank di Amsterdam, e Tom Brink, a capo della divisione pubblicazioni e presentazioni del museo, “Anne Frank The Exhibition” ricrea, su una superficie di quasi 700 mq, il rifugio segreto di Anna Frank ad Amsterdam.
A Parigi le foto di Auschwitz scattate dai nazisti – A Parigi, al Memoriale della Shoah, è in mostra “Comment les nazis ont photographié leurs crimes, Auschwitz 1944” (“Come i nazisti hanno fotografato i loro crimini, Auschwitz 1944”), una raccolta di quasi 200 foto scattate nel 1944 per documentare l’arrivo degli ebrei ungheresi nel campo di concentramento. Nelle foto in bianco e nero, donne che fissano l’obiettivo, adulti seduti, sfiancati dal viaggio, vicino a un vagone, altri che attendono la ”selezione” tra i deportati ancora in grado di lavorare e quelli condannati alle camere a gas.
Le iniziative in Italia – In occasione del Giorno della Memoria 2025, sono numerose le iniziative organizzate in Italia per commemorare le vittime della Shoah. Ecco una panoramica dei principali eventi.
Milano – Lunedì 27 gennaio a Milano sono in programma diverse iniziative istituzionali: la deposizione delle corone in memoria dei partigiani,operai scioperanti, resistenti, ebrei torturati nel Comando generale nazista di Milano all’ex Albergo Regina in via Silvio Pellico e la commemorazione al Monumento del Deportato al Parco Nord. In Sala Alessi a Palazzo Marino si tiene un incontro tra gli studenti e le associazioni Aned, Anpo e Ucei. Alla sera, il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” propone il concerto “Milano è memoria 2025 – Milano ricorda la Shoah”. Gli istituti superiori parteciperanno alla proiezione del film “LILIANA” (il racconto intimo e personale della straordinaria vita di Liliana Segre) al Cinema Ducale. Il Comune di Milano renderà, inoltre, pubblica la geomappa della popolazione ebraica censita a Milano nel 1938, sulla base della documentazione contenuta nel Fondo Israeliti conservato presso la Cittadella degli Archivi. Negli spazi underground della Stazione Garibaldi e del Passante ferroviario verrà proposta una mostra di opere realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Infine, il Memoriale della Shoah di Milano offrirà visite guidate gratuite per tutta la giornata, accompagnate da guide specializzate e studenti del programma Pcto.
Ferrara – A Ferrara, Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah offre ingressi gratuiti e organizza incontri per le scuole, sia in presenza che da remoto.
Roma – Nella Capitale è previsto un calendario di 40 iniziative, tra cui incontri, visite guidate, mostre, spettacoli, presentazioni di libri e proiezioni cinematografiche. In particolare, oggi, alla Biblioteca Ennio Flaiano, si terranno incontri con le scuole sulla mostra “Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank“. Il Teatro del Lido di Ostia ospiterà lo spettacolo “Diva“, un omaggio alle donne che hanno rivoluzionato la scena berlinese degli anni ’20 e ’30. Al Teatro Biblioteca Quarticciolo, i bambini parteciperanno a un’attività teatrale ispirata alla storia di ebrei danesi che fuggirono verso la Svezia nel 1943. In serata, la Casa della Memoria e della Storia presenterà il libro “La notte dei ricordi” e al centro ebraico italiano il Pitigliani è in programma l’iniziativa “Storie e canti degli ebrei d’Europa – Bente Kahan, Marco Valabrega”. Il Museo Macro offrirà visite guidate della mostra “Post Scriptum. Un museo dimenticato a memoria” e proiezioni cinematografiche sulla memoria storica.
Firenze – A Firenze, si tengono eventi dedicati al Giorno della Memoria presso il Memoriale delle Deportazioni, il Museo Novecento e il MAD Murate Art District.
“Dalle carceri alla morte”, le storie degli italiani deportati durante il fascismo
Quale ruolo hanno avuto le carceri fasciste nella repressione, deportazione e uccisione di migliaia di italiani nei campi di concentramento nazisti? A pochi giorni dalla Giornata della Memoria, cerca di rispondere a questa e altre domande un progetto web finanziato dall’Ambasciata tedesca in Italia
Quale ruolo hanno avuto le carceri fasciste nella repressione, deportazione e uccisione di migliaia di italiani nei campi di concentramento nazisti? A pochi giorni dalla Giornata della Memoria, cerca di rispondere a questa e altre domande “Dalle Carceri alla Morte”, progetto web ideato e coordinato dal giornalista Francesco Bertolucci e finanziato dall’Ambasciata tedesca in Italia. Realizzato insieme all’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned) coi video del regista Victor Musetti e la consulenza dello storico Costantino Di Sante, “Dalle Carceri alla Morte”, disponibile gratuitamente online, ha alle spalle una ricerca sul campo che ha portato a percorrere in poco meno di un anno oltre 10mila chilometri – dall’Italia alla Germania passando per l’Austria e toccando campi di concentramento come Dachau, Mauthausen ed Ebensee oltre alle carceri di Torino, Milano, Firenze, Roma, Bologna, Trieste, Genova e Sulmona.
Attraverso il sito che conta di quasi 8 ore di contributi tra video e audio – tra cui quelli di Aldo Cazzullo, Andrea Pennacchi e Francesco Filippi– è possibile capire perché si poteva finire nelle carceri fasciste durante il ventennio, conoscere il ruolo delle carceri fasciste nella deportazione, le storie di chi è stato deportato, chi venne deportato dall’Italia e perché sappiamo poco di tutto questo. Il tutto supportato da interviste audio a storici, una mappa interattiva che permette di conoscere il percorso fatto dai circa 40mila deportati italiani partiti da ogni singola stazione verso i campi, video spiegazioni sulle carceri più importanti e documentari che ripercorrono insieme ai parenti il viaggio compiuto da alcuni deportati verso i campi nazisti, con le storie di chi ce l’ha fatta e di chi, tristemente, nei lager ha perso la vita. Tra queste storie, quella del primo trasporto dall’Italia di deportati politici o di chi finì nei lager perché aveva organizzato il primo sciopero nell’Europa sotto il tallone nazifascista sfidando apertamente il Terzo Reich. Ma anche di chi venne deportato perché era parente di partigiani, era di fede ebraica o, suo malgrado, capitò nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Il sito è pensato anche per non udenti grazie alle trascrizioni di ogni singola intervista e i sottotitoli presenti in ogni video e per non vedenti grazie alla possibilità di ascoltare i testi.
Trenord e Trenitalia hanno ufficializzato l’orario della protesta nazionale: tutte le info
Per 24 ore il personale Trenitalia, Trenord, Gruppo Fs e Trenitalia Tper incrocerà le braccia in segno di sciopero. La manifestazione, ampiamente annunciata anche sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ora è stata confermata anche dalle stesse aziende coinvolte: comincerà alle 21 di sabato 25 e finirà alle 20.59 di domenica 26 gennaio. Gli organizzatori della protesta sono i sindacati Cub trasporti, Sgb e Usb lavoro privato. A Milano, così come nel resto d’Italia, saranno a rischio tutti i treni ma vediamo nel dettaglio gli orari, anche se trattandosi di un giorno festivo le fasce orarie di garanzia non sono saranno previste.
Gli orari dei treni Trenord per domenica 26 gennaio – “Lo sciopero – scrive Trenord in una nota – potrà generare ripercussioni al servizio regionale, suburbano, aeroportuale e la lunga percorrenza“. “Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale – spiegano – saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra: Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per il Malpensa Express. Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1; e Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio“.
L’azienda di piazzale Cadorna precisa inoltre che sabato sera viaggeranno i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le ore 21 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 22.
Sciopero in arrivo: gli orari dei treni Trenitalia – Per quanto riguarda Trenitalia, l’azienda ha pubblicato un comunicato per spiegare che “l’agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione“. Per dare informazioni ai passeggeri – oltre che sui canonici portali ufficiali – c’è un numero verde gratuito: 800 89 20 21.
“I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio – spiegano – possono chiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero: fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce; fino alle ore 24 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni regionali; in alternativa possono riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti“. Saranno garantiti esclusivamente alcuni treni della lunga percorrenza: qui l’elenco.
I prossimi scioperi previsti per febbraio 2025 – Superata questa protesta è già ora di pensare alle nuove manifestazioni. Per il mese di febbraio in particolare ci saranno due scioperi che coinvolgeranno la città di Milano: uno riguarderà Trenord e l’altro i mezzi Atm, quindi metro, bus e tram. In particolare il personale dei treni regionale si dovrebbe fermare per 23 ore mercoledì 5 febbraio, in quel caso la protesta è del sindacato Osr Orsa Ferrovie. I lavoratori di Atm manifesteranno invece il giorno di San Valentino, venerdì 14 febbraio. A indire quest’ultima protesta è l’organizzazione sindacale Al Cobas.
Perché scioperano i lavoratori – Le ragioni di tutti questi scioperi sono riconducibili alla stessa radice: i lavoratori chiedono un rinnovo del contratto adeguato ai tempi e all’attuale costo della vita. Ferrovieri, macchinisti, autisti e tranvieri manifestano da molto tempo perché le trattative con le aziende sono sempre molto lunghe e non sempre portano ai risultati sperati.
A Milano, per esempio, quello del conducente d’autobus o tranviere è un lavoro che sembra non avere più appeal tra le nuove generazioni. L’azienda Atm fatica a trovare personale perché le condizioni salariali di base, anche rispetto al costo della vita in città, non sono soddisfacenti. E a pagare le conseguenze, in ultima istanza, è il servizio offerto ai passeggeri.
Proseguono le attività di spegnimento e bonifica dei vigili del fuoco per l’incendio divampato alle 15 di venerdì pomeriggio all’interno di un’azienda di lavorazione e confezionamento di prodotti ittici di Ariano Polesine (Rovigo). All’arrivo delle squadre di pompieri l’incendio aveva già interessato gran parte del capannone, con la colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. I vigili del fuoco accorsi da Adria, Rovigo,Castelmassa, Codigoro, Ferrara, Piove di Sacco, Venezia e Verona con 4 autopompe, 7 autobotti, 2 autoscale, 2 carri schiuma per un totale di 35 operatori coadiuvati dal funzionario di guardia, hanno iniziato le operazioni di spegnimento. L’intera azienda di oltre 10.000 mq è stata subito evacuata.
❌🔥⚠️ Grosso incendio ad Ariano nel Polesine, oggi 24 gennaio, nell'area dell'azienda Regnoli che tratta prodotti ittici. I Vigili del Fuoco sono arrivati immediatamente sul posto e non si segnalano conseguenze per le persone al momento.
Le squadre sono riuscite a salvare la parte amministrativa e uno dei magazzini dei prodotti finiti.
Tutta la parte produttiva di circa 7000 mq è stata coinvolta dal rogo. Coinvolto dalle violente fiamme anche un altro magazzino, la cui parete perimetrale durante le operazioni di spegnimento è crollata verso l’esterno, finendo contro dei serbatoi di azoto, anidride carbonica e il deposito dell’olio utilizzato per le lavorazioni. L’incendio è stato ora del tutto circoscritto, anche se sono ancora presenti dei focolai all’interno del corpo centrale del capannone che potranno essere spenti solo con la rimozione delle macerie. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco.
Una perturbazione atlanticaporta ancora maltempo sull’Italia. Il blocco anticiclonico che ha causato la persistenza alle nostre latitudini di un insidioso vortice di bassa pressione si sta rapidamente assottigliando sotto la spinta incalzante del flusso atlantico.
L’alta pressione resisterà solo sull’Europa orientale e nemmeno troppo a lungo, dato che – secondo le previsioni di 3BMeteo– l’instabilità raggiungerà anche quel settore entro metà settimana. L’arrivo delle perturbazioni atlantiche sull’Europa occidentale significa tempo umido e ventoso con temperature più miti.
Ecco le previsioni della settimana.
Le previsioni di lunedì 20 e martedì 21 gennaio 2025 – Nelle giornate di lunedì 20 e martedì 21 gennaio è atteso il passaggio di un primo impulso oceanico. I fenomeni più incisivi dovrebbero riguardare il Nord e in generale le regioni tirreniche. Sulle Alpi la neve dovrebbe cadere intorno agli ottocento metri ma con quota in rialzo entro martedì, più alta oltre i 1.200 metri in Appennino.
Le temperature saranno in lieve rialzo ma ancora più o meno entro le medie del periodo. La ventilazione si orienterà dai quadranti meridionali.
Cosa succede mercoledì 22 e giovedì 23 gennaio 2025 – Tra mercoledì 22 e giovedì 23 gennaio i modelli matematici vedono l’arrivo di una nuova perturbazione atlantica associata all’approfondimento di un grosso vortice di bassa pressione sul Regno Unito. L’arrivo di questo fronte, prevede 3BMeteo, potrebbe causare la temporanea formazione di un minimo secondario sulle regioni settentrionali destinato a transitare da ovest a est entro giovedì. Le piogge più incisive sono attese sulle regioni centro settentrionali mentre il Sud sarà più protetto dall’anticiclone.
La temperatura sarà in ulteriore aumento soprattutto al Sud con valori anche sopra media.
I tecnici sono al lavoro per ripristinare la piena funzionalità della linea, ma i disagi per gli utenti non cessano
Ancora una giornata di disagi per chi ha scelto di muoversi in treno. Nella giornata di oggi un guasto ha mandato in tilt la linea ferroviaria dell’alta velocità, Roma-Napoli. Trenitalia ha avvisato che la circolazione è rallentata in direzione Napoli e i treni “possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 20 minuti“. I tecnici sono al lavoro per risolvere l’inconveniente.
È l’ennesimo problema dopo che coinvolge il comparto ferroviario dopo i guasti nei giorni scorsi su entrambe le direttrici, Roma-Firenze e Roma-Napoli. Disservizi che sono sfociati pure in polemica politica e in un esposto presentato da Fs che ha lanciato il sospetto del sabotaggio: “Gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi (non può essere un caso che si tratti di quelli più complicati per la circolazione ferroviaria, con ricadute pesanti su tutta la rete), il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo“, spiegano nel documento. L’esposto è stato trasmesso alla Digos della Questura capitolina, che si appresta a inviare un’informativa a piazzale Clodio.
Subito dopo il gol del pareggio di Dumfries, Dazn ha smesso di funzionare. Immediate le proteste di moltissimi utenti che a causa del problema non riescono a vedere la diretta della partita. Ma solo a me è saltato dazn? La partita per circa 10 minuti non è stata visibile a causa di un malfunzionamento di Dazn.
La partita per circa 10 minuti non è stata visibile a causa di un malfunzionamento di Dazn. I problemi per qualche utente stanno continuando e vedere la gara in diretta risulta loro impossibile.
Ironia della sorte, il problema è sorto subito dopo il gol di Dumfries, una rete dubbia a causa di un intervento al limite di Bastoni e di conseguenza, molti abbonati non avranno avuto modo di vedere se l’arbitro abbia convalidato o meno la rete dell’esterno olandese. Moltissime le proteste sui social.
Tra le vittime un’attrice del film “The Blues Brothers”. Rimane lontano il ritorno a casa per gli sfollati. Nuovi arresti di sciacalli
(afp)
ALos Angelessale a 25 il numero delle vittime per i devastanti incendi di Palisades e Eaton. Lo afferma il Los Angeles Times precisando che otto persone hanno perso la vita nel rogo di Palisades e ben 17 nell’incendio di Eaton ad Altadena, secondo quanto verificato dal medico legale della contea di Los Angeles e dallo sceriffo Robert Luna.
I venti – E mentre i vigili del fuoco continuano a lottare contro le fiamme il National Weather Service americano ha avvertito che il meteo sarà “particolarmente pericoloso” nella giornata di oggi, quando le raffiche di vento potrebbero raggiungere i 105 chilometri orari. Gran parte della California meridionale, nei pressi di Los Angeles, sarà soggetta al rischio di incendio sino a domani, comprese le zone densamente popolate di Thousand Oaks, Northridge e Simi Valley.
Gli sfollati – Il rientro a casa degli sfollati non sarà una questione di giorni. Lo ha detto il capo del dipartimento dei vigili del fuoco della metropoli californiana, Kristin Crowley, come riporta la Cnn. L’obiettivo, ha assicurato, è far tornare gli sfollati nelle proprie abitazioni non appena potranno farlo in sicurezza. “Vi dirò e vi garantirò che quando sarà sicuro farlo consentiremo alla popolazione di rientrare: questa è la priorità. Ma altrettanto importante è la sicurezza di quegli individui“, ha spiegato, sottolineando che non basteranno “giorni” per il loro ritorno a casa.
“Non ci vorranno giorni“, ha spiegato. “Lo faremo il più velocemente possibile, ma deve essere sicuro”.
Gli sciacalli – Nove persone sono finite nel mirino della giustizia di Los Angeles per aver saccheggiato alcune abitazioni nelle aree devastate dagli incendi di Palisades e Eaton, mentre un uomo è sotto inchiesta perché accusato di aver intenzionalmente appiccato un rogo in un parco di Azusa durante la tempesta di fuoco della scorsa settimana. E’ dunque lotta dura della procura contro gli sciacalli che si sono scatenati in questi ultimi giorni approfittando dell’evacuazione dalle loro case di quasi centomila persone.
Tre uomini – riferisce il Los Angeles Times – sono sotto processo per aver rubato oggetti di valore pari a 200mila dollari da una abitazione a Mandeville Canyon all’inizio di giovedì, mentre un altro gruppo si sarebbe appropriato di beni personali, tra cui un premio Emmy, da una casa di Altadena durante l’incendio di Eaton. Lo ha denunciato l’avvocato distrettuale della contea di Los Angeles Nathan Hochman che ha lanciato un messaggio ben preciso sperando che faccia da deterrente: “Lasciatemi essere chiaro: se sfruttate questa tragedia per depredare le vittime di questi incendi mortali, vi troveremo e vi perseguiremo nella misura massima consentita dalla legge“, ha detto.
Un’attrice tra le vittime – L’attrice in pensione Dalyce Curry, nota per il suo ruolo nel film del 1980 The Blues Brothers è morta negli incendi di Los Angeles all’età di 95 anni.
I resti della donna sono stati ritrovati giorni dopo che l’incendio di Altadena ha raso al suolo la sua proprietà nella città. La morte dell’attrice è stata annunciata su Facebook dalla sua pronipote, Dalyce Kelley.
Secondo i media, Kelley ha accompagnato la nonna – nota come “Momma D” – a casa sua martedì sera verso mezzanotte, senza rendersi conto della devastazione che l’attendeva. La mattina dopo l’abitazione era completamente bruciata.
Oltre al film commedia musicale diretto da John Landis e interpretato da John Belushi e Dan Aykroyd, Dalyce Curry è apparsa anche in film come I 10 comandamenti e Lady Sings the Blues.
Il vincitore del più grande jackpot – C’è anche una lussuosa villa del vincitore del più grande jackpot americano di sempre tra le abitazioni distrutte dagli incendi di Los Angeles. Edwin Castro, il residente di Altadena che nel 2023 ha vinto il jackpot record da 2,04 miliardi di dollari della lotteria Powerball – pari a circa un miliardo di dollari al netto delle tasse – ha usato parte della sua vincita per acquistare ville in quartieri esclusivi della contea di Los Angeles e ha perso almeno una di queste proprietà a causa dei roghi.
Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti
Perquisizioni e daspo a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus. Questa mattina la Polizia di Stato di Torino, con la collaborazione delle Questure di Asti, Novara, Pavia, Savona, Varese e Piacenza, ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Torino, 23 perquisizioni personali e domiciliari a carico di altrettanti aderenti a gruppi ultras della Juventus e del Torino, indagati per rissa, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e travisamento, a seguito della violenta rissa verificatasi nel centro di Torino nella notte antecedente al derby dello scorso 9 novembre, nei pressi della Chiesa della Gran Madre di Dio. Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti.
Perquisite anche le due sedi dei gruppi ultras “Drughi” e “Primo Novembre 1897” della Juventus, i cui locali sono stati sottoposti anche a specifici controlli amministrativi e di sicurezza da parte del personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Torino, della Asl e dei Vigili del Fuoco. Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria eseguite dalla Digos, sono stati sequestrati supporti informatici e indumenti utilizzati dai responsabili durante le azioni violente.
Adottati dal Questore di Torino 43 provvedimenti Daspoe avviate le procedure per l’aggravamento di altri 20 provvedimenti interdittivi già emessi, in passato, per analoghe condotte. La Divisione della Polizia Anticrimine della Questura di Torino ha poi emesso altri 10 provvedimenti daspo nei riguardi di tifosi del Torino resisi responsabili di danneggiamenti all’interno del settore ospiti dello stadio sempre in occasione del derby dello scorso 9 novembre.
Gara di Carabao Cup sospesa per circa 8′, l’episodio in avvio: calcio d’angolo, spizzata e caduta. Gli Spurs hanno fatto sapere che il giocatore è vigile, ma è stato accompagnato in ospedale per accertamenti
Paura per Rodrigo Bentancur durante Tottenham-Liverpool di Carabao Cup. Il centrocampista ex Juve, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è andato a staccare nell’area del Liverpool riuscendo pure a spizzare il pallone, ma poi è crollato rovinosamente a terra come se avesse perso i sensi. Accortosi della gravità una volta conclusa l’azione, l’arbitro ha fermato il gioco nella preoccupazione generale.
Da lì l’ingresso in campo dei soccorsi, che hanno portato fuori in barella l’uruguaiano utilizzando anche la maschera dell’ossigeno. Fortunatamente Bentancur ha fatto cenno con il pollice in su al pubblico. La sfida è ripartita regolarmente ma lo stop è stato lungo, tanto che il direttore di gara ha poi segnalato addirittura 11′ di recupero nel primo tempo. Il fatto che il gioco sia ripreso fa ben sperare, ma lo spavento è stato grande.
Il tottenham – “Possiamo confermare che Rodrigo è cosciente, parla e andrà in ospedale per ulteriori controlli“. Questo il breve comunicato diffuso dal Tottenham sui social network
Fabio Cudicini, spesso chiamato “Ragno Nero”, è stato un leggendario portiere italiano. Nato il 20 ottobre 1935 a Trieste, è famoso soprattutto per il suo periodo con l’AC Milan, dove ha vinto numerosi titoli, tra cui uno Scudetto, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Ha anche giocato per la Roma e l’Udinese durante la sua carriera.
Cudicini era noto per la sua incredibile agilità e costanza tra i pali, guadagnandosi il soprannome di “Ragno Nero” a causa del suo abbigliamento nero e delle sue parate acrobatiche. È morto l’8 gennaio 2025 all’età di 89 anni.
Addio al ‘Ragno Nero’, è morto Fabio Cudicini: l’ex portiere di Milan e Roma aveva 89 anni
Il cordoglio dei rossoneri per il “campione di tutto”
Addio a Fabio Cudicini, meglio conosciuto come il “Ragno nero”, storico ex grande portiere di Roma e Milan scomparso a 89 anni.
“La tela del Ragno sul nostro Cuore rossonero. Per sempre – si legge nell’annuncio del Milan sui social.- È scomparso Fabio Cudicini campione di tutto con il Milan, grande portiere e grande persona. Le condoglianze di tutti i rossoneri al figlio Carlo, cresciuto nel Club, e a tutta la famiglia. Ciao Fabio“.
Nato a Trieste il 20 ottobre 1935, Fabio Cudicini prima di approdare al Milan ha vestito le maglie di Udinese (tre stagioni), Roma (otto stagioni) e Brescia (una). In cinque stagioni con la maglia rossonera ha collezionato 183 presenze e ha vinto uno scudetto (1967-68), una Coppa dei Campioni (1968-69), una Coppa Intercontinentale (1969), una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia. “Black Spider” (Ragno Nero) venne ribattezzato dalla stampa britannica dopo due grandi prestazioni a Glasgow e Manchester. Con la Roma, invece, erano arrivate una Coppa Italia e una Coppa delle Fiere, mentre ha ottenuto la salvezza in Serie B, indossando nella sua lunga carriera la casacca del Brescia.
Neve all’aeroporto Stanted di Londra – archivio gettyimages
Ondata di gelo e neve in parte del Regno Unito: disagi nel traffico aereo e sulle strade, stop nell’aeroporto John Lennon di Liverpool e quello di Manchester, chiuse le piste
Prima neve a Londra (Afp)
Forti nevicate in parte del Regno Unito stanno creando disagi nel traffico aereo e su strada.L’aeroporto di Manchester e l’aeroporto John Lennon di Liverpool hanno temporaneamente chiuso le piste a causa delle condizioni meteo.
A Manchestersi sta lavorando duramente per liberare le piste “il piu’ rapidamente possibile“. “La sicurezza dei nostri passeggeri e’ la nostra massima priorita‘ e apprezziamo la vostra pazienza in questo momento“, ha comunicato l’aeroporto invitando i passeggeri a “verificare con la propria compagnia aerea le ultime informazioni sui voli e di considerare tempi di percorrenza piu’ lunghi oggi“.
L‘aeroporto John Lennon di Liverpool resta aperto nonostante la chiusura della pista che si sta provvedendo a pulire, anche qui, in tempi i piu’ rapidi possibili.
La notizia arriva dopo che l’aeroporto di Birmingham aveva gia’ sospeso le operazioni di volo per diverse ore durante la notte “per motivi di sicurezza e di sgombero della neve“. L’aeroporto di Bristol, invece, ha riaperto intorno alle 23:00 di ieri, dopo una precedente chiusura, ma domenica mattina sono stati segnalati ancora ritardi. Gli aeroporti di Birmingham e Bristol, nonche’ l’aeroporto internazionale di Belfast, invitano i passeggeri a informarsi presso la propria compagnia aerea.
Allerta ghiaccio e neve – L’allerta per neve e pioggia ghiacciata interessa gran parte del Galles e dell’Inghilterra centrale, comprese le Midlands e le citta’ nord-occidentali di Liverpool e Manchester, fino a mezzogiorno di oggi. Un’allerta distinta per neve e’ invece stata emessa per l’Inghilterra settentrionale, comprese Leeds, Sheffield e il Lake District fino a mezzanotte di oggi.
Da giocatore conta oltre 200 presenze nel Toro, da allenatore ha guidato Pisa, Perugia e Fiorentina
Il mondo del calcio piange Aldo Agroppi. L’ex allenatore, tra le altre, di Fiorentina, Pisa e Perugia si è spento all’età di 80 anni nella sua Piombino. Da calciatore ha legato il suo nome soprattutto al Torino, con cui ha giocato tra il 1967 e il 1975 collezionando più di 200 presenze e guadagnandosi anche la maglia azzurra, indossata in 5 occasioni. Quindi la carriera da allenatore, sulle panchine di Pisa, Perugia, Padova, Fiorentina, Ascoli e Como: nel 1993 il ritorno ai viola, ultima esperienza in panchina prima di intraprendere la carriera da commentatore televisivo. Agroppi era ricoverato all’ospedale di Piombino a causa di una polmonite.
La rimonta dell’alta pressione porterà una nuova fase di stabilità tra il 25 e il 26 dicembre, soprattutto sulle regioni del Centronord, mentre al Sud sono previste ancora precipitazioni
Inizia proprio a Natale la rimonta dell’anticiclone. L’alta pressione in espansione sull’Europa sta per coinvolgere anche l’Italia, portando una nuova fase di stabilità dopo l’ondata di gelo dell’ultimo fine settimana. Nei prossimi giorni lo Stivale sarà diviso in due parti: da una parte ancora pioggia e neve, e dall’altra la rimonta del bel tempo.
L’infografica di 3bmeteo
Maltempo a Natale – Tuttavia, tra la giornata Natale, mercoledì 25 dicembre, e quella di giovedì 26, Santo Stefano, ci sarà ancora spazio per qualche episodio di instabilità: come spiegano gli esperti di 3bmeteo, a farne le spese saranno quelle del medio Adriatico e il Sud, soprattutto nella giornata di Natale, anche con qualche nevicata che interesserà le zone appenniniche. Il maltempo condizionerà la giornata dalle Marche all’Abruzzo, dal Molise alla Puglia: pioggia per Natale e, a quote collinari, anche neve, che non mancherà nemmeno in Calabria e Sicilia man mano che si sale verso i 1000 metri di quota. Altrove sarà invece il bel tempo a prevalere, con l’anticiclone che favorirà stabilità al Nord, in Sardegna e su gran parte delle regioni tirreniche.
Il meteo a Santo Stefano – Le temperature continueranno a rimanere basse, ma una prima svolta “calda” è attesa proprio per domani, giovedì 26 dicembre. La rimonta dell’anticiclone porterà un tempo soleggiato in tutte le regioni del Nord. Bel tempo anche al Centro, con sole prevalente sull’Umbria e sulle regioni tirreniche, mentre il versante adriatico sarà interessato ancora da qualche precipitazione, con gli ombrelli che serviranno solo in poche zone di Abruzzo, Molise e Basilicata. Tempo soleggiato anche in Sardegna, mentre al Sud ci saranno addensamenti e qualche debole pioggia su Basilicata,alta Calabria e Sicilia settentrionale con spruzzate di neve dai 1.000 metri in Appennino, e oltre i 1.300m sui rilievi della Sicilia
Il presidente eletto degli Stati Uniti ha rilanciato sui social la proposta di acquisto della Groenlandia, già avanzata nel 2019, e ha minacciato Panama di riprendere il controllo del Canale. Quali sono le motivazioni
Donald Trump alla riconquista del Canale di Panama e all’acquisizione della Groenlandia. Quelle che erano promesse o minacce elettorali, ora sono le parole del presidente eletto degli Stati Uniti, che entrerà nella Casa Bianca tra meno di un mese.
Il caso Panama – In una serie di post minacciosi sul suo social media Truth, Trump ha attaccato le autorità panamensi di imporre “tariffe ridicole” e troppo alte agli Stati Uniti e ha avvertito che la Cina sta assumendo un ruolo sempre più influente nell’area dichiarando che una volta tornato alla Casa Bianca farà di tutto per riprendere il controllo dello strategico passaggio. Il Canale di Panama, che collega l’oceano Atlantico e quello Pacifico, fu costruito più di un secolo fa dagli Stati Uniti ma torno nelle mani del paese centroamericano nel 1999, in base a un accordo firmato dal presidente democratico Jimmy Carter negli anni Settanta.
Nella pratica è quasi impossibile che gli Stati Uniti possano riprendere il controllo del Canale, che costruirono più di un secolo fa. Trump tira nel bel mezzo della polemica anche la Cina, che nel 2017 ha avviato una serie di negoziazioni commerciali con Panama per il controllo di due dei cinque porti adiacenti al Canale, nell’ambito degli investimenti e progetti infrastrutturali della Belt and Road Initiative.
Immediata la replica delle autorità del Paese. “Ogni metro quadrato del Canale appartiene a Panama e continuerà a esserlo“, ha risposto il presidente di Panama, José Raúl Mulino “La sovranità e l’indipendenza del nostro Paese non sono negoziabili. Ogni panamense, qui e ovunque nel mondo, lo porta nel cuore ed è parte della nostra storia di lotta e di conquista irreversibile”, ha sottolineato Mulino in un messaggio alla nazione diffuso sui social network e sui media.
Le mire sulla Groenlandia – L’attacco di Trump sul canale è solo l’ultimo esempio del cambiamento che il presidente eletto imprimerà alla politica estera una volta tornato alla Casa Bianca soprattutto rispetto alla Cina e all’Europa. Il presidente eletto punta anche alla Groenlandia. “Ai fini della sicurezza nazionale e della libertà in tutto il mondo, gli Stati Uniti d’America ritengono che la proprietà e il controllo della Groenlandia siano una necessità assoluta“, ha scritto su Truth. Certo, non è una sortita nuova. Trump aveva espresso la sua ambizione già nel 2019, durante il suo primo mandato, quando considerò l’acquisto da parte degli Stati Uniti di questo territorio artico, evocando una potenziale “grande operazione immobiliare strategicamente interessante“. La vicenda aveva provocato una crisi diplomatica con la Danimarca, membro della Nato. Allora come ora, il governo del territorio artico ha risposto che “l’isola non è in vendita.
Ma le motivazioni di questa sua minaccia sono facilmente intuibili. Il territorio artico, che dipende dalle risorse finanziarie della Danimarca e dell’Unione Europea per la sua sopravvivenza e gli investimenti in infrastrutture, è ricco di risorse naturali: petrolio, gas, oro, diamanti, uranio, zinco, piombo. Risorse fin qui sfruttate molto poco per carenza di infrastrutture e per preoccupazioni di tipo ambientale. In più, con il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai si aprono nuove rotte commerciali, che suscitano i desideri di Stati Uniti, Cina e Russia.
Lo scioglimento delle calotte polari ha reso più navigabili acque un tempo impercorribili, liberando vie di navigazione che venivano precluse dal traffico commerciale. Una fortuna per Pechino, che ha puntato gli occhi su questa zona del mondo per far passare i corridoi della “Via della seta polare” (una delle rotte della Nuova Via della Seta) e ridurre quindi i tempi di percorrenza delle merci tra i porti cinesi e gli scali europei. Basti pensare che una nave che parte da Shanghai per arrivare a Rotterdam, passando per il canale di Suez, potrebbe impiegare circa 50 giorni. Ma attraverso la rotta nordica e la Via della Seta Polare lo stesso viaggio durerebbe circa 33 giorni.
In ballo anche gli interessi militari – Ci sono però anche gli interessi militari che Russia e Cina hanno in questa zona di mondo. Per Pechino la rotta polare può essere utile alla marina cinese per spostare più rapidamente le proprie truppe dal Pacifico all’Atlantico. Mosca, invece, ha già certificato il suo interesse aprendo centinaia di siti militari dell’era sovietica nell’Artico, secondo un recente documento del Pentagono. Ecco perché Trump sbandiera la questione della “sicurezza nazionale” quando, guardando in profondità, ci sono anche e soprattutto motivazioni di carattere commerciale ed economico.
La 21enne non dovrebbe essere in pericolo di vita, ma è ancora ricoverata nel reparto di rianimazione. La ragazza studia e lavora nella capitale norvegese
Una studentessa italiana di 21 anni, Martina Voce, è stata accoltellata in un fast food a Oslo, in Norvegia. A colpirla sarebbe stato l’ex fidanzato norvegese di origini indiane, che, in base alle prime ricostruzioni, è rimasto ferito ed è trattenuto in stato di fermo in ospedale. L’episodio si è verificato lo scorso venerdì nel fast food dove la 21enne lavora come general manager.
La ricostruzione dell’aggressione – Secondo una prima ricostruzione, il giovane di 24 anni avrebbe raggiunto la ex nel locale e l’avrebbe colpita con un coltello alla carotide. Tre colleghi, due uomini e una donna, hanno cercato di fermarlo e il giovane sarebbe rimasto ferito. Il 24enne è ora trattenuto in stato di fermo presso l’ospedale norvegese dove è ricoverato.
La vittima, originaria di Firenze, non dovrebbe essere in pericolo di vita nonostante sia stata colpita da circa una trentina di coltellate. La giovane è ancora ricoverata nel reparto di rianimazione e oggi dovrebbe essere sottoposta a una nuova operazione.
Il racconto della violenta aggressione è stato restituito anche dalla migliore amica della mamma della vittima, la conduttrice di Canale 5, Simona Branchetti, che in un lungo post sul suo profilo Instagram racconta quanto accaduto alla giovane nelle scorse ore.
Il capo dello Stato ricorda l’attentato all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura che provocò 17 morti: “Impronta neofascista emersa con evidenza”. Piantedosi: “Attacco vile”
La corona in memoria delle 17 vittime è stata deposta, come ogni anno, alle 16.37. L’ora esatta dell’attentato di 55 anni, nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano. “Noi siamo qua oggi in piazza non tanto e solo per ricordare”, il commento del sindaco Beppe Sala. “Un po’ di rischio dell’oblio c’è, è vero. E’ chiaro che esserci oggi è anche un atto politico”.
A sfilare nella manifestazione organizzata dall’Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 69, con il Comitato permanente antifascista e il Comune di Milano, ci sono anche Silvia e Claudia Pinelli, le figlie del ferroviere anarchico Giuseppe, ingiustamente accusato in un primo tempo della strage, e considerato la 18esima vittima di piazza Fontana. Per loro è il primo corteo, dopo la scomparsa della madre Licia.
“Quest’anno è più doloroso come anniversario”, commentano. “Con nostra madre viene meno una testimone importante che ha portato avanti per 55 anni la battaglia per la verità. Licia ha seminato bene e noi siamo pronte”.
L’impegno di tanti anni da parte della vedova Pinelli sarà presto riconosciuto dalla città di Milano. Dal palco il sindaco Beppe Sala ha annunciato di voler attribuire a Licia Pinelli la più alta onorificenza della città, l’Ambrogino d’oro alla memoria. “È un atto di rispetto per il suo impegno civile e un ringraziamento alla famiglia per la lucidità con cui seppero trasformare il dolore per la morte di Pino in una battaglia di dignità, per la verità e la giustizia“, spiega.
Alle 18.30 in Largo Cairoli sarà invece la volta del corteo organizzato dagli spazi sociali in ricordo di Licia Pinelli, mentre nei prossimi giorni arriverà in consiglio comunale la proposta di intitolare via Micene a Giuseppe Pinelli: è una strada nel quartiere di San Siro, dove abitava con la famiglia.
Il presidente della Repubblica Mattarella. “Uno squarcio nella storia nazionale” – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda il cinquantacinquesimo anniversario della strage di piazza Fontana a Milano. “Fu espressione del tentativo eversivo di destabilizzare la nostra democrazia, imprimendo alle istituzioni una torsione autoritaria. Una ferita nella vita e nella coscienza della nostra comunità, uno squarcio nella storia nazionale – le parole del capo dello Stato – Il 12 dicembre 1969 fu una giornata in cui i terroristi intendevano produrre una rottura nella società italiana, con ordigni fatti esplodere anche a Roma, generando caos e generalizzazione della violenza. La Repubblica è vicina ai familiari delle vittime e sente il dovere della memoria. Il popolo italiano superò una prova terribile. Fu anzitutto l’unità in difesa dei valori costituzionali a sconfiggere gli eversori e a consentire la ripresa del cammino di crescita civile e sociale. Milano fu baluardo e tutto il Paese seppe unirsi. Preziosa eredità e, al tempo stesso, lezione permanente giacché non era scontato“.
Sono passati 55 anni dall’attentato terroristico nel centro di Milano, all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, che causò 17 morti e 88 feriti. Continua Mattarella: “Seguirono tentativi di depistaggio e di offuscamento della realtà. L’impronta neofascista della strage del ’69 è emersa con evidenza nel percorso giudiziario, anche se deviazioni e colpevoli ritardi hanno impedito che i responsabili venissero chiamati a rispondere dei loro misfatti. La pressante domanda di verità da parte dei cittadini ha sostenuto l’impegno e la dedizione di uomini delle istituzioni, consentendo di ricomporre il criminale disegno e le responsabilità. Verità e democrazia hanno un legame etico inscindibile – conclude il presidente della Repubblica – Aver ricostruito la propria storia, anche laddove essa è più dolorosa, è stata condizione per trasmettere il testimone alle generazioni più giovani, a cui tocca ora proseguire il percorso di civiltà aperto dai nostri padri nella lotta di Liberazione e nella Costituzione“.
L’attentato viene ricordato anche dalla Camera dei deputati sui social dove sono state pubblicate le prime pagine di alcuni dei maggiori quotidiani.
Il ministro Piantedosi. “Attacco vile e sanguinario. Abbiamo il dovere di farne memoria” – Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con “un attacco vile e sanguinario al cuore della nostra democrazia ebbe inizio una lunga stagione terroristica a cui il nostro Paese, unito nei fondamentali valori costituzionali che lo ispirano, seppe reagire con decisione, difendendo cittadini e istituzioni dalla violenza eversiva che li minacciava“. Oggi, continua il titolare del Viminale, “come ogni giorno, abbiamo il dovere di farne memoria, di ricordare quanto accaduto, per consegnare al futuro l’impegno e la passione civile di tutti coloro che, in tempi bui, lottarono per custodire l’Italia libera e democratica” conclude rinnovando “la solidarietà alle famiglie di chi perse la vita” .
Il presidente del Senato La Russa: “Atto terribile, evidenziata impronta neofascista”. – “A 55 anni dalla strage di piazza Fontana a Milano, ricordiamo le 17 vittime e le decine di feriti di una strage, il cui percorso giudiziario ha evidenziato l’impronta neofascista”, scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Fu un atto terribile, che lasciò una ferita indelebile in un periodo buio e di forte tensione per la nostra nazione, superato solo grazie al senso di coesione e alla volontà di ricerca della verità. Coltiviamo la memoria, ricordando e tramandando ai giovani che la pace è il frutto di un impegno costante per la giustizia e la libertà, affinché comprendano l’importanza e il valore della democrazia e delle istituzioni“.
Piazza Fontana, Roggiani: “Riconoscere la matrice fascista è un dovere” – “Il 12 dicembre 1969 a Piazza Fontana il terrorismo neofascista ha colpito al cuore il nostro Paese“, interviene la deputata Silvia Roggiani, segretaria regionale Pd Lombardia. “Ricordare e riconoscere la matrice di quella strage non è solo un dovere ma il fondamento per difendere la libertà e la democrazia da chi semina odio“.
Sui social anche il messaggio postato dall’Anpi. “Esattamente 55 anni fa, il 12 dicembre 1969, l’orrore fascista in piazza Fontana a Milano. Le partigiane e i partigiani, le antifasciste e gli antifascisti non dimenticano”.
Sono previste nevicate fino a bassa quota sui rilievi alpini e appenninici, ma è stata dichiarata anche l’allerta gialla in ben 12 regioni per temporali e rischio idrogeologico
Sarà una giornata quasi invernale per un centro di bassa pressione situato proprio sul nostro Paese quella di domani, domenica 8 dicembre. Sarà presente una nuvolosità diffusa da Nord a Sud. E se la neve interesserà le Alpi e l’Appennino anche a quote basse (a 200 metri di quota sull’appennino emiliano), su gran parte dell’Italia torneranno anche precipitazioni piovose intense che assumeranno talvolta la forma di acquazzoni.
Dove scatterà l’allerta maltempo domani, domenica 8 dicembre – In particolare, la Protezione civile ha dichiarato l’allerta gialla per rischio temporali, rischio idraulico e rischio idrogeologico su settori di dodici regioni: Calabria, Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata, Lazio, Molise, Sicilia, Umbria, Campania, Marche, Sardegna e Veneto.
Su tutto lo Stivale un vortice ciclonico produrrà un contesto perturbato per tutta la giornata, con forti piogge, soprattutto sul Nord-Est e sul Tirreno centrale e meridionale, quindi sulla Toscana e sul Lazio, fino alla Campania e alla Calabria. Su queste regioni si potranno verificare anche temporali.
A essere interessata dal rischio idraulico saranno in particolare le coste calabresi, tirreniche e ioniche e le pianure emiliane. L’allerta temporali sarà invece presente soprattutto in Abruzzo, sulle coste laziali, in Molise, Calabria, Sicilia e Umbria.
Occhi puntati invece sul rischio idrogeologico con fiumi e bacini di Lazio, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Molise, Sardegna, Sicilia, Marche Umbria e Basilicata sotto osservazione.
Tanti i riconoscimenti nerazzurri relativi alla stagione 2023/2024, nell’appuntamento organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori
Serata ricchissima di premi per l’Inter al Gran Gala del Calcio AIC, l’evento di consegna dei riconoscimenti dell’Associazione Italiana Calciatori relativi alla stagione calcistica 2023/2024.
L’appuntamento giunto alla sua dodicesima edizione, si è tenuto nella cornice del Superstudio Maxi di Milano, alla presenza delle massime autorità del calcio in una serata di sport e spettacolo che ha vistol’Inter super protagonista, con i riconoscimenti come Società, Allenatore, Giocatore e Gol dell’anno e ben sette giocatori inseriti nella Top-11 2023/2024.
Il primo riconoscimento per il Club nerazzurro è stato quello di Società dell’Anno grazie all’incredibile cavalcata della stagione 2023/24 chiusa con la conquista del 20° Scudetto della propria storia e della Supercoppa. A ritirare il premio sul palco il Presidente e CEO Sport nerazzurro, Giuseppe Marotta.
“È una grandissima soddisfazione personale e di rappresentante di una società come l’Inter. Bisogna sempre alzare l’asticella, noi l’abbiamo alzata e tentiamo quest’anno di regalare e regalarci altri traguardi. L’Inter è tornata ad essere un palcoscenico importante che è consono con la sua storia e il suo palmares e siamo tornati grazie a questo gruppo di giocatori, a Inzaghi che è il loro leader e a questa società con uomini e donne che lavorano quotidianamente per supportare questi ragazzi e fare sì che lavorino esprimendo al massimo le loro capacità. Questo premio va a loro. Ringrazio e invito a salire sul palco anche Javier Zanetti e Piero Ausilio, che contribuiscono a tutto questo, condivido questo premio con tutti loro. Se è cambiato il rapporto con le proprietà? Una volta si giocava e alla fine dell’anno era importante il risultato sportivo, oggi la parola più consumata è sostenibilità, essere un Club virtuoso però non vuol dire non raggiungere traguardi importanti, si possono combinare entrambe le cose se all’interno della società c’è un valore importante che è quello della competenza. ” – Giuseppe Marotta, Presidente e CEO Sport Inter
Riconoscimento speciale per Simone Inzaghi a cui è stato consegnato il premio Allenatore dell’Anno:
“Mi fa molto piacere essere qui e ricevere questo premio. Vorrei condividerlo con i miei calciatori perché senza di loro non sarebbe stato possibile, con la società che mi ha messo a disposizione tutto questo in questi 3 anni e mezzo, con il mio staff e con i tifosi che ci supportano sempre. Turnover? Ci sono degli strumenti al di là delle conoscenze di noi allenatori. Noi cerchiamo di parlare con i preparatori, le partite sono tante e non è semplice ma cerchiamo di adeguarci. Faccio un passo indietro a ieri, una serata difficile, abbiamo vissuto attimi non semplici per tutti ma penso che il mondo del calcio abbia fatto una grande figura perché vedere tutta Italia, tutto lo stadio stringersi introno a Bove è stato un bellissimo esempio di sport. Ognuno ha il proprio percorso, io mi sento molto apprezzato dalla mia società, dai miei ragazzi e dai tifosi, mi trovo benissimo qui e spero di rimanerci a lungo. Noi allenatori facciamo un mestiere non semplice, ogni giorno dobbiamo prendere tantissime decisioni, non è semplice ma lo facciamo per il bene della società. ” – Simone Inzaghi
Premio individuale anche per Lautaro Martinez, votato Calciatore dell’Anno della stagione 2023/24: un’annata indimenticabile chiusa da Campione d’Italia, MVP del torneo e capocannoniere della Serie A con 24 reti segnate.
“Ringrazio i miei compagni perchè senza di loro questo premio non sarebbe arrivato, grazie al mister, allo staff, alla società per la fiducia di sempre e a tutti i nostri tifosi che ci accompagnano sempre. Speriamo di proseguire su questa strada e di continuare a portare trofei all’Inter che è quello che vogliamo. Ringrazio anche i miei figli che mi hanno cambiato la vita, mia moglie che è qui presente, tutta la mia famiglia in Argentina, mia nonna che non sta passando un momento facile, questo premio è per tutti loro. – Lautaro Martinez
Nerazzurro anche il Gol più bello della stagione 2023-24. A ritirare il premio sul palcoscenico è salito Marcus Thuram, autore del destro di precisione e potenza all’incrocio dei pali messo a segno nel derby di andata che ha raccolto il maggior numero di voti tra tutte le reti candidate.
“È stato un momento particolare per me, il primo derby e il primo gol ed ero molto felice, prima di venire all’Inter pochi mi conoscevano e mi sono presentato così. È un gol che hanno votato i tifosi? Abbiamo una grande tifoseria all’Inter. Se mi ero immaginato così il primo derby? Sapevo che avevamo molte chance di vincere quella partita, avevo visto alla televisione negli altri derby che l’Inter vinceva spesso, ed era un momento speciale per me. Gioco con ottimi giocatori che mi fanno tanti assist. Lauti? è uno dei migliori attaccanti al mondo, mi dà tanto spazio in campo per fare quello che voglio ed è molto semplice giocare con lui.” – Marcus Thuram
Tantissima Inter anche nella top-11 2023/2024, con ben sette giocatori nerazzurri inseriti nella formazione ideale della passata stagione: Yann Sommer, Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Hakan Calhanoglu, Nicolò Barella, Lautaro Martinez e Marcus Thuram.
“Sono molto felice e orgoglioso di aver ricevuto questo premio, ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, è un momento speciale per me. Onana ha fatto un grande lavoro all’Inter, è un grande portiere, è sempre una grande sfida arrivare dopo un portiere così ma il mio obiettivo è sempre mantenere il mio stile e aiutare la squadra con le mie performance. ” – Yann Sommer
“Da ormai sei anni porto avanti la filosofia di interpretare questo ruolo in maniera differente. Ho avuto grandi maestri che mi hanno aiutato e ringrazio mister Inzaghi con cui ho avuto un’evoluzione in questi ultimi quattro anni che mi ha portato a diventare la miglior versione di me stesso. ” – Alessandro Bastoni
“L’anno scorso è stato qualcosa di straordinario aver scritto una pagina così importante della storia dell’Inter, per me a maggior ragione perchè sono cresciuto con questa maglia. Il regalo a tutti i dipendenti? Lo Scudetto l’abbiamo vinto insieme a tutti quelli che lavorano per questo Club, per me l’Inter è una famiglia. ” – Federico Dimarco
“Ringrazio il mister, lo staff tecnico e i miei compagni. Giocare con Bare, Zielinski, Miki, Frattesi è facile. Sì sono migliorato e voglio ancora crescere, sono in una bellissima squadra e voglio continuare così. ” – Hakan Calhanoglu
“Stiamo lavorando bene, abbiamo dimostrato che chiunque giochi, tutti fanno parte di un progetto, di questa idea del mister che ci rende liberi di esprimerci. Questo è un bene per tutti, abbiamo dimostrato che chi gioca fa il bene dell’Inter. Quando lavori bene e gli altri riconoscono il tuo lavoro è un motivo d’orgoglio. Noi cerchiamo sempre di alzare l’asticella, gli altri cercano di metterci pressione ma a noi piace la pressione e cercheremo di vincere tutto quello che potremo, sapendo che è difficile e che ci vuole a volte tempo, a volte fortuna ma ci proveremo in tutti i modi. ” – Nicolò Barella
Inter grande protagonista all’edizione 2024 del “Gran Galà del Calcio AIC”, l’’esclusivo appuntamento organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori. A margine della cerimonia, i protagonisti presenti hanno commentato la serata.
Giuseppe Marotta, Presidente e CEO Sport Inter
Giuseppe Marotta, Presidente e CEO Sport Inter – “Questo premio è una grandissima soddisfazione personale e di rappresentante di una società come l’Inter. Ho voluto ringraziare tutti quello che lavorano per questa società e ho voluto al mio fianco anche due importanti collaboratori come Zanetti e Ausilio a testimonianza dell’unità di intenti che c’è, tutti insieme abbiamo la possibilità di toglierci tante soddisfazioni e di regalare ai tifosi momenti magici. Siamo qui dopo che nella giornata di domenica abbiamo vissuto un momento di grande ansia, affrontato con grande patema d’animo. Le notizie che arrivavano pian piano ci confortavano, però lo stato d’animo di giocatori, allenatori e di noi dirigenti era di grande preoccupazione. Come ho detto ieri, il mondo del calcio ha dimostrato di essere molto unito, davanti a un fatto del genere le due squadre hanno deciso di non giocare, oggi le notizie oggi sono più positive. La situazione dell’Inter? Noi abbiamo un ruolino di marcia soddisfacente, in questo momento stiamo partecipando al Campionato e alla Champions nel migliore dei modi, tra poco entreranno in gioco la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, ma sappiamo che come Inter dovremo onorare tutti gli impegni al massimo. Nel DNA dei grandi club c’è sempre l’ambizione di puntare traguardi importanti. La Champions League è uno di questi: abbiamo da poco giocato una finale cercando di vincerla, non ci siamo riusciti ma abbiamo fatto un’esperienza importante, che ci è servita negli anni. Non nascondo che vogliamo viverla come un fenomeno che ci possa portare in alto, nel rispetto degli avversari, ma nella consapevolezza delle nostre capacità e delle nostre forze.” – Giuseppe Marotta, Presidente e CEO Sport Inter
Simone Inzaghi
Simone Inzaghi – “Essere premiato questa sera è un giusto riconoscimento per quanto abbiamo fatto, condiviso con chi mi ha aiutato a vincere. Hanno votato i calciatori, quindi fa enormemente piacere. L’ho detto questa estate: vincere è difficile, rivincere ancora di più, ma siamo una squadra esperta e matura. Le altre si sono rinforzate tanto, e infatti sono in alto. Noi siamo lì e cercheremo di vendere cara la pelle, sapendo che ci sono tante partite e competizioni e non sarà facile. Ho una squadra esperta e di valore, sappiamo che abbiamo tanti impegni, ma dovremo rimanere sul pezzo. Sarà una stagione lunghissima, è una novità per tutti noi e ci adegueremo come abbiamo sempre fatto in questi anni. Questa squadre è altamente competitiva, io cerco sempre di fare il massimo con i giocatori e ho sempre avuto delle squadre competitive grazie ai nostri dirigenti. Gli avversari che temo? È una domanda difficile, per l’Europa vedete le difficoltà che ci sono, ci sono anche grandi squadre che sono in difficoltà e che si riprenderanno, mentre in Italia c’è un campionato equilibrato, ci sono tante squadre che non sono lì per caso, sarà un campionato ancora più avvincente rispetto agli ultimi. Turnover? Si fanno dei ragionamenti approfonditi e si cerca di fare il meglio per il bene dell’Inter, giochiamo tantissimo e noi allenatori dobbiamo tenerne conto.” – Simone Inzaghi
Lautaro Martinez
Lautaro Martinez – “È bello rivivere lo Scudetto della scorsa stagione: era il nostro principale obiettivo e abbiamo lavorato tantissimo per averlo, poi alzare il primo da capitano è stato bellissimo. Questi premi individuali sono importanti ma quello che conta è la squadra. Io sono un po’ in ritardo, devo lavorare ancora di più, ma è importante che l’Inter stia vincendo e che sia sempre lì in alto. I gol? Alla fine tutte le stagioni sono diverse e le partite si sviluppano in maniera differente, il gioco cambia e io devo lavorare per migliorare come ho sempre fatto. Cerco di dare una mano ai compagni, sono loro che mi rendono ogni giorno più forte. Thuram? È un grande giocatore e un bravo ragazzo, ci dà una grandissima mano. Noi lavoriamo ogni giorno per vincere, cerchiamo di alzare il livello per arrivare il più in alto possibile e ci alleniamo al massimo perché poi è quello che arriva in campo.” – Lautaro Martinez
Federico Dimarco
Federico Dimarco – “Personalmente sono vicino a Bove e alla sua famiglia, ci siamo presi un bello spavento ieri sera, non è stato facile: noi giocatori abbiamo reagito un po’ d’istinto, ci siamo trovati in difficoltà e ci siamo stretti intorno a lui per cercare di proteggerlo. Ci siamo trovati negli spogliatoi con i ragazzi della Fiorentina e abbiamo cercato di rimanere uniti perché non era un momento facile, in questi casi non ci sono bandiere o squadre e questo credo che sia un bel messaggio per il mondo del calcio. Per me lo Scudetto vinto è un motivo d’orgoglio, vale doppio come le due stelle che abbiamo messo sul petto. Essere qui in tanti stasera significa che abbiamo fatto un bel lavoro e siamo tutti felici e orgogliosi. La mia svolta? Credo sia stata nel secondo anno di Inzaghi, quando sono tornato dalla nazionale ho fatto due belle prestazioni e da lì mi è cambiata un po’ la carriera, grazie al mister e ai miei compagni che mi hanno messo nelle condizioni di rendere al meglio, al lavoro che faccio in campo e fuori, tutto mi ha aiutato a crescere e ad arrivare a questo livello.” – Federico Dimarco
Hakan Calhanoglu
Hakan Calhanoglu – “Fa molto piacere vivere una serata come questa, ritirare i premi ti rende sempre felice. Quello che è successo a Firenze è stato difficile per tutti mentalmente, siamo tutti con Edoardo quindi è normale pensare a lui in questo momento, la salute è la cosa più importante, gli dedichiamo questi premi. La nostra mentalità è quella di vincere sempre, non è facile, ci sono sempre partite complicate, come quella di Leverkusen che ci aspetta in Champions League. Anche il campionato è difficile, tutti si sono rinforzati, ma noi guardiamo solo a noi stessi. Come sto? Di solito ho sempre giocato senza infortuni, quest’anno ho avuto un problema un po’ più lungo ma sono contento di essere tornato. La Champions League: vogliamo essere protagonisti, per ora stiamo viaggiando a un ottimo ritmo, ma manca ancora tanto. In carriera ho vinto tanto, mi manca la Champions League, il mio sogno è questo e spero un giorno di alzare quel trofeo. ” Hakan Calhanoglu
Alessandro Bastoni
Alessandro Bastoni – “Siamo sulla buona strada, siamo partiti a rilento dal punto di vista mentale, forse avevamo perso un po’ di compattezza, ma ora siamo sulla buona strada. Il Napoli? Dobbiamo essere bravi a tenere il gap più basso possibile. La nostra idea è quella di affrontare tutte le nostre competizioni alla stessa maniera: tutti devono sentirsi parte della squadra, siamo un gruppo sano e il mister è molto bravo nelle rotazioni quindi la nostra mentalità è fare bene in tutte le competizioni.” – Alessandro Bastoni
Marcus Thuram
Marcus Thuram – “Quello che abbiamo vissuto a Firenze è stato un momento difficile per tutti noi e per il mondo del calcio. Ho saputo oggi che Edoardo sta meglio e rispondeva alle domande, questa è la cosa più importante. In questa stagione stiamo facendo bene, ma dobbiamo continuare il nostro lavoro. Per me l’Inter è una delle squadre più grandi al mondo, quando vai in campo con questi colori devi giocare sempre per vincere, noi cerchiamo di alzare sempre il livello per arrivare il più in alto possibile. Lautaro? Lui è il capitano, il nostro esempio ci aiuta tanto dentro e fuori dal campo e sono felice di giocare con lui. ” – Marcus Thuram
Yann Sommer – “Quanto successo a Firenze è stato uno shock per tutti noi. Sono molto contento di aver letto le notizie di oggi e vedere che Edoardo sta meglio, questa è la cosa più importante. L’obiettivo è di fare sempre meglio, però è la strada giusta per noi. Abbiamo cominciato questa stagione con qualche difficoltà ma ora stiamo meglio. Ora l’importante è difendere meglio, con tanta energia, come l’anno scorso. La Champions League: sappiamo che non è facile, ma deve essere per noi un obiettivo. ” – Yann Sommer
Diversi direttori di gara italiani sono stati sanzionati dall’Agenzia delle Entrate per mancati versamenti fiscali sui compensi UEFA tra il 2018 e il 2022
La Procura federale della FIGC ha aperto da alcuni giorni un’indagine sull’evasione fiscale degli arbitri. Diversi direttori di gara italiani, tra cui anche Daniele Orsato e Gianluca Rocchi (entrambi ritirati, con il secondo che ora ricopre l’incarico di designatore), sono stati sanzionati dall’Agenzia delle Entrate per mancati versamenti fiscali sui compensi UEFA tra il 2018 e il 2022.
L’impulso – come anticipato da La Repubblica – è arrivato da un esposto diretto al procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer. La denuncia contestava appunto le violazioni del Codice di giustizia sportiva e del regolamento dell’Associazione italiani arbitri. Dopo aver analizzato l’esposto, Taucer ha invitato la procura FIGC ad aprire il procedimento, come da sua prerogativa in base allo Statuto del Coni.
La procura dovrà ora analizzare gli atti sui casi di evasione fiscale accertati dalla Guardia di finanza, che riguarderebbero una cinquantina di arbitri. Le contestazioni riguardavano soldi guadagnati all’estero su cui non sono state pagate le tasse. Gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, emessi a metà 2024, hanno spinto quasi tutti i coinvolti a sanare la loro posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando così di sanzioni ridotte.
Una volta chiuse le indagini, che appunto saranno brevi, la Procura FIGC deciderà se far partire i deferimenti. Potrebbero essere contestati l’articolo 4 del Codice di giustizia sportiva, che rimanda ai principi di «lealtà, correttezza e probità», così come l’articolo 42 del regolamento AIA, che agli arbitri richiede un comportamento improntato «ai principi di lealtà, trasparenza, rettitudine e della comune morale, a difesa della credibilità ed immagine dell’AIA». In base alle norme, gli arbitri coinvolti rischiano una sanzione che può andare dalla semplice ammenda fino alla squalifica o inibizione.
Lunedì, 02 dicembre 2024
Gravina, chiuse le indagini sul presidente della Figc: è accusato di appropriazione indebita
La notizia arriva a ridosso della votazione per il rinnovo dei vertici della federazione. Nel mirino dei pm ci sono i diritti della Lega Pro e uno scambio di libri antichi. Il presidente sotto inchiesta anche per autoriciclaggio
Tecnicamente manca ancora la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare che, se reggeranno le accuse della procura di Roma, potrebbe costare a Gravina un posto riservato nel banco degli imputati. Da un punto di vista elettorale è una corsa contro il tempo. Ma dalle parti di piazzale Clodio la giustizia fa il suo corso a prescindere. Tutto per una compravendita di libri pregiati e antichi, di cui Gravina è cultore e collezionista.
Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, il numero uno del calcio italiano avrebbe mascherato dietro quell’affare un guadagno illecito.
Nel 2018, quando era ai vertici della Lega Pro, Gravina avrebbe ottenuto una ricompensa personale per aver conferito a un colosso del settore, la Isg, l’incarico di migliorare gli standard qualitativi della piattaforma di distribuzione degli eventi sportivi della Lega Pro e di progettare sistemi contro la pirateria. In giuridichese si parla di “appropriazione indebita in danno della Lega Pro mediante la sottoscrizione di un contratto di consulenza con la società inglese Isg a valori di gran lunga superiori a quello effettivo”.
Per aver affidato quella consulenza avrebbe dunque intascato del denaro, circa 200.000 euro, e poi lo avrebbe cercato di nascondere.
Due reati. Per scoprire il primo, i pm hanno seguito il denaro scoprendo che Gravina, tramite un paio di società che si sono rimpallate l’incarico, ha trovato un acquirente che in fine non ha finalizzato l’affare permettendo al presidente di guadagnare il “prezzo d’opzione”.
Si tratta di un’azienda inglese, la Ginko investment limited, “riconducibile all’imprenditore italiano Giovanni Prandi, leader della Assist group, in rapporti personali e commerciali con Figc/Gabriele Gravina”. La Ginko ha poi concluso l’affare con la Isg.
Il secondo reato ipotizzato riguarda invece il riciclaggio: avrebbe destinato la somma per pagare le rate di un mutuo per un appartamento a Milano. Una ricostruzione contro la quale gli avvocati che assistono Gravina, Leo Mercurioe Fabio Viglione, si sono sempre battuti. Ricordando anche che l’indagine Gravina è nata da un’attività non autorizzata di Pasquale Striano, il finanziere della Dna che accedeva abusivamente alle banche dati dell’Antimafia. Avrebbe iniziato a indagare dopo essersi incontrato con “persone vicine a Claudio Lotito, il quale aveva avuto ragioni di contrasto con il presidente della Figc, Gabriele Gravina”, ricordano gli atti sul finanziere spione.