Le due tifoserie, nel viaggio per seguire le rispettive squadre in trasferta, si sono ritrovate sull’Autogrill Versilia ed è stato il caos
Si sono ritrovati all’Autogrill Versilia, sull’autostrada A12, in direzione Genova, all’altezza di Marina di Pietrasanta. I tifosi del Perugia diretti a Chiavari, per seguire il Grifo in trasferta contro la capolista Entella. E quelli della Lucchese, squadra attualmente in zona playout proprio insieme al Perugia, diretti a Sestri Levante, per la trasferta della loro squadra.
Ne è nata una maxi rissa, che ha coinvolto circa duecento persone. Davanti agli automobilisti sbigottiti, che hanno visto del fumo dalla zona dell’autogrill. Poi fumogeni ed aste che sono stati lanciati dall’area dell’autogrill anche sulla strada., dove si era spostata parte dei tifosi. Tanto che la polizia ha dovuto chiudere un tratto di strada, per sgomberarla e per la seguente pulizia.
Proprio l’arrivo delle forze dell’ordine ha fatto dileguare i tifosi coinvolti. Sono in corso indagini da parte della polizia. Ma una parte dei tifosi che avevano il biglietti per seguire Entella – Perugia non sono arrivati a Chiavari.
Un episodio molto grave, che avrà conseguenze non solo per le persone coinvolte che saranno individuate, ma anche con provvedimenti per le prossime partite.
Dopo il secondo gol di Dybala, alcuni portoghesi hanno provato a entrare in contatto con i romanisti: aggrediti gli steward intervenuti, gli agenti hanno riportato la calma
Se nel prepartita tutto era filato liscio, dopo il secondo gol di Dybala nel settore ospiti del Porto è scoppiato il putiferio nonostante l’assenza di spettatori nella parte della curva Nord occupata dai romanista, chiusa per squalifica dall’Uefa. Gli ultras portoghesi non hanno preso bene gli sfottò della Tribuna Monte Mario dopo la doppietta dell’argentino. Qualcuno di loro ha provato a scavalcare la vetrata per venire a contatto con i tifosi romanisti. Immediato l’intervento degli steward. A quel punto però è scoppiata una gigantesca rissa che ha visto coinvolti almeno 10 ultras del Porto con gli steward pericolosamente schiacciati sul vetro.
TENSIONE – Dopo un paio di minuti sono intervenuti altri agenti di polizia che hanno provato a riportare la calma. Ma il lancio di oggetti da parte dei tifosi del Porto non si è placato e molti di loro è stato portato all’esterno dello stadio dai poliziotti. Da ricordare che la tifoseria portoghese è gemellata con quella della Lazio. Qualche minuto dopo, apprensione anche in Curva Sud ma per un malore che ha visto coinvolto un ragazzo: anche in questo caso immediato l’intervento dei servizi di soccorso. Da valutare le sue condizioni.
Dopo il match tifosi friulani e quelli del Salisburgo, con cui sono gemellati da anni, hanno assaltato il convoglio che portava a casa i supporter del Venezia
Foto UdineToday
È stato un sabato sera di follia a Udine: tifosi friulani e quelli del Salisburgo, con cui sono gemellati da anni, hanno assaltato un treno in corsa nei pressi della stazione di Basiliano. L’obiettivo era solo uno: vendicarsi dei tifosi del Venezia che lo scorso 30 ottobre, in occasione della gara di andata, avevano aggredito e picchiato alcuni bianconeri, appena fuori della stazione lagunare di Santa Lucia. Sul treno – secondo fonti delle forze dell’ordine – erano presenti circa 300 tifosi del Venezia nelle prime vetture e circa 130 altri viaggiatori nelle successive.
Fumogeni e pietre contro il treno, furibonda rissa tra tifosi – La partita tra Udinese e Venezia era finita col successo dei bianconeri di casa. Gli ospiti stavano tornando a casa in treno quando è scattata la violenza. Per fermare il treno, una cinquantina di ultras, armati di manganelli e spranghe e incappucciati, hanno appiccato alcuni fuochi sulle rotaie. Quando hanno visto però che il macchinista sembrava deciso a proseguire, sono scesi sui binari, costringendolo a una frenata disperata per non investirli. Immediatamente è iniziata una sassaiola verso le carrozze occupate dai tifosi del Venezia, ma a bordo del convoglio c’erano anche numerosi viaggiatori estranei al match, che sono stati colti dal panico.
Appena è iniziato il lancio di sassi, numerosi ultras veneti si sono precipitati fuori dal treno e sono iniziati scontri durissimi con i tifosi dell’Udinese e del Salisburgo, una cinquantina in tutto. Per sedare la rissa sono intervenute le forze dell’ordine che erano a bordo, scortavano i tifosi come da prassi, e gli altri agenti che pochi minuti prima avevano scortato i lagunari alla stazione di Udine.
Come si legge su UdineToday, il bilancio è al momento di quattro persone ferite trasportate in ospedale. Un tifoso del Venezia e un tifoso dell‘Udinese di origine austriaca hanno riportato ferite serie per cui sono stati trasportati al Santa Maria della Misericordia in ambulanza. Anche un agente della Questura di Udine e uno di quella di Veneziasono rimasti contusi e sono stati accompagnati al Pronto soccorso. Altri tifosi hanno subito importanti contusioni durante i tafferugli, ma hanno rifiutato di essere portati in ospedale: si tratterebbe di alcune delle persone fermate dagli agenti di polizia e condotte in Questura a Udine. In totale, al termine del violento scontro sul treno, le forze dell’ordine hanno fermato sette persone: secondo quanto si è appreso, si tratterebbe di tifosi udinesi che facevano parte del gruppo degli aggressori, cinque cittadini austriaci e due residenti in Friuli.
Gli agenti della Digos sono al lavoro per far luce sui gravi episodi che si sono verificati durante e dopo la partita Lecce-Inter, disputata domenica sera allo stadio Via del Mare. In particolare, riferisce TeleRama, le indagini si stanno concentrando soprattutto su quanto accaduto nel settore distinti nord-ovest, dove il clima tra i tifosi è degenerato in una rissa con calci, pugni e spintoni.
A destare particolare attenzione è stato la presenza di un manganello impugnato da un addetto al servizio d’ordine interno, intervenuto per sedare la situazione. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
Necessario l’intervento delle forze dell’ordine. La società marchigiana smentisce le prime ricostruzioni: la responsabilità è di “chi doveva occuparsi della sicurezza”
Scontri dopo l’Aquila-Sambenedettese
Spranghe e cinghie. In Serie D, scontri tra i tifosi dopo L’Aquila-Sambenedettese, gara di cartello della giornata vinta 3-0 dai marchigiani. Al termine dell’incontro, diversi tifosi rossoblù (un migliaio, in tutto, quelli sugli spalti) avrebbero invaso il campo per festeggiare il successo insieme ai giocatori. Alcuni però si sarebbero spinti fino al settore della curva riservato ai sostenitori di casa, che a loro volta sarebbero scesi sul terreno gioco. A quel punto sono iniziate le violenze, che avrebbero provocato anche dei feriti. È stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno dovuto lavorare a lungo per riportare la situazione sotto controllo.
La nota della Sambenedettese – In serata, però, la Sambenedettese ha diffuso una nota in cui “smentisce” la ricostruzione dei “disordini avvenuti alla conclusione della partita, quasi a imputare il fatto alla tifoseria ospite”.
Secondo la società, “quanto accaduto sembrerebbe da ricondurre alle opinabili scelte operate da chi doveva occuparsi della sicurezza. I tifosi della Sambenedettese che si trovavano in tribuna sono stati indirizzati verso la curva ospiti passando per il campo, per farli defluire dallo stadio. In quel mentre alcuni tifosi dell’Aquila, dalla propria curva, hanno scavalcato i cancelli e si sono diretti verso la curva ospiti. Tale fatto ha generato gli scontri. La mancanza di idonee misure di sicurezza ha reso possibile, altresì, che due tifosi dell’Aquila forzassero la porta di ingresso che dal campo conduce agli spogliatoi, fortunatamente senza esiti negativi per l’incolumità delle persone”.
Clima caldissimo al termine di Milan-Parma e non per i due gol rossoneri arrivati al 92′ e al 95’… Allenatore e difensore divisi da compagni e staff
La scena più clamorosa diMilan-Parma – ed è una bella lotta, vista la partita – è Sergio Conceiçao che nella festa finale rincorre Calabria e quasi gli mette le mani addosso. Anzi, Conceiçao che metterebbe le mani addosso a Calabria (a un suo giocatore, all’ex capitano del Milan) se i suoi collaboratori non intervenissero per separarli. Succede quando la squadra sta festeggiando la vittoria più assurda della stagione, da 1-2 a 3-2 nel recupero: Conceiçao con si butta in campo a passo veloce e punta Calabria. Fofana e i suoi collaboratori lo tengono lontano, mentre Sergio parla concitato, arrabbiato, e Calabria gli risponde in malo modo. Brutta scena.
IL CONCERTO – Conceiçao ne ha parlato alla fine: “C’è stata una situazione di gioco di cui ho parlato con Calabria e c’è stata qualche parola di troppo“. Quasi sicuramente, secondo lui c’è stato anche qualche gesto di troppo. Calabria, quando è stato sostituito a 13 minuti dalla fine, ha scagliato lontano una bottiglietta, raccolta da Conceiçao, e in panchina si è sfogato. Non contento del cambio? Probabile. E di sicuro Sergio non ha gradito la partecipazione di alcuni giocatori al concerto di Lazza, venerdì sera a Milano, a un giorno e mezzo dalla partita. Al concerto c’erano Calabria, Theo (sostituito), Camarda (non entrato) e Loftus-Cheek (indisponibile). Per l’ex capitano, resta il momento difficile, confessato da lui stesso in tv: la fascia è passata stabilmente a Maignan e il club ha interrotto le negoziazioni per il rinnovo del contratto, in scadenza a giugno. Resta una certezza: la scena è molto brutta da vedere, con pochissimi precedenti nella storia del Milan. Quali? Gattuso con Bakayoko, Leonardo contro Seedorf non pronto a entrare nel derby.
Loftus-Cheek, Theo Hernandez, Camarda e Calabria intorno a Lazza
Un gruppo composto da 70 spagnoli è stato aggredito da 80 supporter biancocelesti nel quartiere Monti, a Roma. La testimonianza su Facebook: “Scene di guerra”
Gli scontri tra i tifosi della Lazio e della Real Sociedad (Foto da gruppo Telegram GroupaOff)
Guerriglia urbana per le strade di Roma prima del match di Europa League tra Lazio e Real Sociedad. Durante la notte un gruppo di 70 tifosi spagnoli è stato aggredito da circa80 supporter biancocelesti armati di mazze, coltelli, crick e martelli. Il bilancio degli scontri è di tre persone accoltellate, tutte appartenenti alla tifoseria del Real Sociedad ricoverate in codice rosso.
Roma, scontri tra i tifosi di Lazio e Real Sociedad – Tutto è avvenuto intorno alle 23 di ieri, mercoledì 22 gennaio. I tifosi laziali si sono presentati davanti al locale di via Leonina dove si era ritrovato il gruppo degli spagnoli e ha dato il via all’aggressione con martelli, coltelli, mazze e fumogeni. Tre tifosi del Real Sociedad sono stati accoltellati e portati in codice rosso in vari ospedali di Roma. Quando la polizia è arrivata sul posto, gli aggressori si erano già dileguati. Gli agenti hanno identificato alcuni ultras laziali nelle aree limitrofe al luogo dell’aggressione. Gli oggetti utilizzati nello scontro sono stati sequestrati e sono ora in corso approfondimenti investigativi anche con l’acquisizione delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.
Gli oggetti sequestrati
Il racconto: “Scene di guerra” – Scontri violentissimi che hanno terrorizzato i residenti, svegliati dal caos e dal rumore delle bombe carta, come racconta la consigliera del municipio I Natalie Naim su Facebook: “Scene di guerra stanotte nel Rione Monti. Il boato di violente esplosioni il cielo che si tinge di rosso, urla, i palazzi che tremano, le persone che scappano dai vari locali. Gruppi di tifosi spagnoli e laziali vestiti di nero alcuni con caschi e mazze si sono affrontati al pub di via Leonina con coltelli, crick, martelli dove hanno lanciato bombe carta. Tre feriti. Poi gli inseguimenti fra bande nelle varie Vie Urbana, Capocci, Piazza degli Zingari, ancora altri feriti. Intervenuti agenti di polizia e guardia di finanza in tenuta antisommossa, ambulanze. La polizia ha consigliato quando dopo qualche ora era tutto finito di non circolare nel Rione“. Allerta massima in vista della partita, prevista per stasera allo stadio Olimpico.
Momenti di grande nervosismo al termine della semifinale di Supercoppa tra Real Madrid e Maiorca.
Supercoppa di Spagna, rissa dopo Real Madrid-Maiorca: Ancelotti cerca di riportare la calma – Getty Images
Tutto come previsto, la finale della Supercoppa di Spagna sarà Real Madrid-Barcellona.
DUE GOL DEL REAL MADRID NEL RECUPERO – L’equilibrio tra Real Madrid e Maiorca ha retto poco più di un’ora, poi Bellingham ha sbloccato il risultato.
In pieno recupero i Blancos hanno chiuso i conti conl’autogol di Valjent e la rete di Rodrygo, arrivati nel giro di tre minuti tra il 92′ ed il 95′.
NERVOSISMO NEL FINALE DI REAL MADRID-MAIORCA – Dopo il fischio finale dell’arbitro, alcuni giocatori di Real Madrid e Maiorca sono venuti a contatto.
Durante la partita c’erano stati alcuni attimi di tensione con protagonista soprattutto il terzino del Maiorca, Maffeo. Mentre tra i Blancos il più nervoso è stato Asensio, finito nel mirino degli avversari.
Fortunatamente la situazione è presto tornata alla calma, anche grazie all’intervento di Carlo Ancelotti e di Rudiger ovvero uno dei senatori del Real Madrid, che hanno separato i contendenti.
REAL MADRID-BARCELLONA FINALE DELLA SUPERCOPPA – Come da previsioni della vigilia, quindi, a giocarsi la finale della Supercoppa di Spagna saranno Real Madrid e Barcellona in un Super Clasico d’Arabia.
La squadra di Ancelotti vorrà sicuramente vendicare la pesante sconfitta subita in Liga, quando i blaugrana hanno trovato il Real Madrid per 0-4 al ‘Bernabeu’.
A gennaio dell’anno scorso invece fu il Real Madrid a battere 4-1 il Barcellona in finale vincendo la Supercoppa.
Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti
Perquisizioni e daspo a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus. Questa mattina la Polizia di Stato di Torino, con la collaborazione delle Questure di Asti, Novara, Pavia, Savona, Varese e Piacenza, ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Torino, 23 perquisizioni personali e domiciliari a carico di altrettanti aderenti a gruppi ultras della Juventus e del Torino, indagati per rissa, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e travisamento, a seguito della violenta rissa verificatasi nel centro di Torino nella notte antecedente al derby dello scorso 9 novembre, nei pressi della Chiesa della Gran Madre di Dio. Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti.
Perquisite anche le due sedi dei gruppi ultras “Drughi” e “Primo Novembre 1897” della Juventus, i cui locali sono stati sottoposti anche a specifici controlli amministrativi e di sicurezza da parte del personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Torino, della Asl e dei Vigili del Fuoco. Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria eseguite dalla Digos, sono stati sequestrati supporti informatici e indumenti utilizzati dai responsabili durante le azioni violente.
Adottati dal Questore di Torino 43 provvedimenti Daspoe avviate le procedure per l’aggravamento di altri 20 provvedimenti interdittivi già emessi, in passato, per analoghe condotte. La Divisione della Polizia Anticrimine della Questura di Torino ha poi emesso altri 10 provvedimenti daspo nei riguardi di tifosi del Torino resisi responsabili di danneggiamenti all’interno del settore ospiti dello stadio sempre in occasione del derby dello scorso 9 novembre.
Giornalista Napoletano Allontanato Da Steward In Diretta Dopo Fiorentina-Napoli: Il Racconto Dei Fatti
Al Franchi di Firenze, il giornalista napoletano Manuel Parlato è stato protagonista di un episodio controverso durante la partita tra Fiorentina e Napoli. Mentre si svolgeva l’incontro, che ha visto il Napoli prevalere con un netto 3-0 grazie ai gol di Neres, Lukaku e McTominay, il suo accredito è stato strappato da uno steward, costringendolo ad allontanarsi dall’area circostante lo stadio.
L’incidente che ha colpito Parlato – Il gesto di strappare l’accredito al giornalista ha suscitato sorpresa e indignazione. Secondo quanto riportato, il capo degli steward avrebbe tentato di impedire a Parlato di proseguire il suo lavoro, un’azione che è stata definita “inconcepibile” nel contesto di una normale copertura sportiva.
La reazione del giornalista – In diretta televisiva sull’emittente napoletana Canale 21, il giornalista ha commentato l’accaduto, visibilmente frustrato. Le riprese hanno mostrato Parlato in conversazione animata con il capo degli steward, mentre si rifiutava di lasciare l’anti-stadio. Ha anche evidenziato che alcuni tifosi del Napoli erano stati espulsi dallo stadio dopo il primo gol di Neres, aggiungendo ulteriore rilevanza all’incidente.
SERIE A – Nelle zone adiacenti allo stadio Olimpico, nel corso delle operazioni di bonifica, le forze dell’ordine hanno fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras giallorossi e biancocelesti. Un 20enne tifoso laziale è stato denunciato e sottoposto a Daspo: era in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere.
Sale la tensione in vista del derby Roma-Lazio, che torna a disputarsi di sera a distanza di 6 anni dall’ultima volta. Le zone adiacenti allo stadio Olimpico sono di fatto blindate della forze dell’ordine che, nel corso delle operazioni di bonifica effettuate qualche ora prima del calcio d’inizio (previsto per le ore 20:45) hanno sequestrato una serie di oggetti atti a offendere come coltelli, spranghe, bombe carta, lance, mazze di legno e mazze da baseball, e persino aste di plastica dotate di punte di metallo. Diversi i anche i coltellitrovati all’interno di alcune aiuole, in particolare nell’area nord dello stadio.
Durante le fasi di accesso della tifoseria laziale all’interno dell’Olimpico per l’allestimento della coreografia in curva Nord, un 20enne sostenitore della Lazio – come riferisce l’Ansa – è stato trovato in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere. È stato denunciato e sottoposto a Daspo. Le forze dell’ordine hanno inoltre fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras di Roma e Lazio.
Dopo la sconfitta con il Cittadella, un centinaio di violenti ha preparato un agguato al mezzo su cui viaggiavano calciatori e dirigenti rosanero al rientro dalla trasferta. La società: “Offese la dignità delle persone e la reputazione del club”
Agguato shock a Palermo. Dopo la sconfitta per 2-1 rimediata contro il Cittadella – la quarta nelle ultime cinque partite -, alcuni teppisti hanno attuato un assalto al pullman della squadra di Dionisi, al rientro in città nella notte post trasferta. Pietre, petardi, bombe carta e fumogeni: è l’aggressione che il gruppo – composto da un centinaio di tifosi violenti – ha riservato a calciatori e dirigenti, dopo aver già scatenato nelle scorse settimane una contestazione verbale nei confronti della società.
il comunicato del palermo – La notte più buia del Palermo in questa stagione è culminata con paura e tensione quando, in tarda serata, il pullman del club è stato fermato all’altezza del comune di Carini, nel Palermitano, dove è partito l’attacco e il lancio di oggetti contro la squadra. Il conducente ha fatto subito rientro all’aeroporto Falcone-Borsellino e alcuni dei calciatori sono stati costretti a fare ritorno a casa in taxi, lasciando le auto al centro sportivo di Torretta. In mattinata è arrivato il comunicato della società rosanero: “Il Palermo intende condannare duramente l’agguato di ieri notte al pullman con a bordo calciatori, staff e dirigenti della prima squadra – si legge in una nota della società -. Il club ha sempre rispettato ogni forma civile di contestazione da parte della tifoseria. Questo inquietante episodio offende non solo la dignità delle persone, ma anche la reputazione del Palermo Fc e della sua comunità, della città di Palermo e dei palermitani“.
I due sono caduti vittime della furia di un gruppo di tifosi grigiorossi dopo aver iniziato a filmarli: «Siamo sotto shock, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia»
Lei centrata da una manganellata; lui ferito da un colpo di spranga e da un pugno al volto: una coppia di cremonesi che abita a ridosso dello stadio è rimasta vittima della furia inconsulta di un gruppo di tifosi grigiorossi che stava sciamando dallo Zini al termine del derby con il Brescia.
«Ho sentito una serie di scoppi e sono uscito di casa per capire cosa stesse succedendo — racconta l’uomo —. Temevo che le esplosioni dei petardi potessero danneggiare la mia auto, parcheggiata in strada.Ho avviato una registrazione video con il telefonino e, poco dopo, sono stato colpito».
Le immagini del filmato catturano il preciso momento dell’aggressione. Poco dopo è toccato alla compagna, anche lei scesa in strada per documentare con lo smartphone quanto stava accadendo. Le riprese salvate sul dispositivo raccontano chiaramente di una stangata secca, vibrata con violenza contro il braccio della donna.
«Siamo sotto shock — spiegano i due —, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia alle forze dell’ordine». Qualcuno degli ultrà, tutti incappucciati e con il volto celato dalle sciarpe, ha interrotto la marcia per scusarsi con le vittime, bersagli di uno scoppio di violenza odioso, gratuito e inammissibile.
È accaduto questa mattina tra via Dante e va Orti Romani, all’alba dell’incontro di serie B tra Brescia e Cremonese
Fiammata tra tifosi questa mattina, all’alba del match di serie B tra Cremonese e Brescia. Stando alle prime informazioni fornite dalla Questura, un gruppo di ultras bresciani avrebbe dato in escandescenze contro un gruppo di tifosi locali mentre si dirigeva verso lo stadio Zini, tra via Orti Romani e via Dante, danneggiando anche un’automobile. Per il momento non risultano feriti, seguiranno aggiornamenti.
Sono stati momenti di fortissima apprensione quelli che si sono vissuti nel corso di Monaco-PSG, gara che si gioca nel turno infrasettimanale in Ligue 1 e con protagonisti due ex Serie A, che si sono scontrati in quello che si è trasformato inun infortunio da film dell’orrore.
Probabilmente un infortunio che segnerà la carriera di Gigio Donnarumma perché, malgrado si sia alzato e fatto medicare in campo, con dei punti di sutura che sono stati immediatamente applicati lungo tutto lo zigomo della sua faccia,è chiaro che un impatto del genere ti segna. L’uscita su Singo è stata coraggiosa soprattutto se si considera la gamba non tirata indietro e con tacchettata in pieno volto dal giocatore ex Torino, che ovviamente non l’ha intenzionalmente colpito in faccia ma che clamorosamente non è stata rivista al VAR. Niente cartellino rosso nonostante l’intervento da paura dell’ex calciatore granata.
Infortunio shock, Donnarumma esce col volto sfigurato: è stato medicato in campo – L’infortunio al volto di Donnarumma ha scioccato tutti, calciatori compresi che hanno presto chiamato l’intervento dei sanitari. Donnarumma è uscito dal campo, sostituito sulle sue gambe, ma col volto che si era aperto in due.
All’altezza del suo zigomo, sul volto di Gigio Donnarumma si vedono dei punti che sono stati applicati per fermare e saturare, appunto,la profonda ferita causa dallo scontro di gioco.
Nel corso della prima parte della sfida tra Monaco-PSG i tifosi sono rimasti col fiato sospeso a causa delloscontro tra Singo e Donnarumma, con Gigio finito a terra sanguinante. Adesso sono tutti da valutare i tempi di recupero sull’infortunio di Donnarumma che, uscito dal campo sulle sue gambe, dovrà fare i conti ovviamente con le medicazioni per evitargli una cicatrice che rischia di essere vistosissima sul suo volto.
Cos’è successo in Monaco-PSG? Scontro Singo-Donnarumma – Non di proposito, ovviamente, ma Wilfried Singo non ha tirato indietro la gamba prendendo di striscio e con i tacchetti il pieno volto di Gigio Donnarumma che si è aperto in due all’altezza dello zigomo.Il calciatore italiano è stato medicato e sostituito e molto presto, in ospedale, sarà medicato a dovere.
Infortunio al volto di Donnarumma, la medicazione – Calciomercatoweb (fonte foto: RMC Sport)
La foto di Donnarumma dopo la medicazione – Di seguito, la foto della medicazione dopo l’infortunio terribile al volto per Gigio Donnarumma. Immagini molto forti, che sono state pubblicate direttamente da RMC Sport.
Donnarumma, terribile infortunio contro il Monaco: colpito con un calcio da Singo esce con il volto tumefatto dopo 22′
L’episodio sarebbe accaduto al termine della gara con il Venezia. Indagini della Digos
Clima tesissimo in casa Juventus. Al termine della gara interna con il Venezia, terminata sul punteggio di 2-2, la tifoseria bianconera ha infatti contestato pesantemente la squadra, al momento soltanto sesta in classifica e reduce da quattro pareggi consecutivi. Tra i giocatori presi di mira anche Dusan Vlahovic, autore del gol del pari nel finale dal dischetto: il centravanti serbo, come riporta La Gazzetta dello Sport, sarebbe stato addirittura minacciato di morte da un tifoso della Vecchia Signora. Da qui l’accesa reazione del giocatore, che, uscendo dal campo, ha alzato polemicamente il pollice verso la Curva che stava rivolgendo cori indirizzati contro di lui. Sull’episodio indagherà adesso la Digos, che, attraverso la visione dei filmati dell’impianto, cercherà di approfondire quanto accaduto in modo da individuare la provenienza di eventuali frasi intimidatorie nei confronti dell’attaccante.
Il messaggio di Vlahovic sui social – Vlahovic, nel frattempo, è tornato sulla contestazione della tifoseria attraversa una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Capisco il rammarico per gli ultimi risultati e avete tutto il diritto di manifestarlo, vi ho sempre rispettati dando tutto per la maglia e vi ringrazio per il supporto che ci date quotidianamente. Ora è importante continuare a sostenere e ripartire uniti tutti insieme. Fino alla fine“.
Troppe violenze nei confronti degliarbitri. E allora il calcio laziale prende una decisione storica: si ferma per un weekend. E qualora non bastasse, lo stop diventerebbe ancora più lungo. La decisione è stata presa all’unanimità da tutti i presidenti delle varie associazioni arbitrali di categoria. Dunque nel prossimo fine settimana, dall’Eccellenza all’under 14, nessuno scenderà in campo. Una presa di posizione forte per dire basta alla violenza sui fischietti.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso il caso di Edoardo Cavalieri di Civitavecchia, aggredito durante Corchiano-Celere (III categoria, girone A) che ha riportato una prognosi di 30 giorni per l’infrazione del capitello radiale al gomito sinistro. Un danno grave, visto che il trentenne non potrà esercitare per diverso tempo la sua professione di fisioterapista. Ma è solo l’ultimo episodio di tanti.
Tra i più clamorosi quello del novembre 2018 che vide l’arbitro Bernardini finire in coma dopo un’aggressione alla fine della partita in Promozione fra la Virtus Olympia e l’Atletico Torrenova.
Nel 2019 invece toccò al 27enne Daniele Pozzi, che in seconda categoria fu inseguito fino alla sua auto e picchiato da tifosi e tesserati. Si tratta di una punta dell’iceberg, perché di violenze, anche verbali, ormai se ne contano a centinaia: solo fino al 31 maggio scorso erano stati 519 i casi rilevati in tutta Italia nei confronti degli arbitri, in aumento rispetto ai 334 del 2023.
Ora però l’Osservatorio Anti Violenza e tutti i presidenti di sezione hanno deciso di fermarsi, con una decisione ritenuta «insindacabile» e «necessaria», nonostante le recenti modifiche agli articoli 35 e 36 del Codice di Giustizia Sportiva per l’inasprimento delle sanzioni a carico di tesserati violenti nei confronti di arbitri. A nulla è valso il tentativo del presidente del Cra Lazio della Lnd, Roberto Avantaggiato, che invece dello sciopero aveva chiesto “solo” un ritardo nei match di 15′, con gli arbitri che invece non hanno fatto alcun passo indietro proclamando così uno sciopero che ha del clamoroso, a livello nazionale. E ora è probabile che l’esempio del Lazio presto possa essere seguito da altre Regioni.
Calcio e violenza a cerro Maggiore. Punizione esemplare del giudice sportivo
Ahinoi, nemmeno il candido orizzonte dell’oratorio è immune da turpitudini d’una scena che dovrebbe insegnare calcio e rispetto. Siamo a Cerro Maggiore, là dove l’erba calcistica spesso si mescola alla polvere dell’amicizia e del fair play. Ma domenica 10 novembre, sul campo dei cerresi, è andata in scena una pagina buia del calcio dilettantistico.
Al minuto quindici del secondo tempo, durante l’incontro tra Oratorio Cerro MaggioreeSan Luigi Pogliano, l’arbitro Luca Panetti di Legnano, dopo reiterate proteste, ha deciso per l’espulsione dell’allenatore del Cerro. A quella notifica, come per una vampata d’irrazionale furore, il tecnico ha perso la bussola: prima uno schiaffo, poi un calcio basso, vile e doloroso, contro il giovane direttore di gara, che, preso alla sprovvista, ha dovuto indietreggiare.
Non bastasse il primo impeto, l’allenatore ha cercato di colpire ancora l’arbitro, senza però riuscirvi grazie all’intervento dei giocatori, che hanno improvvisato una linea difensiva degna di miglior causa. La gara, com’era inevitabile, è stata sospesa. Negli spogliatoi, tuttavia, il mister ha rincarato la dose, tentando nuovamente l’aggressione e proferendo insulti che sanno più di strada che di sport.
Non poteva che essere severa la mano del giudice sportivo.Il tecnico è stato squalificato fino al 17 novembre 2027, ben tre anni lontano dai campi di gioco: una punizione esemplare, che non risarcisce l’onore ferito del calcio, ma lancia un messaggio chiaro. Alla società A.S.D. Oratorio Cerro Maggiore è stata inoltre inflitta un’ammenda di 100 euro, con l’obbligo di coprire eventuali spese mediche per il danno arrecato al direttore di gara.
A Cerro Maggiore, la partita doveva essere occasione di festa, aggregazione e, perché no, di rivalità sana tra dilettanti. Invece, si è trasformata in una rissa verbale e fisica degna di peggior cronaca. Non è solo l’allenatore a uscire sconfitto: il suo gesto getta un’ombra sul senso stesso di un calcio che dovrebbe educare, non alimentare pulsioni violente.
Il tecnico cerrese ha perso molto di più di una partita: ha perso l’opportunità di essere guida, esempio, maestro. E il calcio, in questo frammento di Terza Categoria, si scopre più fragile e amaro. Che il campo torni presto a essere campo e non arena, e che episodi come questo restino un’eccezione da dimenticare.
Gli scontri attorno all’una nella zona Gran Madre. Sono in corso le indagini della Digos per identificare gli altri teppisti, una sessantina in tutto, armati di spranghe e bastoni
Parte male il derby di Torino. Nella notte gli ultras della Juventus e del Torino si sono affrontati tra le strade del centro del capoluogo torinese scatenando un’autentica guerriglia urbana . Solo l’intervento delle volanti della Questura di Torino è riuscito a riportare la calma. Il bilancio provvisorio della notte di scontri parla di una decina di ultras, tutti appartenenti alla curva della Juventus, fermati e portati in Questura e di un ultrà juventino arrestato. Sono in corso le indagini della Digos per identificare gli altri teppisti coinvolti negli scontri.
gli incidenti – I fatti in questo momento, l’ipotesi più accreditata è che gli ultras della Juventus e del Torino si siano dati appuntamento per regolare un po’ di conti alla vigilia del derby in programma questa sera, ore 20.45, allo Stadium. Così verso l’una di notte è scattato l’allarme in zona Gran Madre, nel cuore del centro della città di Torino. In tutto sono stati coinvolti una sessantina di ultras, tra bianconeri e granata, quasi tutti incappucciati e molti dei quali armati con spranghe, cinture e bastoni. Alcuni di questi oggetti sono stati sequestrati dalla polizia sul posto. Oggi, giorno del derby, in città è tornata la normalità ma la soglia di attenzione delle forze dell’ordine è aumentata notevolmente dopo gli scontri della notte.
L’episodio è avvenuto prima della partita tra Rot-Weiss Essen e Hansa Rostock
Un treno speciale che trasportava centinaia di tifosi della squadra tedesca del Rot-Weiss Essen è stato fermato e attaccato mentre si recava alla partita di terza divisione tedesca contro l’Hansa Rostock. Un portavoce della polizia ha confermato l’incidente, avvenuto nel Brandeburgo tra Berlino e Rostock, prima della partita di sabato. Inizialmente non sono state fornite ulteriori informazioni, sostenendo che l’indagine è in corso.
Secondo diversi media, sul treno che trasportava i tifosi del Rot-Weiss Essen è stato tirato il freno d’emergenza. Successivamente, unfolto gruppo di persone mascherate ha attaccato il treno. Diversi finestrini sono stati rotti e si hanno notizie di scontri anche all’esterno delle carrozze. La polizia non ha potuto confermare se gli aggressori fossero tifosi dell’Hansa Rostock.
Prima il lancio di fumogeni in campo, poi il caos…..
Prima il lancio di fumogeni in campo, poi il caos in centro con la polizia costretta a usare proiettili di gomma. Gli ultras locali attaccano i fiorentini. Multa in arrivo per il club. E a Cipro potrebbe scattare il divieto di trasferta.
Il report della polizia locale di San Gallo è piuttosto dettagliato. Si parla di danneggiamenti per migliaia di euro ad almeno tre bus che trasportavano tifosi della Fiorentina, di un paio di tifosi viola (uno minorenne) fermati per possesso di oggetti pirotecnici e soprattutto degli scontri avvenuti dopo la partita nel centro città. Insomma, la trasferta anche stavolta non è filata liscia per una manciata di sostenitori gigliati (più o meno 500 quelli coinvolti).
“Un gruppo di tifosi del San Gallo ha attaccato diversi tifosi in trasferta – recita il comunicato -. Quando è intervenuta la polizia, gli agenti “sono stati aggrediti con lancio di oggetti. Quindi è stato necessario utilizzare pallini di gomma e spray al peperoncino. Nessuno è rimasto ferito. 42 persone (non è specificato se tifosi viola o biancoverdi) sono state fermate. Nei loro confronti vengono prese in considerazione denunce di violenza e minaccia e violazione della quiete pubblica“. Se durante la partita gli ultras viola si erano fatti notare per il lancio di petardi e fumogeni (con l’arbitro che ha minacciato di sospendere la partita), nel post gara le responsabilità sono ancora tutte da accertare. Piuttosto adesso ci sarà da fare i conti con l’Uefa, che ha dimostrato in passato di non gradire intemperanze. Pare scontata una partita in trasferta vietata ai tifosi viola, oltre a una multa salata per il club. A Cipro contro l’Apoel, il 7 novembre, il rischio concreto è che non ci possano essere tifosi viola al seguito.
Ricardinho ucciso a colpi di pistola durante una sparatoria. Tragedia in Brasile, il mondo del calcio piange il giovane attaccante
Un’altra tragica notizia che scuote ilBrasileed il mondo del calcio. Nella notte Ricardo Emanuel Alcantara Paiva, noto come Ricardinho, è stato ucciso in una sparatoria avvenuta subito dopo l’ultima partita disputata con il suo Remo. Il giovane attaccante era appena rientrato dopo un lunghissimo stop per la rottura del legamento crociato.
Ricardinho ucciso a colpi di pistola: il calcio brasiliano piange il giovane attaccante – Il 22enne, stando alle ricostruzioni provenienti dal Brasile, era seduto su un marciapiede con due amici quando ad un certo punto è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. I colpi sarebbero partiti da un’auto nera arrivata all’improvviso, per l’attaccante ed i suoi due amici non c’è stato nulla da fare. Il Remo ed il calcio brasiliano piangono così la scomparsa del calciatore.
Calcio brasiliano in lutto per Ricardinho: le ricostruzioni dal Brasile – Ricardinho è cresciuto nel Remo prima di essere mandato in prestito, a maggio era rientrato dopo la rottura del legamento crociato. Nelle ultime settimane aveva concluso la riabilitazione ed era tornato in campo dopo il lunghissimo stop. Sul più bello, a soli 22 anni, la sua vita è stata stroncata misteriosamente.
Il corpo senza vita del 43enne è stato trovato all’interno di un albergo nel centro del capoluogo sardo, con una ferita alla testa
Andrea Capone con la maglia del Cagliari – (Foto LaPresse)
L’ex calciatore del Cagliari, Andrea Capone, 43 anni, è stato trovato senza vita in un d’albergo nel centro del capoluogo sardo. Il corpo è stato rinvenuto nella mattina di oggi, domenica 29 settembre, a Palazzo Tirso: secondo le prime informazioni aveva una profonda ferita alla testa.
Trovato morto l’ex calciatore Andrea Capone – Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la polizia: la pista più accreditata in questo momento sembra quella della caduta accidentale, forse dalle scale, ma le indagini sono ancora in corso. Le forze dell’ordine stanno effettuando gli accertamenti per chiarire la causa della morte.Capone era cresciuto nelle giovanili del Cagliari, con cui ha raggiunto la Serie A, e ha giocato nel Sora, Treviso, Vicenza, Grosseto e Salernitana, e nella nazionale italiana under 20 nel 2001. Il prossimo gennaio avrebbe compiuto 44 anni.
Tafferugli alla fine del derby – foto Edgardo Genova – GenovaToday
Animi tesi in serata al termine della partita tra Genoa e Sampdoria, intervenute le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa e con i mezzi blindati: usati idranti e lacrimogeni
Animi tesi e ancora scontri al termine del derby tra Sampdoria e Genoa, terminato con la vittoria dei blucerchiati ai calci di rigore dopo il pareggio 1-1 nei novanta minuti con botta e risposta tra Pinamonti e Borini. Guerriglia nei dintorni dello stadio con i tifosi che cercano gli scontri e polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa con i mezzi blindati a garantire la sicurezza. Tutti gli aggiornamenti dai nostri inviati sul posto.
Tafferugli in corso De Stefanis – Poco prima della fine del match si sono infatti registrati nuovi tafferugli nella zona di corso De Stefanis a Marassi tra alcune frange di tifosi che hanno cercato il contatto. A incendiare gli animi l’esposizione da parte dei genoani, nel corso della partita, di alcuni striscioni sottratti nella sede della tifoseria blucerchiata nei mesi scorsi. Un gesto che aveva fatto salire la tensione tra gli ultrà. Gli striscioni esposti sono stati ribaltati in segno di spregio e dalla gradinata sud è arrivata la risposta con un altro drappo che recitava ‘Via Armenia 5 infami!‘, con riferimento a una delle storiche sedi del tifo rossoblu.
Derby, scontri e diversi feriti – Poliziotti e carabinieri in tenuta anti sommossa sono intervenuti e hanno anche sparato i lacrimogeni per separare i gruppi di contendenti. Ci sarebbe un ferito, soccorso da un’ambulanza, secondo quanto appreso dal nostro inviato sul posto si tratterebbe di un agente. La situazione però continua a essere tesa anche ben oltre la mezzanotte, con frange di tifosi a cercare lo scontro e le forze dell’ordine impegnate a respingere gli assalti anche in via Tortosa e via Del Piano. Il bilancio dei feriti è poi salito e sarebbero circa una quindicina le persone rimaste contuse. I mezzi blindati della polizia hanno attivato gli idranti ed è partito un fitto lancio di lacrimogeni per respingere frange di violenti a volto coperto e armati di spranghe e bastoni e intervenire negli scontri in corso nella zona tra via Canevari e via Bobbio di fronte allo stadio Luigi Ferraris.
Disordini tra via Tortosa e via Del Piano – Imponente, infatti, il presidio e lo sforzo organizzativo messo in campo da prefettura e questura, oltre ai mezzi blindati per tutta la sera anche l’elicottero ha presidiato la zona. Tante anche le squadre delle pubbliche assistenze presenti sul posto, diverse persone, come detto, sono state medicate. Qui sotto il video della situazione intorno a mezzanotte.
Le strade chiuse (poi riaperte) – Diverse strade sono state chiuse per motivi di sicurezza a partire dalle ore 23: ponte Serra, via Bobbio-Canevari in direzione mare, via Invrea, corso Buenos Aires e corso Torino in direzione levante e via Tolemaide. Intorno all’una meno dieci chiuso anche largo Giardino in direzione corsoMonte Grappa e via Montaldo.
Verso l’1,30 sono state riaperte largo Giardino, via Invrea, via Tolemaide, corso Buenos Aires e corso Torino. Verso le 2,30 la viabilità intorno allo stadio è infine tornata regolare.
Pomeriggio di tensione: cosa è successo – Pomeriggio di tensione a Genova e scontri nei pressi dello stadio, ampio dispiegamento di forze dell’ordine, dalla questura hanno spiegato che “il dispositivo di ordine pubblico, avviato fin dalla decorsa notte, è intervenuto, poco prima delle 14, per un tentativo di contatto tra le opposte tifoserie, all’altezza di ponte Serra, a margine del movimento dei tifosi per la predisposizione delle coreografie e degli striscioni all’interno dello stadio. L’intervento immediato dei reparti inquadrati, che si sono frapposti, ha respinto i due gruppi ed evitato il contatto tra tifosi. La situazione è rientrata e intanto sono state predisposte le interdizioni viabili connesse all’evento“, conclude la questura.
Derby ad alta tensione, scontri tra tifosi a Marassi
Tafferugli tra ponte Serra e via Moresco: petardi, spranghe e lanci di oggetti. Maxi controlli in vista del match alle 20.45 al Ferraris
Scontri tra tifosi nel primo pomeriggio a Marassi, nella zona della stadio. È una giornata ad altissima tensione in vista del derby Genoa-Sampdoria in programma questa sera al Luigi Ferraris dopo gli episodi registrati negli scorsi giorni che fanno temere un’escalation di violenza.
Decine di persone hanno partecipato a tafferugli tra via Moresco, ponte Serra, piazza Romagnosi e piazza Carloforte. Le opposte fazioni hanno cercato il contatto con esplosiviefumogeni, sprangheelanci di oggetti come cartelli stradali, sedie e tavolini. Sul posto diversi mezzi blindati di polizia e carabinieri che si sono frapposti e hanno cercato di disperdere la folla.Un poliziotto è rimasto contuso ma ha rifiutato il trasporto in ospedale.
Proprio previsione di questo scenariomolti negozi del quartiere oggi hanno deciso di abbassare le serrande: “A causa dei recenti casi di violenza avvenuti tra tifosi, molti commercianti oggi chiuderanno anticipatamente le proprie attività rispetto all’orario usuale di chiusura, al fine dievitare, in caso di scontri, danni e pericoli per i propri clienti – scrive il Civ Nel cuore di Marassi -. Non neghiamo che il danno commerciale ed economico sarà alto, ma la situazione impone delle scelte. Auspichiamo che non accada nulla e che vinca il senso civico, il rispetto e la sportività”.
Oltre alla chiusura delle strade interessate dagli scontri, la polizia locale ha anticipato le altre “normali” deviazioni del traffico veicolare nei dintorni dello stadio Ferraris.
Le misure – Tra le decisioni prese quella di chiedere a Genoa e Samp la presenza in numero massimo degli steward per la gestione dei controlli all’ingresso.
Ma poi saranno le forze dell’ordine a gestire gli afflussi e i deflussi per e dallo stadio nella giornata di oggi. E solo l’elenco dei partecipanti al tavolo tecnico di oggi rende l’idea del profilo di “alto rischio” assegnato al derby.
Sbarramenti e maxi controlli – In città sono stati previsti sbarramenti delle forze dell’ordine con tanto di alari (le grate alte quasi 3 metri) utilizzati per le manifestazioni ad alto rischio non solo di tipo sportivo, ma – a quanto si apprende – non saranno utilizzati preventivamente durante il match. Saranno invece montati solo in caso di disordini. In tutto gli uomini delle forze dell’ordine in campo saranno circa 350.
Saranno potenziati al massimo i servizi dinamici e in generale i presidi di vigilanza, anche presso le sedi di ritiro delle squadre. Il monitoraggio dall’alto sarà garantito da un elicottero dell’ottavo Reparto Volo della Polizia di Stato di Firenze.
Cancelli aperti in anticipo – Per facilitare le operazioni di afflusso dei tifosi, i cancelli vengono aperti dalle 18, una volta completate le coreografie e le conseguenti operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’impianto. La questura invita le tifoserie a giungere allo stadio con il massimo anticipo.
Il timore per gli striscioni rubati – Fondamentale per evitare una situazione fuori controllo sarà il controllo degli striscioni che saranno esposti al Ferraris. E’ noto infatti che la tensione tra le due tifoserie è altissima dopo i fatti del 5 maggio con i tafferugli in piazza Alimonda. In quell’occasione alcuni ultras doriani avevano rubato uno striscione agli avversari mentre i la gran parte dei tifosi rossoblù era in trasferta e i leader ‘daspati’ erano appunto a firmare.
La reazione dei genoani, poche ore dopo era stata altrettanto ‘oltraggiosa’ nel codice delle tifoserie, con l’ingresso nel club Ultras Tito di ponte Carrega e il furto di alcuni striscioni storici. Il timore è quello che gli striscioni rubati possano essere esposti e magari bruciati al derby. Sarebbe una vera e propriadichiarazione di guerra che tutti oggi vorrebbero evitare. È chiaro i controlli su quello che entrerà – o è già entrato – allo stadio – saranno decisivi per contenere problemi di ordine pubblico. A questo stanno lavorando da settimane gli agenti della Digos.
Un episodio sconvolgente durante una partita di un campionato dilettante
La partita di calcio tra San Pancrazio e Bagnacavallo giocata nel pomeriggio di domenica 15 settembre, valido per il campionato di calcio di Prima categoria, è stato teatro di violenza folle e ingiustificata tra i tifosi delle due compagini. Ci troviamo aRavenna, in una partita di prima categoria, campionato puramente dilettantistico, i tifosi di San Pancrazio e Bagnacavallo squadre di due frazioni del ravennese, si sono scontrati durante il match. Spranghe e mazze, un giovane è ricoverato in media gravità all’ospedale. La rivalità tra le due squadre è nota, molto spesso la violenza nel calcio sfocia anche nelle serie minori.
Cinquanta ultras – Ben cinquanta ultras si sono presentati al campo sportivo, non solo per sostenere la propria squadra, ma soprattutto per dare vita a una rissa senza regole con la tifoseria avversaria. Sassi, bastoni e mazze. Le due fazioni si sono scontrate mentre sul rettangolo di gioco il match si stava svolgendo. Per riportare la calma è stato necessario l’intervento dei reparti di più forze dell’ordine: polizia di stato,polizia locale, carabinieri e finanza. C’è stato anche l’intervento dei sanitari, un giovane ultrà del San Pancrazio è stato trasferito in ospedale. I carabinieri hanno già individuato alcuni protagonisti della maxi rissa denunciandoli. Le indagini stanno proseguendo.
Le condanne – «In seguito ai fatti accaduti all’esterno del recinto di gioco, la società San Pancrazio comunica che si dissocia da qualsiasi tipo di condotta violenta e non rispettosa nei confronti altrui. Ci dimostreremo totalmente disponibili a collaborare con le forze dell’ordine per la giusta riuscita delle indagini», afferma la società che ha ospitato la contesa in un comunicato. Sull’episodio si è espressa anche la Lega Nazionale Dilettanti: «Il Presidente Simone Alberici, l’intero Consiglio del Comitato Regionale Emilia Romagna Figc Lnd e la Delegazione Provinciale di Ravenna condannano senza appello i gravi episodi di violenza verificatisi all’esterno dell’impianto in occasione della gara tra San Pancrazio e Bagnacavallo, valevole per il campionato di Prima Categoria. Fatti del genere, deprecabili e da stigmatizzare con forza in ogni loro declinazione, nulla ha a che fare con il mondo del calcio dilettantistico, né tanto meno con quello dello sport».
Non mancheranno, ovviamente, anche i Daspo: «Ho chiesto al questore e al comandante dei carabinieri. di essere inflessibili. Si procederà sicuramente con i Daspo. Ci vuole il pugno duro, questi fatti sono gravi e inconcepibili». È quanto detto dal Prefetto Castrese De Rosa.
Cagliari-Napoli è stata interrotta al 27′ pt, dopo che si sono verificati scontri tra tifosi.
In particolare ci sono stati deilanci di oggetti fra gruppi delle opposte tifoserie e sul terreno di gioco (in particolare dei petardi e dei fumogeni, che sono finiti nell’area di rigore della squadra di casa).
Uno steward che avrebbe cercato di frapporsi sarebbe uscito malconcio da questa situazione. La partita è ripresa dopo otto minuti di interruzione.
Ci sono stati momenti di forte tensione dopo i lanci di fumogeni partiti dal settore dei tifosi del Napoli contro la curva sud del Cagliari, non quella degli ultrà ma occupata anche da famiglie. Gli ultras napoletani hanno provocato e insultato i cagliaritani con striscioni raffiguranti pecore e la scritta Bee. Anche dalla curva nord, dove ci sono i sostenitori più ‘accesi‘ della squadra di Nicola sono poi stati lanciati fumogeni in campo, nell’area occupata dal portiere del Cagliari Scuffet.
Uno steward del Cagliari, in servizio nella curva Sud, è rimasto ferito dopo una colluttazione con un tifoso di casa che, per rispondere al fitto lancio di petardi e fumogenida parte dei tifosi ospiti, che occupano il settore proprio adiacente alla curva sud, ha tentato di raggiungere il settore ospiti con un’asta in mano. La partita è poi ripresa, dopo gli appelli dello speaker, e dopo che il capitano del Napoli Di Lorenzo ha tentato di calmare i suoi tifosi, entrati allo stadio, non si come, con aste, petardi, fumogeni e bandierine raffiguranti pecore vestite di rossoblù e la scritta “beee“. Solo dopo la ripresa del gioco, la polizia in tenuta antisommossa è entrata in campo e sta vigilando davanti al settore ospiti.
Il campionato turco di calcio è stato nuovamente teatro di violenza, con un nuovo episodio in occasione di un match di Super Lig. Protagonista il Fenerbahce, suo malgrado non per vicende che hanno a che fare con il gioco in campo. Durante la partita tra il Goztepe e la formazione di Istanbul,il presidente del club, Ali Koc, è stato vittima di un’aggressione.
L’incidente si è verificato al 60° minuto, quando Ali Koc, che ha recentemente scelto Jose Mourinho come nuovo allenatore della squadra, è sceso a bordo campo per cercare di risolvere alcuni problemi relativi all’ingresso dei tifosi.
La situazione è degenerata rapidamente: mentre attraversava il campo, Koc è stato colpito in pieno volto da una bottiglia d’acqua lanciata dagli spalti. Ma non è finita qui. Durante il suo tragitto, il presidente del Fenerbahce è stato anche spintonato da un uomo che indossava un pass del Goztepe. L’aggressore è stato prontamente arrestato, ma l’episodio ha aggiunto ulteriore tensione a una partita già carica di emozioni. L’aggressione a Koc, che fortunatamente non ha riportato ferite gravi, è avvenuta in un contesto di grande frustrazione per i tifosi del Fenerbahce, che martedì scorso avevano assistito all’eliminazione della loro squadra dalla Champions League per mano del Lille. Il pareggio per 2-2 ottenuto contro il Goztepe ha ulteriormente acceso gli animi e la rabbia dei tifosi si è riversata sul presidente del club.
Nonostante la gravità dell’accaduto, l’arbitro ha deciso di far proseguire la partita, mentre le forze dell’ordine si sono posizionate a bordo campo per garantire la sicurezza. Le immagini dell’aggressione hanno fatto il giro del mondo, suscitando condanne unanimi e sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza negli stadi turchi. Ora toccherà alla Federcalcio turca decidere le sanzioni disciplinari per il Goztepe dopo l’episodio e quali misure verranno adottate per prevenire ulteriori incidenti.
È accaduto durante il match del torneo di calcio maschile delle Olimpiadi 2024
Schiaffi, spintoni, lancio di oggetti. Si è chiusa con una rissa tra calciatori e componenti delle panchine la partita tra Francia e Argentina nei quarti di finale del torneo olimpico di calcio a Bordeaux. Il match, vinto dalla Francia con un 1 a 0 grazie al gol di Mateta al 5′ del primo tempo, era caratterizzato da una palpabile tensione sin dalla vigilia, dovuta anche ai cori razzisti della nazionale maggiore contro i francesi durante la Coppa America. Cori che avevano preso di mira in particolare Kylian Mbappé, con la Fifa che ha poi annunciato un’indagine. Al fischio finale della partita di oggi, la tensione è esplosa in una rissa con schiaffi e spintoni da entrambe le parti. La situazione è poi degenerata ancora di più quando è partito il lancio di oggetti in campo, con diversi giocatori e membri dello staff che hanno tentato di fuggire verso il tunnel degli spogliatoi. Nonostante il caos, alcuni calciatori francesi sono poi tornati in campo per festeggiare la qualificazione alle semifinali con il pubblico. Già all’ingresso dei giocatori sudamericani e durante il riscaldamento, erano partiti i fischi dal pubblico, così come durante l’inno argentino.
La finale inizia con oltre un’ora di ritardo per i disordini avvenuti vicino allo stadio con tanti tifosi feriti. Messi esce malconcio al 66′. Ci pensa l’interista, subentrato. L’Albiceleste vince per la 16ª volta il trofeo
Se c’è qualcuno che sa prendersi rivincite, personali e sportive, quello è Lautaro Martinez. Il conto aperto lasciato con la nazionale lo scorso Mondiale per via di una caviglia malconcia l’ha chiuso definitivamente nella serata di Miami con il gol al 112’ che condanna la Colombia (1-0 d.t.s) ad una sconfitta che ferma la serie positiva a 28 partite, l’ultima proprio contro gli argentini. Il Toro segna ancora da subentrato per la terza volta nel torneo e si guadagna il titolo di capocannoniere con cinque gol, tirando un gancio dritto al volto agli ultimi detrattori che gli rimproveravano una scarsa vena realizzativa nelle partite che contavano. In una serata cominciata con oltre un’ora di ritardo per via dei disordini al di fuori dell’Hard Rock Stadium, che hanno portato a risse e caos tra i tifosi, l’Argentina conquista la seconda Coppa America consecutiva, calando il tris di trofei in fila (in mezzo il Mondiale 2022) che vale un record assoluto per una sudamericana. Il tutto senza Messi, uscito in lacrime al 66’ per una botta alla caviglia. Alla Colombia l’orgoglio di aver fatto un percorso straordinario dopo 23 anni: i Cafeteros giocano meglio il primo tempo ma calano drasticamente nei supplementari, con James che non incide. Scaloni costruisce l’azione della vittoria con i cambi: Paredes recupera palla, Lo Celso imbuca, Lautaro è glaciale davanti a Vargas. Argentina campione.
DISORDINI – La partita inizia con oltre un’ora di ritardo a causa di problemi di ordine pubblico al di fuori dell’Hard Rock Stadium di Miami. Diversi tifosi colombiani hanno provato a varcare i cancelli dell’impianto senza biglietto, scavalcando le recinzioni e venendo inseguiti dai poliziotti. Altri hanno provato ad intrufolarsi tramite i sistemi di ventilazione esterni dello stadio, scatenando il panico e creando un parapiglia di tifosi di entrambe le tifoserie, ammassati contro i cancelli. Alcuni di questi sono rimasti feriti: dalle immagini si intravedono ultras colombiani ricoperti di sangue dopo essere stati fermati dalle forze dell’ordine con la forza.
More people getting into the game through… what??? The vent??
PARTITA – Lautaro ancora in panchina, Julian-Messi la coppia d’attacco per Scaloni, che si affida ai migliori nel 4-4-2. Di Maria alla sua ultima gara con la casacca Albiceleste. Colombia senza il terzino destro Munoz, squalificato e sostituito da Santiago Arias. È proprio lui il più attivo dei Cafeteros, spaventati dopo 30’’ da un destro ravvicinato di Julian ma subito pronti a reagire con un palo in girata di Cordoba su invito proprio di Arias al 6’. I ritmi sono forsennati, con la nazionale di Lorenzo che prende l’iniziativa costringendo l’Argentina a chiudersi e giocare di ripartenza. James disegna calcio, Messi fa un lavoro più di raccordo e al 20’ ha sul sinistro la palla del vantaggio: Di Maria lo serve al limite ma il tiro di Leo viene smorzato goffamente da Julian. La Colombia gioca meglio ed è più coraggiosa, anche da fuori area: al 33’ un bolide di Lerma, match-winner nella semifinale contro l’Uruguay, fa svegliare il Dibu Martinez che vola e mette in angolo. Stessa situazione al 40’: botta di Rios rasoterra, il Dibu blocca. L’Argentina si fa vedere nel recupero di primo tempo con il colpo di testa di Tagliafico, terminato fuori dallo specchio.
RIPRESA – Le squadre tornano in campo dopo circa mezz’ora per via dell’esibizione della famosa cantante colombiana Shakira, in pieno stile Superbowl con giochi di luce e coreografie. La Colombia ricomincia come aveva iniziato, sempre con Arias che dalla destra scarica un missile a fil di palo. L’Argentina risponde neanche un minuto dopo con Di Maria che calcia addosso a Vargas dopo una défaillance della difesa colombiana. L’Albiceleste va a fiammate e ragiona poco con la palla, i Cafeteros dominano nelle palle inattive: al 54’, dopo una torre da angolo, Sanchez non inquadra lo specchio da buona posizione. Di Maria è l’uomo in più di Scaloni, onnipresente in tutte le zone del campo e il più pericoloso: al 58’ incrocia il sinistro ma trova la gran risposta di Vargas. Poco dopo, serpentina e fallaccio ai suoi danni. Al 66’ parte una standing ovation dell’Hard Rock Stadium per Messi, costretto al cambio per un problema alla caviglia. La Pulce esce disperato in lacrime con le mani sul volto, al suo posto Nico Gonzalez. L’esterno della Fiorentina si illude di diventare l’eroe di serata al 76’, quando segna in spaccata ma per nulla. C’è fuorigioco di Di Maria al momento dell’assist. L’impatto di Nico è devastante e nel finale ha due occasioni clamorose: una all’88’ con una torre di testa non sfruttata dai compagni, l’altra nel recupero in una mischia da angolo, destro alto.
FINALE – James accusa stanchezza, come tutta la Colombia, ed esce all’inizio del primo tempo supplementare. Al suo posto l’ex Palermo Quintero. Gli argentini sono più freschi, complice un miglior impatto dei subentrati. Nico Gonzalez sciupa un’altra occasione gigante con un destro debole da dentro l’area che diventa facile preda per Vargas. Al 96’ Lautaro timbra il check-in alla partita al posto di Alvarez,fa poco fino al 112’, poi gli basta un pallone per fare la differenza e regalare la coppa all’Argentina. Lo Celso lo manda in porta, il Toro davanti a Vargas è glaciale col destro. Quinto gol del torneo, il terzo da subentrato, che gli vale il titolo di capocannoniere. La Colombia si riversa in avanti con confusione e cuore, ma alla fine abdica dopo 28 risultati utili consecutivi. L’ultima sconfitta risaliva proprio contro l’Argentina nelle qualificazioni per Qatar 2022. L’Albiceleste, dal canto suo, cala il bis dopo l’edizione del 2021,diventando la nazionale con più Coppa America (16) della storia, staccato l’Uruguay.
I banditi hanno chiuso la famiglia Baggio in una stanza e sono stati nell’abitazione di Altavilla Vicentina per 40 minuti: Baggio è stato colpito alla fronte dal calcio di una pistola
Roberto Baggio e la sua famiglia sono stati vittime giovedì sera di una violenta rapina mentre stavano guardando la partita Italia-Spagna valida per l’Europeo di calcio che si sta giocando in Germania.
L’incubo per il cinquantasettenne è iniziato verso le 22 quando una banda di almeno cinque persone, tutte armate, ha fatto irruzione nella villa del calciatore ad Altavilla Vicentina (ecco com’è la casa). Si tratterebbe di una banda di professionisti viste le modalità con cui hanno operato: il colpo potrebbe essere stato studiato nei minimi dettagli e la scelta di entrare in azione durante il match degli azzurri non sarebbe casuale.
La violenta colluttazione – Non appena i rapinatori sono entrati in casa, il «Divin Codino» ha tentato di affrontare uno di loro: dopo una brevissima colluttazione, il rapinatore lo ha colpito in fronte con il calcio di una pistola, provocandogli una ferita profonda, poi lui e i suoi familiari sono stati chiusi in una stanza. Intanto i malviventi hanno messo sottosopra ogni stanza rubando orologi, gioielli e denaro. Ancora non è possibile quantificare il bottino. Quando il calciatore ha capito che i rapinatori se ne erano andati ha sfondato la porta e ha chiamato i carabinieri.
A intervenire i militari della compagnia di Vicenza, che hanno ascoltato Baggio e i suoi familiari, oltre ad aver già acquisito tutte le immagini della videosorveglianza. Il campione è stato portato al pronto soccorso di Arzignano, dove è stato medicato con alcuni punti di sutura in fronte. Per gli altri familiari solo tanto spavento ma nessuno è rimasto ferito. Baggio è sposato da 34 anni con la moglie Andreina e la coppi ha tre figli: Valentina, Mattia e Leonardo.