102 giocatori già squalificati, 150 i direttori di gara nel mirino della Procura di Istanbul
Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Istanbul in merito allo scandalo scommesse venuto a galla nei mesi scorsi all’interno del movimento calcistico turco. Uno scandalo di portata enorme, che ha toccato tantissimi tesserati tra calciatori, arbitri e altri addetti ai lavori, oggetto sia di sanzioni dal punto di vista sportivo che sul piano penale. E’ notizia di questa mattina l’arresto di alcuni giocatori di spicco, tra cui figurano pure atleti di spicco di Fenerbahce e Galatasaray, i due club al momento più rappresentativi della Superlig.
IN MANETTE – Secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa turche, l’operazione condotta nelle scorse ore dalla Procura di Istanbul ha portato al fermo, tra gli altri, di Mert Hakan Yandas (centrocampista del Fenerbahce) e del difensore centrale del Galatasaray Metehan Baltaci. Insieme a loro, sono finiti in manette pure l’ex direttore di gara (oggi commentatore televisivo) Ahmet Cakar e l’arbitro Zorbay Kucuk. In totale, sono 46 le persone sospettare di aver commesso illeciti e oggetto di indagini da parte delle autorità, con 35 arresti che vedrebbero coinvolti anche presidenti e dirigenti di società.
INDAGINE A TAPPETO – Particolarmente inquietanti sono i numeri relativi agli arbitri coinvolti in questo scandalo senza precedenti nel calcio turco. 150 di loro sono finiti dentro l’inchiesta, mentre già nelle settimane scorse già 102 calciatori sono stati squalificati per un periodo compreso tra i 45 giorni e l’anno. Fra loro figurano il già citato Metehan Baltaci e il compagno di squadra al Galatasaray Eren Elmali.
Turchia, scandalo scommesse: in manette giocatori di Fenerbahce e Galatasaray
Tra gli arrestati il centrocampista Mert Hakan Yandas e il difensore Metehan Baltaci
La Procura di Istanbul ha emesso una serie di mandati di arresto per decine di calciatori e dirigenti in relazione allo scandalo scommesse che ha scosso la Turchia. Tra gli arrestati durante il blitz della polizia di questa mattina presto c’erano anche il centrocampista del Fenerbahce Mert Hakan Yandas e il difensore del Galatasaray Metehan Baltaci. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa DHA, anche l’ex arbitro e commentatore Ahmet Cakar e l’attuale arbitro Zorbay Kucuk sono finiti in manette. La Federcalcio turca ha dichiarato a ottobre di aver avviato un’indagine su oltre 150 arbitri per presunte scommesse su partite di calcio, che si è presto estesa a giocatori, dirigenti e commentatori televisivi. La Procura Generale di Istanbul ha emesso mandati di arresto per 46 sospettati,35 dei quali sono stati inizialmente arrestati, inclusi i presidenti di alcuni club.
Domenico Rocca ha messo nero su bianco e raccolto in un lungo testo una serie di rivelazioni scioccanti sul dietro le quinte del mondo arbitrale italiano: si fa riferimento anche a ingerenze dirette da parte del designatore sugli ufficiali addetti al Var.
L’assistente arbitrale, Domenico Rocca, ha messo nero su bianco una serie di accuse e rivelazioni molto gravi sul mondo dei fischietti italiani. Ha raccolto tutto in una lettera e l’ha spedita alla Commissione Arbitrale Nazionale (per conoscenza anche al sito arbitri.com). “Mai avrei immaginato di dover giungere a scrivere alla mia commissione“, è l’incipit del lungo testo: contiene accuse pesantissime sulle falle (a suo dire) nel sistema di valutazione di direttori di gara e assistenti; si fa riferimento a ingerenze dirette da parte del designatore, Rocchi, sulle stime degli ufficiali addetti al Var; sostiene che se l’Aia è messa male la colpa è solo dei vertici che l’hanno distrutta; lascia trasparire l’opportunità di denunciare tutto alla magistratura ordinaria. Una bomba che scoppia dopo le polemiche dell’ultima giornata, a 90 minuti dalla conclusione del campionato. E, tanto per essere chiaro, fa esempi concreti così da sostanziare le sue contestazioni.Rocca cita i casi clamorosi avvenuti in campionato durante due gare, Udinese–Parma e Inter–Roma: solleva sospetti sui comportamenti, sull’interpretazione di alcune azioni controverse, sull’approccio a volte rigoroso e altre meno scrupoloso.
Con riferimento al match tra friulani ed emiliani passa in controluce la solerzia con la quale Rocchi, in qualità di supervisore di giornata, bussa alla porta della sala Var di Lissone per richiamare gli arbitri a una maggiore attenzione e a intervenire su situazioni potenzialmente da rigore. Poi fa il raffronto con l’inerzia di Gervasoni che in occasione del match di San Siro pure è lì nei panni del controllore ma non fa alcun cenno attraverso il vetro della cabina di regia perché si valuti il caso del contatto Ndicka–Bisseck con perizia minuziosa. Qui Rocca si lascia andare anche a una considerazione che rimarca con molta enfasi: “quell’errore grave molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli”.
Lui non le menziona con altrettanti esempi ma sotto il Vesuvio, così come da parte altri club di Serie A, non mancano certo le rimostranze sia sull’utilizzo del Var sia sulle valutazioni tra campo e Lissone: Antonio Conte lo disse con forza dopo Inter-Napoli e anche a Parma (relativamente al rigore concesso da Doveri ai partenopei poi revocato dopo on-field-review) la questione dei fotogrammi e delle inquadrature ha lasciato sul terreno dubbi e diffidenze che avvelenano i pozzi. “Ma questo è solo un accenno. Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori, naturalmente sono tutti scritti da parte poiché ne parleremo più avanti nelle opportune sedi“. C’è qualcosa che non va nel meccanismo, l’assistente spiega perché e chi è il colpevole. Basta leggere uno dei passaggi più interessanti della missiva.
“O addirittura, se vogliamo, possiamo aggiungere Udinese – Parma dove viene concesso un calcio di rigore giusto, solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per “bussare” (si sente anche nell’audio delle registrazioni) più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione che a sua volta chiameranno l’arbitro per un ofr e far assegnare giustamente come detto un rigore che i var si erano persi… (ma perché in Inter – Roma, Gervasoni super visore di giornata non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell’Inter? errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli.?!”
La mancanza di fiducia nei confronti dell’organo tecnico di categoria – Fidarsi a prescindere dell’organo tecnico. Rocca ricorda la lezione che gli suggerì l’ex arbitro, Stefano Farina (morto nel 2017 a 54 anni), che fu suo maestro. Ma quella dritta – come si apprende dalla nota – è stata valida almeno fino a quando “non siete arrivati voi“. È una sorta di linea spartiacque tra un’epoca e l’altra, la linea del disincanto tra un mondo ideale e quello reale.
“La stagione sportiva ancora in corso (per gli altri) ha evidenziato, senza alcun dubbio, l’utilizzo parziale delle votazioni, l’assenza di criterio nelle designazioni, la violazione dei principi di correttezza e lealtà e, soprattutto, l’alterazione della corretta concorrenza e delle relative valutazioni.“
l discorso di Ricca scivola poi sulla compilazione della graduatoria di merito e sui metodi adottati per redigerla.
“Come noto, con la precedente governance avete modificato i criteri per la permanenza nella categoria, avete reintrodotto il limite di età e aggiunto il limite temporale decennale, superabile soltanto se inseriti tra i primi 40 assistenti della graduatoria di merito. Ma come viene compilata la graduatoria? Sulla scorta della media tra i voti degli organi tecnici e quelli degli osservatori, governati dalla c.d. CON, la quale, anch’essa, dovrebbe essere organo terzo e imparziale. Siccome la permanenza deriva da una competizione, la stessa dovrebbe fondarsi su una gara equilibrata tra tutti: se non è possibile avere lo stesso numero di gare di A e di B, equamente distribuite durante la stagione sportiva, è doveroso che tutti gli assistenti siano valutati sullo stesso numero di gare complessivo, altrimenti è evidentissima l’alterazione di una media numerica che determina le dismissioni di fine campionato”.
Lo sfogo sulle valutazioni subite “sulla scorta di criteri inesistenti” – Definito il contesto generale, Rocca scende più nel dettaglio e dà voce diretta al proprio malumore parlando della situazione personale, delle (presunte) ingiustizie che avrebbe subito, delle rassicurazioni di facciata che gli sarebbero state date, delle conseguenze incassate.
“Quest’anno sono stato designato 14 volte: una gara di A e 13 gare di B. Designazioni che mai hanno tenuto conto delle precedenti valutazioni, ma che sono state effettuate sulla scorta di inesistenti criteri. Non ci sono criteri per l’accoppiamento, per la designazione dell’arbitro, per la gara, etc. Le prime due gare sono state fondamentali. Il 18 agosto 2024 venivo designato per Frosinone-Sampdoria: a causa di un fuorigioco alzato che annullava una rete convalidata poi dal VAR, l’OA Altomare in uno con l’OT CON Tozzi mi giudicavano con 8.30. La rete annullata, a vostro dire, era di difficilissima lettura in quanto: a) vi era stato un tocco a centro area probabilmente dell’attaccante; b) non vi era stata comunicazione da parte dell’arbitro (in alcun modo penalizzato) che indicava il retropassaggio in luogo della giocata dell’attaccante.Praticamente lo stesso voto che l’OT Tommasi mette a Zingarelli in Milan – Atalanta, l’assistente commette il gravissimo errore di segnalare un fuorigioco di oltre 1 metro, ad un giocatore del Milan che partiva da una posizione nettamente regolare addirittura dietro la linea di centrocampo quindi mai fuorigioco, voto quindi equiparato ad un fuorigioco sbagliato di difficile lettura come il mio a Frosinone o addirittura solo 0.10 in meno per non aver detto “ammonizione” in Cesena – Modena dove l’OT Tommasi mi contesta solo questo!Ma la cosa bella Signori e Signori dopo 4 turni di fermo, Zingarelli rientra in B in una gara di cartello Juve Stabia-Sampdoria dove gli viene subito mandato il settimo organo tecnico per poterlo rimettere naturalmente in carreggiata e magari non rischiare di essere immischiato nelle zone basse di classifica e l’OT Rocchi indovinate quanto gli mette? Ma naturalmente 8,60!!!Per non parlare dell’ultima designazione di serie B Cittadella-Bari dove l’OT Di Liberatore aspetta fino all’ultima giornata per andare a “sistemare” Massimi e Di Monte (ferma dal 29/03 in attesa che la classifica di tutti si delineasse per poi, a giochi fatti, designarla) immischiati entrambi nelle zone basse della classifica, Massimi come AE e la Di Monte come AA (Di Monte nominata da questa commissione Internazionale) per salvarli col voto che naturalmente serviva a giochi conclusi… (A proposito perché la Di Monte essendo in zone bassissime della classifica ha arbitrato per ben 7 volte in A?!)“.
La questione dei voti: “Mi consigliavano di stare tranquillo” – L’ultima parte della lettera ritorna un aspetto ulteriore della vicenda: la questione dei voti ricevuti e la reazione dei vertici arbitrali rispetto alle eccezioni che Rocca poneva.
“Tornando al mio errore di Frosinone “Non preoccuparti, per noi non è un errore“, mi veniva risposto al primo raduno da Tonolini e Di Liberatore, i quali però ci tenevano a precisare che in presenza dell’OT CON non è possibile modificare i voti: ad ogni modo sarebbe venuto uno della commissione CAN la partita successiva per ‘ristabilire’ la giustizia.E, infatti, dopo un mese da quella gara, scendevo finalmente in campo il 13 settembre 2024 e venivo visionato in Cesena-Modena da Tommasi: egli, però, mi giudicava da 8.40 in quanto nella segnalazione di un fallo non avevo fatto seguire l’indicazione del provvedimento disciplinare, come precedentemente già scritto.Orbene, come da voi comunicato ad ogni raduno, la ‘comunicazione, per diversi assistenti, non ha mai pregiudicato la valutazione numerica (cito ad esempio quella di Imperiale in Bologna-Fiorentina), anzi è sempre stata utilizzata per impartire consigli per il futuro. Però con me non avveniva quanto proclamato davanti a tutti.La stagione proseguiva fino a Juve Stabia-Brescia del 23 novembre 2024, dove l’OA Rossomando, di nuovo (guarda caso) con l’OT CON Tozzi, mi giudicavano da 8.30 per non aver indicato il provvedimento di espulsione per un DOGSO, avendo io comunicato via auricolare solo l’ammonizione: il tutto in una gara ove annullavo correttamente due reti (una di questa con la conferma del var che dalla linea tracciata evidenziava la difficoltà elevata del fuorigioco) ed ero molto impegnato in molteplici valutazioni. Raggiunto telefonicamente, Rocchi mi confermava che la valutazione CON era soggettiva e poteva essere anche errata, ma, essendo presente l’OT CON, non era possibile procedere ad alcuna modifica del voto. Mi consigliava di stare tranquillo, assicurandomi che alla gara successiva sarebbe venuto uno della commissione a ‘ristabilire’ la giustizia (per la seconda volta ascoltavo queste parole).
Mai avrei immaginato di dover giungere a scrivere alla mia commissione.
Chi mi ha insegnato ad arbitrare ed a stare nell’associazione è stato Stefano Farina, il quale mi aveva convinto e insegnato che dell’organo tecnico ci si dovesse fidare a prescindere.
E così è stato fino a che non siete arrivati voi.
Segnali flebili erano giunti anche gli anni scorsi, ma non ci avevo mai fatto caso: la stagione sportiva ancora in corso (per gli altri) ha evidenziato, senza alcun dubbio, l’utilizzo parziale delle votazioni, l’assenza di criterio nelle designazioni, la violazione dei principi di correttezza e lealtà e, soprattutto, l’alterazione della corretta concorrenza e delle relative valutazioni.
Come noto, con la precedente governance avete modificato i criteri per la permanenza nella categoria, avete reintrodotto il limite di età e aggiunto il limite temporale decennale, superabile soltanto se inseriti tra i primi 40 assistenti della graduatoria di merito.
Ma come viene compilata la graduatoria? Sulla scorta della media tra i voti degli organi tecnici e quelli degli osservatori, governati dalla c.d. CON, la quale, anch’essa, dovrebbe essere organo terzo e imparziale. Siccome la permanenza deriva da una competizione, la stessa dovrebbe fondarsi su una gara equilibrata tra tutti: se non è possibile avere lo stesso numero di gare di A e di B, equamente distribuite durante la stagione sportiva, è doveroso che tutti gli assistenti siano valutati sullo stesso numero di gare complessivo, altrimenti è evidentissima l’alterazione di una media numerica che determina le dismissioni di fine campionato.
Quest’anno sono stato designato 14 volte: una gara di A e 13 gare di B. Designazioni che mai hanno tenuto conto delle precedenti valutazioni, ma che sono state effettuate sulla scorta di inesistenti criteri. Non ci sono criteri per l’accoppiamento, per la designazione dell’arbitro, per la gara, etc.
Le prime due gare sono state fondamentali.
Il 18 agosto 2024 venivo designato per Frosinone-Sampdoria: a causa di un fuorigioco alzato che annullava una rete convalidata poi dal VAR, l’OA Altomare in uno con l’OT CON Tozzi mi giudicavano con 8.30. La rete annullata, a vostro dire, era di difficilissima lettura in quanto:
a) vi era stato un tocco a centro area probabilmente dell’attaccante; b) non vi era stata comunicazione da parte dell’arbitro (in alcun modo penalizzato) che indicava il retropassaggio in luogo della giocata dell’attaccante;
…praticamente lo stesso voto che l’OT Tommasi mette a Zingarelli in Milan – Atalanta, l’assistente commette il gravissimo errore di segnalare un fuorigioco di oltre 1 metro, ad un giocatore del Milan che partiva da una posizione nettamente regolare addirittura dietro la linea di centrocampo quindi mai fuorigioco, voto quindi equiparato ad un fuorigioco sbagliato di difficile lettura come il mio a Frosinone o addirittura solo 0.10 in meno per non aver detto “ammonizione” in Cesena – Modena dove l’OT Tommasi mi contesta solo questo!
Ma la cosa bella Signori e Signori dopo 4 turni di fermo, Zingarelli rientra in B in una gara di cartello Juve Stabia – Sampdoria dove gli viene subito mandato il settimo organo tecnico per poterlo rimettere naturalmente in carreggiata e magari non rischiare di essere immischiato nelle zone basse di classifica e l’OT Rocchi indovinate quanto gli mette? Ma naturalmente 8,60!!!
Per non parlare dell’ultima designazione di serie B Cittadella – Bari dove l’OT Di Liberatore aspetta fino all’ultima giornata per andare a “sistemare” Massimi e Di Monte ( ferma dal 29/03 in attesa che la classifica di tutti si delineasse per poi, a giochi fatti, designarla) immischiati entrambi nelle zone basse della classifica, Massimi come AE e la Di Monte come AA (Di Monte nominata da questa commissione Internazionale) per salvarli col voto che naturalmente serviva a giochi conclusi…(A proposito perché la Di Monte essendo in zone bassissime della classifica ha arbitrato per ben 7 volte in A?!)
O addirittura, se vogliamo, possiamo aggiungere Udinese – Parma dove viene concesso un calcio di rigore giusto, solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per “bussare” ( si sente anche nell’audio delle registrazioni) più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione che a sua volta chiameranno l’arbitro per un ofr e far assegnare giustamente come detto un rigore che i var si erano persi… (ma perché in Inter – Roma, Gervasoni super visore di giornata non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell’Inter? errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli.?!
Ma questo è solo un accenno. Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori, naturalmente sono tutti scritti da parte poiché ne parleremo più avanti nelle opportune sedi.
Tornando al mio errore di Frosinone “Non preoccuparti, per noi non è un errore”, mi veniva risposto al primo raduno da Tonolini e Di Liberatore, i quali però ci tenevano a precisare che in presenza dell’OT CON non è possibile modificare i voti: ad ogni modo sarebbe venuto uno della commissione CAN la partita successiva per ‘ristabilire’ la giustizia.
E, infatti, dopo un mese da quella gara, scendevo finalmente in campo il 13 settembre 2024 e venivo visionato in Cesena-Modena da Tommasi: egli, però, mi giudicava da 8.40 in quanto nella segnalazione di un fallo non avevo fatto seguire l’indicazione del provvedimento disciplinare, come precedentemente già scritto.
Orbene, come da voi comunicato ad ogni raduno, la comunicazione, per diversi assistenti, non ha mai pregiudicato la valutazione numerica (cito ad esempio quella di Imperiale in Bologna-Fiorentina), anzi è sempre stata utilizzata per impartire consigli per il futuro. Però con me non avveniva quanto proclamato davanti a tutti.
La stagione proseguiva fino a Juve Stabia-Brescia del 23 novembre 2024, dove l’OA Rossomando, di nuovo (guarda caso) con l’OT CON Tozzi, mi giudicavano da 8.30 per non aver indicato il provvedimento di espulsione per un DOGSO, avendo io comunicato via auricolare solo l’ammonizione: il tutto in una gara ove annullavo correttamente due reti (una di questa con la conferma del var che dalla linea tracciata evidenziava la difficoltà elevata del fuorigioco) ed ero molto impegnato in molteplici valutazioni. Raggiunto telefonicamente, Rocchi mi confermava che la valutazione CON era soggettiva e poteva essere anche errata, ma, essendo presente l’OT CON, non era possibile procedere ad alcuna modifica del voto. Mi consigliava di stare tranquillo, assicurandomi che alla gara successiva sarebbe venuto uno della commissione a ‘ristabilire’ la giustizia (per la seconda volta ascoltavo queste parole).
Peccato che -e ne cito una su tutte- nella gara Lazio-Genoa del 27 ottobre 2024, visionata dall’OA Pititto e dall’OT CON Tozzi, l’assistente Perrotti veniva giudicato da 8.40 nel colloquio di fine gara (voto comunicato nello spogliatoio dall’OT TOZZI), salvo poi essere elevato ad 8.50 in quanto Rocchi presente a Lissone quale supervisore avendo ricevuto i voti della gara, aveva contattato direttamente l’OT CON Tozzi, intimandogli di alzare la valutazione, perché il fallo e l’ammonizione chiamati dall’AA, a suo dire, erano corretti. Tozzi, pertanto, chiamava telefonicamente Perrotti e gli comunicava il cambio voto: il tutto avveniva circa mezz’ora dopo la gara.
Per cui, contrariamente a quanto a me assicurato, tutti i voti degli OA e degli OT CON erano e sono sempre rivedibili. 2 dicembre 2024, veniva uno dei miei OT, questa volta Gervasoni, per affibbiarmi 8.40 su una partita di normale difficoltà. Anche in questo caso quell’equivoca promessa: “verrà uno di noi a ristabilire la giustizia” e non avveniva. In questo modo, la commissione dava assoluta continuità alle persistenti topiche della CON, la quale, contrariamente a quanto vorreste sostenere, rappresenta soltanto una prosecuzione della CAN. Proprio recentemente abbiamo assistito a numerose overrule per convalidare reti regolari (vedi ad esempio Como-Cagliari, AA Capaldo e Scatragli: presente Rocchi a visionare la gara, non ha neppure preso in considerazione la valutazione di 8.20, concedendo loro un voto ben superiore).
Ma non è tutto.
La mia posizione in graduatoria poteva rimanere invariata e addirittura migliorare se l’OT Tonolini, in Cesena-Spezia del 15 marzo 2025, avesse confermato il voto di 8.50 che mi aveva espressamente indicato nello spogliatoio. L’indomani venivo infatti contattato telefonicamente in quanto, a seguito di una revisione delle immagini, sarebbe stato “scovato” un fuorigioco da me non segnalato e, pertanto, la valutazione veniva abbassata a 8.40. Fuorigioco in alcun modo certificato e certificabile, ma utile alla commissione per posizionarmi tra coloro che sarebbero stati dismessi.
Infatti, a Pisa, in una partita normale, l’OT Rocchi mi valutava con 8.50: addirittura all’ultimo raduno sottolineava che: vi sono arbitri, tra i quali Ghersini (l’arbitro di quella gara), che non avrebbero bisogno degli assistenti per arbitrare. Un’affermazione che, pertanto, avrebbe dovuto coinvolgere pure l’altro assistente della gara, Garzelli, il quale, invece, era stato valutato con 8.60, pur avendo svolto una gara simile in tutto alla mia.
Al termine di quella gara apprendevo che la posizione in graduatoria di Garzelli era davvero di poco migliore della mia, eppure il medesimo aveva disputato 10 gare di serie A e 8 di serie B, con la prima gara in A ad Udine dove da 8.40 che prese con l’OA la commissione gli aveva abbassato il voto addirittura ad 8.20 ma nonostante il voto altamente negativo lo stesso usciva tranquillamente sempre in serie A, mentre io ero fermo a 13 gare di B e una gara di A …per compassione.
Infine, la perla dell’altra sera, proprio nella mia ultima partita: Spezia-Cremonese del 9 maggio 2025, visionata dall’OA Marchi, responsabile della comunicazione associativa e sempre presente ai raduni CAN. Una partita svolta in modo impeccabile, tanto da meritare commenti positivi pure da OT del passato e colleghi di alto livello. L’OA entrava negli spogliatoi, non facendo il colloquio di fine gara, (cosa alquanto grave) salvo inviare alle 24:01 la valutazione di 8.40 senza alcuna giustificazione, se non quella di “conoscere la graduatoria di tutta la terna”, ovvero tutti verosimilmente dismessi a fine stagione.
Con la presente, indirizzata alla mia commissione, al responsabile della CON, al mio presidente di Sezione, al CRA Calabria, nonché alla Presidenza dell’AlA e al Comitato Nazionale, chiedo:
a) la trasmissione del video che certifica il fuorigioco di Cesena-Spezia;
b) le linee guida delle valutazioni CAN e CON;
c) il protocollo o le indicazioni che vietano agli OT CAN e agli OT CON di interferire con le rispettive valutazioni;
d) le linee guida che soprassiedono alle designazioni, considerato che la graduatoria è divenuta l’unica discriminante per la permanenza del ruolo e, come tale, necessita che le valutazioni vengano effettuate dallo stesso numero di osservatori e di organi tecnici, altrimenti alterandosi irrimediabilmente la correttezza della competizione. D’altronde arbitri che minacciano di morte giocatori, che vengono a contatto fisico con gli stessi, arbitri che insultano propri colleghi pubblicamente, etc.. rimangono in organico esclusivamente perché piacciono al designatore: per loro la graduatoria non vale o meglio viene corrotta da valutazioni alterate in modo da consentirgli di rimanere nelle prime posizioni. Per gli altri, coloro che in qualche modo danno fastidio perché legati al carro sbagliato, perché amici di coloro che in passato hanno presentato denunce (vedi De Meo Pasquale), perché indesiderabili, la graduatoria viene sistemata in modo da diventare elemento inoppugnabile e apparentemente insuperabile;
e) la relazione dell’AA Garzelli, visionato da Rocchi insieme al sottoscritto nella gara Pisa-Frosinone del’ 1° maggio 2025.
In difetto di riscontro entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente, darò corso a tutte le iniziative del caso, denunciando quanto accaduto alle competenti autorità federali, per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni, nonché alle competenti autorità ordinarie per valutare eventuali profili civilmente e penalmente rilevanti.
Mi riservo sin da ora di impugnare le vostre inammissibili, erronee ed alterate risultanze tecniche, che una volta pubblicate, andranno ad informare gli organi di stampa del vostro comportamento.
Trovandoci in ambito lavorativo, il comportamento della Commissione è infatti facilmente inquadrabile nella fattispecie del mobbing, i cui principi sono:
i)sistematicità e ripetizione di comportamenti ostili da parte della Commissione, acuitisi, guarda caso, dopo le elezioni politiche di dicembre; ii) intenzionalità nel danneggiare la mia professionalità e la mia persona, con l’obiettivo di rendermi insicuro nella mia attività; iii) ostilità in qualsivoglia questione mi riguardasse: le alterazioni delle voci di Tonolini e Rocchi nelle telefonate dopo Cesena-Spezia acclarano come l’obiettivo della commissione fosse esclusivamente quello di depredarmi del voto giusto e defraudarmi di ogni sicurezza; emarginazione dal gruppo, come testimonia l’invito a non presentarmi all’ultimo raduno in quanto impegnato nella gara di venerdi (ma il raduno era giovedi a Firenze e la partita venerdi sera a La Spezia).
Un vecchio motto diceva: “ci sarà un giudice a Berlino!” Ecco, io mi auguro di trovarne uno in Italia che, svincolato da logiche politiche, abbia la volontà di fare giustizia su questioni che negli ultimi anni hanno distrutto l’associazione.
Tra i grandi errori di Trentalange e Baglioni c’è stato quello di cacciare Rizzoli per insediare Rocchi (che poi li avrebbe espressamente rinnegati e traditi) e questa commissione, che tratta le persone come fossero animali da macello, ma soprattutto, altera i regolamenti per ottenere i propri obiettivi e preservare i suoi uomini, contravvenendo ai massimi principi di correttezza e probità che dovrebbero attendere ad ogni comportamento.
Ritorno, pertanto, a quanto scrivevo all’inizio di questa lettera: non avrei mai voluto agire contro l’associazione. Ma comprendo che è necessario agire proprio perché amo questa associazione e ne voglio tutelare i principi da voi consapevolmente violati.
Non me ne vogliano i colleghi citati ma purtroppo per fare emergere la verità ho dovuto e dovrò menzionarne più di uno.
P.S: “C’è qualche assistente che con 14 gare – visionature riesce a salvarsi?! La risposta la conoscete già, ed è assolutamente NO! Naturalmente tutto costruito e ideato alla perfezione!
Tanto dovevo
L’audio concitato del VAR sul rigore di Bisseck: “Mandagli questa”. Il ruolo dell’arbitro Guida
A Open Var svelato l’audio tra sala Var e arbitro Chiffi sull’episodio del tocco con il braccio di Bisseck costato il rigore del 2-2 all’Inter contro la Lazio. Ruolo marginale per Guida all’AVAR.
Nel testa a testa Scudetto tra Inter e Napoli non potevano mancare le polemiche. Presa di posizione forte dei nerazzurri che non hanno digerito l’arbitraggio della sfida contro la Lazio, lamentandosi soprattutto per l’episodio del rigore concesso per il tocco col braccio di Bisseck. Benzina sul fuoco delle polemiche, che hanno accompagnato già la vigilia del match dopo che era stato selezionato all’AVAR l’arbitro Guida, della sezione di Torre Annunziata. Open VAR ci ha mostrato quanto accaduto nella situazione specifica, con l’audio del dialogo tra l’arbitro Chiffi e i suoi collaboratori alla moviola. Si può notare come sia il fischietto designato al Var, ovvero Di Paolo a guidare la review, con Guida si è mantenuto un passo indietro con un ruolo marginale.
Le polemiche di Inter-Lazio sulla scelta di Guida e sul rigore per mano di Bisseck -Ma andiamo con ordine. Non erano mancate le polemiche alla vigilia di Inter-Lazio per la designazione di Guida come AVAR. Nessun vincolo territoriale per l’arbitro di Pompei che circa un mese fa aveva però dichiarato di non voler dirigere le partite del Napoli per la sua incolumità. Ecco allora le perplessità dell’Inter, sulla scelta di unirlo alla squadra arbitrale della delicata sfida contro la Lazio. Una situazione che poi si è incendiata dopo l’episodio del tocco di mano di Bisseck, costato il rigore del pareggio di Pedro, con la società milanese infuriata e in silenzio.
Open Var, cosa è successo tra sala VAR e arbitro Chiffi sull’episodio del braccio di Bisseck – Nella situazione del calcio di rigore del definitivo 2-2, Open VAR ovvero lo speciale di DAZN che mostra quanto accaduto tra campo e sala VAR, ci mostra come Guida sia stato assolutamente marginale nella decisione. Infatti la review è stata condotta, nel rispetto delle direttive e dei ruoli, dal collega Di Paolo come da designazione. È lui che dirige tutto, con l’aiuto anche del tecnico che lavora alle immagini, invitando poi Chiffi alla revisione sul monitor a bordocampo.
Dopo aver rivisto nel dettaglio le immagini l’arbitro al VAR non ha mostrato particolari dubbi: “Vediamo un attimo e poi decidiamo la telecamera. Questa qui. E poi quella da dietro, la retrodata. Anche questa ma è un po’ lontana. Un’altra stretta, eccola qua anche questa. Perché fa un movimento ad aprire. La prima è questa. Ti consiglio una nuova OFR. (dice a Chiffi, ndr), per valutare un possibile calcio di rigore”.
La decisione del rigore su Bisseck e la frase di Barella all’arbitro – E quando il direttore di gara, dopo aver espulso su indicazione del quarto uomo Inzaghi e Baroni, arriva al monitor il controllo dura molto poco perché viene evidenziato quello che è il “movimento” con il braccio di Bisseck verso il pallone. Nessun dubbio dunque di Chiffi che poi prova a spiegare tutto a Barella, molto nervoso. Di fronte all’invito a mantenere la calma, il centrocampista dell’Inter sottolinea l’importanza della posta in palio: “Sto tranquillo ma mi sto giocando la vita“. Il dado ormai è tratto e poco dopo dal dischetto arriva il gol di Pedro, che potrebbe essere anche decisivo per le sorti del campionato.
Il designatore Rocchi promuove la decisione del rigore: “Parte concettualmente per la non punibilità perché tiene le braccia dietro la schiena. Il problema è che poi il gomito l’allarga, probabilmente in maniera istintiva, non voglio pensare alla volontarietà perché non credo che nessun difensore voglia fare un fallo di mano volontario. L’istintività porta il braccio verso il pallone per cui è un calcio di rigore da concedere assolutamente. Mi rendo conto della difficoltà di accettarlo. La posizione di Chiffi non era delle migliori, e non capisce minimamente quanto accaduto. Ha fatto una buona gara in un contesto complesso, ha sempre scelto gara giusta“.
Rigore revocato al NAPOLI e braccio di BISSECK: gli episodi della 37ª giornata |- Open Var – DAZN – DAZN Italia
Gdf sequestra 1,5 milioni. Tra giocatori indagati Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, già coinvolti in un’altra indagine: per pm erano “collettori di scommesse“
Da sinistra Weston James Earl McKennie, Alessandro Florenzi e Mattia Perin – (Fotogramma/Ipa)
Calciatori di Serie A indagati per scommesse illegali su altri sport. Da Tonali a Fagioli, da Florenzi a McKennie e Perin, sono una decina i nomi coinvolti nell’inchiesta della procura di Milano.
La Guardia di Finanza di Milano, su delega della procura, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nei confronti di cinque persone fisiche e una persona giuridica emesso per 1,5 milioni di euro. Contestualmente, sono stati notificati i decreti di fissazione di interrogatorio preventivo emessi dal gip a seguito della richiesta di applicazione, nei confronti dei succitati cinque indagati, della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Indagati calciatori serie A, chi sono: i nomi – Per quanto riguarda i calciatori coinvolti – una dozzina tra cui Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, già coinvolti in un’indagine della Gdf di Torino – nessuno si è mai “venduto” le partite ma avrebbero giocato per lo più su altre discipline, tra fine 2021 e ottobre 2023.
Oltre a Tonali (oggi al Newcastle) e al viola Fagioli, altri calciatori di serie A avrebbero riversato molti soldi nelle tasche di due gestori di piattaforme illegali di scommesse online, i quali per gli inquirenti si sarebbero fatti aiutare dai tre amministratori di una gioielleria milanese adoperata come ‘banca‘ per regolare in maniera nascosta i conti delle scommesse.
Tra gli altri giocatori che appaiono nell’indagine c’è il centrocampista milanistaAlessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo (Fiorentina), il portiere juventino Mattia Perin e il compagno centrocampista americano Weston James Earl McKennie, gli ex juventini Leandro Paredes e Angel Di Maria, il difensore della nazionale Raoul Bellanova, il centrocampista Samuele Ricci, gli attaccanti Cristian Buonaiuto e Matteo Cancellieri, il difensore dominicano Adames Hector Junior Firpo (Leeds United), il tennista Matteo Gigante e un’altra decina di non sportivi.
Il ruolo di Fagioli e Tonali secondo pm – Nicolò Fagioli e Sandro Tonali – entrambi calciatori professionisti – “oltre ad aver effettuato numerose scommesse mediante le piattaforme” al centro dell’inchiesta della procura di Milano “risultano aver ricoperto il ruolo, a loro volta, di collettori di scommettitori, in quanto si sono occupati di diffondere e pubblicizzare tali piattaforme illegali, fare da tramite per l’apertura o il caricamento dei conti di gioco ed effettuare consegne di denaro per conto di altri scommettitori, anche in contanti“, si legge nella richiesta di sequestro preventivo di circa 1,5 milioni di euro nei confronti di persone ritenute organizzatrici del business illecito.
“A fronte di tale attività agevolatrice“, il calciatore oggi al Newcastle e il collega che gioca nella Fiorentina, “risultano essere stati remunerati attraverso il riconoscimento di bonus sui propri conti di gioco o con una decurtazione del loro debito contratto con le scommesse“.
Venerdì 11 aprile 2025
Caso scommesse, gli atti d’indagine saranno trasmessi alla Procura FIGC
Per fare fronte al pagamento dei debiti, Nicolò Fagioli avrebbe chiesto dei prestiti per centinaia di migliaia di euro a 31 calciatori e suoi compagni.
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, trasmetterà gli atti dell’inchiesta sul giro di scommesse illegali su poker on line ed eventi sportivi, ma non partite di calcio, alla Procura federale della FIGC per quanto riguarda i profili sportivied eventuali sanzioni disciplinari.
Da quanto si è saputo, i calciatori che hanno scommesso e sono indagati dal punto di vista penale non rischiano molto e possono uscire dal procedimento pagando un’oblazione (250 euro, la metà rispetto ai 500 euro previsti dalla sanzione). Le verifiche più rilevanti saranno quelle della giustizia sportiva. Mentre l’inchiesta, stralcio di quella torinese trasmessa, si è concentrata sugli organizzatori delle scommesse.
Tra i dettagli emersi dall’indagine, si legge che Nicolò Fagioli per far fronte al pagamento dei debiti di gioco, avrebbe chiesto dei prestiti per centinaia di migliaia di euro a 31 calciatori e suoi compagni nelle varie squadre in cui ha militato. Agli amici Fagioli, non indagati, chiedeva di effettuare, per suo conto, bonifici in favore della gioielleria Elysiuym o versamenti su carte PostePay. Lo stesso calciatore aveva già rivelato questi dettagli ai tempi dell’esplosione del caso.
«I nominativi dei soggetti emersi in tale contesto si identificano in Turati Stefano, Gatti Federico, Di Massimo Alessio, Plizzari Alessandro, Dragusin Radu Matei, Zanandrea Gianmaria, Nardi Filippo, Vitali Matteo, Armini Nicolò, Salerno Pasquale, Luciani Francesco, Oliveira Rosa Lucas, Zisa Flavio, Esposito Alberto, Barbato Daniele, Russo Alessandro, Pompili Cristiano, Valzani Andrea, Okoli Memeh Caleb, Salami Alessandro, Sartori Marco, Maccabruni Lorenzo, Pulino Gaetano, Petrosino Gerardo, Zerbi Emanuele, Ferrari Andrea, Marino Manuele, Boloca Gabriele, Volpatto Andrea, Sarr Mouhamadou Fallou Mbacke e Ragazzi Luca», si legge negli atti di inchiesta.
Venerdì 11 aprile 2025
Serie A, cosa rischiano i calciatori indagati per scommesse illegali e poker online
Ecco le possibili conseguenze per i calciatori coinvolti sul fronte della giustizia sportiva e di quella ordinaria.
Il logo della FIGC (TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
Ci sarebbero 12 calciatori transitati per la Serie A tra il 2021 e il 2023 (alcuni dei quali presenti ancora nel nostro campionato) tra gli indagati nell’ambito di un’inchiesta – che ha portato al sequestro di 1,5 milioni di euro – su due gestori di piattaforme illegali di scommesse online(Tommaso De Giacomo e Patrick Fizzera), i quali per gli inquirenti si sarebbero fatti aiutare dai tre amministratori (Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini) di una gioielleria milanese adoperata come “banca” per regolare in maniera occulta i conti delle scommesse.
I nomi dei calciatori, svelati dal Corriere della Sera, sarebbero emersi dall’analisi dei telefoni sequestrati nell’ottobre 2023 dalla Guardia di Finanza di Torino all’ex centrocampista del Milan e della nazionale Sandro Tonali (oggi al Newcastle) e all’ex centrocampista della Juventus Nicolò Fagioli (oggi alla Fiorentina). Oltre ai due giocatori, tra gli indagati in questo nuovo filone ci sarebbero:
Alessandro Florenzi (Milan)
Nicolò Zaniolo (oggi alla Fiorentina, all’epoca dei fatti tra Roma e Galatasaray),
Mattia Perin (Juventus)
Weston McKennie (Juventus, all’epoca dei fatti anche Leeds)
Leandro Paredes (Roma, all’epoca dei fatti anche PSG e Juventus)
Angel Di Maria (oggi al Benfica, all’epoca dei fatti tra PSG e Juventus)
Raoul Bellanova (oggi all’Atalanta, all’epoca dei fatti tra Cagliari, Inter e Torino)
Samuele Ricci (oggi al Torino, all’epoca dei fatti anche Empoli)
Cristian Buonaiuto (oggi al Padova, all’epoca dei fatti alla Cremonese)
Matteo Cancellieri (oggi al Parma, all’epoca dei fatti Verona, Lazio ed Empoli)
Adames Hector Junior Firpo (Leeds United)
il tennista Matteo Gigante
Cosa rischiano calciatori indagati? La giustizia ordinaria – Ma cosa rischiano i calciatori coinvolti? Dal punto di vista penale, anche loro dovranno affrontare un’ipotesi di reato. Tonali e Fagioli, che pure hanno già saldato i propri conti con la giustizia sportiva attraverso squalifiche e multe, risultano comunque indagati per la contravvenzione punita – con l’arresto sino a 3 mesi e una ammenda sino a 500 euro – dai commi 2 e 3 dell’articolo della legge 401 del 1989:
in parte per avere giocato sulle piattaforme illegali di scommesse e poker gestite secondo gli inquirenti da De Giacomo e Fizzera;
in parte per averle pubblicizzate tra altri calciatori anche con l’intermediazione dell’apertura dei conti di gioco e la consegna di soldi per conto di altri scommettitori, in cambio venendo gratificati dai gestori delle scommesse illegali con l’accredito di bonus sui propri conti di gioco o con riduzioni dei propri debiti.
Gli altri giocatori, invece, sono indagati per il comma 3 della medesima legge del 1989, e cioè per l’ipotesi che nello stesso periodo abbiano partecipato sulle piattaforme illegali non a scommesse sul calcio ma a giochi non autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in particolare alle partite di poker su tavoli online all’interno dei quali era possibile per gli organizzatori creare “stanze chiuse” protette da password e decidere i partecipanti al gruppo di gioco.
La contravvenzione non è un problema enorme dal punto di vista penale, perché può essere sanata con una oblazione, pagando la metà del massimo dell’ammenda prevista, quindi in questo caso con 250 euro. Ma cosa può accadere sul fronte della giustizia sportiva?
Cosa rischiano calciatori indagati? L’aspetto sportivo – Da questo punto di vista è difficile avere già ora una risposta definitiva. Tuttavia, qualora fosse accertato l’utilizzo di queste piattaforme per il solo poker online (e non per scommesse sulle partite) è probabile che non vi siano sanzioni in ambito sportivo.
Per fare un esempio, Nicolò Zaniolo – già ascoltato a fine 2023 per il caso scommesse – sottolineò di avere giocato qualche volta «su piattaforme illegali, ma solo a poker e blackjack». Un’ammissione che non gli costò squalifiche in ambito sportivo. Tuttavia, come accaduto in situazioni analoghe, gli atti dell’indagine passeranno comunque verosimilmente al vaglio della Procura FIGC, che dovrà capire se vi siano potenziali aspetti da indagare.
Infine, per quanto riguarda Tonali e Fagioli,già squalificati a seguito di un accordo con la Procura federale della FIGC, la stessa potrà intervenire solo nel caso in cui dagli atti emergessero comportamenti sanzionabili diversi rispetto a quelli per cui sono già stati squalificati.
Ha fatto cose molto sopra le righe persino per i suoi standard: per ultima una strana strizzata di naso a un allenatore avversario
Alla fine della partita di Coppa di Turchia tra Galatasaray e Fenerbahce, le due principali squadre di Istanbul, l’allenatore del Fenerbahce ha rincorso quello del Galatasaray e gli ha strizzato il naso, facendolo cadere per terra. Se ne sta discutendo molto perché l’allenatore del Fenerbahce è uno dei più conosciuti al mondo: il portoghese José Mourinho. È stato un gesto scorretto e piuttosto buffo, anche per la reazione un po’ spropositata dell’allenatore del Galatasaray Okan Buruk, che si è gettato a terra platealmente.
Nei suoi venticinque anni da allenatore Mourinho ha fatto spesso parlare di sé non solo per gli eccellenti risultati ottenuti, soprattutto nella prima parte di carriera, ma anche per il suo stile comunicativo e per i suoi atteggiamenti sopra le righe: è sempre stato abile a orientare il dibattito calcistico con le sue dichiarazioni e a costruire narrazioni secondo cui le sue squadre sono costrette a giocare contro forze superiori e che lui non può controllare.
Questa tendenza a considerarsi solo contro tutti si era già esasperata nelle recenti (e non sempre positive) esperienze al Tottenham e alla Roma, ma quest’anno sembra aver raggiunto un livello superiore in un campionato già di per sé molto caotico come quello turco. Pur in un contesto abbastanza periferico nel calcio europeo e mondiale, Mourinho sta riuscendo ad attirare attenzioni internazionali per diversi episodi controversi, come appunto la recente strizzata di naso a Buruk. Nella sua prima stagione al Fenerbahce ha già ricevuto cinque cartellini rossi, ha accusato gli arbitri di essere corrotti, è stato citato in uno slogan delle proteste turche contro la presidenza autoritaria di Recep Tayyip Erdogan. In tutto questo ha ben identificato il suo nemico principale: il Galatasaray.
La partita giocata mercoledì sera valeva per i quarti di finale di Coppa di Turchia: ha vinto 2-1 il Galatasaray, la squadra con cui il Fenerbahce sta provando a contendersi il campionato. In questo momento il Fenerbahce ha 6 punti in meno, ma deve recuperare una partita. Le due squadre sono le più vincenti di Turchia (24 campionati il Galatasaray, 19 il Fenerbahce) e la loro rivalità è una delle più sentite in Europa; nella scorsa stagione era già stata molto accesa per via delle proteste del Fenerbahce contro la federazione (nella partita di Supercoppa di Turchiaabbandonò il campodopo due minuti) e di un campionato abbastanza eccezionale, vinto dal Galatasaray con 102 punti contro i 99 del Fenerbahce. L’arrivo di José Mourinho non ha fatto altro che esasperare lo scontro.
Sin da subito l’allenatore portoghese ha cominciato a parlare del Galatasaray come di una squadra potente e protetta dalla federazione (non è l’unicoa pensarlo), facendo intendere allo stesso tempo che il Fenerbahce lottasse contro le ingiustizie, oltre che contro un’avversaria molto forte. È un metodo già adottato in passato da Mourinho con lo scopo di compattare la squadra e i tifosi, per esempio quando era al Real Madrid e Pep Guardiola allenava il Barcellona, in un periodo a cavallo degli anni Dieci in cui la rivalità tra le due squadre raggiunse livelli inediti. Prima di una delle tante partite giocate nel 2011 tra Barcellona e Real, Guardiola di luidisse: «Domani ci affronteremo in campo, ma fuori dal campo lui mi ha già battuto. In questa stanza [quella della conferenza stampa] è il fottuto capo, il fottuto maestro, e non voglio competere con lui».
A fine febbraio Mourinhoè stato squalificato per quattro giornate e multato per oltre quarantamila euro per le cose dette dopo la partita di campionato tra Fenerbahce e Galatasaray, terminata 0-0. Due giornate gli sono state date per quanto detto sugli arbitri, e altre due per un commento definito «razzista» dagli avversari. Mourinho aveva infatti lodato in modo un po’ spudorato l’arbitro, che per l’occasione era sloveno e non turco (su richiesta delle due società), dicendo che un arbitro turco avrebbe in sostanza gestito molto peggio la partita; aveva anche detto che i giocatori sulla panchina del Galatasaray «saltavano come scimmie» per protestare. La federazione turca aveva scritto in un comunicato che Mourinho aveva «accusato il calcio turco di caos e disordine con dichiarazioni offensive nei confronti della comunità calcistica turca e degli arbitri turchi».
Anche contro altre squadre, comunque, Mourinho ha inscenato proteste piuttosto originali e coreografiche. Durante la partita contro l’Antalyaspor, poi vinta 2-0 dal Fenerbahce, a un certo punto ha preso il computer di un componente del suo staff e lo ha piazzato davanti a una telecamera mostrando il fotogramma di un evidente errore arbitrale commesso poco prima contro il Fenerbahce. L’arbitro, notata la cosa, lo ha ammonito.
Lo scorso novembre, dopo la vittoria per 3-2 in una partita molto concitata contro il Trabzonspor, Mourinho denunciò alcuni presunti torti arbitrali e disse che in Turchia la gente avrebbe dovuto cominciare a protestare contro «ciò che succede da anni»; alla fine dell’intervista disse «We are clean», noi siamo puliti, battendosi una mano sul petto. Nelle scorse settimane, durante le partecipate proteste nate in Turchia per l’arresto di Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul e tra i principali oppositori di Erdogan, diversi manifestanti hanno cominciato a mostrare cartelli con la scritta «We are clean», che è diventata una sorta di critica al sistema turco (quello calcistico per Mourinho, quello del paese per i manifestanti).
Il pizzicotto dato a Okan Buruk è insomma solo l’ultimo episodio di una stagione molto intensa forse anche per gli standard di Mourinho. Non è comunque la prima volta che accade una cosa simile: nel 2011 miseun dito nell’occhio del vice allenatore del Barcellona Tito Villanova. Commentando il gesto, il sito sportivo The Athleticha scrittoche «la prima (e forse unica) stagione di José Mourinho come allenatore del Fenerbahce non è andata del tutto come previsto in campo, ma quando si parla di buffonate attese, è più o meno come ci si aspetterebbe»;buffonate attese è un gioco di parole che richiama una statistica oggi molto utilizzata nel calcio, quella dei “gol attesi”, o expected goals.
Dopo l’eliminazione dalla Coppa di Turchia, che segue quella dall’Europa League (e prima dai preliminari di Champions League), Mourinho ha ancora nove partite di campionato per provare a recuperare lo svantaggio dal Galatasaray e riuscire a vincere un titolo anche in Turchia. L’estate scorsa, quando arrivò al Fenerbahce, fu accolto con eccezionale entusiasmo dai tifosi: ancora oggi la maggior parte lo sostiene, perché anche se come allenatore ha perso probabilmente l’abilità di un tempo, come aizzatore di folle è ancora tra i migliori in circolazione.
Per l’AIA è corretto che non sia stato assegnato il calcio di rigore all’Inter per il fallo di Pavlovic su Thuram
Incredibile. Per l’AIA, è corretto che non sia stato assegnato il calcio di rigore all’Inter per il fallo, netto, di Pavlovic su Thuram al 72′. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport:
“Rigore o no? Rigore clamoroso, come poi detto dal tecnico dell’Inter Simone Inzaghi, o “colpetto” che non incide sulla dinamica dei gesti e dell’azione? Dai vertici arbitrali filtra la seconda opzione: tutto molto light perché Chiffi (e Di Paolo al Var, che lascia il giudizio del campo) possano assegnare un calcio di rigore all’Inter”, spiega la Rosea che poi entra nel merito:
“Vero che a volte diversi metri di giudizio investono episodi molto simili ma negli ultimi tempi se c’é una direttiva chiara é quella del rigore da evitare per i micro-contatti: il tocco lieve e non travolgente non deve essere punito; e così é stato definito da chi l’ha visto e giudicato in campo e al Var ma anche dai vertici arbitrali. Chiffi, bravo fino a quel momento anche grazie al Var che lo ha assistito nei ben tre gol annullati ai nerazzurri, riguardo all’episodio da presunto rigore ha preso una decisione che per i vertici arbitrali si é rivelata corretta: niente sulla scivolata di Theo e niente di travolgente sul colpo che Pavlovic dà a Thuram perché tutto troppo lieve, anche casuale nella corsa, e che non crea conseguenze. Un colpo che é stato giudicato sotto gli standard dei rigori che andrebbero concessi, valutazione da non rigore che ha reso silente anche il Var”.
Ecco invece le parole di Simone Inzaghi a Dazn nel post partita sul rigore: – “Non posso non fare un applauso alla mia squadra. Purtroppo non è riuscita ad andare oltre certi episodi. Tre gol annullati, tre pali e un clamoroso rigore non dato. E nonostante tutto è riuscita a risistemarla. Il rigore? Non mi va di parlarne, è un discorso ampio. Veniamo dal Bologna, dalla Supercoppa, da questa partita. E’ impossibile non dare questo rigore, è impossibile. Ci sta che l’arbitro non veda perché arriva Theo, chi sta seduto non può non chiamare l’arbitro e comincio ad arrabbiarmi, dopo che ho visto trasmissioni in cui si faceva giurisprudenza contro l’Inter“.
Domenica 02 febbraio 2025
Marelli: “Pavlovic su Thuram è chiaramente rigore. Chiffi non può vederlo ma…”
Il parere dell’esperto arbitrale sull’episodio riscontrato nel derby tra Milan e Inter finito uno a uno
Luca Marelli, a Dazn, è tornato sull’episodio da rigore che ha caratterizzato Milan-Inter, il fallo da rigore di Pavlovic su Thuram che non è stato fischiato dall’arbitro Chiffi.«È un episodio molto difficile da vedere in campo e si vede dalla sequenza delle immagini. Era difficilissimo da vederlo perché Pavlovic e Theo Hernandez oscurano la vista del direttore di gara anche se è in controllo dell’azione», ha spiegato l’esperto arbitrale di DAZN.
«Il fallo non è volontario ma non qui non è questione di volontarietà, questa è negligenza. Il contatto sulla gamba destra di Thuram è netto prima dell’intervento di Theo Hernandez ed era un rigore chiaramente da assegnare anche con intervento VAR perché è un episodio che si è perso completamente Chiffi», ha concluso sull’episodio
Domenica 02 febbraio 2025
Pavlovic-Thuram, Cesari durissimo: “Rigore netto per l’Inter. Ma la mia domanda è una…”
Il rigore non concesso all’Inter nel derby è stato analizzato anche da Cesari a Pressing. L’ex arbitro ha giudicato gravissimo l’errore
Il rigore non concesso all’Inter nel derby è stato analizzato anche da Graziano Cesari a Pressing. L’ex arbitro ha giudicato gravissimo l’errore, soprattutto del Var Di Paolo.
“C’è questa ripartenza molto, molto veloce di Thuram a contatto con Pavlovic e poi l’intervento di scivolata di Theo Hernandez. Il direttore di gara fa segno di proseguire l’azione perché indica il pallone, qualcuno ha colpito certamente il pallone, che va a deviare la sua traiettoria, lo vediamo che va verso l’assistente Peretti.
Ma c’è la gamba destra di Pavlovic che va a colpire la gamba di Thuram. È chiaro che in queste situazioni questo è un calcio a una gamba di un avversario che fa perdere sicuramente l’equilibrio, che fa perdere il passo. E quindi inevitabilmente la mia domanda è: al di là dell’assistente Peretti che è là e poteva tranquillamente vederlo ma non fa nessun segno, ma Di Paolo al Var si è appisolato?”
Lo stupro sarebbe avvenuto la settimana scorsa a Stoccolma, ma per ora le informazioni disponibili sono poche: lui ha respinto ogni accusa
Secondo diversi giornali svedesi il calciatore francese Kylian Mbappé, uno dei più forti e famosi al mondo, è indagato per un presunto stupro nei confronti di una donna avvenuto a Stoccolma una settimana fa, durante una breve vacanza di Mbappé in Svezia.
La procura di Stoccolmaha annunciato di aver aperto un’indagine preliminare per un sospetto stupro avvenuto nell’hotel della città dove la settimana scorsa ha alloggiato il calciatore francese insieme al suo entourage, ma non ha confermato se l’indagine riguardi proprio Mbappé. I due tabloid svedesi che più stanno scrivendo del caso, Aftonbladet edExpressen, sostengono che la persona sospettata di avere compiuto lo stupro sia lui. Nel pomeriggio di martedì lo ha scritto anche la tv pubblica svedese sul suo sito, citando fonti proprie.
Al momento non si sa molto sull’accusa. La settimana scorsa Mbappé sarebbe andato a Stoccolma con un gruppo di amici e sarebbe stato tra le altre cose a cenare in un ristorante di lusso e poi in una discoteca, prima di tornare all’hotel. Aftonbladet scrive che giovedì 10 ottobre Mbappé avrebbe prenotato il locale intero e che avrebbe organizzato una festa privata con i suoi amici e una trentina di donne. Né i giornali svedesi né la procura di Stoccolma hanno diffuso dettagli sulla donna o sulla presunta dinamica degli eventi.
Mbappé ha invece commentato la notizia online, scrivendo su X che si tratterebbe genericamente di una «fake news». Un suo portavoce ha detto all’agenzia di stampa francese AFPche le accuse della procura di Stoccolma «sono completamente false».
Mbappé ha 25 anni e da pochi mesi è stato acquistato dalla squadra di calcio spagnola del Real Madrid. È considerato uno dei migliori calciatori al mondo: ha vinto per sette volte la Ligue 1, il principale campionato francese, e nel 2018 fu decisivo per la vittoria della nazionale francese ai Mondiali.
Sospetti di corruzione e riciclaggio, all’esame anche la Supercoppa in Arabia Saudita nella cui gestione è entrato anche l’ex difensore del Barcellona
E’ di sette arresti il bilancio dell’irruzione della Guardia Civil negli uffici e in altre proprietà della federazione calcistica spagnola (Rfef). Secondo quanto si apprende, l’indagine è collegata a sospetta corruzione e riciclaggio di denaro e le perquisizioni sono state ordinate da un giudice istruttore di Majadahonda, che ha indagatosu contratti sospetti durante il mandato di Luis Rubiales come presidente della Rfef.
Le indagini sembra includano anche l’accordo per organizzare la Supercoppa spagnola a quattro squadre in Arabia Saudita, completato da Rubiales insieme all’ex giocatore del Barcellona Gerard Piqué. In tutto sono state effettuate 11 perquisizioni in diverse regioni spagnole, inclusa la Grandadove risiede Rubiales, quest’ultimo sfuggito all’arresto in quanto da circa un mese si trova nella Repubblica Dominicana.
Secondo fonti investigative citate dai media locali, fra gli arrestati ci sarebbero Tomas Gonzalez Cueto, consulente legale esterno della Federazione ed uomo di fiducia di Rubiales, e Pedro Gonzalez Segura, coinvolti direttamente nell’accordo con l’Arabia Saudita.
Inchiesta Milan, la procura trasmette gli atti alla Federcalcio: ora tocca alla giustizia sportiva – Il Giorno
Milano, i magistrati hanno inviato alla Fgci solo le 12 pagine del decreto di perquisizione nella sede rossonera
La Procura di Milano ha trasmesso alla Procura federale della Figc il decreto di perquisizione eseguito la settimana scorsa nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita del Milan da Elliott a RedBirddell’agosto 2022 che ipotizza l’accusa di ostacolo alle funzioni di vigilanza della Federcalcio a carico, tra gli altri, dell’ad rossonero Giorgio Furlani.
La richiesta di atti da parte della Procura della Federcalcio agli inquirenti milanesi era un passaggio atteso in questi giorni per le verifiche sul fronte della giustizia sportiva. Al momento, da quanto si è saputo, la Procura milanese ha deciso di inoltrare alla Figc soltanto le 12 pagine del decreto di perquisizione, firmato dai pm Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, perché le indagini sono ancora aperte e gli altri atti sono coperti dal segreto investigativo, utile per proseguire gli accertamenti.
Tra l’altro, proprio dalle analisi sui dispositivi informatici sequestrati con le perquisizioni gli inquirenti e gli investigatori della Gdf si attendono risposte e riscontri sull’ipotesi contestata di un controllo ancora attuale da parte di Elliott sul Milan, come proprietario “occulto”.
Sulle chat dei calciatori rimbalzava il video a luci rosse di una dipendente della società di Trigoria, che appariva in intimità con il fidanzato. Il filmato le sarebbe stato sottratto dal telefono
È bufera sulla As Roma dopo la decisione di licenziare un’impiegata vittima di quello che appare configurabile come un reato contro la privacy. Un giocatore della Roma Primavera avrebbe sottratto dal telefono della donna un video hard in cui quest’ultima appariva in intimità con il fidanzato, per poi diffondere le clip nelle chat con i compagni calciatori. La decisione del club è però stata quella di licenziare la vittima.
La storia è stata resa pubblica dal Fatto Quotidiano: “Raccontano – si legge nel pezzo firmato da Alessandro Mantovani – di una riunione a Trigoria nella quale un giocatore della Primavera avrebbe confessato tra le lacrime, davanti a diverse persone, di essere stato lui a sottrarre il filmato dal telefonino della ragazza, chiesto in prestito per chiamare il suo procuratore, quindi a farlo girare tra i suoi compagni delle giovanili. Da lì poi è arrivato ad altri e ad altri ancora. Raccontano anche di pesanti commenti a sfondo sessuale sui social e sulle chat interne”.
Il licenziamento per “incompatibilità ambientale” – La donna è stata licenziata con la motivazione della “Incompatibilità ambientale“.” È stato portato all’attenzione della direzione risorse umane e dei vertici aziendali un video che inconfondibilmente La ritrae nel compimento di atti sessuali. Purtroppo, ci risulta che tale video sia stato visionato da gran parte del personale e dei giocatori della Società“.
Il licenziamento della dipendente della As Roma arriva in Parlamento: indignazione bipartisan
Contro la decisione della società è intervenuto anche il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury: “Il provvedimento venga annullato”
È intervenuto anche il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury: “Mi auguro che nell’ambiente della Roma (altri dirigenti, calciatori e calciatrici, tifosi) ci sarà chi prenderà posizione contro un provvedimento insensato e che questo venga annullato”. Il licenziamento “per incompatibilità ambientale” della dipendente della As Roma dopo che un giocatore della Primavera ha rubato dal suo telefonino immagini intime con il fidanzato per poi diffonderle a Trigoria ha sollevato indignazione bipartisan e sono sempre più le voci di chi chiedono alla società giallorossa, che per adesso non commenta, di reintegrare la lavoratrice
“Ma non vi pare il mondo al contrario questo?”, chiede il deputato del PdStefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera: “Lo trovo un fatto gravissimo che lede ancora una volta la libertà e i diritti ad una donna. Assurdo che a farlo sia una società guidata da una donna, ma in ogni caso una società prestigiosa come la Roma. Attendiamo chiarimenti e auspichiamo un sano ripensamento”.
Per la senatrice demCecilia D’Elia, se fosse vero quanto raccontato dal Fatto Quotidiano, “ci troveremmo di fronte ad un episodio di violenza e discriminazione ed è impensabile che la società decida di licenziare la donna. Presenterò immediatamente una interrogazione in Senato per fare luce su questa vicenda e tutelare i diritti di quella lavoratrice”.
Nel centrodestra la senatrice di Forza ItaliaLicia Ronzulli afferma che “approvare una legge sul bullismo, il cyberbullismo e il revenge porn serve davvero a poco quando manca la cultura e il rispetto della donna da parte di chi avrebbe l’obbligo, non solo morale, di assicurarli e di diffonderli”.
Alleanza Verdi e Sinistra con la deputata Elisabetti Piccolottiha presentato un’interrogazione parlamentare: “Che il mondo del calcio sia un ambiente maschilista e misogino non è una novità, ma quanto avvenuto all’AS Roma, se confermato, sarebbe di una gravità inaudita anche dal punto di vista della tutela delle lavoratrici”. Differenza Donna e Assist, l’associazione nazionale atlete, chiedono “l’intervento immediato del Coni e della Figc, per rimediare a questa vergognosa decisione“.
Insorge anche il III municipio di Roma, con le consigliereMartina Testa e Francesca Farchi (Roma futura), l’assessore alla cultura Luca Blasi (Alleanza verdi sinistra) e l’assessore allo Sport Matteo Zocchi: “È un atto ingiusto, discriminante e machista che condanniamo fermamente”.
I blucelesti sono all’ultimo posto della classifica di Serie B e la sconfitta contro il Palermo è la terza consecutiva.
La stagione del Lecco in Serie B, dopo una tormenta estate in seguito alla promozione dalla C, si sta rivelando molto difficile. I bluceleste si trovano all’ultimo postodella classifica e sono reduci da tre sconfitte consecutive. A mettere ancora più benzina sul fuoco ci ha pensato lo steso presidente Paolo Di Nunno nella giornata odierna.
«Del risultato mi interessa poco perché ormai siamo condannati a retrocedere – le parole del patron del Lecco al sito ilovepalermocalcio -. Piuttosto mi preoccupa altro: ancora oggi nel calcio si vendono e si truccano le partite, ho paura di movimenti strani da parte dei nostri tesserati. Spero che mettano il telefono sotto controllo a tutti».
Parole e illazioni che hanno suscitato la risposta degli stessi calciatori del Lecco che hanno firmato un comunicato che è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’Assocalciatori, la associazione che rappresenta i giocatori professionisti in Italia. «I Calciatori e i Tecnici tesserati per la società Calcio Lecco 1912 Srl esprimono il proprio sconcerto per le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Paolo Leonardo Di Nunno dopo la partita disputata nella giornata di ieri – legge -. Le sue affermazioni, riguardanti un presunto coinvolgimento dei tesserati in condotte illecite, sono semplicemente diffamatorie. Nessuno deve o dovrà mai mettere in dubbio il nostro impegno sul campo, la nostra lealtà e la nostra trasparenza.
«Respingiamo dunque fermamente le illazioni del Presidente, lesive della nostra reputazione, parole che gettano discredito sul lavoro svolto da ogni singolo membro della squadra e sull’immagine del nostro club nel suo complesso. Il nostro gruppo è unito e determinato per continuare, con il massimo impegno, a inseguire una salvezza che a molti sembra impossibile e per difendere l’onore della nostra squadra, della nostra città e dei nostri tifosi, certi di poter sempre onorare sul campo la maglia che indossiamo fino all’ultimo minuto».
Gli avvocati del numero uno della Figc: “Ha chiarito ogni cosa. Abbiamo chiesto noi di essere ascoltati”
Ilnumero uno della Figc, Gabriele Gravina, è indagato. Vittima degli accessi abusivi ordinati dal pm della Dna Antonio Laudati e compiuti dal finanziere Pasquale Striano, e tuttavia costretto a difendersi dalle accuse di appropriazione indebita e autoriciclaggio per aver incassato, è questa l’accusa, i soldi di una sorta di caparra stanziata per la vendita (poi sfumata) di una collezione di libri. E di aver utilizzato quel denaro per l’acquisto di una casa a Milano. Accuse da cui si è difeso per due ore, durante un lungo interrogatorio davanti al procuratore Francesco Lo Voi e all’aggiunto Giuseppe Cascini. Gravina e i suoi legali sono tranquilli: hanno chiesto loro di essere sentiti con tutte le garanzie appropriate, quindi quelle garantite agli indagati. E ha chiarito ogni cosa.
Perché a prescindere dal come e dal perché Striano abbia focalizzato la sua attenzione su Gravina, c’è il cosa. Cosa ha trovato il finanziere della Dna digitando sulle banche dati il cognome del presidente della Federcalcio?
Qualcosa di sicuro. Così importante da mettere nero su bianco una nota: “Proposta di trasmissione alla Procura distrettuale di Roma del lavoro di approfondimento svolto dal Gruppo di lavoro SOS sul conto di Gabriele Gravina, attuale presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.)— gia? presidente della Lega Pro fino al mese di ottobre 2018“.
Ecco, la Lega Pro. È da qui che occorre partire per capire questa storia. Gravina ne era il presidente quando tutto è iniziato. Ed è in questa veste che lavora al bando per l’assegnazione dei diritti tv della vecchia Serie C. L’azienda prescelta per aggiudicarsi la partita è la Isg, una società che si occupa di piattaforme digitali.
Perché a prescindere dal come e dal perché Striano abbia focalizzato la sua attenzione su Gravina, c’è il cosa. Cosa ha trovato il finanziere della Dna digitando sulle banche dati il cognome del presidente della Federcalcio?
Qualcosa di sicuro. Così importante da mettere nero su bianco una nota: “Proposta di trasmissione alla Procura distrettuale di Roma del lavoro di approfondimento svolto dal Gruppo di lavoro SOS sul conto di Gabriele Gravina, attuale presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.)— gia? presidente della Lega Pro fino al mese di ottobre 2018“.
Ecco, la Lega Pro. È da qui che occorre partire per capire questa storia. Gravina ne era il presidente quando tutto è iniziato. Ed è in questa veste che lavora al bando per l’assegnazione dei diritti tv della vecchia Serie C. L’azienda prescelta per aggiudicarsi la partita è la Isg, una società che si occupa di piattaforme digitali.
Si continua a indagare su presunti favori fiscali riconosciuti dallo stato al PSG, visto il ritorno economico garantito dal più costoso trasferimento nella storia del calcio
Prosegue in Francia l’indagine sui presunti sconti fiscaliconcessi dallo Statonell’ambito dell’affare Neymar, concluso dal Paris Saint-Germain nell’estate del 2017 e che mantiene il primato di trasferimento più costoso della storia del calcio per via dell’esborso di 222 milioni di euro riconosciuto al Barcellona, proprietaria allora del cartellino del brasiliano.
Come riporta il portale francese Mediapart, lunedì 15 gennaio è stata effettuata una perquisizione presso il Ministero delle Finanze. Indiscrezione confermata quest’oggi. Gli agenti di polizia dell’Ufficio Centrale per la Lotta alla Corruzione e alla Frode Fiscale (Oclciff) della Direzione Nazionale della Polizia Giudiziaria sono entrati in diversi dipartimenti della direzione generale delle finanza pubbliche, tra cui l’ufficio del direttore generale occupato fino a poco tempo fa da Jerome Fournel, e oggi capo di gabinetto del ministro dell’Economia Bruno Le Maire.
Neymar PSG perquisizioni – La vicenda risalente al 2017 – Al centro delle indagini ci sarebbe un presunto intervento in favore del club parigino dell’ex vicepresidente dell’Assemblea nazionale, Hugues Renson, che avrebbe garantito dei vantaggi fiscali alla società guidata da Nasser Al-Khelaifi per riuscire a completare il tesseramento di Neymar. Infatti, dei 222 milioni di euro riconosciuti al Barcellona si prevedeva come il PSG avesse dovuto riconoscere una serie di tasse all’amministrazione fiscale francese e dell’Unione per la riscossione dei contributi di previdenza sociale e degli assegni familiari (Urssaf).
In un documento dell’indagine inviato lo scorso 21 novembre al gip, rivelato da Liberation e dall’agenzia di stampa francese AFP, l’IGPNsospetta che ci possa essere stato un intervento diretto di Renson. Sempre secondo questo documento, l’ex dirigente del PSG Jean-Martial Ribes «ha richiesto(…) inequivocabilmente (…) i servizi» di Hugues Renson, ex consigliere di Jacques Chirac all’Eliseo, con questi che avrebbe contattato i servizi del Ministero delle Finanze.
In merito alla vicenda, il presidente della Commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale, Eric Coquerel, ha chiesto di avere subito a sua disposizione tutta la documentazione fiscale del trasferimento che rimarrà nella storia del calcio e che continua a essere quello più costoso di sempre.
Il club inglese ha ricevuto una penalità di 10 punti a causa di perdite per 124,5 milioni di sterline rispetto ai 105 milioni massimi concessi dalle norme.
La Premier League ha comminato 10 punti di penalizzazione in classifica all’Everton per violazioni del Fair Play Finanziario inglese, con una perdita di circa 19,5 milioni di sterline (circa 22 milioni di euro) superiore a quanto permesso dalle regole. Lo ha annunciato la stessa lega, in un comunicato.
“Una Commissione indipendente ha imposto una deduzione immediata di 10 punti all’Everton FC per una violazione delle Regole di Redditività e Sostenibilità della Premier League (PSRs). La Premier League ha presentato un reclamo contro il Club e ha deferito il caso a una Commissione indipendente all’inizio di quest’anno”, si legge nella nota.
“Durante le udienze, il Club ha ammesso di essere in violazione delle PSRs per il periodo fino alla stagione 2021/22, ma l’entità della violazione è rimasta oggetto di disputa. Dopo un’udienza di cinque giorni il mese scorso, la Commissione ha stabilito che il calcolo delle PSR dell’Everton FC per il periodo in questione ha comportato una perdita di 124,5 milioni di sterline, come sostenuto dalla Premier League, superando la soglia consentita di 105 milioni secondo le PSRs. La Commissione ha concluso che dovrebbe essere inflitta una sanzione sportiva sotto forma di deduzione di 10 punti, con effetto immediato”, conclude la Lega.
L’Everton, quindi, passa dalla 14ª alla penultima posizione, con soli quattro punti. La nuova classifica in Premier League:
La federcalcio inglese vuole scoprire se il classe 2000 ha puntato su partite del Newcastle dal suo trasferimento in Inghilterra.
Sandro Tonali ha saltato la sua prima partita con il Newcastle dopo la squalifica settimana scorsa, contro il Wolverhampton, e potrà tornare in campo solamente fra 10 mesi.
Nel frattempo, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Athletic, la Football Association, la federcalcio inglese, ha aperto un’indagine sul calciatore ex Milan per verificare se abbia scommesso anche sulle partite del Newcastle dopo il suo trasferimento ai Magpies, costato 70 milioni di euro più bonus.
Tonali indagine FA scommesse – Le conseguenze in caso di altra squalifica – Infatti le indagini che hanno portato alla condanna da parte della Procura FIGC, che ha aggiunto anche otto mesi di pena sostitutiva alla squalifica, si è fermata sulle scommesse piazzate dal giocatore mentre era un tesserato prima del Milan, visto che l’indagine della Procura di Torino è iniziata nel 2022.
Ovviamente una condanna anche da parte della FA porterebbe una squalifica da sommare a quella già in atto per Tonali, che vedrebbe spostare in avanti il suo rientro in campo, con l’Europeo 2024 in Germania che non potrà essere disputato dal centrocampista classe 2000.
Sia Tonali che il Newcastle hanno avuto una serie di colloqui con gli esponenti della federazione, come confermato dal direttore sportivo del club, Dan Ashworth. Al momento, le indagini della FAsono solo alla fase iniziale, con delle novità che sono attese per i prossimi mesi, che Tonali vivrà lontano dai campi, infatti le indiscrezioni parlano di un Newcastle non intenzionato a permettere all’ex Milan di partecipare agli allenamenti con il resto della squadra, almeno per il momento, come invece fa Nicolò Fagiolo con la Juventus.
L’ex proprietà del club avrebbe riconosciuto pagamenti paralleli ad almeno sei società offshore e ora i Blues rischiano una sanzione, che va dall’ammenda fino alla penalizzazione in classifica.
L’indagine della Premier League sul Chelsea, che prende in esame gli anni della gestione di Roman Abramovich, si allarga e coinvolge anche i trasferimenti di Willian e Samuel Eto’o, avvenuti nell’agosto del 2013.
Entrambi i calciatori prevenivano dall’Anzhi Makhachkala, club russo fallito nel 2022, ma che in quegli anni rappresentava una vera e propria forza sul calciomercato internazionale, grazie alla potenza economica del magnate russo Sulejman Kerimov, che acquisisce il club nel 2011. Il nuovo proprietario si presenta con gli acquisti diRoberto Carlos, a febbraio 2011, che in estate viene seguito da Samuel Eto’o, prelevato dall’Inter per 25 milioni di euro. Nel febbraio 2013 ecco che arriva Willian dallo Shakhtar Donetsk per 35 milioni di euro, stabilendo così l’acquisto più oneroso per un club russo.
Chelsea indagine Premier League – Gli intrecci con l’Anzhi – Ma i giorni di gloria dell’Anzhi stanno per terminare e nell’estate 2013 si procede con la cessione dei calciatori con gli ingaggi più alti presenti in rosa, fra cui Eto’o e Willian. Ed ecco che qui entra in scena il Chelsea che preleva Willian per 35 milioni di euro, stessa cifra riconosciuta in inverno allo Shakhtar Donetsk, mentre Eto’o viene acquistato a parametro zero.
Le indagini della Premier League, su segnalazione degli attuali proprietari del club che hanno avuto accesso ai libri contabili una volta finalizzato l’affare, vertono sull’esistenza di pagamenti paralleli a quelli legati al calciomercato e che condurrebbero a particolari “enti russi” molto vicini al governo di Mosca e alla sfera di interesse di Abramovich. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti tutti i pagamenti fatti dal Chelsea dal 2012 al 2019 e che sarebbero finiti in società offshore segrete.
Questi pagamenti “nascosti” sarebbero stati individuati durante il periodo di due dilligence (dove la società interessata a comprare l’altra ha accesso a tutta la documentazione economico-finanziaria di quella in vendita). Per evitare penalizzazioni a posteriori, il consorzio guidato da Todd Boehly e Clearlake Capital, ha segnalato il tutto alla UEFA, alla Football Association e alla Premier League.
A riguardo lo stesso Chelsea ha emesso una nota ufficale: «Queste accuse sono precedenti all’attuale proprietà del club. Riguardano entità presumibilmente controllate dall’ex proprietario del club e non si riferiscono a nessun individuo che sia attualmente nel club. Il gruppo di proprietà del Chelsea FC ha completato l’acquisto del club il 30 maggio 2022. Durante un approfondito processo di due diligence prima del completamento dell’acquisto, il gruppo di proprietà è venuto a conoscenza di rendiconti finanziari potenzialmente incompleti riguardanti transazioni storiche durante la precedente proprietà del club. Immediatamente dopo il completamento dell’acquisto, la nuova proprietà ha segnalato in modo attivo tali questioni a tutte le autorità di regolamentazione del calcio applicabili. In conformità con i principi fondamentali del gruppo di proprietà del club di piena conformità e trasparenza, il club ha assistito in modo attivo le autorità di regolamentazione applicabili nelle loro indagini e continuerà a farlo».
Chelsea indagine Premier League – La multa della UEFA e le possibili sanzioni – Le indiscrezioni parlano di pagamenti riconosciuti ad almeno sei società offshore per cifre che sommate dovrebbero aggirarsi poco al di sotto dei 10 milioni di euro e che sarebbero state rendicontate negli anni come spese finanziarie del club. In alcuni casi dietro le società offshore ci sarebbero collegamenti con personaggi del mondo del calcio, ma in altri non è stato possibile stabilirne la proprietà.
Nonostante le eventuali violazioni siano state commesse dalla vecchia proprietà, il Chelsea potrebbe essere punito, sia con ammende che con penalizzazioni, dalla Premier League. Il Chelsea ha già concordato un accordo da 10 milioni di euro con la UEFA per le violazioni in materia di Fair Play Finanziario. Anche qui il periodo di tali violazioni, che concernano rendicontazioni finanziarie incomplete, riguardano la vecchia proprietà del club inglese.
Ma le indagini della UEFA si riferivano solamente al 2018 e al 2019, mentre l’orizzonte temporale sotto esame della Premier League è ben più dilatato e prende tutta la gestione Abramovich, fra cui i pagamenti riconosciuti al padre del difensore danese, ora al Barcellona, Andreas Christensen. La Premier League, infine, per avere un quadro completo della vicenda potrebbe chiamare a testimoniare l’ex presidente del Chelsea Bruce Buck e l’ex direttrice Marina Granovskaia, le due persone principali incaricate di gestire il club durante l’ultima parte della proprietà di Abramovich.
Il capitano della Roma contro le accuse di stalking: ‘Ho dato mandato ai miei legali’
“Ho dovuto sprecare tre minuti della mia giornata per leggere l’articolo pubblicato su un canale Instagram riportante notizie inventate sul mio conto“.
Così, con una nota sul suo profilo Instagram, il capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini, interviene smentire le accuse di stalking a una escort, avanzate dal sito di Fabrizio Corona.
“Non voglio invece sprecare più di 3 secondi per smentire delle ovvie sciocchezze. Ci penseranno i miei legali a cui ho già conferito mandato per tutelare gli interessi e soprattutto i valori miei e della mia famiglia – ha aggiunto Pellegrini – Ora ho cose più importanti a cui pensare, visto che a breve nascerà il mio terzo figlio. Mi auguro che le autorità competenti si attivino prontamente per tutelare persone per bene“.
Corona: “Pellegrini denunciato per stalking da una escort”. La replica: “Notizie inventate”
Secondo l’ex agente di paparazzi il centrocampista sarebbe stato denunciato da una 24enne quattro volte negli ultimi sei mesi. Lui: “Non spreco tempo, ci penseranno i miei legali”
Due verità contrapposte e una certezza: per il momento di penalmente rilevante non c’è nulla anche se un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Parma. Parliamo di quello che, sui social, è diventato il caso del giorno, ovvero le quattro denunce per stalking (a Roma, Parma e Avezzano) fatte da una escort rumena di 24 anni, A. G., nei confronti di Lorenzo Pellegrini, capitano della Roma. A rivelarlo è il sito di Fabrizio Corona, “Dillingernews.it”, secondo cui si tratterebbe di “una storia che dura da mesi“.
LE QUERELE – Nell’intervista “protetta” che le fa lo stesso Corona, la ragazza spiega: “L’ho frequentato da metà gennaio fino ai primi di luglio. Ha avuto il mio numero da qualcuno che mi conosce, un passaparola. Non si è presentato. Mi ha chiamato e ha preso appuntamento. L’ho ricevuto in un appartamento in zona Prati, uno di quelli che trovo su booking e affitto a giornate, a seconda di quanto sto a Roma”. A.G. aggiunge: “Non è un bravo ragazzo, ho fatto quattro querele”. Il sito spiega che a presentarle, in un periodo che va da aprile 2023 a oggi, è stato uno studio legale della Capitale a cui la ragazza si è rivolta per cercare di porre fine a quello che, secondo i denuncianti, sarebbe un comportamento che va ben oltre i limiti della legge. Nelle segnalazioni fatte alla polizia ci sarebbe anche la richiesta di approfondire eventuali altri reati che potrebbero essere riscontrati dagli inquirenti in fase di indagini.
CODICE ROSSO – Le denunce sono state tutte presentate con la richiesta di attivare il cosiddetto codice rosso. Si tratta del protocollo che consente indagini in casi particolarmente gravi di violenza tra i quali maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, con l’effetto che saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime . La smentita di Pellegrini è stata furiosa. “Ho dovuto sprecare tre minuti della mia giornata per leggere l’articolo pubblicato su un canale Instagram riportante notizie inventate sul mio conto. Non voglio invece sprecare più di tre secondi per smentire delle ovvie sciocchezze. Ci penseranno i miei legali a cui ho già conferito mandato per tutelare gli interessi e soprattutto i valori miei e della mia famiglia. Ora ho cose più importanti a cui pensare, visto che a breve nascerà il mio terzo figlio (forse in settimana, ndr). Mi auguro che le autorità competenti si attivino prontamente per tutelare persone perbene”.
Paura in Olanda. Nel finale della sfida tra Az Alkmaar e NEC Nijmegen, l’attaccante Bas Dost si è accasciato a terra a causa di un malore. Il centravanti olandese è crollato a terra ed è stato soccorso prima dagli avversari e poi dai compagni di squadra, che hanno chiamato l’intervento dello staff medito, intervenuto tempestivamente per evitare il peggio.
La partita è stata sospesa al 91′ con il risultato fermo sul 2-1 per gli ospiti e il calciatore è stato trasportato fuori dal campo.
Secondo gli ultimi aggiornamenti Dot sarebbe cosciente e avrebbe alzato le braccia già al momento dell’uscita dal terreno di gioco.
AZ Alkmaar – NEC Nijmegen maçında Bas Dost bir anda yere yığıldı, çevresi sarıldı.
Traduzione: Durante la partita AZ Alkmaar – NEC Nijmegen, Bas Dost è crollato improvvisamente a terra ed è stato circondato. Speriamo non succeda nulla di brutto.
L’Everton rischia una penalizzazione di 12 punti. Ancora più pesante sarebbe la sanzione nei confronti del City. Secondo l’ex Liverpool Carragher la squadra di Guardiola potrebbe finire fuori dai campionati professionistici
Il fair-play finanziario potrebbe provocare un vero e proprio terremoto in Premier League. Come spiegato dalle informazioni diffuse dal Telegraph, il campionato più seguito al mondo è pronto a usare il pugno duro nei confronti dei club rei di presunte infrazioni sul fpf. A essere poste sotto la lente d’ingrandimento sono le situazioni di Manchester Citye Everton, che potrebbero uscirne malissimo.
Secondo il tabloid, la Premier League ha raccomandato una punizione “estremamente severa, fino a un massimo di 12 punti. Una sanzione che li metterebbe a grave rischio di retrocessione“ per l’Everton. Il caso dei Toffees è attualmente all’esame di una commissione indipendente, la decisione è prevista entro la fine dell’anno. Il club, sedicesimo in campionato, ha registrato perdite finanziarie per304 milioni di sterline negli ultimi tre anni, ben oltre il limite di 105 milioni di sterline stabilito dalla Premier League.
Il caso – Se l’Everton è messo male – secondo quanto scritto dal Telegraph – il club “che può prepararsi a tremare” è il Manchester City, attuale campione della Premier League, che deve affrontare più di 115 accuse per violazione delle regole finanziarie, molte più di quelle di cui sarebbe accusata la squadra di Liverpool.
Le situazioni dei due club restano profondamente diverse, ecco perché. “I paragoni inevitabili – continua il Telegraph – e riflettono i sentimenti di molti nei consigli di amministrazione della Premier League. Ma quelli più vicini al processo affermano che tracciare parallelismi tra i due casi è inutile. Entrambi metteranno finalmente alla prova per la prima volta la forza delle regole di profitto e sostenibilità della massima serie inglese. Però i casi sono incomparabili per portata, semplicità e tempistica“.
“Entrambi i club negano di aver violato le regole del fair play finanziario, ma il caso dell’Everton, a differenza di quello del City, era quasi pronto per essere ascoltato quando le accuse sono state annunciate a marzo. Il periodo di valutazione per l’Everton è il triennio che termina nel 2021-22 e si riferisce a una questione fiscale relativa ai prestiti per il nuovo stadio del club a Bramley-Moore Dock“. Invece il caso del City si basa su oltre 100 presunte violazioni, su più cicli finanziari. Infrazioni che se fossero tutte provate, “costituirebbero i più grandi reati commessi da un club nella storia della competizione“.
Per questo motivo il verdetto per il City potrebbe arrivare tantissimo dopo quello sull’Everton, insomma. Addirittura si stanno ancora assemblando i team legali.”Tuttavia – conclude il Telegraph – nel chiedere all’Everton di affrontare una potenziale squalifica di 12 punti, sembra impensabile che la Premier League non abbia in mente qualcosa di ancora più grave per il City“.
La frecciata di Carragher – Del tema ha parlato su X anche Jamie Carragher, ex difensore del Liverpool e attuale opinionista tv, il quale stupito dalla possibile sanzione contro l’Everton, ha spiegato il proprio punto di vista sul club di Guardiola. “La Premier League vuole una penalità di 12 punti per l’Everton. Il Manchester City finirà per giocare nella National League North se la Premier League continua su questa linea! Incredibile il numero di storie che sono uscite sulla situazione dell’Everton, ma il Manchester City, che ha 114 accuse in più, è indagato da molto più tempo e tutto è stato molto più tranquillo” – ha concluso l’ex bandiera dei Reds.
Sandro Tonali – (Foto: OLI SCARFF/AFP via Getty Images)
Il club inglese sarebbe poco conciliante e pronto a rivalersi sulla società rossonera con una causa multimilionaria.
Ci sarebbe anche un atteggiamento poco conciliatorio da parte del Newcastle dietro il ritardo nel raggiungimento dell’accordo per il patteggiamento di Sandro Tonali sul caso scommesse. Lo scrive Il Corriere dello Sport, spiegando che i problemi non riguarderebbero solamente i mesi da limare o il tema delle pene alternative.
Stando al quotidiano, il club inglese avrebbe minacciato una causa multimilionaria nei confronti del Milan quando scatterà l’inibizione (certa) del centrocampista. Quel che è già certo è che a Tonali verrà sospeso lo stipendio da 8 milioni di euro a stagione già a partire dal primo giorno di stop, un modus operandi diverso rispetto a quello della Juventus con Fagioli (il giocatore però guadagna 1 milione).
Da parte sua, il club rossonero ha fatto sapere di non aver avuto contatti con la società controllata dal fondo PIF su questo tema. Il Milan, come già sottolineato nei giorni scorsi, non era a conoscenza di quanto emerso dall’inchiesta che sta portando avanti la Procura sul caso scommesse (che ha coinvolto anche i calciatori Fagioli e Zaniolo).
Tornando all’operazione di mercato, Tonali è stato ceduto questa estate per una cifra che dovrebbe aggirarsi sui 70 milioni di euro (in attesa dei dati ufficiali di bilancio). Un investimento che ha reso Tonali il calciatore con il maggiore valore di cessione della storia del club rossonero.
L’ex calciatore e “Le Iene”: “È come aver vinto la coppa dei campioni”
In merito alloscandalo sullescommesse nel calcio, l’ex giocatoreBeppe Signori ricorda a “Le Iene“ quando nel 2011 finì nell’occhio del ciclone con l’accusa di aver truccato una partita per ottenere guadagni illeciti. Per l’ex attaccante di Bologna, Lazio e della Nazionale scattò l’arresto e la radiazionedal mondo del pallone: “Ho sempre dichiarato che mi piaceva scommettere“, dice Signori che ha impiegato dieci anni per dimostrare la sua innocenza: “Dieci anni di vita buttati“. Il calciatore ricorda l’incontro con i faccendieri Massimo Erodiani e Antonio Bellavista: “Mi proposero di finanziare la partita truccata Atalanta-Piacenza e mi chiesero soldi per comprare alcuni giocatori ma io rifiutati“, dice l’ex bomber mostrando al programma di Italia 1 un foglietto scritto durante quell’incontro.
Tra i giocatori “comprati” Carlo Gervasoni, all’epoca del Piacenza, spiega le tecniche adottate sul campo per truccare il risultato e i compensi: “Per una partita di serie B 150mila euro, 400mila per una partita di Serie A”, raccontaGervasoniricordando il match truccato del 2011 Atalanta-Piacenza, finito 3 a 0 per gli orobici. Insieme a Beppe Signori nello scandalo scommesse furono coinvolti altri volti noti del calcio come Cristiano Doni, Stefano Bettarini, Antonio Conte e Stefano Mauri. Per Signori fu l’inizio di un “calvario giudiziario” per dimostrare la sua estraneità fino all’assoluzione nel marzo 2021 da parte del Tribunale di Modena perché “il fatto non sussiste“.
Il regolamento FIGC disciplina i casi in cui i tesserati, non solo i giocatori, sono autorizzati a piazzare scommesse, ovviamente sempre canali autorizzati dallo Stato.
In casa Juventus è scoppiato il caso Fagioli. Il centrocampista bianconero è al centro di un’indagine della Procura Federale, partita da quella ordinaria di Torino, per aver scommesso su eventi calcistici, come sarebbe stato confessato dallo stesso calciatore, su siti illegali, e per questo motivo finito sotto la lente di ingrandimento degli investigatori torinesi.
I calciatori possono scommettere, e come tutti lo devono fare su siti o in luoghi che hanno la licenza rilasciata dallo stato di appartenenza, ma il Codice di Giustizia Sportiva, che riguarda non solo i calciatori ma tutti i tesserati di una società, sottolinea che «l’ordinamento federale fa espresso divieto ai calciatori ed ai tesserati in genere di effettuare qualsiasi tipo di scommessa al fine di trarne profitto. Questo anche in una prospettiva di garanzia del regolare svolgimento delle gare e dei campionati».
Su cosa possono scommettere calciatori? Cosa dice l’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva – Al comma 1 dell’articolo 24 del Codice è specificato che «ai soggetti dell’ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore professionistico è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso i soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della FIGC, della FIFA e della UEFA».
La violazione del comma 1, si legge ancora nell’articolo, «comporta per i soggetti dell’ordinamento federale, per i dirigenti, per i soci e per i tesserati delle società la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a tre anni e dell’ammenda non inferiore ad euro 25.000,00».
Su cosa possono scommettere calciatori – Tutti i casi – Insomma, i calciatori che vogliono scommettere su eventi sportivi, devono stare lontani dagli eventi calcistici, se non vogliono incorrere in sanzioni che valgono in tutto il Mondo e non solo nel paese in cui al momento dell’infrazione stanno svolgendo la loro professione.
Il centrocampista bianconero nel mirino della Procura di Torino, se venisse accertata la violazione del codice sportivo rischierebbe tre anni di squalifica
Dopo la lunga notte di festa, il brusco risveglio. Sembra davvero non esserci pace per la Juventus. L’ennesima vicenda extra-campo che coinvolge il club bianconero riguarda Nicolò Fagioli. Il centrocampista bianconero classe 2001 è infatti indagato dalla Procura di Torino perché avrebbe scommesso su piattaforme illegali, cosa vietata dall’articolo 24 del Codice di giustizia sportiva che se fosse dimostrata potrebbe portare dal minimo dell’inibizione a una squalifica di tre anni o più (più una multa dai 25mila euro in su).
Il gioco d’azzardo non è un reato (è però proibito se le giocate sono piazzate presso allibratori non autorizzati dallo Stato italiano, ndr), ma l’articolo in questione esplicita il divieto “ai soggetti dell’ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore professionistico di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della Figc, della FIfa e della Uefa”.
L’indagine della Procura di Torino che fa capo al pubblico ministero Manuela Pedrotta, riporta La Stampa, va avanti ormai da mesi e del procedimento è a conoscenza anche la Procura della Figc, a cui la segnalazione è stata inviata dai legali dello stesso giocatore juventino lo scorso 30 agosto. Ora si tratterà di accertare se Fagioli abbia davvero scommesso e soprattutto su cosa e da queste risposte potrebbe anche dipendere il suo futuro da professionista.
L’ARTICOLO 24 – Comma 1 “Ai soggetti dell’ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore professionistico è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso i soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della FIGC, della FIFA e della UEFA“.
Comma 2 “Ai soggetti dell’ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore dilettantistico e al settore giovanile è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, presso i soggetti non autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della FIGC, della FIFA e della UEFA. Agli stessi è fatto, altresì, divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, presso soggetti autorizzati a riceverle relativamente a gare delle competizioni in cui militano le loro squadre“.
Comma 3 “La violazione del divieto di cui ai commi 1 e 2 comporta per i soggetti dell’ordinamento federale, per i dirigenti, per i soci e per i dirigenti delle società la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a tre anni e dell’ammenda non inferiore ad euro 25.000,00“
Caso Negreira: la relazione del giudice del tribunale numero 1 del capoluogo catalano, Joaquín Aguirre, preoccupa il club blaugrana
Tuttosport: 29 settembre 2023
BARCELLONA :
Ha ragione Xavi Hernandez quando assicura, scocciato, che «la prossima settimana ci sarà un’altra notizia sul casoNegreira, tra 15 giorni un’altra e tra un mese e mezzo un’altra ancora». Tuttavia, invece di normalizzare una situazione che di normale e corrente non ha nulla, il tecnico del Barcellona farebbe meglio a cominciare a preoccuparsi. E già, perché ogni notizia che arriva da quel fronte è peggiore rispetto a quella precedente: «No, non ho riflettuto sulle ragioni che hanno portato il Barça a fare quei pagamenti. Ho poco tempo e devo occuparmi di come migliorare la squadra e non di riflettere su questi temi». Ribobinando velocemente per i più distratti, «quei pagamenti» e «questi temi» riguardano i 7,5 milioni di euro pagati tra il 2001 e il 2017 dal Barcellona all’allora numero due del Comitato tecnico arbitrale spagnolo (Cta), José María Enríquez Negreira.
L’affaire è tornato di stretta, strettissima, attualitàperché il giudice del tribunale numero 1 di Barcellona, Joaquín Aguirre, lette le carte, ha deciso di imputare il Barça per corruzione: «Per deduzione logica – si legge nella sua relazione – i pagamenti realizzati dal Barcellona soddisfacevano gli interessi del club considerata la durata e l’incremento annuale. Il delitto di corruzione si è consumato una volta realizzato il pagamento, a prescindere da se verrà dimostrata o meno la corruzione sistemica dell’arbitraggio spagnolo». Un punto quest’ultimo sul quale si giocherà la partita in aula.
Pagina 2 | Barcellona trema: “corrotti arbitri per 17 anni”. E la Uefa di Ceferin…
Caso Negreira: la relazione del giudice del tribunale numero 1 del capoluogo catalano, Joaquín Aguirre, preoccupa il club blaugrana
Barcellona, il giudice Aguirre non ha dubbi – Dalla sua il giudice Aguirrenon ha dubbi: «Questi pagamenti hanno generato gli effetti arbitrali desiderati dal Barcellona e, quindi, deve per forza esserci stata una disuguaglianza nel trattamento rispetto alle altre squadre e la conseguente corruzione sistemica di tutto il collettivo arbitrale spagnolo». La convinzione è tanta e tale che, sempre ieri mattina, la Guardia Civil ha perquisito la sede del Cta. A indurre il giudice a questa conclusione c’è anche il fatto che quando Negreira ha concluso il proprio lunghissimo mandato di numero due degli arbitri spagnoli, il Barça ha rinunciato ai suoi servizi, provocando la sua furiosa reazione: «Inviò una lettera intimidatoria all’ex presidente del Barcellona, Josep Maria Bartomeu, dicendogli che se non avessero continuato a pagarlo avrebbe rivelato tutta una serie di illeciti che avrebbero potuto danneggiare gravemente il club. Una lettera dalla quale si capisce che Negreira era a conoscenza del fatto che si erano verificati degli illeciti a favore del Barça».
E mentre Xavi si è fatto vedere scocciato, come se la cosa non lo riguardasse, fonti interne al club hanno assicurato che il presidente Joan Laporta è «tranquillo» e che quello delineato dal giudice era «uno scenario al quale i nostri legali si stavano già preparando». E la verità è che il Barça deve essere pronta a ingaggiare una battaglia su più fronti, perché potrebbe tornare in scena anche la Uefa che lo scorso 27 luglio aveva ammesso il Barcellona in ChampionsLeague in maniera «provvisoria» riservandosi il diritto di «confermare o cambiare» la propria decisione alla luce delle novità giudiziarie. E quelle arrivate sono tutt’altro che positive per i catalani. Detto questo, il massimo organismo del calcio continentale difficilmente farà la propria irruzione in scena prima della sentenza definitiva.
Oltre al club catalano, denunciato anche Negreira, ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri (CTA)
La Procura spagnola ha denunciato il Barcellona per presunta corruzione nei pagamenti a José María Enríquez Negreira, ex vicepresidente del CTA (Comitato Tecnico degli Arbitri). La denuncia è diretta anche allo stesso Negreira, agli ex presidenti blaugrana Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu e agli ex dirigenti del club Óscar Grau e Albert Soler. La Procura ha denunciato i presunti reati di corruzione tra privati in ambito sportivo, di falso in atti e di scorretta amministrazione.
La denuncia della procura spagnola – “Attraverso i presidenti Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu, il Barça ha raggiunto e mantenuto un accordo verbale strettamente confidenziale con il denunciato Enríquez Negreira, affinché, nella sua qualità di vicepresidente del CTA e in cambio di denaro, compisse azioni tendenti favorire il Barcellona nel processo decisionale degli arbitri nelle partite giocate dal club, e quindi nei risultati delle competizioni”, si legge nella denuncia. “Arbitri la cui designazione per ogni partita delle competizioni ufficiali spagnole a livello statale e professionale viene effettuata nel all’interno del CTA, l’organo preposto, inoltre, alle valutazioni per le promozioni e le retrocessioni degli arbitri, nonché alla proposta di candidati ad arbitri internazionali”.
È stato un post-partita infuocato quello di Juventus–Bologna. La sfida, valida per la 2ª giornata di Serie A, è terminata 1-1, con Vlahovic che ha risposto al vantaggio di Ferguson, ma a suscitare polemiche è stato soprattutto l’episodio che ha visto per protagonisti Ndoye e Iling Jr.
È il secondo tempo e il Bologna conduce ancora per 1-0. La Juve attacca a testa bassa, rinvigorita dai cambi di Allegri, ma gli uomini di Thiago Motta riescono a rendersi pericolosi con le ripartenze. Ed è proprio da un contropiede che scaturisce il tanto controverso contatto in area piccola tra Ndoye e Iling Jr. L’esterno dei rossoblù stava per insaccare in rete il pallone del 2-0, ma il giovane bianconero lo ostacola: il Bologna chiede rigore ed espulsione per chiara azione da gol, ma Marco Di Bello lascia giocare.
Poco più tardi arriva il pareggio di Vlahovic, su assist proprio di Iling, ma la furia dei felsinei si è protratta anche dopo il triplice fischio, quando l’amministratore delegato Claudio Fenucciha apertamente criticato la decisione dell’arbitro, reo di non aver nemmeno consultato il VAR.
L’edizione odierna de La Repubblica riporta uno stralcio della conversazione tra Di Bello e la sala VAR in cui il direttore di gara pugliese dichiara: “Ho visto bene io, sono caduti assieme“. L’interpretazione non è piaciuta al designatore Gianluca Rocchi, che secondo La Gazzetta dello Sport sta pensando di sospenderlo.
l’ad Claudio Fenucci – Serie A / Alessandro Sabattini/GettyImages
L’attacco di Fenucci e il silenzio di Thiago Motta: polemica dopo Juve-Bologna
L’attacco di Fenucci e il silenzio di Thiago Motta: polemica dopo Juve-Bologna
C’è stato un episodio inJuventus-Bologna, terminata 1-1, che ha incendiato il postpartita. I felsinei conducono 1-0, stanno resistendo agli attacchi bianconeri cresciuti d’intensità e pericolosità nella seconda frazione. A 20 dal termine Ferguson accelera e imbuca per Zirkzee, l’esterno olandese da posizione defilata incrocia potente, Perin non la tiene e Ndoye si avventa sulla ribattuta, ma viene ostacolato in maniera evidente da Iling Jr, che gli impedisce il tap-in a porta vuota.
Proteste furiose dalla panchina rossoblu. Un’espulsione per un collaboratore di Thiago Motta e il giallo per l’allenatore. Nonostante l’evidente errore, Di Bellonon viene richiamato al Varper assegnare il calcio di rigore agli ospiti e l’automatico cartellino rosso all’esterno inglese. Il Bologna, trasformato il rigore, sarebbe andato sul doppio vantaggio a poco dal termine, concludendo la gara con un uomo in più.
Il primo a parlare ai microfoni di Dazn per sottolineare quanto successo è stato l’AD rossoblu Claudio Fenucci.
Sull’episodio del calcio di rigore:“Faccio l’amministratore deegato delle squadre di calcio da 25 anni e penso non mi abbiate visto spesso ai microfoni a parlare di arbitri. Però questa è l’occasione perché faccio i complimenti alla mia squadra che ha disputato partita di grande livello, e un errore arbitrale clamoroso ha tolto una vittoria che ormai era certa in quel momento, visto che c’era rigore e anche espulsione. Quindi sono qui per difendere il lavoro dell’allenatore, dei ragazzi e anche il rispetto di una tifoseria che si è vista togliere una vittoria che non è banale. Non è banale venire allo Juventus Stadium e vincere la partita. Mi dispiace molto, non è una cosa frequente però credo che i rapporti tra il var e il campo vadano migliorati perché questi epoisodi sono allucinanti. È impensabile che un giocatore falciato davanti al portiere non determini calcio di rigore ed esplusione. Qui per fare i complicmenti a Thiago Motta, ai ragazzi e sottolineare come un errore nell’era della tecnologia sia insopportabile e ha tolto una vittoria certa alla nostra squadra”.
Sull’amarezza:“Stiamo lavorando da anni sulla tecnologia. Ricordo che sono stato uno di quelli che ha chiesto l’anticipazione dell’ingresso del Var dopo un errore a Genova. Nonostante gli anni, il lavoro e l’applicazione, ancora non riusciamo a capire come su episodi come questi non si riesca a intervenire. È veramente una follia, quindi un monito a continuare a lavorare a migliorare”.
Lasciata la parola al tecnico Thiago Motta, l’ex Nazionale italiano ha preferito non commentare l’episodio, rispondendo alle domande sulla questione con un silenzio molto eloquente.
Bruce Mwape, Ct della nazionale femminile dello Zambia
L’allenatore dello Zambia, Bruce Mwape, è accusato di molestie sessuali nei confronti delle calciatrici. La Fifa ha aperto un’inchiesta
Il Mondiale femminile non smette di stupire. Non solo per ciò che riguarda i risultati, ma per le vicende extra-campo. É il caso dello Zambia che, alla sua prima volta in Coppa del Mondo, è finita sotto i riflettori, non per meriti sportivi. Di fatto, il ct Bruce Mwape è stato accusato di abusi sessuali nei confronti delle sue calciatrici. L’allenatore, non nuovo a questo tipo di situazioni, non sarebbe a rischio sulla panchina dello Zambia. Al contrario, la federcalcio zambiana ha riconfermato il ct alla guida della nazionale. E il motivo è facilmente intuibile, di fatto, l’allenatore, arrivato sulla panchina dello squadra nel 2018, quest’anno ha trascinato la nazionale al primo Mondiale della sua storia.
Comunque la Fifa ha aperto un fascicolo su Bruce Mwape, il tecnico è accusato di aver palpato il seno di una delle sue giocatrici lo scorso 29 luglio, durante un allenamento a due giorni dalla sfida poi vinta per 3-1 sul Costa Rica.
Accuse di un certo spessore che, però, non avrebbero intaccato la posizione in panchina di Bruce Mwape, riconfermato anche dopo il gong finale di questa edizione di Coppa del Mondo. Lo Zambia, intanto, è tornato a casa e dalla Federazione (FAZ)si dicono sorpresi perchè nessuna giocatrice ha denunciato il fatto che non emerge nemmeno dai filmati, visto che tutte le sessioni di allenamento sono state riprese sia dai media della stessa FAZ che da una troupe Fifa. Ad ogni mondo, precisano i vertici federali, “non esiteremo ad adottare misure disciplinari e ad agire su qualsiasi condotta impropria una volta ricevuta una denuncia ufficiale o quando ci saranno presentate le prove relative a un presunto incidente“. La Fifa comunque ha ricevuto un reclamo e prende molto sul serio qualsiasi accusa estremamente seria di condotta impropria, fanno sapere da Zurigo.
Standard Ethics ha abbassato il Corporate Standard Ethics Rating (SER) della Juventus portandolo a “E” dal precedente “E+”.
Standard Ethicsha abbassato il Corporate Standard Ethics Rating (SER) della Juventus portandolo a “E” dal precedente “E+”. Lo ha annunciato l’agenzia di rating, spiegando che il Corporate SER era “Sotto Monitoraggio”. Il primo Corporate SER assegnato alla Società risale al 2021 e va ricordato che la Juventus è una costituente dello SE European Football Index.
«Juventus Football Club S.p.A. è una società di calcio professionistica impegnata nella massima divisione italiana. Riceve proventi principalmente da diritti televisivi e media, sponsorizzazioni, eventi, negozi retail e online. Juventus, tra le poche società calcistiche europee con una adeguata rendicontazione extra-finanziaria che copre i temi ESG (Environmental, Social, Governance), è anche una delle prime ad aver affrontato in modo strutturato il tema della Sostenibilità», si legge nella nota
«In questi ultimi anni, così come altre società di Serie A, ha però affrontato controversie che hanno visto coinvolte sia la giustizia sportiva sia la magistratura ordinaria. Appare quindi evidente come possa essere utile migliorare alcuni processi decisionali, continuare a potenziare l’indipendenza del consiglio di amministrazione e la struttura dei controlli. Gli analisti ritengono prudenziale, nell’attesa di possibili miglioramenti, una riduzione del rating», conclude Standard Ethics.
Il precedente rating del club bianconero era E, già inserito nella fascia “non pienamente sostenibile”. Lo stesso è passato ora da “low” a “very low”. Qualora il giudizio dovesse scendere nuovamente, il rating passerebbe nella fascia “non sostenibile”. Come sottolinea Standard Ethics, «qualsiasi rating pari o superiore a “EE-“ indica una buona conformità»
La società di calcio pisana avrebbe truccato una partita facendo retrocedere immeritatamente la Floria Grassina Belmonte
Quattro anni di squalifica a un allenatore e a tre calciatori minorenni, un anno a un altro di loro, ma della squadra avversaria. Il tutto per una combine, cosa che purtroppo a volte nel calcio accade, ma ciò che fa più rumore in questa vicenda, accaduta in Toscana, è che questa volta la partita ‘truccata‘ era una del campionato Giovanissimi regionale toscano Under 15, nello specifico quella tra Montignoso e Zambra, quest’ultimo club di Cascina, in provincia di Pisa.
Le pene – Tutto era nato da un esposto di un terzo club, il Floria Grassina Belmonte, che si era ritenuto danneggiato dalla vittoria, a suo dire sospetta, del Montignoso. Così ora, dopo l’iniziale proscioglimento da parte del tribunale territoriale della Toscana, sono arrivate le sentenze della Corte federale d’appello a sezioni unite, che ha squalificato per 4 anniFederico Viviani (all’epoca dei fatti allenatore dello Zambra), e tre calciatori quindicenni della stessa società e per un anno uncalciatore del Montignoso.
«Siamo sconvolti» – «Siamo sconvolti per una sentenza che ha ribaltato il nostro proscioglimento in primo grado – commenta, respingendo ogni accusa, Cristiano Cavallini, direttore generale dell’Asd Zambra -. I ragazzi sono innocenti e ci batteremo per difenderli fino a che sarà possibile. Non sappiamo neppure perché la procura federale abbia voluto continuare ad accusarci nonostante il proscioglimento in primo grado – racconta Cavallini – visto che ha sostenuto solo la sua tesi accusatoria in seguito alla segnalazione della società di calcio che si ritiene danneggiata dalla condotta dei nostri atleti in quella partita con il Montignoso, che invece è stata una partita normalissima. Ora aspettiamo le motivazioni della sentenza e poi presenteremo ricorso al Coni, perché siamo convinti della nostra innocenza e che i nostri siano ragazzi estremamente puliti, che da ieri sono distrutti e non fanno altro che piangere».
«Giovani disperati» – Il dirigente sportivo parla di giovani disperati e di famiglie sconvolte «per una sentenza tanto assurda quanto sbagliata, visto che non ci aspettavamo neppure che la procura federale continuasse a procedere contro di noi: ci batteremo fino in fondo per dimostrare la nostra onestà, ma se questo è il mondo del calcio siamo pronti ad abbandonarlo».
L’episodio – Infine, Cavallini ricorda l’episodio clou della presunta combine: «Un fallo da rigore commesso da un nostro giocatore che anche l’arbitro quando è stato interrogato, e cito testimonianze agli atti dell’inchiesta federale, aveva giudicato un normale fallo di gioco senza ravvisare nessuna condotta anomala. Nel finale di quella partita, che abbiamo perso, abbiamo anche fatto di tutto per pareggiarla. Altro che combine, è stata una partita vera».
Trema il Manchester City per un nuovo procedimento aperto in Svizzera: lunedì l’udienza e il club inglese trema
Il Manchester City trema dopo la vittoria della Champions League. Il triplete non ha cancellato i guai extra-campo della società inglese, alle prese con un’inchiesta avviata dalla Premier League e non solo.
Stando a quanto riportato da ‘TuttoSport’, la proprietà della società britannica ha ricevuto la comunicazione di un procedimento giudiziario. Tutto nasce dal Tribunale Penale Federale di Bellinzona dove lunedì si terrà un’udienza che riguarda proprio i proprietari del club. In particolare, lo scandalo è relativo ai rapporti tra Aabar Investment PJS e 1MDB (Malaysia Development Berhad di Kuala Lumpur). La prima è la compagnia che finanzia il Manchester City e che ha come patron lo sceicco Mansour bin Zayed bin Sultan Al Nahyan, ovvero il proprietario dei Citizens.
In questo intreccio si inserisce anche IPIC, che controlla proprio Aabar e che ha al vertice lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, fratello di Mansour.
Manchester City nel mirino della giustizia: cosa può succede – Una situazione particolare in cui ballano risorse finanziarie per oltre 3,5 miliardi di dollari e che va ad aggiungersi alle problematiche interne con le oltre 100 presunte violazioni di cui è accusata in Premier League.
Una situazione da tenere d’occhio e che potrebbe rovinare l’anno magico del Manchester City. Proprio a tal riguardo ha parlato Ilario Di Giovambattista su ‘Radio Radio’: “Vediamo come se la cava il Manchester City… va a finire che gli tolgono la Champions e – ha aggiunto scherzando – richiamano Inzaghi per rifare la premiazione con l’Inter“.
Ipotesi che, ovviamente, non è sul tavolo, ma intanto al Manchester City dopo i trionfi non vivono giorni tranquilli.
Cosa rischia il Manchester City per le violazioni del fair play finanziario in Premier League
La Premier League, a inizio anno, ha aperto un procedimento sui conti del Manchester City dal 2009/10 al 2017/18, riguardo alle sponsorizzazioni e al fair play finanziario.
Sul campo, una finale di Champions League. Fuori, l’attesa per ciò che verrà giudicato dalla Premier League. Il Manchester City che cerca a Istanbul il suo primo titolo di Campione d’Europa nella finale con l’Inter è da tempo nel mirino della giustizia sportiva inglese per una serie di presunte violazioni delle norme sul fair play finanziario.
Quello locale, però, non quello della UEFA: lì c’è già stato un procedimento e si è chiuso con l’ultima parola del TAS di Losanna, che nel 2020 ha annullato l’iniziale squalifica di due anni dalle competizioni continentali, comminando una multa da 10 milioni di euro e riammettendo gli uomini di Pep Guardiola in Champions League. Ma se dall’inchiesta della Premier League dovesse emergere altro, potrebbero esserci ripercussioni in ambito europeo?
Le accuse di cui deve rispondere il Manchester City – Non si conosce il numero esatto delle violazioni riscontrate dagli inquirenti (i media inglesi indicano oltre 100 presunti illeciti), ma quel che è certo è che la Premier League intende far luce sui conti del Manchester City dalla stagione 2009/10 alla stagione 2017/18, chiedendo inoltre al club di collaborare “con la più assoluta buona fede“, fornendo i documenti relativi alle successive cinque stagioni sportive, inclusa quella attualmente in corso.
Si tratta, in sostanza, dello stesso lasso di tempo già analizzato in sede continentale, quando la UEFA – partendo dai leaks di Football Leaks – avviò un’indagine sul fair value delle sponsorizzazioni con Etihad ed Etisalat. Per la Camera Giudicante del Club Financial Control Body della UEFA, gli accordi non rispettavano le norme sul fair play finanziario. Per il Manchester City, che contesta la regolarità con cui sono stati ottenuti i documenti per l’accusa, non c’è alcuna violazione. Il TAS di Losanna ha dato ragione al club inglese, revocando la squalifica dalle competizioni continentali (pur riconoscendo la mancata collaborazione con gli inquirenti).
Si alludeva alle scommesse: «Sai, con un mio amico ogni tanto faccio la bolletta scommettendo sulle ammonizioni. Sentiamoci su Telegram». L’arbitro denuncia: squalificato Defina responsabile dei fisioterapisti dell’associazione dei fischietti
Un messaggio inviato ad Antonio Rapuano, arbitro di serie A, a pochi minuti dalla partita Inter-Empoli, è costato caro a Claudio Defina, responsabile dei fisioterapisti dell’Aia, l’associazione nazionale dei fischietti: è stato squalificato per un anno. «Sai, con un mio amico ogni tanto faccio la bolletta scommettendo sulle ammonizioni degli arbitri. Sentiamoci su Telegram»: questo l’ambiguo testo che ha portato lo stesso Rapuano a denunciare subito il fatto al designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che ha sua volta ha denunciato l’accaduto alla Procura federale facendo scattare prima il deferimento e poi la squalifica.
Il Tribunale Federale Nazionale ha emesso il suo verdetto su Dafina, con la ricostruzione dell’accaduto: Delfina è stato deferito il 9 marzo 2023 «per aver, nel pomeriggio del giorno 23 gennaio 2023 alla vigilia della gara Inter vs Empoli in programma alle ore 20.45 della stessa giornata e per la direzione arbitrale della quale era stato designato l’AE sig. Antonio Rapuano, contattato quest’ultimo associato AIA sulla propria utenza telefonica mobile, anche attraverso le piattaforme di messaggistica istantanea WhatsApp e Telegram, rappresentando allo stesso di fare ogni tanto con un amico (ovvero di scommettere di tanto in tanto sul numero complessivo di ammonizioni comminate durante una determinata gara), dando in tal modo a far intendere al proprio interlocutore di voler conoscere anticipatamente il numero di ammonizioni che lo stesso avrebbe comminato durante lo svolgimento della gara che in serata avrebbe dovuto dirigere (pensando evidentemente di riuscire in tal modo ad assumere informazioni utili al fine di poter giocare una “bolletta” vincente sull’evento sportivo che di lì a qualche ora si sarebbe svolto». Per Dafina è arrivata la squalifica di un anno.
La reazione di Rapuano al messaggio è stata immediata: «Non appena udite le parole del Defina provvedeva immediatamente a rispondere a questi con tono stizzito ‘che c…. stai dicendo‘ interrompendo la conversazione, bloccando in entrata il numero di telefono del Defina stesso e avvisando da subito dell’occorso, tanto, il Responsabile CAN AB G. Rocchi, quanto, l’AE D. Orsato quale Rappresentante degli Arbitri in attività».
Defina ha chiesto di essere ascoltato in Procurae ha provato a chiarire la sua posizione: «La mia idea era di valutare la possibilità di realizzare una app per creare probabilità nelle scommesse per il mondo degli arbitri, in particolare per quanto riguarda le ammonizioni. Quindi contattavo Rapuano e gli comunicavo via whatsapp di poterci sentire su Telegram solo perché sapendo che si parlava di scommesse per evitare fraintendimenti ritenevo che fosse meglio per lui sentirsi su una chat più sicura ma il fine era esclusivamente di chiedere se esisteva un sito affidabile per poter acquisire numeri e statistiche relative alle ammonizioni degli arbitri, purtroppo non sono riuscito a spiegare questo concetto».
La Procura Federale non ha ritenuto idonee le giustificazioni di Defina, e lo ha deferito: «La tesi giustificativa offerta dal sig. Defina — si legge nel comunicato — non ha alcuna credibilità alla luce della circostanza che il medesimo aveva chiesto, via whatsapp, all’AE sig. Rapuano di utilizzare Telegram».
La rabbia del tecnico della Juventus nel sottopassaggio di San Siro. Poi ai suoi giocatori: “Dobbiamo arrivare davanti a loro in campionato, non dobbiamo mandarli in Champions”
La quiete prima della tempesta. Massimiliano Allegri è arrivato in conferenza stampa spento e anche un po’ abbacchiato, forse perché il meglio lo aveva dato a caldo, subito dopo il fischio finale. In fondo non c’è Inter-Juve senza polemiche, urla e litigi e anche stavolta qualcosa è successo, sebbene a differenza dell’ultima volta non in campo, ma lontano dalle telecamere e dagli occhi degli spettatori. E il più scatenato pare sia stato l’allenatore bianconero, che a quanto pare non vive un momento di particolare serenità, visto che già domenica sera dopo la partita contro il Napoli era stato beccato in un video in cui diceva “Ammazza, avete vinto uno scudetto”, in maniera ironica. In più c’era stato il brutto episodio del vice Landucci, squalificato per aver detto a Spalletti “pelato di m…” e “ti mangio il cuore”.
LO SFOGO DI MAX – Tutto è successo, come spesso capita, nel sottopassaggio. Non si sa che cosa abbia scatenato la furia del tecnico, che evidentemente era molto più nervoso di quanto ha fatto vedere in tv e in conferenza stampa. Rientrando negli spogliatoi se l’è presa prima con il dirigente dell’Inter Dario Baccin, con cui c’erano stati degli screzi anche all’andata. Baccin era stato multato perché era sceso in campo a fine partita, nei momenti concitati della doppia espulsione di Handanovic e Lukaku. Sono volate parole grosse, chi era nei paraggi ha raccontato che Allegri ha inveito un po’ contro tutti, se l’è presa perfino con Beppe Marotta, con cui ha lavorato alla Juventus e con cui ha sempre avuto un rapporto splendido (il dirigente provò a portarlo all’Inter prima che Max firmasse di nuovo con la Juventus), fino ad arrivare alla squadra, con offese anche piuttosto pesanti.
NON MANDIAMOLI IN CHAMPIONS – “Siete delle m…, ma tanto arrivate sesti”. Così si sarebbe sfogato il tecnico, che poi entrando nel suo spogliatoio avrebbe continuato con i suoi. Prima rimproverandoli con parole molto dure per la brutta prestazione e per la sconfitta, poi tornando all’Inter: “Dobbiamo arrivare davanti a loro in campionato, non dobbiamo mandarli in Champions”. Chissà se qualcuno degli ispettori federali ha sentito e se qualcosa di tutto questo finirà sul referto arbitrale. Lo scopriremo solo tra qualche giorno. Di sicuro non c’è Inter-Juve che si rispetti senza liti e polemiche. E anche stavolta qualcosa è successo, sebbene lontano dalle tv.
Juventus, Allegri si sfoga contro l’Inter: “Siete delle m…., tanto arrivate sesti”
I problemi in attacco sono solo la punta dell’iceberg delle difficoltà bianconere. Crisi di gioco e di risultati, ma anche nervi a fior di pelle per Allegri. Un fattore emerso già negli scorsi match, dalla semifinale di andata con l’Inter fino allo scontro con il Napoli di domenica scorsa. Se con i partenopei era stato sarcastico (“ammazza, avete vinto uno scudetto“, aveva sibilato), ma non offensivo come il suo vice Landucci (“pelato di m…, ti mangio il cuore“, disse rivolto a Spalletti), ieri sera nella pancia di San Siro l’allenatore ha perso nuovamente la calma.
Dopo aver discusso animatamente con Baccin (“ci sono i livelli anche tra i dirigenti” disse nella conferenza stampa successiva alla semifinale d’andata rivolto al dirigente nerazzurro), secondo le ricostruzioni di chi era presente nel tunnel che porta agli spogliatoi ha attaccato i nerazzurri: “Siete delle m…, ma tanto arrivate sesti”. Chiedendo poi alla squadra di arrivare davanti all’Inter in campionato per non farli andare in Champions. La serenità è ormai un lontano ricordo.