E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
03 marzo 2026
| Gli italiani bloccati nei paesi del Golfo sono ancora parecchi |
| In migliaia hanno chiesto aiuto al ministero degli Esteri, che ha organizzato diversi voli in partenza dall’Oman e dagli Emirati Arabi Uniti |

È atterrato alle 19:25 a Milano Malpensa il volo che ha riportato in Italia i circa duecento studenti liceali che erano rimasti bloccati a Dubai, dopo l’inizio della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Lunedì sono rientrati a Roma con un volo charter altri 127 cittadini italiani, tra cui la moglie e i figli del ministro della Difesa Guido Crosetto, ma sono ancora parecchi gli italiani bloccati nei paesi del Golfo che hanno chiesto aiuto al governo per poter tornare in Italia.
Il ministero degli Esteri ha detto di aver istituito una “task force” nei giorni scorsi per gestire le richieste di assistenza (task force è un termine usato spesso dalla politica per definire un semplice gruppo di esperti a cui viene affidato un compito: ne fu istituita una anche quando l’Iran attaccò Israele nell’ottobre del 2024). Tra le altre cose sono state aumentate le linee telefoniche di emergenza, che fino a martedì mattina avevano già ricevuto più di diecimila chiamate, stando a numeri forniti dall’unità di crisi.
Per i prossimi giorni sono stati organizzati alcuni voli per i cittadini italiani: oltre a quello con gli studenti nella notte tra martedì e mercoledì ne sono previsti altri due in partenza da Muscat, in Oman, e diretti a Roma con 300 persone, e poi due nel primo pomeriggio da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, diretti uno a Milano e l’altro a Roma. Un altro volo è in programma mercoledì, sempre da Muscat, non si sa ancora con quanti passeggeri.
L’unità di crisi dice che la situazione è in continua evoluzione, e quindi non è facile ora sapere con esattezza quanti sono gli italiani che si trovavano nei paesi del Golfo in viaggio o per lavoro e che hanno chiesto aiuto per tornare. Secondo una ricognizione dell’unità di crisi aggiornata a lunedì mattina, nei paesi del Golfo attaccati dall’Iran gli italiani sono più di 44mila, di cui circa 30mila sono iscritti all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero). Non è detto però che tutti i 14mila restanti siano turisti o persone in viaggio per lavoro, perché alcuni potrebbero essere residenti non iscritti all’AIRE.
Tra sabato e lunedì comunque quasi undicimila italiani hanno segnalato la loro presenza alla Farnesina nei paesi del Golfo e hanno chiesto aiuto per andarsene, fa sapere l’unità di crisi. Stando a dati aggiornati a martedì mattina, l’unità di crisi stima che nella regione ci siano 9.030 turisti, di cui la gran parte (6.980) negli Emirati Arabi Uniti e poi in Oman (1.100), Qatar (841) e Bahrein (109).
Complessivamente alla Farnesina risulta che gli italiani in Medio Oriente siano più di 81mila. Trentamila sono negli Emirati Arabi Uniti e quasi 21mila in Israele: in entrambi i paesi, circa due terzi degli italiani risultano iscritti all’AIRE. La maggior parte delle richieste di tornare in Italia, 7.815, fatte tra sabato e lunedì è arrivata dagli Emirati Arabi Uniti, che sono tra i paesi del Golfo colpiti dai missili e dai droni che l’Iran sta continuando a lanciare in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani.
A Dubai c’erano circa duecento studenti, soprattutto minorenni e provenienti da varie città italiane, che stavano partecipando a un progetto di simulazione del lavoro diplomatico organizzato dall’associazione World Students Connection. Il presidente dell’associazione, Giuseppe Cataldo, ha spiegato a Repubblica che quando sono cominciati i lanci iraniani di missili e droni il gruppo era distribuito in due hotel diversi e solo in un secondo momento sono riusciti a riunire tutti in un’unica struttura. Cataldo ha detto che il governo degli Emirati si è fatto carico delle spese e che il trasferimento ad Abu Dhabi era previsto a bordo di alcuni autobus.
La Farnesina ha fatto sapere di avere organizzato anche altri trasferimenti in autobus dagli Emirati in Oman, aggiungendo che alcuni sono già in corso. Ne sta organizzando altri da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita. Le istruzioni sono state inviate a chi si è registrato sull’applicazione “Viaggiare Sicuri” o ha segnalato la sua presenza in un paese della zona sul sito ufficiale del ministero. Sempre su “Viaggiare Sicuri”, le pagine relative a ciascun paese vengono aggiornate con le indicazioni da seguire per questioni di sicurezza, e anche con le informazioni su come spostarsi e sui trasferimenti organizzati dal governo italiano.
Al porto di Dubai sono ancora bloccati anche i 573 italiani che erano in crociera sulla nave Euribia della compagnia Msc. All’ANSA hanno spiegato che non hanno ancora informazioni su quando potranno tornare in Italia e che per il momento la nave resta ormeggiata dov’è.
Nel frattempo alcune compagnie aeree, come Etihad, stanno riattivando alcuni voli e altre come Emirates hanno comunicato che lo faranno nelle prossime ore, seppure in modo ancora molto limitato. Il ministero degli Esteri, ha detto il ministro Antonio Tajani, si sta coordinando con le compagnie turistiche e con le ambasciate italiane per agevolare i passaggi alle frontiere e gestire l’assistenza degli italiani negli aeroporti. Ha detto anche che è stato inviato un gruppo dell’unità di crisi a Dubai, composto da tre diplomatici, due carabinieri, due finanzieri e un rappresentante della Protezione civile.

