L’azzurro ha riportato un importante trauma cranico
Brutta caduta in allenamento per lo sciatore italiano Matteo Franzoso a La Parva, in Cile. Il 25enne, genovese, portacolori delle Fiamme Gialle e cresciuto sciisticamente al Sestriere, ha riportato un importante trauma cranico ed è attualmente ricoverato presso una clinica di Santiago, e mantenuto dai sanitari in terapia intensiva e in coma farmacologico per poter approfondire la situazione clinica del discesista azzurro. Lo comunica la Federazione Italiana Sport Invernali, aggiungendo che dopo la caduta in pista, i soccorsi sono stati immediati, e Franzoso è stato trasportato in elicottero fino alla capitale cilena, dove può contare sul miglior soccorso medico locale. La Commissione medica della Fisi è in continuo contatto con i sanitari cileni, che stanno monitorando la situazione. A La Parva sono in ritiro gli specialisti delle prove veloci della Nazionale azzurra: con Franzoso ci sono anche Mattia Casse, Florian Schieder, Guglielmo Bosca, Christof Innerhofer, Benjamin Alliod, Nicolò Molteni, Marco Abbruzzese e Giovanni Franzoni. La Parva è una località sciistica a una cinquantina di km dalla capitale cilena, sulle Ande: 40 piste, due snowpark ad altezze che variano tra i 3.573 e i 2.653 metri.
Chi è Matteo Franzoso – Genovese, 25 anni, Specialista delle prove veloci, Franzoso ha esordito in Coppa Europa nel 2017 a Obereggen in slalom speciale, senza terminare la prova, e ha conquistato la prima vittoria nel 2021 a Zinal in supergigante; ha debuttato in Coppa del Mondo il 17 dicembre successivo in Val Gardena nella medesima specialità (50º). Il suo miglior piazzamento in Coppa nel 2023 a Cortina in superG (28°). Nel gennaio scorso ha gareggiato per due volte sulla Streif di Kitzbuhel (38° in superG e 49° in libera).
I passi, i costi e l’impatto sui conti del progetto che ha rivoluzionato la storia recente del club blaugrana.
Siamo nel gennaio 2014.A guidare il Barcellona da ormai quattro anni c’è Sandro Rosell. In una riunione apparentemente di routine del consiglio di amministrazione del Barcellona, il portavoce Toni Freixa lascia intendere ciò che fino a quel momento sembrava impensabile: «Il Barça potrebbe lasciare il Camp Nou per trasferirsi in un nuovo stadio». Una frase che segna l’inizio di un decennio di annunci, rinvii, scandali, crisi economiche, pandemie e colpi di scena finanziari.
In quel periodo il board blaugrana sta esaminando varie ipotesi sul tavolo ma qualcosa dovrà cambiare. Il club vuole giocare in un impianto al passo con i tempi e in grado di far crescere i ricavi. Ricavi da stadio che, per capirci, erano più di 10 anni fa già ampiamente superiori a 150 milioni di euro, per fare un esempio più del doppio di quanto incassato l’anno scorso dall’Inter.
Le ipotesi sono due: o costruire un nuovo impianto o ristrutturare radicalmente quello esistente. Oggi sappiamo come sono andate le cose, ma in questo nuovo video cercheremo di capire perché ristrutturare lo stadio blaugrana si sia rivelato così complicato. Dal caso Neymar al mercato bloccato dalla FIFA (con l’avvicendamento tra Rosell e Bartomeu), ripercorriamo i passi che nell’aprile del 2014 portarono il 72% dei soci votanti, circa 27 mila membri, ad approvare la proposta di riqualificazione dello storico impianto del Barca.
«Questo è un grande passo avanti per il Barcellona, tra sette anni avremo un nuovo Camp Nou di cui tutti i soci e gli appassionati saranno orgogliosi» disse proprio Bartomeu. Diciamo che qualcosa però è andato storto, perché oggi, quattro anni dopo il termine previsto, lo stadio ancora non è ultimato.
Il nuovo CAMP NOU: il progetto, i costi e il peso sul bilancio del BARÇA – Calcio e Finanza
Annullata l’allerta per onde anomale lungo le coste entro 300 chilometri dall’epicentro del sisma
Un terremoto di magnitudo 7.4 si è verificato al largo della costa della Kamchatka, nell’estremo oriente russo, secondo quanto riportato dall’United states geological survey (usgs).
Il Pacific tsunami warning center aveva inizialmente dichiarato che onde “pericolose” erano possibili lungo le coste entro 300 chilometri dall’epicentro del sisma. Poi l’allerta è stata revocata.
Un terremoto di magnitudo 7.4 si è verificato al largo della costa della Kamchatka (@web)
L’Usgs ha affermato che il sisma ha colpito 111 chilometri a est della città russa di Petropavlovsk–Kamchatsky, capoluogo della regione della Kamchatka, a una profondità di 39,5 chilometri.
Le evacuazioni a luglio – A luglio, uno dei terremoti più forti mai registrati ha colpito la penisola di Kamchatka, innescando tsunami alti fino a quattro metri attraverso il Pacifico e provocando evacuazioni dalle Hawaii al Giappone.
Il delitto avvenuto sulla metropolitana di Charlotte, in North Carolina (Usa), continua a far discutere. Trump: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili
I passeggeri indifferenti dopo l’aggressione a Iryna Zarutska
L’omicidio di Iryna Zarutska, la rifugiata ucraina di 23 anni uccisa a coltellate dal 34enne Decarlos Brown, su un treno della metropolitana di Charlotte, ha scosso gli Stati Uniti (e non solo), soprattutto in seguito alla diffusione delle immagini del delitto. Dopo il primo, terrificante, video, adesso fanno discutere delle nuove registrazioni, che mostrano gli altri passeggeri sul vagone indifferenti dopo l’aggressione, mentre la giovane terrorizzata e sofferente si accascia sul sedile. Sul caso è intervenuto anche il presidente Trump: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili“.
Lingua originale: inglese. Traduzione diGoogle Solo la PENA DI MORTE sarebbe giustizia per Iryna Zarutska, 23 anni, massacrata su una metropolitana leggera di Charlotte. Fuggita dall’Ucraina per una vita più sicura in America, è stata assassinata dal 34enne Decarlos Brown Jr., arrestato e rilasciato 14 volte.
Only the DEATH PENALTY would be justice for 23-year-old Iryna Zarutska who was butchered on a Charlotte light rail. Fled from Ukraine for a safer life in America and was murdered by 34 year old Decarlos Brown Jr who had been arrested and released 14 times pic.twitter.com/k6S5RIC6iS
L’omicidio di Iryna Zarutska sul treno della metropolitana – Il delitto, come abbiamo raccontato in un altro articolo, è avvenuto lo scorso 22 agosto all’interno di un vagone della metropolitana di Charlotte, in North Carolina (Stati Uniti). Nei giorni scorsi i funzionari dell’ente responsabile del trasporto pubblico nell’area metropolitana, il Charlotte Area Transit System, hanno diffuso le prime immagini del delitto registrate dalle telecamere di videosorveglianza poste a bordo del treno. Il video mostra gli istanti che precedono l’omicidio, con la giovane che sale a bordo del mezzo e si mette seduta davanti al senzatetto, che senza preavviso estrai un coltellino e si scaglia sulla sua vittima. Il filmato poi si sposta su una seconda telecamera, posizionata sul lato opposto del vagone, dove il 34enne viene inquadrato mentre cammina con il coltello ancora insanguinato. I passeggeri all’inizio sembrano non accorgersi di nulla, salvo poi allontanarsi dopo aver notato le macchie rosse sul pavimento.
Il delitto tra i passeggeri indifferenti – A scatenare l’indignazione adesso è un secondo video, che mostra gli istanti successivi all’aggressione con l’inquadratura che resta sulla 23enne e sui passeggeri seduti nelle sue vicinanze. Tutti distratti dal cellulare, i presenti non fanno caso all’attacco, seppur rapido, sferrato nei confronti della ragazza, e poi rimangono indifferenti quando la 23enne, con lo sguardo terrorizzato, piange e si tocca il collo nel punto in cui è stata colpita.
Sui social è stato diffuso anche un terzo video, che preferiamo non mostrare, registrato dalla telecamera posta proprio sopra al sedile della vittima e che mostra integralmente l’omicidio.La giovane viene colpita più volte, senza avere il tempo di difendersi. Poi inizia a perdere sangue e si accascia sul sedile, per poi cadere al suolo a causa della grave emorragia. La 23enne è deceduta nonostante l’intervento dei soccorsi, mentre l’assassino è stato arrestato alla prima fermata.
Il “caso” diventa politico – Il 34enne Decarlos Brown è stato arrestato con l’accusa di omicidio di primo grado, con il movente che resta ancora un mistero. Al momento si trova in carcere, dove si è avvalso della facoltà di non rispondere: in caso di condanna rischia l’ergastolo o anche la pena di morte. L’uomo ha alle spalle una lunga storia criminale ha trascorso diversi anni in carcere per rapina a mano armata e altri reati, ma a far discutere è il sistema del rilascio su cauzione senza pagamento, che gli ha consentito di tornare libero più volte.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Donald Trump, che lunedì scorso ha usato parole forti e critiche, mettendo nel mirino le città governate dai Democratici dopo la minaccia di inviare agenti federali e truppe della Guardia Nazionale a Chicago: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili“. Il sindaco di Chicago Brandon Johnson e il governatore dell’Illinois JB Pritzker, hanno respinto la descrizione di Trump della città come “città infestata dalla criminalità” e lo hanno esortato a non inviare truppe, ma molti attacchi sono arrivati anche dagli alleati di Trump, come il consigliere senior della Casa Bianca Stephen Miller, o il segretario ai Trasporti Sean Duffy, che su X ha scritto: “Non riuscendo a punirlo adeguatamente, Charlotte ha deluso Iryna Zarutska e i cittadini della Carolina del Nord“.
Lingua originale: inglese. Traduzione diGoogle Ho figlie della stessa età di Iryna Zarutska. Siamo arrivati a questo punto perché abbiamo leader che non difendono gli americani che non hanno altra scelta che prendere i mezzi pubblici per andare al lavoro. @POTUS e @USDOT sono qui per lottare per i lavoratori. Meritano di essere al sicuro sulle strade, sugli autobus e sui treni.
I have daughters the same age as Iryna Zarutska. We got here because we have leaders who don’t stand up for Americans who have no choice but to take public transportation to get to work.@POTUS and @USDOT are here to fight for hard working people. They deserve to be safe on the… pic.twitter.com/USdbJtF4Wm
Accusa a cui ha risposto il sindaco di Charlotte Vi Lyles: “Come molti di voi, sono addolorato e ho riflettuto a lungo su cosa significhi davvero la sicurezza nella nostra città. Rimango impegnato a fare tutto il possibile per proteggere i nostri residenti e garantire che Charlotte sia un luogo in cui tutti si sentano al sicuro“.
Intanto, la famiglia Zarutska piange la morte della giovane, che si faceva chiamare “Ira“, come raccontato dai parenti nel necrologio: “Iryna era arrivata negli Stati Uniti tre anni fa con la madre, la sorella e il fratello in cerca di sicurezza dalla guerra russa in Ucraina. Era un’artista dotata e appassionata che aveva conseguito una laurea in arte e restauro presso un college di Kiev e sognava di diventare assistente veterinaria“.
Come le vite di un rifugiato ucraino e di un uomo di Charlotte con precedenti penali si sono incrociate in un accoltellamento mortale
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Iryna Zarutska, 23 anni, è stata accoltellata a morte ad agosto mentre si trovava su un treno della metropolitana leggera di Charlotte, nella Carolina del Nord. da Iryna Zarutska/Instagram
Iryna Zarutskaera solo una delle tante passeggere quando salì sul treno notturno della Linea Blu, dopo essere giunta alla stazione di Scaleybark, a pochi chilometri dal centro di Charlotte. Indossava pantaloni color cachi e una camicia scura. I suoi lunghi capelli biondi erano raccolti sotto un cappello della pizzeria Zepeddie’s, dove lavorava.
Come i passeggeri lì vicino, la ventitreenne chinò il capo mentre il treno proseguiva, assorta nel telefono che teneva in mano. Zarutska, una rifugiata ucraina, aveva scelto una fila vuota e si era seduta di fronte a un uomo con una felpa rossa, ignara dell’imminente collisione tra i due .
Solo quattro minuti dopo, Decarlos Brown, il passeggero dietro di lei, frugò nella piega dei suoi vestiti e tirò fuori quello che sembrava un coltello. Per un attimo, guardò di nuovo fuori dal finestrino, come se non avesse intenzione di fare altro. Ma con un movimento rapido, si lanciò in avanti, afferrò il sedile e colpì mortalmente Zarutska, che si strinse il viso e la gola prima di accasciarsi a terra.
Zarutska è morta sul treno per le ferite riportate, mentre i passeggeri si inginocchiavano su di lei per aiutarla. Brown è stato accusato di omicidio di primo grado per l’omicidio della donna.
Nei giorni successivi alla diffusione del video dell’attacco, l‘accoltellamento e la lunga storia criminale di Brown, tra cui condanne per rapina a mano armata, furto e violazione di domicilio, sono stati denunciati dall’amministrazione Trump e dai politici conservatori come un esempio dei crimini violenti che, a loro dire, affliggono molte città a guida democratica negli Stati Uniti
Il crimine è diventato un grido di battaglia mentre l‘amministrazione cerca di giustificare l’invio di truppe federali a Los Angeles e Washington, DC, mentre il presidente Donald Trumpminaccia di inviare la Guardia Nazionale a Chicago.
“La Carolina del Nord, e ogni Stato, ha bisogno di LEGGE E ORDINE, e solo i repubblicani potranno garantirlo!”, ha dichiarato Trump su Truth Social. Ha definito Brown un “criminale di professione“.
Il sindaco di Charlotte, Vi Lyles, e la famiglia di Brown hanno entrambi affermato che l’omicidio è in parte dovuto alle carenze del sistema giudiziario che ha permesso a Brown di reinserirsi nella comunità nonostante i precedenti penali per malattia mentale e le condanne per rapina a mano armata,furto aggravato e violazione di domicilio.
Alla fine, i percorsi di due persone si sono fatalmente incrociati: una donna sfuggita alla violenza per poi affrontarla negli Stati Uniti e un uomo i cui familiari ritengono sia stato tradito sia dalla giustizia penale sia dal sistema sanitario.
Zarutska ha abbracciato la vita americana – Zarutska aveva un dono. Sua madre lo chiamava “un dono da artista“. Non era la sua capacità di scolpire o disegnare abiti, anche se amava farlo. Zarutska, laureata in arte e restauro al Synergy College di Kiev, spesso donava le sue opere a familiari e amici.
Il suo “dono d’artista” era ciò che sua madre chiamava affettuosamente la sua capacità di dormire per “lunghi periodi di tempo“.
Era una persona casalinga e “era più felice quando era circondata dalla famiglia e dalle persone care“, hanno detto i suoi familiari nel suo necrologio .
Zarutska lasciò l’Ucraina nell’agosto del 2022, sei mesi dopo l’invasione russa, per sfuggire alla guerra.
Lonnie, un amico di famiglia, ha raccontato alla WCNC, affiliata alla CNN, che Zarutska ha dovuto sopportare i bombardamenti quotidiani in Ucraina e l’agonia di non sapere “se avrebbe potuto vivere o respirare un altro giorno“.
Fuggì con la madre, la sorella e il fratello, trovò casa nella Carolina del Nord e abbracciò la vita a Charlotte. Frequentò il Rowan-Cabarrus Community College e sognava di diventare assistente veterinaria.
“Si prendeva spesso cura degli animali domestici dei vicini e molti ricordano con affetto di averla vista passeggiare con loro nel quartiere, sempre con il suo sorriso radioso“, ha detto la sua famiglia.
Zarutska lavorava in una zona vivace del Lower South End, costellata di birrerie, complessi residenziali e caffetterie. L’inaugurazione della metropolitana leggera nel 2007 ha contribuito ad alimentare la crescita del quartiere.
Stava lentamente diventando indipendente e stava imparando a guidare, dicevano. Ma nel frattempo, avrebbe preso il treno.
“Sapevo che stava lottando” – Pochi giorni prima dell’accoltellamento, Brown si era presentato a casa della madre. Michelle Dewitt ha raccontato che suo figlio, senza casa e ospitato in un rifugio locale, aveva chiesto di restare per la notte.
Più tardi quella mattina, la madre di Brown lo lasciò in un rifugio di Statesville Avenue, a pochi chilometri dalla stazione di Scaleybark. Lo abbracciò e gli disse che gli voleva bene, disse, prima di dirigersi in chiesa.
Quando ha scoperto dell’accoltellamento e dell’arresto, Dewitt non riusciva a credere che si trattasse di suo figlio. Lo aveva già cacciato di casa in precedenza perché troppo violento, ha raccontato alla WSOC, affiliata alla CNN . Eppure, pensava che l’identificazione di suo figlio come sospettato fosse stata un errore.
Ma Brown, che aveva una storia di problemi di salute mentale, negli ultimi anni aveva avuto difficoltà, ha detto.
Sua sorella, Tracey Brown, ha affermato che gli era stata diagnosticata la schizofrenia e che soffriva di allucinazioni e paranoia.
Decalos Brown aveva trascorso più di cinque anni in prigione per rapina con arma pericolosa. E quando uscì nel 2020, sua sorella disse di aver avuto la sensazione di avere a che fare con una persona diversa.
Decalos Brown è accusato di omicidio per la morte di Iryna Zarutska. Ufficio dello sceriffo della contea di Mecklenburg
“Non sembrava più lui“, ha detto Tracey Brown. Suo fratello faceva fatica a sostenere conversazioni semplici e non riusciva a mantenere un lavoro. A volte diventava aggressivo.
Decarlos ha aggredito la sorella nel 2022, ha raccontato alla CNN. L’ha morsa e ha rotto i cardini di una porta, ma la sorella ha dichiarato di aver deciso di ritirare le accuse perché preoccupata per i suoi problemi di salute mentale.
“Sapevo che stava lottando contro qualcosa“, ha detto Tracey Brown. Ma la famiglia ha faticato a trovare un aiuto per la sua salute mentale.
La madre aveva cercato di far trasferire Brown in una struttura di lunga degenza, ha raccontato Tracey Brown alla CNN, ma i suoi tentativi sono falliti perché non era la sua tutrice.
Ha raccontato più volte alla sorella che il governo gli aveva impiantato un chip.
All’inizio di quest’anno, Brown ha chiesto agli agenti di indagare su un materiale “artificiale“ che controllava il suo modo di mangiare, camminare e parlare, secondo quanto riportato dai documenti del tribunale. Gli agenti hanno detto a Brown che “il problema era di natura medica” e che non c’era altro che potessero fare.Sconvolto, ha chiamato il 911. Brown è stato accusato di abuso del 911, un reato minore di classe 1.
Secondo i verbali del tribunale, il suo rilascio era condizionato alla promessa scritta di presentarsi alla successiva udienza. La Casa Bianca ha affermato che il suo rilascio lo lasciava “libero di massacrare una donna innocente“.
Tracey Brown ritiene che quella notte suo fratello abbia subito un disastroso crollo mentale.
Il video dell’aggressione mostra Brown irrequieto e irrequieto. Annuì con la testa, poi la scosse. Si sedette, con il cappuccio tirato sui lunghi capelli, e si raddrizzò bruscamente, per poi piegarsi in avanti e appoggiare la testa sul sedile di fronte a lui. Di tanto in tanto, ondeggiava avanti e indietro.
Infine, attaccò Zarutska, che era appena salita sul treno pochi minuti prima. Charlotte era stata il suo rifugio dalla violenza all’estero, ma ora Zarutska aveva perso la vita lì.
“È davvero molto disgustoso e triste che nella nostra società odierna ci sia così tanta malvagità“, ha detto Lonnie, l’amico di famiglia.
In seguito Brown raccontò alla sorella di aver aggredito la donna perché gli leggeva nel pensiero.
“Una persona che sente delle voci nella propria testa e crede che il mondo sia contro di lei, è destinata a crollare“, ha detto alla CNN.
Il Pontedera di Menichini attende un Rimini in difficoltà tra debiti e fughe
Questa vigilia della gara col Rimini (domani alle 17,30, stadio Mannucci) ricorda un po’ quella vissuta con la Lucchese all’ inizio di aprile del campionato scorso. Allora arrivava a Pontedera una squadra che fino a pochi giorni prima aveva deciso di non scendere in campo a causa della pesante situazione societaria e con i calciatori che non percepivano stipendi da mesi. Alla fine però i rossoneri (che poi si salvarono ai play out) cambiarono idea e giocarono, ma con la testa svagata e persero con un secco 4-1. Il Rimini non è ancora a quel punto – la gara si giocherà regolarmente – ma il caos che regna in una società che solo pochi mesi fa ha vinto la Coppa Italia di Serie C, che ha preso 11 punti di penalizzazione, che ne sta aspettando almeno altri due per un nuovo deferimento, e che non sa ancora se, dopo la trasferta di domani, potrà disporre del proprio impianto per le successive gare casalinghe (al momento può solo svolgervi gli allenamenti), ha già indirizzato in maniera pesantemente negativa la stagione. Che i romagnoli rischiano di non finire. Anche perché nel frattempo, vista la brutta aria che iniziava a tirare, c’è stato un fuggi-fuggi dei migliori elementi (alla fine ha rinunciato anche Piero Braglia, che si era seduto sulla panchina per qualche giorno) e la squadra adesso è zeppa di giovani.
Così, dopo le prime due gare di campionato tutto sommato dignitose come lo sono state la sconfitta casalinga per 1-0 col Gubbio e il pari senza reti a Pesaro, nell’ultima giornata per la squadra di D’Alesio è arrivata una disfatta interna per 4-1 contro la Ternana. Viste le condizioni, per il Pontedera questa sfida diretta numero 27 potrebbe così essere l’occasione per cogliere la prima vittoria di questo campionato.
Dopo il sequestro disposto dalla procura: indagini sul materiale audio-video, e i relativi commenti
La polizia postale e per la sicurezza cibernetica sta concludendo, in queste ore, le operazioni tecniche finalizzate all’esecuzione del decreto di sequestro disposto dalla Procura del tribunale di Roma della piattaforma phica.eu.
Le attività mirano a circoscrivere e quindi a rendere disponibile il complessivo materiale audio-video, e i relativi commenti, per le successive analisi degli investigatori. Le attività tecniche, complesse, sono state condotte dal personale del servizio centrale della polizia postale, con l’ausilio degli specialisti dei centri operativi di Milano e Firenze.
Nelle ultime settimane, sono state decine le denunce di donne, anche volti noti dello spettacolo e della politica, che hanno scoperto le proprie foto su pagine web a sfondo sessuale o esplicitamente porno.
Il sequestro del sito sessista «Phica.eu» è stato disposto, dicevamo, dalla Procura di Roma che nelle scorse settimane ha avviato un’inchiesta delegando le indagini alla polizia postale. A coordinare il fascicolo è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Sulla home page del sito ora compare la scritta «dominio sottoposto a sequestro».
Quattro aerei dirottati, 19 terroristi, quasi tremila vittime sono i numeri dell’attacco terroristico che colpì al cuore gli Stati Uniti
11 settembre 2001: come l’attentato alle Torri Gemelle ha cambiato la storia dell’Occidente
Il mattino dell’11 settembre 2001, diciannove terroristi di al-Qaida presero il comando di quattro aerei di linea in viaggio verso la California. I dirottatori condussero due Boeing 767 a schiantarsi contro le Torri Nord e Sud del Worls Trade Center. Il primo velivolo, il volo American Airlines 11, si schiantò contro la Torre Nord, tra il 93° e il 99° piano, alle 8.46. Il secondo, il volo United Airlines 175, colpì la Torre Sud tra il 78° e l’84° piano alle 9:03. 56 minuti dopo l’impatto il grattacielo crollò su se stesso in diretta tv mondiale a causa delle fiamme. Alle 10.28 anche il primo edifico colpito collassò: furono così cancellate dallo skyline di New York le inconfondibili Torri Gemelle. Il terzo aereo, il volo American Airlines 77, si schiantò contro il Pentagono. Il quarto volo, lo United Airlines 93, con cui i terroristi volevano colpire il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, precipitò vicino Shanksville in Pennsylvania. Dalla registrazione delle scatole nere è emerso che i passeggeri e i membri dell’equipaggio tentarono, senza riuscirci, di riprendere il controllo del velivolo. Il bilancio degli attentati sarà di 2996 morti, 6400 feriti e 24 dispersi.
Le commemorazioni del 24esimo anniversario – Gli americani commemorano oggi i 24 anni dagli attacchi dell’11 settembre 2001 con cerimonie solenni e e altri tributi in onore delle vittime. Molti dei familiari delle quasi 3.000 persone uccise si uniranno a politici alle commemorazioni di giovedì a New York, al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania. Le commemorazioni si svolgono in un momento di crescenti tensioni politiche.
L’anniversario dell’11 settembre, spesso promosso come giornata di unità nazionale, arriva infatti il giorno dopo l’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk mentre parlava in un college nello Utah. L’uccisione di Kirk dovrebbe portare a ulteriori misure di sicurezza intorno alla cerimonia dell’anniversario dell’11 settembre al World Trade Center di New York.
A Ground Zero, nella parte bassa diManhattan, i nomi delle vittime dell’attacco saranno letti ad alta voce dai familiari delle vittime durante una cerimonia alla quale parteciperanno il vicepresidente JD Vance e sua moglie Usha. Momenti di silenzio segneranno gli attimi esatti in cui gli aerei dirottati hanno colpito le iconiche torri gemelle del World Trade Center, così come il momento in cui i grattacieli sono crollati.
Al Pentagono, in Virginia, saranno onorati i 184 militari e civili uccisi quando i dirottatori hanno fatto schiantare un aereo di linea contro il quartier generale dell’esercito statunitense. Il presidente Donald Trump e la first lady Melania Trump parteciperanno alla cerimonia. In un campo rurale vicino a Shanksville, in Pennsylvania, una cerimonia simile, caratterizzata da momenti di silenzio, dalla lettura dei nomi e dalla deposizione di corone di fiori, onorerà le vittime del volo 93, l’aereo dirottato che si è schiantato dopo che i membri dell’equipaggio e i passeggeri hanno cercato di assaltare la cabina di pilotaggio. Alla cerimonia parteciperà il segretario agli Affari dei veterani Doug Collins.
Poco dopo le 9 di mercoledì (le 15 italiane) Cuba è rimasta completamente senza elettricitàper la quinta volta in meno di due anni. Il ministero nazionale per l’Energia ha parlato di un «collasso totale della rete elettrica» dovuto a un guasto alla centrale Antonio Guiteras, la più grande del paese, circa 90 chilometri a est della capitale L’Avana. Già nei giorni scorsi c’erano stati estesi blackout nella parte orientale dell’isola, quella più povera e fuori dalle rotte turistiche.
A Cuba, che ha circa 11 milioni di abitanti, situazioni di questo tipo non sono una novità. Lo scorso febbraio a causa di un blackout le scuole del paese erano rimaste chiuse per due settimane; a ottobre l’elettricità era mancata diversi giorni a causa dell’interruzionedella produzione di energia sempre nella centrale Antonio Guiteras. La crisi energetica dipende soprattutto da centrali obsolete, infrastrutture fatiscenti e dalla riduzione delle importazioni di petrolio dal Venezuela; in più negli ultimi anni la situazione è peggiorata ulteriormente a causa del passaggio di due uragani. Per risolvere i blackout più recenti ci sono sempre voluti diversi giorni.
Vanno avanti da tempo e hanno causato il blackout di questi giorni: le centrali sono vecchie e maltenute, e il governo non riesce a reperire abbastanza petrolio
Una casa all’Avana (AP Photo/Ramon Espinosa)
Dallo scorso venerdì pomeriggio l’isola di Cubaè senza corrente elettrica, a causa di due blackout generali che hanno causato interruzioni e problemi soprattutto nella parte occidentale dell’isola, quella della capitale L’Avana. Negli ultimi anni blackout parziali, anche di molte ore, sono stati ricorrenti a Cuba, tanto da essere considerati quasi la norma. Un’interruzione così estesa e prolungata della corrente però non succedeva da tempo, ed è dovuta a ragioni strutturali che potrebbero non risolversi rapidamente, nonostante le parziali rassicurazioni offerte dal governo.
I problemi alla rete elettrica sono uno dei tanti aspetti dell’enorme crisi di Cuba, la più grave dal 1959, quando ci fu la rivoluzione con cui Fidel Castro instaurò un regime comunista sull’isola. La crisi va avanti ormai da alcuni anni e rende difficile il reperimento di cibo, materiale edile e beni di prima necessità. Anche la rete idrica è inefficiente,con prolungate e ricorrenti interruzioni della fornitura d’acqua in varie zone del paese.
La crisi della rete elettrica è provocata da diversi fattori: un numero insufficiente di centrali elettriche e il cattivo stato di quelle presenti, tutte molto vecchie e maltenute; varie difficoltà nel reperire il petrolio necessario per farle funzionare e un aumento della domanda di elettricità da parte della popolazione. Sono problemi strutturali a cui il governo cubano sta dando risposte insoddisfacenti: negli ultimi anni, per esempio, ha definito un piano per costruire 31 centrali alimentate da energia solare, ma ci sarà bisogno di almeno uno o due anni perché le prime inizino a funzionare.
La rete elettrica cubana si basa principalmente su otto grandi centrali termoelettriche, che furono costruite oltre cinquant’anni fa e che non vengono sottoposte a una vera manutenzione da almeno 15 anni. Gli unici interventi che vengono praticati sono quelli per risolvere i guasti ricorrenti, ma si tratta di soluzioni di emergenza, insufficienti e spesso temporanee. Al momento sette delle otto centrali sono interessate da “lavori di ripristino”, complicati dalla cronica assenza di fondi.
Il blackout all’Avana e un ristorante con un generatore proprio (Nick Kaiser/dpa)
Come ha raccontato il New York Times, negli anni Settanta il regime comunista definì un progetto per costruire una centrale nucleare sull’isola: Fidel Castro mandò il suo primo figlio, Fidel Castro Díaz-Balart, a studiare fisica nucleare a Mosca, in Russia. Tornato a Cuba, a partire dal 1980 guidò il piano per la costruzione di una centrale a Juragua, nella provincia di Cienfuegos, sulla costa meridionale dell’isola: avrebbe dovuto fornire il 20 per cento del fabbisogno energetico dell’isola. In oltre un decennio di lavori fu costruita la struttura esterna di un primo reattore, ma l’opera fu poi abbandonata nel 1992, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che era il principale partner dell’operazione. Negli anni seguenti ci sono stati vari tentativi di riprendere i lavori, con soci esteri privati, che però non hanno mai superato le fasi “esplorative”.
Già dal 2006 Cuba iniziò ad avere problemi di blackout e produzione insufficiente di energia. Allora Fidel Castro definì le centrali termoelettriche dell’isola «preistoriche» e decise di importare un gran numero di grossi generatori alimentati a diesel e benzina, che rifornivano i piccoli centri e le zone rurali. La rete attuale si basa per una parte consistente su questi generatori, che dipendono dalla fornitura di petrolio.
Nel 2018 inoltre Cuba firmò un accordo con la Turchia per la fornitura di enormi navi che funzionano come centrali elettriche mobili e galleggianti: inizialmente erano tre, nel 2022 sono diventate sette e sono ancorate nella baia dell’Avana. Anche queste sono alimentate a petrolio e gli accordi prevedevano che fosse il governo cubano a fornirlo. In questi mesi almeno alcune delle navi hanno spesso interrotto la produzione per mancanza di petrolio.
(AP Photo/Ramon Espinosa)
Cuba infatti sta faticando a importare il petrolio di cui avrebbe bisogno: il paese produce autonomamente 40mila dei 120mila barili del suo fabbisogno giornaliero, ma secondo alcuni esperti citati dal New York Times il petrolio cubano contiene una quantità alta di zolfo e metalli che possono compromettere il processo di combustione termoelettrica. Fino a pochi anni fa il resto del petrolio necessario arrivava principalmente dal Venezuela, con piccole quote da Messico e Russia.
Negli ultimi anni le importazioni dal Venezuela sono notevolmente calate: circa un decennio fa il paese inviava sull’isola 130mila barili di petrolio al giorno, a prezzi molto ridotti. Era una specie di sussidio che il Venezuela forniva a un paese politicamente vicino, in un periodo in cui la sua economia sembrava poter sostenere lo sforzo. L’attuale crisi economica del Venezuela, particolarmente grave e per certi versi simile a quella cubana, ha limitato fortemente quegli “aiuti”: al momento arrivano dal Venezuela circa 25 o 30mila barili al giorno, un terzo del necessario, in parte perché la produzione venezuelana si è ridotta, in parte perché i costi sono aumentati e solo per questa quota ammontano all’equivalente di 600 o 700 milioni di euro l’anno.
Un altro fattore che sta mettendo in difficoltà la già fragile rete elettrica cubana è l’aumento notevole della richiesta: nell’ultimo anno è molto cresciuto il numero di piccole e medie imprese sull’isola, dopo l’apertura all’iniziativa privatadiventata effettiva di fatto nel 2021. Secondo il primo ministro Manuel Marrero Cruz queste imprese consumano quantità di energia elettrica elevate, tanto che i costi verranno aumentati per la categoria.
L’aumento della domanda è la ragione che il governo cubano sta citando più spesso per provare a giustificare i blackout, insieme alla difficoltà di reperire il petrolio a causa dell’embargo statunitense, perché implicano minori responsabilità (dagli anni Sessanta gli Stati Uniti impongono un duro embargo sui commerci con Cuba, che negli anni ha reso molto complicato trovare beni di consumo sull’isola).
Oltre alle aziende private, negli ultimi anni a Cuba è aumentato anche il numero di generatori e condizionatori inviati sull’isola dai tanti cubani emigrati negli Stati Uniti (più di 850mila dal 2022). Secondo i dati del Consiglio economico e commerciale tra Stati Uniti e Cuba, nel 2024 i cubani hanno importato condizionatori per un valore complessivo di 1 milione di dollari e generatori per 200mila dollari: i generatori vengono utilizzati anche per le pompe elettriche con cui spesso si sopperisce ai problemi della rete idrica, mentre i condizionatori hanno contribuito alla crescita della domanda di corrente e al sovraccarico della rete.
Infine, un’altra causa indicata dal governo per la crisi attuale sono gli effetti del passaggio dell’uragano Milton, a metà ottobre, che ha complicato ulteriormente gli approvvigionamenti di petrolio e altro carburante. Nel 2022 inoltreun enorme incendiodistrusse il 40 per cento del principale centro di stoccaggio del petrolio dell’isola, a Matanzas.
A Cuba per decisione del governo tutti gli esercizi commerciali non necessari e i centri ricreativi come le discoteche sono chiusi dallo scorso sabato, mentre le attività culturali e le lezioni nelle scuole sono sospese fino almeno a lunedì. Gli ospedali stanno continuando a funzionare grazie a generatori propri, così come gli hotel più moderni. Sono stati annunciati lavori straordinari con l’obiettivo di evitare nuovi blackout generali, ma anche alcuni esponenti del governo hanno ammesso di non poterli escludere per il prossimo futuro.
Manifestanti chiedono la fine dell’austerità durante una manifestazione del collettivo “Bloquons tout” (Blocca tutto) a Montpellier, Francia, 10 settembre 2025. In segno di protesta contro il bilancio di austerità del governo uscente, un collettivo online chiamato “Bloquons Tout” ha invitato tutti a bloccare l’intero Paese il 10 settembre con azioni simboliche. EPA/GUILLAUME HORCAJUELO
Giornata di forti tensioni politiche e sociali in Francia, con massicce proteste antigovernative che hanno fatto da sfondo all’insediamento del nuovo primo ministro, Sébastien Lecornu, il quinto nominato in due anni da Emmanuel Macron.
Il ministero dell’Interno francese ha reso noto che da questa mattina sono stati registrati almeno 327 arresti in tutto il Paese nell’ambito delle manifestazioni indette dal movimento ’Bloquons Tout’. Lo riporta l’emittente Bfmtv. In una conferenza stampa, Laure Beccuau, procuratrice generale di Parigi, ha riferito che nella capitale sono stati registrati 199 arresti, 99 dei quali hanno portato alla custodia cautelare da parte della polizia.
Lecornu, fedelissimo del presidente e fino a ieri ministro della Difesa, ha assunto ufficialmente l’incarico a mezzogiorno, incontrando il suo predecessore Francois Bayrou, sfiduciato dall’Assemblea Nazionalelunedì per il piano di rigore volto a ridurre il deficit.
Nel suo primo giorno a Matignon, Lecornu ha promesso una “rottura profonda” con il passato, dichiarando che presenterà nei prossimi giorni la sua visione politica, che – a suo dire – sarà diversa “non solo nel metodo, ma nella sostanza”. Tuttavia, la strada si preannuncia in salita: il partito della sinistra radicale France Insoumise (LFI) ha già annunciato una mozione di sfiducia, al momento senza il sostegno di altri gruppi parlamentari.
Intanto, le piazze di tutta la Francia si sono riempite di manifestanti, in segno di opposizione al presidente Macron e alla sua linea di governo. La mobilitazione, lanciata da una coalizione informale di gruppi di sinistra ha portato a circa 300 arresti e a scontri tra dimostranti e forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha parlato di “tolleranza zero” verso ogni forma di violenza, ordinando la mobilitazione di 80.000 agenti su tutto il territorio.
In Francia le proteste dei “Bloquons Tout”
Il tentativo di “bloccare tutto”, come annunciato dagli organizzatori, è riuscito solo in parte.Treni ad alta velocità e metropolitana a Parigi hanno funzionato regolarmente, ma numerose scuole sono state bloccate, così come diverse strade, linee ferroviarie e caselli. A Parigi, i manifestanti hanno alzato barricate con cassonetti, bloccato licei, ostacolato il traffico e lanciato rifiuti contro la polizia. In mattinata, circa 1.000 persone hanno cercato di entrare nella Gare du Nord, ma sono state respinte dalle forze dell’ordine.
Altre città hanno vissuto momenti di forte tensione. A Lione, i manifestanti hanno bloccato una via principale e dato fuoco a cassonetti. A Nantes, la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. A Marsiglia, circa 200 manifestanti sono stati fermati mentre cercavano di bloccare una delle arterie principali della città.
Chiuso Museo d’Orsay e parte del Louvre – Chiuso a Parigi il Musée d’Orsay nonché una parte del Museo del Louvre. “A causa di un movimento sociale nazionale il Musée d’Orsay è chiuso oggi 10 settembre. Vi preghiamo di scusarci per il disagio”, si legge in un messaggio pubblicato sul profilo X della celebre istituzione parigina che ospita i capolavori dell’Impressionismo. Un simile messaggio è stato pubblicato sui social del Louvre: “Cari visitatori, a causa di un movimento sociale alcune sale del Museo del Louvre sono eccezionalmente chiuse” scrive il museo più grande al mondo, aggiungendo che anche il piccolo Museo Delacroix,che dipende dal Louvre, è stato chiuso oggi a causa delle proteste. Disagi anche alla Biblioteca Nazionale di Francia (Bnf), con la limitazione degli orari di alcuni spazi come la Salle Labrouste,sprangata per tutto il pomeriggio.
Ripetute violazioni dello spazio aereo, in volo anche jet italiani. Aeroporti chiusi e detriti sulle case. Il premier Tusk accusa Mosca: “La più grande provocazione di sempre, ora riunione Nato”. L’Ue: “Non è stato un incidente”
I resti di un drone russo e una casa danneggiata a Wyryki, in Polonia
All’alba gli abitanti di Wyryki, nella regione di Lublino, sono stati svegliati da un boato. Sul centro della città polacca un F16 di Varsavia ha abbattuto un drone da combattimento russo: ne danno notizia i media locali. I detriti sono caduti direttamente su un edificio residenziale, distruggendone completamente il tetto, a pochi passi da una scuola elementare. Secondo le autorità, nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
Un altro drone è stato abbattuto nella zona di Krzywowierzba, circa 15 km a sud-est di Wyryk. Dalle prime immagini che arrivano dalla Polonia si possono distinguere chiaramente i resti di un drone “Gerbera”, una versione più economica e semplificata dei droni Shahed iraniani, usati dalla Russia contro l’Ucraina per missioni kamikaze e come esca per le difese aeree, ma anche come ricognitori.
Droni russi sulla Polonia – La Polonia è in allerta massima dopo che sono state segnalate “ripetute violazioni” dello spazio aereo da parte della Russia, nel corso di un massiccio attacco in Ucraina: circa 415 droni di vario tipo e più di 40 missili da crociera e balistici sono stati lanciati dalla Federazione Russa. Secondo quanto riferito dal premier polacco, Donald Tusk, per 19 volte sarebbe stato violato lo spazio aereo polacco: la prima volta intorno alle 23:30 di martedì, l’ultima intorno alle 6:30 di oggi mercoledì 10 settembre 2025
Come risposta allo sconfinamento di almeno una decina di droni oltre i confini ucraini, i caccia della Polonia e F35 olandesi si sono levati in volo e hanno abbattuto alcuni droni. A dare la notizia è lo stesso il premier polacco. Nell’operazione coinvolti anche AWACS italiani che – insieme ai sistemi di difesa aerea Patriot – hanno rilevato i droni russi tramite radar.
La zona dell’incursione dei droni russi in Polonia
I resti di un altro drone d’attacco russo Shahed sono stati trovati nei pressi del villaggio di Czosnówka, nella Polonia orientale, a circa 30 chilometri dal confine con la Bielorussia.
Il comando delle forze armate polacche ha denunciato quello che ha definito un “atto di aggressione che ha rappresentato una vera minaccia per la sicurezza dei cittadini” e “una violazione dello spazio aereo senza precedenti“.
Secondo alcune indiscrezioni la Polonia starebbe valutando la possibilità di invocare l’articolo 4 della NATO, che prevede formalmente consultazioni urgenti presso il Consiglio Nord Atlantico. L’articolo prevede infatti che qualsiasi Stato membro dell’Alleanza può avviare una riunione se ritiene che la sua integrità territoriale, la sua indipendenza politica o la sua sicurezza siano minacciate.
Il portavoce della Nato ha spiegato che durante una riunione del Consiglio – già prevista per oggi – si parlerà di quanto successo in Polonia.
Polonia in allerta: abbattuti droni russi – Il ministero della Difesa di Varsavia ha riferito che droni russi sono entrati nella notte nello spazio aereo della Polonia, minacciando la città di Zamosc e le province orientali di Masovia, Podlachia e Lublino. Tra gli obiettivi l’aeroporto di Rzeszów, che è stato chiuso: è il principale hub logistico per il rifornimento di armi all’Ucraina.
Sono quindi scattate le operazioni di difesa. Le autorità hanno esortato i residenti a rimanere in casa. Chiusi quattro aeroporti, tra cui lo Chopin di Varsavia, il principale scalo del Paese.
Il premier Tusk: “Siamo in costante contatto con il comando della Nato“. Contestualmente sono in corso le “ricerche a terra di droni abbattuti“.
L’abbattimento degli Shahed segna una nuova fase nella guerra della Russia contro l’Ucraina. È la prima volta che un paese Nato si scontra direttamente con mezzi militari russi. Solo ieri la Polonia aveva annunciato la chiusura del confine bielorusso a causa delle esercitazioni militari di Russia e Bielorussia.
L’Ue: “Non è stato un incidente” – “Abbiamo assistito alla violazione dello spazio aereo europeo più grave da parte della Russia dall’inizio della guerra in Ucraina. Le indicazioni suggeriscono che sia stata intenzionale, non accidentale”. Così l’alto rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza.
Il senatore repubblicano statunitense Joe Wilson ha accusato la Russia di aver dichiarato guerra alla Polonia e ha chiesto di fornire all’Ucraina armi per colpire all’interno della Russia “La Russia sta attaccando un alleato della NATO, la Polonia, con droni iraniani meno di una settimana dopo che il presidente Trump ha ospitato il presidente Nawrocki alla Casa Bianca. Questo è un atto di guerra“, ha scritto Wilson che ha esortato l’amministrazione Trump a rispondere immediatamente con sanzioni severe per paralizzare la macchina da guerra russa e a fornire urgentemente all’Ucraina armi in grado di colpire il territorio russo.
Kiev: “Attacco russo è atto deliberato” – Secondo l’Ucraina quanto avvenuto è un atto deliberato della Russia “per testare il sistema di possibili risposte occidentali e dimostrare che non esiste“. Lo afferma il consigliere di Zelensky, Michail Podolyak.
Oggi la protesta che evoca i Gilet Gialli. Tensioni a Lione e Marsiglia, proteste anche nelle scuole superiori
Circa un migliaio di persone sono scese in piazza in Francia oggi, mercoledì 10 settembre, per la manifestazione ‘Blocchiamo tutto’. Lo ha annunciato la Gendarmeria nazionale spiegando che almeno 75 persone sono state fermate nella sola regione di Parigi. Il movimento di protesta, nato sui social media, promette di paralizzare il Paese con boicottaggi, scioperi e occupazioni simboliche di municipi e uffici pubblici, suscitando interrogativi sulla nascita di un nuovo soggetto politico sul modello dei Gilet Gialli.
“La situazione è sotto controllo, ma altamente instabile“, ha riferito la Gendarmeria riferendo che nella notte si sono registrate sette manifestazioni di protesta in Francia, alcune delle quali sono ancora in corso. I servizi di sicurezza si aspettano che 100mila persone scendano oggi in piazza in Francia e il ministro degli Interni Bruno Retailleau ha annunciato “tolleranza zero”.
Volantino che invita a partecipare al blocco del 10 settembre – Gerard Bottino/SOPA Images via ZUMA Press Wire
Come previsto si registrano disagi al traffico, con blocchi alla circolazione a Lione, Lille e Grenoble. A Parigi, invece, al momento risulta ”quasi normale’‘ la circolazione su autobus e metropolitane. Fermati i manifestanti che hanno cercato di interrompere la circolazione sulla tangenziale di Parigi appiccano fuochi sporadici, spiega l’emittente Bfmtv riferendo che il traffico rimane scorrevole.
Uno dei manifesti della protesta pubblicato sui social
Erwan Coiffard, portavoce della Gendarmeria Nazionale, ha detto a Bfmtv che “azioni più significative” sono state segnalate “nella regione della Bretagna“. Momenti di tensione a Lione dove circa 100 persone stanno bloccando la rotonda di Feyssine e la polizia ha “fatto ricorso a mezzi per disperdere i dimostranti ostili che bloccavano il traffico sul ponte dell’Università e sulle banchine“. Diverse centinaia di persone si sono radunate a Marsiglia in Place de la Joliette, rovesciando i bidoni della spazzatura. Il traffico è stato gravemente interrotto in alcune zone di Marsiglia.
Anasse , syndicaliste de SUD RAIL, harangue la foule devant la Gare du Nord et demande de « construire une convergence des radicalités », citant la prise du Parlement au Népal comme un exemple sous les applaudissements. pic.twitter.com/tpMitTKhaU
Manifestazioni di protesta sono in corso anche nelle scuole superiori. “Blocchiamo le nostre scuole superiori contro la negazione della democrazia, contro le inaccettabili condizioni di studio, finché non vinceremo la nostra causa“, ha detto il presidente dell’Unione delle scuole superiori a Bfmtv.
Chi c’è dietro ‘Blocchiamo tutto’ – La giornata di mobilitazione nazionale è stata proclamata da un movimento che, secondo il quotidiano Le Parisien, conta circa 20 organizzatori e si dichiara indipendente da partiti e sindacati. ‘Blocchiamo Tutto‘ è il risultato di un malcontento popolare che è montato negli ultimi mesi su piattaforme come X, TikTok, Telegram e Facebook e che si è rafforzato con l’annuncio della manovra di Bayrou, che prevedeva tagli al bilancio per quasi 44 miliardi di euro e alla sanità, la cancellazione di due festività nazionali ed il congelamento delle pensioni.
Francia: disagi per la manifestazione di protesta del movimento ‘blocchiamo tutto’ – 10 settembre 2025 (AFP)
All’origine dell’iniziativa ci sono due gruppi principali: ‘Indignons-nous‘ e ‘Les Essentiels‘. Il primo, legato a istanze progressiste, si concentra su rivendicazioni sociali, come l’opposizione ai tagli e la difesa dei servizi pubblici. Il secondo, sovranista e più orientato a destra, chiede la Frexit, cioè l’uscita della Francia dall’Unione Europea, critica le tasse e propone azioni come non usare la carta di credito ed evitare acquisti nella grande distribuzione.
Secondo la ricercatrice Elisabeth Godefroy, il movimento è “abbastanza eterogeneo“. Ma nonostante le forte differenze ideologiche, i due gruppi hanno scelto di collaborare almeno per l’appuntamento di domani, evidenziando “l‘esigenza di trovare nuovi modi di mobilitazione di fronte al fallimento delle modalità tradizionali“, come ha osservato Francois Boulo, avvocato ed ex portavoce dei Gilet Gialli.
Francia: disagi per la manifestazione di protesta del movimento ‘blocchiamo tutto‘ – 10 settembre 2025 (AFP)
Diverse organizzazioni sindacali e partiti di sinistra hanno già manifestato l’intenzione di unirsi al movimento, mentre gli organizzatori insistono sull’indipendenza da partiti e sindacati per “mobilitare al massimo” i cittadini.
Alcuni osservatori hanno evidenziato forti analogie con i Gilet Gialli, le cui proteste agitarono la Francia nel 2018. Come allora, il movimento nasce sui social, non ha un leader unico né legami con partiti politici, e raccoglie cittadini che si sentono “lasciati indietro“. Un sondaggio condotto dal think tank Jean-Jaures su oltre mille sostenitori di ‘Blocchiamo Tutto‘, ha rilevato che il 69% ha votato per il partito di Jean-Luc Melenchon alle presidenziali 2022, mentre solo il 2% per Emmanuel Macron ed il 3% per Marine Le Pen.
Nelle ultime 24 ore effettuati oltre 280 interventi dai vigili del fuoco in alcune aree del Nord e del Centro Italia
Il treno bloccato nel Lecchese – Vigili del Fuoco
Maltempo sull’Italia oggi mercoledì 10 settembre. Una forte ondata di pioggiasi è abbattuta sulla Lombardia durante la notte, provocando allagamenti e danni in varie aree della regione: in particolare nel Lecchese, i vigili del fuoco sono riusciti a bloccare un treno a pochi metri da una voragine che si era aperta nei pressi della stazione di Bulciago a causa delle abbondanti piogge, che hanno eroso la massicciata.
Numerosi gli interventi anche nel territorio della provincia comasca, dove le squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per evacuare alcune abitazioni nei comuni di Torno e Blevio, colpiti dall’esondazione di diversi torrenti montani. Diversi automobilisti sono stati soccorsi dopo essere rimasti bloccati all’interno dei propri veicoli. La Sp Lariana risulta attualmente chiusa al traffico per allagamenti e smottamenti.
Maltempo in Friuli – L’afflusso di correnti sudoccidentali in quota, che sta precedendo l’arrivo di un fronte atlantico, ha determinato dalla serata di ieri rovesci sparsi e qualche temporale anche in Friuli. Nelle ultime 12 ore le precipitazioni più significative si sono verificate sulla costa, in particolare nei dintorni della foce del Tagliamento fra Lignano Sabbiadoro e Bibione, dove sono stati registrati fino a 70 mm di pioggia, fra 30 e 50 mm i cumulati sulla Bassa pianura udinese e nell’Isontino. Sulle altre zone le piogge sono state più attenuate, a parte Gemona del Friuli dove sono caduti 40 mm circa. E’ presente vento moderato dai quadranti orientali sulla costa, da sud o sudovest in quota (30-40 km/h)
Nelle prossime ore i modelli matematici confermano la persistenza dell’afflusso di correnti meridionali molto umide e instabili fino a stasera, con piogge intermittenti da abbondanti a intense, anche temporalesche su tutta la regione. Saranno possibili temporali anche forti e piogge molto intense stazionarie, più probabili sulla costa e sulla bassa pianura e in genere su tutta la fascia orientale. Sulla costa inizialmente soffierà vento dai quadranti orientali in genere moderato, nelle ore centrali girerà da sud, divenendo anche sostenuto, nel pomeriggio infine ruoterà da sudovest. Possibili mareggiate specie fra Lignano e Grado. In serata cessazione delle precipitazioni su pianura e costa, residue piogge sulla zona montana, localmente abbondanti. Nel corso della notte non si sono registrate segnalazioni dal territorio regionale. A partire dalle 6 di stamattina stanno arrivando alla SOR segnalazioni di allagamenti a Lignano Sabbiadoro a causa delle piogge che stanno interessando l’area. Al 112 dopo le 6 sono arrivate 8 chiamate per allagamenti da Lignano Sabbiadoro, Latisana e Bibione.
Maltempo, 280 interventi vigili del fuoco in poche ore – Nelle ultime 24 ore effettuati 280 interventi dai vigili del fuoco in alcune aree del Nord e del Centro Italia, tra Lazio, Liguria, Toscana e Lombardia. Sono state 100 le richieste di soccorso gestite dalla sala operativa del Comando di Roma ed effettuate nella notte dai vigili del fuoco a causa del maltempo: Bracciano, Sacrofano, Montelibretti, Castelli Romani e parte del litorale romano le zone maggiormente colpite. Squadre al lavoro per la rimozione di alberi e rami caduti, danni d’acqua, la messa in sicurezza di insegne e pali pericolanti. Dalle 3.15, a seguito di avverse condizioni meteo che hanno causato anche l’esondazione di alcuni torrenti, sono stati effettuati nel comasco 40 interventi: nei comuni di Blevio e Torno evacuate 19 persone da strutture allagate o danneggiate (foto). Più di 15 le operazioni svolte nella notte a Lecco, dove uno smottamento ha interrotto un tratto della locale linea ferroviaria.
Pioggia e vento anche in Toscana nelle province di Massa Carrara (30 interventi) e Livorno (60): maggiori criticità sull’Isola d’Elba, dove una frana ha comportato l’interruzione della viabilità in loc. Forno, isolando temporaneamente circa 200 abitanti. Maltempo anche a La Spezia, 40 gli interventi svolti per prosciugamenti, la messa in sicurezza di alberi pericolanti e il soccorso ad automobilisti in difficoltà nei sottopassi allagati.
Maltempo Bergamo, numerosi allagamenti. A Dalmine chiuso per due ore il sottopassaggio della statale. A Verdellino serve la scala per arrivare in stazione
I temporali sono cominciati nella notte causando diversi disagi in tutta la provincia. Le previsioni per il resto della giornata
I primi scrosci sono iniziati alle 2 e da allora sulla Bergamasca si è scatenata una serie di temporali, e prima delle 8 erano già caduti 45 millimetri di pioggia con un’intensità massima di 84 millimetri intorno alle 5.30. In valle alle 9 erano caduti 89 millimetri, con il massimo di intensità a 129, nella Bassa 40 millimetri ma poco prima delle 8 l’intensità era di 203.
A Dalmine è stato chiuso alle 7.30 per allagamento il sottopassaggio della Tangenziale Sud che conduce all’autostrada, con il traffico deviato in superficie sulla 525, dove si sono create lunghe code. Sul posto polizia locale e carabinieri. Alle 9.15 è stato possibile riaprire la carreggiata in direzione Stezzano e un quarto d’ora dopo anche quella verso Villa d’Almè.
Maltempo a Bergamo, il sottopassaggio di Dalmine chiuso per allagamento
A Bergamo ci sono stati grossi problemi fra le 7.15 e le 8, con allagamenti nei sottopassaggi di Colognola, via delle Valli, Valtesse e via dei Caniana, dove i tombini non riuscivano ad assorbire le forti piogge e dove i tecnici sono intervenuti per liberarli dagli intasamenti. Per lo stesso motivo è rimasta allagata per molto tempo via Goisis,riempita dalla pioggia che scendeva dalla Maresana. Con il cessare della pioggia i problemi sono rientrati ovunque. A Verdello chiuso per allagamento il sottopasso di via don Minzoni, lo stesso per quello del centro commerciale Francesca è chiuso; si può accedere dagli svincoli laterali e per quello di via Morletta.
Verdello, il sottopassaggio di via don Minzoni
A Verdellino, proprio per l‘allagamento del sottopassaggio vicino alla stazione, è stato necessario mettere una scaletta per permettere ai pendolari che si trovano dal lato opposto dei binari, di riuscire ad arrivare alla banchina ferroviaria. Sulla linea Bergamo-Milano sono stati segnalati ritardi. A Brignano vigili del fuoco in azione in via Galliari per garage allagati. Disagi per allagamenti sono segnalati in diverse strade provinciali.
La scaletta per arrivare alla stazione da Verdellino
Secondo le previsionila pioggia dovrebbe concedere una tregua in tarda mattinata con il sole che dovrebbe spuntare attorno a mezzogiorno, ma con il ritorno della pioggia in serata.
Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali di Regione Lombardia ha emanato l’allerta meteo gialla per temporali e per rischio idrogeologico sulla zona di Bergamo. La Protezione Civile e la Polizia Locale di Begamo sono operative per il monitoraggio continuo del territorio cittadino. Il Centro Funzionale nella mattinata di oggi analizzerà i nuovi scenari previsionali a disposizione e rivaluterà i codici colore di allerta validi dalla seconda parte della giornata.
Durante l’allerta meteo, si invita a porre particolare attenzione alle aree in prossimità di sottopassi, argini e ponti, strade con forte pendenza e, in generale, alle zone più basse rispetto al territorio circostante. Inoltre, si ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature dei cantieri, dehors e tende; è importante inoltre provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che potrebbero essere spostati dalle intemperie.
SITUAZIONE. Sarà organizzata in due fasi l’ondata di maltempo che interesserà buona parte d’Italia nelle prossime 72 ore. Martedì un primo sistema frontale di origine atlantica ha già raggiunto tratti delle regioni settentrionali e dell’alto Tirreno e nella notte ha scaricato ingenti quantitativi di pioggia tra Levante Ligure e alta Toscana. Gli accumuli pluviometrici toccano i 140mm sul Massese, 90mm sullo Spezzino. Nel corso della giornata il fronte scorrerà su tratti delle regioni centro-settentrionali portando qualche rovescio o temporale, mentre mercoledìentrerà in azione quello vero e proprio, con un peggioramento anche intenso al Nord, in Sardegna e sulle regioni tirreniche. Nell’arco delle 48 ore, fino a mercoledì sera, sono previsti accumuli complessivi fino a 80/100mm sull’alta Lombardia, 100/120mm su alto Veneto e Friuli VG, circa 120/140mm su gran parte della Toscana e alto Lazio, locali punte di 100-150mmnon escluse sull‘Umbria meridionale.Giovedì il maltempo si sposterà verso il Sud colpendo il basso Tirreno, mentre al Centro-Nord si andrà verso un miglioramento. Ecco nel dettaglio:
METEO PROSSIME ORE – Al Nord irregolarmente nuvoloso su Nordovest e Lombardia con qualche pioggia in estensione in giornata al Triveneto, fenomeni più sporadici su basso Veneto ed Emilia Romagna. In serata piogge in intensificazione al Nordovest, specie in Piemonte. Al Centro instabile fin dalle prime ore della giornata sull’alta Toscana con piogge e temporali che diverranno estesi dal pomeriggio su gran parte della regione e si estenderanno, in forma debole, a Umbria, Marche e alto Lazio; fenomeni assenti con maggiori schiarite in Abruzzo. Al Sud poco o parzialmente nuvoloso, maggiori addensamenti su Sicilia e regioni tirreniche, senza fenomeni di rilievo. In Sardegna variabilità con qualche piovasco più frequente sul versante tirrenico. Temperaturein aumento al Sud.
METEO MERCOLEDI’ – Al Nord maltempo anche intenso sin dal primo mattino al Nordovest, con piogge e rovesci anche temporaleschi in rapida estensione a Triveneto ed Emilia Romagna; possibili nubifragi su Levante Ligure, ovest Emilia, alta Lombardia e alto Triveneto, ma già in mattinata subentro di variabilità al Nordovest, con fenomeni più intermittenti. Al Centro piogge e rovesci anche intensi e temporaleschi fin dal mattino su Toscana, Umbria e Lazio, con possibili nubifragi in giornata; maltempo anche su alte Marche e zone più interne dell’Abruzzo, fenomeni più sporadici invece su basse Marche e resto dell’Abruzzo. In serata fenomeni in attenuazione in Toscana. Al Sud iniziali schiarite, poi instabilità in aumento sul versante tirrenico con rovesci anche temporaleschi la sera in Campania, variabile sulle altre regioni con locali e brevi piovaschi in serata sul Salento. In Sardegna piogge e rovesci anche intensi sin dalle prime ore della giornata, specie sul versante occidentale. Tra pomeriggio e sera fenomeni in attenuazione con parziali schiarite. Temperature in diminuzione al Centro-Nord.
METEO GIOVEDI’ – Al Nord tende a schiarire al Nordovest, Lombardia ed Emilia Romagna, variabile sul Triveneto con qualche rovescio più frequente nel pomeriggio su zone alpine e Friuli VG, ma in definitiva attenuazione in serata con schiarite. Al Centro nubi sparse e schiarite anche ampie, un po’ di variabilità nel pomeriggio sulle zone interne della Toscana con qualche locale breve piovasco; in serata asciutto ovunque con ampie schiarite. Al Sud instabile sul versante tirrenico con rovesci anche temporaleschi su Campania e nord Sicilia, in attenuazione in serata; variabile sulle altre regioni con qualche rovescio sul Salento. In Sardegna schiarite ampie schiarite, salvo un po’ di variabilità diurna sulle zone interne. Temperature in ripresa al Centro-Nord, in calo al Sud.
Già sperimentata agli ultimi Mondiali per club, verrà utilizzata per la prima volta nel nostro campionato
@LaPresse
Juventus-Inter, partita in programma sabato 13 settembre alle 18 all’Allianz Stadium e valevole per la terza giornata del campionato di serie A, sarà caratterizzata dall’introduzione di una novità storica per il nostro campionato: la RefCam, già sperimentata durante gli ultimi Mondiali per club.
Cos’è la Refcam – La Refcam è una telecamera ultramoderna che permette di assistere al match dal punto di vista privilegiato del direttore di gara. Un modo per immergersi appieno all’interno della sfida osservando la partita da distanza ravvicinata. Questo strumento, come detto, è stato utilizzato in via sperimentale anche nel corso degli ultimi Mondiali per club che si sono tenuti negli Stati Uniti.
Il comunicato – “La Lega Calcio Serie A – si legge nel comunicato ufficiale – si appresta ad un’altra giornata storica nell’evoluzione dello spettacolo televisivo delle partite e dell’innovazione tecnologica. In occasione della grande sfida di Serie A Enilive Juventus-Inter, in programma sabato 13 settembre alle ore 18.00 all’”Allianz Stadium” di Torino, farà il suo esordio in Italia la Refcam, una telecamera ultramoderna che consente di assistere all’evento-partita dal punto di vista privilegiato del direttore di gara”.
“Lega Calcio Serie A è, infatti, una delle Leghe professionistiche europee che è stata selezionata per la sperimentazione dell’utilizzo della Refcam nelle dinamiche di ripresa in occasione delle Competizioni ufficiali, in ottemperanza ai protocolli redatti da FIFA e IFAB, già testati nel recente Fifa Club World Cup”.
“La micro-camera ad alta risoluzione, con il peso di soli 6gr., verrà montata alla base dell’archetto del microfono del Primo Ufficiale di gara e sarà utilizzata nel corso del warm-up, in live durante il match, in occasione della preparazione dei calci di punizione e situazioni analoghe, o per mostrare replay dall’alto tasso di spettacolarità. Essendo la stessa ricompresa nel novero di camere a disposizione della produzione televisiva, sarà regolarmente consegnata come segnale isolato al VAR”.
De Siervo: “Esperienza sempre più coinvolgente per i tifosi” – “L’introduzione della Refcam nel nostro campionato rappresenta non solo un ulteriore passo nel percorso di innovazione che stiamo portando avanti con costanza e determinazione, ma soprattutto fornisce finalmente ai tifosi la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle differenti azioni di gioco – ha affermato Luigi De Siervo, AD Lega Calcio Serie A -. Il nostro obiettivo è, infatti, offrire al pubblico un’esperienza sempre più coinvolgente e immersiva, valorizzando lo spettacolo del calcio con prospettive inedite ed immagini esclusive. La Lega è da sempre in prima linea nell’adozione delle nuove tecnologie, consapevole del ruolo centrale che esse rivestono nell’evoluzione della fruizione televisiva, nella promozione del nostro prodotto a livello globale e nella trasparenza delle decisioni assunte dai direttori di gara“.
Esordio della Refcam al derby d’Italia. Zappi: “Si capirà la complessità di arbitrare, spero sia produttivo”
Già sperimentata agli ultimi Mondiali per club, verrà utilizzata per la prima volta nel nostro campionato
Dopo l’esordio alla Fifa Club World Cup, la Refcam è pronta all’esordio anche in Serie A. Il fischio d’inizio del connubio tra lo sport più amato d’Italia e la telecamera ultramoderna che consente di assistere all’evento sportivo dal punto di vista del direttore di gara è previsto per il prossimo 13 settembre alle 18.00. Orario e data che coincidono, e non per caso, con il derby d’Italia. “L’introduzione della Refcam – ha detto il Presidente dell’AIA, Antonio Zappi, come riporta TMW– fornirà a tutti la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle azioni di gioco da valutare, consentendo quindi di comprendere appieno ai tifosi come la funzione arbitrale sia assai complicata già a livello di percezione visiva dei fatti di gioco dinamici. È un compito ulteriore ed aggiuntivo che viene richiesto ai nostri ragazzi per valorizzare lo spettacolo del calcio con prospettive inedite ed immagini esclusive al quale noi aderiremo con la consueta disponibilità all’innovazione tecnologica degli arbitri italiani.
Auspichiamo tuttavia – ha aggiunto – che presto queste novità possano diventare anche produttive per generare nuove risorse economiche per la crescita e la formazione del movimento arbitrale che a questo nuova modalità di fruizione dello spettacolo dà un importante e diretto contributo. Mi piacerebbe, a fronte di un impegno professionale sempre maggiore richiesto agli arbitri di vertice per accrescere il valore del prodotto calcio, che fosse previsto anche un dividendo compensativo come quello di poter avere in determinate gare accesso agli stadi per i nostri giovani arbitri. Non un accesso gratuito, ma virtualmente finanziato da queste nuove prestazioni che il calcio ci chiede“.
Danni anche a Massa e Carrara. Mercoledì allerta arancione
Strade e scantinati allagati, persone salite sui tetti delle case o bloccate in auto e poi messe in salvo, sottopassi ferroviari completamente sott’acqua, crolli ed esondazioni.
È il bilancio di una giornata — quella di martedì 9 settembre — funestata dal maltempo in diverse aree della Toscana: le zone più colpite sono state la provincia di Massa Carrara, all’alba, e soprattutto l’Isola d’Elba, sulla quale nel pomeriggio si è abbattuta una vera e propria bomba d’acqua, in modo particolare a Portoferraio. Dove ora imperversano le polemiche.
Ma l’ondata non è ancora finita: l’allerta arancione diramata dalla sala regionale della protezione civile per rischio idrogeologico e temporali forti è in vigore fino alle 13 di mercoledì su Toscana centrale e Arcipelago, con possibili grandinate e raffiche di vento. Allerta gialla invece per rischio idrogeologico e temporali forti sul resto della regione, fino alla mezzanotte sempre di oggi.
Portoferraio è stata investita ieri da un nubifragioche ha visto cadere 60 millimetri di pioggia nel giro di mezzora, col sindaco Tiziano Nocentini costretto a lanciare un appello social in fretta e furia nel quale invitava la gente a non uscire di casa per nessun motivo. Il traffico è rimasto infatti completamente bloccato in tutte le direzioni, costringendo le squadre dei soccorritori del Comune e della protezione civile a un super lavoro. Colpita in modo particolare la zona del Carburo, quartiere già alluvionato nei mesi scorsi: sui social hanno iniziato ben presto a circolare video girati dai residenti, nei quali era possibile vedere un livello di acqua molto alta sulla provinciale che immette verso gli imbarchi dei traghetti.
Le linee telefoniche sono state interrottedopo il fortissimo nubifragio, a causa di allagamenti in uffici e negozi: segnalati anche soccorsi per recuperare chi si è trovato bloccato nei sottopassi, con alcune persone salite sui tetti delle case. Per le emergenze legate all’alluvione di ieri, il Comune invita i cittadini a contattare il numero di telefono 0565/937252.
Accese polemiche sui social da parte dei residenti per i mancati interventi di prevenzione, dopo il nubifragio dello scorso febbraio che aveva colpito la stessa zona (con tre alluvioni nel giro di sette mesi, compresa quella di ieri).
Problemi anche a Massa, dove all’alba di ieri si sono registrati allagamenti diffusi che hanno riguardato in modo particolare la zona della stazione ferroviaria, dove il sottopasso di accesso ai binari è stato completamente inondato dall’acqua e chiuso.
A Carrara — dove sono caduti in pochissime ore 138 millimetri di pioggia — nella notte fra lunedì e ieri a destare forti preoccupazioni (con tanto di telefonate ai cittadini da parte della protezione civile e del Comune) è stata la situazione del torrente Carrione, arrivato a un passo dall’esondazione poi scongiurata. Le situazioni più critiche si sono verificate nelle zone di Avenza, Marina e Fossone, dove l’acqua ha invaso scantinati e piani terra, sollevando l’asfalto in più punti. Allagamenti anche nella zona dello stadio e di Battilana, dove sono fuoriusciti diversi canali: frane e piccoli smottamenti si sono verificate a Fontia, Gragnana, Castelpoggio e Miseglia, dove a cedere è stata una porzione del muro della ex scuola elementare.
Vista l’impossibilità di utilizzare San Siro per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali, Lega e Figc hannoscelto Perth per la gara di campionato dell’8 febbraio 2026. L’esecutivo Uefa deciderà il prossimo 11 settembre
Tifosi rossoneri fuori dallo stadio di San Siro
Da una parte Lega Calcio, sponsor, e federazioni molto ospitali (anche per evidenti logiche commerciali) ma lontanissime dalla nostra; dall’altra Uefa, tifosi di due squadre lombarde (con Codacons accodato), qualche politico locale e addirittura l’Unione Europea. Mezzo mondo (è il caso di dirlo) si sta scomodando per una semplice partita di calcio del campionato di serie A, ovveroMilan-Como.
Il precedente – Come se non bastasse l’aver già esportato in Arabia Saudita laSupercoppa Italiana, a 5mila chilometri da Roma, durante le feste natalizie. Purtroppo il destino (ovvero il calendario reso noto nella prima settimana di giugno) ha programmato il match in questione per l’8 febbraio del 2025, due giorni dopo la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Come fare? E soprattutto, dove andare?
L’idea – Di qui l’idea “partorita“ circa due mesi fa nei Palazzi del pallone nostrano, ovvero spostare il match altrove, addirittura in Australia. Dopo il nullaosta della Figc, a metà luglio, apriti cielo. Polemiche in crescendo, se è vero che una normalissima partita di calcio ha assunto, negli ultimi giorni, le sembianze di un vero e proprio intrigo internazionale. Al punto che qualcuno ha parlato persino di “tradimento”.
Milan-Como giocata nel marzo scorso
Perché in fondo, Perth (capitale dell’Australia Occidentale), dista ben 13.670 km da Milano, raggiungibile con un non troppo comodo volo della durata variabile fra le 20 e le 22 ore (e sette fusi orari da smaltire). Insomma, non sembra proprio che il trasloco sia “un piccolo sacrificio” per i tifosi rossoneri e lariani come invece pensano in via Rosellini.
A favore – “Portare una partita all’estero non significa esportare il campionato, ma far conoscere a nuovi pubblici l’eccellenza del calcio italiano, rafforzando la competitività del sistema e generando risorse che hanno ricadute positive su tutto il movimento, anche a livello giovanile e amatoriale, a fronte di un piccolo sacrificio richiesto ai tifosi del Milan e del Como, che ne trarranno comunque beneficio in termini di maggiore visibilità e popolarità a livello mondiale”.
I contro – Detto che l’11 settembre, a Tirana, l’Esecutivo della Uefa dovrà decidere se approvare o bocciare la “discutibile“ proposta della Lega, vediamo chi sono i “contrari“. Intanto c’è la dichiarazione congiunta firmata da425 gruppi di tifosi in rappresentanza di 25 Paesi che invita Nyon a non autorizzare la delocalizzazione di un match di campionato.
Ma poi ci sono altre dure e autorevoli prese di posizione di chi vuole opporsi a questa soluzione. A cominciare proprio dal presidente della Uefa, lo sloveno Alexander Ceferin, il quale ha manifestato la propria contrarietà ma pure evidenziato una certa “rassegnazione“.
Aleksander Ceferin, presidente Uefa
“Non siamo contenti, ma per quanto abbiamo verificato dal punto di vista legale non abbiamo molti margini se le federazioni sono d’accordo – le parole del numero uno del calcio continentale -. In questo caso entrambe hanno dato il loro consenso (il riferimento è anche alla “Liga“ visto che il 20 dicembre dovrebbe disputarsi Villarreal-Barcellona a Miami, ndr). Resta il fatto che in futuro dovremo discuterne molto seriamente, perché il calcio europeo dovrebbe essere giocato in Europa: i tifosi devono poter seguire le partite in casa, non tutti possono andare in Australia o negli Stati Uniti”.
Poi Ceferin ha aggiunto: “Apriremo questa discussione anche con la Fifa e con tutte le federazioni, perché non credo sia una buona soluzione. Se si tratta di un’eccezione o c’è un motivo specifico, può andare ma, in linea di principio, le squadre europee dovrebbero restare in Europa, perché i loro tifosi vivono qui”. E a loro, invece, viene richiesto di fare i globetrotter.
Unione europea – Ancora più forti, nelle ultime ore, le dichiarazioni diGlenn Micallef, Commissario europeo per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, il quale si è schierato apertamente contro le eventuali partite al di fuori dei confini continentali:
“Il calcio europeo appartiene all’Europa. Nelle ultime settimane quella che dovrebbe essere un’ovvietà è stata messa in discussione dalla decisione della Liga e della Serie A di disputare incontri di campionato al di fuori dei nostri confini, negli Stati Uniti e in Australia.
Quando ho sentito la tesi secondo cui giocare una sola partita di campionato fuori dall’Europa su 380 partite totali sarebbe innocuo, non potevo che essere in disaccordo. Una sola partita di campionato al di fuori dell’Europa è già una partita di troppo. È una questione di principio. Il calcio è comunità, è un bene pubblico, fa parte della nostra identità. Lo so non solo come politico, ma anche come tifoso.
E i club si basano sull’impegno dei tifosi, molti dei quali fanno grandi sacrifici personali per sostenerli in ogni circostanza. Privarli delle partite non è innovazione ma tradimento della fiducia. Anche l’Associazione spagnola dei calciatori professionisti si è opposta all’opzione di giocare negli Usa, così come l’allenatore del Como”.
Cesc Fabregas, allenatore Como
Il tecnico – In effetti sull’argomento Cesc Fabregas è stato molto chiaro: “Non è stata chiesta la mia opinione su questa cosa. Penso non sia bello per i nostri tifosi”, appoggiando così la dura presa di posizione del Commissario Ue che continua la sua analisi: “Ciò che è in gioco qui è proprio l’integrità del modello sportivo europeo, che è fondato su club forti e basati sulla comunità. Senza la comunità, il modello crolla. Portare le partite di campionato nazionali fuori dall’Europa significa minare il cuore stesso del calcio europeo. Spero che i veri tifosi di calcio del Vecchio Continente facciano sentire la loro voce. Il calcio europeo appartiene all’Europa”.
Due carabinieri sono rimasti lievemente feriti. Al momento non risultano coinvolti i dipendenti dell’azienda
L’esplosione avvenuta a Pianura (foto NapoliToday)
Momenti di paura tra i cittadini. Tanto che qualcuno ha pensato a una scossa di terremoto. Nel quartiere Pianura di Napoli un forte boato ha messo in allarme la popolazione. Tutto è partito da un’esplosione che ha coinvolto una fabbrica di fuochi d’artificio.Fiamme e colonne di fumo nero sono stati visibili a chilometri di distanza.
Feriti due carabinieri – L’esplosione è avvenuta martedì 9 settembre in via Vicinale grottole. I residenti sono riusciti a documentare alcuni istanti dell’esplosione che ha destato allarme. I cittadini hanno allertato i soccorsi e i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto con carabinieri e sanitari del 118.
Al momento risultano lievemente feriti due carabinieri. Si tratta di due militari del nucleo radiomobile di Napoli. Non risultano feriti tra i dipendenti della fabbrica.
È tutto pronto: martedì 9 settembre, Apple presenta la nuova, attesissima, famiglia di iPhone 17. Tra le altre novità ci saranno anche le nuove generazioni di Apple Watch e AirPods.
L’appuntamento è per le 19, ora italiana. Today.it seguirà l’evento con aggiornamenti in diretta.
Super fotocamera per iPhone 17 Pro e 17 Pro Max? – Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi, i due smartphone super top di gamma di Apple, iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max, porteranno con sé una lunga serie di migliorie sul fronte della fotocamera: non che fosse diversamente negli anni passati, ma il 2025 (e il 2026 di conseguenza) potrebbe essere l’anno giusto (anche) per i professionisti per acquistare uno smartphone pensato in particolar modo per scopi creativi di un certo livello.
‘Camera bar’ per iPhone 17 Pro (Max) – Il primo cambiamento evidente riguarda il design. Il modulo della fotocamera, infatti, dovrebbe essere ripensato in stile ‘camera bar’, pur mantenendo il classico allineamento a triangolo delle tre lenti. Nella nuova disposizione, microfono, flash e sensore LiDAR dovrebbero essere spostati sul lato destro, liberando di conseguenza più spazio per sensori fotografici di dimensioni maggiori.
Tra le novità più significative ci sarebbe tuttavia un nuovo teleobiettivo da 48 megapixel, in grado di garantire immagini ben più dettagliate anche con lo zoom attivo. La nuova ottica potrebbe sfruttare il ‘ritaglio ottico’, una funzione già presente sulla famiglia di Iphone 14 Pro, che permette di ottenere degli scatti ingranditi senza perdere qualità nell’immagine, il tutto sfruttando la porzione centrale del sensore.
Come cambia Apple Watch, le ultime indiscrezioni – Dopo un update significativo nella precedente generazione, Apple Watch 11 dovrebbe ricevere aggiornamenti piuttosto contenuti rispetto al recente passato. Di certo, dovrebbe avere in dotazione un chip più performante, per prestazioni migliorate e un nuovo modem con supporto per il 5G.
Da tempo Apple sta lavorando anche a nuove funzionalità di monitoraggio, su tutte quella relativa alla pressione sanguigna, ma non filtra ottimismo sull’implementazione già a partire da quest’anno.
Il dispositivo di punta, Apple Watch Ultra dovrebbe invece disporre di un display più grande rispetto al passato (422×514 pixel, secondo quanto riferisce il sito di settore 9to5Mac.com), con cornici più ridotte e un nuovo chip S11 integrato per prestazioni ancora più veloci.
iPhone 17, quattro smartphone (con una novità) – La famiglia dei nuovi iPhone 17 sarà formata, come di consueto, da 4 smartphone, ma con una sostanziale novità rispetto al passato: fuori la versione Plus, dentro il nuovissimoiPhone 17 Air, modello ultra-sottile, con display da 6,6″ e uno spesso di 5,5 millimetri.
Confermati invece iPhone 17 modello base, con display da 6,3 pollici, e i super top di gamma, iPhone 17 Pro e 17 Pro Max con grandi novità sul comparto fotografico, che sarà sviluppato su una barra orizzontale
Aeroporto di Londra, passeggeri evacuati e servizi di emergenza sul posto. L’allarme è ora rientrato
Londra, terminal dell’ Heathrow Airport
È stato riaperto il Terminal 4 dell’aeroporto diLondra–Heathrow, chiuso dopo l’evacuazione di passeggeri a causa del sospetto di una fuga di sostanze potenzialmente pericolose nell’area check-in. Lo riporta la BBC, citando i responsabili dello scalo.
L’allarme è rientrato e le operazioni al terminal sono riprese regolarmente. La polizia ha spiegato che alcune persone hanno accusato malessere e sono state soccorse dai servizi di emergenza per l’inalazione di fumo, ma nessuno versa in gravi condizioni. Al momento non risultano arresti né segnalazioni di ulteriori rischi per passeggeri e personale.
Protesta nella città natale del ct azzurro: contestata la partita tra Italia e Israele in programma stasera in Ungheria
Uno striscione con la scritta «Rino non si gioca con chi uccide bambini» è comparso davanti all’abitazione di Gennaro “Rino” Gattuso, commissario tecnico della Nazionale italiana, a Schiavonea, frazione di Corigliano-Rossano, in Calabria. L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di cittadini della città natale dell’allenatore, che contestano la scelta di disputare la partita traItalia e Israele, in programma questa sera, 8 settembre, in Ungheria, con gara di ritorno prevista il 14 ottobre.
In una nota, i promotori hanno spiegato le ragioni della protesta, chiedendo che FIFA, UEFA e FIGC prendano una posizione netta: «Sembra assurdo – scrivono – che non si sia ancora deciso di sospendere Israele dalle competizioni internazionali, rifiutando di giocare contro un Paese che utilizza sport, social e cinema come strumenti di legittimazione del genocidio del popolo palestinese». Secondo i cittadini, lo sport «non è estraneo a ciò che accade intorno, ne è semmai un riflesso». La vicenda arriva poche ore prima del calcio d’inizio della gara, che si annuncia adesso ancora più delicata sul piano politico oltre che sportivo.
Israele-Italia, tifosi azzurri si girano di spalle durante l’inno avversario
Polemica dei tifosi italiani durante l’inno avversario. Gli “ultras” della Nazionale hanno deciso di dare le spalle al campo, durante l’inno diIsraelein segno di protesta. Le due squadre si stanno affrontando su un campo neutro, quello di Debrecen, in Ungheria.
I tifosi non sono molti, si arriva all’incirca a 2000 in tutto. Oltre al gesto di dare le spalle, ci sono stati anche diversi fischi, che hanno evidenziato ancora di più lo stato contrariato dei tifosi azzurri. Dall’altra parte, Israele gioca invece col lutto al braccio, come segno di vicinanza alle sei vittime dell’attentato terroristico di Gerusalemme.
Il sisma a largo dell’isola di Eubea, avvertito anche nella capitale. L’epicentro in mare. Il sindacdo di Maratona: “Intenso, ma finora non sono stati segnalati danni”
Un terremoto di magnitudo 5,1 è stato registrato in Grecia, a Nea Stira, a nord est di Atene. Il sisma si è verificato al largo dell’isola di Eubea ed è stato fortemente avvertito ad Atene. L’epicentro è stato localizzato in mare a 45 km a nord-est della capitale greca e a 4 km dalla costa della località balneare di Nea Stira. Sul canale televisivo pubblico ERT, il sindaco della città di Maratona Stergios Tsirkas vicino all’epicentro, ha assicurato: “Il terremoto è stato molto intenso, ma finora non sono stati segnalati danni“.
Già nel mese di maggio un violento terremoto di magnitudo 6.1 ha scosso il mare al largo di Creta, facendo tremare la terra fino all’Egitto e arrivando a essere percepito persino ad Atene. Già nei mesi precedenti, l’arcipelago aveva dato segnali di inquietudine: a gennaio e febbraio la zona di Santorini, celebre meta turistica del Mar Egeo, era stata attraversata da un’intensa sequenza sismica, con migliaia di scosse che avevano costretto molti abitanti ad abbandonare le proprie case.
La Grecia, adagiata su più faglie geologiche del Mediterraneo sud-orientale, convive da sempre con il rischio sismico. L’episodio più tragico degli ultimi anni risale all’ottobre 2020, quando un terremoto di magnitudo 7 colpì l’isola di Samo e la vicina costa turca: due le vittime sull’isola greca, oltre cento nella città portuale di Smirne.
L’incendio del campanile della chiesa (foto Ufficio stampa comune Rocca Priora)
Incendio a Rocca Priora, nella zona di Colle di Fuori, dove un incendio ha avvolto la parte alta del campanile della chiesa della Madonna del Buon Consiglio. Le fiamme sono divampate nella mattinata di lunedì 8 settembre.
Secondo quanto appreso, nella struttura di via Buonarroti erano in corso dei lavori di restauro. Il rogo, come ha informato il comune, ha danneggiato la struttura. Al momento non ci sarebbero feriti.
Sul posto i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e la polizia locale per la messa in sicurezza dell’area. Ancora in atto le operazioni di bonifica e verifica di stabilità dell’edificio.
“Le cause del rogo – hanno detto dall’amministrazione comunale – restano da accertare e saranno oggetto di indagine da parte delle autorità competenti. Il sindaco presente sul posto e tutta l’amministrazione esprimono la propria vicinanza alla comunità di Colle di Fuori, consapevoli del valore storico e spirituale che la chiesa rappresenta, e ringraziano i soccorritori per il tempestivo e prezioso intervento“.
L’area check-in del Terminal è stata “chiusa ed evacuata” a causa di un “incidente” ha comunicato la direzione dello scalo
Londra, terminal dell’ Heathrow Airport
Il Terminal 4 dell’aeroporto di Heathrow, il principale scalo europeo e uno dei sei aeroporti dell’area metropolitana di Londra, è stato evacuato questa sera a seguito di un incidente che ha sollevato timori per una possibile perdita di materiali pericolosi. La notizia ha generato apprensione tra i passeggeri e il personale dell’aeroporto.
Secondo quanto comunicato da un portavoce di Heathrow alla BBC, l’evacuazione è stata disposta per consentire l’intervento dei servizi di emergenza, che stanno gestendo un “possibile incidente legato a materiali pericolosi”. Immagini diffuse dai media mostrano una colonna di fumo che si leva dal Terminal 4, alimentando le speculazioni sulla gravità dell’accaduto. Al momento, le autorità non hanno fornito dettagli specifici sulla natura delle sostanze coinvolte, ma hanno confermato che squadre specializzate, vigili del fuoco e ambulanze sono state dispiegate sul posto per precauzione.
L’aeroporto ha invitato i passeggeri a non recarsi al Terminal 4 fino a nuovo avviso, garantendo assistenza a coloro che si trovano già nella zona. Nel frattempo, i treni che collegano l’aeroporto hanno sospeso le fermate al Terminal 4 per motivi di sicurezza. Gli altri terminal (1, 2, 3 e 5) continuano a operare normalmente, senza interruzioni significative ai voli in partenza e in arrivo.
Un hub internazionale come Heathrow gestisce milioni di passeggeri ogni anno. I vigili del fuoco di Londra, intervenuti tempestivamente, stanno collaborando con le autorità aeroportuali per chiarire le cause dell’incidente e valutare i rischi. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore, mentre si cerca di determinare l’entità della perdita e le sue potenziali conseguenze.
Per ora, le autorità raccomandano ai viaggiatori di seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’aeroporto e di evitare il Terminal 4 fino a quando la situazione non sarà risolta.
1 – L‘estateè finità. Dopo la breve ondata di caldo africano degli ultimi giorni, già nel corso di lunedì 8 settembre 2025 l’anticiclone comincerà a cedere al Nord, sotto la spinta di una perturbazione in graduale avvicinamento dall’Atlantico. Il peggioramento – atteso a partire da martedì 9 settembre 2025 – si accompagnerà a una generale intensificazione dei venti e un progressivo aumento del moto ondoso. Le stime sono per punte massime di 80 km/h al largo e un’onda massima fino a 2,5 metri.
2 – Le previsioni meteo di lunedì 8 settembre 2025 – La giornata di lunedì 8 settembre 2025 risulterà in prevalenza soleggiata sull’Italia, anche se sulle regioni settentrionali si assisterà a un progressivo aumento della nuvolosità medio-alta e stratificata, con le prime deboli piogge in arrivo sulle Alpi occidentali.
3 – Le previsioni meteo di martedì 9 settembre 2025
Irregolarmente nuvoloso al Nord con qualche pioggia in estensione in giornata al Triveneto, fenomeni sporadici invece su basso Veneto ed Emilia Romagna. Al Centro peggiora con piogge sparse in estensione in giornata a Umbria, Marche e in serata al Lazio, fenomeni assenti con maggiori schiarite in Abruzzo. Al Sud poco o parzialmente nuvoloso, maggiori addensamenti su Sicilia e regioni tirreniche, senza fenomeni. In Sardegna variabilità con qualche piovasco più frequente sul versante tirrenico.
Temperature in aumento al Sud, attese punte di 35°C. Progressivo rinforzo della ventilazione di Scirocco su tutti i bacini. Raffiche massime intorno ai 50 km/h sono attese verso sera su Tirreno meridionale, Stretto di Sicilia, Ionio ebasso Adriatico
4 – Le previsioni meteo di mercoledì 10 settembre 2025
Maltempo, anche intenso, sin dal primo mattino al Nordovest, con piogge e rovesci in rapida estensione a Triveneto e Emilia Romagna. Nubifragi su Levante Ligure, ovest Emilia, alta Lombardia e alto Triveneto. Al Centro piogge e rovesci, anche temporaleschi, su Toscana e Lazio, con possibili nubifragi in giornata. Maltempo anche su Umbria, alte Marche e zone più interne dell’Abruzzo. Al Sud nuvoloso sulle regioni tirreniche con piogge e rovesci su Campania e ovest Sicilia, variabilità altrove con locali piovaschi in giornata in Puglia, schiarite più ampie sulle zone ioniche. In Sardegna piogge e rovesci anche intensi sin dalle prime ore della giornata, specie sul versante occidentale.
Temperature in diminuzione al Centro-Nord. Caldo piuttosto intenso su Puglia, Calabria e Sicilia con picchi anche oltre i 35°C. Ulteriore rinforzo dei venti tra Sud e Sudest, le raffiche massime sono attese sul Tirreno centro meridionale, l’Adriatico e lo Ionio. Picchi fino a 70 km/h.
5 – Le previsioni meteo di giovedì 11 settembre 2025
Ampie schiarite su Lombardia e Emilia Romagna, variabile sul Triveneto con qualche rovescio più frequente nel pomeriggio su zone alpine e Friuli Venezia-Giulia. Al Centro spiccata variabilità con qualche rovescio più probabile al mattino sul versante tirrenico, specie sul Lazio, al pomeriggio in Abruzzo. Al Sud instabile sul versante tirrenico con rovescianche temporaleschi su Campania e nord Sicilia, variabile sulle altre regioni con locali e brevi piovaschi sul Salento. In Sardegna ampie schiarite, salvo un po’ di variabilità diurna sulle zone interne.
Temperature in ripresa al Centro-Nord, in calo al Sud. Raffiche fino a 80 km/h. Mari generalmente molto mossi, anche agitatiLigure e Tirreno settentrionale, dove non si escludono locali mareggiate.
6 – Le previsioni meteo di venerdì 12 settembre 2025
Le condizioni meteo dovrebbero migliorare da venerdì 12 settembre 2025. Atteso un lieve rialzo delle temperature al Nord, lieve calo, invece, al Sud ma con valori che non dovrebbero discostarsi troppo dalla media. Ventilazione e moto ondoso in graduale attenuazione su tutti i bacini.
Media, ‘terroristi armati sono saliti e hanno aperto il fuoco’
Secondo le prime informazioni fornite dal servizio di soccorso del Magen David Adom e dalla polizia, quattro persone sono rimaste uccise nell’attentato a Gerusalemme nord, al Ramot Junction. I terroristi sono saliti su un autobus della linea 62 e hanno aperto il fuoco.
Sono stati uccisi da un soldato che si trovava sul posto, secondo le prime informazioni.
Cinque feriti sono in gravi condizioni. Il notiziario di Channel 12 ha intervistato il paramedico del servizio ambulanze arrivato sul luogo dell’attacco: “Siamo arrivati, in massa non appena abbiamo sentito la segnalazione. Una volta sul posto abbiamo visto persone che giacevano prive di sensi ai lati della strada e sul marciapiede vicino alla fermata dell’autobus. C’è molta distruzione sulla scena, vetri rotti a terra e molta confusione. Abbiamo iniziato a fornire cure mediche ai feriti e continuiamo a curarli e a trasportarli in ospedale“.
1 –Elezioni, ai seggi sette regioni: quando si vota e chi sono i candidati– L’autunno 2025 porterà con sé una lunga serie di elezioni regionali, ma non ci sarà un’unica giornata di voto. Sette Regioni – Calabria, Campania, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Marche – organizzeranno le consultazioni in momenti diversi, scegliendo autonomamente le date. L’unico limite imposto dal Consiglio di Stato è che tutti i voti devono concludersi entro il 23 novembre. Tra candidature in bilico e alleanze in costruzione, si preannuncia un periodo politico ricco di tensioni e sorprese.
2 – Calabria: ritorno alle urne a ottobre – In Calabria il voto è fissato per il 5 e 6 ottobre. Il presidente uscente Roberto Occhiuto ha deciso di rimettersi in gioco dopo le dimissioni, garantendosi il sostegno compatto del centrodestra. Il centrosinistra ha puntato su Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex presidente dell’Inps, sostenuto da un’ampia coalizione di undici partiti. Azione, invece, ha scelto di non aderire all’intesa.
3 – Campania: il quadro ancora aperto – In Campanianon c’è ancora una data ufficiale. Dopo due mandati di Vincenzo De Luca, il centrosinistra ha individuato in Roberto Fico, esponente M5S ed ex presidente della Camera, il candidato di riferimento. Nel centrodestra la scelta è ancora incerta: tra i possibili nomi spiccano Edmondo Cirielli, Giosy Romano e soprattutto Mara Carfagna, esponente di Noi Moderati.
Puglia: ultima chiamata possibile – La Puglia dovrebbe votare il 23 novembre, ultima data utile. Il centrosinistra ha scelto Antonio Decaro, europarlamentare ed ex sindaco di Bari, come candidato principale, con la mediazione di Elly Schlein che ha convinto Michele Emiliano a non presentarsi come consigliere regionale. Sul fronte opposto, il centrodestra valuta nomi come Mauro D’Attis, ma il favorito sembra oggi Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e vicino alla premier Giorgia Meloni.
4 –Toscana: sfida tra conferma e novità – Le elezioni in Toscana sono in programma il 12 e 13 ottobre. Il governatore uscente Eugenio Giani si candida per un secondo mandato dopo aver superato dubbi interni a Pd e Movimento 5 Stelle. Il centrodestra punta sull’unità della coalizione presentando Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia e esponente di Fratelli d’Italia.
5 –Valle d’Aosta: statuto speciale e prime consultazioni – La Valle d’Aosta aprirà le urne il 28 settembre. Qui i cittadini voteranno solo per eleggere i consiglieri regionali; il presidente sarà scelto successivamente dal Consiglio regionale. I ballottaggi comunali, se necessari, sono previsti per il 12 ottobre, mentre la prima riunione del Consiglio è programmata per il 28 ottobre. La regione è attualmente guidata da Renzo Testolin (Union Valdôtaine), sostenuto dal Pd e da altri movimenti locali.
6 – Veneto: il dopo Zaia – In Veneto non è ancora stata fissata una data per le elezioni. Dopo 15 anni di governo di Luca Zaia, il centrodestra deve trovare il suo candidato ideale. Tra i nomi più accreditati spiccano Alberto Stefani per la Lega e Luca De Carlo per Fratelli d’Italia. Il centrosinistra si è già compatto attorno a Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso.
7 – Marche: sfida simbolica per il centrodestra – Le Marche andranno alle urne il 28 e 29 settembre. Il governatore uscente Francesco Acquaroli cerca la conferma per il centrodestra, mentre il centrosinistra ha scelto Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e oggi europarlamentare. La regione ha un valore strategico per Fratelli d’Italia, essendo stata una delle prime vittorie locali del partito nel 2019.
Turchia piegata al tie break (25-23, 13-25, 26-24, 18-25, 15-8) dopo una battaglia durata più di due ore
Campionesse del mondo. Le azzurre non smettono di stupire e di entusiasmare. L’infinita Italia di Julio Velasco torna a conquistare l’oro iridato dopo 23 anni (Berlino 2002) e lo fa al termine di una finale combattutissima contro la Turchia dell’italiano Daniele Santarelli. A Bangkok, dove l’anno scorso il ct guidò l’Italia al primo trionfo (la Nations League 2024) sotto la sua guida, la Nazionale continua nella sua striscia di vittorie arrivando a 36.
Equilibrio – Per la finale Velasco non cambia le scelte portate avanti per tutto il Mondiale e conferma Orro in regia, Egonu opposta al palleggiatore, Sylla e Nervini schiacciatrici, Fahr e Danesi al centro, De Gennaro libero. In avvio le scorie della semifinale vinta con il Brasile rimangono nella testa delle azzurre, soprattutto in quella di Egonu che nei primi tre attacchi non riesce a incidere: una difesa, un errore e una murata. Al quarto tentativo Paola si sblocca e tutta l’Italia ne giova. Si viaggia punto a punto per tutto il 1° set con la Turchia che cavalca appena può la potenza in attacco di Vargas mentre Orro cerca di variare di più il gioco. Nel finale di set sono più ciniche le azzurre che con un attacco vincente di Nervini chiudono il parziale. Il secondo set comincia in salita con l’Italia incapace di superare il muro: Nervini viene fermata a ripetizione mentre Egonu non riesce più a mettere palloni a terra. Velasco si gioca la carta Antropova al posto di Egonu (8-2 Turchia) ma l’inerzia del parziale non cambia. La squadra di Santarelli continua a dominare a muro (7-2 nei primi due set) e chiude il set con un ace di Vargas.
Sfida tra bomber – Il ct delle azzurre nel 3° set ripropone Egonu dall’inizio. Egonu ripaga la fiducia perché in attacco torna a passare con continuità (10 su 13 nel parziale, oltre a 2 muri e un ace). L’Italia arriva a condurre anche con 4 punti di vantaggio (13-9) ma la Turchia non molla grazie a un muro ermetico e ai colpi di Vargas. È proprio grazie a un turno in battuta dell’opposta turca che la squadra di Santarelli riesce ad annullare tre set point (dal 24-21 al 24-24) prima di capitolare sotto i colpi di Egonu. Già, proprio Paola, la bomber azzurra in difficoltà a inizio match. Sono suoi tutti i 5 punti azzurri che dal 21-21 lanciano le azzurre fino al 26-24. Con le spalle al muro la Turchia reagisce. Vargas si conferma bomber affidabile, le centrale Zehra GuneS e Eda Erdem sono rivali ostiche per Danesi e Fahr mentre l’Italia commette qualche errore di troppo e si lascia scappare le avversarie che chiudono con due attacchi di Vargas (10 punti nel 4° set). Come nel 4° set, anche nel tie-break Velasco preferisce Giovannini a Nervini. Nella partita a scacchi Velasco si gioca la carta Fersino in ricezione al posto di Sylla e ha ragione il ct: una difesa e qualche buona ricezione aiutano Orro nella costruzione del gioco. Un muro di Antropova – dentro con il doppio cambio – regala il 9-7. Il muro di Sylla dà il +3 (11-8). L’Italia vede il traguardo ma non c’è scritto arrivo. La scritta è chiara: campionesse del mondo! Il punto che fa partire la festa è un muro di Sylla.
Grande impresa dell’Italvolleydi Julio Velasco, che vola in finale dei mondiali di pallavolo femminile. Le azzurre hanno vinto una battaglia durissima in rimonta contro un grande Brasile solo 3-2 (22-25, 25-22, 28-30, 25-22, 15-13). L’Italia “vendica” la sconfitta maturata in Olanda nel 2022 quando proprio il Brasile di Ze Roberto negò la finale iridata alle azzurre. Nella finale in programma domani, domenica 7 settembre, l’Italia affronterà la Turchia che nella prima semifinale ha avuto la meglio sul Giappone 3-1.
L’impresa contro il Brasile – L’Italia torna in una finale mondiale dopo sette anni e conquista la 35esima vittoria consecutiva in gare ufficiali, battendo il Brasile di Gabi, battuto per la prima volta in un mondiale, al tie break 15-13 con l’ultimo punto di Paola Egonu in una partita difficilissima, dove alla fuoriclasse brasiliana non sono bastati 29 punti. La squadra di Velasco con alcune giocatrici acciaccate come Fahr e Orro perdono sul filo il primo set25-22 e ribattono colpo su colpo nelle secondo con lo stesso punteggio.
Il terzo parziale è stato il più tirato con le verdeoro che si sono imposte sul filo di lana 30-28. Poi l’Italia torna avanti, con Velasco che da i consigli giusti alla sua squadra per chiudere25-22 per il 2-2. Si va al tie break finale con l’Italia che parte avanti, poi superata dal Brasile ma alla fine le azzurre mettono testa e cuore e chiudono 15-13 per conquistare l’accesso in finale contro la Turchia del Ct italiano Daniele Santarelli, una sfida in casa per il libero azzurro Monica Di Gennaro.
Le parole di Sylla, Antropova, Fahr, Orro e Di Gennaro – «Una gara da infarto? Siamo state squadra dall’inizio, alla fine, non lo rifarei per la mia salute fisica e mentale…Gli avversari di domani non aspettano altro che metterci in difficoltà e dobbiamo partire non tese come oggi ma a tutto fuoco e ragionare nelle situazioni e stare sul pezzo e poi vedremo, è una finale. Oggi anche se in una giornata no, l’abbiamo trasformata in una giornata si, vediamo il bicchiere mezzo pieno e non ci siamo dimenticate del 2022», le parole di Myriam Sylla. «Non è stata oggi la miglior prestazione che potevamo fare ma abbiamo fatto vedere cuore e denti, eravamo tutte insieme e alla fine ce l’abbiamo fatta», ha aggiunto Ekaterina Antropova.
«È stata una vittoria di squadra, un sogno. Era una gara di testa, siamo state forti, rimanendo lì anche non giocando una pallavolo bella, ma l’abbiamo fatta funzionare in qualche modo. Sono emozionatissima, adesso dobbiamo finire il lavoro», ha aggiunto Sarah Fahr. Infine Alessia Orro ha messo in evidenza che «siamo in finale e finalmente abbiamo battuto il Brasile in un Mondiale. Domani sarà difficilissimo, ma dobbiamo pensare subito alle nostre sfidanti. Nonostante le difficoltà, non abbiamo mai mollato, siamo state brave a rimanere concentrate nonostante loro stessero giocando una pallavolo incredibile». Infine Moki Di Gennaro ha aggiunto: «E’ stata una bella gara come doveva essere una semifinale mondiale. Loro si sono espresse al meglio, ma noi abbiamo dimostrato di avere più carattere, siamo state lì nonostante tutto e penso che abbiamo meritato questa finale».
Il bus con a bordo lo staff della Nazionale di calcio lussemburghese U21 è finito fuori strada nei pressi della città di Languidic, in Bretagna. Già dimessi i cinque calciatori trasportati in ospedali per accertamenti. La partita è stata rinviata al 3 ottobre 2026
Under 21, rinviata Lussemburgo-Francia: malore e incidente per l’autista del pullman
Verrà recuperato nella giornata di sabato 3 ottobre 2026 il match tra le nazionali cadette della Francia e del Lussemburgo impegnate nelle qualificazioni per il Campionato Europeo 2027 Under 21. La Uefa, d’intesa con i responsabili delle due federazioni, ha infatti deciso di rinviare la partita originariamente in programma alle ore 18.30 di venerdì 5 settembre 2025, all’interno dello stadio Stade Yves Allainmat-Le Moustoir di Lorient, a causa di un incidente stradale in cui è rimasto coinvolto anche il pullman degli ospiti guidati dal commissario tecnico Mario Mutsch. L’episodio è avvenuto nella serata di giovedì 4 lungo la sulla Route Nationale 24, in direzione Rennes, nei pressi della città di Languidic, in Bretagna. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’autista del mezzo avrebbe accusato un malore. Il veicolo è finito fuori strada e, dopo aver colpito un terrapieno, è scivolato di qualche metro al di sotto della carreggiata, con i calciatori che sono rimasti intrappolati al suo interno.
Cinque calciatori in ospedale – Nessun problema meccanico è stato riscontrato sul veicolo che, al momento dell’impatto, stava trasportando una delegazione composta da 33 persone, fra i calciatori e i membri dello staff tecnico e medico. In seguito all’incidente stradale, la delegazione è stata trasferita e ospitata in una sala comunale del municipio di Languidic, mentre cinque membri della Nazionale Under 21 lussemburghese sono stati trasportati in ospedale per accertamenti e per sanare le ferite, tra cui tagli e contusioni. Sono già stati dimessi quasi in concomitanza con l’annuncio della Uefa, che ha rinviato il match, valido per il gruppo C delle qualificazioni per il Campionato Europeo 2027, al prossimo autunno.